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	<title>cia &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Spiare è un dovere e anche farsi spiare. Ne parla Alessandro Corneli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Sep 2013 20:20:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro corneli]]></category>
		<category><![CDATA[cia]]></category>
		<category><![CDATA[Edward Snowden]]></category>
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					<description><![CDATA[Finalmente! Ora la mia riflessione è passata nientemeno che all&#8217;Esperto, un vero mito dell&#8217;Analisi, il Prof. Alessandro Corneli. Fino a ieri temevo che qualcuno mi prendesse per matto&#8230;di questi tempi.., quando, a proposito del Datagate e delle dichiarazioni di c ho pubblicato il mio pensiero favorevole alla necessità di dovere rinunciare intelligentemente all&#8217;idea di potere avere [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_6320" aria-describedby="caption-attachment-6320" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="intelligence" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/intelligence.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-6320" title="intelligence" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/intelligence.jpg" alt="Spiare è un dovere.., e anche farsi spiare" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/intelligence.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/intelligence-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/intelligence-160x90.jpg 160w" sizes="(max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-6320" class="wp-caption-text">Spiare è un dovere.., e anche farsi spiare</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Finalmente! Ora la mia riflessione è passata nientemeno che all&#8217;Esperto, un vero mito dell&#8217;Analisi, il Prof. Alessandro Corneli. Fino a ieri temevo che qualcuno mi prendesse per matto&#8230;di questi tempi.., quando, a proposito del Datagate e delle dichiarazioni di c ho pubblicato il mio pensiero favorevole alla necessità di dovere rinunciare intelligentemente all&#8217;idea di potere avere una propria privacy (vedi <a href="https://ilparlamentare.it/2013/09/datagate-o-troppo-cretini-o-troppo-intelligenti/">https://ilparlamentare.it/2013/09/datagate-o-troppo-cretini-o-troppo-intelligenti/</a>). Oggi, mi conforta la prestigiosa compagnia alla quale consegno il vostro desiderio di sapere cose che pochi sanno. Fabio Gallo</p>
<p style="text-align: center;">a cura di <strong>Alessandro Corneli</strong> &#8211; www.grrg.eu</p>
<p style="text-align: justify;">La notizia da cui parto è questa: la presidente del Brasile, <strong>Dilma Rousseff</strong>, avrebbe deciso, secondo la stampa brasiliana, di cancellare la sua visita ufficiale negli Stati Uniti, programmata per il prossimo 23 ottobre. Il motivo? La rivelazione, da parte di <strong>Edward Snowden</strong>, la ‘talpa’ del Datagate, che gli Stati Uniti hanno spiato le e-mail della Rousseff e della compagnia statale brasiliana del petrolio, Petrobras.</p>
<p style="text-align: justify;">Le “rivelazioni” di Snowden hanno solo reso pubblico ciò che si sapeva in privato; in più hanno dimostrato quanto sia vasta la rete americana destinata alla raccolta delle informazioni e come si serva di “alleati” insospettabili. Se ci fosse uno Snowden anche per altri grandi Paesi, ci si accorgerebbe che <strong>gli Usa non sono i soli a investire enormi risorse per sapere che cosa fanno gli “altri”, Stati e imprese soprattutto</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Uno Stato che non investisse risorse per sapere che cosa fanno o hanno intenzione i fare i suoi principali interlocutori in campo politico-diplomatico, militare, economico, finanziario, energetico, ecc. , sarebbe uno Stato irresponsabile.</p>
<p style="text-align: justify;">Di per sé lo spionaggio è vietato e infatti le leggi nazionali sono severe con le spie. Ma si fa lo stesso, violando la sovranità e le leggi degli altri Stati. Ogni tanto si coglie qualcuno con le mani nel sacco e, se le circostanze lo consigliano, si “monta” un caso: proteste diplomatiche, eventuali processi, espulsioni, ecc. Ad uso politico interno.</p>
