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	<title>Antonio Gentile &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Calabria si, Calabria no: Renzi promuove Ncd, boccia il PD di Oliverio e Carlo Guccione ha una platea di &#8220;Ferro&#8221;..</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Jan 2016 22:22:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dalle Regioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Cascata di nomine di Matteo Renzi in Calabria ma non sono per il suo PD. Al contrario, sono per il Ncd e vanno al Senatore Antonio Gentile e a Dorina Bianchi, rispettivamente Sottosegretario allo Sviluppo Economico e alla Cultura e al senatore Nico D&#8217;Ascola, eletto presidente della Commissione giustizia di Palazzo Madama. Le nomine hanno l&#8217;aria [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_9875" aria-describedby="caption-attachment-9875" style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/carlo-guccione-rifiuti.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-9875" alt="carlo-guccione-commissoriamento regione su rifiuti" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/carlo-guccione-rifiuti.jpg" width="790" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/carlo-guccione-rifiuti.jpg 790w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/carlo-guccione-rifiuti-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/carlo-guccione-rifiuti-457x270.jpg 457w" sizes="(max-width: 790px) 100vw, 790px" /></a><figcaption id="caption-attachment-9875" class="wp-caption-text">On.le Carlo Guccione</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Cascata di nomine di <strong>Matteo Renzi</strong> in Calabria ma non sono per il suo PD. Al contrario, sono per il Ncd e vanno al Senatore <strong>Antonio Gentile e a Dorina Bianchi</strong>, rispettivamente Sottosegretario allo Sviluppo Economico e alla Cultura e al senatore <strong>Nico D&#8217;Ascola,</strong> eletto presidente della Commissione giustizia di Palazzo Madama.<br />
Le nomine hanno l&#8217;aria di una spedizione punitiva che solo apparentemente colgono di striscio il coordinatore regionale <strong>Ernesto Magorno</strong> (e non solo) che, nonostante sia renziano, di fatto, deve prendere atto in silenzio delle nomine di assoluto spessore rivolte all&#8217;Ncd dal Presidente del Consiglio dei Ministri.</p>
<p style="text-align: justify;">Nomine generose, appare chiaro, che Matteo Renzi ha dovuto promuovere di tutta fretta per evitare di affondare con tutta la nave del Governo, nonostante l&#8217;appoggio della lobby verdiniana. Il caso Boschi &#8211; si sa &#8211; potrebbe non si deve sottovalutare. Le recenti nomine calabresi, in dicotomia con il potere attribuito inizialmente al PD che tra le sue schiere aveva il Ministro <strong>Maria Carmela Lanzetta</strong>, al Partito Democratico tolgono in modo evidente e non danno. E questo è un dato di fatto, reso ancora più clamoroso dalla visita istituzionale del Presidente della Repubblica <strong>Sergio Mattarella</strong> presso la nuova sede della Regione Calabria, che amplifica il senso di queste nomine.</p>
<p style="text-align: justify;">Il PD i Calabria è in forte calo. Una sorta di depressione procurata ai Dem dalla contrapposizione tra il Governatore della Regione <strong>Gerardo Mario Oliverio</strong> è il suo ex alleato <strong>Carlo Guccione, </strong>unico politico del PD che in Calabria sta sollevando questioni assai delicate dalla Sanità ai Lavori Pubblici, dall&#8217;Etica comportamentale, al Lavoro dei Giovani. Questioni che accostano il suo pensiero più ai lamenti dell&#8217;opposizione che alle linee governative del suo stesso partito.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>CARLO GUCCIONE E LA PLATEA DI &#8220;FERRO&#8221;</strong><br />
Sempre in queste ore non può sfuggire l&#8217;opera di puntellamento operata dal Consigliere regionale <strong>Carlo Guccione</strong> unico nel PD ad avere in salita le quotazioni rispetto alla scorse elezioni. E&#8217; proprio grazie alla puntuali analisi di Guccione che l&#8217;opera politica del <strong>Governatore Oliverio</strong>, sta mostrando di non avere una strategia politica forte come serve ad una Calabria i cui vuoti strategici della politica debole, inconsistente, presuntuosa e che cura i soli interessi di partito, è noto, vengono immediatamente colmati dalle attività della <strong>criminalità organizzata</strong>. Non a caso aumentano considerevolmente le minacce registrate a magistrati, pubblici amministratori e giornalisti che, tra l&#8217;altro, sono davvero soli nella lotta, attese le polemiche relative alla strana metodologia di assunzione di alcuni di essi che seguono da anni il Governatore Mario Oliverio, che hanno richiesto l&#8217;intervento censorio dell&#8217;Ordine dei Giornalisti della Calabria. Tra l&#8217;altro, l&#8217;isolamento del Governatore Oliverio da parte del PD nazionale sta facendo riflettere molti consiglieri regionali che pare si stiano allenando nel <strong>salto in lungo</strong> lasciando presagire eclatanti novità. <strong>E forse non a caso Matteo Renzi allarga la maggioranza.</strong></p>
