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	<title>barack obama &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Parla Mikhail Gorbaciov: &#8220;Siamo in pericolo&#8221;. Perché sta per scoppiare la guerra</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Oct 2016 14:18:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Top News]]></category>
		<category><![CDATA[barack obama]]></category>
		<category><![CDATA[Dmitri Medvedev]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
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					<description><![CDATA[I rapporti tra Stati Uniti e Russia stanno vivendo il loro punto più basso dai tempi della Guerra Fredda. E sono i fatti più recenti a spingere gli osservatori diplomatici a non nascondere più la preoccupazione di un&#8217;escalation della crisi da diplomatica a militare. L&#8217;allarme più inquietante è arrivato dall&#8217;ultimo presidente dell&#8217;Unione sovietica, Mikhail Gorbaciov, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_11274" aria-describedby="caption-attachment-11274" style="width: 799px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Mikhail-Gorbaciov.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-11274" alt="Mikhail Gorbaciov" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Mikhail-Gorbaciov.jpg" width="799" height="511" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Mikhail-Gorbaciov.jpg 799w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Mikhail-Gorbaciov-300x191.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Mikhail-Gorbaciov-422x270.jpg 422w" sizes="(max-width: 799px) 100vw, 799px" /></a><figcaption id="caption-attachment-11274" class="wp-caption-text">Mikhail Gorbaciov</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">I rapporti tra Stati Uniti e Russia stanno vivendo il loro punto più basso dai tempi della Guerra Fredda. E sono i fatti più recenti a spingere gli osservatori diplomatici a non nascondere più la preoccupazione di un&#8217;escalation della crisi da diplomatica a militare. L&#8217;allarme più inquietante è arrivato dall&#8217;ultimo presidente dell&#8217;Unione sovietica, <strong>Mikhail Gorbaciov</strong>, che in un&#8217;intervista a Ria Novosti ha detto: &#8220;Il mondo è giunto a un punto pericoloso: è necessario fermarsi e riprendere il dialogo, la cui conclusione è stata il più grande errore&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Solo nel 2010, <strong>Barack Obama</strong> e <strong>Dmitri Medvedev</strong> firmavano il trattato Start, con il quale venivano resettate incomprensioni e tensioni per avviare un apparente periodo di dialogo cordiale. Un clima durato appena due anni, cioè da quando Vladimir Putin è tornato alla guida del Cremlino e ha riportato tutta la sua sfiducia sulle mosse americane.</p>
<p style="text-align: justify;">Da quel momento la degenerazione dei rapporti è stata rapidissima. Al progetto della Nato di schierare batterie di missili antimissili in Polonia, Putin ha risposto minacciando ritorsioni sui trattati nucleari. Due anni dopo lo scontro in Ucraina ha portato all&#8217;annessione della Crimea alla Russia, punita dall&#8217;Onu con pesanti sanzioni economiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Le ultime tappe proprio negli ultimi giorni. Obama ha protestato per le presunte incursioni hacker russe che avrebbero interferito nelle elezioni americane. La Russia ha fermato i negoziati per un accordo sullo smaltimento del plutonio e ha <strong>dislocato missili nucleari nell&#8217;enclave baltica di Kaliningrad</strong>, puntandoli contro l&#8217;Europa finché non verranno cancellate le sanzioni e il blocco commerciale con Mosca. Sullo sfondo il conflitto in Siria, dove Russia e Stati Uniti restano divisi dalla presenza ingombrante di Assad.</p>
<p style="text-align: justify;">In un momento così delicato, <strong>Gorbaciov ha provato a richiamare tutti alla ragione</strong>, chiedendo di proseguire il processo di riduzione delle armi nucleari e riavviare in modo congiunto la lotta al terrorismo, oltre che la prevenzione dei disastri ambientali: &#8220;Rispetto a queste sfide, tutto il resto &#8211; ha detto Gorbaciov &#8211; passa in secondo piano&#8221;. Fonte: Libero.it</p>
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		<title>Barack Obama: Viviamo in tempi di straordinari cambiamenti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Jan 2016 00:32:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[barack obama]]></category>
		<category><![CDATA[stai uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8220;Viviamo in tempi di straordinari cambiamenti. Cambiamenti che ridisegnano il modo in cui viviamo e lavoriamo. E che ci piaccia o no, il passo di questo cambiamento potrà solo accelerare&#8221;. Così il presidente Barack Obama nel suo ultimo discorso sullo stato dell&#8217;Unione, secondo le anticipazioni diffuse dalla Casa Bianca. &#8220;Il futuro che vogliamo è possibile [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_10149" aria-describedby="caption-attachment-10149" style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/barack-obama-ilparlamentare-comunicareitalia1.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-10149" alt="barack-obama-ilparlamentare-comunicareitalia" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/barack-obama-ilparlamentare-comunicareitalia1.jpg" width="790" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/barack-obama-ilparlamentare-comunicareitalia1.jpg 790w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/barack-obama-ilparlamentare-comunicareitalia1-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/barack-obama-ilparlamentare-comunicareitalia1-457x270.jpg 457w" sizes="(max-width: 790px) 100vw, 790px" /></a><figcaption id="caption-attachment-10149" class="wp-caption-text">Il Presidente degli Stati Uniti d&#8217;America Barack Obama</figcaption></figure>
