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	<title>corte dei conti &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Cosenza: Carlo Guccione interroga i Revisori dei Conti del Comune.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Feb 2018 17:54:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il consigliere comunale e coordinatore della Coalizione “Grande Cosenza” Carlo Guccione, ha inviato una lettera al Collegio dei Revisori dei Conti del Comune di Cosenza e per conoscenza alla Corte dei Conti di Catanzaro (Procura generale, Sezione regionale di Controllo, Sezione Giurisdizionale) in merito ai Ricorsi per Decreto Ingiuntivo e al debito Sorical Spa. I [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_13023" aria-describedby="caption-attachment-13023" style="width: 883px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Palazzo-dei-bruzi-comune-cosenza.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-13023" alt="Palazzo-dei-bruzi-comune-cosenza" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Palazzo-dei-bruzi-comune-cosenza.jpg" width="883" height="504" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Palazzo-dei-bruzi-comune-cosenza.jpg 883w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Palazzo-dei-bruzi-comune-cosenza-300x171.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Palazzo-dei-bruzi-comune-cosenza-473x270.jpg 473w" sizes="(max-width: 883px) 100vw, 883px" /></a><figcaption id="caption-attachment-13023" class="wp-caption-text">Palazzo dei Buzi &#8211; Comune Cosenza</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>consigliere comunale</strong> e coordinatore della Coalizione “Grande Cosenza” <strong>Carlo Guccione</strong>, ha inviato una lettera al <strong>Collegio dei Revisori dei Conti</strong> del <strong>Comune di Cosenza</strong> e per conoscenza alla <strong>Corte dei Conti di Catanzaro</strong> (Procura generale, Sezione regionale di Controllo, Sezione Giurisdizionale) in merito ai <strong>Ricorsi per Decreto Ingiuntivo</strong> e al <strong>debito Sorical Spa</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">I decreti ingiuntivi riguardano: “<strong>Enertech S.r.l.</strong>” per prestazioni 2013 pari a 844.363,88 euro: il Tar Calabria ha segnalato i fatti alla Procura presso la Corte dei Conti per accertamento di responsabilità erariale; “<strong>OR.S.A. Società Cooperativa Sociale</strong>” per prestazioni 2016 pari a 2.093.359,80 euro oltre a spese e interessi. A questi va aggiunto il debito <strong>Sorical Spa</strong> pari a 6.043.000,00 euro per fornitura idrica di due anni erogata e non pagata, né contestata. Sia i decreti che il debito Sorical sono sorti e maturati negli anni della gestione del sindaco Occhiuto.</p>
<figure id="attachment_9784" aria-describedby="caption-attachment-9784" style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/carlo-guccione-legge-regionale-terre-calabria.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-9784" alt="carlo guccione" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/carlo-guccione-legge-regionale-terre-calabria.jpg" width="790" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/carlo-guccione-legge-regionale-terre-calabria.jpg 790w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/carlo-guccione-legge-regionale-terre-calabria-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/carlo-guccione-legge-regionale-terre-calabria-457x270.jpg 457w" sizes="(max-width: 790px) 100vw, 790px" /></a><figcaption id="caption-attachment-9784" class="wp-caption-text">Il consigliere comunale e coordinatore della Coalizione “Grande Cosenza” Carlo Guccione</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il consigliere Carlo Guccione</strong> aveva interessato il Collegio dei Revisori dei Conti già con nota del 29.08.2016 chiedendo chiarimenti relativamente ai “Rilievi” che lo stesso Collegio aveva mosso nel proprio Verbale n° 41 del 05.08.2016 nel quale si dava parere favorevole sulla Salvaguardia degli Equilibri di Bilancio nonostante venisse rilevato, tra l’altro che: il “Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità” non era congruo, cioè che una parte dei crediti riportati in Bilancio non risultavano incassabili da parte del Comune; sull’“Alienazione di Beni Materiali” l’incremento di valore da €. 2.849.689 a €. 4.649.123 non era coerente, visto che era stato riscosso solo l’importo di €. 140.776,96, un artificio contabile utilizzato per creare una copertura finanziaria fittizia considerato che sulla previsione iniziale le somme incassate dalle vendite erano inferiori di gran lunga al 10%. Altro rilievo del Collegio sulla “Mancanza di Liquidità” per la scarsa capacità di riscossione dei tributi da parte del Comune, che determinava un eccessivo ricorso alle anticipazioni di Cassa.</p>
<p style="text-align: justify;">«<em>I Debiti relativi ai due decreti ingiuntivi, oltre al Debito Sorical</em> – sottolinea Guccione – <em>maturati e non contestati, si sono formati nella gestione dell’amministrazione Occhiuto peggiorando gli equilibri di bilancio finanziario comunale per oltre 10 milioni di euro</em>».</p>
<p style="text-align: justify;">Il consigliere Guccione ha chiesto, al Collegio dei Revisori dei Conti, «una relazione puntuale e dettagliata sulla ipotesi di ulteriori atti e se, in conseguenza ai fatti evidenziati in oggetto (i due decreti ingiuntivi e il debito Sorical), siano stati messi in discussione gli “Equilibri di Bilancio” di cui all’art. 193 del D.Lgs. n. 267/2000 e se si configurano ipotesi di danno erariale».</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: Ufficio Stampa Carlo Guccione</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Carlo Guccione: il dissesto finanziario del Comune di Cosenza è dietro l&#8217;angolo, si dica la verità sul contenzioso a Palazzo dei Bruzi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Feb 2018 12:14:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Cosenza, 8 febbraio 2018 &#8211; Decreti ingiuntivi per circa tre milioni di euro (2.937.723,69 oltre spese legali e interessi) contro il Comune di Cosenza. Cifre che potrebbero ora diventare il fattore scatenante per arrivare al dissesto finanziario di Palazzo dei Bruzi che continua ad accumulare mancati pagamenti e debiti dovuti a una gestione  sicuramente discutibile e creativa [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_10801" aria-describedby="caption-attachment-10801" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/carlo-guccione3.