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	<title>Evidenza &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Mario Draghi &#8220;tagliente&#8221;: negli Stati Uniti hanno sbagliato la loro previsione su euro &#8211; area</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Oct 2013 12:57:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di Alessandro Corneli / Mentre il presidente Barack Obama si apprestava a rendere nota la scelta del successore di Ben Bernanke, il presidente della Bce, Mario Draghi, teneva una conferenza all’Harvard Kennedy School di Cambridge in cui illustrava, con rara efficacia e sintesi, le ragioni e le radici profonde del processo di integrazione europea attraverso il mercato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_6429" aria-describedby="caption-attachment-6429" style="width: 495px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="Maio-Draghi-ComunicareItali" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Maio-Draghi-ComunicareItali.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-6429" title="Maio-Draghi-ComunicareItali" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Maio-Draghi-ComunicareItali.jpg" alt="Mario Draghi" width="495" height="278" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Maio-Draghi-ComunicareItali.jpg 495w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Maio-Draghi-ComunicareItali-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Maio-Draghi-ComunicareItali-480x270.jpg 480w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Maio-Draghi-ComunicareItali-469x263.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Maio-Draghi-ComunicareItali-160x90.jpg 160w" sizes="(max-width: 495px) 100vw, 495px" /></a><figcaption id="caption-attachment-6429" class="wp-caption-text">Mario Draghi</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">di Alessandro Corneli /</p>
<p style="text-align: justify;">Mentre il presidente <strong>Barack Obama</strong> si apprestava a rendere nota la scelta del successore di <strong>Ben Bernanke</strong>, il presidente della Bce, <strong>Mario Draghi</strong>, teneva una conferenza all<strong>’Harvard Kennedy School di Cambridge</strong> in cui illustrava, <strong>con rara efficacia e sintesi</strong>, le ragioni e le radici profonde del processo di integrazione europea attraverso il mercato unico, la moneta unica e un sistema bancario unico.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>MARIO DRAGHI SU EURO AREA: DA STATI UNITI  PREVISIONE ERRATA</strong><br />
Proprio alla fine dell’intervento, <strong>Draghi è stato tagliente</strong>: “Nei giorni bui della crisi – ha detto – alcuni commentatori da questa parte dell’Atlantico (cioè negli Stati Uniti – ndr), guardando l’euro-area, erano convinti che sarebbe fallita. Hanno sbagliato nella loro previsione”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>EURO ZONA: STATI MEMBRI DETERMINATI AD ANDARE AVANTI</strong><br />
Distinguendo tra un’area di libero scambio e un mercato unico, e sottolineando che la prima prevede la possibilità, per un partner, di ritirarsi, mentre la seconda è irreversibile, <strong>Draghi ha messo in chiaro la determinazione dei Paesi membri dell’eurozona di andare fino in fondo con tutte le implicazioni politiche che ne derivano</strong> e che non tolgono ai singoli Stati-membri  la capacità di fare meglio e di ricavare dall’unione i massimi vantaggi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>MARIO DRAGHI AVVERTE JANET YELLEN</strong><br />
I punti fermi di Draghi sono giunti a proposito poiché il presidente designato della Fed, la sua attuale vice presidente, Janet Yellen, più favorevole dello stesso Bernanke alla concessione dei maxi stimoli, dovrà decidere la tempistica  del progressivo ridimensionamento delle misure anti-crisi, ovvero la riduzione dell’immissione di nuova liquidità, attualmente intorno agli 85 miliardi di dollari al mese.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>YELLEN DOVRA&#8217; GESTIRE ALLUVIONE DI DOLLARI CHE PREOCCUPA ANCHE CINA E GIAPPONE</strong><br />
La <strong>Yellen assumerà l’incarico a gennaio</strong>, quando, probabilmente, l’attuale impasse dello shutdown sarà stata superata, <strong>poiché un default provocherebbe una recessione come quella del 2008 o peggio</strong>. Ma è chiaro che dovrà gestire l’alluvione di dollari che nel corso di questi ultimi anni ha invaso il mondo e che ha <strong>allarmato non poco la Cina e il Giappone.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il traguardo di una disoccupazione al 6-5% è duro da conseguire e, con i dollari già in circolazione, ci si attende una spinta inflazionistica, che l’Europa non vuole importare, anche se potrebbe far crescere la domanda dei beni importati dagli americani. Se è vero che la Bce è sulla strada di assumere un ruolo analogo a quello della Bce, diverge la valutazione sul ruolo della liquidità (inflazione) sullo sviluppo economico. <strong>La Bce non cederà su questo punto</strong>. Draghi lo ha fatto capire con chiarezza, togliendo speranza, in alcuni Paesi europei, circa un futuro prossimo allentamento della politica di rigore.</p>
<p style="text-align: justify;">Una buona moneta, sembra sostenere Draghi, obbliga a una sana competizione e a cercare di migliorare la competitività. Le sub-aree dell’eurozona che non ne sono convinte, devono ricredersi e gli Stati Uniti devono frenare l’afflusso di dollari prima di provocare un incendio mondiale da cui essi stessi non potrebbero salvarsi. Negli ambienti della Fed si afferma che gli incentivi (creazione di liquidità) saranno sospesi a partire dalla metà del prossimo anno. Una buona notizia per la politica fin qui tenuta dalla Bce.</p>
<p style="text-align: justify;">In prospettiva, spetterà proprio alla Yellen e a Draghi verificare i tempi e i modi per la costruzione della grande area economica euro-americana, ovvero come conciliare economia finanziaria ed economia reale.</p>
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		<title>Enrico Letta al meeting di Rimini: &#8220;tutto e il contrario di tutto&#8221; di Alessandro Corneli.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Aug 2013 11:32:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[Enrico Letta]]></category>
		<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Legge elettorale]]></category>
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					<description><![CDATA[di Alessandro Corneli &#8211; www.grrg.eu &#8211; Al meeting di Rimini, Enrico Letta ha ratificato, per quello che gli può competere, il presidenzialismo di fatto che “ha cambiato la storia del nostro Paese”. Ma questo è secondario. Sul piano politico, ha detto tre cose: &#8211;       “La legge elettorale è il cambiamento più urgente” &#8211;       “Gli italiani [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_6156" aria-describedby="caption-attachment-6156" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="enrico-letta-2 (2)" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/enrico-letta-2-2.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-6156" title="enrico-letta-2 (2)" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/enrico-letta-2-2.jpg" alt="Enrico Letta - PD - Presidente del Consiglio dei Ministri" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/enrico-letta-2-2.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/enrico-letta-2-2-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/enrico-letta-2-2-160x90.jpg 160w" sizes="(max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-6156" class="wp-caption-text">Enrico Letta - PD - Presidente del Consiglio dei Ministri</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;"><strong>di Alessandro Corneli &#8211; <a href="http://www.grrg.eu" target="_blank">www.grrg.eu</a> &#8211;</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Al meeting di Rimini, Enrico Letta ha ratificato, per quello che gli può competere, il presidenzialismo di fatto che “ha cambiato la storia del nostro Paese”. Ma questo è secondario. Sul piano politico, ha detto tre cose:</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211;       “La legge elettorale è il cambiamento più urgente”</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211;       “Gli italiani puniranno tutti quelli che anteporranno i loro interessi a quello comune che è quello dell’uscita dalla crisi”.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211;       ”Nessuno interrompa questo percorso di speranza che abbiamo cominciato per uscire dalla crisi”.</p>