<p>&#8220;Viviamo in tempi di straordinari cambiamenti. Cambiamenti che ridisegnano il modo in cui viviamo e lavoriamo. E che ci piaccia o no, il passo di questo cambiamento potrà solo accelerare&#8221;. Così il presidente <strong>Barack Obama</strong> nel suo ultimo discorso sullo stato dell&#8217;Unione, secondo le anticipazioni diffuse dalla Casa Bianca. &#8220;Il futuro che vogliamo è possibile solo se l&#8217;America consolida le sue politiche&#8221;, ha spiegato.</p>
<p><strong>Obama: &#8220;Viviamo in tempi di straordinari cambiamenti&#8221;</strong></p>
<p>&#8220;Il futuro che vogliamo &#8211; afferma Obama &#8211; è fatto di opportunità e sicurezza per le nostre famiglie, di uno standard di vita migliore e sostenibile, di un pianeta in pace per i nostri figli. Tutto ciò è nelle nostre possibilità. Ma solo se lavoreremo insieme, se avremo un dibattito costruttivo. Solo se consolideremo le nostre politiche&#8221;.</p>
<p>&#8220;E politiche migliori &#8211; aggiunge il presidente americano &#8211; non vuol dire essere d&#8217;accordo su tutto. Questo è un grande Paese, con diverse regioni, abitudini e interessi. E&#8217; anche la nostra forza. Ma la democrazia richiede un legame fondamentale di fiducia tra i suoi cittadini&#8221;. TG Com</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Faremo tutto quel che è necessario per&#8230;La politica del Drone</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Oct 2014 16:06:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[barack obama]]></category>
		<category><![CDATA[drone]]></category>
		<category><![CDATA[iraq]]></category>
		<category><![CDATA[isis]]></category>
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					<description><![CDATA[di Alessandro Corneli /grrg.eu/ Il 10 dicembre 2009, il Premio Nobel per la pace fu consegnato al presidente americano Barack Obama, da otto mesi alla Casa Bianca, con questa motivazione: “per i suoi straordinari sforzi per rafforzare la diplomazia internazionale e cooperazione tra i popoli”. Forse la ragione principale fu il suo impegno a ritirare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_8289" aria-describedby="caption-attachment-8289" style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/drone.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-8289" alt="Drone" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/drone.jpg" width="790" height="438" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/drone.jpg 790w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/drone-300x166.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/drone-480x266.jpg 480w" sizes="(max-width: 790px) 100vw, 790px" /></a><figcaption id="caption-attachment-8289" class="wp-caption-text">Drone</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">di Alessandro Corneli /grrg.eu/</p>
<p style="text-align: justify;">Il 10 dicembre 2009, il Premio Nobel per la pace fu consegnato al presidente americano Barack Obama, da otto mesi alla Casa Bianca, con questa motivazione: “per i suoi straordinari sforzi per rafforzare la diplomazia internazionale e cooperazione tra i popoli”. Forse la ragione principale fu il suo impegno a ritirare le truppe americane dall’Iraq o, più probabilmente, il discorso che aveva tenuto all’università de Il Cairo il 4 giugno, in cui aveva fatto grandi aperture (ed elogi) all’Islam e aveva detto che “l’America non è un impero interessato solo a sé stesso”. In ogni caso, fu un Nobel assegnato alle buone intenzioni, che in buona misura si sono perse per strada. Forse la controparte, o un segmento di essa, interpretò quelle parole come una ritirata dell’Occidente e possiamo immaginare che l’ISIS (Stato Islamico) abbia messo le proprie radici in quel discorso. Per il momento, comunque, Obama passerà alla storia come il presidente dei droni.</p>
<p style="text-align: justify;">In Italia, Matteo Renzi segue lo stesso percorso. Giovane quasi sconosciuto al grande pubblico, egli aveva assistito alla Convention democratica che aveva candidato Obama alla Casa Bianca e, di certo, aveva rafforzato la propria fiducia nell’efficacia delle parole, delle promesse. Anche Renzi ha avuto il suo Premio Nobel (per la politica) allorché fu designato dal presidente Giorgio Napolitano a succedere ad Enrico Letta. Renzi si era fatto precedere dalle sue promesse di rottamazione, sulla falsariga di Obama. E anche Renzi fa ricorso ai droni, cioè ai decreti che fa approvare con voti di fiducia, ai twitter e alle apparizioni in tv.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto ciò per segnalare l’articolo a firma di Antonio Polito pubblicato oggi sul Corriere della Sera, intitolato “Le Camere messe da parte”, che inizia con queste efficaci parole: “Da molti punti di vista, quello di Renzi è un governo extraparlamentare; forse il primo di una nuova era”, quella della post-democrazia. Non sto a riassumerlo. Basti accennare al meccanismo che ha messo in moto, reso esplicito dal voto con cui il Senato ha approvato non il Job Act, ma una delega in bianco al Governo per realizzarlo. Ecco, siamo arrivati a utilizzare una vetusta istituzionale qual è il Parlamento affinché approvi un foglio in bianco: tutto il potere si concentra invece in un organo tecno-politico qual è il Governo di nuovo conio: un capo carismatico che prende le sue decisioni consultandosi con il capo dell’opposizione (Patto del Nazareno), incontrando il presidente della Bce nella residenza estiva di questi, svolgendo una relazione al Direttivo del suo partito, consultandosi con i propri esperti e imperversando nei talk show televisivi.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo Obama e Renzi, ecco Draghi, di cui ho già evidenziato la “deriva renziana”, e che ora si accentua. Anche Draghi si fonda sulle parole e utilizza i droni (“Faremo tutto quello che è necessario per…”). Adesso è arrivato a dire che “i politici che non aumenteranno i posti di lavoro non verranno gli eletti”. A parte la “profondità” dell’analisi politologica, che fa ben sperare nel caso in cui arrivi al Quirinale, colpisce l’idea – espressa da un “economista” – che sia la politica a creare i posti di lavoro, pur non avendo più la politica il potere di fare debito oltre la spesa corrente (a dimagrimento) e il pagamento degli interessi sul debito. E non siano invece le imprese a creare posti di lavoro, purché siano messi in condizioni di farlo dalla “politica”.</p>
