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	<title>crisi finanziari &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Il Dollaro, l&#8217;Euro, l&#8217;Oro: Cina, e Russia verso una moneta che detronizzerà il Dollaro?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Jul 2014 22:16:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
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		<category><![CDATA[crisi finanziari]]></category>
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					<description><![CDATA[Introduzione di Fabio Gallo &#8211; direttore editoriale Gruppo ComunicareITALIA/ Lo stato confusionale che genera l&#8217;eccesso d&#8217;informazione sempre più orizzontale e veloce non ci consente approfondimenti indispensabili, invece, per comprendere davvero come stanno le cose e dove la nostra società sta andando. Quante cose vere ci vengono propinate ogni giorno? e quante false per confondere le [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_8062" aria-describedby="caption-attachment-8062" style="width: 700px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/crisi-finanziaria1.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-8062" alt="crisi-finanziaria-dollaro-alesandro corneli-fabio gallo-geopolitica-gestione della conoscenza" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/crisi-finanziaria1.jpg" width="700" height="400" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/crisi-finanziaria1.jpg 700w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/crisi-finanziaria1-300x171.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/crisi-finanziaria1-472x270.jpg 472w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a><figcaption id="caption-attachment-8062" class="wp-caption-text">Il Dollaro e l&#8217;esasperazione universale</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">Introduzione di Fabio Gallo &#8211; direttore editoriale Gruppo ComunicareITALIA/</p>
<p style="text-align: justify;">Lo stato confusionale che genera l&#8217;eccesso d&#8217;informazione sempre più orizzontale e veloce non ci consente approfondimenti indispensabili, invece, per comprendere davvero come stanno le cose e dove la nostra società sta andando. Quante cose vere ci vengono propinate ogni giorno? e quante false per confondere le nostre idee mentre qualcuno o qualcosa acquista i diritti della nostra Memoria, della nostra Storia, delle nostre Tradizioni? mentre qualcuno acquista le nostre terre, i nostri uliveti, i vigneti, e ora gli aranceti? Il passaggio super veloce della comunicazione analogica a quella digitale, diciamo la verità, non ci ha consentito di comprendere ancora perché ognuno di noi, da circa dieci anni, dipende dal suo telefono divenuto strumento potenzialmente interagente con l&#8217;universo della rete. Proprio lei, la Rete (internet) è la grande meretrice che mostra i suoi aspetti accademici e le sue &#8220;app&#8221; come mammelle di latte per la crescita dei nostri figli e nipoti, per nascondere, invece, un piano unico, semplice, avvilente: il controllo dell&#8217;Umanità. Allora, in questo clima abbiamo bisogno di essere guidati come bambini da chi ha una coscienza internazionale e per questo non mi stancherò mai di ringraziare uno dei più grandi analisti esperti in geopolitica, oggi viventi e di cui mi onoro sentirmi discepolo. Una speranza&#8230;, mi sia concessa.</p>
<p style="text-align: center;">di Alessandro Corneli / visita anche www.grrg.eu</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi, 8 luglio, potrebbe diventare una data da ricordare. Senza molta enfasi, con toni moderati, il <em>Corriere della Sera</em> ha dedicato la pagina 11 a un tema di portata globale: <strong>il ruolo del dollaro</strong>. Lo ha fatto sotto il segno della cronaca e non dell’analisi, riferendo le parole del ministro francese delle Finanze, <strong>Michel Sapin, che ha evocato la necessità di limitare l’uso del dollaro come valuta principe del commercio internazionale</strong>. Il riferimento a de Gaulle, che nel 1965, allora presidente della Repubblica, pronunziò un violento attacco contro l’egemonia della valuta americana e il suo inaudito privilegio di poter acquistare beni e servizi semplicemente stampando carta-moneta, era d’obbligo, come pure il titolo provocatorio e auto-protettivo: “Parigi alla crociata anti-dollaro”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A de Gaulle andò male</strong>. Tre anni dopo il suo attacco, lo scoppio del “maggio ‘68”, paralizzando la Francia per un mese, spazzò via le riserve auree che Parigi aveva accumulato. Altri tre anni, e nel 1971 <strong>gli Stati Uniti misero fine alla convertibilità del dollaro in oro</strong>, ponendo fine al regime dei cambi fissi. Quel regime che aveva sostenuto i “magnifici trenta” anni di straordinari progressi economici e sociali dell’Occidente, dall’inizio degli anni ’40 all’inizio degli anni ’70. Poi cominciarono le crisi petrolifere, le svalutazioni competitive e i tentativi in sede europea per mettervi riparo (serpente monetario, Sme. infine l’euro) e finalmente la globalizzazione dove ciascuno ha giocato con la massima spregiudicatezza le proprie carte <strong>sotto la regia della finanz</strong>a che, per conseguire i suoi obiettivi, cioè i massimi profitti dovunque si presentassero le migliori occasioni, <strong>ha destabilizzato l’economia reale, quella che produce beni e crea occupazione</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>CHI USA DOLLARI CADE SOTTO LA GIURISDIZIONE DEGLI STATI UNITI</strong><br />
