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	<title>economia &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Mes, Meloni: Schlein si chieda perché nessuno vuole attivarlo</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2023/12/mes-meloni-schlein-si-chieda-perche-nessuno-vuole-attivarlo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Dec 2023 18:34:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
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		<category><![CDATA[Europa]]></category>
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					<description><![CDATA[Roma, 11 dic. (askanews) – Alcune “dichiarazioni” sul Mes “fanno anche abbastanza sorridere. Leggevo la segretaria del partito democratico Elly Schlein che diceva che non possiamo tenere ferma tutta l’Europa. Forse non sa che esiste, chi vuole lo può tranquillamente attivare e semmai bisognerebbe interrogarsi sul perché nessuno vuole attivarlo”. Così la Premier Giorgia Meloni. [&#8230;]]]></description>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="659" src="https://www.ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgia-meloni-2.jpg" alt="Il Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni" class="wp-image-16785" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgia-meloni-2.jpg 1024w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgia-meloni-2-300x193.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgia-meloni-2-420x270.jpg 420w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgia-meloni-2-768x494.jpg 768w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgia-meloni-2-696x448.jpg 696w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Il Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Roma, 11 dic. (askanews) – Alcune “dichiarazioni” sul Mes “fanno anche abbastanza sorridere. Leggevo la segretaria del partito democratico Elly Schlein che diceva che non possiamo tenere ferma tutta l’Europa. Forse non sa che esiste, chi vuole lo può tranquillamente attivare e semmai bisognerebbe interrogarsi sul perché nessuno vuole attivarlo”. Così la Premier Giorgia Meloni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“L’altra grande domanda che ho da fare ai partiti di opposizione è: ‘siete stati al governo 4 anni, ma perché non lo avete ratificato se era così fondamentale farlo in tempi rapidi’, ha aggiunto.</p>
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		<title>L’Euro compie 20 anni. Adottata in 19 paesi la moneta unica è la valuta più usata nel mondo.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Dec 2021 14:40:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
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					<description><![CDATA[Il cammino verso l&#8217;unione monetaria sono iniziati nel 1988, dal primo gennaio del 2002 la valuta comune è entrata concretamente nelle tasche dei cittadini degli stati membri. Agli 11 paesi iniziali se ne sono aggiunti altri 8 nel corso degli anni. Gentiloni: &#8220;Ora unione economica e fiscale&#8221;. L’euro compie 20 anni. E, tutto sommato, in [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph"><em>Il cammino verso l&#8217;unione monetaria sono iniziati nel 1988, dal primo gennaio del 2002 la valuta comune è entrata concretamente nelle tasche dei cittadini degli stati membri. Agli 11 paesi iniziali se ne sono aggiunti altri 8 nel corso degli anni. Gentiloni: &#8220;Ora unione economica e fiscale&#8221;</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’euro compie 20 anni. E, tutto sommato, in questi due decenni <strong>sembra aver acquistato vigore seppur con alti e bassi</strong>. Oggi la moneta unica europea è utilizzata in 19 paesi dove abitano<strong> 350 milioni di persone</strong>. Più in generale è la valuta più utilizzata al mondo dopo il dollaro. Significa che anche paesi che non la adottano la utilizzano per gestire scambi commerciali o emettere obbligazioni denominate in euro. Fuori dagli Stati Uniti circolano dollari per un ammontare pari a <strong>13mila miliardi</strong>, fuori dai paesi euro so trovano <strong>3,4 mila miliardi di euro. </strong>“L’euro è la seconda moneta di riserva a livello mondiale e il suo peso nei mercati finanziari sta aumentando anche grazie alle emissioni di debito comune nell’ambito di Next Generation Ue. Ma per quanto possiamo essere fieri di questi successi, <strong>la casa comune dell’euro rimane incompleta</strong>. L’unione monetaria c’è: dobbiamo ora finire di<strong> costruire quella economica e fiscale.</strong> Vincere questa sfida dovrà essere la priorità per il terzo decennio della nostra moneta europea.”, ha detto oggi il commissario Ue agli Affari Economici<strong> Paolo Gentiloni</strong> in occasione del ventennale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I primi passi verso l’euro furono compiuti <strong>nel 1988</strong> quando l’allora presidente della Commissione Ue, il francese<strong> Jacques Delors</strong>, europeista e uno dei padri dell’Unione, mise in piedi un comitato ad hoc i cui lavori gettarono le basi per il <strong>trattato di Maastricht</strong>, firmato nella cittadina olandese nel <strong>1992</strong> dopo duri negoziati e che costituì le fondamenta della moneta unica europea. In particolate il trattato fissava i <strong>parametri di finanza pubblica</strong> richiesti ai paesi che avessero voluto adottare la moneta unica. Sono le famose regole del <strong>3%</strong> del Pil come soglia massima di deficit e del<strong> 60%</strong> come limite per il debito. Già all’epoca l’Italia e il Belgio eccedevano quest’ultima cifra, tuttavia visto il peso geopolitico del paese, membro fondante della Comunità europea per Roma fu disposta una deroga con l’impegno a riportare gradualmente il debito al di sotto del 60%.