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	<title>Consiglio Regionale della Calabria &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>E se tutto ricominciasse dalla Calabria di Gratteri e Talarico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Feb 2011 01:48:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[Consiglio Regionale della Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Talarico]]></category>
		<category><![CDATA[Il Parlamentare]]></category>
		<category><![CDATA[Peppe Scopelliti]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[Ci sono uomini e donne che ad un certo punto del loro percorso esistenziale smettono di essere persone per diventare simboli. Per uno strano gioco della vita e del destino ad essi è concessa l’opportunità di accelerare il metabolismo delle cose. E’ un dato antropologico: ad un certo punto accade qualcosa. E le cose cambiano. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-1269" href="https://ilparlamentare.it/2011/02/07/e-se-tutto-ricominciasse-dalla-calabria-di-gratteri-e-talarico/gratteri-talarico/"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-1269 aligncenter" title="Nicola Gratteri - Francesco Talarico" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/gratteri-talarico.jpg" alt="" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/gratteri-talarico.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/gratteri-talarico-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/gratteri-talarico-250x140.jpg 250w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/gratteri-talarico-160x90.jpg 160w" sizes="(max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Ci sono uomini e donne che ad un certo punto del loro percorso esistenziale smettono di essere persone per <strong>diventare simboli</strong>. Per uno strano gioco della vita e del destino ad essi è concessa l’opportunità di accelerare il metabolismo delle cose. <strong>E’ un dato antropologico: ad un certo punto accade qualcosa. E le cose cambiano.<br />
</strong>Noi ci siamo interrogati per comprendere cosa accadrà e che volto avrà la nostra società civile dopo questo inevitabile momento di trasformazione della politica italiana.<br />
Allo stesso tempo, però, ci chiediamo se e quali uomini e donne potranno essere i simboli di una rivoluzione che trova già il suo spazio in ognuno di noi.<br />
Per comprenderlo abbiamo scelto quale punto di osservazione la Calabria.<br />
Mentre <strong>tutta l’Italia sta dando i segni di un cedimento visibile</strong>, che non risparmia partiti e istituzioni di ogni ordine e grado, <strong>in Calabria, invece, la luce si sta facendo spazio nel buio</strong> di un fare politica che girava su se stesso finendo per offendere la società civile, onesta e lavoratrice alla quale molto si è tolto.<br />
Ciò significa che “tutto” sta cambiando? No. Significa che <strong>qualcosa sta cambiando, di certo.</strong> Ma è un elemento di forte novità, non casuale, che ciò accada con forza, in dicotomia con il resto delle cose. E che accada in Calabria.<br />
Mentre sino ad oggi sembrava che l’attività dell’Amministrazione politica calabrese si fondasse solo su nomi, nomi e ancora nomi, oggi, invece, per la prima volta, in Calabria si parla del lavoro, delle opere concrete che alcuni uomini stanno portando avanti e che, insieme al loro fine istituzionale, sono testimonianza di un possibile cambiamento, anzi, di una silenziosa rivoluzione positiva in atto.<br />
<strong>Ma cos’è una rivoluzione oggi in Italia?  <br />
</strong>Come potrebbe essere la rivoluzione degli italiani stanchi di essere rappresentati da una classe politica che vive solo in televisione e che ogni giorno, ormai, dice tutto e il contrario di tutto?<br />
Quale la rivoluzione dei cittadini onesti rispetto ad <strong>un “parco politici” testimone imbarazzato in TV ormai solo della propria inefficienza e incapacità?<br />
</strong>Come potrebbe manifestarsi la rivoluzione rispetto alle gravi crisi sociali e politiche già in atto per le strade di numerosi Paesi del mondo?<br />
