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	<title>cassazione &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Vitalizi, la Cassazione boccia il ricorso sui tagli. Di Maio: &#8220;Bellissima notizia&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[eleonora]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jul 2019 21:23:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Top News]]></category>
		<category><![CDATA[cassazione]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8220;Vi ricordate il taglio dei vitalizi degli ex parlamentari che abbiamo fatto nei mesi scorsi? Qualcuno ha fatto ricorso per conservare il privilegio che percepiva ingiustamente da anni. Ma oggi è arrivata una bellissima notizia: la Cassazione ha bocciato il ricorso! Perché sui vitalizi e sulle indennità parlamentari decidono solo gli organi dell&#8217;autodichia, a garanzia [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_14251" aria-describedby="caption-attachment-14251" style="width: 700px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ilpaalazzocortecassazione.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-14251" alt="Il Palazzo della Corte di Cassazione  (Foto Ansa)" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ilpaalazzocortecassazione.jpg" width="700" height="467" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ilpaalazzocortecassazione.jpg 700w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ilpaalazzocortecassazione-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ilpaalazzocortecassazione-404x270.jpg 404w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a><figcaption id="caption-attachment-14251" class="wp-caption-text">Il Palazzo della Corte di Cassazione (Foto Ansa)</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Vi ricordate il <strong>taglio dei vitalizi degli ex parlamentari</strong> che abbiamo fatto nei mesi scorsi? Qualcuno ha fatto ricorso per conservare il privilegio che percepiva ingiustamente da anni. Ma oggi è arrivata una bellissima notizia: la Cassazione ha bocciato il ricorso! Perché sui vitalizi e sulle indennità parlamentari decidono solo gli organi dell&#8217;autodichia, a garanzia dell&#8217;autonomia del Parlamento. E gli Uffici di Presidenza delle Camere, anche grazie ai nostri portavoce, hanno deciso di tagliare questi privilegi assolutamente iniqui&#8221;. Lo annuncia su Facebook <strong>Luigi Di Maio</strong>.</p>
<blockquote>
<figure id="attachment_14250" aria-describedby="caption-attachment-14250" style="width: 700px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/dimaio.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-14250" alt="Il Vicepremier Luigi Di Maio" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/dimaio.jpg" width="700" height="467" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/dimaio.jpg 700w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/dimaio-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/dimaio-404x270.jpg 404w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a><figcaption id="caption-attachment-14250" class="wp-caption-text">Il Vicepremier Luigi Di Maio</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">IL POST DI DI MAIO</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non tutto è perduto per gli ex parlamentari che si sono visti dimezzare il vitalizio dal governo gialloverde</strong>: la Cassazione ha infatti stabilito che sui tagli delle &#8216;pensioni&#8217; degli ex onorevoli il solo organismo che ha titolo per decidere è la Camera con il suo &#8216;governo interno&#8217;, tuttavia il Consiglio di Giurisdizione della Camera &#8211; afferma la Suprema Corte &#8211; è legittimato &#8220;a sollevare questioni di legittimità costituzionale&#8221;. Pertanto chi &#8211; come il professor Paolo Armaroli, ex onorevole promotore del primo ricorso alla Suprema Corte contro la maxidecurtazione &#8211; ritiene che i tagli abbiano leso &#8220;diritti fondamentali&#8221;, o nutre dubbi &#8220;di legittimità costituzionale&#8221; delle norme che hanno prodotto questo risultato, può evidenziarli &#8220;davanti al Consiglio di Giurisdizione della Camera dei deputati&#8221;. E&#8217; lì che per il momento giace la querelle sui tagli, ed è lì che adesso riprenderà la battaglia, ora che la Cassazione ha stabilito che la materia non può essere decisa nè dal giudice ordinario nè da quello amministrativo. Lo spiraglio della Consulta c&#8217;è.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Fonte Ansa</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Agazio Loiero e Giuseppe Chiaravalloti assolti dalla Cassazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Oct 2013 14:49:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antimafia&Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Agazio Loiero]]></category>
		<category><![CDATA[cassazione]]></category>
		<category><![CDATA[giuseppe chiaravalloti]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia italiana]]></category>
