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	<title>Enrico Letta &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Enrico Letta, l&#8217;annuncio a sorpresa: “Mi dimetto da parlamentare, e niente pensione”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Apr 2015 22:12:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A cura di Fabio Gallo &#8211; Direttore Editoriale/ Enrico letta emerge dal grande silenzio e lascia i politici di palazzo a bocca aperta dichiarando: &#8220;Voglio vivere del mio lavoro!&#8221; E lo farà davvero perché dirigerà la prestigiosa Scuola di Affari Internazionali, facoltà di Scienze Politiche di Parigi. Enrico Letta lascia il suo posto di Deputato della [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_9253" aria-describedby="caption-attachment-9253" style="width: 702px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/enrico-letta-ilparlamentare2.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-9253" alt="enrico-letta-ilparlamentare" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/enrico-letta-ilparlamentare2.jpg" width="702" height="412" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/enrico-letta-ilparlamentare2.jpg 702w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/enrico-letta-ilparlamentare2-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/enrico-letta-ilparlamentare2-460x270.jpg 460w" sizes="(max-width: 702px) 100vw, 702px" /></a><figcaption id="caption-attachment-9253" class="wp-caption-text">Enrico Letta</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">A cura di Fabio Gallo &#8211; Direttore Editoriale/</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Enrico letta</strong> emerge dal grande silenzio e lascia i politici di palazzo a bocca aperta dichiarando: <strong>&#8220;Voglio vivere del mio lavoro!&#8221;</strong> E lo farà davvero perché dirigerà la prestigiosa <strong>Scuola di Affari Internazionali</strong>, facoltà di Scienze Politiche di Parigi. Enrico Letta <strong>lascia il suo posto di Deputato della Repubblica Italiana</strong> <strong>e anche al vitalizio di parlamentare.</strong> Lo ha dichiarato nel programma di Fabio Fazio dove ha presentato il suo libro <strong>“Andare insieme, andare lontani”</strong>. Un gesto che conquista la stima e rispetto degli italiani che ne comprendono le motivazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Ha confidato di averne parlato con il <strong>Presidente della Repubblic</strong>a, non con <strong>Matteo Renzi</strong> che ha appreso dalla televisione, come molti nel PD. Ma non sarà un problema &#8211; ha affermato Letta. Sarà un’avventura professionale avvincente, nuova”. Infine ha precisato “non mi dimetto “contro” questo parlamento che ritengo eserciti le sue funzioni. Ho fatto il ministro, il capo di un governo nato in circostanze straordinarie. Penso che essendo stato in quella funzione sia utile che mi rigeneri in altre attività, che sia più utile “fuori”.“Non ho mai pensato di uscire dal Pd &#8211; ha dichiarato Enrico Letta affermando: &#8220;ho contribuito a fondare il partito, soffro a vederlo faticare e gioisco quando lo vedo salire nei consensi&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Una vera grande uscita col botto che pone Enrico Letta fuori dal giro della politica che sta perdendo ormai quotidianamente credibilità sia nel contesto nazionale che internazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Movimento 5 Stelle: guerra totale e spiega le vele tra le onde dell&#8217; Italicum e del Mattarellum</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Feb 2014 22:05:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Cari amici, ecco una nuova perla da aggiungere al filo che non dobbiamo mai perdere per evitare di cadere nel grande inganno della politica che si muove al buio delle coscienze dei più. Il prof. Alessandro Corneli ci guida e non meno i commenti ai suoi articoli che vi suggerisco di approfondire. F.G. di Alessandro [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/grillini-camera-deputati.jpg"><img decoding="async" alt="grillini-camera-deputati" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/grillini-camera-deputati.jpg" width="790" height="466" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Movimento 5 Stelle &#8211; grillini in rivolta nella Camera dei Deputati</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Cari amici, ecco una nuova perla da aggiungere al filo che non dobbiamo mai perdere per evitare di cadere nel grande inganno della politica che si muove al buio delle coscienze dei più. Il prof. Alessandro Corneli ci guida e non meno i commenti ai suoi articoli che vi suggerisco di approfondire. F.G.</p>
<p style="text-align: center;">di Alessandro Corneli /www.grrg.eu</p>
<p style="text-align: justify;">Un comunicato del gruppo parlamentare del M5S del Senato ha reso noto di avere “formalmente  depositato in entrambi i rami del Parlamento la denuncia per la messa in stato d’accusa del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano”. Reazione del Capo dello Stato: “Faccia il suo corso”.</p>
<p style="text-align: justify;">Il M5S non si è fermato, annunziando di volere presentare ricorso alla Corte Costituzionale per sollevare il conflitto di attribuzione nei confronti della presidente della Camera, Laura Boldrini, e dei presidenti delle Commissioni Affari Costituzionali e Giustizia. L’obiettivo è di ottenere l’annullamento delle ultime votazioni sul decreto legge riguardante Bankitalia, e quello sulle carceri. nonché bloccare la nuova legge elettorale.</p>
<p style="text-align: justify;">Unanimi i commenti sdegnati delle forze politiche. Bonino: “Mancanza di decoro istituzionale”; Speranza: “Vogliono far saltare la democrazia”; Bondi: “Respingere campagna 5Stelle”; Mauro: “Sdegnato”; Cicchitto: “Impeachment è demenziale”; Grasso: “Mi pare qualcosa di assolutamente fantasioso”.</p>
<p style="text-align: justify;">Il reato ipotizzato è, naturalmente, quello di <strong>“attentato alla Costituzione”</strong>, declinato sotto diverse voci: mancato rinvio alle Camere di leggi incostituzionali; abuso del potere di grazia; grave interferenza nei procedimenti giudiziari relativi alla trattativa Stato-mafia. Complessivamente, dovrà rispondere “delle violazioni che hanno messo in un angolo una parte” (politica, cioè il M5S). In particolare, “da arbitro si è trasformato in giocatore con la fascia di capitano. Tutte le cose che sta facendo sono per una parte”.</p>
