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	<title>Antonio Nicaso &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Storia segreta della &#8216;ndrangheta, il libro di Nicola Gratteri e Antonio Nicaso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Nov 2018 16:04:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un libro che è allo stesso tempo un grido d&#8217;allarme e una dichiarazione di guerra: è &#8220;Storia segreta della &#8216;ndrangheta&#8221; (Le Scie, Mondadori) che martedì 27 novembre, a partire dalle ore 10,30, verrà presentato a Roma, presenti il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri, lo storico delle organizzazioni criminali Antonio Nicaso e gli studenti di alcuni [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_13854" aria-describedby="caption-attachment-13854" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Nicaso-Gratteri-web.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-13854" alt="Nicaso-Gratteri" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Nicaso-Gratteri-web.jpg" width="800" height="572" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Nicaso-Gratteri-web.jpg 800w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Nicaso-Gratteri-web-300x214.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Nicaso-Gratteri-web-377x270.jpg 377w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><figcaption id="caption-attachment-13854" class="wp-caption-text">Nicola Gratteri e Antonio Nicaso</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Un libro che è allo stesso tempo un grido d&#8217;allarme e una dichiarazione di guerra: è &#8220;<strong>Storia segreta della &#8216;ndrangheta&#8221;</strong> (Le Scie, Mondadori) che martedì 27 novembre, a partire dalle ore 10,30, verrà presentato a Roma, presenti il <strong>procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri</strong>, lo storico delle organizzazioni criminali <strong>Antonio Nicaso</strong> e gli studenti di alcuni istituti superiori. Accanto agli autori, sul palco del <strong>Teatro Vittoria</strong>, il presidente della Regione Lazio<strong> Nicola Zingaretti</strong> e il presidente dell&#8217;Osservatorio per la Legalità e la Sicurezza <strong>Gianpiero Cioffredi</strong>. L&#8217;incontro, condotto dai <strong>giornalisti Paola Bottero e Alessandro Russo,</strong> darà spazio anche alle sollecitazioni e alle domande degli studenti. Il libro, scritto a due mani dal <strong>magistrato antimafia</strong> e da uno tra i massimi esperti di &#8216;ndrangheta, appena uscito è già stato ristampato ed è l&#8217;ultimo di una serie di fortunati volumi con cui i due autori hanno svelato al mondo i meccanismi della mafia calabrese, &#8220;una delle organizzazioni criminali più pericolose e potenti del pianeta, con un fatturato annuo di diverse decine di miliardi di euro, in gran parte provenienti dal traffico internazionale di cocaina&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/animafiagratteri-nicaso.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-13855" alt="'Storia segreta della 'ndrangheta&quot; a Roma: Gratteri incontra gli studenti al Teatro Vittoria con Zingaretti" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/animafiagratteri-nicaso.jpg" width="700" height="400" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/animafiagratteri-nicaso.jpg 700w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/animafiagratteri-nicaso-300x171.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/animafiagratteri-nicaso-472x270.jpg 472w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>&#8220;Grazie alla sua enorme capacità di stringere relazioni con il potere &#8211; spiegano gli autori &#8211; la &#8216;ndrangheta si è radicata in quasi tutti i continenti e ha assunto una dimensione &#8220;globale&#8221;, in un singolare connubio di tradizione e adattabilità, forza d&#8217;urto e mediazione, logiche tribali e cointeressenze politico-finanziarie. Ma<strong> la &#8216;ndrangheta è anche, incredibilmente, l&#8217;organizzazione mafiosa meno conosciuta,</strong> tanto che non molti anni fa, prima della strage di Duisburg in Germania, era ancora considerata una versione casereccia e &#8220;stracciona&#8221; di Cosa nostra&#8221;. &#8220;Storia segreta della &#8216;ndrangheta&#8221; intende far capire quanto necessario sia combattere con ogni mezzo questo &#8220;mostruoso animale giurassico che non si estingue, perché sono ancora in tanti a proteggerlo, a tutelarlo e a legittimarlo&#8221;, e spezzare quell&#8217;oscuro grumo di potere che continua ad alimentarlo.</p>
<p>Fonte Ansa</p>
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		<title>Nicola Gratteri parlerà con Antonio Nicaso di &#8220;Padrini e Padroni&#8221; agli studenti dell&#8217;UNICAL</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 May 2017 12:55:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antimafia&Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Antimafia]]></category>
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					<description><![CDATA[Lunedì 5 Giugno in Aula Caldora, presso l&#8217;Università della Calabria, si svolgerà un incontro-dibattito col Magistrato Nicola Gratteri, attuale Procuratore della Repubblica di Catanzaro. Gratteri, da sempre impegnato nella lotta alla criminalità organizzata, presenterà il libro scritto in collaborazione con Antonio Nicaso &#8220;Padrini e Padroni &#8211; Come la &#8216;ndrangheta è diventata classe dirigente&#8221;, cui seguirà [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_12061" aria-describedby="caption-attachment-12061" style="width: 900px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nicola-gratteri4.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-12061" alt="nicola-gratteri procuratore-catanzaro" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nicola-gratteri4.jpg" width="900" height="600" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nicola-gratteri4.jpg 900w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nicola-gratteri4-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nicola-gratteri4-405x270.jpg 405w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /></a><figcaption id="caption-attachment-12061" class="wp-caption-text">Il Procuratore Capo della Procura della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Lunedì 5 Giugno in Aula Caldora, presso l&#8217;Università della Calabria, si svolgerà un incontro-dibattito col Magistrato <strong>Nicola Gratteri</strong>, attuale <strong>Procuratore della Repubblica di Catanzaro</strong>. Gratteri, da sempre impegnato nella lotta alla criminalità organizzata, presenterà il libro scritto in collaborazione con <strong>Antonio Nicaso</strong> <em>&#8220;Padrini e Padroni &#8211; Come la &#8216;ndrangheta è diventata classe dirigente&#8221;</em>, cui seguirà un incontro-dibattito aperto con gli studenti dell&#8217;Unical.</p>
