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	<title>eni enrico mattei &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Enrico Mattei, italiano profeta dell&#8217;energia considerato pericoloso da Londra</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Mar 2012 12:48:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&#8216;UOMO CHE guardava al futuro: con questo titolo, stasera e domani, va in onda su Rai Uno la fiction su Enrico Mattei. Ma ai suoi tempi, per i sussiegosi e pragmatici funzionari della diplomazia britannica, più che guardare al futuro il capo dell&#8217;Eni era l&#8217;uomo che intralciava il loro presente. Anzi, seriamente e decisamente lo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_4295" aria-describedby="caption-attachment-4295" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="enrico-mattei" href="https://ilparlamentare.it/?attachment_id=4295"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-4295" title="enrico-mattei" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/enrico-mattei.jpg" alt="Enrico Mattei - l'Uomo che guardava al futuro" width="469" height="278" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/enrico-mattei.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/enrico-mattei-300x177.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/enrico-mattei-455x270.jpg 455w" sizes="(max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-4295" class="wp-caption-text">Enrico Mattei - l&#39;Uomo che guardava al futuro</figcaption></figure>
<p>&#8216;UOMO CHE guardava al futuro: con questo titolo, stasera e domani, va in onda su Rai Uno la fiction su Enrico Mattei. Ma ai suoi tempi, per i sussiegosi e pragmatici funzionari della diplomazia britannica, più che guardare al futuro il capo dell&#8217;Eni era l&#8217;uomo che intralciava il loro presente. Anzi, seriamente e decisamente lo minacciava.</p>
<p>Fino al punto di&#8230;? Alt, no, questo non si può dire. Anche se il cospicuo dossier arrivato in Italia include carte a loro modo profetiche &#8211; tipo la fotocopia di un articolo del Financial Times che a due giorni dalla morte di Mattei si chiede se questi &#8220;dovrà andarsene&#8221; (Will signor Mattei have to go?) &#8211; i documenti recuperati da Mario J. Cereghino negli archivi britannici non autorizzano forzature, né automatismi cospirativi. Eppure, a meno di tre mesi dall&#8217;incidente aereo di Bascapé, 27 ottobre 1962, in un documento classificato come &#8220;segreto&#8221;, dal ministero dell&#8217;Energia scrivono al Foreign Office: &#8220;L&#8217;Eni sta diventando una crescente minaccia agli interessi britannici. Ma non dal punto di vista commerciale [&#8230;] La minaccia dell&#8217;Eni si sviluppa, in molte parti del mondo, nell&#8217;infondere una sfiducia latente nei confronti delle compagnie petrolifere occidentali&#8221;. Insomma, l&#8217;Eni incoraggia &#8220;l&#8217;autarchia&#8221; energetica a scapito dell&#8217;Inghilterra.</p>
<p>Una questione di principio. A settembre, al ministero degli Esteri del governo di Sua Maestà, fanno il punto &#8220;sui passi per contrastare il gruppo italiano&#8221;. Ovviamente &#8220;è una materia da trattare con attenzione&#8221;. Ci sono questioni da girare all&#8217;intelligence: &#8220;Fino a che punto l&#8217;Eni dipende dal petrolio russo? [&#8230;] È possibile distinguere tra le attività dell&#8217;Eni e gli interessi italiani? [&#8230;] Siamo in grado di affrontare il problema della virulenta propaganda di Mattei contro l&#8217;imperialismo e contro le compagnie petrolifere?&#8221;. Non si conoscono le risposte. Eppure tante altre carte ricostruiscono in modo abbastanza impressionante lo scenario, il contesto, l&#8217;atmosfera che nell&#8217;autunno del 1962 si era venuta a creare attorno a quello che è diventato un eroe da tele-fiction.</p>
<p>Lo storico Nico Perrone, il massimo studioso di Mattei, ha esaminato questi documenti: &#8220;Contengono giudizi più sottili, più articolati e più intelligenti di quelli che si trovano negli archivi americani. A Washington reagivano grossolanamente e in ritardo; mentre gli inglesi avevano capito meglio e subito&#8221;.</p>
