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	<title>Casini &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Movimento 5 Stelle: guerra totale e spiega le vele tra le onde dell&#8217; Italicum e del Mattarellum</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Feb 2014 22:05:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Cari amici, ecco una nuova perla da aggiungere al filo che non dobbiamo mai perdere per evitare di cadere nel grande inganno della politica che si muove al buio delle coscienze dei più. Il prof. Alessandro Corneli ci guida e non meno i commenti ai suoi articoli che vi suggerisco di approfondire. F.G. di Alessandro [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/grillini-camera-deputati.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" alt="grillini-camera-deputati" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/grillini-camera-deputati.jpg" width="790" height="466" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Movimento 5 Stelle &#8211; grillini in rivolta nella Camera dei Deputati</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Cari amici, ecco una nuova perla da aggiungere al filo che non dobbiamo mai perdere per evitare di cadere nel grande inganno della politica che si muove al buio delle coscienze dei più. Il prof. Alessandro Corneli ci guida e non meno i commenti ai suoi articoli che vi suggerisco di approfondire. F.G.</p>
<p style="text-align: center;">di Alessandro Corneli /www.grrg.eu</p>
<p style="text-align: justify;">Un comunicato del gruppo parlamentare del M5S del Senato ha reso noto di avere “formalmente  depositato in entrambi i rami del Parlamento la denuncia per la messa in stato d’accusa del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano”. Reazione del Capo dello Stato: “Faccia il suo corso”.</p>
<p style="text-align: justify;">Il M5S non si è fermato, annunziando di volere presentare ricorso alla Corte Costituzionale per sollevare il conflitto di attribuzione nei confronti della presidente della Camera, Laura Boldrini, e dei presidenti delle Commissioni Affari Costituzionali e Giustizia. L’obiettivo è di ottenere l’annullamento delle ultime votazioni sul decreto legge riguardante Bankitalia, e quello sulle carceri. nonché bloccare la nuova legge elettorale.</p>
<p style="text-align: justify;">Unanimi i commenti sdegnati delle forze politiche. Bonino: “Mancanza di decoro istituzionale”; Speranza: “Vogliono far saltare la democrazia”; Bondi: “Respingere campagna 5Stelle”; Mauro: “Sdegnato”; Cicchitto: “Impeachment è demenziale”; Grasso: “Mi pare qualcosa di assolutamente fantasioso”.</p>
<p style="text-align: justify;">Il reato ipotizzato è, naturalmente, quello di <strong>“attentato alla Costituzione”</strong>, declinato sotto diverse voci: mancato rinvio alle Camere di leggi incostituzionali; abuso del potere di grazia; grave interferenza nei procedimenti giudiziari relativi alla trattativa Stato-mafia. Complessivamente, dovrà rispondere “delle violazioni che hanno messo in un angolo una parte” (politica, cioè il M5S). In particolare, “da arbitro si è trasformato in giocatore con la fascia di capitano. Tutte le cose che sta facendo sono per una parte”.</p>
<p style="text-align: justify;">Due sono le considerazioni, una politica e l’altra istituzionale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sul piano politico, sembra evidente che il M5S senta aria di elezioni a breve.</strong> Sa che Mateo Renzi non può incassare la legge di riforma elettorale e poi tenerla nel cassetto per un anno e mezzo. È vero che Enrico Letta manovra per contenere il Segretario del Pd, e restare a Palazzo Chigi, ma sa anche che la situazione economica internazionale, dopo la riduzione del flusso di denaro della Fed a 65 miliardi di dollari al mese, sta subendo forti scossoni, dall’Argentina al Brasile, dal Sudafrica alla Turchia. I capitali intravedono interessi in aumento negli Usa e vanno alla ricerca di collocamenti sicuri. L’Europa potrebbe trovarsi di nuovo in difficoltà e l’Italia non è in una posizione di forza. A Bruxelles, nei giorni scorsi, Letta ha presentato promesse e intenzioni, ma pochi risultati.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il presidente Napolitano deve fare buon viso a cattiva sorte.</strong> Probabilmente ha dei dubbi di ordine costituzionale sul progetto di legge elettorale, che della sentenza della Consulta ha preso solo l’indicazione di fissare un tetto per l’assegnazione del premio di maggioranza, ma da otto anni chiede riforme e dovrà accontentarsi di quella elettorale, che farà cadere la pregiudiziale di non volere sciogliere le Camere finché fosse rimasto in vigore il Porcellum. Il fatto è che l’Italicum gli assomiglia molto.</p>
<p style="text-align: justify;">A Letta non basterà l’appoggio di Alfano, che Renzi potrebbe costringere a lasciare la maggioranza solo rilanciando la questione dei matrimoni tra omosessuali maschi o femmine. Compensa un po’ la situazione la fronda all’interno di Forza Italia contro il nuovo organigramma che Silvio Berlusconi cerca di costruire pezzo a pezzo.</p>
