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	<title>coldiretti &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Uova contaminate, scandalo d’etichetta e di sostanza. Coldiretti: “L’Ue è debole e incline alle ragioni della grande industria”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Aug 2017 16:11:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In origine fu la mucca pazza, poi l’aviaria. Oggi è un pesticida a salire sullo scaffale degli imputati, reparto uova. Si tratta del fipronil, insetticida “sistemico” che si usa contro le zecche ma che un’azienda olandese – secondo quanto accertato dalle autorità sanitarie – ha pensato bene di miscelare a una sostanza non proibita per meglio schermare i polli da pulci e parassiti. Le [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/europa-caso-uova.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-12617" alt="Uova contaminate" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/europa-caso-uova.jpg" width="936" height="513" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/europa-caso-uova.jpg 936w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/europa-caso-uova-300x164.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/europa-caso-uova-480x263.jpg 480w" sizes="(max-width: 936px) 100vw, 936px" /></a><br />
In origine fu la mucca pazza, poi l’aviaria. Oggi è un pesticida a salire sullo scaffale degli imputati, reparto uova. Si tratta del <em>fipronil</em>, insetticida “sistemico” che si usa contro le zecche ma che un’azienda olandese – secondo quanto accertato dalle autorità sanitarie – ha pensato bene di miscelare a una sostanza non proibita per meglio schermare i polli da pulci e parassiti. <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/08/11/uova-contaminate-con-insetticida-allarme-15-stati-la-ue-convoca-ministri-della-salute-sequestrati-prodotti-italia/3788801/">Le uova sono finite in Francia e le lavorazioni in 15 Paesi della Ue che ora, a due mesi dalle prime segnalazioni, lanciano l’allarme </a>e procedono ai  sequestri quando fino a ieri rassicuravano tutti sull’assenza di pericoli. E’ un altro grande scandalo alimentare? E’ un pericolo sanitario? “Sono entrambe le cose”, dice il responsabile della sicurezza alimentare di Coldiretti Rolando Manfredini, ricordando anche come un dossier sul fipronil l’Europa se l’è barcamenato a lungo dai primi anni duemila, quando i produttori d’api ne chiedevano la messa al bando.</p>
<p style="text-align: justify;">“E’ soprattutto una storia che si ripete col consumatore, che è il terminale ultimo di tutta la filiera produttiva, lasciato solo e senza possibilità di difesa. Nel caso specifico ci può cautelarsi dall’assumere le uova contaminate guardando il Paese d’origine sull’etichetta. Per tutti i prodotti derivati e lavorati però non c’è niente di simile: o prende le uova e si fa in casa la pasta e le merendine oppure deve fidarsi. Noi consigliamo sempre di rivolgersi a un produttore della filiera corta. Ma altri consigli non so darne, perché autorità e istituzioni non fanno altre certezze”.</p>
<p style="text-align: justify;">Manfredini si occupa di queste cose dal 1997. Laureato in Scienze Agrarie,  membro del Comitato Nazionale sulla sicurezza alimentare del Ministero della Salute, ha vissuto gli effetti devastanti degli scandali alimentari degli ultimi 20 anni: mucca pazza, diossina dei polli belgi, carne islandese etc. E non è sorpreso di quel che si legge perché “al di là della truffa, che va accertata e forse era difficile prevedere, in questa vicenda riemerge la grande debolezza della politica europea, così incline alle ragioni della grande industria e così sorda a quelle dei piccoli produttori e dei consumatori”. Una questione di sostanza e di etichetta, dice.</p>
<p style="text-align: justify;">Perché in Europa la battaglia per avere una tracciabilità totale degli ingredienti non è mai passata. “Bruxelles l’ha vista come una sorta di attentato alla libera circolazione delle merci. Concetto che nasconde in realtà l’interesse degli industriali della trasformazione a potersi rifornire dove meglio credono e meno spendono, senza dover dare indicazioni. Tantomeno al consumatore finale”. Ed ecco servito il pasticcio perfetto: se l’uovo tossico è entrato nel circolo nei lavorati vai a sapere dove è finito.</p>
