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	<title>Eta Beta &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Grillini a Parma: è un Esorcismo di massa. Via i diavoli, ma per davvero</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 May 2012 10:43:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[Beppe Grillo]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
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					<description><![CDATA[Beppe Grillo non è un comico e chi pensa oggi di poterlo definire tale commette un doppio gravissimo errore: il primo, perché chi lo dice sa bene di mentire a se stesso. Il secondo, ben più grave, perché chi si ostina a sostenerlo per sedurre le masse, lo sta facendo sapendo di volere il male [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_4519" aria-describedby="caption-attachment-4519" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="grillini-parma-beppe-grillo" href="https://ilparlamentare.it/?attachment_id=4519"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-4519" title="grillini-parma-beppe-grillo" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/grillini-parma-beppe-grillo.jpg" alt="La Parma dei Grillini" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/grillini-parma-beppe-grillo.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/grillini-parma-beppe-grillo-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/grillini-parma-beppe-grillo-160x90.jpg 160w" sizes="(max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-4519" class="wp-caption-text">La Parma dei Grillini</figcaption></figure>
<p>Beppe Grillo non è un comico e chi pensa oggi di poterlo definire tale commette un doppio gravissimo errore: il primo, perché chi lo dice sa bene di mentire a se stesso. Il secondo, ben più grave, perché chi si ostina a sostenerlo per sedurre le masse, lo sta facendo sapendo di volere il male degli altri.</p>
<p><strong>Beppe Grillo, se mai, è un &#8220;esorcista</strong>&#8220;, un bravo esorcista guidato dall&#8217;alto. A Parma è sufficiente ascoltare  la gente nei bar, nelle piazze, ai crocevia, nelle scuole, per rendersene conto. Il grillino <strong>Federico Pizzarotti rappresenta la &#8220;Parma Liberata&#8221;</strong> dal diavolo che tra le sue più grandi qualità ha quella di farsi credere il bene come, evidentemente, hanno fatto i partiti politici che sino ad oggi l&#8217;hanno governata. Tutti.<br />
Ma Beppe Grillo è anche &#8220;profeta&#8221;. Chi scrive si trovava su quel palcoscenico quando Beppe Grillo, dal Teatro delle Vittorie di Roma, nel corso di Fantastico 7, lanciò l&#8217;anatema contro Bettino Craxi e quel modo di amministrare i fondi pubblici. Di fatto, dopo poco tempo il leader socialista dovette andare via e da Tangentopoli fu tolta per sempre all&#8217;Italia la sua facciata barocca che mostrò la vergogna di una Nazione piena di vermi che la divoravano da ogni parte. Qualcuno ha detto: &#8220;pochi hanno pagato per molti&#8221;. Ma il problema è che nonostante tutto hanno continuato a farlo, tutti, tranne qualche anima timorata di Dio.</p>
<p>E oggi? Oggi Beppe Grillo &#8211; bisogna ammetterlo, si trova ad essere l&#8217;uomo capace di esorcizzare il male poiché ha sempre sostenuto che l&#8217;Italia stava andando alla deriva a causa dell&#8217;eccessivo lassismo della politica, lo ha sempre sostenuto e ora, a confermarlo, è il diavolo in persona: i risultati, che mostrano un debito pubblico senza via d&#8217;uscita. Grillo ammette: se non possiamo pagare, prima che l&#8217;Italia venga tutta acquistata dai cinesi e non solo, meglio un default guidato.</p>
<p>Dopo la Romania siamo il Paese dal quale emigrano donne e uomini che si vedono senza futuro. Questo ha prodotto la Politica sino ad oggi. VERGOGNA!<br />
Per anni, dicono il debito pubblico e il grave ritardo nel settore Innovazione, nessuno è stato capace di sedere con onore tra gli scanni porporati del Parlamento. Questa la realtà. Nessun progetto per emancipare la Nazione, nessuna fiducia ai giovani, niente ossigeno alla ricerca vero lungimirante sguardo verso il futuro. Oggi l&#8217;Italia usa la rete per cinquettare ma sul sistema di altri e, pur di poter finalmente parlare, continua ad arricchisce Paesi esteri. Non esiste un progetto capace di amministrare la conoscenza a favore dell&#8217;Italia e l&#8217;economia per mezzo delle grandi risorse di Rete; portiamo un ritardo di 10 anni sullo sviluppo di reti innovative di bandiera che centralizzino il benessere finanziario alle Regioni d&#8217;Italia, grazie all&#8217;amministrazione dei settori Turismo, Agroalimentare, Tessile, etc.</p>
<p>L&#8217;arsura dei politici farneticanti e diabolici che hanno centralizzato il sistema Italia su loro stessi come un collo di bottiglia dal quale, per forza, deve passare ogni cosa che voglia vedere la luce, è stata spenta con l&#8217;esorcismo di Parma.<br />
Nel salotto sempre più desolato del bravo Bruno Vespa (che ha ben capito come andranno le cose) abbiamo visto sempre le stesse facce, che dicevano sempre le stesse cose prive di azione e significato per un reale cambiamento. Politici che, com&#8217;è facile notare, ormai vivono in TV, ogni giorno a qualsiasi ora, su ogni canale, a popolare ogni spazio tranne quello del buon governo e delle decisioni serie e difficili. Essi sanno bene che saranno tutti spazzati via dal vento che interpreta la voglia di cambiamento e rinnovamento.</p>
<p>Oggi, finalmente, così come sta venendo fuori il fallimento della politica italiana emerge la verità di grandi Uomini come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino trucidati da questo modo di fare politica e di amministrare l&#8217;Italia che, come si sta dimostrando, non è stata capace di ridimensionare non la Mafia ma la cultura delle mafiosità che, invece, è cresciuta a dismisura non più solo nel Sud ma in tutta l&#8217;Italia. Con ciò dimostrando che la Mafia è solo nata nel Sud ma diventa patrimonio culturali di chiunque, di qualsiasi regione d&#8217;Italia, appena essa mostra il suo portafoglio.</p>
<p>I Cittadini di Parma erano insofferenti da tempo e avevano ben capito che solo l&#8217;attesa di un cataclisma naturale o di qualcosa di similare, potesse azzerare il passato e consentire ad una nuova civiltà del fare di prendere il sopravvento. L&#8217;avvento dei grillini ha reso possibile l&#8217;impossibile. Dunque, da oggi, tutto è possibile sulla scena politica italiana.</p>
<p>In molti, in Italia, stanno provando una santa invidia e in cuor loro covano di potersi sentire come i cittadini di Parma: soddisfatti, allegri <em>nonostante tutto</em>, liberati.<br />
Ora tutto ricomincia ed è fondamentale dare il massimo delle fiducia, come sempre, a chi governa. Dunque non v&#8217;è motivo di ostacolare il vento che ha già avuto il merito di spazzare via le foglie morte e secche che decoravano la belle Parma di tristezza. Ora il giovane Sindaco deve avere la possibilità di governare. Auguri e Buon Governo!</p>
<p>A cura di Eta Betangelo</p>
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		<title>Eta Beta: e se le &#8220;Tre Sorelle&#8221; fossero Escort</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Sep 2011 19:55:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
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					<description><![CDATA[ETA BETA e il paradosso dell&#8217;informazione:   &#8211; Anche il simpatico esperto di intelligenza connettiva che adotta il divertente pseudonimo del personaggio dei fumetti che viene dal futuro non ha voluto far mancare il suo pensiero e noi, volentieri, gli diamo spazio. Con il futuro non si scherza. Ad Eta Beta chiediamo cosa sta succedendo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p><strong></p>
<figure id="attachment_2777" aria-describedby="caption-attachment-2777" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a rel="attachment wp-att-2777" href="https://ilparlamentare.it/2011/09/eta-beta-e-se-le-tre-sorelle-fossero-escort/eta-beta/"><img decoding="async" class="size-full wp-image-2777" title="eta-beta" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/eta-beta.jpg" alt="" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/eta-beta.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/eta-beta-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/eta-beta-160x90.jpg 160w" sizes="(max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-2777" class="wp-caption-text">Eta Beta - Esperto di Intelligenza Connettiva</figcaption></figure>
<p></strong></p>
<p><strong>ETA BETA e il paradosso dell&#8217;informazione</strong>:   &#8211; Anche il simpatico esperto di intelligenza connettiva che adotta il divertente pseudonimo del personaggio dei fumetti che viene dal futuro non ha voluto far mancare il suo pensiero e noi, volentieri, gli diamo spazio. Con il futuro non si scherza.</p>
<p>Ad Eta Beta chiediamo <strong>cosa sta succedendo in Italia a parere degli uomini che ci guardano dal futuro?</strong><br />
<em>&#8220;Qualcuno è riuscito a mettere tutti contro tutti. Questo genio del male che possiamo definire il &#8220;Fantasma dell&#8217;Opera delle tre Sorelle&#8221; è riuscito a seminare discordia tra Direttori di testate giornalistiche, Piattaforme internet, radiogiornali; è riuscito a riempire tutti gli autorevoli programmi televisivi di politici e giornalisti che si parlano addosso &#8211; senza proporre soluzioni &#8211; e che stanno trascinando in una depressione senza precedenti tutti gli italiani. Si sa nel futuro, che l&#8217;unica malattia seria che un grande popolo di creativi e genii come gli italiani è la depressione.</em></p>