<p style="text-align: justify;">Per tutti questi motivi, <strong>il M5S vuole presentarsi alle elezioni alla ribalta della cronaca</strong>. L’impeachment e il conflitto di attribuzione forse non scuotono l’opinione pubblica, ma la delusione nei confronti dei due governi scelti da Napolitano – quello Monti e quello Letta – è un dato reale che facilita la convergenza della protesta sul movimento di Grillo. Anche a questo servono le bagarre nelle aule parlamentari.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sul piano istituzionale</strong>, i ventidue anni trascorsi dall’inizio di Tangentopoli e della Seconda Repubblica non hanno portato stabilità ma hanno accentuato le contrapposizioni tra i partiti, che non sono venute meno per la “strana alleanza” di Monti e le “larghe-poi-piccole intese” di Letta. Nella logica istituzionale, <strong>era inevitabile che le <em>defaillance</em> di sei Paramenti e di dodici governi avrebbero esaltato il ruolo del Quirinale</strong>, unica istituzione stabile per sette anni, potenziata dalla rielezione di Napolitano. Ed era inevitabile che questa istituzione avrebbe depresso le altre, esercitando una pressione sempre più forte sulla Costituzione che non si è adeguata, cioè non è stata riformata. L’unica riforma importante, quella del Titolo V, ha invece creato più danni che benefici, a dimostrazione della irresponsabilità della coalizione di sinistra che la impose con i suoi soli voti nel 2001.</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi, indipendentemente dal <em>casus belli</em>, cioè dell’iniziativa di impeachment a firma M5S, <strong>le tensioni erano destinate ad emergere</strong>. È illusorio credere che tutto si possa risolvere abolendo il Senato, che sarebbe<strong>trasformato in una seconda Camera delle Autonomie, proprio quando si pensa di ri-riformare il Titolo V per ridurre quelle autonomie</strong>. Che cosa ci starà a fare se non rappresenterà dei veri poteri? Ma questi sono i limiti dei leader politici che saltano sul carro delle riforme-specchietto e dei costituzionalisti da troppi decenni disabituati a pensare con la propria testa e invece abituati a mettere la loro scienza al servizio del potere o dei poteri.</p>
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		<title>Governo: Enrico Letta avvia le consultazioni. Presto incontro Renzi-Berlusconi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jan 2014 14:37:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8221;Il Pd non impone la sua legge elettorale. Non avrebbe i numeri e non sarebbe giusto. Troviamo una soluzione tutti insieme. Confrontiamoci velocemente ma senza diktat. Non li fa il Pd, non li faccia nessun altro&#8221;. Matteo Renzi, ospite ieri sera di &#8221;Otto e mezzo&#8221; su La7, replica cosi&#8217; a Silvio Berlusconi che sulla riforma [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure style="width: 702px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/enrico-letta-ilparlamentare.jpg"><img decoding="async" alt="enrico-letta-ilparlamentare" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/enrico-letta-ilparlamentare.jpg" width="702" height="412" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Enrico Letta Presidente del Consiglio dei Ministri</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">&#8221;Il Pd non impone la sua legge elettorale. Non avrebbe i numeri e non sarebbe giusto. Troviamo una soluzione tutti insieme.<br />
Confrontiamoci velocemente ma senza diktat. Non li fa il Pd, non li faccia nessun altro&#8221;. <strong>Matteo Renzi</strong>, ospite ieri sera di &#8221;Otto e mezzo&#8221; su La7, replica cosi&#8217; a Silvio Berlusconi che sulla riforma elettorale opta per il modello spagnolo (divisione dell&#8217;Italia in 118 circoscrizioni dove si eleggono piu&#8217; deputati, premio di maggioranza pari a 92 seggi) ed e&#8217; disposto a un accordo a condizione di elezioni anticipate in tempi brevi.<br />
Crescono intanto le indiscrezioni su un possibile incontro tra il segretario del Pd e il presidente di Forza Italia sulla legge elettorale.<br />
<strong>BERLUSCONI DISPOSTO A RECARSI A FIRENZE PER DISCUTERE CON RENZI</strong><br />
Berlusconi sarebbe disposto a recarsi &#8211; potrebbe gia&#8217; farlo oggi o domani &#8211; a Firenze per discutere con Renzi. L&#8217;ipotesi di un asse di accordo privilegiato tra il segretario del Pd e Berlusconi non piace al Nuovo centrodestra di <strong>Angelino Alfano</strong> che preferisce un&#8217;intesa preliminare tra le forze di maggioranza e privilegia il <strong>cosiddetto modello del &#8221;sindaco d&#8217;Italia&#8221;</strong> (doppio turno di coalizione, 60% dei seggi alla coalizione vincente). Renzi rassicura annunciando che terra&#8217; incontri con i leader dei partiti di maggioranza e di opposizione: &#8221;Alfano ha dato la disponibilita&#8217; su uno dei modelli proposti, e&#8217; un fatto interessante. Vediamo i numeri e alla fine del percorso decidiamo tutti insieme quale e&#8217; la soluzione migliore&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ENRICO LETTA HA INCONTRATO DELEGAZIONE DI SCELTA CIVICA</strong><br />
Parallelamente alle consultazioni messe in moto dal segretario del Pd sulla legge elettorale sono iniziate quelle di Enrico Letta per dare forma a un patto di coalizione rinnovato programmaticamente che potrebbe assumere la denominazione di &#8221;Impegno 2014&#8221;. Ieri il premier ha incontrato una delegazione di Scelta civica che ha chiesto l&#8217;avvio del rimpasto dell&#8217;esecutivo e una sede formale in cui fare la sintesi tra le varie proposte (nel frattempo Renzi incontrava a Firenze il fondatore di Scelta civica, Mario Monti). Letta vorrebbe mettere a punto il rinnovato testo di programma condiviso entro il 20 gennaio.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>PREVISTI INCONTRI DI LETTA CON CASINI, MAURO E TABACCI</strong><br />
