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	<title>deficit &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Politica: il primato del marketing e la sua logica perversa.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Sep 2014 15:39:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Top News]]></category>
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		<category><![CDATA[Crisi economica]]></category>
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					<description><![CDATA[di Alessandro Corneli / Non scopriamo niente di nuovo se diciamo che Matteo Renzi è un maestro nel marketing politico, ma francamente – come scrive oggi Libero – questa ci mancava all’appello: tutti i ministri dovranno recarsi nelle scuole dove hanno studiato per solennizzare l’inizio del nuovo anno scolastico, ovvero per ribadire la centralità della scuola nel [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_8198" aria-describedby="caption-attachment-8198" style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-renzi-europa.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-8198" alt="matteo-renzi-europa" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-renzi-europa.jpg" width="790" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-renzi-europa.jpg 790w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-renzi-europa-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-renzi-europa-457x270.jpg 457w" sizes="(max-width: 790px) 100vw, 790px" /></a><figcaption id="caption-attachment-8198" class="wp-caption-text">Il Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">di Alessandro Corneli /</p>
<p style="text-align: justify;">Non scopriamo niente di nuovo se diciamo che <strong>Matteo Renzi</strong> <strong>è un maestro nel marketing politico</strong>, ma francamente – come scrive oggi <strong><em>Libero</em></strong> – questa ci mancava all’appello: tutti i ministri dovranno recarsi nelle scuole dove hanno studiato per solennizzare l’inizio del nuovo anno scolastico, ovvero per ribadire la centralità della scuola nel programma del Governo e dare risonanza alla riforma Giannini. Non è precisato se l’istituto prescelto dovrà essere quello della Scuola elementare, della Scuola media dell’obbligo o della Scuola media superiore poiché è possibile che lo stesso ministro bambino-giovanetto abbia cambiato istituto. Seguirà il cuore?</p>
<p style="text-align: justify;">Che questa operazione, che comunque avrà un costo, anche se limitato, sia uno spot, non c’è alcun dubbio. Che profumi un po’ di amarcord è altrettanto chiaro, avendo per obiettivo non tanto gli studenti che, in maggioranza, avendo di meno di 18 anni, non votano, ma i loro genitori e forse anche i loro nonni che invece votano, ecc. ecc.</p>
<p style="text-align: justify;">Non voglio parlare di questo ma della logica intrinseca, e perversa, della riduzione della politica a marketing perché, nulla essendoci di nuovo sotto il sole, richiama direttamente i regimi che hanno inventato e praticato per primi, scientificamente, il marketing politico, cioè i regimi autoritari, di destra e di sinistra. Certe cose le ho viste solo in qualche spezzone di documentari di Film Luce relativi alle utilizzazione della masse scolaresche, in divisa bianca o nera, nelle parate di regime. Arriveremo all’inno nazionale e all’alzabandiera, ogni mattina, nel cortile di ogni scuola? Arriveremo a “Sull’attenti! Entra il Direttore!”? E poi sport e musica. L’educazione all’uso del computer sembra sostituire l’educazione militare. È già una piccola fortuna, ma per gli adulti spirano venti di guerra: contro l’ISIS (Stato Islamico), contro la Russia: Angela Merkel sembra avere indossato l’elmetto. Proprio la Germania che fa i maggiori affari con la Russia. C’è qualcosa di poco chiaro. Mentre la Francia è pronta a scatenare bombardamenti sull’ex mandato siriano, con la benedizione di Obama. A noi, la Libia, che non è più uno scatolone di sabbia, ma una distesa di pericolose sabbie mobili.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Juncker</strong> ha formato la Commissione Europea e <strong>si è circondato di commissari rigoristi: non è un bel segnale per l’Italia.</strong> La Francia ha visto così ridotto il successo della nomina del commissario Moscovici all’economia, ma ha reagito affermando che continuerà a sforare il deficit del 3%. Adesso comunque tutta l’attenzione è concentrata sulla Scozia dove il 18 settembre si svolgerà il referendum sull’indipendenza. Elisabetta II, con grande stile, ha rifiutato di scendere in campo: i partiti hanno voluto la Monarchia neutrale, e neutrale sia. A lei non si può tirare la giacca. “C’è nebbia sulla Manica: Il Continente è isolato”.</p>
<p style="text-align: justify;">C’è il timore, se vincessero gli indipendentisti, che anche <strong>Spagna (Catalogna) e Belgio (Fiandre)</strong> dovrebbero imboccare lo stesso percorso. E perché no anche la<strong> Padania</strong>? E come opporsi ad altre richieste di indipendenza da parte di regioni fortemente caratterizzate da precedenti identitari storici, etnici, linguistici, religiosi, e, non ultimi, precisi interessi economici? E se è vero che la secessione avrebbe dei costi, mobiliterebbe anche risorse, sotto forma di spese, per realizzarsi: una variante della politica keynesiana: separarsi per spendere.</p>
<p style="text-align: justify;">Aggiornamento</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo un’anticipazione dell’<strong>ANSA</strong> della rubrica <strong>“l’antitaliano”</strong> del <strong>settimanale <em>L’Espresso</em></strong>, <strong>Roberto Saviano</strong> ha definito <strong>Matteo Renzi “abile battutista”</strong>. In particolare è da segnalare questo passaggio: “”Ci si aspetterebbe umiltà silenzio, riservatezza: esistere solo quando si è al lavoro, rifuggendo ogni futilità<strong>…</strong> Se il giorno in cui si è ufficializzata la deflazione che ha portato l’economia italiana al 1959 il nostro Premier ha teatralmente mangiato il gelato, forse a breve sarà costretto a presentarsi al Paese in ginocchio e con la testa bassa, in un vuoto di parole, finalmente rappresentativo del disastro”.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è la prima volta che da sinistra, o dall’area progressista, arrivano attacchi a Renzi, ma a sinistra, o nell’area progressista, non ci sono leader alternativi in grado di ottenere comunque un largo consenso.  Allora qual è l’obiettivo di una tale manovra? Escludendo che possa essere quello di riaprire le porte a Berlusconi, non resta che ipotizzare che si attacca Renzi perché su varie questioni, che più o meno si configurano nel pacchetto delle riforme, egli si appoggia proprio a Berlusconi. Ma Renzi non ha alternative. E allora? Sta prevalendo la linea del “tanto peggio, tanto meglio”? Ma meglio per chi? <strong>Intanto da Bruxelles si rafforza il dubbio</strong> che l’Italia, dato il peggioramento della situazione economica, possa contenere il <strong>deficit al 2,6%, ma si dà fiducia a Renzi</strong>. Troppoe cose non sono chiare.</p>
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