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-10801" alt="carlo guccione" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/carlo-guccione3.jpg" width="800" height="540" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/carlo-guccione3.jpg 800w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/carlo-guccione3-300x202.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/carlo-guccione3-400x270.jpg 400w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><figcaption id="caption-attachment-10801" class="wp-caption-text">Carlo Guccione Consigliere Comunale</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;"><b>Cosenza, </b>8 febbraio 2018<b> &#8211; </b><strong>Decreti ingiuntivi per circa tre milioni di euro</strong> (2.937.723,69 oltre spese legali e interessi) <strong>contro il Comune di Cosenza</strong>. Cifre che potrebbero ora diventare il fattore scatenante per arrivare al <strong>dissesto finanziario</strong> di <strong>Palazzo dei Bruzi</strong> che continua ad accumulare mancati pagamenti e debiti dovuti a una gestione  sicuramente discutibile e creativa delle finanze comunali.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Un debito certo</strong> e non pagato <strong>di circa 845mila euro</strong> e <strong>un altro da oltre due milioni di euro</strong> inducono a sospettare che il dissesto sia dietro l’angolo. Non dimentichiamoci infatti che il Comune di Cosenza è stato già interessato dall’iter del pre-dissesto. Secondo il report della distribuzione geografica sul territorio nazionale delle amministrazioni dissestate realizzata da Ifel, l&#8217;<strong>Istituto per la Finanza locale dell&#8217;Anci</strong>, e pubblicata da <i>Repubblica.it,</i> emerge che tra i principali Comuni in crisi finanziaria spunta la città di Cosenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma veniamo ai dettagli. Sul Comune pesa innanzitutto una <strong>sentenza del Tar</strong> che gli ordina di dare integrale esecuzione al decreto ingiuntivo mediante la corresponsione della somma liquidata, oltre agli interessi maturati e spese ed onorari del giudizio. Fu la società che aveva acquisito l’appalto per il servizio di trattamento e smaltimento dei rifiuti solidi urbani a chiedere nel 2013 il <strong>debito vantato nei confronti del Comune pari a 541.330,59 euro</strong> e che nel corso di <strong>questi anni ha maturato interessi di 299.911,28 per un totale di 844.363,88</strong>. Per la gravità del comportamento del Comune di Cosenza, nella sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale della Calabria, il collegio dei giudici ha ritenuto sussistenti elementi per segnalare i fatti alla <strong>Procura presso la Corte dei Conti</strong> ai fini dell’eventuale accertamento di responsabilità erariale. Un comportamento che costerà ai cosentini, oltre ai 541.330,59 euro, altri 300mila euro di interessi dovuti all’inerzia dell’amministrazione Occhiuto, così come si legge nelle carte del Tar.</p>
<figure id="attachment_13023" aria-describedby="caption-attachment-13023" style="width: 883px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Palazzo-dei-bruzi-comune-cosenza.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-13023" alt="Palazzo-dei-bruzi-comune-cosenza" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Palazzo-dei-bruzi-comune-cosenza.jpg" width="883" height="504" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Palazzo-dei-bruzi-comune-cosenza.jpg 883w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Palazzo-dei-bruzi-comune-cosenza-300x171.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Palazzo-dei-bruzi-comune-cosenza-473x270.jpg 473w" sizes="auto, (max-width: 883px) 100vw, 883px" /></a><figcaption id="caption-attachment-13023" class="wp-caption-text">Palazzo dei Buzi &#8211; Comune Cosenza</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;"><strong>A questo decreto esecutivo</strong> <strong>se ne aggiunge ancora un altro</strong>. Questa volta è <strong>una Cooperativa</strong> &#8211; risultata <strong>aggiudicataria della gara indetta nel 2014</strong> dal Comune di Cosenza <strong>per la gestione degli asili nido di infanzia comunali</strong> &#8211; <strong>a vantare ad oggi 2.093.359,80 euro per le prestazioni effettuate</strong> per conto del Comune di Cosenza. Un debito certo e non contestabile che il Comune deve onorare. Infatti l’amministrazione Occhiuto, scaduto il contratto di gara con la Cooperativa, nel 2015 ha prorogato, nelle more dell’esplicazione di una nuova gara, il contratto di affidamento del servizio di gestione di nidi d’infanzia alle medesime condizioni contrattuali, alla stessa Cooperativa fino al 30 giugno 2017. La Cooperativa ha inviato regolarmente le fatture all’amministrazione comunale di Cosenza che non sono mai state contestate. Il <strong>Tribunale ordinario di Cosenza</strong> <strong>ha emanato un decreto ingiuntivo</strong> il 9-1-2018 <strong>contro il Comune di Cosenza per il pagamento alla Cooperativa</strong>, che ha gestito il servizio per la gestione degli asili nido di infanzia comunali, <strong>per la somma di 2.093.359,80 oltre agli interessi e alle spese legali</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Un modo di gestire la finanza comunale che rischia di far pagare un prezzo altissimo alla città di Cosenza e ai cosentini. Il rischio di un dissesto economico delle casse comunali è un’eventualità da non sottovalutare anche perché siamo convinti che quello di non pagare le prestazioni da parte dell’amministrazione Occhiuto alle imprese e aziende che si aggiudicano le gare sia una pratica diffusa, un tentativo di dilazionare attraverso contenzioso giuridico i pagamenti. Ricordiamo che se l’Ente non può garantire l’assolvimento delle funzioni e dei servizi indispensabili o se ai debiti dovuti non si può far fronte con mutui o entrate proprie, allora scatta il dissesto, come indica il <strong>Testo unico degli enti Locali (Tuel)</strong>. E l’attenzione ritorna all’escamotage di ripiano finanziario utilizzando la vendita degli immobili comunali per circa dodici milioni euro a fronte di un incasso rilevato di soli 50mila euro</p>