		<category><![CDATA[nicola durante]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Corriere della Calabria &#8211; La Cassazione ha assolto stasera dall&#8217;accusa di abuso d&#8217;ufficio gli ex presidenti della Regione Calabria Agazio Loiero del centrosinistra e Giuseppe Chiaravalloti del centrodestra nell&#8217;ambito del filone principale del processo &#8220;Why not&#8221; del quale ben poco è rimasto in piedi dopo questo verdetto. L&#8217;indagine nata nel 2006 e condotta dall&#8217;allora [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure style="width: 702px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/agazio-loiero-giuseppe-chiaravalloti.jpg"><img decoding="async" alt="agazio-loiero-giuseppe-chiaravalloti-regione calabria" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/agazio-loiero-giuseppe-chiaravalloti.jpg" width="702" height="412" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Agazio Loiero e Giuseppe Chiaravalloti assolti dalla Suprema Corte di Cassazione</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">Il Corriere della Calabria &#8211;</p>
<p style="text-align: justify;">La Cassazione ha assolto stasera dall&#8217;accusa di abuso d&#8217;ufficio gli ex presidenti della Regione Calabria <strong>Agazio Loiero</strong> del centrosinistra e <strong>Giuseppe Chiaravalloti</strong> del centrodestra nell&#8217;ambito del filone principale del processo <strong>&#8220;Why not&#8221;</strong> del quale ben poco è rimasto in piedi dopo questo verdetto. L&#8217;indagine nata nel 2006 e condotta dall&#8217;allora pm <strong>Luigi De Magistris</strong> <strong>oggi sindaco di Napoli</strong> portò alla caduta del secondo governo di Romano Prodi.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;"><strong>ASSOLTO AGAZIO LOIERO DALLA CASSAZIONE</strong><br />
In particolare la Sesta sezione penale della Cassazione &#8211; discostandosi dalle richieste della Procura che aveva chiesto la conferma del verdetto della Corte di Appello di Catanzaro del 27 gennaio 2012 &#8211; ha annullato del tutto la condanna a un anno di reclusione per Loiero (assolto in primo grado) e il suo braccio destro <strong>Nicola Durante</strong> con la formula &#8220;per non aver commesso il fatto&#8221;. Per quanto riguarda Chiaravalloti (assolto in primo grado), i supremi giudici hanno annullato senza rinvio la prescrizione pronunciata in appello quando la Procura per lui aveva chiesto la condanna a un anno e sei mesi.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Per la Cassazione era <strong>&#8220;inammissibile&#8221; l&#8217;appello proposto dal pm</strong> contro l&#8217;assoluzione di Chiaravalloti. Per quanto riguarda Antonio Saladino, imprenditore ed ex presidente della Compagnia delle opere della Calabria, la Cassazione ha disposto, anche nei confronti di Giuseppe Lillo, l&#8217;annullamento con rinvio della condanna per associazione a delinquere e l&#8217;annullamento senza rinvio in relazione ad alcuni capi d&#8217;accusa dichiarati estinti per prescrizione. Saladino e Lillo avevano le condanne più pesanti, rispettivamente tre anni e dieci mesi, e due anni. La Cassazione, inoltre, ha assolto Francesco Saladino con la formula &#8220;perché il fatto non sussiste&#8221;, in appello gli erano stati inflitti 4 mesi di reclusione. Per Antonio La Chinia i supremi giudici hanno dichiarato l&#8217;annullamento senza rinvio per non aver commesso il fatto in relazione a un capo di imputazione (il numero 6), e hanno rinviato per la rideterminazione della pena in relazione ai capi 3, 7 e 6. Nel resto il suo ricorso è stato rigettato, quindi una parte della condanna (pari a un anno e 9 mesi) è stata confermata ma è da ricalcolare nell&#8217;entità. Con riferimento alla condanna a un anno per Rinaldo Scopelliti, la Cassazione l&#8217;ha confermata disponendo solo l&#8217;esclusione dal verdetto di primo grado dell&#8217;accusa di peculato</p>
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		<title>Accuse &#8220;de relato&#8221; e valutazione della prova. Libertà di prova e di convincimento.</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2013/06/accuse-de-relato-e-valutazione-della-prova-liberta-di-prova-e-di-convincimento/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Jun 2013 16:51:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[cassazione]]></category>
		<category><![CDATA[cittadino]]></category>
		<category><![CDATA[de relato]]></category>
		<category><![CDATA[Etica]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[italo ormanni]]></category>
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					<description><![CDATA[Chiamata in reità e in correità: differenze e riscontri. La Cassazione risolve i dubbi. Un’accusa “de relato” può essere riscontrata da una dichiarazione anch’essa “de relato”. Ma resta al giudice il compito di valutare l’attendibilità delle fonti. La sentenza si occupa di risolvere una questione che aveva da tempo interessato diverse Sezioni della Cassazione, e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_5989" aria-describedby="caption-attachment-5989" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="italo-ormanni-giudice-magistrato" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/italo-ormanni-giudice-magistrato.