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	<title>eugenio scalfari &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Ma Scalfari spinge per la terza guerra mondiale?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Aug 2014 23:10:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Top News]]></category>
		<category><![CDATA[eugenio scalfari]]></category>
		<category><![CDATA[nuovo ordine monetario internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[papa francesco]]></category>
		<category><![CDATA[terza guerra mondiale]]></category>
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					<description><![CDATA[di Alessandro Corneli /grrg.eu/ L’interrogativo nasce leggendo l’articolo odierno di Eugenio Scalfari su laRepubblica. Non nella prima parte in cui, riprendendo il discorso di papa Francesco sulla “terza guerra mondiale a puntate”, elenca i punti delle principali crisi, né nella seconda parte dell’articolo in cui esamina il ruolo dello SI (Stato Islamico), limitandosi a dire che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_8168" aria-describedby="caption-attachment-8168" style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/guerra-monetaria.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-8168" alt="guerra-monetaria-usa-russia-cina-europa" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/guerra-monetaria.jpg" width="790" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/guerra-monetaria.jpg 790w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/guerra-monetaria-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/guerra-monetaria-457x270.jpg 457w" sizes="(max-width: 790px) 100vw, 790px" /></a><figcaption id="caption-attachment-8168" class="wp-caption-text">Terza Guerra Monetaria Mondiale</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">di Alessandro Corneli /grrg.eu/</p>
<p style="text-align: justify;">L’interrogativo nasce leggendo l’articolo odierno di Eugenio Scalfari su <em>la</em><em>Repubblica</em>. Non nella prima parte in cui, riprendendo il discorso di papa Francesco sulla “terza guerra mondiale a puntate”, elenca i punti delle principali crisi, né nella seconda parte dell’articolo in cui esamina il ruolo dello SI (Stato Islamico), limitandosi a dire che si tratta di “una guerra di religione di contrapposte civiltà”. Il Califfato ha come nemici i cristiani, l’Occidente e i ricchi. Ma il presidente Obama, che pure vede la minaccia, “non ha molta voglia di impegnarsi a fondo nel Mediterraneo e in Mesopotamia. Il suo obiettivo in una società multipolare è l’intesa con l’America Latna e il Pacifico”. Quanto all’Europa, “non ha le forze”.</p>
<p style="text-align: justify;">Il punto critico viene nella terza parte dell’articolo, dedicata a Mario Draghi, la persona che, secondo Scalfari, conta più di tutte le altre in Europa. Il suo compito specifico non è di battere la deflazione, su cui non può fare molto, ma “di aumentare il tasso d’inflazione”, cioè di <strong>aumentare la liquidità</strong>. Scalfari riassume i mezzi a disposizione del governatore della Bce ma, sottolinea, <strong>“lo strumento numero uno cui Draghi mira… è il tasso di cambio dollaro-euro”</strong>. Il tasso ideale sarebbe 1,10 ma ci si potrebbe accontentare di 1,20.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco la domanda posta da Scalfari: “Con quali strumenti può ottenere questo risultato con quella rapidità che provoca uno shock positivo nelle aspettative per quanto riguarda soprattutto l’esportazione europea?”.</p>
<p style="text-align: justify;">E fornisce la sua risposta, che è la chiave dell’articolo: “E’ molto semplice:<strong>vendendo sul mercato dollari</strong> in quantità sufficiente a premere efficacemente sulle quotazioni”. Secondo Scalfari, “la vendita avrebbe un triplo risultato: svalutazione dell’euro, aumento dell’inflazione, investimenti causati dalle esportazioni, cioè da una accresciuta domanda estera”.</p>