<p style="text-align: justify;">La finanza creativa di Occhiuto rischia di gettare la città nel baratro. Non bastano più feste e festini, i veri problemi, come la <strong>mancanza di acqua potabile</strong>, il <strong>mancato pagamento dei servizi essenziali</strong>, <strong>rischiano di peggiorare la qualità della vita dei cittadini</strong>. Si dica qual&#8217; è il contenzioso che il Comune di Cosenza ha in essere per  simili situazioni e in quanti casi è risultato soccombente di fronte alla giustizia amministrativa. Va fatta subito chiarezza sulle altre vicende analoghe che ancora non sono emerse agli occhi dell’opinione pubblica e va impressa una svolta per impedire il dissesto finanziario della città di Cosenza. Sarà la Procura della Corte dei Conti a valutare la sussistenza del danno erariale così come voluto dai giudici del <strong>Tar Calabria.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Rai: Corte dei Conti, stop a inefficienze e sprechi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Jul 2017 18:05:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La Rai deve attivare &#8220;ogni misura organizzativa, di processo e gestionale, idonea ad eliminare residue inefficienze e sprechi, proseguendo, laddove possibile e conveniente, nel percorso di internalizzazione delle attività e concentrando gli impegni finanziari sulle priorità effettivamente strategiche&#8221;, con decisioni di spesa &#8220;strettamente coerenti con il quadro di riferimento&#8221;. E&#8217; il monito della Corte dei [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_12501" aria-describedby="caption-attachment-12501" style="width: 700px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/statua-cavallo-ingresso-rai-roma.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-12501" alt="rai" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/statua-cavallo-ingresso-rai-roma.jpg" width="700" height="467" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/statua-cavallo-ingresso-rai-roma.jpg 700w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/statua-cavallo-ingresso-rai-roma-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/statua-cavallo-ingresso-rai-roma-404x270.jpg 404w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a><figcaption id="caption-attachment-12501" class="wp-caption-text">La statua del cavallo morente all&#8217;ingresso della sede Rai di viale Mazzini, Roma Foto © Copyright ANSA</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">La <strong>Rai</strong> deve attivare &#8220;ogni misura organizzativa, di processo e gestionale, idonea ad eliminare residue inefficienze e sprechi, proseguendo, laddove possibile e conveniente, nel percorso di internalizzazione delle attività e concentrando gli impegni finanziari sulle priorità effettivamente strategiche&#8221;, con decisioni di spesa &#8220;strettamente coerenti con il quadro di riferimento&#8221;. E&#8217; il monito della Corte dei Conti nella Relazione sul risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria per l&#8217;esercizio 2015.</p>
<p style="text-align: justify;">La gestione della Rai e del gruppo &#8211; rileva la <strong>Corte dei Conti</strong> &#8211; ha registrato nel 2015 un miglioramento rispetto al precedente esercizio. La capogruppo chiude il bilancio con una perdita di 45,9 milioni di euro, in miglioramento rispetto al 2014 (-203,4 milioni). La struttura patrimoniale della società ha posto in evidenza un capitale proprio pari a 811,7 milioni, in diminuzione rispetto al 2014 (828,4 milioni). Il volume dei debiti finanziari verso banche ha registrato la consistenza di 51 milioni, mentre nel 2014 ammontava a 356 milioni. Il miglioramento &#8211; spiega la Corte &#8211; è solo apparente, essendo stato determinato dall&#8217;emissione obbligazionaria di 350 milioni del maggio 2015, operazione che ha permesso il rimborso anticipato di un finanziamento di 295 milioni di durata inferiore. I ricavi totali hanno subito una leggera flessione (-0,6% pari a 14,4 milioni), passando da 2.349,7 milioni nel 2014 a 2.335,3 milioni nel 2015. Le entrate da canone (1.588,1 milioni nel 2014 e 1.637,5 milioni nel 2015) sono cresciute del 3% (+49,4 milioni), mentre i proventi pubblicitari sono stati pari a 585,5 milioni, con una diminuzione di 10,7 (-1,8%) rispetto all&#8217;esercizio precedente. Sul versante opposto la capogruppo ha sopportato costi complessivi per 2.251,7 milioni che presentano, rispetto all&#8217;esercizio 2014, un calo di 77,3 milioni (-3,3%) dovuto soprattutto alla assenza di costi relativi ai grandi eventi sportivi tenuti nel 2014. Il costo del personale di Rai Spa ammonta a 888,3 milioni, in diminuzione rispetto al 2014 (913,8 milioni) di 25,5 milioni (-2,8%). Per quanto riguarda le risultanze del gruppo Rai, si registra una perdita di 25,6 milioni, in diminuzione rispetto a quella del 2014 (-175,8 milioni). Il capitale proprio del gruppo nel 2015 è stato pari a 492,8 milioni (499,8 milioni nel 2014), mentre i debiti finanziari verso banche si sono attestati in 171,1 milioni contro i 436,3 milioni del 2014. I ricavi totali hanno evidenziato invece un incremento di 3,9 milioni di euro (+0,2%) nei confronti del 2014, passando da 2.489,2 milioni a 2.493,1 milioni nel 2015 in relazione al peso crescente di Rai Com. Anche per il gruppo Rai i ricavi da pubblicità hanno registrato una flessione, pari a 14,6 milioni, rispetto al 2014 (-2.2%). I costi operativi, pari a 1.965,6 milioni, sono diminuiti di 107,6 milioni (-5,2%). Il costo del personale è risultato pari a 976,5 milioni, in contrazione rispetto al 2014 (1.001,1 milioni di euro) di 24,6 milioni (-2,5%).<br />
La Corte rileva anche come l&#8217;evoluzione tecnologica ponga &#8220;la questione dell&#8217;offerta della Rai agli utenti, da orientare verso il recupero degli ascolti delle reti generaliste e l&#8217;incremento di quelli relativi ai canali tematici&#8221;. Nella Relazione si cita anche la fiction, e la &#8220;necessità di coniugare le tematiche oggetto del racconto con l&#8217;esigenza di preservare adeguati livelli di share con investimenti che ne giustifichino la produzione in un contesto caratterizzato da un proficuo contenimento dei costi&#8221;. Nella prospettiva illustrata nel piano industriale della società, &#8220;dell&#8217;insorgenza, nell&#8217;immediato futuro, di gravi difficoltà per il perseguimento dell&#8217;equilibrio di bilancio, a causa soprattutto della prevista riduzione dei ricavi pubblicitari, la Rai &#8211; ricorda la Corte &#8211; ha posto in liquidazione o incorporato talune società controllate, trasferendo alle sue strutture le attività svolte dalle società soppresse&#8221;. Per le società controllate la Corte sottolinea &#8220;l&#8217;esigenza di una rigorosa verifica della loro attuale necessità nel contesto di un proficuo contributo delle stesse nel perseguimento degli interessi della capogruppo&#8221;.</p>