<p style="text-align: justify;">Si conferma che contro il virus della vertigine del potere non è stato trovato il vaccino che può prevenirlo o curarlo. Una proposta: chi raggiunge una carica apicale (capo dello Stato, capo del Governo, presidente della Bce et similia per ciascuna piramide), finito il mandato deve ritirarsi a vita privata e non può ricoprire nessun altro incarico, di nessun genere.</p>
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		<title>USA, Casca Bianca, Obama: azioni urgenti contro i cambiamenti climatici causati dall&#8217;uomo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 May 2014 11:55:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[barack obama]]></category>
		<category><![CDATA[casa bianca]]></category>
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					<description><![CDATA[Roma, ASCA &#8211; La Casa Bianca e&#8217; tornata ad invocare azioni urgenti contro i cambiamenti climatici causati dall&#8217;uomo, rendendo noto uno studio che dimostra come il riscaldamento globale stia gia&#8217; avendo impatto sugli Stati Uniti. Tale rapporto, pubblicato ieri, e&#8217; il frutto di uno studio di quattro anni condotto da alcuni scienziati americani che avvertono [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/barack-obama-ilparlamentare-comunicareitalia.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" alt="barack-obama-ilparlamentare-comunicareitalia" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/barack-obama-ilparlamentare-comunicareitalia.jpg" width="790" height="466" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Barack Obama</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Roma, ASCA &#8211; La Casa Bianca e&#8217; tornata ad invocare <strong>azioni urgenti contro i cambiamenti climatici</strong> causati dall&#8217;uomo, rendendo noto uno studio che dimostra come il riscaldamento globale stia gia&#8217; avendo impatto sugli Stati Uniti. Tale rapporto, pubblicato ieri, e&#8217; il frutto di uno studio di quattro anni condotto da alcuni scienziati americani che avvertono circa i rischi di innalzamento del livello del mare, siccita&#8217;, incendi ed epidemie se il mondo non affrontera&#8217; in fretta il tema delle ripercussioni delle emissioni dei gas a effetto serra.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>CASA BIANCA, OBAMA. CAMBIAMENTI CLIMATICI IN ATTO</strong><br />
&#8221;Ci sono delle cose che possiamo fare, ma solo se il popolo americano e il resto del mondo prenderanno sul serio le sfide climatiche&#8221;, ha dichiarato il presidente <strong>Barack Obama. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>CAMBIAMENTO CLIMATICO NON è MINACCIA LONTANA</strong><br />
Il portavoce di Obama sulla scienza e la tecnologia, <strong>John Holdren</strong>, ha dichiarato che secondo questo nuovo studio &#8221;i<strong><em>l cambiamento climatico non e&#8217; una minaccia poi cosi&#8217; lontana&#8221;.</em> </strong>Infatti, il <strong>National Climate Assessment</strong> ha sottolineato quanto &#8216;<strong><em>&#8216;gia&#8217; oggi sia forte il campanello d&#8217;allarme&#8221;</em></strong> per tutto il mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Obama ha ripetutamente ribadito l&#8217;importanza dei cambiamenti climatici, soprattutto nel corso della campagna elettorale del 2008, durante la quale aveva promesso che gli Usa sarebbero diventati &#8221;leader&#8221; nell&#8217;affrontare il problema. Ha pero&#8217; fallito nel convincere il Congresso ad adottare misure concrete, dal momento che la maggior parte dei parlamentari si e&#8217; opposta a una riduzione dell&#8217;inquinamento da gas serra a favore dello sviluppo industriale del Paese.</p>
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		<title>Il Presidente Obama: &#8220;Colpito da energia di Matteo&#8221;. Renzi: &#8220;Usa modello&#8221;. E chiede aiuto sui marò</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2014/03/il-presidente-obama-colpito-da-energia-di-matteo-renzi-usa-modello-e-chiede-aiuto-sui-maro/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Mar 2014 23:42:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[barack obama]]></category>
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		<category><![CDATA[villa madama]]></category>
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					<description><![CDATA[ROMA -&#8220;Una fonte di ispirazione&#8221; e un &#8220;modello da emulare&#8221;. Matteo Renzi così ha definito Barack Obama al termine dell&#8217;incontro con il presidente Usa a Villa Madama. &#8220;Per me è un grandissimo piacere ricevere il presidente Obama &#8211; ha detto Renzi -. Credo che il dialogo di oggi confermi una grande amicizia e una grande partnership con [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure style="width: 900px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/obama-e-renzi-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" alt="obama-renzi-ilparlamentare" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/obama-e-renzi-1.jpg" width="900" height="398" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Barack Obama e Matteo Renzi</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;"><strong><span><span>ROMA</span></span></strong><span><span> -&#8220;Una fonte di ispirazione&#8221; e un &#8220;modello da emulare&#8221;. </span><strong><span>Matteo Renzi</span></strong><span> così ha definito </span><strong><span>Barack Obama</span></strong><span> al termine dell&#8217;</span><span>incontro con il presidente Usa</span><span> a </span><strong><span>Villa Madama</span></strong><span>. &#8220;Per me è un grandissimo piacere ricevere il presidente Obama &#8211; ha detto Renzi -. Credo che il dialogo di oggi confermi una grande amicizia e una grande partnership con il nostro Paese. Il ruolo degli Stati Uniti e dell&#8217;Europa, degli Stati Uniti e dell&#8217;Italia, è un punto di riferimento nella difesa dei valori e degli ideali comuni&#8221;. Il presidente del Consiglio, poi, ha preso in prestito lo slogan lanciato da Obama per la sua campagna elettorale adattandola all&#8217;Italia: &#8220;Al presidente Obama vorrei dire, con grande forza, che quel messaggio &#8216;yes, we can&#8217; oggi vale anche per noi in Italia&#8221; dove &#8220;finalmente vogliamo dire che è possibile cambiare le cose&#8221;. </span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sostegno su giovani e lavoro.