Per questo, sono previsti nei prossimi giorni gli incontri con Pier Ferdinando Casini e Mario Mauro di Per l&#8217;Italia, con Centro democratico di Bruno Tabacci, con i socialisti di Riccardo Nencini e con Renzi. Quest&#8217;ultimo si e&#8217; dichiarato indisponibile a partecipare a riunioni collettive di maggioranza, ritendo che questo metodo appartenga al passato, preferendo invece incontri bilaterali sia con il premier, sia con i leader delle forze politiche. Letta potrebbe saltare la consultazione formale con Alfano e Nuovo centrodestra dando per scontato un accordo dal momento che premier e vicepremier sono a contatto quotidianamente per la gestione degli affari di governo. Il premier, per dare maggiore formalita&#8217; al suo lavoro per un rinnovato patto di coalizione, si e&#8217; incontrato al <strong>Quirinale con il presidente Giorgio Napolitano</strong> impegnandosi a informarlo via via sull&#8217;esito delle consultazioni con le forze di maggioranza.<br />
Una nota di palazzo Chigi informa inoltre che &#8221;nel corso di una cordiale conversazione telefonica il presidente del Consiglio ha informato il primo ministro turco, Recep Tayyip Erdogan della decisione di posticipare il vertice intergovernativo previsto per il 17 gennaio a Istanbul&#8221;. Il posticipo &#8211; continua la nota &#8211; e&#8217; connesso agli impegni per il rinnovo del &#8221;contratto di coalizione tra le forze politiche della maggioranza di governo&#8221;. Le consultazioni parallele di Renzi e Letta non rischiano di creare tensioni nella maggioranza? Il segretario del Pd chiarisce di non gradire la prospettiva del voto anticipato.<br />
Alla domanda su dove festeggera&#8217; nel 2015 i suoi quarant&#8217;anni, risponde: <strong>&#8221;Credo che saro&#8217; a palazzo Vecchio.</strong> Non credo si votera&#8217; prima del 2015, io non voglio fare le scarpe a Letta&#8221;. Sul tema rimpasto ribadisce: &#8221;Se il premier decide di fare cambiamenti nella squadra di governo va bene, ma faccia lui. L&#8217;idea che siccome ho vinto le primarie mi spettano tot ministri, tot sottosegretari, non mi piace&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Renzi punta infine l&#8217;indice contro la decisione del Ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze di prelevare 150 euro agli stipendi degli insegnanti per tutto il 2014 (si tratta di uno scatto gia&#8217; versato nelle buste paga del 2013 e che invece secondo il ministro Fabrizio Saccomanni andava bloccato): <strong>&#8221;Mi arrabbio perche&#8217; non e&#8217; Scherzi a parte, e&#8217; il governo italiano&#8221;</strong>. E sul piano straordinario sul lavoro dichiara: <strong>&#8221;L&#8217;aumento della tassazione delle rendite finanziarie sara&#8217; uno dei punti del Job Act&#8221;</strong>. ASCA</p>
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		<title>Berlusconi e la politica della sua &#8220;estrapolazione&#8221; dalla Storia dell&#8217;Italia.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Nov 2013 23:43:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro corneli]]></category>
		<category><![CDATA[analisi]]></category>
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		<category><![CDATA[decadenza]]></category>
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		<category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category>
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					<description><![CDATA[di Alessandro Corneli /grrg.eu Come previsto, il Senato ha deciso la decadenza di Silvio Berlusconi da senatore. Già da tempo era in corso una operazione politico-culturale (meglio dire: politico-mediatica) di estrapolazione di Berlusconi dalla storia italiana, presentandolo come figura anomala, in perfetto parallelismo con la tesi politico-storiografica del ventennio fascista come “parentesi” nella storia d’Italia. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure style="width: 702px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/silvio-berlusconi8.jpg"><img decoding="async" alt="silvio berlusconi" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/silvio-berlusconi8.jpg" width="702" height="412" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Silvio Berlusconi</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">di Alessandro Corneli /grrg.eu</p>
<p style="text-align: justify;">Come previsto, il Senato ha deciso la decadenza di Silvio Berlusconi da senatore. Già da tempo era in corso una operazione politico-culturale (meglio dire: politico-mediatica) di estrapolazione di Berlusconi dalla storia italiana, presentandolo come figura anomala, in perfetto parallelismo con la tesi politico-storiografica del ventennio fascista come “parentesi” nella storia d’Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">La tesi della parentesi, benché sostenuta con argomenti “alti” da Benedetto Croce, è stata poi usata, con argomenti di ben più basso livello, da tutti coloro che volevano prendere le distanze dal fascismo, come (alcuni esuli a parte) fossero vissuti su un altro pianeta. I “normali” prendono le distante dagli “anomali”.</p>
<p style="text-align: justify;">L’anomalia di Berlusconi è stata presentata come fondata sul fatto che possedesse tre televisioni, che non gli hanno impedito di perdere due elezioni e mezzo, che fosse pluri-inquisito (questo prima di una condanna definitiva). Si aggiunsero altri elementi: primo tra tutti, che a votarlo fossero in prevalenza le “casalinghe che guardano la tv (di Berlusconi)”, come se negli altri Paesi (avanzati e democratici) la massa fosse impegnata a seguire History Channel  e i documentari della BBC. Si è parlato delle origini “oscure” della ricchezza di Berlusconi, come se non fosse noto che molti, tra i grandi capitalisti degli ultimi cento o centocinquanta anni, fossero agli inizi dei tipi poco raccomandabili (vedi il celebre volume “I baroni ladri” di Matthew Josephson ) e non fossero collusi con i poteri politici, la polizia, la magistratura. Si pensi a come costruì la sua fortuna economica il padre di John Kennedy e al semplice fatto che la vittoria si questo alle elezioni presidenziali del 1960 fu decisa dai voti della mafia dell’Illinois. Anche in Italia molte grandi fortune economiche sono nate grazie agli appoggi politici, e molte fortune politiche sono state agevolate da potenti gruppi economici di cui hanno servito gli interessi.</p>