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-5989" title="italo-ormanni-giudice-magistrato" alt="" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/italo-ormanni-giudice-magistrato.jpg" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/italo-ormanni-giudice-magistrato.jpg 580w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/italo-ormanni-giudice-magistrato-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/italo-ormanni-giudice-magistrato-480x268.jpg 480w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/italo-ormanni-giudice-magistrato-469x262.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/italo-ormanni-giudice-magistrato-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-5989" class="wp-caption-text">Italo Ormanni &#8211; Procuratore aggiunto alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma </figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Chiamata in reità e in correità: differenze e riscontri. La Cassazione risolve i dubbi. Un’accusa “de relato” può essere riscontrata da una dichiarazione anch’essa “de relato”. Ma resta al giudice il compito di valutare l’attendibilità delle fonti.<br />
La sentenza si occupa di risolvere una questione che aveva da tempo interessato diverse Sezioni della Cassazione, e relativa alla chiamata in reità o in correità.<br />
La chiamata in reità sarebbe sostanzialmente l’accusa pura e semplice di qualcuno che attribuisce ad altro la commissione di un reato.<br />
La chiamata in correità si verifica ogni volta che da parte di chi è accusato di un reato venga indicata come complice una seconda persona.<br />
Si può verificare però il caso di Tizio che viene accusato da Caio il quale afferma di aver saputo della sua colpevolezza da Sempronio. Questa accusa, appunto, “de relato”, cioè riferita da altri, per poter essere ritenuta valida come prova di colpevolezza deve trovare dei riscontri che la puntellino.<br />
La questione è questa: è possibile che il riscontro possa essere fornito da un’altra dichiarazione “de relato”?<br />
Le pronunce della Corte erano state di natura diversa. Da una parte si diceva che la chiamata in correità, contenendo oltre all’accusa a carico del correo anche la confessione del fatto proprio presentasse un rilevante grado di attendibilità intrinseca. La chiamata in reità, invece, non comportando alcun rischio processuale per il dichiarante sarebbe di per se meno attendibile necessitando quindi di riscontri più rigorosi, non individuabili nella semplice dichiarazione “de relato” a supporto della prima.<br />
Le Sezioni Unite, in accordo con l’altro filone giurisprudenziale, dicono che in questo modo si creerebbe di fatto una graduatoria astratta delle prove, finendo così per escludere il principio del libero convincimento del giudice: questi, in sostanza, è legato solo all’obbligo di motivare con coerenza logica di argomentazione la propria decisione, da sottoporre poi al vaglio di altri giudici.<br />
Va lasciata al decidente, dunque, la libertà di utilizzare anche dichiarazioni di chiamanti in correità prive di riscontri oggettivi: gli è richiesto però un più rigoroso sforzo nell’ evidenziare la efficacia dimostrativa di dati di per se meno affidabili, utilizzando più pregnanti criteri di analisi per giungere ad un risultato logicamente apprezzabile.<br />
Insieme con un excursus in ordine alla compatibilità della chiamata “de relato” con gli art.195, 209, 210 cod. proc. pen., significativamente la sentenza fa l’esempio di un killer il quale riferisca in ordine alla fase esecutiva dei suoi omicidi e ne indichi i complici spiegando i ruoli da essi tenuti, e circa la causale dei delitti riferisca quanto appreso da quei complici in ordine alla individuazione dei mandanti: in tal caso è di tutta evidenza, dice la Corte, che quell’imputato è un chiamante in correità diretto per alcuni aspetti della vicenda, e “de relato” per altri.<br />
In un sistema processuale basato sul libero convincimento del giudice, dunque, la chiamata “de relato” è comunque utilizzabile anche quando la fonte primaria non possa essere sentita a conferma, come nel caso dell’imputato nello stesso procedimento che non vi consenta o si avvalga della facoltà di non rispondere se è imputato in un procedimento connesso, o ne sia divenuta impossibile l’audizione, ad esempio per morte o irreperibilità.<br />
Occorrerà però verificare non soltanto la attendibilità oggettiva e soggettiva di colui che compie la dichiarazione “de relato”, ma anche la attendibilità della fonte primaria e la genuinità del racconto di essa.<br />
In ossequio alla esigenza che la chiamata “de relato” sia riscontrata da altri elementi di prova, questi potranno essere di qualsiasi tipo e natura, e dunque tra essi  &#8211; concludono le Sezioni Unite – potranno comprendersi anche altre dichiarazioni “de relato”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Italo Ormanni<br />
</strong>Magistrato, già Capo dipartimento Affari di Giustizia al ministero della Giustizia, ex procuratore distrettuale antimafia del Lazio e procuratore aggiunto alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma</p>
<p style="text-align: justify;"><strong></strong>vedi anche su: <a href="http://www.goleminformazione.it/commenti/libero-convincimento-accuse-de-relato-riscontri-sezioni-unite-cassazione.html">http://www.goleminformazione.it/commenti/libero-convincimento-accuse-de-relato-riscontri-sezioni-unite-cassazione.html</a></p>
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