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	<title>Banche &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Cina la più forte tra le Banche. Domina podio mondiale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jul 2019 14:06:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il 2018 è ancora una volta l’anno delle banche cinesi, che occupano l’intero podio della classifica mondiale. Parlano cinese, infatti, 4 delle prime 5 banche al mondo per totale attivi, con Icb of China che si conferma prima anche nel 2018. Il primo istituto statunitense è JP Morgan Chase, fermo al quarto posto, mentre Bnp [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_14334" aria-describedby="caption-attachment-14334" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/danaro-cina.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-14334" alt="Banche: Cina la più forte" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/danaro-cina.jpg" width="1000" height="619" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/danaro-cina.jpg 1000w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/danaro-cina-300x185.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/danaro-cina-436x270.jpg 436w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a><figcaption id="caption-attachment-14334" class="wp-caption-text">Banche: Cina la più forte</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Il 2018 è ancora una volta l’anno delle banche cinesi, che occupano l’intero podio della classifica mondiale. Parlano cinese, infatti, 4 delle prime 5 banche al mondo per totale attivi, con Icb of China che si conferma prima anche nel 2018. Il primo istituto statunitense è JP Morgan Chase, fermo al quarto posto, mentre Bnp Paribas ha raggiunto Hsbc diventando la prima big europea. UniCredit e Intesa Sanpaolo perdono quattro posizioni ciascuna e si piazzano, rispettivamente, 26esima e 29esima. E’ il quadro che emerge dal rapporto annuale dell’Area Studi di Mediobanca sulle principali banche internazionali.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel dettaglio, la top10 vede la conferma al primo posto di Industrial and Commercial Bank of China, con attivi per 3.517 miliardi. Scambio di posizioni al secondo posto: Agricultural Bank of China (2.871 mld) supera China Construction Bank (2.856 mld). Fuori dal podio come l’anno precedente il gigante americano JP Morgan Chase (2.703 mld), seguito a brevissima distanza da un altro colosso cinese: Bank of China (2.701 mld).</p>
<p style="text-align: justify;">Il sesto posto appartiene anche nel 2018 alla giapponese Mitsubishi (2.472 mld), seguita dalla statunitense BofA (2.305 mld). Ottavo posto per la francese Bnp Paribas (2.276 mld), prima banca europea in classifica e in recupero di una posizione rispetto al 2017. Completano la Top10 Hsbc (2.275 mld), che perde due posizioni, e Citigroup (1.980 mld).</p>
<p style="text-align: justify;">Ancora indietro le banche italiane che, rispetto alla precedente rilevazione, hanno perso entrambe quattro posizioni: UniCredit (848 mld) è 26esima e Intesa Sanpaolo (817 mld) è 29esima. Fonte ASCA News</p>
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		<title>Banche, Di Maio: Paragone presidente commissione. La Lega è d’accordo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Apr 2019 23:50:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[La commissione parlamentare sulle banche “non sarà una clava contro la Banca d’Italia e le istituzioni, ma servirà a scoprire chi sono stati i colpevoli delle condotte indecenti delle banche”. Lo ha detto il vicepremier Luigi Di Maio intervenendo a Porta a Porta. Su chi sarà il presidente dell’organismo parlamentare Di Maio ha riferito di avere [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_14106" aria-describedby="caption-attachment-14106" style="width: 956px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/gianluigi-paragone.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-14106" alt="Gianluigi Paragone" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/gianluigi-paragone.jpg" width="956" height="647" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/gianluigi-paragone.jpg 956w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/gianluigi-paragone-300x203.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/gianluigi-paragone-398x270.jpg 398w" sizes="(max-width: 956px) 100vw, 956px" /></a><figcaption id="caption-attachment-14106" class="wp-caption-text">Gianluigi Paragone</figcaption></figure>
<p>La commissione parlamentare sulle banche “non sarà una clava contro la Banca d’Italia e le istituzioni, ma servirà a scoprire chi sono stati i colpevoli delle condotte indecenti delle banche”. Lo ha detto il vicepremier Luigi Di Maio intervenendo a Porta a Porta. Su chi sarà il presidente dell’organismo parlamentare Di Maio ha riferito di avere “avuto da Salvini e Giorgetti la conferma che il presidente sarà Paragone, un nostro senatore, che di banche si è occupato per anni”.</p>
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		<title>Poco si compra, poco si vende: quei fattori che «muovono» il BTp</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Jun 2016 22:03:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[I giochi sono fatti. Non si compra, non si vende, sicuramente non lo si fa per ammontari consistenti. I disinvestimenti, i parcheggi, le prese di posizione più importanti sono stati chiusi. Si arriva all&#8217;appuntamento del referendum su Brexit e Bremain alleggeriti: l&#8217;esito è talmente incerto che si scommetterebbe su un lancio di dadi. E voglia [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/operatori-borsa-piazza-affari-ansa-telefoto.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-10946" alt="operatori-borsa-piazza-affari-ansa-telefoto" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/operatori-borsa-piazza-affari-ansa-telefoto.jpg" width="835" height="437" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/operatori-borsa-piazza-affari-ansa-telefoto.jpg 835w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/operatori-borsa-piazza-affari-ansa-telefoto-300x157.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/operatori-borsa-piazza-affari-ansa-telefoto-480x251.jpg 480w" sizes="(max-width: 835px) 100vw, 835px" /></a>I giochi sono fatti. Non si compra, non si vende, sicuramente non lo si fa per ammontari consistenti. I disinvestimenti, i parcheggi, le prese di posizione più importanti sono stati chiusi. Si arriva all&#8217;appuntamento del referendum su Brexit e Bremain alleggeriti: l&#8217;esito è talmente incerto che si scommetterebbe su un lancio di dadi. E voglia di giocare, con lo spettro della recessione Usa che ha ricominciato ad aggirarsi sinistro tra i desk delle sale cambi, sono in pochi ad averla.</p>
<p style="text-align: justify;">E così il mercato dei titoli di Stato si adegua, respira anche lui quest&#8217;aria pesante, l&#8217;uscita del Regno Unito dalla Ue darebbe uno schiaffo al progetto dell&#8217;euro, rendendo più vulnerabili gli Stati già deboli dell&#8217;Eurozona, Italia compresa. Lo spread tra BTp e Bund decennali si allarga dunque un poco ogni giorno, ieri il divario è arrivato fino a 157 punti, il gap più largo dall&#8217;inizio di quest&#8217;anno (aveva toccato 153 a metà febbraio, assecondando le vendite massicce sui titoli bancari) e riportandosi ai livelli del luglio 2015. Ma il rischio-Italia rende ora molto meno di allora. Il Tesoro adesso sta rifinanziando il debito pubblico a tassi inferiori rispetto allo scorso febbraio e al luglio 2015, nonostante lo spread sia più ampio: ieri il BTp decennale rendeva l&#8217;1,50% contro l&#8217;1,70% dell&#8217;11 febbraio e il 2,22% dell&#8217;estate dell&#8217;anno scorso: il QE rafforzato della Bce sta funzionando, il rinvio del rialzo dei tassi americani sta rincuorando il mercato che già si interroga sul nuovo QE della Federal Reserve, la politica molto accomodante della Banca del Giappone fa la sua parte, la Banca d&#8217;Inghilterra è pronta per il suo <i>whatever it takes</i>.</p>