<p style="text-align: justify;">“In realtà le autorità sanitarie europee hanno i mezzi per ricostruirlo e lo stanno facendo, come dimostrano i sequestri. Ma quello che non può farlo è chi se le deve mangiare, il cittadino” dice Manfredini che la sa lunga e con l’occhio addestrato unisce i puntini spazio-temporali. “Mi fa rabbia che queste cose succedano sempre negli stessi Paesi. Sarà un caso? Mi indigna come le autorità olandesi abbiano dichiarato in un primo momento che era stata rilevata una presenza ma che non c’erano problemi, in un secondo che il prodotto poteva essere moderatamente pericoloso e infine che quello stesso prodotto è molto pericoloso per i bambini. Insomma le informazioni centellinate, tardive, contraddittorie sembrano rese apposta per coprire delle responsabilità. Idem in Italia, dove il Ministero della Salute dice che non c’è alcuna partita alimentare contaminata e poi passa ai sequestri”.</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie a questi messaggi contraddittori si alimenta il panico. “Certo, la gente smette di mangiare le uova o la carne. E’ condannata a comportamenti irrazionali”. Anche la reazione dei governi sembra goffa e tardiva. “Mi fa impressione che su questa cosa siano in allerta 15 Paesi ma che venga annunciato <em>urbi et orbi</em>che si riuniranno per affrontare la situazione il 26 settembre: sembra una barzelletta”. C’è chi come <strong>Codacons</strong> e Verdi chiede di sequestrare tutte le uova non italiane, è una soluzione? “Se arriviamo a questo significa che l’intero sistema di rintracciabilità europeo non funziona e forse sarà inevitabile. Ma le autorità europee dovrebbero essere in grado, altrimenti si frantuma il sistema stesso con cui l’Europa, da mucca pazza in poi, ha costruito la filiera alimentare delle merci che la attraversano e la nutrono . Lo scandalo della carne di cavallo alla diossina un anno fa a dimostrato la debolezza di questo sistema, la facilità con cui entra in crisi. Adesso ci risiamo. Un puntello per rafforzarlo? Rendere pubblici tutti i dati sulle importazioni, ma chi ha paura della trasparenza”.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte Il Fatto Quotidiano di <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/tmackinson/ptype/articoli/" rel="author">Thomas Mackinson</a></p>
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		<title>In Brasile si gioca anche la partita del made in Italy.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Jun 2014 11:26:47 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13px;"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/madeintaly-brasile.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-7896" alt="madeintaly-brasile" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/madeintaly-brasile.jpg" width="960" height="568" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/madeintaly-brasile.jpg 960w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/madeintaly-brasile-300x177.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/madeintaly-brasile-456x270.jpg 456w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></a>C&#8217;è sempre un’apprensione <strong>100% made in Italy</strong> in Brasile che non riguarda i mondiali di calcio. A darne notizia, nei giorni in cui gli occhi di tutto il mondo sono puntati sul Paese carioca, è <strong>Coldiretti</strong>, preoccupata per quel che si troveranno a tavola i nostri azzurri, i tifosi italiani che seguiranno sul posto il campionato del mondo in Brasile e, perché no, tutti i brasiliani e gli altri turisti che vorranno <strong>gustare il vero cibo italiano</strong>.</span><b></b></p>
<p style="text-align: justify;">A cominciare dal nostro <strong>famosissimo Parmigiano</strong>, il Brasile, infatti, si classifica tra i Paesi dove più sono diffusi i prodotti alimentari Made in Italy taroccati, che vanno dal Parmesao alla Pomarola fino al salame Milano di tipo carioca.</p>
