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	<title>danaro &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Cina la più forte tra le Banche. Domina podio mondiale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jul 2019 14:06:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Top News]]></category>
		<category><![CDATA[Banche]]></category>
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					<description><![CDATA[Il 2018 è ancora una volta l’anno delle banche cinesi, che occupano l’intero podio della classifica mondiale. Parlano cinese, infatti, 4 delle prime 5 banche al mondo per totale attivi, con Icb of China che si conferma prima anche nel 2018. Il primo istituto statunitense è JP Morgan Chase, fermo al quarto posto, mentre Bnp [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_14334" aria-describedby="caption-attachment-14334" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/danaro-cina.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-14334" alt="Banche: Cina la più forte" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/danaro-cina.jpg" width="1000" height="619" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/danaro-cina.jpg 1000w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/danaro-cina-300x185.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/danaro-cina-436x270.jpg 436w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a><figcaption id="caption-attachment-14334" class="wp-caption-text">Banche: Cina la più forte</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Il 2018 è ancora una volta l’anno delle banche cinesi, che occupano l’intero podio della classifica mondiale. Parlano cinese, infatti, 4 delle prime 5 banche al mondo per totale attivi, con Icb of China che si conferma prima anche nel 2018. Il primo istituto statunitense è JP Morgan Chase, fermo al quarto posto, mentre Bnp Paribas ha raggiunto Hsbc diventando la prima big europea. UniCredit e Intesa Sanpaolo perdono quattro posizioni ciascuna e si piazzano, rispettivamente, 26esima e 29esima. E’ il quadro che emerge dal rapporto annuale dell’Area Studi di Mediobanca sulle principali banche internazionali.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel dettaglio, la top10 vede la conferma al primo posto di Industrial and Commercial Bank of China, con attivi per 3.517 miliardi. Scambio di posizioni al secondo posto: Agricultural Bank of China (2.871 mld) supera China Construction Bank (2.856 mld). Fuori dal podio come l’anno precedente il gigante americano JP Morgan Chase (2.703 mld), seguito a brevissima distanza da un altro colosso cinese: Bank of China (2.701 mld).</p>
<p style="text-align: justify;">Il sesto posto appartiene anche nel 2018 alla giapponese Mitsubishi (2.472 mld), seguita dalla statunitense BofA (2.305 mld). Ottavo posto per la francese Bnp Paribas (2.276 mld), prima banca europea in classifica e in recupero di una posizione rispetto al 2017. Completano la Top10 Hsbc (2.275 mld), che perde due posizioni, e Citigroup (1.980 mld).</p>
<p style="text-align: justify;">Ancora indietro le banche italiane che, rispetto alla precedente rilevazione, hanno perso entrambe quattro posizioni: UniCredit (848 mld) è 26esima e Intesa Sanpaolo (817 mld) è 29esima. Fonte ASCA News</p>
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		<title>Fuoco e fiamme in provincia di Cosenza: sarebbe gravissima la teoria dell&#8217;Economista</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Aug 2017 22:49:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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		<category><![CDATA[fiamme]]></category>
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		<category><![CDATA[Regione Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[Redazione de ILPARLAMENTARE/ Se avesse dall&#8217;altra parte chi risponde al fuoco, sarebbe una vera guerra civile e, in parte lo è. Qualcuno ha dichiarato guerra alla Repubblica Italiana dandole letteralmente fuoco. Tutta Italia è ferita e piangente. Ma in Calabria, la provincia del cosentino, è traumatizzata. Fiamme alte decine e decine di metri che bruciano [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_12628" aria-describedby="caption-attachment-12628" style="width: 960px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/incendio_boschivo.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-12628" alt="incendio, sila, cosenza, regione calabria" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/incendio_boschivo.jpg" width="960" height="640" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/incendio_boschivo.jpg 960w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/incendio_boschivo-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/incendio_boschivo-405x270.jpg 405w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></a><figcaption id="caption-attachment-12628" class="wp-caption-text">Incendiati i Boschi della Sila</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">Redazione de ILPARLAMENTARE/</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Se avesse dall&#8217;altra parte chi risponde al fuoco, sarebbe una vera guerra civile e, in parte lo è.