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	<title>Bersani &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
	<lastBuildDate>Wed, 27 Mar 2013 13:20:14 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Grillo: Padri puttanieri vi manderemo a casa tutti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Mar 2013 13:19:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Top News]]></category>
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					<description><![CDATA[Siamo ormai agli sgoccioli e molto chiaramente i baby politici del M5S stanno dando lezione di politica a tutti: a partire dalla questione dei Marò che finalmente non saranno più da soli al faccia a faccia con Bersani nel corso del quale i Grillini hanno tirato fuori tanto di fegato, rivendicando con estrema chiarezza la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_5704" aria-describedby="caption-attachment-5704" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="beppe-grillo" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/beppe-grillo9.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-5704" title="beppe-grillo" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/beppe-grillo9.jpg" alt="Beppe Grillo - Leader della forza politica italiana  M5S" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/beppe-grillo9.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/beppe-grillo9-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/beppe-grillo9-160x90.jpg 160w" sizes="(max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-5704" class="wp-caption-text">Beppe Grillo - Leader della forza politica italiana M5S</figcaption></figure>
<p>Siamo ormai agli sgoccioli e molto chiaramente i baby politici del M5S stanno dando lezione di politica a tutti: a partire dalla questione dei Marò che finalmente non saranno più da soli al faccia a faccia con Bersani nel corso del quale i Grillini hanno tirato fuori tanto di fegato, rivendicando con estrema chiarezza la totale attenzione di tutti coloro i quali Beppe Grillo ha definito &#8220;Padri Puttanieri&#8221;.</p>
<p>L&#8217;ex comico se la prende con <strong>&#8220;i Bersani, i D’Alema, i Berlusconi, i Cicchitto, i Monti che ci prendono allegramente per il culo</strong> ogni giorno con i loro appelli quotidiani per la governabilità&#8221; &#8220;Padri puttanieri&#8221;.</p>
<p>&#8220;PADRI PUTTANIERI&#8221;, BEPPE GRILLO A BERSANI, DALEMA,BERLUSCONI, CICCHITTO<br />
Beppe Grillo attacca ancora una volta i politici, in particolare &#8220;i Bersani, i D’Alema, i Berlusconi, i Cicchitto, i Monti che ci prendono allegramente per il culo ogni giorno con i loro appelli quotidiani per la governabilità&#8221;.</p>
<p>CONSULTAZIONI, GRILLINI: HANNO GOVERNATO A TURNO PER 20 ANNI<br />
Nell’ultimo post pubblicato sul suo blog, il portavoce del Movimento 5 Stelle scrive: &#8220;Hanno governato a turno per vent’anni, hanno curato i loro interessi, smembrato il tessuto industriale, tagliato lo Stato sociale, distrutto l’innovazione e la ricerca. Pdl e pdmenoelle sono vent’anni che ci prendono per il culo e non hanno ancora il pudore di togliersi in modo spontaneo dai coglioni dopo Penati, Tedesco, Dell’Utri, Cuffaro, Monte Paschi di Siena, dopo il Lodo Alfano, lo Scudo Fiscale e cento leggi abominio&#8221;.</p>
<p>GRILLO: I FIGLI DI &#8220;NN&#8221; VI MANDARENNO TUTTI A CASA<br />
E poi ancora: &#8220;Vent’anni senza riuscire a produrre una legge contro la corruzione e contro il conflitto di interessi, vent’anni per trasformare la legge elettorale in una caricatura anticostituzionale, senza mai trovare il tempo (ah, il tempo&#8230;) per cambiarla. I figli di &#8220;NN&#8221; vi manderanno a casa, in un modo o nell’altro, il tempo è dalla loro parte. Hanno ricevuto da voi solo promesse e sberleffi, non hanno nulla da perdere, non hanno un lavoro, né una casa, non avranno mai una pensione e non possono neppure immaginare di farsi una famiglia. Vi restituiranno tutto con gli interessi&#8221;.</p>
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		<title>Silvio Berlusconi: fare Governo è responsabilità PD e Pdl</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2013/03/silvio-berlusconi-fare-governo-e-responsabilita-pd-e-pdl/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Mar 2013 15:21:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Top News]]></category>
		<category><![CDATA[Angelino Alfano]]></category>
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		<category><![CDATA[giorgio Napèolitano]]></category>
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					<description><![CDATA[(ASCA) &#8211; Roma, 21 mar &#8211; &#8221;I risultati elettorali parlano di tre forze, ciascuna di pari entita&#8217;. Una di queste non e&#8217; disponibile a collaborare con le altre. Restano quindi Pdl e Pd su cui incombe la responsabilita&#8217; di dare un governo al paese&#8221;. Lo afferma il leader del Pdl Silvio Berlusconi al termine dell&#8217;incontro [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_5668" aria-describedby="caption-attachment-5668" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="silvio_berlusconi_ilparlamentare.it" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/silvio_berlusconi_ilparlamentare.it_4.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-5668" title="silvio_berlusconi_ilparlamentare.it" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/silvio_berlusconi_ilparlamentare.it_4.jpg" alt="Silvio Berlusconi - Leader del Pdl" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/silvio_berlusconi_ilparlamentare.it_4.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/silvio_berlusconi_ilparlamentare.it_4-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/silvio_berlusconi_ilparlamentare.it_4-160x90.jpg 160w" sizes="(max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-5668" class="wp-caption-text">Silvio Berlusconi - Leader del Pdl</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">(ASCA) &#8211; Roma, 21 mar &#8211; &#8221;I risultati elettorali parlano di tre forze, ciascuna di pari entita&#8217;. Una di queste non e&#8217; disponibile a collaborare con le altre. Restano quindi Pdl e Pd su cui incombe la responsabilita&#8217; di dare un governo al paese&#8221;. Lo afferma il leader del Pdl Silvio Berlusconi al termine dell&#8217;incontro della delegazione Pdl-Lega Nord con il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nell&#8217;ambito delle consultazioni per la formazione del nuovo governo. Berlusconi, accompagnato da Angelino Alfano, Renato Brunetta e Renato Schifani per il Popolo della Liberta&#8217; e da Giacomo Stucchi della Lega Nord, sostiene che c&#8217;e&#8217; &#8221;l&#8217;esigenza assoluta di un comportamento responsabile che rappresenti ciascun terzo dell&#8217;elettorato&#8221;. Il centrodestra e&#8217; &#8221;assolutamente a disposizione per un governo di coalizione che intervenga sui problemi economici. Ci auguriamo che anche altre forze convergano sulla soluzione che la situazione richiede&#8221;</p>
