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	<title>Antimafia &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Lega Calabria: ‘ndrangheta infiltrata ovunque. Potere assoluto in Calabria, con espansione anche all’estero</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 May 2023 09:27:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antimafia&Legalità]]></category>
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		<category><![CDATA[GIACOMO SACCOMANNO]]></category>
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					<description><![CDATA[“Le ultime operazioni ed arresti hanno confermato che in Calabria la ‘ndrangheta è infiltrata nella P.A., gestisce i traffici di droga, controlla gli appalti, condiziona il consenso elettorale, estorce denaro agli imprenditori e, comunque, mina la tranquillità dei cittadini e di un normale vivere. Tale situazione, emergente dai provvedimenti cautelari eseguiti, in questi ultimi giorni, [&#8230;]]]></description>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1200" height="882" src="https://www.ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giacomo-saccomanno-lega-calabria.jpg" alt="Il Commissario della Lega Calabria Giacomo Saccomanno" class="wp-image-16529" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giacomo-saccomanno-lega-calabria.jpg 1200w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giacomo-saccomanno-lega-calabria-300x221.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giacomo-saccomanno-lega-calabria-367x270.jpg 367w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giacomo-saccomanno-lega-calabria-768x564.jpg 768w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giacomo-saccomanno-lega-calabria-696x512.jpg 696w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giacomo-saccomanno-lega-calabria-1068x785.jpg 1068w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption>Il Commissario della Lega Calabria Giacomo Francesco Saccomanno</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">“Le ultime operazioni ed arresti hanno confermato che in Calabria <strong>la ‘ndrangheta è infiltrata nella P.A.</strong>, gestisce i traffici di droga, controlla gli appalti, condiziona il consenso elettorale, estorce denaro agli imprenditori e, comunque, mina la tranquillità dei cittadini e di un normale vivere. Tale situazione, emergente dai provvedimenti cautelari eseguiti, in questi ultimi giorni, <strong>a Locri, Vibo Valentia, Cosenza, Paola,</strong> ecc., dimostra e comprova che non vi è settore non controllato dalla ‘ndrangheta. Una radicazione pesante che riesce ad ottenere i risultati grazie alle operazioni corruttive o, infine, con la violenza e la paura che incute sulle persone. A questo si deve aggiungere le <strong>condotte compiacenti di professionisti e imprenditori</strong> <strong>che, anche per propri interessi diretti, preferiscono assumere atteggiamenti collusivi che, però, portano rilevanti vantaggi. </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">L’ultima relazione semestrale della Dia e relativa al periodo gennaio-giugno 2022 presentata al Parlamento, ha evidenziato una situazione di estremo allarme: una ‘ndrangheta sempre più forte, radicata nel territorio calabrese, in quello italiano e con rapporti profondi con molte altre nazioni in tutto il mondo. Una criminalità organizzata con una sua struttura coesa, con capacità “militari” e fortemente consolidata nei territori. <strong>Rapporti intensi con gli imprenditori </strong>che, nei momenti di difficoltà, vengono sostenuti e, quindi, con impegno di risorse provenienti dalle attività illecite e con evidente riciclaggio di tali somme, per poi <strong>impadronirsi delle aziende</strong>, pur lasciandole in testa agli stessi. E, ancora, una struttura che riesce anche ad infiltrarsi nelle compagini amministrative ed elettorali degli enti locali, al fine di acquisire il controllo delle risorse pubbliche e dei flussi finanziari, statali e comunitari, prodromici anche ad accrescere il proprio consenso sociale. Le ultime operazioni hanno confermato tale gravissima situazione, che, per certi aspetti, va anche oltre le affermazioni della Dia. <strong>Un contesto di estremo disagio e degrado che deve essere combattuta da tutti, dalle Procure alle Prefetture, dalla politica ai cittadini. </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Un’azione sinergica che deve, necessariamente, partire dall’effettivo controllo del territorio e per consentire un mercato imprenditoriale libero. Ma, quello