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	<title>aziende &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>L&#8217;Ue con Draghi, linea dura per le aziende inadempienti</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2021/02/lue-con-draghi-linea-dura-per-le-aziende-inadempienti/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Feb 2021 07:56:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
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					<description><![CDATA[a cura della Redazione/ Al summit europeo i 26 sposano la linea di Mario Draghi: bisogna accelerare sui vaccini penalizzando le Big Pharma inadempienti sulle forniture. E, con l&#8217;apertura di Angela Merkel, trovano un primo accordo per il via libera ai passaporti vaccinali, quei certificati che potranno consentire a chi ha ricevuto le dosi di [&#8230;]]]></description>
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<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">a cura della Redazione/</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Al summit europeo i 26 sposano la linea di Mario Draghi</strong>: bisogna accelerare sui vaccini penalizzando le Big Pharma inadempienti sulle forniture. E, con l&#8217;apertura di Angela Merkel, trovano un primo accordo per il via libera ai passaporti vaccinali, quei certificati che potranno consentire a chi ha ricevuto le dosi di muoversi e viaggiare. Vanno fatti entro tre mesi, è stato l&#8217;impegno politico. Con 51,5 milioni di dosi di vaccini distribuiti complessivamente nell&#8217;Unione a fine febbraio, e solo l&#8217;8% di europei che hanno ricevuto almeno la prima immunizzazione, i capi di Stato e di governo hanno chiesto che la Commissione adotti un approccio più rigido nell&#8217;applicazione del controllo dell&#8217;export per quelle aziende farmaceutiche che non rispettano i patti. &#8220;Non sarà un blocco dell&#8217;export&#8221;, ha detto Emmanuel Macron, &#8220;perché questo comporterebbe una frammentazione della produzione mondiale&#8221;.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/summit-426x270.jpg" alt="" class="wp-image-15438" width="688" height="436" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/summit-426x270.jpg 426w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/summit-300x190.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/summit-696x441.jpg 696w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/summit.jpg 700w" sizes="(max-width: 688px) 100vw, 688px" /><figcaption>Italian Prime Minister, Mario Draghi, attends a EU Council two-days video conference on the COVID-19 pandemic, 25 February 2021. EU leaders will take stock of the epidemiological situation. They will continue working to coordinate the response to the COVID-19 pandemic, focusing in particular on the authorisation, production and distribution of vaccines and the movement of persons. Foto ANSA/CHIGI PALACE PRESS CONFERENCE/FILIPPO ATTILI </figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Ma la strada è quella di penalizzare chi non rispetta le consegne. Un <strong>chiaro messaggio per AstraZeneca</strong>, che sembra aver favorito Regno Unito e Israele, a discapito dell&#8217;Unione, e di cui si narra vi siano svariati milioni di dosi in mano ad intermediari pronti a servire il miglior offerente. D&#8217;altra parte le giustificazioni del <strong>Ceo Pascal Soriot</strong>, che sulla graticola del Parlamento europeo ha confermato la distribuzione di solo 40 milioni di dosi entro marzo e la sforbiciata del 60%, hanno inferto un nuovo colpo alla pazienza dei leader. L&#8217;obiettivo, come ribadito dalla presidente dell&#8217;Esecutivo comunitario <strong>Ursula Von Der Leyen</strong>, resta quello di immunizzare il 70% della popolazione adulta, ovvero 255 milioni di persone entro fine estate, ma i grafici presentati sulle dosi previste in consegna nel secondo e nel terzo trimestre, come rilevato da Draghi, non rassicurano, perché non offrono certezza. Von der Leyen ha illustrato un grafico a colori ma privo di numeri, secondo il quale nel secondo trimestre si potrebbe raggiungere la consegna di qualcosa vicino a 600 milioni di dosi, tra quelle confermate, da confermare e di vaccini ancora da autorizzare. Ed il numero nel terzo trimestre dovrebbe salire fino a circa un miliardo e mezzo, ma sempre tra quanto deciso, pendente e sieri ancora da approvare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Insomma, il quadro è ancora piuttosto vago. Invece serve certezza sulla data delle consegne, come messo nero su bianco nella dichiarazione congiunta dai 27, sollecitando ad &#8220;un&#8217;accelerazione sull&#8217;autorizzazione, la produzione, e la distribuzione&#8221; dei sieri, con l&#8217;endorsement al lavoro compiuto dalla task force guidata dal commissario Thierry Breton, che punta ad ampliare il numero di impianti coinvolti nella filiera, attualmente 41. &#8220;I passi avanti si vedono già, con le nuove produzioni di BioNtech in Austria e Germania. In particolare la fabbrica di Marburg potrebbe arrivare alla produzione di un miliardo di dosi per luglio&#8221;, ha annunciato Von der Leyen.