<p><em>Questo &#8220;genio del male&#8221; ha pensato proprio a tutto perché, conoscendo molto bene il corpo della vita politica, istituzionale e della Comunicazione italiana, sa bene quali nervi toccare, in quali piaghe mettere il dito bagnato di aceto e come rendere inefficaci le azioni di governo. Questo genio del male non penso venga dal futuro come me &#8211; afferma simpaticamente Eta Beta &#8211; ma dalle viscere della politica senza scrupoli che ha generato persone senza scrupoli che oggi sono capaci di ricattare chiunque, a qualsiasi livello, di cambiare tanto il corso dei fiumi sotto i quali seppellire scorie nucleari, quanto quello di una Repubblica che vuole sempre più di prima basarsi sul lavoro.<br />
Oggi, per chi non se ne sia ancora reso conto &#8211; continua l&#8217;uomo del futuro &#8211; siamo tutti soldati di una moderna e quanto mai devastante Guerra Civile a carattere sociopolitico che ogni giorno miete vittime nel mondo dell&#8217;economia e del lavoro, e cioè, sangue degli italiani e delle Aziende italiane che all&#8217;estero hanno una grande storia.</em><br />
<em>Fortunatamente &#8211; afferma Eta Beta &#8211; in Italia c&#8217;è qualcuno che con Intelligens sta studiando il fenomeno per evitare danni collaterali fatali per davvero e sta creando una meravigliosa palestra di Haker che, finalmente, potranno essere, se ben condotti, i nuovi paladini dell&#8217;economia italiana sino ad ora, diciamolo, spremuta proprio tramite internet dalle multinazionali estere. Ciò è accaduto e accade ad esempio nel Turismo, sotto gli occhi del Ministro Brambilla che neppure si rende conto di quanti miliardi esalano verso l&#8217;estero le strutture ricettive italiane ogni anno per avere qualche prenotazione.</em><br />
<em>Intanto questa Guerra Civile che sempre più somiglia alle battaglie tra Bene e Male che animano le sceneggiature della nuova letteratura filmica, non semina sangue nell&#8217;immediatezza ma, nel tempo, la morte certa di tutta l&#8217;italia, della sua economia, della sua spiccatissima leadership artistica e culturale temuta dai Paesi senz&#8217;anima e dai quartieri senza Cristo. Tra essi coloro i quali lavorando per un ventennio nella manovalanza a vantaggio del Mercato Made in Italy che hanno imparato l&#8217;arte del maestro e che oggi comprano la sua bottega. Ma non sarà la stessa cosa.</em></p>
<p>A questo punto, poiché il ragionamento fila, <strong>abbiamo chiesto ad Eta Beta che viene dal futuro (2447, come riporta Topolino) se nel passato ha visto una soluzione.</strong><br />
<em>&#8220;Certo! sarebbe per davvero scioccante per le &#8220;tre Sorelle&#8221; assistere ad una autorevole compattazione di tutte le forze politiche e istituzionali tra politica, Industria, Comunicazione, Magistratura, che insieme potrebbero dare vita ad una sorta di &#8220;vuoto litigioso&#8221; di almeno un mese. Esse, accelerate dalla Comunicazione del solo trend positivo, spiazzerebbero ogni valutazione negativa con conseguente rialzo immediato degli investimenti sui nostri mercati con forti ricadute positive su tutti i settori del lavoro.<br />
L&#8217;Italia tornerebbe ad essere subito una Nazione dal suo reale valore e nel mercato internazionale  l&#8217;industria italiana che ha coniato il più autorevole Brand al mondo &#8211; il Made in Italy &#8211; avrebbe il tempo di dare una forte risposta dal basso, dunque dal mondo del lavoro. In questo modo le &#8220;Tre Sorelle&#8221; si vedrebbero trasformate magicamente in tre &#8220;Escort&#8221;. Intanto, invece di finanziare ancora marchette, sarebbe sufficiente finanziare in modo trasparente il lavoro dal basso. Gli umani se la caverebbero da soli, anche senza Escort, senza offesa per nessuno&#8221;</em></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Alfano: Cambia la Legge Elettorale. Marcegaglia: &#8220;Salviamo l&#8217;Italia&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Sep 2011 19:27:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[Angelino Alfano]]></category>
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		<category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category>
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					<description><![CDATA[ROMA &#8211; &#8220;La legge elettorale si cambia. Come Pdl, avendone io parlato con tanti e con il presidente del Consiglio Berlusconi, siamo già al lavoro. La prossima settimana convocherò un tavolo di soggetti istituzionalmente competenti per cambiare questa legge elettorale&#8221;. Così il segretario del Pdl Angelino Alfano, al dibattito organizzato dalla fondazione Nuova Italia. L&#8217;obiettivo, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_2772" aria-describedby="caption-attachment-2772" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a rel="attachment wp-att-2772" href="https://ilparlamentare.it/2011/09/alfano-cambia-la-legge-elettorale-marcegaglia-salviamo-litalia/angelino-alfano-e-silvio-berlusconi-su-il-parlamentare-it-3/"><img decoding="async" class="size-full wp-image-2772" title="Angelino Alfano e Silvio Berlusconi su IL PARLAMENTARE.IT" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Angelino-Alfano-e-Silvio-Berlusconi-su-IL-PARLAMENTARE.IT_2.jpg" alt="" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Angelino-Alfano-e-Silvio-Berlusconi-su-IL-PARLAMENTARE.IT_2.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Angelino-Alfano-e-Silvio-Berlusconi-su-IL-PARLAMENTARE.IT_2-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Angelino-Alfano-e-Silvio-Berlusconi-su-IL-PARLAMENTARE.IT_2-160x90.jpg 160w" sizes="(max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-2772" class="wp-caption-text">Angelino Alfano e Silvio Berlusconi su IL PARLAMENTARE.IT</figcaption></figure>
<p>ROMA &#8211; &#8220;La legge elettorale si cambia. Come Pdl, avendone io parlato con tanti e con il presidente del Consiglio Berlusconi, siamo già al lavoro. La prossima settimana convocherò un tavolo di soggetti istituzionalmente competenti per cambiare questa legge elettorale&#8221;. Così il segretario del Pdl Angelino Alfano, al dibattito organizzato dalla fondazione Nuova Italia. L&#8217;obiettivo, ha affermato Alfano, è &#8220;ottenere il risultato di candidati non calati dall&#8217;alto ma spinti dal basso, per essere rappresentativi dell&#8217;intero paese e dei singoli territori&#8221;.</p>
<p>Allo stesso tempo Angelino Alfano afferma che &#8220;si deve restituire al cittadino il diritto di scegliersi deputato e senatore, ma anche conservare quello di scegliere il proprio premier senza incorrere nel rischio di tornare indietro di 20 anni. Pretenderemo &#8211; continua Alfano &#8211; la salvaguardia del bipolarismo e della democrazia trasparente. Ciascuno deve dichiarare a quale coalizione appartiene, altrimenti riproponiamo i vizi del bipolarismo&#8221;.</p>
<p><strong>CONFALONIERI: IL PREMIER DEVE RESISTERE </strong></p>
<p>Tra i primi a dire che il Premier Silvio Berlusconi non deve mollare è  il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri. &#8221;Sono perche&#8217; lui resista, non vedo perche&#8217; debba lasciare&#8221;. Questa la sua affermazione in riferimento alla permanenza alla guida del governo rilasciata nel corso di una intervista a cura di Lucia Annunziata nel corso di un faccia a faccia al festival del diritto di Piacenza. Guardando all&#8217;ipotesi di un governo tecnico, magari guidato dall&#8217;ex commissario europeo alla concorrenza, Mario Monti, Confalonieri ha sottolineato che &#8221;non capisco cosa possa fare, nell&#8217;eventualita&#8217;, Monti, che e&#8217; una persona che stimo, per risolvere questa crisi. Ci vorrebbe una maggiore concordia ma e&#8217; chiaro &#8211; ha osservato &#8211; che se due si sono dati botte per anni trovare un accordo e&#8217; difficile&#8221;. Il presidente di Mediaset, incalzato sull&#8217;opportunita&#8217; di dare un consiglio a Silvio Berlusconi, si e&#8217; limitato a osservare che &#8221;con il premier siamo amici da quando avevamo 14 anni. Lui ha un anno piu&#8217; di me anche se &#8211; ha scherzato &#8211; camuffato un po&#8217; sembra piu&#8217; giovane. Siamo amici da oltre 60 anni &#8211; ha aggiunto ancora &#8211; e non posso che volergli bene, oggi anche piu&#8217; di prima nel momento in cui viene attaccato da tutte le parti&#8221;. In passato, ha ricordato Confalonieri, i rapporti con l&#8217;amico erano piu&#8217; dilatati nel tempo, ora, invece, &#8221;lo chiamo tutti i giorni perche&#8217; e&#8217; preso di mira&#8221;. A tale riguardo, ha concluso Confalonieri, &#8221;nessuno e&#8217; mai stato spiato e seguito passo passo come fanno con lui e anche la battuta che ha fatto sul premier a tempo perso doveva essere presa come tale&#8221;</p>
<p><strong>BERSANI: ITALIA ISOLATA PERCHE&#8217; INAFFIDABILE</strong> &#8211; &#8221;L&#8217;Italia ha pagato soprattutto un grande isolamento nelle relazioni internazionali, a causa della sua inaffidabilita&#8221;&#8217;. Lo dice il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, in un&#8217;intervista rilasciata nell&#8217;ambito di &#8216;Fuori classe&#8217;, il rapporto di ActionAid su &#8216;L&#8217;Italia e la lotta alla poverta&#8217; nel mondo&#8217;. &#8221;La cosiddetta primavera araba, alle porte di casa nostra, richiederebbe oggi interventi di sviluppo capaci di avere un impatto significativo in paesi che stanno affrontando una difficile e complessa transizione verso la democrazia &#8211; sottolinea Bersani &#8211; E il governo italiano si e&#8217; trovato di fronte a questi avvenimenti del tutto impreparato: dopo aver smantellato nell&#8217;ultimo triennio quello che restava della cooperazione allo sviluppo e aver propagandato un&#8217;idea di astratta e ideologica chiusura delle frontiere, si e&#8217; trovato a negoziare con un&#8217;Europa a grande maggioranza di destra in una posizione di forte debolezza. Il risultato fallimentare e&#8217; sotto gli occhi di tutti. L&#8217;Italia ha pagato soprattutto un grande isolamento nelle relazioni internazionali, a causa della sua inaffidabilita&#8221;&#8217;. <strong>il parlamentare.it &#8211; ansa</strong></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><strong>MARCEGAGLIA: &#8220;IL CAMBIAMENTO SIA VERO&#8221;<br />