<p>I funzionari britannici stanno addosso al presidente dell&#8217;Eni. Abbondano le schede, i rapporti, i memorandum. Si inventano pure il termine Matteism per indicare un modo di fare politica e affari. A loro modo lo ammirano anche. Questo si legge in un rapporto del Foreign Office alla legazione britannica di Washington: &#8220;Mattei punta in alto. A nostro parere è un manager tosto e un uomo potente nonché pericoloso&#8221;.</p>
<p>È il 1957 quando l&#8217;ambasciatore a Roma, Ashley Clarke, nota: &#8220;A differenza di molti esponenti democristiani non sembra corrotto a livello personale. Vive in modo tutto sommato modesto. Il suo unico svago è la pesca: non ci pensa due volte a volare in Alaska per una battuta di pesca di una settimana [&#8230;] Si trova nelle condizioni di fare gran bene o gran male all&#8217;Italia&#8221;.</p>
<p>È vanesio, certo, e dittatore. Mostra &#8220;tendenze napoleoniche&#8221; ed &#8220;estrema suscettibilità&#8221;. Gli americani, fanno sapere a Londra i diplomatici di Sua Maestà, pensano che &#8220;soffra di megalomania&#8221;. I difetti di un personaggio ragguardevole sono spesso la faccia in ombra delle sue virtù: &#8220;Come tutti gli uomini che si sono fatti da sé, Mattei è vanitoso e non tollera il benché minimo affronto, soprattutto se proviene da uno straniero. Nel lavoro è autocratico e spietato, ma al contempo molto ammirato e rispettato&#8221;.</p>
<p>Dinamismo e dedizione al lavoro, gli riconosce anche un dirigente della Bp: &#8220;È l&#8217;apostolo delle imprese statali. Però molti ritengono che la sua psicologia si avvicini molto al concetto de &#8220;Lo Stato sono io&#8221;&#8221;. Questo orgoglio può solleticare un certo spirito sportivo degli inglesi, ma certo non li rassicura negli affari. Mattei fa il diavolo a quattro, fa abbassare i prezzi del petrolio dall&#8217;Iran all&#8217;Etiopia, dal Marocco al Pakistan all&#8217;Arabia Saudita. Un po&#8217; bluffa, ma dal punto di vista degli inglesi un po&#8217; anche bara. O almeno: &#8220;Gioca con più mazzi di carte allo stesso tempo&#8221;, si legge in un memorandum del ministero dell&#8217;Energia. Clarke insiste: &#8220;È un tipo che non si ferma dinanzi a niente&#8221;.</p>
<p>Dai documenti si capisce che il &#8220;pericolo&#8221; è doppio. Riguarda da un lato le questioni dell&#8217;energia, ma dall&#8217;altro va a sbattere sulle alleanze e sulla stabilità di intere aree del mondo, a partire dal Medio Oriente, per giunta all&#8217;indomani della crisi di Suez. Il guaio supplementare è che dell&#8217;anticolonialismo questo italiano ha fatto una bandiera. Il petrolio è un mezzo per affermare una politica sociale e nazionale: &#8220;I successi in Egitto e in Persia gli hanno dato alla testa [&#8230;] Di fatto ha dato fuoco alle navi&#8221;.</p>
<p>Le compagnie petrolifere cominciano a &#8220;preoccuparsi seriamente della loro posizione in Italia&#8221;, avvisa l&#8217;addetto commerciale dell&#8217;ambasciata di Roma nel luglio del 1960. Ma già ad agosto Clarke prevede: &#8220;Non vi è dubbio che in futuro Mattei diventerà una notevole spina nel fianco delle nostre imprese, anche in altre aree del mondo&#8221;. E colpiscono le conclusioni su questo personaggio &#8220;indubbiamente infido&#8221; che &#8220;in passato ha già utilizzato tattiche ricattatorie [&#8230;] E Mattei non solo non è crollato, ma al momento è più forte che mai&#8221;.</p>
<p>Ha appena concluso accordi commerciali con l&#8217;Urss e si dispone a stringerne con la Cina comunista: &#8220;In futuro&#8221;, scrivono all&#8217;ambasciata britannica di Pechino, &#8220;potrebbe fornire ai cinesi tutto il petrolio di cui hanno bisogno&#8221;. Così da Londra cercano di capire se il governo italiano ispira o si limita a coprire le scorribande dell&#8217;Eni, o se è pronto a scaricare il leader del cane a sei zampe. Le carte offrono resoconti mortificanti sui politici italiani: distratti, ambigui, sfuggenti. Il ministro degli Esteri, il liberale Martino, fa spallucce; il presidente Segni è tutto preso dall&#8217;agricoltura.</p>
<p>Meno vaghi, anche se sorprendentemente ostili all&#8217;Eni, appaiono due diplomatici italiani. Un funzionario del Foreign Office contatta a Londra un diplonatico italiano, Prunas: &#8220;La sua impressione è che, se non affrontato in maniera appropriata, Mattei potrebbe diventare pericoloso: e nel dirmi ciò&#8221;, specifica Mr Beeley, &#8220;mi ha chiesto di mantenere il massimo riserbo&#8221;. Lo stesso riserbo che in tempi non sospetti il segretario generale della Farnesina, marchese Rossi-Longhi, chiede a Mr Hohler, incaricato d&#8217;affari dell&#8217;ambasciata: &#8220;Secondo Rossi-Longhi potremmo raggiungere migliori risultati assumendo un atteggiamento fermo e piuttosto duro con Mattei&#8221;.</p>