</strong> Proprio l&#8217;energia è la qualità di Renzi da cui Obama ha detto di essere rimasto colpito: &#8220;Sono colpito dall&#8217;energia e dalla visione che Matteo porta con sé in questo nuovo incarico, c&#8217;è visione, c&#8217;è ambizione ed è un fatto positivo non solo per l&#8217;Italia, ma per l&#8217;Europa &#8211; ha detto Obama -. L&#8217;ho accolto in America quando era sindaco con altri sindaci e spero di accoglierlo di nuovo come primo ministro&#8221;, ha aggiunto Obama, che ha espresso grandi speranze nel successo del premier italiano: &#8220;Ho fiducia nelle riforme di Renzi, il premier saprà portare avanti l&#8217;Italia&#8221;. Al presidente del Consiglio il presidente Usa ha rivolto complimenti anche per l&#8217;impegno per i giovani e il lavoro: &#8220;Chi gode della globalizzazione è ai vertici, ma chi è in mezzo ha sempre più problemi. Dobbiamo raddoppiare gli sforzi per educare i giovani e fornire competenza per il lavoro. È fondamentale sostenere i giovani e i disoccupati e so che il governo italiano lo sta facendo&#8221;.</p>
<figure style="width: 900px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/obama-e-renzi-2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" alt="obama-e-renzi-ilparlamentare" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/obama-e-renzi-2.jpg" width="900" height="398" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Barack Obama e Matteo Renzi</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Papa e Napolitano</strong>. Il presidente Obama ha voluto sottolineare anche l&#8217;emozione provata nell&#8217;incontro con Papa Francesco e la profondità degli argomenti trattati, soprattutto i poveri e le ineguaglianze: &#8220;Sua Santità ha la capacità di aprire gli occhi della gente su questi problemi. Il compito di noi politici è quello di affrontare temi come questi, perché il pericolo è l&#8217;indifferenza e il cinismo quando si tratta di aiutare chi è meno fortunato&#8221;, ha detto Obama, che ha riferito di aver parlato con il Papa anche di Medio Oriente e America Latina e dei Paesi in maggiore difficoltà. &#8220;La mia fede cristiana mi porta a credere che devo trattare gli altri come voglio essere trattato io&#8221;, ha aggiunto Obama, sottolineando l&#8217;importanza dell&#8217;empatia con gli altri esseri umani. Poi ha ribadito il suo impegno per difendere la libertà di culto e ha detto di aver invitato Papa Francesco negli Usa: &#8220;La gente negli Usa impazzirebbe per vedere Papa Francesco&#8221;.Parole di ammirazione ed elogio Obama le ha rivolte anche al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano: &#8220;L&#8217;Italia è fortunata ad avere un uomo di Stato così forte, che aiuta il Paese in momenti così difficili&#8221; ha detto, riferendo dell&#8217;incontro con il capo dello Stato. &#8220;Ho ringraziato Renzi e Napolitano per l&#8217;impegno nella Nato. L&#8217;Italia è uno dei nostri maggiori contribuenti&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ue</strong>. Il dibattito in Europa tra &#8220;crescita e austerity è un dibattito sterile: le finanze pubbliche devono essere in ordine ma più si cresce e più i conti sono in ordine&#8221;. Il presidente americano è critico nei contronti della Ue per quanto riguarda la crescita (&#8220;La crescita europea va ancora al rallentatore e la disoccupazione è alta&#8221;), anche se ammette di essere stato più preoccupato in passato per le sorti dell&#8217;euro: &#8220;Qualche anno fa ero preoccupato per l&#8217;euro che appariva fuori controllo, poi grazie anche alla Bce la situazione finanziaria si è stabilizzata&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ucraina</strong>. Numerose le domande rivolte a Obama sulla situazione ucraina: &#8220;Noi faremo tutto quello che possiamo per sostenere l&#8217;Ucraina. Penso che sia importante che noi non promettiamo cose che poi non siamo in grado di mantenere. Possiamo fare in modo che il governo ucraino sia stabile economicamente e che le elezioni vadano avanti come previsto&#8221;. &#8220;Tutte queste cose &#8211; ha spiegato Obama &#8211; richiedono molto sforzo anche dall&#8217;Unione europea. Quello che ha scatenato la protesta originaria in Ucraina è il problema della corruzione, che ha portato una situazione per cui il Pil della Polonia era alle stelle mentre l&#8217;Ucraina era a terra partendo dallo stesso piano qualche anno fa&#8221;. Obama ha spiegato che spesso bisogna fare &#8220;scelte difficili&#8221;, &#8220;anche Renzi deve prendere decisioni difficili, anche noi. Questa è la natura delle leadership politica&#8221;.Obama assicura sostegno all&#8217;Ucraina e si dice fiducioso di trovare una soluzione diplomatica alla crisi: &#8220;Continuiamo a sperare che la Russia attraversi la porta della diplomazia e collabori con tutti noi per risolvere la questione ucraina in modo pacifico&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Difesa</strong>. Un capitolo importante è stato quello della difesa: &#8220;Condivido il pensiero del presidente Obama, quando dice che la libertà non può essere considerata gratis, non possiamo lamentarci del dolore del mondo se non ce ne facciamo carico. Per questo l&#8217;Italia ha sempre fatto la sua parte negli anni con grande dedizione e impegno&#8221;, ha detto il premier italiano che poi si è soffermato su un impegno con l&#8217;America che non si basa su un mero calcolo economico. &#8220;L&#8217;Italia