<p style="text-align: justify;">Continua a ritmo serrato <strong>l&#8217;impegno di Nicola Gratteri</strong> e <strong>Antonio Nicaso tra i Giovani</strong>. A pochi giorni dal successo della presentazione del libro <strong>&#8220;L&#8217;inganno della Mafia&#8221;</strong> presentato da <strong>RAI Eri</strong>, questa volta saranno gli universitari a confrontarsi con il Magistrato su temi scottanti come quello dell&#8217;infiltrazione della &#8216;ndrangheta nella classe dirigente.</p>
<p style="text-align: justify;">A moderare l&#8217;incontro con gli studenti sarà <strong>Arcangelo Badolati</strong> capo redattore della Gazzetta del Sud.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;evento è stato promosso dal <strong>Rotaract Club Rende</strong> e dall&#8217;associazione studentesca &#8220;<strong>AS.S.I.</strong> <strong>(Associazione Studenti Ingegneria)</strong>&#8220;. L&#8217;inizio del convegno è previsto per le ore 15:30, mentre sarà possibile accedere alla sala dalle ore 14:30. L&#8217;ingresso è aperto a tutti gli interessati.</p>
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		<title>&#8220;Stragi Delitti e Misteri&#8221; il libro di Arcangelo Badolati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 May 2011 16:48:50 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-1919" title="Arcangelo Badolati" alt="" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/arcangelo-badolati1.jpg" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/arcangelo-badolati1.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/arcangelo-badolati1-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/arcangelo-badolati1-250x140.jpg 250w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/arcangelo-badolati1-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" />La Calabria</strong> crocevia di molti misteri italiani. Luogo in cui s&#8217;incrociano le storie del comandante generale dell&#8217;Arma, <strong>Enrico Mino</strong>, morto misteriosamente a bordo di un elicottero caduto sul monte Covello in provincia di Catanzaro e del terrorista neofascista <strong>Franco Freda</strong>, rimasto latitante a <strong>Reggio Calabria</strong> e poi aiutato dalla &#8216;ndrangheta a fuggire in Costarica.<br />
<strong>La Calabria</strong> come terra in cui viene concluso un patto scellerato tra la destra eversiva guidata dal principe nero <strong>Junio Valerio Borghese</strong> e le cosche della mafia calabrese e siciliana per portare a termine un colpo di stato.<br />
<strong>La Calabria</strong> terra nella quale viene compiuta una delle stragi impunite che affollano il nostro Paese, quella provocata dal deragliamento del treno &#8220;Freccia del Sud&#8221; a Gioia Tauro che costò la vita a molte persone. Una strage coperta da depistaggi di ogni tipo ora svelati in tutta la loro diabolicità.<br />
<strong>La Calabria</strong> testimone pure della strage di Ustica perchè luogo nel quale finì il Mig libico abbattuto dai caccia occidentali che puntavano ad uccidere Muammar Gheddafi. La Calabria teatro d&#8217;un terribile delitto rimasto impunito: l&#8217;uccisione di una studentessa universitaria, Roberta Lanzino, violentata e uccisa in un giorno d&#8217;estate mentre andava al mare in motorino. Di tutto questo parla il volume &#8220;<strong>Stragi, delitti e misteri</strong>&#8221; edito dalla <strong>Pellegrini</strong> nella collana &#8220;<strong>Mafie</strong>&#8221; diretta da <strong>Antonio Nicaso</strong>. Il testo, scritto da <strong>Arcangelo Badolati</strong>, caposervizio del quotidiano <strong>Gazzetta del Sud</strong> e autore di altri 12 libri sui fenomeni criminali calabresi, consta di 237 pagine e reca la <strong>prefazione</strong> del <strong>procuratore aggiunto antimafia</strong> di <strong>Reggio Calabria</strong>, <strong>Nicola Gratteri</strong> e l&#8217;introduzione dell&#8217;inviato della Rai, <strong>Pietro Melia</strong>. Il volume sarà presentato venerdì 20, alle 16,30, nella sala della Camera di Commercio di Cosenza. Saranno presenti il prefetto della città dei Bruzi, <strong>Raffaele Cannizzaro</strong>, i procuratori della Repubblica di Paola, <strong>Bruno Giordano</strong>; di Castrovillari, <strong>Franco Giacomantonio</strong>; di Cosenza, <strong>Dario Granieri</strong>; di Rossano, <strong>Leonardo Leone de Castris</strong>, il pm antimafia della Dda di Catanzaro, <strong>Vincenzo Luberto</strong>, il procuratore aggiunto antimafia di Reggio Calabria, <strong>Nicola Gratteri</strong>; <strong>padre Michele Cordiano</strong>, responsabile della <strong>Fondazione &#8220;Cuore Immacolato di Maria &#8211; Rifugio delle anime&#8221;</strong> fondata da <strong>Natuzza Evolo</strong>, <strong>cui andranno tutti i diritti di autore dell&#8217;opera</strong>, l&#8217;inviato della Rai, Pietro Melia. L&#8217;incontro, che sarà introdotto dal presidente della Unione delle Camere di Commercio calabresi, <strong>Giuseppe Gaglioti</strong>, verrà moderato da <strong>Attilio Sabato</strong>, consigliere nazionale dell&#8217;Ordine dei giornalisti e direttore di Teleuropa network. Interverranno, inoltre, il provveditore agli Studi, Luigi Troccoli, ed i rappresentanti di tutte le scuole medie superiori del Cosentino.<br />
<strong>Arcangelo Badolati</strong> nel volume rivela, attraverso testimonianze e documenti, i retroscena della tragica morte del comandante generale dei carabinieri, Enrico Mino, ricostruendo il contesto storico, politico e criminale di quegli anni. L&#8217;alto ufficiale che temeva d&#8217;essere ucciso, aveva gestito la difficile fase della fuga dall&#8217;ospedale militare di Roma del criminale nazista Herbert Kappler, stava lavorando a un progetto di riforma dell&#8217;Arma ed era autore del rapporto che svelava l&#8217;appartenenza alla massoneria deviata di alti prelati del Vaticano. Mino era arrivato in Calabria per fare il punto sulla lotta alla &#8216;ndrangheta ed i sequestri di persona. L&#8217;elicottero su cui viaggiava si schiantò alla pendici del Monte Covello a causa &#8211; si disse all&#8217;epoca &#8211; della nebbia.<br />
