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	<title>donald trump &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Immigrati, ponti e tasse. La versione di Salvini.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Aug 2018 12:31:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[Steve Bannon, ex consigliere di Donald Trump, è pronto a creare una fondazione anti-Soros. L&#8217;idea non poteva non allettare il ministro dell&#8217;Interno, Matteo Salvini, che ora abbraccia l&#8217;ipotesi di interessare il governo per aderire al nuovo movimento e contrastare, grazie all&#8217;intuizione dell&#8217;esponente della destra americana, il principale finanziatore delle Ong. Il tutto mentre nave Diciotti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_13541" aria-describedby="caption-attachment-13541" style="width: 1200px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteosalvini1.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-13541" alt="matteo salvini" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteosalvini1.jpg" width="1200" height="800" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteosalvini1.jpg 1200w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteosalvini1-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteosalvini1-405x270.jpg 405w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteosalvini1-1024x682.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><figcaption id="caption-attachment-13541" class="wp-caption-text">Il Ministro dell&#8217;interno con funzioni di Vice Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Salvini</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;"><strong>Steve Bannon</strong>, ex consigliere di <strong>Donald Trump</strong>, è pronto a creare una fondazione anti-Soros. L&#8217;idea non poteva non allettare il ministro dell&#8217;Interno, Matteo Salvini, che ora abbraccia l&#8217;ipotesi di interessare il governo per aderire al nuovo movimento e contrastare, grazie all&#8217;intuizione dell&#8217;esponente della destra americana, il principale finanziatore delle Ong.</p>
<p style="text-align: justify;">Il tutto mentre nave Diciotti della Guardia costiera è ancora in mare con a bordo 177 migranti. Per il ministro dell&#8217;Interno i porti restano chiusi. «Se l&#8217;Europa non ci verrà incontro annuncia inizieremo a riportare la gente in Libia». Lo ha raccontato al Giornale nel pomeriggio di ieri, a Viareggio, dove ad accoglierlo c&#8217;erano 650 militanti della Lega.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ministro, la Diciotti naviga ancora al largo delle coste italiane. Che intende fare?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Siamo alle carte bollate con Malta, c&#8217;è un aggiornamento di ora in ora, ma siccome il porto lo devo dare io, lo do soltanto se l&#8217;Europa si fa carico di tutti questi soggetti, consapevole del fatto che l&#8217;unica soluzione che non è in linea con le normative è di riaccompagnarli in un porto libico. Se saremo costretti a farlo lo faremo, nonostante tutto. Li soccorreremo, li nutriremo e poi li riaccompagneremo in Libia».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La riduzione dei flussi migratori è solo uno dei suoi tanti successi. Perché la gente la segue così tanto?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Molto umilmente tutto ciò è dovuto agli errori degli altri, perché gli italiani non ne potevano più di Renzi, di Monti, di Gentiloni e della Boschi e perché in due mesi abbiamo dimostrato senza bacchette magiche che dalle parole siamo passati ai fatti. Da 97mila migranti dello scorso anno siamo arrivati a 19mila e quindi 80mila in meno e ciò vuol dire che volere è potere. Sicuramente la gente apprezza il coraggio e la coerenza».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tornando alla Libia, come stanno procedendo gli accordi con quel Paese?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«I francesi continuano a intromettersi per interessi economici nazionali e per semplice egoismo. Hanno fatto disastri ai tempi di Gheddafi e stanno provando adesso con Macron a portare avanti la stessa linea, fissando date delle elezioni senza coinvolgere nessuno. Noi ci stiamo affidando all&#8217;Onu, l&#8217;incontro con Trump è affidato all&#8217;Italia. Vogliamo accompagnare i libici che però devono essere gli unici che devono decidere su come e quando votare. Dire in un Paese ancora diviso e bombardato si vota il 10 dicembre è una cosa grave, pericolosa, da arroganti colonialisti quali i ministri francesi son rimasti».