può affrontare un&#8217;eventuale crisi energetica&#8221;, ha detto riferendosi alla situazione ucraina, ma ha anche aggiunto che &#8220;nel rispetto della collaborazione con i nostri partner verificheremo i nostri budget per evitare gli sprechi che in alcuni settori abbiamo avuto. Serve un efficientamento dei costi della pubblica amministrazione&#8221;. Il gap tra le spese di difesa Usa ed europee in seno alla Nato &#8220;è diventato troppo significativo&#8221;, ha detto il presidente Usa, che ha ribadito che ognuno deve farsi carico della propria parte di fardello. È possibile avere risparmi anche nel settore della Difesa, ma &#8220;c&#8217;è un certo impegno irriducibile che i Paesi devono avere se i Paesi vogliono essere seri nell&#8217;alleanza Nato e nella Difesa&#8221;, ha aggiunto. Il tema più delicato sullo sfondo è quello degli F35. Il premier italiano ha pronunciato una frase sibillina: &#8220;Nel rispetto della collaborazione con i nostri partner, verificheremo i nostri budget per poter intervenire in tutto il mondo e al contempo evitare gli sprechi&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Marò</strong>. &#8220;Con il presidente Obama abbiamo parlato della vicenda dei due marò. Abbiamo ringraziato gli Usa per il supporto che ci hanno dato e ho chiesto al presidente Obama di poter contare su un ulteriore appoggio perché la questione sia sempre più internazionale&#8221;, ha detto Renzi rispondendo a una domanda sui due militari italiani in prigione in India.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Expo</strong>. La conferenza stampa è stata anche l&#8217;occasione per Obama di annunciare la presenza Usa all&#8217;Expo: &#8220;Tornerò in Italia in occasione dell&#8217;expo. Anzi, sono fiero di annunciare l&#8217;adesione degli Stati Uniti &#8211; ha detto il presidente Usa -. Il nostro &#8211; ha aggiunto &#8211; sarà un bellissimo padiglione&#8221;. Immediato il commento su Twitter del presidente della Lombardia, Roberto Maroni: &#8221;Obama annuncia che Usa aderiscono a Expo2015. Finalmente!! Ottima notizia&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.repubblica.it/esteri/2014/03/27/news/faccia_a_faccia_renzi-obama-82063918/" target="_blank">Fonte Repubblica di Piera Matteucci</a></p>
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		<title>Finalcial Times attacca Papa Bergoglio che scopre gli altarini delle &#8220;nuove tirannie invisibili&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Dec 2013 16:36:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro corneli]]></category>
		<category><![CDATA[barack obama]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
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		<category><![CDATA[papa francesco]]></category>
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					<description><![CDATA[introduzione di Fabio Gallo/ La questione è semplice: imporre povertà si può anche attraverso l&#8217;offerta di una scarsa scolarizzazione che si traduce in una cultura subalterna che a sua volta produce povertà o, mettiamola così, incapacità di creare ricchezza. Sta accadendo qualcosa di straordinario: ce ne stiamo rendendo conto e ciò, bene essere riconoscenti, lo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/papa-bergoglio-financial-times-pope-on-a-mission.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" alt="papa-bergoglio-financial-times-pope-on-a-mission" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/papa-bergoglio-financial-times-pope-on-a-mission.jpg" width="790" height="466" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Papa Francesco difende Giustizia e Bene Comune e ariceve attacco da Finalcial Times</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">introduzione di Fabio Gallo/</p>
<p style="text-align: justify;">La questione è semplice: imporre povertà si può anche attraverso l&#8217;offerta di una scarsa scolarizzazione che si traduce in una cultura subalterna che a sua volta produce povertà o, mettiamola così, incapacità di creare ricchezza. Sta accadendo qualcosa di straordinario: ce ne stiamo rendendo conto e ciò, bene essere riconoscenti, lo dobbiamo a Papa Francesco e al suo talento naturale di rendere tutte le questioni semplici e comprensibili. E&#8217; sotto lo sguardo di tutti l&#8217;estremo divario in termini finanziari di coloro i quali scrivono la letteratura della povertà che sono i ricchi e i poveri veri che sono tutti coloro i quali vengono sfruttati quotidianamente quale risorsa da spremere per tenere a galla più di un governo che di democratico e civile non ha più nulla di riconoscibile.<br />
Evidentemente, Papa Bergoglio che viene dall&#8217;altra parte del mondo deve avere già visto questo film seduto in prima fila e sarà per questo motivo, avendo piena contezza di come si evolvono le cose in casi simili, che ha avuto l&#8217;opportunità e il coraggio di denunciare quotidianamente ai Giovani del mondo la necessità di ribellarsi, di reagire alla depressione che toglie la speranza di un domani migliore e a non avere paura di &#8220;andare controcorrente&#8221;.<br />
Proprio per questo suo essere chiaro ha già ricevuto un &#8220;allerta&#8221;, se pur in ambiente discorsivo, da <strong>Nicola Gratteri</strong>, Procuratore Aggiunto dell&#8217;Antimafia di Reggio Calabria che ha lasciato intendere che <strong>Papa Francesco potrebbe correre rischi seri</strong>. Oggi a circa un mese da quelle dichiarazione del noto procuratore Antimafia, noto anche per essere tra gli insigniti della <a title="Carta della Pace per la Tutela della Memoria, dei Diritti dell'Uomo e dell'Ambiente" href="http://www.paoloditarso.it/carta-della-pace/" target="_blank">&#8220;Carta della Pace&#8221;</a>, il <em>Financial Times </em>colpisce Papa Francesco<em>. </em>Noi de ILVATICANESE.IT crediamo che le cose non accadano mai a caso e che quando qualcuno vorrebbe far diventare complicato il linguaggio di Papa Francesco che invece è semplice, chiaro e diretto, c&#8217;è sempre un motivo che solitamente è volto a sottrargli l&#8217;appoggio dell&#8217;opinione pubblica mondiale. Si, perché questo Papa è il Papa è Francesco e Francesco è amato da tutti per il suo essere espressione di una Chiesa moderna, certamente in dicotomia con se stessa per molti versi, ma pur voce di chi voce non ha. Dunque, cosa sta accadendo? perché il potente <em>Financial Times </em>aggredisce il Papa?<em><br />
