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	<title>cicas &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>DE ROSE (CICAS): Italia, bomba sociale pronta ad esplodere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Mar 2022 12:38:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[anna maria de rose]]></category>
		<category><![CDATA[cicas]]></category>
		<category><![CDATA[finanza]]></category>
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					<description><![CDATA[A farsi sentire e a dire le cose come stanno per davvero è Anna Maria De Rose responsabile Nazionale CICAS Terzo Settore e Finanza Agevolata, voce autorevole nel settore Finanza. &#8220;PMI al collasso tra caro materie prime e termine moratorie. Subito sospensione delle posizioni in Centrale dei Rischi e Crif. Anna Maria De Rose, Responsabile [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">A farsi sentire e a dire le cose come stanno per davvero è Anna Maria De Rose responsabile Nazionale CICAS Terzo Settore e Finanza Agevolata, voce autorevole nel settore Finanza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;PMI al collasso tra caro materie prime e termine moratorie. Subito sospensione delle posizioni in Centrale dei Rischi e Crif. <strong>Anna Maria De Rose</strong>, <strong>Responsabile Nazionale CICAS Terzo Settore Finanza Agevolata</strong>, fotografa l’attuale situazione sociale ed economica del Paese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si è già discusso molto sulla crisi dell’intero tessuto economico italiano, che negli ultimi due anni è stato messo a dura prova dalla Pandemia e dalle restrizioni indotte dalle stessa, ma ancora troppo poco sul colpo di grazia che spazzerà via migliaia di PMI che è la<strong> “tempesta perfetta” </strong>alla quale stiamo assistendo negli ultimi mesi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ci si riferisce in particolar modo all’<strong>aumento vertiginoso delle materie prime in tutti i settori produttivi</strong>, che va dal caro carburanti al caro dell’energia per passare attraverso il caro dei fertilizzanti e scarsità di materie prime in agricoltura dovute alla guerra in Ucraina. A tutto questo va ad aggiungersi la scadenza del termine della sospensione delle moratorie concesse alle imprese ed alle famiglie causa Covid su mutui e leasing, e il mancato pagamento delle rate della rottamazione che pone già<strong> a rischio fallimento circa 500.000 aziende.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>A soffrire dell’attuale situazione sono infatti tutti i settori produttivi,</strong> contrariamente alla crisi scatenata dalla Pandemia che aveva coinvolto “solamente” alcune categorie quali il canale&nbsp;<strong><a rel="noreferrer noopener" href="http://ho.re.ca/" target="_blank">Ho.Re.Ca</a>&nbsp;</strong>ad esempio, e che aveva lasciato sul selciato, già agonizzanti, migliaia di imprese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si sono aggiunti infatti negli ultimi mesi migliaia di aziende operanti nel settore dei trasporti e della logistica, nel settore della pesca, in agricoltura, nel turismo, nonché le imprese sociali operanti nel Terzo Settore che a fronte di ricavi bloccati per convenzioni con Enti Pubblici si ritrovano triplicati i prezzi dei servizi e sono in forte affanno.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Tutte le PMI quindi si ritrovano strette in una morsa che le stritola</strong>, fatta da un lato dall’aumento vertiginoso dei prezzi e dei servizi dall’altro dal ripristino delle rate dei leasing e dei mutui, che se non pagate spingono le stesse ad essere segnalate in quelle che sono le spirali mortali per le aziende e cioè <strong>Centrale dei Rischi (CR) e Crif, due banche dati che decidono di fatto la morte o la sopravvivenza di un’azienda,</strong> poiché ricordiamo che essere considerati dalle stesse “cattivi pagatori” ti nega l’accesso a qualunque forma di credito o sovvenzione futura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A tutto ciò il Governo non ha pensato come porre rimedio cercando esclusivamente di risolvere il rincaro dei prezzi, ma il problema vero è il mancato futuro accesso al credito, che sarà inibito a migliaia di aziende alle quali non resterà altro che dichiarare fallimento lasciando per strada migliaia di lavoratori che si riverseranno nel sistema del welfare italiano e regionale che non si sa se ad oggi sarà in grado di reggere l’onda d’urto.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quali soluzioni adottare allora?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Innanzitutto la sospensione e il congelamento dell’iscrizione in CRIF delle aziende e persone fisiche segnalate per mancato pagamento di Leasing e prestiti negli ultimi due anni, per un periodo da protrarsi almeno sino al 2024 per dare il tempo alle stesse di rimettersi in bonis, quale seconda priorità riapertura e rimodulazione di tutte le rateizzazioni in essere con termine per le riproposte sino a giugno 2022, concedendo maggiori dilazioni al fine di consentire a tutti di rimettersi in pari con le scadenze e ricominciare &nbsp;serenamente a pagare.&nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Diversamente prepariamoci ad un lungo periodo di crisi sociale dal quale sarà difficilissima la ripresa.&#8221;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anna Maria De Rose</p>



<p class="wp-block-paragraph">Responsabile Nazionale CICAS Terzo Settore e Finanza Agevolata</p>
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