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Francia di&nbsp;<strong>François Mitterand</strong>&nbsp;ottiene la promessa che la moneta unica diventi realtà<strong>&nbsp;non più tardi del 1999</strong>.&nbsp;<strong>La Germania,</strong>&nbsp;restia ad abbondonare il suo marco, ottiene in garanzia una&nbsp;<strong>banca centrale disegnata sul modello della Bundesbank</strong>&nbsp;tedesca con la lotta all’eccessiva&nbsp;<strong>inflazione</strong>&nbsp;come compito principale. Alla fine il passaggio all’euro, e quindi ad una moneta più debole rispetto al marco, ha avuto l’effetto di favorire la costante crescita delle esportazioni di Berlino. Vantaggio che sembra aver superato quello ottenuto dai paesi meno virtusoi in termini di minori interessi da pagare sul debito pubblico. Non mancano incidenti di percorso, come la bocciatura del Trattato e della moneta unica nel referendum indetto dalla<strong>&nbsp;Danimarca.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La Bce diventa operativa nel 1998&nbsp;<strong>e il primo gennaio 1999</strong>&nbsp;viene lanciato l’euro come moneta ufficiale di 11 Paesi (Germania, Francia, Belgio, Lussemburgo, Olanda, Italia, Spagna, Portogallo, Irlanda, Finlandia e Austria.&nbsp;<strong>Nel 2001 si aggancia la Grecia</strong>&nbsp;e da Atene partirà nel 2009 la crisi più grave che la moneta unica ha dovuto attraversare nei suoi primi 20 anni. Il primo gennaio 2002 vengono messe in circolazione&nbsp;<strong>le banconote e monete in euro, e ritirate le valute nazionali</strong>. Da allora si sono aggiunti alla moneta unica&nbsp;<strong>Slovenia</strong>&nbsp;(2007),<strong>&nbsp;Cipro e Malta</strong>&nbsp;(2008), Slovacchia (2009) e poi<strong>&nbsp;Estonia</strong>&nbsp;(2011), Lettonia (2014) e Lituania (2015). Alla guida della Banca centrale europea, con sede a Francoforte, e quindi dell’euro c’è oggi la francese&nbsp;<strong>Christine Lagarde</strong>. Prima di lei si sono avvicendati l’italiano&nbsp;<strong>Mario Draghi</strong>&nbsp;(2011- 2019), il francese&nbsp;<strong>Jean Claude Trichet</strong>&nbsp;(2003 – 2011) e l’olandese&nbsp;<strong>Wim Duisenberg.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Fonte Il Fatto Quotidiano</p>
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		<title>Ue: vaccini e 30 miliardi di investimenti nei Balcani. Ma nessuna data sull&#8217;allargamento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Oct 2021 17:17:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
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					<description><![CDATA[Nessuna data sull&#8217;allargamento, i leader europei hanno concluso, oggi, la conferenza sui Balcani con promesse d&#8217;aiuto su vaccini e investimenti per 30 miliardi di euro nei prossimi sette anni. In Slovenia, dove si è svolto il summit, i politici hanno rinnovato molte promesse ma, come largamento atteso, non son riusciti a stabilire nessuna data per [&#8230;]]]></description>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" width="1796" height="802" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ue-vaccini-30miliardi.jpg" alt="" class="wp-image-15903" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ue-vaccini-30miliardi.jpg 1796w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ue-vaccini-30miliardi-300x134.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ue-vaccini-30miliardi-480x214.jpg 480w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ue-vaccini-30miliardi-768x343.jpg 768w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ue-vaccini-30miliardi-1536x686.jpg 1536w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ue-vaccini-30miliardi-696x311.jpg 696w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ue-vaccini-30miliardi-1068x477.jpg 1068w" sizes="(max-width: 1796px) 100vw, 1796px" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Nessuna data sull&#8217;allargamento, i leader europei hanno concluso, oggi, la conferenza sui Balcani con promesse d&#8217;aiuto su vaccini e investimenti per 30 miliardi di euro nei prossimi sette anni. In Slovenia, dove si è svolto il summit, i politici hanno rinnovato molte promesse ma, come largamento atteso, non son riusciti a stabilire nessuna data per portare avanti il processo di adesione all’Unione europea di sei stati: Serbia, Bosnia-Erzegovina, Albania, Kosovo, Montenegro, Macedonia del Nord.