</em>A questo punto dobbiamo alzare la guardia analizzando la questione perché essa possa essere compresa da tutti noi che siamo in prima linea a combattere insieme a Francesco per una società più giusta. A spiegarci bene il tutto è il <strong>Prof. Alessandro Corneli</strong>, finissimo analista che ci semplifica il senso di questo attacco tanta spudorato quanto imprudente del <em>Financial Times.</em></p>
<p style="text-align: center;"><strong>A cura di Alessandro Corneli &#8211; grrg.eu/</strong></p>
<p style="text-align: justify;">“Il Papa sbaglia”. Lo ha scritto il <em>Financial Times</em> il 23 dicembre, commentando l’<strong>esortazione apostolica </strong><em><strong>Evangelii Gaudium</strong> </em>dello scorso 24 novembre. Il passaggio che il FT cita e che non gli va giù è questo: <em>“Mentre i guadagni di pochi crescono esponenzialmente, quelli della maggioranza si collocano sempre più distanti dal benessere di questa minoranza felice. Tale squilibrio procede da ideologie che difendono l’autonomia assoluta dei mercati e la speculazione finanziaria”</em> (EG, 56).</p>
<p style="text-align: justify;">Questa ideologia è <em>“la nuova idolatria del denaro”</em> e sta alla base della <em>“dittatura di una economia senza volto e senza uno scopo veramente umano. La crisi mondiale che investe la finanza e l’economia manifesta i propri squilibri e, soprattutto, la grave mancanza di un orientamento antropologico che riduce l’essere umano ad uno solo dei suoi bisogni: il consumo”</em> EG, 55).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’attacco del Papa all’ideologia sottostante alla globalizzazione è frontale e totale</strong>, senza compromessi, perché denunzia il nuovo totalitarismo (del capitale) anche grazie alla progressiva negazione del diritto degli Stati di vigilare per la tutela del bene comune. Afferma Papa Francesco: <em>“Si instaura una nuova tirannia invisibile, a volte virtuale, che impone, in modo unilaterale e implacabile, le sue leggi e le sue regole. Inoltre, il debito e i suoi interessi allontanano i Paesi dalle possibilità praticabili della loro economia e i cittadini dal loro reale potere d’acquisto. A tutto ciò si aggiunge una corruzione ramificata e un’evasione fiscale egoista, che hanno assunto dimensioni mondiali. La brama del potere e dell’avere non conosce limiti. In questo sistema, che tende a fagocitare tutto al fine di accrescere i benefici, qualunque cosa che sia fragile, come l’ambiente, rimane indifesa rispetto agli interessi del mercato divinizzato, trasformati in regola assoluta” (EG, 56). Che poi arriva al punto che più gli interessa:  “Dietro questo atteggiamento si nascondono il rifiuto dell’etica e il rifiuto di Dio”</em> (EG, 57).</p>
<p style="text-align: justify;">Nel lungo documento pontificio le osservazioni, gli spunti e i suggerimenti sono numerosi, ma il FT si limita – con una ben nota tecnica oratoria messa a punto in epoca ellenistica – a confutare, spostando il confronto sul piano globale, la denunzia pontificia della crescente ineguaglianza mettendo sul piatto gli aumenti di redditi in Paesi popolosi come Cina e India, Indonesia e Brasile. Ammette comunque che, nei Paesi occidentali, le classi medie hanno perso terreno, in parte anche a causa della recente crisi finanziaria.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci sono poi paragoni tra una generazione e l’altra, tagliati su periodi temporali medi o lunghi che, ovviamente, confortano la tesi del quotidiano finanziario britannico, ma non differiscono molto dalle statistiche che Nikita Kruscev illustrava nel 1957 per sottolineare gli straordinari incrementi della produzione sovietica ed estrapolare la data in cui, settore per settore, l’Urss avrebbe superato gli Usa: sappiamo come è andata a finire.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Contrapporre stizzosamente questi dati evita al FT di rispondere alla vera questione sollevata dal Papa</strong>: la filosofia che sta alla base di questo meccanismo economico e che fa aumentare la distanza tra i più ricchi e i più poveri, come ha ammesso recentemente lo stesso Barack Obama, ricordando che mentre in passato i top manager ricevevano un reddito da 20 a 30 volte superiore a quello di un lavoratore medio, adesso è arrivato a 273 volte.</p>
<p style="text-align: justify;">Il pericolo insito in questo allontanamento degli estremi, che numericamente sono molto diversi, poiché il primo riguarda l’1% della popolazione mondiale (settanta milioni di persone tra ricchi e straricchi), il secondo riguarda almeno il 5% (cioè circa 350 milioni di persone largamente al di sotto della soglia di povertà e con tutti i disagi che ne conseguono), è che si consolidi una cultura dell’indifferenza verso i diseredati al punto di non considerarli più esseri umani, ma sottoprodotti, scarti dell’umanità.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il ragionamento del FT è sbagliato anche dal punto di vista strettamente economico</strong>. È vero, come dice, che i due poli della concentrazione della ricchezza e della povertà di allontanano nei Paesi occidentali; è altrettanto vero che aumenta il reddito medio nei Paesi in rapido sviluppo grazie alla globalizzazione. Manca però il collegamento fra questi due dati, e cioè la possibilità o probabilità che anche in questi ultimi Paesi si riproduca, a termine, lo stesso meccanismo di concentrazione già in atto nei Paesi occidentali. Il FT non ha argomenti per sostenere che ciò non avverrà e che, in futuro, la spinta verso la disuguaglianza si invertirà.