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	<title>bruxelles &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Sardegna, Solinas a Bruxelles per incontrare Commissaria Trasporti Ue</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Aug 2023 20:08:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dalle Regioni]]></category>
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					<description><![CDATA[La continuità territoriale aerea della Sardegna, i suoi sviluppi e le sue problematiche, con particolare riferimento alle criticità in ordine al dimensionamento del traffico residenti e dunque al numero dei voli programmati nei collegamenti tra gli scali sardi di Cagliari, Olbia e Alghero con gli aeroporti di Roma-Fiumicino e Milano-Linate, saranno al centro dell’incontro che [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">La continuità territoriale aerea della Sardegna, i suoi sviluppi e le sue problematiche, con particolare riferimento alle criticità in ordine al dimensionamento del traffico residenti e dunque al numero dei voli programmati nei collegamenti tra gli scali sardi di Cagliari, Olbia e Alghero con gli aeroporti di Roma-Fiumicino e Milano-Linate, saranno al centro dell’incontro che si terrà a breve a Bruxelles, ed i cui dettagli sono in via di definizione, tra la commissaria europea ai Trasporti, Adina Valean, ed il presidente della Regione Sardegna, Christian Solinas con l’assessore regionale dei Trasporti, Antonio Moro.</p>
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		<title>Consiglio Ue, niente accordo sui migranti. Meloni: &#8216;Ho tentato la mediazione fino all&#8217;ultimo&#8217;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jun 2023 21:01:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
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					<description><![CDATA[Il momento chiave dell&#8217;intero Consiglio europeo è andato in scena all&#8217;ottavo piano dell&#8217;Europa Building. Nella sala della delegazione italiana, su dei divanetti, erano seduti Giorgia Meloni, Mateusz Morawiecki e Viktor Orban. I primi due per l&#8217;intera riunione hanno tenuto sotto scacco i leader Ue opponendosi alle conclusioni sul patto sulla migrazione già siglato a Lussemburgo. [&#8230;]]]></description>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="700" height="531" src="https://www.ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgiameloni-a-bruxelles.jpeg" alt="Giorgia Meloni a Bruxelles" class="wp-image-16579" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgiameloni-a-bruxelles.jpeg 700w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgiameloni-a-bruxelles-300x228.jpeg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgiameloni-a-bruxelles-356x270.jpeg 356w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgiameloni-a-bruxelles-696x528.jpeg 696w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /><figcaption>Giorgia Meloni a Bruxelles tenta la mediaizone ma non c&#8217;è intesa sui migranti &#8211; Fonte Ansa</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il momento chiave dell&#8217;intero Consiglio europeo è andato in scena all&#8217;ottavo piano dell&#8217;Europa Building</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella sala della delegazione italiana, su dei divanetti, erano seduti Giorgia Meloni, Mateusz Morawiecki e Viktor Orban. I primi due per l&#8217;intera riunione hanno tenuto sotto scacco i leader Ue opponendosi alle conclusioni sul patto sulla migrazione già siglato a Lussemburgo. La prima era stata da poco investita dell&#8217;arduo ruolo di mediatrice con i due leader sovranisti. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Migranti, Meloni: &#8216;Non sono mai delusa da chi difende i suoi interessi&#8217;</strong><br>&#8220;Era una missione in salita&#8221;, avrebbero osservato poi qualificate fonti europee. E la mediazione, infatti, non è riuscita. Il capitolo sulla migrazione è stato stralciato dal testo delle conclusioni e sostituito con una dichiarazione del presidente del Consiglio Ue Charles Michel. Che ha ribadito con nettezza la necessità di finalizzare il patto, ma &#8220;prendendo nota&#8221; del veto di Varsavia e Budapest. Il tentativo di Meloni è arrivato sulla base di una duplice spinta. Quella della stessa premier, che voleva convincere in zona Cesarini Morawiecki e Orban. E quella di Michel e degli altri leader, che avevano puntato sulla vicinanza politica di Meloni soprattutto al premier polacco. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Pnrr, Meloni: &#8216;Non si sta aggravando la situazione sulla terza rata&#8217;</strong><br>Alla fine la premier ha comunque assolto i due omologhi: &#8220;Non sono mai delusa da chi difende gli interessi delle proprie nazioni. La questione che pongono polacchi e ungheresi non è peregrina, sono i due Paesi che si stanno occupando più di profughi ucraini, lo fanno con risorse Ue che non sono sufficienti&#8221;, ha spiegato Meloni al termine del summit. Puntando ancora di più su quello che, per l&#8217;Italia, era e resta la vera priorità: il contrasto ai movimenti primari. &#8220;L&#8217;unica vera mediazione è la dimensione esterna della migrazione, su quello ci può essere l&#8217;accordo di tutti&#8221;, ha puntualizzato. Con i cronisti Meloni si è detta &#8220;molto soddisfatta&#8221; del ruolo da &#8220;protagonista&#8221; di Roma e del Consiglio europeo in tutte le parti delle conclusioni, inclusa quella in cui si fa riferimento alla &#8220;flessibilità dei fondi di Coesione e del Pnrr, che ci permetterà di spendere meglio circa 300 miliardi&#8221;. La premier ha poi negato ogni ombra sui dossier economici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sull&#8217;ok alla terza rata &#8220;non c&#8217;è alcun aggravamento&#8221;, mentre il tema del Mes &#8220;non mi è stato posto, evidentemente qui non c&#8217;è l&#8217;attenzione che c&#8217;è nel dibattito italiano&#8221;, ha sottolineato. In realtà, su entrambi i dossier, Ue e Italia trattano. E dopo il duro intervento alle Camere prima di volare a Bruxelles, la stessa Meloni ha smorzato i toni. Del resto non era l&#8217;economia il cuore dell&#8217;agenda del vertice Ue che si è incagliato sul patto sui migranti. Un patto per il quale, con sarcasmo, Morawiecki ha augurato &#8220;buona fortuna&#8221; alla sua alleata con la quale, ha spiegato, &#8220;abbiamo convenuto di non essere d&#8217;accordo&#8221;. Sarà davvero difficile superare la trincea di Polonia e Ungheria per l&#8217;Ue in un contesto nel quale la Commissione continua a tenere fermi i fondi del Pnrr da versare ai due Stati. La Polonia inoltre si avvia ad elezioni, a fine anno, che saranno cruciali per l&#8217;intera Europa. A sfidare Morawiecki ci sarà Donald Tusk, il cui partito milita