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	<title>disoccupazione &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
	<lastBuildDate>Thu, 19 Oct 2017 22:11:33 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Rosita Terranova di &#8220;NOI&#8221;, Disoccupazione: tra corruzione e incapacità politica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Oct 2017 22:11:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[cattolici]]></category>
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					<description><![CDATA[La Redazione/ &#8220;La disoccupazione non è una piaga mandata da Dio, ma la manifestazione dell&#8217;incapacità della classe politica che ha amministrato il nostro Paese negli ultimi 20 anni&#8221;. Lo ha dichiarato Rosita Terranova Delegata ai &#8220;Diritti Negati e Doveri&#8221; dal Movimento NOI nato dall&#8217;invito rivolto ai Cattolici da Papa Francesco di entrare in politica, ma in quella [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_12724" aria-describedby="caption-attachment-12724" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/rosita-terranova-800.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-12724" alt="Rosita Terranova Delegata ai &quot;Diritti Negati&quot; dal Movimento NOI Rete Umana" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/rosita-terranova-800.jpg" width="800" height="467" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/rosita-terranova-800.jpg 800w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/rosita-terranova-800-300x175.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/rosita-terranova-800-462x270.jpg 462w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><figcaption id="caption-attachment-12724" class="wp-caption-text">Rosita Terranova Delegata ai &#8220;Diritti Negati e Doveri&#8221; dal Movimento NOI &#8211; Rete Umana</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">La Redazione/</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;La disoccupazione non è una piaga mandata da Dio, ma la <strong>manifestazione dell&#8217;incapacità della classe politica</strong> che ha amministrato il nostro Paese negli ultimi 20 anni&#8221;. Lo ha dichiarato Rosita Terranova Delegata ai &#8220;Diritti Negati e Doveri&#8221; dal Movimento NOI nato dall&#8217;invito rivolto ai Cattolici da Papa Francesco di entrare in politica, ma in quella con la P maiuscola. Il Movimento NOI dell&#8217;invito di Francesco ne ha fatto una cosa seria per davvero, anzi, possiamo dire una vera novità che entra nel mondo del sociale e della Politica con tutte le carte in regola. Rosita Terranova è nota per le sue battaglia condotte in Calabria a difesa dei Diritti del piccolo Antonio Maria, suo figlio, gravemente disabile.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Una piaga tutta italiana che &#8211; continua Rosita Terranova &#8211; non pesa solo sui giovani ma anche su quella grande fetta di Cittadini che avendo superato i quarant&#8217;anni e avendo perduto il posto di lavoro, loro malgrado, si vedono anche causa della <strong>disgregazione della propria famiglia</strong> e isolati in una realtà che si mostra sempre più nemica di chi è in difficoltà.</p>
<p style="text-align: justify;">Un autentico dramma che trasforma la produttività in <strong>morte sociale</strong> per l&#8217;individuo, <strong>ed economica</strong> per la Nazione, perché un paese che non offre lavoro, non produce non è partner affidabile, ma solo terra di conquista.</p>
<figure id="attachment_860" aria-describedby="caption-attachment-860" style="width: 949px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="size-full wp-image-860" alt="Movimento NOI - Rete Umana - Cattolici in Politica" src="http://noimagazine.it/wp-content/uploads/2017/10/noi-banner-3.png" width="949" height="920" /><figcaption id="caption-attachment-860" class="wp-caption-text">Movimento NOI &#8211; Rete Umana &#8211; Cattolici in Politica</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Un autentico <strong>giro vizioso</strong> posto in essere da <strong>politici profondamente incapaci e corrotti,</strong> lede  i diritti fondamentali che ad un Cittadino dovrebbero essere assicurati, anche in virtù dell&#8217;obbedienza morale alla nostra <strong>Costituzione</strong>, il cui valore di riferimento è dissolto dalla realtà politica che, oggettivamente,<strong> le rema contro.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La disoccupazione, dunque, sta generando conseguenze disastrose sulle classi sociali deboli ma anche su quella parte di società ritenuta sino a ieri forte, quella dell&#8217;imprenditoria, delle imprese e dell&#8217;artigianato da cui dipende l&#8217;economia forte: quella sociale. Una condizione dalla quale si potrà uscire solo se la politica tornerà ad <strong>&#8220;amministrare&#8221;, piuttosto che a spendere,</strong> in un contesto di irrefrenabile corruzione.</p>