<figure id="attachment_10180" aria-describedby="caption-attachment-10180" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/carlo-guccione1.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-10180" alt="carlo guccione" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/carlo-guccione1.jpg" width="1000" height="265" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/carlo-guccione1.jpg 1000w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/carlo-guccione1-300x79.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/carlo-guccione1-480x127.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a><figcaption id="caption-attachment-10180" class="wp-caption-text">Carlo Guccione in una sua recente conferenza</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Il gettonato Consigliere Carlo Guccione sembra essere fortunato oltre che sempre più benvoluto. A Catanzaro, nel corso del suo intervento in occasione del convegno indetto da &#8220;Calabria in Rete&#8221; sul tema &#8220;Dal Masterplan del Governo al patto per lo Sviluppo&#8221;, ha condiviso la conferenza con una presenza importante seduta in prima fila: la mancata leader regionale <strong>Wanda Ferro &#8211; </strong>molto amata anche dai giovani e nota esponente del Centrodestra. Questo redattore forse ha malignato o sollecitato troppo la sua fantasia: e se una parte così importante del PD che non è più PD, attesi i recenti fatti che hanno visto ex Fi ed esponenti dell&#8217; Ncd  avere la meglio, decidesse di planare in un&#8217;area di centro.., ad esempio in una zona di &#8220;Ferro&#8221;, tra belle (<strong>e molto, molto intelligenti Donne come Jole e Wanda</strong>), cosa accadrebbe? A questo punto tutto sarebbe lecito in questa fase di trasformazione della politica alla ricerca di programmi validi e utili per davvero alla comunità.</p>
<p style="text-align: justify;">Fa bene, la <strong>coordinatrice regionale di Fi Jole Santelli</strong> ad accogliere la richiesta di una squadra di Giovani calabresi onesti e preparati che desiderano impegnarsi in politica, consapevoli dell&#8217;incapacità della politica attuale di curare i loro interessi. Il futuro, d&#8217;altra parte, appartiene a loro.</p>
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		<title>Giuseppe Scopelliti: tentazioni romane per il Governatore della Regione Calabria?</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2012/03/giuseppe-scopelliti-tentazioni-romane-per-il-governatore-della-regione-calabria/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Mar 2012 21:40:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[“lobby politico- mafiosa-affaristica”]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_4262" aria-describedby="caption-attachment-4262" style="width: 495px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="Giuseppe-Scopelliti" href="https://ilparlamentare.it/?attachment_id=4262"><img decoding="async" class="size-full wp-image-4262" title="Giuseppe-Scopelliti" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giuseppe-Scopelliti.jpg" alt="Il Governatore della Regione Calabria Giuseppe Scopelliti" width="495" height="278" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giuseppe-Scopelliti.jpg 495w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giuseppe-Scopelliti-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giuseppe-Scopelliti-480x270.jpg 480w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giuseppe-Scopelliti-469x263.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giuseppe-Scopelliti-160x90.jpg 160w" sizes="(max-width: 495px) 100vw, 495px" /></a><figcaption id="caption-attachment-4262" class="wp-caption-text">Il Governatore della Regione Calabria Giuseppe Scopelliti</figcaption></figure>
<p>Reggio Calabria &#8211; A cura di V. Ermiterra &#8211; Dal Nord al Sud è alta la tensione della politica rispetto alla Magistratura che indaga sul malaffare. Certo, nonostante ci si sforzi di guardare altrove, la Calabria, purtroppo, merita ancora la palma che la Stampa conferisce alle notizie sconcertanti che riguardano la politica in relazione alle indagini condotte dalla magistratura italiana che, evidentemente, qualche carta oltre le parole di questo e di quello, le avrà pure.<br />
Seguendo la vicenda Scopelliti che, effettivamente, è imbarazzante, va detto che non si riesce a comprendere come sia possibile che la magistratura sembra (al momento) vedere solo Giuseppe Scopelliti e pochissimi altri mentre a sostenere a spada tratta lo stesso Governatore sono in tanti e alcuni di essi anche autorevoli membri del Governo con incarichi che non lascerebbero dubbi a sospetti. Dunque, o la Magistratura calabrese e milanese hanno preso un abbaglio serio, oppure qui bisogna tenere pronte le pagine dei giornali perché potrebbe accadere di tutto anche in virtù dei recenti arresti eccellentissimi.<br />
L&#8217;ulteriore puntata ha così inizio:<br />
“Anticipo per chi voglia intendere che non mi dimetterò da assessore comunale, non defletterò dal mio impegno politico, ma soprattutto mi conserverò l’onore di un rapporto di fedeltà all’amicizia che mi lega dall’infanzia a <strong>Peppe Scopellit</strong>i”<br />
A parlare con insolita chiarezza, per come riportato dalla stampa locale, <strong>è l’assessore all’urbanistica del Comune di Reggio Calabria, Luigi Tuccio</strong>, legatissimo per sua stessa ammissione al governatore calabrese. Tuccio è finito indirettamente dentro una grande tempesta giudiziaria. L’operazione “Lancio”,  appena conclusa con una raffica di ordinanze cautelari eseguite nei confronti della presunta rete di protezione femminile del super latitante <strong>Domenico Mondello</strong>, detto “Micu u pacciu”,  ha portato all’arresto anche della suocera dell’assessore,  <strong>Signora Giuseppa  Cotroneo</strong>, destinataria di pizzini di ringraziamento da parte del potente padrino, al quale avrebbe fornito ospitalità in un proprio casolare, meritandosi l’affettuoso appellativo di “cara commare”.</p>
<p>Si deve convenire, anche sulla scorta delle dichiarazioni dell’“amico fedele”, che<strong> il Presidente Scopelliti continua a non azzeccarne una</strong>  in quanto a frequentazioni imprudenti: dai matrimoni, alle discoteche, fino alla scelta dei collaboratori, incrocia sempre, suo malgrado, personaggi ambigui. Evidentemente il giovane e rampante “Principe” calabrese, non ha letto bene Machiavelli.</p>
<p>Infatti, definire inquietante il quadro delle relazioni presidenziali che in qualche modo hanno a che fare con la “commare” di Domenico Condello è puro eufemismo.</p>