<p style="text-align: justify;">Quel rendimento dei titoli italiani che sale, tuttavia, non riflette grandi scambi e forti vendite. Fattori tecnici contribuiscono in questi giorni a farlo muovere, tra questi per primo il BTp future, dove si stanno concentrando ora i movimenti principali sul rischio-Italia: è il contratto standardizzato a termine che consente agli operatori di aprire o chiudere, fare hedging, ricoperture. Il prezzo del future si muove per primo e trascina il cash che si aggiorna: i trader sul mercato dei BTp adeguano le quotazioni, prendendo come riferimento quelle del BTp future, spiega un operatore. Per questo i movimenti sul cash non riflettono volumi di scambi alti ma sono i ritocchi al prezzo registrati dai market maker. I market maker rimasti seduti al loro posto.</p>
<p style="text-align: justify;">Il BTp è considerato uno degli asset più liquidi al mondo, perché ha un elevato flottante in circolazione che supera i mille miliardi di euro: è un punto a suo favore, quello della liquidità, pur rappresentando uno dei debiti pubblici più alti al mondo. Ma in momenti di forte stress, anche il BTp diventa ruvido, arido. Lo ha sempre fatto, come tutti i bond. Dopo la crisi subprime, ancora di più di prima. Il titolo di Stato perde più velocemente la liquidità sul secondario a causa dell&#8217;eccesso di regolamentazione bancaria introdotta dagli organi di vigilanza: le banche sono state costrette a ridurre l&#8217;attività di trading e market making perché eccessivamente onerosa (in termini di accantonamenti di capitale per le posizioni più rischiose) mentre intanto tassi e rendimenti ai minimi storici hanno margini di profitto potenziali non convenienti. Il differenziale delle quotazioni tra domanda e offerta sul secondario si allarga naturalmente quando le vendite premono sugli acquisti, accade nei momenti di violento risk off, con i portafogli in fuga verso la qualità e verso la sicurezza come in questi giorni: chi è disposto a comprare controcorrente si difende alzando il prezzo. E così piccoli importi smuovono in maniera esagerata le quotazioni. Tutto allora si ridimensiona, poco si compra, poco si vende. I libri sono essenzialmente chiusi.</p>
<p style="text-align: justify;">Le posizioni dei grandi portafogli serrate, sulla difensiva. Resta la volatilità. E un&#8217;incertezza seriamente preoccupante, per la quale investitori e trader in BTp non erano preparati, in pieno QE: Brexit, il classico tail-risk rimasto ai margini del mercato fino a qualche settimana fa, se dovesse concretizzarsi sul breve termine sarebbe violentemente destabilizzante, per l&#8217;euro e i BTp. «Si balla, si balla fino alla fine dell&#8217;anno – ha commentato uno strategist londinesecon rassegnazione –, con Brexit, elezioni spagnole e americane, referendum a ottobre in Italia. E nel 2017 le elezioni in Francia, Germania e forse Italiadopo che Brexit ha ricordato a tutti che l&#8217;antieuropeismo è una realtà, è una cosa seria».</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Fonte Il Sole 24 Ore di Elisa Bufacchi</p>
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		<title>Banche, Stefania Covello: istituire tavolo permanente con ABI, Sindacati, Regioni e Comuni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Mar 2015 16:53:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&#8220;Nell&#8217;ambito del processo di riforma introdotto dal dl banche istituire un tavolo di confronto permanente con l&#8217;Abi, le organizzazioni sindacali di categoria nonché con le istituzioni regionali e comunali al fine di assicurare che i processi di riorganizzazione degli istituti di credito prestino la dovuta attenzione ai territori, in particolare nel Mezzogiorno e nelle aree [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_9072" aria-describedby="caption-attachment-9072" style="width: 795px" class="wp-caption aligncenter"><a hrf="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/stefaniacovello.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-9072" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/stefaniacovello.jpg" alt="Stefania Covello" width="795" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/stefaniacovello.jpg 795w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/stefaniacovello-300x175.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/stefaniacovello-460x270.jpg 460w" sizes="auto, (max-width: 795px) 100vw, 795px" /></a><figcaption id="caption-attachment-9072" class="wp-caption-text">Stefania Covello</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Nell&#8217;ambito del processo di riforma introdotto dal dl banche istituire un tavolo di confronto permanente con l&#8217;Abi, le organizzazioni sindacali di categoria nonché con le istituzioni regionali e comunali al fine di assicurare che i processi di riorganizzazione degli istituti di credito prestino la dovuta attenzione ai territori, in particolare nel Mezzogiorno e nelle aree svantaggiate, e assicurino una presenza adeguata di sportelli valorizzando la prossimità ai cittadini e alle imprese nonché salvaguardando i livelli occupazionali&#8221;. <strong>Lo chiede la deputata Pd Stefania Covello</strong> in un ordine del giorno accolto dal governo nell&#8217;ambito dei lavori di conversione in legge del Dl banche.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Stefania Covello sottolinea</strong> come &#8220;sempre più spesso i processi di riorganizzazione degli istituti di credito portano a ridimensionare la presenza degli sportelli nell&#8217;ambito di comprensori formati da piccoli comuni in particolare nel Mezzogiorno ed in aree svantaggiate. Si tratta di processi che penalizzano imprese e risparmiatori che si trovano a non avere più un rapporto con un istituto di credito in grado di conoscere l&#8217;ambito territoriale e di sostenere l&#8217;economia comprensoriale. La recente riforma fiscale proposta dal governo ha scatenato un acceso dibattito tra i partiti politici. Alcuni sostengono che porterà benefici economici, mentre altri temono un aumento delle tasse per i cittadini. Per approfondire l&#8217;argomento delle scommesse online non AAMS, visita questa  interessante. La chiusura degli sportelli inoltre determina esuberi spesso difficilmente ricollocabili e quindi è causa di ulteriori problemi occupazionali e di trasferimenti. Le stesse organizzazioni sindacali di categoria &#8211; conclude &#8211; hanno più volte lanciato l&#8217;allarme su questo progressivo ridimensionamento legato a piani industriali che non prestano la dovuta sensibilità al tema della prossimità territoriale degli istituti di credito&#8221;.</p>
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		<title>Il Creditore ha un costo, il Debitore ha un ricavo. Vi sembra naturale?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Mar 2015 16:27:13 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[economia]]></category>