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		<title>Calabria Felix finisce su Corriere Economia e per TG5 è un &#8220;caso limite&#8221;.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Jul 2014 22:16:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A cura della redazione de ILPARLAMENTARE.IT/ 7 Luglio 2014 &#8211; La grande Stampa nazionale si interessa del caso dei presunti sprechi commessi dalla Regione Calabria. Oggi, in prima pagina su Il Corriere Economia, Sergio Rizzo ( co-autore insieme a Gian Antonio Stella del celebre &#8220;La Casta&#8221; ), ha dedicato all’ispezione del Ministero delle Finanze sui conti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_8032" aria-describedby="caption-attachment-8032" style="width: 795px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/siope-calabria-felix.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-8032" alt="Siope-calabria felix-giuseppe scopelliti-ragioneria dello stato" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/siope-calabria-felix.jpg" width="795" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/siope-calabria-felix.jpg 795w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/siope-calabria-felix-300x175.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/siope-calabria-felix-460x270.jpg 460w" sizes="auto, (max-width: 795px) 100vw, 795px" /></a><figcaption id="caption-attachment-8032" class="wp-caption-text">Il Sistema SIOPE</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">A cura della redazione de ILPARLAMENTARE.IT/</p>
<figure id="attachment_8024" aria-describedby="caption-attachment-8024" style="width: 250px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/calabria-felix.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-8024 " alt="Corriere Economia del 7 Luglio 2014 - &quot;Calabria Felix&quot;" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/calabria-felix.jpg" width="250" height="364" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/calabria-felix.jpg 1000w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/calabria-felix-185x270.jpg 185w" sizes="auto, (max-width: 250px) 100vw, 250px" /></a><figcaption id="caption-attachment-8024" class="wp-caption-text">Corriere Economia del 7 Luglio 2014 &#8211; &#8220;Calabria Felix&#8221;</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">7 Luglio 2014 &#8211; La grande Stampa nazionale si interessa del caso dei presunti sprechi commessi dalla Regione Calabria. Oggi, <strong>in prima pagina</strong> su <strong>Il Corriere Economia,</strong> <strong>Sergio Rizzo</strong> ( co-autore insieme a Gian Antonio Stella del celebre &#8220;La Casta&#8221; ), ha dedicato all’ispezione del Ministero delle Finanze sui conti calabresi il titolo: <strong>“ Calabria Felix “. </strong>Nell’articolo compaiono alcune delle voci criticate dalla <strong>Ragioneria dello Stato</strong>, con i compensi di centinaia di migliaia di euro l’anno percepiti da dirigenti e giornalisti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>TG5, il tg piu importante di Mediaset,</strong> ha dedicato un servizio completo alla Calabria,  che inizia ad essere un problema serio per tutto il Paese e, a proposito dell&#8217;apertura a tutti i cittadini del Sistema d&#8217;informazione <strong>SIOPE</strong> il Sistema Informativo delle Operazioni degli Enti Pubblici (<a href="www.siope.it" target="_blank">www.siope.it</a>), nel descrivere alcuni esempi di cattiva gestione delle finanze pubbliche, ha fatto riferimento al sistema definito &#8220;Calabria Felix&#8221; come un <strong>&#8220;caso limite&#8221;</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Corriere Economia,</strong> come si potrà vedere, <strong>ha messo in prima pagina la foto dell’ex Presidente Giuseppe Scopelliti</strong> .</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo il nostro servizio , <strong>ci sono giunte minacce di querele</strong> più o meno garbate .</p>
<figure id="attachment_8025" aria-describedby="caption-attachment-8025" style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/calabria-felix-dettaglio.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-8025 " alt="calabria-felix-dettaglio" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/calabria-felix-dettaglio.jpg" width="790" height="318" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/calabria-felix-dettaglio.jpg 2000w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/calabria-felix-dettaglio-300x120.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/calabria-felix-dettaglio-480x193.jpg 480w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/calabria-felix-dettaglio-1024x412.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 790px) 100vw, 790px" /></a><figcaption id="caption-attachment-8025" class="wp-caption-text">dettaglio dell&#8217;articolo a cura di Sergio Rizzo pubblicato da Corriere Economia</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;"><strong>Noi abbiamo riportato dati veri, come cercano di fare i giornali seri </strong>al servizio dei cittadini e della verità. Non di verità soggettive ma oggettive. Ciò, nell’interesse della popolazione che, ancor di più in Calabria, vive momenti disperati e drammatici, senza lavoro e con una tassazione che a volte è insostenibile.</p>
<p style="text-align: justify;">Adesso aspettiamo gli sviluppi della <strong>Corte dei Conti.</strong></p>
<p><video controls="" autoplay="" name="media" height="390" width="640"><source src="http://se-cz1-1.se.mediasetvod.alice.cdn.interbusiness.it/mp4/2014/07/1471206e1b27d2-09_0.mp4" type="video/mp4"></video></p>
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		<title>Antonio Mastrapasqua perde una poltrona e sei italiani su dieci mangiano cibo scaduto</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2014/02/antonio-mastrapasqua-perde-una-poltrona-e-sei-italiani-su-dieci-mangiano-cibo-scaduto/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Feb 2014 17:06:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Top News]]></category>
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		<category><![CDATA[Beppe Grillo]]></category>