<p style="text-align: justify;">Due sono le considerazioni, una politica e l’altra istituzionale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sul piano politico, sembra evidente che il M5S senta aria di elezioni a breve.</strong> Sa che Mateo Renzi non può incassare la legge di riforma elettorale e poi tenerla nel cassetto per un anno e mezzo. È vero che Enrico Letta manovra per contenere il Segretario del Pd, e restare a Palazzo Chigi, ma sa anche che la situazione economica internazionale, dopo la riduzione del flusso di denaro della Fed a 65 miliardi di dollari al mese, sta subendo forti scossoni, dall’Argentina al Brasile, dal Sudafrica alla Turchia. I capitali intravedono interessi in aumento negli Usa e vanno alla ricerca di collocamenti sicuri. L’Europa potrebbe trovarsi di nuovo in difficoltà e l’Italia non è in una posizione di forza. A Bruxelles, nei giorni scorsi, Letta ha presentato promesse e intenzioni, ma pochi risultati.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il presidente Napolitano deve fare buon viso a cattiva sorte.</strong> Probabilmente ha dei dubbi di ordine costituzionale sul progetto di legge elettorale, che della sentenza della Consulta ha preso solo l’indicazione di fissare un tetto per l’assegnazione del premio di maggioranza, ma da otto anni chiede riforme e dovrà accontentarsi di quella elettorale, che farà cadere la pregiudiziale di non volere sciogliere le Camere finché fosse rimasto in vigore il Porcellum. Il fatto è che l’Italicum gli assomiglia molto.</p>
<p style="text-align: justify;">A Letta non basterà l’appoggio di Alfano, che Renzi potrebbe costringere a lasciare la maggioranza solo rilanciando la questione dei matrimoni tra omosessuali maschi o femmine. Compensa un po’ la situazione la fronda all’interno di Forza Italia contro il nuovo organigramma che Silvio Berlusconi cerca di costruire pezzo a pezzo.</p>
<p style="text-align: justify;">Per tutti questi motivi, <strong>il M5S vuole presentarsi alle elezioni alla ribalta della cronaca</strong>. L’impeachment e il conflitto di attribuzione forse non scuotono l’opinione pubblica, ma la delusione nei confronti dei due governi scelti da Napolitano – quello Monti e quello Letta – è un dato reale che facilita la convergenza della protesta sul movimento di Grillo. Anche a questo servono le bagarre nelle aule parlamentari.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sul piano istituzionale</strong>, i ventidue anni trascorsi dall’inizio di Tangentopoli e della Seconda Repubblica non hanno portato stabilità ma hanno accentuato le contrapposizioni tra i partiti, che non sono venute meno per la “strana alleanza” di Monti e le “larghe-poi-piccole intese” di Letta. Nella logica istituzionale, <strong>era inevitabile che le <em>defaillance</em> di sei Paramenti e di dodici governi avrebbero esaltato il ruolo del Quirinale</strong>, unica istituzione stabile per sette anni, potenziata dalla rielezione di Napolitano. Ed era inevitabile che questa istituzione avrebbe depresso le altre, esercitando una pressione sempre più forte sulla Costituzione che non si è adeguata, cioè non è stata riformata. L’unica riforma importante, quella del Titolo V, ha invece creato più danni che benefici, a dimostrazione della irresponsabilità della coalizione di sinistra che la impose con i suoi soli voti nel 2001.</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi, indipendentemente dal <em>casus belli</em>, cioè dell’iniziativa di impeachment a firma M5S, <strong>le tensioni erano destinate ad emergere</strong>. È illusorio credere che tutto si possa risolvere abolendo il Senato, che sarebbe<strong>trasformato in una seconda Camera delle Autonomie, proprio quando si pensa di ri-riformare il Titolo V per ridurre quelle autonomie</strong>. Che cosa ci starà a fare se non rappresenterà dei veri poteri? Ma questi sono i limiti dei leader politici che saltano sul carro delle riforme-specchietto e dei costituzionalisti da troppi decenni disabituati a pensare con la propria testa e invece abituati a mettere la loro scienza al servizio del potere o dei poteri.</p>
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		<title>Enrico Letta: nel 2013 svolta generazionale e nel 2014 meno tasse e più lavoro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Dec 2013 00:12:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&#8220;Il 2013 è stato un anno di tensioni politiche ma che consegnerà riforme complete e compiute a partire dalla legge elettorale&#8221;. Lo ha detto il premier Enrico Letta. &#8220;Ci è sempre stato rimproverato che l&#8217;Italia non è in grado di produrre una leadership di 40enni&#8221;, ha aggiunto. &#8220;Il nostro Paese ha risposto facendo una svolta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure style="width: 702px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/enrico-letta-crisi-europa-italia.jpg"><img decoding="async" alt="enrico-letta-crisi-europa-italia" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/enrico-letta-crisi-europa-italia.jpg" width="702" height="412" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Il Presidente del Consiglio dei Ministri Enrico Letta</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Il 2013 è stato un anno di tensioni politiche ma che consegnerà riforme complete e compiute a partire dalla legge elettorale&#8221;. Lo ha detto il premier Enrico Letta. &#8220;Ci è sempre stato rimproverato che l&#8217;Italia non è in grado di produrre una leadership di 40enni&#8221;, ha aggiunto. &#8220;Il nostro Paese ha risposto facendo una svolta generazionale senza precedenti&#8221;. &#8220;Ora siamo messi alla prova, abbiamo l&#8217;opportunità di risolvere i problemi&#8221;, ha affermato.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Il 2014 sarà l&#8217;anno delle riforme&#8221; &#8211; &#8220;Il 2014 sarà l&#8217;anno della svolta, non solo per l&#8217;economia ma anche e soprattutto per le riforme istituzionali&#8221;, ha aggiunto il premier nel corso della conferenza stampa di fine anno. &#8220;Prima delle elezioni europee di maggio, il prima possibile, dobbiamo avere una nuova legge elettorale&#8221;. &#8220;L&#8217;Italia &#8211; ha assicurato &#8211; ce la farà&#8221; avendo messo alle spalle la parte più complessa della crisi economica. Le tensioni politiche sono al massimo ma nel 2014 ci saranno le riforme e miglioreranno i dati economici&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Ridurremo le tasse sul lavoro&#8221;</strong> &#8211; &#8220;Riconfermo&#8221; che le risorse derivanti dalla lotta all&#8217;evasione e dalla spending review &#8220;porteranno risorse che serviranno per ridurre le tasse sul lavoro&#8221;, ha assicurato Letta. &#8220;Non abbiamo alibi &#8211; ha poi ribadito &#8211; bisogna rompere il circolo vizioso della disoccupazione giovanile&#8221;. &#8220;Bisogna dare una risposta alla fatica sociale che stiamo vivendo&#8221;, ha sottolineato.