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	<title>cuneo fiscale &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Confindustria, Boccia: &#8220;Il nostro Pil è come quello del 2000, ventʼanni buttati&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 May 2017 20:12:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8220;Dal 2000 a oggi il Pil italiano è invariato, contro il +27% della Spagna, il +21% della Germania, il +20% della Francia. Il reddito pro capite è ai livelli del 1998. Vent&#8217;anni perduti&#8221;. E&#8217; spietata l&#8217;analisi del presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia che, in occasione dell&#8217;assemblea annuale, ha puntato il dito contro una ripresa del Pil che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_12304" aria-describedby="caption-attachment-12304" style="width: 990px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/vincenzo-boccia-confindustria.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-12304" alt="vincenzo-boccia-confindustria" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/vincenzo-boccia-confindustria.jpg" width="990" height="508" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/vincenzo-boccia-confindustria.jpg 990w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/vincenzo-boccia-confindustria-300x153.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/vincenzo-boccia-confindustria-480x246.jpg 480w" sizes="(max-width: 990px) 100vw, 990px" /></a><figcaption id="caption-attachment-12304" class="wp-caption-text">Vincenzo Boccia &#8211; Presidente Confindustria</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Dal 2000 a oggi il Pil italiano è invariato, contro il +27% della Spagna, il +21% della Germania, il +20% della Francia. Il reddito pro capite è ai livelli del 1998. Vent&#8217;anni perduti&#8221;. E&#8217; spietata l&#8217;analisi del presidente di Confindustria, <strong>Vincenzo Boccia</strong> che, in occasione dell&#8217;assemblea annuale, ha puntato il dito contro una ripresa del Pil che procede a ritmo troppo lento e ha invitato il mondo politico a procedere sulla strada delle riforme.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Siamo tornati a crescere, è vero &#8211; ha aggiunto -, ma il divario con altri Paesi europei si sta allargando, come accadeva prima della crisi. Inoltre restiamo impigliati nelle nostre croniche carenze strutturali e il tessuto sociale e produttivo rimane fragile&#8221;. Saremo l&#8217;unico grande Paese in area Euro nel 2017, precisa, con &#8220;un valore dell&#8217;attività più basso di 10 anni fa e, al ritmo dell&#8217;1%, non lo rivedremo prima del 2023&#8221;.</p>
<p><strong>Le proposte</strong> &#8211; Boccia arriva dunque ai passi da fare per un rilancio del sistema Italia e dice che è necessario &#8220;azzerare il cuneo fiscale sull&#8217;assunzione dei giovani per i primi tre anni. Sapendo fin d&#8217;ora che dopo dovremo ridurlo per tutti&#8221;. Boccia chiede quindi di &#8220;concentrare le risorse disponibili&#8221; su questo. &#8220;Dobbiamo avviare una grande operazione per includere i giovani nel mondo del lavoro&#8221;, continua, sostenendo che &#8220;la poca occupazione giovanile è il nostro valore sprecato&#8221;. Serve &#8220;una misura forte, diretta, percepibile&#8221;.</p>
<p><strong>Un patto per la crescita</strong> &#8211; Indica poi la necessità di &#8220;un patto di scopo per la crescita con l&#8217;obiettivo di uscire dalle criticità italiane e costruire una effettiva dimensione europea&#8221; al quale collaborino tutti: imprenditori, lavoratori e loro rappresentanti, politica, banche e istituzioni finanziari. &#8220;Beninteso &#8211; chiarisce &#8211; non un patto spartitorio dove ciascuno chiede qualcosa per la propria categoria, ma il suo esatto contrario, dove ciascuno cede qualcosa per il bene comune&#8221;.</p>
<p>&#8220;Più produttività per aumentare i salari&#8221; &#8211; &#8220;Noi vogliamo aumentare le retribuzioni con l&#8217;aumento della produttività &#8211; continua il numero uno di Confindustria -. E questo è possibile solo con una moderna concezione delle relazioni industriali&#8221;. Inoltre Boccia sottolinea che &#8220;la strada maestra è quella dei premi di produttività, da detassare in modo strutturale. L&#8217;innalzamento della produttività deve essere il nostro faro&#8221;.</p>
<p><strong>Il ministro Calenda</strong>: sì a detassare la produttività &#8211; Il ministro dello Sviluppo Carlo Calenda dice che concorda con Boccia &#8220;sulle finalità di un &#8216;<strong>patto per la Fabbrica</strong>&#8216; che avvicini la contrattazione all&#8217;impresa. Siamo pronti a fare la nostra parte valutando un&#8217;ulteriore detassazione sui premi e sul salario di produttività&#8221;. &#8220;Questa è la strada &#8211; aggiunge &#8211; per avere retribuzioni più alte e aumentare la competitività. Non esistono scorciatoie&#8221;.</p>
