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	<title>corte &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Caso Berlusconi: Avv. Giacomo Saccomanno sollecita Corte dei Diritti Umani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Mar 2013 20:35:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[avvocato]]></category>
		<category><![CDATA[corte]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[GIACOMO SACCOMANNO]]></category>
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					<description><![CDATA[L’avv. Giacomo Saccomanno ha sollecitato un dovuto riscontro alle denunce presentate alla Procura di Brescia ed alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo nei confronti dei Magistrati di Milano che trattano i processi a carico dell’On. Silvio Berlusconi, per la manifesta azione persecutoria e la violazione della normativa vigente, al solo fine di raggiungere, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_5623" aria-describedby="caption-attachment-5623" style="width: 450px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="corte-diritti-umani" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/corte-diritti-umani1.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-5623" title="corte-diritti-umani" alt="La Corte dei Diritti dell'Uomo di Strasburgo" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/corte-diritti-umani1.jpg" width="450" height="240" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/corte-diritti-umani1.jpg 450w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/corte-diritti-umani1-300x160.jpg 300w" sizes="(max-width: 450px) 100vw, 450px" /></a><figcaption id="caption-attachment-5623" class="wp-caption-text">La Corte dei Diritti dell&#8217;Uomo di Strasburgo</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">L’avv. <strong>Giacomo Saccomanno</strong> ha sollecitato un dovuto riscontro alle denunce presentate alla <strong>Procura di Brescia ed alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo</strong> nei confronti dei <strong>Magistrati di Milano</strong> che trattano i processi a carico dell’<strong>On. Silvio Berlusconi</strong>, per la manifesta azione persecutoria e la violazione della normativa vigente, al solo fine di raggiungere, anche con limitazione dei diritti di difesa, delle immediate condanne del medesimo.</p>
<p style="text-align: justify;">La missiva dell&#8217;<strong>Avvocato Giacomo Saccomanno</strong>, noto per le sue battaglie civili, è una denuncia pubblica alle Alte Autorità competenti nel giudizio dei gravi comportamenti denunciati e, in verità, oggi abbondantemente riprese dalla stampa nazionale ed estera.</p>
<p style="text-align: justify;">Precisa il denunciante che nella data del <strong><span style="text-decoration: underline;">9 febbraio 2011</span></strong> segnalava la più profonda indignazione per la violazione ripetuta delle regole più elementari giuridiche relativa alla nota vicenda riguardante l’On. Silvio Berlusconi e la Procura di Milano, appellandosi al Presidente della Repubblica, al Presidente del CSM, al Procuratore di Brescia, al Procuratore della Corte dei Conti di Milano, ed ai Ministri della Giustizia e dell’Interno, per l’assunzione di tutti i provvedimenti di spettanza dinanzi ad una situazione “<em>incontrollabile e pericolosissima per la pace economica e sociale</em>” (doc. 1).</p>
<p style="text-align: justify;">LA VIOLAZIONE DEI DIRITTI<br />
Nella data del <strong><span style="text-decoration: underline;">14 febbraio 2011</span></strong> trasmetteva ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, e per conoscenza a tutti i destinatari sopra indicati, al fine di ottenere <strong>“la dichiarazione di violazione degli articoli 1, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 13, 14 e 16 della Convenzione dei Diritti dell’Uomo,</strong> e dell’<strong>articolo 21 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo</strong>, nonché ed in relazione agli <strong>articoli 3, 13, 14, 24, 25, 111, 112 e 113 della Carta Costituzionale Italiana</strong>, con espresso riferimento alla affermazione fondamentale “<em>Il pubblico ministero ha l’obbligo di esercitare l’azione