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	<title>crisi &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Il mito di Europa perde il suo fascino. E&#8217; giovane o immatura?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jun 2016 21:20:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[brexit]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[di battista]]></category>
		<category><![CDATA[donald trump]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[movimento 5 stelle]]></category>
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					<description><![CDATA[Di Fabio Gallo/ Con il termine Brexit si indica l&#8217;uscita della Gran Bretagna dall&#8217;Unione Europea. I Cittadini si sono espressi e hanno votato per l&#8217;uscita. Di certo la Gran Bretagna ha ricevuto vantaggi dall&#8217;essere un Paese dell&#8217;Europa ma l&#8217;Europa oggi non è più ciò che si proponeva di essere per i suoi Cittadini. La Brexit ha avuto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div data-block="true" data-editor="80eps" data-offset-key="f01jo-0-0">
<div style="text-align: center;" data-offset-key="f01jo-0-0">
<figure id="attachment_10992" aria-describedby="caption-attachment-10992" style="width: 795px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/brexit.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-10992" alt="La Gran Bretagna esce dall'Europa" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/brexit.jpg" width="795" height="512" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/brexit.jpg 795w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/brexit-300x193.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/brexit-419x270.jpg 419w" sizes="(max-width: 795px) 100vw, 795px" /></a><figcaption id="caption-attachment-10992" class="wp-caption-text">La Gran Bretagna esce dall&#8217;Europa</figcaption></figure>
<p>Di Fabio Gallo/</p>
</div>
<div style="text-align: justify;" data-offset-key="f01jo-0-0">Con il termine <strong>Brexit</strong> si indica l&#8217;uscita della Gran Bretagna dall&#8217;Unione Europea. I Cittadini si sono espressi e hanno votato per l&#8217;uscita. Di certo la Gran Bretagna ha ricevuto vantaggi dall&#8217;essere un Paese dell&#8217;Europa ma l&#8217;Europa oggi non è più ciò che si proponeva di essere per i suoi Cittadini. La Brexit ha avuto un esito doppiamente dirompente perché totalmente inatteso dagli operatori dei mercati, che fino a giovedì notte avevano effettuato i loro posizionamenti sulla base delle indicazioni che erano giunte dai sondaggi, rivelatisi totalmente errati.</div>
<div style="text-align: justify;" data-offset-key="f01jo-0-0">Molti i pensieri autorevoli ma tutti discordanti sulle conseguenze. Per il filosofo <strong>Massimo</strong> <strong>Cacciari</strong> la Brexit rinforza il NO del referendum costituzionale con la conseguente cacciata di Matteo Renzi che, però, vede male al punto tale da esclamare &#8220;Dio ci salvi&#8221;. In fondo, se ha salvato la Regina, Dio potrebbe salvare anche noi italiani. Per <strong>Di Battista</strong> (M5S) sarebbe la strada giusta anche per l&#8217;Italia. A parere di <strong>Donald Trump</strong> si tratta solo dell&#8217;inizio di una serie di errori enormi da parte dell&#8217;Europa in quanto &#8220;ci saranno molti altri casi in cui i paesi vorranno riprendere il controllo dei loro confini, della loro politica monetaria, di tante altre cose..&#8221;.</div>
<div style="text-align: justify;" data-offset-key="f01jo-0-0"></div>
<div style="text-align: justify;" data-offset-key="f01jo-0-0">Come sappiamo la prassi indica che ad attivare la procedura di sgancio dall&#8217;Europa deve essere il Paese che dichiara di volere uscire. In questo caso i tempi di sgancio ci diranno se la Gran Bretagna ha ideato una manovra per aprire una trattativa serrata con l&#8217;Europa, o se la sua visione politica è davvero proiettata al ritorno della propria integrità nazionale su cui scommettere.</div>
<div style="text-align: justify;" data-offset-key="f01jo-0-0"></div>
<div style="text-align: justify;" data-offset-key="f01jo-0-0">Il fatto stesso che le previsioni di alcuni importanti sistemi di monitoraggio siano andate fuori centro e anche di molto, significa che la superficialità con la quale si sta affrontando il problema Europa e la politica in genere è davvero notevole. Matteo Renzi con i suoi Ministri non potranno sottovalutare il potenziale di un nuovo referendum, questa volta in Italia, già reso possibile dai pronostici della leadership del M5s.</div>
<div style="text-align: justify;" data-offset-key="f01jo-0-0"></div>
<div style="text-align: justify;" data-offset-key="f01jo-0-0">E che i partiti non possono più contare sui loro calcoli lo hanno dimostrato in Italia le recenti amministrative dove i partiti sono stati costretti a consegnare al Movimento 5 Stelle il Governo della Capitale d&#8217;Italia. E ne vedremo delle belle con il referendum sulla Costituzione che con la schiacciante vittoria del NO che emergerà per la prima volta dal Popolo, costringerà i partiti a comunicare alla burocrazia europea che nulla più è certo.</div>
<div style="text-align: justify;" data-offset-key="f01jo-0-0"></div>
<div style="text-align: justify;" data-offset-key="f01jo-0-0">Il mondo appare scioccato per la reazione del grande Popolo inglese al referendum con il quale ha espresso la necessità di uscire dall&#8217;Europa. Prima di riflettere sulle conseguenze che non saranno solo negative (e poi bisogna vedere per chi, ndr.) bisognerebbe riflettere sul concetto di Europa, così come la si conosce oggi.</div>
<div style="text-align: justify;" data-offset-key="f01jo-0-0"></div>
<div style="text-align: justify;" data-offset-key="f01jo-0-0">La storia ci insegna che quando il Mediterraneo è in fermento l&#8217;Occidente ne risente e si riconfigura. Un processo in corso da secoli che oggi si acutizza al punto tale da mostrare il lato oscuro dell&#8217;Europa che paga, pur di non avere problemi da risolvere sui tavoli non della politica, bensì della burocrazia internazionale. L&#8217;emigrazione è solo la punta dell&#8217;iceberg. Lo scempio è sotto gli occhi del mondo: no sicurezza per i cittadini europei, incapacità politica d&#8217;intervento sul fenomeno migratorio, lunghi e mortali silenzi che hanno finito per produrre la violazione di tutta la scala dei diritti umani.</div>
<div style="text-align: justify;" data-offset-key="f01jo-0-0"></div>
<div style="text-align: justify;" data-offset-key="f01jo-0-0">Di cosa ci meravigliamo? Che la Grand Bretagna abbia scelto di uscire fuori dall&#8217;Europa? Ma quale Europa? Fortunatamente il fatto che a scegliere sia quella parte di mondo che ha una Regina che si chiama Elisabetta, non consente (almeno questo) di scherzarci sopra. Il grande Paese dei conquistatori, dei colonizzatori, dei guerrieri, oggi esce dall&#8217;Europa. Dunque qualcosa non va. Sarà la centralità della Germania che ha imposto un modello di austerità che ha condannato a morte tre generazioni? Forse, di fatto è proprio Londra, la capitale del lavoro europeo che accoglie decine di migliaia di italiani, a dire stop Europa.</div>
<div style="text-align: justify;" data-offset-key="f01jo-0-0"></div>
<div style="text-align: justify;" data-offset-key="f01jo-0-0">Forse è anche giunto il momento di riflettere sulla qualità della vita politica in Europa. Negli ultimi anni sono stati davvero in pochi i politici che hanno compreso quale sia l&#8217;orizzonte dell&#8217;Europa. In Italia poi, bisogna dire, si contano sulle dita di una mano i politici capaci di avere una visione dell&#8217;Italia europea in grado di creare sviluppo. Ma di farse ne abbiamo viste tante, soprattutto nelle regioni del Sud Italia. E&#8217; nota l&#8217;assoluta incapacità dell&#8217;attuale governo di bilanciare gli investimenti tra Nord, Centro e Sud per creare sviluppo. Nel Sud in modo speciale, il Governo di Matteo Renzi ha sbagliato tutto delegando strutture politiche assolutamente impreparate, al punto tale da sollecitare un vero e proprio tsunami contro il renzismo che sembrava diventare una moda o, se vogliamo, il rifugio di tutta la vecchia politica che non ha mancato di fare implodere il sistema. In parole povere se Matteo Renzi avesse mantenuto fede alle promesse da rottamatore,  non avrebbe oggi consentito agli italiani di riflettere su un eventuale referendum sull&#8217;uscita dall&#8217;Europa.</div>