<figure id="attachment_861" aria-describedby="caption-attachment-861" style="width: 1010px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="size-full wp-image-861" alt="Movimento NOI - Rete Umana" src="http://noimagazine.it/wp-content/uploads/2017/10/logo-movimento-noi.jpg" width="1010" height="629" /><figcaption id="caption-attachment-861" class="wp-caption-text">Movimento NOI &#8211; Rete Umana</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nessuno parla di lavoro.</strong> La politica non è capace di farlo e non è difficile comprendere il perché la nostra morente società, è vista dall&#8217;Europa come un peso che vincola lo sviluppo dei suoi Paesi più avanzati. L&#8217;Italia, al momento, non è in grado di tagliare le briglie imposte dai Paesi forti dell&#8217;Europa. Un problema serio, che genera leadership non condivise e sottomette la nostra Democrazia, demolendo modelli di vita e quelle capacità culturali che hanno fatto dell&#8217;Italia il brand più amato nel mondo: il <strong>Made in Italy, ormai, anch&#8217;esso, nelle mani estere.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;incapacità dell&#8217;attuale classe politica si riconosce dai suoi unici interessi: la predisposizione alla <strong>cementificazione massiva</strong> che quando non serve, più che di sviluppo è <strong>segno di miseria</strong>, e il riconoscere nel termine &#8220;politica&#8221; la sola gestione del potere, altra forma di miseria umana, che mira alla collocazione di amici e amici degli amici, ma non all&#8217;attuazione di <strong>politiche di sviluppo</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">La situazione si aggrava sempre più e la frammentazione dei partiti in mille lobby ne è il segno.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;incapacità della classe politica italiana di avere visioni lungimiranti e rivolte al bene comune ha rovinato e, considerati i dati ISTAT, continuerà a farlo, la vita a decine e decine di migliaia di padri e madri di famiglia, rendendo praticamente nulla l&#8217;esistenza di molti.<br />
Quante, già, le famiglie rovinate e quanti i suicidi in Italia causati da questa condizione?  E quanti si rivolgono al mondo dell&#8217;usura in un ultimo disperato tentativo di strappare alle banche il proprio lavoro? <strong>Troppi.</strong> Bisogna fermare questo stillicidio rivolgendo l&#8217;attenzione non più e solo al capitale, ma all&#8217;<strong>Essere Umano</strong> prendendo decisioni in grado di tutelarci per davvero e dando vita ad una progettualità dalla quale fare emergere subito una economia reale e sostenibile.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto, oggi, è in mano al sano civismo. Gli interessi sono tanti. Il Movimento NOI che ha a cuore <strong>le esigenze primarie dei Cittadini</strong>, sta organizzandosi formando i futuri Politici e Amministratori della cosa Pubblica&#8221;.</p>
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		<title>PD senza volto (e anima) in Calabria ora mostra quello di Carlo Guccione &#8220;il lavoratore&#8221;</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2016/05/pd-senza-volto-e-anima-in-calabria-ora-mostra-quello-di-carlo-guccione-il-lavoratore/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Apr 2016 22:06:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dalle Regioni]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[carlo guccione]]></category>
		<category><![CDATA[disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[matteo renzi]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Democratico]]></category>