<p style="text-align: justify;">Dato e non concesso che la parabola politica di Berlusconi sia finita, il peggio che si possa sostenere – come di fatto si sostiene – è che egli sia stato un’anomalia nella storia della Repubblica italiana, o più in generale nella storia d’Italia. Dico “il peggio” perché si sostituisce una menzogna alla verità e sulla menzogna non si costruisce alcunché di duraturo.</p>
<p style="text-align: justify;">Se poi si ammette che la democrazia si fonda sul principio “una testa, un voto”, è innegabile che Berlusconi abbia attirato sempre milioni di voti. Distinguere tra voti intelligenti e voti stupidi non è ammesso in democrazia.</p>
<p style="text-align: justify;">Il problema-Berlusconi è un altro. È la mancata realizzazione (nemmeno tentata) di un programma politico organico per rimuovere gli handicap che avevano portato a fondo l’Italia già nel 1992. Che non avesse chiari i nodi che avrebbe dovuto sciogliere, è evidente. Ma che non avesse creato intorno a sé una squadra in grado di individuarli e di prospettare delle soluzioni, questo sì che è grave. Ma ciò che è decisivo è il fatto che siano emerse, comunque, forze sufficientemente potenti orientate alla conservazione di quei nodi, ben decise ad evitare che fossero denunziati e in qualche modo, anche grossolano, intaccati. Intorno a Berlusconi si è creata una forza politica (e un’alleanza) ben decisa a non cambiare nulla. E lui, il capo, non ha mai dato l’impressione di sapere/volere che cosa e dove incidere. Indipendentemente dal fatto che l’assalto giudiziario lo ha oggettivamente obbligato a concentrarsi sulla propria difesa.</p>
<p style="text-align: justify;">Egli è rimasto vittima di un sistema votato alla conservazione a tutti i costi, anche al costo di vedere impoverire e indebolirsi l’Italia. La controprova arriva dai governi Monti e Letta che, nati sulla grande promessa di fare le grandi riforme (non fatte da Berlusconi), si sono rapidamente adeguati alla gestione della quotidianità, nel frattempo diventata sempre più difficile. Le forze pre e post-berlusconiane hanno ripreso il potere e un Paese nelle stesse condizioni in cui l’avevano lasciato nel 1992, cioè sull’orlo di un baratro.</p>
<p style="text-align: justify;">Se, per ipotesi, volessimo attribuire a Berlusconi il possesso di una visione politica innovativa e funzionale agli interessi dell’Italia, dovremmo comunque ammettere che una tale visione avrebbe dovuto essere condivisa dalle persone che si era messo intorno. Sotto questo aspetto, si deve dire che non ha saputo scegliere. E poiché ogni grande condottiero fonda i suoi successi su un eccellente Stato maggiore, la mancanza di questo è stato il vero punto debole, e decisivo, di Berlusconi.</p>
<p style="text-align: justify;">Perciò Berlusconi non è un’anomalia nella storia d’Italia. E’ stato espressione del sistema-Italia che ha imposto la propria regola della difesa a ogni costo dei privilegi, contro qualsiasi tentativo di cambiamento anche se auspicato dagli elettori.</p>
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		<title>Sfaldato il mosaico politico di Silvio Berlusconi. Ha vinto Giorgio Napolitano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Oct 2013 17:14:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di Alessandro Corneli / La politica è: confronto di progetti/interessi che si modificano nel tempo e occupano tutti gli spazi disponibili. Il voto del Senato che il 2 ottobre ha confermato la fiducia al governo di Enrico Letta è il fotogramma che fissa il punto a cui è giunta l’evoluzione di una fase politica iniziata [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_6413" aria-describedby="caption-attachment-6413" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="Giorgio-Napolitano-3" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giorgio-Napolitano-313.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-6413" title="Giorgio-Napolitano-3" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giorgio-Napolitano-313.jpg" alt="Il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giorgio-Napolitano-313.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giorgio-Napolitano-313-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giorgio-Napolitano-313-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-6413" class="wp-caption-text">Il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">di Alessandro Corneli /</p>
<p style="text-align: justify;">La politica è: confronto di progetti/interessi che si modificano nel tempo e occupano tutti gli spazi disponibili. Il voto del Senato che il 2 ottobre ha confermato la fiducia al governo di Enrico Letta è il fotogramma che fissa il punto a cui è giunta l’evoluzione di una fase politica iniziata una ventina di anni fa.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>PARTIAMO DAL 1994</strong><br />
Nel 1994, fondando Forza Italia, Berlusconi compose un mosaico di sconfitti e delusi (democristiani, socialisti, critici della partitocrazia della Prima Repubblica agonizzante) e li trasformò – lui sì, non Occhetto – in una “gioiosa macchina da guerra” che ha avuto il suo massimo successo di consenso nelle elezioni politiche del 2008, quando ottenne una “maggioranza bulgara”. Poi il mosaico ha iniziato a sgretolarsi.</p>