<p style="text-align: justify;">Forse non ho capito bene e non so ragionare bene, ma se l’Europa vendesse dollari a mani basse, le quotazioni internazionali del dollaro cadrebbero e <strong>ci sarebbe una fuga dalla moneta americana (e dai titoli di Stato americani</strong> che perderebbero valore) che, rientrando negli Usa, scatenerebbe in quel Paese una spaventosa inflazione. Ora pongo io una domanda: gli Usa potrebbero tollerare che, dopo la Cina e la Russia che sostengono da tempo la necessità di rimuovere il dollaro-centrismo, anche l’Europa sferri un duro colpo alla loro moneta? Equivarrebbe a distruggere la Nato e la partnership euro-americana (oltre a mandare all’aria l’attuale negoziato transatlantico). Lo sconvolgimento sarebbe tale da provocare sul serio la terza guerra mondiale.</p>
<p style="text-align: justify;">Non dico che non si debba rivedere al ribasso il ruolo internazionale del dollaro, anzi lo sostengo. Ma non a rischio di provocare un cataclisma. <strong>Spetta agli Usa comprendere che il ruolo egemonico della loro moneta deve essere modificato</strong>, ma d’intesa con i grandi partner e i maggiori Paesi: <strong>Europa, Cina, Russia</strong>. Purtroppo l’establishment americano non è di questo parere e non esprime un Presidente che dovrebbe porre al centro della sua azione politica internazionale, politica ed economica, un negoziato su un <strong>nuovo ordine monetario internazionale</strong>. Impresa gigantesca che potrebbe essere affrontata da menti superiori e con una consapevolezza morale di lungo termine riguardo ai destini del mondo. <strong>Quella che papa Francesco cerca di portare alla luce,</strong> <strong>condannando ripetutamente un sistema economico e culturale fondato principalmente sulla speculazione a breve termine.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Draghi, vicino alla scadenza del suo mandato, e in pole position per salire al Quirinale, in modo esplicito non ha affrontato questo tema, anche perché vincolato dal suo ruolo formale; ma, una volta lasciato questo, con quale autorevolezza e potere potrebbe parlare e/o agire posto che condivida questa esigenza? La Germania sembra incerta e spaventata. Confuso è il Regno Unito. E la Francia, unica potenza in grado di esprimere idee universali, non ha un leader all’altezza della situazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Il pericolo è proprio in questa latitanza di idee forti e di uomini coraggiosi e con una visione che vada al di là della poltrona che hanno conquistato e cercano di mantenere attraverso espedienti. Compito loro facilitato dalle mezze figure di cui si circondano.</p>
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		<title>La Legge Elettorale secondo Eugenio Scalfari. Alessandro Corneli: assai poco accettabile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Jan 2014 21:12:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Top News]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro corneli]]></category>
		<category><![CDATA[eugenio scalfari]]></category>
		<category><![CDATA[Legge elettorale]]></category>
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					<description><![CDATA[di Alessandro Corneli / Dopo aver precisato che “a me Renzi non ispira molta fiducia né come segretario del Pd né come eventuale presidente del Consiglio” ma che comunque deve restare al suo posto anche se il Parlamento modificasse la proposta di legge elettorale, Eugenio Scalfari scrive oggi che “la legge da lui (Renzi – [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/eugenio-scalfari1.jpg"><img decoding="async" alt="eugenio-scalfari" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/eugenio-scalfari1.jpg" width="790" height="466" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Eugenio Scalfari</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">di Alessandro Corneli /</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo aver precisato che “a me Renzi non ispira molta fiducia né come segretario del Pd né come eventuale presidente del Consiglio” ma che comunque deve restare al suo posto anche se il Parlamento modificasse la proposta di legge elettorale, Eugenio Scalfari scrive oggi che “la legge da lui (Renzi – ndr) presentata è assai poco accettabile”.</p>