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					<description><![CDATA[Redazione ILPARLAMENTARE.IT/ Antonio Mastrapasqua ha rassegnato le sue dimissioni  anche alla luce delle decisioni del Consiglio dei Ministri grazie alla quale da oggi &#8220;non si possono assumere incarichi così rilevanti senza esclusività&#8221;. Letta tira un sospiro di sollievo dicendogli &#8220;è cosa buona e giusta&#8221; e lo ringrazia per il suo impegno diligente etc., etc., etc.  Questa [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">Redazione ILPARLAMENTARE.IT/</p>
<figure style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/antonio-mastrapasqua-economia-finanze-2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" alt="antonio-mastrapasqua-economia-finanze" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/antonio-mastrapasqua-economia-finanze-2.jpg" width="790" height="466" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Antonio Mastrapasqua rassegna le dimissioni e Letta ringrazia</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Antonio Mastrapasqua ha rassegnato le sue dimissioni  anche alla luce delle decisioni del Consiglio dei Ministri grazie alla quale da oggi &#8220;non si possono assumere incarichi così rilevanti senza esclusività&#8221;. Letta tira un sospiro di sollievo dicendogli &#8220;è cosa buona e giusta&#8221; e lo ringrazia per il suo impegno diligente etc., etc., etc.  Questa la cronaca di oggi 2 febbraio 2014. ma la realtà è un&#8217;altra e dobbiamo poter dire che Antonio Mastrapasqua (una brava persona n.d.r.) ha rappresentato e rappresenta ancora quella parte invadente di Italia che non va e che deve essere cambiata.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ANTONIO MASTRAPASQUA</strong><br />
Il suo nome è diventato simbolo della &#8220;poltrona&#8221; e potrebbe diventare un marchio di quel modello di Made in Italy incline alla politica del volere tutto, ma proprio tutto. Immaginate cinquemila Mastrapasqua e di conseguenza capirete perché, di conseguenza, sei italiani su dieci sono costretti a mangiare cibo scaduto (vedi <a title="Corriere della Sera" href="http://www.corriere.it/economia/14_febbraio_01/coldiretti-cibi-scaduti-tavola-6-italiani-10-a205d83c-8b3c-11e3-bf44-9aaf223b3498.shtml " target="_blank">Corriere della Sera</a> oppure <a title="TGCOM" href="http://www.tgcom24.mediaset.it/economia/2014/notizia/cibi-scaduti-ok-6-italiani-su-10_2024533.shtml" target="_blank">TG COM</a> che riportano le indagini di Coldiretti. E’ chiaro che in questo clima sarebbe naturale anche per una testata che come la nostra intende rispettare le Istituzioni, pensare: ANTONIO MASTRAPASQUA, VERGOGNATI insieme a te tutti coloro i quali ti hanno messo nella condizione di diventare il simbolo di una Italia che deve essere cancellata perché possa essere riscritta una sua pagina decente di storia dedicata al bene comune. Ma noi non lo pensiamo.</p>
<p style="text-align: justify;">A questo punto, per dovere di cronaca, rispolveriamo qualche news dalla rete che vi riproponiamo per comprendere bene alcune storia che hanno visto protagonista Antonio Mastrapasqua.</p>
<p style="text-align: justify;">Da <a href="www.beppegrillo.it" target="_blank">www.beppegrillo.it</a> &#8211; <strong>a cura di Giorgio Meletti</strong> &#8211; Nunzia C., 78 anni, vedova di Gela, due giorni fa si è uccisa gettandosi dal quarto piano poco dopo aver appreso che la sua pensione di reversibilità era stata ridotta dall’Inps da 800 a 600 euro. A Bari, il giorno di Capodanno, un pensionato di 73 anni si è buttato anche lui dal quarto piano dopo aver ricevuto la richiesta di 5 mila euro indebitamente percepiti negli anni precedenti. Un sindacalista di Bari, Franco Filieri della Cisl, protesta inascoltato contro la “vessatoria operazione dei recuperi Inps, con assurde richieste di restituzione di somme servite per provvedere alle necessità primarie della vita”. Il problema è scottante, come dimostra il verbale di una tesa riunione svoltasi lo scorso 25 novembre. Intorno al tavolo il presidente-padrone dell’Inps, Antonio Mastrapasqua, il direttore generale Mauro Nori, il magistrato della Corte dei Conti delegato al controllo dell’istituto, Antonio Ferrara, e il collegio dei sindaci revisori al completo. Un consesso un po’ strano, ma l’unico possibile, visto che l’istituto previdenziale – che gestisce ogni anno centinaia di miliardi di euro e le pensioni di milioni di italiani – non ha un consiglio d’amministrazione. “Una follia – protesta Guido Abbadessa, presidente del consiglio di vigilanza sull’Inps – non può esserci tanto potere concentrato in una sola persona”. Nella riunione si discute delle nuove “modalità di gestione dei crediti derivanti da indebiti pensionistici nelle fasi antecedenti all’avviso di addebito”. Traduciamo dal burocratese. Negli assegni di pensione ci sono delle componenti (per esempio gli assegni familiari) dipendenti da eventuali altri redditi del pensionato. Perciò ogni anno chi percepisce un assegno dall’Inps deve comunicare i suoi redditi, e gli uffici verificano se per caso è venuto meno qualche diritto. Spesso si tratta di limare pensioni da fame. Mastrapasqua ha inventato una modalità severa.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Antonio-Mastrapasqua.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-7461" alt="Antonio-Mastrapasqua" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Antonio-Mastrapasqua.jpg" width="500" height="503" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Antonio-Mastrapasqua.jpg 500w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Antonio-Mastrapasqua-150x150.jpg 150w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Antonio-Mastrapasqua-298x300.jpg 298w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Antonio-Mastrapasqua-268x270.jpg 268w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Antonio-Mastrapasqua-50x50.jpg 50w" sizes="auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a>Una volta che gli uffici accertano che è venuto meno un diritto, e che sono state versate somme indebite, mandano una secca lettera (l’avviso di addebito) con cui si annuncia la riduzione dell’assegno mensile, e il recupero degli “indebiti pregressi” con trattenute rateali sulle mensilità future. Il pensionato non può far altro che pagare, e nel frattempo fare ricorso senza però sapere su quali dati e con quale calcolo si è arrivati alla infausta diagnosi. Con questo nuovo