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					<description><![CDATA[A cura di Fabio Gallo/ Direttore Editoriale/ E&#8217; arrivato a Reggio Calabria il Presidente del Consiglio Matteo Renzi per sottoscrivere il Patto con la Calabria ma la realtà di questa regione considerata da Roma &#8220;la fossa comune&#8221; della politica, lo attende fuori con le uova in mano e i cartelloni che citano i dati della [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_9791" aria-describedby="caption-attachment-9791" style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/carlo-guccione.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-9791" alt="carlo guccione-regione calabria-agricoltura" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/carlo-guccione.jpg" width="790" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/carlo-guccione.jpg 790w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/carlo-guccione-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/carlo-guccione-457x270.jpg 457w" sizes="auto, (max-width: 790px) 100vw, 790px" /></a><figcaption id="caption-attachment-9791" class="wp-caption-text">Il Consigliere regionale della Calabria Carlo Guccione</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">A cura di Fabio Gallo/ Direttore Editoriale/</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; arrivato a Reggio Calabria il Presidente del Consiglio <strong>Matteo Renzi</strong> per sottoscrivere il <strong>Patto con la Calabria</strong> ma la realtà di questa regione considerata da Roma <strong>&#8220;la fossa comune&#8221;</strong> della politica, lo attende fuori con le <strong>uova in mano</strong> e i cartelloni che citano i dati della <strong>disoccupazione giunta, ormai, a livelli di non ritorno</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Gente seria quella per strada, <strong>gente del suo partito</strong>, gente del PD, volti di gente che lavora, che non chiede le vacanze a Lugano ma solo lavoro onesto, pronti a ricevere dalla Polizia una manganellata in faccia, pur di affermare la verità. Parola d&#8217;ordine è &#8220;non pronunciare il termine posti di lavoro ma &#8216;opportunità&#8217;!&#8221; E così la Calabria è diventata la terra delle mille e mille opportunità.</p>
<p style="text-align: justify;">La<strong> Calabria di Matteo Renzi è decisamente perdente</strong> e dopo il ritiro del suo candidato a Sindaco alle amministrative di Cosenza <strong>Lucio Presta</strong>, anche l&#8217;intero PD che gli sorride a 32 denti ma vorrebbe vederlo finito, è nei guai seri e alla ricerca di un candidato che faccia fare bella figura.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma il PD non vuole mostrare apertamente i lividi procurati dalle risse interne e con la scusa dei Bronzi di Riace, nel giorno del Patto con la Calabria, prova a mettere su di essi in una saletta dello stesso Museo, una bella spalmata di cipria e di buona marca: <strong>Carlo Guccione </strong>detto<strong> &#8220;il lavoratore&#8221;,</strong> il Consigliere regionale della Calabria divenuto famoso per uno strano paradosso, una volta abbandonato il suo posto in Giunta a causa dell&#8217;indagine &#8220;rimborsopoli&#8221; che lo ha appena sfiorato e reso ancor più operativo di quanto già non lo fosse da Assessore.</p>
<figure id="attachment_10696" aria-describedby="caption-attachment-10696" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Consigliere-regionale-della-Calabria-Carlo-Guccione.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-10696" alt="carlo guccione, calabria, partito democratico,matteo renzi" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Consigliere-regionale-della-Calabria-Carlo-Guccione.jpg" width="1000" height="541" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Consigliere-regionale-della-Calabria-Carlo-Guccione.jpg 1000w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Consigliere-regionale-della-Calabria-Carlo-Guccione-300x162.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Consigliere-regionale-della-Calabria-Carlo-Guccione-480x259.jpg 480w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a><figcaption id="caption-attachment-10696" class="wp-caption-text">Consigliere regionale della Calabria Carlo Guccione</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;"><strong>Carlo Guccione,</strong> infatti, una volta rientrato nei ranghi del Consiglio regionale, ha attivato una campagna di contestazioni infinite contro il governo regionale, a testa bassa, diventata l&#8217;unica vera attività politica di rilievo in Calabria, a partire dalla Sanità, alle denunce sui numeri della disoccupazione.</p>