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;ex consigliere di Donald Trump, Steve Bannon, ha detto in una recente intervista che sta per creare una fondazione anti-Soros. Che ne pensa?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Mi iscrivo, anzi, sono uno dei promotori perché penso che Soros sia una persona assolutamente negativa e che sta finanziando con centinaia di milioni di euro la dissoluzione della civiltà occidentale. Per cui rido quando la stampa italiana cerca gli hacker o i finanziatori russi. Qua c&#8217;è gente che alla luce del sole finanzia l&#8217;immigrazione di massa e la cancellazione delle nostre tradizioni, quindi non escludo come ministro che proporrò al governo di intervenire in questo senso, rispettando libertà e diritti. Se uno pensa di venire in casa mia dettando legge e cancellando la mia cultura ha sbagliato a capire. Non prenderei neanche un caffè con quel personaggio lì che, invece, so che altri hanno incontrato e osannato».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Parliamo del disastro di Genova. Davvero ritirerete la concessione ad Autostrade spa?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Abbiamo cominciato l&#8217;iter, siamo liberi, non condizionati, non dobbiamo rendere favori a nessuno come magari qualcun altro».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quindi in futuro sarà lo Stato a gestire la rete autostradale?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Ci son diverse soluzioni e le stiamo valutando. Quanto ai pedaggi da eliminare, è qualcosa che se fossi stato in società Autostrade a Genova e provincia avrei fatto mezz&#8217;ora dopo per dignità, coerenza e buon gusto. Ci sono altri Paesi europei, sia membri che no, che hanno una gestione diversa delle autostrade e quindi questa tragedia può essere anche l&#8217;occasione di rivedere il rapporto tra pubblico e privato. Il procuratore di Genova ha detto che il pubblico ha abdicato al suo ruolo di controllore non so se per incapacità o per convenienza, però sicuramente niente rimarrà come prima».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abbiamo visto il grande lavoro dei vigili del fuoco a Genova. C&#8217;è un piano per nuove assunzioni?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Abbiamo visto come hanno operato a Genova, senza sosta, in simbiosi con i loro cani, con impegno straordinario. C&#8217;era un piano per assumere 1.500 vigili del fuoco in 5 anni. Noi ne assumeremo 1.500 in uno».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ultimamente non sembra essere molto simpatico ai rapper. Lo sa che ieri sera Fedez ha fatto un concerto al Twiga, nonostante il giorno di lutto nazionale e che era nel suo stesso albergo?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Non l&#8217;ho beccato in ascensore, ci saremmo fatti un bel duetto. Non sono fortunato questa estate con alcuni presunti cantanti».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;altro ieri sera è stato a cena da Andrea Bocelli. Che vi siete detti?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«È stata una cena sobria, tranquillissima, molto bella perché ho sempre ammirato da video o cd questo straordinario cantante e parlare di cultura, musica, arte, tv e politica con una persona di questo spessore è stata una serata ben spesa».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Parliamo di politica. Come va il rapporto coi 5 stelle?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«È positivo, venendo da storie diverse e obiettivi diversi, però in questi mesi sono soddisfatto dei risultati raggiunti. Con Toninelli in particolare lavoro bene e in sintonia. Poi il banco di prova sarà la manovra economica, con l&#8217;appuntamento su tasse, fisco, eccetera».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Però ultimamente ha avuto qualche contrasto col ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, sulla storia della leva obbligatoria. Pensa di riuscire a convincerla?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Al Consiglio dei ministri gliel&#8217;ho ributtata lì e le ho detto: Ma pensa quanto sarebbe importante, in caso di calamità o disastri avere ragazzi già istruiti con nozioni di pronto soccorso, protezione civile, eccetera. Io continuo a lavorarci, lei ha detto che è un&#8217;idea romantica, a me piacciono le cose romantiche. La vedo in maniera diversa. Secondo me i ragazzi italiani vorrebbero farlo, avrebbero voglia di essere messi alla prova. Certo, non alla vecchia maniera. Non demordo».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ha già in mente una squadra per le prossime europee?