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	<title>Equitalia &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Sergio Nucci su caso Mario Occhiuto ed Equitalia: qualcuno ci dia risposte.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Feb 2018 21:39:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dalle Regioni]]></category>
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					<description><![CDATA[di Sergio Nucci/Buongiorno Cosenza/ La pubblicazione della recente sentenza con la quale il Tribunale di Cosenza ha accertato l’esistenza di crediti di Mario Occhiuto nei confronti del Comune di Cosenza e la loro integrale pignorabilità da parte di Equitalia merita alcune riflessioni che conducono, mi pare di poter dire, a conclusioni impegnative. La vicenda – [&#8230;]]]></description>
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<figure id="attachment_13092" aria-describedby="caption-attachment-13092" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sergio-nucci-mario-occhiutp.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-13092" alt="Da sx: Sergio Nucci - Mario Occhiuto" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sergio-nucci-mario-occhiutp.jpg" width="800" height="500" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sergio-nucci-mario-occhiutp.jpg 800w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sergio-nucci-mario-occhiutp-300x187.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sergio-nucci-mario-occhiutp-432x270.jpg 432w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><figcaption id="caption-attachment-13092" class="wp-caption-text">Da sx: Sergio Nucci &#8211; Mario Occhiuto</figcaption></figure>
<p>di Sergio Nucci/Buongiorno Cosenza/</p>
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<div style="text-align: justify;">La pubblicazione della recente sentenza con la quale il <strong>Tribunale di Cosenza</strong> ha accertato l’esistenza di crediti di <strong>Mario Occhiuto</strong> nei confronti del Comune di Cosenza e la loro <strong>integrale pignorabilità da parte di Equitalia</strong> merita alcune riflessioni che conducono, mi pare di poter dire, a conclusioni impegnative. La vicenda – pur nota – è segnata dal <strong>mancato accantonamento</strong> da parte del Comune di Cosenza delle somme sottoposte a pignoramento da parte di Equitalia e dovute al Sindaco a titolo di indennità.</div>
<div style="text-align: justify;">Il Comune non solo non ha messo da parte le somme – <strong>sottraendosi al rispetto di un obbligo di legge</strong> e continuando a versare integralmente l’indennità al Sindaco – ma <strong>non si è neanche presentato in udienza</strong> per rendere la dichiarazione circa la sussistenza di eventuali crediti sottoponibili ad esecuzione. Comportamento che ha imposto al creditore – Equitalia, soggetto incaricato di riscuotere tributi non versati – di instaurare un giudizio per l’accertamento della esistenza dei crediti e della loro pignorabilità.</div>
<div style="text-align: justify;">Con la sentenza depositata il <strong>9 gennaio 2018,</strong> il Tribunale di Cosenza ha affermato che <strong>i crediti esistono e sono pignorabili</strong> in misura addirittura corrispondente all’intero importo dell’indennità. Ne consegue che non avendo il Comune di Cosenza accantonato i fondi, <strong>dovrà interamente versarli in favore di Equitalia.</strong> La sentenza contiene, implicitamente, l’ulteriore affermazione circa la doverosità dell’accantonamento delle ulteriori somme sino alla concorrenza del credito vantato dalla parte esecutante.</div>
<div style="text-align: justify;">Il Comune dovrà smettere di versare l’indennità al Sindaco. Dall’altro lato, il Comune potrebbe decidere di impugnare la decisione per invocarne la modifica; se dovesse avere ragione, cosa della quale è lecito dubitare, nulla dovrà ed Equitalia dovrà vedersela direttamente con il Sindaco, con gli intuibili problemi di esecuzione. <strong>Sorgono allora alcune domande.</strong> Chi deciderà che cosa fare? Si verificherà – meglio, si è già verificato – un evidente caso di conflitto di interessi che sin dalla campagna elettorale era stato messo in evidenza e che avrebbe dovuto comportare la <strong>dichiarazione di incompatibilità</strong> di Mario Occhiuto per la carica di Sindaco.</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;"><strong>Recita l’art. 63 del TUEL:</strong> 1. Non può ricoprire la carica di sindaco: ….. 4. colui che ha lite pendente, in quanto parte di un procedimento civile od amministrativo … con il comune. La norma trova la sua ragion d’essere nella necessità di evitare confliggenti interessi tra l’ente e l’eletto, e in particolare di escludere che questi, approfittando della carica rivestita, possa influenzare in qualche modo la volontà dell’amministrazione che guida.</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;">Come a dire, <strong>occorre scongiurare il rischio che l’eletto faccia tutelare dal Comune i fatti propri a danno di quelli della comunità.</strong> Non è una questione di lana caprina, è di natura essenziale giacché evidenzia proprio la necessità che l’Amministrazione sia rivolta al bene di tutti e non possa essere strumentalizzata per fini personali. E si mostra in tutta la sua dirompente evidenza nel nostro caso. Il Sindaco e la Giunta saranno infatti ora chiamati a decidere che cosa fare; e la decisione riverbererà i suoi effetti <strong>sia nella sfera giuridica di Mario Occhiuto che in quella del Comune.</strong></div>
<div style="text-align: justify;"><strong>Le due posizioni sono confliggenti.</strong> Allo stato delle cose, siamo dinanzi al fatto che il Comune – cioè tutti i cittadini che con le imposte e tasse versate lo finanziano – pagherà i debiti personali di Occhiuto verso l’Amministrazione Finanziaria. <strong>Che cosa decideranno di fare Sindaco e Giunta?</strong> Val la pena rilevare come anche il non fare niente si tradurrebbe in una scelta significativa. Che cosa avete intenzione di fare? È doveroso, oltre che lecito, chiederlo. E nell’ipotesi in cui le somme dovessero essere erogate al creditore pignorante, <strong>il Comune attiverà o meno il recupero coattivo?</strong> Ha previsto l’attivazione di procedure cautelari a tal fine? <strong>Il danno erariale è dietro l’angolo:</strong> i componenti della giunta e gli Uffici hanno contezza del problema? <strong>E il collegio dei revisori?</strong> Infine, una notazione: le cronache ci ricordano che qualche tempo fa era stato conferito ad un alto magistrato in pensione la nomina di Consulente del Sindaco per il supporto “in ordine a specifici compiti di verifica e monitoraggio delle politiche per la legalità, la trasparenza e l’integrità degli atti e delle politiche in materia di anti corruzione e della fattispecie del voto di scambio”. Non ce ne voglia nessuno, ma in questo caso non c’era più di qualcosa da rilevare e segnalare? Qualcuno ci dia una risposta, per favore.</div>