<div style="text-align: justify;" data-offset-key="f01jo-0-0"></div>
<div style="text-align: justify;" data-offset-key="f01jo-0-0">Ci sarà un motivo per cui la gente riflette seriamente sui valori (e disvalori) dell&#8217;Europa? E&#8217; da chiedersi se sia legittimo che l&#8217;Europa inondi l&#8217;Italia di Olio tunisino, di frutta spagnola, di carne di cane cinese, di cibo spazzatura di ogni sorta, di olio di palma. Per non parlare della politica sull&#8217;immigrazione, sulla sicurezza, sulla salute, sul lavoro, etc., etc.! Prima o poi doveva accadere che qualche Paese che ha ancora la forza di avere dignità si ribellasse! Bene, è accaduto. E sarà solo l&#8217;inizio perché l&#8217;Europa si è allontanata dalla centralità dei bisogni primari dei suoi cittadini pretendendo che essi si sentano &#8220;europei&#8221;. La vera novità non sarà la vittoria di questo referendum ma l&#8217;apertura di un confronto tra la burocrazia europea e i cittadini con le nuove formazioni politiche e i nuovi movimenti che sostituiranno totalmente la vecchia politica. Questa burocrazia ha tradito tutti per favorire pochi. E per questo ne pagheremo tutti le conseguenze.</div>
</div>
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		<title>Rapporto Svimez, Matteo Renzi: &#8220;faremo meglio al SUD&#8221;. Roberto Saviano: &#8220;fate presto&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Aug 2015 12:18:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
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					<description><![CDATA[Matteo Renzi si impegna a fare di più per il Sud, mentre lo scrittore Roberto Saviano lo esorta a fare presto. &#8220;Messaggio ricevuto. Cercheremo di fare meglio al Sud&#8221;: così il premier si è impegnato con un lettore dell'&#8221;Unità&#8221; ad incrementare l&#8217;impegno del Governo nel Mezzogiorno, tragicamente fotografato dal rapporto Svimez. &#8220;Abbiamo fatto già &#8211; [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_9445" aria-describedby="caption-attachment-9445" style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-renzi-61.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-9445" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-renzi-61.jpg" alt="matteo-renzi-6" width="790" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-renzi-61.jpg 790w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-renzi-61-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-renzi-61-457x270.jpg 457w" sizes="(max-width: 790px) 100vw, 790px" /></a><figcaption id="caption-attachment-9445" class="wp-caption-text">Matteo Renzi</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Matteo Renzi si impegna a fare di più per il Sud, mentre lo scrittore<strong> Roberto Saviano</strong> lo esorta a fare presto. &#8220;Messaggio ricevuto. Cercheremo di fare meglio al Sud&#8221;: così il premier si è impegnato con un lettore dell'&#8221;Unità&#8221; ad incrementare l&#8217;impegno del <strong>Governo nel Mezzogiorn</strong>o, tragicamente fotografato dal rapporto <strong>Svimez</strong>. &#8220;Abbiamo fatto già &#8211; ha sottolineato in proposito Renzi nella sua rubrica del sabato di risposta ai lettori dell&#8217;Unità- molte cose buone con i contratti di sviluppo e <strong>Invitalia</strong> per forme di finanziamento di imprese innovative nel Mezzogiorno. Adesso è fondamentale sbloccare i progetti incagliati, da Ilva a Bagnoli, dalla Sicilia a Reggio Calabria, per dare il segno concreto che finalmente la musica è cambiata&#8221;. Infine, &#8220;a proposito di Meridione &#8211; ha voluto rendere pubblico Renzi- mando un grazie a <strong>Debora Serracchiani</strong> che, con il suo prezioso lavoro, ha contribuito a far rientrare la crisi del <strong>Comune di Molfetta</strong>, con il sindaco <strong>Paola Natalicchio</strong> che ha deciso di ritirare le dimissioni. Una buona notizia e in bocca al lupo a Paola&#8221;.  Intanto lo scrittore Roberto Saviano, con una lettera-appello pubblicata su &#8220;La Repubblica&#8221;, ha esortato il premier a muoversi rapidamente.<strong>&#8220;Faccia presto, caro Presidente del Consiglio, ci faccia capire che intenzioni ha&#8221;, afferma la lettera. &#8220;Qui ormai s&#8217;è rotto anche il filo della speranza. Game Over. Questa è la scritta immaginaria che appare leggendo il rapporto Svimez sull&#8217;economia del Mezzogiorno. ASCA</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p>Anche il rappresentante <a href="https://vavada.land/it/">Vavada</a> ha espresso la sua gratitudine e i migliori auguri a Debora.</p>
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		<title>Accordo tra Grecia e Troika: ha vinto Obama con il &#8220;Cavallo di Troika&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2015 19:01:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antimafia&Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
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					<description><![CDATA[A cura di Alessandro Corneli/ Esperto in Geopolotica/ È sempre abbastanza facile mettere d’accordo gli idioti: basta mettere un po’ di noccioline nel piatto e tutti ci si ficcano a testa bassa. Ben più difficile è mettere d’accordo le persone intelligenti, che vivono di distinguo, di priorità, di identità cui non vogliono rinunziare. Vale anche [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_9548" aria-describedby="caption-attachment-9548" style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/cavallo-di-troika.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-9548" alt="cavallo-di-troika" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/cavallo-di-troika.jpg" width="790" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/cavallo-di-troika.jpg 790w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/cavallo-di-troika-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/cavallo-di-troika-457x270.jpg 457w" sizes="(max-width: 790px) 100vw, 790px" /></a><figcaption id="caption-attachment-9548" class="wp-caption-text">Il Cavallo di Troika</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">A cura di Alessandro Corneli/ Esperto in Geopolotica/</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>È sempre abbastanza facile mettere d’accordo gli idioti:</strong> basta mettere un po’ di noccioline nel piatto e tutti ci si ficcano a testa bassa. <strong>Ben più difficile è mettere d’accordo le persone intelligenti</strong>, che vivono di distinguo, di priorità, di identità cui non vogliono rinunziare. Vale anche per popoli idioti e popoli intelligenti.</p>
<p style="text-align: justify;">La civiltà è nata in uno spazio territoriale ristretto, che sulla cartina oggi identifichiamo con l’Iraq, la Siria, la Turchia e la fascia libano-palestinese, a contatto con la civiltà della valle del Nilo e con quella minoica di Creta, su cui più tardi si innestarono quella micenea e quella propriamente greca.  La grande intuizione di <strong>Alessandro Magno</strong> fu di riunire questa prodigiosa energia in un’unica struttura. Se non fosse morto giovane, la storia del mondo sarebbe cambiata ben più di quanto hanno influito la morte di Cesare o la sconfitta di Napoleone.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora, il punto è che i popoli e gli Stati eredi di questa spettacolare concentrazione di intelligenza e di creatività, sviluppatasi nel corso di tre millenni, sono l’uno contro l’altro a disputarsi fazzoletti di terra, per lo più montagnosa e soggetta a movimenti tellurici, e di mare, caldo e quindi non eccessivamente pescoso, ma sul quale si specchiò Ulisse.</p>
