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	<title>Colonnello dei carabinieri Valerio Giardina &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Giuseppe Scopelliti: tentazioni romane per il Governatore della Regione Calabria?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Mar 2012 21:40:12 +0000</pubDate>
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<p>Reggio Calabria &#8211; A cura di V. Ermiterra &#8211; Dal Nord al Sud è alta la tensione della politica rispetto alla Magistratura che indaga sul malaffare. Certo, nonostante ci si sforzi di guardare altrove, la Calabria, purtroppo, merita ancora la palma che la Stampa conferisce alle notizie sconcertanti che riguardano la politica in relazione alle indagini condotte dalla magistratura italiana che, evidentemente, qualche carta oltre le parole di questo e di quello, le avrà pure.<br />
Seguendo la vicenda Scopelliti che, effettivamente, è imbarazzante, va detto che non si riesce a comprendere come sia possibile che la magistratura sembra (al momento) vedere solo Giuseppe Scopelliti e pochissimi altri mentre a sostenere a spada tratta lo stesso Governatore sono in tanti e alcuni di essi anche autorevoli membri del Governo con incarichi che non lascerebbero dubbi a sospetti. Dunque, o la Magistratura calabrese e milanese hanno preso un abbaglio serio, oppure qui bisogna tenere pronte le pagine dei giornali perché potrebbe accadere di tutto anche in virtù dei recenti arresti eccellentissimi.<br />
L&#8217;ulteriore puntata ha così inizio:<br />
“Anticipo per chi voglia intendere che non mi dimetterò da assessore comunale, non defletterò dal mio impegno politico, ma soprattutto mi conserverò l’onore di un rapporto di fedeltà all’amicizia che mi lega dall’infanzia a <strong>Peppe Scopellit</strong>i”<br />
A parlare con insolita chiarezza, per come riportato dalla stampa locale, <strong>è l’assessore all’urbanistica del Comune di Reggio Calabria, Luigi Tuccio</strong>, legatissimo per sua stessa ammissione al governatore calabrese. Tuccio è finito indirettamente dentro una grande tempesta giudiziaria. L’operazione “Lancio”,  appena conclusa con una raffica di ordinanze cautelari eseguite nei confronti della presunta rete di protezione femminile del super latitante <strong>Domenico Mondello</strong>, detto “Micu u pacciu”,  ha portato all’arresto anche della suocera dell’assessore,  <strong>Signora Giuseppa  Cotroneo</strong>, destinataria di pizzini di ringraziamento da parte del potente padrino, al quale avrebbe fornito ospitalità in un proprio casolare, meritandosi l’affettuoso appellativo di “cara commare”.</p>
<p>Si deve convenire, anche sulla scorta delle dichiarazioni dell’“amico fedele”, che<strong> il Presidente Scopelliti continua a non azzeccarne una</strong>  in quanto a frequentazioni imprudenti: dai matrimoni, alle discoteche, fino alla scelta dei collaboratori, incrocia sempre, suo malgrado, personaggi ambigui. Evidentemente il giovane e rampante “Principe” calabrese, non ha letto bene Machiavelli.</p>
<p>Infatti, definire inquietante il quadro delle relazioni presidenziali che in qualche modo hanno a che fare con la “commare” di Domenico Condello è puro eufemismo.</p>
<p><strong>Giuseppa Cotroneo ha tre figlie</strong>: una, la <strong>Signora Bruna Nocera</strong>, ha sposato in carcere <strong>Pasquale Mondello</strong> &#8211; cugino omonimo del “Supremo”, arrestato dai Ros di Reggio Calabria il 18 febbraio del 2008, e cognato di <strong>Nino Imerti, detto “nano feroce”</strong>, anch’egli in carcere da molti anni; la seconda, <strong>Maria Angela, è moglie di Massimo Pascale</strong>, <strong>già segretario particolare dell’allora sindaco di Reggio Calabria</strong>, a tutt’oggi, c<strong>omponente dell’ufficio di gabinetto del Presidente della Regione</strong>; la terza figlia, l’<strong>Avv. Giampera Nocera</strong>, <strong>moglie dell’ assessore Tuccio</strong>, è una presenza costante, <strong>in qualità di consulente, avvocato o destinataria di incarichi amministrativi</strong>, nelle giunte municipali reggine a guida Scopelliti, Raffa e Arena. Tanto legata al Governatore, da figurare, con l’incarico di vice presidente, tra i soci fondatori della lista Scopelliti, che ne ha accompagnato il successo elettorale alle regionali del 2010, strutturandosi sul territorio come una sorta di PDL parallelo.</p>