<figure id="attachment_6414" aria-describedby="caption-attachment-6414" style="width: 495px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="silvio-berlusconi" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/silvio-berlusconi4.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-6414" title="silvio-berlusconi" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/silvio-berlusconi4.jpg" alt="Berlusconi: si sfalda il suo &quot;mosaico&quot; politico" width="495" height="278" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/silvio-berlusconi4.jpg 495w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/silvio-berlusconi4-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/silvio-berlusconi4-480x270.jpg 480w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/silvio-berlusconi4-469x263.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/silvio-berlusconi4-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 495px) 100vw, 495px" /></a><figcaption id="caption-attachment-6414" class="wp-caption-text">Berlusconi: si sfalda il suo &quot;mosaico&quot; politico</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;"><strong>LA GIOIOSA MACCHINA DI GOVERNO</strong><br />
Berlusconi ha sempre sostenuto che le mancate realizzazioni del suo programma (trasformazione dello Stato, meno tasse per tutti, ecc.) sono addebitabili alle resistenze dei suoi alleati: di volta in volta la Lega, l’Udc di Casini, Alleanza Nazionale di Fini. Ma questo è vero solo in minima parte. La verità è che <strong>Berlusconi non aveva un vero e organico disegno politico</strong> e i suoi governi di coalizione si sono risolti in “gioiose macchine di governo” finché era possibile continuare (ripeto: <em>continuare</em>, perché non è stato Berlusconi l’iniziatore del vizio) a indebitarsi a basso costo, senza però mai incidere sui mali strutturali dell’Italia perché questo avrebbe fatto perdere consensi (lo stesso hanno fatto le coalizioni che hanno governato per lo stesso numero di anni a intermittenza).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>2008 &#8211; 2010: CASINI E FINI SI STACCANO DALL&#8217;IMMOBILISMO POLITICO</strong><br />
Né Casini, nel 2008, né Fini, nel 2010, staccandosi da Berlusconi, furono mossi da grandi disegni politici. Si erano semplicemente stancati di un immobilismo politico (costruito sul vizio finanziario dell’indebitamento pubblico) dal quale non traevano vantaggi soddisfacenti. Usciti Casini e Fini, alla Lega, che aveva rinunziato a un autentico federalismo, bastava restare l’unico alleato perché questo le consentiva di strappare vantaggi residuali, come la progressiva conquista della presidenza delle Regioni del Nord: prima il Veneto, poi il Piemonte, infine la Lombardia: sarebbe stato un disegno politico (il partito del Nord), se non si fosse incrociato con la crisi economica, e alla fine si è ridotto alla gestione del potere locale senza alcun disegno.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>IL MOSAICO COMPOSTA DA BERLUSCONI SI SFALDA<br />
Adesso se ne vanno gli ultimi tasselli del mosaico composto da Berlusconi nel 1994</strong>: quelli geneticamente democristiani (come Alfano), quelli geneticamente socialisti (come Cicchitto), quelli geneticamente radical-liberali (come Quagliariello). Gli restano vicini, ancora, i maggiori beneficiari della “gioiosa macchina di governo” (come Verdini).</p>
<p style="text-align: justify;">Il punto è che Berlusconi, come persona-leader, ha suscitato (e continua ad esercitare) speranze, ma non si è mai trasformata in una idea, in un progetto. È la differenza che corre fra un treno e un taxi nei confronti del viaggiatore. Il treno (e il macchinista) sa da dove parte e dove arriva e chi ci sale lo sa in anticipo e sa anche a quale fermata vuole scendere. Il taxi (e l’autista) non sa qualche percorso farà, glielo diranno i successivi fruitori/clienti del suo servizio: alla fine della giornata, avrà compiuto tanti percorsi, avrà soddisfatto tante specifiche richieste, ma si ritroverà al punto di partenza, al deposito o sotto casa. Questo è stato il berlusconismo, e lo sarà fino a quando il taxi non verrà messo a riposo. Aggiungiamo che l’autista di questo taxi speciale non si faceva pagare, offriva gratis la corsa e in modo confortevole, ma le amicizie che si formavano durate il tragitto non potevano essere durature, bensì solo strumentali. Per quanto comodo e con tutti i comfort, nessun cliente considera il taxi su cui sale come la propria auto. È questa la radice del senso di provvisorietà che ha caratterizzato il berlusconismo anche dopo i successi elettorali.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>HA VINTO GIORGIO NAPOLITANO</strong><br />
Tornando all’analisi politica, e buttando nel cestino tutte le pagine dei giornali che hanno ricostruito la vicenda delle ultime ore, <strong>emerge un solo vincitore: Giorgio Napolitano</strong> (che è poi colui che Berlusconi voleva sconfiggere). Se, infatti, il governo Letta fosse caduto, dopo la fine ingloriosa del governo Monti, il Capo dello Stato avrebbe dovuto trarre le conclusioni del duplice fallimento. Adesso invece può pensare con buon fondamento che il governo Letta andrà avanti almeno fino alla primavera 2015 mentre l’incidenza di Berlusconi sulla vita politica diminuirà di giorno in giorno sotto la morsa delle sentenze, nonostante episodiche fiammate. Gradita all’Europa, la messa fuori gioco di Berlusconi, si spera che l’Europa possa essere più gentile con l’Italia.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>LE COLPE DELL&#8217;IMMOBILITA&#8217; POLITICA DEGLI ULTIMI 30 ANNI</strong><br />