<p style="text-align: justify;">Non c’è dubbio che a volere mantenere tante animosità in così piccolo spazio siano, da secoli, potenze vicine e lontane, lontane soprattutto dai vertici di civiltà raggiunti nel Vicino Oriente. Se al Cairo, a Gerusalemme, a Damasco, a Baghdad, ad Ankara e ad Atene si capisse questo, e si rimettesse in campo l’idea di Alessandro, tutti i giochi sulle spalle dei popoli e degli Stati del Vicino Oriente finirebbero di colpo e la prosperità si diffonderebbe.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma non è così e la Grecia è rimasta isolata perché i suoi guai sono visti con favore dai suoi vicini (petrolio dell’Egeo, turismo, ecc.) che sperano di trarre vantaggi da un’Atene commissariata che dovrà ospitare i rappresentanti della Troika, guardiani dell’Acropoli.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il piano presentato a Tsipras non è l’ennesimo salvataggio della Grecia, ma l’ennesimo salvataggio della Ue e dell’euro</strong>, che non deve però essere assegnato alle capacità negoziali della Germania o alla salvaguardia di un progetto europeistico morto da tempo – <strong>la Germania si è limitata a fare il lavoro sporco: ne sarà fiera Angela Merkel?</strong> – ma alla volontà americana di mantenere la Grecia nella Nato per bloccare la Russia, la disgregazione della Nato stessa e impedire la fine dell’influenza americana sul Vecchio Continente.</p>
<p style="text-align: justify;">Un mancato accordo tra la Grecia e la Troika, infatti, non avrebbe fatto precipitare l’Ue o l’euro, ma avrebbe dimostrato che le pressioni americane erano andate a vuoto: a perdere, sarebbe stata l’America. Ha ragione Juncker a dire che non ci sono stati né vincitori né vinti – se si riferiva alla Grecia e alla sua controparte – perché <strong>ha vinto Obama</strong>. Questo non è un bel segnale per l’Europa ma lo è per la prospettiva del grande mercato euro-americano. Quanto ci guadagneranno gli europei è controverso. <strong>Quando il Ttip sarà entrato in vigore, allora il dollaro si sbarazzerà dell’euro</strong> e i 28 membri della Ue andranno ad aggiungersi ai 50 Stati che formano gli Usa. Nuova denominazione: <strong>Stati Uniti d’America e d’Europa</strong>. La Bce diventerà un membro della Fed.</p>
<p style="text-align: justify;">Poteva la piccola polis greca resistere?</p>
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		<title>Grecia, referendum stronca negoziato. La porta UE è aperta ma martedì gli aiuti finiscono</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Jun 2015 20:41:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Top News]]></category>
		<category><![CDATA[Alexis Tsipras]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[Grecia]]></category>
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					<description><![CDATA[La situazione rischia seriamente di sfuggire di mano ad Alexis Tsipras. La mossa a sorpresa del premier greco, un referendum domenica 5 luglio sull&#8217;ultima proposta dell&#8217;Ue, sembra aver gravemente compromesso il futuro dell&#8217;intero Paese. Ha perfino preso in contropiede gli stessi negoziatori greci, che ieri notte stavano ancora trattando con le loro controparti europee e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_9479" aria-describedby="caption-attachment-9479" style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/tsipras.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-9479" alt="Alexis Tsipras" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/tsipras.jpg" width="790" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/tsipras.jpg 790w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/tsipras-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/tsipras-457x270.jpg 457w" sizes="auto, (max-width: 790px) 100vw, 790px" /></a><figcaption id="caption-attachment-9479" class="wp-caption-text">Alexis Tsipras</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">La situazione rischia seriamente di sfuggire di mano ad Alexis Tsipras. La mossa a sorpresa del premier greco, un referendum domenica 5 luglio sull&#8217;ultima proposta dell&#8217;Ue, sembra aver gravemente compromesso il futuro dell&#8217;intero Paese. Ha perfino preso in contropiede gli stessi negoziatori greci, che ieri notte stavano ancora trattando con le loro controparti europee e che hanno dovuto &#8220;prendere atto&#8221; della fine delle discussioni dal &#8220;tweet&#8221; del leader di Syriza che annunciava il voto popolare.</p>
<p style="text-align: justify;"> E stavolta la reazione dei partner di Eurolandia è stata dura, specialmente sulle prime. I ministri delle Finanze, convocati per l&#8217;ennesimo Eurogruppo straordinario, hanno seccamente respinto la richiesta ellenica di prorogare di un altro mese il piano di aiuti, in modo da far votare il referendum senza problemi di liquidità. &#8220;Per quanto triste, il programma di aiuto si concluderà martedì sera&#8221;, ha detto chiaro e tondo il presidente dell&#8217;Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem. Intanto i partner si dicono pronti a intraprendere &#8220;tutte le misure necessarie per garantire l&#8217;integrità dell&#8217;area valutaria&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">La Bce ha convocato una riunione del Consiglio direttivo domani, per teleconferenza. Bisognerà decidere cosa fare sulle quattro grandi banche greche su cui esercita la vigilanza. L&#8217;aggravamento dell&#8217;emorragia dai depositi bancari potrebbe spingere le autorità a imporre dei controlli sui capitali fin da lunedì, scenario però che i greci negano strenuamente. Oppure addirittura a imporre una chiusura forzata degli sportelli (bank holiday). Secondo alcune fonti europee nella sola giornata di sabato sono stati ritirati oltre 700 milioni di euro dai bancomat, laddove in un normale fine settimana vengono prelevati attorno ai 30 milioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Le conclusioni dell&#8217;Eurogruppo sono state firmate con il voto contrario, messo a verbale, del greco Yanis Varoufakis, che non ha partecipato alla seconda parte dei lavori. E che lasciando la riunione ha prima ventilato la possibilità di trattare ancora per &#8220;migliorare&#8221; il pacchetto da votare in referendum, su cui in caso di sviluppi positivi il governo greco potrebbe perfino mutare la sua raccomandazione da &#8220;no&#8221; a &#8220;sì&#8221;. Comunque, &#8220;se i greci ci diranno di firmare firmeremo, qualunque cosa questo richieda&#8221;, ha precisato, indicando indirettamente quello che altri esponenti di Syriza hanno poi affermato in maniera più esplicita. Se il Paese dovesse votare in direzione contraria all&#8217;orientamento del governo questo è pronto a dimettersi.</p>
<p style="text-align: justify;">Varoufakis ha invece attaccato duramente la decisione di non concedere una proroga di qualche settimana agli aiuti. &#8220;Specialmente visto che c&#8217;è un&#8217;alta probabilità che gli elettori votino contro la nostra raccomandazione come governo, è una decisione che danneggerò gravemente la credibilità e la reputazione delle istituzioni europee&#8221;, ha detto.</p>
<p style="text-align: justify;">Alcune ore dopo, al termine della seconda parte di lavoro, Dijsselbloem è sembrato in qualche misura smussare i toni. &#8220;Ho sempre detto che la nostra porta resta aperta: non sono state le istituzioni ad andarsene dalla trattativa sono stati i greci. Se i negoziati sono finiti è perché il governo greco ha detto che quello che stava sul tavolo meritava un no&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Continueremo a lavorare con la Grecia&#8221;, ha promesso. &#8220;La sola cosa che so è che se il governo seguirà il percorso che ha delineato il programma di aiuti finirà&#8221;. L&#8217;unico spiraglio possibile è che &#8220;il parlamento greco deve ancora prendere una decisione saggia&#8221; sul fatto di tenere il referendum. &#8220;Spero che questo porti ad una situazione politica diversa&#8221;. E interpellato sul no alla breve proroga degli aiuti, ha spiegato che forse sarebbe stato più agevole sperare di ottenerla se il governo greco avesse detto che intendeva dare un parere positivo sul referendum.</p>