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					<description><![CDATA[A cura di Giovanni Palladino/ Oggi inizia il programma di “Quantitative Easing” (QE) della Banca Centrale Europea (BCE), che fornirà 60 miliardi di euro al mese (sino al settembre 2016) alle banche dell&#8217;eurozona. Si tratta di un generoso prestito a tasso zero che ha l&#8217;obiettivo di stimolare la ripresa economica in Europa (ma si noti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_9046" aria-describedby="caption-attachment-9046" style="width: 795px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/banca-centrale-europea.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-9046" alt="banca-centrale-europea" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/banca-centrale-europea.jpg" width="795" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/banca-centrale-europea.jpg 795w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/banca-centrale-europea-300x175.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/banca-centrale-europea-460x270.jpg 460w" sizes="auto, (max-width: 795px) 100vw, 795px" /></a><figcaption id="caption-attachment-9046" class="wp-caption-text">Banca Centrale Europea</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">A cura di Giovanni Palladino/</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi inizia il programma di <strong>“Quantitative Easing”</strong> (QE) della <strong>Banca Centrale Europea</strong> (BCE), che fornirà <strong>60 miliardi di euro al mese</strong> (sino al settembre 2016) <strong>alle banche dell&#8217;eurozona</strong>. Si tratta di un generoso prestito a tasso zero che ha l&#8217;obiettivo di stimolare la ripresa economica in Europa (ma si noti bene: il prestito non è a fondo perduto: un giorno &#8211; non si sa quando &#8211; dovrà essere restituito dalle banche alla BCE). Allo stesso tempo la Banca Centrale dovrà acquistare sui mercati finanziari titoli di Stato europei e altre obbligazioni europee per un importo analogo di 60 miliardi al mese. Ma a una condizione: il rendimento massimo negativo di questi acquisti non deve superare lo 0,2% all&#8217;anno.</p>
<p style="text-align: justify;">Rendimento negativo? E&#8217; mai possibile? Sì&#8217;, perchè con l&#8217;arrivo del QE è stata smentita una prassi dell&#8217;economia creditizia e finanziaria, dove chi eroga un prestito riceve un ricavo periodico e chi riceve un prestito paga un costo. La grande “innovazione” è che grazie al QE può anche avvenire che il creditore finisca per avere un costo e il debitore un ricavo. Infatti, se un investitore acquista un titolo obbligazionario a un prezzo superiore a quello finale di rimborso, può subire una minusvalenza di capitale superiore all&#8217;importo degli interessi incassati. E il debitore può alla fine rimborsare il prestito con un guadagno, perchè rimborsa un importo inferiore al capitale ricevuto.</p>
<figure id="attachment_9049" aria-describedby="caption-attachment-9049" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giovanni-palladino.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-9049 " alt="giovanni-palladino" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giovanni-palladino-300x300.jpg" width="300" height="300" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giovanni-palladino-300x299.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giovanni-palladino-150x150.jpg 150w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giovanni-palladino-270x270.jpg 270w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giovanni-palladino-50x50.jpg 50w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giovanni-palladino.jpg 681w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-9049" class="wp-caption-text">Giovanni Palladino</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; quanto sta avvenendo in Germania, dove l&#8217;ultima emissione di titoli di Stato a 5 anni è stata venduta con un rendimento finale (negativo per gli investitori e positivo per il Tesoro tedesco) dello 0,08% all&#8217;anno. Ma sul mercato finanziario, dove si scambiano le vecchie emissioni dei titoli di Stato europei, ben 88 titoli (pari a un importo di 1.900 miliardi di euro) sui 346 titoli, che compongono l&#8217;Indice Bloomberg, mostrano un rendimento negativo, perchè hanno un prezzo talmente alto che &#8211; se mantenuti in portafoglio sino alla loro scadenza – gli interessi incassati non copriranno la minusvalenza subita sul capitale investito (se compro a 105 e vengo rimborsato a 100, la minusvalenza di 5 potrebbe risultare superiore agli interessi incassati).</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; la naturale conseguenza del crollo dei tassi d&#8217;interesse (ormai pari o vicini allo zero) sul mercato obbligazionario europeo, crollo avvenuto negli ultimi mesi per l&#8217;annuncio ufficiale dell&#8217;arrivo del QE, che aumenterà sensibilmente la domanda di titoli e quindi le loro quotazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma chi è l&#8217;inventore di questo “miracolo” (per il debitore) e “disgrazia” (per il creditore) ? E&#8217; il Prof. Ben Bernanke, studioso della “Grande Crisi” degli anni &#8217;30. A suo parere quella lunga depressione non vi sarebbe stata, se la Banca Centrale Usa &#8211; invece di ridurre la liquidità in circolazione &#8211; avesse attuato subito il QE. Soluzione che Bernanke propose nel 2001 al governo giapponese, quando fu assunto come consulente economico della Banca Centrale del Giappone (BOJ).</p>
<p style="text-align: justify;">Le banche giapponesi si videro così inondare in pochi anni di una enorme liquidità aggiuntiva (pari a $250 miliardi), che tuttavia ritornò in gran parte nelle casse della BOJ (alla voce “riserve in eccesso” del sistema bancario), perchè le imprese e le famiglie giapponesi non mostrarono una gran propensione a richiedere prestiti bancari per il perdurante clima recessivo. In gergo si dice: il cavallo non vuole bere. Quindi nel marzo 2006 la “cura Bernanke” fu interrotta, perchè non aveva motivato il cavallo a bere.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 2007 Bernanke fu eletto al vertice della Banca Centrale Usa (la famosa FED) e un anno dopo &#8211; allo scoppio di un&#8217;altra “Grande Crisi” &#8211; egli riprese la cura da lui suggerita senza successo ai giapponesi. Il QE americano dapprima puntò a salvare dal fallimento le grandi banche d&#8217;investimento (o, meglio, di pura speculazione finanziaria) e poi a dare una forte spinta alla ripresa economica negli Stati Uniti.</p>
<p style="text-align: justify;">Così in soltanto sei anni la FED ha erogato nuova liquidità alle banche Usa per ben $3.900 miliardi, ma non tutta è finita a sostegno dell&#8217;economia reale. Infatti, al 4 marzo 2015 le banche americane risultano aver depositato presso la FED come “riserva obbligatoria” $99 miliardi e come “riserve in eccesso” (cioè non utilizzate in prestiti bancari alle famiglie e alle imprese) ben $2.426 miliardi! Nel 2007 queste riserve erano pari a zero&#8230;..</p>
<p style="text-align: justify;">Ciò vuol dire che il 62% del QE Usa si trova sterilizzato nelle casse della Banca Centrale. Ma allora perchè si dice che il QE (dopo il fallimento in Giappone) è stato “miracoloso” per l&#8217;economia Usa, dove il tasso di disoccupazione è sceso al 5,5%? Questa cifra è vera, ma è poco noto che la discesa è dovuta in gran parte a un aumento dell&#8217;occupazione precaria a basso costo e, sopratutto, è poco noto che dal 2007 al 2014 il numero dei lavoratori americani “full time” si è ridotto da 121,1 a 116,4 milioni e che il tasso di partecipazione della popolazione attiva al mondo del lavoro si è ridotto dal 67,2% al 62,8%.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma non si dice da mesi che l&#8217;occupazione è in aumento grazie al QE ? Sì, ma non si dice quanti americani hanno lasciato il mondo del lavoro a causa dei licenziamenti e dei pensionamenti. In pratica si segue il “metodo Renzi”, che giorni fa ha dichiarato: “L&#8217;ENI ha assunto 300 nuovi lavoratori!”. Ma Renzi non ha precisato che allo stesso tempo l&#8217;ENI ne ha licenziati 2.500&#8230;..</p>