Nel libro vengono poi ripercorse tutte le fasi della strage di Ustica e del misterioso ritrovamento, il 18 luglio del 1980, in Sila, di un Mig libico.<br />
<strong>Arcangelo Badolati</strong> riporta le rivelazioni fatte, poco prima di morire, dal presidente emerito della Repubblica, <strong>Francesco Cossiga</strong> e da <strong>Massimo Ciancimino</strong>, figlio dell&#8217;ex sindaco di Palermo, Vito. Non solo: in relazione al Mig presenta decine di testimonianze che confermano come la data di ritrovamento del velivolo militare non coincida con quella della reale caduta. Nel testo sono inoltre riportati documenti dei servizi segreti ed i risultati delle indagini svolte dal giudice istruttore Rosario Priore.<br />
Alla strategia della tensione ed ai rapporti tra la criminalità organizzata calabrese e la destra eversiva e golpista sono poi dedicate decine di pagine con testimonianze dirette dei protagonisti dell&#8217;epoca che riferiscono del progetto di colpo di stato che avrebbe dovuto coinvolgere i mafiosi locali e quelli siciliani e gli uomini del principe Junio Valerio Borghese. In merito sono anche riportate le dichiarazioni rese dal capo dei corleonesi Luciano Liggio, da <strong>Tommaso Buscetta</strong>, dal mammasantissima reggino, Giacomo Ubaldo Lauro, dall&#8217;ordinovista Vincenzo Vinciguerra. In questo complesso contesto venne pure pianificata la strage di Gioia Tauro. Una strage provocata con una carica di esplosivo ­- come rivelato allo scrittore da uno degli autori &#8211; e fatta invece passare all&#8217;epoca come un deragliamento del treno la &#8220;Freccia del Sud&#8221; provocato da un guasto meccanico.<br />
<strong>Arcangelo Badolati</strong> produce confessioni e relazioni tecniche che dimostrano definitivamente il contrario. Ampio spazio è poi dedicato ad una superloggia massonica istituita a Reggio Calabria con l&#8217;avallo del neofascista Franco Freda e del boss palermitano Stefano Bontate, che avrebbe dovuto controllare appalti e politica in riva allo Stretto. Il terrorista nero si nascose nella città calabrese per lungo tempo come rivela il pentito Filippo Barreca e venne aiutato ad espatriare dalla &#8216;ndrangheta. Badolati riporta le dichiarazioni di Barreca e le lettere che Freda scrisse ai suoi complici calabresi quando già si trovava in centro America.<br />
A un &#8220;giallo&#8221; rimasto per più di vent&#8217;anni insoluto è dedicato l&#8217;ultimo capitolo. L&#8217;autore ricostruisce, infatti, la dinamica dell&#8217;assassinio di Roberta Lanzino, una studentessa universitaria violentata e uccisa nel luglio del 1988 lungo la strada che collega Rende a San Lucido. Per il delitto, grazie a un&#8217;abile opera di depistaggio smascherata da Badolati, vennero incriminati e mandati a giudizio tre pastori innocenti. Grazie alle confessioni rese dall&#8217;ex capobastone di Cosenza, Franco Pino, e alle testimonianze del fratello di una donna strangolata nel 1990 perchè a conoscenza dei nomi dei veri autori del barbaro crimine, lo scrittore disegna lo scenario reale entro il quale maturò il delitto. Nel libro vi sono le dichiarazioni del padre di Luigi Carbone, scomparso per lupara bianca, e indicato come uno degli assassini della studentessa, che accusa il complice del figlio. Toccante, infine, quanto testimoniato a Badolati dai genitori della studentessa che sperano di ottenere finalmente giustizia.</p>
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		<title>La Giustizia è una cosa seria (Mondadori 2011)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 May 2011 16:56:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Nicola Gratteri, procuratore aggiunto presso la Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, ha dedicato alla giustizia la propria vita professionale e in questo libro, attraverso una conversazione con Antonio Nicaso, offre il suo punto di vista su un tema molto discusso oggi in Italia, troppo spesso però senza la necessaria competenza e a scopi di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_1828" aria-describedby="caption-attachment-1828" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/2011/05/la-giustizia-e-una-cosa-seria-mondadori-2011/il-libro-di-nicola-gratteri-e-antonio-nicaso/" rel="attachment wp-att-1828"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-1828" title="La Giustizia è una cosa seria - il Libro di Nicola Gratteri e Antonio Nicaso" alt="" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Il-Libro-di-Nicola-Gratteri-e-Antonio-Nicaso.jpg" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Il-Libro-di-Nicola-Gratteri-e-Antonio-Nicaso.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Il-Libro-di-Nicola-Gratteri-e-Antonio-Nicaso-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Il-Libro-di-Nicola-Gratteri-e-Antonio-Nicaso-250x140.jpg 250w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Il-Libro-di-Nicola-Gratteri-e-Antonio-Nicaso-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-1828" class="wp-caption-text">La Giustizia è una cosa seria &#8211; il Libro di Nicola Gratteri e Antonio Nicaso</figcaption></figure>
<p>Nicola Gratteri, procuratore aggiunto presso la Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, ha dedicato alla giustizia la propria vita professionale e in questo libro, attraverso una conversazione con Antonio Nicaso, offre il suo punto di vista su un tema molto discusso oggi in Italia, troppo spesso però senza la necessaria competenza e a scopi di propaganda politica.</p>