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Ce l&#8217;ho in testa. Oggi siamo rappresentati dalla Mogherini. È tutto un dire. Nomineremo un commissario che si occupi di soldi, industria, economia o agricoltura e che difenda il diritto al lavoro di 60 milioni di italiani che l&#8217;Europa sta massacrando sistematicamente».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lei fa il vicepremier, il ministro, il segretario della Lega. Qual è il ruolo che le piace di più?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Sono strafelice di fare quel che sto facendo, ovvero un ministro che garantisce la difesa degli italiani. Il segretario della Lega lo faccio e lo rifaccio e lo rifaccio ancora. Ma il mestiere più bello del mondo è quello di papà».</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte Il Giornale.it</p>
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		<title>Donald Trump: pena di morte per i grandi spacciatori di droga</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Feb 2018 22:05:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
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					<description><![CDATA[New York, 26 feb. (fonte: askanews) – Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, vorrebbe la pena di morte per i grandi spacciatori di droga. Lo sostiene Axios, citando fonti vicine al capo di Stato. Trump si ispirerebbe alle politiche di Singapore per contrastare l’uso e lo spaccio di droghe e da mesi ripeterebbe ad [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/donald-trump1.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-13096" alt="donald-trump" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/donald-trump1.jpg" width="800" height="499" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/donald-trump1.jpg 800w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/donald-trump1-300x187.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/donald-trump1-432x270.jpg 432w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a>New York, 26 feb. (fonte: askanews) – Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, vorrebbe la pena di morte per i grandi spacciatori di droga. Lo sostiene Axios, citando fonti vicine al capo di Stato. Trump si ispirerebbe alle politiche di Singapore per contrastare l’uso e lo spaccio di droghe e da mesi ripeterebbe ad amici e consiglieri che nella città-Stato il consumo di droghe è molto basso perché gli spacciatori vengono condannati a morte.</p>
<p style="text-align: justify;">“Quando ho chiesto al primo ministro se avessero un problema con la droga, lui ha risposto: ‘No. Pena di morte&#8217;” ha più volte raccontato il presidente, che considera i grandi spacciatori alla stregua dei serial killer e, per questo, meritevoli della pena di morte. Secondo le fonti di Axios, Trump ripeterebbe che un approccio più morbido sulle droghe non funzionerebbe.</p>
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		<title>USA: il Pentagono rinnoverà il suo arsenale nucleare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Feb 2018 23:48:52 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[deterrente nucleare]]></category>
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					<description><![CDATA[Washington (askanews) – Bombe nucleari nuove e a basso potenziale; il Pentagono ha fatto sapere di voler rinnovare il suo arsenale nucleare come possibile deterrente contro le azioni russe degli ultimi anni. È scritto nel cosiddetto “Nuclear Posture Review”, il documento con cui vengono delineate le ambizioni nucleari del presidente americano Donald Trump. “Questo Npr – [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_11409" aria-describedby="caption-attachment-11409" style="width: 799px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/donal-trump1.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-11409" alt="Il Presidente degli Stati Uniti d'America Donal Trump" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/donal-trump1.jpg" width="799" height="541" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/donal-trump1.jpg 799w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/donal-trump1-300x203.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/donal-trump1-398x270.jpg 398w" sizes="(max-width: 799px) 100vw, 799px" /></a><figcaption id="caption-attachment-11409" class="wp-caption-text">Il Presidente degli Stati Uniti d&#8217;America Donald Trump</figcaption></figure>