<p style="text-align: justify;">La verità è che le conseguenze più importanti (e pericolose) della politica monetaria ultraespansiva adottata dal Giappone e dagli Stati Uniti sono state:</p>
<p style="text-align: justify;">• un “boom” artificiale della Borsa di Tokyo e di Wall Street;</p>
<p style="text-align: justify;">• un crollo dei tassi d&#8217;interesse che ha favorito quel “boom”;</p>
<p style="text-align: justify;">• un forte aumento dell&#8217;attività speculativa sui mercati finanziari, come naturale conseguenza della politica monetaria “accomodante” delle Banche Centrali:</p>
<p style="text-align: justify;">• un forte aumento dei prestiti al consumo (sopratutto per l&#8217;acquisto di auto) erogati per lo più a famiglie con basso reddito;</p>
<p style="text-align: justify;">• l&#8217;avvio di una pericolosa “guerra delle monete”, molte delle quali puntano a svalutarsi (euro, yen, yuan, sterlina) per guadagnare maggiore competitività nei confronti del dollaro, sotto il quale si sta tuttavia innescando la “bomba” di un debito pubblico e privato alla lunga insostenibile per la più importante valuta di riserva internazionale quale è il dollaro.</p>
<p style="text-align: justify;"> Presto il vero “spread” da osservare sarà quello fra i “Treasury bonds” Usa a 10 anni e il “bund” decennale tedesco, “spread” ora giunto a quasi 200 punti, cioè pari a più del doppio di quello italiano e spagnolo, e quasi pari al doppio di quello portoghese! Nessuno si chiede perchè i rendimenti dei titoli del Tesoro Usa stanno salendo insieme al tasso di cambio del dollaro? Sono due valori che non dovrebbero procedere nella stessa direzione: se uno sale, l&#8217;altro dovrebbe scendere e viceversa.</p>
<p style="text-align: justify;">La risposta sta nelle seguenti cifre: al 31 dicembre 2014 il debito pubblico Usa di $18.010 miliardi (più che raddoppiato con Obama) era coperto per il 36,6% dalla FED e da altre Banche Centrali (soprattutto la cinese e la giapponese), per il 33,6% da investitori privati e per il 29,8% da enti pubblici statunitensi.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciò significa che BEN DUE TERZI del debito è finanziato da mani PUBBLICHE e solo UN TERZO da mani PRIVATE, che evidentemente non si fidano molto della credibilità finanziaria dello zio Sam. E ora inizia a non fidarsi neppure il più grande creditore straniero degli Stati Uniti, la Bank of China, che dallo scorso anno ha iniziato a non comprare più i titoli del Tesoro Usa con lo stesso “entusiasmo” di un tempo: nel dicembre 2013 la Cina possedeva $1.270 miliardi di questi titoli, importo sceso a $1.244 miliardi nel dicembre 2014, pur continuando ad essere molto alto il suo surplus commerciale con gli Stati Uniti.</p>
<p style="text-align: justify;">Pertanto la risposta alla domanda (“perchè il costo dei titoli pubblici Usa sta salendo, mentre quello dei titoli pubblici dell&#8217;eurozona sta scendendo?”) è la seguente: la FED ha deciso lo scorso ottobre di chiudere le operazioni di QE, mentre la BCE le fa partire oggi. Ne consegue che il Tesoro Usa non ha più il sostegno della mano pubblica (cioè della FED e ora anche della Bank of China), mentre i titoli in euro&#8230;&#8230;..</p>
<p style="text-align: justify;">Adesso sembra che la FED voglia “minacciare” di alzare a giugno &#8211; dopo ben sette anni &#8211; il livello dei tassi d&#8217;interesse. Ma gli speculatori di Borsa urlano: NON FARLO ! E&#8217; evidente che ormai la Fed è “prigioniera” di Wall Street. Ma è sopratutto evidente che “stampare” credito per le banche con il QE serve poco all&#8217;economia reale, se poi le banche lo restituiscono alla Banca Centrale facendo aumentare le “riserve in eccesso” o se lo utilizzano solo per comprare titoli di Stato.</p>
<p style="text-align: justify;">Temo che lo stesso avverrà con il QE della BCE. Il cavallo tornerà a bere solo quando si creeranno le condizioni favorevoli per gli investimenti da parte delle imprese: meno risorse finanziarie bruciate dal settore pubblico dell&#8217;economia e meno risorse a disposizione di una selvaggia speculazione finanziaria, che andrebbe abolita per legge. Sino a oggi la storia dimostra che il QE è servito per lo più ad aggravare &#8211; in Giappone e negli Stati Uniti &#8211; entrambi i suddetti difetti. Chi continua a credere che il QE sia “miracoloso”, potrebbe presto restare deluso. Gli articifi contabili alla lunga non pagano.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Gruppo De Masi chiede danni per 215 Mln di Euro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Mar 2013 13:58:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Imponente richiesta di risarcimento danni in esecuzione della sentenza emessa dalla Corte Suprema di Cassazione. Il Gruppo De Masi ha chiesto, dinanzi al Tribunale di Palmi, la condanna della Banca d’Italia, della Banca Antonveneta, del Monte dei Paschi di Siena, della Banca Nazionale del Lavoro e della Banca di Roma, oggi Unicredit, al risarcimento dei danni, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Imponente richiesta di risarcimento danni in esecuzione della sentenza emessa dalla<strong> Corte Suprema di Cassazione.</strong> Il <span style="text-decoration: underline;">Gruppo De Masi ha chiesto, dinanzi al Tribunale di Palmi, la condanna della Banca d’Italia, della Banca Antonveneta, del Monte dei Paschi di Siena, della Banca Nazionale del Lavoro e della Banca di Roma, oggi Unicredit, al risarcimento dei danni, subiti a seguito dell’usura bancaria, e quantificati dal consulente in oltre 215 milioni di euro.</span></p>
<p style="text-align: justify;">PRIMO GIUDIZIO IN ITALIA INSTAURATO CONTRO BANCA D&#8217;ITALIA E MAGGIORI ISTITUTI DI CREDITO<br />
Si tratta del <strong>primo giudizio in Italia</strong> instaurato nei confronti dei <strong>maggiori Istituti di Credito e della medesima Banca d’Italia</strong> per ottenere tutti i danni conseguenti alle <strong>azioni  illecite poste in essere dalle medesime,</strong> <strong>con applicazione di tassi usurari,</strong> <strong>segnalazioni illegittime alla Centrale Rischi</strong>, <strong>depauperamento del patrimonio e della liquidità delle imprese. </strong><strong>Una vicenda</strong> che ha dell’incredibile e c<strong>he si concretizzerà presso il Tribunale di Palmi</strong> con la determinazione dell’esatto ammontare dei danni subiti dal predetto <strong>noto Gruppo imprenditoriale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">DENUNCIATO SISTEMA DI ILLEGALITA&#8217; BANCARIA CHE DEPAUPERAVA PATRIMONIO DEI CLIENTI<br />
In sostanza, è stato denunciato dall’<strong>imprenditore di Rizziconi un sistema di illegalità pura che ha consentito alle banche, negli anni, di costruire una vera e propria associazione tendente a depauperare il patrimonio dei propri clienti.</strong> Non una fatto isolato, ma un vero e proprio sistema illecito che ha consentito a tutte le banche di ricavare somme ingenti in danno dei poveri correntisti.</p>
<p style="text-align: justify;">NINO DE MASI: DIECI ANNI DI DURA LOTTA. ALLA FINE LA VITTORIA<br />
Son trascorsi quasi dieci anni dall’inizio della battaglia legale, ma alla fine <strong>il coraggioso imprenditore è riuscito</strong>, con l’assistenza degli <strong>avv. Antonio Mazzone, Giacomo ed Andrea Saccomanno,</strong> ad <strong>ottenere dei risultati incredibili:</strong> <strong>la condanna della maggiori banche italiane a risarcire tutti i danni subiti dalle aziende.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">NINO DE MASI: BANCHE CONDANNATE: UNA VICENDA STORICA<br />
Una vicenda storica che ha dimostrato come l’imprenditore del Sud sia fortemente vessato da un sistema mal funzionate e come sia impossibile poter fare impresa in un territorio dove <strong>il costo del denaro supera il 20-30 ed anche, a volte, il 40%!!<br />
