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	<title>cerimonia &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla Cerimonia di apertura della 39° Conferenza FAO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[eleonora]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Jun 2015 14:38:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Television Post]]></category>
		<category><![CDATA[cerimonia]]></category>
		<category><![CDATA[conferenza]]></category>
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					<description><![CDATA[Signor Presidente della Conferenza, Signor Direttore Generale della FAO, Presidente Bachelet, Eccellenze, Signore e Signori, ho accolto con grande piacere l&#8217;invito del Direttore Generale, José Graziano da Silva, di partecipare alla 39ma sessione della Conferenza dell&#8217;Organizzazione per l&#8217;Alimentazione e l&#8217;Agricoltura, nell&#8217;anno in cui ricorre il 70° anniversario della sua fondazione avvenuta, come per l&#8217;Organizzazione delle [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Signor Presidente della Conferenza,</p>
<p>Signor Direttore Generale della FAO,</p>
<p>Presidente Bachelet, Eccellenze, Signore e Signori,</p>
<p>ho accolto con grande piacere l&#8217;invito del Direttore Generale, José Graziano da Silva, di partecipare alla 39ma sessione della Conferenza dell&#8217;Organizzazione per l&#8217;Alimentazione e l&#8217;Agricoltura, nell&#8217;anno in cui ricorre il 70° anniversario della sua fondazione avvenuta, come per l&#8217;Organizzazione delle Nazioni Unite, nel 1945.</p>
<p>L&#8217;Italia è onorata di ospitare la sede centrale della FAO, dal 1951, e di concorrere alla realizzazione della sua importante missione, alla quale contribuiscono tanti nostri connazionali.</p>
<p>E&#8217; giusto riconoscere oggi la lungimiranza dei fondatori di questa Organizzazione, e il nostro debito nei loro confronti.</p>
<p>La FAO, infatti, ha posto le basi di un sistema ove gli Stati possono collaborare proficuamente per perseguire l&#8217;obiettivo della libertà dalla fame.</p>
<p>E non si tratta, in tutta evidenza, di una questione separata rispetto alle tensioni sociali e alle minacce globali: la fame è causa concorrente o scatenante di violenze e anche di guerre, e contrastarla è una preziosa opera di pace.</p>
<p>E&#8217; un delitto trasformare cibo e acqua in strumenti di conflitto. Al contrario, sono testimonianza della indivisibilità del destino dell&#8217;umanità.</p>
<p>La FAO è la colonna portante di un&#8217;attività della comunità internazionale che si fa inevitabilmente sempre più complessa.</p>
<p>Il diritto al cibo e all&#8217;acqua sono iscritti dentro un più ampio diritto alla vita, e sorreggono un&#8217;idea di &#8220;sicurezza umana&#8221; che richiede cooperazione tra Stati, sviluppo sostenibile, riduzione delle disuguaglianze, lotta contro le povertà, impegno contro le alterazioni climatiche, contrasto delle ragioni e delle conseguenze dei disastri naturali, tutela delle biodiversità.</p>
<p>Sono parole che oggi significano: pace. Sono la sfida di oggi.</p>
<p>Signore e Signori,</p>
<p>quindici anni fa la Dichiarazione del Millennio delle Nazioni Unite indicava alcuni traguardi ambiziosi: primo fra tutti ridurre della metà, entro il 2015, la povertà estrema e la fame, nella prospettiva di un completo sradicamento della malnutrizione.</p>
<p>Sono lieto di salutare il risultato che verrà celebrato domenica 7 giugno, quando 72 Paesi riceveranno un riconoscimento per aver raggiunto l&#8217;obiettivo del dimezzamento del tasso di denutrizione.</p>
<p>E&#8217; un risultato imponente che premia gli sforzi fatti: nel 1990 il numero degli affamati superava il miliardo di essere umani. Oggi, nonostante l&#8217;incremento della popolazione, è diminuito in misura rilevante.</p>
<p>La strada da percorrere rimane lunga. Non possiamo dimenticare che 800 milioni di persone &#8211; inclusi 160 milioni di bambini minori di cinque anni ˗ vivono ancora nella disperazione non avendo il cibo per nutrirsi. O non avendone a sufficienza per crescere sani e vivere da uomini liberi.</p>
<p>La Seconda Conferenza Internazionale sulla Nutrizione, organizzata congiuntamente dalla FAO e dall&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità, e svoltasi a Roma nel novembre 2014, è stata un evento importante per aggiornare la strategia internazionale contro la fame.</p>