<p style="text-align: justify;">Il tedesco Wolfgang Schaeuble ha assicurato che l&#8217;area euro farà tutto il necessario per evitare il rischio di contagio. Ha pronosticato che la Grecia &#8220;incontrerà grandi difficoltà nei prossimi giorni&#8221;, ma restando &#8220;membro della zona euro&#8221;. Sulla stessa lunghezza d&#8217;onda il commissario agli Affari economici Pierre Moscovici, che tuttavia insolitamente poco loquace si è limitato a dire che &#8220;la zona euro continua ad esistere con 19 Paesi&#8221;. Quindi con la Grecia.</p>
<p style="text-align: justify;">Il ministro dell&#8217;Economia Pier Carlo Padoan si è detto &#8220;tranquillo&#8221; per due ragioni: &#8220;perché la stabilità dell&#8217;economia italiana si è molto rafforzata e accresciuta, e poi perché se ci sono fenomeni di instabilità di breve termine la Bce ha ora tutti gli strumenti a disposizione per evitare&#8221;. Il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha seguito la giornata in collegamento continuo con lo stesso Padoan e mantenendo direttamente i contatti con i leader Ue.</p>
<p style="text-align: justify;">Quanto a Tsipras, con la sua improvvisa svolta potrebbe aver cercato di disinnescare ipotetici tentativi di rovesciamento della maggioranza guidati da fuori, magari da Bruxelles, sulla falsariga di quanto avvenuto nel 2011 con un suo predecessore, il socialista George Papandreou, quando a sua volta ventilò l&#8217;ipotesi di un referendum sull&#8217;accordo di allora. Venne praticamente spodestato e sostituito con l&#8217;ex vicepresidente della Bce, Lucas Papademos. Non a caso nei giorni passati e anche oggi sono circolate ipotesi di nuove maggioranze con dentro il centro sinistra filo europeo di To Potami, o i conservatori dell&#8217;ex premier Samaras.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma così facendo il 40enne leader di Syriza ha anche avviato una catena di eventi il cui esito resta difficilmente prevedibile e con elevatissimi rischi di incidente. Secondo gli analisti di Barcalys quasi certamente la Grecia sarà insolvente sugli 1,6 miliardi di euro da pagare al Fmi entro il 30 novembre. Non è invece scontato che la Bce decida di &#8220;staccare la spina&#8221; dell&#8217;Ela alle banche, le liquidità di emergenza che lascia disponibili e gestite dalla Banca centrale greca. Tuttavia il fronte di ostilità nel direttorio potrebbe crescere e per l&#8217;immediato potrebbe aumentare le penalizzazioni (haircut) sul valore dei titoli che pretende in garanzia. (askanews)</p>
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		<title>Salvini a Roma: &#8220;Matteo servo&#8221;, &#8220;Stato strozzino&#8221; e Vaffa. C&#8217;era anche Mussolini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Mar 2015 00:23:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Roma, 28 feb. (askanews) Il Carroccio sbarca a Roma&#160;e si apre a tutti i &#8220;delusi da Renzi&#8221;. Migliaia di militanti leghisti sono in&#160;piazza del Popolo&#160;per la manifestazione &#8220;Renzi a casa&#8221;convocata dal leader leghistaMatteo Salvini. &#8220;Innanzitutto questa piazza è già uno spettacolo &#8211; ha commentato Salvini con i cronisti &#8211; e mi aspetto una piazza pacifica, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_9014" aria-describedby="caption-attachment-9014" style="width: 795px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-salvini.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-9014" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-salvini.jpg" alt="matteo salvini-roma-lega nord" width="795" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-salvini.jpg 795w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-salvini-300x175.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-salvini-460x270.jpg 460w" sizes="auto, (max-width: 795px) 100vw, 795px" /></a><figcaption id="caption-attachment-9014" class="wp-caption-text">Matteo Salvini trascinatore a Roma</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">Roma, 28 feb. (askanews)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Carroccio sbarca a Roma</strong>&nbsp;e si apre a tutti i &#8220;delusi da Renzi&#8221;. Migliaia di militanti leghisti sono in&nbsp;<strong>piazza del Popolo</strong>&nbsp;per la manifestazione &#8220;<strong>Renzi a casa&#8221;</strong>convocata dal leader leghista<strong>Matteo Salvin</strong>i. &#8220;Innanzitutto questa piazza è già uno spettacolo &#8211; ha commentato Salvini con i cronisti &#8211; e mi aspetto una piazza pacifica, determinata e coraggiosa, disposta ad accompagnare il cambiamento in Italia e in Europa&#8221;. Il leader leghista ha spiegato che quello che nasce oggi non è un nuovo centrodestra ma &#8220;qualcosa di nuovo. Non voglio limitarmi all&#8217;etichetta di centrodestra,&nbsp;<strong>siamo aperti anche ai delusi di Renzi e agli ex grillini</strong>. Oggi lanciamo un progetto aperto a chiunque ci sta ma non sta al governo con Renzi, quindi &#8211; ha sottolineato &#8211; Alfano si autoesclude avendo scelto la poltrona&#8221;. Secondo il leader leghista, in particolare, in materia di immigrazione &#8220;l<strong>a politica gestita da Gianni e Pinotto&nbsp;</strong>(Renzi e Alfano, ndr) è devastante. Se fossi in Alfano&nbsp;<strong>userei le navi della Marina per difendere i nostri confini</strong>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">In piazza, accanto agli striscioni leghisti e ai simboli della Liga Veneta e della Lega Lombarda, ci sono anche&nbsp;<strong>militanti di estrema destra e ritratti di Benito Mussolini.</strong>&nbsp;In un corteo separato, folto di bandiere tricolori, ha fatto l&#8217;ingresso in piazza anche lo spezzone dell&#8217;estrema destra organizzato da&nbsp;<strong>CasaPound</strong>. Ma &#8220;Con Casapound non c&#8217;è un&#8217;alleanza&#8221;, ha tenuto a precisare il fondatore della Lega Nord&nbsp;<strong>Umberto Bossi</strong>, parlando a margine della manifestazione. Secondo Bossi si tratta in pratica di una &#8220;alleanza transitoria. Quando sei circondato&#8230;&#8221;, ha aggiunto alludendo alle questioni dell&#8217;integrazione e al conflitto in Libia. &#8220;C&#8217;è Salvini e poi c&#8217;è la Lega &#8211; ha voluto quindi specificare Bossi -, due cose entrambe con una testa pensante e un cuore&#8221;. Tra i più acclamati in piazza il presidente della giunta regionale veneta Luca Zaia.&nbsp;<a hef="http://www.askanews.it/top-10/marine-le-pen-sostegno-al-nostro-amico-salvini_711329597.htm"><strong><em>Solidarietà è arrivata da Marine Le Pen</em></strong></a>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>IL COMIZIO DI SALVINI</strong>. Salvini con tono da comizio ha, tra le altre cose,&nbsp;<strong>dispensato diversi vaffa</strong>, ha polemizzato con &#8220;la sinistra che legge molti libri ma non li capisce&#8221;, ha ricordato&nbsp;<strong>Oriana Fallaci</strong>&nbsp;(applausi), ha anche detto di voler cambiare l<strong>a legge Merlin</strong>&nbsp;e ripristinare le case chiuse (&#8220;<strong>Cosa gliene frega al Vaticano</strong>&#8220;). Ha anche parlato di &#8220;<strong>sostituzione di popoli</strong>&#8220;, in riferimento alla denatalità. Ai movimenti ha detto &#8220;a<strong>ndassero a lavorare quei quattro barboni</strong>&#8221; e poi &#8220;<strong>chi non salta è comunista</strong>&#8220;. Ha poi scandito le parole &#8220;<strong>Stato strozzino</strong>&#8221; in relazione al fisco. La politica italiana è sempre in evoluzione, con nuovi eventi che plasmano il nostro futuro. Mentre ci impegniamo a seguire da vicino questi avvenimenti, non possiamo ignorare l&#8217;importanza di rimanere informati su altri settori cruciali come i casinò online stranieri. Per ulteriori dettagli su questo argomento, visita  .