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	<title>confindusctria &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Confindustria: ITALIA IN RECESSIONE. 800 mila occupati in meno a fine 2013</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Dec 2011 10:06:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
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					<description><![CDATA[ROMA &#8211; Sull&#8217;eurozona cade &#8220;l&#8217;inverno della recessione&#8221; che &#8220;in Italia è iniziata prima e risulterà più marcata&#8221; rileva il centro studi di Confindustria. Che prevede un crollo del Pil di 2 punti percentuali tra la scorsa estate e la prossima primavera. Le stime per il 2012 sono state tagliate dal +0,2% al -1,6%, per il 2011 dal [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_3600" aria-describedby="caption-attachment-3600" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/2011/12/confindustria-italia-in-recessione-800-mila-occupati-in-meno-a-fine-2013/mercegaglia2/" rel="attachment wp-att-3600"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-3600" title="Emma Mercegaglia" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mercegaglia2.jpg" alt="" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mercegaglia2.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mercegaglia2-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mercegaglia2-160x90.jpg 160w" sizes="(max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-3600" class="wp-caption-text">Emma Mercegaglia</figcaption></figure>
<p>ROMA &#8211; Sull&#8217;eurozona cade &#8220;l&#8217;inverno della<strong> recessione&#8221;</strong> che &#8220;in Italia è iniziata prima e risulterà più marcata&#8221; rileva il centro studi di Confindustria. Che prevede un crollo del Pil di 2 punti percentuali tra la scorsa estate e la prossima primavera. Le stime per il 2012 sono state tagliate dal +0,2% al -1,6%, per il 2011 dal +0,7% al +0,5%.</p>
<p>Confindustria giudica &#8220;molto probabile che si attenui il reintegro delle persone in Cig, aumentino i licenziamenti, il tasso di disoccupazione salga più velocemente e raggiunga il 9% a fine 2012&#8221;. Con altre 219 mila persone occupate in meno il biennio 2012-2013 si chiuderà con<strong>un calo di 800 mila lavoratori </strong>da avvio crisi a inizio 2008.</p>
<p>&#8220;<strong>La pressione fiscale raggiungerà livelli record</strong>: 45,5% del Pil tra due anni, inclusi i tagli alle agevolazioni fiscali che dovranno scattare a partire dall&#8217;ultima parte del 2012&#8243;. Lo prevede il Centro studi di Confindustria che indica: &#8220;La pressione effettiva, che esclude il sommerso dal denominatore, supera abbondantemente il 54%&#8221;. Livelli &#8220;insostenibili&#8221; già quest&#8217;anno (51,3%), dice Confindustria, &#8220;specie se si considera che non corrispondono servizi pubblici adeguati&#8221;. In Europa peggio solo in Francia e Belgio.</p>
<p>La<strong> manovra</strong> &#8211; per il CsC &#8211; e&#8217; &#8221;un primo passo nella direzione della crescita&#8221;.Ne servono su &#8221;mercato del lavoro,ammortizzatori sociali, infrastrutture, costi della politica,semplificazioni amministrative,giustizia civile, istruzione e formazione, ricerca e innovazione,lotta a evasione accompagnata da abbattimento delle aliquote&#8221;.</p>
<p>Le analisi del centro studi di Confindustria &#8220;evidenziano quanto la crisi abbia<strong> falcidiato i posti di lavoro tra i giovani</strong> (-24,4% per i 15-24enni, -13% per i 25-34enni da metà 2008 a metà 2011; + 6,6% per gli over 45enni)&#8221;. Penalizzati &#8220;i maschi (-3,4%; zero tra le donne) e chi ha una minore istruzione (-10,6% per quanti hanno solo la licenza media, +3,1% per i diplomati, +3,9% i laureati)&#8221;.</p>
<p>&#8220;Le violenti ricadute della<strong> disgregazione della moneta</strong> unica possono essere solo congetturate&#8221;, dice il centro studi di Confindustria. Che crede nel &#8220;lieto fine&#8221; ma analizza così &#8220;la posta in palio&#8221;: per &#8220;alcune simulazioni riguardanti le quattro maggiori economie dell&#8217;eurozona, nel primo anno<strong> il Pil crollerebbe </strong>tra il 25 ed il 50%,<strong> svanirebbero tra i 6 e i 9 milioni di posti</strong> di lavoro in ciascuna di esse, i deficit e i debiti pubblici raggiungerebbero valori da immediata insolvenza perfino in Germania&#8221;.</p>
<p>&#8220;L&#8217;esito più probabile&#8221; della crisi è una<strong> ripresa &#8220;dalla tarda primavera 2012&#8221;</strong>: il centro studi di Confindustria crede nel &#8220;lieto fine&#8221; ma avverte che saremo a un <strong>bivio &#8220;senza mezze misure&#8221;</strong> con dissolvimento dell&#8217;euro, fallimento di imprese e banche, milioni di posti lavoro persi, crisi del debito anche nei Paesi virtuosi.</p>
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