che appare di maggior gravità è il controllo del consenso che permette alla ‘ndrangheta di controllare le amministrazioni locali e quelle regionali, oltre che condizionare anche le elezioni nazionali, spostando un congruo consenso a piacimento. Tale situazione ha consentito alla stessa di poter decidere chi eleggere e, naturalmente, poi portare all’incasso il sostegno. Ed a volte anche l’inserimento diretto di propri uomini. Una condizione gravissima che viene a minare alle basi il libero consenso e che impedisce una amministrazione libera nell’esclusivo interesse delle comunità. <strong>È indispensabile che la politica si renda conto seriamente di tale situazione ed assuma tutte quelle iniziative indispensabili per consentire la ripresa di quella libertà che è messa in forte discussione da un apparato che non riesce a controllare il sistema costruito dalla ‘ndrangheta.</strong> Il Governo Meloni e la Lega son partiti bene, ma devono proseguire con determinazione nel consegnare strumenti adeguati sia alle Forze dell’Ordine che alla Magistratura e agli amministratori per consentire un’attività incisiva sia preventiva che sanzionatoria”.    </p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo dichiara <strong>Giacomo Francesco Saccomanno</strong>, Commissario Regionale della Lega Calabria.  </p>



<p class="wp-block-paragraph">LEGGI ANCHE: <a href="https://www.ilparlamentare.it/2021/06/giacomo-saccomanno-la-lega-calabria-inaugura-il-dipartimento-antimafia-la-politica-deve-cambiare/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.ilparlamentare.it/2021/06/giacomo-saccomanno-la-lega-calabria-inaugura-il-dipartimento-antimafia-la-politica-deve-cambiare/ </a></p>



<p class="wp-block-paragraph">LA LOCANDINA DE ILPARLAMENTARE.IT</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" width="900" height="1331" src="https://www.ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ilparlamentare-saccomanno.jpg" alt="" class="wp-image-16530" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ilparlamentare-saccomanno.jpg 900w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ilparlamentare-saccomanno-203x300.jpg 203w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ilparlamentare-saccomanno-183x270.jpg 183w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ilparlamentare-saccomanno-768x1136.jpg 768w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ilparlamentare-saccomanno-696x1029.jpg 696w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">        </p>
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		<title>&#8220;Era Mio Padre&#8221; &#8230;di Adriana Musella</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Apr 2023 19:34:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[adriana musella]]></category>
		<category><![CDATA[Antimafia]]></category>
		<category><![CDATA[gennaro musella]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
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		<category><![CDATA[Mafia]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[vittime di mafia]]></category>
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					<description><![CDATA[a cura di Adriana Musella/ Il ricordo di un dolore sara&#8217; sempre dolore. Fa male! Parlando di mio papá ancora oggi non riesco a non essere emotivamente coinvolta. Ma la memoria e&#8217; un imperativo categorico. Sono trascorsi tanti anni da quel 3 maggio del 1982. Fino ad allora, di mafia avevo solo sentito parlare, una [&#8230;]]]></description>
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<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">a cura di Adriana Musella/</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il ricordo di un dolore sara&#8217; sempre dolore. Fa male! Parlando di mio papá  ancora oggi non riesco a non essere emotivamente coinvolta. Ma la memoria e&#8217; un imperativo categorico. <strong>Sono trascorsi tanti anni da quel 3 maggio del 1982</strong>. Fino ad allora, di mafia avevo solo sentito parlare, una storia come altre da leggere o un film da vedere. <strong>Quel giorno fummo chiamati alla realtà e il problema rivoluzionò le nostre esistenze</strong>, mandando in frantumi il corpo di un uomo, i suoi e i nostri sogni, per sempre. Era una  calda giornata di sole, <strong>Gennaro Musella</strong>, <strong>alle 8,20, scese come al solito di casa, pochi metri, l’apertura della portiera, la messa in moto, il boato assordante</strong>. </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Reggio Calabria, tremò come scossa da un terremoto: mio padre veniva disintegrato da una potentissima carica di tritolo posizionata sotto il sedile di guida.