</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>RAI</strong>. &#8220;Renzi domani mette mano alla Rai, dice che tre Tg sono troppi. Ne basta uno: alle 20 dopo Carosello, che racconta la giornata di Renzi&#8221;. Così Salvini ha commentato l&#8217;annuncio della riforma della tv pubblica, parlando dal palco della manifestazione &#8220;Renzi a casa!&#8221;, a piazza del Popolo a Roma.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>VAFFA ALLA FORNERO</strong>. &#8220;Prendo con voi un impegno: la legge Fornero la cancelleremo e vaffanculo alla Fornero e chi l&#8217;ha portata al governo&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>RENZI SERVO</strong>. &#8220;Il problema non è Renzi, lui è una pedina, è il servo sciocco di Bruxelles&#8221;. Secondo Salvini, Renzi &#8220;vuole controllare la vita degli italiani e annientare quello che resta della nostra economia&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>VADANO A FARE I ROM DA UN&#8217;ALTRA PARTE</strong>. &#8220;Nella nostra Italia non c&#8217;è spazio per i campi Rom! mandiamo una letterina a questi signori: fra tre mesi ti arrivano le ruspe, organizzati. La casa la compri, fai un mutuo, fai domanda per la casa popolare. Vai a fare il rom da un&#8217;altra parte&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>LEGITTIMA DIFESA</strong>. &#8220;Non esiste &#8211; ha detto &#8211; eccesso di legittima difesa: se entri in casa mia in piedi devi sapere che ne puoi uscire steso&#8221;.</p>
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		<title>Ucraina, Vladimir Putin: spero tanto di non dovere usare la forza militare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Apr 2014 09:52:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&#8220;Le autorità ucraine portano il Paese verso l&#8217;abisso&#8221;. Così Vladimir Putin aprendo la sua tradizionale linea diretta con il Paese. L&#8217;uso della forza contro il popolo nell&#8217;Ucraina dell&#8217;est, chiarisce, è &#8220;un altro gravissimo crimine&#8221;. &#8220;Spero tanto &#8211; ha comunicato il Primo Ministro della federazione Russa &#8211; di non dove usare il diritto concessomi dal parlamento di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/vladimir-putin-crimea.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" alt="vladimir-putin-crimea" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/vladimir-putin-crimea.jpg" width="790" height="466" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Il Presidente Russo Vladimir Putin</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Le autorità ucraine portano il Paese verso l&#8217;abisso&#8221;. Così <strong>Vladimir Putin</strong> aprendo la sua tradizionale linea diretta con il Paese. <strong>L&#8217;uso della forza</strong> contro il popolo nell&#8217;Ucraina dell&#8217;est, chiarisce, è <strong>&#8220;un altro gravissimo crimine&#8221;</strong>. &#8220;<strong>Spero tanto</strong> &#8211; ha comunicato il Primo Ministro della federazione Russa &#8211; <strong>di non dove usare</strong> il diritto concessomi dal parlamento di impiegare la forza in Ucraina, spero tanto che la situazione possa essere risolta con mezzi politico-diplomatici&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>VLADIMIR PUTIN: ABBIAMO GARANTITO LIBERTA&#8217; DI ESPRESSIONE DEL POPOLO</strong><br />
Poi, per la prima volta, il presidente russo ha ammesso pubblicamente la presenza di militari russi alle spalle delle forze di autodifesa in Crimea allo scopo di &#8221;garantire la libera espressione della volontà&#8221; in occasione del referendum e per evitare che la situazione degenerasse &#8220;come sta accadendo ora nell&#8217;est ucraino&#8221;. In compenso ha bollato come &#8220;sciocchezze&#8221; la presenza di forze russe nell&#8217;Ucraina dell&#8217;Est&#8221;. <strong>&#8220;Niente reparti militari, niente servizi speciali, niente istruttori, sono tutti cittadini locali&#8221;.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Iulia Timoshenko</strong> dal canto suo chiede l&#8217;introduzione dello stato d&#8217;emergenza nell&#8217;Ucraina dell&#8217;est per consentire alle forze armate di intervenire senza restrizioni contro i ribelli filorussi che hanno occupato molti edifici amministrativi. Ciò comporterebbe il rinvio delle presidenziali del 25 maggio, dove è candidata.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ARSENE AVAKOV: CI SONO MORTI E FERITI</strong><br />
Intanto almeno tre persone sono morte e 13 sono rimaste ferite nel corso di scontri armati tra le forze di polizia ucraine e quelle dei filorussi scoppiati ieri sera e proseguiti nella notte a Mariupol, nella regione ucraina orientale di Donetsk. Lo ha reso noto su Facebook il ministro degli Interni di Kiev <strong>Arsene Avakov</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Morti e feriti, secondo Avakov, sono tutti del fronte filorusso. Secondo la sua versione, ieri sera 300 sconosciuti armati hanno assaltato la sede delle truppe del ministero dell&#8217;interno di Mariuopol, città sul Mar Nero ad una trentina di km dal confine con la Russia, tentando di sfondare la porta d&#8217;ingresso, lanciando bottiglie molotov e chiedendo la consegna delle armi. I militari ucraini dapprima hanno sparato in aria a scopo intimidatorio, poi hanno aperto il fuoco riuscendo a disperdere gli aggressori.</p>
<p style="text-align: justify;">Successivamente è iniziata una operazione di rastrellamento, tuttora in corso, nella quale sono state fermate 63 persone e sequestrate armi, nonchè mezzi di collegamento e telefoni di operatori russi. <strong>Sul posto sono stati inviati elicotteri e uomini dei reparti speciali Omega.</strong></p>
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		<title>Matteo Renzi &#8220;Style&#8221;: il Cielo ce la mandi buona con la Cassa Depositi e Prestiti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Feb 2014 13:14:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di Alessandro Corneli /grrg.eu Due archetipi della saggezza affermano, il primo, che “lo stile è l’uomo” e, il secondo, che “lo stile è anche la cosa”. Se si vuole essere maliziosi, si può dire che il Renzi-uomo ha surclassato il Renzi-cosa, non per caso, ma con la precisa volontà di attirare l’attenzione sulla forma della comunicazione così [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure style="width: 702px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-renzi-presidente-consiglio-ministri.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" alt="matteo-renzi-presidente-consiglio-ministri" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-renzi-presidente-consiglio-ministri.jpg" width="702" height="412" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Matteo Renzi &#8211; Presidente del Consiglio dei Ministri</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">di Alessandro Corneli /grrg.eu</p>
<p style="text-align: justify;">Due archetipi della saggezza affermano, il primo, che “lo stile è l’uomo” e, il secondo, che “lo stile è anche la cosa”. Se si vuole essere maliziosi, si può dire che <strong>il Renzi-uomo ha surclassato il Renzi-cosa</strong>, non per caso, ma con la precisa volontà di attirare l’attenzione sulla forma della comunicazione così da leopardizzare il contenuto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ECONOMISTI DICONO CHE NON CI SONO I SOLDI PER MANOVRE RENZI</strong><br />
Calcoli frettolosi fatti a caldo da associazioni ed economisti hanno certificato che i soldi non ci sono per fare in pochi mesi ciò che Renzi ha promesso; ma questo era scontato.  E poi di cose precise non ne ha indicate molte. Ha parlato di un taglio del cuneo fiscale a due cifre, il che significa, teoricamente, dal 10% al 99%. Ci si accontenterebbe anche del livello più basso, ma il punto è: basta il taglio del cuneo a indurre le imprese ad assumere? E a quali condizioni (contrattuali)? E se non ci sono ordinativi? No: il taglio del cuneo è una marcia alta che si può innescare quando si è raggiunta una buona velocità perché allora si mantiene questa e si riduce il consumo: non serve per la marcia di avvio.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>NESSUNO HA TIRATO FUORI SOLDI CASSA DEPOSITI E PRESTITI</strong><br />