<div style="text-align: justify;"><strong>Sergio Nucci &#8220;Buongiorno Cosenza&#8221;</strong></div>
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		<title>La Regione Calabria Rischia il Default Finanziario</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Apr 2017 18:40:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dalle Regioni]]></category>
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					<description><![CDATA[“La Regione Calabria rischia il default finanziario. Il deficit organizzativo, di conoscenza e la forte situazione debitoria delle società partecipate possono determinare il crack finanziario dell&#8217;Ente regionale&#8221;. È quanto afferma Carlo Guccione, consigliere regionale del Partito Democratico. &#8220;Si tratta &#8211; sostiene Carlo Guccione &#8211; di un modo di agire pressapochista da parte della Regione Calabria, incapace [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_10801" aria-describedby="caption-attachment-10801" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/carlo-guccione3.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-10801" alt="carlo guccione" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/carlo-guccione3.jpg" width="800" height="540" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/carlo-guccione3.jpg 800w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/carlo-guccione3-300x202.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/carlo-guccione3-400x270.jpg 400w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><figcaption id="caption-attachment-10801" class="wp-caption-text">Onorevole Carlo Guccione</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">“<strong>La Regione Calabria rischia il default finanziario</strong>. Il deficit organizzativo, di conoscenza e la forte situazione debitoria delle società partecipate possono determinare il crack finanziario dell&#8217;Ente regionale&#8221;. È quanto afferma <strong>Carlo Guccione</strong>, consigliere regionale del Partito Democratico.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Si tratta &#8211; sostiene Carlo Guccione &#8211; di un modo di agire pressapochista da parte della Regione Calabria, incapace di mettere in campo azioni concrete per scongiurare tale evenienza&#8221;. La questione &#8211; precisa Carlo Guccione &#8211; della <strong>liquidazione dell&#8217;Afor</strong> testimonia come questo rischio sia concreto e persista la mancanza di azioni e provvedimenti attraverso i quali allontanare questo pericolo”.</p>
<p style="text-align: justify;"> “I conti – precisa Carlo Guccione &#8211; della liquidazione dell&#8217;Afor, a fine marzo del 2017, ammontano a circa 230 milioni di esposizione debitoria che questo Ente ha con Equitalia (cartelle esattoriali per 117 milioni di euro); 80 milioni di euro per mancata erogazione tfr dei dipendenti; circa 14 milioni di euro di contenziosi persi contro dipendenti, imprese e fornitori. Un quadro allarmante anche di fronte all&#8217;inerzia della Regione che ancora non ha messo in atto quelle procedure di rottamazione delle cartelle esattoriali che avrebbero fatto risparmiare oltre il 30% (decine di milioni di euro) allo stesso Ente e quindi ai cittadini”.</p>
<p style="text-align: justify;"> “Con il Bilancio armonizzato – sottolinea Carlo Guccione &#8211; della Regione Calabria il rischio del default dovuto all&#8217;esposizione debitoria degli enti strumentali della Regione, accompagnato dall&#8217;immobilismo della Giunta regionale, rischia di far saltare il banco, con un grave danno per i cittadini e per l&#8217;economia dei territori”.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: Ufficio Stampa Carlo Guccione</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Antonio Mastrapasqua perde una poltrona e sei italiani su dieci mangiano cibo scaduto</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2014/02/antonio-mastrapasqua-perde-una-poltrona-e-sei-italiani-su-dieci-mangiano-cibo-scaduto/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Feb 2014 17:06:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Redazione ILPARLAMENTARE.IT/ Antonio Mastrapasqua ha rassegnato le sue dimissioni  anche alla luce delle decisioni del Consiglio dei Ministri grazie alla quale da oggi &#8220;non si possono assumere incarichi così rilevanti senza esclusività&#8221;. Letta tira un sospiro di sollievo dicendogli &#8220;è cosa buona e giusta&#8221; e lo ringrazia per il suo impegno diligente etc., etc., etc.  Questa [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">Redazione ILPARLAMENTARE.IT/</p>
<figure style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/antonio-mastrapasqua-economia-finanze-2.jpg"><img decoding="async" alt="antonio-mastrapasqua-economia-finanze" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/antonio-mastrapasqua-economia-finanze-2.jpg" width="790" height="466" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Antonio Mastrapasqua rassegna le dimissioni e Letta ringrazia</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Antonio Mastrapasqua ha rassegnato le sue dimissioni  anche alla luce delle decisioni del Consiglio dei Ministri grazie alla quale da oggi &#8220;non si possono assumere incarichi così rilevanti senza esclusività&#8221;. Letta tira un sospiro di sollievo dicendogli &#8220;è cosa buona e giusta&#8221; e lo ringrazia per il suo impegno diligente etc., etc., etc.  Questa la cronaca di oggi 2 febbraio 2014. ma la realtà è un&#8217;altra e dobbiamo poter dire che Antonio Mastrapasqua (una brava persona n.d.r.) ha rappresentato e rappresenta ancora quella parte invadente di Italia che non va e che deve essere cambiata.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ANTONIO MASTRAPASQUA</strong><br />