<p style="text-align: justify;">Non c’è dubbio che la prima preoccupazione e il primo obiettivo di Letta sia di continuare a governare con questa maggioranza. A tal fine, vale l’avvertimento, implicito ma trasparente, a Berlusconi e al Pdl: non s’illudano di vincere le elezioni se faranno cadere il Governo; gli elettori non li seguirebbero. È probabile che Berlusconi, anche se a malincuore, condivida questa analisi. La fase di attesa per definire le conseguenze della sua condanna sono destinate a stancarlo e/o a provocare reazioni disordinate e controproducenti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Allora, perché tanta fretta per una nuova legge elettorale?</strong> Si sa che, anche in caso di crisi di governo, Napolitano non scioglierebbe le Camere se fosse ancora in vigore l’attuale legge elettorale: e questa è anche una garanzia per il governo Letta. Ma se tra pochi mesi ci fosse una nuova legge, in caso di crisi si andrebbe a elezioni anticipate. È logico che Letta prema per l’approvazione di una riforma che potrebbe incoraggiare il Pdl a provocare una crisi e andare alle elezioni anticipate?</p>
<p style="text-align: justify;">Non è logico. <strong>A meno che Letta ritenga difficile l’accordo su una nuova legge elettorale</strong>. Inoltre il Pd, che gode di una larga maggioranza alla Camera grazie al premio, non ha nessuna intenzione di sottoporsi a breve scadenza a una nuova prova elettorale. Per di più: con quale candidato premier? Letta o Renzi?</p>
<p style="text-align: justify;">Risulta evidente che la spinta di Letta sulla riforma elettorale è per la platea politica, è a futura memoria, è utile al dibattito quotidiano, ma <strong>non corrisponde a una reale intenzione</strong>. Inoltre allunga la protezione di Napolitano al Governo e allenta la pressione di Matteo Renzi.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa è politica. Come politica è la dichiarazione di Letta sulla finanza: ”Per un nuovo inizio c’è bisogno che si rimetta la finanza al proprio posto, la crisi è nata perché la finanza è uscita dal proprio ruolo ed è diventata al centro di tutto. Dobbiamo fare la lotta ai paradisi fiscali”. O sulle tasse: “le tasse dovranno scendere nel modo giusto”. O sulla crisi: ”l’uscita dalla crisi è a portata di mano”. E altri luoghi comuni sull’Europa, sulle virtù dell’Italia nonostante la propensione al conflitto tra guelfi e ghibellini.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, un Enrico Letta fiducioso nella possibilità di andare avanti e restare in sella, <strong>convinto che il tempo giochi a suo favore e logori “chi il potere non ce l’ha”, cioè Berlusconi</strong>, da una parte, e Grillo e Renzi, dall’altra parte. Nelle prossime settimane e nei prossimi mesi bisognerà concentrare l’attenzione sui movimenti interni del Pdl e la sua prossima riedizione come Forza Italia.</p>
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		<title>Napolitano: &#8220;Italia sia fondata davvero su lavoro&#8221;. Necessita regia innovativa per l&#8217;Italia</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2013/05/napolitano-italia-sia-fondata-davvero-su-lavoro-necessita-regia-innovativa-per-litalia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 May 2013 13:31:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Gallo]]></category>
		<category><![CDATA[Fondazione Paolo di Tarso]]></category>
		<category><![CDATA[gestione della conoscenza]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Napolitano]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[di Fabio Gallo &#8211; Direttore Editoriale Gruppo ComunicareITALIA Il problema dell&#8217;Italia è serio e non si dimezza la sua gravità affermando che si tratta di un problema condiviso da altre nazioni dell&#8217;Europa. La politica italiana, in particolare nell&#8217;ultimo decennio, non è stata capace di gestire il mercato che si stava aprendo nel settore IT &#8211; [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_5980" aria-describedby="caption-attachment-5980" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="Giorgio-Napolitano" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giorgio-Napolitano13.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-5980" title="Giorgio-Napolitano" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giorgio-Napolitano13.jpg" alt="Il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giorgio-Napolitano13.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giorgio-Napolitano13-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giorgio-Napolitano13-160x90.jpg 160w" sizes="(max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-5980" class="wp-caption-text">Il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;"><strong>di Fabio Gallo &#8211; Direttore Editoriale <a title="Gruppo Editoriale di Rete ComunicareITALIA" href="http://www.gruppocomunicareitalia.it" target="_blank">Gruppo ComunicareITALIA</a></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il problema dell&#8217;Italia è serio e non si dimezza la sua gravità affermando che si tratta di un problema condiviso da altre nazioni dell&#8217;Europa. La politica italiana, in particolare nell&#8217;ultimo decennio, non è stata capace di gestire il mercato che si stava aprendo nel settore <strong>IT &#8211; Innovation Tecnology</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Ne è consapevole il <strong>Presidente della Repubblica Italiana</strong> <a title="Presidenza della Repubblica Italiana" href="http://www.quirinale.it" target="_blank"><strong>Giorgio Napolitano</strong></a> che ha dichiarato: &#8220;<em>La verità è che sono cambiate le tecnologie, i termini dell&#8217;occupazione e si è colto molto in ritardo il dilagare della disoccupazione giovanile sia in occidente che nei Paesi emergenti e in Italia lo sentiamo molto acutamente e drammaticamente&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>LA POLITICA ITALIANA SPENDE MA NON INVESTE</strong><br />