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		<title>Berlusconi: Schifani, da Bersani false dichiarazioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Mar 2013 18:29:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[(ASCA) &#8211; Roma, 12 mar &#8211; &#8221;Prendo atto purtroppo che la foga e la scarsa lucidita&#8217; della campagna elettorale hanno indotto l&#8217;on. Bersani ad affermare cose non vere&#8221;. Cosi&#8217; il Presidente del Senato, Renato Schifani, in una nota. &#8221;Forse ingannato da qualche giornale, interessato come non mai a travisamenti faziosi della realta&#8217; politica, il Segretario [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_5615" aria-describedby="caption-attachment-5615" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="renato-schifani" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/renato-schifani.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-5615" title="renato-schifani" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/renato-schifani.jpg" alt="Il Presidente del Senato Renato Schifani" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/renato-schifani.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/renato-schifani-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/renato-schifani-160x90.jpg 160w" sizes="(max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-5615" class="wp-caption-text">Il Presidente del Senato Renato Schifani</figcaption></figure>
<p>(ASCA) &#8211; Roma, 12 mar &#8211; &#8221;Prendo atto purtroppo che la foga e la scarsa lucidita&#8217; della campagna elettorale hanno indotto l&#8217;on. Bersani ad affermare cose non vere&#8221;. Cosi&#8217; il Presidente del Senato, Renato Schifani, in una nota. &#8221;Forse ingannato da qualche giornale, interessato come non mai a travisamenti faziosi della realta&#8217; politica, il Segretario del PD &#8211; aggiunge il Presidente Schifani &#8211; mi ha mosso ingiustamente la grave accusa di aver partecipato, nella mia qualita&#8217; di seconda carica dello Stato, a quella che lui chiama occupazione degli uffici giudiziari di Milano. Siamo di fronte ad una dichiarazione falsa ed offensiva &#8211; dice Schifani &#8211; in quanto il sottoscritto, proprio per il rispetto alle Istituzioni che il proprio ruolo impone, non ha partecipato alla manifestazione al Palazzo di Giustizia di Milano, mentre ha preso parte, esclusivamente, alla riunione dei parlamentari neo eletti del PDL, che si e&#8217; tenuta nel corso della mattinata di ieri, presso la Camera di Commercio milanese&#8221;.</p>
<p><strong>&#8221;Dal segretario di un importante partito italiano &#8211;</strong> conclude il Presidente del Senato &#8211; <strong>mi sarei aspettato piu&#8217; correttezza, responsabilita&#8217;</strong> e un maggior rigore delle doverose verifiche e non la superficiale e non veritiera contestazione di fatti a me attribuiti attraverso la semplice lettura di alcuni quotidiani nazionali, tra l&#8217;altro in contraddizione tra loro&#8221;.</p>
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		<title>Elezioni: ha vinto il non Governo. Nella Camera e Senato invasione Biblica di Grilli</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2013/02/elezioni-ha-vinto-il-non-governo-nella-camera-e-senato-invasione-biblica-di-grilli/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Feb 2013 19:29:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[Beppe Grillo]]></category>
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					<description><![CDATA[A cura di Viviana Normando &#8211; Vince il non Governo. Non c&#8217;e&#8217; tempo per un governo di larghe intese. L&#8217;Italia e&#8217; in emergenza e rischia di portare ancora piu&#8217; giu&#8217; non solo gli italiani che gia&#8217; sarebbe sufficiente ma anche Europa, America, mercati finanziari. Con le famiglie al collasso dopo il Monti super eroe che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_5559" aria-describedby="caption-attachment-5559" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="beppe-grillo" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/beppe-grillo7.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-5559" title="beppe-grillo" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/beppe-grillo7.jpg" alt="Beppe Grillo - Leader del Movimento 5 Stelle" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/beppe-grillo7.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/beppe-grillo7-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/beppe-grillo7-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-5559" class="wp-caption-text">Beppe Grillo - Leader del Movimento 5 Stelle</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;"><strong>A cura di Viviana Normando</strong></p>
<p>&#8211; Vince il non Governo. Non c&#8217;e&#8217; tempo per un governo di larghe intese. L&#8217;Italia e&#8217; in emergenza e rischia di portare ancora piu&#8217; giu&#8217; non solo gli italiani che gia&#8217; sarebbe sufficiente ma anche Europa, America, mercati finanziari. Con le famiglie al collasso dopo il Monti super eroe che non ha fatto altro che dividere l&#8217;area moderati del Paese e traghettare l&#8217;Italia non ad un voto di consenso innovativo, a Grillo e ad un evidente voto di protesta, l&#8217;Italia e&#8217; in piena emergenza ingovernabilita&#8217;.<br />
C&#8217;e&#8217; chi ha detto in prima battuta che l&#8217;area moderati sarebbe stata divisa per consegnare l&#8217;Italia a Bersani ed invece l&#8217;ha messa nelle mani di Beppe Grillo e del Movimento 5 Stelle. Abbiamo sentito punti di riferimento importanti di territori rappresentanti politici datati, in primo piano per l&#8217;area centro da cui e&#8217; scomparso l&#8217;udc, affermare che avrebbero votato Grillo per affondare la nave, per mandare a casa coloro che hanno stancato tutti e basta.<br />
Gli italiani non sono neanche riusciti ad avere la civile soddisfazione di votare volti nuovi, di avere il tempo di conoscere i loro giovani paladini. ma ci sono anche Renzi, figura emergente del Pd e buon Sindaco di Firenze e Angelino Alfano che e&#8217; stato un ottimo ministro della Giustizia, lavoratore di buona lena con tutti i limiti che la giustizia ha e che vanno risolti non certo con la bacchetta magica, come Alfano e tutti sappiamo. Due facce con comprovata esperienza che avremmo avuto piacere di vedere come leader, dove chi ha governato lascia naturalmente il passo a chi ne e&#8217; fisiologicamente il successore. Invece no siamo all&#8217;ingovernabilita&#8217;. L&#8217;Italia non puo&#8217; permetterselo. Siamo i primi ad avere fiducia nei giovani che devono rischiare se tagliare il filo blu o rosso di un esplosivo sugli argomenti di vitale sopravvivenza delle famiglie.</p>
<p><strong>Rivolgiamo un appello al Capo dello Stato</strong> per <strong>modificare la legge elettorale</strong>, <strong>tornare subito al voto</strong>, dimostrare democrazia non un progetto politico alla lunga come si e&#8217; fatto con la proposta di Monti. <strong>Votare subito e&#8217; il minore dei mali,</strong> il minore delle spese rispetto ad un&#8217;ingovernabilita&#8217; che fara&#8217; pagare ben altro e quanti altri condizionamenti di vite e di professionalita&#8217;. Si auspica ci sia un senso di responsabilizzazione di chi non e&#8217; andato a votare, di chi ha emesso schede nulle e bianche, di chi ha puntato almeno solo sulle persone non sui partiti e di chi ci ha portato ad una maggioranza inesistente. <strong>Caro Presidente della Repubblica Italiana,</strong> questo non e&#8217; un discorso politico, non e&#8217; un&#8217;analisi politica, non e&#8217; una posizione di scontento o di gioia per come sono andate le cose, <strong>e&#8217; una presa di posizione oggettiva</strong>. Bisogna fare presto perche&#8217; gli organi dello Stato non stallino. Di seguito, i dati della ingovernabilita&#8217;, differenti tra la Camera e il Senato offerti dall&#8217;ANSA</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>IL REPORT DELL&#8217;ANSA</strong><br />
