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	<title>crisi finanziaria &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Matteo Renzi: prima volta che Stato dimagrisce di 18 miliardi. Rivoluzione in tema di fisco</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Nov 2014 19:15:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Roma, 29 nov. (askanews) &#8211; Il premier Matteo Renzi ha cercato, ancora una volta, di allontanare il pessimismo sulla crisi e ha ricordato che il governo sta facendo una rivoluzione in tema di fisco: &#8220;Stiamo facendo una riduzione di 18 miliardi di tasse. Non soltanto gli 80 euro per i lavoratori dipendenti, pubblici e privati, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_8542" aria-describedby="caption-attachment-8542" style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-renzi-6.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-8542" alt="matteo renzi-presidente del consiglio- ilparlamentare" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-renzi-6.jpg" width="790" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-renzi-6.jpg 790w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-renzi-6-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-renzi-6-457x270.jpg 457w" sizes="(max-width: 790px) 100vw, 790px" /></a><figcaption id="caption-attachment-8542" class="wp-caption-text">Il Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Roma, 29 nov. (askanews) &#8211; Il premier Matteo Renzi ha cercato, ancora una volta, di allontanare il pessimismo sulla crisi e ha ricordato che il governo sta facendo una rivoluzione in tema di fisco: <strong>&#8220;Stiamo facendo una riduzione di 18 miliardi di tasse.</strong> Non soltanto gli 80 euro per i lavoratori dipendenti, pubblici e privati, ma anche un abbassamento dell&#8217;Irap, una semplificazione delle procedure, la possibilità per chi dal primo gennaio creerà posti di lavoro a tempo indeterminato per i primi tre anni di non pagare i contributi&#8221;, ha detto in un videomessaggio alla Cna, riunita in assemblea a Mirandola. &#8220;Un investimento cioè sul futuro &#8211; ha aggiunto Renzi- sul domani del nostro Paese. E per la prima volta lo Stato che dimagrisce anzichè ingrassare. La riduzione delle tasse come un inizio di un processo rivoluzionario, questo è il nostro obiettivo&#8221;. &#8220;Insieme ce la faremo&#8221;, perchè &#8220;siamo più forti della crisi, siamo più forti della paura&#8221;, ha aggiunto. &#8220;Non è un problema di gufi o pessimisti &#8211; ha detto Renzi &#8211; ma di chi pensa che di fronte a un problema bisogna mettersi a urlare ancora più forte e chi invece si rimbocca le maniche e cerca di risolverlo. Quelli siamo noi, quelli che questo paese lo rimettono in gioco. Quella è l&#8217;Italia che porterà il Paese fuori dalle sabbie mobili&#8221;. &#8220;La nostra parte la facciamo semplificando il sistema fiscale rendendolo più semplice, anche perché vorrei vedere come si fa a renderlo meno semplice a renderlo più complicato il sistema fiscale italiano. Modificando il sistema della giustizia civile con il tribunale delle imprese, per dire &#8216;si si&#8217; o &#8216;no no&#8217; senza farla troppo lunga, intervenendo su una burocrazia che stritolerebbe anche un leone&#8221;</p>
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		<title>Il Presidente Giorgio Napolitano: Guardiamo al nuovo anno con serenità e con coraggio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jan 2014 15:21:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[crisi finanziaria]]></category>
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					<description><![CDATA[Discorso del Presidente Giorgio Napolitano / il Quirinale.it/ Ecco il discorso del Presidente Giorgio Napolitano al quale giungano gli auguri di buon governo da ILPARLAMENTARE.IT e dal suo Editore, la Fondazione Culturale &#8220;Paolo di Tarso&#8221; &#8220;A tutti gli italiani &#8211; e rivolgendo un particolare pensiero a quanti vivono con ansia queste ore per le recenti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_7311" aria-describedby="caption-attachment-7311" style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgio-napolitano1.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-7311" alt="giorgio-napolitano-discorso-capodanno" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgio-napolitano1.jpg" width="790" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgio-napolitano1.jpg 790w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgio-napolitano1-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgio-napolitano1-457x270.jpg 457w" sizes="(max-width: 790px) 100vw, 790px" /></a><figcaption id="caption-attachment-7311" class="wp-caption-text">Il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">Discorso del Presidente Giorgio Napolitano / il Quirinale.it/</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco il discorso del Presidente Giorgio Napolitano al quale giungano gli auguri di buon governo da ILPARLAMENTARE.IT e dal suo Editore, la Fondazione Culturale &#8220;Paolo di Tarso&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;A tutti gli italiani &#8211; e rivolgendo un particolare pensiero a quanti vivono con ansia queste ore per le recenti scosse di terremoto &#8211; giunga il mio affettuoso augurio. L&#8217;anno che sta per terminare è stato tra i più pesanti e inquieti che l&#8217;Italia ha vissuto da quando è diventata Repubblica. Tra i più pesanti sul piano sociale, tra i più inquieti sul piano politico e istituzionale. L&#8217;anno che sta per iniziare può e deve essere diverso e migliore, per il paese e specialmente per quanti hanno sofferto duramente le conseguenze della crisi. Una crisi dalla quale in Europa si comincia a uscire e più decisamente si potrà uscire se si porterà fino in fondo un&#8217;azione comune per il rilancio della crescita economica e dell&#8217;occupazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa sera non tornerò su analisi e considerazioni generali che ho prospettato più volte. Non passerò dunque in rassegna i tanti problemi da affrontare. Cercherò, invece, di mettere innanzitutto in evidenza le preoccupazioni e i sentimenti che ho colto in alcune delle molte lettere indirizzatemi ancora di recente da persone che parlando dei loro casi hanno gettato luce su realtà diffuse oggi nella nostra società.</p>
<p style="text-align: justify;">Vincenzo, che mi scrive da un piccolo centro industriale delle Marche, ha ormai 61 anni e sa bene quanto sia difficile per lui recuperare una posizione lavorativa. &#8220;Sono stato&#8221; &#8211; mi dice &#8211; &#8220;imprenditore fino al 2001 (un calzaturificio con 15 dipendenti) ed in seguito alla sua chiusura sono stato impiegato presso altri calzaturifici. Attualmente sono disoccupato&#8230; Di sacrifici ne ho fatti molti, e sono disposto a farne ancora. Questo non spaventa né me né i nostri figli.&#8221;. Ma aggiunge : &#8220;Non può essere che solo noi «semplici cittadini» siamo chiamati a fare sacrifici. FACCIAMOLI INSIEME. Che comincino anche i politici.&#8221;. Mi sembra un proposito e un appello giusto, cui peraltro cercano di corrispondere le misure recenti all&#8217;esame del Parlamento in materia di province e di finanziamento pubblico dei partiti.</p>
<p style="text-align: justify;">Daniela, dalla provincia di Como, mi racconta il caso del suo fidanzato che a 44 anni &#8211; iscrittosi &#8220;allo sportello lavoro del paese&#8221; &#8211; attende invano di essere chiamato, e resta, per riprendere le sue drammatiche parole, &#8220;giovane per la pensione, già vecchio per lavorare&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Una forte denuncia della condizione degli &#8220;esodati&#8221; mi è stata indirizzata da Marco, della provincia di Torino, che mi chiede di citare la gravità di tale questione, in quanto comune a tanti, nel messaggio di questa sera, e lo faccio.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi hanno scritto in questo periodo persone che alla denuncia delle loro difficoltà uniscono l&#8217;espressione di un naturale senso della Nazione e delle istituzioni. Lo si coglie chiaramente, ad esempio, nel travaglio di un padre di famiglia, titolare di un modesto stipendio pubblico, che mi scrive : &#8220;Questo mese devo decidere se pagare alcune tasse o comprare il minimo per la sopravvivenza dei miei due figli&#8230;&#8221;. E mi dice di vergognarsi per questo angoscioso dilemma, pensando al patto sottoscritto con le istituzioni, al &#8220;giuramento di pagare le tasse sempre e comunque&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Ricevo anche qualche lettera più lunga, che narra una storia personale legandola alla storia e alla condizione attuale del paese. Così Franco da Vigevano, agricoltore, che rievoca lo &#8220;spirito di fratellanza&#8221; degli anni della ricostruzione dopo la seconda guerra mondiale e fa appello perché quello spirito rinasca come condizione per rendere la &#8220;Nazione stabile economicamente e socialmente&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">E infine, avrei da citare molte lettere di giovani, polemiche verso le incapacità della politica ma tutt&#8217;altro che rassegnate e prive di speranza e volontà. Serena, da un piccolo centro del catanese, mi scrive : &#8220;Noi giovani non siamo solo il futuro, ma siamo soprattutto il presente&#8221;, per il lavoro che manca, per la condizione delle famiglie che scivolano nella povertà. &#8220;Voi adulti e politici parlate spesso dei giovani e troppo poco con i giovani&#8221;, che nonostante tutto sono pronti a rimboccarsi le maniche e a fare ogni sforzo per poter dire, da adulti: &#8220;sono fiero del mio paese, della mia Nazione&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Veronica, da Empoli, ventottenne, laureatasi a prezzo di grandi sacrifici, da 3 anni alla ricerca, finora vana, di un lavoro, sente che la crisi attuale è crisi di quella fiducia nei giovani, di quella capacità di suscitare entusiasmo nei giovani, senza di cui &#8220;una Nazione perde il futuro&#8221;. E conclude : &#8220;io credo ancora nell&#8217;Italia, ma l&#8217;Italia crede ancora in me?&#8221;. Ecco, vedete, aggiungo io, una domanda che ci deve scuotere.</p>