Il suo nome è diventato simbolo della &#8220;poltrona&#8221; e potrebbe diventare un marchio di quel modello di Made in Italy incline alla politica del volere tutto, ma proprio tutto. Immaginate cinquemila Mastrapasqua e di conseguenza capirete perché, di conseguenza, sei italiani su dieci sono costretti a mangiare cibo scaduto (vedi <a title="Corriere della Sera" href="http://www.corriere.it/economia/14_febbraio_01/coldiretti-cibi-scaduti-tavola-6-italiani-10-a205d83c-8b3c-11e3-bf44-9aaf223b3498.shtml " target="_blank">Corriere della Sera</a> oppure <a title="TGCOM" href="http://www.tgcom24.mediaset.it/economia/2014/notizia/cibi-scaduti-ok-6-italiani-su-10_2024533.shtml" target="_blank">TG COM</a> che riportano le indagini di Coldiretti. E’ chiaro che in questo clima sarebbe naturale anche per una testata che come la nostra intende rispettare le Istituzioni, pensare: ANTONIO MASTRAPASQUA, VERGOGNATI insieme a te tutti coloro i quali ti hanno messo nella condizione di diventare il simbolo di una Italia che deve essere cancellata perché possa essere riscritta una sua pagina decente di storia dedicata al bene comune. Ma noi non lo pensiamo.</p>
<p style="text-align: justify;">A questo punto, per dovere di cronaca, rispolveriamo qualche news dalla rete che vi riproponiamo per comprendere bene alcune storia che hanno visto protagonista Antonio Mastrapasqua.</p>
<p style="text-align: justify;">Da <a href="www.beppegrillo.it" target="_blank">www.beppegrillo.it</a> &#8211; <strong>a cura di Giorgio Meletti</strong> &#8211; Nunzia C., 78 anni, vedova di Gela, due giorni fa si è uccisa gettandosi dal quarto piano poco dopo aver appreso che la sua pensione di reversibilità era stata ridotta dall’Inps da 800 a 600 euro. A Bari, il giorno di Capodanno, un pensionato di 73 anni si è buttato anche lui dal quarto piano dopo aver ricevuto la richiesta di 5 mila euro indebitamente percepiti negli anni precedenti. Un sindacalista di Bari, Franco Filieri della Cisl, protesta inascoltato contro la “vessatoria operazione dei recuperi Inps, con assurde richieste di restituzione di somme servite per provvedere alle necessità primarie della vita”. Il problema è scottante, come dimostra il verbale di una tesa riunione svoltasi lo scorso 25 novembre. Intorno al tavolo il presidente-padrone dell’Inps, Antonio Mastrapasqua, il direttore generale Mauro Nori, il magistrato della Corte dei Conti delegato al controllo dell’istituto, Antonio Ferrara, e il collegio dei sindaci revisori al completo. Un consesso un po’ strano, ma l’unico possibile, visto che l’istituto previdenziale – che gestisce ogni anno centinaia di miliardi di euro e le pensioni di milioni di italiani – non ha un consiglio d’amministrazione. “Una follia – protesta Guido Abbadessa, presidente del consiglio di vigilanza sull’Inps – non può esserci tanto potere concentrato in una sola persona”. Nella riunione si discute delle nuove “modalità di gestione dei crediti derivanti da indebiti pensionistici nelle fasi antecedenti all’avviso di addebito”. Traduciamo dal burocratese. Negli assegni di pensione ci sono delle componenti (per esempio gli assegni familiari) dipendenti da eventuali altri redditi del pensionato. Perciò ogni anno chi percepisce un assegno dall’Inps deve comunicare i suoi redditi, e gli uffici verificano se per caso è venuto meno qualche diritto. Spesso si tratta di limare pensioni da fame. Mastrapasqua ha inventato una modalità severa.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Antonio-Mastrapasqua.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-7461" alt="Antonio-Mastrapasqua" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Antonio-Mastrapasqua.jpg" width="500" height="503" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Antonio-Mastrapasqua.jpg 500w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Antonio-Mastrapasqua-150x150.jpg 150w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Antonio-Mastrapasqua-298x300.jpg 298w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Antonio-Mastrapasqua-268x270.jpg 268w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Antonio-Mastrapasqua-50x50.jpg 50w" sizes="auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a>Una volta che gli uffici accertano che è venuto meno un diritto, e che sono state versate somme indebite, mandano una secca lettera (l’avviso di addebito) con cui si annuncia la riduzione dell’assegno mensile, e il recupero degli “indebiti pregressi” con trattenute rateali sulle mensilità future. Il pensionato non può far altro che pagare, e nel frattempo fare ricorso senza però sapere su quali dati e con quale calcolo si è arrivati alla infausta diagnosi. Con questo nuovo sistema sono state mandate 350 mila lettere ad altrettanti pensionati. Nella riunione del 25 novembre è il magistrato della Corte dei Conti a sollevare più di un’obiezione. Intanto, ricorda, prima dell’avviso di addebito una modalità più attenta servirebbe a ridurre il contenzioso. Sull’Inps gravano quasi 900 mila cause in sospeso con i pensionati. Nel 2010 se ne sono definite 318 mila, secondo la Corte dei Conti, ma in 60 mila casi è stata risolutiva la morte del pensionato, mentre in caso di sentenza sulla materia previdenziale l’Istituto perde metà delle cause. Il magistrato Ferrara fa notare a Mastrapasqua anche un altro aspetto che dovrebbe essere “maggiormente ponderato”. Se un pensionato non comunica i suoi redditi all’Inps, l’omissione comporta in automatico la perdita di certi assegni accessori. Siccome stiamo parlando di anziani, in molti casi il pensionato ha l’Alzheimer, o comunque non è in gran forma. Dice Ferrara a Mastrapasqua: “È il dipendente dell’Inps che deve provvedere alla verifica del reddito entro l’anno in corso, non è l’assicurato che deve farsene carico sempre e comunque. L’Inps non è l’Agenzia delle Entrate e quindi la pura logica di riscossione deve essere mediata dal ruolo che lo stesso Istituto ricopre come ente di tutela”. Ecco, la Corte dei Conti, custode del denaro pubblico, ricorda a Mastrapasqua che l’Inps esiste per accompagnare la vecchiaia dei nostri padri e nonni, non per vessarli come un esattore. Mastrapasqua va dritto come un treno: pur assicurando attenzione “alle osservazioni del Magistrato”, conferma che farà come ha deciso. Il presidente del Collegio dei sindaci, Maria Teresa Ferraro, fa un ultimo tentativo: “Discutiamone prima con i ministeri vigilanti”. Mastrapasqua chiude la discussione: il mio documento non giustifica “allarmismi di qualsivoglia natura”, dice, e va bene così. Partono le 350 mila lettere, e chi ne ha la forza e la capacità fa ricorso. Magari gli uffici hanno sbagliato. Ma la cosa non interessa al presidente dell’Inps. “In tre anni che sono alla guida dei pensionati Cgil sono riuscita a vederlo solo una volta”, dice Carla Cantone, “e così non so come spiegargli che i pensionati vivono nella paura di questa lettera senza preavviso e senza possibilità di contraddittorio”. (See more at: http://<a href="http://www.roccocipriano.it/wordpress/2012/04/05/inps-inps-hurra-il-padre-padrone-dellinps-antonio-mastrapasqua-adotta-il-metodo-equitalia-di-cui-e-ovviamente-vicepresidente" target="_blank">www.roccocipriano.it/wordpress/2012/04/05/inps-inps-hurra-il-padre-padrone-dellinps-antonio-mastrapasqua-adotta-il-metodo-equitalia-di-cui-e-ovviamente-vicepresidente</a>)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A cura di Caterina Pernicon</strong> &#8211; Anche se non ve ne siete mai accorti, il giardiniere che cura i vostri gerani potrebbe essere Antonio Mastrapasqua. Più probabilmente è l’amministratore del vostro condominio. Perché il Super direttore dell’Inps e Vice presidente di Equitalia quasi certamente gode del dono dell’ubiquità. Infatti oltre alle 25 cariche note, dalla presidenza di Idea Fimit, la più grande società immobiliare italiana (con 9,5 miliardi di patrimonio e 23 fondi), alle molteplici poltrone nei collegi sindacali, ha anche un’altra serie d’incarichi. Da oltre dieci anni (agosto 2011) Mastrapasqua è direttore dell’Ospedale israelitico di Roma, un nosocomio con tre sedi, la più importante sull’isola Tiberina di fronte al Fatebenefratelli, dove “Mr Inps” deve far quadrare i conti. Ma come troverà il tempo? Tra un’analisi del sangue e un check up cardiaco? Non solo: da giugno dello stesso anno, il Super commercialista – uomo da un milione e duecento mila euro l’anno – è anche Amministratore unico della Litorale SpA, azienda per lo sviluppo economico turistico e occupazionale del litorale laziale. Quindi, oltre ai pensionati, i cattivi pagatori, le case e le cure, Mastrapasqua si occupa anche degli stabilimenti balneari e dei loro estivi frequentatori. Ma insomma, dove lo troverà tutto questo tempo? Tra l’altro, si sa, “Mr Inps” deve il suo fisico atletico alla frequentazione del circolo Canottieri Roma. Ha proprio tutte le carte in regola per diventare l’idolo delle donne-madri-lavoratrici che un’ora per la palestra se la sognano. Il nostro Super commercialista, invece, non solo si dedica allo sport ma si occupa anche della promozione di quello per i disabili, dal suo incarico di Vice presidente vicario e membro della giunta esecutiva dell’Enpsdi (Ente nazionale promozione sportiva disabili). Carica che mantiene addirittura dal 1992, parola di curriculum ufficiale pubblicato sul sito dell’Inps e di Equitalia. Non manca poi il tempo per gli amici: con Giampaolo Letta, figlio di Gianni (il grande regista della sua carriera nella Pubblica Amministrazione), va a fare jogging. Con Paolo Garimberti, presidente della Rai, si ritrova al circolo. Infine, nei ritagli di tempo – davvero non sappiamo quali – scrive anche articoli economico finanziari, che gli sono valsi il tesserino da giornalista pubblicista. Forse, l’idea del Super Inps è nata dopo l’attenta valutazione delle potenzialità ubique del Super presidente. &#8211; See more at: <a href="http://www.roccocipriano.it/wordpress/2012/04/05/inps-inps-hurra-il-padre-padrone-dellinps-antonio-mastrapasqua-adotta-il-metodo-equitalia-di-cui-e-ovviamente-vicepresidente" target="_blank">http://www.roccocipriano.it/wordpress/2012/04/05/inps-inps-hurra-il-padre-padrone-dellinps-antonio-mastrapasqua-adotta-il-metodo-equitalia-di-cui-e-ovviamente-vicepresidente</a></p>
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		<title>Enrico Letta: molte novità applaudite da tutti. Stop pagamento IMU. Equitalia non deve fare più paura. Rivisitare la Costituzione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Apr 2013 22:02:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&#8220;Ringrazio Giorgio Napolitano per lo spirito di dedizione con cui ha accettato la rielezione al Quirinale&#8221;. Lo ha detto il premier, Enrico Letta, aprendo il discorso con cui ha chiesto e ottenuto la fiducia al suo governo alla Camera. &#8220;Da lui è arrivata una scelta eccezionale, perché tale è il momento che vivono l&#8217;Italia e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;">
<figure id="attachment_5813" aria-describedby="caption-attachment-5813" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="enrico-letta-2" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/enrico-letta-2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-5813" title="enrico-letta-2" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/enrico-letta-2.jpg" alt="Il Presidente del Consiglio dei Ministri Enrico letta" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/enrico-letta-2.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/enrico-letta-2-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/enrico-letta-2-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-5813" class="wp-caption-text">Il Presidente del Consiglio dei Ministri Enrico letta</figcaption></figure>
<p>&#8220;Ringrazio Giorgio Napolitano per lo spirito di dedizione con cui ha accettato la rielezione al Quirinale&#8221;. Lo ha detto il premier, Enrico Letta, aprendo il discorso con cui ha chiesto e ottenuto la fiducia al suo governo alla Camera. &#8220;Da lui è arrivata una scelta eccezionale, perché tale è il momento che vivono l&#8217;Italia e l&#8217;Europa&#8221;. Quella che viviamo, ha aggiunto Letta, è una delle &#8220;stagioni più complesse e dolorose&#8221; della storia repubblicana.</p></div>
<div style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Grazie a Bersani </strong>&#8211; Nel suo discorso in Aula, dopo Napolitano, il premier ha ringraziato anche, ricordandone il ruolo, Pier Luigi Bersani. Citazione che ha provocato gli applausi di quasi tutta l&#8217;aula, soprattutto dei parlamentari del Pd. Mentre il segretario democratico dimissionario ha fatto il segno di vittoria con le dita della mano, guardando Letta e sorridendo.</p>