</p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://it.euronews.com/2020/01/10/allargamento-ue-continuare-il-processo-di-adesione-con-macedonia-del-nord-e-albania">Allargamento Ue: continuare il processo di adesione con Macedonia del Nord e Albania</a></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Non nascondo la mia delusione – ha detto Albin Kurti, primo Ministro del Kosovo &#8211; il vertice avrebbe potuto essere più proficuo, ma resto comunque fiducioso, credo che l&#8217;Unione europea manterrà le sue promesse sul processo di adesione. Il suo consolidamento interno e l&#8217;allargamento esterno &#8211; ha osservato &#8211; non sono due fenomeni che si escludono a vicenda, anzi&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le condizioni poste da Bruxelles per entrare nell’Unione europea riguardano molti aspetti socioeconomici, i diritti fondamentali, la tutela delle minoranze etniche, nonché la lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha elogiato gli sforzi dei paesi che hanno fatto domanda d’adesione e ha anche ammesso i ritardi comunitari. &#8220;L’Unione europea deve dare delle risposte – ha detto -. Il fatto che non si è ancora presa una decisione sull’apertura dei negoziati con la Macedonia del Nord e l&#8217;Albania sta mettendo a repentaglio la nostra posizione e la nostra influenza nella regione&#8221;. Ma ad ogni modo, ha promesso von der Leyen, &#8220;vogliamo i Balcani occidentali all’interno dei nostri confini. Il nostro obiettivo resta l&#8217;allargamento&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le divisioni tra gli Stati membri sono però ancora presenti. Alcuni paesi temono un massiccio afflusso di migranti economici, mentre altri ritengono che l&#8217;allargamento ai Balcani possa abbassare gli standard democratici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fonte Euronews.com Di <a rel="noreferrer noopener" target="_blank" href="https://twitter.com/Efkouts"><strong>Efi Koutsokosta</strong></a></p>
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		<title>Alle radici del Popolarismo italiano.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Mar 2021 14:31:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Gallo]]></category>
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					<description><![CDATA[Continua il nostro viaggio alla scoperta del pensiero &#8211; azione del grande economista e sociologo cattolico Giuseppe Toniolo, proclamato Beato dalla Chiesa. Esempio di santità laicale, maestro di libertà, cultura, solidarietà sociale, cooperazione e bene comune.Una lezione di vita straordinariamente attuale, che guarda al futuro di tutti noi. Nel mondo in cui tutti presumono di [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Continua il nostro viaggio alla scoperta del pensiero &#8211; azione del grande economista e sociologo cattolico <strong>Giuseppe Toniolo</strong>, proclamato Beato dalla Chiesa. Esempio di santità laicale, maestro di libertà, cultura, solidarietà sociale, cooperazione e bene comune.<br>Una lezione di vita straordinariamente attuale, che guarda al futuro di tutti noi. Nel mondo in cui tutti presumono di sapere, NOI, preferiamo continuare a studiare per essere certi di non somigliare a coloro i quali hanno portato al collasso il nostro Paese e le nostre regioni. Abbiamo bisogno di idee nuove, progetti nuovi e vita nuova per tutti. Partecipa anche tu e segui la diretta qui oppure sulla Pagina Facebook del Movimento NOI o su NOIRadio.eu</p>
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		<title>Recovery fund, Herbert Dorfmann: &#8220;Spazio alle Regioni&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Feb 2021 09:58:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
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					<description><![CDATA[a cura della Redazione/ Martedì 9 febbraio il Parlamento europeo ha approvato, dopo mesi di negoziati, il più grande piano di aiuti nella storia dell’Unione europea. «Le Regioni giocheranno un ruolo importante nell’attuazione del Recovery plan», afferma l’europarlamentare PPE Herbert Dorfmann che ha sostenuto una formulazione «che desse più peso alle Regioni» nella risoluzione del [&#8230;]]]></description>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Europarlamentare-PPE-Herbert-Dorfmann-406x270.png" alt="L'europarlamentare del PPE Herbert Dorfmann" class="wp-image-15450" width="674" height="448" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Europarlamentare-PPE-Herbert-Dorfmann-406x270.png 406w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Europarlamentare-PPE-Herbert-Dorfmann-300x199.png 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Europarlamentare-PPE-Herbert-Dorfmann-768x510.png 768w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Europarlamentare-PPE-Herbert-Dorfmann-696x462.png 696w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Europarlamentare-PPE-Herbert-Dorfmann-1068x709.png 1068w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Europarlamentare-PPE-Herbert-Dorfmann.png 1400w" sizes="(max-width: 674px) 100vw, 674px" /><figcaption>L&#8217;europarlamentare del PPE Herbert Dorfmann</figcaption></figure></div>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">a cura della Redazione/</p>