<p>Washington (askanews) – Bombe nucleari nuove e a basso potenziale; il Pentagono ha fatto sapere di voler rinnovare il suo arsenale nucleare come possibile deterrente contro le azioni russe degli ultimi anni. È scritto nel cosiddetto “Nuclear Posture Review”, il documento con cui vengono delineate le ambizioni nucleari del presidente americano Donald Trump. “Questo Npr – ha spiegato il vice segretario alla Difesa, Patrick Shanahan – risponde alle odierne esigenze di sicurezza con una strategia nucleare su misura e capacità flessibili di deterrenza”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Beppe Grillo: Trump è un moderato deformato dai media, ma lui cambi look</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Jan 2017 19:39:52 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_11660" aria-describedby="caption-attachment-11660" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/donald-trump.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-11660" alt="Il Presidente degli Stati Uniti d'America Donald Trump" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/donald-trump.jpg" width="800" height="513" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/donald-trump.jpg 800w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/donald-trump-300x192.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/donald-trump-421x270.jpg 421w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><figcaption id="caption-attachment-11660" class="wp-caption-text">Il Presidente degli Stati Uniti d&#8217;America Donald Trump</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Un &#8220;moderato&#8221; che esprime posizioni condivisibili ma la cui immagine è stata &#8220;deformata dai media&#8221;. Così il leader del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo, descrive il neo presidente americano Donald Trump in una intervista al Journal du Dimanche. Quanto all&#8217;Europa &#8220;non ne ritrovo lo spirito&#8221;, cice di sentirsi europeo ma il bilancio dell&#8217;Ue &#8220;è un fallimento totale&#8221;. Al nuovo inquilino della Casa Bianca il comico non risparmia una battuta . &#8220;Dovrebbe andare dal parrucchiere e cambiare look! Tornando seri, sono piuttosto ottimista &#8211; dice Grillo -. Ho letto uno dei suoi libri in cui scrive cose abbastanza sensate, sulla necessità, ad esempio, di riportare l&#8217;attività economica all&#8217;interno degli Stati Uniti. Ha detto ai cinesi quello che andava detto sul protezionismo&#8221;. &#8220;Trump sembra moderato &#8211; prosegue &#8211; i media hanno deformato il suo punto di vista e si è semplicemente adattato a quello che dicevano di lui. Quindi la percezione che ne abbiamo è deformata. Le grandi aziende non andranno più in Messico. Rilancia la piccole e media impresa e ritira l&#8217;esercito americano dai quattro angoli della Terra. Sono tutte cose con cui sono d&#8217;accordo&#8221; ASCA</p>
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		<title>Pietro Stilo: prematura, una riflessione sulla politica estera di Donald Trump</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Dec 2016 14:48:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[donald trump]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[pietro stilo]]></category>
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					<description><![CDATA[A cura di Pietro Stilo/ Una riflessione sulla politica estera di Donald Trump ad oggi la considero non semplice e prematura, oltre al fatto che essa richiederebbe, naturalmente, un ragionamento molto più profondo di quello che propongo in questa analisi, ma provo comunque a darne una prima lettura. Partiamo dai temi che il Presidente neo-eletto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_11409" aria-describedby="caption-attachment-11409" style="width: 799px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/donal-trump1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-11409" alt="Il Presidente degli Stati Uniti d'America Donal Trump" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/donal-trump1.jpg" width="799" height="541" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/donal-trump1.jpg 799w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/donal-trump1-300x203.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/donal-trump1-398x270.jpg 398w" sizes="auto, (max-width: 799px) 100vw, 799px" /></a><figcaption id="caption-attachment-11409" class="wp-caption-text">Il Presidente degli Stati Uniti d&#8217;America Donald Trump</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">A cura di Pietro Stilo/</p>
<p style="text-align: justify;">Una riflessione sulla politica estera di Donald Trump ad oggi la considero non semplice e prematura, oltre al fatto che essa richiederebbe, naturalmente, un ragionamento molto più profondo di quello che propongo in questa analisi, ma provo comunque a darne una prima lettura.<br />
