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	<title>corruzione &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
	<lastBuildDate>Mon, 22 Jul 2024 12:46:03 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Fabio Gallo: troppa corruzione. Salto generazionale è indispensabile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Oct 2020 19:34:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Gallo]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[movimento noi]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[pubblica amministrazione]]></category>
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					<description><![CDATA[Fabio Gallo riflette sul tema della corruzione nel mondo della politica e della pubblica amministrazione]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_15146" aria-describedby="caption-attachment-15146" style="width: 1700px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/fabio-gallo-movimento-noi-popolari.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-15146" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/fabio-gallo-movimento-noi-popolari.jpg" alt="Fabio Gallo - Portavoce Nazionale del Movimento NOI" width="1700" height="935" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/fabio-gallo-movimento-noi-popolari.jpg 1700w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/fabio-gallo-movimento-noi-popolari-300x165.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/fabio-gallo-movimento-noi-popolari-480x264.jpg 480w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/fabio-gallo-movimento-noi-popolari-768x422.jpg 768w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/fabio-gallo-movimento-noi-popolari-1536x845.jpg 1536w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/fabio-gallo-movimento-noi-popolari-696x383.jpg 696w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/fabio-gallo-movimento-noi-popolari-1068x587.jpg 1068w" sizes="(max-width: 1700px) 100vw, 1700px" /></a><figcaption id="caption-attachment-15146" class="wp-caption-text">Fabio Gallo &#8211; Portavoce Nazionale del Movimento NOI</figcaption></figure>
<p>Stiamo attraversando un momento per davvero difficile da decifrare. Ogni tentativo potrebbe risultare rischioso e porci in errore. Riflettere ci fa bene, perché questo mondo appartiene anche ad ognuno di noi e paghiamo quotidianamente le drammatiche conseguenze del nostro disinteresse verso i grandi temi. La politica, ad esempio, da cui discendono i mali del nostro vivere quotidiano.</p>
<p>Si parla molto di &#8220;onestà&#8221;, termine inflazionato, ma il problema è profondo. Oggi non basta essere onesti. Per governare sono richieste competenze dimostrabili, una storia alle spalle che lo attesti e, soprattutto, una storia che dimostri l&#8217;<strong>incorruttibilità</strong> di chi crede di potere essere utile nel mondo della politica. Si, perché <strong>entrare nel mondo della politica significa pretendere di amministrare la vita di tutti.</strong> E questa pretesa deve trovare giustificazione nella qualità della persona e nelle sue reali capacità. Le dobbiamo pretendere.</p>
<p>Leggendo i principali quotidiani nazionali ci rendiamo conto che politica e pubblica amministrazione a qualsiasi livello, sono piagate da un male oscuro che giunge fino all&#8217;amministrazione della Giustizia: <strong>la corruzione. </strong></p>
<p><strong>A Cosenza la Polizia di Stato ha arrestato il Prefetto</strong> mentre intascava una bustarella e a Catanzaro è stato arrestato il <strong>Presidente di una sezione della Corte d&#8217;Appello</strong> che da dieci anni intascava buste piene di danaro per appianare processi. Una situazione talmente grave che ha indotto il Procuratore della Repubblica di Catanzaro <strong>Nicola Gratteri</strong> a dichiarare che <strong>&#8220;bisogna essere feroci con i Magistrati corrotti&#8221;</strong></p>
<p>L&#8217;incorruttibilità dovrebbe essere la maggiore risorsa di ogni cittadino che ha studiato, che ha elevato la propria conoscenza, che ha investito la propria vita negli studi. Ma anche di tutti quei cittadini che anche senza studi, hanno edificato la propria esistenza sul <strong>&#8220;buon senso&#8221;</strong> che giunge attraverso la voce della coscienza che  imperativa ci dice: <strong>&#8220;questa cosa non si fà&#8221;.</strong></p>
<p>Sarebbe opportuno chiederci quale resistenza può opporre la cittadinanza alla corruzione dilagante che occupa sempre più spazio sui giornali. Sarebbero in grado i cittadini di creare muro, di opporsi, di ribellarsi al dilagare della corruzione che porta via giorno dopo giorno la vita di tutti? </p>
<p>Me lo sono chiesto. Una risposta chiara e che non perdona la troviamo in un recente articolo pubblicato anche da questa Testata, a cura del Prof. <strong>Mario Caligiuri</strong> che ha fondato il corso di studi in <strong>&#8220;Intelligence&#8221;</strong> presso l&#8217;UNICAL. A proposito della capacità di analisi dei cittadini italiani scrive: &#8220;<strong>il 75 per cento non sa interpretare una semplice frase in italiano, il 27 per cento sono analfabeti funzionali</strong> e nelle classifiche internazionali combattiamo per conquistare gli ultimi posti nelle abilità di base&#8221;. </p>
<p>Non siamo messi bene e lo vediamo nel mondo dei social che confermano queste percentuali. La situazione è davvero critica. E&#8217; necessario un salto generazionale e una vera scuola di formazione politica che eviti il peggio. La parola d&#8217;ordine deve essere <strong>&#8220;NO Corruzione!&#8221; </strong></p>
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		<title>Mario Occhiuto dal GUP di Roma. &#8220;Associazione a delinquere transnazionale&#8221;, l&#8217;accusa</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2019/07/mario-occhiuto-dal-gup-di-roma-associazione-a-delinquere-transnazionale-laccusa/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jul 2019 12:11:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dalle Regioni]]></category>
		<category><![CDATA[associazione a delinquere]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Comune di Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Corrado Clini]]></category>
		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[iraq]]></category>
		<category><![CDATA[margherita hauser]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Occhiuto]]></category>
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					<description><![CDATA[Fonte LACNEWS/Gazzetta del Sud/ Mario Occhiuto e Martina Hauser, rispettivamente Sindaco di Cosenza e moglie dell&#8217;ex Ministro Corrado Clini in forze nella qualità di Assessore nel corso della prima sindacatura dell&#8217;Architetto Occhiuto, saranno davanti al Gup del Tribunale di Roma giorno 22 ottobre 2019 alle ore 10,30, insieme ad altri coinvolti nell&#8217;indagine, gravati dell&#8217;accusa di Associazione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img decoding="async" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/arresti-guardia-di-finanza.jpg" alt="arresti-guardia-di-finanza" class="wp-image-7846" width="719" height="424" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/arresti-guardia-di-finanza.jpg 790w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/arresti-guardia-di-finanza-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/arresti-guardia-di-finanza-457x270.jpg 457w" sizes="(max-width: 719px) 100vw, 719px" /><figcaption>La Legge è uguale per tutti</figcaption></figure>