<p class="wp-block-paragraph">Martedì 9 febbraio il <strong>Parlamento europeo</strong> <strong>ha approvato</strong>, dopo mesi di negoziati, <strong>il più grande piano di aiuti nella storia dell’Unione europea</strong>. «Le Regioni giocheranno un ruolo importante nell’attuazione del Recovery plan», afferma <strong>l’europarlamentare PPE Herbert Dorfmann</strong> che ha sostenuto una formulazione «che desse più peso alle Regioni» nella risoluzione del Parlamento. Entro aprile, i piani nazionali di ripresa dovranno arrivare a Bruxelles; l’obiettivo è rilanciare l’economia europea rendendola più verde e digitale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il risultato del voto è stato reso noto la mattina di mercoledì 11 febbraio. La larga <strong>maggioranza dei deputati ha votato a favore di questo piano miliardario</strong> <strong>per il sostegno dell’economia europea</strong>. Centrale sarà il dispositivo per la ripresa e la resilienza, che distribuirà 672,5 miliardi di euro. Di questi, 312,5 saranno concessi a fondo perduto e 360 come crediti, che dovranno finanziare riforme e investimenti negli stati membri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’Italia riceverà la maggior parte dei fondi. Si tratta di più di 200 miliardi di euro, di cui 65 a fondo perduto. Quattro quinti di queste risorse dovranno essere dedicati a piani legati alla transizione ecologica e digitale.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/europa-dei-pololi-e-delle-polis-tuccillo-421x270.jpg" alt="Bandiera dell'Europa" class="wp-image-12344" width="695" height="446" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/europa-dei-pololi-e-delle-polis-tuccillo-421x270.jpg 421w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/europa-dei-pololi-e-delle-polis-tuccillo-300x192.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/europa-dei-pololi-e-delle-polis-tuccillo.jpg 900w" sizes="auto, (max-width: 695px) 100vw, 695px" /><figcaption>Bandiera dell&#8217;Europa</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Entro fine aprile, i ventisette stati membri dovranno far pervenire a Bruxelles la lista dei progetti che desiderano finanziare </strong>al fine di uscire dalla più grave crisi economica dalla fondazione dell’Unione europea. Le risorse cominceranno a essere distribuite solo una volta che la Commissione avrà approvato questi piani. Il commissario europeo per l’economia, <strong>Paolo Gentiloni</strong>, ha affermato che il 70 per cento delle risorse sarà dispiegato tra quest’anno e il 2022; il restante nel 2023.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Per garantire l’efficacia del nuovo meccanismo è importante che le Regioni siano coinvolte adeguatamente nel processo di presentazione e selezione dei progetti. &#8211; sostiene Dorfmann &#8211; Le risorse vanno dispiegate rapidamente, al fine di cominciare a gestire il prima possibile le conseguenze della crisi».</p>
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		<title>Sergio Mattarella al Festival Nazionale dell&#8217;Economia Civile</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2020/10/sergio-mattarella-al-festival-nazionale-delleconomia-civile/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Oct 2020 17:29:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Quirinale]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[sergio mattarella]]></category>
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					<description><![CDATA[Ufficio Stampa del Quirinale/ Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha partecipato alla giornata inaugurale della seconda edizione del Festival Nazionale dell’Economia Civile, che si è svolta nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze. Dopo la lettura della Carta di Firenze per l’Economia Civile da parte degli attori Monica Guerritore e Mauro Lombardi, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">Ufficio Stampa del Quirinale/</p>
<p style="text-align: justify;">Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha partecipato alla giornata inaugurale della seconda edizione del Festival Nazionale dell’Economia Civile, che si è svolta nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze.</p>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/Uo_FKqdplXk" width="700" height="380" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p style="text-align: justify;">Dopo la lettura della Carta di Firenze per l’Economia Civile da parte degli attori Monica Guerritore e Mauro Lombardi, il Sindaco Dario Nardella ha rivolto un saluto ai partecipanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel corso del panel dal tema “L’Economia che ri-genera e ri-connette”, moderato dalla giornalista Francesca Fialdini, sono intervenuti: Leonardo Becchetti, Direttore del Festival; Stefano Zamagni, Professore di Economia Politica all’Università di Bologna; Augusto Dell’Erba, Presidente di Federcasse; Maurizio Gardini, Presidente di Confcooperative.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Bankitalia: con Recovery fund possibile Pil +3% entro il 2025</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Sep 2020 18:43:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Top News]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[eurofoun]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Governo Italiano]]></category>
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					<description><![CDATA[Le risorse del Recovery fund potrebbero sostenere l’economia italiana con una crescita di circa il 3% entro il 2025 e 600mila occupati in più. Lo ha affermato il capo del servizio Struttura economica della Banca d’Italia, Fabrizio Balassone, sottolineando che via Nazionale ha fatto due simulazioni “basate su scenari che presuppongono che i fondi disponibili [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_14468" aria-describedby="caption-attachment-14468" style="width: 1232px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giuseppe-conte3.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-14468" alt="Giuseppe Conte" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giuseppe-conte3.jpg" width="1232" height="824" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giuseppe-conte3.jpg 1232w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giuseppe-conte3-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giuseppe-conte3-403x270.jpg 403w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giuseppe-conte3-1024x684.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1232px) 100vw, 1232px" /></a><figcaption id="caption-attachment-14468" class="wp-caption-text">Giuseppe Conte &#8211; Foto: rete</figcaption></figure></p>