<p>La Dichiarazione di Roma, adottata in quell&#8217;occasione, ha, infatti, rilanciato l&#8217;impegno dei governi a favore della sicurezza alimentare, nella consapevolezza che la malnutrizione non colpisce soltanto le singole persone, in particolare le più vulnerabili come i bambini e le donne, ma rappresenta anche un pesante fardello per lo sviluppo socio-economico dei Paesi che ne sono afflitti.</p>
<p>Le disuguaglianze, anche quelle interne, non sono un prezzo necessario per la competizione e la crescita. Al contrario, disuguaglianze ed esclusioni aprono fratture sociali e deprimono le potenzialità di sviluppo. Colpiscono, in particolar modo, proprio la sostenibilità dello sviluppo.</p>
<p>A questo proposito, particolarmente significativo è l&#8217;impegno della FAO volto a costruire, attorno al tema dello sviluppo agricolo sostenibile, un contesto favorevole anche dal punto di vista sociale, politico e giuridico.</p>
<p>Per spezzare il circolo vizioso della povertà e della fame nei Paesi in via di sviluppo è infatti opportuno affiancare, agli indispensabili interventi nel settore agricolo una riflessione sulle misure più appropriate nel campo della protezione sociale, a partire dal sostegno ai piccoli agricoltori e alle loro famiglie.</p>
<p>Di pari passo, nelle regioni rurali più povere, caratterizzate spesso da un&#8217;agricoltura a conduzione familiare, va sostenuta un&#8217;equa distribuzione delle terre e un accesso più diretto ai mercati per i prodotti che vengono coltivati.</p>
<p>Altrettanto cruciale è favorire il rafforzamento del ruolo delle donne, le quali contribuiscono in modo sostanziale ad accrescere la produttività, a ridurre la malnutrizione e a migliorare le condizioni di vita generali.</p>
<p>In molti casi, purtroppo, le donne sono ostacolate nell&#8217;accesso a strumenti e tecnologie produttive; incontrano maggiori difficoltà per ottenere credito; subiscono discriminazioni nel campo dell&#8217;istruzione.</p>
<p>Sconfiggere la povertà e la malnutrizione è possibile. Difficile ma possibile.</p>
<p>L&#8217;umanità non può rinunciare a questo traguardo. Non ci sarà mai vera pace se permarranno queste disparità.</p>
<p>Le nazioni devono far prevalere la solidarietà sull&#8217;egoismo.</p>
<p>Il dialogo e la cooperazione possono battere il fanatismo e la sopraffazione.</p>
<p>La solidarietà comincia dal far fronte alle conseguenze dei disastri naturali, resi più frequenti dai mutamenti climatici, e agli effetti delle emergenze create da instabilità e conflitti.</p>
<p>La comunità internazionale deve essere pronta ad intervenire efficacemente non solo con misure di assistenza umanitaria, ma anche con progetti che rafforzino, nelle regioni a rischio, la capacità delle popolazioni di prevenire e affrontare le crisi e le calamità.</p>
<p>Signore e Signori,</p>
<p>accanto alla Conferenza di oggi, nella seconda metà del 2015 sono in programma eventi di grande importanza per la comunità internazionale: la Conferenza di luglio ad Addis Abeba sul Finanziamento dello sviluppo, il Vertice ONU di settembre a New York per definire la nuova Agenda dello sviluppo sostenibile, la Conferenza di dicembre a Parigi sui cambiamenti climatici.</p>
<p>La posta in gioco è altissima: tocca alla nostra generazione il compito storico di sconfiggere la fame, tocca a queste classi dirigenti mondiali far crescere, finalmente, la generazione &#8220;Fame zero&#8221;.</p>
<p>Se fallissimo, potremmo precludere il successo anche a chi verrà dopo di noi.</p>
<p>Sono convinto che ce la faremo. Ma dobbiamo essere consapevoli che porre fine alla povertà e alla fame, salvaguardare l&#8217;ambiente, garantire un futuro alle nuove generazioni, contrastare le esclusioni sociali, richiede una strategia globale.</p>
<p>Del resto povertà, diseguaglianze e disoccupazione sono mali che riguardano ogni Paese, indipendentemente dal grado di sviluppo. Sono piaghe che, in diversa misura, affliggono tutti.</p>
<p>Allo stesso modo, problematiche come quelle del clima, della scarsità di risorse naturali, dell&#8217;insicurezza alimentare ed energetica hanno conseguenze per tutti, a tutte le latitudini.<br />
Il mondo è cambiato e, di fronte a simili sfide, all&#8217;azione della comunità internazionale non basta più la vecchia dialettica Nord-Sud.</p>
<p>Il mondo interdipendente richiede da ciascuno un di più di responsabilità. La governance globale rischia altrimenti di diventare impossibile.</p>
<p>E&#8217; tempo di mettere in comune, con intelligenza e solidarietà, le risorse, le esperienze e le conoscenze di tutti, ciascuno secondo le proprie possibilità.</p>