<p>Come funziona veramente il nostro sistema giudiziario? Quali leggi sono efficaci e quali invece intralciano l’azione della magistratura? Quali provvedimenti potrebbero essere utili a rendere davvero ostile il terreno per la criminalità organizzata in Italia e nel mondo? Nicola Gratteri torna a dialogare con Antonio Nicaso, studioso tra i massimi esperti mondiali di ‘ndrangheta, per aiutarci a comprendere meglio gli ingranaggi di quella complessa macchina del sistema giustizia, la cui riforma ormai non è più procrastinabile. Le proposte avanzate finora dal governo non sembrano capaci di risolvere i tanti problemi in campo, come la lunghezza dei processi, le carenze di organico nei tribunali e nelle procure più esposte alla lotta contro le mafie e il malaffare politico. Ben altre sono, secondo Nicola Gratteri, le riforme che potrebbero aiutare la giustizia: la revisione delle circoscrizioni giudiziarie che ricalcano ancora lo schema ottocentesco, quando le distanze venivano coperte a dorso di mulo, la riduzione del numero dei tribunali, l’utilizzo della posta elettronica per l’esecuzione delle notifiche, la depenalizzazione dei reati minori per riservare il processo penale alle questioni di maggiore allarme sociale e tanti altri piccoli accorgimenti studiati nell’interesse esclusivo della giustizia. Come le tanto contestate intercettazioni che, sottolinea il magistrato, a Reggio Calabria costano 11 euro più Iva al giorno contro i 3000 di un pedinamento da Roma a Reggio Calabria (che spesso non garantisce il risultato, perché talvolta il pedinato se ne accorge e riesce a farla franca). Anche se in Italia siamo più avanti rispetto al resto del mondo nella legislazione antimafia, c’è ancora molto da fare. Serve la volontà di tutti, per offrire gli strumenti migliori alla magistratura e alle forze dell’ordine, senza intaccare i diritti e le garanzie fondamentali. Perché la giustizia è una cosa seria, ripete spesso Gratteri, e meriterebbe una riforma seria, non strillata, espressione di scelte condivise, concepite nell’interesse generale.</p>
<p>Nicola Gratteri (Gerace, 1959). Procuratore aggiunto della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria, è uno dei magistrati più impegnati nella lotta alla ‘ndrangheta e vive sotto scorta dall’aprile del 1989. Salvato per caso ad un attentato dinamitardo nei suoi confronti, è una delle figure che meglio conosce i meccanismi delle tre diverse mafie che prosperano in Italia, Mafia, Camorra, ‘Ndrangheta.</p>
<p>Ha coordinato importanti indagini sulla criminalità organizzata (tra queste quella relativa alla strage di Duisburg) e sulle rotte internazionali del narcotraffico.</p>
<p>Sposato ha due figli.</p>
<p>Con Antonio Nicaso, storico delle organizzazioni criminali, uno dei massimi esperti di ’ndrangheta nel mondo, ha scritto Fratelli di sangue(Pellegrini 2006), La malapianta (Mondadori 2010), La giustizia è una cosa seria (Mondadori 2011)</p>
<p>Antonio Nicaso (Caulonia, 1964). Nato nella provincia di Reggio Calabria, oggi vive in Canada. Giornalista, scrittore e studioso dei fenomeni criminali di tipo mafioso. Ha dedicato particolare attenzione all’analisi comparativa delle mafie italiane con quelle straniere, con riferimento a strategie di partenariato nella gestione di attività illecite, come il traffico di droga e il riciclaggio di denaro. Insegna storia delle organizzazioni criminali all’Università di Middlebury, in Vermont (Usa). È autore di 18 libri sulla criminalità mafiosa, tra cui alcuni successi internazionali, tradotti in diverse lingue. Nel 1995 ha pubblicato Global mafia, un libro che per la prima volta ha introdotto e spiegato il concetto di partenariato criminale. Con Nicola Gratteri ha scritto Fratelli di sangue (Pellegrini 2006), La malapianta(Mondadori 2010), La giustizia è una cosa seria (Mondadori 2011). La mafia spiegata ai ragazzi, sempre con Mondadori, è del 2010.</p>
<p>La giustizia è una cosa seria. Conversazione Con Antonio Nicaso</p>
<p>di Nicola Gratteri, Antonio Nicaso</p>
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		<title>Arcangelo Badolati: il nuovo libro. Prefazione di Nicola Gratteri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Feb 2011 18:59:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Nicaso]]></category>
		<category><![CDATA[arcangelo badolati]]></category>
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		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[Nicola Gratteri]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1372" title="arcangelo-badolati" alt="" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/arcangelo-badolati-300x198.jpg" width="300" height="198" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/arcangelo-badolati-300x198.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/arcangelo-badolati-250x165.jpg 250w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/arcangelo-badolati-120x80.jpg 120w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/arcangelo-badolati.jpg 400w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />La Calabria crocevia di molti misteri italiani</strong>. Luogo in cui s&#8217;incrociano le storie del comandante generale dell&#8217;Arma, <strong>Enrico Mino</strong>, morto misteriosamente a bordo di un elicottero caduto sul monte Covello in provincia di Catanzaro e del terrorista neofascista <strong>Franco Freda</strong>, rimasto latitante a Reggio Calabria e poi aiutato dalla &#8216;ndrangheta a fuggire in Costarica. La Calabria come terra in cui viene concluso un patto scellerato tra la destra eversiva guidata dal principe nero <strong>Junio Valerio Borghese</strong> e le cosche della mafia calabrese e siciliana per portare a termine un colpo di stato. La Calabria terra nella quale viene compiuta una delle stragi impunite che affollano il nostro Paese, quella provocata dal deragliamento del treno &#8220;<strong>Freccia del Sud</strong>&#8221; a Gioia Tauro che costò la vita a molte persone. Una strage coperta da depistaggi di ogni tipo ora svelati in tutta la loro diabolicità. La Calabria testimone pure della strage di Ustica perchè luogo nel quale finì il Mig libico abbattuto dai caccia occidentali che puntavano ad uccidere <strong>Muammar Gheddafi</strong>. La Calabria teatro d&#8217;un terribile delitto rimasto impunito: l&#8217;uccisione di una studentessa universitaria, <strong>Roberta Lanzino</strong>, violentata e uccisa in un giorno d&#8217;estate mentre andava al mare in motorino. Di tutto questo parla il volume &#8220;<strong>Stragi, delitti e misteri</strong>&#8221; edito dalla <strong>Pellegrini</strong> nella <strong>collana &#8220;Mafie&#8221; </strong>diretta da <strong>Antonio Nicaso</strong>. Il testo, scritto da <strong>Arcangelo Badolati</strong> caposervizio del quotidiano Gazzetta del Sud e autore di altri 12 libri sui fenomeni criminali calabresi, consta di 237 pagine e reca la prefazione del procuratore