Camusso: &#8216;Fronte su crescita&#8217;. G20 chiede azioni forti</strong></span></p>
<p>FIRENZE &#8211; La Confindustria è pronta &#8220;a scindere&#8221; le sue responsabilità da quelle del governo, perché &#8220;vogliamo un cambiamento vero&#8221;. Lo ha detto la presidente Emma Marcegaglia, intervenendo all&#8217;assemblea degli industriali toscani a Firenze.</p>
<p>&#8220;Noi vogliamo una vera discontinuità e la vogliamo velocemente: basta con le piccole cose, non siamo più disponibili a stare in una situazione di stallo&#8221;. Per questo, al tavolo del governo Confindustria presenterà un documento, &#8220;un manifesto delle imprese, insieme alle altre associazioni, per salvare l&#8217;Italia. Un documento &#8211; ha proseguito Marcegaglia &#8211; che non riguarda le imprese, ma è per l&#8217;Italia. Se il governo é disponibile a parlare con noi e con le altre associazioni, bene. Se invece vuole andare avanti con piccole cose, non siamo più disponibili, scindiamo le nostre responsabilità, perché vogliamo un cambiamento vero&#8221;.Nel manifesto di Confindustria saranno contenute quelle poche riforme che secondo la presidente Emma Marcegaglia serviranno a rilanciare l&#8217;Italia.</p>
<p>Gli industriali chiedono una riduzione della spesa pubblica &#8220;non più solo con tagli lineari&#8221;, una &#8220;riforma delle pensioni che ci metta in linea con gli altri Paesi europei&#8221;, usando i soldi che così sarebbero risparmiati per &#8220;abbassare il cuneo fiscale, a partire dai giovani&#8221;, ha aggiunto la presidente. Confindustria chiede poi una vendita dei beni pubblici, &#8220;vendere il patrimonio anche per abbassare il deficit, per diminuire l&#8217;ingerenza del pubblico che è ancora troppo forte e si porta dietro clientele, oltre a fare concorrenza sleale&#8221;.</p>
<p>Un altro tema che sarà trattato nel documento è quello delle liberalizzazioni, perché &#8220;nell&#8217;ultima manovra non c&#8217;é quasi niente&#8221;, e anche quello delle infrastrutture, &#8220;un tema che riguarda tutto il Paese. Dobbiamo guardarci in faccia &#8211; ha proseguito &#8211; e domandarci se vogliamo tornare a crescere&#8221;. Infine Marcegaglia ha ribadito che non è più possibile aspettare &#8220;la riforma fiscale&#8221;, &#8220;perché occorre abbassare le tasse a chi tiene in piedi il Paese, lavoratori e imprese. Siamo pronti anche a una piccola patrimoniale, lo abbiamo detto, pur di avere meno tasse&#8221;</p>
<p>CAMUSSO, FRONTE COMUNE CON IMPRESE SU CRESCITA  &#8211; Sul versante della crescita non é peregrina l&#8217;idea di un &#8220;fronte comune&#8221; tra sindacati e Confindustria anche se poi, in questa materia, ognuno ha le proprie &#8220;ricette&#8221;. E&#8217; quanto ha affermato, a margine di un incontro al festival del diritto di Piacenza, il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, a chi le ha chiesto se fosse possibile un fronte comune con gli industriali all&#8217;indomani della scelta del cosiddetto &#8216;parlamentino&#8217; di Confindustria di non concedere sponde al Governo. &#8220;Fronte comune sul tema della crescita e delle prospettive &#8211; ha sottolineato &#8211; poi tante ricette diverse su come raggiungerle. Se Confindustria insiste sull&#8217;idea che lo strumento è quello delle pensioni &#8211; ha aggiunto &#8211; continuiamo a non condividere e a pensare che sia la strada sbagliata&#8221;. Ad ogni modo, secondo il segretario generale della Cgil &#8220;le parti sociali hanno detto già a luglio che ci voleva discontinuità e che le politiche del governo non erano utili al paese. Mi pare &#8211; ha concluso &#8211; che si continui a dover sostenere questa posizione perché le manovre che si susseguono non guardano quale prospettiva e a quale futuro per il paese&#8221;. (ansa)</p>
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		<title>Fazio: web droga per i giovani. Eta Beta: bene così</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Aug 2011 14:34:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Eta Beta]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani e Web]]></category>
		<category><![CDATA[Ministro Fazio]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>
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					<description><![CDATA[Facebook, social network e giochi on line sono la nuova droga che si diffonde e da&#8217; luogo, nei casi di abuso, a &#8221;sentimenti compulsivi, isolamento sociale, dipendenza psicopatologica, perdita di contatti reali, sentimenti di onnipotenza&#8221;. Il ministro della salute Ferruccio Fazio mette i giovani in guardia: non serve ingerire o inghiottire, ma basta stare 10 [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_2519" aria-describedby="caption-attachment-2519" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a rel="attachment wp-att-2519" href="https://ilparlamentare.it/2011/08/fazio-web-droga-per-i-giovani/ministro_fazio/"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-2519" title="ministro_fazio" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ministro_fazio.jpg" alt="" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ministro_fazio.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ministro_fazio-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ministro_fazio-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-2519" class="wp-caption-text">Ministro Fazio</figcaption></figure>
<p>Facebook, social network e giochi on line sono la nuova droga che si diffonde e da&#8217; luogo, nei casi di abuso, a &#8221;sentimenti compulsivi, isolamento sociale, dipendenza psicopatologica, perdita di contatti reali, sentimenti di onnipotenza&#8221;. Il ministro della salute Ferruccio Fazio mette i giovani in guardia: non serve ingerire o inghiottire, ma basta stare 10 ore al giorno al computer per subirne le devastazioni. Lo dice in risposta ad un&#8217;interrogazione di Giorgio Jannone del Pdl.<br />
Di ben altra idea è <strong>&#8220;Eta Beta&#8221;</strong> l&#8217;esperto di Intelligenza Connettiva e Gestione della Conoscenza che afferma: &#8220;i politici italiani hanno letteralmente messo in mano alle multinazionali estere quella importante fetta di economia che si produce oggi in Italia tramite la connettività. Ciò perchè i politici italiani, tranne una sparuta e ormai quasi inesistente rappresentanza, in questo settore, ha una cultura della connettività che proviene dagli spot e non da studi e approfondimenti. I giovani italiani, invece, hanno piena contezza del fatto che in rete si muovono le nuove economie e che alla conoscenza, alla &#8220;gestione della Conoscenza&#8221;, dunque all&#8217;economia, si può giungere solo colmando questo enorme vuoto strategico che consegna ogni anno decine di miliardi di euro del business on on line ai giovani di altri paesi. I nostri giovani che hanno voglia di lavorare in un paese bellissimo come l&#8217;Italia sanno bene che per rimanere a casa devono riuscire ad aprire un varco in un mondo dove la competitività è altissima e che questo è l&#8217;unico modo per diventare padroni del mezzo (la Rete, Internet, ndr), a costo di lavorare 18 ore al giorno. Domani, conclude <strong>Eta Beta</strong>, la nostra Economia sarà salva grazie a loro, appena questa tornata di pupazzi della politica si sarà disfatta innanzi a tutti&#8221;.</p>
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		<title>Attacchi Hacker per giustificare giro di vite di Rete?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jun 2011 21:54:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia in rete]]></category>
		<category><![CDATA[Eta Beta]]></category>
		<category><![CDATA[etabeta]]></category>
		<category><![CDATA[libertà di rete]]></category>
		<category><![CDATA[violazione libertà]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;ex Zar dell&#8217;antiterrorismo Richard Clarke ha detto ad uno dei maggiori esperti sulla libertà di parola in Internet, il professore di legge di Stanford Lawrence Lessig, che ci sarebbe stato un &#8220;i-11/9&#8221;, in altre parole, un atto terroristico informatico, e un &#8220;i- Patriot Act &#8220;per reprimere le libertà su Internet con il pretesto della protezione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<figure id="attachment_2236" aria-describedby="caption-attachment-2236" style="width: 495px" class="wp-caption aligncenter"><a rel="attachment wp-att-2236" href="https://ilparlamentare.it/2011/06/2235/hakcker-attak/"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-2236" title="hacker-attak" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/hakcker-attak.jpg" alt="" width="495" height="278" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/hakcker-attak.jpg 495w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/hakcker-attak-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/hakcker-attak-480x270.jpg 480w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/hakcker-attak-469x263.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/hakcker-attak-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 495px) 100vw, 495px" /></a><figcaption id="caption-attachment-2236" class="wp-caption-text">Siamo attaccati nella libertà - Eta Beta</figcaption></figure>