<p style="text-align: center;">Fonte LACNEWS/Gazzetta del Sud/</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Mario Occhiuto e Martina Hauser</strong>, rispettivamente Sindaco di Cosenza e moglie dell&#8217;ex Ministro Corrado Clini in forze nella qualità di Assessore nel corso della prima sindacatura dell&#8217;Architetto Occhiuto, saranno davanti al Gup del Tribunale di Roma giorno <strong>22 ottobre 2019 alle ore 10,30</strong>, insieme ad altri coinvolti nell&#8217;indagine, gravati dell&#8217;accusa di <strong>Associazione a delinquere con l&#8217;aggravante della transnazionalità.</strong> La loro posizione è legata a una ipotesi corruttiva &#8220;commessa – scriveva il Gip – per incarichi professionali conferiti a vantaggio di Martina Hauser&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Fermo restando la presunzione d&#8217;innocenza fino all&#8217;ultimo grado di giudizio, i fatti sono questi:</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong>Martina Hauser, negli anni scorsi assessore comunale alla sostenibilità ambientale nella giunta guidata a Cosenza da Mario Occhiuto</strong>, sarebbe stata dunque beneficiaria, secondo la ipotesi di accusa dei magistrati emiliani, di incarichi. Vero o falso? Saranno i magistrati a valutarlo. Nell’atto di chiusura delle indagini, firmato ad ottobre scorso dal Pubblico Ministero <strong>Alberto Galanti,</strong> si legge che &#8220;il sindaco di Cosenza, architetto grazie a società a lui riconducibili, ha sviluppato numerosi progetti nella Repubblica popolare cinese finanziati o cofinanziati con fondi provenienti dal ministero dell’Ambiente italiano e, nello specifico, dalla direzione generale già retta da <strong>Corrado Clini</strong>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">La Procura di Roma ha in questi anni d’indagine vagliato tutti i contratti di consulenza e gli incarichi di progettazione affidati dal ministero dell’Ambiente nell’ambito dei rapporti bilaterali internazionali stabiliti con <strong>l’Iraq, la Cina, il Montenegro e il Brasile.</strong> L’inchiesta della magistratura inquirente capitolina si è incrociata con quella della Procura di Ferrara che ha portato, due anni addietro, all’arresto dell’ex ministro Corrado Clini che, per 25 anni, ha svolto il ruolo di dirigente generale del dicastero. E proprio dal contenuto dell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal <strong>gip ferrarese, Piera Tassoni</strong>, si evinceva che Clini era originariamente indagato, oltre che per peculato, anche per corruzione in concorso con <strong>Augusto Calore Pretner</strong>, imprenditore padovano, e <strong>Marco Gonella</strong>, titolare della società <strong>“Med Ingegneria” di Ferrara.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La loro posizione <strong>è legata a una ipotesi corruttiva</strong> &#8220;commessa – scriveva il Gip – per <strong>incarichi professionali conferiti a vantaggio di Martina Hauser&#8221;</strong>. La donna, negli anni scorsi assessore comunale alla sostenibilità ambientale nella <strong>giunta guidata a Cosenza da Mario Occhiuto</strong>, sarebbe stata dunque beneficiaria, secondo la ipotesi di accusa dei magistrati emiliani, di incarichi. A questo punto, se le accuse hanno elementi sufficienti per suffragare un rinvio a giudizio, saranno il Gup di Roma a valutarlo il 22 ottobre 2019.</p>
<p style="text-align: justify;">La<strong> Procura di Roma</strong> ha indagato invece in relazione ad altri interventi su scala estera finanziati dal nostro Paese. L’ipotesi di reato contestata ora con la richiesta di rinvio a giudizio è collegata ad una presunta associazione per delinquere e ad <strong>un monte di investimenti superiore ai 200 milioni di euro.</strong> Il primo cittadino di Cosenza, <strong>Mario Occhiuto</strong>, che ha lavorato a lungo nella Repubblica Popolare Cinese, <strong>si è detto certo di poter dimostrare la propria estraneità </strong>a qualsiasi ipotesi di reato aggiungendo di non aver mai compiuto un atto contrario alle nostre leggi.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutte le persone coinvolte nell’inchiesta che approda adesso davanti al Gup devono essere considerate innocenti sino alla definizione della vicenda.</p>
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<p>L&#8217;inchiesta della Procura di Ferrara è stata successivamente trasferita per competenza a Roma dove i magistrati inquirenti hanno contestato all&#8217;ex ministro la corruzione internazionale. E <strong>nel 2014 per Corrado Clini è stato disposto il giudizio immediato</strong> sulla base degli atti relativi alle <strong>erogazioni da 54 milioni di euro</strong> previsti dal progetto New Eden per la riqualificazione dell’Iraq stanziati dal Governo italiano. Oltre che per Clini, la procura capitolina aveva chiesto il giudizio immediato anche per l’ingegnere padovano <strong>Augusto Calore Pretner,</strong> socio della ferrarese Med Ingegneria, facente parte del consorzio Nature Iraq, destinatario dei 54milioni insieme alla società americana Iraq Foundation. Secondo gli inquirenti, di quei 54 milioni destinati a finanziare il progetto “New Eden”, Clini e Pretner si sarebbero spartiti 3,4 milioni confluiti su conti correnti cifrati alla Ubs di Lugano. Accuse che l&#8217;ex ministro e l&#8217;imprenditore hanno sempre respinto.</p>
<p>LEGGI ANCHE:</p>
<p><a href="https://ilparlamentare.it/2018/10/mario-occhiuto-indagato-per-truffa-falso-e-peculato-dalla-procura-di-cosenza/">https://ilparlamentare.it/2018/10/mario-occhiuto-indagato-per-truffa-falso-e-peculato-dalla-procura-di-cosenza/</a></p>
<p><a href="https://www.quotidianodelsud.it/calabria/cronache/inchieste/2018/10/09/corruzione-riqualificazione-ambientale-indagato-sindaco">https://www.quotidianodelsud.it/calabria/cronache/inchieste/2018/10/09/corruzione-riqualificazione-ambientale-indagato-sindaco</a></p>
<p><a href="https://ilparlamentare.it/2018/10/mario-occhiuto-indagato-con-clini-ed-hauser-dalla-dda-di-roma/">https://ilparlamentare.it/2018/10/mario-occhiuto-indagato-con-clini-ed-hauser-dalla-dda-di-roma/</a></p>
<p><a href="https://www.corrieredellacalabria.it/2020/01/13/associazione-a-delinquere-transnazionale-chiesto-il-processo-per-occhiuto/">https://www.corrieredellacalabria.it/2020/01/13/associazione-a-delinquere-transnazionale-chiesto-il-processo-per-occhiuto/</a> </p>
<p><a href="https://www.lacnews24.it/cronaca/mario-occhiuto-rinviato-a-giudizio_120651/">https://www.lacnews24.it/cronaca/mario-occhiuto-rinviato-a-giudizio_120651/</a></p>
<p> </p>
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<p style="text-align: justify;"> </p>]]></content:encoded>
					
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		<item>
		<title>Lande desolate: chiesto rinvio giudizio per Oliverio, Adamo, Bruno Bossio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[eleonora]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jul 2019 22:08:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dalle Regioni]]></category>
		<category><![CDATA[adamo]]></category>
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					<description><![CDATA[La Procura della Repubblica di Catanzaro ha chiesto il rinvio a giudizio del presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, accusato di abuso d&#8217;ufficio e corruzione. La richiesta riguarda l&#8217;inchiesta &#8220;Lande desolate&#8221; su alcuni appalti gestiti dalla Regione Calabria. Dall&#8217;inchiesta sono emersi presunti illeciti, in particolare, nella gestione da parte della Regione Calabria degli appalti riguardanti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La Procura della Repubblica di Catanzaro ha chiesto il rinvio a giudizio del presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, accusato di abuso d&#8217;ufficio e corruzione. La richiesta riguarda l&#8217;inchiesta &#8220;Lande desolate&#8221; su alcuni appalti gestiti dalla Regione Calabria. Dall&#8217;inchiesta sono emersi presunti illeciti, in particolare, nella gestione da parte della Regione Calabria degli appalti riguardanti l&#8217;avio superficie di Scalea, l&#8217;ovovia di Lorica e il rifacimento di Piazza Bilotti, l&#8217;unica delle tre opere pubbliche che é stata portata a termine.</p>