<p>Boccia: &#8220;Sì al maggioritario&#8221; &#8211; Boccia ribadisce dunque la sua convinzione per cui la &#8220;sfida del Paese&#8221; sia quella di &#8220;continuare lungo la strada delle riforme. E per vincerla &#8211; avverte &#8211; servono governabilità e stabilità. Non abbiamo mai nascosto la nostra vocazione al maggioritario. Assecondare la tentazione proporzionalista, che oggi vediamo riemergere in molte proposte per la legge elettorale, potrebbe rivelarsi fatale per l&#8217;Italia. Comincerebbe una nuova stagione di immobilismo in un quadro neo corporativo e neo consociativo&#8221;.</p>
<p>Il ministro: &#8220;Legge elettorale che dia un governo&#8221; &#8211; Sul fronte elezioni il ministro replica che bisogna arrivare al voto &#8220;in tempi giusti, evitando l&#8217;esercizio provvisorio, dopo aver completato la ricapitalizzazione delle banche in difficoltà e con una legge elettorale che dia, non diciamo certezza, ma la ragionevole probabilità della formazione di un governo riducendo la frammentazione del sistema politico&#8221;. E aggiunge che &#8220;fino all&#8217;ultimo giorno utile dobbiamo continuare a lavorare con determinazione sull&#8217;agenda delle riforme&#8221;.</p>
<p>Operazione verità sui conti &#8211; Infine, Boccia auspica una &#8220;operazione verità&#8221; sui conti pubblici che abbandoni &#8220;ricette fantasiose e di facile consenso&#8221; e una politica di &#8220;realismo su deficit, debito e crescita&#8221; per i quali bisogna &#8220;farsi guidare da competenza e serietà&#8221;. &#8220;Dobbiamo farci trovare pronti &#8211; conclude &#8211; quando la Bce porrà fine all&#8217;acquisto dei titoli sovrani. Il che vuol dire abbassare rapidamente la montagna del debito pubblico attraverso privatizzazioni e dismissioni di immobili pubblici e utilizzare strumenti &#8211; come i Matusalem bond &#8211; che lo rendano più sostenibile&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte TGCom</p>
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		<title>Se potessi avere 1000 Euro all&#8217;anno. Matteo Renzi lo promette a 10 milioni di persone</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Mar 2014 22:20:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Matteo Renzi ha debuttato a Porta a Porta di Bruno Vespa con un grande promessa che di certo gli consentirà di portare da parte sua qualche battuta del tipo: &#8220;bhe.., almeno qualcosa lui l&#8217;ha fatta!. E così promette mille euro in più all&#8217;anno nella busta paga per un milione di cittadini italiani. &#8220;Da anni i [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure style="width: 702px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-renzi.jpg"><img decoding="async" alt="matteo-renzi" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-renzi.jpg" width="702" height="412" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Matteo Renzi: mille Euro in più all&#8217;anno per 10 milioni di persone</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;"><strong>Matteo Renzi</strong> ha debuttato a <strong>Porta a Porta di Bruno Vespa</strong> con un grande promessa che di certo gli consentirà di portare da parte sua qualche battuta del tipo: &#8220;bhe.., almeno qualcosa lui l&#8217;ha fatta!. E così promette mille euro in più all&#8217;anno nella busta paga per un milione di cittadini italiani.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Da anni i cittadini hanno visto le bollette crescere &#8211; afferma il <strong>Premier Matteo Renzi</strong> &#8211;  e le tariffe aumentare ma gli stipendi erano bloccati. Ora per la prima volta il governo invece di aumentare le indennità dei consiglieri regionali li restituisce alle persone, alla vita reale&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma lo cosa sembra essere certa perché Matteo Renzi afferma &#8220;Se il 27 maggio i soldi non arrivano vuol dire che Renzi è un buffone&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>IL TAGLIO AL CUNEO FISCALE DAL PRIMO MAGGIO</strong><br />
E Renzi torna a parlare del taglio del cuneo fiscale annunciato a partire dal primo maggio. &#8220;A chi guadagna meno di 1500 euro al mese come lavoratore dipendente o assimilato, quindi anche i co.co.pro., diamo 10 miliardi l&#8217;anno. Sono dieci milioni di italiani a cui vanno mille euro netti l&#8217;anno&#8221;.<br />