<p>L&#8217;ex Zar dell&#8217;antiterrorismo Richard Clarke ha detto ad uno dei  maggiori esperti sulla libertà di parola in Internet, il professore di legge di  Stanford Lawrence Lessig, che ci sarebbe stato un &#8220;i-11/9&#8221;, in altre parole, un  atto terroristico informatico, e un &#8220;i- Patriot Act &#8220;per reprimere le libertà su  Internet con il pretesto della protezione da certe minacce:</p>
<blockquote><p>Ci sarà un evento i-11/9. Il che non significa necessariamente  un attacco di Al Qaeda, significa un evento per cui l&#8217;instabilità o  l&#8217;insicurezza di internet diventi manifesta durante un fatto doloso che poi  induce una reazione del governo. Avete avuto modo di ricordare che dopo l&#8217;11/9  il governo, entro 20 giorni, elaborò il Patriot Act e fu approvato.</p>
<p>Il Patriot Act è lunghissimo e mi ricordo che qualcuno chiese  ad un funzionario del Dipartimento di Giustizia come avessero fatto a scrivere  uno statuto di quelle dimensioni così rapidamente, e, naturalmente, la risposta  fu che era rimasto fermo nei cassetti del Dipartimento di Giustizia per gli  ultimi 20 anni, in attesa dell&#8217;evento che lo avrebbe messo fuori.</p>
<p>Naturalmente il Patriot Act è pieno di ogni sorta di follie su  come cambiare il modo in cui sono tutelati i diritti civili, o non tutelati, in  questo caso. Così ero a cena con Richard Clarke e gli ho chiesto se c&#8217;è un  equivalente, se esiste un i-Patriot Act proprio in attesa di qualche evento  importante come scusa per cambiare radicalmente il modo in cui funziona  internet. Ha detto che &#8220;naturalmente esiste&#8221;.</p></blockquote>
<p>(4,30 in <a href="http://video.google.com/googleplayer.swf?docid=-4631871144083884704&amp;hl=en&amp;fs=true" target="_blank">questo video</a> ).</p>
<p>Forse abbiamo appena avuto il nostro i-11/9.</p>
<p>In particolare, il governo sta <a href="http://www.cio.com/article/475394/Hackers_Deface_NATO_US_Army_Web_Sites" target="_blank">sostenendo</a> che gli hackers hanno violato siti dell&#8217;esercito e  della Nato, scrivendo cose come:</p>
<blockquote><p>&#8220;Basta attacchi, israele e stati uniti! Maledette nazioni! Un  giorno i musulmani libereranno il mondo da voi!&#8221;</p></blockquote>
<p>Somigliano un po&#8217; ai messaggi  inviati con l&#8217;antrace  killer.</p>
<p>Se abbiamo appena avuto il nostro i-11/9, osservate come i  portavoce militari, politici e teste parlanti stanno spingendo per un i-Patriot  Act. . . come un modo per schiacciare la libertà di parola sul  web.</p></blockquote>
<p>LulzSec è il gruppo hacker che ha abbattuto il sito della CIA,  il sito web del Senato, così come quello della Sony e altri siti web.</p>
<p>LulzSec non ha chiesto democrazia, libertà, giustizia o  altri  lodevoli obiettivi. Sta solo attaccando siti web.</p>
<p>CBS News <a href="http://www.cbsnews.com/8301-501465_162-20072023-501465.html" target="_blank">riporta</a> precedenti dichiarazioni Lulz:</p>
<blockquote><p>&#8220;Questa è l&#8217;era della lucertola lulz, in cui facciamo delle  cose solo perché lo troviamo divertente. Guardare qualcuno trasformare  un&#8217;immagine di Facebook in un pene e vedere la risposta scioccata di sua sorella  non ha prezzo. Ricevere email arrabbiate dall&#8217;uomo al quale avete appena inviato  10 dildo per cui non riesce a procurarsi una password su Amazon non ha prezzo.  E&#8217; divertente guardare il caos che si crea, e  troviamo divertente farlo.  Pubblichiamo dati personali in modo che anche la gente cattiva ci possa far  divertire con quello che ne fanno.&#8221;</p>
<p><strong>Niente di neanche lontanamente politico in quella  dichiarazione, che corrisponde a  precedenti dichiarazioni del gruppo circa la  sua miriade di imprese.</strong> E&#8217; possibile che ci troviamo semplicemente di  fronte a un gruppo di allegri burloni che prova  un piacere particolare nel  rendere miserabile la vita informatica per il resto di noi?</p></blockquote>
<p>Come <a href="http://www.infowars.com/insider-leaks-reveal-full-bilderberg-agenda-on-war-and-alternative-media/" target="_blank">osserva</a> Kurt Nimmo :</p>
<blockquote><p>Nessuno sa veramente chi è LulzSec. E&#8217;, tuttavia, piuttosto  sospetto che il gruppo abbia intensificato la sua attività di hacking in un  momento in cui un certo numero di leggi sulla sicurezza informatica si avviano  verso il Congresso.</p></blockquote>
<p>L&#8217;i-Patriot Act è in attesa di essere approvato. Vedi <a href="http://arstechnica.com/tech-policy/news/2011/05/blacklists-ahoy-protect-ip-act-sails-on-to-senate-floor.ars" target="_blank">questo</a> e <a href="http://www.techdirt.com/articles/20110601/01515014500/senators-want-to-put-people-jail-embedding-youtube-videos.shtml" target="_blank">questo</a> . La truffa di LulzSec potrebbe essere utilizzata come  <a href="http://www.washingtonsblog.com/2011/06/american-officials-admit-that-us.html" target="_blank">giustificazione</a> per approvarlo.</p>
<p>Nota: Non riesco ancora a capire quali siano le motivazioni  dell&#8217;altro grande gruppo hacker &#8211; Anonimo -. Parlano di libertà, di giustizia, e  di responsabilizzazione. Ma <a href="http://www.youtube.com/watch?v=j_9T1SPJXRI" target="_blank">questo video</a> pone una serie  di difficoltà (per esempio,  perché le persone vengono invitate a registrarsi su un sito web specifico?), e  non riesco ancora a capire se sta cercando di aiutare le persone o di  sabotarle.</p>
<p><em>Fonte: <a href="http://www.washingtonsblog.com/2011/06/are-hacker-attacks-false-flag-attacks.html" target="_blank">Washington&#8217;s Blog</a> 17 Giugno 2011<br />
Traduzione: Dakota  Jones</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Giovanni De Gennaro: Sicurezza 2.0</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 May 2011 19:12:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[DIS Servizi Segreti italiani]]></category>
		<category><![CDATA[Eta Beta]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni De Gennaro]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza web 2.0]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Parlamentare.it segue con molto interesse le questioni legate alla sicurezza 2.0 e offre molto spazio ai rischi e ai pericoli che l&#8217;economia italiana, dunque, la Nazione, potrebbero correre se la questione  Sicurezza 2.0 e in generale la questione legata alla Gestione della Conoscenza, rimanessero materia per pochi. L&#8217;esperto del nostro periodico da noi simpaticamente chiamato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giovanni_De_Gennaro-300x213.jpg" alt="" title="Giovanni_De_Gennaro" width="300" height="213" class="aligncenter size-medium wp-image-1885" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giovanni_De_Gennaro-300x213.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giovanni_De_Gennaro-380x270.jpg 380w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giovanni_De_Gennaro-250x177.jpg 250w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giovanni_De_Gennaro-50x35.jpg 50w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giovanni_De_Gennaro-90x65.jpg 90w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giovanni_De_Gennaro.jpg 400w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />Il Parlamentare.it segue con molto interesse le questioni legate alla sicurezza 2.0 e offre molto spazio ai rischi e ai pericoli che l&#8217;economia italiana, dunque, la Nazione, potrebbero correre se la questione  Sicurezza 2.0 e in generale la questione legata alla Gestione della Conoscenza, rimanessero materia per pochi. L&#8217;esperto del nostro periodico da noi simpaticamente chiamato &#8220;Eta Beta&#8221; ha più volte segnalato le logiche di tutto questo e come, sottovalutare il problema, possa indebolire ogni forma di economia e sviluppo.</p>
<p>Ma la a questione della minaccia cibernetica è stata affrontata magistralmente dal <strong>Direttore Generale del DIS Dott. Giovanni De Gennaro </strong>all&#8217;interno di un articolo<strong> </strong>pubblicato sul numero di <strong>febbraio 2011 del mensile &#8220;Formiche&#8221;. </strong>Lo pubblichiamo integralmente sia per le profonde similitudini concettuali che uniscono &#8220;Eta Beta&#8221; al pensiero del Prefetto Giovanni De Gennaro, sia perchè siamo certi  che l&#8217;autorevolezza della fonte, potrà contribuire ad allargare gli orizzonti di molti in tal senso.</p>
<p><em>La competizione globale impegna sempre più duramente i Paesi che, come l’Italia, detengono e sono intenzionati a mantenere posizioni di rilievo nel panorama dell’economia internazionale: aumentano i competitori, salgono i livelli di produttività, il campo da gioco – cioè l’insieme dei mercati su cui competere &#8211; si fa ogni giorno più grande, le crisi si propagano rapidamente da un mercato all’altro.</em></p>
<p><em>La prima e più evidente conseguenza di questa situazione è che la competizione investe ogni Stato nella sua interezza, investe cioè quello che definiamo il “Sistema-Paese”, l’insieme delle istituzioni politiche e sociali, il sistema economico e produttivo, quello finanziario, le infrastrutture strategiche.</em></p>
<p><em>E quando si dice “investe”, non si vuole solamente dire che la competizione riguarda, sollecita, logora e mette sotto pressione tutti gli asset fondamentali di una collettività nazionale, ma anche che li “espone”, li “mette a rischio”.</em></p>