sistema sono state mandate 350 mila lettere ad altrettanti pensionati. Nella riunione del 25 novembre è il magistrato della Corte dei Conti a sollevare più di un’obiezione. Intanto, ricorda, prima dell’avviso di addebito una modalità più attenta servirebbe a ridurre il contenzioso. Sull’Inps gravano quasi 900 mila cause in sospeso con i pensionati. Nel 2010 se ne sono definite 318 mila, secondo la Corte dei Conti, ma in 60 mila casi è stata risolutiva la morte del pensionato, mentre in caso di sentenza sulla materia previdenziale l’Istituto perde metà delle cause. Il magistrato Ferrara fa notare a Mastrapasqua anche un altro aspetto che dovrebbe essere “maggiormente ponderato”. Se un pensionato non comunica i suoi redditi all’Inps, l’omissione comporta in automatico la perdita di certi assegni accessori. Siccome stiamo parlando di anziani, in molti casi il pensionato ha l’Alzheimer, o comunque non è in gran forma. Dice Ferrara a Mastrapasqua: “È il dipendente dell’Inps che deve provvedere alla verifica del reddito entro l’anno in corso, non è l’assicurato che deve farsene carico sempre e comunque. L’Inps non è l’Agenzia delle Entrate e quindi la pura logica di riscossione deve essere mediata dal ruolo che lo stesso Istituto ricopre come ente di tutela”. Ecco, la Corte dei Conti, custode del denaro pubblico, ricorda a Mastrapasqua che l’Inps esiste per accompagnare la vecchiaia dei nostri padri e nonni, non per vessarli come un esattore. Mastrapasqua va dritto come un treno: pur assicurando attenzione “alle osservazioni del Magistrato”, conferma che farà come ha deciso. Il presidente del Collegio dei sindaci, Maria Teresa Ferraro, fa un ultimo tentativo: “Discutiamone prima con i ministeri vigilanti”. Mastrapasqua chiude la discussione: il mio documento non giustifica “allarmismi di qualsivoglia natura”, dice, e va bene così. Partono le 350 mila lettere, e chi ne ha la forza e la capacità fa ricorso. Magari gli uffici hanno sbagliato. Ma la cosa non interessa al presidente dell’Inps. “In tre anni che sono alla guida dei pensionati Cgil sono riuscita a vederlo solo una volta”, dice Carla Cantone, “e così non so come spiegargli che i pensionati vivono nella paura di questa lettera senza preavviso e senza possibilità di contraddittorio”. (See more at: http://<a href="http://www.roccocipriano.it/wordpress/2012/04/05/inps-inps-hurra-il-padre-padrone-dellinps-antonio-mastrapasqua-adotta-il-metodo-equitalia-di-cui-e-ovviamente-vicepresidente" target="_blank">www.roccocipriano.it/wordpress/2012/04/05/inps-inps-hurra-il-padre-padrone-dellinps-antonio-mastrapasqua-adotta-il-metodo-equitalia-di-cui-e-ovviamente-vicepresidente</a>)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A cura di Caterina Pernicon</strong> &#8211; Anche se non ve ne siete mai accorti, il giardiniere che cura i vostri gerani potrebbe essere Antonio Mastrapasqua. Più probabilmente è l’amministratore del vostro condominio. Perché il Super direttore dell’Inps e Vice presidente di Equitalia quasi certamente gode del dono dell’ubiquità. Infatti oltre alle 25 cariche note, dalla presidenza di Idea Fimit, la più grande società immobiliare italiana (con 9,5 miliardi di patrimonio e 23 fondi), alle molteplici poltrone nei collegi sindacali, ha anche un’altra serie d’incarichi. Da oltre dieci anni (agosto 2011) Mastrapasqua è direttore dell’Ospedale israelitico di Roma, un nosocomio con tre sedi, la più importante sull’isola Tiberina di fronte al Fatebenefratelli, dove “Mr Inps” deve far quadrare i conti. Ma come troverà il tempo? Tra un’analisi del sangue e un check up cardiaco? Non solo: da giugno dello stesso anno, il Super commercialista – uomo da un milione e duecento mila euro l’anno – è anche Amministratore unico della Litorale SpA, azienda per lo sviluppo economico turistico e occupazionale del litorale laziale. Quindi, oltre ai pensionati, i cattivi pagatori, le case e le cure, Mastrapasqua si occupa anche degli stabilimenti balneari e dei loro estivi frequentatori. Ma insomma, dove lo troverà tutto questo tempo? Tra l’altro, si sa, “Mr Inps” deve il suo fisico atletico alla frequentazione del circolo Canottieri Roma. Ha proprio tutte le carte in regola per diventare l’idolo delle donne-madri-lavoratrici che un’ora per la palestra se la sognano. Il nostro Super commercialista, invece, non solo si dedica allo sport ma si occupa anche della promozione di quello per i disabili, dal suo incarico di Vice presidente vicario e membro della giunta esecutiva dell’Enpsdi (Ente nazionale promozione sportiva disabili). Carica che mantiene addirittura dal 1992, parola di curriculum ufficiale pubblicato sul sito dell’Inps e di Equitalia. Non manca poi il tempo per gli amici: con Giampaolo Letta, figlio di Gianni (il grande regista della sua carriera nella Pubblica Amministrazione), va a fare jogging. Con Paolo Garimberti, presidente della Rai, si ritrova al circolo. Infine, nei ritagli di tempo – davvero non sappiamo quali – scrive anche articoli economico finanziari, che gli sono valsi il tesserino da giornalista pubblicista. Forse, l’idea del Super Inps è nata dopo l’attenta valutazione delle potenzialità ubique del Super presidente. &#8211; See more at: <a href="http://www.roccocipriano.it/wordpress/2012/04/05/inps-inps-hurra-il-padre-padrone-dellinps-antonio-mastrapasqua-adotta-il-metodo-equitalia-di-cui-e-ovviamente-vicepresidente" target="_blank">http://www.roccocipriano.it/wordpress/2012/04/05/inps-inps-hurra-il-padre-padrone-dellinps-antonio-mastrapasqua-adotta-il-metodo-equitalia-di-cui-e-ovviamente-vicepresidente</a></p>
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		<title>Finanziamento ai partiti: cosa nasconde? A cura di Alessandro Corneli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Dec 2013 00:15:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di Alessandro Corneli/grrg.eu/ La notizia, apparsa nelle agenzie il 29 novembre, è questa: il procuratore della Corte dei Conti del Lazio, Raffaele De Dominicis, ha sollevato questione di legittimità costituzionale di tutte le leggi, a partire dal 1997, che hanno reintrodotto il finanziamento pubblico dei partiti, per averlo fatto in difformità con quanto proclamato dai [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure style="width: 702px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/finanziamento-pubblico-partiti.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" alt="finanziamento-pubblico-partiti" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/finanziamento-pubblico-partiti.jpg" width="702" height="412" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Finanziamento Pubblico ai partiti</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">di Alessandro Corneli/grrg.eu/</p>