<p>Quante distrazioni, povero Presidente!</p>
<p>Anche deputati a lui vicini cominciano ad affermarlo senza mezzi termini: “Scopelliti ha solo una colpa, quella di fidarsi troppo di alcuni amici che lo stanno mettendo nei guai”. Ma distinguere tra consiglieri leali e fratelli coltelli, in momenti come questi, è davvero impresa disperata.</p>
<p>Infatti, non è dato sapere a chi si riferisse il governatore quando, all’inizio di questo terremoto politico &#8211; giudiziario, adombrava l’ipotesi che qualcuno complottasse per mandarlo  in Parlamento, per frenarne l’azione di cambiamento e rinnovamento avviata in Calabria. Tuttavia, qualche malalingua del centrodestra alimenta il perfido dubbio che quella dichiarazione fosse nient’altro che un sasso gettato nello  stagno,  il tentativo di saggiare il terreno e le disponibilità, dal momento che sarebbe lo stesso Scopelliti a fare più d’un pensierino alla candidatura nel 2013, per tirarsi fuori da una situazione che si va ingarbugliando ogni giorno di più.</p>
<p>Del resto, i fatti e le megapagine dei Quotidiani calabresi parlano da sé.</p>
<p>Sul Comune di Reggio Calabria, troppo frettolosamente spacciato come “modello”, incombe la spada di Damocle della Commissione di Accesso antimafia. Le relazioni imprudenti, come quelle sopra descritta, il deficit di bilancio stratosferico, l’allegra gestione di finanze e consulenze, non lasciano presagire nulla di buono. E lo scioglimento del Comune, oltre che un’onta per la città,  sarebbe un colpo mortale all’immagine di Scopelliti.</p>
<p>Proprio per la vicenda dei bilanci comunali e delle parcelle liquidate dalla dirigente <strong>Orsola Fallara</strong>, morta suicida, il Governatore ha appena ricevuto un avviso di chiusura delle indagini, preludio al probabile rinvio a giudizio per reati di indubbia complessità e gravità.</p>
<p>Per quel che riguarda l’inchiesta sulla sanità, portata avanti dalla <strong>Procura di Catanzaro</strong>, Scopelliti è stato interrogato per due ore dai magistrati. A termine dell’interrogatorio ha dichiarato di aver fornito ogni chiarimento sulle varie contestazioni. Sapremo presto se è riuscito a convincere i Pm.</p>
<p>Intanto – ed è forse la vicenda che più  inquieta e preoccupa il Presidente della Regione – prosegue il processo Meta e il <strong>Colonnello dei Carabinieri Valerio Giardina</strong>, che lo ha accusato di far parte, insieme al fratello Consolato detto Tino,  di una <strong>“lobby politico- mafiosa-affaristica”</strong>, continua a parlare elencando fatti, circostanze e fornendo deduzioni investigative ed analisi.</p>
<p>Peraltro, in un delle ultime udienze di quello stesso processo,  gli imputati detenuti hanno presentato un  sibillino manoscritto, acquisito agli atti dal Collegio presieduto da <strong>Silvana Grasso</strong>, con il quale addirittura protestano contro la Dda reggina, accusandola di due pesi e due misure nei confronti degli imputati dell’area criminale rispetto a quelli della sfera politica. In definitiva, gli imputati detenuti lamenterebbero una presunta eccessiva prudenza da parte degli inquirenti nell’aggredire  la cosiddetta zona grigia. Incredibile, ma vero. Imputati detenuti, appartenenti al fior fiore delle cosche reggine, formulano alla giustizia e alle istituzioni la stessa accorata richiesta di ogni cittadino onesto: <strong>recidere i legami tra la politica, il malaffare e la ‘ndrangheta</strong>, colpendo al cuore il sistema delle loro perverse ed oscure relazioni. Si tratta di una cinica provocazione,  per alimentare confusione, veleni e sospetti, in un  clima già surriscaldato? Forse si è voluto parlare a nuora (la magistratura),  perché suocera (la politica) intenda? E’ un messaggio cifrato perché nessuno si illuda di farla franca? La politica calabrese sembra avere più di un motivo per non dormire sonni tranquilli.</p>