penale</em>” (articolo 112), ed ancora all’utilizzo, spesso arbitrario e senza controllo, da parte dei PM italiani e di tutti gli atti che ne sono stati o saranno il presupposto logico e giuridico o che saranno conseguenziali” (doc. 2). Con tale ricorso denunciava la illegittimità della norma (articolo 112 Costituzione) in relazione all’uso sconsiderato della stessa da parte di alcuni PM Italiani. Invero, pur essendo l’azione penale obbligatoria alcuni PM la utilizzano discrezionalmente e senza alcun criterio oggettivo di controllo. Cioè, è lasciato, a volte, all’arbitrio di un PM scegliere quale procedimento mandare avanti, quale, invece, rallentare, quale, ancora, evidenziare all’esterno clamorosamente. Il tutto senza una norma che preveda legittime e corrette precedenze o urgenze.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella data del <strong><span style="text-decoration: underline;">16 gennaio 2013</span></strong> segnalava, ancora a tutti i destinatari suddetti, una anomala situazione processuale e denunciava lo stato di palese violazione delle norme civili e democratiche, chiedendo se:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>1. &#8220;E’ possibile assistere inermi ad una azione che sembrerebbe persecutoria nei confronti dell’imputato Berlusconi? 2. E’ possibile consentire che tante risorse e che tante persone possano utilizzare il denaro pubblico per fini che appaiono diversi e lontani da quelli per i quali sono destinati? 3. E’ possibile che alcuni magistrati possano distruggere le persone e non pagare nulla? 4. E’ possibile che i processi, nella fase delle indagini preliminari, ove gli atti dovrebbero essere secretati e non conosciuti, debbano farsi sui giornali e nelle televisioni? 5. E’ possibile che subito dopo un atto di indagine questo finisca subito sui giornali o nelle reti televisive? 6. Quale fiducia o garanzia può avere il cittadino nella magistratura dinanzi a tali esempi? 7. E’ tollerabile che lo Stato paghi indennizzi e risarcimenti milionari per la cattiva azione di alcuni magistrati? 8. E’ possibile che per pochi di questi si perda fiducia nel sistema giustizia, tenuto in piedi, invece, da tanti veri Magistrati;? 9. E’possibile trattare i procedimenti con due velocità: alcuni super ed altri a passo di lumaca?</em></p>
<p style="text-align: justify;">MOLTE SEGNALAZIONI NESSUNA RISPOSTA<br />
Naturalmente tali segnalazioni e denunce non ricevevano alcuna risposta e nessuno, molto probabilmente, ha eseguito quelle attività di propria competenza, omettendo, ancora una volta, di rispettare le leggi vigenti.<br />
Un inquietante ed ingiustificato silenzio che in altri ambienti si chiama “<em>omertà</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Inviava, nella data dell’<strong><span style="text-decoration: underline;">11 marzo 2013</span></strong>, altra nota, alle Autorità sopra precisate, in relazione alle recenti e note vicende, riferentesi alla lunga storia delle udienze a raffica per giungere al più presto a ripetute condanne nei confronti dell’On. Silvio Berlusconi, reo, molto probabilmente, di aver contrastato la aspirata vittoria del centrosinistra, in modo tale da escluderlo “<em>per mano militare</em>” dal corretto, pacifico e democratico confronto civile.</p>
<p style="text-align: justify;">Evidenziava, la gravità della situazione essendo la Nazione pesantemente alla deriva ed allo sbando. In tale ultima nota precisava e chiedeva, “<em>espressamente e come denuncia anche contabile, amministrativa, disciplinare e penale, se esistenti le condizioni di legge, se è possibile rinviare delle udienze a pochi giorni l’una dall’altra, non accettare il legittimo impedimento (Corte di Appello di Milano) ed, invece, accettarlo (Tribunale di Milano), sempre per la medesima patologia</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Ed, ancora, chiedeva, “<em>espressamente e quale denuncia, se il comportamento di questi Magistrati è uguale in tutti i processi o se, invece, hanno riservato un trattamento speciale e diverso per l’imputato Silvio Berlusconi</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Ed, ancora, “<em>espressamente e quale denuncia, se non è il caso che un Giudice terzo e sereno intervenga, secondo le disposizioni di legge, per censurare il comportamento illegittimo e/o forse illecito di altri Magistrati e se gli Organi di controllo abbiano il coraggio di assumere quegli obbligati accertamenti che le norme impongono oppure se continueranno ad omettere di fare il proprio dovere</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">IL SOLLECITO PER CONOSCERE LO STATO DELLE DENUNCE<br />