<p style="text-align: justify;">Coldiretti sottolinea come sull’atteso appuntamento calcistico le ombre non riguardino solo i ritardi nei lavori e le proteste delle classi più disagiate, ma anche la qualità dei piatti serviti come italiani senza alcun legame con il sistema produttivo nazionale. Un inganno in cui rischiano di cadere le centinaia di migliaia di tifosi che da tutto il mondo arriveranno in Brasile per seguire il campionato di calcio e che &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; rischia di provocare un grave danno economico e di immagine alla produzione Made in Italy.</p>
<p style="text-align: justify;">L’azione di una task force della Coldiretti ha permesso di scoprire la commercializzazione di prodotti come il Gran formaggio tipo grana, la ricota d’Itália, il formaggio tipo a d’Itália, la pomarola, il parmesao e il salame tipo Milano rigorosamente prodotti in Brasile. Tutti prodotti che &#8211; continua la Coldiretti &#8211; possono trarre in inganno sulla reale origine anche perché spesso le confezioni richiamano nei colori al tricolore e nelle immagini all’Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche per questo è particolarmente apprezzabile – sostiene la Coldiretti &#8211; la campagna istituzionale &#8220;#iomangioitaliano&#8221;, realizzata dal ministero delle Politiche agricole alimentari in collaborazione con la Figc con un testimonial di eccezione: il commissario tecnico della Nazionale di calcio Cesare  Prandelli, protagonista dello spot istituzionale dell&#8217;iniziativa,  visibile anche sul sito Internet del governo.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;obiettivo prioritario della <strong>campagna  #iomangioitaliano</strong> &#8211; sottolinea Coldiretti &#8211; è quello di contrastare a contraffazione attraverso l&#8217;informazione e aumentare il grado di  conoscenza dei marchi <strong>Dop e Igp,</strong> tra i consumatori raccontandone il valore e le caratteristiche distintive. Legare insieme due simboli del Made in Italy come il <strong>cibo italiano</strong> e la <strong>nazionale di calcio</strong> è un importante <strong>sostegno all’azione delle imprese</strong> che lottano per conquistare spazi di mercato nella difficile congiuntura economica. Gli azzurri &#8211; precisa la Coldiretti &#8211; sono gli ambasciatori dell’italianità nel mondo che trova proprio nell’alimentazione il suo carattere più distintivo. Il falso made in Italy a tavola vale nel mondo 60 miliardi pari a quasi il doppio del valore delle esportazioni dei prodotti alimentari nazionali originali.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte Redazione Earth Day Italia</p>
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		<title>Natale 2013 in 48 milioni a casa e 32 per motivi economici</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Dec 2013 13:58:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di Redazione Il parlamentare.it/ Se vai in vacanza trovi chi ti controlla e allora stanno quasi tutti a casa. Di certo sarebbe da sciocchi credere che stare a casa, in Italia, sia una sventura per tanti che abitano nel lusso e nel prestigio di mura antiche, castelli, dimore d&#8217;epoche, centri storici di città d&#8217;arte, etc., [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/natale-in-casa.jpg"><img decoding="async" alt="natale-in-casa" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/natale-in-casa.jpg" width="790" height="466" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Natale 2013: 32 milioni di italiani a casa per l&#8217;effetto della crisi</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">di Redazione Il parlamentare.it/</p>
<p style="text-align: justify;">Se vai in vacanza trovi chi ti controlla e allora stanno quasi tutti a casa. Di certo sarebbe da sciocchi credere che stare a casa, in Italia, sia una sventura per tanti che abitano nel lusso e nel prestigio di mura antiche, castelli, dimore d&#8217;epoche, centri storici di città d&#8217;arte, etc., etc. Per molti, però, stare a casa è l&#8217;unico modo di pensare una ricorrenza come il Natale, tra parenti, amici, in famiglia. E&#8217; giusto che ognuno viva come può le festività ma non è assolutamente giusto che la Politica italiana continui ogni giorno a &#8220;fare il callo&#8221; alla povertà sempre più crescente con tutti i danni che essa comporta sulla sanità, sull&#8217;agroalimentare, dunque sui cibi che giungono a tavole, sui servizi in generale. Siamo tutti portati naturalmente ad esorcizzare la crisi ma l&#8217;impegno della politica deve essere volto a rivedere gli accordi internazionali che hanno praticamente demolito l&#8217;Economia Italiana, come ha recentemente dimostrato Coldiretti che alle frontiere ha mostrato cosa di pessimo per la nostra economia e per la nostra salute, giunge dall&#8217;Europa. Privi di una regolamentazione concreta in tal senso ogni fondo sarà un sollievo ma non una cura della malattia che sembra essere allo stato terminale.</p>