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		<title>Calabria: Colonnello antimafia accusa e Presidente Scopelliti si difende ma&#8230;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Feb 2012 15:13:43 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_4044" aria-describedby="caption-attachment-4044" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/2012/02/calabria-colonnello-antimafia-accusa-e-presidente-scopelliti-si-difende-ma/giuseppe-scopelliti-5/" rel="attachment wp-att-4044"><img decoding="async" class="size-full wp-image-4044" title="giuseppe-scopelliti" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giuseppe-scopelliti4.jpg" alt="" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giuseppe-scopelliti4.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giuseppe-scopelliti4-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giuseppe-scopelliti4-160x90.jpg 160w" sizes="(max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-4044" class="wp-caption-text">Il Presidente della Regione Calabria Giuseppe Scopelliti</figcaption></figure>
<p>A cura di V. Ermiterra &#8211; Lo scontro politico – istituzionale che si registra in questi giorni, in riva allo Stretto, è senza precedenti e rischia di portare la Calabria al punto di non ritorno.<br />
Ieri, dopo aver per un pelo evitato di farlo in una riunione del Consiglio regionale, che avrebbe pericolosamente trascinato l’intera assemblea elettiva nelle vicende personali del governatore,  l’On Scopelliti, ha convocato una conferenza stampa per ribattere alle accuse che il <strong>Colonnello dei carabinieri Valerio Giardina</strong>, ha reso nelle aule di Giustizia,  in successive testimonianze relative allo storico processo  ai sanguinari boss della ‘ndrangheta reggina: il processo “Meta”. In quella più recente, nei giorni scorsi, l’alto ufficiale aveva dichiarato, tra l’altro, che Scopelliti avrebbe fatto parte di una “lobby politico- mafiosa-affaristica”.</p>
<p>Ribattere a quelle accuse &#8211; gravissime e senza precedenti  &#8211; è certamente un diritto del Presidente della regione, liberamente e generosamente eletto dai calabresi. Ma non depone bene che abbia deciso di farlo con i toni e l’aggressività del duello all’ O.K. Corral, usati nell’incontro di ieri con i giornalisti. Né, come abbiamo sottolineato in una precedente riflessione su questa stessa testata, gli è di buon auspicio il coro di solidarietà che continua a montare da ogni settore del centrodestra calabrese e nazionale. Con i più agguerriti che, addirittura, minacciano improbabili marce su Roma.</p>
<p>Forse è utile ricordare a questi imprudenti amici del governatore reggino,  che l’alto ufficiale contro cui adesso lanciano strali è stato a lungo comandante dei Ros della sua città e,  per i servizi resi allo Stato, destinatario di tanti ipocriti elogi e messaggi di congratulazioni da parte di quegli stessi personaggi che adesso lo descrivono come un politicante megalomane. Succedeva, per esempio, quando catturava, insieme al <strong>Colonnello Antonio Fiano,  Pasquale Condello, il “Supremo”</strong>, oppure, ancor prima, il <strong>potente capo della mafia di Africo, Peppe Morabito “ u tiradritto”</strong>. E tanti, tanti  altri latitanti eccellenti della ‘ndrangheta dello Stretto, <em>al punto da meritarsi il nome di Condor dell’Aspromonte</em>.<br />