<p><strong>Giuseppa Cotroneo ha tre figlie</strong>: una, la <strong>Signora Bruna Nocera</strong>, ha sposato in carcere <strong>Pasquale Mondello</strong> &#8211; cugino omonimo del “Supremo”, arrestato dai Ros di Reggio Calabria il 18 febbraio del 2008, e cognato di <strong>Nino Imerti, detto “nano feroce”</strong>, anch’egli in carcere da molti anni; la seconda, <strong>Maria Angela, è moglie di Massimo Pascale</strong>, <strong>già segretario particolare dell’allora sindaco di Reggio Calabria</strong>, a tutt’oggi, c<strong>omponente dell’ufficio di gabinetto del Presidente della Regione</strong>; la terza figlia, l’<strong>Avv. Giampera Nocera</strong>, <strong>moglie dell’ assessore Tuccio</strong>, è una presenza costante, <strong>in qualità di consulente, avvocato o destinataria di incarichi amministrativi</strong>, nelle giunte municipali reggine a guida Scopelliti, Raffa e Arena. Tanto legata al Governatore, da figurare, con l’incarico di vice presidente, tra i soci fondatori della lista Scopelliti, che ne ha accompagnato il successo elettorale alle regionali del 2010, strutturandosi sul territorio come una sorta di PDL parallelo.</p>
<p>Quante distrazioni, povero Presidente!</p>
<p>Anche deputati a lui vicini cominciano ad affermarlo senza mezzi termini: “Scopelliti ha solo una colpa, quella di fidarsi troppo di alcuni amici che lo stanno mettendo nei guai”. Ma distinguere tra consiglieri leali e fratelli coltelli, in momenti come questi, è davvero impresa disperata.</p>
<p>Infatti, non è dato sapere a chi si riferisse il governatore quando, all’inizio di questo terremoto politico &#8211; giudiziario, adombrava l’ipotesi che qualcuno complottasse per mandarlo  in Parlamento, per frenarne l’azione di cambiamento e rinnovamento avviata in Calabria. Tuttavia, qualche malalingua del centrodestra alimenta il perfido dubbio che quella dichiarazione fosse nient’altro che un sasso gettato nello  stagno,  il tentativo di saggiare il terreno e le disponibilità, dal momento che sarebbe lo stesso Scopelliti a fare più d’un pensierino alla candidatura nel 2013, per tirarsi fuori da una situazione che si va ingarbugliando ogni giorno di più.</p>
<p>Del resto, i fatti e le megapagine dei Quotidiani calabresi parlano da sé.</p>
<p>Sul Comune di Reggio Calabria, troppo frettolosamente spacciato come “modello”, incombe la spada di Damocle della Commissione di Accesso antimafia. Le relazioni imprudenti, come quelle sopra descritta, il deficit di bilancio stratosferico, l’allegra gestione di finanze e consulenze, non lasciano presagire nulla di buono. E lo scioglimento del Comune, oltre che un’onta per la città,  sarebbe un colpo mortale all’immagine di Scopelliti.</p>
<p>Proprio per la vicenda dei bilanci comunali e delle parcelle liquidate dalla dirigente <strong>Orsola Fallara</strong>, morta suicida, il Governatore ha appena ricevuto un avviso di chiusura delle indagini, preludio al probabile rinvio a giudizio per reati di indubbia complessità e gravità.</p>
<p>Per quel che riguarda l’inchiesta sulla sanità, portata avanti dalla <strong>Procura di Catanzaro</strong>, Scopelliti è stato interrogato per due ore dai magistrati. A termine dell’interrogatorio ha dichiarato di aver fornito ogni chiarimento sulle varie contestazioni. Sapremo presto se è riuscito a convincere i Pm.</p>
<p>Intanto – ed è forse la vicenda che più  inquieta e preoccupa il Presidente della Regione – prosegue il processo Meta e il <strong>Colonnello dei Carabinieri Valerio Giardina</strong>, che lo ha accusato di far parte, insieme al fratello Consolato detto Tino,  di una <strong>“lobby politico- mafiosa-affaristica”</strong>, continua a parlare elencando fatti, circostanze e fornendo deduzioni investigative ed analisi.</p>
<p>Peraltro, in un delle ultime udienze di quello stesso processo,  gli imputati detenuti hanno presentato un  sibillino manoscritto, acquisito agli atti dal Collegio presieduto da <strong>Silvana Grasso</strong>, con il quale addirittura protestano contro la Dda reggina, accusandola di due pesi e due misure nei confronti degli imputati dell’area criminale rispetto a quelli della sfera politica. In definitiva, gli imputati detenuti lamenterebbero una presunta eccessiva prudenza da parte degli inquirenti nell’aggredire  la cosiddetta zona grigia. Incredibile, ma vero. Imputati detenuti, appartenenti al fior fiore delle cosche reggine, formulano alla giustizia e alle istituzioni la stessa accorata richiesta di ogni cittadino onesto: <strong>recidere i legami tra la politica, il malaffare e la ‘ndrangheta</strong>, colpendo al cuore il sistema delle loro perverse ed oscure relazioni. Si tratta di una cinica provocazione,  per alimentare confusione, veleni e sospetti, in un  clima già surriscaldato? Forse si è voluto parlare a nuora (la magistratura),  perché suocera (la politica) intenda? E’ un messaggio cifrato perché nessuno si illuda di farla franca? La politica calabrese sembra avere più di un motivo per non dormire sonni tranquilli.</p>
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<p>&nbsp;</p>
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		<title>Renato Brunetta e Società SGR: ecco i fondi NON spesi nel SUD 2.0</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2011/11/renato-brunetta-e-le-societa-sgr-ecco-i-fondi-non-spesi-nel-sud-2-0/</link>
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		<pubDate>Wed, 09 Nov 2011 15:15:45 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_3199" aria-describedby="caption-attachment-3199" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a rel="attachment wp-att-3199" href="https://ilparlamentare.it/2011/11/renato-brunetta-e-le-societa-sgr-ecco-i-fondi-non-spesi-nel-sud-2-0/renato_brunetta/"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-3199" title="Renato_Brunetta" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Renato_Brunetta.jpg" alt="" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Renato_Brunetta.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Renato_Brunetta-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Renato_Brunetta-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-3199" class="wp-caption-text">Renato Brunetta e le Società SGR</figcaption></figure>