Saldo TOTALE dei debiti della PA verso le imprese. Sarebbe straordinario se la Cassa Depositi e Prestiti potesse fornire un assegno di almeno 60 miliardi. Qualcuno ha detto: se Letta avesse avuto quei soldi, non li forse avrebbe dati? Probabilmente sì, ma non è detto. Neanche Berlusconi, amico delle imprese, li ha tirati fuori.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>LA SCUOLA: UNA BELLA IDEA</strong><br />
Bella l’idea di mettere a posto l’edilizia scolastica, anche perché gli interventi sono sparsi su tutto il territorio e a portata di piccole e medie imprese locali, a meno che non sorgano, all’uopo, aziende acchiappatutto. Ma questo è un aspetto del problema: <strong>la scuola E’ il corpo docente</strong>, non solo malpagato e sfiduciato (situazioni rimediabili), ma mediamente meno preparato rispetto a qualche decennio fa. E questo non si ripara facilmente. Lasciamo stare.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>LE RIFORME: ELETTORALE, DEL SENATO E DEL TITOLO V</strong><br />
Le riforme: elettorale, del Senato e del Titolo V devono marciare insieme (per tranquillizzare il Ncd di Angelino Alfano). Ma la legge elettorale è una legge ordinaria ed è quasi pronta: si potrebbe approvare in poche settimane. Per le altre due riforme occorrono leggi costituzionali: se ne andrà almeno un anno. Che il Senato dia volentieri una mano per auto-distruggersi, è difficile. Che i potentati costruiti sugli Enti territoriali siano pronti a farsi tagliare, è altrettanto e forse più difficile.  O Renzi non se ne rende conto o si prepara a qualche svolta un po’ brusca, sperando di governarla.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>SULL&#8217;EUROPA NON SI E&#8217; CAPITO MOLTO<br />
Sull’Europa è stato così chiaro da lasciare qualche dubbio</strong>. Quali siano le sue vere intenzioni non si è capito. Logica vorrebbe che si attivasse per costituire un fronte comune con Francia, Spagna, Portogallo, Grecia e Irlanda per chiedere e imporre un ripensamento di quei criteri a cui è ancorata la politica di austerity. Ma segnali in questo senso non li ha dati. A mio avviso, questo è il punto oscuro di questo governo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>FORSE, UN GOVERNO, UNO STATO, E&#8217; COSA PIU&#8217; COMPLESSA DI QUANTO SI CREDA</strong><br />
Infine, ma non per le mani in tasca, a me <strong>sembra che Renzi non abbia idee chiare su che cosa siano un Governo, uno Stato, un sistema istituzionale</strong>. Ha sparato contro la burocrazia e i dirigenti inamovibili: se sa che questo potere alla burocrazia è stato dato dalla politica, avrebbe dovuto indicare con quali mezzi politici intende riorganizzare la burocrazia stessa. Di fatto, ogni ministro si ritroverà solo a fronteggiare la struttura del proprio ministero, quasi mai avendo competenze per dominarla.</p>
<p style="text-align: justify;">Il coro di commenti negativi, sul Renzi-uomo e sul Renzi-cosa, non devono trarre in inganno. Per alcuni che contano, egli rappresenta solo un esperimento, un’altra fase di passaggio. Verso che cosa? Verso chi? È quello che vedremo nelle prossime settimane e nei prossimi mesi.</p>
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		<title>Elettrolux, Ministro Zanonato: settore elettrodomestici da difendere con le unghie e con i denti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Feb 2014 22:42:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[2 feb 2014 &#8211; Occupazione-Economia &#8211; &#8221;Quello degli elettrodomestici e&#8217; un settore che difenderemo con le unghie e con i denti&#8221;. Cosi&#8217; Flavio Zanonato, ministro dello sviluppo economico, oggi a Treviso, a margine di un incontro con esponenti sindacali e istituzionali, durante il quale si e&#8217; parlato lungamente della vicenda Electrolux. &#8216;&#8216;Sentiremo la proprieta&#8217;, la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/electrolux-posti-lavoro-crisi.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" alt="electrolux-posti-lavoro-crisi" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/electrolux-posti-lavoro-crisi.jpg" width="790" height="466" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Electrolux &#8211; Ministro Zanonato: difenderemo l&#8217;elettrodomestico con le unghie e con i denti</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">2 feb 2014 &#8211; <strong>Occupazione-Economia</strong> &#8211; &#8221;Quello degli elettrodomestici e&#8217; un settore che difenderemo con le unghie e con i denti&#8221;. Cosi&#8217; <strong>Flavio Zanonato</strong>, ministro dello sviluppo economico, oggi a Treviso, a margine di un incontro con esponenti sindacali e istituzionali, durante il quale si e&#8217; parlato lungamente della vicenda Electrolux. &#8216;<strong>&#8216;Sentiremo la proprieta&#8217;, la famiglia Wallenberg e il Ceo</strong>, chi decide su scala internazionale, per vedere quali sono i progetti per l&#8217;Italia in cui l&#8217;Electrolux ha la maggiore presenza in ambito internazionale&#8221;, ha aggiunto il ministro. &#8221;Il governo non accetta che si parta dalle discussioni del costo del lavoro, che e&#8217; una delle variabili. La cosa fondamentale e&#8217; la qualita&#8217; del prodotto, il processo di innovazione, la ricerca che viene fatta sul prodotto, la promozione sui mercati internazionali e la scoperta di nuovi mercati in cui esportare il prodotto&#8221;, ha continuato il ministro. &#8221;Noi quindi chiediamo che ci sia un piano industriale e che non si parli di costo del lavoro come unica variabile&#8221;, ha concluso Zanonato. ASCA</p>
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		<title>Silvio Berlusconi e Matteo Renzi: in due ore e mezza i termini dell&#8217;accordo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Jan 2014 13:50:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[accordo elettorale]]></category>
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					<description><![CDATA[di Alessandro Corneli / Matteo Renzi ha rotto il tabù, ha sfidato una parte importante del suo partito e ha incontrato Silvio Berlusconi con, all’ordine del giorno, il sistema elettorale, la trasformazione del Senato e la riforma del Titolo V della Costituzione. Al termine, Renzi ha dichiarato: “C’e’ una profonda sintonia sulla legge elettorale verso [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure style="width: 702px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/accordo.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" alt="silvio-berlusconi-matteo-renzi-accordo-elettorale-italia-politica-governo" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/accordo.jpg" width="702" height="412" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Silvio Berlusconi e Matteo Renzi</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">di Alessandro Corneli /</p>
<p>Matteo Renzi ha rotto il tabù, ha sfidato una parte importante del suo partito e ha incontrato Silvio Berlusconi con, all’ordine del giorno, il sistema elettorale, la trasformazione del Senato e la riforma del Titolo V della Costituzione.</p>
<p>Al termine, Renzi ha dichiarato: “C’e’ una profonda sintonia sulla legge elettorale verso un modello che favorisca la governabilità, il bipolarismo e che elimini il potere di ricatto dei partiti più piccoli”. Ha quindi esteso questa sintonia alla riforma del Titolo V della Costituzione e alla ”trasformazione del Senato in Camera delle Autonomie”, con la clausola che i suoi membri ”non percepiscano indennità e che non vi sia una loro elezione diretta”. In una nota, Berlusconi ha fatto sapere che “l’accordo con Renzi prevede una nuova legge elettorale che porti al consolidamento dei grandi partiti in un’ottica di semplificazione dello scenario politico”. Entrambi hanno auspicato che le altre forze politiche diano il loro contributo in Parlamento alla rapida approvazione della legge (elettorale). Definiti i dettagli, la proposta di riforma della legge elettorale sarà annunciata lunedì pomeriggio alla Direzione del Pd da parte del Segretario Renzi.</p>