<p>Le risorse del Recovery fund potrebbero sostenere l’economia italiana con una crescita di circa il 3% entro il 2025 e 600mila occupati in più. Lo ha affermato il capo del servizio Struttura economica della Banca d’Italia, Fabrizio Balassone, sottolineando che via Nazionale ha fatto due simulazioni “basate su scenari che presuppongono che i fondi disponibili per l’Italia, che si assumono pari a 120 miliardi per i prestiti e a 87 per i trasferimenti, siano usati pienamente e senza inefficienze, con una distribuzione della spesa uniforme nel quinquennio 2021-2025”.</p>
<p>Nel primo scenario “si ipotizza che tutte le risorse vengano usate per attuare interventi aggiuntivi rispetto a quelli già programmati e che questi riguardino integralmente progetti di investimento. Le maggiori spese ammonterebbero a oltre 41 miliardi all’anno e potrebbero tradursi in un aumento cumulato del livello del Pil di circa tre punti percentuali entro il 2025, con un incremento degli occupati di circa 600mila unità”.</p>
<p>Questo scenario “presuppone uno sforzo notevole in termini di progettazione e di capacità di esecuzione degli investimenti: si tratterebbe di raddoppiare la spesa effettuata nel 2019 (40,5 miliardi; tra il 2000 e il 2019 la spesa media annua per investimenti è stata pari a 43,5 miliardi, risultando sistematicamente inferiore a quella programmata, anche per la difficoltà di preparare e gestire i progetti)”.</p>
<p>“Nel secondo scenario – ha aggiunto Balassone in un’audizione alla Camera – si ipotizza che una parte rilevante delle risorse, pari al 30%, venga usata per misure già programmate e che la parte rimanente venga destinata solo per circa due terzi a finanziare direttamente nuovi progetti di investimento.</p>
<p>AscaNews <a href="http://www.askanews.it/economia/2020/09/07/bankitalia-con-recovery-fund-possibile-pil-3-entro-il-2025-pn_20200907_00213/" target="_blank">Leggi QUI</a></p>
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		<title>Dl agosto, Gualtieri: &#8216;Si punta a lavoro e sviluppo&#8217;</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2020/08/dl-agosto-gualtieri-si-punta-a-lavoro-e-sviluppo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2020 09:24:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[dl agosto]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
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		<category><![CDATA[italia]]></category>
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					<description><![CDATA[Non solo bonus. Il cuore del Dl agosto ha misure per lavoro e sviluppo, come la decontribuzione al sud &#8211; &#8216;scelta di portata storica&#8217; &#8211; e per le assunzioni o risorse su investimenti degli enti territoriali. Il ministro dell&#8217;Economia Roberto Gualtieri traccia un bilancio con Repubblica in apertura di prima pagina e fa sapere che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_14735" aria-describedby="caption-attachment-14735" style="width: 1200px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/robertogualtieriministroeconomia.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-14735" alt="Roberto Gualtieri Ministro dell'Economia e delle Finanze" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/robertogualtieriministroeconomia.jpg" width="1200" height="907" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/robertogualtieriministroeconomia.jpg 1200w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/robertogualtieriministroeconomia-300x226.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/robertogualtieriministroeconomia-357x270.jpg 357w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/robertogualtieriministroeconomia-1024x773.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><figcaption id="caption-attachment-14735" class="wp-caption-text">Roberto Gualtieri Ministro dell&#8217;Economia e delle Finanze</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Non solo bonus. Il cuore del <strong>Dl agosto</strong> ha misure <strong>per lavoro e sviluppo</strong>, come la decontribuzione al sud &#8211; &#8216;scelta di portata storica&#8217; &#8211; e per le assunzioni o risorse su investimenti degli enti territoriali. Il <strong>ministro dell&#8217;Economia Roberto Gualtieri</strong> traccia un bilancio con Repubblica in apertura di prima pagina e fa sapere che si lavora ad una riforma fiscale per una riduzione dell&#8217;Irpef: &#8216;apprezzo il modello tedesco di progressività con aliquota continua, ma niente è ancora deciso&#8217;. L&#8217;autunno? Accompagnare la ripresa continuando a sostenere l&#8217;economia, spiega. &#8220;Quella di contrastare i pesanti effetti economici del Covid-19 con un forte intervento anticiclico in deficit &#8211; spiega Gualtieri &#8211; è una strategia giusta, che abbiamo definito in modo condiviso a livello europeo e internazionale. Senza questi interventi, la crisi avrebbe avuto conseguenze economiche