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Grazie alla stabilità risparmiati 5 miliardi&#8221;</strong> &#8211; &#8220;Il dividendo della stabilità vale 5 miliardi di euro&#8221;, ha quindi ricordato. &#8220;Lo dico perché la stabilità è tema per cui sono spesso oggetto di critiche: la stabilità di governo ha senso se porta dividendi&#8221; ha detto, sottolineando di non voler portare cifre astratte. &#8220;Rispetto alle previsioni il peso sul debito che doveva essere di 89 miliardi euro è diventato di 83 miliardi&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Nel 2014 fisco più amico dei cittadini&#8221;</strong> &#8211; &#8220;Le norme che verranno approvate già da gennaio &#8211; ha proseguito &#8211; renderanno per il prossimo anno il fisco più amico dei cittadini&#8221;. &#8220;A gennaio &#8211; ha spiegato il presidente del Consiglio &#8211; terminerà l&#8217;iter della delega fiscale, con la conseguente applicazione dei decreti attuativi che prevedono riforme importanti per rendere più efficiente il nostro sistema&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;In arrivo norme rientro capitali&#8221;</strong> &#8211; Ribadendo che &#8220;il 2014 sarà l&#8217;anno della crescita&#8221;, Letta ha affermato: &#8220;Gennaio sarà il mese dell&#8217;intervento sul tema dei capitali illegalmente esportati e quindi del loro rientro, e ci saranno interventi importati contro l&#8217;autoriciclaggio, tutto collegato al pacchetto di interventi contro l&#8217;illegalità e la criminalità&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Art.18? Ok tutto ciò che crea lavoro con diritti&#8221;</strong> &#8211; Nel contratto di governo di gennaio &#8220;affronteremo le proposte che i soggetti contraenti metteranno sul tavolo&#8221; e &#8220;tutto ciò che aiuterà nuova occupazione sarà benvenuto&#8221;, a condizione che sia &#8220;buona occupazione, non senza diritti&#8221;. Così Letta a proposito del dibattito sulla riforma del lavoro e dell&#8217;articolo 18.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Renzi fa bene a parlare con FI su riforme&#8221;</strong> &#8211; Parlando del segretario del Pd, Letta ha detto: &#8220;Non sospetto che Renzi voglia subito le elezioni&#8221;. E ancora: &#8220;Il Pd fa bene a parlare con Forza Italia sulle riforme, che devono essere fatte con un&#8217;apertura vera fuori dalla maggioranza&#8221;. Il premier si è quindi rivolto al leader di FI, Silvio Berlusconi, invitandolo a non scegliere la strada nichilista: &#8220;Mi auguro che non vada verso una deriva populista. Sarebbe un errore per il Paese e per lui stesso&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Superare bicameralismo perfetto&#8221;</strong> &#8211; Nella road map del governo, priorità per il 2014 è il superamento del bicameralismo perfetto. Il premier punta inoltre a intervenire sulla Costituzione per rendere più semplici, a cascata, una serie importante di riforme. Letta ha fatto l&#8217;esempio della abolizione delle province: &#8220;Sarebbe stato più semplice intervenire se nella Carta avessimo cancellato la parola &#8216;province&#8217;?&#8221;, ha spiegato.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Su riforme chiedere comunque referendum&#8221;</strong> &#8211; Sulla riforma costituzionale per eliminare il bicameralismo perfetto e riformare il federalismo del titolo V della Carta, il premier, pur auspicando il massimo della convergenza, chiede al Parlamento che l&#8217;approvazione avvenga &#8220;con un voto in meno della maggioranza dei 2/3, per consentire di avere un referendum, perché, per come è caduta la credibilità politica, questa grande riforma ha bisogno del voto dei cittadini&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Rimpasto di governo non all&#8217;ordine del giorno&#8221;</strong> &#8211; Il rimpasto, ha poi sottolineato, &#8220;non è un tema all&#8217;ordine del giorno&#8221; della discussione che faremo sul contratto di maggioranza; &#8220;sono contento della squadra di governo e ringrazio tutti i ministri e i sottosegretari&#8221;, anche quelli che hanno lasciato dopo l&#8217;uscita di FI.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Da gennaio nuove misure sulla giustizia&#8221;</strong> &#8211; &#8220;Un terzo dei detenuti nelle carceri italiane è in attesa di giudizio, questa è una situazione abnorme&#8221;, ha detto il presidente del Consiglio, affermando che da gennaio ci saranno nuove misure sulla giustizia. &#8220;Amnistia e indulto &#8211; ha però ricordato &#8211; sono competenza delle Camere&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Ridiscuteremo di Bossi-Fini e Cie&#8221;</strong> &#8211; &#8220;La discussione della Bossi-Fini sarà uno dei temi di gennaio e il governo ha anche intenzione di mettersi al lavoro subito per una revisione degli standard dei Cie&#8221;, ha detto Letta, spiegando che &#8220;dobbiamo essere più efficaci anche nell&#8217;espletamento delle pratiche burocratiche&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;In contratto governo riforma ius soli&#8221;</strong> &#8211; &#8220;Sono convinto che una normativa diversa sullo ius soli sia necessaria&#8221;, ha poi aggiunto il premier. &#8220;Proporrò e lavorerò &#8211; ha assicurato &#8211; perché una riforma in questo senso sulla cittadinanza e lo ius soli faccia parte del contratto di governo che scriveremo a gennaio&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A Grillo: &#8220;Napolitano non ha travalicato suo ruolo&#8221;</strong> &#8211; Letta ha quindi parlato di Giorgio Napolitano. &#8220;Ritengo &#8211; ha detto &#8211; che in queste ultime settimane si sia passato assolutamente il limite rispetto agli attacchi al Capo dello Stato e l&#8217;utilizzo da parte ad esempio di Beppe Grillo sono totalmente fuori luogo&#8221;. &#8220;Napolitano non ha travalicato i suoi doveri e i suoi compiti&#8221;, ha aggiunto il premier con fermezza. &#8220;Io credo che il Presidente Napolitano abbia salvato l&#8217;Italia&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Bisogna occuparsi delle persone distrutte dalla crisi&#8221;</strong> &#8211; &#8220;So per certo che ci sono le condizioni per cogliere le