<p style="text-align: justify;">Ringrazio tutti coloro che mi hanno scritto, anche esprimendo apprezzamento e fiducia, e talvolta critiche schiette, per il mio impegno di Presidente. Non potendo sempre rispondere personalmente, traggo da ogni racconto, denuncia o appello che mi giunge, stimoli per prospettare &#8211; nei limiti dei miei poteri e delle mie possibilità &#8211; i forti cambiamenti necessari nella politica, nelle istituzioni, nei rapporti sociali. Ne traggo anche la convinzione che ci siano grandi riserve di volontà costruttiva e di coraggio su cui contare.</p>
<p style="text-align: justify;">Il coraggio degli italiani è in questo momento l&#8217;ingrediente decisivo per far scattare nel 2014 quella ripresa di cui l&#8217;Italia ha così acuto bisogno. Coraggio di rialzarsi, di risalire la china. Coraggio di praticare la solidarietà : come già si pratica in tante occasioni, attraverso una fitta rete di associazioni e iniziative benefiche, o attraverso gesti, azioni eloquenti ed efficaci &#8211; dinanzi alle emergenze &#8211; da parte di operatori pubblici, di volontari, di comuni cittadini, basti citare l&#8217;esempio di Lampedusa. Coraggio infine di intraprendere e innovare : quello che mostrano creando imprese più donne, più giovani, più immigrati che nel passato.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla crisi di questi anni ha reagito col coraggio dell&#8217;innovazione una parte importante dell&#8217;industria italiana, indebolitasi, già molto prima, in produzioni di base certamente rilevanti, ma affermatasi in nuove specializzazioni. Quella parte dell&#8217;industria ha così guadagnato competitività nelle esportazioni, ed esibito eccellenze tecnologiche, come dimostrano i non pochi primati della nostra manifattura nelle classifiche mondiali. In questo nucleo forte, vincente dell&#8217;industria e dei servizi troviamo esempi e impulsi per un più generale rinnovamento e sviluppo della nostra economia, e per un deciso ritorno di fiducia nelle potenzialità del paese.</p>
<p style="text-align: justify;">Guardiamo dunque al presente, al malessere diffuso, alla &#8220;fatica sociale&#8221; &#8211; come si è detto &#8211; cui dare risposte qui ed ora, nell&#8217;anno 2014, ma lavoriamo in pari tempo a un disegno di sviluppo nazionale e di giustizia sociale da proiettare in un orizzonte più lungo. E&#8217; a questa prospettiva che sono interessati innanzitutto i giovani, quelli che con grandi sforzi già hanno trovato il modo di dare il meglio di sé &#8211; ad esempio, ne parlo spesso, nella ricerca scientifica &#8211; e gli altri, i più, che ancora non riescono a trovare sbocchi gratificanti di occupazione e di partecipazione a un futuro comune da costruire per l&#8217;Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">Si richiedono però lungimiranti e continuative scelte di governo, con le quali debbono misurarsi le forze politiche e sociali e le assemblee rappresentative, prima di tutto il Parlamento, oggi più che mai bisognoso di nuove regole per riguadagnare il suo ruolo centrale.</p>
<p style="text-align: justify;">Non tocca a me esprimere giudizi di merito, ora, sulle scelte compiute dall&#8217;attuale governo, fino alle più recenti per recuperare e bene impiegare, essenzialmente nel Mezzogiorno, miliardi di euro attribuitici dall&#8217;Unione Europea attraverso fondi che rischiamo di perdere. Rispetto a tali scelte e alla loro effettiva attuazione, e ancor più a quelle che il governo annuncia &#8211; sotto forma di un patto di programma, che impegni la maggioranza per il 2014 &#8211; il solo giudice è il Parlamento. E grande, a questo proposito, è lo spazio anche per le forze di opposizione che vogliano criticare in modo circostanziato e avanzare controproposte sostenibili.</p>
<p style="text-align: justify;">La sola preoccupazione che ho il dovere di esprimere è per il diffondersi di tendenze distruttive nel confronto politico e nel dibattito pubblico &#8211; tendenze all&#8217;esasperazione, anche con espressioni violente, di ogni polemica e divergenza, fino a innescare un &#8220;tutti contro tutti&#8221; che lacera il tessuto istituzionale e la coesione sociale.</p>
<p style="text-align: justify;">Penso ai pericoli, nel corso del 2013, di un vuoto di governo e di un vuoto al vertice dello Stato : pericoli che non erano immaginari e che potevano tradursi in un fatale colpo per la credibilità dell&#8217;Italia e per la tenuta non solo della sua finanza pubblica ma del suo sistema democratico. Quei pericoli sono stati scongiurati nel 2013, sul piano finanziario con risultati come il risparmio di oltre 5 miliardi sugli interessi da pagare sul nostro debito pubblico. Sarebbe dissennato disperdere i benefici del difficile cammino compiuto. I rischi già corsi si potrebbero riprodurre nel prossimo futuro, ed è interesse comune scongiurarli ancora.</p>
<p style="text-align: justify;">La nostra democrazia, che ha rischiato e può rischiare una destabilizzazione, va rinnovata e rafforzata attraverso riforme obbligate e urgenti. Entrambe le Camere approvarono nel maggio scorso a grande maggioranza una mozione che indicava temi e grandi linee di revisione costituzionale. Compreso quel che è da riformare &#8211; come proprio nei giorni scorsi è apparso chiaro in Parlamento &#8211; nella formazione delle leggi, ponendo termine a un abnorme ricorso, in atto da non pochi anni, alla decretazione d&#8217;urgenza e a votazioni di fiducia su maxiemendamenti. Ma garantendo ciò con modifiche costituzionali e regolamentari, confronti lineari e &#8220;tempi certi in Parlamento per l&#8217;approvazione di leggi di attuazione del programma di governo&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche se molto è cambiato negli ultimi mesi nel campo politico e le procedure da seguire per le riforme costituzionali sono rimaste quelle originarie, queste riforme restano una priorità. Una priorità indicata al Parlamento già dai miei predecessori e riconosciuta via via da un arco di forze politiche rappresentate in Parlamento ben più ampio di quelle che sostengono l&#8217;attuale governo. E mi riferisco a riforme che soprattutto sono i cittadini stessi a sollecitare.</p>
<p style="text-align: justify;">Alle forze parlamentari tocca in pari tempo dare soluzione &#8211; sulla base di un&#8217;intesa che anch&#8217;io auspico possa essere la più larga &#8211; al problema della riforma elettorale, divenuta ancor più indispensabile e urgente dopo la sentenza della Corte Costituzionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Dobbiamo tutti augurarci che il 2014 ci veda raggiungere risultati apprezzabili in queste direzioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Non posso a questo punto fare a meno di sottolineare come nel nuovo anno l&#8217;Italia sia anche chiamata a fare la sua parte nella comunità internazionale : dando in primo luogo il suo contributo all&#8217;affermazione della pace dove ancora dominano conflitti e persecuzioni. E a questo riguardo voglio ricordare ancora una volta l&#8217;impegno dei nostri militari nelle missioni internazionali, tra le quali quella contro la nuova pirateria cui partecipavano i nostri marò Massimiliano La Torre e Salvatore Girone, ai quali perciò confermo la nostra vicinanza. E rivolgo un commosso pensiero a tutti i nostri caduti.</p>
<p style="text-align: justify;">A una comune responsabilità per le sorti del mondo ci ha richiamato, nei suoi messaggi natalizi e per la giornata mondiale della pace, Papa Francesco con la forza della sua ispirazione che fa leva sul principio di fraternità e che sollecita anche scelte coerenti di accoglienza e solidarietà verso quanti fuggono da guerre, oppressioni e carestie cercando asilo in Italia e in Europa.</p>
<p style="text-align: justify;">Queste supreme istanze di pace e di solidarietà mi spingono anche a un appello perché non si dimentichi quello che l&#8217;Europa, l&#8217;integrazione europea, ci ha dato da decenni : innanzitutto proprio la pace e la solidarietà. Anche in funzione di tale impegno molte cose debbono oggi certamente cambiare nell&#8217;Unione Europea. In tal senso dovrà operare l&#8217;Italia, specie nel semestre di sua presidenza dell&#8217;Unione, senza che nessuno degli Stati membri si tiri però indietro e si rinchiuda in un guscio destinato peraltro ad essere travolto in un mondo radicalmente cambiato e divenuto davvero globale.</p>
<p style="text-align: justify;">Né si dimentichi &#8211; nel fuoco di troppe polemiche sommarie &#8211; che l&#8217;Europa unita ha significato un sempre più ampio riconoscimento di valori e di diritti che determinano la qualità civile delle nostre società. Valori come quelli, nella pratica spesso calpestati, della tutela dell&#8217;ambiente &#8211; basti citare il disastro della Terra dei fuochi &#8211; del territorio, del paesaggio. Diritti umani, diritti fondamentali : compresi quelli che purtroppo sono negati oggi in Italia a migliaia di detenuti nelle carceri più sovraffollate e degradate.</p>
<p style="text-align: justify;">Care ascoltatrici, cari ascoltatori, ho voluto esprimervi la mia vicinanza a realtà sociali dolorose, che molti di voi vivono in prima persona, ed evocare valori e principi, necessità e speranze di cambiamento da coltivare tenacemente. L&#8217;ho fatto senza entrare nel merito di posizioni politiche e di soluzioni concrete, su cui non tocca a me pronunciarmi. Come nei sette anni conclusisi nell&#8217;aprile scorso, così negli otto mesi successivi alla mia rielezione, ho assolto il mio mandato raccogliendo preoccupazioni e sentimenti diffusi tra gli italiani. E sempre mirando a rappresentare e rafforzare l&#8217;unità nazionale, servendo la causa del prestigio internazionale dell&#8217;Italia, richiamando alla correttezza e all&#8217;equilibrio nei rapporti tra le istituzioni e tra i poteri dello Stato, nei rapporti, anche, tra politica e giustizia tenendo ben ferma la priorità della lotta al crimine organizzato.</p>