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E proprio riguardo alle manifatture, secondo una mappa presentata dalla presidente, l&#8217;Italia potrà giocare un ruolo di primo piano, con due siti per il &#8216;fill and finish&#8217;, il confezionamento dei prodotti iniettabili. Bisogna correre di più con le immunizzazioni per rallentare il dilagare delle varianti, ha insistito Draghi, e richiamando gli esempi del Regno Unito e degli Stati Uniti, che tengono ben stretti i loro vaccini, ha chiesto perché l&#8217;Europa non faccia altrettanto. Su questa scia, pur dando il suo sostegno al Covax, lo strumento per l&#8217;accesso globale ai vaccini anti-Covid, il premier italiano ha messo in rilevo il problema di credibilità nei confronti dei cittadini europei, che non capiscono donazioni in questo momento in cui l&#8217;Unione è ancora troppo indietro con le sue immunizzazioni. Sul tema del passaporto Covid, come sottolineato dal presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, nonostante restino vari interrogativi, la strada è aperta. L&#8217;obiettivo è scongiurare &#8220;misure unilaterali&#8221;, come quelle ventilate dal cancelliere austriaco, Sebastian Kurz, e dal greco Kyriakos Mitsotakis. Ora serviranno tre mesi per lo sviluppo tecnico di un sistema interoperabile europeo, la base necessaria per un pass per tornare a viaggiare, e dare una boccata di ossigeno alle economie che vivono di turismo. Paesi del sud in testa.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Fonte © Copyright ANSA</strong></p>
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		<title>Don Ennio Stamile, Libera: a Corruzione opporre classe politica sana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 May 2017 20:43:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
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					<description><![CDATA[a cura di Don Ennio Stamile/ Non mi sono meravigliato più di tanto nel leggere le statistiche sul fenomeno della corruzione divulgate qualche giorno fa dalla &#8220;Ey Fraud Survey&#8221; in un rapporto biennale curato da Ernest &#38; Young, una delle quattro società di revisione contabile e consulenza a livello mondiale. Lo studio, che si concentra [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_11509" aria-describedby="caption-attachment-11509" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/don-ennio-stamile1.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-11509" alt="Don Ennio Stamile" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/don-ennio-stamile1.jpg" width="800" height="531" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/don-ennio-stamile1.jpg 800w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/don-ennio-stamile1-300x199.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/don-ennio-stamile1-406x270.jpg 406w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><figcaption id="caption-attachment-11509" class="wp-caption-text">Don Ennio Stamile &#8211; Referente di &#8220;Libera Calabria&#8221;</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: center;">a cura di <strong>Don Ennio Stamile</strong>/</p>
<p style="text-align: justify;">Non mi sono meravigliato più di tanto nel leggere le statistiche sul <strong>fenomeno della corruzione</strong> divulgate qualche giorno fa dalla &#8220;<em>Ey Fraud Survey</em>&#8221; in un rapporto biennale curato da <strong>Ernest &amp; Young</strong>, una delle quattro società di revisione contabile e consulenza a livello mondiale. Lo studio, che si concentra sull&#8217;attività di imprese private operanti in 41 Paesi, pone, tra l&#8217;altro, l&#8217;attenzione sull&#8217;importanza dell&#8217;anticorruzione nelle aziende, essendo organizzazioni composte da uomini, è indispensabile  inserire al loro interno una scala di valori. In questi