L&#8217;unica certezza è la netta affermazione del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo. Ed il forte rischio di ingovernabilità. Questo l&#8217;esito delle elezioni parlamentari per la XVII legislatura. Al centrosinistra va il premio di maggioranza a Montecitorio, ma lo scarto è dello 0,36% sul centrodestra. Dei 617 seggi finora attribuiti, ne prende 340 mentre il centrodestra ne ha 124, il Movimento 5 stelle 108, la coalizione di Monti 45. A Palazzo Madama, invece, nessuna coalizione ha i 158 seggi per governare da sola. In particolare, quando il dato non comprende Trentino, V.d&#8217;Aosta, Estero, 116 seggi vanno al centrodestra, 113 al centrosinistra, 54 a Grillo, 18 a Monti.</p>
<p><strong>PIER LUIGI BERSANI</strong> &#8211; &#8220;E&#8217; chiaro che chi non riesce a garantire governabilità non può dire di aver vinto. Non abbiamo vinto anche se siamo arrivati primi e questa è la nostra delusione&#8221;. Così Pier Luigi Bersani.</p>
<p>&#8220;Questa cosa non avverrebbe in altri Paesi dove un voto del genere avrebbe garantito comunque la governabilità. Per noi non è così e credo che da questo si capirà chi ha voluto impedire la riforma della legge elettorale, non certo noi&#8221;.<br />
&#8220;C&#8217;é stato un rifiuto della politica così come si è presentata in questi anni, di istituzioni inefficienti e di una politica apparsa moralmente non credibile&#8221;.<br />
&#8220;Ammonisco su un punto, il bicchiere va letto dai due lati noi siamo stati un punto di tenuta&#8221;.</p>
<p>&#8220;Non ci sfuggono i rischi del paese sia chiaro, ma responsabilità è sinonimo di cambiamento. Non siamo qui a gestire per gestire&#8221;.</p>
<p>&#8220;La nostra ispirazione non èuna diplomazia con uno o con l&#8217;altro né discorsi a tavolino ma alcuni punti fondamentali di cambiamento, un programma essenziale da presentare al Parlamento per una riforma delle istituzioni, della politica, a partire dai costi e dalla moralità&#8221;.</p>
<p>&#8220;Ho sempre detto che la ruota deve girare nel congresso del 2013, non abbandono la nave, dopodiché io posso starci da capitano o da mozzo&#8221;. Così Pier Luigi Bersani rispondendo ad una sua ipotesi di dimissioni da segretario Pd.<br />
&#8220;So che fin qui hanno detto &#8216;tutti a casa&#8217;, ora ci sono anche loro, o vanno a casa anche loro o dicono che cosa vogliono fare per questo paese loro e dei loro figli&#8221;, ha spiegato Bersani rispondendo alla domanda a chi si rivolge la sua proposta per un governo di scopo.</p>
<p>&#8220;Ragionare tema per tema è apprezzabile ma è anche piuttosto comodo, i governi funzionano tema per tema ma anche con la fiducia, in base ai temi uno deve dare la fiducia o no. Questa è la nostra costituzione, chi viene in parlamento fa i conti con la costituzione e si prende le sue responsabilità&#8221;. Così Pier Luigi Bersani rispetto all&#8217;atteggiamento dei grillini di valutare riforma per riforma se voltarla.</p>
<p>A chi gli chiede un commento a quanti dicono che con Renzi si sarebbero potute avere più chance di vittoria, Bersani ha risposto: &#8220;L&#8217;ho sentito anche io, ma più di far le primarie e far scegliere a tre milioni persone non so cosa potessi fare.. Non vorrei che con questo dibattito si oscurasse un dato più profondo e cioé che siamo in presenza di un problema profondo, per la prima volta in 60 anni c&#8217;é un meccanismo di impoverimento che la politica non riesce più a gestire e che dà luogo a risposte semplificatorie&#8221;.</p>
<p>&#8220;Noi dovremmo consegnare al Presidente della Repubblica le nostre impressioni che si farà un&#8217;opinione e sarà lui a dire quale sarà l&#8217;iniziativa capace di consegnare un governo a questo passaggio difficile&#8221;.</p>
<p><strong>BEPPE GRILLO</strong> &#8211; Sarà beppe Grillo ad andare da Napolitano per le consultazioni. Lo ha detto lui stesso ai cronisti a Genova. &#8220;La Costituzione? Non è perfettissima&#8221;. Cosa dirà a Napolitano? &#8220;Bé, devo vedere. Sono personaggi che fanno parte della storia.&#8221; &#8211; Aspetta che crolli tutto? &#8220;No, è già crollato tutto&#8221;.</p>
<p>&#8220;Nei prossimi giorni assisteremo a una riedizione del governo Monti con un altro Monti. L&#8217;ammucchiata Alfano, Bersani, Casini, come prima delle elezioni. Il M5S non si allea con nessuno come ha sempre dichiarato, lo dirò a Napolitano quando farà il solito giro di consultazioni&#8221;. Lo scrive Beppe Grillo sul suo blog.<br />
&#8220;Noi non siamo contro il mondo. Vedremo riforma per riforma, legge su legge. Se ci sono proposte che rientrano nel nostro programma, le valuteremo&#8221;, ha aggiunto Grillo.<br />
&#8220;Adesso faranno quello che c&#8217;era prima, ovvero il Pdl insieme al Pd meno elle. Andranno avanti al massimo un anno. Tenteranno il governissimo. Noi lo impediremo&#8221;: Lo ha detto Beppe Grillo a Genova.<br />
&#8220;Se non ci sono soldi non si fanno le grandi opere, né la Tav né la Gronda. Per chi perderà il lavoro noi proponiamo il reddito di cittadinanza&#8221;.<br />
&#8220;Non è il momento di parlare di alleanze&#8221;, ha detto Grillo a Genova. &#8220;Ora bisogna ritrovare la solidarietà con il Paese, perché non siamo più una comunità&#8221;.<br />
&#8220;Come Predente della Repubblica mi piacerebbe Dario Fo. E&#8217; un premio Nobel con grande lucidità. E&#8217; un ragazzo, ha capito subito cosa stava succedendo. E&#8217; una mente aperta e noi abbiamo bisogno di menti aperte&#8221;.</p>
<p><strong>E intanto giornata convulsa per le borse europee che continuano a soffrire a causa dell&#8217;esito delle elezioni italiane</strong>. Si accodano a Milano, che conserva la maglia nera tra i listini europei, Madrid (-2,4%), Parigi (-1,9%), Francoforte (-1,55%) e Londra (-1,3%). A Piazza Affari continuano a soffrire i finanziari, come Mediolanum (-9%) e Intesa (-8,6%), e i gruppi con un alto debito come A2A (-9%) e Telecom (-6,6%). Poco mosso lo spread tra il Btp e il Bund tedesco dopo l&#8217;audizione del Presidente della Federal Reserve Ben Bernanke al senato Usa. Il differenziale tra i due titoli è a 337 punti base col tasso sul decennale al 4,84%.</p>
<p><strong>O.ROMANO, PAESE INGOVERNABILE MA NO NUOVO VOTO</strong> &#8211; &#8220;Il risultato peggiore che molti paventavano dalle elezioni politiche italiane alla fine si è materializzato&#8221;. Così l&#8217;Osservatore Romano che se la prende con &#8220;la legge elettorale, perfetta per rendere il Paese ingovernabile&#8221;. Per il giornale vaticano, comunque, &#8220;appare impensabile un imminente ritorno alle urne&#8221;.</p>