<p><strong>&#8220;Superare il sistema Imu&#8221; </strong>&#8211; &#8220;La prima verità è che la situazione economica dell&#8217;Italia è ancora grave, il debito pubblico grava come un macinio sulle generazioni presenti e future, il grande sforzo di Monti è stato la premessa della crescita&#8221;, ha aggiunto Letta. E poi ha annunciato che a giugno ci sarà lo stop del pagamento dell&#8217;Imu: bisogna &#8220;superare l&#8217;attuale sistema sulla tassazione&#8221; per la prima casa &#8220;intanto da subito con lo stop sui pagamenti di giugno&#8221; per permettere al Parlamento di attuare una &#8220;riforma complessiva&#8221; del sistema di imposte.</p>
<p><strong>&#8220;Governo europeo ed europeista&#8221;</strong> &#8211; Enrico Letta ha poi ribadito la scelta europea ed europeista del suo governo e ha annunciato a breve la vista a Bruxelles, Parigi e Berlino. &#8220;Nelle sedi europee individueremo le strategie per arrivare alla crescita senza compromettere il risanamento della finanza pubblica, l&#8217;Ue è in crisi di legittimità proprio quando i cittadini ne hanno bisogno&#8221;, ha spiegato durante il suo intervento programmatico.</p>
<p><strong>&#8220;Riduzione fiscale senza indebitamento&#8221;</strong> &#8211; &#8220;La riduzione fiscale senza indebitamento sarà un obiettivo continuo e a tutto campo&#8221; di questo governo, ha continuato il presidente del Consiglio. &#8220;Di solo risanamento l&#8217;Italia muore &#8211; ha detto &#8211; ma il mantenimento degli impegni presi con il Def è necessario ad uscire quanto prima dalle procedure di disavanzo eccessivo e recuperare spazi di manovra per i vincoli che dobbiamo rispettare&#8221;. Il governo, ha aggiunto il presidente del Consiglio, introdurrà &#8220;misure di controllo e di sanzioni anche sui gruppi regionali&#8221;.</p>
<p><strong>&#8220;Ora crescita e coesione, l&#8217;Italia può farcela&#8221;</strong> &#8211; &#8220;Parlerò con il linguaggio sovversivo della verità per avere le spalle larghe e solide per reggere e far fronte al giudizio del Parlamento&#8221;, ha quindi affermato Letta per poi tonrare sull&#8217;economia. &#8220;Senza crescita e coesione l&#8217;Italia perde, ma il Paese può farcela. Ma per ripartire dobbiamo essere tutti motori di questa nuova energia. Sarà l&#8217;architrave dell&#8217;esecutivo essere seri e credibili sul risanamento dei conti pubblici&#8221;.</p>
<p><strong>&#8220;Priorità è il lavoro, scioglieremo nodo esodati&#8221;</strong> &#8211; Entrando nel dettaglio dei punti programmatici, Letta ha affermato: &#8220;Bisogna ridurre le restrizioni ai contratti a termine, aiuteremo le imprese ad assumere giovani a tempo indeterminato in una politica generale di riduzione del costo del lavoro. Non bastano gli incentivi monetari&#8221;. E poi: &#8220;Vogliamo ridurre le tasse sul lavoro: quello stabile, quello sui giovani e sui neo assunti. Bisogna inoltre lavorare per arrivare ad una rinuncia dell&#8217;inasprimento dell&#8217;Iva&#8221;. Riguardo agli esodati, Letta ha spiegato che &#8220;la soluzione strutturale a questo tema è un impegno prioritario&#8221;.</p>
<p><strong>&#8220;Eqiutalia non spaventi&#8221;</strong> &#8211; &#8220;Basta sacrifici per i soliti noti: questo significa ferrea lotta all&#8217;evasione, ma senza che la parola Equitalia faccia venire i brividi alla gente&#8221;. Così il premier nel suo intervento alla Camera. La lotta alla corruzione e tutto il tema della giustizia, ha affermato, sono alcune delle priorità del governo. Solo così tornerà la fiducia da parte dei cittadini e degli imprenditori nella giustizia italiana. Letta ha anche fatto riferimento alla situazione carceraria &#8220;intollerabile&#8221;.</p>
<p><strong>&#8220;Reddito minimo per famiglie bisognose&#8221;</strong> &#8211; &#8220;Dobbiamo rilanciare il welfare tradizionale europeo, il nostro modello non basta più, deve essere più universalistico e meno corporativo aiutando i più bisognosi, migliorando gli ammortizzatori sociali estendendoli ai precari&#8221;. &#8220;Si potranno studiare forme di reddito minimo per le famiglie bisognose con figli piccoli e proposte di incentivi con part time misti e con la staffetta per la parallela assunzione di giovani&#8221;.</p>
<p><strong>&#8220;Abolire il finanziamento pubblico ai pariti&#8221;</strong> &#8211; Altro punto importante del discorso di Letta è il finanziamento pubblico dei partiti. &#8220;Il sistema &#8211; ha detto &#8211; va rivoluzionato&#8221;, partendo dalla abolizione della legge in vigore. Allo stesso tempo è però importante &#8220;attuare quella democrazia interna ai partiti&#8221; prevista dalla Costituzione. &#8220;Serve una riforma che avvicini cittadini alle istituzioni con principi di democrazia governante, la possibilità di superare il bicameralismo paritario e evitare ingorghi come quello appena sperimentato&#8221;, ha aggiunto.</p>
<p><strong>&#8220;Stop agli stipendi dei ministri-parlamentari&#8221;</strong> &#8211; Per ridare credibilità alla politica, ha poi aggiunto, &#8220;bisogna ricominciare con la decenza, la sobrietà, lo scrupolo e la banalità della gestione del padre di famiglia. Ognuno deve fare la sua parte e a questo fine il primo atto del governo sarà eliminare lo stipendio dei ministri parlamentari che esiste da sempre in aggiunta alla loro indennità&#8221;. Qui anche il M5S applaude.</p>
<p><strong>&#8220;Possibile una riforma radicale della Costituzione&#8221; </strong>&#8211; &#8220;La via è stretta, ma possibile per una riforma anche radicale del sistema&#8221; politico-istituzionale attraverso una riscrittura della Costituzione e &#8220;sarebbe bene che il Parlamento adottasse le sue decisione sulla base delle proposte formulate dalla Convenzione&#8221;. Lo ha detto il premier Enrico Letta nel discorso a Montecitorio.</p>
<p><strong>&#8220;Diciotto mesi per le riforme&#8221;</strong> &#8211; Letta ha dettato anche i tempi per le riforme. &#8220;La Convenzione &#8211; ha chiarito &#8211; deve avviare i lavori sulla base degli atti di indirizzo del parlamento. L&#8217;unico sbocco possibile è il successo. Tra 18 mesi verificherò se il progetto delle riforme si avvia verso un porto sicuro. Se invece si impantana tutto ne trarrò le conseguenze&#8221;. Da subito, ha sottolineato, aboliremo le Province.</p>