<p><strong>Continuano i lamenti </strong>già più volte denunciati da ComunicareITALIA e IL PARLAMENATRE.IT nel maggio 2011 sulla gestione dei fondi pubblici assegnati a <strong>4 società SGR</strong> .<br />
Le quattro società che si sono unite nella cattiva sorte al <strong>Ministro Renato Brunetta sono Vertis, Atlante (Intesa), Quantica, Vegagest.<br />
</strong>Oggi, però, c&#8217;è una novità per il Sud che ha tra le sue forze il<strong> Sottosegretario all&#8217;Economia con delega al Sud Antonio Gentile </strong>che potrebbe, per esempio, chiedere lumi a<strong> Renato Brunetta </strong>a difesa delle Aziende 2.0 del SUD.<strong><br />
</strong>Queste società, in pratica, gestiscono <strong>153,1 </strong>milioni di Euro di cui <strong>76,5 milioni di Euro pubblici,</strong> per investirne altrettanti su progetti nel settore Innovazione a <strong>vantaggio del Sud</strong>. Anzi, di progetti innovativi che nel Sud sono destinati a generare economia. Queste società, dopo avere individuato i progetti diventano &#8220;socie&#8221; dei progetti stessi per una determinata percentuale e poi, al momento dell&#8217;uscita, vendono la loro parte di società al fine di ottenerne una remunerazione superiore all&#8217;investimento della loro percentuale del 50%. La prima anomalia è, però, che tale percentuale richiesta dalle società SGR è doppia poichè la metà del fondo è di natura pubblica. Ma magari fosse solo questo!</p>
<p><strong>Vertis, Atlante (Intesa), Quantica, Vegagest</strong> sono finite anche sulle autorevoli pagine del Corriere della Sera e ciò significa che, evidentemente, il loro comportamento anomalo già denunciato pubblicamente più volte, prima o poi, dalle scrivanie delle redazioni giornalistiche potrebbe finire sulla scrivania, ancora più determinata a conoscere la verità, della magistratura competente. <em>&#8220;Sarebbe ora&#8230;!&#8221;,</em> dicono i giovani ricercatori del settore IT sconcertati dalle metodologie adottate per la valutazione dei loro progetti.<br />
Tra l&#8217;altro, diciamolo, siamo tutti stati trascinati in una crisi finanziaria che non è estranea a questo modello di gestione dei fondi pubblici e l&#8217;Italia non può permettersi di non finalizzare i fondi dei contribuenti su progetti 2.0 che sono proprio quelli che potrebbero far nascere e decollare nuove economie.<br />
E&#8217; impensabile, tra l&#8217;altro, che la <strong>Presidenza del Consiglio dei Ministri</strong>, in quanto tale, possa condividere o essere in accordo con tutto quanto si sta denunciando pubblicamente con nomi e cognomi sull&#8217;affare SGR.</p>
<p>Intanto se la redazione de <a title="Informazione di Politica e Costume in Italia" href="https://ilparlamentare.it/" target="_blank"><span style="color: #0000ff;">IL PARLAMENTARE.IT</span></a> e di <a title="Brand Italia e Made in Italy in Rete" href="http://www.comunicareitalia.it/" target="_blank"><span style="color: #0000ff;">ComunicareITALIA.IT </span></a>avevano già palesato il meccanismo involutivo e folle di coloro che in queste società fungono da valutatori, oggi <strong>Massimo Sideri del Corriere della Sera</strong>, dati alla mano, ci aiuta a capirne le gravi contraddizioni.<br />
Per questo, vi suggeriamo vivamente di leggere il dettagliato articolo di Sideri <strong>&#8220;Corriere della Sera nella pagina 35 di giorno 8 Novemvre 2011&#8221;</strong> che titola <a title="Corriere della Sera - articolo di Massimo Sideri" href="http://archiviostorico.corriere.it/2011/novembre/08/Sud_Fondo_che_non_spende_co_9_111108022.shtml" target="_blank">&#8220;SUD, IL FONDO CHE NON SPENDE &#8211; Inutilizzati in larga parte gli oltre 76,5 milioni del Ministro Brunetta&#8221;</a>.<br />
Capirete che Renato Brunetta ha sottovalutato la questione delle Società SGR, i progetti innovativi del SUD, e le opportunità per i &#8220;Cervelli&#8221; meridionali che oggi saranno testimoni del fallimento della politica dello stesso Brunetta e delle Istituzioni italiane che hanno retto questo sistema.</p>
<p>In sintesi e per evitare distorsioni di qualsiasi sorta diciamo subito che al <strong>Ministro Brunetta</strong> sono state più volte denunciate per iscritto gravissime anomalie, ma nessuna risposta è mai stata fornita ne&#8217; dallo stesso Brunetta, ne&#8217; dalla sua segreteria. Tali anomalie rendono possibile credere che le società SGR, che gestiscono i fondi dei progetti innovativi (2.0, ndr) del Sud, non abbiano assolutamente le capacità tecnico scientifiche adeguate per valutare a chi attribuire i fondi che, si ripete, per il 50% , sono dei contribuenti italiani. Perchè? perché lo dicono loro per mezzo di un loro valutatore che scrive nero su bianco di non essere in grado e di non avere gli strumenti per valutare. <em>Ma allora &#8211; sarebbe lecito chiedere a questo valutatore del quale gelosamente conserviamo la lettera nella quale scrive ciò &#8211; che ci stai a fare? e quanto ti pagano? e quanti rimborsi chiedi allo Stato per andare a valutare i progetti ai quali rispondi di non avere gli strumenti per valutare? </em></p>
<p>Ma la cosa che oggi preoccupa ancor di più il redattore a fronte dell&#8217;attuale situazione finanziaria è che il <strong>Ministro Renato Brunetta</strong> non risponde e non interviene. Certo è che, così facendo, pare scontato che, trattandosi di danaro pubblico, questo silenzio potrebbe essere assimilato ad una omissione di atti d&#8217;ufficio.</p>
<p>L&#8217;ARTICOLO DEL CORRIERE DELLA SERA A CURA DI MASSIMO SIDERI<br />
<strong><span style="color: #800000;">Venture capital 2.0 Quattro le società che avevano vinto la gara: Vertis, Atlante (Intesa), Quantica e Vegagest<br />
</span></strong><span style="text-decoration: underline;"><strong>Sud, il Fondo che non spende<br />
</strong></span><span style="text-decoration: underline;"><strong>Inutilizzati in larga parte gli oltre 76,5 milioni del ministro Brunetta Usato il 12-13% Dopo due anni e mezzo usato solo il 12-13% E tra un anno e mezzo i fondi verranno ritirati</strong></span></p>
