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	<title>carcere di cosenza &#8211; Il Parlamentare</title>
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		<title>Arresti a Cosenza, Gratteri: per anni la &#8216;ndrangheta comandava il carcere. Gravi omissioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Jun 2019 15:41:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antimafia&Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Antimafia]]></category>
		<category><![CDATA[carcere di cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Mafia]]></category>
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					<description><![CDATA[A cura di Dario Ranieri/ Calabria &#8211; I Carabinieri del Comando provinciale di Cosenza hanno arrestato due assistenti capo in servizio nel carcere di Cosenza Luigi Frassanito (56 anni) e Giovanni Porco (53) con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, per avere favorito i clan Lanzino-Rua’-Patitucci, Bruni-Zingari e Rango-Zingari. Le indagini sono state coordinate dalla DDA di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_12360" aria-describedby="caption-attachment-12360" style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nicola-gratteri5.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-12360" alt="Il Procuratore Nicola Gratteri" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nicola-gratteri5.jpg" width="790" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nicola-gratteri5.jpg 790w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nicola-gratteri5-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nicola-gratteri5-457x270.jpg 457w" sizes="(max-width: 790px) 100vw, 790px" /></a><figcaption id="caption-attachment-12360" class="wp-caption-text">Il Procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">A cura di Dario Ranieri/</p>
<p style="text-align: justify;">Calabria &#8211; I <strong>Carabinieri del Comando provinciale di Cosenza</strong> hanno arrestato due assistenti capo in servizio nel carcere di Cosenza<strong> <strong>Luigi Frassanito </strong></strong>(56 anni)<strong><strong> e Giovanni Porco </strong></strong>(53) con l’accusa di <strong>concorso esterno in associazione mafiosa</strong>, per avere favorito i clan Lanzino-Rua’-Patitucci, Bruni-Zingari e Rango-Zingari.</p>
<p style="text-align: justify;">Le indagini sono state coordinate dalla <strong>DDA di Catanzaro</strong> e sono ritenute molto allarmanti per le gravissime omissioni che gli organi preposti al controllo, avrebbero posto in essere. Il <strong>Procuratore Nicola Gratteri  </strong>capo dell&#8217;indagine<strong> </strong>che ha esposto i dettagli alla stampa<strong>, ha lanciato un messaggio importante</strong>: <strong>non abbiamo paura e non guardiamo in faccia nessuno.</strong> Una dichiarazione che solleva l&#8217;animo dei<strong> calabresi onesti</strong> che da decenni nella Città di Cosenza e non solo, subiscono non solo soprusi da parte della &#8216;ndrangheta, ma anche da parte di chi la favorisce, piuttosto che combatterla per dovere d&#8217;ufficio.</p>
<p style="text-align: justify;">La cosa gravissima di questa indagine &#8211; <strong>ha affermato il Procuratore Nicola Gratteri</strong> &#8211; è che si sarebbe dovuta concludere già anni addietro, almeno 5 0 10, addirittura, perché i fatti erano noti da tempo ma nessuno ha mai provveduto lasciando, cosa gravissima, i detenuti condannati per &#8216;ndrangheta nel carcere della stessa Città dal quale dispensavano ordini di ogni tipo e nuovi battesimi di &#8216;nrdangheta, oltre che ricevere alcool e droga dall&#8217;esterno.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Procuratore Gratteri ha ringraziato il</strong> <strong>Magistrato Camillo Falvo</strong> per avere saputo ricostruire tutta la vicenda con l&#8217;ausilio del Carabinieri. Sarebbero decine i pentiti di mafia che avrebbero delineato questo andazzo illecito nel carcere di Cosenza. Il Procuratore Nicola Gratteri che oggi con la sua Procura è al centro di importanti indagini che coinvolgono parte del corpo politico regionale che hanno già prodotto numerosi avvisi di garanzia, ha dichiarato “mi auguro che questi arresti servano a costringere chi di dovere, dal direttore del carcere di Cosenza al direttore del Dap, a intervenire per fare un po’ di ordine, quantomeno nell’applicazione dell’ordinamento penitenziario, in modo che – ha concluso il procuratore della Dda di Catanzaro – detenuti di alta sicurezza della stessa area criminale stiano a mille chilometri di distanza gli uni dagli altri e da Cosenza”.</p>
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