<p><em>E’ facile capire che quest’ultimo aspetto assume un rilievo primario per le istituzioni della Repubblica che assolvono a delicate responsabilità connesse alla ricerca di informazioni per la sicurezza; responsabilità che non si limitano più – come avveniva prima della legge di riforma – alla sola difesa dell’indipendenza dello Stato, alla salvaguardia della sua integrità territoriale e delle sue istituzioni democratiche, bensì anche alla salvaguardia degli interessi “economici, scientifici e culturali del nostro Paese”.</em></p>
<p><em>Alla minaccia subdola e multiforme del terrorismo internazionale si affianca oggi, infatti, quella che mira al cuore del know how e delle capacità competitive delle nostre aziende. E sebbene questa seconda non sia così presente all’attenzione dell’opinione pubblica come la prima, non per questo è meno pericolosa.</em></p>
<p><em>Ma c’è di più. C’è uno strumento o, meglio, una gamma di strumenti che possono essere usati sia per attentare alla sicurezza dei cittadini, sia per arrecare danni irreparabili alle imprese, sia per impedire il funzionamento stesso dei più importanti apparati organizzativi dello Stato e della società civile.</em></p>
<p><em>Mi riferisco ai mezzi e alle tecniche che possono essere usati per danneggiare le infrastrutture informatiche e telematiche, oppure forzarne le difese per carpire le notizie che attraverso di esse vengono veicolate o custodite.</em></p>
<p><em>Se ai tempi della guerra fredda la minaccia “totale” era rappresentata dall’arma nucleare, cioè dall’uso a fini di distruzione di massa dell’energia nucleare, oggi, in tempi di competizione globale, l’“arma totale” è rappresentata dall’uso offensivo degli strumenti dell’informatica e della telematica.</em></p>
<p><em>Al cybercrime – la minaccia criminale che mira ai patrimoni dei privati, al furto di identità o di informazioni, con la quale le Forze di polizia italiane si misurano ormai da lungo tempo cogliendo assai spesso significativi successi &#8211; si sono via via affiancati il cyber-terrorismo – vale a dire l’uso della rete per la propaganda, il proselitismo e la preparazione degli attentati &#8211; e lo spionaggio cibernetico, che colpisce soprattutto le imprese, per carpirne i segreti industriali. E quando questi riguardano apparecchiature militari o comunque suscettibili di uso bellico, ecco che l’attacco non riguarda solo il sistema-Paese ma anche la sicurezza dello Stato.</em></p>
<p><em>Si è arrivati così a disegnare gli scenari della guerra cibernetica, cioè lo scontro tra Stati realizzato mediante l’attacco alle infrastrutture critiche, tanto di quelle che presiedono al funzionamento dei sistemi militari, quanto di quelle dalle quali dipende l’ordinato svolgimento della vita sociale ed economica.</em></p>
<p><em>Non credo che, dopo queste sia pur brevi considerazioni, sia necessario aggiungere molte altre parole per spiegare perché la più importante partita dell’intelligence del terzo millennio si giocherà sul difficile terreno della sicurezza cibernetica.</em></p>
<p><em>E’ lì che sono chiamati a confrontarsi gli organismi di informazione per la sicurezza dei paesi più sviluppati, ed è un compito che dobbiamo affrontare guidati, innanzitutto, da una consapevolezza semplice e basilare: quanto più alto è il grado di informatizzazione di una collettività nazionale, quanto più diffuso è l’uso di apparecchiature telematiche da parte dei suoi cittadini, delle sue aziende e delle sue pubbliche amministrazioni, quanto più frequente è il loro ricorso al web per acquisire, trasferire o scambiare informazioni, tanto maggiore è la vulnerabilità di quel sistema Paese.</em></p>
<p><em>Se ci si pone – come è indispensabile – in questo ordine di idee, non è difficile condividere l’opinione – prospettata all’inizio di questa nota – secondo la quale la sicurezza cibernetica ha già oggi una rilevanza strategica assoluta, tenuto conto dei danni irreparabili che un attacco informatico su larga scala provocherebbe ad un Paese industrialmente avanzato.</em></p>
<p><em>E non è un caso che la necessità di sviluppare la difesa contro gli attacchi cibernetici sia stata sottolineata dal nuovo “Concetto strategico” della Nato, approvato nel vertice di Lisbona il 20 novembre dello scorso anno.</em></p>
<p><em>Per quanto riguarda, invece, il nostro Paese, non si può non richiamare, in conclusione, la relazione approvata il 7 luglio dello scorso anno dal Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica sulle “possibili implicazioni e minacce per la sicurezza nazionale derivanti dallo spazio cibernetico”.</em></p>
<p><em>In quel documento si afferma, infatti, la necessità di una “pianificazione strategica in materia di contrasto alla minaccia cibernetica”; si tratta quindi di delineare un piano nazionale affidato ad un vertice autorevole che metta a sistema le risorse disponibili.</em></p>
<p><em>In altri termini, occorre creare condizioni organizzative tali da assicurare una forte capacità di reazione immediata anche nei confronti di attacchi su larga scala, che coinvolgano una pluralità di soggetti. Il raggiungimento di questo obiettivo non può essere affidato alla buona volontà dei soggetti interessati bensì – come peraltro hanno già fatto Paesi amici – ad un impianto strategico che assicuri “il coordinamento tra gli attori interessati”. Una funzione ad hoc, quindi, in grado non solo di fronteggiare una grave crisi, ma anche di studiare e pianificare una difesa preventiva. E ciò può realizzarsi “ridefinendo l’attività delle strutture esistenti, con una rimodulazione delle attuali competenze e responsabilità”.</em></p>
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		<title>Appello a Gianni Letta. “Eta Beta” conferma: Italia non protetta.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 May 2011 12:05:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Eta Beta]]></category>
		<category><![CDATA[gestione della conoscenza]]></category>
		<category><![CDATA[Gianni Letta]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Connettiva]]></category>
		<category><![CDATA[Protezione Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Servizi Segreti Italiani]]></category>
		<category><![CDATA[Sistemi SIcurezza]]></category>
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					<description><![CDATA[Abbiamo deciso di pubblicare questo articolo per rivolgere un appello al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Gianni Letta, certi anche di fare cosa gradita ai nostri lettori. “Si chiama Gestione della Conoscenza la disciplina per pochi eletti capaci di individuare metodologie di sfruttamento informatico tali da potere sovvertire le sorti finanziarie di un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Calibri; font-size: small;"></p>
<figure id="attachment_1755" aria-describedby="caption-attachment-1755" style="width: 250px" class="wp-caption alignleft"><a rel="attachment wp-att-1755" href="https://ilparlamentare.it/2011/05/07/appello-a-gianni-letta-%e2%80%9ceta-beta%e2%80%9d-conferma-italia-non-protetta/eta/"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-1755" title="Eta Beta, pensatore infallibile" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ETA.jpg" alt="" width="250" height="335" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ETA.jpg 250w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ETA-223x300.jpg 223w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ETA-201x270.jpg 201w" sizes="auto, (max-width: 250px) 100vw, 250px" /></a><figcaption id="caption-attachment-1755" class="wp-caption-text">Eta Beta, pensatore infallibile</figcaption></figure>
<p>Abbiamo deciso di pubblicare questo articolo per rivolgere un appello al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri <strong>Gianni Letta, </strong>certi anche di fare cosa gradita ai nostri lettori.</p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Calibri;"><strong><em>“Si chiama Gestione della Conoscenza la disciplina per pochi eletti capaci di individuare metodologie di sfruttamento informatico tali da potere sovvertire le sorti finanziarie di un intero Governo ed essere più distruttiva di una guerra combattuta con le bombe poiché quella di cui parliamo, se non contrastata seriamente, comprometterà permanentemente la nostra economia e la futura gestione di ogni nostra risorsa produttiva”</em></strong>. Queste sono le parole di “Eta Beta” che non è un Haker o un abilissimo programmatore così come non è uno 007 che indaga sul Cyber crimine. “Eta Beta” si riferisce allo strapotere non codificato che oggi gestiscono i motori di ricerca. Google, ad esempio, è balzato sulle cronache mondiali per un clamoroso “NO” inflittole dalla Corte di Giustizia USA che rende anche discutibilissima l’eticità della sua politica. “Eta Beta” è a nostro parere un analista attento e scrupoloso che conosciamo e seguiamo da tempo nelle sue conferenze. Circa un anno addietro, mentre tutti giocavano a farsi un Avatar o un profilo sui Social Network, annunciava che stava prendendo forma una coscienza della rete molto aggressiva che avrebbe preteso una violenta capitalizzazione finanziaria e che si sarebbe alimentata, come un vampiro permanentemente attaccato al collo della Libertà individuale e collettiva, fino a manipolare il sapere, l’economia, la politica, il lavoro.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Calibri;">“Eta Beta” esperto di Gestione della Conoscenza è stato capace di anticipare le politiche dei colossi, con estrema precisione e soprattutto in sedi accademiche. E noi eravamo li e ne siamo testimoni. Per questo, riteniamo sia utile parlarne anche in virtù di quanto oggi sostenuto dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio <strong>Gianni Letta</strong> che il giorno 29 marzo scorso ha dichiarato che <strong><em>“la minaccia cibernetica, mirando agli interessi vitali di un Paese, rappresenta oggi una minaccia preminente e contro di essa occorre individuare un organismo autorevole che possa pianificare strategie e organizzare le capacità dei oggetti esistenti”.</em></strong></span></span></p>