ultimi anni le grandi multinazionali e gran parte delle imprese, danno molta importanza, come è giusto che sia, alla responsabilità sociale ed ambientale per non arrecare danni all&#8217;ambiente in cui viene svolta l&#8217;attività. Al di là delle interessanti annotazioni circa il futuro delle aziende soprattuto dopo l&#8217;elezione di <strong>Trump</strong> che rappresenta un motivo di incertezza ed al contempo di sfida per chi vuole fare business, ciò che come dicevo all&#8217;inizio non mi ha sorpreso è conoscere cosa ne pensano i giovani dai 25 ai 34 anni di età riguardo al fenomeno della corruzione. Ebbene, il 73% di essi ritiene plausibile o quantomeno giustificabile ricorrere alla corruzione per far carriera sia dentro che fuori dalle stesse imprese. Insomma, la cosiddetta <strong>generazione Y o Millenials</strong>, non solo guarda con tolleranza alle operazioni  poco corrette delle proprie aziende, ma il 68% è convinto che il management sia disposto a porre in essere comportamenti poco etici pur di fare business. Non a caso il 25 % dei giovani sarebbe disposto a pagare bustarelle pur di far mantenere in vita un&#8217;attività di impresa. Se tutto ciò accade nel mondo delle imprese figuriamoci in quello della politica!</p>
<p style="text-align: justify;">Sebbene dal 2012, anno in cui finalmente venne varata la legge anticorruzione, l&#8217;Italia abbia guadagnato ben 12 posizioni nella classifica delle percezione della corruzione raggiungendo il 60esimo posto a livello mondiale, si piazza al terzultimo posto in Europa per l&#8217;indice di corruzione percepita. Davanti a noi solo Grecia e Bulgaria. Che dire poi circa i dati forniti da tre economisti italiani (<strong>Oriana Bandiera, Tommaso Valletti, Andrea Prat</strong>) pubblicato sull&#8217;American economic review, secondo il quale in Italia su 100 euro di sprechi, 83 sono dovuti ad inefficienza, 17 alla corruzione. Giustamente, G. Galeazzo ed I. Lombardo ritengono che &#8220;<em>tale criterio di calcolo potrebbe essere la base sistematica per valutare il peso dei danni subiti dalla pubblica amministrazione se solo il Governo istituisse un gruppo di lavoro incaricato di replicare lo schema</em>&#8220;. Ma sappiamo bene che in Italia si pensa ad altro! Sarebbe interessante a questo punto leggere i programmi elettorali delle liste che concorrono al rinnovo dei consigli comunali di 83 comuni sparsi per la Calabria, cinque di essi (Catanzaro, Acri, Gioia Tauro, Palmi e Paola) sopra i 15.000 abitanti. Quale attenzione è stata data a temi come la lotta alla corruzione, alla trasparenza, ai beni confiscati, all&#8217;impegno di costituirsi parte civile nei processi contro le &#8216;ndrine? Con quale impiego di risorse, obbiettivi e verifiche periodiche? Questi ed altri come sappiamo, sono ambiti che vedono impegnate diverse realtà in Italia tra cui <strong>Libera</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il coordinamento provinciale di Catanzaro, consapevole che l&#8217;ente comunale è uno degli organi amministrativi più a rischio di infiltrazioni mafiose e di corruzione, ma contemporaneamente rappresenta il primo e fondamentale baluardo per tener fuori dalle logiche amministrative, corrotti, corruttori e collusi, ha diramato una nota stampa prima che iniziasse la campagna elettorale nella quale &#8220;<em>vengono auspicate candidature di manifesta integrità e senza macchia</em>&#8220;. &#8220;<em>In particolare</em> &#8211; continua la nota  &#8211; <em>chiediamo sin da subito che tutte le forze politiche, qualunque sia il loro colore, scelgano al loro interno candidati di specchiata integrità e moralità, a partire dai candidati a sindaco, degni di rappresentarci e decidere per tutti noi in rispetto dell’articolo 54 della Costituzione</em>”. Se è sacrosanta la presunzione di innocenza, &#8220;<em>Libera Catanzaro auspica che la città non debba confrontarsi con quei candidati che hanno condanne, o procedimenti giudiziari in corso per reati di particolare rilevanza sociale vista la funzione pubblica da esercitare, oltre che per mafia e corruzione. Chiediamo poi che le forze politiche, fin da questa fase, considerino l’apertura alla società civile e il ruolo della cittadinanza attiva come una opportunità irrinunciabile</em>&#8220;. Sappiamo quanto sia difficile, soprattutto per i partiti tradizionali, rinunciare a certe logiche di appartenenza, a pacchetti di voti magari facendo passare anche il nuovo come ciò che tale non è o lo è solo anagraficamente. Perché quel candidato, ancorché giovane, si è costruito, o si sta costruendo &#8211; con la vergognosa complicità di chi ha responsabilità direttive in quel determinato partito, o politico-amministrative nella compagine regionale &#8211; un futuro politico sulla base di famiglie con pacchetti di voti ben consolidati nel corso degli anni, frutto di collusioni, corruzioni, comparaggi, appartenenze o semplici prestazioni sanitarie e/o servizi pubblici elargiti a mo&#8217; di favore personale. Insomma il famigerato odioso, disdicevole e disonorevole, voto di scambio.</p>