<p><strong>&#8220;La legge elettorale va cambiata&#8221;</strong> &#8211; La riforma della legge elettorale non serve &#8220;solamente per avere una maggioranza sufficientemente ampia e coesa in grado di garantire governi stabili, ma anche per restituire legittimità&#8221; alla politica, ha poi aggiunto. &#8220;Sono certo che le forze politiche saranno in grado di trovare ottime soluzioni&#8221;, ma lasciatemi fare una riflessione personale: &#8220;Migliore della legge attuale sarebbe almeno il ripristino della legge elettorale precedente&#8221;.</p>
<p><strong>Letta ricorda i Cc feriti nella sparatoria</strong> &#8211; Nel discorso del premier c&#8217;è spazio anche per la questione marò. &#8220;Lavoreremo per trovare una soluzione equa e rapida per i fucilieri italiani che consenta loro di ritornare rapidamente&#8221;. Letta ha rivolto un pensiero anche ai carabinieri feriti nella sparatoria davanti a Palazzo Chigi. Le difficoltà sociali rischiano &#8220;di tramutarsi in rabbia e conflitto come dimostra lo sconcertante fatto avvenuto ieri. Sono stato impressionato dalla forza e dalla fermezza della figlia Martina. Il Parlamento si stringe a lei in un momento così doloroso&#8221;, ha detto.</p>
<p><strong>&#8220;L&#8217;Europa deve fare scelte diverse&#8221;</strong> &#8211; &#8220;Abbiamo tutti chiara l&#8217;idea che il destino nostro può essere il destino che vogliamo solo se le scelte dell&#8217;Europa saranno diverse da quelle fatte fino adesso&#8221;. Lo ha detto Enrico Letta in sede di replica. &#8220;Dobbiamo spingere per un&#8217;Europa che faccia correre le opportunità dei cittadini. Solo questo le può dare un futuro&#8221;, ha aggiunto. TGCOM</div>
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		<title>Berlusconi: Euro grande imbroglio, Germania fuori, Equitalia estorce a cittadini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Sep 2012 18:44:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[a cura di Il Mattino di Napoli «Il grande imbroglio non è il governo tecnico, quello che è successo e quello che succede in Italia ma il grande imbroglio è l&#8217;euro». E&#8217; un Silvio Berlusconi che non risparmia colpi, quello che interviene alla presentazione del libro di Brunetta &#8220;Il grande imbroglio&#8221;. E naturalmente commenta anche [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_5079" aria-describedby="caption-attachment-5079" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="silvio_berlusconi_ilparlamentare.it" href="https://ilparlamentare.it/?attachment_id=5079"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-5079" title="silvio_berlusconi_ilparlamentare.it" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/silvio_berlusconi_ilparlamentare.it_2.jpg" alt="Silvio Berlusconi" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/silvio_berlusconi_ilparlamentare.it_2.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/silvio_berlusconi_ilparlamentare.it_2-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/silvio_berlusconi_ilparlamentare.it_2-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-5079" class="wp-caption-text">Silvio Berlusconi</figcaption></figure>
<p>a cura di Il Mattino di Napoli «Il grande imbroglio non è il governo tecnico, quello che è successo e quello che succede in Italia ma il grande imbroglio è l&#8217;euro». E&#8217; un Silvio Berlusconi che non risparmia colpi, quello che interviene alla presentazione del libro di Brunetta &#8220;Il grande imbroglio&#8221;. E naturalmente commenta anche su un possibile Monti-Bis. «Ci sono le elezioni. Non sappiamo ancora come si vota» dice l&#8217;ex premier, spiegando che non si può dire nulla visto che non si conosce quale sarà la legge elettorale.</p>
<p><strong>L&#8217;Europa. </strong>«Io ho sostenuto battaglie plurime in Europa contro chi voleva dare a tutto l&#8217;impianto europeo solo regole di austerity nell&#8217;illusione che portassero al rialzo dell&#8217;economia. Ma ero una voce isolata», dice Berlusconi. «Il fiscal compact &#8211; aggiunge &#8211; esprime le idee di una politica di una Germania che è un paese egemone e non è solidale. Dissi che l&#8217;Italia non poteva caricarsi l&#8217;onere di ridurre il debito pubblico di 45 miliardi, posi il veto e il Consiglio si bloccò. Io non mi spaventai, mi riunii con Junker e al telefono con Tremonti ed espressi la mia contrarietà. Non riuscii a convincerli. La rigidità porta austerity che non porta la crescita e se non aumenta il pil si va verso la recessione».</p>
<p><strong>L&#8217;Esm.</strong> «Per avere aiuti bisogna firmare un memorandum che contiene norme di austerity. Norme che portano l&#8217;economia al collasso e a una spirale recessiva», aggiunge Berlusconi parlando del fondo salva-Stati.</p>
<p><strong>L&#8217;inflazione</strong>. «Cambiare un euro per 1.927 lire è una somma che è stata un suicidio», aggiunge il Cavaliere, che ricorda come «la Germania viene dalla Repubblica di Weimar, un&#8217;esperienza che prostrò l&#8217;economia tedesca e aprì le porte a Hitler e al nazismo &#8211; ha spiegato -. Per questo la Bundesbank e la Merkel hanno nelle loro radici il terrore dell&#8217;inflazione» e per questo la principale missione della banca centrale europea è quella di coprire l&#8217;inflazione.</p>
<p><strong>La Germania.</strong> Ci sono due possibilità perchè gli stati europei indebitati possano tornare ad avere investimenti «decenti», secondo Silvio Berlusconi. Uno è che «si arrivi alla situazione che la Banca centrale europea sia banca prestatore di ultima istanza», l&#8217;altra è «che la Germania esca dall&#8217;euro. Non sarebbe una tragedia.».</p>
<p><strong>Tobin tax. </strong>«Sono intervenuto in Europa &#8211; aggiunge Berlusconi &#8211; a fermare delle cose perché ero l&#8217;unico imprenditore tra i capi di Stato e di Governo. Ho fermato, ad esempio, la Tobin Tax, che la Merkel con il sostegno di Sarkozy voleva fosse introdotta. Dissi che o veniva introdotta in tutto l&#8217;occidente oppure c&#8217;era il rischio che le transazioni finanziarie sarebbero andate tutte in Lussemburgo e a Singapore».</p>
<p><strong>Equitalia e il governo.</strong> «Il governo si sta inoltrando verso una maggiore tassazione che ha colpito le famiglie italiane, che hanno avuto la possibilità così di fare meno acquisti» dice il Cavaliere, lanciando un affondo contro la politica fiscale del governo Monti e sottolineando che, con la previsione di nuove imposte da parte dei tecnici, a farne le spese sono le famiglie e quindi i consumi degli italiani. L&#8217;ex premier è particolarmente duro nei confronti di Equitalia «addirittura certe volte fa delle estorsioni nei confronti dei cittadini. Non va bene questo sistema per cui spetta al cittadino l&#8217;onere di provare che il Fisco lo ha tassato ingiustamente».<br />