<p><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">Preso atto di questa dichiarazione del <strong>Sottosegretario Gianni Letta</strong> abbiamo chiesto ad “Eta Beta” di aiutarci a comprendere di cosa si tratta. “Eta Beta”, ovviamente, non è il vero nome del nostro esperto ma molto gli si addice e lo abbiamo così soprannominato per ovvi motivi di opportunità e anche perché simpaticamente dice che il vizio di dire le cose prima che accadano, gli ha già procurato troppi problemi.</span><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">Alle nostre domande “Eta Beta” risponde che il Sottosegretario Letta ha fatto benissimo a denunciare apertamente la questione e il fatto che il Governo non rimarrà a guardare che il Valore Italia venga sottoposto alle peggiori angherie. </span></p>
<p><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">Il problema &#8211; afferma “Eta Beta” &#8211;  è che il male è penetrato non solo nella rete ove sta già facendo razzie di economia italiana (danaro contante), ma “potrebbe” avere già fagocitato persone che ricoprono nel Paese cariche determinanti in ambiente governativo. Un male, continua “Eta Beta” molto pericoloso e nemico dello Stato che risulta agevolato dall’incoscienza e dell’ignoranza di molte autorevoli poltrone, totalmente incapaci di congetturare analisi nel settore dell’Intelligenza Connettiva. </span></p>
<p><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">Alla nostra richiesta di conoscere preventivamente il nome delle vittime di questa battaglia “Eta Beta” risponde che, anche se appare impossibile, a cadere sarà il concetto stesso di Democrazia con i suoi valori e con essi i Diritti fondamentali dell’Uomo.</span></p>
<p><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">L’Italia – aggiunge “Eta Beta” &#8211; attraversa un momento difficile che colpisce la politica nazionale burrascosa, chiassosa e che si nutre di scaldaletti ridicoli e che indeboliscono il valore del Made in Italy che, invece in rete, trova la sua perfetta forma nell’imitazione che imita e rende produttivo a livello finanziario il Brand più significativo del mondo. Questa magia nella mediazione informatica del valore imitato diventa danaro contante mentre i produttori italiani faticano ad affermare il prodotto originale. Le disattenzioni generate dai clamori degli scandali finiscono per essere il fertilizzare di questa “perfetta economia” – nel senso di economia vera generata dai numeri. Nei motori di ricerca – secondo “Eta Beta” – si combatte una vera guerra con armi non convenzionali che possono sfuggire al controllo del Governo perché la loro opera non costituisce un reato codificato, a meno che, non sia la stessa politica di gestione della conoscenza, a superare quel limite che la scorsa settimana ha rilevato il Giudice USA a Google. </span></p>
<p><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">Va anche sottolineato che in questi momenti di incertezza  politico istituzionale si creano micro interessi interni difficilmente rapportabili tutti ad un vertice, dunque controllabili, ove ognuno potrebbe ritenere giusto pensare a se stesso, tirando i remi in barca. </span></p>
<p><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">Questo – continua “Eta Beta” &#8211; è il momento in cui “qualcosa” mascherato da “qualcuno” che bussa alla porta di questo e quel ministero, ad esempio, potrebbe vendere posizionamenti del trend positivo delle notizie commettendo un grave ingerenza a danno di tutto quanto costituisce, di fatto, il cammino della nostra Democrazia e le fondamenta della Costituzione. </span></p>
<p><span style="font-family: Calibri; font-size: small;"> </span><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">Fortunatamente – aggiunge “Eta Beta” ci sono persone che questi programmi in atto li comprendono con estrema chiarezza e anche attraverso un semplice blog riescono a far girare la notizia. Poi, a farle fare il giro del mondo non ci vuole tanta. Purtroppo queste persone che potrebbero essere l’orecchio e l’occhio fine dello Stato soffrono la mancanza di un sistema ufficiale che li aduni a tutela di una causa maggiore. </span></p>
<p><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">Da una parte è proprio la loro libertà di formazione che genera un analista capace di andare oltre l’apparente. </span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Calibri;"> “Eta Beta” è un esperto di Gestione della Conoscenza e semplificazione del linguaggio. Esattamente il giorno in cui veniva a mancare Giovanni Paolo II si trovava ad Assisi su invito dell’Associazione Avvocati Europei.  Nel coso della conferenza tenutasi alla presenza di Magistrati, Avvocati e Religiosi “Eta Beta” disse a chiare lettere che Internet, la connettività, se mediata maldestramente dai motori di ricerca, una volta conquistate le masse grazie al suo volto seducente e servizievole, avrebbe mostrato il suo lato oscuro attivando un secondo livello di “gestione” (voluta) delle risorse, attaccando i generatori di economia (Turismo, Beni Culturali, Mercato e-commerce, Aziende, etc.). </span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Calibri;">L’allarme di “Eta Beta” era chiaramente rivolto ai motori di ricerca e faceva notare: <em>“quando tutta la società civile sarà mediata dal gestore della ricerca esso condizionerà inevitabilmente le modalità di gestione delle risorse da esso organizzate. Nascerà una nuova e intelligentissima forma di Gestione della Conoscenza grazie alla quale si potrà governare una Nazione da una tastiera con la complicità di un mouse. Ciò si rivelerà come un vero e proprio aspiratore di economia reale. A quel punto il danno sarà irreversibile anche perché in Italia esistono migliaia di haker e bravissimi programmatori, così come una Polizia Posta di altissimo livello, ma il problema è che le attuali disposizioni politiche non prevedono questa forma di tutela”.</em> Fu così che “Eta Beta”, profittando del luogo simbolico (Assisi) lanciò l’appello all’UNESCO al quale chiedeva di tutelare Internet.  <em></em></span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Calibri;"><strong>Il parlamentare.it </strong>ha chiesto ad “Eta Beta” di farci un esempio pratico del significato di Gestione della Conoscenza e lui, in perfetto stile da “semplificatore” ha risposto che <em>“un professore di scuola elementare gestisce conoscenza nel senso che gli alunni imparano ciò che programma il professore. Se il professore è coscienzioso e preparato gli alunni saranno più capaci. In caso contrario saranno schiavi di mille difficoltà. Così possiamo rapportare il professore delle scuole alla persona che decide che formazione dare o meno a tutti i ragazzi del mondo: cosa essi debbono on no leggere, quanto devono pagare per farlo, ecc”.</em></span></span></p>
<p><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">Il problema, dunque, è rappresentato dai motori di ricerca e in particolare modo da Google che si è inizialmente presentato all’utente come luogo di organizzazione dei dati presenti in rete per poi, negli anni, trasformarsi in un potente e illimitato gestore della conoscenza che avoca a se i diritti di utilizzo di ogni cosa esso decida digitalizzare.  Il problema è che Google è strutturato anche per avocare a se i diritti di tutto quanto in esso si trova. </span></p>
<p><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">Significativa, a tale proposito, l’attestazione della Corte di Giustizia USA di New York che ha respinto l’accordo dal valore di <strong>125 milioni</strong> <strong>di dollari</strong> fra Google e gli Editori sui diritti d’autore per la creazione della maggiore biblioteca digitale al mondo. L’accordo fra Google e gli Editori, siglato nel 2005, avrebbe consentito a Mountain View di distribuire milioni di libri su internet in cambio della condivisione dei ricavi ottenuti. Il <strong>Giudice Danny Chin</strong> nel motivare la propria decisione ha detto che l’accordo darebbe a Google un “significativo vantaggio sui suoi competitor”. Immaginate una libreria universale: molti ne trarrebbero vantaggi, è ovvio, ma il progetto secondo la Giustizia americana “va troppo in là” e Google si troverebbe ad avere molti diritti “senza il permesso dei titolari di copyright”.</span></p>
<p><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">Questa sentenza a parere di “Eta Beta” mostra che la Giustizia USA è matura in tal senso e mostra di avere compreso perfettamente un potere assoluto che, senza competenze, si rischia di legittimare.</span></p>
<p><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">Immaginate  –  ci dice “Eta Beta” – se un domani quando la dematerializzazione sarà totalmente compiuta e tutti ci illuderanno del fatto che essa rappresenta una risorsa per tutti e tutto, solo perché avremo il mondo in un cellulare, Google decidesse (come ne è suo diritto) cosa fruire in rete e cosa no. </span></p>
