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	<title>energia &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Sui prezzi dell&#8217;energia l&#8217;Europa si divide.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Oct 2021 20:11:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Consiglio straordinario dei ministri dell&#8217;Energia, riunito a Lussemburgo per portare sul concreto le azioni contro il caro bollette, si è chiuso con un nulla di fatto. Gli Stati si sono mostrati ancora una volta divisi: da una parte il fronte guidato dalla Spagna (e pochi altri) che chiede una riforma del mercato dell&#8217;energia, dall&#8217;altro undici Stati, guidati dalla Germania, che [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>Consiglio straordinario </strong>dei<strong> ministri dell&#8217;Energia</strong>, riunito a Lussemburgo per portare sul concreto le azioni contro il caro bollette, si è chiuso con un nulla di fatto. Gli Stati si sono mostrati ancora una volta divisi: da una parte il <strong>fronte guidato dalla Spagna</strong> (e pochi altri) che chiede una <strong>riforma del mercato</strong> dell&#8217;energia, dall&#8217;altro undici Stati, guidati dalla <strong>Germania</strong>, che sostengono invece che il mercato non vada toccato.<br>Funziona così com&#8217;è e, soprattutto, gli aumenti vertiginosi dei prezzi non sono direttamente imputabili al meccanismo del calcolo del prezzo dell&#8217;elettricità, come invece sostengono <strong>Madrid e Parigi</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Maggiore apertura invece sulla proposta, sostenuta anche dall&#8217;<strong>Italia, di favorire un&#8217;alleanza tra volontari per l&#8217;acquisto congiunto e lo stoccaggio del gas</strong>.&nbsp;<br><br>Il Consiglio si è aperto con l&#8217;allarme dell&#8217;Ue sui prezzi.&nbsp;&#8220;Non c’è alcun segnale che i prezzi dell’energia scendano dai record attuali. Si tratta di un fenomeno globale e tutto il mondo ne è colpito&#8221;, ha dichiarato la&nbsp;<strong>commissaria europea all&#8217;Energia, Kadri Simson</strong>, nel suo intervento alla sessione pubblica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Questa non è una situazione specifica per l’Europa, ma siamo in una&nbsp;<strong>posizione più vulnerabile di altri</strong>. Ci sono delle misure che devono essere prese rapidamente e lezioni da apprendere e le conseguenze per evitare il ripetersi di queste situazioni&#8221;, ha aggiunto Simson.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le divisioni fra i 27</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il problema è riconosciuto da tutti. Le soluzioni su come affrontarlo no.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La&nbsp;<strong>Spagna</strong>&nbsp;insiste sulla necessità di&nbsp;<strong>cambiare il modo in cui viene calcolato il prezzo dell&#8217;elettricità all&#8217;ingrosso</strong>, anche al costo di slegarsi &#8220;in via straordinaria&#8221; dal sistema europeo e crearne uno proprio. In risposta agli undici Paesi, tra cui Germania, che ieri hanno bocciato la proposta di modificare il mercato Ue, Madrid si è presentata al tavolo del Consiglio straordinario con un non-paper in cui afferma che &#8220;in situazioni eccezionali, gli Stati membri devono essere autorizzati ad adattare la formazione del prezzo dell&#8217;elettricità alle loro situazioni specifiche&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non solo.&nbsp;<strong>Madrid vorrebbe</strong>&nbsp;poter anche fissare, sempre in situazioni eccezionali,&nbsp;<strong>&#8220;un prezzo limite per il gas naturale&#8221;</strong>.&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Ogni aumento di un euro/MWh del prezzo del gas naturale rappresenta 2,7 miliardi di euro all&#8217;anno di costi aggiuntivi dell&#8217;elettricità, distogliendo risorse dalla transizione energetica e dalla ripresa economica e ogni giorno peggiora&#8221;, si legge nel documento spagnolo.&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Riteniamo che il funzionamento del mercato elettrico, del mercato del gas e del mercato dei diritti di emissione debba essere rivisto&#8221;, ha affermato la sottosegretaria che ha insistito sulla necessità di &#8220;una risposta globale, una risposta europea, a un problema straordinario che sta interessando l&#8217;intera economia&#8221; e &#8220;particolarmente importante per l&#8217;Europa in piena ripresa economica&#8221;, che richiede una reazione &#8220;straordinaria&#8221; con misure &#8220;molto più ambiziose e adeguate al contesto attuale”.