aggiunto antimafia di Reggio Calabria, <strong>Nicola Gratteri</strong>. Badolati rivela, attraverso testimonianze e documenti, i retroscena della tragica morte del comandante generale dei carabinieri, Enrico Mino, ricostruendo il contesto storico, politico e criminale di quegli anni. L&#8217;alto ufficiale che temeva d&#8217;essere ucciso, aveva gestito la difficile fase della fuga dall&#8217;ospedale militare di Roma del criminale nazista <strong>Herbert Kappler</strong>, stava lavorando a un progetto di riforma dell&#8217;Arma ed era autore del rapporto che svelava l&#8217;appartenenza alla massoneria deviata di alti prelati del Vaticano. Mino era arrivato in Calabria per fare il punto sulla lotta alla &#8216;ndrangheta ed i sequestri di persona. L&#8217;elicottero su cui viaggiava si schiantò alla pendici del Monte Covello a causa &#8211; si disse all&#8217;epoca &#8211; della nebbia. Nel libro vengono poi ripercorse tutte le fasi della strage di Ustica e del misterioso ritrovamento, il 18 luglio del 1980, in Sila, di un <strong>Mig libico</strong>. Badolati riporta le rivelazioni fatte, poco prima di morire, dal presidente emerito della Repubblica, <strong>Francesco Cossiga </strong>e<strong> da Massimo Ciancimino</strong>, figlio dell&#8217;ex sindaco di Palermo, Vito. Non solo: in relazione al Mig presenta decine di testimonianze che confermano come la data di ritrovamento del velivolo militare non coincida con quella della reale caduta. Nel testo sono inoltre riportati documenti dei servizi segreti ed i risultati delle indagini svolte dal giudice istruttore <strong>Rosario Priore</strong>. Alla strategia della tensione ed ai rapporti tra la criminalità organizzata calabrese e la destra eversiva e golpista sono poi dedicate decine di pagine con testimonianze dirette dei protagonisti dell&#8217;epoca che riferiscono del progetto di colpo di stato che avrebbe dovuto coinvolgere i mafiosi locali e quelli siciliani e gli uomini del principe <strong>Junio Valerio Borghese</strong>. In merito sono anche riportate le dichiarazioni rese dal capo dei corleonesi <strong>Luciano Liggio</strong>, da <strong>Tommaso Buscetta</strong>, dal mammasantissima reggino, <strong>Giacomo Ubaldo Lauro</strong>, dall&#8217;ordinovista <strong>Vincenzo Vinciguerra</strong>. In questo complesso contesto venne pure pianificata la strage di Gioia Tauro. Una strage provocata con una carica di esplosivo &#8211; come rivelato allo scrittore da uno degli autori &#8211; e fatta invece passare all&#8217;epoca come un deragliamento del treno la &#8220;Freccia del Sud&#8221; provocato da un guasto meccanico. Badolati produce confessioni e relazioni tecniche che dimostrano definitivamente il contrario. Ampio spazio è poi dedicato ad una superloggia massonica istituita a Reggio Calabria con l&#8217;avallo del neofascista <strong>Franco Freda</strong> e del boss palermitano <strong>Stefano Bontate</strong>, che avrebbe dovuto controllare appalti e politica in riva allo Stretto. Il terrorista nero si nascose nella città calabrese per lungo tempo come rivela il pentito <strong>Filippo Barreca</strong> e venne aiutato ad espatriare dalla &#8216;ndrangheta. Badolati riporta le dichiarazioni di Barreca e le lettere che Freda scrisse ai suoi complici calabresi quando già si trovava in centro America. A un &#8220;giallo&#8221; rimasto per più di vent&#8217;anni insoluto è dedicato l&#8217;ultimo capitolo. L&#8217;autore ricostruisce, infatti, la dinamica dell&#8217;assassinio di <strong>Roberta Lanzino</strong>, una studentessa universitaria violentata e uccisa nel luglio del 1988 lungo la strada che collega Rende a San Lucido. Per il delitto, grazie a un&#8217;abile opera di depistaggio smascherata da Badolati, vennero incriminati e mandati a giudizio tre pastori innocenti. Grazie alle confessioni rese dall&#8217;ex capobastone di Cosenza, Franco Pino, e alle testimonianze del fratello di una donna strangolata nel 1990 perchè a conoscenza dei nomi dei veri autori del barbaro crimine, lo scrittore disegna lo scenario reale entro il quale maturò il delitto. Nel libro vi sono le dichiarazioni del padre di Luigi Carbone, scomparso per lupara bianca, e indicato come uno degli assassini della studentessa, che accusa il complice del figlio. Toccante, infine, quanto testimoniato a Badolati dai genitori della studentessa che sperano di ottenere finalmente giustizia. Il volume è dedicato al giornalista Mauro De Mauro scomparso per lupara bianca a Palermo nel settembre 1970. De Mauro aveva scoperto che si stava programmando un Golpe in Italia. L&#8217;Autore Arcangelo Badolati, giornalista professionista, laureato in Giurisprudenza, è caposervizio del quotidiano “<strong>Gazzetta del Sud</strong>”. Autore di numerose pubblicazioni sulle devianze criminali e i misteri calabresi, ha seguito, negli ultimi venti anni, i più importanti processi celebrati in Calabria. È componente del Centro di documentazione e ricerca sul fenomeno mafioso della Università della Calabria ed ha collaborato con il “Tempo” di Roma, “L’Indipendente” di Milano e l’Agenzia giornalistica Italia (Agi). È autore, inoltre, con Marisa Fallico, di “Nera di Calabria”, una delle trasmissioni televisive più seguite della regione.<br />
Ha pubblicato: I segreti dei boss (2001); Malandrini (2002); Omicidi nel Cosentino ’98-2001 (2002); Sette casi per sette delitti (2003); Il Mig delle bugie (2005); il Mammasantissima (2006); Crimini (2007); ’Ndrangheta eversiva (2007); I segreti dei boss &#8211; II vol. (2008); Faide (2009); Banditi e Schiave (2009); La Giustizia italiana raccontata ad un alieno (2010)</p>
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		<title>&#8220;Avvelenati&#8221; di Manuela Iatì e Giuseppe Baldessarro a San Giovanni in Fiore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Jan 2011 16:39:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Nicaso]]></category>
		<category><![CDATA[Avvelenati]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Gallo]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Iaquinta]]></category>
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		<category><![CDATA[Manuela Iatì]]></category>