<p style="text-align: justify;">La notizia, apparsa nelle agenzie il 29 novembre, è questa: il procuratore della Corte dei Conti del Lazio, Raffaele De Dominicis, ha sollevato questione di legittimità costituzionale di tutte le leggi, a partire dal 1997, che hanno reintrodotto il finanziamento pubblico dei partiti, per averlo fatto in difformità con quanto proclamato dai cittadini con il referendum dell’aprile 1993. Da quel momento, i partiti avrebbero incassato – illegittimamente – 2,8 miliardi di euro.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo De Domincis, rammentando che il corpo elettorale, in occasione del referendum, “fornì una risposta decisamente negativa in relazione alla persistenza delle erogazioni di contributi statali a beneficio dei partiti politici e dei movimenti e/o gruppi ad essi collegati”, si solleva questione di legittimità giacché le disposizioni posteriori “sono da ritenersi apertamente elusive e manipolative del risultato referendario, e quindi materialmente ripristinatorie di norme abrogate”. Quindi, per la Corte dei Conti, “tutte le disposizioni impugnate, a partire dal 1997 e, via via riprodotte nel 1999, nel 2002, nel 2006 e per ultimo nel 2012, hanno ripristinato i privilegi abrogati col referendum del 1993, facendo ricorso ad artifici semantici, come il rimborso al posto del contributo; gli sgravi fiscali al posto di autentici donativi; così alimentando la sfiducia del cittadino e l’ondata disgregante dell’antipolitica”. Inoltre, la differenziazione degli importi dei rimborsi dopo il primo anno dalle elezioni “si configura arbitraria e discriminatoria perché consolida la posizione di vantaggio solo di quei partiti che hanno raggiunto la maggioranza politico-parlamentare”.</p>
<p style="text-align: justify;">La reazione istintiva a questa notizia potrebbe essere: finalmente! Ma bisogna contestualizzare, e ciò almeno in tre direzioni:</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211;          la prima è il faticoso iter parlamentare del ddl sul finanziamento della politica che dovrebbe eliminare gradualmente il contributo pubblico, lasciando solo quello privato, che suscita le solite obiezioni perché alcuni partiti sarebbero più avvantaggiati (in genere, quelli dell’area governativa perché possono prendere decisioni gradite – o sgradite agli eventuali finanziatori)</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211;          la seconda è la ripresa delle indagini sugli sprechi (che non è finanziamento) o sull’utilizzo dei fondi pubblici per fini diversi dall’attività politica in senso stretto (che riguarda l’uso distorto del finanziamento a fini privati)</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211;          la terza è il persistente, forse in aumento, discredito che ricade sui partiti (i soli a beneficiare dell’iniziativa di De Dominicis è il M5S che si batte contro il finanziamento pubblico), ma in una fase in cui si cerca di accreditare un modello politico fondato sulla volontà di qualche istituzione, che prende decisioni e iniziative, imponendole ai partiti più che derivandole da essi. Messaggio: occorre ridimensionare i partiti sotto tutti gli aspetti. Per questo è funzionale anche la crescita dell’astensionismo e la polemica che inevitabilmente sarà innescata dall’iniziativa di De Domincis . Purché fili tutto liscio.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto ciò avrebbe un aspetto razionale, di razionalizzazione del sistema politico se non fosse per il fatto che la regolamentazione dei partiti è prevista solo per alcuni aspetti formai nel ddl sul finanziamento della politica; che la disciplina dell’attività di lobby è ancora incerta; che ancora non si vede quale legge elettorale sostituirà il Porcellum; che, infine, in assenza di una riforma della Costituzione, non si conoscono i poteri dei diversi organi costituzionali. In altre parole, ci si preoccupa del chiodo con cui attaccare il quadro, della cornice, della parete cui appendere il tutto: manca solo la tela dipinta. Bisogna quindi essere cauti prima di festeggiare l’iniziativa di De Domincis.</p>
<p style="text-align: justify;">Foto: Luigi Gallo</p>
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		<title>Legge Stabilità: Saccomanni: critiche sono del tutto marginali</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2013/10/legge-stabilita-saccomanni-critiche-sono-del-tutto-marginali/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Oct 2013 11:45:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&#8220;Sono critiche del tutto marginali&#8221;. Risponde così, entrando alla Giornata del Risparmio, il ministro dell&#8217;Economia, Fabrizio Saccomanni ai giornalisti che gli chiedono se sia rimasto il solo a difendere il contenuto della legge di stabilità dopo i rilievi di ieri da parte di Bankitalia, Corte Conti e Istat. Brunetta: Saccomanni vive su Marte, fa tenerezza [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_6496" aria-describedby="caption-attachment-6496" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="economia3t" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/economia3t9.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-6496" title="economia3t" alt="Legge Stabilità" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/economia3t9.jpg" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/economia3t9.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/economia3t9-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/economia3t9-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-6496" class="wp-caption-text">Legge Stabilità</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-align: justify;">&#8220;Sono critiche del tutto marginali&#8221;. Risponde così, entrando alla Giornata del Risparmio, il ministro dell&#8217;Economia, Fabrizio Saccomanni ai giornalisti che gli chiedono se sia rimasto il solo a difendere il contenuto della legge di stabilità dopo i rilievi di ieri da parte di Bankitalia, Corte Conti e Istat.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Brunetta: Saccomanni vive su Marte, fa tenerezza &#8211; &#8220;Saccomanni considera &#8216;del tutto marginali&#8217; le critiche sulla legge di stabilità. Vive proprio su Marte. Fa tenerezza&#8230;&#8221;. Lo scrive su Twitter Renato Brunetta, capogruppo del Pdl alla Camera dei deputati.</p>