Sollecitava, “<em>di conoscere lo stato delle altre denunce inviate a tutti i destinatari della presente, ognuno per quanto di competenza, e del ricorso presentato alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, trasmesso al Signor Presidente della Corte, augurando che mi possa essere confermato che per tutti i processi vengono fissate udienze a 3/4/9 giorni. Sarebbe uno schiaffo a coloro che affermano che la giustizia Italiana è peggio di quella dell’Africa, chiedendo scusa naturalmente a questi Stati e non volendo offendere nessuno</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Precisava, ancora, che “<em>in mancanza di risposte concrete, l’indignazione e la vergogna di essere italiano in questo Stato non potranno che essere denunciate pubblicamente con la richiesta di assunzione di tutti i dovuti provvedimenti nei confronti di coloro che hanno omesso di fare il proprio dovere e di aver abusato della propria posizione dominante</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Al fine di evitare un clamoroso silenzio trasmetteva la indicata ultima nota in ossequio della legge n. 241/90 e dell’articolo 328 c.p.</p>
<p style="text-align: justify;">LA RISPOSTA ENTRO I 30 GIORNI PREVISTI DALLA LEGGE<br />
Ciò al fine di spingere i destinatari ad una pronta risposta nel termine di trenta giorni previsto dalla prima legge e per evitare l’applicazione della sanzione penale, prevista dalla seconda norma, in caso di omessa o ritardata risposta.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> Avv. Giacomo Saccomanno </strong></p>
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		<title>Anno Giudiziario: il Ministro Severino a Catania cita spirito di servizio di Falcone</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 15:26:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[Anno Giudiziario]]></category>
		<category><![CDATA[appello]]></category>
		<category><![CDATA[avvocati napoli]]></category>
		<category><![CDATA[corte]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Falocone]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
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					<description><![CDATA[Desidero rivolgere il mio deferente saluto al signor presidente della Repubblica, la cui costante attenzione verso la concreta attuazione dei lavori istituzionali in materia di giustizia costituisce un essenziale punto di riferimento nella nostra quotidiana attività&#8221;. Lo ha affermato il ministro della Giustizia, Paola Severino, all&#8217;apertura del suo intervento all&#8217;anno giudiziario a Catania che &#8220;e&#8217; [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_3852" aria-describedby="caption-attachment-3852" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/2012/01/anno-giudiziario-il-ministro-severino-a-catania-cita-spirito-di-servizio-di-falcone/anno-giudiziario/" rel="attachment wp-att-3852"><img decoding="async" class="size-full wp-image-3852" title="Anno-Giudiziario" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Anno-Giudiziario.jpg" alt="" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Anno-Giudiziario.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Anno-Giudiziario-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Anno-Giudiziario-160x90.jpg 160w" sizes="(max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-3852" class="wp-caption-text">Anno Giudiziario 2012 - il Ministro Severino a Catania cita Spirito di Servizio di Giovanni falcone</figcaption></figure>