<strong>Con la forza dei fatti, del lavoro.<br />
</strong>Questa sarebbe una vera rivoluzione. L’unica.<br />
Dare a chi merita, a chi ha studiato, a chi ricerca per il bene comune, a chi cura con dignità gli ammalati, a chi assiste gli ultimi, a chi amministra con coraggio il bene pubblico, a chi può dare un contributo di cultura, intelligenza, intraprendenza e spirito positivo, perché un Paese, una nuova Democrazia, la si crea.<br />
<strong>La Calabria onesta oggi si chiama “Nicola Gratteri”,</strong> nella vita pubblica <strong>magistrato Antimafia di Reggio Calabria</strong> e nella vita simbolica colui che facendo dà voce ai fatti, simbolo di quella parte di Magistratura italiana onesta e coraggiosa cui tutti i giovani Magistrati dovrebbero guardare.<br />
<strong>Nicola Gratteri</strong> <strong>è il calabrese moderno</strong> che interpreta se stesso ma appartiene già alla classe dei <strong>“simboli”.</strong> E’ il simbolo della Giustizia italiana; di quella Giustizia che non esiste se in essa non vivono uomini come lui. Per i cittadini italiani Nicola Gratteri è così tanto simbolo della Giustizia che <strong>quando si parla di Giuistizia e si deve dire tutto in una parola, si dice “Nicola Gratteri.<br />
</strong>Parallelamente,  quando si parla di politica e gli italiani provano sconforto significa che mancano simboli dell’autentica politica. Platone diceva che il maggiore onore che potesse toccare ad un uomo fosse quello di amministrare la cosa pubblica.    <br />
<strong>Oggi in Calabria accade qualcosa di davvero inaspettato e accade proprio nel mondo della politica.</strong><br />
Ci si trova accanto ad un uomo, <strong>un simbolo</strong>, il<strong> Presidente del Consiglio Regionale</strong> che sta tenendo ferma la mano sulla sua coscienza.<br />
Si tratta di <strong>Francesco Talarico</strong> che, pur avendo le carte per innescare questa rivoluzione, corre il rischio di non trovare le tante energie necessarie per un autentico rilancio moderno e competitivo della politica di cui può essere bandiera.<br />
Questo cambiamento promosso da <strong>Francesco Talarico</strong> <strong>ha potenzialmente il sostegno della sana società civile calabrese</strong>.<br />
Si vive, quindi, in un momento topico in cui la Calabria non si può permettere di trascurare ogni sinergia atta a risvegliare, dopo averle minuziosamente individuate, tutte le intelligenze che ha a disposizione e che investirebbero sul territorio. <strong>Il successo politico sarebbe inarrestabile. Senza precedenti.<br />
</strong>Come si costruisce un cambiamento che possa contaminare l’intero Paese e trovare consenso in un ambito politico ancora più vasto?<br />
Un esempio lo fu <strong>Solidarność </strong>cui guardiamo solo per questioni strategiche. Più fattori furono alla base del suo successo che, motivato da un genuino e popolare sentimento cattolico, riscosse una schiacciante vittoria.<br />
Ma il vero segreto fu l’avere saputo risvegliare i sentimenti e le capacità dell’intero mondo culturale e dell’intellighenzia che non lasciò da solo il politico che si fece <strong>interprete e simbolo del cambiamento.<br />
</strong>Tutto ciò ci fa pensare che se <strong>un uomo della valenza di Francesco Talarico</strong> riuscirà a trovare prima e motivare poi le giuste risorse umane da troppo tempo ormai senza voce, queste si aggrapperanno a lui identificandolo come il <strong>“simbolo” di un concreto e valido cambiamento.  </strong>Il nostro Redattore, pochi giorni fa ha incontrato Francesco Talarico e di seguito riportiamo l’esperienza condivisa.<br />
E’ presuntuoso e inutilmente demagogico riferire a quanti ci leggono che la Calabria si avvicina ad un destino diverso da quello che la logica e le statistiche giustamente le assegnano. Per questo motivo noi oggi intendiamo agire con etica prudenza, ma non astenendoci dal raccontare la realtà, quella percepita dagli occhi e dalle orecchie. Tentiamo, inoltre, di giudicare lasciando il nero passato alle nostre spalle e prendendo le distanze da ogni pre-giudizio, esercizio, questo, assai diffuso in Italia. In tal senso e per la prima volta in assoluto su questa prestigiosa testata sentiamo il dovere di comunicare agli stanchi cittadini ciò che noi tiepidamente oggi avvertiamo, sulla base di fatti, lo ribadiamo, non di parole parole parole.<br />