La politica italiana ha consolidato un metodo arcaico di amministrare il bene comune in dicotomia con le reali esigenze dei mercati moderni: in pratica, la politica italiana è bravissima a spendere danaro pubblico, ma non ad investirlo. Non è bello per chiunque si consideri per davvero &#8220;italiano&#8221; dovere prendere atto dell&#8217;inadeguatezza dei politici italiani a dare risposte agli interrogativi del mercato moderno. Per di più, è stata capace di investire sia i fondi statali che quelli europei nella direzione della valorizzazione e ricerca di sistemi capaci di generare nuove economie. Con ciò, generando un buco enorme, probabilmente superiore a 300 miliardi di Euro che ogni anno, e ogni anno sempre più perché il mondo continua ad evolversi anche nelle differenze, fanno affondare la penisola italiana nel rischio di dover ricorrere alla vendita del suo oro a qualche nazione &#8220;corvo&#8221;, per poter risanare i propri debiti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>GIORGIO NAPOLITANO HA CAPITO TUTTO</strong><br />
Ritengo che il <strong>Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano</strong> abbia perfettamente compreso che la politica italiana necessiti di salto generazionale. I suoi messaggi forti e chiari sono stati accolti dalla stampa più volte: da Reggio Calabria, dalla quale auspicava una generazione di nuovi politici. Anche recentemente dalla <strong>Fiera del Libro</strong> (2013) <strong>Giorgio Napolitano</strong> ha dichiarato che l&#8217;Italia necessita di una classe dirigente nuove e adeguata ai tempi. Fino a giungere ad oggi, ad una dichiarazione che denuncia la reale necessità: <strong>&#8220;</strong><em><strong>la verità è che sono cambiate le tecnologie, i termini dell&#8217;occupazione&#8230;</strong>&#8220;</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;ARSENALE ITALIANO PER LE NUOVE ECONOMIE</strong><br />
Ci troviamo innanzi ad un gruppo di politici tradizionali, vecchio stampo, ancora seduti sulla poltrona, mentre tutto il mondo dell&#8217;Economia è in movimento. L&#8217;Italia dispone di un vero arsenale di Beni Culturali, Agroalimentari, Paesaggistici, Naturali e Tradizionali da fare invidia a mezzo universo. Un capitale che posto sulla bilancia dell&#8217;Economia Internazionale pende in maniera determinante a favore dell&#8217;Italia e del suo Pil. Ma la politica dorme, si frammenta, demolisce la nostra Nazione e diventa sempre più cieca rispetto al potere delle multinazionali sempre più intelligenti e invisibili. Il Governo deve ascoltare gli esperti in Gestione della Conoscenza perché la battaglia non è più solo politica ma molto più evoluta ai settori dell&#8217;intelligenza applicata alla produzione di nuove economie. Possiamo aumentare in pochissimo tempo il potere dell&#8217;Italia in modo esponenziale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>IL MADE IN ITALY</strong><br />
Il più forte Brand al mondo per gusto e qualità si chiama Made in Italy e la politica italiana ha consentito che divenisse il più imitato a vantaggio di economie &#8220;nere&#8221; che oggi, come avvoltoi, attendono di renderci schiavi. E ciò accadrà solo ed esclusivamente perché l&#8217;Italia ha nutrito sino ad oggi una classe politica che dai salotti televisivi vuole farci vedere le stelle ma non vede neanche il proprio dito che le indica. Tutto questo compromette definitivamente il lavoro e il mancato utilizzo di veri esperti nei settori strategici della gestione della Conoscenza &#8211; profeti delle nuove economie &#8211; ridurrà anche la speranza a macerie di una ulteriore sconfitta dell&#8217;Italia.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>QUANTO COSTA ALL&#8217;ITALIA L&#8217;UOMO GIUSTO AL POSTO SBAGLIATO?</strong><br />
In ultimo: avete mai calcolato quanto costa a tutti noi l&#8217;ignoranza di quanti occupano posti strategici per la crescita, nella politica, nella Pubblica Amministrazione, nella Sanità, etc, che non sono capaci? Avete mai provato a immaginare quanto costa all&#8217;Italia e a tutti noi l&#8217;ignoranza, l&#8217;incapacità, l&#8217;inadeguatezza di tali soggetti rispetto al loro prossimo? Anche questo è un problema serio, molto serio, che bisogna risolvere al più presto.</p>
<p style="text-align: justify;">Per Giorgio Napolitano &#8211; afferma <a title="TG COM - prima Azienda Europea privata d'Informazione multimediale" href="http://www.tgcom24.mediaset.it/politica/articoli/1097526/napolitano-in-ritardo-sulla-disoccupazione-.shtml" target="_blank">Tg Com</a> &#8211; la mancanza di lavoro, soprattutto per i più giovani, non è un problema solo italiano, ma di tutto l&#8217;occidente e dei Paesi emergenti. &#8220;La verità è che sono cambiate le tecnologie e i termini dell&#8217;occupazione: si è colto in ritardo il dilagare della disoccupazione giovanile&#8221;, ha detto infatti il capo dello Stato, sottolineando come l&#8217;Italia senta questo problema &#8220;molto acutamente e drammaticamente&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Dobbiamo essere &#8211; ha affermato Napolitano ai microfoni del Tg5 &#8211; una Repubblica all&#8217;altezza dell&#8217;articolo 1 della Costituzione, quel primo articolo ebbe grande significato. Si discusse moltissimo in assemblea costituente e si scelse questa dizione anziché l&#8217;altra &#8216;è una Repubblica dei lavoratori&#8217;. &#8216;Fondata sul lavoro&#8217; è qualcosa di più, c&#8217;è un principio regolatore a cui si debbono uniformare tutti gli attori sociali e tutte le rappresentanze politiche&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciò che ha sottolineato il presidente della Repubblica è come il problema della disoccupazione giovanile sia globale. &#8220;Il più importante settimanale internazionale di economia, The Economist, è uscito con una copertina ed un editoriale il cui titolo è &#8216;Una generazione senza lavoro&#8217;. Si parla, solo nei Paesi del mondo ricco, di 26 milioni di giovani che non sono più nel processo formativo, non fanno addestramento e non hanno lavoro. Nell&#8217;insieme, l&#8217;Organizzazione internazionale del lavoro ha fatto la cifra di 75 milioni di giovani disoccupati, qualcosa di simile alla popolazione di un grande Paese&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;IDEA DELLA FONDAZIONE &#8220;PAOLO DI TARSO&#8221; </strong><br />
Per non somigliare a coloro i quali abbiamo criticato, aridi di soluzioni, proponiamo un&#8217;idea giunta dalla <strong>Fondazione &#8220;Paolo di Tarso&#8221;</strong> (<a title="Fondazione Culturale &quot;Paolo di Tarso&quot; - Esperta in Gestione della Conoscenza" href="http://www.paoloditarso.it " target="_blank">www.paoloditarso.it)</a> che ha sviluppato una notevole esperienza nel delicato e innovativo settore della Gestione della Conoscenza: l&#8217;istituzione di una ristrettissima cerchia di esperti in gestione della conoscenza che abbia lo scopo di individuare e suggerire alla Politica linee strategiche da adottare immediatamente per <strong>&#8220;seminare intelligenza&#8221;</strong> e raccogliere prestissimo <strong>&#8220;nuove economie&#8221;</strong>. Un cerchia ristrettissima di intelligenze che potrebbe rispondere solo al <strong>Presidente della Repubblica</strong> e che rimane assolutamente invisibile. Potremmo scendere anche nei dettagli in modo diretto. Rispondiamo a <a href="mailto:redazione@comunicareitalia.it" target="_blank">redazione@comunicareitalia.it</a></p>