nel Ppe. Non a caso, fonti dei Popolari hanno avvertito la premier italiana: attenta a non restare &#8220;incastrata&#8221; in alleati sovranisti che &#8220;ostacolano i progressi sui migranti&#8221;. Tema sul quale, pur difendendoli, l&#8217;Italia si è comunque schierata con l&#8217;Ue, sulla sponda opposta di Varsavia e Budapest. E chissà che un&#8217;eventuale sconfitta di Morawiecki non porti al graduale allontanamento tra FdI e i polacchi di Pis, oggi entrambi in Ecr. Per ora l&#8217;alleanza regge. Mercoledì Meloni sarà a proprio a Varsavia per il seminario del partito dei Conservatori. Mentre sul dossier migratorio l&#8217;Italia ha sminuito l&#8217;importanza del veto polacco e ungherese. Il partenariato con la Tunisia, inserito su iniziativa italiana nel capitolo relazioni esterne, non è stato stralciato. &#8220;Sul nostro lavoro c&#8217;è un consenso unanime in Ue&#8221;, ha rimarcato Meloni. Che ora attende la firma del Memorandum d&#8217;intesa tra Bruxelles e Tunusi. A siglarla, per l&#8217;Ue, sarà, ironia della sorte, un commissario ungherese: Olivier Varhelyi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fonte ANSA</p>
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		<title>Prosecco: De Castro-Dorfmann, no a falso made in Croazia.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Oct 2021 20:05:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[“Non possiamo tollerare che la denominazione protetta “Prosecco”, una delle più emblematiche a livello Ue, diventi oggetto di imitazioni e abusi, in particolare nell’Unione europea”. Così&#160;Paolo De Castro&#160;e&#160;Herbert Dorfmann, coordinatori dei&#160;Gruppi S&#38;D e PPE&#160;alla commissione Agricoltura del Parlamento europeo, durante lo scambio di vedute di oggi con l’esecutivo Ue, in merito alla procedura di riconoscimento [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">“Non possiamo tollerare che la denominazione protetta “Prosecco”, una delle più emblematiche a livello Ue, diventi oggetto di imitazioni e abusi, in particolare nell’Unione europea”. Così&nbsp;<strong>Paolo De Castro</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Herbert Dorfmann</strong>, coordinatori dei&nbsp;<strong>Gruppi S&amp;D e PPE</strong>&nbsp;alla commissione Agricoltura del Parlamento europeo, durante lo scambio di vedute di oggi con l’esecutivo Ue, in merito alla procedura di riconoscimento della menzione tradizionale croata “Prosěk”.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" width="669" height="376" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Paolo-De-Castro-Ufficio-Stampa-.jpg" alt="" class="wp-image-15961" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Paolo-De-Castro-Ufficio-Stampa-.jpg 669w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Paolo-De-Castro-Ufficio-Stampa--300x169.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Paolo-De-Castro-Ufficio-Stampa--480x270.jpg 480w" sizes="(max-width: 669px) 100vw, 669px" /><figcaption>Paolo De Castro coordinatore del Gruppo S&amp;D alla commissione Agricoltura del Parlamento europeo</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">“Di fronte alla richiesta di tutela di una menzione, Prosěk, che altro non è se non la traduzione in lingua slovena del nome ‘Prosecco’ – sottolineano De Castro e Dorfmann – ribadiamo ancora una volta che il regolamento Ue sull’Organizzazione comune dei mercati agricoli stabilisce che le Denominazioni di origine e Indicazioni geografiche protette devono essere tutelate da ogni abuso, imitazione o evocazione, anche quando il nome protetto viene tradotto in un’altra lingua. Senza contare che, al momento della sua adesione all’Ue, la Croazia non aveva chiesto la protezione della denominazione ‘Prosěk’, consapevole del fatto che fosse in conflitto con la tutela riservata al nostro Prosecco”.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" width="1400" height="930" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Europarlamentare-PPE-Herbert-Dorfmann.png" alt="L'europarlamentare del PPE Herbert Dorfmann" class="wp-image-15450" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Europarlamentare-PPE-Herbert-Dorfmann.png 1400w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Europarlamentare-PPE-Herbert-Dorfmann-300x199.png 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Europarlamentare-PPE-Herbert-Dorfmann-406x270.png 406w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Europarlamentare-PPE-Herbert-Dorfmann-768x510.png 768w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Europarlamentare-PPE-Herbert-Dorfmann-696x462.png 696w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Europarlamentare-PPE-Herbert-Dorfmann-1068x709.png 1068w" sizes="(max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /><figcaption>L&#8217;europarlamentare Herbert Dorfmann
coordinatore del Gruppo PPE alla commissione Agricoltura del Parlamento europeo</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">“A seguito dell’approvazione preliminare della richiesta croata da parte della Commissione – aggiungono gli europarlamentari PD e SVP – ci auguriamo che lo scrutinio degli Stati membri e di tutte le organizzazioni e associazioni impegnate nella tutela delle nostre eccellenze agroalimentari porti al più presto all’interruzione della procedura di registrazione. In caso contrario, si farebbe passare il messaggio pericoloso che la protezione di Dop e Igp nell’Unione possa essere facilmente aggirata tramite altri schemi, come le menzioni tradizionali, e indeboliremmo la posizione dell’Ue nel quadro di negoziati commerciali con Paesi terzi, tra cui quelli in corso con Australia, Nuova Zelanda e Cile, che già si oppongono alla protezione completa del ‘Prosecco’”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Per questi motivi – concludono De Castro e Dorfmann – chiediamo il supporto da parte di tutti gli Stati membri e attori coinvolti nella filiera vitivinicola e delle produzioni di qualità, perché manifestino la propria opposizione entro i 60 giorni a disposizione a partire dal 22 settembre scorso, e rinnoviamo la nostra richiesta al commissario Wojciechowski di intervenire per scongiurare la protezione della menzione tradizionale ‘Prosěk’, e mostrarsi al fianco dei nostri produttori nel rafforzamento delle Indicazioni geografiche, come richiesto peraltro dalla presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fonte:&nbsp;paolodecastro.it</p>