<p style="text-align: justify;">E a proposito di Sanità per molti è stato scandaloso che il Presidente del Consiglio <strong>Matteo Renzi</strong> non abbia inteso dare un segnale sull&#8217;indagine della Magistratura che, proprio a Reggio Calabria, ha portato alla luce i gravissimi fatti accaduti nell&#8217;Ospedale locale ove si sono scoperte procedure a carico di medici illustri che si possono equiparare, se le accuse sono vere, solo ad un lagher.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma in Calabria, intanto, in questo giorno speciale, il Presidente Matteo Renzi vede solo il <strong>Popolo del &#8220;no&#8221; </strong>e non<strong> </strong><strong>Cittadini calabresi </strong> <strong>senza lavoro</strong> o in gravissime difficoltà che nessuno, tra l&#8217;altro, ha più né la forza, né l&#8217;intelligenza di difendere perché, diciamo la verità, la Calabria non ha più orgoglio, Roma fa la padrona e questa gente, diciamolo, fa comodo che sia così.</p>
<p style="text-align: justify;">Assistere a questa giornata di pietà politico-istituzionale è stato imbarazzante. Una giornata, questa di Reggio Calabria, che ha evocato gli auspici del Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano quando nel corso della sua visita a Reggio affermò, <strong>&#8220;..in Calabria c&#8217;è bisogno di un salto generazionale!&#8221;</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">E se tutti (o quasi) i partiti hanno raggiunto il fondo storico, il PD pare essere senza fondo. La cartina al tornasole, oltre al pessimo governo del <strong>Presidente Gerardo Mario Oliverio</strong> in chiara difficoltà gestionale, perché forse ha sopravvalutato molti dei suoi collaboratori e alleati, sono le Amministrative di Cosenza che stanno sottoscrivendo la peggiore pagina di storia politica e sociale della Sinistra. Lo certifica anche l&#8217;<strong>Avvocato Enzo Paolini</strong>, candidato a Sindaco di Cosenza che ha affermato: &#8220;<em>la nomenclatura Pd ha dapprima calpestato ogni regola e poi ha cercato di comprarmi (&#8230;) Questo Pd glielo lascio volentieri; non è la lebbra, è solo un gruppo di persone che sono maggiordomi a Roma e pensano di essere padroni in Calabria</em>&#8220;, come riportato da <strong>Il Corriere della Calabria</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo clima, dopo la rinuncia a candidato Sindaco di Cosenza del manager televisivo, il renziano Lucio Presta, oggi il PD cerca il suo Sindaco sul quale, possibilmente, far convergere anche i voti dei fratelli <strong>Pino e Tonino Gentile.</strong> Diversamente, non solo perderanno le elezioni ma anche la faccia. I Bronzi avranno fatto il primo miracolo? Non sappiamo, ma una cosa è certa va detta: questa danza convulsa fa male ai calabresi onesti. Che i trucchi non servono <strong>lo ha detto anche lo stesso Carlo Guccione</strong> quando ha affermato: &#8220;<em>è&#8217; necessario che il centrosinistra a Cosenza prenda in seria considerazione il documento a firma di <strong>Enzo Paolini e del Nuovo centrodestra</strong>, in cui si chiede di aprire un confronto serrato per la scelta del candidato a sindaco di Cosenza</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Carlo Guccione non è stupido e sa bene che <strong>la</strong> <strong>seduzione e il diavolo vestono sempre Prada</strong> (Roma, ndr.). Chi lo stima gli ricorda che lui ha lavorato bene da Assessore (forse troppo, ndr), e qualcuno non ha gradito. Da Consigliere ha lavorato ancora meglio, al punto tale da essere visto oggi da molti, nel PD, come l&#8217;unico vero faticatore della politica regionale. Insomma, si chiedono i suoi amici: la candidatura a Sindaco è un premio per il lavoro svolto sino ad oggi oppure &#8230;??</p>