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		<title>Daniele Franco: interrompere subito spirale recessiva</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Mar 2013 12:09:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[(ASCA) &#8211; &#8221;Il quadro macroeconomico potrebbe risultare peggiore di quello previsto nella Relazione ove si riacutizzassero le tensioni sui mercati finanziari internazionali o se la ripresa dell&#8217;economia globale tardasse a manifestarsi. ECONOMIA IN ITALIA: INTERROMPERE SPIRALE RECESSIVA IN ATTO Occorre operare affinche&#8217; politiche economiche efficaci e credibili possano interrompere la spirale recessiva in atto nel [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_5716" aria-describedby="caption-attachment-5716" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="Crisi_in_Italia_2" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Crisi_in_Italia_21.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-5716" title="Crisi_in_Italia_2" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Crisi_in_Italia_21.jpg" alt="Daniele Franco Capo ricerca Economica della banca d'Italia avverte: interromper subito spirale recessiva" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Crisi_in_Italia_21.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Crisi_in_Italia_21-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Crisi_in_Italia_21-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-5716" class="wp-caption-text">Daniele Franco Capo ricerca Economica della banca d&#39;Italia avverte: interromper subito spirale recessiva</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">(ASCA) &#8211; &#8221;Il quadro macroeconomico potrebbe risultare peggiore di quello previsto nella Relazione ove si riacutizzassero le tensioni sui mercati finanziari internazionali o se la ripresa dell&#8217;economia globale tardasse a manifestarsi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ECONOMIA IN ITALIA: INTERROMPERE SPIRALE RECESSIVA IN ATTO</strong><br />
Occorre operare affinche&#8217; politiche economiche efficaci e credibili possano interrompere la spirale recessiva in atto nel nostro Paese quasi ininterrottamente dal 2008&#8221;. Lo ha detto <strong>Daniele Franco, capo della Ricerca Economica della Banca d&#8217;Italia</strong> nel corso di una audizione in parlamento.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>DANIELE FRANCO CAPO RICERCA ECONOMICA BANCA D&#8217;ITALIA</strong><br />
Franco ha anche sottolineato che &#8221;l&#8217;aggiornamento del quadro previsivo del Governo, incluso nella Relazione al Parlamento 2013, prefigura un calo del pil dell&#8217;1,3 per cento nel 2013 e un aumento della stessa entita&#8217; nel 2014&#8221;. Franco spiega infatti che &#8221;il prodotto si contrarrebbe ancora nel trimestre che si sta per concludere, ristagnerebbe nel successivo e riprenderebbe a crescere nella seconda meta&#8217; dell&#8217;anno. La ripresa si consoliderebbe nel 2014, beneficiando sia dell&#8217;accelerazione della domanda mondiale, sia della ripresa dell&#8217;accumulazione di capitale, specialmente in macchinari e attrezzature; i consumi delle famiglie, diminuiti di circa 6 punti percentuali nel biennio 2012-13, si espanderebbero allo stesso ritmo dell&#8217;attivita&#8217; economica&#8221;.</p>
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		<title>Fabio Gallo, intelligenza Connettiva? Italia nell&#8217;epoca mesozoica. Stiamo perdendo miliardi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Jan 2013 14:03:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Gallo]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[mcdonalds google]]></category>
		<category><![CDATA[potere della rete]]></category>
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					<description><![CDATA[La&#160;43° Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali tenutasi&#160;presso la Pontificia Università Lateranense ha discusso sul tema &#8220;Nuove Tecnologie e Nuove Relazioni&#8221;. Chiamati a relazionare innanzi ad una platea internazionale di cultori della materia, due esperti considerati &#8220;guru&#8221; della connettività moderna:&#160;Derrick De Kerckhove, direttore del Programma McLuhan in Cultura e Tecnologia (Università di Toronto), e Fabio Gallo, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_7511" aria-describedby="caption-attachment-7511" style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/fabio-gallo-derrick-de-kerckhove.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-7511" alt="fabio-gallo-derrick-de-kerckhove" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/fabio-gallo-derrick-de-kerckhove.jpg" width="790" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/fabio-gallo-derrick-de-kerckhove.jpg 790w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/fabio-gallo-derrick-de-kerckhove-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/fabio-gallo-derrick-de-kerckhove-457x270.jpg 457w" sizes="auto, (max-width: 790px) 100vw, 790px" /></a><figcaption id="caption-attachment-7511" class="wp-caption-text">Da ds.: Fabio Gallo e Derrick De Kerckhove nel corso della Conferenza sul tema “Nuove tecnologie, nuove relazioni” in occasione della Giornata Mondiale delle Comunicazioni 2009</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">La&nbsp;<strong>43° Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali</strong> tenutasi&nbsp;presso la <strong>Pontificia Università Lateranense</strong> ha discusso sul tema &#8220;Nuove Tecnologie e Nuove Relazioni&#8221;. Chiamati a relazionare innanzi ad una platea internazionale di cultori della materia, due esperti considerati &#8220;guru&#8221; della connettività moderna:&nbsp;<strong>Derrick De Kerckhove</strong>, direttore del <strong>Programma McLuhan</strong> in Cultura e Tecnologia (Università di Toronto), e <strong>Fabio Gallo</strong>, esperto di Intelligenza Connettiva e Gestione della Conoscenza della Fondazione &#8220;Paolo di Tarso&#8221;, autore di analisi che hanno consentito di individuare le strategie di Google in grado di&nbsp;rappresentare un serio pericolo per l&#8217;economia nazionale italiana, come poi&nbsp; realmente avvenuto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Già ad Assisi</strong>, nella Conferenza voluta da <strong>&#8220;Assisi Pax International&#8221;</strong> il <strong>2 Aprile 2005</strong> sul tema <strong>&#8220;Semplificazione del linguaggio dei Popoli&#8221;</strong>, Fabio Gallo aveva anticipato l&#8217;esigenza di porre sotto controllo di una specifica Commissione delle Nazioni Unite il motore di ricerca Google, per i rischi connessi all&#8217;algoritmo &#8220;antidemocratico&#8221; in grado di ottenere successo o insuccesso di chiunque o di qualsiasi prodotto, indipendentemente dalla verità.&nbsp; Ciò, perchè Google che si proponeva come &#8220;motore di ricerca&#8221; nascondeva, invece, la sua vera realtà di tipo commerciale che si sarebbe presto manifestata come&nbsp;<em>&#8220;un&#8217;agorà di informazioni generiche che più che informare avrebbero disinformato perché condizionate dal dovere produrre economia a qualsiasi costo: anche a costo della Verità e dei diritti acquisiti come fondamentali dall&#8217;Uomo&#8221;.&nbsp;</em></p>
<p style="text-align: justify;">E nel momento in cui la storia del&#8217;Uomo deve essere digitalizzata e con essa le religioni e i processi socio-economici, è dovere del mondo porsi alcune domande e ricercare le risposte in grado di tutelare verità ed economie.</p>
<p style="text-align: justify;">FABIO GALLO E LA GESTIONE DELLA CONOSCENZA<br />
Oggi le teorie di Fabio Gallo sulla gestione della Conoscenza non fanno più eco a se stesse come dimostra il Film presentato al&nbsp;<strong>Sundance Film Festival</strong>&nbsp;<a href="http://www.lastampa.it/2013/01/23/tecnologia/un-film-sulla-privacy-su-google-un-esperto-prevede-dominio-in-declino-PvVd1pncLJZZHzqjxkDeHP/pagina.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">(vedi link QUI)</a>. Ora sono in tanti a diffidare dai Motori di Ricerca e tra essi di Google, il più visibile tra essi. Iniziano a diventare molte le menti che&nbsp;diffidano dal colosso Google. Soprattutto da quando la Germania ha inteso tutelare la privacy dei propri cittadini e delle proprie istituzioni mettendo ripetutamente Google con le spalle al muro.</p>