<p><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">Allo stesso tempo immaginate – continua – se ad una pubblica Amministrazione venisse venduto il suo posizionamento e insieme ad esso un pacchetto di “News buone sopra e News cattive sotto”. Quindi potrebbe verificarsi che la notizia che parla bene di Bersani avrà un codice “vai sopra” e quella ch invece parla bene di Silvio Berlusconi potrà avere il codice “vai sotto”. Questo è un esempio di gestione della conoscenza. Come nelle scansie di un supermercato il motore che nasce per raggruppare e ordinare il mondo delle notizie, invece, ci condizionerà al punto tale da farci leggere alla richiesta della nostra informazione, esclusivamente ciò che commercialmente o politicamente è predefinito. Sarebbe il disastro.</span></p>
<p><span style="font-family: Calibri; font-size: small;"> </span><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">Dunque non rimane che sperare che uomini come Gianni Letta prendano sul serio la questione e ascoltino persone come “Eta Beta” che hanno molto da dire nel settore dell’Intelligenza Connettiva e che amano molto l’Italia. </span></p>
<p><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">Esse ci dicono chiaramente e senza avere mai sbagliato le analisi e le previsioni, che queste modalità oscure di gestione della conoscenza, sino ad ora evidentemente sottovalutate, se si continua a non ostacolarle con efficacia di legge, potrebbero dare le redini del sapere globale a pochi speculatori che sarebbero capaci, ad esempio, di modellare la Cultura di una Nazione, di cambiarne i connotati, di gestire la memoria. E a tal proposito “Eta Beta” prospetta uno scenario già possibile ad un motore di ricerca che in modo selettivo, se decidesse di non far rientrare nelle prime trenta pagine, ad esempio, le ragioni del popolo Ebraico in merito a quanto subito dai nazisti, potrebbe farlo in un solo istante. Allo stesso tempo ciò significa che ogni singolo tag può essere condizionato e gestito in modo autonomo. Questo tipo di gestione non rappresenta una garanzia per nessuno e per questo motivo è fondamentale e giusto istituire un organo di controllo che sia attivo 24 ore su 24 per l’interesse dello Stato e a difesa dell’integrità e la conservazione dei beni italiani e del loro diritto di sfruttamento.</span></p>
<p><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">On line – ci fa notare “Eta Beta” – chi gestisce i diritti dei Beni Culturali digitalizzati è il più ricco perché la tutela, il restauro, la conservazione dei Beni Culturali rappresenta solo una spesa mentre la fruizione dell’immagine degli stessi rappresenta, invece, tutto business e niente spese.</span></p>
<p><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">Si tratta, dunque, di una guerra che si combatte sul piano filosofico e non su quello della “sicurezza” intesa come possibile aggressione a dati protetti come quelli di Polizia, dei sistemi bancari, etc.</span></p>
<p><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">Insomma diamo a Cesare quello che è di Cesare. </span></p>
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		<title>Appello a Gianni Letta: difendere l&#8217;Economia italiana da guerra invisibile.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Apr 2011 21:43:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[Eta Beta]]></category>
		<category><![CDATA[gestione della conoscenza]]></category>
		<category><![CDATA[Gianni Letta]]></category>
		<category><![CDATA[Il Parlamentare]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Connettiva]]></category>
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					<description><![CDATA[Abbiamo deciso di pubblicare questo articolo per rivolgere, certi anche di fare cosa gradita ai nostri lettori, un appello al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Gianni Letta. &#160; “Si chiama Gestione della Conoscenza la disciplina per pochi eletti capaci di individuare metodologie di sfruttamento informatico tali da potere sovvertire le sorti finanziarie di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Calibri;"> </span></span></div>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Calibri;"> </span></span></p>
<figure id="attachment_1607" aria-describedby="caption-attachment-1607" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a rel="attachment wp-att-1607" href="https://ilparlamentare.it/2011/04/04/appello-a-gianni-letta-%e2%80%9ceta-beta%e2%80%9d-in-corso-guerra-invisibile/gianni-letta/"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-1607" title="Gianni-letta" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Gianni-letta.jpg" alt="" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Gianni-letta.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Gianni-letta-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Gianni-letta-250x140.jpg 250w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Gianni-letta-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-1607" class="wp-caption-text">Gianni Letta su Il Parlamentare.it</figcaption></figure>
<p>Abbiamo deciso di pubblicare questo articolo per rivolgere, certi anche di fare cosa gradita ai nostri lettori, un appello al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri <strong>Gianni Letta.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Calibri;"><strong><em>“Si chiama Gestione della Conoscenza la disciplina per pochi eletti capaci di individuare metodologie di sfruttamento informatico tali da potere sovvertire le sorti finanziarie di un intero Governo ed essere più distruttiva di una guerra combattuta con le bombe poiché quella di cui parliamo, se non contrastata seriamente, comprometterà permanentemente la nostra economia e la futura gestione di ogni nostra risorsa produttiva”</em></strong>. Queste sono le parole di “Eta Beta” che non è un Haker o un abilissimo programmatore così come non è uno 007 che indaga sul Cyber crimine. “Eta Beta” si riferisce allo strapotere non codificato che oggi gestiscono i motori di ricerca. Google, ad esempio, è balzato sulle cronache mondiali per un clamoroso “NO” inflittole dalla Corte di Giustizia USA che rende anche discutibilissima l’eticità della sua politica. “Eta Beta” è a nostro parere un analista attento e scrupoloso che conosciamo e seguiamo da tempo nelle sue conferenze. Circa un anno addietro, mentre tutti giocavano a farsi un Avatar o un profilo sui Social Network, annunciava che stava prendendo forma una coscienza della rete molto aggressiva che avrebbe preteso una violenta capitalizzazione finanziaria e che si sarebbe alimentata, come un vampiro permanentemente attaccato al collo della Libertà individuale e collettiva, fino a manipolare il sapere, l’economia, la politica, il lavoro.</span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Calibri;">“Eta Beta” esperto di Gestione della Conoscenza è stato capace di anticipare le politiche dei colossi, con estrema precisione e soprattutto in sedi accademiche. E noi eravamo li e ne siamo testimoni. Per questo, riteniamo sia utile parlarne anche in virtù di quanto oggi sostenuto dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio <strong>Gianni Letta</strong> che il giorno 29 marzo scorso ha dichiarato che <strong><em>“la minaccia cibernetica, mirando agli interessi vitali di un Paese, rappresenta oggi una minaccia preminente e contro di essa occorre individuare un organismo autorevole che possa pianificare strategie e organizzare le capacità dei oggetti esistenti”.</em></strong></span></span></p>
<p><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">Preso atto di questa dichiarazione del <strong>Sottosegretario Gianni Letta</strong> abbiamo chiesto ad “Eta Beta” di aiutarci a comprendere di cosa si tratta. “Eta Beta”, ovviamente, non è il vero nome del nostro esperto ma molto gli si addice e lo abbiamo così soprannominato per ovvi motivi di opportunità e anche perché simpaticamente dice che il vizio di dire le cose prima che accadano, gli ha già procurato troppi problemi.</span></p>
<p><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">Alle nostre domande “Eta Beta” risponde che il Sottosegretario Letta ha fatto benissimo a denunciare apertamente la questione e il fatto che il Governo non rimarrà a guardare che il Valore Italia venga sottoposto alle peggiori angherie. </span></p>
<p><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">Il problema &#8211; afferma “Eta Beta” &#8211;  è che il male è penetrato non solo nella rete ove sta già facendo razzie di economia italiana (danaro contante), ma “potrebbe” avere già fagocitato persone che ricoprono nel Paese cariche determinanti in ambiente governativo. Un male, continua “Eta Beta” molto pericoloso e nemico dello Stato che risulta agevolato dall’incoscienza e dell’ignoranza di molte autorevoli poltrone, totalmente incapaci di congetturare analisi nel settore dell’Intelligenza Connettiva. </span></p>
<p><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">Alla nostra richiesta di conoscere preventivamente il nome delle vittime di questa battaglia “Eta Beta” risponde che, anche se appare impossibile, a cadere sarà il concetto stesso di Democrazia con i suoi valori e con essi i Diritti fondamentali dell’Uomo.</span></p>
<p><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">L’Italia – aggiunge “Eta Beta” &#8211; attraversa un momento difficile che colpisce la politica nazionale burrascosa, chiassosa e che si nutre di scaldaletti ridicoli e che indeboliscono il valore del Made in Italy che, invece in rete, trova la sua perfetta forma nell’imitazione che imita e rende produttivo a livello finanziario il Brand più significativo del mondo. Questa magia nella mediazione informatica del valore imitato diventa danaro contante mentre i produttori italiani faticano ad affermare il prodotto originale. Le disattenzioni generate dai clamori degli scandali finiscono per essere il fertilizzare di questa “perfetta economia” – nel senso di economia vera generata dai numeri. Nei motori di ricerca – secondo “Eta Beta” – si combatte una vera guerra con armi non convenzionali che possono sfuggire al controllo del Governo perché la loro opera non costituisce un reato codificato, a meno che, non sia la stessa politica di gestione della conoscenza, a superare quel limite che la scorsa settimana ha rilevato il Giudice USA a Google. </span></p>