<p><figure id="attachment_14265" aria-describedby="caption-attachment-14265" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/adamooliveriobossio.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-14265" alt="Da SX Nicola Adamo, il Presidente Mario Oliverio e l'on. Enza Bruno Bossio" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/adamooliveriobossio.jpg" width="1000" height="600" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/adamooliveriobossio.jpg 1000w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/adamooliveriobossio-300x180.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/adamooliveriobossio-450x270.jpg 450w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a><figcaption id="caption-attachment-14265" class="wp-caption-text">Da SX Nicola Adamo, il Presidente Mario Oliverio e l&#8217;on. Enza Bruno Bossio</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;inchiesta, nel dicembre 2018, aveva portato all&#8217;emissione a carico di Oliverio di un provvedimento di obbligo di dimora a San Giovanni in Fiore, dove risiede, poi revocato dalla Corte di cassazione. Il rinvio a giudizio é stato chiesto anche per l&#8217;ex vicepresidente della Regione Calabria, Nicola Adamo, e per la moglie di quest&#8217;ultimo, Enza Bruno Bossio, deputata del Pd, accusati di corruzione. L&#8217;udienza preliminare é stata fissata per il 17 ottobre.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Espresso: Zingaretti indagato per finanziamento illecito</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Mar 2019 13:17:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Top News]]></category>
		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[finanziamentoo illecito]]></category>
		<category><![CDATA[Nicola Zingaretti]]></category>
		<category><![CDATA[PD]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
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					<description><![CDATA[Nicola Zingaretti sarebbe indagato dalle procure di Roma e Messina per finanziamento illecito, come riporta il settimanale L&#8217;espresso on line. E&#8217; quanto risulta dalle dichiarazioni fatte dagli avvocati siciliani Piero Amara e Giuseppe Calafiore, arrestati nel febbraio 2018 per corruzione in atti giudiziari e che un mese fa hanno patteggiato 3 e 2,9 anni a testa. L&#8217;Espresso [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_14033" aria-describedby="caption-attachment-14033" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Nicola-Zingaretti.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-14033" alt="Nicola Zingaretti" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Nicola-Zingaretti.jpg" width="1000" height="675" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Nicola-Zingaretti.jpg 1000w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Nicola-Zingaretti-300x202.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Nicola-Zingaretti-400x270.jpg 400w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a><figcaption id="caption-attachment-14033" class="wp-caption-text">Nicola Zingaretti</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nicola Zingaretti</strong> sarebbe indagato dalle <strong>procure di Roma e Messina</strong> per <strong>finanziamento illecito</strong>, come riporta il settimanale <strong>L&#8217;espresso on line</strong>. E&#8217; quanto risulta dalle dichiarazioni fatte dagli avvocati siciliani <strong>Piero Amara e Giuseppe Calafiore,</strong> arrestati nel febbraio 2018 per <strong>corruzione in atti giudiziari</strong> e che un mese fa hanno patteggiato <strong>3 e 2,9 anni a testa</strong>. L&#8217;Espresso ha letto gli interrogatori inediti dei due legali in cui descrivono ai pm il loro modus operandi, facendo nomi e circostanze di altri big della magistratura e della politica. Sott&#8217;inchiesta ci sarebbe anche Silvio Berlusconi, per corruzione in atti giudiziari su una sentenza dei giudici del Consiglio di Stato che, secondo l&#8217;accusa, gli consentì di non cedere parte del pacchetto azionario di Mediolanum, come aveva invece stabilito la Banca d&#8217;Italia.</p>
<p><strong>Per quanto riguarda Zingaretti</strong> l&#8217;inchiesta è portata avanti dal procuratore aggiunto Paolo Ielo e dal pm Stefano Fava e prende spunto dalle dichiarazioni di Calafiore. Il governatore è stato citato dal socio di Amara in un interrogatorio dello scorso luglio, su alcune domande dei pm su Fabrizio Centofanti, ex capo delle relazioni istituzionali di Francesco Bellavista Caltagirone che, diventato imprenditore, era in affari con lo Amara e in buoni rapporti con Zingaretti. Inoltre, era sicuro di non essere arrestato grazie a erogazioni fatte per favorire l&#8217;attività politica di Zingaretti. Come risulta dai verbali, i pm chiedono a Calafiore se si tratti di erogazioni lecite e l&#8217;avvocato risponde: Assolutamente no, per quanto egli mi diceva. Non so con chi trattava tali erogazioni. Lui mi parlava solo di erogazioni verso Zingaretti. Mi disse che non aveva problemi sulla Regione Lazio perché Zingaretti era a sua disposizione. Me lo ha detto più volte, prima della perquisizione. Finora prove di presunte erogazioni non sono state trovate.</p>
<p>&#8220;In merito all&#8217;articolo dell&#8217;Espresso sulla mia iscrizione nel registro degli indagati della Procura di Roma per un presunto finanziamento illecito, voglio affermare di essere estremamente tranquillo perché forte della certezza della mia totale estraneità ai fatti che, peraltro, sono stati riferiti come meri pettegolezzi &#8216;de relato&#8217; e senza alcun riscontro, come affermato dallo stesso articolo del settimanale&#8221;, afferma <strong>Nicola Zingaretti</strong>, che esprime fiducia nella giustizia e <strong>non si farà &#8220;intimidire dalle bassezze del M5S&#8221;.  Fonte l&#8217;Espresso &#8211; ANSA</strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Calabria, corrotti temono &#8220;mega blitz giudiziario&#8221;. La politica trema</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Jan 2019 22:07:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[lande desolate]]></category>
		<category><![CDATA[Magistratura]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;inchiesta &#8220;Lande Desolate&#8221; della DDA di Catanzaro coordinata dal Procuratore della Repubblica Nicola Gratteri, ha disorientato i sistemi di potere in Calabria. Siano ad un istante prima che al Presidente della Regione Calabria Gerardo Mario Oliverio (PD) si notificasse l&#8217;ordine di obbligo di residenza nel suo paese d&#8217;origine, nessuno, ma per davvero nessuno, avrebbe potuto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_13907" aria-describedby="caption-attachment-13907" style="width: 900px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/la-giustizia1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-13907" alt="La Giustizia" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/la-giustizia1.jpg" width="900" height="492" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/la-giustizia1.jpg 900w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/la-giustizia1-300x164.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/la-giustizia1-480x262.jpg 480w" sizes="auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px" /></a><figcaption id="caption-attachment-13907" class="wp-caption-text">La Giustizia</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;inchiesta <strong>&#8220;Lande Desolate&#8221;</strong> della DDA di Catanzaro coordinata dal <strong>Procuratore della Repubblica Nicola Gratteri</strong>, ha disorientato i sistemi di potere in Calabria. Siano ad un istante prima che al Presidente della Regione Calabria <strong>Gerardo Mario Oliverio</strong> (PD) si notificasse l&#8217;ordine di obbligo di residenza nel suo paese d&#8217;origine, nessuno, ma per davvero nessuno, avrebbe potuto immaginare che ciò accadesse ad uno degli uomini considerati più influenti. Eppure, è accaduto.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora, a tremare per davvero, è tutto il mondo della politica regionale e non solo della sinistra perché, si sa, la corruzione politica in Calabria scorre nel fiume sotterraneo dei fondi pubblici dove tutti attingono: politici, massoneria deviata e &#8216;ndranghetisti che oggi potrebbero pagare il conto chiamato da diverse procure calabresi e non solo. <strong>Il Civismo, quello vero, è allertato</strong> e pronto a colmare il vuoto strategico che potrebbe creare un massivo arresto di politici, dirigenti e funzionari a vari livelli. Insomma, si parla di un possibile riscatto morale della Calabria dalla corruzione che in un paio di anni potrebbe portare a numerose centinaia di arresti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ecco cosa riporta il Giornalista Pasquale Motta di <a href="https://lacnews24.it/politica/2019-terrore-politici-calabria-aleggia-spettro-mega-blitz-giudiziario_72941/?fbclid=IwAR1qZxuRTJN9XowHY60JAUfFFvN4GQagWvkpzmef8BBQzu2BWSXlFjtmRaQ" target="_blank">LaC NEWS24.it</a></strong></p>
