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	<title>arcangelo badolati &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Arcangelo Badolati: “Santisti &#038; &#8216;Ndrine. Narcos, massoni deviati e killer a contratto&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jul 2018 23:28:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antimafia&Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Antimafia]]></category>
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					<description><![CDATA[“Santisti &#38; &#8216;ndrine. Narcos, massoni deviati e killer a contratto” è il titolo del libro di Arcangelo Badolati, giornalista, edito dalla Pellegrini di Cosenza (350 pagine). Il volume, dedicato ai cronisti Luigi Malafarina e Giuseppe Parrello, Maestri del secolo scorso, racconta gli affari segreti, i patti inconfessabili ed i grandi investimenti dei boss della mafia [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;">
<figure id="attachment_13445" aria-describedby="caption-attachment-13445" style="width: 900px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/arcangelo-badolati2.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-13445" alt="Arcangelo Badolati - Giornalista e Scrittore" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/arcangelo-badolati2.jpg" width="900" height="500" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/arcangelo-badolati2.jpg 900w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/arcangelo-badolati2-300x166.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/arcangelo-badolati2-480x266.jpg 480w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /></a><figcaption id="caption-attachment-13445" class="wp-caption-text">Arcangelo Badolati &#8211; Giornalista e Scrittore</figcaption></figure>
<p><strong>“Santisti &amp; &#8216;ndrine.</strong> <strong>Narcos, massoni deviati e killer a contratto”</strong> è il titolo del libro di<strong> Arcangelo Badolati,</strong> giornalista, edito dalla <strong>Pellegrini di Cosenza</strong> (350 pagine). Il volume, dedicato ai cronisti <strong>Luigi Malafarina e Giuseppe Parrello, Maestri</strong> del secolo scorso, racconta gli affari segreti, i patti inconfessabili ed i grandi investimenti dei boss della mafia calabrese in Europa, Nordamerica e Australia.</p>
</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;">
<p>Badolati, che coordina l’<strong>Osservatorio nazionale sui fenomeni mafiosi “Falcone- Borsellino”</strong>, svela le infiltrazioni compiute dai padrini della ndrangheta nelle logge massoniche deviate, i rapporti stabiliti negli ultimi quarant’anni con i centri occulti di potere e ricostruisce anche tutti gli interessi coltivati nel <strong>Mediterraneo e nel Corno d’Africa</strong> dalle consorterie mafiose nel settore dello <strong>stoccaggio illegale di scorie radioattive e rifiuti tossici.</strong></p>
<figure id="attachment_13444" aria-describedby="caption-attachment-13444" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/unnamed-5.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-13444" alt="SANTISTI&amp;'NDRINE - di Arcangelo Badolati" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/unnamed-5.jpg" width="800" height="1157" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/unnamed-5.jpg 800w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/unnamed-5-207x300.jpg 207w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/unnamed-5-186x270.jpg 186w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/unnamed-5-300x433.jpg 300w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><figcaption id="caption-attachment-13444" class="wp-caption-text">SANTISTI&amp;&#8217;NDRINE &#8211; di Arcangelo Badolati</figcaption></figure>
<p><strong>Il libro rivela i retroscena della morte del generale Enrico Mino</strong>, comandante dell’Arma, deceduto in circostanze sospette in Calabria nel 1977 e delle uccisioni avvenute in Somalia di medici, militari, sacerdoti, giornalisti e volontari che s’erano interessati del traffico di rifiuti. L’autore ricostruisce, inoltre, tutta l’inesplorata storia della ndrangheta stragista responsabile prima dell’attentato compiuto contro il treno <strong>“Freccia del Sole” a Gioia Tauro</strong> e, poi, degli attentati compiuti tra il 1993 e il 1994 <strong>contro i carabinieri a Reggio e Scilla.</strong> Emergono nel libro tutti i rapporti con i corleonesi di Totò Riina, con i fratelli Graviano e viene evidenziato il contenuto di una riunione riservata tenuta a Nicotera nel 1992 prima delle stragi consumate da Cosa Nostra a Milano, Firenze e Roma.</p>