<p>In realtà, dai documenti trovati da Cereghino viene fuori che il governo britannico, per tutto il 1961, spinge la Bp e la Shell, due delle sette sorelle, a trovare un accordo con l&#8217;Eni: &#8220;Fino a quando&#8221;, scrive nell&#8217;agosto del 1961 Mr Laskey, un funzionario dell&#8217;ambasciata, &#8220;continueranno a considerare Mattei come una sorta di verruca o di escrescenza da ignorare (o che al momento non può essere asportata) è difficile che egli si comporti in maniera amichevole&#8221;.</p>
<p>Niente di più difficile: e infatti Mattei insiste nel suo gioco &#8211; anche se forse non si rende conto che sta oltrepassando il terreno petrolifero per entrare di slancio nel campo scivoloso degli equilibri geopolitici. È di nuovo un italiano, il banchiere Lolli, Bnl, a mettere sull&#8217;avviso gli inglesi: &#8220;I sentimenti antiamericani di Mattei sono così forti che potrebbero trasformarsi in un pericolo sostanziale. In altre parole, potrebbe commettere qualche sciocchezza&#8221;. Meglio quindi che le compagnie inglesi trovino un&#8217;intesa.</p>
<p>L&#8217;unico leader italiano che tiene testa a Mattei è Fanfani. Nell&#8217;autunno del 1961 l&#8217;allora presidente del Consiglio convoca a Palazzo Chigi Arnold Hofland, responsabile del settore Europa meridionale della Shell. Fanfani tenta una spericolata mediazione: &#8220;Personalmente il premier non vede di buon occhio l&#8217;intesa con Mosca e si è detto pronto ad annullarla. A patto però che Mattei sia messo in condizione di aggiudicarsi quei diritti estrattivi che permetterebbero all&#8217;Italia di disporre di una fonte di rifornimento autonoma&#8221;.</p>
<p>Il colloquio dura due ore e mezzo, ma non produce risultati. Peggio: Hofland, petroliere disincantato, concorda con l&#8217;ambasciatore sul fatto che Mattei &#8220;risulta sempre più pericoloso, anche se&#8221;, aggiunge, &#8220;personalità come Paul Getty sono in grado di creare grane ben peggiori&#8221;. Clarke è più risoluto e pessimista: quelli che chiama &#8220;i ricatti di Mattei&#8221; sono &#8220;meno marginali di quanto sembrano&#8221;. In questo cupo scenario, pur venato da un garbato understatement, si apre il 1962: l&#8217;ultimo della vita di Mattei.</p>
<p>Ora, anche in politica internazionale, i &#8220;pericoli&#8221; è meglio sventarli per tempo; e nessuno ama farsi &#8220;ricattare&#8221;. C&#8217;è parecchio nervosismo all&#8217;ambasciata di Roma, al ministero dell&#8217;Energia, alla Bp, alla Shell. Il 7 agosto i funzionari del Foreign Office inseriscono in un già corposo dossier una strana, ma eloquente nota semi-anonima.</p>
<p>La spedisce, su carta intestata, un non meglio identificato Mr Searight: &#8220;Di recente una certa persona ha sostenuto una conversazione con una importante personalità dell&#8217;industria petrolifera che recentemente è entrata in contatto con Mattei. A suo dire, Mattei gli avrebbe confidato la seguente riflessione: &#8220;Ci ho messo sette anni per condurre il governo italiano verso una apertura a sinistra (in italiano nel testo, ndr). E posso dire che ce ne vorranno di meno per far uscire l&#8217;Italia dalla Nato e metterla alla testa dei Paesi neutrali&#8221;&#8221;. I &#8220;Non Allineati&#8221;, come si diceva in quegli anni. Aggiunge la noticina: &#8220;Non ci sono motivi per dubitare che tali affermazioni siano state effettivamente fatte&#8221;. Possibile: il personaggio era quello che era. Gli eroi da tele-fiction guarderanno pure al futuro, ma intanto è ancora la lezione del passato che bisognerebbe capire meglio.</p>
<p>A cura di Filippo Ceccarelli &#8211; Repubblica</p>
<p>I documenti</p>
<p>I documenti del Foreign Office su Enrico Mattei su cui sono basate queste pagine sono stati trovati dal ricercatore Mario J. Cereghino negli Archivi nazionali britannici di Kew Gardens, a sud di Londra, e sono ora consultabili presso l&#8217;Archivio Casarrubea di Partinico, in provincia di Palermo (www.casarrubea.wordpress.com)</p>
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