<p style="text-align: justify;">Il fondatore di Repubblica ne ha capito bene il senso: trasforma in portatori d’acqua, senza rappresentanza parlamentare, i piccoli partiti, a tutto vantaggio dei due maggiori (Pd e Fi) e dl M5S. Allora detta la sua legge, che si riassume in pochi punti:</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; Collegi uninominali (quindi niente preferenze e su questo concorda con Renzi)</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; Premio di maggioranza al 40%</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; Abolizione della soglia del 5% o abbassarla al 3% e, in proporzione, abbassando anche la soglia dell’8%.</p>
<p style="text-align: justify;"> Se Berlusconi non ci sta, afferma Scalfari, Renzi si rimetta al Parlamento e trovi una maggioranza fatta di parlamentari di buona volontà.</p>
<p style="text-align: justify;"> <strong>QUALCHE OSSERVAZIONE</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; Nei collegi uninominali prende il seggio chi ottiene più voti. Quindi anche con il 30% in quelli più combattuti e con più contendenti forti. Può accadere, in teoria, che un partito sia il più forte, anche di poco, in tutti i collegi: in questo caso ottiene tutti i seggi del Parlamento. Non accade, ma anche per questo l’uninominale è meglio a due turni: al secondo turno il vincitore raccoglie su di sé un consenso un po’ più ampio che lo legittima meglio. Poiché ogni partito presenta un solo candidato, il voto di preferenza è escluso. E questo candidato lo presenta la segreteria del partito, tenuto conto della specifica situazione di ogni collegio. Con questo suggerimento, Scalfari distribuisce il potere nel Pd tra Renzi e i cacicchi locali.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; Se si adotta l’uninominale, che significa il premio di maggioranza? Qui la confusione è totale. Lo si dà a chi ha vinto il 40% dei collegi? In che misura? Per arrivare ai famosi 340 seggi alla Camera? Andandoli a prendere tra i meglio piazzati del partito che ha vinto nel 40% dei collegi?</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; L’abbassamento delle soglie – al 3% ed eventualmente al 6% – non ha niente a che vedere con i collegi uninominali, ma solo con le coalizioni che possono aspirare al premio di maggioranza e ripartirlo in modo più equanime, evitando che gli alleati del partito maggiore si riducano a portatori d’acqua senza rappresentanza parlamentare.</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi: l’intervento di Scalfari non è costruttivo, salvo l’ipotesi di collegi uninominali secchi senza altri corollari. È solo un aiutino (politico) a chi vuole modificare, in Parlamento, il meccanismo bloccato (e pro domo sua) escogitato da Renzi. Ma anche un modo per infilare un cuneo tra Renzi e Berlusconi.</p>
<p style="text-align: justify;">Sul sistema elettorale è intervenuto anche Giovanni Sartori sul Corriere della Sera. Sartori parla dei piccoli partiti e dei loro alti lamenti, ma, dice il decano dei politologi, “la salute della politica esige che spariscano, e quando non ci sono più il dramma sparisce”. Poi se la prende con il doppio turno di coalizione perché gli sembra “molto discutibile” che una coalizione minoritaria che prende il 35% dei voti si premi con il premio e diventi maggioritaria.</p>
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		<title>Eugenio Scalfari tra ragione e misericordia.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jan 2014 14:59:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro corneli]]></category>
		<category><![CDATA[eugenio scalfari]]></category>
		<category><![CDATA[la repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[papa bergoglio]]></category>
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					<description><![CDATA[di Alessandro Corneli / Eugenio Scalfari insiste (Repubblica, 5 gennaio): vuole avere ragione a tutti i costi. Secondo lui, con quello che ha detto, Papa Bergoglio, papa rivoluzionario, fa scomparire peccato e punizione. Così riassume i termini della polemica: “E’nata una polemica sul tema del peccato e, a detta di alcuni miei critici, io avrei [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/eugenio-scalfari-repubblica.jpg"><img decoding="async" alt="eugenio-scalfari-repubblica-alessandro-corneli-ilparlamentare" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/eugenio-scalfari-repubblica.jpg" width="790" height="426" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Eugenio Scalfari tra ragione e misericordia &#8211; a cura di Alessandro Corneli</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">di Alessandro Corneli /</p>