Il <strong>Presidente del Consiglio Regionale, l’On. Francesco Talarico</strong>, anche a nome e per conto, di certo, di <strong>Peppe Scopelliti,</strong> pochi giorni fa ci ha riferito di politica “altra”, proferendo accorate parole e lanciando inequivocabili quanto autentici messaggi in assoluta antitesi con i rappresentanti locali della politica degli ultimi lustri. Era assolutamente genuina, poi, la sofferenza che emanavano il suo corpo e la sua mente mentre andava dicendo:</p>
<p style="text-align: left;"> </p>
<p style="text-align: left;">” <em>Sino ad ora non è stato fatto granché per osteggiare l’abbandono della nostra Terra delle risorse migliori, dei nostri giovani mortificati nelle loro aspirazioni, delle famiglie divenute indigenti, dei malati e di tanti che, capaci ed onesti, non hanno mai trovato qui facile collocazione.<br />
</em><em>Che orribile peccato signori!</em>”<br />
E ancora:<br />
“<em>La politica deve ritornare ad essere al servizio della gente, deve sapere ascoltare, anche se</em>” &#8211; ha aggiunto Talarico &#8211; “<em>l’operazione è assai ardua perché osteggiata da un popolo che, vivendo ai margini o dentro la disperazione, pur comprendendolo, agisce di fatto un’opposizione culturale ad ogni cosa, che sia bella o brutta, riempito com’è d’amarezza e accidia. Siamo fiduciosi, comunque, perché il mancato progresso di questa regione ha paradossalmente salvaguardato gran parte della sua originaria bellezza, quella stessa bellezza che intendiamo con forza comunicare a tutto il mondo, invertendo l’assioma che calabrese vuol dire brutto e cattivo</em>”.</p>
<p style="text-align: left;">De Gasperi, raffinato politico e servitore dello Stato, soleva spesso far destare l’attenzione sulla differenza, da noi completamente condivisa, che esiste fra il politico e lo statista: il primo ha la sola preoccupazione di finalizzare la sua azione all’ottenimento del consenso, il secondo pensa alle future generazioni.<br />
<strong>Calabria</strong>, inoltre, deriva dal greco <strong>Kalon-brion</strong>, cioè <strong>“faccio sorgere il sole”.</strong></p>
<p style="text-align: left;">Illustre Presidente c’è una Calabria forte, motivata e intelligente che, diversamente da quella bigotta e inciuciona, è disponibile a conquistare insieme a Lei la storica pagina del cambiamento. La sua abilità politica sarà certamente in grado di far sue queste energie.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Note Biografiche</strong></p>
<p style="text-align: left;">Francesco Talarico è il Presidente del Consiglio regionale e membro del Comitato di coordinamento della Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni italiane. E’ alla III legislatura, eletto nella circoscrizione di Catanzaro per l’Udc con 8.473 preferenze. Nella VII legislatura ha rivestito la carica di Presidente della II Commissione consiliare “Bilancio, programmazione economica ed attività produttive”, mentre nella scorsa è stato vicepresidente della stessa commissione. Nato a Nicastro, ora Lamezia Terme, l’11 gennaio 1967, è laureato in Economia e Commercio ed esercita la professione di dottore commercialista. Sposato, ha due figli. Consigliere comunale dal 1997 al 2000 a Lamezia Terme, dal 2008 al 2010 è stato consigliere provinciale di Catanzaro. Dal 1997 è stato alla guida del suo partito a livello provinciale catanzarese, prima da segretario del Ccd e in seguito dell’Udc, di cui è stato tra i fondatori. E’ segretario regionale dell’Udc, eletto al congresso del 2005 e riconfermato nel 2008. Giovanissimo, ha cominciato il suo impegno politico nel Movimento giovanile della Democrazia Cristiana. Appassionato di calcio, di letteratura e cinema.</p>
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