&nbsp;</p></blockquote>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" width="957" height="589" src="https://www.ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Immagine-uccisioneGennaroMusella2022-05-03-082239.jpeg" alt="" class="wp-image-16503" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Immagine-uccisioneGennaroMusella2022-05-03-082239.jpeg 957w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Immagine-uccisioneGennaroMusella2022-05-03-082239-300x185.jpeg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Immagine-uccisioneGennaroMusella2022-05-03-082239-439x270.jpeg 439w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Immagine-uccisioneGennaroMusella2022-05-03-082239-768x473.jpeg 768w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Immagine-uccisioneGennaroMusella2022-05-03-082239-696x428.jpeg 696w" sizes="(max-width: 957px) 100vw, 957px" /><figcaption>Il&nbsp;<strong>3 maggio 1982&nbsp;<a rel="noreferrer noopener" href="https://www.citynow.it/luoghi/reggio-calabria/" target="_blank">Reggio Calabria</a></strong>&nbsp;viveva una delle pagini più tristi e crudeli della propria storia.</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L’auto si accartocciò su se stessa</strong>, volando in aria per poi tornare al suolo, mentre l’urlo straziante della gente si alzava in cielo.&nbsp;<strong>Sull’asfalto si formò una voragine</strong> che ancora oggi, quando piove molto, riaffiora. Una colonna di fumo nero, fitto, circondò gli edifici, mentre <strong>il corpo dell&#8217;uomo giaceva dilaniato e sventrato. I suoi occhi spalancati sembravano essere quasi increduli</strong>. Di lui rimase solo un tronco monco; <strong>il cervello spappolato fu trovato appiccicato sul muro di un edificio della via antistante, una mano raccolta sull’asfalto</strong>. </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Moriva così mio padre, Gennaro Musella, moriva in una terra non sua ma&nbsp;di cui s’era innamorato, sognando di creare una seconda Positano in terra di Calabria. Ma il suo sogno fu disintegrato con lui e il suo sorriso spento. Dopo appena due giorni, avrebbe compiuto 57 anni. </p></blockquote>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="960" height="691" src="https://www.ilparlamentare.it/wp-content/uploads/IMG-20230501-WA0006.jpg" alt="Adriana Musella " class="wp-image-16511" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/IMG-20230501-WA0006.jpg 960w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/IMG-20230501-WA0006-300x216.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/IMG-20230501-WA0006-375x270.jpg 375w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/IMG-20230501-WA0006-768x553.jpg 768w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/IMG-20230501-WA0006-696x501.jpg 696w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /><figcaption>Adriana Musella</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">In un attimo di follia, la distruzione di un corpo, di una vita, di una famiglia che non è mai stata più la stessa e che da ieri ad oggi non ha smesso mai di pagare le conseguenze di quella tragedia che ci ha timbrato a fuoco la vita è che ci portiamo dentro. <strong>Mio padre non era un eroe ma una persona semplice e buona che ha pagato a caro prezzo la sua ribellione alla prepotenza e alla sopraffazione mafiosa, nel difendere dignità e libertà</strong>. Ho trascorso la mia vita nella testimonianza quotidiana al fine di trasmetterne memoria e ricordarlo alle coscienze della gente. Non so se ci sono riuscita ma certamente so di aver fatto tutto quello che potevo…bene o male, poco o molto, ma assolvendo al mio dovere di figlia e di cittadina. </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="820" height="546" src="https://www.ilparlamentare.it/wp-content/uploads/musella-gennaro-quotidianodelsud_net.jpeg" alt="" class="wp-image-16506" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/musella-gennaro-quotidianodelsud_net.jpeg 820w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/musella-gennaro-quotidianodelsud_net-300x200.jpeg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/musella-gennaro-quotidianodelsud_net-405x270.jpeg 405w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/musella-gennaro-quotidianodelsud_net-768x511.jpeg 768w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/musella-gennaro-quotidianodelsud_net-696x463.jpeg 