<p>MILANO &#8211; Sud, il fondo che c&#8217; è ma non spende. Sono 153,1 i milioni di euro, 76,5 pubblici e l&#8217; altra metà privati, già pronti per progetti imprenditoriali 2.0 ma in larga parte dimenticati a fare la polvere: secondo la ricostruzione fatta dal Corriere e stando larghi di manica solo 19 sarebbero i milioni allocati fino ad oggi. Il 12-13% del totale. Per il varo nel 2009 il Fondo digitale per il Sud era stato acclamato dal ministro Renato Brunetta come una svolta nel veicolare innovazione e finanziamenti al Sud. Nella sostanza erano stati «commissariati» i fondi europei: non siete in grado di utilizzarli? Bene, il governo aveva trovato la quadra affidandoli a venture capitalist di professione: Vertis, Quantica, Vegagest. Addirittura a una grande banca come Intesa Sanpaolo, attraverso Atlante Venture Mezzogiorno. Ma a due anni e mezzo dalla partenza &#8211; con l&#8217; aggravante che ora la crisi spaventa, la disoccupazione giovanile nel Mezzogiorno cresce e il credit crunch nei confronti delle aziende si diffonde a macchia d&#8217; olio &#8211; i professionisti stanno sostanzialmente fallendo. Se non verranno utilizzati entro un anno e mezzo per aiutare delle start up andranno persi nella peggiore tradizione dei finanziamenti europei di cui siamo campioni al rovescio. E le premesse non sono buone. Il fondo fu varato dopo una gestazione soffertissima che lo stava quasi portando alla morte prematura in culla: le risorse erano state individuate con la Finanziaria 2005. La gara era partita nel luglio del 2007 e in mezzo erano passati diversi ministri, dall&#8217; idea iniziale di Lucio Stanca a Brunetta che lo aveva dovuto difendere con le unghie dal collega «accentratore» Giulio Tremonti. Sembra surreale: ci sono i soldi già assegnati, ci sono i fondi di venture capital, ci sono anche le start up visto che la maggior parte delle idee d&#8217; impresa 2.0, alcune che hanno anche raggiunto il successo internazionale, vengono presentate da ragazzi del Sud. Ciò nonostante i soldi sono spiaggiati e in lenta agonia. A sua modo, ognuna delle Sgr potrebbe essere presa come modello di cosa non funziona. C&#8217; è la grande banca (Intesa), il fondo privato con un socio pubblico come il Cnr (Quantica), la piccola realtà napoletana che in teoria dovrebbe avere il contatto maggiore con il territorio (Vertis) e anche una strana creatura come Vegagest che non aveva nessuna esperienza nel settore e che doveva operare grazie a un accordo mai ufficializzato con Gianni Lettieri, l&#8217; imprenditore sconfitto a Napoli dal sindaco De Magistris. Nessuno ha creato imprenditorialità e lavoro nonostante i soldi pubblici. Per ricordarla tutta a fare pressione per mettere le mani sulla ricca torta del fondo per il Sud, nel 2009, c&#8217; era anche la Sgr Cape Natixis guidata allora da Simone Cimino, il finanziere che voleva acquistare Termini Imerese finito nel frattempo nei guai con la giustizia. I conti: partiamo da Quantica che con 31,55 milioni pubblici e altrettanti privati (il bando prevedeva il raddoppio della somma vinta) aveva portato a casa la fetta più grande. Il fondo partecipato dal Cnr con il 36% ha già deliberato tre investimenti da circa un milione l&#8217; uno per tre società: X2tv, CrowdEngeneering e CityNews. E si è preso impegni (cioè investe se le società raggiungono milestone di fatturato o di tecnologie) di almeno altri 2-4 milioni. Risultato: 6-7, considerando anche gli assegni futuri, su 63. La Sgr di Intesa guidata da Davide Turco: ufficialmente c&#8217; è una sola operazione conclusa ma altre 3 starebbero attendendo il via libera dell&#8217; Antitrust per un impegno totale tra i 6-7 milioni sui 25 totali. Vertis, Sgr di Amedeo Giurazza che si è mossa anche insieme alla TTVenture di Giuseppe Campanella, ha investito 2,8 milioni in 4 società mentre di una quinta operazione non si conosce la cifra. Fosse anche il massimo allocabile per legge (2,5 milioni, ma è difficile) saremmo sui 5 milioni su 25. Vegagest, infine: 40 milioni. Zero operazioni annunciate. Tutto ciò che non sarà dato entro il giugno 2013 tornerà indietro. E considerando gli importi individuali massimi e le regole di ingaggio la missione Fondo per il Sud sembra impossibile: le 4 società dovrebbero trovare tra le 50 e le 60 start up in volata. Pubblico e privato bocciati. A cura di Massimo Sideri.</p>
<p>VEDI ANCHE LINK CORRELATI DE IL PARLAMENTARE.IT</p>
<p><a href="https://ilparlamentare.it/2011/05/gestione-fondi-societa-sgr-pesanti-lamentele/"><span style="color: #0000ff;">https://ilparlamentare.it/2011/05/gestione-fondi-societa-sgr-pesanti-lamentele/</span></a></p>
<p><a href="https://ilparlamentare.it/2011/02/new-allarme-innovazione-groupon-la-start-up-che-ha-detto-di-no-ai-6-miliardi-di-google/"><span style="color: #0000ff;">https://ilparlamentare.it/2011/02/new-allarme-innovazione-groupon-la-start-up-che-ha-detto-di-no-ai-6-miliardi-di-google/</span></a></p>
<p><a href="https://ilparlamentare.it/2011/02/il-nostro-made-in-italy-nelle-tasche-delle-multinazionali-estere/"><span style="color: #0000ff;">https://ilparlamentare.it/2011/02/il-nostro-made-in-italy-nelle-tasche-delle-multinazionali-estere/</span></a></p>
<p>Per meglio comprendere la natura di questo lassismo delle società SGR leggi anche</p>
<p><a href="http://www.ultimenotizie.tv/notizie-politiche/senza-calabria-e-campania-litalia-al-primo-posto.html" target="_blank"><span style="color: #0000ff;">SENZA CALABRIA E CAMPANIA ITALIA AL PRIMO POSTO</span></a></p>
<p>di questo articolo ti suggeriamo di prendere visione anche del commento che riteniamo equilibrato e veritiero.</p>
<p>a cura di R. Scriptor</p>
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		<title>Fiat chiude Iris Bus Iveco. Amsia Motors pronta a rilevare e a creare futuro Made in Italy</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Nov 2011 22:25:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[Alfredo Altavilla]]></category>