<p style="text-align: justify;">Conosco i limiti dei miei poteri e delle mie possibilità anche nello sviluppare un&#8217;azione &#8211; al pari di tutti i miei predecessori &#8211; di persuasione morale. Nessuno può credere alla ridicola storia delle mie pretese di strapotere personale. Sono attento a considerare ogni critica o riserva, obbiettiva e rispettosa, circa il mio operato. Ma in assoluta tranquillità di coscienza dico che non mi lascerò condizionare da campagne calunniose, da ingiurie e minacce.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutti sanno &#8211; anche se qualcuno finge di non ricordare &#8211; che il 20 aprile scorso, di fronte alla pressione esercitata su di me da diverse ed opposte forze politiche perché dessi la mia disponibilità a una rielezione a Presidente, sentii di non potermi sottrarre a un&#8217;ulteriore assunzione di responsabilità verso la Nazione in un momento di allarmante paralisi istituzionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Null&#8217;altro che questo mi spinse a caricarmi di un simile peso, a superare le ragioni, istituzionali e personali, da me ripetutamente espresse dando per naturale la vicina conclusione della mia esperienza al Quirinale. E sono oggi ancora qui dinanzi a voi ribadendo quel che dissi poi al Parlamento e ai rappresentanti regionali che mi avevano eletto col 72 per cento dei voti. Resterò Presidente fino a quando &#8220;la situazione del paese e delle istituzioni&#8221; me lo farà ritenere necessario e possibile, &#8220;e fino a quando le forze me lo consentiranno&#8221;. Fino ad allora e non un giorno di più ; e dunque di certo solo per un tempo non lungo. Confido, così facendo, nella comprensione e nel consenso di molti di voi.</p>
<p style="text-align: justify;">Spero di poter vedere nel 2014 decisamente avviato un nuovo percorso di crescita, di lavoro e di giustizia per l&#8217;Italia e almeno iniziata un&#8217;incisiva riforma delle istituzioni repubblicane.</p>
<p style="text-align: justify;">Ho concluso. Buon anno alle vostre famiglie, dagli anziani ai bambini, buon anno a chi serve la patria e la pace lontano dall&#8217;Italia, buon anno a tutti quanti risiedono operosamente nel nostro paese.</p>
<p style="text-align: justify;">Guardiamo &#8211; lasciate che ve lo dica &#8211; con serenità e con coraggio al nuovo anno&#8221;.</p>
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		<title>Crisi finanziaria: parliamoci chiaro e cerchiamo di capire cos&#8217;è</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Nov 2013 14:26:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
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					<description><![CDATA[Redazione Il Parlamentare.it/ Wikipedia/ Cari Amici, diciamo la verità: questa crisi sappiamo tutti che c&#8217;è ma non abbiamo capito il perché le nostre generazioni hanno smesso di sognare una bella pensione, una sanità che funzioni bene, l&#8217;accesso al Cibo Sano che, ovviamente ha il suo costo, etc., etc. Nessuno, però, ci spiega cosa sta accadendo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure style="width: 702px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/crisi-finanziaria.jpg"><img decoding="async" alt="crisi economica" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/crisi-finanziaria.jpg" width="702" height="412" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Crisi economica: pochi sanno cosa sta realmente accadendo</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">Redazione Il Parlamentare.it/ Wikipedia/</p>
<p style="text-align: justify;">Cari Amici, diciamo la verità: questa crisi sappiamo tutti che c&#8217;è ma non abbiamo capito il perché le nostre generazioni hanno smesso di sognare una bella pensione, una sanità che funzioni bene, l&#8217;accesso al Cibo Sano che, ovviamente ha il suo costo, etc., etc. Nessuno, però, ci spiega cosa sta accadendo per davvero e perché il nostro Paese ci chiede una quantità così infinita di sacrifici da poterlo ormai ritenere il primo nemico del vivere democratico. Un Governo politico che si nasconde dietro l&#8217;inviolabilità della Costituzione per violare i diritti fondamentali dell&#8217;Uomo, invece, è ciò che inizia a darci preoccupazioni. In ogni caso c&#8217;è solo un modo per saper cos&#8217;è la crisi mentre tutti sono impegnati a produrla: entrare su internet e cercare &#8220;crisi&#8221;. Risponde Wikipedia che ci dice cos&#8217;è la crisi economica che stiamo vivendo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>DA WIKIPEDIA: COS&#8217;E&#8217; LA &#8220;GRANDE CRISI FINANZIARIA 2008-2013&#8221;</strong><br />
La crisi economica del 2008-2013 (chiamata anche grande recessione) ha avuto avvio nel 2008 in tutto il mondo in seguito ad una crisi di natura finanziaria (originatasi negli Stati Uniti con la crisi dei subprime). Tra i principali fattori della crisi figurano gli alti prezzi delle materie prime (petrolio in primis), una crisi alimentare mondiale, un&#8217;elevata inflazione globale, la minaccia di una recessione in tutto il mondo e per finire una crisi creditizia con conseguente crollo di fiducia dei mercati borsistici. Viene considerata da molti economisti come una delle peggiori crisi economiche della storia, seconda solo alla Grande depressione iniziata nel 1929.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla <strong>crisi finanziaria scoppiata nell&#8217;agosto del 2007 sono seguite una recessione</strong>, iniziata nel secondo trimestre del 2008 e una grave crisi industriale (seguita al fallimento di <strong>Lehman Brothers</strong> il 15 settembre per la crisi dei subprime) scoppiata nell&#8217;autunno dello stesso anno &#8211; di proporzioni più ampie che nella Grande crisi &#8211; con una forte contrazione della produzione e degli ordinativi.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;anno 2009 ha poi visto una crisi economica generalizzata, pesanti recessioni e vertiginosi crolli di Pil in numerosi paesi del mondo e in special modo nel mondo occidentale. Terminata la recessione nel terzo trimestre 2009, tra la fine dello stesso anno e il 2010 si è verificata una parziale ripresa economica.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra il 2010 e il 2011 si è conosciuto l&#8217;allargamento della crisi ai debiti sovrani e alle finanze pubbliche di molti paesi (in larga misura gravati dalle spese affrontate nel sostegno ai sistemi bancari), soprattutto ai paesi dell&#8217;<strong>eurozona</strong> (impossibilitati a operare manovre sul tasso di cambio o ad attuare politiche di credito espansive e di monetizzazione), che in alcuni casi hanno evitato l&#8217;insolvenza sovrana (Portogallo, Irlanda, Grecia), grazie all&#8217;erogazione di ingenti prestiti (da parte di FMI e UE), denominati &#8220;piani di salvataggio&#8221;, volti a scongiurare possibili default, a prezzo però di politiche di bilancio fortemente restrittive sui conti pubblici (austerità) con freno a consumi e produzione e alimentazione della spirale recessiva.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>CAUSE DELLA CRISI</strong><br />
A partire dalla metà degli anni settanta la deregolamentazione finanziaria, la creazione di nuovi strumenti finanziari, i progressi tecnologici nel campo dell&#8217;informatica (vd. terza rivoluzione industriale), l&#8217;aumento della frequenza dei flussi finanziari <strong>(high frequency trading)</strong> e della liquidità nell&#8217;economia internazionale (a partire dallo sganciamento dall&#8217;oro del dollaro nel 1971 e dall&#8217;aumento della massa monetaria in seguito al rialzo del prezzo del petrolio), accanto all&#8217;aumento del costo del petrolio, hanno prodotto un rafforzamento del ruolo della finanza internazionale all&#8217;interno del sistema economico (aumento del ricorso ai derivati, accordi di pagamenti il cui valore deriva dal valore di un bene o di un indice), con perno nelle maggiori piazze borsistiche globali (anche se larga importanza rivestono oggi gli spazi di contrattazione elettronici non regolamentati, detti <strong>dark pools</strong>, al di fuori dei mercati azionari, costituiti da computer e server che sfruttano particolari algoritmi), tanto che, ad oggi, il peso economico dei prodotti finanziari risulta superiore in larga misura a quello della produzione mondiale di beni e servizi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La costituzione di fondi sovrani</strong> (strumenti finanziari a controllo pubblico che dispongono di enormi liquidità), tra cui <strong>hedge fund</strong> e <strong>private equity</strong>, attraverso l&#8217;impiego delle riserve accumulate dai paesi esportatori di petrolio e da alcuni paesi asiatici grazie ai surplus commerciali, ha determinato la creazione di forti indotti di liquidità finanziaria utilizzati per scopi speculativi.</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie alle politiche delle banche centrali, a partire da quelle adottate dalla FED, che favorirono il basso costo del denaro, venne incentivata una più facile erogazione del credito alle famiglie, spinte a indebitarsi in misura crescente per alimentare i consumi, e agli speculatori (banche d&#8217;investimento, imprese e fondi finanziari), portati a effettuare investimenti sui mercati finanziari (con la conseguente creazione di bolle speculative, con ricadute poi sull&#8217;economia produttiva).</p>
<p style="text-align: justify;">Anche i grossi istituti finanziari, le banche di investimento in particolare, presero a indebitarsi a breve termine per realizzare operazioni speculative. Tutto ciò era favorito, soprattutto con riguardo alle più massicce attività di compravendita azionaria, dalla creazione di &#8220;sistemi bancari ombra&#8221; (sistemi di intermediazione creditizia costituiti da entità ed attività operanti al di fuori del normale sistema bancario),[8] messi in opera dalle stesse banche, che sfruttavano spazi di contrattazione non regolamentati (le così dette dark pools) e specializzati nella raccolta e nell&#8217;investimento di prodotti e sotto-prodotti finanziari strutturati, oltreché derivati finanziari. A ciò va aggiunto il crescente peso esercitato dalle agenzie di rating americane (<strong>Moody&#8217;s, Standard &amp; Poor&#8217;s, Fitch</strong>), spesso accusate di esprimere giudizi di valutazione del credito tendenziosi.</p>
<p>Continua a leggere su Wikipedia e , se puoi, sostienila. E&#8217; importante.<br />
<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Crisi_economica_del_2008-2013">http://it.wikipedia.org/wiki/Crisi_economica_del_2008-2013</a></p>