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					<description><![CDATA[Una nuova vitalità culturale sta diffondendosi nella provincia di Cosenza grazie alle attività che si stanno svolgendo in San Giovanni in Fiore ad opera dell’Amministrazione 2010/2011. Dal cuore della nuova Amministrazione Comunale che per questo motivo si definisce 2010/2011 sta prendento vita una tessitura di eventi capaci di ridare cridibilità al territorio provinciale di Cosenza, Città di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_869" aria-describedby="caption-attachment-869" style="width: 495px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilparlamentare.it/2011/01/02/avvelenati-di-manuela-iati-e-giuseppe-baldessarro-a-san-giovanni-in-fiore/avvelenati/" rel="attachment wp-att-869"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-869" title="Avvelenati di Manuela Iatì e Giuseppe Baldessarro" alt="" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/avvelenati.jpg" width="495" height="278" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/avvelenati.jpg 495w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/avvelenati-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/avvelenati-480x270.jpg 480w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/avvelenati-250x140.jpg 250w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/avvelenati-469x263.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/avvelenati-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 495px) 100vw, 495px" /></a><figcaption id="caption-attachment-869" class="wp-caption-text">Avvelenati di Manuela Iatì e Giuseppe Baldessarro</figcaption></figure>
<p>Una nuova vitalità culturale sta diffondendosi nella provincia di Cosenza grazie alle attività che si stanno svolgendo in <strong>San Giovanni in Fiore</strong> ad opera dell’Amministrazione 2010/2011.<br />
Dal cuore della nuova Amministrazione Comunale che per questo motivo si definisce 2010/2011 sta prendento vita una tessitura di eventi capaci di ridare cridibilità al territorio provinciale di Cosenza, Città di Cosenza inclusa e che si differenzia soprattutto per il fatto che, facendo cultura a questi livelli, si sta iniziando a <strong>fare Politica per il Territorio</strong>.</p>
<p><strong>DI COSA SI TRATTA<br />
</strong>Questa volta si tratta di un <strong>evento culturale che mira a responsabilizzare i cittadini</strong> nella direzione di un problema molto discusso e mai definito i cui danni potrebbero ricadere, come pare che sia dalle centinaia di morti sospette, sulla comunità calabrese: le <strong>Navi dei Veleni.<br />
</strong>In tal senso qualcuno alzando la voce potrebbe dire che la Mafia è ovunque (..e avrebbe ragione). Purtroppo tale assunto non basta ad esorcizzare i problemi, Anzi! In questo caso se fosse tutto vero neanche Dio, il Creatore in persona potrebbe fare nulla. <strong>E’ giusto che le madri sappiano che la causa della morte prematura di tanti figli non è di Dio.</strong></p>
<p><object width="480" height="385" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Jbq_bS4Bet0?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="480" height="385" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/Jbq_bS4Bet0?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
<p><strong>GIOVANNI IAQUINTA:</strong> l<strong>’Assessore alla Cultura del Comune di San Giovanni in Fiore<br />
</strong>Le condizioni per ospitare l’evento sono state create dall’Assessore alla Cultura Giovanni Iaquinta espressione di un Governo comunale che sta rivoluzionando il <strong>&#8220;farePolitica&#8221;</strong> e che intende aggregare – come sta facendo – ogni forza positiva capace di creare sviluppo e Trend Positivo per la Società civile ed il territorio. <strong>Parliamo di San Giovanni in Fiore</strong>, nel cuore della Sila, la città scelta dall’<strong>Abate  Gioacchino</strong> da Fiore, nel Parco Nazionale che compone l’Altopiano più esteso d’Europa. E da qui che <strong>Giovanni Iaquinta</strong>, unitamente ai colleghi della Giunta, intende operare un vero e proprio miracolo sul piano della reinterpretazione del territorio che può aspirare ad essere un esempio di operosità a favore di nuove e sane economie capaci di impiegare giovani coerenti e coraggiosi, capaci di interpretare le esigenze di una terra incantevole e difficile allo stesso tempo.</p>
<p><strong>Gli Ospiti: <strong>MANUELA IATI&#8217; E GIUSEPPE BALDESSARRE<br />
</strong></strong>Ospiti dell’Amministrazione Comunale i due noti giornalisti <strong>Manuela Iatì e Giuseppe Baldessarro autori del libro “Avvelenati” (Città del Sole Edizioni, 16 euro)</strong>, entrambi di <strong>Reggio Calabria</strong>.<br />
Ad accoglierli i <strong>Cittadini di San Giovanni in Fiore</strong> (gremita la sala conferenze dello <strong>Juri Cafè</strong>), il <strong>Sindaco Antonio Barile</strong>, <strong>l’Assessore alla</strong> <strong>Cultura Giovanni Iaquinta</strong>, il <strong>moderatore Fabio Gallo</strong> fondatore della <strong>Carta della Pace</strong> per la Tutela della Memoria, dei Diritti dell’Uomo e dell’Ambiente, CEO di ComunicareITALIA, il Prof. Luigi Gallo professore di Filosofia.<br />
La prefazione del libro è a cura di <strong>Antonio Nicaso</strong> (Caulonia, 1964) giornalista, scrittore, ricercatore, uno dei massimi esperti di &#8216;ndrangheta a livello internazionale, nonché <strong>consulente Unico FBI</strong> sulla criminalità organizzata in Calabria.</p>
<p><strong>L’ambiente e l’aria che si respira<br />
</strong>La suggestiva presenza dell’Abbazia di Gioacchino da Fiore, a pochi metri dalla conferenza, ha offerto le coordinate culturali all’interno delle quali si è tenuta la conferenza voluta dall&#8217; Amministrazione Comunale a sostegno di una vivacità intellettiva mirata al riscatto di un territorio prezioso come pochi in Italia per l’ambiente naturale e per il potenziale che esprime in termini di possibile economia del Turismo.</p>
<p>Quando si parla delle navi dei veleni tutti sappiamo di cosa si parla perché hanno dominato la stampa internazionale per mesi. Ci sono oltre <strong>50 relitti</strong> che sono stati affondati tra <strong>Jonio e Tirreno</strong> calabro accusati di potere contenere scorie radioattive di estrema pericolosità e sulle quali la politica italiana ha spento le indagini.</p>
<p><strong>“AVVELENATI”: MANUELA IATI&#8217; E GIUSEPPE BALDESSARRO<br />