<p style="text-align: justify;">Saranno 12 milioni gli italiani che faranno una vacanza tra Natale e Capodanno, dato che, raffrontato al 2012, segna una flessione del 3%. Ciò vuol dire che i restanti 48 milioni di italiani non si sposteranno da casa durante le festività e di essi addirittura 32 milioni non lo faranno per motivi economici. I dati arrivano da Federalberghi.</p>
<p style="text-align: justify;">In particolare a Natale la flessione di italiani in movimento sarà dell&#8217;8% (da 6,6 milioni del 2012 a 6,07 milioni di quest&#8217;anno), con la stragrande maggioranza che rimarrà in Italia ed alloggerà per economizzare in casa di parenti o amici, mentre a Capodanno si muoveranno quasi 6 milioni di connazionali rispetto ai 5,8 milioni del 2012 (+3%), con un incremento di italiani che andranno all&#8217;estero &#8220;spinti probabilmente &#8211; secondo Federalberghi &#8211; da tariffe più vantaggiose che non risentono del clima di oppressione fiscale nel quale le nostre aziende si trovano a lavorare&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">La foto è di Donato Palumbo di cui vi suggeriamo di approfondire la conoscenza su &#8220;fotocommunity&#8221;</p>
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		<title>Il caos che governa la Camera di Commercio di Cosenza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Oct 2013 22:12:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[di Il Parlamentare.it / Il membro della Giunta della Camera di Commercio di Cosenza Pietro Tarasi ha votato contro la relazione previsionale 2014. Ciò accade in un momento difficile che la CCIAA di Cosenza sembra stia attraversando a causa di una serie di ricorsi al TAR presentati dalle organizzazioni di categoria avverso un decreto della [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_6477" aria-describedby="caption-attachment-6477" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="camera-di-commercio-di-cosenza" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/camera-di-commercio-di-cosenza.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-6477" title="camera-di-commercio-di-cosenza" alt="La Camera di Commercio di Cosenza" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/camera-di-commercio-di-cosenza.jpg" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/camera-di-commercio-di-cosenza.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/camera-di-commercio-di-cosenza-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/camera-di-commercio-di-cosenza-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-6477" class="wp-caption-text">La Camera di Commercio di Cosenza</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">di Il Parlamentare.it /</p>
<p style="text-align: justify;">Il membro della Giunta della <strong><a href="http://www.cs.camcom.it/" target="_blank">Camera di Commercio di Cosenza</a> Pietro Tarasi</strong> <strong>ha votato contro la relazione previsionale 2014</strong>. Ciò accade in un momento difficile che la CCIAA di Cosenza sembra stia attraversando a causa di una serie di ricorsi al TAR presentati dalle organizzazioni di categoria avverso un decreto della Regione Calabria nel quale &#8211; come afferma lo stesso Tarasi &#8211; si davano pesi e misure per poter riorganizzare e ridare rappresentanza all&#8217;Ente Camerale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>PIETRO TARASI: &#8220;NO&#8221; AD APPROVAZIONE BILANCIO SENZA SISTEMA IMPRESE LOCALI</strong><br />