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		<title>Enrico Letta: la ripresa è a portata di mano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Nov 2013 00:21:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&#8221;I dati macroeconomici, che non si vedono, dicono che per l&#8217;anno prossimo la ripresa e&#8217; a portata di mano&#8221;. Lo ha affermato il premier, Enrico Letta, nel suo intervento al Consiglio Nazionale del Coni. Secondo il premier &#8221;questa e&#8217; una legislatura strana, cominciata zoppicante, ma puo&#8217; essere una legislatura costituente per lo sport italiano, come [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure style="width: 702px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/enrico-letta-crisi-europa-italia.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" alt="enrico-letta" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/enrico-letta-crisi-europa-italia.jpg" width="702" height="412" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Il Presidente del Consiglio dei Ministri Enrico Letta</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">&#8221;I dati macroeconomici, che non si vedono, dicono che per l&#8217;anno prossimo la ripresa e&#8217; a portata di mano&#8221;. Lo ha affermato il premier, <strong>Enrico Letta</strong>, nel suo intervento al <strong>Consiglio Nazionale del Coni</strong>. Secondo il premier &#8221;questa e&#8217; una legislatura strana, cominciata zoppicante, ma puo&#8217; essere una legislatura costituente per lo sport italiano, come per altri campi&#8221;. Letta, inoltre, sottolinea che &#8221;portare le Olimpiadi in Italia e&#8217; alla nostra portata ed e&#8217; una partita che dobbiamo giocare. Dobbiamo essere all&#8217;altezza delle ambizioni alla nostra portata&#8221; ASCA</p>
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		<title>Crisi: 68% degli italiani ha tagliato pasti nei ristoranti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Sep 2013 20:38:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di F.G. Ecco come una Nazione diventa povera mentre l&#8217;Italia della politica non riesce a risolvere i suoi problemi. Una discesa libera che, superato il punto di non ritorno, indurrà una importante percentuali di italiani a doversi rendere conto del fatto che il futuro non c&#8217;è, perché per costruire il futuro di una intera società [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_6371" aria-describedby="caption-attachment-6371" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="Crisi_in_Italia_2" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Crisi_in_Italia_22.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-6371" title="Crisi_in_Italia_2" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Crisi_in_Italia_22.jpg" alt="Crisi: 65% Italiani tagliano pasti nei risoranti e risparmiano in casa" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Crisi_in_Italia_22.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Crisi_in_Italia_22-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Crisi_in_Italia_22-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-6371" class="wp-caption-text">Crisi: 65% Italiani tagliano pasti nei risoranti e risparmiano in casa</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">di F.G.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco come una Nazione diventa povera mentre l&#8217;Italia della politica non riesce a risolvere i suoi problemi. Una discesa libera che, superato il punto di non ritorno, indurrà una importante percentuali di italiani a doversi rendere conto del fatto che il futuro non c&#8217;è, perché per costruire il futuro di una intera società è necessaria una politica coesa e lungimirante che pensa solo ed esclusivamente alla crescita. Il dubbio, però, che pochissimi sappiano cosa significhi &#8220;crescita&#8221; è legittimo e di certo vedremo che scoperti gli altarini ormai prossimi, tutti ce ne renderemo conto.</p>
<p>ASCA &#8211; <strong>Per effetto della crisi il 68 per cento degli italiani</strong> <strong>ha tagliato i pasti fuori casa nei ristoranti,</strong> al bar in trattoria o in pizzeria mentre <strong>il 60 per cento ha anche ridotto le spese per l&#8217;intrattenimento</strong> con una netta tendenza al peggioramento rispetto allo scorso anno ed effetti drammatici sulle imprese e sull&#8217;occupazione, evidenziati anche da Confesercenti. <strong>C&#8217;e&#8217; un 57% degli italiani, poi costretto a tagli anche nei prodotti domestici</strong> di largo consumo.<br />
<strong></strong></p>
<p><strong>COLDIRETTI: 68% DEGLI ITALIANI HA TAGLIATO PASTI NEI RISTORANTI<br />
E&#8217; quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Nielsen relativi al secondo trimestre 2013</strong> dai quali si evidenzia il rischio di alimentare ulteriori effetti recessivi al consumo con l&#8217;aumento dell&#8217;aliquota Iva che scatta il primo ottobre. Minori acquisti riguardano infatti &#8211; sottolinea Coldiretti in una nota &#8211; dal 68 per cento dei consumatori che hanno tagliato sull&#8217;abbigliamento al 43 per cento che usano meno l&#8217;auto ma anche il 57 per cento degli italiani che per risparmiare e&#8217; stato costretto a scegliere a prodotti piu&#8217; economici nel largo consumo. Un esempio eclatante &#8211; precisa Coldiretti &#8211; e&#8217; rappresentato dal fatto che per la prima volta dal loro arrivo in Italia si e&#8217; addirittura ridotta la spesa degli italiani per l&#8217;acquisto di insalate pronte fresche e confezionate (IV gamma) che erano state immuni dalla crisi ed in grado di esprimere fino ad ora tassi di crescita anche a due cifre.<br />
Per questi prodotti &#8211; riferisce Coldiretti &#8211; si e&#8217; verificato un crollo record della spesa del 7,5 per cento nei primi otto mesi dell&#8217;anno rispetto allo stesso periodo del 2012 secondo l&#8217;Ismea. Gli italiani adesso preferiscono passare piu&#8217; tempo in cucina a lavare e tagliare l&#8217;insalata e sottrarre tempo al tempo libero pur di contenere i budget familiari. Fino alla fine del 2012, gli acquisti delle verdure di IV gamma &#8211; ricorda Coldiretti &#8211; hanno registrato un costante trend in crescita, complici l&#8217;elevato contenuto di servizio e la praticita&#8217; d&#8217;uso che ne hanno fatto impennare i consumi del 380 per cento in dieci anni nonostante prezzi decisamente piu&#8217; elevati rispetto al fresco tradizionale. A preoccupare per i prossimi mesi e&#8217; quindi &#8211; sostiene la Coldiretti &#8211; l&#8217;aumento dell&#8217;aliquota Iva che avrebbe un effetto valanga sull&#8217;88 per cento della spesa degli italiani che viene trasportato su strada, a seguito del rincaro del costo del carburante.</p>
<p>L&#8217;innalzamento dell&#8217;aliquota dal 21 al 22 per cento &#8211; evidenzia l&#8217;associazione di caegoria &#8211; colpisce direttamente i bicchieri degli italiani con rincari dalle bevande gassate ai superalcolici, dai spumanti alla birra, dai succhi di frutta al vino, fino all&#8217;acqua minerale, mentre sono esclusi la maggioranza dei prodotti di largo consumo come frutta, verdura, carne, latte e pasta. In realta&#8217; ad essere coinvolto e&#8217; l&#8217;intero sistema economico. Se si vuole ripartire il primo punto da affrontare &#8211; conclude la Coldiretti &#8211; e&#8217; quello di non penalizzare ulteriormente i consumi riducendo ulteriormente il potere di acquisto, compromesso dalla crisi</p>
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		<title>Salvare l&#8217;Italia sciogliendo l&#8217;Euro</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2013/05/salvare-litalia-sciogliendo-leuro/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 May 2013 17:02:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di Brigitte Granville, Hans-Olaf Henkel e Stefan Kawalec Alla vigilia della guerra civile americana, Abraham Lincoln pronunciò la famosa frase &#8220;una casa divisa non può stare in piedi.&#8221; Oggi, l&#8217;Unione Europea &#8211; impegnata da decenni alla ricerca di un&#8217; &#8220;unione sempre più stretta&#8221; &#8211; deve confrontarsi con una straziante verità. La massima di Lincoln deve essere [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_5972" aria-describedby="caption-attachment-5972" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="eurocrack" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/eurocrack1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-5972" title="eurocrack" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/eurocrack1.jpg" alt="salvare l'Italia sciogliendo l'Euro" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/eurocrack1.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/eurocrack1-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/eurocrack1-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-5972" class="wp-caption-text">salvare l&#39;Italia sciogliendo l&#39;Euro</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">di <strong>Brigitte Granville, Hans-Olaf Henkel e Stefan Kawalec</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Alla vigilia della guerra civile americana, <strong>Abraham Lincoln</strong> pronunciò la famosa frase &#8220;<strong>una casa divisa non può stare in piedi.&#8221;</strong> Oggi, l&#8217;Unione Europea &#8211; impegnata da decenni alla ricerca di un&#8217; <strong>&#8220;unione sempre più stretta&#8221;</strong> &#8211; deve confrontarsi con una straziante verità. La massima di Lincoln deve essere letta al contrario. <strong>Affinché l&#8217;UE possa sopravvivere, l&#8217;euro si deve sciogliere.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Tra il trattato di Roma del 1957 e l&#8217;Atto unico europeo, del 1986, i governi europei hanno portato avanti la più grande rivoluzione pacifica che il continente abbia mai visto nella sua lunga e travagliata storia. La creazione di una moneta unica europea avrebbe dovuto basarsi su questo notevole successo. Era supposta essere il successivo fondamentale passo verso una maggiore unità e prosperità. La crisi economica nell&#8217;Europa meridionale mostra che invece il regime dell&#8217;euro, almeno nella sua forma attuale, è diventato una minaccia mortale per entrambi questi obiettivi.</p>