</strong> Qualcuno ha dichiarato guerra alla <strong>Repubblica Italiana dandole letteralmente fuoco</strong>. Tutta Italia è ferita e piangente. Ma in Calabria, <strong>la provincia del cosentino, è traumatizzata.</strong> Fiamme alte decine e decine di metri che bruciano tutto quanto la natura e l&#8217;ambiente hanno, per supportare gli esseri umani. Sessanta giorni di guerra a difesa dalle fiamme che illuminano la notte e rendono l&#8217;aria irrespirabile.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; UNA GUERRA ALLO STATO NEL LUOGO DOVE REGOLE NON ESISTONO<br />
<strong>Si, una guerra allo Stato che nella provincia di Cosenza è assente, completamente assente, e ha perso.</strong> Un dramma che lede ogni diritto umano e che dovrebbe spingere la politica regionale, provinciale e dei comuni incapaci di farsi ascoltare, a dimettersi per dignità, se non per protesta. Donne, mamme che urlano, fiamme che avanzano e distruggono tutto. <strong>Assassini! Sono moralmente pari ai peggiori assassini</strong> coloro i quali stanno distruggendo <strong>boschi, proprietà, civili abitazioni, mezzi agricoli e capannoni, animali, mezzi civili.</strong> Sembra essere assolutamente inutile il grande lavoro dei Vigili del Fuoco quando contemporaneamente, nello stesso territorio e ad un raggio di pochi chilometri l&#8217;uno dall&#8217;altro, si levano le fiamme per <strong>mano vigliacca ma esperta, sapiente, mirata e motivata, senza scrupoli. </strong>Come al solito, la colpa potrebbe essere della fame incessante di danaro che ormai in Italia lo si vuole a qualsiasi costo e per averlo, si fa davvero di tutto.</p>
<p style="text-align: justify;">IACCHITE.COM: L&#8217;ECONOMISTA MATTEO OLIVIERI INDIVIDUA LA PROBABILE RESPONSABILITA&#8217;<br />
Da poche ore è scandalo sui social media grazie al redazionale dell’economista <strong>Matteo Olivieri</strong> <strong>sul caos degli incendi</strong> in provincia di Cosenza riportato a decine di migliaia di lettori la Testata Giornalistica <a href="http://www.iacchite.com" target="_blank">IACCHITE.COM</a> diretta da <strong>Gabriele Carchidi</strong> che dichiara: Matteo Olivieri ha lucidamente individuato la chiave del problema: <strong>i bandi della Regione Calabria. </strong>La ricostruzione dei fatti di <a href="http://www.iacchite.com" target="_blank">IACCHITE.COM</a> sembra essere assai verosimile, affermano centinaia di cittadini sui social media. Qui di seguito se ne propone il contenuto.</p>
<p style="text-align: justify;">“… Nell’ambito del <strong>Piano di Sviluppo Rurale 2014/2020</strong>, i bandi per la “<strong>Misura 8-Investimenti nello sviluppo delle aree forestali e nel miglioramento della redditività delle foreste”</strong> (la cui scadenza è stata prorogata al 18 settembre 2017), <strong>vengono previsti finanziamenti per “l’imboschimento e creazione di aree boscate” (8.1.1), per la “prevenzione dei danni da incendi e calamità naturali” (8.3.1),</strong> per il <strong>“ripristino delle foreste danneggiate da incendi, calamità naturali ed eventi catastrofici” (8.4.1),</strong> per gli <strong>“investimenti diretti ad accrescere il pregio ambientale degli ecosistemi forestali” (8.5.1),</strong> nonché per gli <strong>“interventi in tecnologie forestali, trasformazione, mobilitazione e commercializzazione prodotti forestali” (8.6.1 )…</strong></p>
<p style="text-align: justify;">70 MILIONI DI EURO DISPONIBILI CHE FANNO GOLA<br />
In totale, la disponibilità finanziaria del bando è pari a 70 milioni di euro – corrispondente a circa il 70% dell’intero stanziamento assegnato alla Misura 8 per il periodo di programmazione comunitaria 2014/20.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dalla lettura dei bandi, si può notare</strong> <strong>come – ai fini della formazione delle “graduatorie di merito” – la selezione dei beneficiari (pubblici, privati o consorzi) e l’ammontare dei benefici concessi dipendano dal rispetto di alcuni criteri, tra i quali la localizzazione dell’intervento su superfici ricadenti in aree a vincolo idrogeologico (max 9 punti), o su superfici appartenenti alle aree a rischio incendio (max 8 punti)&#8230;</strong></p>
<p style="text-align: justify;">SITUAZIONE DEFINITA NEL GERGO AZZARDO MORALE<br />