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		<title>Brexit: Johnson, usciremo dall&#8217;Ue comunque il 31 Ottobre</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Oct 2019 13:26:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;unica alternativa alla proposta offerta da Boris Johnson all&#8217;Ue come nuovo accordo sulla Brexit è quella di un no deal, un divorzio senz&#8217;accordo. Lo ha detto lo stesso premier Tory al congresso di Manchester, in uno dei passaggi ripresi con maggiore evidenza dai media britannici. Johnson ha presentato la sua proposta come &#8220;un compromesso&#8221; positivo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_14409" aria-describedby="caption-attachment-14409" style="width: 1020px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Boris-Johnson-1020-afp.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-14409" alt="Boris-Johnson" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Boris-Johnson-1020-afp.jpg" width="1020" height="533" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Boris-Johnson-1020-afp.jpg 1020w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Boris-Johnson-1020-afp-300x156.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Boris-Johnson-1020-afp-480x250.jpg 480w" sizes="auto, (max-width: 1020px) 100vw, 1020px" /></a><figcaption id="caption-attachment-14409" class="wp-caption-text">Boris-Johnson</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;unica alternativa alla proposta offerta da Boris Johnson all&#8217;Ue come nuovo accordo sulla Brexit è quella di un no deal, un divorzio senz&#8217;accordo. Lo ha detto lo stesso premier Tory al congresso di Manchester, in uno dei passaggi ripresi con maggiore evidenza dai media britannici. Johnson ha presentato la sua proposta come &#8220;un compromesso&#8221; positivo &#8220;per entrambe le parti&#8221;, avvertendo tuttavia che &#8211; se Bruxelles dirà no &#8211; Londra uscirà comunque il 31 ottobre, anche senz&#8217;accordo: &#8220;uno sbocco per il quale siamo pronti&#8221;.</p>
<p>&#8220;Con un accordo, ma in ogni caso&#8221; il 31 ottobre, ripete. Poi accusa la Camera dei Comuni di aver finora &#8220;rifiutato di attuare la Brexit, rifiutato di presentare qualunque proposta costruttiva e rifiutato le elezioni&#8221;, di non ascoltare gli elettori che voglio ormai guardare avanti e di aver presentato &#8220;una legge della resa&#8221; per un rinvio contro l&#8217;opzione del no deal.</p>
<p>Johnson ha definito al Congresso Tory la sua offerta a Bruxelles sulla Brexit come &#8220;un compromesso costruttivo&#8221; e accettabile per entrambe le parti. Il premier britannico ha sostenuto che la proposta, pur prevedendo forme di controllo doganale, non ripristinerà &#8220;in alcuna circostanza un confine&#8221; fra Irlanda del Nord e Irlanda, nel rispetto degli accordi di pace del Venerdì Santo. E nello stesso tempo farà sì che il Regno esca unito dall&#8217;Ue, per &#8220;riprendere il controllo delle sue leggi, del suo denaro, dei suoi confini&#8221;.</p>
<p>&#8220;Due confini per 4 anni&#8221;: è questo il senso della proposta di Boris Johnson, estensivamente anticipata dal Telegraph, per un accordo con l&#8217;Ue sulla Brexit come alternativa al backstop per il nodo chiave dell&#8217;Irlanda del Nord. Irlanda del Nord che uscirebbe dopo la transizione a fine 2021 sia dall&#8217;Ue sia dall&#8217;unione doganale, come il resto del Regno. Ma rimarrebbe allineata per 4 anni al mercato unico per i beni agricoli e industriali, oltre a godere nello stesso periodo di un&#8217;esenzione dal codice doganale europeo e dall&#8217;Iva europea.</p>
<p>Reazioni opposte in Irlanda sulla proposta di accordo sulla Brexit inviata da Boris Johnson all&#8217;Ue e anticipata dai media prima dello speech del premier britannico al congresso Tory. La ministra degli Affari Europei di Dublino, Helen McEntee, parla di un&#8217;offerta &#8216;prendere o lasciare&#8217; con aspetti &#8220;inaccettabili&#8221;. E l&#8217;opposizione del Fianna Fail di proposte &#8220;impraticabili e illegali&#8221;. Pieno sostegno a Johnson invece dagli unionisti nordirlandesi del Dup, oppostisi in precedenza al backstop e all&#8217;accordo raggiunto da Theresa May.</p>
<p>Fonte ANSA</p>
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		<title>&#8220;Riformare le regole Ue sui migranti&#8221;, le prime parole di Sassoli da presidente dell&#8217;Eurocamera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jul 2019 16:31:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Cittadine e cittadini dell’Unione europea, signore e signori parlamentari, cari amici, colleghi, rappresentanti delle Istituzioni, dei Governi, donne e uomini di questa Amministrazione. Tutti voi capirete la mia emozione in questo momento nell’assumere la Presidenza del Parlamento europeo e di essere stato scelto da voi per rappresentare l’Istituzione che più di ogni altra ha un legame [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_14208" aria-describedby="caption-attachment-14208" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sassoli-presidente-eurocamera.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-14208" alt="David Sassoli Presidente dell'Eurocamera" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sassoli-presidente-eurocamera.jpg" width="1000" height="657" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sassoli-presidente-eurocamera.jpg 1000w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sassoli-presidente-eurocamera-300x197.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sassoli-presidente-eurocamera-410x270.jpg 410w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a><figcaption id="caption-attachment-14208" class="wp-caption-text">David Sassoli Presidente dell&#8217;Eurocamera</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Cittadine e cittadini dell’<strong>Unione europea</strong>, signore e signori parlamentari, cari amici, colleghi, rappresentanti delle Istituzioni, dei Governi, donne e uomini di questa Amministrazione. Tutti voi capirete la mia emozione in questo momento nell’assumere la Presidenza del Parlamento europeo e di essere stato scelto da voi per rappresentare l’Istituzione che più di ogni altra ha un <strong>legame diretto con i cittadini</strong>, che ha il dovere di rappresentarli e difenderli. E di ricordare sempre che la nostra libertà è figlia della giustizia che sapremo conquistare e della solidarietà che sapremo sviluppare.</p>
<p style="text-align: justify;">Permettetemi di ringraziare il <strong>Presidente Antonio Tajani</strong> per il lavoro svolto in questo Parlamento, per il suo grande impegno e la sua dedizione a questa Istituzione. Voglio anche dare il benvenuto ai nuovi colleghi, che sono il 62% di quest’Aula, un bentornato ai parlamentari confermati e alle donne, che rappresentano il 40% di tutti noi. Un buon risultato, ma noi vogliamo di più.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo momento, al termine di una intensa campagna elettorale, ha inizio una legislatura che gli avvenimenti caricano di grande responsabilità perché <strong>nessuno può accontentarsi di conservare l’esistente.</strong> Ce lo dice il risultato elettorale, ce lo testimonia la stessa composizione di questa Assemblea.</p>