<p><figure id="attachment_13906" aria-describedby="caption-attachment-13906" style="width: 270px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/pasquale-motta.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-13906" alt="Il Giornalista Pasquale Motta" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/pasquale-motta-270x270.jpg" width="270" height="270" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/pasquale-motta-270x270.jpg 270w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/pasquale-motta-150x150.jpg 150w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/pasquale-motta-300x300.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/pasquale-motta-50x50.jpg 50w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/pasquale-motta.jpg 312w" sizes="auto, (max-width: 270px) 100vw, 270px" /></a><figcaption id="caption-attachment-13906" class="wp-caption-text">Il Giornalista Pasquale Motta</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Nei luoghi della politica calabrese, nei palazzi del potere, nei corridoi delle sedi legislative non si parla d’altro. Un Big bang delle inchieste, la madre di tutte le indagini a firma delle Procure più pesanti della regione potrebbe abbattersi sulla politica e cambiare radicalmente il quadro politico regionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Mutuando una frase storica dei tempi del Manifesto comunista, potremmo dire che “uno spettro si aggira sulla politica in Calabria: lo spettro del mega blitz giudiziario”. Un Big bang delle inchieste, la madre di tutte le indagini a firma delle Procure più pesanti della regione. Contro lo spettro del comunismo in Europa si erano coalizzati, “il papa e lo zar, Metternich e Guizot, radicali francesi e poliziotti tedeschi”(…) in questo caso, invece, la politica calabrese, reagisce con la paura, con l’ansia, con le strette di spalle, con il silenzio.</p>
<p style="text-align: justify;">Il timore è sussurrato dietro una finta calma apparente. E tuttavia, nei luoghi della politica calabrese, nei palazzi del potere, nei corridoi delle sedi legislative non si parla d’altro. I big ti avvicinano sottovoce per chiederti se hai sentito dire che da un momento all’altro una raffica di arresti potrebbe colpire pesantemente la politica e la Pubblica Amministrazione, i comuni. Una situazione nella quale, spesso, i cronisti vengono intervistati, invece di intervistare, nella speranza che possano fornire smentite o conferme alla sensazione che si respira. Quello che si percepisce chiaramente, è la manifestazione di uno stato di angoscia, soprattutto, in alcuni potenti calabresi, i quali, sembrano degli zombi nell’affannosa ricerca di una rassicurazione, magari propedeutica al training autogeno assistito.</p>
<div id="videoincontent" style="text-align: justify;">“Si dice che siano 204 i provvedimenti già firmati – afferma qualcuno &#8211; no no, sono oltre 350” – rettifica qualcun altro &#8211; “ma sai se riguardano la regione? –chiede preoccupato qualche altro papavero del potere &#8211; “da quanto ne so la prossima retata riguarda <a href="https://lacnews24.it/edizioni-locali/cosenza/">Cosenza</a>” – risponde, invece, chi vuole dare l’impressione di avere notizie più fresche -. Queste sono alcuni dei ragionamenti nei quali ti imbatti nei luoghi bazzicati dalla politica o nelle sagrestie dei santuari del potere in salsa calabra. E, tali ragionamenti non è raro sentirli anche oltre Regione, nel transatlantico di Montecitorio, nel quale si sostiene che in Calabria qualcosa di “tragico” possa azzerare gli equilibri tradizionali della politica regionale.</div>
<p style="text-align: justify;">Sono in molti a chiedersi se lo stato di ansia che si è diffuso nel mondo della politica abbia qualche fondamento, oppure, è il frutto della fantasia spinta di chi tenta di tenere in fibrillazione la fase politica. I riflettori sono tutti puntati sul Super Procuratore della Calabria: Nicola Gratteri. Politici, imprenditori, giornalisti, da tempo, ormai, non si limitano solo a registrare le esternazioni del Magistrato, ma ne analizzano anche le sillabe, nella speranza di trovare qualche conferma alle voci che circolano costantemente. Interpretare cosa si nasconda tra le righe delle affermazioni di Gratteri, sembra ormai diventato lo sport nazionale. E da questo punto di vista, Gratteri non delude, anche perché, tra la presentazione di un libro e le conferenze stampa di rito, le esternazioni del Procuratore non mancano mai. Occasioni ghiotte, soprattutto per quei retroscenisti che di mestiere godono nel vedere i politici e gli uomini di potere di questa regione affogare nell’angoscia di essere travolti in scenari catastrofici.</p>
<p>Il procuratore di <a href="https://lacnews24.it/edizioni-locali/catanzaro/">Catanzaro</a>, tra l’altro, non ha mai nascosto l’obiettivo e l’esigenza di un repulisti generale in Calabria per contrastare la corruzione, il voto di scambio, le infiltrazioni della criminalità organizzata nelle istituzioni. Da questo punto di vista, è nota la sua affermazione di sentirsi in guerra sul fronte del contrasto alla ndrangheta e il malaffare. Uno tale contesto dunque, alimenta e conferma le paure di coloro che sono convinti che una bomba giudiziaria di proporzioni storiche stia per abbattersi trasversalmente sulla classe politica e sulla burocrazia calabrese. La bomba giudiziaria, almeno secondo il pourparler, non dovrebbe risparmiare nessuno e potrebbe colpire anche alcuni grossi enti locali della regione. Un mega blitz destinato a stravolgere radicalmente lo scenario politico calabrese.</p>
<p>E, infatti, l’aria che si respira è pesante e rende precarie anche scelte che sembrano assodate. E d’altronde, la grana caduta tra capo e collo su Oliverio e il suo entourage, ha prodotto e alimentato ancor di più uno stato di inquietudine e di tensione che si taglia con il coltello. Un mese fa, Oliverio e Adamo, sventolando la richiesta di decine di sindaci calabresi annunciavano al “mondo” la ricandidatura del Governatore: in pochi giorni è cambiato tutto, non solo quella ipotesi è sempre più lontana, ma è a rischio anche la possibilità di arrivare a fine legislatura.</p>