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Papa non entra nel determinismo delle leggi economiche, e men che meno nella loro affidabilità, ma ne denunzia la pretesa autonomia dalla legge morale che, se non ha un garante di ultima istanza, non può che finire nel relativismo dell’egoismo. Anche su questo il FT tace. Eppure, se sul piano finanziario si ammette che la Banca centrale deve essere il garante/prestatore di ultima istanza se non si vuole rischiare che tutto il sistema crolli, sul piano umano e sociale i comportamenti devono ispirarsi a una morale che abbia a sua volta un garante di ultima istanza, altrimenti prevale la <em>“legge del più forte, dove il potente mangia il più debole”</em> (EG, 53).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Papa fa seguire la sua ricetta</strong>: <em>“Una riforma finanziaria che non ignori l’etica richiederebbe un vigoroso cambio di atteggiamento da parte dei dirigenti politici, che esorto ad affrontare questa sfida con determinazione e con lungimiranza, senza ignorare, naturalmente, la specificità di ogni contesto. Il denaro deve servire e non governare! Il Papa ama tutti, ricchi e poveri, ma ha l’obbligo, in nome di Cristo, di ricordare che i ricchi devono aiutare i poveri, rispettarli e promuoverli. Vi esorto alla solidarietà disinteressata e ad un ritorno dell’economia e della finanza ad un’etica in favore dell’essere umano”</em> (EG, 58).</p>
<p style="text-align: justify;">Ora, è proprio questo che il FT non vuole. Eppure, nell’ultimo numero di <em>Foreign Affairs</em> (january-february 2014) viene stigmatizzato Alan Greenspan, non perché, di fronte alla crisi comunque esplosa pochi mesi dopo che aveva lasciato la guida della Fed, abbia sostenuto che nessuno l’aveva prevista (FA la confuta con diversi casi), e che sia stata provocata dagli <em>animal spirits</em> e/o da<em>irrational factors</em>, ma perché aveva creduto – profondamente creduto – che il mercato si sarebbe corretto da sé. Esattamente quello che il Papa sostiene pur partendo non da un’analisi tecnica ma da un’analisi teologica. E non solo lui perché, negli stessi giorni, nella predica di Natale, <strong>l’arcivescovo di Canterbury, Justin Welby</strong>, dal 10 gennaio 2013 primate d’Inghilterra e capo spirituale della Comunione Anglicana a livello mondiale, si è scagliato contro l’avidità, la sperequazione economica e l’ingiustizia sociale. Non si tratta di un orecchiante: alcune delle sue pubblicazioni analizzano il rapporto tra finanza e religione e, come membro della Camera dei Lord, ha fatto parte della Commissione Parlamentare 2012 sulla <strong>Banking Standards</strong>. Quasi con le stesse parole di Papa Francesco, ha detto: <em>“i Cristiani, come redentori del debole e del povero, devono agire per servire e amare il povero e anche per contrastare le cause della povertà”.</em></p>
<p style="text-align: justify;">L’attacco del FT al capo della Chiesa cattolica, oltre che stizzoso, disegna <strong>una strategia sottile</strong>: rappresenta il tentativo di ridimensionare il Pontefice romano a difensore della classe media dell’Occidente (che soffre) per chiudergli gli spazi nel resto del mondo dove il capitale si muove liberamente alla ricerca dei maggiori profitti, puntando sulla tendenziale scristianizzazione dello stesso Occidente. Questo potrebbe essere il suo errore strategico poiché questo Papa sta infrangendo i confini (e i limiti) a destra e a sinistra della Chiesa, parlando un linguaggio universale il cui punto di riferimento è il <strong><em>“Dio misericordioso”</em></strong>.</p>
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		<title>Uso armi chimiche sui civili in Siria scuote coscienze del mondo. Uso indiscriminato gas</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Aug 2013 23:18:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&#8221;L&#8217;uccisione di civili in Siria e&#8217; &#8221;un&#8217;oscenita&#8217; dal punto di vista morale&#8221;, l&#8217;attacco della scorsa settimana dovrebbe &#8221;scuotere le coscienze nel mondo. Siamo in possesso di molte informazioni circa il ricorso alle armi chimiche, e molte altre le stiamo valutano assieme agli alleati&#8221;. Così John Kerry, Segretario di Stato Usa, che parla di un uso &#8221;indiscriminato&#8221; e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_6198" aria-describedby="caption-attachment-6198" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="armi-chimiche-siria" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/armi-chimiche-siria.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-6198" title="armi-chimiche-siria" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/armi-chimiche-siria.jpg" alt="Siria: uccisi civili con armi chimiche. Italia dichiara: &quot;superato il punto di non ritorno&quot;" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/armi-chimiche-siria.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/armi-chimiche-siria-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/armi-chimiche-siria-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-6198" class="wp-caption-text">Siria: uccisi civili con armi chimiche. Italia dichiara: &quot;superato il punto di non ritorno&quot;</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8221;L&#8217;uccisione di civili in Siria e&#8217; &#8221;un&#8217;oscenita&#8217; dal punto di vista morale&#8221;,</strong> l&#8217;attacco della scorsa settimana dovrebbe <strong>&#8221;scuotere le coscienze nel mondo.