<p style="text-align: justify;">Siamo immersi in trasformazioni epocali: disoccupazione giovanile, migrazioni, cambiamenti climatici, rivoluzione digitale, nuovi equilibri mondiali, solo per citarne alcuni, che per essere governate hanno bisogno di nuove idee, del coraggio di saper coniugare grande saggezza e massimo d’audacia.</p>
<p style="text-align: justify;">Dobbiamo <strong>recuperare lo spirito di Ventotene</strong> e lo slancio pionieristico dei Padri Fondatori, che seppero mettere da parte le ostilità della guerra, porre fine ai guasti del nazionalismo dandoci un progetto capace di coniugare pace, democrazia, diritti, sviluppo e uguaglianza.</p>
<p style="text-align: justify;">In questi mesi, in troppi, hanno scommesso sul declino di questo progetto, alimentando divisioni e conflitti che pensavamo essere un triste ricordo della nostra storia. I cittadini hanno dimostrato invece di credere ancora in questo straordinario percorso, l’unico in grado di dare risposte alle sfide globali che abbiamo davanti a noi.</p>
<p style="text-align: justify;">Dobbiamo avere la forza di <strong>rilanciare il nostro processo di integrazione,</strong> cambiando la nostra Unione per renderla capace di rispondere in modo più forte alle esigenze dei nostri cittadini e per dare risposte vere alle loro preoccupazioni, al loro sempre più diffuso senso di smarrimento. La difesa e la promozione dei nostri valori fondanti di libertà, dignità e solidarietà deve essere perseguita ogni giorno dentro e fuori l’Ue.</p>
<p style="text-align: justify;">Cari colleghi, pensiamo più spesso al mondo che abbiamo, alle libertà di cui godiamo&#8230;. E allora diciamolo noi, visto che altri a Est o ad Ovest, o a Sud fanno fatica a riconoscerlo, che <strong>tante cose ci fanno diversi &#8211; non migliori, semplicemente diversi</strong> &#8211; e che noi europei siamo orgogliosi delle nostre diversità.</p>
<p style="text-align: justify;">Ripetiamolo perché sia chiaro a tutti che in Europa nessun governo può uccidere, che il valore della persona e la sua dignità sono il nostro modo per misurare le nostre politiche&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">&#8230;.che da noi nessuno può tappare la bocca agli oppositori, che i nostri governi e le istituzioni europee che li rappresentano sono il frutto della democrazia e di libere elezioni&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">&#8230;.che nessuno può essere condannato per la propria fede religiosa, politica, filosofica&#8230; che da noi ragazze e ragazzi possono viaggiare, studiare, amare senza costrizioni&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">&#8230;.che nessun europeo può essere umiliato e emarginato per il proprio orientamento sessuale&#8230; che nello spazio europeo, con modalità diverse, la protezione sociale è parte della nostra identità,</p>
<p style="text-align: justify;">&#8230;.che la difesa della vita di chiunque si trovi in pericolo è un dovere stabilito dai nostri Trattati e dalle Convenzioni internazionali che abbiamo stipulato.</p>
<p style="text-align: justify;">Il nostro modello di economia sociale di mercato va rilanciato. Le nostre regole economiche devono saper coniugare crescita, protezione sociale e rispetto dell’ambiente. <strong>Dobbiamo dotarci di strumenti adeguati</strong> <strong>per contrastare le povertà,</strong> <strong>dare prospettive ai nostri giovani, rilanciare investimenti sostenibili,</strong> rafforzare il processo di convergenza tra le nostre regioni ed i nostri territori.</p>
<p style="text-align: justify;">La rivoluzione digitale sta cambiano in profondità i nostri stili di vita, il nostro modo di produrre e di consumare. Abbiamo bisogno di regole che sappiano coniugare progresso tecnologico, sviluppo delle imprese e tutela dei lavoratori e delle persone. Il cambiamento climatico ci espone a rischi enormi ormai evidenti a tutti. <strong>Servono investimenti per tecnologie pulite</strong> per rispondere ai milioni di giovani che sono scesi in piazza, e alcuni venuti anche in quest’Aula, per ricordarci che non esiste un altro pianeta. Dobbiamo lavorare per una sempre più forte parità di genere e un sempre maggior ruolo delle donne ai vertici della politica, dell’economia, del sociale.</p>
<p style="text-align: justify;">Signore e Signori, questo è il nostro biglietto da visita per un mondo che per trovare regole ha bisogno anche di noi. Ma tutto questo non è avvenuto per caso. <strong>L’Unione europea non è un incidente della Storia. </strong>Io sono figlio di un uomo che a 20 anni ha combattuto contro altri europei, e di una mamma che, anche lei ventenne, ha lasciato la propria casa e ha trovato rifugio presso altre famiglie. Io so che questa è la storia anche di tante vostre famiglie&#8230; e so anche che se mettessimo in comune le nostre storie e ce le raccontassimo davanti ad un bicchiere di birra o di vino, non diremmo mai che siamo figli o nipoti di un incidente della Storia.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma diremmo che <strong>la nostra storia è scritta sul dolore,</strong> sul sangue dei giovani britannici sterminati sulle spiagge della Normandia, sul desiderio di libertà di Sophie e Hans Scholl, sull’ansia di giustizia degli eroi del Ghetto di Varsavia, sulle primavere represse con i carri armati nei nostri paesi dell’Est, sul desiderio di fraternità che ritroviamo ogni qual volta la coscienza morale impone di non rinunciare alla propria umanità e l’obbedienza non può considerarsi virtù. Non siamo un incidente della Storia, ma i figli e i nipoti di coloro che sono riusciti a trovare l’antidoto a quella degenerazione nazionalista che ha avvelenato la nostra storia. Se siamo europei è anche perché siamo innamorati dei nostri Paesi. Ma il nazionalismo che diventa ideologia e idolatria produce virus che stimolano istinti di superiorità e producono conflitti distruttivi.</p>
<p style="text-align: justify;">Colleghe e colleghi, abbiamo bisogno di visione e per questo serve la politica. Sono necessari partiti europei sempre più capaci di essere l’architrave della nostra democrazia. Ma dobbiamo dare loro nuovi strumenti. Quelli che abbiamo sono insufficienti. Questa legislatura dovrà rafforzare le procedure per rendere <strong>il Parlamento protagonista di una completa democrazia europea.</strong> Ma non partiamo da zero, non nasciamo dal nulla. L’Europa si fonda sulle sue Istituzioni, che seppur imperfette e da riformare, ci hanno garantito le nostre libertà e la nostra indipendenza. Con le nostre Istituzioni saremo in grado di rispondere a tutti coloro che sono impegnati a dividerci. E allora diciamo in quest’Aula, oggi, che il Parlamento sarà garante dell’indipendenza dei cittadini europei. E che solo loro sono abilitati a scrivere il proprio destino: nessuno per loro, nessuno al posto nostro. In quest’aula insieme a tanti amici e colleghi con molta esperienza, vi sono anche tantissimi deputati alla prima legislatura. A loro un cordiale saluto di benvenuto. Ho letto molte loro biografie e mi sono convinto si tratti di una presenza molto positiva per loro competenze, professionalità. Molti di loro sono impegnati in attività sociali o di protezione delle persone, e questo è un campo su cui l’Europa deve migliorare perché abbiamo il dovere di governare i fenomeni nuovi.</p>