</strong> Ma, la vicenda non pare possa chiudersi con la sola determinazione dei danni da parte del <strong>Tribunale a favore del Gruppo De Masi</strong>, in quanto altre iniziative sono state assunte dal pool dei legali per dimostrare la esistenza di una associazione che ha condizionato l’economia di una Nazione, determinando le strategie esclusivamente per ottenere i maggiori possibili ricavi e con una <strong>Banca d’Italia supina</strong> dinanzi ai comportamenti illeciti delle banche, componenti, però, del patrimonio della medesima e, quindi, <strong>quasi impossibilitata ad agire e compiere il proprio dovere di controllo e vigilanza</strong>. Limitandosi questa a delle semplici sanzioni amministrative. Sino ad oggi, pur in presenza di mille difficoltà, la battaglia del gruppo imprenditoriale di Rizziconi sta andando avanti con risultati sempre più lusinghieri. Vicini agli imprenditori onesti e coraggiosi attendiamo le prossime notizie.</p>
<p style="text-align: justify;">ILPARLAMENTARE.IT cerca ora di ricostruire i fatti per comprendere come si è giunti a questo grande risultato, inserendo tra le parole le immagini dei grandi protagonisti. Lo faremo proponendovi un servizio realizzato dal programma televisivo REPORT di RAITRE che ha ricostruito i fatti e trascritto le interviste. Qui, inseriremo quelli che riteniamo essere i grandi protagonisti di questa vicenda che, finalmente in Calabria, vede la vittoria sulle mafie da parte dell&#8217;imprenditoria onesta. Il miglior riscatto per una regione come la Calabria.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;"><strong>Per vedere direttamente la ricostruzione d</strong></span>i <strong><a title="Ricostruzione dei fatti a cura di REPORT - RAITRE" href="http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-c38f471c-f3aa-45e1-963b-0708d06b6129.html?refresh_ce" target="_blank">REPORT clicca QUI</a></strong></p>
<div style="text-align: center;"><strong>L&#8217;INTERVISTA  DI &#8220;REPORT&#8221; TRASCRITTA:<br />
Titolo “C’E’ CHI  DICE NO” : NINO DE MASI<br />
A cura di Luca Chianca </strong></div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;">NINO DE MASI  ­ Imprenditore: E  Mio padre 30 anni fa ha denunciato un’estorsione. 30 anni fa.</div>
<div style="text-align: justify;">LUCA CHIANCA ­ ­(fuori campo)  Gioia Tauro.  L’imprenditore Nino De  Masi vende macchinari agricoli in tutto il mondo.  Ma  questa è anche la prima azienda ad aver chiuso per mafia.</div>
<div>
<figure id="attachment_5680" aria-describedby="caption-attachment-5680" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="nino-de-masi" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nino-de-masi.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-5680" title="nino-de-masi" alt="L'Imprenditore Nino De Masi" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nino-de-masi.jpg" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nino-de-masi.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nino-de-masi-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nino-de-masi-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-5680" class="wp-caption-text">L&#8217;Imprenditore Nino De Masi</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">NINO DE MASI  ­ Imprenditore:  <strong>La nostra storia inizia molto prima di Libero Grasso</strong> e siamo stati messi sotto protezione da parte dello stato per un paio di mesi. Il colmo qual è stato: ci chiamò il prefetto e ci disse  che  dopo il casino che avevamo fatto non potevamo chiudere  quindi dovevamo rimanere  aperti per forza perché se no si sputtanava lo stato.</p>
<figure id="attachment_5681" aria-describedby="caption-attachment-5681" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="milena_gabanelli_report" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/milena_gabanelli_report.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-5681" title="milena_gabanelli_report" alt="Milena Gabanelli - Giornalista REPORT - RAITRE" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/milena_gabanelli_report.jpg" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/milena_gabanelli_report.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/milena_gabanelli_report-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/milena_gabanelli_report-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-5681" class="wp-caption-text">Milena Gabanelli &#8211; Giornalista REPORT &#8211; RAITRE</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">MILENA GABANELLI  (studio)  Nino De Masi ha detto no e ha deciso di riappropriarsi della propria vita, in una regione dove  è  difficile  fare  l’imprenditore  onesto e  per  un imprenditore  onesto è  addirittura  difficile  chiedere un prestito alle banche. Luca Chianca</p>
</div>
<div style="text-align: justify;">NINO DE MASI  ­Imprenditore  Il pizzo è una privazione di libertà, è il marchio a fuoco che c’hai un padrone che fa di te  quello  che  vuole. il rischio che io mi assumo è  un rischio che io faccio consapevolmente  sapendo bene che è in discussione non sono i soldi ma la libertà mia e dei miei figli.</div>
<div style="text-align: justify;">LUCA CHIANCA ­ ­(fuori campo) Tutto ha inizio 20 anni fa. Quando si sono presentati in azienda degli uomini per chiedergli il pizzo.</div>
<div style="text-align: justify;">NINO DE MASI  ­ Imprenditore  E quindi abbiamo detto non ci toccate perché noi reagiamo&#8230; quindi questo messaggio non</div>
<div style="text-align: justify;">ci toccate perché noi reagiamo poi grazie anche alla vicinanza delle istituzioni bene o male ci ha fatto passare come quell’azienda vicino allo Stato, come quell’azienda infame, mi scusi l’espressione.</div>
<div style="text-align: justify;">LUCA CHIANCA ­ ­(fuori campo)  Intorno all’azienda considerata  infame,  perché  il suo padrone  aveva  denunciato,  si costruisce un fortino. Che però non serve  a fermare la mafia  che  si presenta ancora una  volta a chiedere il pizzo. E De Masi torna in Procura.</div>
<div style="text-align: justify;">NINO DE MASI  ­ Imprenditore  Da  quella denuncia  che cosa avvenne  che è la  prima  volta intanto che  arrestarono della  gente  con il pacco dei  soldi in mano&#8230;  e  nell’area  industriale  di Gioia  Tauro il sistema  territorio si è rivoltato contro di me perché è come se io avessi infangato avessi collaborato e infangato il territorio facendo e dicendo delle cose false.</div>
<div style="text-align: justify;">MICHELE ALBANESE ­ Giornalista Quotidiano della Calabria:  Questo è  un Territorio estremamente  difficile  e  complicato.  Qui le  cosche  hanno sempre investito tra virgolette nelle attività commerciali e imprenditoriali.</div>
<div style="text-align: justify;">LUCA CHIANCA ­ ­(fuori campo) Certo è che Nino tira dritto, e quando mette insieme un consorzio di imprenditori, quello che  vuole è che le aziende colluse con la criminalità stiano fuori.</div>
<div style="text-align: justify;">NINO DE MASI  ­ Imprenditore:Io dissi al all’epoca vice questore dissi guardi io prima di far entrare le aziende in questo</div>
<div style="text-align: justify;">consorzio io voglio che  qualcuno mi dica  se  vanno bene  o male ma  al  di là  degli aspetti</div>
<div style="text-align: justify;">formali del certificato antimafia che è una presa per i fondelli. Io vi manderò delle liste e voi me le riportate indietro con un puntino. Se c’è il puntino vuol dire che non vi stanno bene.</div>
<div style="text-align: justify;">LUCA CHIANCA ­(fuori campo)  Era la prima volta che qualcuno si opponeva al sistema e il sistema si è messo di traverso.</div>