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		<title>Il Welfare aziendale: nuove soluzioni per le aziende, opportunità, vantaggi e prospettive</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Feb 2017 18:00:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dalle Regioni]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/allianz-cosenza.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-11880" alt="allianz-cosenza" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/allianz-cosenza.jpg" width="779" height="478" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/allianz-cosenza.jpg 779w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/allianz-cosenza-300x184.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/allianz-cosenza-440x270.jpg 440w" sizes="(max-width: 779px) 100vw, 779px" /></a><br />
Si svolgerà domani 28 febbraio alle 15.30 nella sede di <strong>Confindustria</strong> <strong>Cosenza</strong>, il convegno organizzato da <strong>Allianz Agenzia Cosenza di Ernesto Giuffrida</strong> per promuovere <strong>Previndustria spa </strong>e<strong> </strong>per cogliere le opportunità della legge di stabilità 2017 che conferma ed estende le linee di azione avviate dal nostro Paese in materia di welfare aziendale e conciliazione famiglia-lavoro. Previndustria SpA è una Società nata dalla forza di Allianz e dal valore di Confindustria per individuare o proporre la realizzazione di soluzioni assicurative dedicate alle imprese Associate ed al loro management, nonché la definizione di pacchetti welfare dedicati.</p>
<p style="text-align: justify;">COSA PREVEDE LA MANOVRA FINANZIARIA<br />
La manovra finanziaria prevede<b> l’estensione del campo di applicazione delle agevolazioni per l’erogazione dei premi di produttività e potenzia il ruolo del welfare aziendale</b>. Già nella legge di stabilità 2016 si prevedeva la possibilità per i dipendenti di ricevere premi di risultato e partecipazioni agli utili godendo di un’aliquota sostitutiva del 10%, oppure di convertire lo stesso premio in beni e servizi di welfare godendo delle agevolazioni fiscali previste dall’art. 51 del TUIR (Testo unico delle imposte sui redditi)<b> </b>senza cioè che tali servizi concorressero alla formazione del reddito da lavoro dipendente, entro specifici limiti.</p>
<p style="text-align: justify;">Si punta a consolidare il percorso intrapreso ampliando il raggio dei beneficiari e gli importi dei premi: il tetto massimo di reddito di lavoro dipendente che consente l’accesso alla tassazione agevolata viene innalzato <b>da 50.000 a 80.000 euro</b>; gli importi dei premi erogabili aumentano <b>da 2.000 a 3.000 euro</b> nella generalità dei casi, e da <b>2.500 a 4.000</b> per le aziende che coinvolgono pariteticamente i lavoratori nell’organizzazione del lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre <b>si amplia il ventaglio dei servizi ricompresi nell’art.51 del TUIR</b>, che già era stato aggiornato lo scorso anno includendo tutti i servizi per l’infanzia e aprendo ai servizi di cura per familiari anziani o non autosufficienti. “All’articolo 51, comma 2, del TUIR – si legge nel testo della Legge di Stabilità 2017 &#8211; sono inseriti i contributi e i premi versati dal datore di lavoro a favore della generalità dei dipendenti o di categorie di dipendenti per prestazioni, anche in forma assicurativa, aventi per oggetto <b>il rischio di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana, o aventi per oggetto il rischio di gravi patologie</b>”. Si specifica inoltre che non concorrono a formare il reddito di lavoro dipendente, né sono soggetti all’imposta sostitutiva disciplinata i contributi alle forme pensionistiche complementari e i contributi di assistenza sanitaria <b>anche se eccedenti i limiti precedentemente vigenti</b>, rispettivamente 5.164,57 euro e 3.615,20 euro.</p>
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