<p style="text-align: justify;">Sull’immigrazione vi è troppo scaricabarile fra governi e ogni volta che accade qualcosa siamo impreparati e si ricomincia daccapo. Signori del Consiglio Europeo, questo Parlamento crede che sia <strong>arrivato il momento di discutere la riforma del Regolamento di Dublino</strong> che quest’Aula, a stragrande maggioranza, ha proposto nella scorsa legislatura. Lo dovete ai cittadini europei che chiedono più solidarietà fra gli Stati membri; lo dovete alla povera gente per quel senso di umanità che non vogliamo smarrire e che ci ha fatto grandi agli occhi del mondo. Molto è nelle vostre mani e con responsabilità non potete continuare a rinviare le decisioni alimentando sfiducia nelle nostre comunità, con i cittadini che continuano a chiedersi, ad ogni emergenza: dov’è l’Europa? Cosa fa l’Europa? Questo sarà un banco di prova che dobbiamo superare per sconfiggere tante pigrizie e troppe gelosie. E ancora, Parlamento, Consiglio e Commissione devono <strong>sentire il dovere di rispondere con più coraggio alle domande dei nostri giovani</strong> quando chiedono a gran voce che dobbiamo svegliarci, aprire gli occhi e salvare il pianeta.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi voglio rivolgere a loro: considerate questo Parlamento, che oggi inizia la sua attività legislativa, come il vostro punto di riferimento. Aiutateci anche voi a essere più coraggiosi per affrontare le sfide del cambiamento. Voglio assicurare al Consiglio e alle Presidenze di turno la nostra massima collaborazione e lo stesso rivolgo alla Commissione e al suo Presidente. Le Istituzioni europee hanno la necessità di ripensarsi e di non essere considerate un intralcio alla costruzione di un’Europa più unita. Tramite il Presidente del Consiglio europeo voglio rivolgere anche un saluto, a nome di quest’Aula, ai Capi di Stato e di Governo. Ventotto paesi fanno grande l’Unione europea. E si tratta di 28 Stati, dal più grande al più piccolo, che custodiscono tesori unici al mondo. Tutti vengono da lontano e posseggono cultura, lingua, arte, paesaggio, poesia inimitabili e inconfondibili. Sono il nostro grande patrimonio e tutti meritano rispetto. Ecco perché quando andrò a visitarli, a nome vostro, non sarò mai distratto. E davanti alle loro bandiere e ai loro inni sarò sull’attenti anche a nome di coloro che, in quest’Aula, non mostrano analogo rispetto.</p>
<p style="text-align: justify;">Lasciatemi infine rivolgere <strong>un saluto ai parlamentari britannici, comunque la pensino sulla Brexit. Per noi immaginare Parigi, Madrid, Berlino, Roma lontane da Londra è doloroso. </strong>Sì sappiatelo, con tutto il rispetto che dobbiamo per le scelte dei cittadini britannici, per noi europei si tratta di un passaggio politico che deve essere portato avanti con ragionevolezza, nel dialogo e con amicizia, ma sempre nel rispetto delle regole e delle rispettive prerogative. Voglio salutare i rappresentanti degli Stati che hanno chiesto di aderire all’Unione europea. Il loro percorso è avviato per loro libera scelta. Tutti capiscono quanto sia conveniente far parte dell’Unione. Le procedure di adesione proseguono e il Parlamento si è detto più volte soddisfatto dei risultati raggiunti.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine, un in bocca al lupo a tutta l’amministrazione e ai lavoratori del Parlamento. Ci siamo dati un obbiettivo nella scorsa legislatura: far diventare <strong>il Parlamento europeo la Casa della democrazia europea.</strong> Per questo abbiamo bisogno di riforme, di maggiore trasparenza, di innovazione. Molti risultati sono stati raggiunti, specie sul bilancio, ma questa legislatura deve dare un impulso maggiore. Per fare questo c’è bisogno di un maggior dialogo fra parlamentari e amministrazione e sarà mia cura svilupparlo. Care colleghe e cari colleghi, l’Europa ha ancora molto da dire se noi, e voi, sapremo dirlo insieme. Se sapremo mettere le ragioni della lotta politica al servizio dei nostri cittadini, se il Parlamento ascolterà i loro desideri e le loro paure e le loro necessità. Sono sicuro che tutti voi saprete dare il necessario contributo per un’Europa migliore che può nascere con noi, con voi, se sapremo metterci cuore e ambizione.</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie e buon lavoro, David Sassoli</p>
<address>Fonte &#8220;Redazione Bruxelles&#8221;  &#8211; Europa.today.it</p>
<address> </address>
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		<title>Bufera su Tajani per l’elogio a Mussolini. Le critiche da Bruxelles del M5S</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Mar 2019 12:34:34 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_14016" aria-describedby="caption-attachment-14016" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/tajani-mussolini.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-14016" alt="Antonio Tajani - Benito Mussolini" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/tajani-mussolini.jpg" width="1000" height="600" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/tajani-mussolini.jpg 1000w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/tajani-mussolini-300x180.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/tajani-mussolini-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a><figcaption id="caption-attachment-14016" class="wp-caption-text">Antonio Tajani &#8211; Benito Mussolini</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">“In un momento in cui vediamo la voglia di ritornare a dare una luce positiva” al periodo del Fascismo, “mi aspetterei dal presidente del Parlamento Europeo un giusto silenzio”. Lo ha detto il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, commentando le parole del presidente del parlamento europeo, Antonio Tajani, travolto dalle polemiche per aver detto che prima dell’entrata in guerra Benito Mussolini “ha fatto delle cose positive”.</p>