Partiamo dai temi che il Presidente neo-eletto degli Stati Uniti d&#8217;America, ha toccato durante la sua quantomeno singolare campagna elettorale, una campagna fatta di slogan e di argomenti in totale antinomia con i suoi predecessori.</p>
<p style="text-align: justify;">Non a caso parlo al plurale, perché il Tycoon di NY, non ha solamente criticato l&#8217;approccio e l&#8217;eredità lasciata all&#8217;America ed al mondo da Barack Obama, ma ha anche criticato le linee di intervento di molti presidenti americani prima di lui, compresi i due Bush, che l&#8217;ex candidato anti-sistema considera al pari dei Clinton una casta politica, ma è arrivato finanche a criticare Ronald Reagan, considerato da sempre un mito per l&#8217;elettorato repubblicano. Dietro lo slogan “America First”, più volte ripetuto quasi come un mantra durante la sua campagna presidenziale, Trump cela il desiderio di cambiare le carte in tavola nella politica estera USA, così come lasciate da Obama; quasi tutto infatti lo divide dal presidente uscente: dalla volontà di non proseguire nei vari accordi regionali di libero scambio come il TTP con l&#8217;area del Pacifico, il TTIP con l&#8217;Europa ed il NAFTA con Canada e Messico (la sua avversione è diretta al Messico per via dell&#8217;immigrazione clandestina, del narcotraffico e della manodopera a basso costo che attrae la delocalizzazione delle imprese USA); alla volontà di regolamentare la finanza che dalla presidenza Clinton in poi ha prodotto sperequazioni mai conosciute prima; alla revisione del percorso di riavvicinamento con la Cuba castrista; un nuovo impegno in Medio Oriente magari non più in contrasto con la Russia ma di concerto con essa (ribadendo sempre però la superiorità relativa a stelle e strisce), in questa direzione la nomina di Rex Tillerson a Segretario di Stato è un chiaro segnale di avvicinamento diplomatico e geo – economico verso Mosca; gli accordi con l’Iran sembrano ancora una volta essere messi in discussione, al Senato si approva l’Iran Sanctions Act che prolungherebbe le sanzioni economiche verso Teheran (con il malcontento diffuso tra le big companies come Boeing), il contrasto comune con la Russia all&#8217;IS ed al fondamentalismo di matrice islamica che negli ultimi anni ha conosciuto una mutazione ed una proliferazione mai conosciute prima, tali obiettivi passano dal recupero del rapporto di vicinanza con paesi come Israele, con il quale il dialogo si era un pò incrinato durante l&#8217;Amministrazione Obama e che oggi sembra poter avere nuovo slancio in seguito all&#8217;annuncio della nomina ad Ambasciatore USA in Israele di David Friedman un avvocato di 57 anni, ebreo ortodosso e suo amico, che ha dichiarato che non vede l&#8217;ora di mettersi all&#8217;opera a Gerusalemme, creando non poche polemiche nel mondo arabo e non solo, in considerazione anche del fatto che la capitale dove lavorano le ambasciate è Tel Aviv, e la volontà di un ulteriore riavvicinamento con l&#8217;Egitto di Abd al-Fattha al-Sisi, da sempre considerato paese pivot nell&#8217;area sud del Mediterraneo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ulteriori elementi che lo dividono dal suo predecessore sono: la riduzione dell&#8217;intervento militare americano nel mondo, che a dire il vero già con Obama cominciava a far sentire i suoi effetti, basta considerare il lento disimpegno USA in Medio Oriente degli ultimi anni; ed in linea con tale pensiero la ridefinizione del ruolo e dei contributi economici degli USA alla NATO, considerata non più strategica da molto tempo ormai, anche in vista di una distensione dei rapporti con la Russia e con il suo leader Vladimir Putin, più volte annunciata da Trump in campagna elettorale e che trova nel capo del Cremlino un interlocutore disponibile, almeno a parole, i due infatti ancora non si sono mai incontrati, è di questi giorni inoltre la polemica sul sostegno a Trump fatto dalla Russia durante la campagna elettorale, criticato direttamente niente di meno che da Barack Obama. In questo perimetro si inseriscono anche i rapporti con la Cina, che non sembrano idilliaci fino al momento, Trump infatti ha più volte dichiarato di voler alzare muri protezionistici attraverso dazi ed altri strumenti di politica commerciale, nell&#8217;idea di spingere le imprese USA a non delocalizzare, ed in questa politica di rottura si inserisce anche la telefonata con Taiwan tanto criticata da Pechino. Tutto ciò cambierà lo scenario fin ora conosciuto, questo è ormai comprensibile anche ai non addetti ai lavori, ma senza particolari contraccolpi a mio avviso, ciò per diversi motivi, tra cui il pragmatismo che muove l&#8217;azione politica di Donald Trump. Certo è che un eventuale spazio lasciato vuoto dall&#8217;amministrazione Trump verrà occupato immediatamente da altri attori geopolitici globali, ad esempio dalle cosiddette economie emergenti dello scacchiere planetario, molto dinamiche in questa direzione; insieme ad esse potrebbe sicuramente avere un ruolo maggiore (in un potenziale scenario del genere) anche la stessa Unione Europea se fosse capace però, di essere maggiormente concreta ed incisiva nella sua azione esterna e nei suoi obiettivi comuni.