<p style="text-align: justify;">Leggi l&#8217;articolo intero <a href="https://lacnews24.it/politica/2019-terrore-politici-calabria-aleggia-spettro-mega-blitz-giudiziario_72941/?fbclid=IwAR1qZxuRTJN9XowHY60JAUfFFvN4GQagWvkpzmef8BBQzu2BWSXlFjtmRaQ" target="_blank">CLICCA QUI</a></p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Mario Occhiuto ha tradito la fiducia dei cittadini. Ne parla il Movimento NOI</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Oct 2018 17:22:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#8217;indagine della DDA di Roma a carico di Corrado Clini e Martina Hauser, ha coinvolto anche il Sindaco di Cosenza Mario Occhiuto. Lo scandalo, inevitabilmente giunto in Calabria, ha suscitato molto clamore, in maniera particolare a Cosenza, Città nella quale l&#8217;Architetto Occhiuto indossa da oltre sette anni la fascia tricolore del primo Cittadino. La notizia [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_13736" aria-describedby="caption-attachment-13736" style="width: 900px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario-occhiuto-sindaco-cosenza2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-13736" alt="mario occhiuto, corrado clini, margherita hauser" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario-occhiuto-sindaco-cosenza2.jpg" width="900" height="623" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario-occhiuto-sindaco-cosenza2.jpg 900w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario-occhiuto-sindaco-cosenza2-300x207.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario-occhiuto-sindaco-cosenza2-390x270.jpg 390w" sizes="auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px" /></a><figcaption id="caption-attachment-13736" class="wp-caption-text">Arch. Mario Occhiuto &#8211; Sindaco di Cosenza</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;indagine della <strong>DDA di Roma</strong> a carico di <strong>Corrado Clini e Martina Hauser,</strong> ha coinvolto anche il <strong>Sindaco di Cosenza Mario Occhiuto.</strong> Lo scandalo, inevitabilmente giunto in Calabria, ha suscitato molto clamore, in maniera particolare a Cosenza, Città nella quale l&#8217;Architetto Occhiuto indossa da oltre sette anni la fascia tricolore del primo Cittadino. La notizia è giunta in Città come una cannonata. Il Sindaco accusa e grida al complotto, ma il giornalista <strong>Fabio Buonofiglio</strong> che ha lanciato la notizia, fa notare che il suo giornale non è solito parlare né di Cosenza, tanto meno del suo Sindaco il quale, per minimizzare, replica affermando che si tratta di una notizia vecchia, risalente all&#8217;estate 2018. La questione è seria, anche a giudicare dalla ricostruzione del grande business che il programma <strong>Report</strong> fece e dalla quale parte l&#8217;inchiesta. L&#8217;avvocato<strong> Carratelli,</strong> intanto, legale del Sindaco di Cosenza, annuncia che il suo cliente <strong>Mario Occhiuto</strong> ha chiesto alla DDA della Capitale di ascoltato. Fermo rimanendo la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio, i cittadini di Cosenza si dicono disorientati. A spiegare il perché è il Movimento cattolico NOI sul suo magazine on line <a href="http://www.noimagazine.it" target="_blank">www.noimagazine.it</a>, dal quale attingiamo.</p>
<p><figure id="attachment_13737" aria-describedby="caption-attachment-13737" style="width: 900px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario-occhiuto-corrado-clini-margherita-hauser-cosenza.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-13737" alt="mario-occhiuto-corrado-clini-margherita-hauser-cosenza" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario-occhiuto-corrado-clini-margherita-hauser-cosenza.jpg" width="900" height="672" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario-occhiuto-corrado-clini-margherita-hauser-cosenza.jpg 900w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario-occhiuto-corrado-clini-margherita-hauser-cosenza-300x224.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario-occhiuto-corrado-clini-margherita-hauser-cosenza-361x270.jpg 361w" sizes="auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px" /></a><figcaption id="caption-attachment-13737" class="wp-caption-text">L&#8217;ex Ministro Corrado Clini con Margherita Hauser, Mario Occhiuto e componenti della Giunta di Cosenza</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">MARIO OCCHIUTO INDAGATO DALLA DDA DI ROMA<br />
&#8220;La gravità dello scandalo che vede indagato il <strong>Sindaco di Cosenza Mario Occhiuto </strong>dalla <strong>DDA di Roma</strong> per associazione a delinquere transnazionale, nell&#8217;ambito dell&#8217;indagine che coinvolge l&#8217;<strong>ex Ministro all&#8217;Ambiente Corrado Clini</strong> e la compagna <strong>Martina Hauser</strong> &#8211; per il <a href="http://www.movimentonoi.it" target="_blank">Movimento cattolico NOI</a><b> &#8211; </b>non risiede nell’avere ricevuto un avviso di garanzia, ma nell’averlo nascosto per mesi ai suoi concittadini. Agli stessi ai quali ha chiesto fiducia, che lo hanno votato ed eletto Sindaco. Da questa vicenda emergono aspetti assai inquietanti. Il <a title="Movimento cattolico NOI" href="http://www.movimentonoi.it" target="_blank">Movimento NOI</a>, però, non intende entrare nei fatti di Giustizia ma fare una riflessione sul piano etico. Crediamo, infatti, che <b>un Amministratore pubblico deve ai propri concittadini lealtà,</b> <b>trasparenza</b> e <b>rispetto</b>. Il Sindaco della Città, deve dimostrare di essere in tutto e per tutto, un modello esemplare da seguire, facendo propri i criteri di legalità e di buona gestione della cosa pubblica.</p>
<p style="text-align: justify;">A COSENZA SI RIVELA UNA CLASSE POLITICA INVOLUTIVA E LONTANA DAI CITTADINI<br />
Se è vero come è vero, come da lui stesso dichiarato, che <strong>è stata notificata la chiusura delle indagini</strong> non più tardi di questa estate attraverso la notifica di un avviso di garanzia, Il Sindaco <b>Mario Occhiuto avrebbe dovuto renderlo noto ai suoi concittadini.</b> Il non avere optato per questa scelta di trasparenza e onestà politica, è cosa inconcepibile, pericolosa e non accettabile, neanche da <strong>garantisti convinti</strong> come gli iscritti al Movimento NOI.</p>
<p style="text-align: justify;">MARIO OCCHIUTO E&#8217; SOLO VITTIMA DI SE STESSO E DELLA SUE SCELTE NON PIU&#8217; CONDIVISE DA CHI LO HA ELETTO<br />
Ci colpisce, inoltre, da parte del Sindaco di Cosenza, il dovere creare sempre l’idea di essere vittima innocente e immacolata di complotti di nemici che, dietro l’angolo pilotano e caldeggiano azioni giudiziarie, giungendo a lamentare “i tempi” dell’uscita della notizia, che tenterebbe di arrestare la sua carriera politica. <strong>Il Sindaco di Cosenza</strong> &#8211; continua il Movimento NOI &#8211; <strong>è solo vittima di se stesso e della sua scelte politiche</strong>. Oggi, è lecito chiedersi di quanti altri provvedimenti del genere è stato oggetto di notifica negli anni del suo governo. Avvertiamo nell’aria smarrimento tra la gente per notizie che arrivano da più parti e che descrivono l’amministrazione della cosa pubblica in generale, come luogo di corruzione e di condotte sporche da parte di politici e funzionari che, piuttosto, dovrebbero espletare i propri compiti all’insegna dell’assoluta limpidezza.</p>
<p style="text-align: justify;">Da laici e cattolici impegnati in politica ci duole, soprattutto a pochi giorni dalla canonizzazione di <b>Paolo VI</b> che intendeva <b>la politica </b>come<b> “la più alta forma di carità”, </b>apprendere tali notizie<b>.</b> Quella di Mario Occhiuto, partita bene, è oggi una brutta pagina di amministrazione. La gestione dell’<b>Ex Hotel Jolly</b> su cui gravano pesanti esposti, <b>la Metro, l’Ospedale, le incompiute, le discariche, la cementificazione massiva, l’inquinamento da caos autoveicolare, sono solo la punta dell’iceberg&#8221;.</b></p>
<p style="text-align: justify;">Leggi anche:</p>
<p style="text-align: justify;">
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="Ij5Fuk5UbY"><p><a href="http://noimagazine.it/2018/10/noi-su-inizio-lavori-hotel-jolly-cosenza-chi-sapeva-hanno-denunciato/">“NOI” su inizio lavori Hotel Jolly Cosenza. Chi sapeva? Hanno denunciato?</a></p></blockquote>