<p>Desidero rivolgere il mio deferente saluto al signor presidente della Repubblica, la cui costante attenzione verso la concreta attuazione dei lavori istituzionali in materia di giustizia costituisce un essenziale punto di riferimento nella nostra quotidiana attività&#8221;. Lo ha affermato il ministro della Giustizia, Paola Severino, all&#8217;apertura del suo intervento all&#8217;anno giudiziario a Catania che &#8220;e&#8217; una Corte d&#8217;Appello molto prestigiosa&#8221;.</p>
<p>&#8220;Dallo stato delle carceri si misura il livello di civiltà di un Paese&#8221; anche perché lo Stato non ripaga mai con la vendetta ma vince con il diritto e l&#8217;applicazione scrupolosa di regole e legge&#8221; ha detto il ministro. &#8220;E&#8217; il modo migliore &#8211; ha concluso il ministro &#8211; per dimostrare ai criminali l&#8217;intima diversità tra legalità della nostra democrazia e ogni forma di intollerabile arbitrio&#8221;.</p>
<p>&#8220;In Sicilia la criminalità organizzata rende diverso e più oneroso il lavoro quotidiano, impone di tenere alta l&#8217;attenzione per evitare coinvolgimenti in circuiti di malaffare o peggio infiltrazioni dentro le istituzioni. Qui si vive in prima linea &#8211; aggiunge &#8211; e i risultati lusinghieri sono stati pagati a caro prezzo dai servitori dello stato. A chi mi chiede chi me lo fa fare rispondo come Falcone: lo spirito di servizio&#8221;.</p>
<p>&#8220;Bisogna prendere atto che i meccanismi incentivanti per la copertura delle sedi disagiate, pur apprezzabili, non si sono dimostrati in grado di fronteggiare interamente questa emergenza, soprattutto nelle procure di frontiera&#8221; ha aggiunto la Severino. &#8220;Su questo tema e sui rimedi &#8211; aggiunge &#8211; sono aperta al confronto con il Csm e disponibile a cercare soluzioni condivise&#8221; che possano consentirne la copertura.</p>
<p><strong>A NAPOLI AVVOCATI PROTESTANO IMBAVAGLIATI </strong>&#8211; Protesta della avvocati alla cerimonia di inaugurazione dell&#8217;anno giudiziario a Napoli. I consiglieri dell&#8217;Ordine stanno seguendo la relazione in piedi e imbavagliati. Protestano contro le iniziative del Governo. In particolare gli avvocati ritengono inaccettabile che tutti i provvedimenti adottati &#8220;con il presto della riduzione del debito pubblico siano, in realtà, il mezzo per la tutela di interessi economici bene individuati a discapito dei valori fondamentali della persona&#8221;.</p>
<p><strong>CANZIO: PRESCRIZIONE AGENTE PATOGENO </strong>&#8211; &#8220;Non è sostenibile l&#8217;attuale disciplina sostanziale della prescrizione del reato, nella parte in cui estende i suoi effetti sul processo penale&#8221; perché &#8220;si rivela in realtà come un agente patogeno&#8221; e &#8220;incentiva strategie dilatorie della difesa&#8221;. E&#8217; quel che è scritto in sintesi nella relazione del presidente della Corte d&#8217;Appello di Milano, Giovanni Canzio, che leggerà all&#8217;inaugurazione dell&#8217;anno giudiziario che comincerà tra poco.</p>
<p><strong>SANTACROCE: IL CLIMA E&#8217; CAMBIATO </strong>&#8211; &#8220;Sul fronte dell&#8217;amministrazione della giustizia il clima è decisamente cambiato&#8221;. Lo afferma il presidente della Corte d&#8217;Appello di Roma, Giorgio Santacroce, nella sua relazione alla cerimonia di inaugurazione dell&#8217;anno giudiziario della Capitale. &#8220;Antiretorico e pragmatico, il nuovo ministro della Giustizia si pone obiettivi concreti e raggiungibili: portare a compimento &#8211; prosegue &#8211; la riforma del processo civile, di vedere quello che non va della mediazione per ridurre il flusso del contenzioso, alleggerire il sovraffollamento delle carceri, potenziare la formazione e l&#8217;aggiornamento dei magistrati&#8221;. Per Santacroce l&#8217;obiettivo è &#8220;più risparmio, più efficienza. Si e&#8217; tornati a parlare di confronto costruttivo e di misure strutturali, accantonando il progetto di riforme epocali. Un cambio radicale di agenda: una specie di filo sottile che è il segno tangibile di quella ritrovata concordia che deve alimentare una stagione di riforme, senza chiusure pregiudiziali&#8221;.</p>