<p><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">Va anche sottolineato che in questi momenti di incertezza  politico istituzionale si creano micro interessi interni difficilmente rapportabili tutti ad un vertice, dunque controllabili, ove ognuno potrebbe ritenere giusto pensare a se stesso, tirando i remi in barca. </span></p>
<p><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">Questo – continua “Eta Beta” &#8211; è il momento in cui “qualcosa” mascherato da “qualcuno” che bussa alla porta di questo e quel ministero, ad esempio, potrebbe vendere posizionamenti del trend positivo delle notizie commettendo un grave ingerenza a danno di tutto quanto costituisce, di fatto, il cammino della nostra Democrazia e le fondamenta della Costituzione. </span></p>
<p><span style="font-family: Calibri; font-size: small;"> </span><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">Fortunatamente – aggiunge “Eta Beta” ci sono persone che questi programmi in atto li comprendono con estrema chiarezza e anche attraverso un semplice blog riescono a far girare la notizia. Poi, a farle fare il giro del mondo non ci vuole tanta. Purtroppo queste persone che potrebbero essere l’orecchio e l’occhio fine dello Stato soffrono la mancanza di un sistema ufficiale che li aduni a tutela di una causa maggiore. </span></p>
<p><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">Da una parte è proprio la loro libertà di formazione che genera un analista capace di andare oltre l’apparente. </span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Calibri;"> “Eta Beta” è un esperto di Gestione della Conoscenza e semplificazione del linguaggio. Esattamente il giorno in cui veniva a mancare Giovanni Paolo II si trovava ad Assisi su invito dell’Associazione Avvocati Europei.  Nel coso della conferenza tenutasi alla presenza di Magistrati, Avvocati e Religiosi “Eta Beta” disse a chiare lettere che Internet, la connettività, se mediata maldestramente dai motori di ricerca, una volta conquistate le masse grazie al suo volto seducente e servizievole, avrebbe mostrato il suo lato oscuro attivando un secondo livello di “gestione” (voluta) delle risorse, attaccando i generatori di economia (Turismo, Beni Culturali, Mercato e-commerce, Aziende, etc.). </span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Calibri;">L’allarme di “Eta Beta” era chiaramente rivolto ai motori di ricerca e faceva notare: <em>“quando tutta la società civile sarà mediata dal gestore della ricerca esso condizionerà inevitabilmente le modalità di gestione delle risorse da esso organizzate. Nascerà una nuova e intelligentissima forma di Gestione della Conoscenza grazie alla quale si potrà governare una Nazione da una tastiera con la complicità di un mouse. Ciò si rivelerà come un vero e proprio aspiratore di economia reale. A quel punto il danno sarà irreversibile anche perché in Italia esistono migliaia di haker e bravissimi programmatori, così come una Polizia Posta di altissimo livello, ma il problema è che le attuali disposizioni politiche non prevedono questa forma di tutela”.</em> Fu così che “Eta Beta”, profittando del luogo simbolico (Assisi) lanciò l’appello all’UNESCO al quale chiedeva di tutelare Internet.  <em> </em></span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Calibri;"><strong>Il parlamentare.it </strong>ha chiesto ad “Eta Beta” di farci un esempio pratico del significato di Gestione della Conoscenza e lui, in perfetto stile da “semplificatore” ha risposto che <em>“un professore di scuola elementare gestisce conoscenza nel senso che gli alunni imparano ciò che programma il professore. Se il professore è coscienzioso e preparato gli alunni saranno più capaci. In caso contrario saranno schiavi di mille difficoltà. Così possiamo rapportare il professore delle scuole alla persona che decide che formazione dare o meno a tutti i ragazzi del mondo: cosa essi debbono on no leggere, quanto devono pagare per farlo, ecc”.</em></span></span></p>
<p><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">Il problema, dunque, è rappresentato dai motori di ricerca e in particolare modo da Google che si è inizialmente presentato all’utente come luogo di organizzazione dei dati presenti in rete per poi, negli anni, trasformarsi in un potente e illimitato gestore della conoscenza che avoca a se i diritti di utilizzo di ogni cosa esso decida digitalizzare.  Il problema è che Google è strutturato anche per avocare a se i diritti di tutto quanto in esso si trova. </span></p>
<p><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">Significativa, a tale proposito, l’attestazione della Corte di Giustizia USA di New York che ha respinto l’accordo dal valore di <strong>125 milioni</strong> <strong>di dollari</strong> fra Google e gli Editori sui diritti d’autore per la creazione della maggiore biblioteca digitale al mondo. L’accordo fra Google e gli Editori, siglato nel 2005, avrebbe consentito a Mountain View di distribuire milioni di libri su internet in cambio della condivisione dei ricavi ottenuti. Il <strong>Giudice Danny Chin</strong> nel motivare la propria decisione ha detto che l’accordo darebbe a Google un “significativo vantaggio sui suoi competitor”. Immaginate una libreria universale: molti ne trarrebbero vantaggi, è ovvio, ma il progetto secondo la Giustizia americana “va troppo in là” e Google si troverebbe ad avere molti diritti “senza il permesso dei titolari di copyright”.</span></p>
<p><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">Questa sentenza a parere di “Eta Beta” mostra che la Giustizia USA è matura in tal senso e mostra di avere compreso perfettamente un potere assoluto che, senza competenze, si rischia di legittimare.</span></p>
<p><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">Immaginate  –  ci dice “Eta Beta” – se un domani quando la dematerializzazione sarà totalmente compiuta e tutti ci illuderanno del fatto che essa rappresenta una risorsa per tutti e tutto, solo perché avremo il mondo in un cellulare, Google decidesse (come ne è suo diritto) cosa fruire in rete e cosa no. </span></p>
<p><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">Allo stesso tempo immaginate – continua – se ad una pubblica Amministrazione venisse venduto il suo posizionamento e insieme ad esso un pacchetto di “News buone sopra e News cattive sotto”. Quindi potrebbe verificarsi che la notizia che parla bene di Bersani avrà un codice “vai sopra” e quella ch invece parla bene di Silvio Berlusconi potrà avere il codice “vai sotto”. Questo è un esempio di gestione della conoscenza. Come nelle scansie di un supermercato il motore che nasce per raggruppare e ordinare il mondo delle notizie, invece, ci condizionerà al punto tale da farci leggere alla richiesta della nostra informazione, esclusivamente ciò che commercialmente o politicamente è predefinito. Sarebbe il disastro.</span></p>
<p><span style="font-family: Calibri; font-size: small;"> </span><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">Dunque non rimane che sperare che uomini come Gianni Letta prendano sul serio la questione e ascoltino persone come “Eta Beta” che hanno molto da dire nel settore dell’Intelligenza Connettiva e che amano molto l’Italia. </span></p>
<p><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">Esse ci dicono chiaramente e senza avere mai sbagliato le analisi e le previsioni, che queste modalità oscure di gestione della conoscenza, sino ad ora evidentemente sottovalutate, se si continua a non ostacolarle con efficacia di legge, potrebbero dare le redini del sapere globale a pochi speculatori che sarebbero capaci, ad esempio, di modellare la Cultura di una Nazione, di cambiarne i connotati, di gestire la memoria. E a tal proposito “Eta Beta” prospetta uno scenario già possibile ad un motore di ricerca che in modo selettivo, se decidesse di non far rientrare nelle prime trenta pagine, ad esempio, le ragioni del popolo Ebraico in merito a quanto subito dai nazisti, potrebbe farlo in un solo istante. Allo stesso tempo ciò significa che ogni singolo tag può essere condizionato e gestito in modo autonomo. Questo tipo di gestione non rappresenta una garanzia per nessuno e per questo motivo è fondamentale e giusto istituire un organo di controllo che sia attivo 24 ore su 24 per l’interesse dello Stato e a difesa dell’integrità e la conservazione dei beni italiani e del loro diritto di sfruttamento.</span></p>
<p><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">On line – ci fa notare “Eta Beta” – chi gestisce i diritti dei Beni Culturali digitalizzati è il più ricco perché la tutela, il restauro, la conservazione dei Beni Culturali rappresenta solo una spesa mentre la fruizione dell’immagine degli stessi rappresenta, invece, tutto business e niente spese.</span></p>
<p><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">Si tratta, dunque, di una guerra che si combatte sul piano filosofico e non su quello della “sicurezza” intesa come possibile aggressione a dati protetti come quelli di Polizia, dei sistemi bancari, etc.</span></p>
<p><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">Insomma diamo a Cesare quello che è di Cesare. </span></p>
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