<p style="text-align: justify;">Noi abbiamo deciso di approfondire questo argomento legato all&#8217;Intelligenza Connettiva e ad una speciale forma di Gestione della Conoscenza degna dei più grandi e sofisticati analisti&nbsp;capaci di discernimento in un ambiente complesso e molto, molto innovativo, ambiente per pochi eletti isolati dalla loro stessa intelligenza.</p>
<p style="text-align: justify;">A parere di Fabio Gallo mai, nella storia dell&#8217;Uomo, è stata generata una macchina di danaro tanto efficace come un Motore di Ricerca, più potente di ogni compagnia petrolifera, di ogni Stato, di ogni forma di Giustizia. <em>&#8220;Se un Motore di ricerca come Google lo volesse &#8211; </em>afferma Fabio Gallo<em> &#8211; un&#8217;azienda può diventare miliardaria nel giro di poche settimane. Il problema &#8211; continua l&#8217;esperto di gestione della Conoscenza &#8211; è il sistema che gestisce questo potere e il potere che i Motori di Ricerca hanno, è quello di non farsi verificare da nessuno.&#8221;</em></p>
<p style="text-align: justify;">Ma cos&#8217;è capace di fare un Motore di Ricerca che perdesse il senso della ragione? in molti dicono che senza un controllo disciplinato in modo autorevole e intelligente, potrebbe arrecare dall&#8217;Economia nazionale il più grande danno mai subito nella storia della Repubblica Italiana.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>INTERVISTA A FABIO GALLO</strong><br />
Intanto, abbiamo rivolto alcune domande a Fabio Gallo</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>IL PARLAMENTARE.IT: che effetto fa essere chiamato a relazionare nella Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali accanto al padre della connettività moderna?</strong><br />
<strong>Fabio Gallo:</strong>&nbsp;fino all&#8217;ultimo momento credevo di essere stato scambiato per un altro Fabio Gallo</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ILPARLAMENTARE.IT: i motori di ricerca sono davvero così pericolosi per la nostra economia?</strong><br />
<strong>Fabio Gallo:</strong> Certamente: la governeranno presto, dal turismo, al commercio di qualsiasi prodotto e non troveranno ostacoli. In Italia non esistono intelligenze politiche capaci di governare per il bene comune e, in modo particolare per il bene dell&#8217;Economia nazionale. I nostri politici spendono i soldi ma non li amministrano e per questo non sano guardare al di la del loro naso. Per questo, anche se i miei pensieri o quelli di altri appassionati analisti riuscissero ad anticipare questioni sociali con ricadute economiche serie a svantaggio della nostra nazione, tutto sarebbe inutile poiché per dare vita ad un sistema Italia che funziona c&#8217;è bisogno di gente che funziona. Le faccio un esempio: se nei supermercati regalassero l&#8217;Intelligenza e in quel momento il supermercato fosse pieno di politici, l&#8217;Intelligenza rimarrebbe tutta. Nessuno la prenderebbe perché per riconoscere l&#8217;Intelligenza ci vuole intelligenza.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>IL PARLAMENTARE.IT: Il chiaro riferimento alla politica perché?</strong><br />
<strong>Fabio Gallo:</strong> tutto dipende dalla politica, anche la sicurezza nazionale. Perdere ogni anno miliardi di euro senza sapere da dove, dovrebbe essere un buon problema da affrontare per la politica italiana ma, essendo poco intelligente nel senso connettivo essa, non intervenendo su certe questioni non difende l&#8217;Economia nazionale procura al Paese, per logica conseguenza, enormi perdite di economia e lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>IL PARLAMENTARE.IT:</strong> <strong>quindi i problemi della Rete, a suo parere, non sono legati alla privacy ma all&#8217;economia?</strong><br />
<strong>Fabio Gallo:</strong> certamente! vede: nel mondo avremo seri problemi di sicurezza perché le cose andranno sempre peggio essendo praticamente inesistenti politiche sociali concrete. A difendere gli ultimi è solo la Santa Sede che sacrifica ogni giorno donne e uomini di buona volontà per questo motivo. Il controllo della rete tramite i Cookie o altro è fondamentale per la sicurezza di tutti noi che dobbiamo abituarci ad essere sottoposti a controllo. D&#8217;altra parte nessuno deve temere nulla se non fa nulla di male. Il problema è la gestione deviata per fini commerciali che si fa dei dati che tra qualche anno saranno &#8220;big data&#8221; e cioè una quantità imponente di dati in grado di offrirci statistiche su usi e costumi di chiunque si affacci alla rete. Vedrà che se un domani visiterà un sito di canlature, dopo pochi istanti la bombarderanno di siti di calzature perchè l&#8217;algoritmo dei motori di ricerca ci riconosce. Essa, rappresenta una mecca per chi gestisce la conoscenza ma può rappresentare anche una gravissima violazione dei diritti dell&#8217;uomo oltre che dell&#8217;Economia delle Nazioni in generale. Soprattutto di una Nazione come l&#8217;Italia titolare della maggior parte di beni culturali, librari, paesaggistici, archeologici e antropologici d&#8217;interesse mondiale. Affidare la gestione di tutto questo ad altri, solo perché questi sono più fortunati ad avere governi che finanziano la ricerca, non è un peccato ma un vero e proprio delitto contro il più grande bene comune di una Nazione: l&#8217;Economia e il Lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>IL PARLAMENTARE.IT:</strong> <strong>lei pensa che possa trovarsi un rimedio a tutto questo?</strong><br />
<strong>Fabio Gallo:</strong> non penso, almeno fino a quando avremo parlamentari che giocano al video poker nelle aule del Parlamento Italiano.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>IL PARLAMENTARE.IT: ma Google è il male?</strong><br />
<strong>Fabio Gallo:</strong> assolutamente no, anzi, Google ha contribuito a dare tanto lavoro e a sviluppare nuove economie. Certo, bisogna vedere quanto ha dato e quanto ha preso. Ma è come sentir dire in Italia, nonostante siamo i Principi della tavola e della cucina mondiale, che McDonalds ci darà 3.000 posti di lavoro con tanto di citazione dell&#8217;art. 1 della Costituzione. Cosa gli vuoi dire? Lo devi ringraziare che ci da almeno qualche posto per fare scontrini e pulire i bagni. Il problema, dunque, non è McDonalds&nbsp;&nbsp;ma la politica italiana che non è capace di far produrre una panino italiano per farlo diventare un business mondiale.</p>
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		<title>Olio Extra Vergine di Oliva della Dieta Mediterranea: Simply Med entra sul mercato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Jun 2012 12:29:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Dieta Mediterranea]]></category>
		<category><![CDATA[olio extravergine di oliva]]></category>