<strong>Quanti plausi ricevette dalla politica, il colonnello!  E adesso?</strong> Adesso che il  processo Meta si è instradato nel secondo dei due suoi tronconi, quello cioè relativo alla zona grigia, dovendosi approfondire le complicità tra la politica, i poteri occulti, le massonerie, l’economia e la criminalità mafiosa che si fa? Ovvio: si grida al complotto. E quello stesso ufficiale viene additato come il nemico numero uno della buona e giovane politica, della corretta e trasparente amministrazione.</p>
<p>Beninteso, nessuno può escludere che lo stress per il suo lavoro delicatissimo e assai rischioso di integerrimo servitore dello Stato abbiano reso fragile il sistema nervoso di quell’ufficiale, facendolo impazzire. Se è così, lo accerteranno i periti del Tribunale, atteso che la Magistratura reggina, nel passato anche recente assai chiacchierata, dopo quelle accuse e le conseguenti reazioni del Governatore,  ha il dovere di fare rapidamente chiarezza.</p>
<p>Perciò, <em>&#8220;stia tranquillo, l’On Scopelliti &#8211; </em>affermano alcuni attenti analisti della politica &#8211; <em>non si innervosisca più di tanto: la verità che giustamente reclama verrà presto a galla&#8221;</em>.</p>
<p>In attesa di quella verità, tuttavia, il <strong>Presidente Scopelliti non deve scandalizzarsi</strong>, né offendersi se tanti cittadini, in Calabria e in Italia, desiderano capirne di più del cosiddetto <strong>&#8220;modello Reggio&#8221;</strong>, che lo ha portato a diventare il sindaco più amato d’Italia.<br />
Ci sono troppi interrogativi che riguardano anche lui, le sue abitudini mondane tra matrimoni inquietanti e incontri imbarazzanti in discoteca e, ci sarebbero le intercettazioni telefoniche e ambientali che riguardano le frequentazioni e le attività di suo fratello: non esattamente quisquilie, insomma.</p>
<p>Ovviamente, in questi casi l&#8217;augurio è che tutto quello che ha dichiarato dal <strong>Colonnello Antimafia Valerio Giardina</strong> sia frutto di un sopraggiunto delirio (in calabria anche questo paradosso potrebbe risultare possibile), ma non si stupisca il Presidente <strong>se fin dal suicidio della</strong> <strong>dottoressa Orsola Fallara</strong>,  quella delle parcelle milionarie,  dirigente del settore bilancio del Comune di Reggio Calabria da lui amministrato ed additato a modello, <strong>abbiamo visto calare ombre pesanti su Palazzo S. Giorgio.</strong></p>
<p>Dal 24 gennaio di quest’anno, vi è calata anche la Commissione di Accesso antimafia, per <strong>“accertare la sussistenza di eventuali tentativi di infiltrazione della criminalità”.</strong></p>
<p>Come dire? Pare che ad essere impazzito non sia solo l’ex Capo dei Ros ad essere impazzito.</p>
<p>NEWS &#8211; DAL SOLE 24 ORE<br />
La questione è gravissima e sta iniziando ad animare tutti coloro i quali, con la penna e con il cuore, si sono sempre sentiti &#8220;esattori&#8221; di quella giustizia vera che, in fondo, appartiene a tutti coloro i quali vogliono conoscere la verità. Sul Sole 24 Ore gli oppositori di Giuseppe Scopelliti e del centrodestra vengono definiti &#8220;i magnifici 7&#8221;. Sono loro che in una interrogazione parlamentare chiedono l&#8217;Intervento di Mario Monti perché verifichi (accendendo i riflettori) se ad avere ragione è il Colonnello Antimafia Valerio Giardini o, se come ha affermato Gasparri, contro Giuseppe Scopelliti vi sia in atto un meccanismo fortemente diffamatorio e delegittimante.</p>
<p>Evitiamo commenti e vi proponiamo direttamente il collegamento:<a href="http://robertogalullo.blog.ilsole24ore.com/2012/02/i-magnifici-7-del-pd-chiedono-a-monti-di-accendere-i-riflettori-sullo-scontro-scopelliti-giardina.html">http://robertogalullo.blog.ilsole24ore.com/2012/02/i-magnifici-7-del-pd-chiedono-a-monti-di-accendere-i-riflettori-sullo-scontro-scopelliti-giardina.html</a></p>
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