<p>Lo scrittore, dedica poi dei capitoli specifici ai <strong>“don” calabresi più celebri:</strong> da Santo Scidone di Palmi a Mico Tripodo di Sambatello passando per Antonio Macrì di Siderno e Girolamo Piromalli di Gioia Tauro. Interessante e piena di spunti e rivelazioni sensazionali la parte del volume dedicata ai “don” calabresi affermatisi Oltreoceano: Frank Yale, Frank Costello, Albert Anastasia, Peter Callipari, Joe Musolino, Rocco Perri, Jim Colosimi, Vic Cotroni, Paul Violi, Domenico Italiano.</p>
<figure id="attachment_13446" aria-describedby="caption-attachment-13446" style="width: 900px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/arcangelo-badolati-2.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-13446" alt="Arcangelo Badolati - Giornalista e Scrittore" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/arcangelo-badolati-2.jpg" width="900" height="500" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/arcangelo-badolati-2.jpg 900w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/arcangelo-badolati-2-300x166.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/arcangelo-badolati-2-480x266.jpg 480w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /></a><figcaption id="caption-attachment-13446" class="wp-caption-text">Arcangelo Badolati &#8211; Giornalista e Scrittore</figcaption></figure>
<p>Ai narcos calabresi è dedicata una parte del testo nella quale vengono ricostruite le storie di Roberto Pannunzi, Nicola Assisi, Pasquale Marando e Domenico Trimboli e i rapporti avuti dagli ndranghetisti con Pablo Escobar Gaviria, Joaquin el Chapo Guzman e Salvatore Mancuso. Approfondimenti analitici vengono compiuti dall’autore sulle infiltrazioni della ndrangheta in Germania e, soprattutto, in Slovacchia con una straordinaria ricostruzione dei retroscena dell’omicidio del giornalista di Bratislava Jan Kuciak assassinato insieme con la fidanzata mentre lavorava ad una inchiesta sui rapporti tra il partito dell’ex premier Robert Fico ed i calabresi.</p>
<p><strong>Badolati racconta inoltre delle azioni dei più celebri sicari a “contratto”</strong> dal calabro-napoletano Frank “the dasher” Abbandando di New York fino ad arrivare a Marco Gallo, ritenuto responsabile dell’omicidio dell’avvocato Francesco Pagliuso a Lamezia Terme. Per la prima volta i killer mafiosi vengono svelati attraverso le loro confessioni: compiendo un viaggio nella banalità del male, lo scrittore pubblica infatti quanto rivelato in ordine ai delitti commessi da Annunziato Raso, Antonio Zagari, Saverio Morabito, Umile Arturi, Franco Bevilacqua fino ad arrivare ad un feroce sicario, Aldo Acri, che chiusa la parentesi criminale ha abbracciato la fede cattolica fino a desiderare di diventare diacono.</p>
</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<blockquote>
<div style="text-align: justify;">Leggendo questa parte del volume si ha contezza di come ragionino gli “azionisti” della mafia calabrese e di cosa provino al momento della esecuzione degli omicidi.</div>
</blockquote>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;">Il testo ripercorre anche la stagione <strong>delle autobomba in Calabria</strong> usate contro imprenditori e la crudele soppressione di numerosi ex collaboratori di giustizia: da Salvatore Marasco di Rosarno a Pasquale Gagliostro di Palmi. Alle donne è poi riservata la parte centrale del volume: dalle “ribelli” che hanno lasciato i clan accusando familiari e amici, alle coraggiose testimoni di giustizia come Rosaria Scarpulla, madre di Matteo Vinci ucciso con un’autobomba a Limbadi e Peppina Mercuri, madre di Nino e Peppino Mercuri, ammazzati a San Ferdinando. Poi le donne boss, capaci di gestire intere consorterie in sostituzione di mariti e fratelli finiti dietro le sbarre. Infine la demolizione del mito della ndrangheta: lo scrittore dimostra che la setta cui la mafia calabrese fa da sempre riferimento – la Garduna spagnola – non è in effetti mai esistita. <strong>La setta iberica fu inventata da una scrittrice tedesca, Irene de Suberwick,</strong> che scrisse un libro nell’Ottocento firmandosi con un nome maschile spagnolo, Victor De Fereal. Il contenuto del volume divenne molto popolare tanto da alimentare il mito della “Garduna” che venne fatto proprio dalle organizzazioni criminali meridionali. Insomma, la ndrangheta che fa della cosiddetta <strong>“ominità”</strong> uno dei suoi principali cardini, poggia tutta la sua leggendaria nascita sulla incredibile e beffarda creatività di una donna…</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