Il <em>Corriere</em> ha preso il coraggio forse sulla spinta del <em>Financial Time</em>s, che il giorno prima, 7 luglio, aveva scritto che le relazioni transatlantiche sono in uno stato di apatia perché la confusione e l’incomprensione stanno prendendo il sopravvento nei rapporti tra Usa ed Europa. La scintilla è scoccata con la <strong>condanna di Bnp-Paribas</strong> a pagare una multa di nove miliardi di dollari perché aveva trattato con il governo del Sudan colpevole di massacri nel Darfur e sotto embargo americano. La condanna è stata resa possibile perché la banca francese aveva fatto transazioni in dollari; non le sarebbe successo nulla se le avesse fatte in un’altra moneta. <strong>Chi usa dollari, cade quindi sotto la giurisdizione degli Stati Uniti</strong>. Ad alcuni ciò sembra eccessivo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>LA CIA AVEVA RECLUTATO UN AGENTE DEL SERVIZIO SEGRETO TEDESCO</strong><br />
Questo episodio avrebbe spinto il ministro francese a fare dichiarazioni di stampo gollista. Solo che, oggi, la Francia conta in Europa molto meno di mezzo secolo fa. La Germania è d’accordo? Sapin ha forse approfittato anche della nuova polemica tra Berlino e Washington: <strong>si è saputo che</strong> <strong>la Cia aveva reclutato un agente del servizio segreto tedesco</strong> per avere informazioni, <strong>dopo</strong> che la Nsa aveva intercettato il telefonico di Angela Merkel e le assicurazioni di Obama alla Cancelliera.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>CINA E RUSSIA: TOGLIERE DAL TRONO IL DOLLARO E TROVARE UNA NUOVA MONETA<br />
L’affare è grosso, ma non è la Francia a guidarlo, bensì la Cina</strong> (con una certa intesa con la Russia). Pechino e Mosca hanno smesso di acquistare titoli di Stato americani; Pechino, inoltre, accumula oro e Shanghai ne è diventato il principale mercato. Il presidente della Banca centrale cinese da qualche anno afferma che è necessario <strong>togliere il dollaro dal trono e trovare una nuova moneta</strong>, ricavata da un cesto delle più importanti, per regolare gli scambi commerciali.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>GERMANIA, SOGGETTO DECISIVO<br />
Il soggetto decisivo sarà la Germania</strong>, la quale, a modo suo, ha creato per sé una situazione di privilegio con l’adozione dell’euro. In un modo molto semplice. <strong>Nel caos del regime dei cambi fluttuanti, ha imposto, con la moneta unica, il cambio fisso ai suoi partner</strong>, che sono stati obbligati a rinunziare alle svalutazioni competitive cui ricorrevano periodicamente per tenere testa alla formidabile economia germanica.  Per questo motivo la Germania continua ad essere competitiva a livello mondiale, anche se con crescente fatica, nonostante il cambio euro-dollaro sia a 1,36. A soffrirne sono altri Paesi dell’eurozona, come Francia e Italia. Quindi bisognerà attendere che anche in Germania si avverta il peso di questo cambio perché Berlino prenda posizione e scenda in campo sulla questione sollevata dal ministro francese.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ITALIA: SEGNALI POSITIVI&#8230;PER I SALDI<br />
Quanto all’Italia</strong>, l’attenzione è concentrata sullo scontro verbale tra Renzi e Grillo mentre il ministro dell’Economia, Padoan, che ora presiede l’Ecofin, ripete “serenamente” che il debito italiano è tra i più sostenibili e il <strong><em>Sole 24 Ore</em></strong>, giulivo, <strong>vede “segnali positivi” in questi primi giorni di saldi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A COSA SERVE IL SERVIZIO CIVILE? A RIDURRE LA DISOCCUPAZIONE</strong><br />
Per ridurre la disoccupazione giovanile, si pensa a reintrodurre, per 100 mila ragazzi, il “servizio civile”, a poco più di 400 euro al mese, per un anno, a turno. E Napolitano si scaglia contro il bicameralismo perfetto. In vista delle elezioni per l’Anm, <strong>la Procura di Milano torna a spaccarsi</strong>, <strong>segnale inequivocabile che una “riforma della giustizia” è dietro l’angolo</strong>, ma gli slide diffusi dal ministro sono, com’era prevedibile, solo slogan conditi di buon senso e di buone speranze. Bolle di sapone.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A LONDRA SI TEME UNA BOLLA FINANZIARIA<br />
A Londra, invece, si teme una nuova bolla finanziaria</strong>. Lo stesso FT, qualche settimana fa, aveva sollevato la questione del ruolo del dollaro. <span style="text-decoration: underline;">Speriamo che la grande partita non abbia bisogno, per trovare una soluzione, di un nuovo conflitto militare generalizzato.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>PAPA FRANCESCO MINACCIATO DI MORTE?</strong><br />
Papa Francesco, che non si stanca di condannare questa economia finanziarizzata, adesso ha avuto, secondo alcuni, una chiara minaccia dalla criminalità organizzata. Ma lui va avanti imperterrito perché, contro i guru della finanza e i padrini, crede nel <strong>“non prevalebunt”</strong>, una super-assicurazione.</p>
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