<br><br>&#8220;L’attuale definizione del mercato dà segnali di investimento importante per le rinnovabili e, allo stesso tempo, garantisce la sicurezza delle forniture e mantiene bassi i costi del sistema elettrico per i consumatori. Io ho visto naturalmente la dichiarazione pubblicata da nove di voi, giusto ieri, penso che non dobbiamo cercare delle soluzioni rapide, abbiamo bisogno di un dibattito basate sulle prove, basato sui fatti e su un’analisi attenta&#8221;, ha replicato in modo indiretto&nbsp;<strong>Simson</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le direttive all&#8217;Acer</h2>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;La Commissione ha dato mandato all’agenzia per la cooperazione tra i regolatori dell’energia (<strong>Acer</strong>) di valutare i vantaggi e gli svantaggi della definizione del mercato attuale per l’elettricità all’ingrosso e di valutare la capacità di rispondere alle situazioni di forte volalitiità dei prezzi dei mercati del gas. Ieri ho parlato con il direttore dell’Acer per avviare questo studio, l’Acer preparerà le raccomandazioni per la valutazione della Commissione per l’aprile 2022&#8243;, ha annunciato la commissaria. Anche da parte dell&#8217;<strong>Italia</strong>&nbsp;vi è apertura per l&#8217;analisi, sia sul prezzo del gas che su eventuali speculazioni nel mercato delle emissioni.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le prime bozze dei risultati delle analisi, su cui si potrà discutere, saranno pronte già a dicembre. Così come entro dicembre la Commissione avrà fatto chiarezza con il pacchetto per la decarbonizzazione del mercato del gas. Quindi, allo stato attuale, i Ventisette restano in attesa.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Abbiamo avuto una discussione e non è emersa una posizione consensuale circa gli interventi adottati a livello Ue, circa una loro applicazione in tutti gli Stati membri. Attendiamo con interesse le future analisi, i futuri studi, di cui si occuperà la Commissione. Sulla base di queste analisi particolareggiate potremo adottare decisioni future a livello dell’Ue&#8221;, ha sintetizzato al termine del Consiglio il ministro alle Infrastrutture sloveno (Paese presidente di turno dell&#8217;Ue),&nbsp;Jernej Vrtovec.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Nucleare</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Al tavolo dei ministri si è riprosto anche il tema del nucleare, in particolare in vista del nuovo regolamento della Commissione sulla tassonomia. Simson ha confermato l&#8217;apertura annunciata venerdì dalla presidente Ursula von der Leyen: &#8220;Il mix energetico ha bisogno di più rinnovabili ed energia pulita e parallamente avremo bisogno di una fonte stabile in questa fase transitoria, come il nucleare e il gas naturale&#8221;.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il ministro alla Transizione ecologica,&nbsp;<strong>Roberto Cingolani</strong>, ha confermato il &#8220;ruolo significativo del gas naturale nella transizione ecologica&#8221;. E l&#8217;Italia, dal punto di vista delle riserve, è messa meglio degli altri. &#8220;Con il sistema nazionale di stoccaggio, che è regolato, abbiamo una capacità allocata mediante aste e in questo modo siamo riusciti a massimizzare il riempimento dei volumi disponibili. Oggi abbiamo l’85% delle riserve di gas, che è un po’ meno degli anni precedenti ma rimane un valore molto alto, superiore alle media europea&#8221;, ha spiegato Cingolani che, favorevole allo stoccaggio comune, ha invitato la Commissione a &#8220;investire di più sull&#8217;approvvigionamento&#8221;.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fonte Agi Agenzia Italia di di <a href="https://www.agi.it/authors/brahim-maarad/">Brahim Maraad</a></p>
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		<title>Protocollo d&#8217;intesa tra Regione Lazio ed Enea sulla Green Economy</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Nov 2013 00:34:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Green Economy]]></category>