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		<title>&#8220;Stragi Delitti e Misteri&#8221; il libro di Arcangelo Badolati</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2011/05/stragi-delitti-e-misteri-il-libro-di-arcangelo-badolati/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 May 2011 16:48:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La Calabria crocevia di molti misteri italiani. Luogo in cui s&#8217;incrociano le storie del comandante generale dell&#8217;Arma, Enrico Mino, morto misteriosamente a bordo di un elicottero caduto sul monte Covello in provincia di Catanzaro e del terrorista neofascista Franco Freda, rimasto latitante a Reggio Calabria e poi aiutato dalla &#8216;ndrangheta a fuggire in Costarica. La [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-1919" title="Arcangelo Badolati" alt="" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/arcangelo-badolati1.jpg" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/arcangelo-badolati1.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/arcangelo-badolati1-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/arcangelo-badolati1-250x140.jpg 250w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/arcangelo-badolati1-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" />La Calabria</strong> crocevia di molti misteri italiani. Luogo in cui s&#8217;incrociano le storie del comandante generale dell&#8217;Arma, <strong>Enrico Mino</strong>, morto misteriosamente a bordo di un elicottero caduto sul monte Covello in provincia di Catanzaro e del terrorista neofascista <strong>Franco Freda</strong>, rimasto latitante a <strong>Reggio Calabria</strong> e poi aiutato dalla &#8216;ndrangheta a fuggire in Costarica.<br />
<strong>La Calabria</strong> come terra in cui viene concluso un patto scellerato tra la destra eversiva guidata dal principe nero <strong>Junio Valerio Borghese</strong> e le cosche della mafia calabrese e siciliana per portare a termine un colpo di stato.<br />
<strong>La Calabria</strong> terra nella quale viene compiuta una delle stragi impunite che affollano il nostro Paese, quella provocata dal deragliamento del treno &#8220;Freccia del Sud&#8221; a Gioia Tauro che costò la vita a molte persone. Una strage coperta da depistaggi di ogni tipo ora svelati in tutta la loro diabolicità.<br />
<strong>La Calabria</strong> testimone pure della strage di Ustica perchè luogo nel quale finì il Mig libico abbattuto dai caccia occidentali che puntavano ad uccidere Muammar Gheddafi. La Calabria teatro d&#8217;un terribile delitto rimasto impunito: l&#8217;uccisione di una studentessa universitaria, Roberta Lanzino, violentata e uccisa in un giorno d&#8217;estate mentre andava al mare in motorino. Di tutto questo parla il volume &#8220;<strong>Stragi, delitti e misteri</strong>&#8221; edito dalla <strong>Pellegrini</strong> nella collana &#8220;<strong>Mafie</strong>&#8221; diretta da <strong>Antonio Nicaso</strong>. Il testo, scritto da <strong>Arcangelo Badolati</strong>, caposervizio del quotidiano <strong>Gazzetta del Sud</strong> e autore di altri 12 libri sui fenomeni criminali calabresi, consta di 237 pagine e reca la <strong>prefazione</strong> del <strong>procuratore aggiunto antimafia</strong> di <strong>Reggio Calabria</strong>, <strong>Nicola Gratteri</strong> e l&#8217;introduzione dell&#8217;inviato della Rai, <strong>Pietro Melia</strong>. Il volume sarà presentato venerdì 20, alle 16,30, nella sala della Camera di Commercio di Cosenza. Saranno presenti il prefetto della città dei Bruzi, <strong>Raffaele Cannizzaro</strong>, i procuratori della Repubblica di Paola, <strong>Bruno Giordano</strong>; di Castrovillari, <strong>Franco Giacomantonio</strong>; di Cosenza, <strong>Dario Granieri</strong>; di Rossano, <strong>Leonardo Leone de Castris</strong>, il pm antimafia della Dda di Catanzaro, <strong>Vincenzo Luberto</strong>, il procuratore aggiunto antimafia di Reggio Calabria, <strong>Nicola Gratteri</strong>; <strong>padre Michele Cordiano</strong>, responsabile della <strong>Fondazione &#8220;Cuore Immacolato di Maria &#8211; Rifugio delle anime&#8221;</strong> fondata da <strong>Natuzza Evolo</strong>, <strong>cui andranno tutti i diritti di autore dell&#8217;opera</strong>, l&#8217;inviato della Rai, Pietro Melia. L&#8217;incontro, che sarà introdotto dal presidente della Unione delle Camere di Commercio calabresi, <strong>Giuseppe Gaglioti</strong>, verrà moderato da <strong>Attilio Sabato</strong>, consigliere nazionale dell&#8217;Ordine dei giornalisti e direttore di Teleuropa network. Interverranno, inoltre, il provveditore agli Studi, Luigi Troccoli, ed i rappresentanti di tutte le scuole medie superiori del Cosentino.<br />