<p><strong>SCUTO: OBIETTIVO E&#8217; SOLO IL RISPARMIO</strong> &#8211; &#8220;Spiace dovere osservare che l&#8217;ottica prevalente del legislatore più che di razionalizzare e quindi rendere più efficiente il risalente reticolo giudiziario sia quella di pervenire a risparmi di spesa attraverso un&#8217;imprescindibile operazione di riduzione degli uffici&#8221;. Lo afferma il presidente della Corte d&#8217;appello di Catania, Alfio Scuto, all&#8217;inaugurazione dell&#8217;anno giudiziario alla presenza del ministro della Giustizia, Paola Severino. Il magistrato evidenzia &#8220;un&#8217;intima contraddizione nel sistema: quanto viene risparmiato con una politica di tagli eccessivi ai fondi per l&#8217;Amministrazione della Giustizia rischia di essere speso per gli enormi esborsi&#8221; come &#8220;indennizzi di riparazione del danno da irragionevole durata dei processi&#8221;.</p>
<p>&#8220;L&#8217;organico della magistratura &#8211; osserva il presidente Scuto &#8211; è segnalato, pressoché dappertutto, come inadeguato. Ma, al di là dei profili delle singole piante organiche, preoccupa di più la scopertura complessiva del ruolo della magistratura, &#8216;cronicizzatasi&#8217; ormai in percentuali a due cifre. Nel distretto di Catania, al dicembre dello scorso anno la scopertura era del 15,19%: e specificatamente 14,90% negli uffici giudicanti e 15,96% in quelli requirenti. Nessun rinforzo è previsto fino alla metà del 2013&#8221;. Una citazione, sui costi, anche sul processo civile, che &#8220;costa un punto di Pil l&#8217;anno&#8221; per &#8220;l&#8217;alta litigiosità nel Paese&#8221;. Il presidente Scuto lancia l&#8217;idea di &#8220;limitare la pressoché indiscriminata ammissibilità dell&#8217;appello&#8221; con &#8220;l&#8217;introduzione di &#8216;filtri&#8217; d&#8217;ammissibilità&#8221;.</p>
<p><strong>VENDOLA, SITUAZIONE CARCERI E&#8217; MEDIEVALE</strong> &#8211; &#8221;E&#8217; una vergogna assoluta, frutto del fatto che in Italia si e&#8217; pensato di anno in anno di risolvere gigantesche questioni sociali affidandosi alla recrudescenza delle pene, immaginando di inseguire cio&#8217; che si presenta in maniera complicata e inedita con l&#8217;idea che il Codice penale debba governare la realta&#8221;&#8217;. Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, a margine della cerimonia di inaugurazione dell&#8217;anno giudiziario di Bari. &#8221;Noi ci troviamo galere piene di persone che non hanno bisogno tanto della privazione della liberta&#8217; personale ma dell&#8217;accompagnamento &#8211; ha detto Vendola &#8211; avrebbero bisogno di servizi sociali, di una possibilita&#8217; di vita, di lavoro. Se le galere diventano una discarica sociale in cui far precipitare tutto quello che e&#8217; brutto, sporco e cattivo, che disturba la quiete pubblica, che turba il decoro piccolo-borghese, vuol dire che stiamo regredendo verso un moderno Medioevo. E soprattutto le carceri sono piene di poveri, perche&#8217; o si combatte la poverta&#8217; o si combattono i poveri. E in Italia, come in tanta altra parte del mondo, si preferisce combattere i poveri piuttosto che la poverta&#8221;&#8217;.</p>
<p><strong>OLIVERI: MAFIA SEMPRE FORTE </strong>&#8211; La mafia è sempre forte e radicata nel territorio e continua &#8220;a detenere il monopolio delle attività criminali, in particolare del racket delle estorsioni e della gestione illecita degli appalti sistemi più diretti e remunerativi per le cosche. A descrivere una Cosa nostra, colpita ma non vinta, è il presidente della corte d&#8217;appello di Palermo Vincenzo Oliveri che sta tenendo, nell&#8217;aula magna del palazzo di giustizia del capoluogo, la relazione introduttiva della cerimonia di apertura dell&#8217;anno giudiziario. Nonostante i successi ottenuti da magistratura e forze di polizia &#8220;la presenza dei clan nel territorio &#8211; spiega Oliveri &#8211; é sempre invasiva e massiccia&#8221;.</p>
<p>Una circostanza testimoniata anche dal fenomeno delle estorsioni, in netta crescita. A fronte della pressione del racket non si registra, invece, un incremento delle denunce delle vittime del pizzo, mentre diventa più incisiva l&#8217;azione della società civile e delle associazioni di categoria che sempre più spesso assumono posizioni nette giudicando incompatibile la permanenza nelle loro organizzazioni di chi non denuncia.</p>
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