Converrebbe a Berlusconi evitare sia la continua rivendicazione della paternità del governo delle larghe intese (imposto dagli elettori con il loro voto del febbraio scorso) sia la guerriglia nei confronti del Governo: solo così apparirà in modo chiaro a tutti la reale efficacia del governo Letta-Alfano (o del governo del Presidente). Se Berlusconi interferirà, sarà sempre facile attribuirgli la responsabilità dei limiti dell’azione governativa. <strong>Limiti che non risiedono in Berlusconi ma nella realtà italiana generata dall’immobilismo degli ultimi trent’anni</strong> (i dieci finali della Prima Repubblica e i venti della Seconda Repubblica). Letta afferma di avere una forte ma nuova maggioranza politica: aspettiamo di vedere come la utilizzerà per giudicarla senza interferenze berlusconiane. Come prima mossa, ha deciso di incontrare i sindacati, esaudendo la loro richiesta. Come ho scritto qualche giorno fa, il sindacato, che ha molte responsabilità per la crisi in cui è scivolata l’Italia degli ultimi decenni, ha anche strumenti per aiutarla ad uscirne.</p>
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		<title>Monti telefona ad &#8220;ABC&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Jan 2013 22:35:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Fonte ANSA &#8211; Il Presidente del Consiglio Mario Monti ha avuto, ieri e oggi, colloqui telefonici con Alfano, Bersani e Casini. Oggetto dei colloqui sono state alcune nomine di prefetti, la situazione nel Mali e la preparazione del Consiglio europeo sul bilancio dell&#8217;Ue. Lo rende noto un comunicato di Palazzo Chigi. &#8220;Il Presidente del Consiglio [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_5397" aria-describedby="caption-attachment-5397" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="mario_Monti_2" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario_Monti_27.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-5397" title="mario_Monti_2" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario_Monti_27.jpg" alt="Mario Monti" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario_Monti_27.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario_Monti_27-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario_Monti_27-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-5397" class="wp-caption-text">Mario Monti</figcaption></figure>
<p>Fonte ANSA &#8211; Il Presidente del Consiglio Mario Monti ha avuto, ieri e oggi, colloqui telefonici con Alfano, Bersani e Casini. Oggetto dei colloqui sono state alcune nomine di prefetti, la situazione nel Mali e la preparazione del Consiglio europeo sul bilancio dell&#8217;Ue. Lo rende noto un comunicato di Palazzo Chigi.</p>
<p>&#8220;Il Presidente del Consiglio Mario Monti &#8211; si legge nella nota della presidenza del Consiglio &#8211; ha avuto, ieri e oggi, colloqui telefonici con i leader dei partiti che hanno sostenuto il governo ora in carica per gli affari correnti, Angelino Alfano, Pierluigi Bersani, Pierferdinando Casini. Oggetto dei colloqui sono state alcune nomine di prefetti, la situazione nel Mali e la preparazione del Consiglio europeo sul bilancio dell&#8217;Unione europea&#8221;.</p>
<p>Il premier uscente &#8211; secondo quanto riportano oggi &#8216;La Stampa&#8217; e &#8216;La Repubblica&#8217; &#8211; avrebbe avuto ieri un colloquio con il segretario del Pd Pier Luigi Bersani. La riunione sarebbe servita &#8211; riferiscono sempre i due quotidiani &#8211; per sancire un patto informale per consentire una campagna elettorale senza colpi bassi che individui in Silvio Berlusconi l&#8217;avversario comune da battere. Durante l&#8217;incontro, si sarebbe poi parlato degli assetti futuri post voto e di una possibile intesa fra moderati e progressisti.</p>
<p><strong>BERLUSCONI, INTESA BERSANI-MONTI? E&#8217; NATURALE &#8211; </strong>&#8220;E&#8217; naturale un&#8217;intesa tra Pd e Lista Monti perché il premier non ha possibilità di incidere se non appoggiandosi alla sinistra. L&#8217;astensionismo è ancora elevato, ma non risolve i problemi. Italiani votino i grandi partiti&#8221;. E&#8217; quanto afferma Silvio Berlusconi in un&#8217;intervista a Rai Parlamento a proposito del dialogo che ci sarebbe stato tra Monti e Bersani per il dopo-voto.</p>
<p><strong>ALLA D&#8217;AMICO: NEL &#8217;94 VOTAI BERLUSCONI </strong>&#8211; &#8216;Il voto è segreto&#8230; ma nel &#8217;94 l&#8217;ho votato. Solo allora però perché credevo potesse portare avanti una rivoluzione liberale che poi non c&#8217;é stata&#8221;. Così il premier uscente Mario Monti risponde a Ilaria D&#8217;Amico su Sky Tg24 in merito a Silvio Berlusconi.</p>
<p>&#8220;Il mio pensiero è che la famiglia sia costituita da un uomo e da una donna, fondata sul matrimonio. I figli vanno cresciuti da un padre e da una madre. Il Parlamento può trovare altre forme per tutelare forme di convivenze&#8221;. Lo afferma Mario Monti a &#8216;Lo Spoglio&#8217; Su SkyTg24. Per quanto riguarda il matrimonio gay e le unioni di fatto, ha detto Monti, &#8220;il mio pensiero è che la famiglia sia costituita da un uomo e da una donna e credo che la famiglia sia fondata sul matrimonio e ritengo necessario che i figli crescano con un padre e una madre&#8221;. Detto ciò, ha aggiunto, &#8220;il Parlamento può certamente trovare delle soluzioni convincenti per regolare altre forme di unioni e convivenze&#8221;. &#8220;Nel nostro movimento politico &#8211; ha concluso &#8211; ci sono idee pluralistiche su questo tema così come nella società e negli altri partiti&#8221;.</p>
<p>&#8220;La sinistra ha fatto grandi passi avanti verso l&#8217;accettazione dell&#8217;economia di mercato, ma quando fa riforme verso l&#8217;apertura della concorrenza va un pochino contro la sua cultura storica&#8221; e infatti &#8220;é associata oggi a forze di estrema sinistra che sono a mio avviso conservatrici&#8221;, sottolinea Monti.</p>