opportunità, ma so anche che 5 anni di crisi durissima hanno creato un disagio sociale terribile&#8221;, ha sottolineato. &#8220;Ecco perché accanto alle opportunità per far ripartire il Paese &#8211; ha detto Letta &#8211; dovremo occuparci di chi la crisi ha distrutto&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Il nodo esodati è stato risolto&#8221;</strong> &#8211; In 8 mesi 33mila persone che stavano nella categoria degli esodati hanno trovato risposta e &#8220;questa &#8211; ha spiegato il premier &#8211; è la dimostrazione di un governo e un Paese che non vuole sfasciare la riforma delle pensioni ma non vuole lasciare nessuno perso per strada&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Norme per risolvere il conflitto di interessi&#8221;</strong> &#8211; &#8220;Nel decreto sulle proroghe che faremo venerdì ovviamente entrerà la proroga sugli incroci proprietari&#8221; fra stampa e tv: è quanto ha garantito Letta, sostenendo la necessità di una norma sul conflitto di interessi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Non sono e non sarò mai un premier tecnico&#8221;</strong> &#8211; Per finire è stato chiesto a Letta se intende sostenere la candidatura alla premiership del sindaco di Firenze. &#8220;Se il Pd continuerà a fare gioco di squadra &#8211; ha risposto &#8211; potrà venirne solo del bene. Io non sono e non sarò mai un premier tecnico, ho fatto e farò scelte politiche. Ho rischiato quando si è ventilata la crisi, mi sono assunto le mie responsabilità e continuerò a farlo&#8221;. ANSA</p>
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		<title>Legge Stabilità: via libera Camera a ddl bilancio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Dec 2013 18:00:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[bilancio]]></category>
		<category><![CDATA[Camera dei Deputati]]></category>
		<category><![CDATA[Enrico Letta]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Napolitano]]></category>
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					<description><![CDATA[Via libera della Camera al ddl bilancio di previsione dello Stato e alla nota di variazione collegata alla legge di stabilità. La manovra passa ora al Senato per l&#8217;ok definitivo. La Camera ha approvato la legge di stabilità. A favore della legge di stabilità hanno votato 258 deputati, contro 103, 3 si sono astenuti. Prove di dialogo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure style="width: 702px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/enrico-letta-ilparlamentare1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" alt="enrico-letta-ilparlamentare" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/enrico-letta-ilparlamentare1.jpg" width="702" height="412" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Legge stabilità: via libera della Camera a ddl bilancio</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Via libera della Camera al ddl bilancio di previsione dello Stato e alla nota di variazione collegata alla legge di stabilità. La manovra passa ora al Senato per l&#8217;ok definitivo. La Camera ha approvato la legge di stabilità. A favore della legge di stabilità hanno votato 258 deputati, contro 103, 3 si sono astenuti. Prove di dialogo tra governo ed Enti locali e Comuni sulla legge di Stabilità. I Comuni da giorni minacciano infatti ritorsioni: non ce la fanno a chiudere i bilanci e sono &#8216;investiti&#8217; da una vera e propria valanga di novità normative (dalla mini-Imu alla Tasi, passando per le società partecipate). Ma il governo tenta ancora la via del dialogo. Ad esempio il ministro per gli Affari regionali, Graziano Delrio, annuncia un&#8217;importante novità: è infatti in arrivo un decreto legge per rimpinguare i soldi previsti dalla Legge di Stabilità per le detrazioni Tasi che passerebbero dai 500 milioni attuali a 1,2-1,3 miliardi. E anche il premier, Enrico Letta, tende la mano e tenta di riattivare il dialogo: &#8221;questa &#8211; dice da Bruxelles &#8211; è la prima legge di stabilità che dà ai Comuni e non taglia&#8221;. Il governo farà &#8221;attenzione&#8221; alle questioni poste ma &#8211; aggiunge &#8211; &#8221;invito i Comuni ad avere un atteggiamento dialogante, perché con il dialogo i problemi si risolvono&#8221;. Il premier spera di riannodare una situazione che ieri sembrava prossima allo strappo con l&#8217;appello dei sindaci direttamente a Giorgio Napolitano (lamentavano un taglio da 1,5 miliardi) e l&#8217;accusa dritta al ministro dell&#8217;Economia, Fabrizio Saccomanni, reo di avere &#8211; diceva il presidente Anci, Piero Fassino &#8211; &#8221;un atteggiamento pregiudiziale verso i Comuni&#8221;. Se quindi in parte sul tema &#8216;casa&#8217; si profila una soluzione, molte sono le novità che riguardano le amministrazioni locali. Ad esempio, secondo Anci e Cgil &#8221;la necessaria riforma del sistema delle società partecipate dalle Pubbliche amministrazioni non può avvenire con interventi contraddittori e frammentari, come è avvenuto con la legge di Stabilità, le cui misure in materia, in particolare su istituzione e aziende speciali hanno l&#8217;effetto di colpire i servizi alla persona ( nidi, scuole dell&#8217;infanzia e servizi di assistenza) gestiti dai Comuni, e la preziosa risorsa lavoro impiegata&#8221;. E malumore diffuso si respira anche tra le Regioni per quanto riguarda trasporti, sanità e tagli vari. &#8221;La spesa pubblica regionale ammonta al 22% di quella nazionale &#8211; dice ad esempio la presidente dell&#8217;Umbria, Catiuscia Marini &#8211; ma con i loro tagli gli enti pubblici locali hanno contribuito a una diminuzione globale della spesa del 34% in tre anni. Si stanno chiedendo dallo Stato centrale sacrifici soprattutto a Regione e Comuni, proprio quegli enti che sono poi chiamati a garantire ai cittadini i servizi essenziali, come la sanità e il trasporto pubblico&#8221;. ANSA</p>
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		<title>Enrico Letta: &#8221;Con accordo di Bali si aprono nuovi spazi per le nostre imprese&#8221;.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Dec 2013 23:18:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[accordi multilaterali]]></category>