<p style="text-align: justify;">Mentre in questa danza convulsa i protagonisti cercano di sgambettare senza pestare i piedi soprattutto a se stessi, la Calabria oltre che la terra dei Bronzi, è anche la mecca dei fondi europei. Ce ne sono a dire basta e nonostante recentemente tutti si mostrino in grado di spenderli (ma non di amministrarli), puntualmente l&#8217;Europa ringrazia per la restituzione di ingenti somme di danaro che se da una parte impoveriscono la Calabria e il lavoro dei Calabresi, dall&#8217;altra vanno ad arricchire in Europa i Paesi che hanno già speso e bene i loro fondi. Dunque il dislivello tra Calabria e regioni dell&#8217;Europa si moltiplica continuamente.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Carlo Guccione: Serve una terapia d&#8217;urto. La Regione introduca il reddito di inclusione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Mar 2016 10:18:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dalle Regioni]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8220;L&#8217;occupazione cresce in Italia e nel Mezzogiorno, ma la Calabria continua ad avere il primato della disoccupazione. Ancora una volta i dati Istat fotografano le macerie economiche della nostra regione. Non possiamo perdere tempo. E&#8217; necessario il varo immediato di un piano strategico regionale per il lavoro attraverso un patto sociale con tutte le forze [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_9875" aria-describedby="caption-attachment-9875" style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/carlo-guccione-rifiuti.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-9875" alt="carlo-guccione-commissoriamento regione su rifiuti" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/carlo-guccione-rifiuti.jpg" width="790" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/carlo-guccione-rifiuti.jpg 790w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/carlo-guccione-rifiuti-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/carlo-guccione-rifiuti-457x270.jpg 457w" sizes="auto, (max-width: 790px) 100vw, 790px" /></a><figcaption id="caption-attachment-9875" class="wp-caption-text">On.le Carlo Guccione</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">&#8220;L&#8217;occupazione cresce in <strong>Italia e nel Mezzogiorno</strong>, ma <strong>la Calabria</strong> continua ad avere il primato della <strong>disoccupazione</strong>. Ancora una volta i dati Istat fotografano le macerie economiche della nostra regione. Non possiamo perdere tempo. E&#8217; necessario il varo immediato di un piano strategico regionale per il lavoro attraverso un patto sociale con tutte le forze produttive dei nostri territori. Una vera e propria scossa in grado di mettere insieme gli strumenti nazionali, europei e regionali a disposizione e innescare politiche di contrasto vero alle povertà e misure che diano una risposta anche a chi oggi in Calabria, e sono oltre 29mila, non percepisce più alcun tipo di ammortizzatore sociale. Così come occorre fare di tutto per introdurre un reddito di inclusione o di dignità. Una misura già messa in campo dalla Regione Puglia.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; quanto sostiene il <strong>consigliere regionale del Partito democratico</strong>, <strong>Carlo Guccione</strong>, commentando i dati dell&#8217;Istat sull&#8217;occupazione in Italia e nel Mezzogiorno.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;I dati forniti dall&#8217;Istat sull&#8217;occupazione &#8211; continua Guccione &#8211; assegnano alla nostra regione l&#8217;ultima posizione in classifica. Tra il 2014 e il 2015 in Calabria sono andati in fumo 8mila posti di lavoro, all&#8217;interno di uno scenario economico in cui altre regione, trainate dal Jobs Act e dal piano di assunzioni della scuola, hanno visto ovunque crescere il numero degli occupati. Nel solo Mezzogiorno c&#8217;è stato un saldo positivo di 94mila posti di lavoro in più. Emerge con evidenza che tale situazione rischia di intrappolare la Calabria nel circolo vizioso del sottosviluppo. Un quadro economico a cui si aggiungono le 260mila famiglie che vivono in difficoltà economiche, come ha recentemente fotografato l&#8217;Istat, con un Pil pari a 17,6mila euro che colloca ancora una volta la Calabria in coda alla classifica delle regioni anche del Mezzogiorno. Sono dati che danno il senso di una vera e propria polveriera sociale, pronta a esplodere. Sono segno evidente le piccole situazioni emerse in queste ultime settimane sul territorio sotto la spinta del disagio e della crisi occupazionale&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Per questo &#8211; sottolinea il consigliere regionale del Pd &#8211; è ancora più urgente mettere in campo rapidamente un piano strategico per il lavoro. Uno strumento che può funzionare a condizione che la Regione si assuma la responsabilità politica di svolgere un ruolo attivo e che sia in grado di coinvolgere tutti gli attori sociali