<p style="text-align: justify;">“Non capisco il bisogno di ritornare su questi temi”, ha aggiunto Sala, a margine di una celebrazione al Giardino dei giusti di Milano. “Tutti singolarmente possono aver fatto cose buone singolarmente, ma è chiaro che il giudizio è assolutamente negativo di quel periodo”, ha chiosato il sindaco. “Nonostante le precisazioni, la gravità delle parole pronunciate dal presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani su Mussolini resta e marca una considerazione inaccettabile. Dire, come ha fatto Tajani, che Mussolini ha fatto anche cose buone dà vigore a quelle teorie dei treni che passavano sempre in orario piuttosto che a quelle che salvano e giustificano una fase storica buia, fatta di repressione e violenza. Ci auguriamo che Tajani chieda scusa. Lo deve al nostro Paese e ai tanti italiani morti per traghettare l’italia dalla dittatura alla democrazia”. Ha detto la consigliera regionale del Lazio Marietta Tidei (Pd).</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta di “Farneticazioni” per i portavoce del Movimento 5 Stelle in commissione Cultura, secondo cui “le frasi pronunciate dal presidente del Parlamento Europeo Tajani a favore di Mussolini e del Fascismo mancano di rispetto alla storia del nostro Paese e a chi ha combattuto il nazifascismo a costo della propria vita”. “Tajani chieda scusa per quanto detto, per rispetto dell’istituzione che rappresenta e di chi ha difeso la nostra libertà durante in Ventennio – hanno aggiunto, spiegando che è necessario che “Forza Italia sconfessi Tajani immediatamente o sarà complice delle sue gravissime affermazioni”. Fonte ASCA NEWS</p>
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		<title>Diciotti, nave Guardia costiera da 4 giorni in mare con 177 migranti. Farnesina chiede intervento Ue</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Aug 2018 11:18:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Roma, passa a Bruxelles la palla della nave Diciotti della Guardia costiera italiana con 177 migranti a bordo. “La Farnesina ha ufficialmente e formalmente investito della questione laCommissione europea, affinché provveda a individuare una soluzione in linea con i principi di condivisione tra gli Stati membri dell’Unione Europea”, si legge in una nota del ministero degli Esteri che sottolinea che “il governo italiano [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_13533" aria-describedby="caption-attachment-13533" style="width: 1300px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/diciotti-1300.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-13533" alt="Diciotti, nave Guardia costiera da 4 giorni in mare con 177 migranti." src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/diciotti-1300.jpg" width="1300" height="530" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/diciotti-1300.jpg 1300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/diciotti-1300-300x122.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/diciotti-1300-480x195.jpg 480w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/diciotti-1300-1024x417.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1300px) 100vw, 1300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-13533" class="wp-caption-text">Diciotti, nave Guardia costiera da 4 giorni in mare con 177 migranti</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Roma, <strong>passa a Bruxelles la palla della nave Diciotti della Guardia costiera italiana con 177 migranti</strong> a bordo. “La Farnesina ha ufficialmente e formalmente investito della questione laCommissione europea, affinché provveda a individuare una soluzione in linea con i principi di condivisione tra gli Stati membri dell’Unione Europea”, si legge in una nota del ministero degli Esteri che sottolinea che “il governo italiano ritiene indispensabile che la Commissione assuma direttamente l’iniziativa, vocata a individuare i Paesi Ue disponibili ad accogliere le persone salvate in mare”. Secondo il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi, infatti, “un’azione decisa da parte delle istituzioni europee, che l’Italia naturalmente sostiene appieno, può consentire di superare in modo ordinato e sistemico le difficoltà e rendere strutturale l’approccio di condivisione degli oneri, peraltro già applicato più volte, negli ultimi due mesi, sulla base di intese <em>ad hoc</em> fra gli stessi Stati”.</p>
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<div id="viralize-native-jqtf71otcgo" style="text-align: justify;">La mossa arriva dopo quattro giorni di stallo in cui l’imbarcazione ha atteso l’indicazione di un porto sicuro dove poter attraccare: fin subito dopo il recupero degli stranieri è stato scontro tra Italia e Malta su chi spettasse dare la propria disponibilità e per il momento non ci sono state evoluzioni. Il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha ribadito che da Roma non ci sarà il via libera all’accoglienza: “O l’Europa decide seriamente di aiutare l’Italia in concreto”, ha dichiarato, “oppure saremo costretti a fare quello che stroncherà definitivamente il business degli scafisti. E cioè riaccompagnare in un porto libico le persone recuperate in mare”. Il collega ai Trasporti Danilo Toninelli poco prima aveva chiesto che fosse Malta a prendere in mano la situazione, ricevendo però il no del ministro dell’Interno Michael Farrugia. Silenzio dal ministero della Difesa: la ministra Elisabetta Trenta, da cui dipende direttamente la gestione della nave Diciotti, non ha ancora rilasciato dichiarazioni. E’ evidente però che rimane alta la tensione tra<a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/premium/articoli/migranti-la-battaglia-navale-tra-salvini-e-guardia-costiera/"> il Viminale e la Guardia costiera italiana. Proteste arrivano da sinistra: “Quello che vuole fare Salvini è un respingimento collettivo”, ha dichiarato Nicola Fratoianni di Liberi e uguali. “Ha annunciato a mezzo stampa la decisione di compiere un reato”.</a></div>
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<p style="text-align: justify;">Il recupero dei 177 migranti da parte della nave Diciotti è avvenuto poche ore dopo l’attracco della nave Aquarius a Malta e dopo che l’Ue ha tentato un primo accordo sulla gestione collettiva dei migranti. A essere coinvolta questa volta però non è la nave di una ong che il Viminale non vuole far attraccare in Italia, ma l’imbarcazione della stessa Guardia costiera italiana. Un caso simile era avvenuto a luglio scorso, sempre con la nave Diciotti coinvolta, e la situazione si era sbloccata solo grazie all’intervento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella che aveva chiamato personalmente il premier Giuseppe Conte.</p>