e sociali insostenibili che avrebbero compromesso la possibilità di una ripartenza che invece è in corso&#8221;. &#8220;I dati molto positivi della produzione industriale di maggio e giugno dopo il calo senza precedenti di aprile dovuto al lockdown &#8211; rileva il ministro dell&#8217;Economia &#8211; e alcuni indicatori relativi a luglio mostrano che è in atto una forte ripresa del Pil. Poiché la caduta nel secondo trimestre stimata dall&#8217;Istat, cioè il 12,4%, è stata un po&#8217; inferiore alle nostre attese, il rimbalzo del terzo trimestre sarà probabilmente lievemente più contenuto del 15% ma pensiamo non lontano da quella cifra&#8221;. Quanto alle tasse, &#8220;la scadenza del 20 luglio è alle nostre spalle, ma nel decreto abbiamo rinviato al prossimo aprile il secondo acconto di novembre per Isa e forfettari che hanno subito perdite. Per quanto riguarda la riforma fiscale stiamo lavorando a un modello che prevede una riduzione dell&#8217;Irpef, che ricordo il governo ha già avviato quest&#8217;anno, e l&#8217;assegno unico per i figli da finanziare in parte con una riforma delle detrazioni e dei sussidi ambientali dannosi e in parte col contrasto all&#8217;evasione e che potrà essere implementato gradualmente per garantire l&#8217;equilibrio della finanza pubblica. Io &#8211; aggiunge &#8211; apprezzo il modello tedesco di progressività con aliquota continua ma su questo non abbiamo ancora deciso&#8221;. &#8220;Vogliamo eliminare le arretratezze &#8211; sottolinea -, le misure per il Sud vanno in questo senso. Il Recovery Plan sarà tutto su innovazione e transizione energetica&#8221;. Il ministro invita inoltre a non abbassare la guardia in vista dell&#8217;autunno, spiegando che si è deciso di finanziare altre 18 settimane di cassa covid e prolungato le misure sulla liquidità &#8220;proprio per accompagnare la fase della ripresa senza commettere l&#8217;errore di interrompere troppo presto l&#8217;azione di sostegno all&#8217;economia&#8221;.</p>
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		<title>Perchè Francia e Germania non attivano il MES?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[eleonora]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2020 09:36:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[angela merke]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
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		<category><![CDATA[Germania]]></category>
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					<description><![CDATA[Parigi e Berlino non pensano, allo stato attuale delle cose, di attivare le linee di credito emergenziali del Meccanismo europeo di stabilità. Il Mes cosiddetto “sanitario” non è nelle priorità politiche di Parigi e Berlino e la ragione è meramente tecnica: non garantisce alcun risparmio rispetto all’applicazione di un finanziamento ordinario tramite obbligazioni pubbliche sovrane. Il Mes, che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_14706" aria-describedby="caption-attachment-14706" style="width: 1500px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Bruno-Le-Maire-Wopke-Hoekstra-2560x1688.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-14706" alt="Bruno Le Maire-Wopke Hoekstra" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Bruno-Le-Maire-Wopke-Hoekstra-2560x1688.jpg" width="1500" height="1030" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Bruno-Le-Maire-Wopke-Hoekstra-2560x1688.jpg 1500w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Bruno-Le-Maire-Wopke-Hoekstra-2560x1688-300x206.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Bruno-Le-Maire-Wopke-Hoekstra-2560x1688-393x270.jpg 393w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Bruno-Le-Maire-Wopke-Hoekstra-2560x1688-1024x703.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a><figcaption id="caption-attachment-14706" class="wp-caption-text">da Sx Bruno Le Maire Ministro dell&#8217;Economia e delle Finanze della Repubblica Francese e Wopke Hoekstra Ministro delle Finanze dei Paesi Bassi</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Parigi e Berlino non pensano, allo stato attuale delle cose, di attivare le linee di credito emergenziali del <a href="https://it.insideover.com/schede/economia/che-cose-il-mes-meccanismo-europeo-di-stabilita.html">Meccanismo europeo di stabilità</a>. Il Mes cosiddetto “sanitario” non è nelle priorità politiche di Parigi e Berlino e la ragione è meramente tecnica: non garantisce alcun risparmio rispetto all’applicazione di un finanziamento ordinario tramite obbligazioni pubbliche sovrane.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Mes, che si finanzia sui mercati coperto da un <a href="http://osservatorioglobalizzazione.it/dossier/coronavirus-sfide-e-scenari/la-crisi-del-coronavirus-che-ne-sara-di-noi/">rating molto pregiato</a>, Aaa per tutte le agenzie principali, ottenendo tassi nulli o negativi, ha attivato una linea di credito che prescindendo da ogni discorso politico (necessità di dare priorità al Mes nel rimborso, rischio di condizionalità cambiate in corsa e via dicendo) prevede sulla carta un tasso di finanziamento ridotto. A una commissione annua dello 0,25% si aggiunge un tasso di interesse sul prestito (erogabile in un volume massimale del 2% del Pil) dello 0,1% annuo.</p>