<div style="text-align: justify;">NINO DE MASI  ­ Imprenditore  In una assemblea mi è stato proposto di pagare il pizzo collettivo. Cioè visto che abbiamo il consorzio mettiamoci d’accordo per  pagare il pizzo collettivo e io gli dissi  voi siete pazzi tutti, io questa cosa non la farò mai.</div>
<div style="text-align: justify;">LUCA CHIANCA ­ ­(fuori campo)  Conseguenze pratiche? Per avere un allacciamento del gas davanti all’azienda ci mettono 3  anni. Poi ci pensano le banche a salassarlo.</div>
<div style="text-align: justify;">NINO DE MASI  ­Imprenditore:  Verificai che mi applicarono dei tassi del 35, 40, 38, 27% in funzione dei vari trimestri chiesi conto alla banca e la banca mi disse che ero un pazzo. Su delle linee di credito per circa 12,  13 milioni di euro pagai 6 milioni di oneri finanziari.</div>
<div style="text-align: justify;">LUCA CHIANCA ­ ­(fuori campo)  De Masi va di nuovo dai magistrati, stavolta per denunciare le Banche. Siamo nel 2003 e la  Procura  di Palmi,  porta a  giudizio i presidenti di Bnl,  Antonveneta  e Banca  di Roma. L’accusa è usura.</p>
<figure id="attachment_5686" aria-describedby="caption-attachment-5686" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="michele-albanese-giornalist" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/michele-albanese-giornalist1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-5686" title="michele-albanese-giornalist" alt="Michele Albanese - Giornalista Quotidiano della Calabria" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/michele-albanese-giornalist1.jpg" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/michele-albanese-giornalist1.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/michele-albanese-giornalist1-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/michele-albanese-giornalist1-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-5686" class="wp-caption-text">Michele Albanese &#8211; Giornalista Quotidiano della Calabria</figcaption></figure>
<p><strong>MICHELE ALBANESE</strong> ­ (Giornalista del Quotidiano della Calabria):  Ricordo quando arrivarono in aula big del  calibro di Abete, di Geronzi, seguiti da stuoli di avvocati di grido, è stato un fatto positivo che proprio in un piccolo tribunale di provincia  come quello di Palmi <strong>per la prima volta in Italia si è accertata l’usura da parte degli istituti bancari su una denuncia di un piccolo imprenditore</strong>.</p>
</div>
<div>
<figure id="attachment_5683" aria-describedby="caption-attachment-5683" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="giacomo-saccomanno" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giacomo-saccomanno1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-5683" title="giacomo-saccomanno" alt="Giacomo saccomanno - Avvocato dell'Imprenditore Nino De Masi" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giacomo-saccomanno1.jpg" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giacomo-saccomanno1.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giacomo-saccomanno1-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giacomo-saccomanno1-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-5683" class="wp-caption-text">Giacomo saccomanno &#8211; Avvocato dell&#8217;Imprenditore Nino De Masi</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;"><strong>GIACOMO SACCOMANNO</strong> – <strong>Avvocato di NINO DE MASI:</strong>  <strong>Pensi che io ero difensore delle banche e ho rinunciato a tutte le difese delle banche per  sostenere la posizione di De Masi che ho ritenuto che fosse più giusta rispetto agli interessi della collettività. </strong></p>
</div>
<div style="text-align: justify;">LUCA CHIANCA ­ ­(fuori campo)  Il tribunale di Palmi li ha assolti per non aver commesso il fatto, ma ha riconosciuto che il sistema bancario ha applicato tassi usurai.</div>
<div style="text-align: justify;">NINO DE MASI  ­ Imprenditore: Il Presidente del tribunale ha chiesto: “ma insomma, ma chi ha fatto queste cose”? Alla fine il Pubblico Ministero ha detto, dopo una serie di interrogatori: “è stato il computer, perché  tutti dicevano il computer, il software”.</div>
<div style="text-align: justify;">LUCA CHIANCA ­ ­(fuori campo)  La procura non può che appellarsi contro una sentenza che accusa il computer. Intanto che la giustizia fa il suo corso De Masi è diventato un punto di riferimento per i lavoratori della  zona, perché a Gioia Tauro è uno dei pochi imprenditori che non ha chiuso.</div>
<div style="text-align: justify;">SANTO BIONDO ­ Segretario UILM Reggio Calabria:  De Masi è l’emblema di quello che in Calabria non siamo capaci di fare. Cioè noi, come dire,  ci indigniamo nel momento in cui sul piano nazionale vengono accentuate dall’esterno negatività  del territorio.  Ebbene  noi non siamo capaci,  e  questo è  un appello che  faccioanche alla politica, alle istituzioni e anche al sindacato a livelli regionali, di valorizzare ciò che di buono abbiamo in Calabria.</div>
<div style="text-align: justify;">PASQUALE MARINO ­ Segretario FIOM­CGIL Gioia Tauro:  Io gli ho detto che lui è un coraggioso pazzo a denunciare le banche perché purtroppo si è  messo il potere economico e finanziario contro.</div>
<div style="text-align: justify;">LUCA CHIANCA ­ ­(fuori campo)  Nonostante il Tribunale di Reggio Calabria abbia  confermato che De  Masi fosse  vittima di usura, quando chiede un mutuo agevolato al commissario antiracket gli viene negato.</div>
<div style="text-align: justify;">NINO DE MASI  ­Imprenditore: Alla  fine  stanco di tutto ciò chiedo al  Tribunale  Amministrativo di commissariare  il commissario antiracket,  ottengo,  per  la  prima  volta in Italia, il commissariamento del commissario antiracket.</div>
<div style="text-align: justify;">LUCA CHIANCA ­­(fuori campo)  C’è voluta un’altra sentenza per fargli ottenere i  soldi dal fondo antiusura.</div>
<div style="text-align: justify;">NINO DE MASI  ­ Imprenditore: Lavoro senza banche, lavoro con i miei soldi e ciò è un sistema incredibile. Ieri io ho avuto dei clienti che venivano dalla Turchia per comprare delle macchine cosa che gli ho venduto e  tenga conto alle loro domande di una lettera di credito di pagamento con lettera di credito differita  io gli ho detto no soldi cash.  Io sono uno che  si permette  dei lussi che  sono inimmaginabili e incredibili che vende solo per pagamento contante anticipato cioè capisce e  vendo macchine agricole.</div>
<div style="text-align: justify;"> MICHELE ALBANESE ­ Giornalista Quotidiano della Calabria:  Significa esporre pezzi dell’economia a commercianti e imprenditori, a rivolgersi agli usurai.</div>
<div style="text-align: justify;">NINO DE MASI  ­Imprenditore:  La goccia che ha fatto traboccare il vaso guardi è una sola. Quando Banca D’Italia scrive e  mi dice caro signor De Masi noi abbiamo preso atto delle sue denunce e noi abbiamo chiesto partendo dalle sue lettere abbiamo chiesto alle banche se hanno fatto illegalità e le banche  hanno detto di no. Io ho risposto bene, bravi, complimenti, se voi andate a dirgli a uno che  commette un crimine “tu hai commesso un crimine?” è normale che questo ti dice di no.  Sto cercando di illudermi di un futuro diverso, di un futuro migliore…però io sto facendo la  mia parte tenga conto non so dove andrà a finire. Ironicamente ho detto a mia moglie l’altro giorno, perché anche la mia famiglia è molto preoccupata per me, ho detto guarda non ti preoccupare  che  se mi succede qualcosa  sicuramente mi intitoleranno una  strada. Non le  dico la risposta&#8230;</div>
<div style="text-align: justify;">LUCA CHIANCA  E cosa ha risposto?</div>
<div style="text-align: justify;">NINO DE MASI  ­ Imprenditore:  <strong>Mi ha mandato a fare in culo…  </strong><br />