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		<category><![CDATA[politica europea]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8221;L&#8217;accordo raggiunto nell&#8217;ambito della Conferenza ministeriale del Wto a Bali e&#8217; un risultato storico che rafforza il sistema multilaterale degli scambi, li agevola, sostiene il commercio dei paesi meno sviluppati e segna importanti progressi in materia di sicurezza alimentare. Per l&#8217;Europa e l&#8217;Italia sono di particolare importanza le misure di facilitazione commerciale, che permetteranno alle [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure style="width: 716px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/wto_trade_deal_2013.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" alt="wto-trade-deal-2013" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/wto_trade_deal_2013.jpg" width="716" height="412" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Wto Trade Deal 2013</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">&#8221;L&#8217;accordo raggiunto nell&#8217;ambito della Conferenza ministeriale del Wto a Bali e&#8217; un risultato storico che rafforza il sistema multilaterale degli scambi, li agevola, sostiene il commercio dei paesi meno sviluppati e segna importanti progressi in materia di sicurezza alimentare. Per l&#8217;Europa e l&#8217;Italia sono di particolare importanza le misure di facilitazione commerciale, che permetteranno alle nostre imprese, Pmi in primo luogo, di esportare piu&#8217; facilmente, in tempi piu&#8217; rapidi e con minore burocrazia&#8221;. E&#8217; quanto si legge in una nota di Palazzo Chigi. &#8221;Si aprono nuovi spazi che sono sicuro che le nostre imprese, a partire dalle Pmi, sapranno cogliere in pieno, grazie al loro dinamismo e alla loro capacita&#8217; di innovazione&#8221;, ha affermato il presidente del Consiglio, Enrico Letta, nell&#8217;esprimere la propria soddisfazione a tutti quelli che hanno reso possibile l&#8217;accordo, a partire dal vice ministro Carlo Calenda, dal commissario europeo al Commercio Karel de Gucht e dal direttore generale del Wto Roberto Azevedo.</p>
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		<title>Privatizzazioni, Enrico letta: da cessioni 10-12mld di Euro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Nov 2013 17:41:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Top News]]></category>
		<category><![CDATA[enav]]></category>
		<category><![CDATA[Eni]]></category>
		<category><![CDATA[Enrico Letta]]></category>
		<category><![CDATA[fincantieri]]></category>
		<category><![CDATA[grandi stazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[&#160; Complessivamente il primo pacchetto di cessioni e privatizzazioni esaminate oggi dal consiglio dei ministri &#8221;dovrebbe far entrare tra i 10 e i 12 miliardi di euro, di cui la meta&#8217; andra&#8217; alla riduzione immediata del debito pubblico nel 2014 e il resto per la ricapitalizzazione della Cdp&#8221;. Lo ha detto il presidente del Consiglio, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure style="width: 702px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/enrico-letta4.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" alt="enrico letta-cessioni" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/enrico-letta4.jpg" width="702" height="412" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Enrico Letta su Cessioni</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Complessivamente <strong>il primo pacchetto di cessioni e privatizzazioni esaminate</strong> oggi dal consiglio dei ministri &#8221;<strong>dovrebbe far entrare tra i 10 e i 12 miliardi di euro</strong>, di cui la meta&#8217; andra&#8217; alla riduzione immediata del debito pubblico nel 2014 e il resto per la ricapitalizzazione della Cdp&#8221;.<br />
Lo ha detto il <strong>presidente del Consiglio, Enrico Letta.</strong> &#8221;Vogliamo dare per la prima volta da 5 anni a questa parte il segnale di un avvio della riduzione del debito &#8211; ha rimarcato il premier -. Si tratta di un messaggio utile anche nei confronti della Ue, per sbloccare ulteriori margini di flessibilita&#8217; per il 2014&#8221;.<br />
Il ministro dell&#8217;Economia, <strong>Fabrizio Saccomanni,</strong> ha sottolineato che per Sace si prevedono cessioni del 60%, lo stesso per <strong>Grandi Stazioni</strong>, per <strong>Enav</strong>, <strong>Fincantieri</strong> e le reti in possesso della Cdp il 40%, mentre per <strong>En</strong>i la cessione e&#8217; del 3%&#8221;. Per quest&#8217;ultima &#8221;la cessione delle quote e&#8217; limitata al 3%, in quanto per effetto del buyback la nostra quota e&#8217; accresciuta sino al 33%, quindi possiamo cedere il 3% e mobilizzare 2 mld euro senza scendere sotto il 30%&#8221; &#8211; ASCA</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Enrico Letta: la ripresa è a portata di mano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Nov 2013 00:21:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[coni]]></category>
		<category><![CDATA[crisi finanziaria]]></category>
		<category><![CDATA[Enrico Letta]]></category>
		<category><![CDATA[ripresa]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8221;I dati macroeconomici, che non si vedono, dicono che per l&#8217;anno prossimo la ripresa e&#8217; a portata di mano&#8221;. Lo ha affermato il premier, Enrico Letta, nel suo intervento al Consiglio Nazionale del Coni. Secondo il premier &#8221;questa e&#8217; una legislatura strana, cominciata zoppicante, ma puo&#8217; essere una legislatura costituente per lo sport italiano, come [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure style="width: 702px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/enrico-letta-crisi-europa-italia.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" alt="enrico-letta" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/enrico-letta-crisi-europa-italia.jpg" width="702" height="412" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Il Presidente del Consiglio dei Ministri Enrico Letta</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">&#8221;I dati macroeconomici, che non si vedono, dicono che per l&#8217;anno prossimo la ripresa e&#8217; a portata di mano&#8221;. Lo ha affermato il premier, <strong>Enrico Letta</strong>, nel suo intervento al <strong>Consiglio Nazionale del Coni</strong>. Secondo il premier &#8221;questa e&#8217; una legislatura strana, cominciata zoppicante, ma puo&#8217; essere una legislatura costituente per lo sport italiano, come per altri campi&#8221;. Letta, inoltre, sottolinea che &#8221;portare le Olimpiadi in Italia e&#8217; alla nostra portata ed e&#8217; una partita che dobbiamo giocare. Dobbiamo essere all&#8217;altezza delle ambizioni alla nostra portata&#8221; ASCA</p>