<p style="text-align: justify;">Francia e Germania emettono oggigiorno titoli decennali a rendimento negativo. Il Bund tedesco, valorizzato come <a href="https://it.insideover.com/economia/perche-lintervento-della-bce-fa-calare-lo-spread.html">bene rifugio</a> durante la pandemia, ha raggiunto un rendimento del -0,44% annuo, coperto dalla sicurezza che tuttora la Germania sembra trasmettere per la <a href="https://it.insideover.com/economia/super-bazooka-e-sponda-bce-cosi-la-germania-dimentica-lausterita.html">tempestività delle misure di contenimento della crisi pandemica ed economica.</a> Ma anche le Obligations Assimilables du Trésor (Oat), i <a href="https://it.insideover.com/scheda/economia/che-cosa-sono-i-btp.html">Btp francesi</a>, a scadenza decennale, si difendono molto bene: il rendimento è del -0,12%. Questo crea, per i Paesi emittenti, una minore domanda di titoli e una minore liquidità delle obbligazioni sovrane rispetto ai titoli di Stato italiani, premiati dal mercato per la combinazione tra la percepita solidità e il rendimento vantaggioso (1,3% circa negli ultimi mesi), ma al contempo spegna per Parigi e Berlino l’urgenza di cercare altre linee di finanziamento.</p>
<p style="text-align: justify;">“Non intendiamo utilizzare le linee di credito del Meccanismo europeo di stabilità. Questo strumento collettivo può servire in caso di difficoltà ad ottenere finanziamenti sui mercati finanziari. Non è la nostra situazione” ha detto a maggio il ministro dell’economia di Parigi Bruno Le Maire. “Il rating della Francia – ha aggiunto il ministro – è solido e riconosciuto dai mercati”. Le Maire, <a href="https://it.insideover.com/politica/philippe-si-dimette-e-lascia-a-testa-alta-un-problema-per-macron.html">confermato nel nuovo governo di Jean Castex</a>, ha espresso con chiarezza la posizione francese. Il governo di <a href="https://it.insideover.com/scheda/politica/angela-merkel-la-cancelliera-della-germania.html">Angela Merkel, </a>invece, non ha mai accarezzato l’opzione di cercare linee di finanziamento terze: la Germania è per sua struttura, a causa della centralità e del volume della sua economia, il maggior contributore netto al bilancio di tutte le agende economiche comunitarie, e questo è compensato dall’affidabilità riposta dai mercati nei suoi titoli.</p>
<p style="text-align: justify;">Al contempo, sia Parigi che Berlino dispongono di una capacità di programmazione politica degli investimenti tale da non necessitare di un programma di finanziamento mirato. Sanità e elementi correlati sono per Germania e Francia implementabili per linee interne, senza dover attendere lo scrutinio comunitario. Incrociando i due assi della maggiore convenienza economica del finanziamento interno e della programmazione strategica degli investimenti da parte dei due governi si comprendono le motivazioni che allontanano Parigi e Berlino dall’apertura delle linee di credito del Mes. Un discorso che vale anche per altri Paesi, dall’Irlanda al Belgio passando per l’Olanda. Avendo deciso di sdoganare il deficit pubblico contro la crisi, questi Paesi intendono andare fino in fondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte Il Giornale.it di Andrea Muratore</p>
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		<title>Gruppo FB &#8220;StopEuropa&#8221; (oltre 1Mln di like) torna ai proprietari. Era stata hackerata</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2020 12:44:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
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					<description><![CDATA[di Fabio Gallo/ E&#8217; una vera e propria guerra telematica quella che si sta manifestando in rete. Ad essere aggrediti da flotte di Hacker sono coloro i quali sono convinti che l&#8217;Italia, gli Italiani, le Imprese, le Famiglie, i Lavoratori, non debbano essere schiavi di politiche internazionali che inducono al controllo e alla fame. In [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://noimagazine.it/wp-content/uploads/2020/05/stopeuropa-1.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-4132" alt="STOP EUROPA" src="http://noimagazine.it/wp-content/uploads/2020/05/stopeuropa-1.png" width="927" height="533" /></a>di Fabio Gallo/</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; una vera e propria guerra telematica quella che si sta manifestando in rete. Ad essere aggrediti da flotte di Hacker sono coloro i quali sono convinti che l&#8217;Italia, gli Italiani, le Imprese, le Famiglie, i Lavoratori, non debbano essere schiavi di politiche internazionali che inducono al controllo e alla fame. In questo caso <strong>è stato hackerato il Gruppo Facebook di STOP EUROPA che in due settimane aveva raggiunto oltre 1 MILIONE di iscritti.</strong> Una vera forza largamente condivisa. Oggi, <strong>Facebook ha restituito la pagina ai legittimi proprietari che giorno 30 Maggio a Roma, terranno una manifestazione ove si annunciano migliaia di iscritti.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La crisi dell&#8217;Europa</strong> ha evidenziato anche i super poteri dei giganti dell&#8217;economia mondiale che necessitano di obbedienza ai loro mercati. La pandemia portata dal Covid19 ha evidenziato quanto sia grande il rischio di un default dell&#8217;economia di un Paese e non ha risparmiato all&#8217;Italia questo rischio già alle porte, il cui rischio è anche quello di una vera e propria guerra civile poiché per davvero, le Aziende stanno chiudendo e al loro uscio sono già pronti i becchini: le società internazionali che acquistano. Così, in poche settimane, il proprietario di un albergo, di un&#8217;azienda vitivinicola, di un grande podere che necessitano di capitali circolanti, per dare i frutti, si ritrova ad essere sottoposto al nuovo padrone.</p>