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		<category><![CDATA[Andrea Conti]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_3189" aria-describedby="caption-attachment-3189" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a rel="attachment wp-att-3189" href="https://ilparlamentare.it/2011/11/fiat-chiude-iris-bus-iveco-amsia-motors-pronta-a-rilevare-e-a-creare-futuro-made-in-italy/amsia_motors/"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-3189" title="Amsia_Motors" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Amsia_Motors.jpg" alt="" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Amsia_Motors.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Amsia_Motors-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Amsia_Motors-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-3189" class="wp-caption-text">Amsia Motors in Italia</figcaption></figure>
<p>Come tutte le questioni che accadono ai <strong>lavoratori del Sud</strong> poco si sa dei drammi che essi vivono e ai quali pare sempre non esserci alcun rimedio se non la rovina e le attese che portano al declassamento continuo della società e dei valori del <strong>Mezzogiorno d’Italia</strong> che si ritrova essere, tranne per poche eccezioni, testimone del malessere di errori e superficialità della politica nazionale. “Declassamento” perché il continuo dramma della disoccupazione conduce inevitabilmente a provvedere alla sussistenza quotidiana divenendo una società senza memoria e capacità di reagire agli eventi.</p>
<p>Oggi, grazie al <strong>fermento civile nel Mediterraneo</strong>, il Sud potrà invece <strong>assumere un ruolo di primissimo piano</strong> e deve potersi permettere di non trascurare nessuna opportunità di sviluppo, soprattutto quando, come in questo momento, bisogna rendere saldo il valore del Made in Italy, valore che deve essere inteso come risonanza dell’ anima italiana nel mondo e “mecca” dell’economia internazionale.</p>
<p>IRIS BUS IVECO: OLTRE 4000 FAMIGLIE A BREVE SENZA LAVORO<br />
Proprio oggi, nel cuore di questa crisi indefinibile, accade che <strong>700 lavoratori di Iris Bus Iveco, </strong>azienda posizionata nella <strong>Valle Ufita dell’Appennino campano,</strong> rimangano senza lavoro a causa della decisione di <strong>Fiat Industrial</strong> di chiudere lo stabilimento italiano. Si tratta di una parte del Sud che ha creduto alla Fiat e ai giganti del passato convinti che la trasformazione della Grande Civiltà contadina in società dell’industria metallica potesse reggere nella terra del sole e del clima unico al mondo. Oggi, di certo, questi lavoratori non sarebbero stati traditi dalla “Terra”, attesa la forza che ha acquisito negli ultimi 10 anni il mondo <strong>FOOD ITALIA, patria anche della Dieta mediterranea oggi anche Patrimonio UNESCO</strong> che i francesi e il resto del mondo potranno soltanto cercare di imitarla malamente o di degustarne i prodotti. Ma &#8211; come si dice &#8211; il guaio è stato fatto e ora bisogna rimediare.</p>
<p>Ma ritorniamo al dramma di 700 famiglie: lo stabilimento <strong>IRIS BUS IVECO “chiude” e licenzia tutti <em>a favore del gemello francese</em> che offrirebbe a Fiat Industrial migliori condizioni. </strong></p>
<p>Oggi possiamo dire che, se non fosse per l’interesse che qualche geniale pensatore ha inculcato nel <strong>fior fiore dell’imprenditoria che la Cina esprime nel settore</strong>, i lavoratori di questo storico stabilimento che costruisce <strong>Autobus</strong> sarebbero senza la benché minima speranza. Procediamo dunque con calma e vediamo di capire a che punto siamo.</p>
<p>Intanto possiamo dire che <strong>ai 700 lavoratori</strong> che perderanno il posto di lavoro a causa della scelta di Fiat Industrial <strong>è legato un indotto di altri 3.500</strong> lavoratori che faranno la stessa fine. Per questo abbiamo pensato di seguire direttamente con i nostri redattori la vicenda convinti del fatto che anche questi lavoratori abbiano <strong>tutti i diritti che la Costituzione Italiana garantisce</strong> loro, inclusa <strong>un’informazione leale e rispettosa della  verità e delle Persone</strong>.</p>
<p>AMSIA MOTORS: LA SOLUZIONE DEL PROBLEMA<br />
Siamo anche interessati a conoscere i motivi per cui Fiat Industrial ha deciso di vendere l’anima alla Francia ma, oggettivamente, ancor più, a riconoscere il <strong>ruolo salvifico ad Amsia Motors,</strong> che non solo <strong>reintegrerebbe permanentemente tutte le maestranze</strong> che sono a rischio, ma convertirebbe quella che oggi risulta essere <strong>un’industria i cui macchinari sembrano essere datati 1974, </strong>in una moderna industria che <strong>produce motori elettrici per bus</strong> capace, tra l’altro, di <strong>interpretare i più moderni standard tecnologici</strong> <strong>a tutela dell’ambiente e della salute dei lavoratori</strong>.</p>
<p>In Italia, però, sappiamo bene che non basta trovare le soluzioni finanziarie. Bisogna fare i conti con molte cose poco chiare e, infatti, incredibile a credersi, pare che una certa foschia cali metodicamente appena spunta il sole per rendere poco chiaro anche il ruolo che i sindacati dovrebbero avere a tutela dei lavoratori.</p>
<p>Si ha l’impressione, infatti, che questo importante polo di lavoratori potrebbe essere più utile a qualcuno o a qualcosa da “disoccupato” che da occupato.</p>
<p>L&#8217;INCONTRO A MILANO TRA FIAT INDUTRIAL E AMSIA MOTOR<br />
Intanto <strong>qualcosa di importante e serio si è mosso a Milano</strong> dove alle ore 14 del giorno 3 Novembre si è tenuta una riunione dalla quale <strong>è emersa la volontà di Amsia Motors di acquisire il polo industriale Iris Bus Iveco</strong> e/o, in ogni caso, di aprire un nuovo polo industriale che sosterrebbe, appunto, una <strong>produttività “verde” nel mondo Bus italiano</strong>. Una vera rivoluzione grazie alla quale i lavoratori italiani potrebbero non versare più lacrime Fiat e rilanciare con un progetto che vedrebbe al <strong>50% ITALIA-CINA</strong> partner di un nuovo Brand forte e competitivo, oltre che <strong>rispettoso dell’Ambiente e del protocollo di Kioto.</strong></p>