<p style="text-align: justify;">Grecia, Spagna, Portogallo, Italia e Cipro sono intrappolati nella recessione e non possono riconquistare la competitività svalutando le loro monete. Le economie del nord della zona euro hanno dovuto partecipare a ripetuti salvataggi mettendo da parte ogni principio di finanza prudente. Un circolo vizioso di risentimento e populismo a sud e un rafforzamento del nazionalismo a nord stanno lacerando l&#8217;unione.</p>
<p style="text-align: justify;">E la crisi non è ancora finita. La Francia, la seconda economia più grande d&#8217;Europa, sta sprofondando in una grave crisi economica. Come i paesi del sud, deve riguadagnare competitività, ma come loro, essendo parte del sistema dell&#8217;euro, manca dello strumento necessario. A causa delle sue dimensioni e per il ruolo guida che ha avuto nell&#8217;evoluzione dell&#8217;UE, la Francia, come sosteniamo nella parte 2 di questo articolo, sarà fondamentale per spezzare il circolo vizioso.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>GAP DI COMPETITIVITA</strong>&#8216;<br />
Prima, però, che cosa è andato storto? La moneta unica europea si supponeva dovesse facilitare il funzionamento dell&#8217;economia europea. Con la fissazione del tasso di cambio nominale e l&#8217;eliminazione del rischio di cambio, l&#8217;euro avrebbe dovuto realizzare la convergenza tra le economie più forti e quelle più deboli dell&#8217;eurozona &#8211; il cosiddetto centro e periferia. Il capitale sarebbe fluito dai paesi in surplus nei conti con l&#8217;estero verso i paesi nella necessità di prendere in prestito, aumentando la produttività e la crescita.</p>
<p style="text-align: justify;">La realtà è stata diversa. La moneta unica ha fissato &#8211; anzi, ha peggiorato &#8211; il divario di competitività causato dalle differenze nei tassi di inflazione e nei costi unitari del lavoro. Gli squilibri esteri sono cresciuti. Nel 1999-2011, i costi unitari del lavoro (le retribuzioni per unità di prodotto) in Grecia, Spagna, Portogallo e Francia sono aumentati rispetto alla Germania dal 19 al 26 per cento.</p>
<p style="text-align: justify;">Nei paesi meno competitivi, questo ha prodotto dei deficit delle partite correnti dal 2 al 10 per cento del prodotto interno lordo nel 2010, e un avanzo delle partite correnti in Germania del 6 per cento del PIL. Avendo escluso la possibilità di svalutare, questi squilibri possono essere affrontati solo in due modi – o con la &#8220;svalutazione interna&#8221; o attraverso trasferimenti transfrontalieri.</p>
<p style="text-align: justify;">Svalutazione interna significa che i paesi in deficit cercano di riguadagnare competitività attraverso la riduzione della spesa pubblica e l&#8217;aumento della pressione fiscale, che sperano possa abbassare i prezzi e i salari in crescita. L&#8217;effetto a breve termine sarà quello di indebolire la domanda interna.</p>
<p style="text-align: justify;">A meno che non vi sia una compensazione derivante dall&#8217;aumento della domanda estera &#8211; con i paesi in surplus, in particolare la Germania, che intraprendono una politica di stimolo che aumenti un po&#8217; l&#8217;inflazione &#8211; un&#8217; &#8220;austerità&#8221; di questo tipo metterà a repentaglio la crescita economica e, quindi, le finanze pubbliche dei paesi in deficit. Tuttavia, non vi è alcuna prospettiva che la Germania &#8211; insieme agli altri paesi economicamente simili nella zona nord dell&#8217;euro &#8211; possa accettare di attuare un tale stimolo, in quanto ciò sarebbe in contrasto con la sua cultura politica ed economica. Ciò farà aumentare i dubbi sulla sostenibilità finanziaria del debito pubblico dei paesi in deficit e sulla sostenibilità politica delle loro politiche di svalutazione interna.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;ESEMPIO DELLA LETTONIA</strong><br />
La Lettonia e l&#8217;Islanda dimostrano come possono essere pesanti i costi economici e sociali della svalutazione interna, rispetto ai costi di una svalutazione esterna, o del cambio. Dal 2008 al 2010, il PIL in Islanda è diminuito solo della metà (svalutazione esterna) di quanto è diminuito in Lettonia (svalutazione interna).</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;occupazione è scesa del 5 per cento in Islanda contro il 17 per cento in Lettonia. I sostenitori dell&#8217;euro possono anche dire che la svalutazione interna sta cominciando a funzionare &#8211; nei paesi in crisi dell&#8217;eurozona come la Grecia i salari reali hanno iniziato a diminuire rapidamente e le riforme strutturali hanno cominciato ad aumentare la produttività. Tuttavia, non è chiaro se la tolleranza politica della Lettonia per il collasso della produzione, dell&#8217;occupazione e dei redditi può essere riprodotta anche altrove.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;alternativa principale sono i trasferimenti. I paesi in deficit possono attutire la loro contrazione con dei trasferimenti dai paesi in surplus, invece che con la svalutazione interna. Il problema è che tali trasferimenti non saranno più indolori.</p>
<p style="text-align: justify;">Prima del 2008, essi hanno assunto la forma di prestiti privati transfrontalieri ai governi e alle banche, che in molti casi hanno preso in prestito i soldi offrendo immobili come garanzia. Da quando nel 2008 è scoppiata la bolla del credito, questi flussi finanziari privati sono stati sostituiti da trasferimenti dai bilanci statali, che hanno fatto lievitare i deficit di bilancio e le passività implicite dei Paesi periferici nel sistema dei pagamenti della Banca Centrale Europea (noto come Target2). Senza i trasferimenti dalla Germania e dagli altri paesi del nord, la posizione fiscale di molte economie non competitive della zona euro è diventata insostenibile.</p>
<p style="text-align: justify;">Tali trasferimenti proverranno dal denaro dei contribuenti &#8211; fornito sia direttamente attraverso il Meccanismo Europeo di Stabilità, sia indirettamente attraverso le banche dei paesi creditori. (Nel caso che le banche creditrici dovessero accettare qualche forma di ristrutturazione del debito sovrano, le banche dovranno essere ricapitalizzate con denaro fornito dai contribuenti nei paesi di origine.)</p>
<p style="text-align: justify;">Questa prospettiva è dinamite politica. Quindi tali trasferimenti sono subordinati a una rigorosa disciplina di bilancio e alle riforme strutturali. Nonostante le rigide condizionalità, i contribuenti / elettori nei paesi creditori come la Germania potrebbero non adattarsi mai all&#8217;idea, creando il rischio di una reazione anti-europea. Una reazione del genere diventerebbe una certezza nel caso fin troppo probabile che le regole venissero trasgredite o messe da parte.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>STAMPARE MONETA<br />
</strong>Molti governi dei paesi debitori preferirebbero avere dei trasferimenti sotto forma di denaro stampato dalla BCE &#8211; con minori, eventuali, limiti. I funzionari francesi l&#8217;hanno detto esplicitamente. Ma il meglio che possono sperare sono gli acquisti di titoli di Stato a breve termine da parte della BCE (note come outright monetary transactions). Se dovessero essere attuati, questi saranno soggetti alle stesse rigide condizioni fiscali applicate ai trasferimenti dal MES.</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi, le prospettive per i Paesi debitori della zona euro sono di un inasprimento fiscale implacabile e di anni di domanda carente. Ciò si tradurrà in una contrazione o, nella migliore delle ipotesi, una stagnazione della produzione e degli standard di vita. Nel frattempo, sta crescendo il sentimento anti-UE e in particolare anti-tedesco – come dimostrano le scene per le strade di Nicosia dopo la crisi di Cipro.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli Stati Uniti d&#8217;Europa potrebbero salvare la situazione? Alcuni tra i primi fautori dell&#8217;euro hanno riconosciuto alla fine degli anni &#8217;90 che il progetto comportava che &#8220;l&#8217;economia doveva guidare la politica.&#8221; Essi vedevano la moneta unica come un modo per mettere il continente su un percorso irreversibile verso una piena unione politica &#8211; un obiettivo che gli elettori europei avrebbero rifiutato se gli fosse stato chiesto in maniera diretta.</p>
<p style="text-align: justify;">Una maggiore mobilità del lavoro potrebbe essere uno degli elementi di questa unione. Si potrebbero immaginare le popolazioni dei paesi depressi come la Grecia, il Portogallo, la Spagna e l&#8217;Italia, emigrare verso i paesi ricchi come la Germania e la Finlandia. In questo scenario, interi paesi potrebbero finire per somigliare a delle spopolate regioni rurali &#8211; come quelle regioni della Francia, negli anni del dopoguerra, che i giovani ben istruiti abbandonavano in massa spostandosi verso le città e lasciando dietro di sé una popolazione invecchiata, pesantemente dipendente dalle assicurazioni sociali. Le barriere linguistiche e culturali rendono comunque improbabile questa forma di aggiustamento economico.</p>
<p style="text-align: justify;">Invece, gli appassionati dell&#8217;euro puntano le loro speranze su una unione fiscale. I trasferimenti dovrebbero prendere il posto delle migrazioni &#8211; e un nuovo quadro di responsabilità politica dovrebbe prevenire gli abusi (il cosiddetto problema del free-rider) e gestire le tensioni. Purtroppo, anche se questo sarebbe possibile, le divergenze di competitività rimarrebbero.</p>
<p style="text-align: justify;">Consideriamo i casi della Germania orientale e del sud Italia. Nella riunificazione tedesca del 1990, i salari della ex Germania orientale sono stati convertiti in marchi tedeschi 1-a-1, abbattendo in un colpo solo la competitività della Germania orientale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>TRASFERIMENTI TEDESCHI<br />
</strong>In ciascuno degli anni seguenti la riunificazione, la Germania orientale ha ricevuto trasferimenti per il 4 per cento del PIL tedesco. Eppure la convergenza non c&#8217;è stata &#8211; persone giovani e istruite continuano a migrare verso la Germania occidentale. Nemmeno nel Sud Italia c&#8217;è stata convergenza, nonostante decenni di trasferimenti. La disoccupazione è il doppio di quella del Nord Italia, e il PIL privato pro capite è meno della metà.</p>