<p><iframe loading="lazy" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;“NOI” su inizio lavori Hotel Jolly Cosenza. Chi sapeva? Hanno denunciato?&#8221; &#8212; NOI Magazine - Movimento NOI - Free Press" src="http://noimagazine.it/2018/10/noi-su-inizio-lavori-hotel-jolly-cosenza-chi-sapeva-hanno-denunciato/embed/#?secret=Ij5Fuk5UbY" data-secret="Ij5Fuk5UbY" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
<p style="text-align: justify;">
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="jcau42RsWc"><p><a href="http://noimagazine.it/2018/09/ex-hotel-jolly-movimento-noi-presenta-esposto-in-procura/">Ex Hotel Jolly: Movimento NOI presenta esposto in Procura</a></p></blockquote>
<p><iframe loading="lazy" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Ex Hotel Jolly: Movimento NOI presenta esposto in Procura&#8221; &#8212; NOI Magazine - Movimento NOI - Free Press" src="http://noimagazine.it/2018/09/ex-hotel-jolly-movimento-noi-presenta-esposto-in-procura/embed/#?secret=jcau42RsWc" data-secret="jcau42RsWc" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
<p style="text-align: justify;">
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="hlJf6r4lgO"><p><a href="http://noimagazine.it/2018/10/associazione-a-delinquere-transnazionale-mario-occhiuto-nei-guai/">Associazione a delinquere transnazionale: Mario Occhiuto nei guai.</a></p></blockquote>
<p><iframe loading="lazy" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Associazione a delinquere transnazionale: Mario Occhiuto nei guai.&#8221; &#8212; NOI Magazine - Movimento NOI - Free Press" src="http://noimagazine.it/2018/10/associazione-a-delinquere-transnazionale-mario-occhiuto-nei-guai/embed/#?secret=hlJf6r4lgO" data-secret="hlJf6r4lgO" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
<p style="text-align: justify;"><b> </b></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Don Ennio Stamile, Libera: a Corruzione opporre classe politica sana</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2017/05/don-ennio-stamile-libera-a-corruzione-opporre-classe-politica-sana/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 May 2017 20:43:01 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[voto di scambio]]></category>
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					<description><![CDATA[a cura di Don Ennio Stamile/ Non mi sono meravigliato più di tanto nel leggere le statistiche sul fenomeno della corruzione divulgate qualche giorno fa dalla &#8220;Ey Fraud Survey&#8221; in un rapporto biennale curato da Ernest &#38; Young, una delle quattro società di revisione contabile e consulenza a livello mondiale. Lo studio, che si concentra [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_11509" aria-describedby="caption-attachment-11509" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/don-ennio-stamile1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-11509" alt="Don Ennio Stamile" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/don-ennio-stamile1.jpg" width="800" height="531" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/don-ennio-stamile1.jpg 800w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/don-ennio-stamile1-300x199.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/don-ennio-stamile1-406x270.jpg 406w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><figcaption id="caption-attachment-11509" class="wp-caption-text">Don Ennio Stamile &#8211; Referente di &#8220;Libera Calabria&#8221;</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: center;">a cura di <strong>Don Ennio Stamile</strong>/</p>
<p style="text-align: justify;">Non mi sono meravigliato più di tanto nel leggere le statistiche sul <strong>fenomeno della corruzione</strong> divulgate qualche giorno fa dalla &#8220;<em>Ey Fraud Survey</em>&#8221; in un rapporto biennale curato da <strong>Ernest &amp; Young</strong>, una delle quattro società di revisione contabile e consulenza a livello mondiale. Lo studio, che si concentra sull&#8217;attività di imprese private operanti in 41 Paesi, pone, tra l&#8217;altro, l&#8217;attenzione sull&#8217;importanza dell&#8217;anticorruzione nelle aziende, essendo organizzazioni composte da uomini, è indispensabile  inserire al loro interno una scala di valori. In questi ultimi anni le grandi multinazionali e gran parte delle imprese, danno molta importanza, come è giusto che sia, alla responsabilità sociale ed ambientale per non arrecare danni all&#8217;ambiente in cui viene svolta l&#8217;attività. Al di là delle interessanti annotazioni circa il futuro delle aziende soprattuto dopo l&#8217;elezione di <strong>Trump</strong> che rappresenta un motivo di incertezza ed al contempo di sfida per chi vuole fare business, ciò che come dicevo all&#8217;inizio non mi ha sorpreso è conoscere cosa ne pensano i giovani dai 25 ai 34 anni di età riguardo al fenomeno della corruzione. Ebbene, il 73% di essi ritiene plausibile o quantomeno giustificabile ricorrere alla corruzione per far carriera sia dentro che fuori dalle stesse imprese. Insomma, la cosiddetta <strong>generazione Y o Millenials</strong>, non solo guarda con tolleranza alle operazioni  poco corrette delle proprie aziende, ma il 68% è convinto che il management sia disposto a porre in essere comportamenti poco etici pur di fare business. Non a caso il 25 % dei giovani sarebbe disposto a pagare bustarelle pur di far mantenere in vita un&#8217;attività di impresa. Se tutto ciò accade nel mondo delle imprese figuriamoci in quello della politica!</p>
<p style="text-align: justify;">Sebbene dal 2012, anno in cui finalmente venne varata la legge anticorruzione, l&#8217;Italia abbia guadagnato ben 12 posizioni nella classifica delle percezione della corruzione raggiungendo il 60esimo posto a livello mondiale, si piazza al terzultimo posto in Europa per l&#8217;indice di corruzione percepita. Davanti a noi solo Grecia e Bulgaria. Che dire poi circa i dati forniti da tre economisti italiani (<strong>Oriana Bandiera, Tommaso Valletti, Andrea Prat</strong>) pubblicato sull&#8217;American economic review, secondo il quale in Italia su 100 euro di sprechi, 83 sono dovuti ad inefficienza, 17 alla corruzione. Giustamente, G. Galeazzo ed I. Lombardo ritengono che &#8220;<em>tale criterio di calcolo potrebbe essere la base sistematica per valutare il peso dei danni subiti dalla pubblica amministrazione se solo il Governo istituisse un gruppo di lavoro incaricato di replicare lo schema</em>&#8220;. Ma sappiamo bene che in Italia si pensa ad altro! Sarebbe interessante a questo punto leggere i programmi elettorali delle liste che concorrono al rinnovo dei consigli comunali di 83 comuni sparsi per la Calabria, cinque di essi (Catanzaro, Acri, Gioia Tauro, Palmi e Paola) sopra i 15.000 abitanti. Quale attenzione è stata data a temi come la lotta alla corruzione, alla trasparenza, ai beni confiscati, all&#8217;impegno di costituirsi parte civile nei processi contro le &#8216;ndrine? Con quale impiego di risorse, obbiettivi e verifiche periodiche? Questi ed altri come sappiamo, sono ambiti che vedono impegnate diverse realtà in Italia tra cui <strong>Libera</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il coordinamento provinciale di Catanzaro, consapevole che l&#8217;ente comunale è uno degli organi amministrativi più a rischio di infiltrazioni mafiose e di corruzione, ma contemporaneamente rappresenta il primo e fondamentale baluardo per tener fuori dalle logiche amministrative, corrotti, corruttori e collusi, ha diramato una nota stampa prima che iniziasse la campagna elettorale nella quale &#8220;<em>vengono auspicate candidature di manifesta integrità e senza macchia</em>&#8220;. &#8220;<em>In particolare</em> &#8211; continua la nota  &#8211; <em>chiediamo sin da subito che tutte le forze politiche, qualunque sia il loro colore, scelgano al loro interno candidati di specchiata integrità e moralità, a partire dai candidati a sindaco, degni di rappresentarci e decidere per tutti noi in