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					<description><![CDATA[Il presidente della Regione Lazio e il commissario dell&#8217;Enea, agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l&#8217;energia e lo sviluppo economico sostenibile, Giovanni Lelli, hanno firmato questa mattina un protocollo di intesa per favorire la creazione di nuovi posti di lavoro nell&#8217;ottica dello sviluppo economico sostenibile. Attraverso il programma di collaborazione, la Regione Lazio entra nella [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure style="width: 795px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/protocollo-green-economy-regionelazio-enea.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" alt="protocollo-green-economy-regionelazio-enea" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/protocollo-green-economy-regionelazio-enea.jpg" width="795" height="460" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Protocollo d&#8217;intesa tra Regione Lazio ed Enea sulla Green Economy</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>presidente</strong> della <strong>Regione Lazio</strong> e il <strong>commissario dell&#8217;Enea</strong>, agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l&#8217;energia e lo sviluppo economico sostenibile, <strong>Giovanni Lelli</strong>, hanno firmato questa mattina <strong>un protocollo di intesa per favorire la creazione di nuovi posti di lavoro nell&#8217;ottica dello sviluppo economico sostenibile</strong>. Attraverso il programma di collaborazione, la Regione Lazio entra nella sfera della strategia <strong>Europa 2020</strong>, che ha come obiettivo una crescita intelligente grazie a più efficaci investimenti nell&#8217;istruzione, la ricerca e l&#8217;innovazione sostenibile. Regione ed Enea prevedono di realizzare iniziative formative a favore dello sviluppo sostenibile: la redazione del nuovo piano energetico regionale, la creazione di una rete regionale di centri per le innovazioni tecnologiche, con laboratori di incubazione, dimostrazione e collaudo e l&#8217;individuazione di filiere produttive &#8216;green&#8217; per creare nuova occupazione.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>E&#8217; una firma importante</em> &#8211; ha dichiarato Giovanni Lelli &#8211; <em>io mi aspetto una maggiore finalizzazione delle nostre attività grazie alla collaborazione con chi è responsabile della governance di una grande area urbana come è il Lazio. Noi spesso, chi lavora nella ricerca e chi lavora nell&#8217;amministrazione, ci parliamo poco. E invece è molto importante avere un rapporto osmotico perché soltanto attraverso una condivisione di obiettivi si può in questo momento di crisi economica mettere a fattore comune tutte le risorse che ci sono</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>Lavorare come facciamo noi</em> &#8211; prosegue Lelli &#8211; <em>per lo sviluppo sostenibile, sentirci attuatori di indirizzi di politica centrale e periferica sullo sviluppo sostenibile significa anche verificare che dalle nostre attività arrivino posti di lavoro sul territorio dove sono i nostri centri. Lo spirito dell&#8217;accordo con la Regione Lazio è questo</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>Vogliamo un rapporto più intelligente e sereno tra la Regione Lazio e gli attori economici e dello sviluppo</em> &#8211; ha detto il presidente <strong>Zingaretti</strong> &#8211; <em>Nel nostro territorio ci sono 218 laboratori di ricerca, 48 enti, 6 parchi scientifici e 3 distretti tecnologici. Dentro questa grande area scientifica convivono punte d&#8217;eccellenza che spesso non sono messe a sistema in una strategia condivisa verso un modello di sviluppo</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Per Zingaretti &#8220;il protocollo con l&#8217;Enea è importante per due motivi: primo perché dal 2001 noi siamo fermi come Lazio sul Piano energetico regionale, il Lazio non ce l&#8217;ha e questo si avverte, si sente nell&#8217;arbitrio a volte delle scelte se non nella confusione. Dunque il primo obiettivo è dare vita al Piano energetico regionale, approvarlo e farlo diventare materia viva per creare lavoro e sviluppo. Secondo fatto importante è che ci rivolgiamo a Enea, una grandissima realtà della ricerca italiana, presente nel territorio del Lazio, che collabora per il bene dei cittadini della nostra Regione&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Spesso queste grandi realtà &#8211; continua Zingaretti &#8211; vivono la loro dimensione grazie al loro protagonismo ma non dentro un sistema. Il protocollo con Enea è un segnale di un sistema che vogliamo costruire con un partner di primaria grandezza dal punto di vista dell&#8217;autorevolezza e della qualità della ricerca scientifica. Io lo dico sempre: divisi siamo più deboli ma uniti come sistema il Lazio può guardare con ottimismo al futuro&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte Adnkronos</p>