<p style="text-align: justify;">Siamo oggettivamente in tanti ad essere convinti di avere bisogno di una Moneta complementare, o integrativa che faccia risorgere il lavoro italiano in un contesto di sviluppo e legalità. E cresce la convinzione che si debba attivare prima possibile come il <strong><a href="https://www.wir.ch/it/">WIR</a></strong> (NOI), il sistema indipendente di valuta complementare in Svizzera, o il <strong><a href="https://www.sardex.net/">Sardex</a></strong>, che ha salvato l&#8217;economia in Sardegna nel momento di massima crisi (Governo Monti).</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Qui a seguire il comunicato stampa di &#8220;StopEuropa&#8221; che pubblichiamo volentieri forti dell&#8217;Art.21 della nostra Costituzione.</p>
</blockquote>
<p>Comunicato Stampa e Manifestazione 30 Maggio</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://noimagazine.it/wp-content/uploads/2020/05/stopeuropa.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-4131" alt="" src="http://noimagazine.it/wp-content/uploads/2020/05/stopeuropa-300x272.png" width="300" height="272" /></a>In data 18 Maggio, dalle ore 23:00 circa il sottoscritto Michele Farina, in qualità di Amministratore del gruppo FB <strong>StopEuropa</strong>, è stato estromesso dal ruolo insieme a tutti gli altri Amministratori e Moderatori. Inoltre, <strong>il mio profilo personale è stato cancellato.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il gruppo  StopEuropa, come sapete è nato 2 mesi fa e <strong>in soli 2 mesi ha superato il 1 Ml di iscritti</strong> e sarebbe andato ben oltre se non fosse stato bloccato nella crescita.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel gruppo, sin dalla nascita hanno iniziato tantissime persone a collaborare sia attivamente ogni giorno, come il team dei moderatori, che tanti personaggi ed esperti Costituzionalisti, Economisti, Monetaristi per il raggiungimento degli obbiettivi per cui il gruppo è nato: Uscire dall’UE, uscire dall’euro e riavere una Sovranità Monetaria (nuova lira).</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo invitato tantissimi esperti ai nostri appuntamenti settimanali nelle dirette FB: Prof.Paolo Maddalena, Prof. Massimo Viglione, Dott.ssa Ilaria Bifarini, Dott.ssa Tiziana Alterio,  Francesco Amodeo, Cosimo Massaro, Prof Antonino Galloni, Dott. Carlo Botta, Dott. Vittorio Sgarbi e tantissimi altri.</p>
<p style="text-align: justify;">Più volte siamo stati  oggetto di interviste ed articoli di giornali e il NOSTRO (di tutti noi) gruppo è diventato sempre più conosciuto anche all’esterno con citazioni dirette e indirette degli organi di informazione e di personaggi politici Nazionali</p>
<p style="text-align: justify;">Evidentemente, questo nostro Movimento ha iniziato a dare fastidio a tutto il Sistema, sia di chi ci governa che delle opposizioni che vedono in noi una minaccia istituzionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Siamo stati anche contattati a vario titolo da Partiti Politici che volevano conoscere la nostra “appartenenza politica” e se fossi di dx, di sx o altro ancora. La risposta è stata sempre la stessa. Né di dx, né di sx  ma un Movimento di Italiani che sono stanchi dell’UE, dell’euro e rivogliono una loro Sovranità Monetaria (lira), unico strumento necessario e sufficiente in  dosi massicce per superare questa grave crisi di liquidità per famiglie ed imprese sull’orlo della disperazione economica a seguito delle disposizioni governative ed i blocchi sociali ed economici imposti.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo pensato di radunare, a Roma, Cagliari e Catania, non solo il milione di iscritti al gruppo fb ma TUTTI gli italiani dal 30 Maggio in poi.</p>
<p style="text-align: justify;">Stranamente, come dicevo all’inizio, <strong>a 10 gg dalla manifestazione</strong> <strong>del 30 maggio </strong>si è verificato questo attacco haker che sta cercando di  creare disordine, confusione e disorientamento degli iscritti al gruppo che vedono pubblicati post violenti, degradanti che nulla hanno a che vedere con quella che è la finalità del gruppo da parte di profili Fake creati ad hoc.</p>
<p style="text-align: justify;">Non abbiamo ancora la prova della matrice politica e di chi sia alle spalle di questi haker ma sicuramente E’ DI NATURA Politica. Prova ne è che stamattina, a seguito di un mio commento alla diretta fb del Premier Conte con questo contenuto &#8220;<em>StopEuropa manifestazione il 30 Maggio ore 10:00 a Roma, Cagliari e Catania</em>&#8221; un mio altro profilo è stato cancellato da Fb e per questo credo sia importante che tutti noi, in questo momento, si sia concentrati all’obbiettivo di scendere a Roma, Catania e Cagliari NUMEROSISSIMI.</p>
<p style="text-align: justify;">Vogliono fermare, fermando noi, gli italiani ma noi TUTTI non ci fermeremo e lo dimostreremo il 30 maggio TUTTI INSIEME.</p>
<p style="text-align: justify;">SE SEI UN VERO ITALIANO e credi NELLA LIBERTA’, SCENDI IN PIAZZA CON NOI!!!!</p>
<p style="text-align: justify;">Michele Farina Amministratore gruppo FB StopEuropa</p>
<p>&nbsp;</p>
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