<p style="text-align: justify;">E poi c&#8217;è la politica. I paesi non competitivi dell&#8217;eurozona non possono sperare di ricevere trasferimenti del valore del 25 per cento del loro PIL ogni anno, come la Germania orientale, o anche del 16 per cento del PIL, come nel sud Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">Qualcosa deve cedere &#8211; e dovrà essere il sistema dell&#8217;euro. Per preservare l&#8217;Unione europea, l&#8217;Unione monetaria deve essere smantellata. Il parallelo storico fin troppo rilevante è la difesa del gold standard nel periodo tra le due guerre, che arrivò quasi a distruggere la democrazia in tutto il mondo. Un solo paese può plausibilmente prendere l&#8217;iniziativa a favore di una divisione controllata del sistema dell&#8217;euro per mezzo di un&#8217;uscita comune e concordata dei paesi più competitivi. Questo paese è la Francia.</p>
<p style="text-align: justify;">Ancora una volta, come avremo modo di spiegare nella parte 2, il destino dell&#8217;Europa è nelle mani delle élite francesi. In linea con le sue migliori tradizioni politiche della &#8220;Fraternité&#8221;, la Francia dovrebbe promuovere una nuova strategia nel segno non del nazionalismo, ma di una solidarietà europea.</p>
<p style="text-align: justify;">Una divisione del sistema dell&#8217;euro sarebbe nel migliore interesse sia della Francia che dell&#8217;Europa, perché accelerebbe il ritorno alla crescita economica dell&#8217;UE &#8211; l&#8217;unica sicura garanzia di stabilità e unità europea.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: <a href="http://www.bloomberg.com/news/2013-05-14/save-europe-split-the-euro.html" target="_blank">http://www.bloomberg.com/news/2013-05-14/save-europe-split-the-euro.html</a>.<br />
Traduzione: <a href="http://www.vincitorievinti.com/2013 /05/salviamo-leuropa-sciogliamo-leuro.html" target="_blank">http://www.vincitorievinti.com/2013 /05/salviamo-leuropa-sciogliamo-leuro.html</a> #. UZ8VuWQW5DQ.facebook)</p>
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		<title>Coldiretti: 6,2 Milioni di Italiani non hanno da mangiare. Ma &#8220;loro&#8221; fanno salotto in TV</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2012/12/coldiretti-62-milioni-di-italiani-non-hanno-da-magiare-ma-loro-pensano-a-fare-salotto-in-tv/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Dec 2012 22:25:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[crisi finanziaria]]></category>
		<category><![CDATA[fame]]></category>
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					<description><![CDATA[Poiché siamo l&#8217;unica testata italiana che non riceve contributi dai partiti possiamo tranquillamente dire come stanno le cose. Ha ragione Guido Crosetto quando rinuncia a fare salotto e, ringraziando, se ne va. Guido Crosetto è troppo galantuomo per fare finta di niente perché lui sa bene cosa potrebbe accadere all&#8217;Italia se si continua così. ALLARME [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_5239" aria-describedby="caption-attachment-5239" style="width: 495px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="Crisi_Finanziaria_in_Italia" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Crisi_Finanziaria_in_Italia.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-5239" title="Crisi_Finanziaria_in_Italia" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Crisi_Finanziaria_in_Italia.jpg" alt="Coldiretti: 6,2 Milioni di Italiani non hanno da mangiare" width="495" height="278" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Crisi_Finanziaria_in_Italia.jpg 495w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Crisi_Finanziaria_in_Italia-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Crisi_Finanziaria_in_Italia-480x270.jpg 480w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Crisi_Finanziaria_in_Italia-469x263.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Crisi_Finanziaria_in_Italia-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 495px) 100vw, 495px" /></a><figcaption id="caption-attachment-5239" class="wp-caption-text">Coldiretti: 6,2 Milioni di Italiani non hanno da mangiare</figcaption></figure>
<p>Poiché siamo l&#8217;unica testata italiana che non riceve contributi dai partiti possiamo tranquillamente dire come stanno le cose. <strong>Ha ragione Guido Crosetto</strong> quando rinuncia a fare salotto e, ringraziando, se ne va.<br />
<strong>Guido Crosetto è troppo galantuomo</strong> per fare finta di niente perché lui sa bene cosa potrebbe accadere all&#8217;Italia se si continua così.</p>
<p><strong>ALLARME DI COLDIRETTI: FAME E CIBI A RISCHIO</strong><br />
Intanto come vanno le cose ce lo dice un&#8217;altra persona seria che non può rinunciare a dire la verità: il <strong>Presidente di Coldiretti Sergio Marini</strong>. Le sue dichiarazioni le riporta l&#8217;ANSA e noi ve le riproponiamo aggiungendo qualche nostro pensiero.<br />
<strong></strong></p>
<p><strong>STANNO LASCIANDO MORIRE I PENSIONATI, GLI ONESTI, I GIUSTI, LE FAMIGLIE</strong><br />
Lanciamo un appello a Bruno Vespa che citiamo per primo perché Porta a Porta è lo spazio di RAIUNO della TV di Stato pagata dagli Italiani, e ai colleghi redattori e  giornalisti che hanno trasformato, perchè così è la TV di oggi, i loro programmi in arene per politici. Le arene funzionano sempre: basta metterli uno di fronte all&#8217;altro, i politici, perché essi si scannino. Tanto quanto basta per continuare ad andare avanti con il programma, avere ascolti decenti, tali, da coinvolgere lo sponsor. Tutti dobbiamo campare..!! <strong>Ma il problema è che la politica non sta producendo soluzioni e posti di lavoro</strong>. Per questo, bisogna mettere i politici innanzi alle loro responsabilità evitando che la platea sia per essi il solito metodo per aumentare gratuitamente la loro visibilità per avere maggiore potere statistico. Dobbiamo fare domande che siano capaci di compromettere la politica verso il bene comune. Il Giornalista, tranne pochi casi ormai, ha smesso di aiutare la società a crescere, a comprendere, ad aprire la propria coscienza alla verità. Il Giornalista oggi, rischia di non essere pari ad un qualsiasi redattore di Blog che non ha bisogno di un tesserino da giornalista per dire le cose chiare e coinvolgere milioni  di utenti a costo zero. Il Giornalismo deve recuperare il suo vero ruolo.</p>
<p><strong>FATE DOMANDE VERE, COSTRUITE CON LE DOMANDE LA POLITICA CHE NON C&#8217;E&#8217;</strong><br />
Iniziamo a fare qualche domanda seria, senza mezzi termini: vedrete come salirà l&#8217;ascolto!<br />
<strong>Chiediamo</strong> cosa faranno con il debito che &#8220;loro&#8221; hanno addossato agli italiani per decenni.<br />
<strong>Chiediamo</strong> loro chi andrà in Europa e dalla Merkel a dire che cosa?<br />
<strong>Chiediamo</strong> dove sono i programmi politici per dare risposte a questo drammatico problema che non avevano previsto e per lo stesso motivo non sapranno neanche risolvere.<br />
<strong>Chiediamo</strong> oggi, ora, cosa stanno facendo di concreto per salvare l&#8217;Italia, l&#8217;industria, le Terre delle Aziende Contadine, i Mercati. Fatevi consegnare i dati del Turismo e scoprirete che possiamo chiudere un Ministero perché i danni e la cattiva gestione è aumentata con l&#8217;istituzione del Ministero. Le città d&#8217;arte si mantengono da sole e il Sud, ad esempio, è crollato.</p>
<p><strong>DOVE AVETE MESSO I FONDI PER I GIOVANI DEL SUD? </strong><br />
<strong>Chiediamo</strong> che fine hanno fatto i fondi delle Società SGR assegnati dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri per le startup nel settore Innovation Tecnology a vantaggio dei giovani del Sud;<br />
<strong>Chiediamo, </strong>ad esempio, che fine hanno fatto le denunce in tal senso più volte esposte da questa Testata.<br />
<strong>Chiediamo</strong> ad Alfano, a Bersani, a Casini, (che non sono l&#8217;ABC della politica se l&#8217;Italia è così ridotta), ma anche Ventola e a Renzi che hanno giocato ad alzare l&#8217;odience della sinistra fingendosi avversari,  quali sono ora, oggi, le loro idee per non lasciare morire di fame tanta brava gente che ha lavorato una vita per ricevere una pensione di 500 Euro sulle quali &#8220;loro&#8221;, attraverso &#8220;altri&#8221;, si sono lasciati andare in danze macabre e convulse per sanare i debiti che con le &#8220;loro&#8221; incapacità hanno creato;</p>
<p><strong>BERLUSCONI: HAI TRADITO GLI ITALIANI. MENTRE FACEVI FESTINI LA GENTE MORIVA DI FAME</strong><br />
<strong>Chiediamo</strong> a Berlusconi se si è reso conto che ha tradito la fiducia di un mare di italiani, di gente per bene che ha creduto nella sua persona; di famiglie che oggi, per davvero, non arrivano alla terza settimana; di persone che hanno perso il lavoro, di Piccole e Medie Imprese che hanno chiuso, di gente che ha scelto di uccidersi, di tante Aziende che oggi, più di ieri, dovranno chiudere per colpa delle Banche che agiscono senza regole e controlli;<br />
Ma non dimenticate di chiedere dove vanno a curarsi, dove depositano i loro risparmi, se hanno mai detto una preghiera non per se stessi ma per il loro prossimo;<br />
<strong>Chiediamo</strong> se per davvero pensano che l&#8217;umanità può essere trattata così.</p>
<p><strong>FATE DOMANDE DIRETTE ALLE DONNE IN POLITICA</strong><br />
<strong>Chiediamo</strong> alle Donne della Politica che popolano i vostri programmi televisivi se pensano ancora da Mamme, da Figlie, da Esseri Umani o, per allinearsi con le direttive di partito vogliono fare ancora del male alla povera gente.<br />
Ma chiedete anche a voi stessi, amici cari, com&#8217;è possibile oggi pagare una visita specialistica 300 Euro se un pensionato ne guadagna 400; e com&#8217;è possibile per una mamma di figli e per  un padre che hanno solo uno stipendio assicurare ai bambini una vita sana dal profilo alimentare, innanzi tutto, e poi sanitaria e scolastica.<br />
<strong>Chiediamo</strong> ai politici cosa ne sarà di loro se la morsa della fame continuerà a crescere con questo ritmo. Se hanno mai studiato la storia.<br />
Fate queste domande, prima che sia troppo tardi.</p>