MILENA GABANELLI  – STUDIO  Non si ferma nemmeno davanti a  questo il trattore  De Masi.  Comunque  dopo le  sue  denuncie  finalmente  anche  in Sicilia  a  Caltanisetta  alla  fine  di marzo i rappresentanti di Confartigianato,  Cia, Confagricoltura, Confindustria e Confesercenti, hanno deciso di costituirsi parte civile nei processi contro le  banche che  applicano tassi usurai nei prestiti concessi agli imprenditori del territorio.<br />
<strong>Grazie De Masi</strong></div>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
					
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		<title>Discorso del Presidente non convince le Imprese: una Cittadina scrive a Giorgio Napolitano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Jan 2013 22:49:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[anna maria de rose]]></category>
		<category><![CDATA[Banche]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
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					<description><![CDATA[ComunicareITALIA &#8211; Redazione Cosenza 07 Gennaio &#8211; 2013 &#8211; Anna Maria De Rose è Coordinatrice Nazionale del &#8220;Movimento per la Dieta Mediterranea, il Cibo Sano e la Salute&#8221;, un Movimento di successo e di recente costituzione che del diritto alla Salute e al Cibo Sano per tutti, ne sta facendo una seria battaglia che avrà importanti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_5356" aria-describedby="caption-attachment-5356" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="Giorgio-Napolitano-2 (2)" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giorgio-Napolitano-2-2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-5356" title="Giorgio-Napolitano-2 (2)" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giorgio-Napolitano-2-2.jpg" alt="Il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giorgio-Napolitano-2-2.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giorgio-Napolitano-2-2-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giorgio-Napolitano-2-2-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-5356" class="wp-caption-text">Il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano</figcaption></figure>
<p>ComunicareITALIA &#8211; Redazione Cosenza 07 Gennaio &#8211; 2013 &#8211;<strong> Anna Maria De Rose </strong>è Coordinatrice Nazionale del <strong>&#8220;Movimento per la Dieta Mediterranea, il Cibo Sano e la Salute&#8221;, u</strong>n Movimento di successo e di recente costituzione che del diritto alla Salute e al Cibo Sano per tutti, ne sta facendo una seria battaglia che avrà importanti ricadute a vantaggio delle <strong>Aziende Contadine italiane</strong>.<br />
<strong>Anna Maria De Rose</strong> di professione Dottore Commercialista, tocca con mano le reali difficoltà delle <strong>PMI &#8211; Piccole e Medie Imprese </strong>e, non convinta di alcuni argomenti affrontati da <strong>Giorgio Napolitano</strong> nel suo discorso di Capodanno, decide di rivolgersi al PARLAMENTARE.IT che volentieri pubblica la sua lettera certo di offrire al Presidente della Repubblica e non solo, un oggettivo contributo alla politica italiana che non ci pare abbia compreso ancora molto come si producono posti di lavoro.</p>
<figure id="attachment_5357" aria-describedby="caption-attachment-5357" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="annamaria-de-rose" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/annamaria-de-rose.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-5357" title="annamaria-de-rose" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/annamaria-de-rose.jpg" alt="Anna Maria De Rose - Dottore Commercialista - Coordinatrice Nazionale del &quot;Movimento per la Dieta Mediterranea il Cibo Sano e la Salute&quot;" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/annamaria-de-rose.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/annamaria-de-rose-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/annamaria-de-rose-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-5357" class="wp-caption-text">Anna Maria De Rose - Dottore Commercialista - Coordinatrice Nazionale del &quot;Movimento per la Dieta Mediterranea il Cibo Sano e la Salute&quot;</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Illustrissimo Signor Presidente</strong>, ho ascoltato con molta attenzione il suo discorso di fine anno e, dopo avere riflettuto, avverto l&#8217;esigenza di esternarle alcune considerazioni personali.<br />
Ho deciso di rendere pubblico il mio pensiero poiché il particolare momento della storia politica italiana necessita del contributo attivo di  tutti noi cittadini, soprattutto di coloro i quali hanno responsabilità. E io, da Donna, madre, nonché da Commercialista figlia di Commercialista e Direttore di Banca, ritengo di averne non solo verso i miei figli ma anche nei confronti di PMI che seguo nelle loro oggettive difficoltà, dovute alla cattiva gestione del Paese da parte della Politica italiana.</p>
<p style="text-align: justify;">In premessa Le confermo il mio più alto senso di stima nei suoi confronti e dell&#8217;Alta Istituzione che Lei rappresenta.  Scrivo da Cittadina Italiana residente in Calabria e non iscritta a nessun partito o movimento  politico.</p>
<p style="text-align: justify;">Inizio con l’augurare anche io buon anno alle nostre forze dell’ordine, sia a quelle che operano in Italia che all’Estero. Invio un sincero augurio alle loro famiglie che ogni giorno vivono con la costante preoccupazione che i loro cari non ritornino a casa.</p>
<p style="text-align: justify;">La decisione di scriverle questa lettera aperta si riferisce in modo particolare a quella parte del suo discorso nella quale afferma che: <strong><em>“Importante è che soprattutto tra i giovani si manifesti insieme con la polemica e l’indignazione, la voglia di reagire, la volontà di partecipare a un moto di cambiamento e di aprirsi delle strade </em></strong><em>(ANSA)</em><strong><em>” .</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Mi permetto dire, Signor Presidente, di essere profondamente delusa e indignata sia per l&#8217;attuale situazione italiana che “politici” prima e “tecnici“ poi hanno contribuito a creare; sia per alcuni brani del suo discorso ove Lei testualmente afferma che <strong><em>“si deve agire distribuendo meglio, subito, i pesi dello sforzo di risanamento indispensabile, definendo in modo meno indiscriminato e automatico sia gli inasprimenti fiscali sia i tagli alla spesa pubblica”.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Se Lei ritiene quindi che questa possa essere la strada salvifica dell&#8217;Economia italiana, sorge spontaneo chiedersi:</p>
<ol>
<li style="text-align: justify;">perché non è intervenuto con immediatezza fermando i vari decreti <strong>“SalvaItalia”</strong> che hanno contribuito sì a salvare l’Italia dal baratro sia contestualmente a far entrare in recessione il paese?</li>
<li style="text-align: justify;">perché non è intervenuto quando il <strong>Ministro Fornero</strong> ha fatto la sua splendida riforma lasciando senza pensione gli<strong> “esodati”</strong> e bloccando le rivalutazioni delle pensioni per due anni a titolari di pensioni non certo d’oro?</li>
<li style="text-align: justify;">Perché non è intervenuto quando la BCE concedeva prestiti alle banche anche italiane ad un tasso di interesse di favore affinché queste li investissero a sostegno delle PMI per garantire un maggiore accesso al credito, ed al contrario le stesse utilizzavano il danaro per acquistare il nostro debito pubblico? Qualcuno dirà che è servito per salvare l’Italia a me pare che gli Istituti di Credito in questione  hanno acquistato denaro ad un tasso dell’1% e lo hanno investito in operazioni di borsa senza rischi che hanno reso mediamente il 7-8%.</li>