<p><strong>BERLUSCONI: ACCORDO CON PD? ORA TEMPO PER RIFLETTERE</strong> &#8211; &#8220;Accordo con il Pd? Ora dobbiamo prendere del tempo per riflettere. Niente accordo con Monti&#8221;. Lo scrive Silvio Berlusconi su Twitter.  &#8220;Non credo sia utile in questa situazione&#8221;: così Silvio Berlusconi a &#8216;La telefonata&#8217; su Canale 5, risponde se ritenga alle viste un ritorno alle urne. Il leader del Pdl rileva: &#8220;non ci sono programmi su cui si è discusso in campagna elettorale a parte quello del Pdl. Degli altri non ricordo alcuna idea se non la contrapposizione verso partiti e persone&#8221;.</p>
<p>&#8220;Smettiamola con lo spread. Lasciamolo stare&#8221;. Per il leader del Pdl le elezioni non influenzano i mercati. &#8220;No assolutamente. I mercati vanno per la loro strada. Sono indipendenti e anche un po&#8217; matti&#8221;, rileva.  &#8220;Ora tutti riflettano su cosa si può fare di utile per l&#8217;Italia; e la riflessione prenderà qualche tempo&#8221;. &#8220;Qualche risultato positivo si è avuto: non entrano in Parlamento personaggi come Fini, Ingroia e Di Pietro, giustizialisti di cui nessuno sentirà la mancanza&#8221;.</p>
<p><strong>CARD.BAGNASCO, SERIO MESSAGGIO PER POLITICI </strong> &#8211; La situazione determinatasi con il risultato elettorale<strong> &#8220;certamente è un grande, serio messaggio per il mondo della politica,</strong> su cui bisognerà che i responsabili, quindi gli interessati più diretti, riflettano seriamente&#8221;. Così l&#8217;arcivescovo di Genova e presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, sul voto.</p>
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		<title>Elezioni: &#8220;la difficile scelta del Nemico&#8221;. Attenta riflessione di Alessandro Corneli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Jan 2013 19:07:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di Alessandro Corneli In Italia, il bipolarismo non ce l’ha fatta. Ha lasciato l’odore, che per sé non è né gradevole né sgradevole. Ma lascia tracce che emergono nella difficoltà che i partiti principali hanno mostrato nel a trovare il Nemico. Nel bipolarismo, era facile. Silvio Berlusconi ha tentato una straordinaria capriola, che avrebbe annullato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_5431" aria-describedby="caption-attachment-5431" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="elezioni-vendola-bersani-di-pietro" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/elezioni-vendola-bersani-di-pietro.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-5431" title="elezioni-vendola-bersani-di-pietro" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/elezioni-vendola-bersani-di-pietro.jpg" alt="" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/elezioni-vendola-bersani-di-pietro.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/elezioni-vendola-bersani-di-pietro-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/elezioni-vendola-bersani-di-pietro-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-5431" class="wp-caption-text">A Vasto: Bersani tra Vendola e Di Pietro</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">di <strong>Alessandro Corneli</strong></p>
<p>In Italia, il bipolarismo non ce l’ha fatta. Ha lasciato l’odore, che per sé non è né gradevole né sgradevole. Ma lascia tracce che emergono nella difficoltà che i partiti principali hanno mostrato nel a trovare il Nemico. Nel bipolarismo, era facile.</p>
<p><strong>Silvio Berlusconi</strong> ha tentato una straordinaria capriola, che avrebbe annullato la negatività che aveva accumulato nel periodo immediatamente precedente e seguente alle sue dimissioni nel novembre 2011: indurre Mario Monti ad assumere la leadership di “tutti i moderati”. Non gli è riuscita ma, essendosi più degli altri identificato nel bipolarismo, ha imboccato rapidamente la strada: <strong>il Nemico è Bersani, ultima incarnazione del Nemico di sempre, la sinistra</strong>. Poiché l’odore del bipolarismo è ancora disperso nell’aria che respiriamo, questa scelta gli sta portando risultati: i sondaggi registrano un suo recupero.</p>
<p>Pierluigi Bersani avrebbe preferito la logica bipolare. Non a caso, ha fatto di tutto per rallentare una modifica della legge elettorale: il Porcellum gli andava e gli va benissimo (come a Berlusconi). E così è andata. Aveva cominciato da lontano, dal convegno di Vasto, quando aveva stretto a sé Nichi Vendola e Antonio Di Pietro. Poi <strong>si è accorto che i due alleati toglievano voti al Pd, e allora ha dovuto fare una scelta: si è tenuto Vendola e ha lasciato Di Pietro andare alla deriva</strong>. Le dimissioni di Berlusconi, il pronto appoggio al governo tecnico, hanno consentito a Bersani di recuperare punti nei sondaggi sulle intenzioni  di voto, e questo gli ha dato coraggio fino a fargli accettare delle primarie libere in cui Matteo Renzi  gli ha dato del filo da torcere, almeno nella prima tornata. Gli sarebbe piaciuta un’intesa di non belligeranza con Monti, ma come giustificare di fronte al suo elettorato il voto del Pd a favore di tanti provvedimenti pesanti varati dal governo tecnico? La tentazione è stata forte di combattere su due fronti: contro Monti e contro Berlusconi, ma la consapevolezza di correre un grave pericolo lo ha fermato. Così, <strong>alla fine, ha dichiarato: il Nemico è Berlusconi, responsabile di tutte le difficoltà presenti e future.</strong> Un bipolarismo di ripiego, un trinceramento di sicurezza.</p>
<figure id="attachment_5433" aria-describedby="caption-attachment-5433" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="Antonio-Ingroia" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Antonio-Ingroia.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-5433" title="Antonio-Ingroia" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Antonio-Ingroia.jpg" alt="Antonio Ingroia" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Antonio-Ingroia.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Antonio-Ingroia-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Antonio-Ingroia-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-5433" class="wp-caption-text">Antonio Ingroia</figcaption></figure>
<p>Bersani deve però registrare il fatto che,<strong>per Vendola</strong>, suo principale alleato, <strong>il Nemico è Monti</strong>. Anche <strong>per Antonio Ingroia il Nemico è Monti</strong>. Entrambi pescano sul serbatoio dell’ala sinistra del Pd. Ma Vendola sta dentro l’alleanza, Ingroia è fuori e contro, e punta espressamente sulle contraddizioni del Pd. Pungolato dalla “grande stampa”, Bersani ha detto “no” alla patrimoniale, ma Venìdola e Ingroia la vorrebbero. L’idea bersaniana di rimodulare l’Imu avrebbe qualche possibilità se, dalla dichiarazione di principio, scendesse a qualche numero.</p>