<p>La “giustificazione” politica del suo operato era stata anticipata da Renzi in poche parole: bisogna  ”trattare con Forza Italia per non andare al governo con Forza Italia”. Poi ha detto che, a suo parere, “se  c’è un accordo vero tra Pd e Forza Italia anche Alfano ci sta”. Poi ha preso le distanze dai suoi compagni di partito: “E’ arrivato il momento di cambiare e io sto mettendo la faccia su una cosa che non sono riusciti a fare quelli di prima”. E, un po’ provocatoriamente, ha chiosato che l’obiettivo è un sistema in cui si fermi “il ricatto dei partitini”.</p>
<p>Ora la questione è: <strong>se Renzi e Berlusconi raggiungono un’intesa sulla legge elettorale e l’approvano</strong> – si parla del modello spagnolo italianizzato, cioè con premio di maggioranza – <strong>che cosa faranno gli alleati del Pd</strong>? Se non l’accettano, si va alla crisi di governo e alle elezioni anticipate con la nuova legge (posto che non venga affossata da parlamentari dissidenti del Pd, ciò che comporterebbe le dimissioni di Renzi dalla Segreteria e un bel caos). <strong>Se, tutti o alcuni, l’accettano, il governo rimpastato va avanti</strong>: molto dipenderà da Enrico Letta. È chiaro che <strong>se la nuova legge fosse votata solo dal Pd e da Fi, si prefigurerebbe una “grande coalizione” tra questi due partiti dopo il voto</strong> con il M5S (e qualche leghista) all’opposizione. Gli altri partiti scomparirebbero o quasi. Per rafforzare questo scenario, sarebbe opportuno, nella nuova legge elettorale, prevedere il rimborso solo ai partiti che abbiano avuto candidati eletti (come in Spagna).</p>
<p>E’ evidente che se si approva rapidamente la legge elettorale in una situazione che porta alle elezioni, saltano le altre riforme costituzionali.</p>
<p><strong>Anche Renzi è di fronte a una scelta</strong>: <strong>puntare alla maggioranza da solo o alla guida di una coalizione che salverebbe i piccoli partiti</strong>. Dalle sue parole, sembra intenzionato a sfidare la sorte, altrimenti si ritroverebbe a guidare un governo come Monti o come Letta. <strong> A Berlusconi andrebbe bene formare una grande coalizione come in Germania</strong>, che farebbe fuori tutti gli altri partiti di centrodestra e, nella sostanza, lo riabiliterebbe nonostante la condanna e l’interdizione. Una riabilitazione di fatto gliel’ha già data Renzi. E proprio questo gli rimproverano i suoi avversari interni. Ragione per cui anche lui vorrebbe rottamarli definitivamente.</p>
<p>L’incontro con Berlusconi è un fatto, che viene dopo tante parole. Adesso bisognerà attendere la Direzione del Pd di lunedì: se Renzi la dominerà e se sarà in grado di mantenere compatti i gruppi parlamentari. Se il Pd, come alcuni sostengono, assomiglia sempre più alla vecchia Dc, non sarà facile.</p>
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		<title>La Grande Mistificazione: l&#8217;EUROPA e l&#8217;EURO dopo la CRISI &#8211;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Dec 2013 17:37:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Top News]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro corneli]]></category>
		<category><![CDATA[Conti pubblici]]></category>
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		<category><![CDATA[mistificazione finanziaria]]></category>
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					<description><![CDATA[di Alessandro Corneli/grrg.eu/ Le notizie di oggi scacciano quelle di ieri, la memoria svanisce. I discorsi (specie dei politici) che riguardano il futuro promettono sempre qualcosa di positivo. Da oltre due anni ci si racconta – non solo in Italia –  che, dopo la fase di austerità e correzione dei conti pubblici, ci sarà la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/svalutazione-euro.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" alt="svalutazione-euro-crisi-dollaro-mistificazione finanziaria" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/svalutazione-euro.jpg" width="790" height="466" /></a><figcaption class="wp-caption-text">La Grande Mistificazione: l&#8217;Europa e l&#8217;Euro prima e dopo la Crisi</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">di Alessandro Corneli/grrg.eu/</p>
<p style="text-align: justify;">Le notizie di oggi scacciano quelle di ieri, la memoria svanisce. I discorsi (specie dei politici) che riguardano il futuro promettono sempre qualcosa di positivo. Da oltre due anni ci si racconta – non solo in Italia –  che, dopo la fase di austerità e correzione dei conti pubblici, ci sarà la ripresa e che ciò che vene fatto è ben fatto. Non si dimentica di aggiungere qualche variante locale. In Italia,  Monti e Letta hanno spesso ripetuto  che l’eredità che avevano ricevuto era disastrosa, dovuta a una politica (quella di Berlusconi) fatta, soprattutto a partire dal 2007-2008, cioè dopo l’inizio della grande crisi finanziaria, senza consapevolezza, negando la crisi, evitando di prendere provvedimenti seri. E poi, naturalmente, c’è la crisi stessa, per superare la quale, occorre “più Europa” anziché “meno Europa” perché l’Europa ha la ricetta giusta. In genere, ci si fida di un medico dopo avere sperimentato che le sue diagnosi e le sue terapie hanno funzionato bene, ma non ci si fida di un medico che ha sbagliato diagnosi e terapie. Per le sue passate performance, possiamo fidarci dell’Europa?</p>
<p style="text-align: justify;">Ho letto il <strong>Working Paper n. 56</strong> del Centro Studi Confindustria, licenziato a <strong>dicembre 2006</strong>, quindi elaborato prima della crisi, durante il secondo governo Prodi, ex presidente della Commissione ed europeista convinto. All’epoca, presidente di Confindustria era Luca Cordero di Montezemolo. Benché, come si legge nel frontespizio, le valutazioni espresse impegnino esclusivamente i loro autori (nel caso specifico: Anna Ruocco e Ciro Rapacciuolo), la pubblicazione è pur sempre di Confindustria e del suo Centro Studi. Il tiolo: “Nessuno stimolo alla crescita dell’area dell’euro dalla politica economica? Alcune evidenze empiriche”. <strong>Il periodo esaminato va dal 2002 (anno dell’introduzione della moneta unica nelle tasche dei cittadini dell’Eurozona) al 2005, ovvero termina due anni prima dell’inizio della crisi finanziaria</strong>. Quindi nella fase ascendente ed euforica dell’introduzione della moneta unica.</p>
<p style="text-align: justify;">Non ricordo se questo studio ebbe qualche impatto. Bisognerebbe cercare nei giornali dell’epoca. È uno studio importante perché compilato ex ante, rispetto alla crisi, quando nessuno la intravvedeva dietro l’angolo, e non è nemmeno uno studio ex post, nel quale i dati empirici possono essere raggruppati con il senno di poi. È questo genere di lavori che bisognerebbe rispolverare di tanto in tanto, perché consentono un esame non condizionato dall’attualità e dalle relative polemiche. Esso <strong>ci consente di valutare il funzionamento (lungimiranza, mezzi, politiche) dell’Unione europea prima della crisi, onde accordarle fiducia o esprimere qualche perplessità prima di concederle maggiori poteri</strong> come essa chiede secondo una logica di accanimento terapeutico. Perché l’argomento forte “occorre più Europa” è tautologico e indimostrabile; è solo un atto di fede; meglio: è una scelta politica, che può rivelarsi disastrosa sul piano economico.</p>