		<category><![CDATA[Simply Med]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;Olio Extra Vergine di Oliva della Dieta Mediterranea si chiama Simply Med. Da poche ore è sul mercato distribuito in esclusiva mondiale dalla Dieta Mediterranea srl. E&#8217; un prodotto di assoluta eccellenza: una “spremuta” di Olive pregiatissime proveniente dalle Verdi e Assolate Colline Calabresi dell’Alto Ionio Cosentino. OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA DELLA DIETA MEDITERRANEA &#8211; COME ACQUISTARE E&#8217; già in vendita e potete acquistarlo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_4783" aria-describedby="caption-attachment-4783" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="olio-dieta-mediterranea-simplymed" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/olio-dieta-mediterranea-simplymed.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-4783" title="olio-dieta-mediterranea-simplymed" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/olio-dieta-mediterranea-simplymed.jpg" alt="Olio Extra Vergine di Oliva della Dieta Mediterranea &quot;Simply Med&quot; - nella foto Silvia Lanzafame" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/olio-dieta-mediterranea-simplymed.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/olio-dieta-mediterranea-simplymed-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/olio-dieta-mediterranea-simplymed-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-4783" class="wp-caption-text">Olio Extra Vergine di Oliva della Dieta Mediterranea &quot;Simply Med&quot; - nella foto Silvia Lanzafame</figcaption></figure>
<p>L&#8217;<strong>Olio Extra Vergine di Oliva della Dieta Mediterranea </strong>si chiama <strong>Simply Med. </strong>Da poche ore è sul mercato distribuito in esclusiva mondiale dalla <a href="http://www.dietamediterraneasrl.it/" target="_blank">Dieta Mediterranea srl</a>. E&#8217; un prodotto di assoluta eccellenza: una <strong>“spremuta” di Olive pregiatissime</strong> proveniente dalle <strong>Verdi e Assolate Colline Calabresi dell’Alto Ionio Cosentino</strong>.</p>
<p>OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA DELLA DIETA MEDITERRANEA &#8211; COME ACQUISTARE<br />
E&#8217; già in vendita e <strong>potete acquistarlo on line</strong> cliccando su <a title="Acquisto prodotti della Dieta Mediterranea - Cibo Sano 100% ITALIA " href="http://www.dietamediterraneasrl.it" target="_blank">www.dietamediterraneasrl.it</a>, il singolare E-SHOP dedicato alla celebre Dieta Mediterranea che l&#8217;UNESCO, giustamente, ha proclamato Patrimonio Immateriale dell&#8217;Umanità e che, la <a href="http://www.dietamediterraneasrl.it/" target="_blank">Dieta Mediterranea srl</a> ha trasformato in un modello di mercato ricercatissimo con un Marchio di alto livello: la Master Brand Etica <strong>&#8220;Simply Med &#8211; i prodotti della Dieta Mediterranea&#8221; </strong>che diffonde esclusivamente Cibo Sano 100% ITALIA. E&#8217; già on line anche l&#8217;elegante <a href="http://www.prodottidelladietamediterranea.it" target="_blank">E-BOOK SIMPLY MED</a> ove, intelligentemente, i Prodotti della Dieta mediterranea vengono uniti a meravigliose immagini del Territorio.</p>
<p>A dare notizia<strong> </strong>e a mostrare l’originale “<strong>Lattina da 5 Litri”</strong> formato famiglia, è la <strong>giovane imprenditrice Silvia Lanzafame</strong>, Amministratore Unico della <a href="http://www.dietamediterraneasrl.it/" target="_blank">Dieta Mediterranea srl</a>. Già pronti anche i <strong>formati bottiglia da 250 ml,</strong> <strong>750 ml &#8220;Bilogico&#8221;</strong> e lattina da <strong>250 ml &#8220;Biologico&#8221;. </strong>Le confezioni, oltre a contenere il pregiatissimo Olio<strong>, </strong>sono belle anche esteticamente, al punto tale, da essere considerate un piccolo gioiello da tavola già richiestissimo. Lo scopo è quello di renderlo &#8220;unico, inconfondibile e inimitabile&#8221;.</p>
<p><strong>[nggallery id=5]</strong></p>
<p>SILVIA LANZAFAME A.D. DI DIETA MEDITERRANEA SRL<br />
<em>“Il mercato cui noi facciamo riferimento si fonda su principi etici, sulla <strong>Green Economy</strong> , sul V<strong>ivere Sano</strong> e sul <strong>Diritto alla Salute</strong>. Questioni molto sentite dai cittadini del mondo. Per questo avvertiamo forte l&#8217;esigenza di scegliere i nostri prodotti uno ad uno, con cura e conforto scientifico. Dopo tanti sforzi posso dire di essere molto felice perché <strong>Simply Med &#8211; i Prodotti della Dieta Mediterranea</strong> è sostenuto e condiviso da Alte istituzioni che guardano sia alla necessità di promuovere il lavoro delle <strong>Aziende Contadine Italiane</strong> che, contestualmente, il <strong>diritto alla salute e al Cibo Sano.</strong> Con la realizzazione del primo <strong>Olio Extra Vergine di Oliva della Dieta Mediterranea</strong> <strong>“Simply Med” </strong>siamo certi, inoltre, di avere realizzato il sogno di tanti: da <strong>Ancel Keys</strong> agli esperti di Nicotera, del Cilento, della Puglia , della Sicilia. Essi hanno sempre auspicato con i loro studi di riferimento che accadesse il miracolo che oggi, noi giovani imprenditori, abbiamo realizzato rendendo &#8220;mangiabili&#8221;<strong> i prodotti della Dieta Mediterranea</strong> </em> .<em><br />
</em><em>La <a href="http://www.dietamediterraneasrl.it/" target="_blank">Dieta Mediterranea srl</a>  collabora con le sue Aziende di riferimento</em><em>. Mi sia consentito di ringraziare, a nome di tutti i miei collaboratori,  <strong>Pierluigi Marino</strong> perché ha seguito con intelligenza il nostro percorso intuendone l&#8217;orizzonte nuovo. Allo stesso tempo intendo ringraziare il <a title="La Comunicazione del Brand Italia e del Made in Italy" href="http://www.googleitaly.it" target="_blank">Gruppo ComunicareITALIA </a>che con le sue Testate Giornalistiche ci sta conducendo nel villaggio globale con classe ed efficacia.</em></p>
<p>Alla domanda “qual è la differenza tra l’Olio Extravergine di Oliva Simply Med e altro Olio” la risposta è stata granitica: <strong>“L’Olio Simply Med è selezionato e scelto per essere il Principe della Dieta Mediterranea”.</strong></p>
<p>OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA DELLA DIETA MEDITERRANEA &#8220;SIMPLY MED&#8221;<br />
Nel momento di massima crisi economia italiana si apre, dunque, una finestra di ottimismo e positività che parte dal basso per dare vita ad un modello di mercato dedicato a chi ama portare a tavola il &#8220;Cibo che fa bene&#8221;, quello delle tradizioni contadine italiane che sono depositarie della fecondità culturale del Mediterraneo a tavola. Il nutrizionista e fisiologo americano Ancel Keys fu così tanto affascinato dalla bontà del cibo e dal fascino della cultura alimentare del Sud dell&#8217;Italia, che decise di farne la sua dimora eterna. Ancel Keys, infatti, diventò famoso proprio grazie alle tradizioni alimentari contadine del Mezzogiorno d&#8217;Italia che lui stesso racchiuse nelle due parole  &#8220;Dieta Mediterranea&#8221;.</p>
<p>LA DIETA MEDITERRANEA E I GRANDI PENSATORI<br />
<em>&#8220;Sono in tanti a dare voce e con competenza alla Dieta Mediterranea</em> &#8211; ha affermato l&#8217;Imprenditrice <strong>Silvia Lanzafame</strong>: <em>da <a title="Ancel Keys" href="http://www.ladietamediterranea.eu/category/ancel-keys/" target="_blank">Ancel Keys</a>, a <a title="Manifesto della Dieta Mediterranea" href="http://dietamediterranea-accademia.it/documenti/Manifesto-dieta-mediterranea.pdf" target="_blank">Fausto Catarelli</a>, a <a title="Istituto Nazionale Dieta mediterranea" href="http://www.indim.it/" target="_blank">Flaminio Fidanza</a>, ad <a title="Istituto Nazionale Dieta Mediterranea" href="http://www.indim.it/" target="_blank">Antonino De Lorenzo</a>. Tutti grandi esperti dei quali insegnamenti, per il loro grande contributo alla conoscenza, dobbiamo tutti essere onorati di sentirci discepoli. Per questi uomini la Dieta Mediterranea srl nutre profonda ammirazione. </em></p>
