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	<title>danny chin &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Google: clamoroso &#8220;No&#8221; dalla Corte USA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Mar 2011 17:20:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La Corte di New York boccia l&#8217;intesa tra il motore di ricerca e le associazioni di categoria americane: &#8220;Crea un vantaggio sui concorrenti, potrebbe violare le norme antitrust&#8221;. In USA il caso è stato sollevato da Microsoft e Amazon. In Italia, invece, da Fabio Gallo studioso e appassionato di intelligenza connettiva che aveva già segnalato la possibile intromissione nei [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_1575" aria-describedby="caption-attachment-1575" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/2011/03/26/google-clamoroso-no-dalla-corte-usa/google/" rel="attachment wp-att-1575"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-1575" title="google" alt="" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/google.jpg" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/google.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/google-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/google-250x140.jpg 250w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/google-160x90.jpg 160w" sizes="(max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-1575" class="wp-caption-text">Google</figcaption></figure>
<p>La Corte di New York boccia l&#8217;intesa tra il motore di ricerca e le associazioni di categoria americane: &#8220;Crea un vantaggio sui concorrenti, potrebbe violare le norme antitrust&#8221;.<br />
In USA il caso è stato sollevato da Microsoft e Amazon. In Italia, invece, da <strong>Fabio Gallo studioso e appassionato di intelligenza connettiva </strong>che aveva già segnalato la possibile intromissione nei diritti di sfruttamento dei beni Culturali italiani e di pericolosa &#8220;gestione della conoscenza&#8221; agli organi preposti del Governo.<br />
<strong>Oggi la Giustizia americana respinge l&#8217;accordo dal valore di 125 milioni di dollari fra Google e gli Editori sui diritti d&#8217;autore per la creazione della maggiore biblioteca digitale al mondo</strong>.<br />
L&#8217;accordo fra Google e gli Editori, siglato nel 2005, avrebbe consentito a Mountain View di distribuire milioni di libri su internet in cambio della condivisione dei ricavi ottenuti.</p>
<p>Il <strong>Giudice Danny Chin </strong>nel motivare la propria decisione ha detto che <strong>l&#8217;accordo darebbe a Google un &#8220;significativo vantaggio sui suoi competitor&#8221;</strong>.<br />
Da una libreria universale molti trarrebbero vantaggi, è ovvio, ma <strong>il progetto &#8220;va troppo in là&#8221; </strong>e Google si troverebbe ad avere molti diritti <strong>&#8220;senza il permesso dei titolari di copyright&#8221;.<br />
Anche il dipartimento di Giustizia statunitense ipotizza che Google, attraverso questa intesa, potrebbe violare la legge americana sull&#8217;antitrust e quella sul diritto d&#8217;autore.<br />
</strong>Tra i critici dell&#8217;accordo tra Google, Authors e Association of American Publishers ci sono Amazon (il cui e-book reader Kindle non è compatibile con la libreria di Google) e Microsoft.</p>
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