<p style="text-align: justify;">Eugenio Scalfari insiste (<em>Repubblica</em>, 5 gennaio): vuole avere ragione a tutti i costi. Secondo lui, con quello che ha detto, Papa Bergoglio, papa rivoluzionario, fa scomparire peccato e punizione.</p>
<p style="text-align: justify;">Così riassume i termini della polemica: “E’nata una polemica sul tema del peccato e, a detta di alcuni miei critici, io avrei sostenuto che il Papa lo ha di fatto abolito. Io non ho detto questo: un Papa cattolico non può abolire il peccato, può estendere a tutte le anime la misericordia divina fino all’ultimo attimo d’una vita di peccati gravi e ripetuti; ma in quell’attimo finale il peccatore si penta e sarà perdonato. Dunque il peccato c’è e richiede pentimento”.</p>
<p style="text-align: justify;">Qualche osservazione merita questa sintesi.  Non è il Papa né la Chiesa che possono “estendere a tutte le anime la misericordia divina… ecc.”. Possono, devono e  fanno qualcosa per l’uomo: ricordano a tutti l’infinita misericordia divina e che Dio accoglie anche all’ultimo istante un barlume di pentimento, che poi, nelle condizioni precarie dell’ultimo istante, non può essere molto di più di un pensiero confuso e offuscato che può condensarsi in una parola pensata: “Dio mio, Madonna mia…”. Non c’è una formula canonica da recitare per l’occasione, da estrarre dalla memoria e mostrare come un biglietto “buono” per entrare nell’Aldilà dalla porta giusta. Non c’è più tempo, in quel momento, per un calcolo ragionieristico, per puntare opportunisticamente sul dilemma di Pascal: “Se Dio non c’è, non perdo nulla ad invocarlo; se c’è, mi salvo per il rotto della cuffia”. Questo non vuole assolutamente dire che Dio rifiuti la sua misericordia o abbia in uggia i furbetti. Se “gli ultimi saranno i primi, e viceversa”, i furbi di qui si rassegnino a far la figura di sciocchi di là.</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi Scalfari passa a illustrare di nuovo quella che gli appare come la “novità di Francesco” : “Il Papa ricorda che l’uomo è stato creato libero. È lui che decide i suoi comportamenti ed è Dio che l’ha creato in questo modo. Qual è la verità rivoluzionaria di questo riconoscimento? Non che l’uomo sceglie il male perché in tal caso muore dannato; bensì che l’uomo sceglie il bene come lui se lo raffigura… Se la coscienza è libera e se l’uomo non sceglie il male ma sceglie il bene così come lui lo configura, allora il peccato di fatto scompare e con esso la punizione”.</p>
<p style="text-align: justify;">Che l’uomo sia stato creato libero è il principio fondamentale – insieme a quello di Dio “creatore” dell’universo, primo articolo del Credo – del Vecchio e del Nuovo Testamento, è alla base della “salvezza”, prima del popolo eletto, poi di ogni uomo. Non lo ha scoperto Papa Francesco , e non ha scoperto nemmeno la “coscienza”. Basta considerare Giobbe che, “in coscienza”, era sicuro di essersi comportato sempre bene per cui non capiva la causa dei “mali” che lo colpivano. Scalfari fa qui la figura di uno degli “amici” di Giobbe che – razionalisticamente – gli dicevano: “Se le sventure ti colpiscono, di sicuro hai fatto qualcosa di male”. Seguendo il ragionamento di Scalfari, Giobbe sarebbe dovuto morire disperato, convinto di avere agito male.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre: come fa la coscienza a scegliere tra il male e il bene? In genere, razionalmente si è convinti – in coscienza – di agire bene nella data circostanza: anche rubare o uccidere. La scelta presuppone la consapevolezza dell’alternativa, e implica la responsabilità; se la “coscienza” è tutta concentrata su una scelta, non c’è alternativa, non c’è responsabilità. Allora, perché Scalfari ammette che se l’uomo sceglie il male è dannato? Come fa a sceglierlo se non lo distingue dal bene? Gesù Cristo disse: “Va’ e non peccare più”; non disse: “Va’ e fa’ come ti detta la coscienza”.</p>