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		<title>Corrado Passera lancia allarme: gli italiani in crisi sono 28 milioni. Attivare subito crescita.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Jun 2012 10:04:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[Corrado Passera]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Governo Italiano]]></category>
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					<description><![CDATA[Metà degli italiani lotta tutti i giorni contro gli effetti del lavoro che non c&#8217;è o che non c&#8217;è più. Per 28 milioni la crisi non è qualcosa di cui preoccuparsi leggendo il giornale o guardando la tv. E&#8217; problema tangibile, urgente il cui antidoto, secondo il governo, è uno sopra tutti: far ripartire la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_4635" aria-describedby="caption-attachment-4635" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="Ministro-Corrado-Passera" href="https://ilparlamentare.it/?attachment_id=4635"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-4635" title="Ministro-Corrado-Passera" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Ministro-Corrado-Passera2.jpg" alt="Corrado Passera" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Ministro-Corrado-Passera2.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Ministro-Corrado-Passera2-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Ministro-Corrado-Passera2-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-4635" class="wp-caption-text">Corrado Passera</figcaption></figure>
<p>Metà degli italiani lotta tutti i giorni contro gli effetti del lavoro che non c&#8217;è o che non c&#8217;è più. Per 28 milioni la crisi non è qualcosa di cui preoccuparsi leggendo il giornale o guardando la tv.</p>
<p>E&#8217; problema tangibile, urgente il cui antidoto, secondo il governo, è uno sopra tutti: far ripartire la crescita. Al Festival dell&#8217;Economia di Trento il ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, fa due conti: «Siamo in un&#8217;Europa in cui probabilmente 50 milioni di persone o sono disoccupate o sono sotto-occupate. Moltiplicando per quattro parenti o persone che vivono insieme, diventano 200 milioni di persone».</p>
<p>Rapportando i numeri alla situazione italiana, il ministro calcola che «i problemi del lavoro toccano direttamente da 5 milioni a 7 milioni di persone. Questo contando disoccupati, cassintegrati, inoccupati, cioè chi non cerca più lavoro, e sottoccupati, ovvero chi non ha uno stipendio sufficiente a sbarcare il lunario».</p>
<p>Ecco, moltiplicando tale numero anche in questo caso per quattro «fa 28 milioni di persone: metà della popolazione». Cifra sufficiente a creare «una situazione per cui con ansia, ogni giorno, mi chiedo cosa aggiungere all&#8217;agenda della crescita», dice Passera. E, se è vero che «una società è molto più della sua economia», urge cambiare passo. «Serve la crescita» e «tanto sostenuta da essere sufficiente a rispondere alla domanda di lavoro».</p>
<p>Una prima risposta arriverò in settimana con la presentazione del decreto sviluppo: 78 articoli che toccheranno, nelle intenzioni del governo, tutte le leve della crescita, dal credito d&#8217;imposta per l&#8217;assunzione di personale qualificato, alle misure per l&#8217;edilizia, fino alla velocizzazione del diritto fallimentare e all&#8217;estensione a tutti della Srl a un euro, finora dedicata ai giovani. Per Passera serve una crescita che sia «anche sostenibile, cioè non drogata dal debito».</p>
<p>E chiaro poi che «il Pil non tiene conto di come si crea la crescita. Se però il debito pubblico o quello privato sono eccessivi, poi i nodi vengono al pettine». Assicura, sul punto: «La robustezza che il governo ha usato sui conti per non scivolare verso una situazione quasi greca non verrà meno».</p>
<p>a cura di Francesco Spini, La Stampa &#8211; Economia</p>
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		<title>Crisi: la soluzione in 4 mosse proposte da Dennis Snower, presidente dell’IFW</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 May 2012 17:05:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[Beppe Grillo]]></category>
		<category><![CDATA[crisi finanziaria]]></category>
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					<description><![CDATA[L’attuale impianto di contrasto alla crisi dell’euro non sembra funzionare più. La ricerca di alternative è febbrile, ed il presidente di uno dei più autorevoli centri studi economici tedeschi propone quattro punti per salvare la moneta unica europea. EUROFALLIMENTO – Al momento né il Fiscal Compact, né il sistema banco sovrano stimolato per ridurre il costo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a class="lightbox" title="Euro" href="https://ilparlamentare.it/?attachment_id=4586"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-4586" title="Euro" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Euro.jpg" alt="" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Euro.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Euro-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Euro-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a>L’attuale impianto di contrasto alla crisi dell’euro non sembra funzionare più. La ricerca di alternative è febbrile, ed il presidente di uno dei più autorevoli centri studi economici tedeschi propone quattro punti per salvare la moneta unica europea.</p>
<p><strong>EUROFALLIMENTO –</strong> Al momento né il Fiscal Compact, né il sistema banco sovrano stimolato per ridurre il costo del debito pubblico dei paesi in eurocrisi sembra funzionare. Ecco perché bisogna provare a cambiare l’impianto della politica economica per contrastare una crisi che rischia davvero di minacciare l’esistenza della moneta unica. Dennis Snower, presidente dell’IFW, uno dei più importanti centri studi economici europei, propone quattro punti per risollevare le sorti della valuta europea, rimarcando tutti i difetti delle misure finora messe in campo. Il Fiscal Compact ha imposto una lotta al deficit troppo, un consolidamento fiscale così rigido che ha affossato le economie e creato debiti invece che diminuirli. Al contempo la richiesta di ricapitalizzazione delle banche, che devono aumentare il loro capitale sociale, provoca una restrizione del credito che aggrava la congiuntura economica negativa. L’attuale politica della Bce di bassi tassi di interesse è troppo rischiosa, perché potrebbe generare facilmente bolle speculative alla fine pericolose per l’economia. Infine, nota Dennis Snower, i fondi salva euro Efsf ed Esm non hanno la dotazione finanziaria per affrontare un’eventuale crisi di Spagna e Italia.</p>
<p><strong>LEGGI ANCHE: <strong><a title="“L’intervista di Beppe Grillo contro l’euro e i politici”" href="http://www.giornalettismo.com/archives/335216/lintervista-di-beppe-grillo-contro-leuro-e-i-politici/">L’intervista di Beppe Grillo contro l’euro e i politici</a></strong></strong></p>