<strong><br />
Fini: irresponsabile. </strong>Parole che suscitano l&#8217;indignata reazione del presidente della Camera Gianfranco Fini: «Berlusconi è un irresponsabile. Chi è stato Presidente del Consiglio non può parlare di stato di polizia tributaria che terrorizza gli italiani. Il carico fiscale, certamente troppo elevato, si combatte facendo pagare le tasse a tutti secondo i loro redditi, non certo incitando all&#8217;evasione».</p>
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		<title>EQUITALIA &#8211; Avvocato lascia incarico: troppi imprenditori suicidi. Uno lo conoscevo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Apr 2012 10:39:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[“Non la difenderò più e rinuncerò al mio onorario per le cause fatte finora, troppi i suicidi”: e così Gennaro De Falco, uno degli avvocati che fino a pochi giorni fa ha lavorato per Equitalia, ha lasciato l’incarico. La decisione di non assistere più l’agenzia di riscossione viene rivelata in una sua intervista comparsa su [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_4430" aria-describedby="caption-attachment-4430" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="equitalia" href="https://ilparlamentare.it/?attachment_id=4430"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-4430" title="equitalia" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/equitalia.jpg" alt="Equitalia sta causando la morte di Esseri Umani che si sono sacrificati una vita" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/equitalia.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/equitalia-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/equitalia-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-4430" class="wp-caption-text">Equitalia sta causando la morte di Esseri Umani che si sono sacrificati una vita</figcaption></figure>
<p><strong>“Non la difenderò più e rinuncerò al mio onorario per le cause fatte finora, troppi i suicidi”</strong>: e così <strong>Gennaro De Falco</strong>, uno degli avvocati che fino a pochi giorni fa ha lavorato per <strong>Equitalia</strong>, ha lasciato l’incarico. La decisione di non assistere più l’agenzia di riscossione viene rivelata in una sua intervista comparsa su Lettera 43. “Non so se questa mia decisione servirà a qualcosa ma almeno alleggerirà la mia coscienza, forse aiuterà a restituire un minimo di dignità agli avvocati e a far riflettere tutti sulla sostenibilità sociale ed etica della gestione di questa crisi”. Equitalia è la società pubblica partecipata al 51 per cento dall’Agenzia delle entrate e al 49 per cento dall’Inps, incaricata della riscossione nazionale dei tributi (esclusa la Sicilia).</p>
<p>Quando si arriva a parlare delle cifre, per Federconsumatori sono almeno 19 i suicidi legati alla crisi, anche se stando ai conti dei maggiori quotidiani nazionali sarebbero 26. De Falco rivela un particolare personale: “Uno lo conoscevo”. Il riferimento è all’imprenditore 52enne di Napoli che si è tolto la vita il 24 aprile scorso, proprio perché schiacciato dalle cartelle di Equitalia. “L’ho incontrato per la prima volta nel ’95 quando gli diedi incarico di vendere la mia casa” ha spiegato l’avvocato. “Aveva figli della stessa età dei miei e la sua agenzia era nel mio quartiere vicino al mio studio. Insomma le nostre vite scorrevano quasi parallele”.</p>
<p>“Le mie parcelle da difensore di Equitalia vorrei che andassero alla famiglia dell’agente immobiliare. Il suo suicidio di cui a torto o ragione mi sento corresponsabile mi ha convinto a non accettare più incarichi di difesa di Equitalia” ha continuato De Falco. Equitalia nel 2010 ha ottenuto 1,29 miliardi di euro di ricavi, di cui 1,22 miliardi derivanti dall’incasso di commissioni, in gergo aggi che si attestano al 9 per cento delle somme riscosse. L’agenzia è stata criticata da molti per la sua lentezza amministrativa, che a sua volta fa aumentare gli interessi; altre perplessità sono state sollevate per i tassi di interesse molto elevati che fanno lievitare i costi e per la facilità con la quale ricorre al pignoramento di beni a fronte di debiti relativamente modesti. A riguardo si è provveduto nel 2011 a limitare la possibilità di ipoteca: può essere iscritta solo per debiti superiori ad 8mila euro, mentre fino a 20mila euro sono previste particolari limitazioni.</p>
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		<title>Parlamentari giocano a carte mentre Equitalia miete morti</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2011/06/parlamentari-giocano-a-carte-mentre-equitalia-miete-morti/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jun 2011 20:19:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[Top News]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Martino]]></category>
		<category><![CDATA[Equitalia]]></category>
		<category><![CDATA[Equitalia miete morti]]></category>
		<category><![CDATA[Gaetano Pecorella]]></category>
		<category><![CDATA[Luciano Dussin]]></category>
		<category><![CDATA[Sabatino Aracu]]></category>
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					<description><![CDATA[Sempre più frequenti on line le immagini di donne e uomini che seduti tra gli scanni del Parlamento sconsacrano il ruolo di Deputati della Repubblica Italiana, affidato loro da chi spera in una Italia migliore e a dimensione umana. Si muore per nulla negli ospedali, i giovani sono senza speranze lavorative, le industrie del made [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_2058" aria-describedby="caption-attachment-2058" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a rel="attachment wp-att-2058" href="https://ilparlamentare.it/2011/06/parlamentari-giocano-a-carte-mentre-equitalia-miete-morti/gaetano-pecorella/"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-2058" title="Gaetano-Pecorella" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Gaetano-Pecorella.jpg" alt="" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Gaetano-Pecorella.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Gaetano-Pecorella-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Gaetano-Pecorella-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-2058" class="wp-caption-text">Gatetano Pecorella gioca a carte in Parlamento - Pdl</figcaption></figure>