rispetto dell’articolo 54 della Costituzione</em>”. Se è sacrosanta la presunzione di innocenza, &#8220;<em>Libera Catanzaro auspica che la città non debba confrontarsi con quei candidati che hanno condanne, o procedimenti giudiziari in corso per reati di particolare rilevanza sociale vista la funzione pubblica da esercitare, oltre che per mafia e corruzione. Chiediamo poi che le forze politiche, fin da questa fase, considerino l’apertura alla società civile e il ruolo della cittadinanza attiva come una opportunità irrinunciabile</em>&#8220;. Sappiamo quanto sia difficile, soprattutto per i partiti tradizionali, rinunciare a certe logiche di appartenenza, a pacchetti di voti magari facendo passare anche il nuovo come ciò che tale non è o lo è solo anagraficamente. Perché quel candidato, ancorché giovane, si è costruito, o si sta costruendo &#8211; con la vergognosa complicità di chi ha responsabilità direttive in quel determinato partito, o politico-amministrative nella compagine regionale &#8211; un futuro politico sulla base di famiglie con pacchetti di voti ben consolidati nel corso degli anni, frutto di collusioni, corruzioni, comparaggi, appartenenze o semplici prestazioni sanitarie e/o servizi pubblici elargiti a mo&#8217; di favore personale. Insomma il famigerato odioso, disdicevole e disonorevole, voto di scambio.</p>
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		<title>Denis Verdini condannato a 9 anni per il crac del Credito Cooperativo Fiorentino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Mar 2017 17:19:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[ala]]></category>
		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Denis Verdini]]></category>
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		<category><![CDATA[politica italiana]]></category>
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					<description><![CDATA[Redazione de ILPARLAMENTARE.IT/ Interdizione perpetua dai pubblici uffici per il senatore di Ala Denis Verdini condannato a nove anni di reclusione. Questa la pena in primo grado decisa dal collegio del tribunale di Firenze presieduto dal giudice Mario Profeta al processo per il crac del Credito Cooperativo Fiorentino. Per il senatore di Ala i pm Luca [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_11926" aria-describedby="caption-attachment-11926" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/denis-verdini.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-11926" alt="Denis Verdini" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/denis-verdini.jpg" width="800" height="544" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/denis-verdini.jpg 800w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/denis-verdini-300x204.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/denis-verdini-397x270.jpg 397w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><figcaption id="caption-attachment-11926" class="wp-caption-text">Denis Verdini</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: center;">Redazione de ILPARLAMENTARE.IT/</p>
<p style="text-align: justify;">Interdizione perpetua dai pubblici uffici per il senatore di Ala<strong><strong> Denis Verdini</strong></strong> condannato a <strong>nove anni di reclusione</strong>. Questa la pena in primo grado decisa dal collegio del tribunale di Firenze presieduto dal giudice<strong> Mario Profeta</strong> al processo <strong>per il crac del Credito Cooperativo Fiorentino</strong>. Per il senatore di Ala i pm <strong>Luca Turco e Giuseppina Mion</strong>e avevano chiesto 11 anni. Interdizione perpetua anche per Riccardo Fusi, Roberto Bartolomei.</p>
<p style="text-align: justify;">Per i giudici di Firenze, il senatore di Ala, Denis Verdini, aveva nascosto al Credito Cooperativo Fiorentino, mentre ne era presidente, un debito di 2,6 milioni nei confronti della Società Toscana di Edizioni, “unitamente a Massimo Parisi”. Per i pm, “l’istituto di credito, in carenza di informazioni complete, erogava finanziamenti” alla società che rimaneva così insolvente. Verdini era amministratore della società con la quale era pubblicato il Giornale della Toscana. Verdini è stato complessivamente condannato a nove anni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Non è finita &#8211; </strong>ha commentato<strong> Ester Molinaro, legale di Denis Verdiniri. </strong>Rispettiamo la sentenza ma siamo pronti a combattere e attendiamo le motivazioni per andare in appello&#8221;. &#8220;Per ora &#8211; ha aggiunto Molinaro commentando la condanna &#8211; abbiamo dimostrato che non esiste alcuna associazione tra Verdini e i suoi presunti sodali, in appello dimostreremo che non sussistono neppure le altre accuse&#8221;. Fonte ANSA</p>
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		<title>Mafia in Calabria: avviso di garanzia ad Orlandino Greco il capogruppo della lista &#8220;Oliverio Presidente&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Oct 2015 20:48:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Top News]]></category>
		<category><![CDATA[Antimafia]]></category>
		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
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		<category><![CDATA[movimento 5 stelle]]></category>
		<category><![CDATA[orlandino greco]]></category>
		<category><![CDATA[voto di scambio]]></category>
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					<description><![CDATA[Calabria &#8211; Fioccano gli avvisi di garanzia in Calabria a cura del&#160;Pubblico Ministero&#160;Pierpaolo Bruni&#160;della Distrettuale Antimafia di Catanzaro. Il pentitismo in modo particolare sembra essere una soluzione per delinquenti di ogni ordine e grado appartenenti ad organizzazioni criminali alla ricerca di una nuova forma di protagonismo etico capace di contemplare un ritorno alla normalità e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_9054" aria-describedby="caption-attachment-9054" style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a hr="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/orlandino-greco.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-9054" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/orlandino-greco.jpg" alt="orlandino-greco-italia del meridione" width="790" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/orlandino-greco.jpg 790w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/orlandino-greco-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/orlandino-greco-457x270.jpg 457w" sizes="auto, (max-width: 790px) 100vw, 790px" /></a><figcaption id="caption-attachment-9054" class="wp-caption-text">Orlandino Greco &#8211; Leader di &#8220;Italia del Meridione&#8221; raggiunto da avviso di garanzia dalla Procura Distrettuale Antimafia di Catanzaro</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Calabria &#8211; Fioccano gli avvisi di garanzia in Calabria a cura del&nbsp;Pubblico Ministero&nbsp;<strong>Pierpaolo Bruni&nbsp;</strong>della <strong>Distrettuale Antimafia di Catanzaro</strong>. Il pentitismo in modo particolare sembra essere una soluzione per delinquenti di ogni ordine e grado appartenenti ad organizzazioni criminali alla ricerca di una nuova forma di protagonismo etico capace di contemplare un ritorno alla normalità e un riscatto verso la società civile.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma come fa il pentito di mafia a riscattare la propria immagine? Deve diventare buono. Ma come diventa buono un pentito che fino a ieri è stato cattivo? Facendo il nome di tutti i cattivi come lui che hanno tratto benefici dalla sua attività criminale o che l&#8217;hanno condivisa clandestinamente. Grave, anzi gravissimo, quando si tratta di Politici che traggono vantaggio dalla loro collusione con esponenti della criminalità organizzata. Seguiremo gli sviluppi di questa indagine che sembra destinata ad allargarsi. Il Movimento 5 Stelle in Calabria, intanto, si dichiara pronto a governare la Regione Calabria che a parere dei pentastellati non avrebbe più i numeri, i visti i numerosi atti giudiziari diretti al Pd e l’imminente giudizio della Consulta sulla legge elettorale calabrese.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ORLANDINO GRECO: AVVISO DI GARANZIA DALLA DISTRETTUALE ANTIMAFIA DI CATANZARO</strong><br />