dello sviluppo locale. La Regione deve avere anche coraggio di osare, introducendo, come già fatto in Puglia, il reddito di inclusione o di dignità. Una misura che coinvolga tutte quelle famiglie che, in base ai requisiti previsti nel nuovo Isee, non superino i 3mila euro. Si tratta di 30mila famiglie nella nostra regione che versano in un evidente stato di povertà. A loro andrebbe erogato un reddito di 500 euro al mese (6mila all&#8217;anno), unitamente a misure in termine di servizi di inclusione socio-lavorativa, scolastica e sanitaria. Allo stesso modo l&#8217;utilizzo della banda larga e l&#8217;incremento della sua accessibilità, diventeranno lo strumento per favorire l&#8217;uscita dalla marginalità tecnologica e sociale&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>G20, Ocse: per l&#8217;Italia la priorità sia Fisco e Lavoro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Feb 2016 17:32:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Top News]]></category>
		<category><![CDATA[disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8220;Mobilitare un ampio spettro di politiche per migliorare le opportunità di lavoro per i disoccupati e facilitare il loro ritorno al lavoro resta una priorità per le riforme&#8221; in Italia, dato che &#8220;la disoccupazione rimane molto alta, soprattutto per i giovani e per chi è senza lavoro da lungo tempo&#8221;. Lo scrive l&#8217;Ocse nel suo rapporto &#8216;Going [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_10387" aria-describedby="caption-attachment-10387" style="width: 700px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ocse.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-10387" alt="ocse" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ocse.jpg" width="700" height="411" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ocse.jpg 700w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ocse-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ocse-459x270.jpg 459w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a><figcaption id="caption-attachment-10387" class="wp-caption-text">ocse</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Mobilitare un ampio spettro di politiche per<strong> migliorare le opportunità di lavoro per i disoccupati</strong> e facilitare il loro ritorno al lavoro resta una priorità per le riforme&#8221; in Italia, dato che &#8220;la disoccupazione rimane molto alta, soprattutto per i giovani e per chi è senza lavoro da lungo tempo&#8221;. Lo scrive l&#8217;Ocse nel suo rapporto &#8216;Going for Growth&#8217;, presentato al G20 finanziario di Shanghai.</p>
<p>Sul fronte lavoro, l&#8217;Ocse sollecita l&#8217;Italia a &#8220;portare avanti il riequilibrio della protezione dal posto di lavoro al reddito del lavoratore, riducendo il dualismo del mercato con assunzioni e licenziamenti più flessibili e procedure legali più prevedibili e meno costose&#8221;, e ad &#8220;accentuare le politiche attive del lavoro, in particolare concentrando le risorse sui disoccupati di lungo periodo&#8221;. L&#8217;organizzazione sottolinea poi come su questi fronti si siano già fatti alcuni passi avanti, con la creazione dell&#8217;Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro, un &#8220;nuoco contratto con procedure di interruzione meno costose e un sistema di tutele crescenti&#8221; affiancato da &#8220;sussidi di disoccupazione universali condizionati alla partecipazione a programmi&#8221;, e &#8220;rilevanti decreti mirati a migliorare l&#8217;efficienza dei tribunali civili nei casi di bancarotta&#8221;.</p>
<p>L&#8217;Italia deve &#8220;<strong>migliorare l&#8217;efficienza della struttura fiscale</strong>, riducendo le distorsioni e gli incentivi ad evadere, riducendo gli elevati tassi nominali di imposizioni e abolendo diverse spese fiscali&#8221;. E&#8217; una delle raccomandazioni formulate dall&#8217;Ocse.</p>
<p>L&#8217;Italia deve &#8220;<strong>ridurre le barriere alla concorrenza</strong> assicurando che le riforme siano pienamente implementate a tutti i livelli, migliorando gli incentivi all&#8217;efficienza dei tribunali civili e rendendo più fluide le procedure di bancarotta&#8221;.</p>
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		<title>Expo 2015: Tronca, sfide a Milano sono Mafia, Disoccupazione, Sicurezza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jan 2014 18:53:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[disoccupazione]]></category>
