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	<title>eboli &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>L’opera di Pietro da Eboli riedita a cura di Mariano Pastore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Ormanni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Dec 2010 13:46:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di Mariagrazia Managò &#8212; E ’stato finalmente dato alle stampe il volume De rebus Siculis carmen ad honorem Augusti: l’opera di Pietro da Eboli scritta per Enrico VI, edita in magnifica veste tipografica a cura di Mariano Pastore, con traduzione di Carlo Manzione. Si tratta della realizzazione di un grande sogno: il sogno di Mariano [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_716" aria-describedby="caption-attachment-716" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilparlamentare.it/2010/12/12/l%e2%80%99opera-di-pietro-da-eboli-riedita-a-cura-di-mariano-pastore/coperrtina_libro_fronte/" rel="attachment wp-att-716"><img decoding="async" class="size-thumbnail wp-image-716" title="Coperrtina De Rebus Siculis Carmen ad Honorem Augusti" alt="" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Coperrtina_libro_fronte-150x150.jpg" width="150" height="150" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Coperrtina_libro_fronte-150x150.jpg 150w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Coperrtina_libro_fronte-50x50.jpg 50w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a><figcaption id="caption-attachment-716" class="wp-caption-text">La copertina del libro curato da Mariano Pastore</figcaption></figure>
<p>di <strong>Mariagrazia Managò &#8212; </strong>E ’stato finalmente dato alle stampe il volume <em>De rebus Siculis carmen ad honorem Augusti</em>: l’opera di Pietro da Eboli scritta per Enrico VI, edita in magnifica veste tipografica a cura di Mariano Pastore, con traduzione di Carlo Manzione. Si tratta della realizzazione di un grande sogno: il sogno di Mariano Pastore il quale completamente rapito dal suo grande amore per Eboli, ha voluto con tenacia l’uscita di un’Opera che non è soltanto monumento di poesia, storia e pensiero sociale di un importante periodo medievale ma che costituisce anche un contributo decisivo all’immagine della città ebolitana, di cui vengono riscoperti e valorizzati un antico personaggio che vi ebbe i natali e le passioni che nutrivano i suoi abitanti. Alla realizzazione ha contribuito il Sanatrix Nuovo Elaion di Eboli del Presidente Cosimo De Vita, ora non più solo una grande struttura volta alla cura e al recupero fisico dei suoi pazienti ma anche istituzione dedita al mecenatismo e alla riscoperta del suo territorio.</p>
<p>L’Opera, conservata in originale manoscritto presso la Burgerbibliothek Bern (CH) costituisce un punto di vitale importanza per le nostre conoscenze sulla cultura e la mentalità meridionale nel periodo federiciano e prefedericiano. In particolare, il poema apre letteralmente un’ampia finestra sulle convinzioni della classe dirigente filo-sveva, e sulla propaganda che il partito imperiale si sforzava di estendere fra i popoli dell’Impero. La tesi di una Monarchia universale quale centro di propulsione sociale e spirituale, astro civile e politico intorno a cui dovevano ruotare sudditi e potentati, viene ampiamente rilanciata da Pietro da Eboli che, mutando con evidente entusiasmo i suoi originali piani sull’opera poetica e didascalica che aveva in animo di comporre, finisce poi per prestarsi alle necessità di un lavoro in cui si perseguono i caratteri (allora diffusi in Europa) del poema elogiativo e propagandistico.</p>
<p>La lotta militare e politica dell’epoca, così come è spesso avvenuto in altri periodi storici, al tempo degli Svevi è stata combattuta utilizzando anche parole e ritmi poetici, servendosi di allegorie e di racconti, in modo tale da sostenere con toni aulici e sacrali un’opera di persuasione nei confronti dell’opinione pubblica, tendente a dimostrare l’ineluttabilità della supremazia imperiale. Una supremazia che racconta l’imperatore come l’emanazione della Divinità, e che lo raffigura (grazie alle meravigliose miniature del tempo) nelle vesti sontuose che stanno a metà strada fra abito regale e sacerdotale, a dimostrare quale sia la Volontà celeste e come l’eventuale opposizione nei confronti del sovrano costituisca un disordine spirituale oltre che civile.</p>
<p>Non si tratta di rispondere solo alle attese della politica imperiale: Pietro fece in modo che il suo Poema meritasse un privilegio di Federico II alla città di Eboli, un segno di grande importanza e di considerazione, in un momento storico di insicurezza politica, che vedeva puniti severamente tutti coloro che osavano frenare i progetti in movimento sulla grande scacchiera dell’impero.</p>
<p>L’introduzione storica di Carmelo Currò ha ribadito con grande padronanza della materia proprio un aspetto finora poco approfondito di questo periodo: la parte negativa della politica di Federico II  nei confronti dell’Italia e dell’Italia meridionale in particolare. Strategia di sfruttamento e di oppressione, di spietata rappresaglia verso gli oppositori, che sfociò in una depressione economica e in un diffuso malcontento, dimenticati dalla storiografia ottocentesca e novecentesca, legate ad una visione politica filo-tedesca e quindi raffigurante “alti” esempi storici che dovevano esaltare le figure appartenenti a quella nazionalità. In questo autentico saggio storico, Carmelo Currò mette in luce anche la figura umana e culturale di Pietro da Eboli, precisando gli aspetti peculiari del Poeta, della sua vicenda personale e intellettuale. Un lavoro che procede da un’attenta analisi interna del Carme e dalla approfondita conoscenza della Storia medievale, che hanno consentito di fare piena luce su Pietro, già per troppi secoli avvolto da silenzi e supposizioni non sempre aderenti alla realtà.</p>
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