<p>E poi, finiamola di parlare solo degli stipendi dei parlamentari, dei loro vitalizi, dei premi, etc! Se vogliamo essere onesti, seri, umanamente impeccabili in un momento davvero difficile per l&#8217;umanità, cerchiamo da razionalizzare gli stipendi milionari dei presentatori televisivi, degli ospiti dei programmi delle Rete Pubbliche e, perché no, private, dei cantanti che dovrebbero pagare per essere ospitati e non il contrario, così dei calciatori, etc. etc. etc. Dare un taglio significa iniziare ad avere buon senso su tutto. A tutto questo bisogna dare risposte serie.</p>
<p><strong>GLI ARRESTI ECCELLENTI NEL MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE</strong><br />
Mi permetto di elevare un&#8217;osanna alla magistratura di Roma, in modo particolare al Procuratore Aggiunto di Roma Nello Rossi per l&#8217;operazione condotta nel Ministero delle Politiche Agricole ove sono stati effettuati una serie di arresti importanti, anzi, molto importanti. Un&#8217;operazione che, se convalida la tesi della Procura della Repubblica, dimostra quanto sia possibile, ad ogni livello dello Stato, creare corruzione. Vedi: <a href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2012/12/11/Corruzione-arrestati-funzionari-ministero-politiche-agricole_7934067.html " target="_blank">http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2012/12/11/Corruzione-arrestati-funzionari-ministero-politiche-agricole_7934067.html </a><br />
Fabio Gallo</p>
<p>ANSA &#8211; <span style="text-decoration: underline;"><strong>In 12 mesi è raddoppiata &#8211; dal 6,7 al 12,3 per cento &#8211; la quota di italiani che non possono permettersi un pasto completo adeguato almeno ogni due giorni.</strong></span><br />
E&#8217; quanto emerge da un&#8217;elaborazione della <strong>Coldiretti dei dati Istat relativi al &#8220;Reddito e condizioni di vita&#8221;</strong>.<br />
La Coldiretti evidenzia che sono saliti a <strong>6,2 milioni gli italiani che &#8220;vanno ben oltre il rischio di povertà e non hanno denaro a sufficienza neanche per alimentarsi adeguatamente&#8221;</strong>.<br />
La situazione peggiore si registra tra i pensionati dove la percentuale sale al 16,5%; il record negativo viene raggiunto tra le persone sole con più di 65 anni: 21%, più di 1 su 5.</p>
<p>Dall&#8217;analisi emerge peraltro &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; che più di <strong>una famiglia su tre (35,8 per cento) dichiara di aver diminuito la quantità e/o la qualità dei prodotti</strong> alimentari acquistati rispetto all&#8217;anno precedente, mentre tra il 2010 e il 2011 la quota di <strong>famiglie che acquistano generi alimentari presso l&#8217;hard discount è aumentata, soprattutto nel Mezzogiorno (dall&#8217;11,2 al 13,1 per cento)</strong>. Gli italiani indigenti che hanno ricevuto pacchi alimentari o pasti gratuiti attraverso i canali no profit che distribuiscono le eccedenze alimentari hanno raggiunto &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; quasi quota 3,7 milioni, il massimo dell&#8217;ultimo triennio. <strong>&#8220;E&#8217; necessario rompere questa spirale negativa aumentando il reddito disponibile soprattutto nelle fasce più deboli della popolazione&#8221; ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel sottolineare &#8220;la necessità di sostenere la ripresa dei consumi&#8221;.</strong></p>
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		<title>Auguri al Presidente Napolitano con lettera di un medico italiano che non si arrende</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Aug 2012 12:20:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[crisi finanziaria]]></category>
		<category><![CDATA[Giancarlo Gallo]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Napolitano]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_4922" aria-describedby="caption-attachment-4922" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="Giorgio-Napolitano-3" href="https://ilparlamentare.it/?attachment_id=4922"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-4922" title="Giorgio-Napolitano-3" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giorgio-Napolitano-36.jpg" alt="Il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giorgio-Napolitano-36.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giorgio-Napolitano-36-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giorgio-Napolitano-36-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-4922" class="wp-caption-text">Il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano</figcaption></figure>
<p>Riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera del <strong>Dott. Giancarlo Gallo, già stimatissimo Primario Nefrologo</strong> , che ci offre una riflessione alla quale intendiamo offrire lo spazio che meritano i Cittadini che hanno a cuore le sorti della Nazione e che professionalmente e umanamente hanno dato tanto alla nostra Nazione. E&#8217; anche l&#8217;occasione per la nostra Redazione di augurare al Presidente della Repubblica Italiana buon lavoro, di fargli sapere che gli siamo vicini e che siamo attivi non più solo per fare cronaca ma anche <strong>per reperire idee che siano capaci di generare nuove economie</strong> al fine di rendere maggiormente efficace la nostra politica in campo internazionale e indipendente il nostro Paese. <strong>Le idee ci sono e le comunichiamo in modo riservato al Quirinale</strong> perché il desiderio di ricercare nuovi modelli e opportunità, non debba essere solo una visione necessaria per i Cittadini, ma una reale esigenza da condividere con l&#8217;operosità, anche da parte dei vertici delle nostre Istituzioni. Il Parlamentare.it</p>
<p><em>&#8220;Gent. Direttore</em><br />
<em>Il deteriorarsi dell’appeal, inizialmente elevato, del governo Monti sugli Italiani a mio avviso ha una motivazione prevalente: l’aver anteposto la politica dei sacrifici a quella  della giustizia sociale.</em><br />
<em>E’vero l’Italia non è la Grecia. L’Italia è un paese ricco, ma profondamente ingiusto.</em><br />
<em>In chi dirige si tollera l’intransigenza, anche estrema, ma la sperequazione tra individui o gruppi è la modalità più odiosa di esercizio del potere. E in Italia  madre di tutte le sperequazioni è l’evasione fiscale.</em></p>
<p><em>In un momento come l’attuale, ancorché la catastrofe economica è tutt’altro che scongiurata, a mio avviso, l’iniziativa più rapida e se vogliamo più indolore per le persone per bene, fatto salvo alcuni aspetti formali superabilissimi, per tentare di rimettere le cose a posto è l’abolizione dell’uso della moneta cartacea.</em></p>
<p><em>La proposta, che a differenza di una patrimoniale non penalizzerebbe le condizioni  di benessere realizzate onestamente, è tanto ovvia che, non solo, mi pare strano non sia ancora balenata nella mente dei professori, ma che  di fatto, salvo rare eccezioni ( è stato il tema di una puntata di Report) stenta a farsi strada negli ambienti istituzionalmente più accreditati.</em></p>
<p><em>Allora delle due una: o è una iniziativa  impraticabile e allora vorrei che qualcuno mi spiegasse il perché in termini tecnici e non liquidatori del tipo: è poi i poveri vecchietti come fanno a gestire la moneta elettronica…,o devo ritenere  che siffatta iniziativa farebbe piazza pulita di quella privacy su tutta una serie di comportamenti se non proprio illegali, sicuramente immorali o quantomeno borderline che solo la moneta contante può garantire. Comportamenti a cui la gran parte dei cittadini, maggiormente quelli con più potere, non riesce a rinunciare.  Un limite  antropologico  prevalentemente legato all’ampiezza del cut off tra onestà e disonestà.</em></p>
<p><em>La crisi in atto dovrebbe essere, piuttosto, una occasione ghiotta per chi ci governa  per tentare di ridurre l’intervallo di tale gap : e quello di recuperare  duecento miliardi di “maltolto”  ( mi pare che sia l’entità dell’evaso) rappresenterebbe un obiettivo che oltre a garantire benessere ci renderebbe sicuramente migliori.</em></p>
<p><em>Paradossalmente questa enorme sacca di economia in nero, che, malgrado gli appelli non accenna a diminuire ( vedi gli ultimi dati ISTAT), potrebbe in questo momento particolare rappresentare una risorsa in grado di mettere il nostro paese in una posizione di vantaggio rispetto alle nazioni che hanno già in gran parte risolto il problema dell’evasione fiscale, come gli Stati Uniti.</em></p>
<p><em>Naturalmente dovrebbero essere ossequiate due condizioni:</em></p>
<ol>
<li><em>la totale gratuità delle transazioni elettroniche ( le banche potrebbero essere risarcite per lo “scomodo” con una percentuale del recuperato),</em></li>
<li><em><em>la progressiva  e rapida riduzione delle aliquote fiscali e del costo del lavoro con immissione in circolazione di liquidità sufficiente a far ripartire l’economia.</em></em><br />
</em></li>
</ol>
<p><em><em>Dicono, giustamente, che stiamo vivendo una economia di guerra che come tale necessita di leggi speciali. </em><em>Inoltre, non sarebbe  che un’anticipazione di una evoluzione naturale atteso che già in alcune nazioni il contante è considerato “chincaglieria del passato”.</em></em></p>
<p><em><em></em>Mi farebbe piacere conoscere il Suo parere in proposito&#8221;.</em></p>
<p>Cordiali saluti</p>
<p>Giancarlo Gallo</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Paolo Peluffo: Digitale per uscire dalla crisi.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Jul 2012 13:52:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[crisi finanziaria]]></category>
		<category><![CDATA[digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Editoria]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Gallo]]></category>
		<category><![CDATA[paolo peluffo]]></category>