<p>E <strong>Mario Monti</strong>? A secondo di come andranno le elezioni e di come si formerà il governo, le analisi sulla sua campagna elettorale si sprecheranno.<strong>Verrà fuori o come un genio o come un ingenuo</strong>. Intanto è già possibile dire qualcosa. Anzitutto ha fatto un po’ di vuoto intorno a sé: Passera si è defilato, o è stato costretto a defilarsi: un concorrente alla premiership in meno. Poi la Lista Monti ha attirato consensi, svuotandole, sia dall’Udc di Pierferdinando Casini (ridotto al 4%) sia da Fli di Gianfranco Fini (che oscilla intorno all’1%). <strong>Quindi Monti ha detto</strong> <strong>che</strong>, poiché il centrosinistra è “sinistra” e il centrodestra è “destra”, <strong>il futuro è lui</strong>: delle riforme, della ripresa, della riduzione delle tasse, della modifica dell’Imu, del no al redditometro (e anche del no al Quirinale). Una sfida a tutto campo, una guerra su due fronti, <strong>un ripudio netto e coerente del bipolarismo</strong>. Ma fino ad oggi i sondaggi non lo premiano: dal 12% al 15%. Che possa portare via voti a destra e a sinistra è difficile: il suo serbatoio è il circa 30% di elettori che al momento sono ancora decisi di non andare a votare. Ma ,se cambieranno idea, si sparpaglieranno, lasciando inalterati i rapporti proporzionali. Qualche battuta arrogante, qualche battuta fuori dalle righe mentre le reiterate accuse al governo “precedente” dimostrano che <strong>l’odore di bipolarismo penetra anche nelle fila montiane</strong>.</p>
<p><strong>Per Beppe Grillo</strong> non ci sono problemi: <strong>il Nemico è tutti</strong>. Non solo i partiti ma anche i sindacati, eccetto la Fiom. Il leader del Movimento 5 Stelle ha rotto un tabù: nessuno, in Italia, aveva mai attaccato le confederazioni sindacali che si sono subito ricompattate e che probabilmente si impegneranno maggiormente nella campagna elettorale. Però Grillo ha toccato un nervo scoperto del sistema-Italia. <strong>L’attacco ai sindacati gli poterà il consenso</strong> di chi pensa che essi abbiano avuto non poche responsabilità nel declino industriale del Paese e nel ritardo con cui sono state fatte alcune riforme. Dai picchi del 16-18%, Grillo è sceso al 10-12% ma il fronte aperto sui sindacati potrebbe portargli altri consensi.</p>
<p>Infine, per quanto i partiti abbiano un po’ ripulito le liste dei candidati eliminando alcuni cosiddetti i<strong>mpresentabili</strong>, e per quanto enfatizzeranno questa operazione, <strong>la gente sa che non erano questi quattro o otto gatti ad affondare le finanze pubbliche</strong>. L’operazione potrebbe dare risultati inferiori alle aspettative o risultare controproducente.</p>
<p>Fonte GR&amp;RG</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Quirinale, la conquista del Palazzo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Jan 2013 18:35:33 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_5423" aria-describedby="caption-attachment-5423" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="palazzo-quirinale" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/palazzo-quirinale.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-5423 " title="palazzo-quirinale" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/palazzo-quirinale.jpg" alt="Veduta della restaurata Galleria di Alessandro VII del Palazzo del Quirinale" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/palazzo-quirinale.jpg 600w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/palazzo-quirinale-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/palazzo-quirinale-480x268.jpg 480w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/palazzo-quirinale-469x262.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/palazzo-quirinale-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-5423" class="wp-caption-text">Veduta della restaurata Galleria di Alessandro VII del Palazzo del Quirinale</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">di <strong>Alessandro Corneli</strong></p>
<p>Lo avevo anticipato l’11 gennaio (Vedi articolo: Quirinale, partiti i primi due siluri), ma la battaglia per il Quirinale è stata ufficialmente aperta il 15 gennaio da Silvio Berlusconi che ha detto di essere disposto a votare Mario Draghi. Il quale ha subito fatto sapere di essere intenzionato a restare alla guida della Bce fino alla scadenza del mandato nell’ottobre 2019. Poiché Berlusconi detta i modi di questa campagna elettorale, tutti <strong>i giornali hanno tolto il velo sulla corsa per il Quirinale</strong>. Il <em>Corriere della Sera</em>del 16 gennaio ha messo le mani avanti: “Sul Quirinale trattativa che sarà ‘svincolata’ dagli equilibri di governo”, aggiungendo però: “Salgono le quotazioni di Giuliano Amato”. Quello che avevo scritto l’11 gennaio.</p>
<p>Come è noto, i primi nomi che vengono fatti, di solito lo sono per essere bruciati. Così anche Mario Draghi, che non desidera nemmeno essere scottato, ha chiuso le illazioni. Per la verità il suo nome circolava da tempo: Berlusconi ha solo sollevato il coperchio. Circolava nell’ambito di un disegno più vasto, del quale mi limito a dire che prevedeva l’elezione alla presidenza del Senato di Pierferdinando Casini sulla scia di una forte affermazione del “centro” alle prossime elezioni. Non solo i sondaggi non lo confortano, ma mentre per la presidenza della Camera avanza la candidatura di Dario Franceschini, Bersani deve evitare che al Senato, se dovesse assumere la guida del Governo, ci fosse un presidente che, invece di velocizzare i disegni di legge,  li sottoponesse prima ad un “vaglio tecnico”. Dopo essersi dato tanto da fare, Casini potrebbe raccogliere assai poco.</p>
<p>Un Pierluigi Bersani vincitore delle elezioni, potrebbe ritentare l’operazione di Prodi nel 2006 quando riuscì a fare eleggere Giorgio Napolitano al Quirinale con i soli voti del centrosinistra. Adesso <strong>Bersani potrebbe lanciare Massimo D’Alema</strong>, cui deve la conquista della Segreteria del partito, <strong>o Romano Prodi</strong>, per garantirsi l’appoggio di tutte le componenti del Pd. <strong>Questa strategia passa per un contenimento del partito di Monti-Casini-Fini</strong> e sembra prevalere poiché Bersani ha detto: “Chi non vota Pd aiuta Berlusconi”, che equivale alla linea scelta da Berlusconi: “Il mio rivale è Bersani”. <strong>Ha rincarato la dose Franceschini</strong> che, commentando le aperture di Monti sulla riduzione delle tasse, ha detto: “Non si risponde al pifferaio (così Monti aveva definito Berlusconi, rinunziando con palese sforzo al linguaggio tecnico – ndr) suonando il piffero”. Poi, rivolgendosi direttamente a Monti, ha aggiunto con freddezza: “Forse si fa prendere la mano da un’avventura in politica che non conosce. Gli consiglio un po’ di prudenza” (da <em>la Repubblica</em> del 16 gennaio). Ovviamente <strong>Monti non ci sta ad essere schiacciato dalla logica bipolare Bersani-Berlusconi</strong>: “Il voto utile sono io”, ha detto, spiegando: “Non esiste un voto di serie A o di serie B, ci dispiace che il segretario democratico usi questo vecchio modo di considerare gli elettori”. Casini – che si sente un po’ isolato – ha detto che “Bersani e Berlusconi sono parallelamente d’accordo”.</p>
<p>Bersani non crede alla rimonta di Berlusconi. Per questo vuole contenere al massimo il “centro” di Monti e Casini e apre anche ad Ingroia, seguendo la vecchia tattica di <strong>non avere nemici a sinistra</strong>. Ma è costretto a pensare fin da ora alla battaglia per il Quirinale poiché <strong>spetterà al nuovo Capo dello Stato “proteggere” la vittoria del centrosinistra</strong>. Sembra evidente che Berlusconi, che comunque disporrà di un buon pacchetto di voti nel Parlamento riunito in seduta comune dal 15 aprile per eleggere il successore di Napolitano, preferirebbe un candidato sufficientemente lontano dal Pd, come potrebbe essere Giuliano Amato che, dati i suoi precedenti, non avrebbe scrupoli a prendere decisioni forti se la situazione politica, ed eventualmente anche economica, dovesse precipitare. Potrebbe spingere per una riedizione della “grande coalizione”, che declasserebbe la vittoria elettorale del Pd. Ma poi siamo sicuri che il Presidente della Repubblica italiana non sia scelto anche con la partecipazione di soggetti esterni al Parlamento?</p>