Pietro Tarasi che rappresenta una parte importante della provincia di Cosenza come <a href="http://www.confcommercio.cs.it/" target="_blank">Confcommercio</a>, <a href="http://www.coldiretti.it/Pagine/default.aspx" target="_blank">Coldiretti</a>, <a href="http://www.casartigiani.org/" target="_blank">Casa Artigiani</a>, <a href="http://www.cnacs.it/" target="_blank">CNA</a>, <a href="http://web.confapi.org/index.php" target="_blank">Confapi </a>e altre, si chiede come sia possibile impegnare preventivamente un bilancio con una Giunta, senza un opportuno coinvolgimento del Sistema delle Imprese locali. Non essendoci  una corrispondenza tra la rappresentanza e la Giunta &#8211; ha dichiarato Pietro Tarasi &#8211; non si può pensare di prevedere il futuro.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>LE RAGIONI CHE HANNO PROVOCATO IL VOTO CONTRO</strong><em><br />
&#8220;Tra le <strong>ragioni che hanno provocato il mio voto contro</strong> l&#8217;approvazione del Bilancio preventivo 2014 &#8211; </em><strong>ha dichiarato Pietro Tarasi ai microfoni del Gruppo ADN ITALIA</strong><em>&#8211; vi è <strong>la completa assenza di risultati,</strong> almeno dichiarati. Nel senso che nella relazione previsionale e programmatica sono state dette le cose fatte. Su quello che sia stato fatto &#8211; </em>continua il Consigliere Tarasi<em> &#8211;  un  mero elenco ci può state e no, ma sicuramente i <strong>risultati debbono essere dei dati</strong> di cui non mi pare avere letto traccia. Ciò sta a significare, e questa è la cosa più grave &#8211; conclude il Consigliere Pietro Tarsari &#8211; che <strong>questa consiliatura ha segnato il passo e ha avuto certamente qualche problema</strong>: uno su tutti il <strong>fallimento della Banca di Garanzia</strong> che sicuramente la dice tutta sulle politiche di accesso al credito dell&#8217;Impresa in un momento in cui l&#8217;accesso al credito è fondamentale. Questo basta e avanza per dire basta al passato ma cambiamo anche il futuro&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>IL FALLIMENTO DELLA BANCA DI GARANZIA E NON SOLO</strong><br />
Una Banca di Garanzia fallita, gli auspici del <strong>Presidente Giuseppe Gaglioti</strong> (dopo un importantissimo sostegno finanziario erogato in occasione del Vinitaly 2013) di dare vita insieme alla Provincia di Cosenza all&#8217;Enoteca di Calabria che fosse anche sede dell&#8217;Accademia del Magliocco che la Provincia, invece, pare abbia realizzato tenendo fuori la CCIAA di Cosenza. A ciò si aggiungano importanti progetti iniziati e mai finiti a causa di mesi e mesi di ritardo procurati da indecisioni e inesattezze compiuti dalla stessa Camera di Commercio di Cosenza, pare siano solo alcuni degli ingredienti di un&#8217;Azienda che effettivamente deve trovare il modo di guardare avanti rispettando i lavoratori che, in fondo, la compongono.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ECCO COME DOVEVA NASCERE LA BANCA DI GARANZIA</strong><br />
Per quanto riguarda la Banca di Garanzia il presente sembra non poter giustificare tutte le parole dette e per le quali, di certo, sono stati investiti danari dei contribuenti. E&#8217; sufficiente ritornare un attimo al passato per capire la gravità delle questioni segnalate dal Consigliere Pietro Tarasi: vedi <a href="https://ilparlamentare.it/2011/10/news-giuseppe-gaglioti-nasce-banca-di-garanzia-per-il-sostegno-imprese/">https://ilparlamentare.it/2011/10/news-giuseppe-gaglioti-nasce-banca-di-garanzia-per-il-sostegno-imprese/</a> &#8211; vedi anche <a href="https://ilparlamentare.it/2011/10/3071/">https://ilparlamentare.it/2011/10/3071/</a>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ANCHE L&#8217;ENOTECA DI CALABRIA E&#8217; STATA REALIZZATA SENZA LA CCIAA DI COSENZA</strong><br />
Questo pare fosse il senso della collaborazione presso il Vinitaly 2013 che sembrava avere unito provincia di Cosenza e Camera di Commercio che, a sostegno del Brand Terre di Cosenza ha rivolto un notevole investimento economico. In tale occasione l&#8217;auspicio del <strong>Presidente della CCIAA di Cosenza Giuseppe Gaglioti</strong> pare andasse nella direzione di una collaborazione che potesse dare vita nelle sede dell&#8217;<strong>Enoteca di Calabria</strong>, anche a quella dell&#8217;<strong>Accademia del Magliocco</strong>&#8230;ma così, almeno da quanto si apprende dai comunicati relativi all&#8217;inaugurazione dell&#8217;Enoteca di Calabria, la grande assente è stata proprio la Camera di Commercio di Cosenza, almeno nelle persone dei suoi massimi rappresentanti. Vedi: <a href="http://vinoit.it/2013/04/terre-di-cosenza-a-vinitaly-2013-bilancio-positivo/">http://vinoit.it/2013/04/terre-di-cosenza-a-vinitaly-2013-bilancio-positivo/</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>PRESTO NOVITA&#8217; PER GLI ORGANI DELLA STAMPA</strong><br />
