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	<title>emissioni co2 &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Emissioni mascherate di CO2: la Germania cade di brutto sul piano etico.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Sep 2015 23:35:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_9830" aria-describedby="caption-attachment-9830" style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/wolkswagen.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-9830" alt="wolkswagen" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/wolkswagen.jpg" width="790" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/wolkswagen.jpg 790w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/wolkswagen-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/wolkswagen-457x270.jpg 457w" sizes="(max-width: 790px) 100vw, 790px" /></a><figcaption id="caption-attachment-9830" class="wp-caption-text">Il Logo Wolkswagen</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Bruxelles, 26 set. (askanews) &#8211; <strong>L&#8217;Unione Europea era stata avvisata due anni fa</strong> della possibilità, da parte dei costruttori di auto, di &#8220;mascherare&#8221; le emissioni, alterandone i valori per renderli compatibili con i limiti imposti dalle norme in materia. Il Centro comune di ricerca della Commissione europea (Jrc), che ha sede a Ispra (Varese) aveva infatti allertato in un suo rapporto del 2013 l&#8217;Esecutivo comunitario sulla grave discrepanza riscontrata nell&#8217;Ue fra i livelli di emissioni di ossidi d&#8217;azoto (NOx) delle autovetture nei test di laboratorio e quelli riscontrati in condizioni reali su strada, avvertendo anche che era possibile che fossero installati nei motori eventuali &#8220;defeat device&#8221; (i software per manipolare i test scoperti nello scandalo Volkswagen), anche perché il Regolamento Ue del 2007 che li proibiva (Ce 715/2007) contiene delle &#8220;eccezioni&#8221; che &#8220;lasciano spazio a interpretazioni&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Jrc non si spingeva a raccomandare alla Commissione un&#8217;iniziativa per rilevare la presenza di possibili &#8220;defeat device&#8221; installati nelle auto, perché, notava, questo non era &#8220;in senso stretto, nel mandato del suo studio&#8221;, ma sottolineava comunque che nuovi test &#8220;su strada&#8221; invece che in laboratorio avrebbero reso &#8220;difficile in pratica, se non impossibile&#8221; l&#8217;uso di questi dispositivi. Il rapporto del Jrc (&#8220;A complementary emissions test for light-duty vehicles: Assessing the technical feasibility of candidate procedures&#8221;) è disponibile nel sito web del Centro di ricerca: <a href="http://publications.jrc.ec.europa.eu/repository/bitstream/JRC75998 /ld-na-25572-en-n_online.pdf " target="_blank">http://publications.jrc.ec.europa.eu/repository/bitstream/JRC75998 /ld-na-25572-en-n_online.pdf </a>.</p>
<p style="text-align: justify;">L'&#8221;avvertimento&#8221; sui &#8220;defeat device&#8221;, menzionati ripetutamente, è nel box 2, a pag.31. E&#8217; proprio sulla base di quel rapporto del Jrc che la Commissione europea aveva deciso di proporre l&#8217;obbligo per le autorità di omologazione degli Stati membri di effettuare i test per le emissioni su strada, in &#8220;condizioni reali di guida&#8221; (&#8220;Real Driving Emission&#8221;, Rde) a partire dall&#8217;inizio del 2016, ma inizialmente solo a fini di monitoraggio. La proposta è stata adottata dall&#8217;Ue nel maggio scorso.</p>
<p style="text-align: justify;">La Commissione propone di usare effettivamente i test Rde per omologare i nuovi modelli a partire dall&#8217;autunno del 2017, e per verificare il rispetto dei limiti per le emissioni di tutte le nuove auto a partire dall&#8217;autunno 2018. La Commissione, dunque, non ha aspettato lo scandalo Volkswagen per agire nel senso di migliorare l&#8217;efficacia e l&#8217;affidabilità dei metodi di misurazione delle emissioni inquinanti, essendo a consocenza anche da prima del rapporto del Jrc, fin dal 2010, delle discrepanze (accertate per livelli di emissioni fino al 20% più alti) fra i test in laboratorio e quelli in condizioni reali.</p>
<p style="text-align: justify;">Resta da chiedersi, tuttavia, come mai sia rimasto senza conseguenze l&#8217;avvertimento del Jrc sulla possibile presenza nei motori di software in grado di manipolare i test. L&#8217;Esecutivo comunitario avrebbe agito altrimenti, raccomandando alle autorità nazionali di omologazione di cercare attivamente i software truccati nei motori delle auto, se non ci fossero state le forti pressioni sulle istituzioni euoropee e sugli Stati membri da parte delle lobby dell&#8217;industria automobilistica, e soprattutto di quella tedesca, notoriamente molto influente a Bruxelles?</p>
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