Ha ricevuto un avviso di garanzia per <strong>voto di scambio politico-mafioso Orlandino Greco</strong>, capogruppo della lista &#8220;<strong>Oliverio presidente&#8221;</strong>. L&#8217;atto, firmato dal Pubblico Ministero <strong>Pierpaolo Bruni</strong>, gli è stato notificato nei giorni scorsi dai carabinieri su mandato della <strong>Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A FERRAGOSTO LE PRIME NOTIZIE APPARSE SU IL CORRIERE DELLA CALABRIA</strong><br />
La prima avvisaglia per <strong>Orlandino Greco</strong> si fece sentire proprio nel giorno di Ferragosto, nel cuore della calda estate calabrese quando il &#8220;<strong>Corriere della Calabria</strong>&#8221; (<a ef="http://www.corrieredellacalabria.it" target="_blank" rel="noopener noreferrer">www.corrieredellacalabria.it</a>) pubblicò le prime indiscrezioni a cura dei <strong>pentiti di mafia contro Orlandino Greco</strong>. Pentiti che stavano collaborando con la Distrettuale Antimafia di Catanzaro. Oggi l&#8217;avviso di garanzia ad <strong>Orlandino Greco</strong> e gli interrogatori disposti dalla magistratura antimafia. Ciò, evidentemente, significa che ai dubbi stanno seguendo le certezze: la Procura antimafia sta procedendo in una indagine che se dovesse confermare le dichiarazioni dei pentiti avrebbe anche serie ricadute sul governo regionale della Calabria. <strong>Orlandino Greco già Sindaco della Città di Castrolibero</strong> e presidente del Consiglio Provinciale, è infatti Consigliere regionale oggi capo gruppo della lista &#8220;Oliverio Presidente&#8221; e già il Movimento 5 Stelle sta chiedendo in Calabria che il Consigliere Greco si faccia da parte. <a href="https://bitcoinbetsport.com">bookmaker btc withdrawal</a></p>
<p style="text-align: justify;">Scrive il&nbsp;<strong><em>Quotidiano del Sud </em></strong>che con<strong><em>&nbsp;</em></strong>Greco sono indagati <strong>Aldo Figliuzzi</strong>, oggi consigliere provinciale, sotto inchiesta per corruzione elettorale, e alcuni uomini appartenenti, all&#8217;epoca dei fatti contestati, alla cosca Bruni. Si tratta di <strong>Ernesto Foggetti</strong>, il pentito che ha raccontato ai magistrati il presunto coinvolgimento dei politici con il clan, suo padre Vincenzo e suo cugino <strong>Marco Foggetti.</strong> L&#8217;avviso di garanzia sarebbe poi stato recapitato anche a Mario Esposito e ad altri due collaboratori di giustizia: Roberto Calabrese Violetta e Marco Massaro.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>LA NOTIZIA CONFERMATA DALLA SEDE REGIONALE DELLA RAI</strong><br />
La notizia è stata diffusa anche dalla sede regionale RAI e, si apprende, l&#8217;inchiesta si concentrerebbe sugli anni nei quali l&#8217;attuale Consigliere regionale della Calabria&nbsp;<strong>Orlandino Greco</strong> era sindaco di Castrolibero. Due mandati, i suoi, contraddistinti da successi elettorali netti. Entrambi, però, sono finiti nel mirino delle indagini. Foggetti, infatti, sostiene che la cavalcata elettorale trasse giovamento da un accordo tra politica e &#8216;ndrangheta. Il clan &#8220;Bella Bella&#8221;, guidato dal defunto boss <strong>Michele Bruni</strong>, avrebbe – è sempre il racconto di Foggetti – ottenuto denaro (ventimila euro in contanti) e una serie di assunzioni in una cooperativa comunale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>LE DICHIARAZIONI DEL M5s ALL&#8217;ANSA RIPORTATE DALLA TESTATA GIORNALISTICA LOCALE &#8220;IACCHITE&#8217;.COM&#8221;</strong><br />
“Il consigliere regionale Orlandino Greco e’ nella maggioranza del governatore Oliverio. Questo fatto non puo’ passare inosservato, sul piano politico”.&nbsp;E’ quanto affermano i parlamentari M5s Nicola Morra, Dalila Nesci e Paolo Parentela, a seguito della notizia dell’avviso di garanzia recapitato a Greco “che nell’ipotesi dell’accusa – riporta la nota dei parlamentari – avrebbe ricevuto un appoggio dal clan ‘Bella Bella’ per la sua elezione a sindaco di Castrolibero nel 2003 e nel 2008”.</p>
<p style="text-align: justify;">“Specie in Calabria – proseguono i parlamentari M5s – il rappresentante politico non puo’ avere un’ombra del genere. Aspettiamo che la magistratura faccia chiarezza. Nel frattempo, Greco si metta da parte. Dopo Rimborsopoli, Oliverio ha un’altra grossa macchia in casa. Il controllo etico e politico degli alleati non gli riesce proprio. Speriamo che stavolta il governatore non parli di un altro eroe fermato dai poteri forti nell’opera di pulizia. In attesa della fine delle indagini continueremo a controllare l’amministrazione regionale, finora attiva soprattutto per le proprie nomine illegittime. Siamo pronti per le prossime elezioni, che non crediamo lontane, visti i numerosi atti giudiziari diretti al Pd e l’imminente giudizio della Consulta sulla legge elettorale calabrese”.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Voto su ddl anticorruzione presto in Senato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Mar 2015 17:54:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[papa francesco]]></category>
		<category><![CDATA[pietro grasso]]></category>
		<category><![CDATA[Senato]]></category>
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					<description><![CDATA[Il voto finale sul ddl anticorruzione, in esame al Senato, sarà nella serata di mercoledì prossimo. Lo ha deciso la conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama. &#8220;Si lavorerà oggi, domani, martedì e mercoledì &#8211; ha spiegato il capogruppo di Area popolare al Senato Renato Schifani parlando con i giornalisti &#8211; e si arriverà al traguardo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_9197" aria-describedby="caption-attachment-9197" style="width: 795px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/pietro-grasso-senato.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-9197" alt="pietro-grasso-senato" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/pietro-grasso-senato.jpg" width="795" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/pietro-grasso-senato.jpg 795w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/pietro-grasso-senato-300x175.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/pietro-grasso-senato-460x270.jpg 460w" sizes="auto, (max-width: 795px) 100vw, 795px" /></a><figcaption id="caption-attachment-9197" class="wp-caption-text">Il Presidente del Senato Pietro Grasso</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Il voto finale sul ddl anticorruzione, in esame al Senato, sarà nella serata di mercoledì prossimo. Lo ha deciso la conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama. &#8220;Si lavorerà oggi, domani, martedì e mercoledì &#8211; ha spiegato il capogruppo di Area popolare al Senato Renato Schifani parlando con i giornalisti &#8211; e si arriverà al traguardo nei tempi previsti&#8221;. &#8220;Nessun rinvio &#8211; ha sottolineato il capogruppo del Pd Luigi Zanda &#8211; sono i tempi delle procedure parlamentari&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"> Intanto il Movimento cinque stelle apre al dialogo con il Pd sul provvedimento. &#8220;Se si vogliono fare le cose per bene, noi ci siamo&#8221;, dice il capogruppo in commissione di Vigilanza Rai Roberto Fico in una intervista a &#8216;Repubblica&#8217;. Ma un senatore M5s va all&#8217;attacco facendo ascoltare in Aula a Palazzo Madama il discorso del Papa sulla corruzione che &#8220;puzza&#8221;.</p>
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