<p style="text-align: justify;">È ovvio che c’è “libertà di coscienza”, ma Scalfari vuole la “coscienza libera”; vuole che non sia Dio a dare i comandamenti, ponendo costantemente l’uomo di fronte alla scelta se rispettarli o no, ma vuole che sia l’uomo a darli a se stesso: questo implica che l’uomo si consideri Dio. O meglio, che l’uomo dica: “io sono colui che è, e non c’è altro fuori da me”.  Con tutte le sue forze (intellettuali), Scalfari non riuscirà a trascinare il Papa su questa posizione.</p>
<p style="text-align: justify;">La chiusa della controreplica, infine, è fuori tema. Scalfari ricorda infatti gli ultimi versi dell’ode scritta dal Manzoni per la morte di Napoleone in cui il credente Manzoni afferma che la misericordia divina non abbandonò l’imperatore finito nella polvere, benché di peccati ne avesse commessi molti (ma in base a quale “codice”?). Dice: “Concludo su questo punto capitale: la misericordia va oltre il pentimento per chi crede fermamente in Dio che secondo il Papa fu creato libero”. Che fu creato libero è il presupposto fondamentale, non un’idea rivoluzionaria di Papa Francesco; e che la misericordia divina sia incommensurabile è sempre stato ripetuto.</p>
<p style="text-align: justify;">Il punto (l’obiettivo della tesi e della replica) è un altro: se basta “credere fermamente” in Dio e nella sua misericordia, allora non c’è bisogno di intermediari, della Chiesa e del Papa innanzitutto. Non c’è bisogno del Papa e della Chiesa per ricordarci che Dio è misericordioso. È qui che il puntiglioso Scalfari vuole arrivare. “Se non puoi battere il tuo avversario, abbraccialo”. Eugenio “abbraccia” Francesco, ma non credo che Papa Francesco si lascerà sedurre dal relativismo, che egli combatte con mezzi e modi diversi ma con lo stesso obiettivo di Papa Ratzinger. (Quando Scalfari se ne accorgerà, smetterà di “abbracciarlo”).</p>
<p style="text-align: justify;">Infine,  perché Scalfari, che conferma di essere “non credente”,  è sicuro che non sarà punito? Se è non credente, che gli importa? Per il non credente non c’è punizione se fa il male, non c’è premio se fa il bene. Anzi, non c’è distinzione tra il bene e il male, ma solo il successo o l’insuccesso in questa vita, il plauso o il biasimo dei contemporanei.  E lui dice che sono gli altri che commettono “errori di ragionamento”? Di Scalfari rispetto l’impegno unidirezionale, che sicuramente conduce in piena e libera coscienza, ma non la logica interna del ragionamento.</p>
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		<title>Vogliono cambiare la Costituzione ma non sanno la lingua italiana</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2013/11/vogliono-cambiare-la-costituzione-ma-non-sanno-la-lingua-italiana/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Nov 2013 18:08:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antimafia&Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro corneli]]></category>
		<category><![CDATA[Beppe Grillo]]></category>
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		<category><![CDATA[matteo renzi]]></category>
		<category><![CDATA[Servizio Pubblico]]></category>
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					<description><![CDATA[di Alessandro Corneli/grrg.eu/ Gaetano Quagliariello, ministro per le Riforme istituzionali, in una Lettera al Corriere della Sera (11 novembre), rispondendo ad alcuni rilievi del costituzionalista Michele Ainis sulla legge elettorale (Ainis ha sostenuto che il Porcellum, da tutti ufficialmente aborrito, in realtà fa comodo a tutti), afferma: “… Ainis… sa meglio di altri come il governo non intenda abdicare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_7141" aria-describedby="caption-attachment-7141" style="width: 702px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-renzi-ilparlamentare1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-7141" alt="matteo renzi-politica italiana" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-renzi-ilparlamentare1.jpg" width="702" height="412" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-renzi-ilparlamentare1.jpg 702w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-renzi-ilparlamentare1-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-renzi-ilparlamentare1-460x270.jpg 460w" sizes="auto, (max-width: 702px) 100vw, 702px" /></a><figcaption id="caption-attachment-7141" class="wp-caption-text">Matteo Renzi</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">di Alessandro Corneli/grrg.eu/</p>