Quello che stupisce <strong>in questo tipo di bandi è che l’ammontare del beneficio è teoricamente tanto maggiore quanto più vulnerabile</strong> <strong>è il suolo su cui si intende intervenire.</strong> Una situazione che potrebbe ingenerare comportamenti per nulla virtuosi nei proprietari di suoli rientranti nei criteri stabiliti per la Misura 8, che potrebbero essere tentati di agire opportunisticamente, sapendo di poter guadagnare facilmente enormi somme di denaro. In economia, <strong>questa situazione si definisce “azzardo morale”, e corrisponde all’assunzione irresponsabile di comportamenti rischiosi motivati dalla certezza di un guadagno.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Può capitare, infatti, che alcuni individui assumano <strong>decisioni apparentemente illogiche (folli)</strong> per il semplice motivo che questi <strong>non rischiano assolutamente nulla dei propri soldi.</strong> Questa situazione è tanto più probabile <strong>che si verifichi quanto più si dispone di un vantaggio</strong>, <strong>che generalmente consiste nella disponibilità di informazioni riservate</strong> (p.e. la conoscenza approfondita dei luoghi può consentire di muoversi indisturbati).</p>
<p style="text-align: justify;">REGIONE CALABRIA ELIMINI I RISCHI DI FORME DI VANTAGGIO INDEBITO<br />
Invece,<strong> è legittimo chiedere che vengano eliminati i rischi di forme di vantaggio indebito,</strong> per impedire sul nascere la possibilità di comportamenti opportunistici dei proprietari di terreni. <strong>Per fare ciò sarebbe bastato che la Regione Calabria non annunciasse in anticipo l’intenzione di destinare fondi per il rimboschimento di aree percorse dal fuoco</strong>, né concedesse proroghe al bando, né annunciasse in anteprima i criteri utilizzati per selezionare quelli che nello stesso bando vengono definiti come progetti migliori”.</p>
<p style="text-align: justify;">LA MAGISTRATURA INDAGHI E PUNISCA I RESPONSABILI<br />
Il redazionale della Testata Giornalistica <a href="http://www.iacchite.com" target="_blank">IACCHITE.COM</a> appronfondisce il suo redazionale con una analisi riferita a soggetti politici che sono al governo del territorio regionale. Se le considerazioni della Testata Giornalistica dovessero trovare conforto nelle indagini della Magistratura di cui, però, non si avverte la presenza, sarebbe davvero grave e imperdonabile. D&#8217;altronde, risulta difficile credere che politici che navigano nell&#8217;amministrazione pubblica da decine di anni, possano commettere errori nell&#8217;assumere determinazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>BCE, Yves Mersch contro l’abolizione dei contanti: ci collegano alla gente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Apr 2017 20:03:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[BCE]]></category>
		<category><![CDATA[contanti]]></category>
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					<description><![CDATA[La Banca centrale europea si è nuovamente schierata contro l’abolizione dei contanti. Una ipotesi che alcuni avevano in parte attribuito anche all’istituzione per la scelta, dettata da motivazioni che però erano di antiriciclaggio e contrasto al finanziamento al terrorismo, di interrompere la stampa delle maxi taglio di banconote da 500 euro. Ma “se l’Europa abolisse [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_12230" aria-describedby="caption-attachment-12230" style="width: 954px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Yves-Mersch.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-12230" alt="Yves Mersch - banca centrale europea" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Yves-Mersch.jpg" width="954" height="637" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Yves-Mersch.jpg 954w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Yves-Mersch-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Yves-Mersch-404x270.jpg 404w" sizes="(max-width: 954px) 100vw, 954px" /></a><figcaption id="caption-attachment-12230" class="wp-caption-text">Yves Mersch</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">La Banca centrale europea si è nuovamente schierata contro l’abolizione dei contanti. Una ipotesi che alcuni avevano in parte attribuito anche all’istituzione per la scelta, dettata da motivazioni che però erano di antiriciclaggio e contrasto al finanziamento al terrorismo, di interrompere la stampa delle maxi taglio di banconote da 500 euro.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma “se l’Europa abolisse i contanti, reciderebbe l’unico legame diretto che c’è tra la gente e la moneta della Banca centrale”, ha affermato Yves Mersch, componente del Comitato esecutivo della Bce, che ha anche la delega sulle banconote, in un articolo sulla rivista Project Syndicate.</p>
<p style="text-align: justify;">“In una democrazia, un legame di questo tipo aiuta a consolidare il favore pubblico verso l’indipendenza della Banca centrale, rafforzando la fiducia e il supporto delle persone nell’efficace condotta della politica monetaria”.</p>
<p style="text-align: justify;">“La Bce continuerà a stampare banconote. Faciliteremo anche ulteriori sviluppi di soluzioni per pagamenti al dettagli innovative, integrate e competitive. Ma se un giorno il contante dovesse mai essere sostituito dalla moneta elettronica – ha avvertito il banchiere centrale – una decisione simile dovrà riflettere la volontà della gente, non la forza dei gruppi di lobby”.</p>
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