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	<title>bilancio &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>La Regione Calabria Rischia il Default Finanziario</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Apr 2017 18:40:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dalle Regioni]]></category>
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					<description><![CDATA[“La Regione Calabria rischia il default finanziario. Il deficit organizzativo, di conoscenza e la forte situazione debitoria delle società partecipate possono determinare il crack finanziario dell&#8217;Ente regionale&#8221;. È quanto afferma Carlo Guccione, consigliere regionale del Partito Democratico. &#8220;Si tratta &#8211; sostiene Carlo Guccione &#8211; di un modo di agire pressapochista da parte della Regione Calabria, incapace [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_10801" aria-describedby="caption-attachment-10801" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/carlo-guccione3.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-10801" alt="carlo guccione" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/carlo-guccione3.jpg" width="800" height="540" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/carlo-guccione3.jpg 800w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/carlo-guccione3-300x202.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/carlo-guccione3-400x270.jpg 400w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><figcaption id="caption-attachment-10801" class="wp-caption-text">Onorevole Carlo Guccione</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">“<strong>La Regione Calabria rischia il default finanziario</strong>. Il deficit organizzativo, di conoscenza e la forte situazione debitoria delle società partecipate possono determinare il crack finanziario dell&#8217;Ente regionale&#8221;. È quanto afferma <strong>Carlo Guccione</strong>, consigliere regionale del Partito Democratico.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Si tratta &#8211; sostiene Carlo Guccione &#8211; di un modo di agire pressapochista da parte della Regione Calabria, incapace di mettere in campo azioni concrete per scongiurare tale evenienza&#8221;. La questione &#8211; precisa Carlo Guccione &#8211; della <strong>liquidazione dell&#8217;Afor</strong> testimonia come questo rischio sia concreto e persista la mancanza di azioni e provvedimenti attraverso i quali allontanare questo pericolo”.</p>
<p style="text-align: justify;"> “I conti – precisa Carlo Guccione &#8211; della liquidazione dell&#8217;Afor, a fine marzo del 2017, ammontano a circa 230 milioni di esposizione debitoria che questo Ente ha con Equitalia (cartelle esattoriali per 117 milioni di euro); 80 milioni di euro per mancata erogazione tfr dei dipendenti; circa 14 milioni di euro di contenziosi persi contro dipendenti, imprese e fornitori. Un quadro allarmante anche di fronte all&#8217;inerzia della Regione che ancora non ha messo in atto quelle procedure di rottamazione delle cartelle esattoriali che avrebbero fatto risparmiare oltre il 30% (decine di milioni di euro) allo stesso Ente e quindi ai cittadini”.</p>
<p style="text-align: justify;"> “Con il Bilancio armonizzato – sottolinea Carlo Guccione &#8211; della Regione Calabria il rischio del default dovuto all&#8217;esposizione debitoria degli enti strumentali della Regione, accompagnato dall&#8217;immobilismo della Giunta regionale, rischia di far saltare il banco, con un grave danno per i cittadini e per l&#8217;economia dei territori”.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: Ufficio Stampa Carlo Guccione</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Legge Stabilità: via libera Camera a ddl bilancio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Dec 2013 18:00:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[bilancio]]></category>
		<category><![CDATA[Camera dei Deputati]]></category>
		<category><![CDATA[Enrico Letta]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Napolitano]]></category>
		<category><![CDATA[legge stabilità]]></category>
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					<description><![CDATA[Via libera della Camera al ddl bilancio di previsione dello Stato e alla nota di variazione collegata alla legge di stabilità. La manovra passa ora al Senato per l&#8217;ok definitivo. La Camera ha approvato la legge di stabilità. A favore della legge di stabilità hanno votato 258 deputati, contro 103, 3 si sono astenuti. Prove di dialogo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure style="width: 702px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/enrico-letta-ilparlamentare1.jpg"><img decoding="async" alt="enrico-letta-ilparlamentare" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/enrico-letta-ilparlamentare1.jpg" width="702" height="412" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Legge stabilità: via libera della Camera a ddl bilancio</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Via libera della Camera al ddl bilancio di previsione dello Stato e alla nota di variazione collegata alla legge di stabilità. La manovra passa ora al Senato per l&#8217;ok definitivo. La Camera ha approvato la legge di stabilità. A favore della legge di stabilità hanno votato 258 deputati, contro 103, 3 si sono astenuti. Prove di dialogo tra governo ed Enti locali e Comuni sulla legge di Stabilità. I Comuni da giorni minacciano infatti ritorsioni: non ce la fanno a chiudere i bilanci e sono &#8216;investiti&#8217; da una vera e propria valanga di novità normative (dalla mini-Imu alla Tasi, passando per le società partecipate). Ma il governo tenta ancora la via del dialogo. Ad esempio il ministro per gli Affari regionali, Graziano Delrio, annuncia un&#8217;importante novità: è infatti in arrivo un decreto legge per rimpinguare i soldi previsti dalla Legge di Stabilità per le detrazioni Tasi che passerebbero dai 500 milioni attuali a 1,2-1,3 miliardi. E anche il premier, Enrico Letta, tende la mano e tenta di riattivare il dialogo: &#8221;questa &#8211; dice da Bruxelles &#8211; è la prima legge di stabilità che dà ai Comuni e non taglia&#8221;. Il governo farà &#8221;attenzione&#8221; alle questioni poste ma &#8211; aggiunge &#8211; &#8221;invito i Comuni ad avere un atteggiamento dialogante, perché con il dialogo i problemi si risolvono&#8221;. Il premier spera di riannodare una situazione che ieri sembrava prossima allo strappo con l&#8217;appello dei sindaci direttamente a Giorgio Napolitano (lamentavano un taglio da 1,5 miliardi) e l&#8217;accusa dritta al ministro dell&#8217;Economia, Fabrizio Saccomanni, reo di avere &#8211; diceva il presidente Anci, Piero Fassino &#8211; &#8221;un atteggiamento pregiudiziale verso i Comuni&#8221;. Se quindi in parte sul tema &#8216;casa&#8217; si profila una soluzione, molte sono le novità che riguardano le amministrazioni locali. Ad esempio, secondo Anci e Cgil &#8221;la necessaria riforma del sistema delle società partecipate dalle Pubbliche amministrazioni non può avvenire con interventi contraddittori e frammentari, come è avvenuto con la legge di Stabilità, le cui misure in materia, in particolare su istituzione e aziende speciali hanno l&#8217;effetto di colpire i servizi alla persona ( nidi, scuole dell&#8217;infanzia e servizi di assistenza) gestiti dai Comuni, e la preziosa risorsa lavoro impiegata&#8221;. E malumore diffuso si respira anche tra le Regioni per quanto riguarda trasporti, sanità e tagli vari. &#8221;La spesa pubblica regionale ammonta al 22% di quella nazionale &#8211; dice ad esempio la presidente dell&#8217;Umbria, Catiuscia Marini &#8211; ma con i loro tagli gli enti pubblici locali hanno contribuito a una diminuzione globale della spesa del 34% in tre anni. Si stanno chiedendo dallo Stato centrale sacrifici soprattutto a Regione e Comuni, proprio quegli enti che sono poi chiamati a garantire ai cittadini i servizi essenziali, come la sanità e il trasporto pubblico&#8221;. ANSA</p>
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