<p style="text-align: justify;">Gaetano Quagliariello, ministro per le Riforme istituzionali, in una <em>Lettera </em><span style="text-align: justify;">al </span><em style="text-align: justify;">Corriere della Sera</em><span style="text-align: justify;"> (11 novembre), rispondendo ad alcuni rilievi del costituzionalista Michele Ainis sulla legge elettorale (Ainis ha sostenuto che il Porcellum, da tutti ufficialmente aborrito, in realtà fa comodo a tutti), afferma: “… Ainis… sa meglio di altri come il governo non intenda abdicare a quella più complessiva riforma delle istituzioni all’esito della quale il Parlamento dovrebbe orientarsi verso una legge elettorale definitiva e innovativa, ma coerente e connessa alla nuova forma di governo. Si tratta dunque di due propositi </span><em style="text-align: justify;">affatto</em><span style="text-align: justify;"> contraddittori, addirittura complementari”.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Ho evidenziato in corsivo l’avverbio “affatto”, che Quagliariello usa in senso negativo, ma che, nella lingua italiana, ha valore positivo, e significa “del tutto, interamente”. Dal <em>Vocabolario della lingua italiana</em>, Edizione Treccani: “Non ha per se stesso valore negativo; è perciò ritenuto scorretto l’uso del semplice <em>affatto</em>, non raro nelle risposte, col senso di ‘niente affatto, no davvero’”.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel rispetto della lingua italiana, pertanto, la frase del ministro Quagliariello suona così: “Si tratta dunque di due propositi <em>del tutto</em> contraddittori, addirittura complementari”, che è l’opposto di ciò che intende sostenere. D’accordo con l’uso diffuso di <em>affatto</em> in senso negativo, ma resta il fatto che è un uso “scorretto”, cioè non corretto, sbagliato.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci lamentiamo del linguaggio spesso contorto dei testi delle leggi italiane. Inutilmente era stato deciso che avrebbero dovuto essere scritte in modo comprensibile. Niente da fare: la sciatteria continua a imperversare. Ma è una sciatteria che rimanda a una debolezza logica e culturale.</p>
<p style="text-align: justify;">Passo oltre. Domenica 10 novembre, Eugenio Scalfari, su <em>La Repubblica</em>, a una settimana di distanza dal suo pollice verso nei confronti di Beppe Grillo, ha ripetuto l’operazione nei confronti di Matteo Renzi: “è un grande venditore di se stesso, al livello del primo Berlusconi”. Commentando indirettamente la partecipazione di Renzi alla trasmissione <em>Servizio Pubblico</em> (del 7 novembre), ha aggiunto: “I maliziosi potrebbero pensare ad una sua somiglianza con Grillo e con Berlusconi seconda maniera”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Paragonare Renzi a Berlusconi, prima e seconda maniera, è una condanna a morte politica</strong>. Non a caso, dall’interno del Pd si sono fatte più forti le critiche al sindaco di Firenze. Anche Guglielmo Epifani, dando per scontato che Renzi concorrerà per la nomina a candidato premier, ha detto che Enrico Letta potrebbe scendere in campo. La partita è aperta: il direttore di <em>Repubblica</em>, Mauro, e De Benedetti, sostengono (ancora?) Renzi.</p>
<p style="text-align: justify;">Il giorno dopo, 11 novembre, è intervenuto il <em>Corriere della sera</em> con un articolo di Mari Teresa Meli, la quale ha detto che <strong>Letta difficilmente concorrerà per essere candidato premier in quanto punta a diventare uno dei commissari della Commissione europea</strong>. Quanto a Renzi, “riassume in sé uno strano (per l’Italia) mix di politica liberale in economia e di populismo. Il che significa che, da una parte, attaccherà i privilegi dei sindacati, e della Cgil, in special modo, che difende solo i garantiti, mentre dall’altra attaccherà duramente i poteri forti, i banchieri, la Confindustria e un certo tipo di capitalismo, senza fare troppi sconti”.</p>