<li style="text-align: justify;">Perché quando le PMI venivano spazzate via dalla crisi come lei stesso afferma e dal peso delle imposte da pagare non ha suggerito ad <strong>Equitalia</strong> di allentare la presa concedendo magari maggiori dilazioni di pagamento o fermando per un periodo di tempo i pignoramenti mobiliari e immobiliari che costituiscono morte certa per un’impresa, morte causata nella maggior parte dei casi da uno Stato inadempiente e da una pubblica amministrazione inefficiente?</li>
<li style="text-align: justify;">A proposito del rilancio dell’economia  del Mezzogiorno dell’Italia attraverso le Startup innovative per i giovani, invece Signor Presidente, mi chiedo come mai non abbia disposto immediati interventi in merito alla questione più volte denunciata dalla Stampa in merito alle Società SGR  (pubblicata anche da www.ilparlamentare.it ndr). Eppure ricordo bene le Sue parole in Calabria, Signor Presidente, quando augurava al Sud una nuova classe politica e i suoi molti auspici a che si desse finalmente spazio ai giovani capaci. Come mai nessuno è intervenuto quando, ad esempio per la <strong>Società SGR</strong> <strong>Imi Fondi Chiusi – Fondo atlante Ventures </strong>alle dipendenze   il cui allora Amministratore Delegato era il Ministro Corrado Passera, sono state denunciate gravissime anomalie nella valutazione dei Fondi? Non erano forse questi i fondi che sarebbero dovuti andare ai giovani?</li>
<li style="text-align: justify;">Non per ultimo, ma per non profittare di chi intenderà offrirmi spazio, vorrei affrontare la questione del Cibo Sano: come lei sa Coldiretti ha recentemente denunciato che  molti Cittadini, in modo particolare le Famiglie numerose e la maggior parte dei pensionati, sono costretti dalla crisi ad acquistare nei discount. Contestualmente l&#8217;Italia subisce una perpetua frode che ammonta a circa 80 miliardi di euro l&#8217;anno dovuto all&#8217;immissione sul mercato del falso Made in Italy. Mentre la prima sta lentamente uccidendo le persone poiché il cibo di scarsa qualità produce malattie alla persona e danno alla Sanità Nazionale, la seconda sta uccidendo l&#8217;Economia nazionale delle PMI del settore Agroalimentare che vendono sempre meno. La mia domanda è questa: cosa ha fatto il Governo a parte che acquisire i dati offerti da Coldiretti visto che le cose stanno sempre peggio?</li>
<li style="text-align: justify;">La questione &#8220;Rosarno&#8221;. Basta la parola. Per avere un&#8217;idea chiara di come si comporta la politica italia, Signor Presidente, non bisogna leggere sui giornali le dichiarazioni della politica. E&#8217; sufficiente rivolgere la propria attenzione sulla questione Rosarno. Se Rosarno migliora significa che la politica sta cambiando. Se Rosarno rimane inascoltata, allora significa che la politica ha fallito ancora.</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">Poche righe per dirle che il sistema italia è, molto evidentemente, ingolfato e sta facendo morire l&#8217;Impresa italiana.<br />
Ma come avviene quotidianamente l&#8217;esecuzione a morte dell&#8217;Impresa italiana? Mi permetto evidenziarlo in 10 punti che dovrebbero rappresentare l&#8217;ispirazione di un vero e proprio programma politico delle prossime elezioni:</p>
<ol style="text-align: justify;">
<li>Mancati incassi dalla Pubblica amministrazione e da privati</li>
<li>Mancato pagamento delle imposte e dei contributi previdenziali per mancanza di fondi</li>
<li>Mancata concessione del DURC</li>
<li>Mancata possibilità di incassare da parte dell’Impresa dalla Pubblica Amministrazione per la mancata esibizione del DURC</li>
<li>Mancato accesso al credito per finanziamenti a breve e lungo termine a causa della classificazione dell’impresa a classi di rating insufficienti dovuta anche  ai pignoramenti subiti da Equitalia</li>
<li>Fallimento dell’impresa</li>
<li>Posti di lavoro persi</li>
<li>Cassa integrazione</li>
<li>Aumento della spesa pubblica</li>
<li>Manovre correttive dello Stato&#8230;.. e così via&#8230;., per non continuare all’infinito.</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;"><strong>La cosa più sconcertante</strong>, Signor Presidente, <strong>non è che</strong> <strong>non vi è stato alcun provvedimento</strong> da parte della nostra classe politica alla riduzione significativa dei privilegi dei parlamentari che continuano a sperperare denaro pubblico, oppure il dato (increscioso ndr) che <strong>il Quirinale costi il doppio di Buckingam Palace </strong>(<strong><a href="http://www.liberoquotidiano.it/news/Politica/1004236/Il-Colle-costa-il-doppio-di-Buckingham-Palace.html" target="_blank">vedi qui ndr</a></strong>) oppure &#8211; se vero quanto riportato dalla Stampa &#8211; che Lei stesso mentre il Governo sottraeva ingiustamente dalle pensioni della povera gente e dalle famiglie, riceveva un aumento di stipendio di 8.835 Euro in più (<strong><a href="http://www.liberoquotidiano.it/news/politica/1134168/Napolitano-si-alza-lo-stipendio--il-Quirinale-smentisce--ecco-il-documento-che-lo-inchioda.html" target="_blank">vedi Libero.it</a></strong>). La cosa davvero grave, invece, è che nessuno, e neanche il Colle, mentre i Cittadini italiani e gli imprenditori si toglievano la vita e mentre la pressione della crisi cresceva condizionando tutto il sistema bancario in rapporto al lavoro delle Imprese, nessuno ha chiesto ad Equitalia di allentare la morsa, almeno per un ragionevole periodo, indispensabile per combattere e resistere alla crisi. No, si è dovuti giungere ai morti per suicidio. Per questo, Signor Presidente, mi dov&#8217;è l&#8217;Etica in questa forma politica? E dov&#8217;è la ragione in una parte delle sue parole.</p>
<p style="text-align: justify;">In tutto questo le nostre forze dell’ordine, invece, rischiano la vita tra mafia, ndrangheta, corruzione, evasione, concussione dovendo esercitare, molte volte, la professione in ambienti di lavoro mortificanti e senza risorse.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questo, se è vero come lei afferma che <em><strong>“il disprezzo e il rifiuto delle politica non porta da nessuna parte che è pura negatività e sterilità”</strong></em>  è anche vero allo stesso tempo, che il popolo, la gente comune, quella che io definisco “normale”, quella che non ha Santi in Paradiso, quella che si alza la mattina per andare a lavorare e/o a <strong>cercare un lavoro che non c’è</strong>, è stanca di ascoltare moralismi ed incitazioni ad una reazione contro un nemico invisibile che ci governa e che negli ultimi tempi è stato chiamato <strong>“Spread”.<br />
</strong>Spero Signor Presidente, e questo è il mio sincero augurio, che lei voglia lasciare all&#8217;Italia un bel ricordo dei suoi ultimi anni di carriera politica e istituzionale adoperandosi per dare l&#8217;esempio di un vero, grande, profondo mutamento della Politica in un servizio per il bene comune. Ma, purtroppo, sia lei che io, sappiamo che non sarà così.</p>
<p style="text-align: justify;">Con sincera stima.<br />
Dott.ssa Anna Maria De Rose</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda noi de ILPARLAMENTARE.IT ci sentiamo di aggiungere un pensiero del Sommo Pontefice: Se nell&#8217;attuale crisi economica si combatte lo <strong>&#8221;spread&#8221; finanziario</strong>, bisogna combattere anche quello <strong>&#8221;del benessere sociale&#8221;</strong>, e porre freno alle <strong>&#8221;crescenti differenze fra pochi, sempre piu&#8217; ricchi, e molti, irrimediabilmente piu&#8217; poveri&#8221;</strong>. Lo ha affermato Benedetto XVI nel suo discorso al Corpo Diplomatico.</p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
					
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