</p>
<p>Dr. Pietro Stilo<br />
Università Mediterranea di Reggio Calabria</p>
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		<title>Donal Trump spinge sul freno: gli F-35 costano troppo. Cina preoccupata!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Dec 2016 16:26:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La rivoluzione Trump procede e sembra delineare una ottimizzazione delle spese pazze, un addolcimento delle cuspidi tra USA e Federazione Russa e oggi fa preoccupare seriamente la Cina perché il Presidente USA sembra non gradire la politica dell&#8217;unica Cina. Il programma degli F-35 e i suoi costi &#8211; a parere del Presidente USA sono fuori [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_11481" aria-describedby="caption-attachment-11481" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/F-35-maneuvering.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-11481" alt="F-35" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/F-35-maneuvering.jpg" width="800" height="534" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/F-35-maneuvering.jpg 800w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/F-35-maneuvering-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/F-35-maneuvering-404x270.jpg 404w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><figcaption id="caption-attachment-11481" class="wp-caption-text">F-35</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">La rivoluzione Trump procede e sembra delineare una ottimizzazione delle spese pazze, un addolcimento delle cuspidi tra USA e Federazione Russa e oggi fa preoccupare seriamente la Cina perché il Presidente USA sembra non gradire la politica dell&#8217;unica Cina. Il programma degli F-35 e i suoi costi &#8211; a parere del Presidente USA sono fuori controllo e annuncia che dopo il 20 Gennaio 2017 saranno risparmiati miliardi di dollari su acquisti militari e di altro genere. Resta intanto alta la tensione con Pechino.  La Cina &#8220;è seriamente preoccupata&#8221; per le ultime dichiarazioni del presidente Trump in merito alla politica &#8216;dell&#8217;unica Cina&#8217;, ha detto il portavoce del ministero degli Esteri Geng Shuang nel corso della conferenza stampa quotidiana. L&#8217;ipotesi che Trump possa rivedere le relazioni tra Usa con Taiwan, come ventilato dal tycoon nel corso dell&#8217;intervista a &#8220;Fox News Sunday di ieri, è infatti &#8220;motivo di seria preoccupazione&#8221;. Geng ha osservato che la violazione del principio della &#8220;Unica Cina&#8221; colpirebbe &#8220;pesantemente&#8221; i rapporti tra Pechino e Washington, dato che il suo rispetto è stato alle &#8220;fondamenta delle relazioni bilaterali&#8221; e &#8220;in oltre tre decenni di relazioni diplomatiche&#8221;, da quando nel 1979 gli Usa spostarono la loro attenzione da Taipei a Pechino. Trump, in particolare, ha detto di non sentirsi &#8220;legato al politica della &#8216;Unica Cina&#8217; a meno che non raggiungiamo un accordo con Cina che includa altre cose, tra cui il commercio&#8221;. Ieri il presidente eletto aveva inoltre sottolineato di &#8221;non voler che la Cina mi dia ordini&#8221; sulla telefonata con Taiwan. Del colloquio con la presidente di Taiwan &#8211; ha detto &#8211; era stato informato una o due ore prima e che non era stato pianificato con settimane di anticipo, come ipotizzato da alcuni media.</p>
<p style="text-align: justify;">Donald Trump è &#8220;ignorante come un bambino&#8221;, scrive poi il Global Times, quotidiano cinese controllato dal Partito comunista, commentando le dichiarazioni del presidente americano eletto che ieri si è detto &#8220;non vincolato&#8221; dalla politica di una unica Cina.</p>
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		<title>Il mito di Europa perde il suo fascino. E&#8217; giovane o immatura?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jun 2016 21:20:41 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[crisi]]></category>