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					<description><![CDATA[Mafia, disoccupazione, sicurezza: sono tante le sfide che Milano si trova a dover affrontare nel 2014 secondo il prefetto Francesco Paolo Tronca che conferma l&#8217;arrivo in vista dell&#8217;Expo 2015 di rinforzi per vigili del fuoco e forze dell&#8217;ordine e difende il ruolo delle Prefetture da chi, come la Lega, vorrebbe eliminarle. &#8220;La Prefettura &#8211; dice [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_7327" aria-describedby="caption-attachment-7327" style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/expo-milano-2015-prefetto-francesco-tronca-comunicareitalia-ilparlamentare.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-7327" alt="expo-milano-2015-prefetto-francesco-tronca-comunicareitalia-ilparlamentare" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/expo-milano-2015-prefetto-francesco-tronca-comunicareitalia-ilparlamentare.jpg" width="790" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/expo-milano-2015-prefetto-francesco-tronca-comunicareitalia-ilparlamentare.jpg 790w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/expo-milano-2015-prefetto-francesco-tronca-comunicareitalia-ilparlamentare-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/expo-milano-2015-prefetto-francesco-tronca-comunicareitalia-ilparlamentare-457x270.jpg 457w" sizes="auto, (max-width: 790px) 100vw, 790px" /></a><figcaption id="caption-attachment-7327" class="wp-caption-text">Expo Milano 2015: le sfide del Prefetto Tronca tra Mafia, Disoccupazione e Sicurezza</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Mafia, disoccupazione, sicurezza: sono tante le sfide che Milano si trova a dover affrontare nel 2014 secondo il <strong>prefetto Francesco Paolo Tronca</strong> che conferma l&#8217;arrivo in vista dell&#8217;Expo 2015 di rinforzi per vigili del fuoco e forze dell&#8217;ordine e difende il ruolo delle Prefetture da chi, come la Lega, vorrebbe eliminarle. &#8220;La Prefettura &#8211; dice all&#8217;Ansa &#8211; rappresenta lo Stato e oggi c&#8217;è bisogno sempre più di Stato, anche a Milano&#8221;. Uno Stato &#8220;attento a far rispettare le regole&#8221; ma anche alle &#8220;nuove evoluzioni sociali&#8221;. Ed è per questo che Tronca dice di voler lavorare anche fuori da palazzo Dioli, la sede della prefettura dove si è insediato lo scorso 19 agosto. &#8220;Il prefetto &#8211; spiega &#8211; deve stare dove c&#8217;è bisogno del suo ruolo. Deve andare sul territorio per rendersi conto della situazione, ascoltare per intercettare le problematiche prima che diventino emergenze&#8221;. La Repubblica Milano.it</p>
<p style="text-align: justify;">Parla di sfide il prefetto Francesco Paolo Tronca. Quelle che Milano dovrà affrontare nel 2014 e poi in occasione dell’Expo, nel 2015. E «difende» le Prefetture da chi, come la Lega vorrebbe chiuderle: «La Prefettura rappresenta lo Stato e oggi c’è bisogno sempre più di Stato, anche a Milano», ha dichiarato all’ANSA.</p>
<p style="text-align: justify;">IL LAVORO CHE NON C’E’ &#8211; Nell&#8217;intervista de <strong>Il Corriere della Sera.it</strong> il <strong>Prefetto Francesco Paolo Tronca</strong> non parla di emergenze, ma di criticità: partendo dal lavoro, anzi dalla «mancanza di lavoro», agli sfratti, alle nuove povertà passando per la questione della sicurezza. Tronca si è insediato il 19 agosto scorso, quattro mesi fa dunque, mesi, spiega, Cdi grande lavoro interno ed esterno. Il prefetto deve andare sul territorio , vedere coi suoi occhi, ascoltare per intercettare in anticipo le criticità ed evitare che diventino emergenze».</p>
<p style="text-align: justify;">LA SICUREZZA &#8211; Parla di strategie condivise con più istituzioni: «Bisogna affrontare il problema occupazionale, le nuove povertà e anche le vecchie. E poi ci sono problematiche comuni ad altre realtà, come la sicurezza». Per questo il prefetto ha chiesto di intensificare l’azione dei moduli interforze, che coinvolgono anche vigili del fuoco e polizia locale nelle diverse zone della città «con interventi rapidi e mobili. Se il cittadino ha la percezione che lo Stato c’è , che gli elimina un disagio, un disturbo notturno, l’allontanamento della prostituzione, dello spaccio, allora la percezione di sicurezza aumenta e aumenta la qualità della vita»</p>