<p><strong>NO EUROBOND, NO INFLAZIONE –</strong> Il presidente dell’Ifw si schiera contro la prospettiva di ridurre il debito dei paesi in crisi tramite politiche inflazionistiche, che permettono di ridurre il costo reale dell’indebitamento, e tuona contro gli eurobond. Il parere di Dennis Snower è infatti ospitato da <a href="http://www.faz.net/aktuell/wirtschaft/schuldenkrise-vier-punkte-plan-fuer-europa-11765122.html" target="_blank">Frankfurter Allgemeine Zeitung</a>, il più importante quotidiano conservatore della Germania, tradizionale sostenitore della Cdu di Angela Merkel. Secondo Snower gli eurobond provocherebbero una sbagliata allocazione del premio di rischio, perché i tassi di interesse che un paese paga non sarebbero più in relazione rispetto alla sua solvibilità. Anche la prospettiva di far stabilizzare i mercati attraverso una politica di bassi tassi di interesse, che potrebbe provocare una spinta inflazionista- in realtà assente visto l’andamento degli aggregati monetari all’interno dell’euroarea – viene respinta dall’economista, che propone invece quattro punti alternativi per rendere sostenibile e duratura la soluzione dell’eurocrisi.</p>
<p><strong>CAMBIARE IL FISCAL COMPACT –</strong> Il primo cambiamento da approntare alla politica europea è una ridefinizione del Fiscal Compact, che deve essere meno rigido e lasciare più spazio ai singoli paesi. Per Snower è fondamentale allentare il processo di consolidamento fiscale imposto dal nuovo Trattato, che ha generato un circolo vizioso di tagli e nuove imposte che hanno aggravato la recessione ed aumentato l’indebitamento. Per Snower sarebbe opportuno inserire nella Costituzione dei paesi europei non il pareggio di bilancio, ma un tetto massimo di indebitamento, posto al 60% del Pil. Inoltre, dovrebbe essere fissata una direttiva che impone politiche espansive durante una recessione, ma anche politiche restrittive durante fasi favorevoli di congiuntura. Allo stresso tempo secondo il presidente di Ifw è necessario imporre criteri di solvibilità dei paesi membri della Ue, così da spegnere il cosiddetto rischio di contagio. In caso un paese Ue non fosse più solvibile, la Bce non dovrebbe più intervenire per salvarlo, ma bisognerebbe introdurre un procedimento per gestire questa fase di default.</p>
<p><strong>NUOVE REGOLE BANCARIE –</strong> Altri due punti riguardano gli investimenti comunitari e nuove regole del sistema finanziario europeo. Per Snower sarebbe importane un accresciuto utilizzo dei fondi di investimento europei, da stimolare attraverso una maggiora dotazione finanziaria della Bei, la Banca per gli investimenti, un punto tra l’altro ormai condiviso tra tutti gli attori della Ue. Meno condivisa ma sicuramente più interessante viste le sue profonde ricadute sul sistema finanziario continentale sarebbe una revisione del principio del “Too big to fail”. Come si nota ora nel caso di Bankia, quando una banca è troppo grossa il suo fallimento deve essere evitato per non generare un crack economico ancora peggiore. Il moral hazard di questi attori finanziari è troppo elevato, perché sanno che in ogni caso saranno salvati dai poteri pubblici. Snower propone allora di trasformare il capitale finanziario in capitale sociale, nel momento in cui questo dovesse scendere sotto una soglia minima a causa dell’eccesso di indebitamento. Una simile misura stimolerebbe maggior controllo da parte degli azionisti, e impedirebbe la crescita a dismisura di nuovi debiti, pena la revisione del controllo dell’impresa. a cura de il giornalettismo</p>
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		<title>Crisi Finanziaria &#8211; Giogio Napolitano: complicata anche da politiche restrittive</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 May 2012 17:46:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[crisi finanziaria]]></category>
		<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
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					<description><![CDATA[La crisi, nata come sofferenza finanziaria negli Stati Uniti, si e&#8217; caratterizzata nei Paesi dell&#8217;Eurozona come crisi del debito sovrano ed e&#8217; &#8220;poi diventata crisi economica e sociale, complicatasi anche a seguito delle politiche di bilancio restrittive, alle scelte di risanamento e al consolidamento fiscale adottate per far fronte alla pressione dei mercati sui titoli [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_4564" aria-describedby="caption-attachment-4564" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="Mario_Monti_Giorgio_Napolit" href="https://ilparlamentare.it/?attachment_id=4564"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-4564" title="Mario_Monti_Giorgio_Napolit" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Mario_Monti_Giorgio_Napolit1.jpg" alt="Giorgio Napolitano Mario Monti" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Mario_Monti_Giorgio_Napolit1.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Mario_Monti_Giorgio_Napolit1-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Mario_Monti_Giorgio_Napolit1-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-4564" class="wp-caption-text">Giorgio Napolitano Mario Monti</figcaption></figure>
<p>La crisi, nata come sofferenza finanziaria negli Stati Uniti, si e&#8217; caratterizzata nei Paesi dell&#8217;Eurozona come crisi del debito sovrano ed e&#8217; &#8220;poi diventata crisi economica e sociale, complicatasi anche a seguito delle politiche di bilancio restrittive, alle scelte di risanamento e al consolidamento fiscale adottate per far fronte alla pressione dei mercati sui titoli del nostro debito pubblico&#8221;. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, alla presentazione al Quirinale del Rapporto dell&#8217;Arel sulla condizione giovanile. La condizione giovanile &#8211; ha sottolineato &#8211; &#8220;si e&#8217; fatta sempre piu&#8217; critica con il dispiegarsi degli effetti della crisi&#8221;. Agi</p>
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		<title>Tasse e pressione fiscale incombono sul futuro. Il record negativo dell&#8217;Europa l&#8217;Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 May 2012 12:05:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[pressione fiscale]]></category>
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					<description><![CDATA[Italia in testa in Europa per la pressione fiscale sul lavoro: l&#8217;ennesima conferma giunge da Eurostat. Nel 2010, in base ai dati resi noti oggi, il peso &#8216;implicito&#8217; &#8211; ovvero tasse più oneri sociali &#8211; dello Stato sul costo del lavoro è salito dal 42,3 del 2009 al 42,6%. Nei 17 Paesi dell&#8217;Eurozona il tasso [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a class="lightbox" title="economia3t" href="https://ilparlamentare.it/?attachment_id=4504"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-4504" title="economia3t" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/economia3t2.jpg" alt="" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/economia3t2.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/economia3t2-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/economia3t2-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a>Italia in testa in Europa per la pressione fiscale sul lavoro: l&#8217;ennesima conferma giunge da Eurostat. Nel 2010, in base ai dati resi noti oggi, il peso &#8216;implicito&#8217; &#8211; ovvero tasse più oneri sociali &#8211; dello Stato sul costo del lavoro è salito dal 42,3 del 2009 al 42,6%. Nei 17 Paesi dell&#8217;Eurozona il tasso medio è stato del 34%.</p>
<p>Quest&#8217;anno il peso del fisco sulle spalle degli italiani &#8211; persone fisiche &#8211; è destinato a crescere di quasi due punti percentuali passando dal 45,6 al 47,3%. Lo ha reso noto oggi Eurostat, secondo il quale resterà invece ferma al 31,4% la pressione sulle aziende.</p>
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