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		<category><![CDATA[Europa]]></category>
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					<description><![CDATA[Di Fabio Gallo/ Con il termine Brexit si indica l&#8217;uscita della Gran Bretagna dall&#8217;Unione Europea. I Cittadini si sono espressi e hanno votato per l&#8217;uscita. Di certo la Gran Bretagna ha ricevuto vantaggi dall&#8217;essere un Paese dell&#8217;Europa ma l&#8217;Europa oggi non è più ciò che si proponeva di essere per i suoi Cittadini. La Brexit ha avuto [&#8230;]]]></description>
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<div style="text-align: center;" data-offset-key="f01jo-0-0">
<figure id="attachment_10992" aria-describedby="caption-attachment-10992" style="width: 795px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/brexit.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-10992" alt="La Gran Bretagna esce dall'Europa" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/brexit.jpg" width="795" height="512" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/brexit.jpg 795w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/brexit-300x193.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/brexit-419x270.jpg 419w" sizes="auto, (max-width: 795px) 100vw, 795px" /></a><figcaption id="caption-attachment-10992" class="wp-caption-text">La Gran Bretagna esce dall&#8217;Europa</figcaption></figure>
<p>Di Fabio Gallo/</p>
</div>
<div style="text-align: justify;" data-offset-key="f01jo-0-0">Con il termine <strong>Brexit</strong> si indica l&#8217;uscita della Gran Bretagna dall&#8217;Unione Europea. I Cittadini si sono espressi e hanno votato per l&#8217;uscita. Di certo la Gran Bretagna ha ricevuto vantaggi dall&#8217;essere un Paese dell&#8217;Europa ma l&#8217;Europa oggi non è più ciò che si proponeva di essere per i suoi Cittadini. La Brexit ha avuto un esito doppiamente dirompente perché totalmente inatteso dagli operatori dei mercati, che fino a giovedì notte avevano effettuato i loro posizionamenti sulla base delle indicazioni che erano giunte dai sondaggi, rivelatisi totalmente errati.</div>
<div style="text-align: justify;" data-offset-key="f01jo-0-0">Molti i pensieri autorevoli ma tutti discordanti sulle conseguenze. Per il filosofo <strong>Massimo</strong> <strong>Cacciari</strong> la Brexit rinforza il NO del referendum costituzionale con la conseguente cacciata di Matteo Renzi che, però, vede male al punto tale da esclamare &#8220;Dio ci salvi&#8221;. In fondo, se ha salvato la Regina, Dio potrebbe salvare anche noi italiani. Per <strong>Di Battista</strong> (M5S) sarebbe la strada giusta anche per l&#8217;Italia. A parere di <strong>Donald Trump</strong> si tratta solo dell&#8217;inizio di una serie di errori enormi da parte dell&#8217;Europa in quanto &#8220;ci saranno molti altri casi in cui i paesi vorranno riprendere il controllo dei loro confini, della loro politica monetaria, di tante altre cose..&#8221;.</div>
<div style="text-align: justify;" data-offset-key="f01jo-0-0"></div>
<div style="text-align: justify;" data-offset-key="f01jo-0-0">Come sappiamo la prassi indica che ad attivare la procedura di sgancio dall&#8217;Europa deve essere il Paese che dichiara di volere uscire. In questo caso i tempi di sgancio ci diranno se la Gran Bretagna ha ideato una manovra per aprire una trattativa serrata con l&#8217;Europa, o se la sua visione politica è davvero proiettata al ritorno della propria integrità nazionale su cui scommettere.</div>
<div style="text-align: justify;" data-offset-key="f01jo-0-0"></div>
<div style="text-align: justify;" data-offset-key="f01jo-0-0">Il fatto stesso che le previsioni di alcuni importanti sistemi di monitoraggio siano andate fuori centro e anche di molto, significa che la superficialità con la quale si sta affrontando il problema Europa e la politica in genere è davvero notevole. Matteo Renzi con i suoi Ministri non potranno sottovalutare il potenziale di un nuovo referendum, questa volta in Italia, già reso possibile dai pronostici della leadership del M5s.</div>
<div style="text-align: justify;" data-offset-key="f01jo-0-0"></div>
<div style="text-align: justify;" data-offset-key="f01jo-0-0">E che i partiti non possono più contare sui loro calcoli lo hanno dimostrato in Italia le recenti amministrative dove i partiti sono stati costretti a consegnare al Movimento 5 Stelle il Governo della Capitale d&#8217;Italia. E ne vedremo delle belle con il referendum sulla Costituzione che con la schiacciante vittoria del NO che emergerà per la prima volta dal Popolo, costringerà i partiti a comunicare alla burocrazia europea che nulla più è certo.</div>