<p>L&#8217;Italia, come la FAO, in appoggio alla FAO, è fortemente impegnata a contribuire all&#8217;elaborazione dell&#8217;Agenda universale per lo sviluppo, che, dopo il 2015, dovrà incrementare gli Obiettivi del Millennio.</p>
<p>Desidero ringraziare il Direttore Generale, José Graziano da Silva, per la sua azione diretta a nuovi traguardi di crescita, a cui va il nostro sostegno.</p>
<p>L&#8217;orizzonte è stato indicato dalle parole del Segretario Generale dell&#8217;ONU: bisogna porre &#8220;le persone e il pianeta che ci nutre in posizione centrale&#8221;.</p>
<p>La persona e il pianeta.</p>
<p>Il futuro possibile invece di un presente che tende a consumarne ogni risorsa.</p>
<p>La nuova agenda deve fondarsi sul rispetto dei diritti umani e deve essere sorretta da uno spirito di collaborazione tra governi, organismi internazionali, imprese private e comunità locali.</p>
<p>Non ci sarà pace nel mondo finché non verrà pienamente assicurato il diritto al cibo e all&#8217;acqua, finché la battaglia contro la povertà non diventerà una strategia capace di rimuoverne le cause strutturali.</p>
<p>Occorre un modello di sviluppo umano inclusivo, che riconosca l&#8217;importanza dei valori di equità e uguaglianza e che promuova economie sostenibili.</p>
<p>La sostenibilità non è decrescita: la sostenibilità è, al contrario, la nuova frontiera dell&#8217;innovazione sulla base di una maggiore equità sociale, territoriale e generazionale.</p>
<p>Lo sviluppo sostenibile è anche la strada maestra per affrontare alla radice l&#8217;emergenza dei flussi migratori che oggi, nel Mediterraneo, costituiscono un dramma umano senza precedenti.</p>
<p>Al dovere morale di salvare vite umane, all&#8217;impegno di accogliere coloro che gridano aiuto, alla giusta lotta contro trafficanti di esseri umani e criminali senza scrupoli, tutta l&#8217;Europa deve saper aggiungere una strategia che rafforzi la cooperazione con i Paesi di origine e di transito in modo da favorire la loro crescita economica e sociale.</p>
<p>Soltanto contribuendo a migliorare le condizioni di vita di chi oggi fugge da guerre, persecuzioni o carestie sarà possibile contenere le dimensioni di un problema epocale, e con il quale dovremo convivere a lungo. Senza cooperazione tra Paesi e tra Continenti ogni barriera diventerà insicura e finirà per alimentare ulteriormente odii e fanatismi.</p>
<p>Signore e Signori,</p>
<p>poco più di un mese fa è iniziata l&#8217;Esposizione Universale di Milano 2015 per la quale l&#8217;Italia ha scelto come tema &#8220;Nutrire il Pianeta. Energia per la Vita&#8221;.</p>
<p>EXPO è offerta come opportunità ai cittadini di tutti i Paesi, ai governi, agli organismi internazionali, alle associazioni non governative, alle imprese, ai corpi intermedi per approfondire le sfide dell&#8217;alimentazione e della sostenibilità.</p>
<p>Innovazione, creatività, capacità organizzative, sono messe alla prova in un confronto senza frontiere.<br />
In occasione di EXPO è stata elaborata la &#8220;Carta di Milano&#8221;, discussa anche al Forum Agricolo Internazionale che ha riunito nei giorni scorsi i Ministri dell&#8217;Agricoltura di numerosi Paesi presenti all&#8217;odierna Conferenza.</p>
<p>La &#8220;Carta&#8221; &#8211; che afferma il diritto di accesso al cibo sano, sufficiente e nutriente, all&#8217;acqua pulita e all&#8217;energia &#8211; costituirà il lascito dell&#8217;Esposizione, come frutto di un lavoro collettivo tra governi, società civile, università e organizzazioni internazionali, nell&#8217;ambito dell&#8217;importante solco tracciato in questi decenni dalla FAO.</p>
<p>Sottoscrivere la &#8220;Carta di Milano&#8221; significa confermare che soltanto con un&#8217;azione corale, in cui ciascuno faccia responsabilmente la propria parte, si potranno vincere le sfide della denutrizione e dello spreco alimentare, pro¬muovendo un equo accesso alle risorse naturali e una gestione sostenibile dei processi produttivi.</p>
<p>In questo cambio d&#8217;epoca siamo chiamati a decisioni davvero storiche.</p>
<p>La Terra, se non correggeremo l&#8217;inerzia di questi anni, può perdere funzioni vitali.</p>
<p>Il nostro destino non è scontato. Tocca a noi determinarlo.</p>
<p>Saremo giudicati per la pace che costruiremo o che negheremo.</p>
<p>Vi auguro buon lavoro nella certezza che compirete un passo importante nella giusta direzione.</p>
<p>Confido nel carattere costruttivo della vostra discussione e nelle deliberazioni che adotterete.</p>
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