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		<title>Grillo: Letta fa interessi Germania. E&#8217; capo di un governo fantoccio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Nov 2013 14:40:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[Angela Merkel]]></category>
		<category><![CDATA[Beppe Grillo]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[Enrico Letta]]></category>
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		<category><![CDATA[movimento 5 stelle]]></category>
		<category><![CDATA[politica italiana]]></category>
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					<description><![CDATA[Pubblicato da Redazione Il Parlamentare.it/ Roma &#8216;&#8216;Saccomanni, qualche tempo fa, si lascio&#8217; sfuggire una frase &#8216;Bisogna dire la verita&#8217; agli italiani&#8217;. Si riferiva allo sfascio economico. Poi e&#8217; rimasto in silenzio, in attesa di essere cacciato dal governo. Da allora ogni giorno e&#8217; in bilico. Nel frattempo Capitan Findus Letta racconta le sue menzogne agli [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure style="width: 702px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/beppe-grillo-movimento-5-stelle.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" alt="beppe grillo-politica italiana-governo" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/beppe-grillo-movimento-5-stelle.jpg" width="702" height="412" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Beppe Grillo leader del Movimento 5 Stelle</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">Pubblicato da Redazione Il Parlamentare.it/</p>
<p style="text-align: justify;">Roma &#8216;<strong>&#8216;Saccomanni</strong>, qualche tempo fa, si lascio&#8217; sfuggire una frase &#8216;<strong>Bisogna dire la verita&#8217; agli italiani&#8217;.</strong> Si riferiva allo sfascio economico. Poi e&#8217; rimasto in silenzio, in attesa di essere cacciato dal governo. Da allora ogni giorno e&#8217; in bilico. Nel frattempo Capitan Findus Letta racconta le sue menzogne agli italiani. Sposta sempre la linea della ripresa piu&#8217; in la&#8217;, mentre il Paese sprofonda con bollettini quotidiani di guerra vera, di deserto delle aziende, degli investimenti. Questo doppio registro, l&#8217;Italia che viene distrutta dalla mancanza di una politica economica e le falsita&#8217; di Letta propagandate dai giornali e dalle televisioni ha assunto ormai una dimensione grottesca, fumettistica&#8221;. Lo scrive il leader del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo, in un post pubblicato sul suo blog.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>BEPPE GRILLO: LETTA COME CAPITAN CORTESE</strong><br />
&#8216;<em><strong>&#8216;Letta interpreta una nuova parte della Commedia dell&#8217;Arte, il Mentitor Cortese.</strong></em> <em>Ogni sua dichiarazione si e&#8217; dimostrata falsa come un soldo bucato, ma lui, imperterrito, continua con le sue fandonie. Ora vede la luce nel 2013, ora un po&#8217; piu&#8217; in la&#8217;, alla fine del 2014. Questa rappresentazione stucchevole di un ometto graziato dalla sorte e politico a carico dei contribuenti dalla nascita (non ha mai fatto altro nella vita, eoni fa, nel 1998 e&#8217; stato ministro per le politiche comunitarie del governo D&#8217;Alema) ha pero&#8217; un suo significato, quello di garantire gli interessi dei nostri creditori internazionali, in primis la Germania&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>BEPPE GRILLO: LETTA E&#8217; SOLO GARANZIA CHE L&#8217;ITALIA ONORERA&#8217; I SUOI DEBITI</strong><br />
Secondo il leader 5 Stelle, Letta <em>&#8221;rappresenta l&#8217;assicurazione che l&#8217;Italia onorera&#8217; i debiti contratti dalle nostre banche attraverso la BCE e i rimborsi dei titoli pubblici e degli interessi. E&#8217; il novello Quisling italiano, il collaborazionista norvegese al servizio dei nazisti durante l&#8217;ultima guerra mondiale. Il suo e&#8217; un governo fantoccio che rappresenta gli interessi di Stati stranieri e non dell&#8217;Italia&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: justify;">&#8216;<strong>&#8216;<em>Quisling Letta</em> &#8211; scrive ancora Grillo &#8211; <em>non ha fatto nulla per risollevare il Paese</em></strong><em>. Gli ordini li prende dall&#8217;estero. E&#8217; un procuratore fallimentare che deve garantire i creditori. Quanto potremo andare avanti cosi&#8217;? A venderci persino le spiagge?&#8217;</em>&#8216;. ASCA</p>
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		<title>Silvio Berlusconi: è scontro su decadenza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Oct 2013 09:16:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Top News]]></category>
		<category><![CDATA[corte appello milano]]></category>
		<category><![CDATA[decadenza]]></category>
		<category><![CDATA[Enrico Letta]]></category>
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		<category><![CDATA[luigi zanda]]></category>
		<category><![CDATA[m5s]]></category>
		<category><![CDATA[Nitto Palma]]></category>
		<category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category>
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					<description><![CDATA[di ASCA / Di nuovo si riunisce la Giunta per il regolamento del Senato che deve decidere le modalita&#8217; di voto dell&#8217;Aula sulla proposta di decadenza di Silvio Berlusconi. La decisione e&#8217; stata presa dopo la seduta di ieri sera in cui si sono confermate inconciliabili le posizioni di Pd e Pdl. Francesco Nitto Palma, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure style="width: 702px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/silvio-berlusconi7.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" alt="silvio-berlusconi-politica-italia" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/silvio-berlusconi7.jpg" width="702" height="412" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Silvio Berlusconi</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">di ASCA /</p>