<p style="text-align: justify;">In realtà, <strong>se c’è bisogno di sapere che cosa fanno gli altri, è anche opportuno che gli altri sappiano che cosa facciamo noi</strong>. Così spiamo e consentiamo di essere spiati. Purché si resti nei limiti della tolleranza, del buon senso. Se bastassero le dichiarazioni ufficiali dei leader politici per conoscere qual è la politica dei loro Paesi, non ci sarebbe bisogno di spiare. Se il principio di libera concorrenza fosse accompagnato dalla pari conoscenza delle mosse degli attori economici, anche nel mercato le imprese non avrebbero bisogno di spiarsi. Invece i politici vogliono extra-guadagni in termini di potere politico e gli operatori economici vogliono extra-guadagni in termini di potere economico; e gli uni e gli altri non vogliono extra-perdite. Perciò tutti spiano tutti.</p>
<p style="text-align: justify;">Poi è diverso l’uso che si fa delle informazioni acquisite. E qui entra in gioco il caso della Rousseff, delle sue e-mail e della Petrobras. Una compagnia, quest’ultima, che è cresciuta d’importanza insieme all’economia brasiliana, e per sue le sue mosse (alleanze, prospezioni, prezzi praticati, ecc.) è diventata un soggetto di grandi interesse per i poteri pubblici e privati (compagnie petrolifere, banche) americani.  Sarebbe ingenuo credere che la Rousseff abbia scoperto adesso di essere spiata dagli Usa grazie a Snowden. Il punto è che le conviene adesso sollevare la questione, contro gli Usa e contro Obama. Perché? Questo sì che i servizi segreti americani vogliono scoprire e i servizi segreti brasiliani cercano di tenere nascosto.</p>
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		<title>Enrico Mattei, De Mauro e Pasolini delitti collegati? Parola a dell&#8217;Utri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Mar 2012 12:42:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[America]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_4292" aria-describedby="caption-attachment-4292" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="marcello-dellutri" href="https://ilparlamentare.it/?attachment_id=4292"><img decoding="async" class="size-full wp-image-4292" title="marcello-dellutri" alt="Marcello dell'Utri" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/marcello-dellutri.jpg" width="469" height="278" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/marcello-dellutri.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/marcello-dellutri-300x177.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/marcello-dellutri-455x270.jpg 455w" sizes="(max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-4292" class="wp-caption-text">Marcello dell&#8217;Utri</figcaption></figure>
<p>I delitti di Enrico Mattei, Marco De Mauro e Pier Paolo Pasolini potrebbero essere legati. E Marcello Dell’Utri potrebbe aiutare a scoprire la verità. Cosa c’entra il senatore del Pdl? Lo scopriremo alla fine dell’articolo. Cominciamo con i tre omicidi. Enrico Mattei, fondatore dell’Eni, morì il 27 ottobre 1962 in provincia di Pavia. Il suo aereo precipitò, ma non fu un incidente. Qualcuno aveva messo degli esplosivi a bordo per ucciderlo. Chi è stato, non si è mai capito.</p>
<p>Cercarono di scoprirlo negli anni successivi il giornalista Mauro De Mauro e lo scrittore Pier Paolo Pasolini. Entrambi furono uccisi. Una coincidenza? Probabilmente no, sono stati zittiti, non dovevano scoprire la verità. De Mauro morì nel settembre del 1970. Secondo alcuni pentiti di mafia fu rapito e ucciso. Il suo corpo fu sciolto nell’acido. Perché? Possedeva materiale scottante sulla morte di Mattei.</p>
<p>Pasolini fu ucciso tra l’1 e il 2 novembre del 1975 all’Idroscalo di Ostia, a Roma. Fu picchiato e investito dalla sua stessa macchina. Per l’omicidio fu condannato il 17enne Pino Pelosi che, nel 2008, confessò che insieme a lui c’erano due misteriose persone. Pasolini sarebbe stato ucciso perché aveva raccolto informazioni sulla morte di Mattei per pubblicarle il romanzo d’inchiesta Petrolio.</p>
<p>Ed ecco che entra in scena Dell’Utri. Il senatore bibliofilo è in possesso dell’ultimo capitolo di Petrolio, circa ottanta pagine che potrebbero rivelare la verità. Per questo i pm di Palermo hanno deciso di ascoltarlo come persona informata dei fatti.</p>
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