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					<description><![CDATA[Finalmente se accorge il Governo e lo fa con Paolo Peluffo: &#8220;Se il nostro paese adottasse come obiettivo quello di sfruttare gli elementi della rivoluzione digitale &#8211; ha dichiarato il Sottosegretario all&#8217;Editoria Peluffo &#8211; si delineerebbe un percorso per uscire dalla crisi&#8221;. Da almeno tre anni, invece, ne parla l&#8217;esperto di Intelligenza Connettiva e Gestione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a class="lightbox" title="ComunicareITALIA-2 (2)" href="https://ilparlamentare.it/?attachment_id=4879"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-4879" title="ComunicareITALIA-2 (2)" alt="" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ComunicareITALIA-2-2.jpg" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ComunicareITALIA-2-2.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ComunicareITALIA-2-2-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ComunicareITALIA-2-2-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a>Finalmente se accorge il Governo e lo fa con Paolo Peluffo: &#8220;Se il nostro paese adottasse come obiettivo quello di sfruttare gli elementi della rivoluzione digitale &#8211; ha dichiarato il Sottosegretario all&#8217;Editoria Peluffo &#8211; si delineerebbe un percorso per uscire dalla crisi&#8221;. Da almeno tre anni, invece, ne parla l&#8217;esperto di <strong>Intelligenza Connettiva e Gestione della Conoscenza Fabio Gallo</strong> che ha dichiarato dalla sua Città natale Cosenza, ove si trova per una breve visita ai suoi familiari: &#8220;sono tre anni che senza risparmiare fiato sto dicendo chiaro che non vi sono nuove economie se non nel mondo della connettività e della Rete che rappresentano, oggi, il cuore di ogni forma di business moderno: dal Turismo, all&#8217;Agroalimentare, al Tessile, alla Medicina. Ma temo che sia troppo tardi perchè ascoltare Paolo Peluffo che auspica possa essere così, <strong>significa che la politica italiana è nel pallone più totale perché testimonia che la realtà dell&#8217;Italia è l&#8217;epoca mesozoica della Rete, almeno per il suo utilizzo al fine dello sviluppo di economia</strong>&#8220;.</p>
<p>Le dichiarazioni di Paolo Peluffo sono state rilasciate all&#8217;iniziativa &#8216;McLuhan:100 anni dopo. Influenze trasversali sulla persona digitale&#8217;. Organizzata da Media Duemila e dall&#8217;Osservatorio TuttiMedia e&#8217; stata l&#8217;occasione per riflettere sullo scenario digitale nel centenario della nascita del sociologo del &#8216;villaggio globale&#8217;.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>OPPORTUNITA&#8217; PER giovani PROGRAMMATORI web italiani: FATE PRESTO!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Jul 2012 15:38:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[crisi finanziaria]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Gallo]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[Programmatori]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8220;Cerchiamo programmatori web.Vogliamo Riprenderci l&#8217;Italia, la Vita e la nostra Economia. Offriamo percentuale Società&#8221;. Questo il simpatico (ma vero) annuncio che sta facendo il giro della Rete per il riscatto dell&#8217;economia italiana, a partire dal Turismo Italia, pubblicato dalla Fondazione &#8220;Paolo di Tarso&#8220;. Per chi è interessato, questa l&#8217;email: fondazione@paoloditarso.it. Ma vediamo di cosa si tratta. Crisi economica, incapacità della Politica di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><strong><a class="lightbox" title="cerco-programmatori" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/cerco-programmatori.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter  wp-image-4845" title="cerco-programmatori" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/cerco-programmatori.jpg" alt="" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/cerco-programmatori.jpg 495w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/cerco-programmatori-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/cerco-programmatori-480x270.jpg 480w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/cerco-programmatori-469x263.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/cerco-programmatori-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a>&#8220;Cerchiamo programmatori web.Vogliamo Riprenderci l&#8217;Italia, la Vita e la nostra Economia. Offriamo percentuale Società&#8221;. </strong>Questo il simpatico (ma vero) annuncio che sta facendo il giro della Rete per il <strong>riscatto dell&#8217;economia italiana</strong>, a partire dal <strong>Turismo Italia</strong>, pubblicato dalla <strong><a href="http://www.paoloditarso.it" target="_blank">Fondazione &#8220;Paolo di Tarso</a></strong>&#8220;. Per chi è interessato, questa l&#8217;email: <strong><a href="mailto@fondazione@paoloditarso.it" target="_blank">fondazione@paoloditarso.it</a>.</strong></p>
<p>Ma vediamo di cosa si tratta.</p>
<p>Crisi economica, incapacità della <strong>Politica</strong> di comprendere i <strong>giovani e le intelligenze</strong>, di sostenere la <strong>Ricerca</strong> e il <strong>genio italiano</strong>, che si somma all&#8217;evidente incapacità delle <strong>Alte Istituzioni</strong> preposte a prevenire e arginare tali rischi, ha fatto dell&#8217;Italia un Paese <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cachessia" target="_blank">&#8220;cachettico&#8221;</a>, che, a parere di <strong>Fabio Gallo (classe 60), esperto di Gestione della Conoscenza</strong>, &#8220;<em>non riesce più, nonostante la buona volontà, a tappare le falle dalle quali, quotidianamente, perdiamo economia e opportunità di crearne  di nuova&#8221;.</em></p>
<p><em>&#8220;Il problema serio &#8211; continua l&#8217;esperto &#8211; non è il debito ma l&#8217;incapacità della Politica italiana di dare vita , a partire dal nulla, a sistemi capaci di generare e inventare nuove economie.  In questo clima, i giovani non avranno futuro creativo e competitivo e vedranno il Paese invecchiare precocemente&#8221;</em>.</p>
<p>Le dichiarazioni di<strong> Fabio Gallo</strong> sono state richieste dal <strong><a title="Il Giornale del Turismo" href="http://www.ilgiornaledelturismo.it" target="_blank">Giornale del Turismo.it</a></strong>, all&#8217;alba dell&#8217;interrogazione a risposta immediata rivolta da un gruppo di <strong>Senatori al Ministro per gli Affari regionali, Turismo e Sport Piero Gnudi,</strong> il pomeriggio di giorno <strong>12 Luglio 2012.<br />
</strong>Il Ministro, pur evidenziando le peculiarità e le potenzialità senza pari al mondo del <strong>Turismo ITALIA</strong>, ha candidamente delineato una <strong>situazione drammatica per l&#8217;economia</strong> di settore e di tutto quanto è legato come indotto all&#8217;immagine del <strong>Turismo italiano</strong>. A meno che, non si provveda con efficacia. Il problema, però sono le idee che non esistono affatto nei piani alti della gerarchia politica. Ad ognuno, infatti, il proprio lavoro.</p>
<p><strong>FABIO GALLO: TURISMO ITALIA: NO PROBLEMA ECONOMIA MA INTELLIGENZA<br />
</strong><em>&#8220;Dalle domande dei Senatori italiani al <strong>Ministro Piero Gnudi</strong> &#8211; <strong>ha affermato Fabio Gallo &#8211; </strong>è emerso un quadro disastroso di quella che sarà <strong>l&#8217;economia dell&#8217;Italia del Turismo.</strong><br />
</em><em><strong>La soluzione c&#8217;è</strong> &#8211; continua <strong>Fabio Gallo</strong> e non capisco come il Governo centrale e i Governi Regionali non riescano a vederla.<br />
E&#8217; propio sotto il loro naso ma, evidentemente, non la vedono perché risiede nell&#8217;endemica mancanza di intelligenza connettiva che caratterizza la Politica Italiana.<br />
Giocano tutti con tablet e ipad ma non sanno a cosa servono. </em><em>La Politica italiana, e mi spiace dire anche questo Governo Tecnico, non prevede spazio per individui estremamente intelligenti che rappresentano, invece, le risorse umane più sfruttate in altri Paesi per rispondere alla crisi. <strong>Se potessi &#8211; ha aggiunto Fabio Gallo</strong> &#8211; mi rivolgerei ai <strong>Servizi Segreti</strong> perché la <strong>continuata incapacità di sfruttare le risorse di un paese, non è più un problema del Politico di turno, ma della Sicurezza Nazionale&#8221;.</strong></em></p>
<p><strong>FABIO GALLO: LA SOLUZIONE C&#8217;E&#8217;<br />
</strong><em>&#8220;La soluzione c&#8217;è, eccome! &#8211; </em>ha esclamato Fabio Gallo alla Redazione del <strong><a title="Il Giornale del Turismo" href="http://www.ilgiornaledelturismo.it" target="_blank">Giornale del Turismo.it</a>.</strong><em><br />
C&#8217;è da diventare tutti ricchissimi con poche mosse, ingegnerizzando le risorse secondo una procedura che ho ben chiara, avendola inventata. Ma, ovviamente, non vorrete che la faccia scopiazzare pubblicandone i riferimenti? Questo è un altro serio problema dell&#8217;Italia: rubare i progetti e realizzarli male.<br />
Si tratta di un progetto che ha alla base elementari principi di Gestione della Conoscenza che rappresentano, se posti in Rete in modo ingegnerizzato, un potente motore aggregativo di flussi finanziari che incentiverebbero il sistema turistico italiano a produrre economia vitale per tutti. immaginate cosa muove il Sistema del Turismo? </em></p>
<p><strong>FABIO GALLO: APPELLO AI PROGRAMMATORI ITALIANI<em><br />
</em></strong><em>&#8220;A questo punto, visto che le cose stanno cadendo a pezzi, lancio un appello ai giovani Programmatori Italiani per completare, insieme ad essi, un progetto già in stato avanzato e nel quale siamo riusciti a mettere insieme attori di tutto rispetto. L&#8217;impresa consiste nella realizzazione del sogno di tutti gli Italiani che hanno il Tricolore impresso nel cuore&#8221;.</em></p>
<p><strong>Il Compenso? </strong><strong>Fabio gallo è lapidario:</strong><em><strong> &#8220;Offriamo una percentuale societaria sullo stesso progetto&#8221;</strong>.<br />
</em><strong>Tempi stimati di realizzazione? TRE MESI</strong>.<em><br />
</em>Poi, simpaticamente ammicca: &#8220;..<em>.se i programmatori sono intelligenti come me, <strong>anche 20 giorni </strong></em>e il Ministro ci dirà GRAZIE a nome di tutta l&#8217;Italia&#8221;.</p>
<p>Al Progetto proposto da Fabio Gallo hanno già aderito:</p>
<p>&#8211; la <strong><a href="http://www.paoloditarso.it" target="_blank">Fondazione &#8220;Paolo di Tarso</a></strong>&#8220;,<br />
&#8211; il <strong><a title="Banca delle Fotografie Digitali dell'Italia" href="http://www.digitaliabank.it" target="_blank">Gruppo Editoriale di Rete ComunicareITALIA<br />
&#8211; DigITALIABANK (la banca digitale delle Immagini d&#8217;Italia)<br />
</a></strong><strong><a title="le mappe dei tesori d'Italia" href="http://www.italiamappe.it" target="_blank">&#8211; Le Mappe dei tesori d&#8217;Italia<br />
</a></strong>&#8211; <strong>Esperti in Turismo e Connettività<br />
&#8211; Giornalisti, Redattori,<br />
&#8211; Università, Docenti Universitari </strong></p>
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