<p>Sempre più frequenti on line le immagini di donne e uomini che seduti tra gli scanni del Parlamento <strong>sconsacrano il ruolo di Deputati della Repubblica Italiana</strong>, affidato loro da chi spera in una Italia migliore e a dimensione umana. <strong>Si muore per nulla negli ospedali</strong>, i<strong> giovani sono senza speranze lavorative</strong>, le <strong>industrie del made in Italy espatriano</strong>, <strong>emergono nuove povertà in ogni città italiana </strong>ma <strong>una parte dei nostri Deputati gioca a carte dentro il Parlamento.</strong> Non in  treno o in aereo: dentro al Parlamento. E lo fanno nonostante le telecamere, i fotografi, lo sguardo attento dei cittadini che stentano ad arrivare dignitosamente alla fine del mese mentre loro, i nostri Parlamentari, percepiscono, cosa nota, decine di migliaia di Euro al mese. A parte le vincite al &#8220;Casinò&#8221; on line.</p>
<figure id="attachment_2059" aria-describedby="caption-attachment-2059" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a rel="attachment wp-att-2059" href="https://ilparlamentare.it/2011/06/parlamentari-giocano-a-carte-mentre-equitalia-miete-morti/sabatino-aracu/"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-2059" title="Sabatino-Aracu" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Sabatino-Aracu.jpg" alt="" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Sabatino-Aracu.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Sabatino-Aracu-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Sabatino-Aracu-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-2059" class="wp-caption-text">Sabatino Aracu Gioca al pallone in Parlamento</figcaption></figure>
<p>Questi messaggi diffusi in rete vengono recepiti e metabolizzati dagli italiani che on line trovano modo di sfogarsi. Sono loro che stanno cercando di cambiare le cose nel tentativo di non passare dal male al peggio; ma è altrettanto evidente che la rottamazione di qualche condotta che ha portato una parte dei Parlamentari a evadere dalle attività parlamentari stando seduti nello stesso Parlamento, debba avvenire a vantaggio di un Piano Etico che sia fondante una nuova Democrazia e un nuovo modo di fare Politica, in generale.</p>
<p>Mentre i nostri Parlamentari giocano e si rilassano con i video poker gli italiani attraversano un momento difficilissimo e le loro economie, a fronte dei servizi che costano sempre più, sono ferme oramai da sempre.<br />
E la cosa che più fa paura a tutti è che il Governo, così come i suoi palazzi, si mostrano indifferenti ad ogni cosa.<br />
Si alzano le voci: BISOGNA CAMBIARE TUTTO.</p>
<p><strong>Molti italiani si stanno togliendo la vita perché non riescono più a fronteggiare l&#8217;esistenza.</strong></p>
<figure id="attachment_2060" aria-describedby="caption-attachment-2060" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a rel="attachment wp-att-2060" href="https://ilparlamentare.it/2011/06/parlamentari-giocano-a-carte-mentre-equitalia-miete-morti/antonio-martino/"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-2060" title="Antonio-Martino" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Antonio-Martino.jpg" alt="" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Antonio-Martino.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Antonio-Martino-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Antonio-Martino-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-2060" class="wp-caption-text">Antonio Martino gioca a carte in Parlamento</figcaption></figure>
<p>Ci chiediamo se i Parlamentari giocherelloni della Lega e del Pdl, come mostrano le immagini, tra una partitella e l&#8217;altra si sono chiesti come si può evitare tutto questo.<br />
Parliamo di <strong>Equitalia </strong>(51% Agenzia Entrate e 49% INPS).<br />
<strong>Sia chiaro: è giusto pagare le tasse.</strong><br />
Ma a questi deputati chiediamo se sia giusto, oggi, reclamare le tasse con un sistema che viola ormai palesemente<strong> i Diritti dell&#8217;Uomo </strong>o, per caso, sia anche giusto rivedere questo sistema assassino studiando una modalità di riscossione adeguata al mondo civile, una modalità umana, priva di ricatti e ritorsioni, che tenga presente della realtà dell&#8217;economia e che tratti i poveri come i ricchi. Si, non i ricchi come i poveri ma il contrario perchè in Italia se evadi milioni e milioni di euro prima o poi una leggina ti farà lo sconto e magari paghi solo il 20%. Ma se sei povero o un lavoratore onesto e cerchi di non fare chiudere la tua azienda per non mandare a casa i tuoi dipendenti, allora&#8230;NO! Devi pagare tutto, subito, altrimenti paghi anche il 30% in più e se ti va bene ti metto i sigilli ovunque. Se non puoi tenti il suicidio e poichè spesso ci si riesce perchè non si ha a che fare con l&#8217;I-Pad ma con una pistola vera, ci si riesce.</p>
<figure id="attachment_2061" aria-describedby="caption-attachment-2061" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a rel="attachment wp-att-2061" href="https://ilparlamentare.it/2011/06/parlamentari-giocano-a-carte-mentre-equitalia-miete-morti/luciano-dussin/"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-2061" title="Luciano-Dussin" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Luciano-Dussin.jpg" alt="" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Luciano-Dussin.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Luciano-Dussin-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Luciano-Dussin-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-2061" class="wp-caption-text">Luciano Dussin sfoglia orologi sull&#39;I-Pad in Parlamento</figcaption></figure>
<p>I livelli di indifferenza cui si è giunti innanzi alla problematiche della Società civile sono tali da far rientrare in questo sistema, come normale, anche i deputati che scambiano il Parlamento per il Casinò o una sala giochi. E&#8217; tutto normale com&#8217;è normale se un essere umano giunge al suicidio dopo avere ricevuto una cartella di Equitalia.</p>
<p>Ecco ci andava di dirvelo a nome di tutti.</p>
<p><strong>Per chi non avesse le idee chiare ecco un link a Report <a href="http://youtu.be/2PI8faOwzBs">http://youtu.be/2PI8faOwzBs</a><br />
</strong></p>
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