<p>&#8220;Spesso all&#8217;estero ci è stato detto: &#8216;sono anni che non si vedeva un presidente del Consiglio, ma neanche un ministro italiano'&#8221;. Mario Monti, durante il suo intervento all&#8217;Ice, era tornato a punzecchiare Silvio Berlusconi, che in un&#8217;intervista radiofonica lo aveva a sua volta attaccato: &#8220;C&#8217;è in giro un matto che pensa di essere Monti&#8230;&#8221;.</p>
<p>&#8220;Escludo che gli italiani siano matti, ma sono pieni di buon senso. Non tocca a me stabilire di me stesso, sarei in conflitto di interessi&#8221;, replica Monti su SkyTg24.</p>
<p>Mario Monti farebbe parte di un governo in cui ci fosse anche Vendola? &#8220;Posso solo dire che per quanto mi riguarda non vorremo stare in nessun governo nel quale non sia dominante l&#8217;impostazione riformista&#8221;, afferma il premier uscente rispondendo ad una domanda di Ilaria D&#8217;Amico. Alla successiva domanda se dunque non farebbe parte di un governo con Vendola risponde sorridendo: &#8220;Mi semplifica il compito perché lo ha già dichiarato lui&#8230;&#8221;.</p>
<p>A Grillo mi accomuna &#8220;la distanza dalla politica tradizionale&#8221;, ma &#8220;io non sono affatto l&#8217;antipolitica: sono contro la struttura tradizionale ormai appesantita dei partiti che vorrebbero giocare per gli interessi futuri del Paese, ma son piombati dai loro interessi e dalle loro clientele&#8221;. Lo afferma Mario Monti a &#8216;Lo Spoglio&#8217; Su SkyTg24. Monti ha comunque ironizzato con il leader del M5S che oggi gli ha dato del &#8220;ritardato morale&#8221; dicendo di essere comunque onorato di &#8220;figurare nel suo raggio di attenzione. Forse voleva darmi del ritardato mentale, giudizio legittimo, oppure è un riferimento ad una cosa morale come la mia salita politica e vuol dire che l&#8217;ho fatta tardi&#8221;, ha concluso.<strong><br />
</strong></p>
<p><strong>VENDOLA, FAMIGLIA UOMO-DONNA? E POI CONSERVATORE ERO IO &#8211;</strong> &#8220;Secondo Monti, l&#8217;unica famiglia è quella composta da un uomo e una donna. Meno male che lui era il progressista e io il conservatore&#8230;&#8221;. Lo scrive il leader di Sel Nichi Vendola, su Twitter, dopo le parole di Monti sulle coppie di fatto e sui matrimoni gay.</p>
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		<title>Governo: è duello sui Sottosegretari. Pdl: solo tecnici</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Nov 2011 20:24:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Top News]]></category>
		<category><![CDATA[Casini]]></category>
		<category><![CDATA[d'alema]]></category>
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		<category><![CDATA[Renato Brunetta]]></category>
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					<description><![CDATA[Nuovi paletti per Monti e polemiche interne. Brunetta: &#8220;Faremo l&#8217;esame del sangue ai viceministri&#8221;. Cicchitto contro Tremonti: &#8220;E&#8217; colpa sua se siamo caduti&#8221;. D&#8217;Alema: &#8220;La Lega cerca solo poltrone&#8221;. Casini: &#8220;Pronti a parlare con il Carroccio più ragionevole&#8221;. Il presidente della Camera: &#8220;Se fallisce Monti, fallisce l&#8217;Italia&#8221;. Monti al lavoro Dopo i ministri, tocca ai [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_3468" aria-describedby="caption-attachment-3468" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/2011/11/governo-e-duello-sui-sottosegretari-pdl-solo-tecnici/silvio_berlusconi_ilparlamentare-it/" rel="attachment wp-att-3468"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-3468" title="silvio_berlusconi_ilparlamentare.it" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/silvio_berlusconi_ilparlamentare.it_.jpg" alt="" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/silvio_berlusconi_ilparlamentare.it_.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/silvio_berlusconi_ilparlamentare.it_-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/silvio_berlusconi_ilparlamentare.it_-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-3468" class="wp-caption-text">Silvio Berlusconi</figcaption></figure>
<h3>Nuovi paletti per Monti e polemiche interne. Brunetta: &#8220;Faremo l&#8217;esame del sangue ai viceministri&#8221;. Cicchitto contro Tremonti: &#8220;E&#8217; colpa sua se siamo caduti&#8221;. D&#8217;Alema: &#8220;La Lega cerca solo poltrone&#8221;. Casini: &#8220;Pronti a parlare con il Carroccio più ragionevole&#8221;. Il presidente della Camera: &#8220;Se fallisce Monti, fallisce l&#8217;Italia&#8221;. Monti al lavoro</h3>
<p>Dopo i ministri, tocca ai sottosegretari. L&#8217;ala del Pdl che ha mal digerito la nascita del Governo Monti prende spunto dalla nuove nomine in arrivo per palesare tutto lo scetticismo possibile per il neonato esecutivo. Arrivando ad esultare per &#8220;la meravigliosa, lunghissima, straordinaria campagna elettorale che ci separa dal voto che sarà nella prossima primavera o in quella successiva&#8221;. Dai &#8220;falchi&#8221; arrivano nuovi paletti e avvertimenti al premieri: &#8220;I sottosegretari li analizzeremo uno per uno e faremo loro gli esami del sangue, e basta bigliettini&#8221;, dice l&#8217;ex ministro Renato Brunetta, parlando a un convegno sui &#8220;socialisti riformisti nel Pdl&#8221; a Milano.</p>