<p style="text-align: justify;">Le parole della Meli sono chiarificatrici. A <em>Servizio pubblico</em>, Renzi aveva attaccato alcune (sole alcune) istituzioni dei “poteri forti”. Probabilmente<strong>con questo attacco si è giocato molte possibilità di successo</strong>. Tanto è vero che lo stesso Scalfari ha scritto: “Non credo che lo voterò alle primarie del Pd per la semplice ragione che, avendo promesso tutto, la sua eventuale riuscita politica rappresenta (avrebbe dovuto scrivere: rappresenterebbe – ndr) un’imprevedibile avventura e in politica le avventure possono giovare all’avventuriero ma quasi mai al paese che rappresenta”.</p>
<p style="text-align: justify;">Se aggiungiamo che Renzi ha sollevato il problema della trasparenza dei bilanci dei sindacati (ma non quello del prelievo automatico in busta paga dei lavoratori della quota di adesione) e ha detto che, al posto della Cancellieri, si sarebbe dimesso, si comprendono due cose: la prima è il pollice verso di Scalfari nei suoi confronti, la seconda è che il sindaco di Firenze vorrebbe combattere una guerra su due fronti.</p>
<p style="text-align: justify;">Per completezza di informazione, <strong>Scalfari non si limita a critiche, ma traccia la via</strong>. Elogia Mario Draghi, che non è simpatico e ciarliero come Renzi; propugna la nascita dello Stato federale europeo; afferma che motore di questo avanzamento dell’Europa “dovrebbe essere” la Germania. Il dibattito politico che si profila, quindi, non è semplicemente tra europeisti e anti-europeisti, ma tra chi vuole un’Europa a leadership tedesca e chi non la vuole sotto questa leadership. In altre parole, sessant’anni fa l’Europa fu salvata dagli Stati Uniti; adesso dovrebbe essere salvata dalla Germania.</p>
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		<title>Eugenio Scalfari e gli elettori &#8220;zavorra&#8221;. Una nuova storia di Alieni sulla Terra</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Feb 2013 16:27:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro corneli]]></category>
		<category><![CDATA[Benedetto XVI]]></category>
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					<description><![CDATA[A cura di Alessandro Corneli Ringraziamo gli elettori che hanno manifestato grande interesse per gli articoli che IL PARLAMENTARE.IT  ha deciso di dedicare al mondo degli &#8220;Alieni&#8221; che vivono tra i comuni umani, noi altri. Ovviamente, cari amici, ci sentiamo in dovere di diffondere analisi e notizie che possano, non dico consentirci di ragionare come [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_5539" aria-describedby="caption-attachment-5539" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="eugenio-scalfari" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/eugenio-scalfari.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-5539" title="eugenio-scalfari" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/eugenio-scalfari.jpg" alt="Eugenio Scalfari e gli &quot;elettori zavorra&quot; " width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/eugenio-scalfari.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/eugenio-scalfari-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/eugenio-scalfari-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-5539" class="wp-caption-text">Eugenio Scalfari e gli &quot;elettori zavorra&quot;</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;"><strong>A cura di Alessandro Corneli</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ringraziamo gli elettori che hanno manifestato grande interesse per gli articoli che IL PARLAMENTARE.IT  ha deciso di dedicare al mondo degli &#8220;Alieni&#8221; che vivono tra i comuni umani, noi altri. Ovviamente, cari amici, ci sentiamo in dovere di diffondere analisi e notizie che possano, non dico consentirci di ragionare come loro, ma almeno di comprendere il senso del loro alto pensiero. Anche tra gli Alieni, come ormai tutti sappiamo, ci sono i buoni e i cattivi. Noi de IL PARLAMAENTARE.IT ne conosciamo uno buono, il <strong><a title="Alessandro Corneli" href="http://grrg.eu/il-direttore/" target="_blank">Prof. Alessandro Corneli</a></strong> (vedi <strong><a href="http://www.grrg.eu" target="_blank">www.grrg.eu</a></strong>), alieno cristiano tra gli ivoriani, al quale ci rivolgiamo quando le cose ci appaiono incomprensibili come la recente riflessione di Eugenio Scalfari a proposito degli elettori che sarebbero una zavorra solo perché la penserebbero diversamente che da lui.