<p style="text-align: justify;">A rompere il silenzio di questi giorni, con l’esecutivo quasi interamente impegnato sulla tragedia di Genova, è intervenuto il ministro Toninelli che su Twitter domenica in mattinata se l’è presa con il governo de La Vallette: “Diciotti dimostra che l’Italia non si tira mai indietro quando si tratta di salvare vite umane”, ha scritto. “Il comportamento di Malta è ancora una volta inqualificabile e meritevole di sanzioni. L’Ue si faccia avanti e apra i propri porti alla solidarietà, altrimenti non ha motivo di esistere”. Diversa la versione fornita dal ministro dell’Interno maltese Farrugia: “Devono sbarcare a Lampedusa o in un altro porto italiano. La Guardia Costiera italiana ha intercettato i migranti all’interno del Sar (zona di Search and Rescue, <em>ndr</em>) maltese, ma esattamente fuori territorio italiano, senza coordinamento con il competente RCC, soltanto per impedirgli di entrare nella acque italiane”, ha scritto Farrugia su Facebook. “Un’intercettazione su una nave che esercita il suo diritto alla libertà di navigazione in alto mare non è considerata un salvataggio. Nel momento in cui i migranti sono sulla nave italiana Diciotti (territorio italiano) vicino a Lampedusa, l’unica soluzione finale è di sbarcarli a Lampedusa o in un porto italiano. Se l’Italia vuole ancora trattare questo caso come un #salvataggio, Lampedusa rimane il luogo più vicino di sicurezza secondo le convenzioni applicabili”.</p>
<p style="text-align: justify;">Protesta l’opposizione. “Ci risiamo”, ha detto Fratoianni di Liberi e uguali. “Dopo il caso della nave Asso28, che io stesso ho potuto denunciare direttamente dal Mediterraneo centrale, il governo del ministro Salvini annuncia, senza vergogna, la volontà, in mancanza di un non meglio precisato aiuto europeo, di compiere un respingimento collettivo”. E ha concluso: “Non bastava la vergogna, l’ennesima, di tenere in mare una nave della nostra Marina Militare come la Diciotti con 180 persone a bordo da diversi giorni. Insomma, siamo al punto che un ministro della Repubblica annuncia a mezzo stampa la decisione di compiere un reato. Contro le Convenzioni internazionali firmate dal nostro Paese e contro la Costituzione su cui ha prestato giuramento. Il limite è ampiamente superato”. Contro Salvini anche il senatore democratico Edoardo Patriarca: “Riportare i migranti della Diciotti in Libia come vorrebbe Salvini sarebbe un vero respingimento. A bordo di quella nave ci sono donne e bambini, il governo non può voltarsi dall’altra parte. Il governo italiano si assuma le sue responsabilità. Faccio notare che gli sbarchi da un anno sono calati di più dell’80%, e questo anche per gli accordi sottoscritti dal governo Gentiloni. Ora Salvini non faccia della Diciotti un caso internazionale, abbia un po’ di decenza”.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Fonte Il Fatto Quotidiano</p>
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		<title>Perimetri e parametr­i, fini e confini. Buongiorno Europa!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Mar 2017 14:46:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Di Paolo Callari Mentre il piano della Commis­sione Europea sta per creare un merca­to unico dei capitali, entro il 2019, cosa che potrebbe aiutare ad affronta­re carenza di capitali propri negli investimenti della piccola e media impresa, se sposta la sua attenzione verso un mercato dei capitali integrato, che prom­uova il ricorso al capitale azionario [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/europa-a-roma.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-12086" alt="europa-a-roma" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/europa-a-roma.jpg" width="1152" height="768" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/europa-a-roma.jpg 1152w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/europa-a-roma-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/europa-a-roma-405x270.jpg 405w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/europa-a-roma-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1152px) 100vw, 1152px" /></a>Di Paolo Callari</p>
<p style="text-align: justify;">Mentre il piano della <strong>Commis­sione Europea</strong> sta per creare un <strong>merca­to unico dei capitali</strong>, entro il 2019, cosa che potrebbe aiutare ad affronta­re carenza di capitali propri negli investimenti della piccola e media impresa, se sposta la sua attenzione verso un mercato dei capitali integrato, che prom­uova il ricorso al capitale azionario più che al finanziame­nto del debito, e spinga gli invest­itori istituzionali ad ass­umersi maggiori risc­hi legati all&#8217;econom­ia reale, le <strong>farneticazioni antieuropeiste</strong> contin­uano ad imperversare sulla scena internazionale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ieri 24 Marzo, su Corriere de­lla Sera, Antonio Po­lito, guarda con sgu­ardo analitico il fatto.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Grandi colossi delle piattaforme interat­tive di internet <strong>pot­rebbero fornire prod­otti vecchi in forma commerciale alterna­tiva</strong>. Automobili elettriche, a mo di esempio, ricaricabili da colon­nine di energia elet­trica ad alto numero di watt, per consentire una ricarica rapida, vendute con un piano tariffario, come oggi vengono venduti i cellulari, pagando le ricariche con un piano mensile, non di gigabyte da consumare, ma di chilometri da percorrere.</p>
<p style="text-align: justify;">L’integrazione , olt­re ogni frazionament­o, per il mercato gl­obalizzato è già avv­enuta ai tempi che Siracusa, divenendo <strong>“La Magna Grecia”</strong>, posta al <strong>centro del Mediterraneo, polo di attrazione degli scambi commerc­iali,</strong> siamo nel 734 avanti Cristo, oggi, <strong>Brexit,</strong> il naz­ionalismo<strong> racconta storie per lo meno an­acronistiche</strong> se non in controtendenza al­la osmosi naturale dei mercati globali che, rispetto ai fenomeni dello sca­mbio di uomini, se sono passeggeri pagan­ti, bene, se sono pr­ofughi che fuggono dalle guerre, muri al­ti e fili spinati.</p>
<p style="text-align: justify;">Ad oggi il fenomeno del terrorismo si sa­rebbe potuto evitare all’origine stermin­ando mercenari senza patria e senza band­iera ma, a quanto pa­re, il business della guerra, alimentato dall’erigere perimetri e confini, regge alla prova di mantenere il sessanta per cento del fatturato glob­ale. Potrebbe sembrare semplicistico definire così il fenomeno del terrorismo che in­vade l’Europa ma, vi­sto così, ha la sua funzione strategica di fr­azionare un perimetro che con la sua mon­eta, <strong>l’euro, ha infr­anto il monopolio mo­ndiale del dollaro.</strong></p>
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		<title>Migranti: allerta Unicef, Med una rotta infernale per i minori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Feb 2017 20:38:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[bruxelles]]></category>
		<category><![CDATA[Il Parlamentare]]></category>
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		<category><![CDATA[onu]]></category>
		<category><![CDATA[unicef]]></category>