<strong>Arcangelo Badolati</strong> nel volume rivela, attraverso testimonianze e documenti, i retroscena della tragica morte del comandante generale dei carabinieri, Enrico Mino, ricostruendo il contesto storico, politico e criminale di quegli anni. L&#8217;alto ufficiale che temeva d&#8217;essere ucciso, aveva gestito la difficile fase della fuga dall&#8217;ospedale militare di Roma del criminale nazista Herbert Kappler, stava lavorando a un progetto di riforma dell&#8217;Arma ed era autore del rapporto che svelava l&#8217;appartenenza alla massoneria deviata di alti prelati del Vaticano. Mino era arrivato in Calabria per fare il punto sulla lotta alla &#8216;ndrangheta ed i sequestri di persona. L&#8217;elicottero su cui viaggiava si schiantò alla pendici del Monte Covello a causa &#8211; si disse all&#8217;epoca &#8211; della nebbia.<br />
Nel libro vengono poi ripercorse tutte le fasi della strage di Ustica e del misterioso ritrovamento, il 18 luglio del 1980, in Sila, di un Mig libico.<br />
<strong>Arcangelo Badolati</strong> riporta le rivelazioni fatte, poco prima di morire, dal presidente emerito della Repubblica, <strong>Francesco Cossiga</strong> e da <strong>Massimo Ciancimino</strong>, figlio dell&#8217;ex sindaco di Palermo, Vito. Non solo: in relazione al Mig presenta decine di testimonianze che confermano come la data di ritrovamento del velivolo militare non coincida con quella della reale caduta. Nel testo sono inoltre riportati documenti dei servizi segreti ed i risultati delle indagini svolte dal giudice istruttore Rosario Priore.<br />
Alla strategia della tensione ed ai rapporti tra la criminalità organizzata calabrese e la destra eversiva e golpista sono poi dedicate decine di pagine con testimonianze dirette dei protagonisti dell&#8217;epoca che riferiscono del progetto di colpo di stato che avrebbe dovuto coinvolgere i mafiosi locali e quelli siciliani e gli uomini del principe Junio Valerio Borghese. In merito sono anche riportate le dichiarazioni rese dal capo dei corleonesi Luciano Liggio, da <strong>Tommaso Buscetta</strong>, dal mammasantissima reggino, Giacomo Ubaldo Lauro, dall&#8217;ordinovista Vincenzo Vinciguerra. In questo complesso contesto venne pure pianificata la strage di Gioia Tauro. Una strage provocata con una carica di esplosivo ­- come rivelato allo scrittore da uno degli autori &#8211; e fatta invece passare all&#8217;epoca come un deragliamento del treno la &#8220;Freccia del Sud&#8221; provocato da un guasto meccanico.<br />
<strong>Arcangelo Badolati</strong> produce confessioni e relazioni tecniche che dimostrano definitivamente il contrario. Ampio spazio è poi dedicato ad una superloggia massonica istituita a Reggio Calabria con l&#8217;avallo del neofascista Franco Freda e del boss palermitano Stefano Bontate, che avrebbe dovuto controllare appalti e politica in riva allo Stretto. Il terrorista nero si nascose nella città calabrese per lungo tempo come rivela il pentito Filippo Barreca e venne aiutato ad espatriare dalla &#8216;ndrangheta. Badolati riporta le dichiarazioni di Barreca e le lettere che Freda scrisse ai suoi complici calabresi quando già si trovava in centro America.<br />
A un &#8220;giallo&#8221; rimasto per più di vent&#8217;anni insoluto è dedicato l&#8217;ultimo capitolo. L&#8217;autore ricostruisce, infatti, la dinamica dell&#8217;assassinio di Roberta Lanzino, una studentessa universitaria violentata e uccisa nel luglio del 1988 lungo la strada che collega Rende a San Lucido. Per il delitto, grazie a un&#8217;abile opera di depistaggio smascherata da Badolati, vennero incriminati e mandati a giudizio tre pastori innocenti. Grazie alle confessioni rese dall&#8217;ex capobastone di Cosenza, Franco Pino, e alle testimonianze del fratello di una donna strangolata nel 1990 perchè a conoscenza dei nomi dei veri autori del barbaro crimine, lo scrittore disegna lo scenario reale entro il quale maturò il delitto. Nel libro vi sono le dichiarazioni del padre di Luigi Carbone, scomparso per lupara bianca, e indicato come uno degli assassini della studentessa, che accusa il complice del figlio. Toccante, infine, quanto testimoniato a Badolati dai genitori della studentessa che sperano di ottenere finalmente giustizia.</p>