&#8220;Prenderemo 500 milioni di euro dagli stipendi dei manager. Se sei un dirigente della pubblica amministrazione è giusto che guadagni più del presidente della Repubblica? No e ci sono molti dirigenti che guadagnano di più e la media tra dirigenti italiani e quelli inglesi e tedeschi è sproporzionata&#8221;. &#8220;I dirigenti pubblici per definizione non possono essere a tempo indeterminato. Chi ha vinto un concorso e ha diritti acquisiti, bene. Ma per il futuro sarebbe bene che il dipendente pubblico rimanesse a tempo indeterminato e facesse il dirigente a tempo determinato, per poi tornare a fare il dipendente a tempo indeterminato&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>PREMIER SMENTISCE IPOTESI PRELIEVO DALLE PENSIONI</strong><br />
Poi il premier smentisce l&#8217;ipotesi di un prelievo sulle pensioni, ipotizzata dal commissario Carlo Cottarelli. &#8220;L&#8217;idea che chi guadagna 2900-3000 euro di pensione sia chiamato ad un contributo va escluso. Chi sostiene che i pensionati pagheranno la manovra sbaglia, per i pensionati non cambia niente&#8221;. Il governo interverrà anche sull&#8217;Irap per le aziende. Ma &#8220;all&#8217;azienda non risolvi il problema solo con il carico fiscale, perché il carico è talmente alto&#8221; che servirebbe &#8220;uno choc&#8221;. E annuncia, &#8220;Escludo la patrimoniale&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;L&#8217;Europa ha più bisogno dell&#8217;Italia di quanto l&#8217;Italia ha bisogno dell&#8217;Europa. Questa cosa qui va detta da un Paese che un europeista convinto&#8221;, aggiunge.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Il 21 settembre, a San Matteo, ultimo giorno d&#8217;estate, se abbiamo sbloccato tutti i debiti della P.a., lei va in pellegrinaggio a piedi da Firenze a Monte Senario&#8221;. E&#8217; la scommessa che Renzi fa con Vespa. &#8220;Venderemo le auto blu all&#8217;asta così i simboli del potere saranno a portata di mano. Certo è un aspetto simbolico della spending review poi c&#8217;è la vera riduzione delle spese&#8221;, spiega Renzi. &#8220;Se riusciamo entro il 25 maggio, come vogliamo, a fare la prima lettura della riforma del Senato e chiudere la legge elettorale, dimostriamo che riusciamo a cambiare la politica&#8221;.</p>
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		<title>Governo: Giorgio Squinzi, se Renzi mantiene impegno i primi ad essere contenti saremo noi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Feb 2014 11:15:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[cuneo fiscale]]></category>
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					<description><![CDATA[La descrizione del programma pronunciata da Matteo Renzi nell&#8217;aula del Senato è piaciuta al presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi. In modo particolare è stata molto gradita soprattutto per quanto riguarda l&#8217;impegno del presidente del Consiglio di abbattere i debiti dello Stato nei confronti delle imprese e di ridurre di almeno 10 punti percentuali il cuneo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure style="width: 630px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgio-squinzi1.jpg"><img decoding="async" alt="giorgio-squinzi" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgio-squinzi1.jpg" width="630" height="350" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Giorgio Squinzi Presidente di Confindustria</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">La descrizione del programma pronunciata da Matteo Renzi nell&#8217;aula del Senato è piaciuta al presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi. In modo particolare è stata molto gradita soprattutto per quanto riguarda l&#8217;impegno del presidente del Consiglio di abbattere i debiti dello Stato nei confronti delle imprese e di ridurre di almeno 10 punti percentuali il cuneo fiscale.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8221;Se le direzioni sono queste anticipate, ben vengano&#8221; e&#8217; il primo giudizio &#8216;a caldo&#8217; pronunciato da Squinzi al termine di un incontro a Milano promosso dalla Camera di Commercio italo-americana. In particolare, il numero uno degli industriali si e&#8217; detto &#8221;d&#8217;accordo&#8221; con la necessita&#8217; di azzerare i debiti della P.A., e quando gli e&#8217; stato chiesto un commento sul proposito di Renzi di operare una riduzione del cuneo fiscale a doppia cifra, ha risposto: &#8221;Sono d&#8217;accordo&#8221;. Secondo Squinzi, e&#8217; positivo soprattutto l&#8217;orizzonte temporale della legislatura fissato dal neo premier al 2018: &#8221;Non si puo&#8217; che essere d&#8217;accordo. Abbiamo sempre chiesto stabilita&#8217; politica. Se l&#8217;avremo, i primi a essere contenti siamo noi&#8217;. ASCA&#8217;</p>
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