696w" sizes="auto, (max-width: 820px) 100vw, 820px" /><figcaption>Gennaro Musella</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quando ad essere ucciso è un personaggio delle Istituzioni, le Istituzioni stesse lo ricordano ma, se a cadere sono cittadini comuni, i palazzi restano molto lontani e si rischia di ucciderli due volte</strong> <strong>nella dimenticanza e nella negazione di verità e giustizia</strong>. Ecco che allora nasce per i familiari l’esigenza di mettersi in gioco e il dolore si fa forza e strumento indispensabile di riscatto. </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Le vittime di mafia non gridano vendetta ma esigono e meritano giustizia, orfani di un futuro loro rubato con la sopraffazione.</p></blockquote>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="720" height="540" src="https://www.ilparlamentare.it/wp-content/uploads/adranamusella-gennaromusella.jpeg" alt="" class="wp-image-16508" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/adranamusella-gennaromusella.jpeg 720w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/adranamusella-gennaromusella-300x225.jpeg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/adranamusella-gennaromusella-360x270.jpeg 360w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/adranamusella-gennaromusella-696x522.jpeg 696w" sizes="auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px" /><figcaption>Adriana Musella con Piero Grasso già Presidente del Senato a Reggio Calabria in occasione del 35° anniversario della morte di Gennaro Musella</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">La lotta della memoria contro l’oblio rappresenta il riscatto dalla barbarie per non rendere vane tante morti ingiuste e dare un senso a ciò che senso non ha. Il ricordo di alcuni uomini e la loro orrenda fine va trasmesso perché possa trasformarsi in patrimonio comune.&nbsp;<strong>A loro è stata riservata la parte più difficile, quella di morire, a noi resta un compito molto più agevole, diffonderne e tutelarne la memoria per non renderne vano il sacrificio ma trasformarlo in opportunità nella costruzione di una coscienza civile</strong>.</p>
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		<title>«Riina, lei è catturato per mano dei carabinieri»: trent&#8217;anni fa l&#8217;arresto del capo dei capi</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2023/01/riina-lei-e-catturato-per-mano-dei-carabinieri-trentanni-fa-larresto-del-capo-dei-capi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Jan 2023 16:26:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antimafia&Legalità]]></category>
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					<description><![CDATA[di Virgilio Fagone &#8211; Fonte Il Giornale di Sicilia/ La cattura del boss corleonese Salvatore Riina segnò il primo passo della offensiva dello Stato contro Cosa nostra dopo le stragi del ’92 in cui caddero i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino assieme agli agenti di scorta. Sono passati trent’anni da quel 15 gennaio del 1993, [&#8230;]]]></description>
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<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">di Virgilio Fagone &#8211; Fonte Il Giornale di Sicilia/</p>



<p class="wp-block-paragraph">La cattura del boss corleonese Salvatore Riina segnò il primo passo della offensiva dello Stato contro Cosa nostra dopo le stragi del ’92 in cui caddero i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino assieme agli agenti di scorta. Sono passati trent’anni da quel 15 gennaio del 1993, quando i carabinieri intercettarono l’auto del capomafia appena uscita dal residence di via Bernini in cui viveva da tempo con la famiglia e misero le mani sul superlatitante, che era riuscito a sfuggire alla cattura per 24 anni. Riina, seduto sul sedile del passeggero di un’anonima Citroen Zx grigia, guidata da Salvatore Biondino, fu bloccato quando mancava poco alle 8,30 e l’auto aveva appena superato il motel Agip su via Regione Siciliana. <strong>Il capitano Ultimo aprì lo sportello: «Riina, lei è catturato per mano dei carabinieri».