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		<title>Arcangelo Badolati: il nuovo libro. Prefazione di Nicola Gratteri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Feb 2011 18:59:43 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1372" title="arcangelo-badolati" alt="" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/arcangelo-badolati-300x198.jpg" width="300" height="198" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/arcangelo-badolati-300x198.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/arcangelo-badolati-250x165.jpg 250w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/arcangelo-badolati-120x80.jpg 120w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/arcangelo-badolati.jpg 400w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />La Calabria crocevia di molti misteri italiani</strong>. Luogo in cui s&#8217;incrociano le storie del comandante generale dell&#8217;Arma, <strong>Enrico Mino</strong>, morto misteriosamente a bordo di un elicottero caduto sul monte Covello in provincia di Catanzaro e del terrorista neofascista <strong>Franco Freda</strong>, rimasto latitante a Reggio Calabria e poi aiutato dalla &#8216;ndrangheta a fuggire in Costarica. La Calabria come terra in cui viene concluso un patto scellerato tra la destra eversiva guidata dal principe nero <strong>Junio Valerio Borghese</strong> e le cosche della mafia calabrese e siciliana per portare a termine un colpo di stato. La Calabria terra nella quale viene compiuta una delle stragi impunite che affollano il nostro Paese, quella provocata dal deragliamento del treno &#8220;<strong>Freccia del Sud</strong>&#8221; a Gioia Tauro che costò la vita a molte persone. Una strage coperta da depistaggi di ogni tipo ora svelati in tutta la loro diabolicità. La Calabria testimone pure della strage di Ustica perchè luogo nel quale finì il Mig libico abbattuto dai caccia occidentali che puntavano ad uccidere <strong>Muammar Gheddafi</strong>. La Calabria teatro d&#8217;un terribile delitto rimasto impunito: l&#8217;uccisione di una studentessa universitaria, <strong>Roberta Lanzino</strong>, violentata e uccisa in un giorno d&#8217;estate mentre andava al mare in motorino. Di tutto questo parla il volume &#8220;<strong>Stragi, delitti e misteri</strong>&#8221; edito dalla <strong>Pellegrini</strong> nella <strong>collana &#8220;Mafie&#8221; </strong>diretta da <strong>Antonio Nicaso</strong>. Il testo, scritto da <strong>Arcangelo Badolati</strong> caposervizio del quotidiano Gazzetta del Sud e autore di altri 12 libri sui fenomeni criminali calabresi, consta di 237 pagine e reca la prefazione del procuratore aggiunto antimafia di Reggio Calabria, <strong>Nicola Gratteri</strong>. Badolati rivela, attraverso testimonianze e documenti, i retroscena della tragica morte del comandante generale dei carabinieri, Enrico Mino, ricostruendo il contesto storico, politico e criminale di quegli anni. L&#8217;alto ufficiale che temeva d&#8217;essere ucciso, aveva gestito la difficile fase della fuga dall&#8217;ospedale militare di Roma del criminale nazista <strong>Herbert Kappler</strong>, stava lavorando a un progetto di riforma dell&#8217;Arma ed era autore del rapporto che svelava l&#8217;appartenenza alla massoneria deviata di alti prelati del Vaticano. Mino era arrivato in Calabria per fare il punto sulla lotta alla &#8216;ndrangheta ed i sequestri di persona. L&#8217;elicottero su cui viaggiava si schiantò alla pendici del Monte Covello a causa &#8211; si disse all&#8217;epoca &#8211; della nebbia. Nel libro vengono poi ripercorse tutte le fasi della strage di Ustica e del misterioso ritrovamento, il 18 luglio del 1980, in Sila, di un <strong>Mig libico</strong>. Badolati riporta le rivelazioni fatte, poco prima di morire, dal presidente emerito della Repubblica, <strong>Francesco Cossiga </strong>e<strong> da Massimo Ciancimino</strong>, figlio