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		<title>GREEN ECONOMY: In Italia oltre tre milioni di posti di lavoro &#8220;verdi&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Nov 2013 00:18:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Tre milioni di green jobs.  328mila aziende italiane (il 22%) dell’industria e dei servizi con almeno un dipendente che dal 2008 hanno investito, o lo faranno quest’anno, in tecnologie green per ridurre l’impatto ambientale e risparmiare energia. Dalle quali quest’anno arriverà il 38% di tutte le assunzioni programmate nell’industria e nei servizi: 216.500 su un totale [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/greeneconomy-italia.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter" alt="greeneconomy-italia" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/greeneconomy-italia.jpg" width="795" height="460" /></a>Tre milioni di green jobs</strong>.  328mila aziende italiane (il 22%) dell’industria e dei servizi con almeno un dipendente che dal 2008 hanno investito, o lo faranno quest’anno, in tecnologie green per ridurre l’impatto ambientale e risparmiare energia. Dalle quali quest’anno arriverà il 38% di tutte le assunzioni programmate nell’industria e nei servizi: 216.500 su un totale di 563.400. E’ questa la green economyitaliana, cui si devono 100,7 miliardi di euro di valore aggiunto, pari al 10,6% del totale dell’economia nazionale, esclusa la componente imputabile al sommerso. A restituirne l’istantanea è GreenItaly 2013. Nutrire il futuro: il rapporto annuale di Unioncamere e Fondazione Symbola che ricostruisce la forza e racconta le eccellenze della green economy nazionale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La green economy, secondo Symbola e Unioncamere</strong>, è un nuovo paradigma produttivo che esprime, nel nostro Paese, la parte propulsiva dell’economia. Dalla green economy nazionale arrivano segnali positivi anche sul tema dell’occupazione giovanile: il 42% del totale delle assunzioni under 30 programmate quest’anno dalle imprese dell’industria e dei servizi con almeno un dipendente verrà fatto proprio da quel 22% di aziende che fanno investimenti green. Scorrendo l’elenco dei settori che investono green con più convinzione, infatti, si trovano proprio quelli trainanti del made in Italy, quelli più tradizionali e quelli di più recente acquisizione: il comparto alimentare (27,7% contro una media del complesso dell’industria e dei servizi del 22%), quello agricolo (49,1%), il legno-mobile (30,6%), il settore della fabbricazione delle macchine ed attrezzature e mezzi di trasporto (30,2%), e poi tessile, abbigliamento, calzature e pelli (23%).</p>
<p style="text-align: justify;">Con 21.440 imprese green, il 6,5% della imprese eco-investitrici dell’intero Paese, <strong>la Toscana è settima in Italia per numero assoluto di imprese che hanno investito o investiranno quest’anno in tecnologie e prodotti verdi</strong>. Passando dal livello regionale a quello provinciale, è Firenze con le sue 5.280 imprese green la provincia più virtuosa della Toscana. Seconda Prato con 2.364 imprese green, terza Lucca a quota 2.325. Seguono Arezzo  con 2.200 imprese green, Pisa con 2.040, Siena attestata a 1.703 imprese green, Livorno con 1.609, Grosseto a 1.493, Pistoia a 1.355 e Massa Carrara a 1.118. Il buon risultato della provincia di Firenze è confermato anche su scala nazionale: Firenze infatti è al quindicesimo posto in Italia nella graduatoria provinciale per numero di imprese green.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma i buoni risultati della regione non si fermano qui: con 2.560 assunzioni non stagionali di green jobs previste dalle imprese per il 2013, equivalenti al 5,5% del totale nazionale, la Toscana è al settimo posto anche nella graduatoria regionale per numerosità di assunzioni verdi programmate entro l’anno. E Firenze, con 670 assunzioni previste, è al diciassettesimo posto della classica nazionale delle province per numerosità di assunzioni non stagionali green e al primo di quella regionale. Bene anche Pisa (360), Lucca (340) e Arezzo  (320).</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.agipress.it/speciali/greeneconomy-posti-di-lavoro-verdi-italia-a-quota-tre-milioni.html" target="_blank"> speciale Agipress versione Integrale</a></p>
<p style="text-align: justify;">Fonte AGPress di Paolo Vannini</p>
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