<p style="text-align: justify;">Di nuovo si riunisce la Giunta per il regolamento del Senato che deve decidere le modalita&#8217; di voto dell&#8217;Aula sulla proposta di decadenza di Silvio Berlusconi. La decisione e&#8217; stata presa dopo la seduta di ieri sera in cui si sono confermate inconciliabili le posizioni di Pd e Pdl. Francesco Nitto Palma, Pdl, presidente della commissione Giustizia, propone di riconvocare la Giunta per il 4 novembre. Luigi Zanda, capogruppo del Pd a palazzo Madama, contropropone una seduta a oltranza. Nitto Palma basa la sua richiesta sulle motivazioni della sentenza della Corte d&#8217;appello di Milano, rese pubbliche proprio ieri, nelle quali si ribadisce come quella della decadenza sia un effetto amministrativo della sentenza penale: &#8221;Il fatto che si sia precisato come la decadenza sia una sanzione amministrativa va a vantaggio della nostra tesi sull&#8217;irretroattivita&#8217; della legge Severino. Una sanzione amministrativa, infatti, non puo&#8217; avere effetti retroattivi. Pertanto chiediamo che i lavori della Giunta vengano sospesi e si rimandino tutti gli atti alla Giunta per le immunita&#8221;&#8217;. Per il Pd, quanto scritto dai giudici di Milano sulle motivazioni conferma che la sentenza e&#8217; passata in giudicato e che questo fa fede ai fini della retroattivita&#8217; piuttosto della data in cui e&#8217; stato commesso il reato Secondo il Pdl, il Pd starebbe cercando di modificare il regolamento che nei casi come quello di Berlusconi prevede il voto segreto e non palese. Il Pd ribatte sostenendo che il Pdl punta ad allungare i tempi della decisione. M5S e Sel chiedono che il Senato si pronunci quanto prima, ma proprio l&#8217;Aula di palazzo Madama ha bocciato ieri la loro proposta di calendarizzare il voto sulla decadenza al 5 novembre. In Giunta non ci sarebbero i numeri per procedere alla riforma del regolamento, da qui l&#8217;ipotesi che prevalga la proposta del voto segreto in continuita&#8217; con la prassi del Senato seguita in altre occasioni simili che hanno riguardato un singolo senatore. Sul tema interviene Matteo Renzi, in corsa per la segreteria del Pd: &#8221;Io sono per il voto palese, se questo puo&#8217; servire a fare in modo che ogni senatore si assuma la sua responsabilita&#8221;&#8217;. Dichiara Beppe Grillo, che ieri ha fatto la spola tra Camera e Senato: &#8221;Voto palese, il voto segreto e&#8217; una vergogna. Noi siamo per il voto assolutamente palese. Noi facciamo quello che diciamo. Non siamo come loro, basta con questa pantomima&#8221;. Renato Schifani, capogruppo del Pdl al Senato, e&#8217; convinto che non si riuscira&#8217; &#8221;a trasformare l&#8217;Aula in un plotone di esecuzione contro Berlusconi&#8221; e invita Piero Grasso, presidente di palazzo Madama, a sospendere i lavori della Giunta del regolamento da lui stesso presieduta &#8221;per evitare che il regolamento del Senato venga cambiato con un colpo di mano&#8221;. Oggi, concluse le relazioni, si procedera&#8217; al dibattito e a seguire al voto che pero&#8217; potrebbe slittare a domani. La Giunta ha anche la possibilita&#8217; di scegliere di non esprimersi, lasciando la decisione finale sulle modalita&#8217; di voto all&#8217;Aula. Secondo alcune indiscrezioni, lo stesso Berlusconi potrebbe chiedere il voto palese per evitare imboscate da parte dell&#8217;ala governativa del Pdl e per sfidare coloro che ne chiedono la decadenza. Si e&#8217; intanto appreso che il calendario dei lavori dell&#8217;Aula del Senato non prevede fino al 22 novembre il voto sulla decadenza. Da qui gli attacchi del M5S che accusa Pd e Pdl di voler fissare il voto a dicembre, dopo che il Senato avra&#8217; approvato la legge di stabilita&#8217; in modo da non creare problemi al governo prima di quella scadenza. Ma il presidente Grasso replica sostenendo che dopo il pronunciamento della Giunta su voto palese o segreto verra&#8217; convocata una nuova conferenza dei capigruppo per stabilire la data della votazione dell&#8217;Aula che non sara&#8217; necessariamente dopo la legge di stabilita&#8217;. Berlusconi si appella al premier Enrico Letta chiedendo che sia il governo a prendere posizione sulla non retroattivita&#8217; della legge Severino che prevede decadenza e incandidabilita&#8217; per chi e&#8217; stato condannato per reati gravi come la frode fiscale: &#8221;La delega della legge e&#8217; ancora aperta. Basta aggiungere una riga per dire che non e&#8217; retroattiva. Letta dica si&#8217; o no&#8221;. Aggiunge l&#8217;ex premier: &#8221;Il voto sulla mia decadenza sarebbe una macchia sulla democrazia italiana destinata a restare nei libri di storia: il leader di centrodestra escluso cosi&#8217;, con una sentenza politica che e&#8217; il contrario della realta&#8217;, perche&#8217; non si riesce a batterlo nelle urne&#8221;. Le parole di Berlusconi confermano che sono imprevedibili gli effetti sull&#8217;esecutivo del voto del Pd a favore della decadenza</p>
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		<title>Riforme a marce forzate tra incertezze, miopie e spionaggio informatico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Oct 2013 12:17:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[Enrico Letta]]></category>
		<category><![CDATA[ernesto galli]]></category>
		<category><![CDATA[informatica]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_6471" aria-describedby="caption-attachment-6471" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="gestione-della-conoscenza" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/gestione-della-conoscenza.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-6471" title="gestione-della-conoscenza" alt="Forse non cresciamo perché qualcuno controlla da 10 anni la nostra possibilità di sviluppo" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/gestione-della-conoscenza.jpg" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/gestione-della-conoscenza.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/gestione-della-conoscenza-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/gestione-della-conoscenza-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-6471" class="wp-caption-text">Forse non cresciamo perché qualcuno controlla da 10 anni la nostra possibilità di sviluppo</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-align: justify;">Gli sviluppi del DATAGATE che mostrano uno scenario apocalittico in termini di spionaggio internazionale ad opera della superpotenza USA finiranno per rendere epica la giornata del 4 di Luglio 2013 quando le Associazioni &#8220;la Scuola di Atene&#8221; e &#8220;Alumni Bocconi&#8221; hanno inteso parlare del futuro economico del grande Patrimonio Culturale Italia (Made in Italy), chiedendo alla Fondazione &#8220;Paolo di Tarso&#8221; e ai suoi esperti cosa c&#8217;è, in tal senso, nel futuro. Incredibile a credersi ma distanza di tre mesi potremmo dire per ricordare una frase importante &#8220;tutto è compiuto&#8221; di quanto emerso da quella conferenza (vedi: </span><a style="text-align: justify;" title="&quot;Il Potere della Rete logora chi non ce l'ha&quot; a cura