</strong>Per questo Emanuela Iatì e Giuseppe Baldessarro ampliano il termine “Avvelenati” rapportandolo all’intera Società civile di cui una parte, a più livelli, dalla Politica, ai Servizi Segreti, alle Istituzioni e, ovviamente tutta la società mafiosa, è avvelenata da un modo di fare e di pensare che tende alla distruzione dell’uomo sulla terra solo per danaro. Una società che determina la sua stessa morte è una società di “avvelenati”.<br />
Suggeriamo al lettore di acquistare il libro anche perché in esso, oltre ad una storia che merita di essere fondamento di donne e uomini dell’era moderna, sono riportati in copia anastatica tutti i documenti reperiti, anche molto riservati, dai quali si potrà comprendere il livello di verità raggiunto dai due giornalisti. <a title="Avvelenati - il libro di Manuela Iatì e Giuseppe Baldessarre" href="http://www.cdse.it/libro.php?id=355" target="_blank">Questa l&#8217;introduzione al libro della Casa Editrice &#8220;La Città del Sole&#8221; dalla quale potrete acquistare il libro on line</a>.</p>
<p><strong> <strong>ANTONIO BARILE: i</strong><strong>l Sindaco di San Giovanni in Fiore<br />
</strong></strong>“I complimenti – afferma il Sindaco di San Giovanni in Fiore <strong>Antonio Barile</strong> – vanno a tutta la nostra Amministrazione e all’Assessore <strong>Giovanni Iaquinta</strong> vero <strong>trascinatore e animatore politico</strong> che ha deciso di restituire all’intera società della Città Florense una <strong>vitalità culturale e politica che amo definire di carattere &#8216;spirituale&#8217;</strong>. Noi facciamo quella “Politica” di cui nessuno si dovrà vergognare; una politica pensate a misura per la nostra gente e del nostro territorio perché essa possa essere più cosciente delle cose che accadono e responsabile nell’agire. E non è una follia pensare che la presenza di Gioacchino da Fiore – ha affermato il Sindaco – possa e debba diventare la realtà di un territorio per troppo tempo morto soprattutto a se stesso e di conseguenza incapace di rappresentarsi all’esterno. Sono molto preoccupato, però, perchè se i contenuti di questo libro dovessero avere tristi riscontri, allora per davvero inizierebbe un momento drammatico per l&#8217;economia della Calabria e per la salute dei calabresi. <strong>E&#8217; dunque importante che i Sindaci inizino ad esercitare i loro poteri e i diritti dei cittadini</strong> per scongiurare un futuro così aggresso e disarmante che non sarebbe più alla portata dell&#8217;uomo. Una nuova coscienza politica capace di opporsi alle mafie sin dal loro nascere perché è così &#8211; ha concluso il sindaco &#8211; che eviteremo ai giovani di essere “avvelenati” da un futuro che la Mafia costruisce per loro&#8221;.</p>
<p><strong> &#8220;QUESTA SORIA DEVE ESSERE RACCONTATA PERCHE&#8217; UCCIDE LA NOSTRA GENTE&#8221;<br />
</strong>&#8220;Il nostro libro esprime una raccolta di dati reali, concreti, uniti da un valore unico che è la ricerca della verità per la quale noi giornalisti ci prodighiamo. La ricerca di queste verità spesso costano anche la vita com&#8217;è successo ad Ilaria Alpi. Sappiamo anche di avere a che fare con ambienti il cui unico fine è costituito da azioni non rimandabili: il disfarsi di scorie nucleari velenose e mortali e il danaro. Siamo allo stesso tempo consapevoli che in questa storia sono tessuti all&#8217;interno di una stessa maglia Servizi Segreti di diversi Governi, Mafia, Politica e molto più. Tutti, evidentemente, insieme per lo smaltimento di Scorie nucleri. Ma questo è il nostro lavoro ed è quello che la gente deve sapere &#8220;.  <strong>Manuela Iatì</strong> è la prima a parlare e ad andare dritta al cuore del problema. &#8220;Esistono decine di potenziali Navi dei veleni nei nostri mari &#8220;e non vuol dire &#8211; spiega <strong>Giuseppe Baldessarro</strong> &#8211; che tutte siano state affondate perché cariche di scorie avvelenate, ma di sicuro esiste un fenomeno sul quale i politici italiani dovrebbero indagare. Difficile accontentarci di una singola ispezione del <strong>Ministero dell&#8217;Ambiente</strong> per stabilire che la nostra gente è fuori pericolo&#8221;<br />
Fu infatti il <strong>Ministro Prestigiacomo</strong> che nel mare mediatico che i stava sollevando intorno alle navi dei veleni, prima che esso assumesse dimensioni burrascose, decise di aprire un’indagine diretta ad espletare alcune verifiche che, però, in moltissimi, ritennero strumentali e insoddisfacenti. Il relitto in questione è quello al largo di Cetraro in provincia di Cosenza. Per l’indagine del Ministero il relitto individuato dalle ispezioni ministeriali non corrispondeva alle descrizioni del mercantile <strong>Cunski</strong> che si credeva trasportasse materiali velenosi e fosse stato affondato lì dalle ecoMafie.<br />
&#8220;Le rilevazioni degli ispettori non ci dicono cosa ci sia dentro quella nave al largo delle coste calabresi, ma non ci chiariscono se vi siano altri relitti in zona. E noi sappiamo che ve ne sono a decine. Almeno 50. Forse ci saranno pure antichi galeoni pieni di tesori – <strong>ironizza Giuseppe Baldessarro</strong> – ma tra questi, fino a prova contraria, potrebbero esserci le Navi della dei Veleni”.</p>
<p>Di fatto una prima presa di coscienza sulla problematica delle navi dei veleni ha iniziato a fare luce su dati molto allarmanti dovuti alle indagini relative ai cittadini deceduti per tumori che potrebbero essere messi in relazione con le conseguenze di un simile disatro.</p>
<p><strong>FABIO GALLO: Il moderatore<br />
</strong>Grazie all’intervento dei cittadini presenti il moderatore <strong>Fabio Gallo</strong> <strong>ha avuto l’opportunità di ricordare che la mafia, prima che l’appartenenza ad un clan, è una condizione, uno status cui si aderisce, che si sceglie come forma di cultura e appartenenza</strong>. Una condizione che una volta accettata, genera la negazione della libertà e dei diritti altrui.<br />
In tal senso <strong>Fabio Gallo</strong> ha distinto l’opera degli esecutori materiali da quella di coloro i quali decidono chi deve morire; allo stesso tempo a evidenziato i paradossi nell&#8217;opera di <strong>chi utilizza l’abito della Giustizia per mascherare interessi personali e mafiosi</strong>, sino all’opera di chi non fa nulla per evitare che altri soccombano, come nel caso dell&#8217;<strong>Istituto religioso Papa Giovanni XXII di Serra d&#8217;Aiello</strong> ove sono <strong>scomparse ben 12 persone ammalate</strong> e centinaia sono stati seviziati, per evidenziare che, purtroppo, nessuno sfugge alla tentazione del male e del tutto subito, neanche i religiosi. Per Fabio Gallo tutti essi sono egualmente MAFIA. Per questo, ha chiaramente detto il moderatore, per comprendere il lavoro di questi coraggiosi Giornalisti che lavorano in prima linea, bisogna scegliere da quale parte stare. E&#8217; grazie a questi giornalisti che stiamo crescendo nella verità.<br />