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>LA RIFLESSIONE A CURA DEL PROF. ALESSANDRO CORNELI</strong><br />
&#8220;<strong>Eugenio Scalfari</strong>, sul quotidiano da lui stesso fondato, <em>la Repubblica</em>, oggi ha scritto: “Se sommiamo i voti previsti per Grillo e quelli per il centrodestra berlusconiano-leghista, potremmo avere quasi <strong>la metà degli elettori che rappresentano una zavorra molto pesante</strong>. Governare bene in un Parlamento con quel <strong>sacco di pietre</strong> addosso sarà un’impresa” [grassetto mio].</p>
<p><strong>Elettori-zavorra</strong>? Può, un personaggio che si ritiene democratico e maestro di democrazia, esprimere un tale giudizio? Perché non si può giudicare senza trarre conseguenze. Le conseguenze si riassumono in una domanda: che cosa si fa della zavorra? Se si è a bordo della cesta attaccata a un pallone aerostatico, si getta fuori bordo la zavorra per salire più in alto. Quindi bisogna gettare via questa zavorra e salire più in alto nel cielo limpido della democrazia elitaria?</p>
<p><strong>LA DEMOCRAZIA DEI NON UGUALI</strong><br />
Il passaggio successivo è quello di distinguere i <strong>cittadini-elettori-zavorra </strong>dai <strong>cittadini-elettori-illuminati</strong>. Con il voto elettronico sarebbe facile distinguere gli uni dagli altri e creare una <strong>democrazia dei non-uguali</strong>, dei migliori che, in quanto tali, hanno il diritto di  decidere per tutti. Poiché siamo ancora in una democrazia degli uguali, Eugenio Scalfari ha tutto il diritto di proporre la “sua” concezione di democrazia dei non-uguali. Ma se fossimo nella “sua” democrazia, in breve tempo non avremmo più né il diritto né la possibilità di esprimere la “nostra” visione di democrazia.</p>
<p><strong>QUANDO IL TORO CHIAMA CORNUTO L&#8217;ASINO</strong><br />
Si parla molto di disuguaglianza (economica) che è il risultato di molte disuguaglianze, alcune oggettive ed altre soggettive. Si avverte una certa voglia di passare alla democrazia delle élite. La sinistra progressista l’ha sempre ammirata, ma quando ha avuto in mano il potere, non è stata capace di realizzarla, tirata in basso da quel populismo che di solito rinfaccia ai suoi avversari.</p>
<p>La contraddizione emerge nelle righe che Scalfari fa seguire a quelle citate. Rovesciando quello che ha sostenuto negli ultimi sette anni, tesse un incedibile elogio della legge elettorale vigente, il Porcellum, poiché “alla Camera chi vincerà avrà il 55 per cento dei seggi; il sacco di pietre sarà, in queste condizioni, più facile da sopportare”. Solo che quella legge fu votata, alla fine del 2005, dal “sacco di pietre” che, allora, aveva la maggioranza.</p>
<p>LA MANCANZA DEL CONCETTO &#8220;CRISTIANO&#8221; DI PERSONA<br />
In una democrazia di cittadini-elettori-uguali, tutti i voti si equivalgono, non perché emergano da menti tutte egualmente attrezzate – è impossibile – ma perché rappresentano il sentire di <strong>“persone”, cioè di esseri umani che sono qualcosa di più di semplici cittadini-elettori</strong>. Alla sinistra progressista e illuminata manca questo: il concetto (cristiano) di persona e l’idea del tessuto connettivo tra le persone che fonda una società in cui gli elementi individuali sono rispettosi l’uno dell’altro e solidali tra loro: l’idea di<em>caritas</em> come è stata formulata <strong>nell’enciclica di Benedetto XVI <em>Caritas in veritate</em></strong> del 29 giugno 2009. Mi sembra che nel “pensiero” di Scalfari non ci sia né <em>caritas</em> né <em>veritas</em> ma solo l’ossessione del <em>potere&#8221;</em>.</p>
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