Pare che il fermento nella CCIAA di Cosenza non si estingua solo al lamento di <strong>Pietro Tarasi</strong> e delle molte Istituzioni che il Consigliere rappresenta.<br />
A proposito di <strong>importanti progetti incompiuti,</strong> ad esempio, da quanto risulta alla nostra Redazione interessata al caso, ci saranno presto novità che verranno &#8211; assai probabilmente &#8211; condivise con l&#8217;opinione pubblica a mezzo conferenza stampa telematica.<br />
Secondo le indiscrezioni, infatti, una Fondazione dal prestigio riconosciuto in ambito internazionale pare abbia deciso di rendere di dominio pubblico un&#8217;assurda esperienza vissuta nella mura della CCIAA di Cosenza da un anno a questa parte. La nota Fondazione avrebbe deciso di portare fuori dalle mura camerali la questione proprio per far si che i problemi creati da questioni interne agli Enti Camerali non finiscano per nuocere alle istituzioni che sviluppano progetti per il bene comune a danno, tra l&#8217;altro, dello sviluppo economico dello stesso territorio. Un paradosso che, a parere della Fondazione, dovrà essere sviscerato perché evidenzia un malessere interno che senza interventi di rinnovamento, rischia di compromettere il futuro dell&#8217;economia locale, oltre che sprecare danari dei contribuenti. La stessa CCIAA di Cosenza &#8211; infatti &#8211; avrebbe ammesso di recente di avere commesso un errore grave che sarebbe causa del fermo del progetto che si svolge, tra l&#8217;altro, con l&#8217;Adesione del Presidente della Repubblica. Questo è certamente un validissimo motivo per cui vale la pena di spiegare cosa c&#8217;è che non va.</p>
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		<title>Crisi: 68% degli italiani ha tagliato pasti nei ristoranti</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2013/09/crisi-68-degli-italiani-ha-tagliato-pasti-nei-ristoranti/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Sep 2013 20:38:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di F.G. Ecco come una Nazione diventa povera mentre l&#8217;Italia della politica non riesce a risolvere i suoi problemi. Una discesa libera che, superato il punto di non ritorno, indurrà una importante percentuali di italiani a doversi rendere conto del fatto che il futuro non c&#8217;è, perché per costruire il futuro di una intera società [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_6371" aria-describedby="caption-attachment-6371" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="Crisi_in_Italia_2" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Crisi_in_Italia_22.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-6371" title="Crisi_in_Italia_2" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Crisi_in_Italia_22.jpg" alt="Crisi: 65% Italiani tagliano pasti nei risoranti e risparmiano in casa" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Crisi_in_Italia_22.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Crisi_in_Italia_22-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Crisi_in_Italia_22-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-6371" class="wp-caption-text">Crisi: 65% Italiani tagliano pasti nei risoranti e risparmiano in casa</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">di F.G.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco come una Nazione diventa povera mentre l&#8217;Italia della politica non riesce a risolvere i suoi problemi. Una discesa libera che, superato il punto di non ritorno, indurrà una importante percentuali di italiani a doversi rendere conto del fatto che il futuro non c&#8217;è, perché per costruire il futuro di una intera società è necessaria una politica coesa e lungimirante che pensa solo ed esclusivamente alla crescita. Il dubbio, però, che pochissimi sappiano cosa significhi &#8220;crescita&#8221; è legittimo e di certo vedremo che scoperti gli altarini ormai prossimi, tutti ce ne renderemo conto.</p>