<strong>Fare Cultura in Calabria.<br />
</strong>Fare Cultura è fare Società parlando delle cose della vita degli uomini. Fare cultura è dare voce al Teatro che narra la storia dell&#8217;Uomo con le sue vicende la propria natura, i suoi sogni, le sue contraddizioni, i suoi drammi. Ma fare cultura è anche dare voce alle Associazioni, alle Fondazioni, agli Artisti, agli Artigiani, alle Tradizioni.  Fare cultura è anche aiutare le nuove generazioni a comprendere per quale motivo noi tutti siamo qui, su questo meraviglioso pianeta che dallo spazio si vede di colore celeste e anche quanto è costata ai nostri padri la chiave della nostra attuale esistenza.<br />
<strong>Fare cultura è fare luce</strong> e, per questo, un Paese che smette di dare vita e risorse alla Cultura, induce i suoi figli al buio, ove tutto è possibile.<br />
Una Società che fa Cultura ama la sua storia, tutela i suoi Beni Culturali, la Memoria, i Diritti dell&#8217;Uomo, tutela l&#8217;Ambiente.<br />
Ma se nel nostro presente uno di questi fondamenti è trascurato allora significa che noi non siamo capaci di lavorare sul grande progetto del futuro.<br />
l&#8217;Ambiente è uno dei colori più belli e significativi con cui ci è concesso di disegnare il futuro dell&#8217;Uomo.</p>
<p><strong>Uniamo al nostro il contributo quello di GIAN LUCA ORSINI da Peace Reporter su “Avvelenati”<br />
</strong>Ma che ce ne fotte a noi del mare! &#8220;Cumpari, ma se seminiamo tutta ssa merda in mare lo roviniamo!&#8221; &#8220;Ma che me ne fotte del mare! Coi soldi che ci danno pi st&#8217;operazione, il mare ce lo andiamo a trovare ai Tropici!&#8221;.  Questo è pressappoco il succo della conversazione che Natale Iamonte, boss di Melito Porto Salvo, ha sul telefonino intercettato con un affiliato del suo clan; commentano l&#8217;affondamento della ‘Rigel&#8217; della società maltese May Fair Shipping, sottonoleggiata a un broker scandinavo, che a sua volta aveva affittato la nave a un terzo broker e così via. Nel settembre 1997 caricano di candelotti il mercantile e lo affondano al largo di Capo Spartivento; uno degli angoli più suggestivi di Calabria, non lontano da dove le tartarughe Caretta Caretta si adagiano a nidificare in luglio, una tra le poche spiagge del Mediterraneo a poter assistere a questo rituale di vita, contaminata dalla morte. Morte dai carichi radioattivi, che venivano procurati dall&#8217;ingegnere-faccendiere Giorgio Comerio, padanissimo e immischiato anche nella vicenda di traffico di rifiuti nucleari verso le coste desolate somale, conclusosi con l&#8217;assassinio della giornalista Rai Ilaria Alpi e del tecnico Hrovatin. Solo uno, dei tanti casi che troverete in questo accurato racconto del primo martirio da scorie di un popolo intero, descritto in ogni suo risvolto: rifiuti tossici, scorie nucleari, materiali radioattivi, &#8220;che continuano a sparire in Italia &#8211; conclude Baldessarro &#8211; per andare dove non si sa. Forse i politici dovrebbero cercare di capirlo e spiegarlo &#8221;</p>
<p>Gli autori Manuela Iatì e Giuseppe Baldessarro sono delle mosche bianche nel panorama dell&#8217;informazione italiana del Duemila: hanno un&#8217;abitudine un po&#8217; demodé. Si sono fatti strada nel lavoro contando solo sul loro impegno e preparazione e senza santi in Paradiso. Ora ‘coprono&#8217; quella disgraziata regione per il maggiore network televisivo mondiale &#8211; lei- e per il maggiore quotidiano italiano &#8211; lui.<br />
Baldessarro è stato premiato come “Cronista dell&#8217;anno” per “aver descritto nelle sue cronache la nuova mafia, più ricca e potente del mondo&#8221;. Il riconoscimento intitolato a “Pippo Fava” gli è stato consegnato a Roseto degli Abruzzi.<br />
Chi legge questo libro non avrà risposte. Non leggerà tirate retoriche. Verrà posto di fronte a dei dubbi, a delle domande e sarà costretto a interrogarsi sul nostro Paese. Altra cosa fuori moda di questi tempi: vi chiederete, se deciderete di leggerlo, che Governo è quello che lascia che nella Valle del fiume Oliva in Calabria depositi di scorie nucleari, accertati da diversi rilevamenti e da carotaggi del terreno sulle sponde, senza che siano rimossi in un territorio che potrebbe essere un eden naturale, boschivo e senza industrie, dove ci sono cluster tumorali con incidenze maggiori che nella Seveso e nella Brianza del disastro della Diossina, negli anni &#8217;70. E questo Governo da sei mesi, quando furono scoperti i livelli degli isotopi radioattivi, anormali, non ha fatto nulla. Non un intervento, non una task force per rimuovere immediatamente i veleni che stanno facendo morire come mosche i calabresi. In questi tempi di Lega, ci sono terroni ancora più terroni degli altri terroni. Cosa importa se vivono tra la spazzatura nucleare?</p>
<p><strong>MANUELA IATI&#8217;<br />
</strong>Manuela Iatì vive e lavora a Reggio Calabria.<br />
Giornalista professionista, dal 2006 è corrispondente di Sky TG24 per la Calabria.<br />
Collabora con quotidiani e riviste regionali, è autrice di campagne di comunicazione sociale e cura le pubbliche relazioni e la comunicazione per enti e associazioni.<br />
È direttrice responsabile di magazine di settore.<br />
Per la sua attività nel giornalismo e la comunicazione, nel 2009 le è stato assegnato il Premio Internazionale Calabresi nel Mondo dall’Associazione internazionale Calabresi nel Mondo.</p>
<p><strong>GIUSEPPE BALDASSARRE<br />
</strong>Giuseppe Baldessarro vive e lavora a Reggio Calabria.<br />
Giornalista professionista, è redattore a il Quotidiano della Calabria, per il quale si è occupato a lungo di politica.<br />
Attualmente è cronista di giudiziaria. Dal 2005 scrive anche per la Repubblica.<br />
È stato consulente giornalistico per programmi come Pane e politica, W l’Italia in diretta e Presa idiretta di Riccardo Iacona, su Rai Tre, e Malpelo di Alessandro Sortino, su La7.</p>
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