<p>Fonte GR&amp;RG</p>
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		<title>Monti telefona ad &#8220;ABC&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Jan 2013 22:35:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Fonte ANSA &#8211; Il Presidente del Consiglio Mario Monti ha avuto, ieri e oggi, colloqui telefonici con Alfano, Bersani e Casini. Oggetto dei colloqui sono state alcune nomine di prefetti, la situazione nel Mali e la preparazione del Consiglio europeo sul bilancio dell&#8217;Ue. Lo rende noto un comunicato di Palazzo Chigi. &#8220;Il Presidente del Consiglio [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_5397" aria-describedby="caption-attachment-5397" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="mario_Monti_2" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario_Monti_27.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-5397" title="mario_Monti_2" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario_Monti_27.jpg" alt="Mario Monti" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario_Monti_27.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario_Monti_27-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario_Monti_27-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-5397" class="wp-caption-text">Mario Monti</figcaption></figure>
<p>Fonte ANSA &#8211; Il Presidente del Consiglio Mario Monti ha avuto, ieri e oggi, colloqui telefonici con Alfano, Bersani e Casini. Oggetto dei colloqui sono state alcune nomine di prefetti, la situazione nel Mali e la preparazione del Consiglio europeo sul bilancio dell&#8217;Ue. Lo rende noto un comunicato di Palazzo Chigi.</p>
<p>&#8220;Il Presidente del Consiglio Mario Monti &#8211; si legge nella nota della presidenza del Consiglio &#8211; ha avuto, ieri e oggi, colloqui telefonici con i leader dei partiti che hanno sostenuto il governo ora in carica per gli affari correnti, Angelino Alfano, Pierluigi Bersani, Pierferdinando Casini. Oggetto dei colloqui sono state alcune nomine di prefetti, la situazione nel Mali e la preparazione del Consiglio europeo sul bilancio dell&#8217;Unione europea&#8221;.</p>
<p>Il premier uscente &#8211; secondo quanto riportano oggi &#8216;La Stampa&#8217; e &#8216;La Repubblica&#8217; &#8211; avrebbe avuto ieri un colloquio con il segretario del Pd Pier Luigi Bersani. La riunione sarebbe servita &#8211; riferiscono sempre i due quotidiani &#8211; per sancire un patto informale per consentire una campagna elettorale senza colpi bassi che individui in Silvio Berlusconi l&#8217;avversario comune da battere. Durante l&#8217;incontro, si sarebbe poi parlato degli assetti futuri post voto e di una possibile intesa fra moderati e progressisti.</p>
<p><strong>BERLUSCONI, INTESA BERSANI-MONTI? E&#8217; NATURALE &#8211; </strong>&#8220;E&#8217; naturale un&#8217;intesa tra Pd e Lista Monti perché il premier non ha possibilità di incidere se non appoggiandosi alla sinistra. L&#8217;astensionismo è ancora elevato, ma non risolve i problemi. Italiani votino i grandi partiti&#8221;. E&#8217; quanto afferma Silvio Berlusconi in un&#8217;intervista a Rai Parlamento a proposito del dialogo che ci sarebbe stato tra Monti e Bersani per il dopo-voto.</p>
<p><strong>ALLA D&#8217;AMICO: NEL &#8217;94 VOTAI BERLUSCONI </strong>&#8211; &#8216;Il voto è segreto&#8230; ma nel &#8217;94 l&#8217;ho votato. Solo allora però perché credevo potesse portare avanti una rivoluzione liberale che poi non c&#8217;é stata&#8221;. Così il premier uscente Mario Monti risponde a Ilaria D&#8217;Amico su Sky Tg24 in merito a Silvio Berlusconi.</p>
<p>&#8220;Il mio pensiero è che la famiglia sia costituita da un uomo e da una donna, fondata sul matrimonio. I figli vanno cresciuti da un padre e da una madre. Il Parlamento può trovare altre forme per tutelare forme di convivenze&#8221;. Lo afferma Mario Monti a &#8216;Lo Spoglio&#8217; Su SkyTg24. Per quanto riguarda il matrimonio gay e le unioni di fatto, ha detto Monti, &#8220;il mio pensiero è che la famiglia sia costituita da un uomo e da una donna e credo che la famiglia sia fondata sul matrimonio e ritengo necessario che i figli crescano con un padre e una madre&#8221;. Detto ciò, ha aggiunto, &#8220;il Parlamento può certamente trovare delle soluzioni convincenti per regolare altre forme di unioni e convivenze&#8221;. &#8220;Nel nostro movimento politico &#8211; ha concluso &#8211; ci sono idee pluralistiche su questo tema così come nella società e negli altri partiti&#8221;.</p>
<p>&#8220;La sinistra ha fatto grandi passi avanti verso l&#8217;accettazione dell&#8217;economia di mercato, ma quando fa riforme verso l&#8217;apertura della concorrenza va un pochino contro la sua cultura storica&#8221; e infatti &#8220;é associata oggi a forze di estrema sinistra che sono a mio avviso conservatrici&#8221;, sottolinea Monti.</p>
<p>&#8220;Spesso all&#8217;estero ci è stato detto: &#8216;sono anni che non si vedeva un presidente del Consiglio, ma neanche un ministro italiano'&#8221;. Mario Monti, durante il suo intervento all&#8217;Ice, era tornato a punzecchiare Silvio Berlusconi, che in un&#8217;intervista radiofonica lo aveva a sua volta attaccato: &#8220;C&#8217;è in giro un matto che pensa di essere Monti&#8230;&#8221;.</p>
<p>&#8220;Escludo che gli italiani siano matti, ma sono pieni di buon senso. Non tocca a me stabilire di me stesso, sarei in conflitto di interessi&#8221;, replica Monti su SkyTg24.</p>
<p>Mario Monti farebbe parte di un governo in cui ci fosse anche Vendola? &#8220;Posso solo dire che per quanto mi riguarda non vorremo stare in nessun governo nel quale non sia dominante l&#8217;impostazione riformista&#8221;, afferma il premier uscente rispondendo ad una domanda di Ilaria D&#8217;Amico. Alla successiva domanda se dunque non farebbe parte di un governo con Vendola risponde sorridendo: &#8220;Mi semplifica il compito perché lo ha già dichiarato lui&#8230;&#8221;.</p>
<p>A Grillo mi accomuna &#8220;la distanza dalla politica tradizionale&#8221;, ma &#8220;io non sono affatto l&#8217;antipolitica: sono contro la struttura tradizionale ormai appesantita dei partiti che vorrebbero giocare per gli interessi futuri del Paese, ma son piombati dai loro interessi e dalle loro clientele&#8221;. Lo afferma Mario Monti a &#8216;Lo Spoglio&#8217; Su SkyTg24. Monti ha comunque ironizzato con il leader del M5S che oggi gli ha dato del &#8220;ritardato morale&#8221; dicendo di essere comunque onorato di &#8220;figurare nel suo raggio di attenzione. Forse voleva darmi del ritardato mentale, giudizio legittimo, oppure è un riferimento ad una cosa morale come la mia salita politica e vuol dire che l&#8217;ho fatta tardi&#8221;, ha concluso.<strong><br />
</strong></p>
<p><strong>VENDOLA, FAMIGLIA UOMO-DONNA? E POI CONSERVATORE ERO IO &#8211;</strong> &#8220;Secondo Monti, l&#8217;unica famiglia è quella composta da un uomo e una donna. Meno male che lui era il progressista e io il conservatore&#8230;&#8221;. Lo scrive il leader di Sel Nichi Vendola, su Twitter, dopo le parole di Monti sulle coppie di fatto e sui matrimoni gay.</p>