</strong> Siamo in possesso di molte informazioni circa il ricorso alle armi chimiche, e molte altre le stiamo valutano assieme agli alleati&#8221;. Così <strong>John Kerry</strong>, Segretario di Stato Usa, che parla di un<strong> uso &#8221;indiscriminato&#8221; e &#8221;su larga scala&#8221; dei gas. </strong>&#8216;Non e&#8217; possibile giustificare l&#8217;uso di armi messe al bando da tutta la comunita&#8217; internazionale, si tratta di qualcosa che dovrebbe colpire tutto il mondo. E&#8217; reale: armi chimiche sono state usate in Siria&#8221;: la Siria non puo&#8217; nascondere che armi chimiche sono state usate, afferma Kerry sottolineando che il regime siriano mantiene la custodia delle armi chimiche. &#8221;Quello che abbiamo visto la scorsa settimana in Siria dovrebbe scioccare le coscienze. L&#8217;uccisione indiscriminata di civili, di donne e bambini e di innocenti con armi chimiche e&#8217; un&#8217;oscenita&#8217; morale. E&#8217; sotto ogni punto di vista imperdonabile e innegabile&#8221;. Il nostro comune senso di umanita&#8217; e&#8217; offeso non solo da questo crimine codardo ma anche dal cinico tentativo di coprirlo&#8221; afferma Kerry, sottolineando che l&#8217;atteggiamento del governo siriano non e&#8217; stato quello di qualcuno che non aveva nulla da nascondere, &#8221;non era quello di un regime che voleva provare al mondo di non aver usato armi chimiche. Obama &#8211; spiega il Segretario &#8211; assumera&#8217; una decisione informata su come rispondere. Il presidente ritiene che chi e&#8217; responsabile dello&#8217;uso di armi chimiche deve essere chiamato a risponderne.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>USO DELLE ARMI CHIMICHE E&#8217; INNEGABILE</strong><br />
L&#8217;uso di armi chimiche e&#8217; innegabile e ci &#8221;sono pochi dubbi&#8221; sul fatto che sia stato il governo di Assad a usarle: &#8221;continuiamo a rivedere le opzioni con i consiglieri nazionali, i partner internazionali e il Congresso&#8221;. Lo afferma il portavoce della Casa Bianca, Jay Carney, sottolineando che Obama non ha ancora deciso e poi spiega: &#8216;Non vogliamo speculare su possibili risposte&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>OBAMA INCONTRERA&#8217; PUTIN</strong><br />
Nel corso del vertice del G20 in programma a San Pietroburgo ai primi di settembre, il presidente americano <strong>Barack Obama si incontrera&#8217; &#8221;certamente&#8221; con il presidente russo Vladimir Putin.</strong> Lo ha detto oggi il portavoce della Casa Bianca, Jay Carney, spiegando che i due leader si incontreranno visto che Putin ospita il vertice, senza pero&#8217; fare riferimento ad un bilaterale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Italia, superato punto di non ritorno:<br />
</strong>In Siria &#8220;si è oltrepassato il punto di non ritorno&#8221;, ma la soluzione della crisi deve essere &#8220;multilaterale&#8221;, per questo si susseguono i &#8220;contatti con gli alleati europei e americani&#8221;. La posizione del governo italiano che emerge dalla riunione a Palazzo Chigi tra <strong>Enrico Letta</strong>, <strong>Angelino Alfano</strong> e i ministri <strong>Emma Bonino e Mario Mauro</strong>, esprime la <strong>&#8220;condanna totale&#8221; dell&#8217;atteggiamento di Bashar al Assad</strong> e fa appello a una soluzione che abbia una mandato internazionale, pur non chiarendo sotto quale cappello. In giornata i ministri di Esteri e Difesa avevano messo in guardia da un&#8217;azione militare che non abbia una copertura del Consiglio di sicurezza dell&#8217;Onu. &#8220;Impraticabile&#8221;, l&#8217;ha definita Bonino invitando alla prudenza e alla lungimiranza: prima di assumere qualsiasi iniziativa, <strong>&#8220;bisogna pensarci mille volte&#8221;</strong> perché &#8220;le ripercussioni sarebbero drammatiche&#8221;. Commentando a Radio Radicale <strong>l&#8217;uso &#8220;abbastanza assodato&#8221; di armi chimiche in Siria,</strong> il capo della diplomazia italiana &#8211; che negli ultimi giorni ha avuto contatti con i colleghi americani e russi <strong>John Kerry e Serghei Lavrov,</strong> ma anche regionali, tra cui l&#8217;iraniano <strong>Mohammad Javad Zarif</strong> &#8211; ha chiesto a quelle capitali che hanno <strong>&#8220;indizi univoci&#8221; sulla responsabilità del regime di Bashar al Assad</strong> di condividerle e presentarle all&#8217;Onu: le decisioni che ne deriverebbero &#8220;hanno implicazioni tali&#8221; da far sperare di &#8220;non ripetere posizioni per lo meno dubbie&#8221; assunte in passato. Bonino non ha direttamente nominato le armi di distruzione di massa di <strong>Saddam Hussein,</strong> pretesto per l&#8217;attacco americano in Iraq, ma ha suggerito quello che i radicali invocarono invano nel 2003 per evitare il bagno di sangue sulle rive dell&#8217;Eufrate: una campagna internazionale per l&#8217;esilio di Assad, che apra le porte a un governo transitorio. O, in alternativa, il deferimento del presidente siriano alla Corte penale internazionale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Spari sugli ispettori Onu, raccolti &#8220;campioni&#8221; &#8211; </strong>La prima giornata di indagini degli ispettori delle Nazioni Unite dalle quali può dipendere un intervento militare in Siria è cominciata sotto il tiro dei cecchini. Spari di non meglio precisata provenienza hanno infatti tentato di impedire agli esperti Onu &#8211; presenti sul terreno per indagare sul presunto uso di armi chimiche &#8211; di recarsi in uno dei sobborghi della capitale colpito, secondo testimoni e medici, dall&#8217; &#8220;attacco chimico&#8221; del 21 agosto scorso che avrebbe causato la morte di centinaia di persone. Gli esiti della delicata missione delle Nazioni Unite, per quattro lunghi mesi osteggiata dalle autorità siriane che solo ieri e dopo cinque giorni dal sospetto bombardamento hanno concesso i permessi agli esperti internazionali, sembrano essere decisivi nel dare sostegno o meno all&#8217;ipotesi di un&#8217;azione militare occidentale contro il regime degli Assad, al potere da quasi mezzo secolo. Una parte degli ispettori Onu è comunque riuscita a penetrare a Muaddamiya, depresso sobborgo stretto tra l&#8217;aeroporto militare di Damasco e l&#8217;ormai distrutta cittadina di Daraya.  Per gli spari dei &#8220;cecchini&#8221;, il regime ha accusato &#8220;bande armate&#8221;, mentre gli attivisti dei Comitati di coordinamento locale, espressione di quel che rimane della cittadinanza locale, hanno riferito di colpi &#8220;provenienti dal posto di blocco dei servizi di sicurezza militari e dei comitati popolari&#8221;, in riferimento alle milizie del regime che controllano gli accessi al sobborgo.</p>
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