<p style="text-align: justify;">Relatore, su casa mini sgravi non bastano &#8211; &#8220;Il governo non deve pensare tanto a mini detrazioni perché è necessario che la situazione torni almeno a come era prima&#8221;. Lo afferma uno dei relatori alla Legge di Stabilità, Giorgio Santini (Pd), interpellato in Senato in merito alle modifiche alla Tasi, sottolineando la consapevolezza che questo &#8221;comporti un mare di problemi di copertura&#8221;. Sul capitolo casa, vale a dire la Tasi, &#8220;ci sono tre partire che interagiscono: il livello della franchigia, il livello delle aliquote, il rimborso statale. E&#8217; un&#8217;equazione a tre incognite e sono tutte e tre pesanti ma bisogna risolverla mettendoci più soldi&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Giovannini, favorevole riduzione uso contante &#8211; Il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini è favorevole alla riduzione del limite dell&#8217;uso del denaro contante così come auspicato dal ministro dell&#8217;Economia Fabrizio Saccomanni. Lo ha detto intervenendo alla trasmissione &#8220;L&#8217;economia prima di tutto&#8221; su Radio Rai.</p>
<p style="text-align: justify;">Alfano,meno uso contante? Pensiamo opposto Saccomanni &#8211; &#8220;Il collega Saccomanni ritiene di intervenire per ridurre l&#8217;uso del contante. Noi la pensiamo all&#8217;opposto di lui&#8221;. Così in un tweet Angelino Alfano.Per Alfano &#8220;occorre aumentare l&#8217;uso del contante e contrastare l&#8217;evasione consentendo di conservare scontrini e fatture e scaricare tutte le tasse. In America funziona e funzionerebbe anche qui&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Governo apre sulle detrazioni per la casa &#8211; Il Parlamento riapre il cantiere delle tasse sulla casa e il governo apre alla reintroduzione delle detrazioni. Gia&#8217; perchè con l&#8217;arrivo della nuova tassa sulla casa, la Tasi, le imposte rischiano di aumentare. A lanciare l&#8217;allarme rincari, dopo quello delle associazioni di settore e una parte del mondo della politica (Pdl in testa), è la Corte dei Conti. Le misure relative al patrimonio immobiliare sono &#8221;migliorabili&#8221;, è anche il commento diplomatico anche della Banca d&#8217;Italia, che evidenzia il timore di una tassazione disomogenea sul territorio italiano. Critiche che vengono respinte dal ministro dell&#8217;Economia Fabrizio Saccomani, sicuro che non vi sia un incremento della tassazione perché, spiega in audizione al Senato, alla manovrabilità dei Comuni sono stati messi dei limiti. Ciò non toglie, aggiunge però poco dopo, che il governo sia pronto a modifiche. &#8221;Non e&#8217; escluso &#8211; ammette incalzato dai parlamentari alle prese con la manovra &#8211; che si debba tornare alle detrazioni&#8221; ora non previste dalla Tasi.</p>
<p style="text-align: justify;">Saccomanni, no più tasse casa, paletti per Comuni &#8211; &#8220;Al fine di non aumentare il prelievo fiscale complessivo sui contribuenti vengono previsti limiti alla manovrabilità complessiva dei Comuni. Per l&#8217;anno 2014 l&#8217;aliquota massima relativa all&#8217;abitazione principale non può eccedere il 2,5 per mille&#8221;. Lo dice il ministro dell&#8217;Economia Fabrizio Saccomanni, in audizione al Senato, parlando della Tasi.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Ora occorre procedere con forte determinazione sulla qualità della regolamentazione e sull&#8217;efficienza delle amministrazioni: la crescita di un Paese che ristagna da 20 anni richiede interventi anche radicali&#8221;. Lo ha detto il ministro dell&#8217;Economia Fabrizio Saccomanni alle commissioni Bilancio di Senato e Camera.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal taglio del cuneo fiscale sul lavoro, oltre agli autonomi, sono esclusi incapienti e pensionati, &#8221;ossia circa 25 milioni di soggetti&#8221; che comprendono anche quelli in &#8221;maggiori difficoltà economiche&#8221;. E &#8221;ciò comporta evidenti problemi distributivi e di equità&#8221;, afferma la Corte dei Conti, in audizione al Senato.</p>
<p style="text-align: justify;">Bankitalia: Tasi, rischio differenze territoriali &#8211; L&#8217;assenza di detrazioni &#8221;nella struttura di base&#8221; della Tasi con la possibilità per i Comuni &#8221;di applicare riduzioni che tengano conto della capacità contributiva familiare potrebbe creare significative differenze di trattamento sul territorio nazionale&#8221;. Lo sostiene Bankitalia in audizione in Senato. Bisognerebbe inoltre &#8221;semplificare&#8221; le scadenze della Trise, nessuna della quali corrisponde a quelle dell&#8217;Imu.</p>
<p style="text-align: justify;">Per scongiurare ulteriori aumenti del carico fiscale, ovvero l&#8217;intervento della clausola sulle detrazioni e le aliquote, &#8221;non vi è alternativa ad un&#8217;azione più intensa per il contenimento della spesa corrente&#8221;. Lo dice Bankitalia ricordando la scelta di rafforzare i poteri di Carlo Cottarelli, commissario alla spending review</p>
<p style="text-align: justify;">Istat;+0,3 punti inflazione 2014 con Iva &#8211; Per il 2014, in presenza dell&#8217;aumento dell&#8217;aliquota Iva, l&#8217;aumento dei prezzi acquisito a fine 2013 e trasferito al 2014 risulterebbe di 0,3 punti percentuali più elevato rispetto ad una situazione di assenza di manovra.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo sconto di imposta medio stimato, per il taglio del cuneo fiscale, è pari a 116 euro annui per beneficiario su scala nazionale ed è maggiore della media per i lavoratori e i collaboratori che appartengono ai primi 3 quinti della distribuzione dei redditi che comprendono famiglie con redditi medio bassi e medi. Lo afferma l&#8217;Istat.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono le famiglie più ricche a beneficiare di più degli sconti sul cuneo fiscale, perché hanno più occupati. A rilevarlo è l&#8217;Istat nell&#8217;audizione in Senato sulla Legge di Stabilità. &#8221;Dato il maggior numero di occupati per famiglia &#8211; spiega &#8211; sono le famiglie dei due quinti più alti a trarre maggiori vantaggi monetari in valore assoluto&#8221;. ANSA</p>
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