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		<title>Le manovre pre-elettorali e pro-Monti allarmano Bersani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Nov 2012 12:13:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La stessa persona, Mario Monti, ha rilasciato, il 18 novembre scorso, due dichiarazioni che è difficile collegare ma che illustrano la schizofrenica situazione politica italiana. La prima: “E’ il momento di comprare in Italia”; la seconda: “Non garantisco sull’Italia dopo il voto” . Tutti i giornali le hanno riportate. Presumiamo quindi che siano autentiche. La prima [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a class="lightbox" title="mariomonti" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mariomonti.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter  wp-image-5200" title="mariomonti" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mariomonti.jpg" alt="" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mariomonti.jpg 495w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mariomonti-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mariomonti-480x270.jpg 480w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mariomonti-469x263.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mariomonti-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a></p>
<p>La stessa persona, <strong>Mario Monti</strong>, ha rilasciato, il 18 novembre scorso, due dichiarazioni che è difficile collegare ma che illustrano la schizofrenica situazione politica italiana. La prima: “E’ il momento di comprare in Italia”; la seconda: “Non garantisco sull’Italia dopo il voto” . Tutti i giornali le hanno riportate. Presumiamo quindi che siano autentiche.</p>
<p>La prima dichiarazione è stata contestualizzata come rivolta, dal Kuwait, agli investitori dei ricchi Paesi mediorientali, proprio nel momento del riacutizzarsi della crisi tra Israele e Palestinesi. Il ragionamento di Monti è stato costruito sui numeri: il calo di valori borsistici rende molto appetibili numerose imprese italiane, e anche gli immobili non sono da trascurare. Insomma: l’Italia è il saldo e chi può è invitato ad approfittarne. La scelta a favor di potenziali investitori arabi dovrebbe evitare la caduta di aziende italiane in mani tedesche o francesi o di altro paese europeo. Almeno nell’immediato, poiché gli investitori arabi potrebbero poi rivendere e non ci sarebbe più niente da fare. Il pericolo immediato che compri un tedesco e poi chiuda la fabbrica in Italia, ereditandone il mercato di vendita, è scongiurato. In fondo Monti è un sostenitore pieno e convinto del mercato e che questo comporti la rinunzia a una politica industriale gli è indifferente. Se i l sistema bancario nazionale è riluttante a fornire capitali alle imprese, ben vengano i capitali esteri.</p>
<p>La seconda dichiarazione è stata contestualizzata nella sempre più confusa situazione politica interna dopo che sembra essere stato raggiunto un accordo di compromesso sull’<em>election day </em>per il 10 marzo. Il presidente Giorgio Napolitano ha posto due condizioni: che si approvi la manovra finanziaria  che si faccia una riforma elettorale.  Viene subito da chiedersi: altrimenti che cosa succede? Si rinviano <em>sine die</em> le elezioni? Evidentemente non è possibile.  A quali livelli salirebbe lo spread in un Paese occidentale con la democrazia sospesa anche formalmente?</p>
<p>Il punto è che a <strong>Napolitano</strong> non è riuscita la manovra di Oscar Luigi Scalfaro del 1994-1996. Il governo presieduto da Lamberto Dini creò le condizioni perché nel 1996 si svolgessero le elezioni politiche anticipate con la prospettiva certa di una vittoria del centrosinistra, assicurata dal fatto che la Lega aveva deciso di correre da sola, e approfittando della legge elettorale di allora, il Mattarellum. Il governo Monti, invece, non ha creato, almeno finora, le condizioni per una riorganizzazione del panorama  politico: obiettivo del resto impossibile dal momento che le tre componenti in competizione diretta (Pd, Pdl e Udc) avevano deciso di appoggiarlo.</p>
<p>Con l’avvicinarsi della scadenza elettorale, cui si sono aggiunte le crisi e quindi le elezioni regionali di Lombardia e Lazio e l’esplosione del <strong>Movimeno5 Stelle di Beppe Grillo</strong>, i rapporti fra i tre partiti della “strana” maggioranza si sono increspati. Il Pd, che gode di un certo vantaggio in base ai sondaggi, vuole assicurarsi il premio di maggioranza e vuole che sia il più alto possibile; l’interesse del Pdl e dell’Udc (o della nascente formazione centrista pro-Monti) è opposto: solo evitando che il Pd con l’alleato Sel conquisti una larga maggioranza si potrà condizionarlo fino al punto di mettere in discussione la nomina di Pierluigi Bersani alla presidenza del Consiglio.</p>
<p>È proprio questa nascente formazione centrista pro-Monti, che fa capo a Montezemolo e Riccardi, puntando sulla continuità di Monti a Palazzo Chigi, turba i sonni del Segretario del Pd che cerca in tutti i modi di avere dagli alleati presenti e futuri la promessa che alla guida del governo andrà il leader del partito o della coalizione che avrà conquistato più voti. I giochi però sono tutt’altro che fatti. L’elettorato del Pdl – in parte fedele e in parte andato a ingrossare le fila dell’astensione o del Movimento di Grillo – deve essere ancora spartito. Tutto, quindi, può ancora accadere.  Soprattutto grazie alle frasi sibilline di Mario Monti.</p>
<p>Fonte <strong><a title="GR&amp;RG" href="http://grrg.eu/2012/11/le-manovre-pre-elettorali-e-pro-monti-allarmano-bersani/" target="_blank">www.grrg.eu</a></strong> di <strong>Alessandro Corneli</strong></p>
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		<title>Senza Silvio la Sinistra si annoia ed entra in crisi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 12:08:34 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_3533" aria-describedby="caption-attachment-3533" style="width: 469px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilparlamentare.it/2011/11/senza-silvio-la-sinistra-si-annoia-ed-entra-in-crisi/bersani-3/" rel="attachment wp-att-3533"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-3533" title="Bersani" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Bersani2.jpg" alt="" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Bersani2.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Bersani2-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Bersani2-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-3533" class="wp-caption-text">Bersani</figcaption></figure>
<p><strong>Senza più lo spauracchio del &#8220;Cavaliere Nero&#8221; la sinistra è disorientata. Sia a livello nazionale che nelle Giunte comunali le alleanze si sfaldano e vengono a galla i disaccordi.</strong> Da Nord a Sud sono molte le amministrazioni in crisi d&#8217;identità. Così a Bologna l&#8217;esecutivo di Merola è finito in una palude dopo il voto sulla fusione di due controllate del trasporto pubblico. A Milano Pisapia e l&#8217;assessore Boeri hanno litigato. Ma anche a Potenza non se la passano bene, con i Verdi che hanno abbandonato il Pd. E in provincia di Bolzano i democratici si dividono, mentre a Livorno Rifondazione perde pezzi. La crisi non risparmia il Sud dove il sindaco di Vibo Valentia ha azzerato la Giunta.</p>