<p style="text-align: justify;">Ebbene, bastano poche citazioni di quel testo per smantellare tutte le considerazioni che da qualche tempo vanno per la maggiore e anche per filtrare, opportunamente, certe dichiarazioni che riguardano il futuro e che sollecitano certe politiche. (Miei i grassetti all’interno delle citazioni riportate tra virgolette)</p>
<p style="text-align: justify;">L’inizio del saggio non consente interpretazioni diverse e di comodo: “Tra il 2002 e il 2005 il PIL dell’area dell’euro è cresciuto in media dell’1,2% all’anno, <strong>un ritmo di crescita molto inferiore a quello degli Stati Uniti e a quelli sperimentati in passato dal Continente</strong>… Il rallentamento dell’area dell’euro è dovuto a fattori di debolezza strutturale interni (nel mercato del lavoro, delle merci, dei servizi) aggravati dalla concorrenza sempre più agguerrita da parte dei paesi emergenti”. Osservo: l’euro non ha fatto bene alla crescita, l’ha rallentata. Oppure i fattori indicati avrebbero agito comunque e l’euro sarebbe superfluo? Oppure i calcoli sui benefici che ciascun Paese aderente ha effettuato sono stati così egoistici da elidersi? In questo caso, l’europeismo dichiarato dai sottoscrittori era pura finzione o pura illusione (come quello di chi, in Italia, pensava di poter diluire il debito pubblico nella vasca europea).</p>
<p style="text-align: justify;">Ricordando che lo studio non si riferisce all’Italia ma a tutta l’Eurozona, osservo che l’elenco dei fattori di debolezza strutturale implica una rimozione del tipo: “spostate di 100 km il Monte Bianco, spianate il Massiccio Centrale, abolite i Pirenei”, e simili. Ovvero: si fa presto a dire, ma <strong>una politica seria deve essere soprattutto realistica, altrimenti è velleitaria</strong> <strong>e si traduce in una auto-assoluzione</strong> di fronte agli obiettivi mancati. Quanto alla concorrenza sempre più agguerrita da parte dei paesi emergenti, o si è (era) in grado di capire le conseguenza della globalizzazione oppure li si è immaginati come alieni extraterrestri.</p>
<p style="text-align: justify;">Aggiungo di mio i seguenti dati:</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211;          il 2 gennaio 2002 il cambio euro/dollaro era di 1,106</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211;          il 2 gennaio 2003 il cambio euro/dollaro era di 0,957</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211;           il 2 gennaio 2004 il cambio euro/dollaro era di 0,794</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211;           il 3 gennaio 2005 il cambio euro/dollaro era di 0,740</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211;           Il 24 dicembre 2013 (a titolo di confronto) era di 0,730</p>
<p style="text-align: justify;">Rilevo inoltre che l’apprezzamento sempre più deciso dell’euro nei confronti del dollaro iniziò a partire dall’ottobre 2004 quando il cambio scese al di sotto dello 0,800. Quindi, per quasi due anni, l’euro non dovette pagare il costo di una sopravvalutazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Procediamo con le citazioni: “I vincoli alle politiche di bilancio, imposti dalla normativa europea, <strong>non hanno indotto i Paesi membri a ridurre la spesa corrente al netto degli interessi</strong>, che nell’area dell’euro, tra il 1998 e il 2005, è perfino cresciuta, seppure di poco” (con due eccezioni: Austria a Germania – è ricordato in nota).  Rilevo che porre dei vincoli e non vederli rispettati può apparentemente assolvere il medico che ordina una medicina ma il malato non la prende. Ma in questo caso sbaglia il medico che non sa che il paziente non può sopportare una certa medicina. O si voleva indebolire ulteriormente chi era già debole?</p>
<p style="text-align: justify;">Ancora: “A partire dal 2002, con il rallentamento dell’economia europea, <strong>la politica di bilancio non solo non ha svolto una funzione di sostegno alla crescita ma ha mancato pure l’obiettivo del risanamento</strong>”. Poiché, aggiungono gli autori, gli Stati membri sono tenuti a perseguire nel medio termine il risanamento dei conti pubblici, ma non hanno vincoli sul “come” raggiungere tale risultato, “in molti casi questo ha indotto i governi ad attuare politiche di bilancio con discreti risultati nel breve periodo rinviando però al futuro la soluzione dei problemi strutturali”. Osservo: come dire che il comandante ordine al plotone di marciare compatto per venti km ma il plotone si sbanda e ciascuno va per conto suo. Che si fa? Si rimuove il comandante.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli autori esaminano poi la politica monetaria della Bce. Non trascurando le variazioni di indirizzo nei passaggi da un presidente all’altro (da Duisenberg a Trichet), sostengono che essa, “pur senza averlo come obiettivo esplicito,<strong> ha esercitato un’azione di sostegno ciclico dell’economia</strong> europea nelle fasi depressive(2001-2005) e un’azione restrittiva nelle fasi di crescita sostenuta (1999-2001)”. Osservo: ciò vuol dire che<strong> se la Bce ha fatto bene, lo ha fatto ai margini dei suoi compiti istituzionali</strong>. Ciò può incoraggiare chi vuole dare più poteri alla Bce, ma va a critica di chi l’ha concepita male. Se l’architetto sbaglia, la costruzione crolla, prima o poi.</p>
<p style="text-align: justify;">Rilevate infine le discrasie tra politiche di bilancio e politica monetaria, gli autori concludono “che l<strong>a politica economica complessiva non ha fornito quello stimolo alla crescita nell’area che avrebbe potuto esercitare</strong>”. Osservo: in linguaggio crudo, ha fallito. E ha fallito in tempi normali, non in tempi di crisi. Possiamo fidarci?</p>
<p style="text-align: justify;">È bene precisare che gli autori non mostrano tracce di scetticismo sul processo di integrazione europea e sull’euro. Anzi: per il 2006 percepivano segnali positivi. Ma, a loro avviso, i dati empirici dimostrano che nel quadriennio 2002-2005 “le politiche di bilancio nell’area dell’euro, condizionate dal rispetto di rigidi target numerici sul deficit, <strong>non solo non hanno raggiunto l’obiettivo di risanare in modo stabile i conti pubblici, ma non hanno nemmeno perseguito un efficace sostegno della crescita nell’area</strong>, né nel lungo termine – come sarebbe negli obiettivi – né nel breve”. Ripeto: allora c’è da fidarsi?</p>
<p style="text-align: justify;">In questi ultimi anni, a crisi finanziaria esplosa, è stata accentuata la linea del rispetto di “rigidi target numerici” che, in sostanza, ha però avuto un solo obiettivo: salvare le banche attraverso l’austerity imposta ai popoli. Si può ammettere che una crisi bancaria avrebbe travolto il Continente e staremmo peggio di quanto stiamo, ma si deve anche ammettere che <strong>la politica europea pre-crisi ha fallito i suoi obiettivi</strong>. È vero che, nel dicembre 1991, quando furono fissati i parametri di Maastricht, si prevedeva a una lunga fase di crescita del 5% annuo, ma poi bisognava, non appena questo traguardo apparve irraggiungibile, correre ai ripari anziché irrigidirsi. Come tuttora si tende a fare e avendo indebolito, anche se in misura disuguale, tre delle quattro maggiori potenze economiche dell’Ue: Spagna, Italia e Francia (la prima potenza, la Germania, almeno all’apparenza non sembra essersi indebolita ma il coperchio sulle pentole delle sue banche non è stato ancora sollevato ). In ogni caso, è piena disinformazione considerare la crisi attuale come risultato macroscopico della crisi finanziaria esplosa negli Stati Uniti; bisogna invece ammettere che, prima che questa arrivasse, l’Europa era già fuori strada.</p>
<p style="text-align: justify;">Piuttosto che correre a tappare una falla dopo l’altra, e proseguire la navigazione, reprimendo ogni tentativo di ammutinamento, sarebbe più opportuno volgere la prua verso un grande cantiere navale e sottoporre il gigante a una revisione integrale, cambiando i pezzi e le regole di ciò che non ha funzionato. Forse chi sta in prima classe sente meno i contraccolpi, ma se la nave affonda, affondano tutti.</p>
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