<p>ASCA &#8211; <strong>Per effetto della crisi il 68 per cento degli italiani</strong> <strong>ha tagliato i pasti fuori casa nei ristoranti,</strong> al bar in trattoria o in pizzeria mentre <strong>il 60 per cento ha anche ridotto le spese per l&#8217;intrattenimento</strong> con una netta tendenza al peggioramento rispetto allo scorso anno ed effetti drammatici sulle imprese e sull&#8217;occupazione, evidenziati anche da Confesercenti. <strong>C&#8217;e&#8217; un 57% degli italiani, poi costretto a tagli anche nei prodotti domestici</strong> di largo consumo.<br />
<strong></strong></p>
<p><strong>COLDIRETTI: 68% DEGLI ITALIANI HA TAGLIATO PASTI NEI RISTORANTI<br />
E&#8217; quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Nielsen relativi al secondo trimestre 2013</strong> dai quali si evidenzia il rischio di alimentare ulteriori effetti recessivi al consumo con l&#8217;aumento dell&#8217;aliquota Iva che scatta il primo ottobre. Minori acquisti riguardano infatti &#8211; sottolinea Coldiretti in una nota &#8211; dal 68 per cento dei consumatori che hanno tagliato sull&#8217;abbigliamento al 43 per cento che usano meno l&#8217;auto ma anche il 57 per cento degli italiani che per risparmiare e&#8217; stato costretto a scegliere a prodotti piu&#8217; economici nel largo consumo. Un esempio eclatante &#8211; precisa Coldiretti &#8211; e&#8217; rappresentato dal fatto che per la prima volta dal loro arrivo in Italia si e&#8217; addirittura ridotta la spesa degli italiani per l&#8217;acquisto di insalate pronte fresche e confezionate (IV gamma) che erano state immuni dalla crisi ed in grado di esprimere fino ad ora tassi di crescita anche a due cifre.<br />
Per questi prodotti &#8211; riferisce Coldiretti &#8211; si e&#8217; verificato un crollo record della spesa del 7,5 per cento nei primi otto mesi dell&#8217;anno rispetto allo stesso periodo del 2012 secondo l&#8217;Ismea. Gli italiani adesso preferiscono passare piu&#8217; tempo in cucina a lavare e tagliare l&#8217;insalata e sottrarre tempo al tempo libero pur di contenere i budget familiari. Fino alla fine del 2012, gli acquisti delle verdure di IV gamma &#8211; ricorda Coldiretti &#8211; hanno registrato un costante trend in crescita, complici l&#8217;elevato contenuto di servizio e la praticita&#8217; d&#8217;uso che ne hanno fatto impennare i consumi del 380 per cento in dieci anni nonostante prezzi decisamente piu&#8217; elevati rispetto al fresco tradizionale. A preoccupare per i prossimi mesi e&#8217; quindi &#8211; sostiene la Coldiretti &#8211; l&#8217;aumento dell&#8217;aliquota Iva che avrebbe un effetto valanga sull&#8217;88 per cento della spesa degli italiani che viene trasportato su strada, a seguito del rincaro del costo del carburante.</p>
<p>L&#8217;innalzamento dell&#8217;aliquota dal 21 al 22 per cento &#8211; evidenzia l&#8217;associazione di caegoria &#8211; colpisce direttamente i bicchieri degli italiani con rincari dalle bevande gassate ai superalcolici, dai spumanti alla birra, dai succhi di frutta al vino, fino all&#8217;acqua minerale, mentre sono esclusi la maggioranza dei prodotti di largo consumo come frutta, verdura, carne, latte e pasta. In realta&#8217; ad essere coinvolto e&#8217; l&#8217;intero sistema economico. Se si vuole ripartire il primo punto da affrontare &#8211; conclude la Coldiretti &#8211; e&#8217; quello di non penalizzare ulteriormente i consumi riducendo ulteriormente il potere di acquisto, compromesso dalla crisi</p>
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		<title>8 italiani su 10 tagliano la spesa. Nasce primo Brand Alimentare Etico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Jan 2012 13:34:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Top News]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_3680" aria-describedby="caption-attachment-3680" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/2012/01/8-italiani-su-10-tagliano-la-spesa-nasce-primo-brand-alimentare-etico/store-alimenti-sani/" rel="attachment wp-att-3680"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-3680" title="store-alimenti-italiani" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/store-alimenti-sani.jpg" alt="" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/store-alimenti-sani.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/store-alimenti-sani-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/store-alimenti-sani-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-3680" class="wp-caption-text">store-alimenti-italiani</figcaption></figure>