di Fabio Gallo, esperto di gestione della conoscenza" href="http://www.comunicareitalia.it/2013/08/potere-della-rete-alte-istituzioni-ascoltano-lesperto-per-difesa-cultura-ed-economia-italiana/" target="_blank">Il Potere della Rete logora chi non ce l&#8217;ha</a><span style="text-align: justify;">). Oggi, più che mai, è importante comprendere bene e a fondo cosa sta succedendo perchè l&#8217;intelligenza dei giovani e competenti esperti italiani possa essere orientata verso la ricerca di soluzioni innovative a sostegno della classe politica che si trova a governare un Paese ingovernabile per l&#8217;eccesso di burocrazia che impedisce in ogni modo la crescita e lo sviluppo. L&#8217;innovazione può miracolosamente aiutare la nostra Nazione ma la politica deve saper delegare con fiducia che è intelligente per davvero e non solo che ha la tessera del partito. Intanto, per aiutarci ad avere sempre una lettura &#8220;logica&#8221; vi ripresentiamo Alessandro Corneli che ci aiuta ad orientarci. la Redazione:</span></p>
<p style="text-align: justify;">di Alessandro Corneli / grrg.eu /Da quasi due anni <strong>Silvio Berlusconi</strong> non ha più il controllo della situazione, passato decisamente al Quirinale, che ha esercitato i suoi poteri costituzionali (nomina di <strong>Mario Monti</strong> a senatore a vita, incarico allo stesso di formare il Governo nel novembre 2011,  scioglimento anticipato delle Camere, rifiuto di incaricare <strong>Pierluigi Bersani</strong> di formare il Governo dopo il voto del febbraio scorso, incarico conferito a <strong>Enrico Letta</strong>) e quel particolare potere che si chiama <strong><em>moral suasion</em></strong> (ripetuta insistenza a fare le riforme – della Costituzione e della legge elettorale in primo luogo –, invito alle forze politiche a non perdere l’occasione delle larghe intese per non pregiudicare il rilancio dell’economia, suggerimento ad alleviare la situazione carceraria con un provvedimento di indulto e di amnistia), a cui ha aggiunto diverse dichiarazioni su accuse o illazioni nei suoi confronti da parte di esponenti politici, rilanciate da alcuni giornali. Come l’affermazione secondo cui egli avrebbe “tradito” un “patto” con Berlusconi per “salvarlo” dalla magistratura, sdegnosamente respinta dal Quirinale, ma che è servita a fare molto fumo.</p>
<p style="text-align: justify;">Napolitano giustifica i suoi interventi con la necessità, per l’Italia, di non perdere il contatto con l’Europa, ma anzi di contribuire a rafforzarne il processo di integrazione verso una reale unione politica. Ma <strong>in questo affollamento di interventi si nota una crescente fretta, che potrebbe anche essere ansia</strong>, di fronte a un diffondersi di critiche nei suoi confronti che non erano immaginabili solo pochi mesi fa. Siamo lontani da una situazione analoga a quella che si creò intorno a <strong>Oscar Luigi Scalfaro</strong> che lo spinse, il <strong>3 novembre 1993</strong>, <strong>a pronunziare il celebre “io non ci sto”</strong>. Ma la china è quella.</p>
<p style="text-align: justify;">Proprio per evitare di scivolare su questo piano inclinato, la strada scelta sembra quella di <strong>forzare le forze politiche a fare le riforme</strong>, presentate come l’antidoto più efficace contro il declino economico e il disfacimento istituzionale, cui certi commenti del <em>Corriere della Sera</em> di questi giorni – da quello di <strong>Ernesto Galli Della Loggia</strong> a quello di <strong>Piero Ostellino</strong> – sul fallimento della classe politica-dirigente forniscono una sorta di giustificazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi Napolitano ha detto che “c’è l’occasione, oggi, in questo 2013-2014, di giungere a delle conclusioni valide, più o meno comprensive di molteplici necessità”. Spiega che “il tema delle riforme istituzionali e costituzionali è ormai ineludibile. Non se ne può più discutere a vuoto”. Eppure il “rinnovamento istituzionale” dell’Italia, “dopo una lunga serie di omissioni e ritardi, ancora fatica a prendere corpo e cozza contro ostacoli e resistenze molteplici”. L’espressione “ostacoli e resistenze molteplici” è eloquente.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli ha fatto eco il presidente del Consiglio, Enrico Letta, alle prese con le “correzioni” da apportare alla Legge di stabilità. Le riforme, a suo parere, permetteranno “al nostro paese di funzionare meglio”. Infatti, “se l’Italia non funziona è perché ha regole che non funzionano, regole vecchie”.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Senato, con 218 voti, appena 4 in più della maggioranza dei due terzi, ha intanto approvato in terza lettura il ddl costituzionale che istituisce il Comitato parlamentare per le riforme costituzionali. Ora l’approvazione finale spetta alla Camera. Con questo voto del Senato, è stato  evitato il pericolo di una richiesta di referendum e, dopo il voto scontato della Camera, il Comitato potrà presentare il suo progetto, sul quale, per la verità, ci sono ancora divergenze, anche se meno grandi di quelle che circondano il progetto di riforma della legge elettorale.</p>
<p style="text-align: justify;">Non c’è dubbio che Napolitano e Letta cerchino di concentrare l’attenzione sulle riforme per distoglierla, entro certi limiti, dall’economia e dalla Legge di stabilità che ha scontentato tutti, nonché da vicende spinose che riguardano la sorte di grandi aziende come Telecom e Alitalia, o quelle che potrebbero emergere dalle continue rivelazioni relative alla vicenda Datagate. Dopo la Francia, che ha protestato violentemente con Washington, adesso è la volta della Germania: anche il telefono della cancelliera Merkel sarebbe stato intercettato. Inoltre, dopo il Brasile anche il Messico protesta. E questo proprio quando si dovrebbe stringere sul grande accordo economico e finanziario tra Stati Uniti ed Europa. <strong>Invece di restringersi, l’Atlantico potrebbe allagarsi</strong>. A chi conviene? E quanto c’entra il dibattito sul ruolo del dollaro che va crescendo? Gli Stati Uniti vogliono far capire quale baratro economico globale si aprirebbe se la loro leadership fosse messa in discussione? Oppure altri Paesi sono convinti che gli Usa siano alle corde? E come se ne esce da questa prova di forza? Quali vasi di coccio si romperanno nello scontro tra vasi di ferro? È realistico, per l’Italia, chiudersi in sé, occupandosi delle proprie riforme come se fuori non infuriassero contemporaneamente più tempeste?</p>
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