<p>All’incontro tenuto si presso lo Studio dell’Avv. <strong>Franz Grande Stevens</strong> hanno partecipato <strong>Alfredo Altavilla,</strong> <em>Chief Executive Officier Iveco per Fiat Industrial</em>, l’Avv. <strong>Diego Saluzzo</strong> <em>di Iveco</em> e <strong>Stephane Viez </strong><em>Senior Vice president – Chief Financial Officer Iveco</em>, <strong>Mostafa Z. Ahmad</strong>, <em>Charman &amp; CEO di Amsia Motors, </em><strong>Donato Arcieri </strong><em>Rappresentante delegato dall’Amsia Motors in qualità di Consulente, l’Ing. </em><strong>Roberto Verni </strong>e l’Avv.<em> </em><strong>Andrea Conti</strong><em> dello Studio “Lenoci”. </em></p>
<p>FIAT IVECO HA MANIFESTATO VOLONTA&#8217; POSITIVA<br />
In questa sede, finalmente, la Iveco dopo ben quattro precedenti incontri tenutisi a Torino ha manifestato la volontà di volere valutare l’ipotesi della cessione dell’Azienda Italia Iris Bus Iveco. Guarda caso, dopo avere firmato in data 2 Novembre 2011 (il giorno prima ndr) l’accordo sindacale con le rappresentanze RSU (Rappresentanze Sindacali Unitarie) il cui accordo prevede la cassa integrazione per 2 anni ed eventualmente l’accompagnamento al prepensionamento per coloro i quali ne abbiano i requisiti per <strong>un costo per le casse dello Stato pari a circa 25 milioni di euro anno</strong>, con una cessazione di attività prevista in Italia e un ulteriore danno per altri <strong>3.500 addetti situati nell’indotto</strong>.</p>
<p><strong>Amsia Motors</strong>, invece, si affaccia in Italia con l’intento di voler realizzare un’Azienda nuova e con marchio interamente “Italia”, il cui ciclo produttivo prevede la realizzazione di <strong>Autobus elettrici di tecnologia Amsia Motors </strong>e altri prodotti che completerebbero un parco macchine che vanno ad affrontare un mercato mondiale che punta sul risparmio energetico e sull’abbattimento degli scarichi dell’anidride carbonica in ottemperanza al <strong>Patto di Kioto</strong>. <strong>Amsia Motor</strong>, inoltre, utilizza nel suo ciclo produttivo materiali che non sono inquinanti anche a tutela dei suoi lavoratori.</p>
<p>Occorrerebbe, per quanto suddetto, <strong>plaudire a queste pratiche di assoluta civiltà industriale</strong>, rispetto ad un passato che ben sappiamo quanto sia costato e quanto costi tutt’oggi in termini di salute ai lavoratori.</p>
<p>QUALE SAREBBE IL VANTAGGIO IMMEDIATO PER L’ITALIA?<br />
Innanzitutto <strong>l’assunzione immediata dei</strong> <strong>700 lavoratori</strong> e il <strong>conseguente mantenimento dell’indotto costituito dalle ulteriori 3.500 unità lavorative</strong>. Nella seconda fase dell’industrializzazione <strong>è già previsto l’ampliamento dell’organico a 3.000 dipendenti diretti più 5.000 indiretti</strong>. Ciò sviluppando e definendo i lineamenti di una <strong>nuova Azienda Made in Italy</strong> che affronta, però, il mercato, con soluzioni efficaci il nel settore dell’autotrazione elettrica, nuova pagina della storia mondiale dei trasporti pubblici e privati ormai non più rimandabile.</p>
<p>AMSIA HA INCONTRATO SOTTOSEGRETARIO ECONOMIA ANTONIO GENTILE<br />
Nella giornata del <strong>3 Novembre il Presidente dell’Amsia</strong> ha incontrato in sede ufficiale, presso il Senato della Repubblica Italiana, il Sottosegretario all’Economia con delega al Sud <strong>Antonio Gentile</strong>, al quale ha illustrato il piano industriale.</p>
<p>DONATO ARCIERI CONSULENTE AMSIA MOTORS: E&#8217; GRANDE OCCASIONE<br />
Ad offrire uno spunto di logica riflessione è il <strong>Consulente delegato da Amsia Motors Donato Arcieri</strong> che afferma: <em>“perché lo Stato italiano dovrebbe rinunciare ad una straordinaria opportunità che giunge tra l’altro in un momento drammatico per l’economia internazionale che sta trascinando a picco anche l’Italia? Tra l’altro, gli azionisti saranno 50% Italia e 50% Cina, segno di assoluta buona fede e del fatto che si tratta di un vero, autentico rilancio del lavoro e dell’economia per mezzo di una partnership trasparente. Inoltre – </em>afferma sempre <strong>Donato Arcieri</strong><em> – stiamo parlando di un’azienda altamente tecnologica che interpreta in senso concreto la trasformazione della tecnologia che inquina in una risorsa interamente e veramente verde. Ciò significa che potremo portare l’Italia ad essere in tempi brevissimi artefice della concretizzazione di un sogno che tutti gli abitanti della terra hanno oggi in comune: una civiltà verde e rispettosa dell’Uomo e del suo Ambiente”.</em></p>
<p>Detto ciò, che si tratti di una <strong>opportunità irripetibile per l’Italia</strong> <strong>e i suoi lavoratori</strong>, appare scontato.</p>
<p>UNA RIFLESSIONE DE IL PARLAMENTARE.IT SUL MANCATO RISPETTO DELLA FRANCIA<br />
Piuttosto, oggi vale la pena di soffermarsi un attimo a riflettere sui <strong>quotidiani attacchi che la Francia rivolge all’Italia</strong> proprio nel bel mezzo di una crisi “europea”. Attacchi rivolti sia al nostro Governo che alle nostre Aziende. A tal proposito ci siamo chiesti semplicemente “perché” il Presidente Sarkozi si permetta di prenderci in giro. Facciamo una ipotesi? Forse perché ci comanda a bacchetta, essendo la Francia proprietaria delle società che gestiscono le nostre acque (Veolia) e magari ci danno anche da mangiare (Parmalat), gestiscono i nostri risparmi (BNL, Cariparma), gestiscono anche l’erogazione del Gas forse perché ci erogano energia elettrica e gas (Edison). Per tutti questi motivi, forse, ci considerano culturalmente alla loro mercé, nonostante la Francia sia il paese dell’Europa con la più alta percentuale di disoccupazione giovanile probabilmente del pianeta. Dunque sarebbe solo frutto di fanta-politica  immaginare che se l’Italia sposasse come partner tecnologico e di capitale la Cina, per un progetto così innovativo, <strong>la Francia potrebbe subirne direttamente gli svantaggi</strong>? E se poi si continuasse nella direzione di una <strong>partnership Italia-Cina sempre più consolidata</strong>, cosa potrebbe accadere?</p>