<div style="text-align: justify;" data-offset-key="f01jo-0-0"></div>
<div style="text-align: justify;" data-offset-key="f01jo-0-0">Il mondo appare scioccato per la reazione del grande Popolo inglese al referendum con il quale ha espresso la necessità di uscire dall&#8217;Europa. Prima di riflettere sulle conseguenze che non saranno solo negative (e poi bisogna vedere per chi, ndr.) bisognerebbe riflettere sul concetto di Europa, così come la si conosce oggi.</div>
<div style="text-align: justify;" data-offset-key="f01jo-0-0"></div>
<div style="text-align: justify;" data-offset-key="f01jo-0-0">La storia ci insegna che quando il Mediterraneo è in fermento l&#8217;Occidente ne risente e si riconfigura. Un processo in corso da secoli che oggi si acutizza al punto tale da mostrare il lato oscuro dell&#8217;Europa che paga, pur di non avere problemi da risolvere sui tavoli non della politica, bensì della burocrazia internazionale. L&#8217;emigrazione è solo la punta dell&#8217;iceberg. Lo scempio è sotto gli occhi del mondo: no sicurezza per i cittadini europei, incapacità politica d&#8217;intervento sul fenomeno migratorio, lunghi e mortali silenzi che hanno finito per produrre la violazione di tutta la scala dei diritti umani.</div>
<div style="text-align: justify;" data-offset-key="f01jo-0-0"></div>
<div style="text-align: justify;" data-offset-key="f01jo-0-0">Di cosa ci meravigliamo? Che la Grand Bretagna abbia scelto di uscire fuori dall&#8217;Europa? Ma quale Europa? Fortunatamente il fatto che a scegliere sia quella parte di mondo che ha una Regina che si chiama Elisabetta, non consente (almeno questo) di scherzarci sopra. Il grande Paese dei conquistatori, dei colonizzatori, dei guerrieri, oggi esce dall&#8217;Europa. Dunque qualcosa non va. Sarà la centralità della Germania che ha imposto un modello di austerità che ha condannato a morte tre generazioni? Forse, di fatto è proprio Londra, la capitale del lavoro europeo che accoglie decine di migliaia di italiani, a dire stop Europa.</div>
<div style="text-align: justify;" data-offset-key="f01jo-0-0"></div>
<div style="text-align: justify;" data-offset-key="f01jo-0-0">Forse è anche giunto il momento di riflettere sulla qualità della vita politica in Europa. Negli ultimi anni sono stati davvero in pochi i politici che hanno compreso quale sia l&#8217;orizzonte dell&#8217;Europa. In Italia poi, bisogna dire, si contano sulle dita di una mano i politici capaci di avere una visione dell&#8217;Italia europea in grado di creare sviluppo. Ma di farse ne abbiamo viste tante, soprattutto nelle regioni del Sud Italia. E&#8217; nota l&#8217;assoluta incapacità dell&#8217;attuale governo di bilanciare gli investimenti tra Nord, Centro e Sud per creare sviluppo. Nel Sud in modo speciale, il Governo di Matteo Renzi ha sbagliato tutto delegando strutture politiche assolutamente impreparate, al punto tale da sollecitare un vero e proprio tsunami contro il renzismo che sembrava diventare una moda o, se vogliamo, il rifugio di tutta la vecchia politica che non ha mancato di fare implodere il sistema. In parole povere se Matteo Renzi avesse mantenuto fede alle promesse da rottamatore,  non avrebbe oggi consentito agli italiani di riflettere su un eventuale referendum sull&#8217;uscita dall&#8217;Europa.</div>
<div style="text-align: justify;" data-offset-key="f01jo-0-0"></div>
<div style="text-align: justify;" data-offset-key="f01jo-0-0">Ci sarà un motivo per cui la gente riflette seriamente sui valori (e disvalori) dell&#8217;Europa? E&#8217; da chiedersi se sia legittimo che l&#8217;Europa inondi l&#8217;Italia di Olio tunisino, di frutta spagnola, di carne di cane cinese, di cibo spazzatura di ogni sorta, di olio di palma. Per non parlare della politica sull&#8217;immigrazione, sulla sicurezza, sulla salute, sul lavoro, etc., etc.! Prima o poi doveva accadere che qualche Paese che ha ancora la forza di avere dignità si ribellasse! Bene, è accaduto. E sarà solo l&#8217;inizio perché l&#8217;Europa si è allontanata dalla centralità dei bisogni primari dei suoi cittadini pretendendo che essi si sentano &#8220;europei&#8221;. La vera novità non sarà la vittoria di questo referendum ma l&#8217;apertura di un confronto tra la burocrazia europea e i cittadini con le nuove formazioni politiche e i nuovi movimenti che sostituiranno totalmente la vecchia politica. Questa burocrazia ha tradito tutti per favorire pochi. E per questo ne pagheremo tutti le conseguenze.</div>
</div>
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