<p style="text-align: justify;">EXPO : RINFORZI TRA LE FORZE DELL’ORDINE &#8211; <strong>Niente mafia e criminalità organizzata nell’esposizione universale</strong>: «Eviteremo qualsiasi tipo di infiltrazione» assicura il prefetto all’Ansa confermando l’arrivo di più uomini. In vista di Expo 2015 e, poco prima, del semestre italiano di presidenza europea, quando si svolgeranno a Milano una serie di eventi internazionali, arriverà in città un rinforzo per le forze dell’ordine e vigili del fuoco. Tronca non dice quanti saranno i nuovi arrivi ma ha assicurato che «il governo darà a Milano quell’attenzione necessaria ad affrontare al meglio gli eventi».</p>
<p style="text-align: justify;">ACCESSO AI CANTIERI CONTROLLATO -«Ci sono tali e tanti filtri che ci permettono di evitare infiltrazioni di ogni tipo. Questo è uno dei miei impegni prioritari. Ove intercettiamo anomalie, interveniamo immediatamente con provvedimenti interdittivi» e per questo è particolarmente utile «disporre l’accesso nei cantieri». Chi entra nei cantieri di Expo, infatti, viene segnalato. Il lavoro da fare è tanto ed è per questo che Tronca ha aumentato le riunioni della sezione speciale del comitato di coordinamento per l’alta sorveglianza Grandi Opere che si occupa di Expo. Milano tra pochi mesi sarà infatti al centro della vetrina internazionale su cui si accenderanno i riflettori di tutto il mondo: «Sono certo che Milano sarà assolutamente all’altezza di rendere onore al Paese e vincere queste grosse battaglie, di cui la più importante è Expò».</p>
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		<title>Industria: Ugl, da calo produzione ripercussioni su tenuta sociale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Mar 2012 20:35:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[crisi finanziaria]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8221;I dati Istat confermano la difficolta&#8217; che sta vivendo l&#8217;industria italiana e soprattutto la progressiva riduzione della committenza pubblica, bloccata dalle politiche di risanamento dei bilanci&#8221;. Cosi&#8217; il segretario confederale dell&#8217;Ugl, Paolo Varesi, commenta i dati diffusi oggi dall&#8217;Istat su fatturato e ordinativi, spiegando che &#8221;un calo della produzione del 4,4 per cento su base [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8221;I dati Istat confermano la difficolta&#8217; che sta vivendo l&#8217;industria italiana e soprattutto la progressiva riduzione della committenza pubblica, bloccata dalle politiche di risanamento dei bilanci&#8221;. Cosi&#8217; il segretario confederale dell&#8217;Ugl, Paolo Varesi, commenta i dati diffusi oggi dall&#8217;Istat su fatturato e ordinativi, spiegando che &#8221;un calo della produzione del 4,4 per cento su base annua si ripercuote sull&#8217;occupazione e sulla tenuta sociale di molti territori la cui economia e&#8217; spesso focalizzata su settori molto specifici, e che non offrono percio&#8217; alternative occupazionali in caso di crisi di domanda&#8221;.</p>
<p><a class="lightbox" title="Crisi_in_Italia_2" href="https://ilparlamentare.it/?attachment_id=4244"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-4244" title="Crisi_in_Italia_2" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Crisi_in_Italia_2.jpg" alt="" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Crisi_in_Italia_2.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Crisi_in_Italia_2-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Crisi_in_Italia_2-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a>&#8221;Sintomatico &#8211; continua il sindacalista &#8211; l&#8217;andamento negativo delle industrie tessili, da sempre fiore all&#8217;occhiello del nostro made in Italy, e della produzione di autoveicoli, che segna una caduta del 24,3 per cento su base annua. La progressiva difficolta&#8217; dei mercati nazionali, che hanno a disposizione risorse sempre piu&#8217; scarse, e la forte incertezza sul futuro induce infatti, anche chi potrebbe, a rinunciare all&#8217;acquisto&#8221;. &#8221;Occorre adottare il prima possibile serie politiche industriali che incentivino la produzione, contrastino le delocalizzazioni e &#8211; conclude Varesi &#8211; alleggeriscano il peso fiscale&#8221;.</p>
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