<p>E quando i giovani francesi s’incazzeranno perché senza lavoro, secondo voi, se la prenderanno con noi italiani o toglieranno per sempre il sorrisetto a Sarkozi?<em> </em>E Fiat – se ci è dato chiedere &#8211; cosa trova di conveniente in una nazione che registra un tasso di disoccupazione così elevato, dunque problemi intestini così evidentemente palesi?</p>
<p>Rimane il fatto che <strong>Fiat va via dall’Italia</strong> dopo avere costruito la sua dignità con i capitali dello <strong>Stato</strong>, quindi degli <strong>Italiani.</strong> Segno, questo, di quella dicotomia che spacca l’Italia dividendola tra gente geniale che lavora e costruisce economia, come chi sta tentando di risolvere genialmente il problema di <strong>Iris Bus Iveco</strong> e chi, invece, l’economia la governa male e la tradisce.</p>
<p>a cura di R. Scriptor</p>
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		<title>Interrogazione su Uditori di Voci</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Jan 2011 20:42:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Gentile]]></category>
		<category><![CDATA[psichiatria uditori di voci]]></category>
		<category><![CDATA[uditori di voci]]></category>
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					<description><![CDATA[Mario Campanella  scrive e volentieri pubbliciamo: Secondo un recente studio pubblicato in Olanda dall’Università di Maastricht , almeno il 20% della popolazione ha avuto o ha allucinazioni. C’è chi sente voci o rumori e chi vede cose inesistenti. Solo una piccolissima parte di queste persone sviluppa, successivamente , una malattia mentale. Eppure, specie nella psichiatria [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://ilparlamentare.it/2011/01/28/interrogazione-su-uditori-di-voci-senatore-antonio-gentile-primo-firmatario/antonio-gentile_7/" rel="attachment wp-att-1142"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-1142" title="Senatore Antonio Gentile" alt="" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Antonio-Gentile_7.jpg" width="290" height="226" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Antonio-Gentile_7.jpg 290w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Antonio-Gentile_7-250x194.jpg 250w" sizes="auto, (max-width: 290px) 100vw, 290px" /></a><strong>Mario Campanella</strong>  scrive e volentieri pubbliciamo: Secondo un recente studio pubblicato in Olanda dall’<strong>Università di Maastricht </strong>, almeno il 20% della popolazione ha avuto o ha allucinazioni.<br />
<strong>C’è chi sente voci o rumori e chi vede cose inesistenti.<br />
</strong>Solo una piccolissima parte di queste persone sviluppa, successivamente , una malattia mentale.<br />
Eppure, specie nella psichiatria italiana, c’è ancora resistenza a considerare questo fenomeno come naturale.<br />
E’ di prossima pubblicazione, per Ponte alle Grazie, un libro del <strong>Prof. Alessandro Salvini,</strong> ordinario di psicologia clinica a Padova , che parla di questo argomento.<br />
Nei giorni scorsi la <strong>Stampa di Torino</strong> ha dedicato addirittura una pagina all’argomento che è finito a <strong>Palazzo Madama</strong> , grazie ad un’interrogazione presentata da dieci senatori <strong>(primo firmatario il Senatore del PdL Antonio Gentile).</strong></p>
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</strong><strong>Approfondisci:<br />
</strong>abbiamo raccolto, attraverso gli studi di eminenti psichiatri come <strong>Alessandro Rossi dell&#8217;Aquila</strong>, <strong>Jim Van Os, di Maastricht</strong>, <strong>Michael Ohayon di Standford</strong>, addirittura lo stesso <strong>Presidente del Dsm V , Kupfer, le Università di Padova e Milano</strong> una serie di dati che dimostrano come nel mondo ( e quindi anche in Italia ) ci siano milioni di “<strong>uditori di voci”</strong>: considerare questo fenomeno come sillogismo di psicosi è, non a nostro avviso , ma ad avviso delle procedure mediche, scorretto e sbagliato. Lo afferma il <strong>Senatore Antonio Gentile, della Commissione Finanze del PdL,</strong> primo firmatario dell&#8217;interrogazione di 10 senatori al <strong>Ministro Fazio</strong> nella quale si chiede di istituire una commissione d&#8217;indagine sul fenomeno delle malattie immaginarie e dei costi relativi e si pone l&#8217;accento su un aspetto particolare della psichiatria.</p>
<p>In molte parti del mondo questi fenomeni da sé &#8211; spiega Gentile &#8211; vengono considerati naturali e non patologici, eppure continuiamo a registrare diagnosi di psicosi in assenza di qualsiasi altro elemento corrispondente ai criteri definiti dallo stesso Dsm. <strong>Gentile spiega di essersi appassionato al tema grazie al prof. Alessandro Salvini, dell&#8217;Università di Padova</strong> : fu lui a mostrarmi centinaia di casi di uditori di voci senza alcun altro disturbo che vivevano e vivono in società perfettamente, che sono persone equilibrate, ma cui la psichiatria ancora affibbia etichette patologiche &#8220;Gentile ricorda&#8221; il disturbo paranoiedo da riformismo sociale che fu abrogato nel 1974 e che vedeva, uniti , sia gli psichiatri americani che russi all&#8217;epoca : sostanzialmente, chi era contro il potere o dissentiva era ammalato &#8220;oppure&#8221; l&#8217;omosessualità, considerata una malattia sino a pochissimi decenni  fa&#8221; Noi vogliamo affermare con questa iniziativa che ci sono persone che hanno solo questo sintomo e non possono e non debbono essere considerate ammalate- conclude Gentile- anche perché i dati di percentuale parlano dell8-12% di Alessandro Rossi, del 10-20% di Van Os, sino a percentuali che arriverebbero a una persona su tre.</p>
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