<p><strong>Il caso certo più eclatante e vicino nel tempo è quello di Bologna</strong> dove la delibera approvata da parte del Consiglio comunale sulla fusione tra Fer e Atc per la costituzione di una nuova società che gestisca il trasporto pubblico locale ha sollevato un vespaio. La delibera è passata con l&#8217;astensione della lista Vendola-Frascaroli. &#8220;Un partito di maggioranza non si astiene, perché astenersi significa delegare ad altri le decisioni&#8221;, ha attaccato i vendoliani Sergio Lo Giudice, capogruppo del Pd in Comune.</p>
<p><strong>Altro caso eclatante è quello di Milano, dove il sindaco Pisapia ha &#8220;epurato&#8221; un suo assessore, Stefano Boeri</strong>. L&#8217;ex responsabile  all&#8217;Expo, già candidato alle primarie contro il sindaco, era in rottura su tutta la linea. Il casus belli è stata la diatriba sul progetto di museo di arte moderna della capoluogo lombardo. Pisapia ha strigliato Boeri e gli ha tolto la delega all&#8217;Expo lasciandogli solo quella alla Cultura.</p>
<p><strong>Tempi bui anche per Livorno che ha passato un brutto periodo dopo che Alessandro Cosimi,</strong> sindaco dal 2004 in quota Pd, è stato contestato duramente da alcuni membri della Giunta e dai lavoratori scesi in piazza per chiedere risposte concrete alla crisi che ha colpito l&#8217;industria locale. Caso che ha portato ad un cambio della segreteria del Pd, dove Di Rocca ha lasciato il posto a Samuele Lippi.</p>
<p><strong>A parte le grandi città anche le piccole realtà locali sono in crisi e cercano un nuovo nemico da demonizzare</strong>. In Basilicata i Verdi hanno deciso di rompere con il Pd e il presidente Vito De Filippo sta cercando di raffreddare gli animi. A Vibo Valentia, Francesco De Nisi, ha azzerato la Giunta provinciale. E persino a Laives, in Trentino Alto Adige, il sindaco non ha più la maggioranza e sta valutando se allargare all&#8217;Udc.</p>
<p><em>Di Tommaso Cinquemani &#8211; affariitaliani</em></p>
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		<title>Bersani &#8211; riporteremo l&#8217;Italia al posto che merita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Nov 2011 21:24:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La nostra proposta e&#8217; un patto di governo tra progressisti e moderati per una legislatura di ricostruzione e per sostenere la riscossa dell&#8217;Italia&#8221;. E&#8217; la &#8216;sfida&#8217; che Pier Luigi Bersani rivolge da Piazza S. Giovanni ai partiti del centrosinistra per un&#8217;alleanza di governo. &#8221;Serve unita&#8217; per la ricostruzione &#8211; aggiunge &#8211; e&#8217; una sfida per [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_3173" aria-describedby="caption-attachment-3173" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a rel="attachment wp-att-3173" href="https://ilparlamentare.it/2011/11/bersani-riporteremo-litalia-al-posto-che-merita/bersani-2/"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-3173" title="Bersani" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Bersani1.jpg" alt="" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Bersani1.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Bersani1-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Bersani1-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-3173" class="wp-caption-text">Bersani su IL PARLAMENTARE.IT</figcaption></figure>
<p>La nostra proposta e&#8217; un patto di governo tra progressisti e moderati per una legislatura di ricostruzione e per sostenere la riscossa dell&#8217;Italia&#8221;. E&#8217; la &#8216;sfida&#8217; che Pier Luigi Bersani rivolge da Piazza S. Giovanni ai partiti del centrosinistra per un&#8217;alleanza di governo.</p>
<p>&#8221;Serve unita&#8217; per la ricostruzione &#8211; aggiunge &#8211; e&#8217; una sfida per tutti, ma tutti devono accettarla guardando il dramma del Paese. Il centrosinistra e&#8217; alla prova della sua credibilita&#8221;&#8217;.</p>
<p><strong>Intanto, Piazza San Giovanni</strong> indossa il tricolore e spazza via il ricordo dell&#8221;assediò dei black bloc del 15 ottobre scorso, dei sampietrini lanciati in aria, estintori &#8216;volanti&#8217; o camionette in fiamme. Oggi una distesa di bandiere tricolori e palloncini portati dai militanti del Partito democratico per dire ancora una volta &#8216;Basta Berlusconi!&#8217;. E piazza san Giovanni è tornata la storica piazza delle proteste. Sono arrivati in migliaia, questa mattina presto nella capitale, per partecipare al sit-in: in treno, in pullman o in auto. Unica destinazione, piazza San Giovanni che è stata riempita da giovani, famiglie, bambini ed anziani, tutti convinti che il Pd &#8220;possa riuscire a dare una svolta a questo Paese&#8221;.</p>
<p>C&#8217;é anche stato un mini-corteo, sempre di militanti Pd, per protestare contro Alemanno e la sua ordinanza anti-corteo in centro. Verso le tre del pomeriggio San Giovanni era un unico &#8216;manto tricolore&#8217;. E sono stati proprio i colori della bandiera italiana a dominare oggi nella capitale: dal palco con pannelli e luci verdi, rosse e bianche alle migliaia di bandiere sventolate. E quando un gruppetto si è presentato con bandiere gialle con la scritta &#8216;Moderati per il centrosinistra&#8217; diversi manifestanti li hanno contestati, invitandoli ad andare via. I &#8216;piddini&#8217; si sentono &#8216;uniti&#8217; oggi ed ogni tentativo di minare questa sensazione viene subito contrastato: come l&#8217;arrivo in piazza del sindaco di Firenze Matteo Renzi, il &#8216;rottamatore&#8217;, che viene accolto da qualche fischio e da frasi come &#8216;Di&#8217; qualcosa di sinistrà o &#8216;Sei un comunista di destra! Vai ad Arcore!&#8217;. &#8220;Siamo qui perché l&#8217;Italia cambi &#8211; ha detto una ragazza di Prato &#8211; e con noi del Pd ci riuscirà. La questione Bersani-Renzi non ci interessa. Il problema è questo governo che ci sta massacrando&#8221;.</p>
<p>Della stessa opinione anche un signore di Cremona: &#8220;Mio padre diceva che non voleva morire democristiano. Ecco, io non vorrei morire berlusconiano. Dobbiamo uscire dalla crisi e Berlusconi ha avuto il suo tempo. Ora devono andare tutti a casa&#8221;. &#8216;Berlusconi dimettiti!&#8217;, &#8216;Silvio vai via!&#8217; sono stati gli slogan più gettonati. Poi all&#8217;improvviso sui megaschermi viene proiettato il video di Berlusconi in cui, dal G20 a Cannes, commenta la crisi economica italiana. Un coro di fischi si alza dalla piazza che invece si scalda quando sul palco sale Pier Luigi Bersani. Tra le migliaia di bandiere dell&#8217;Italia è difficile scorgere striscioni: c&#8217;é ne è uno in cui campeggia la scritta &#8216;Al ristorante vado, ma per lavare i piatti&#8217;. Ed è lo stesso segretario del Pd, al termine del suo intervento dal palco, a dare parole al sentimento che oggi sembra aver unito piazza san Giovanni: &#8220;oggi è stata una splendida festa, una piazza incredibile, mai vista. Una piazza meravigliosa e pacifica. Mi godo questa giornata meravigliosa, questa forza enorme&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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