dell&#8217;ex sindaco di Palermo, Vito. Non solo: in relazione al Mig presenta decine di testimonianze che confermano come la data di ritrovamento del velivolo militare non coincida con quella della reale caduta. Nel testo sono inoltre riportati documenti dei servizi segreti ed i risultati delle indagini svolte dal giudice istruttore <strong>Rosario Priore</strong>. Alla strategia della tensione ed ai rapporti tra la criminalità organizzata calabrese e la destra eversiva e golpista sono poi dedicate decine di pagine con testimonianze dirette dei protagonisti dell&#8217;epoca che riferiscono del progetto di colpo di stato che avrebbe dovuto coinvolgere i mafiosi locali e quelli siciliani e gli uomini del principe <strong>Junio Valerio Borghese</strong>. In merito sono anche riportate le dichiarazioni rese dal capo dei corleonesi <strong>Luciano Liggio</strong>, da <strong>Tommaso Buscetta</strong>, dal mammasantissima reggino, <strong>Giacomo Ubaldo Lauro</strong>, dall&#8217;ordinovista <strong>Vincenzo Vinciguerra</strong>. In questo complesso contesto venne pure pianificata la strage di Gioia Tauro. Una strage provocata con una carica di esplosivo &#8211; come rivelato allo scrittore da uno degli autori &#8211; e fatta invece passare all&#8217;epoca come un deragliamento del treno la &#8220;Freccia del Sud&#8221; provocato da un guasto meccanico. Badolati produce confessioni e relazioni tecniche che dimostrano definitivamente il contrario. Ampio spazio è poi dedicato ad una superloggia massonica istituita a Reggio Calabria con l&#8217;avallo del neofascista <strong>Franco Freda</strong> e del boss palermitano <strong>Stefano Bontate</strong>, che avrebbe dovuto controllare appalti e politica in riva allo Stretto. Il terrorista nero si nascose nella città calabrese per lungo tempo come rivela il pentito <strong>Filippo Barreca</strong> e venne aiutato ad espatriare dalla &#8216;ndrangheta. Badolati riporta le dichiarazioni di Barreca e le lettere che Freda scrisse ai suoi complici calabresi quando già si trovava in centro America. A un &#8220;giallo&#8221; rimasto per più di vent&#8217;anni insoluto è dedicato l&#8217;ultimo capitolo. L&#8217;autore ricostruisce, infatti, la dinamica dell&#8217;assassinio di <strong>Roberta Lanzino</strong>, una studentessa universitaria violentata e uccisa nel luglio del 1988 lungo la strada che collega Rende a San Lucido. Per il delitto, grazie a un&#8217;abile opera di depistaggio smascherata da Badolati, vennero incriminati e mandati a giudizio tre pastori innocenti. Grazie alle confessioni rese dall&#8217;ex capobastone di Cosenza, Franco Pino, e alle testimonianze del fratello di una donna strangolata nel 1990 perchè a conoscenza dei nomi dei veri autori del barbaro crimine, lo scrittore disegna lo scenario reale entro il quale maturò il delitto. Nel libro vi sono le dichiarazioni del padre di Luigi Carbone, scomparso per lupara bianca, e indicato come uno degli assassini della studentessa, che accusa il complice del figlio. Toccante, infine, quanto testimoniato a Badolati dai genitori della studentessa che sperano di ottenere finalmente giustizia. Il volume è dedicato al giornalista Mauro De Mauro scomparso per lupara bianca a Palermo nel settembre 1970. De Mauro aveva scoperto che si stava programmando un Golpe in Italia. L&#8217;Autore Arcangelo Badolati, giornalista professionista, laureato in Giurisprudenza, è caposervizio del quotidiano “<strong>Gazzetta del Sud</strong>”. Autore di numerose pubblicazioni sulle devianze criminali e i misteri calabresi, ha seguito, negli ultimi venti anni, i più importanti processi celebrati in Calabria. È componente del Centro di documentazione e ricerca sul fenomeno mafioso della Università della Calabria ed ha collaborato con il “Tempo” di Roma, “L’Indipendente” di Milano e l’Agenzia giornalistica Italia (Agi). È autore, inoltre, con Marisa Fallico, di “Nera di Calabria”, una delle trasmissioni televisive più seguite della regione.<br />
Ha pubblicato: I segreti dei boss (2001); Malandrini (2002); Omicidi nel Cosentino ’98-2001 (2002); Sette casi per sette delitti (2003); Il Mig delle bugie (2005); il Mammasantissima (2006); Crimini (2007); ’Ndrangheta eversiva (2007); I segreti dei boss &#8211; II vol. (2008); Faide (2009); Banditi e Schiave (2009); La Giustizia italiana raccontata ad un alieno (2010)</p>
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