<p>Gli italiani guardano con timore e diffidenza al 2012: quasi uno su due (48%) ritiene che la situazione economica del Belpaese sia pessima e il 36% si aspetta un ulteriore peggioramento delle condizioni della propria famiglia. E&#8217; quanto emerge dal sondaggio Confesercenti-Swg. Inoltre, nel 2011 83 italiani su 10 (83%) hanno tagliato le spese e la crisi continua a mordere: solo il 62% riesce a coprire con lo stipendio le spese mensili, mentre uno su quattro (28%) arriva solo alla terza settimana.</p>
<p>In questo ambito entra nel mercato il <strong>primo Brand Etico nel mondo Alimentare</strong> che veicola per mezzo della rete un <strong>sistema anticrisi per le famiglie</strong>. Vende alimenti di primissima scelta proveniente dai contadini italiani (le migliori produzioni) a prezzi assolutamente inferiori a quelli del mercato che subisce l&#8217;incremento dovuto ai costi della grande distribuzione. Una vera manna dal cielo sia per le famiglie che si vedono costrette a limitare i costi della spesa e a rinunciare a prodotti di qualità a causa della sterra finanziaria dovuta alla crisi, che per tutti coloro i quali desiderano alimentarsi attraverso la Dieta Mediterranea. I prodotti sono offerti sotto forma di dispense settimanali ben studiate per tutte le esigenze. Si chiama <strong>&#8220;Dispensa Simply Med&#8221; (semplicemente mediterraneo)</strong> reperibile su <strong><span style="color: #0000ff;"><a title="Store Alimenti genuini prodotti nelle campagne italiane" href="http://www.dispensasimplymed.it" target="_blank"><span style="color: #0000ff;">www.dispensasimplymed.it</span></a></span></strong> o su <a title="Store Alimenti genuini prodotti nelle campagne italiane" href="http://www.dietamediterraneasrl.it" target="_blank"><strong>www.dietamediterraneasrl.it</strong>.</a></p>
<p><strong>I prodotti Alimentari Simply Med provengono esclusivamente dalle campagne italiane</strong> anche grazie a contratti stipulati con <strong>Coldiretti Calabria</strong> e i suoi negozi <strong>&#8220;Campagna Amica&#8221;</strong> ove si <strong>vende km Zero</strong>, oltre che con i più noti consorzi oleari del Sud Italia, come <strong>COFIR</strong>, noti per la produzione di uno degli olii più salutistici al mondo.</p>
<p>Il sondaggio Confesercenti-Swg sulle prospettive economiche per il 2012 evidenzia un maggior pessimismo rispetto allo scorso anno: a dichiarare che la situazione economica italiana è pessima è il 48% contro il 33% del 2010, mentre il 36% (contro il 18% dello scorso anno) ritiene di aspettarsi un ulteriore peggioramento delle condizioni economiche della propria famiglia nei prossimi 12 mesi. Si affievolisce inoltre la fiducia nel cambiamento: il 47% non crede in un cambio di marcia per l&#8217;anno appena cominciato, sia in positivo sia in negativo, mentre coloro che si dichiarano fiduciosi in un futuro miglioramento sono solo il 17% (in calo rispetto al 24% dell&#8217;anno precedente). Anche il 2011 è stato caratterizzato da prudenza: l&#8217;83% (contro il 69% del 2010) ha tagliato le spese, soprattutto riguardo l&#8217;abbigliamento e le calzature, le vacanze e gli acquisti per la casa; mentre solo il 5% ha aumentato le spese. Aumenta inoltre la difficoltà a far quadrare il bilancio familiare per arrivare a fine del mese: scende infatti la quota di persone che riesce, con il proprio il reddito, a coprire in tranquillità le spese mensili (il 62% contro il 72% del 2010), mentre sale al 28% la fetta che riesce a far fronte a tutte le spese fino alla terza settimana (era il 20% nel 2010). Il 10% confessa di arrivare solo alla seconda. Dalla classe politica, infine, gli italiani si aspettano onestà (45%) e serietà (24%). Sembrano invece interessare meno la questione morale (13%) ed il rispetto dei principi di un&#8217;etica comune (10%). L&#8217;umiltà (8%) è la qualità meno richiesta per una buona classe politica.</p>
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