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					<description><![CDATA[Col rapporto &#8220;Un viaggio mortale per i bambini&#8221;, pubblicato oggi, l&#8217;Unicef lancia un&#8217;allerta per sensibilizzare sulla situazione dei minori non accompagnati che dall&#8217;Africa arrivano in Europa lungo la rotta del Mediterraneo centrale: abusati, vittime di violenze di ogni genere, sono la categoria più a rischio. Per questo la coordinatrice speciale per la crisi dei migranti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_11914" aria-describedby="caption-attachment-11914" style="width: 778px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/migranti-allerta-minori.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-11914" alt="migranti-allerta-minori" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/migranti-allerta-minori.jpg" width="778" height="519" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/migranti-allerta-minori.jpg 778w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/migranti-allerta-minori-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/migranti-allerta-minori-404x270.jpg 404w" sizes="auto, (max-width: 778px) 100vw, 778px" /></a><figcaption id="caption-attachment-11914" class="wp-caption-text">Migranti: allerta Unicef, Med una rotta infernale per i minori</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Col rapporto &#8220;Un viaggio mortale per i bambini&#8221;, pubblicato oggi, l&#8217;Unicef lancia un&#8217;allerta per sensibilizzare sulla situazione dei minori non accompagnati che dall&#8217;Africa arrivano in Europa lungo la rotta del Mediterraneo centrale: abusati, vittime di violenze di ogni genere, sono la categoria più a rischio. Per questo la coordinatrice speciale per la crisi dei migranti e profughi in Europa Afshan Khan, che a Bruxelles ha incontrato un gruppo ristretto di giornalisti, chiede &#8220;misure stringenti per proteggere i bambini migranti e un sistema di passaggi sicuri&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In particolare l&#8217;Unicef mette in guardia sulle condizioni nei centri di detenzione in Libia</strong>, 34 in tutto quelli identificati, 24 gestiti dal governo e 10 dalle milizie. L&#8217;organizzazione spiega di avere accesso a meno della metà dei centri che dipendono dal Dipartimento di governo per la lotta alla Migrazione illegale: in questi luoghi dove la violenza è all&#8217;ordine del giorno, mancano cibo, abiti, coperte, ed i migranti, compresi i minori sono trattenuti a gruppi di 20 in celle di due metri quadri. Ben peggiore è invece la situazione nei campi gestiti dalle milizie, a questi Unicef non ha accesso ma sulla base di relazioni di altre agenzie o missioni dell&#8217;Onu vengono definiti &#8220;buchi infernali&#8221;, spesso luoghi di lavoro forzato, dove la tortura è una pratica comune.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nella relazione si ricorda che dei 181.436 migranti e profughi arrivati in Italia nel 2016, 28.223, ovvero il 16% circa, sono minori,</strong> e 9 su 10 di questi sono arrivati sulle coste italiane non accompagnati. Inoltre, dei 4.579 migranti che nel 2016 si stima siano morti durante la traversata del Mediterraneo, si ritiene che 700 fossero minori. E dei 256mila migranti individuati dall&#8217;Unhcr in Libia a settembre 2016 (ma le stime dell&#8217;Oim moltiplicano il numero sia tre volte tanto) 28.031 sono donne (11%) e 23.102 (9%) minori, un terzo di questi si ritiene non siano accompagnati.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte ANSA</p>
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		<title>Lavoro: tasso attività italiani è il più basso d&#8217;Europa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Jun 2016 21:15:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[bruxelles]]></category>
		<category><![CDATA[eurostat]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[tasso attività italiani]]></category>
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					<description><![CDATA[BRUXELLES &#8211; Il tasso di attività degli italiani è il più basso d&#8217;Europa, ed è superato da quello dei cittadini extra Ue, una tendenza contraria rispetto alla maggior parte dei Paesi europei. E&#8217; quanto emerge dai dati di Eurostat sul tasso di attività dei cittadini Ue ed extra-Ue, che comprende la popolazione economicamente attiva, sia [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/tasso-attivita-italiani-basso.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-10933" alt="tasso-attivita-italiani-basso" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/tasso-attivita-italiani-basso.jpg" width="770" height="503" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/tasso-attivita-italiani-basso.jpg 770w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/tasso-attivita-italiani-basso-300x195.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/tasso-attivita-italiani-basso-413x270.jpg 413w" sizes="auto, (max-width: 770px) 100vw, 770px" /></a><br />
BRUXELLES &#8211; Il tasso di attività degli italiani è il più basso d&#8217;Europa, ed è superato da quello dei cittadini extra Ue, una tendenza contraria rispetto alla maggior parte dei Paesi europei. E&#8217; quanto emerge dai dati di Eurostat sul tasso di attività dei cittadini Ue ed extra-Ue, che comprende la popolazione economicamente attiva, sia occupata che disoccupata, e misura l&#8217;offerta di lavoro. Il tasso di attività dei cittadini italiani si ferma ad appena il 67,9%, contro una media Ue di 77,3%. Un tasso così basso, viene facilmente superato da quello degli stranieri che in Italia è al 74,3%. La cifra comprende l&#8217;insieme di europei ed extra-europei ma, anche presi singolarmente, entrambi sono più elevati di quello italiano: il tasso di attività degli extra-Ue è 72,6%, quello dei cittadini di altri Stati Ue è 78%.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Gli altri Paesi Ue dove il tasso di attività dei cittadini extra-Ue supera quella dei locali sono Grecia</strong> (80,7% contro 72,6%), Slovenia (83,5% contro 75,7%), Slovacchia (81,3% contro 76,2%), Spagna (82% contro 78,7%), Cipro (81,5% contro 79,3%), Portogallo (80,9% contro 79%), Repubblica Ceca (79,2% contro 78,7%) e Ungheria (74,1% contro 73,8%). In tutti gli altri Stati Ue, il tasso di attività è inverso: gli extra-Ue sono meno attivi dei cittadini nazionali. Le differenze più ampie si trovano in Olanda (82,2% di nazionali contro il 59% dei paesi terzi), Finlandia (80,3% contro 61,5%), Germania (83% contro 64,7%), Francia (78,1% contro 62,4%), Danimarca (82,1% contro 66,5%), Svezia (87% contro 71,7%) e Belgio (74% contro 59,4%).</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte news e foto ANSA</p>
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