<p>Il riferimento è al bigliettino fatto arrivare ieri al neopremier dal vicesegretario del Pd, Enrico Letta. Questione su cui torna anche Maurizio Gasparri: &#8220;Invece di mandare patetici pizzini come fanno alcuni esponenti del Pd, come capogruppo Pdl al Senato voglio pubblicamente confermare al professor Monti che i sottosegretari devono essere tecnici, e non politici travestiti da tecnici&#8221;. Il presidente dei senatori Pdl al Senato aggiunge: &#8220;Il governo non faccia errori che complicherebbero molto i rapporti con il Parlamento. Le forze politiche si astengano da balletti francamente ridicoli. Se deve essere fase tecnica e di tregua lo sia fino in fondo. Il confronto sarà sui contenuti, non sugli strapuntini.</p>
<p>La spaccatura irrisolta in cui si trova il partito di Berlusconi è confermata dal diverso tono usato dal capogruppo alla Camera, Fabrizio Cicchitto. &#8220;Il voto anticipato sarebbe stata una follia, sosterremo senza subalternità il governo&#8221;. La mediazione è ancora nella posizione del segretario Angelino Alfano: &#8220;Saremo leali ma non subalterni e quindi, se ci saranno deviazioni e forzature, non avremo esitazione a negare il nostro sostegno. In sostanza saremo leali con chi sarà leale con noi. Diciamolo chiaramente: se oggi è nato il governo Monti ciò è stato consentito da Silvio Berlusconi, se Berlusconi non fosse stato d&#8217;accordo il governo Monti non si sarebbe fatto&#8221;.</p>
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		<title>E&#8217; battaglia &#8211; Silvio Berlusconi: mi dimetto solo se sarò sfiduciato</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2011/09/e-battaglia-silvio-berlusconi-mi-dimetto-solo-se-saro-sfiduciato/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Sep 2011 11:24:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[Casini]]></category>
		<category><![CDATA[Giulio Tremonti]]></category>
		<category><![CDATA[Il Giornale]]></category>
		<category><![CDATA[Il vaticanese.it]]></category>
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		<category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category>
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					<description><![CDATA[BERLUSCONI: NON MI DIMETTO SE NON CON SFIDUCIA &#8211; &#8220;Ogni giorno ci chiedono un passo indietro. Stiano tranquilli perché non possiamo andare dietro alle aspettative dei media e dell&#8217;opposizione. Non ci dimetteremo se non dopo un voto di sfiducia in Parlamento che io escludo&#8221;. Lo ha affermato il premier Silvio Berlusconi intervenendo telefonicamente alla festa [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_2789" aria-describedby="caption-attachment-2789" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a rel="attachment wp-att-2789" href="https://ilparlamentare.it/2011/09/e-battaglia-silvio-berlusconi-mi-dimetto-solo-se-saro-sfiduciato/silvio-berlusconi-7/"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-2789" title="Silvio-Berlusconi" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Silvio-Berlusconi4.jpg" alt="" width="469" height="283" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Silvio-Berlusconi4.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Silvio-Berlusconi4-300x181.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Silvio-Berlusconi4-447x270.jpg 447w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-2789" class="wp-caption-text">Silvio Berlusconi - Il parlamentare.it</figcaption></figure>
<p>BERLUSCONI: NON MI DIMETTO SE NON CON SFIDUCIA &#8211; &#8220;Ogni giorno ci chiedono un passo indietro. Stiano tranquilli perché non possiamo andare dietro alle aspettative dei media e dell&#8217;opposizione. Non ci dimetteremo se non dopo un voto di sfiducia in Parlamento che io escludo&#8221;. Lo ha affermato il premier Silvio Berlusconi intervenendo telefonicamente alla festa del Pdl a Cuneo. &#8220;Dobbiamo tornare ad essere un Paese civile ed oggi non lo siamo. Quando chiamate qualcuno non sentite la morsa di uno Stato di polizia. In questo momento lo Stato non lo sentiamo più come una tutela della libertà è molto importante procedere con la riforma per recuperare il senso di libertà. Ci presenteremo alla prossima scadenza elettorale, tra un anno e mezzo, con le carte in regola per vincere&#8221;. &#8220;In settimana &#8211; ha detto ancora il premier &#8211; esamineremo le misure per la crescità e lo sviluppo e con questo decreto dimostreremo che il governo sta sempre lavorando sodo per l&#8217;Italia&#8221;.</p>
<p>CASINI: E&#8217; ASSENTE MEGLIO ANDARE AL VOTO &#8211; &#8220;Le previsioni di Formigoni mi sembra siano ragionevoli. Non vedo come si possa andare avanti con un governo che davanti all&#8217;emergenza sociale è assente, indifferente. Noi abbiamo fatto di tutto per stimolare gli uomini di buona volontà del Pdl ma alle affermazioni private non corrispondono fatti pubblici, quindi meglio lo sbocco elettorale&#8221;. Il leader Udc, Pier Ferdinando Casini, visitando insieme ai figli Francesco e Caterina l&#8217;Happy Family days a Villa Borghese, condivide l&#8217;ipotesi fatta ieri dal governatore della Lombardia di elezioni anticipate nel 2012.</p>
<p>TREMONTI  &#8211; BERLUSCONI</p>
<p>Non è stato direttamente Silvio Berlusconi a rompere il ghiaccio con Giulio Tremonti al suo ritorno dal G20 ma è come lo avesse fatto. Infatti è dal giornale di famiglia &#8220;Il Giornale&#8221; che ha affidato alla penna del suo vice direttore la richiesta di &#8220;dimissioni&#8221; al titolare del dicastero dell&#8217;Economia. &#8220;La verità &#8211; si legge nell&#8217;articolo &#8211; é che si può governare anche senza Tremonti. Ora più che mai&#8221;. Un nuovo affondo che si somma al &#8216;fuoco amico&#8217; che da due giorni prende di mira il ministro dell&#8217;Economia e che arriva alla vigilia di una settimana densa di appuntamenti sul versante economico.</p>
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