</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La cattura di Salvatore Riina si è portata dietro una serie di misteri, a cominciare da quello sulla mancata perquisizione sul covo di via Bernini sino alla cosiddetta <strong>trattativa tra Stato e mafia</strong> <strong>per fare cessare la stagione delle bombe</strong>. Il boss corleonese, che ha trascorso in carcere quasi un quarto di secolo sommerso da decine di ergastoli, è considerato l’artefice di quella sanguinaria stagione del terrore a suon di morti ammazzati e attentati condotta a cominciare dagli anni Settanta, quando i corleonesi presero il dominio di Cosa nostra con una guerra interna ai clan che lasciò sul terreno circa tremila vittime. Un’epoca in cui venne scagliata un’offensiva anche contro magistrati, investigatori, politici e giornalisti, falciati dal piombo mafioso. Molti di questi delitti, messi a segno in un periodo in cui la Sicilia era governata da un perverso accordo di potere politico-affaristico-mafioso, sono ancora avvolti dal mistero riguardo al movente e anche, in alcuni casi, agli esecutori materiali.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quel 15 gennaio del ’93, alla vigilia dell’insediamento alla guida della Procura del capoluogo di Giancarlo Caselli, Riina fu subito portato nella caserma e i carabinieri gli scattarono una foto sotto il ritratto del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa.</strong> Tarchiato, (tanto da essere soprannominato «’u curtu»), infagottato in un abito da contadino con una sciarpa al collo, disse di avere fatto per anni l’agricoltore e sostenne di avere appreso dell’esistenza della mafia solo da giornali e tv. Mai un cedimento, mai un colloquio con i magistrati, un atteggiamento che non ha mutato. Ed ha sempre ostentato un comportamento da irriducibile. Fu lui, secondo l’accusa, a pianificare la stagione delle stragi all’indomani della sentenza definitiva del maxiprocesso, primo storico colpo contro Cosa nostra, decidendo di arrivare alla <strong>«resa dei conti»</strong> nei confronti di tutti coloro che avevano dato assicurazione che, alla fine, sarebbe stato possibile evitare gli ergastoli già inflitti ma anche dei magistrati che avevano incardinato lo storico procedimento con oltre 400 imputati. <strong>Il primo a essere ucciso fu l’esponente Dc Salvo Lima.</strong> Poi a maggio e a luglio vennero piazzate le bombe a Capaci e in via D’Amelio per eliminare Falcone e Borsellino. Azioni terroristiche che provocarono la durissima reazione dello Stato. E pochi mesi dopo l’imprendibile Salvatore Riina finì in trappola.</p>
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		<title>Istituita la “Scorta Civica” per Nicola Gratteri. Venerdì il primo sit-in a Catanzaro.</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2022/05/istituita-la-scorta-civica-per-nicola-gratteri-venerdi-il-primo-sit-in-a-catanzaro/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 May 2022 11:47:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antimafia&Legalità]]></category>
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					<description><![CDATA[È stata istituita la “Scorta Civica” per il procuratore Nicola Gratteri. L’idea nasce da gruppi di professionisti dei vari settori del vivere civile. Un’idea che piace ai Sindacati di Polizia e dei lavoratori ma anche alle note Fondazioni antimafia e ai giovani. Sono previsti una serie di sit-in in tutta Italia e, il primo, si [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">È stata <strong>istituita la “Scorta Civica” per il procuratore Nicola Gratteri</strong>. L’idea nasce da gruppi di professionisti dei vari settori del vivere civile. Un’idea che piace ai Sindacati di Polizia e dei lavoratori ma anche alle note Fondazioni antimafia e ai giovani. Sono <strong>previsti una serie di sit-in in tutta Italia</strong> e, <strong>il primo, si terrà giorno 13 maggio alle ore 11.00 innanzi alla Procura della Repubblica di Catanzaro</strong>. In programmazione quello di Palermo. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Siamo alla vigilia del trentennale delle stragi mafiose del ’92 e, se pur importanti cortei e bei discorsi di commemorazione per rinverdire e onorare la memoria dei martiri, è altrettanto importante lavorare quotidianamente per la tutela dei vivi poiché questo è l’insegnamento che le stragi ci offrono. </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1200" height="800" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giovanni-falcone.jpg" alt="" class="wp-image-16306" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giovanni-falcone.jpg 1200w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giovanni-falcone-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giovanni-falcone-405x270.jpg 405w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giovanni-falcone-768x512.jpg 768w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giovanni-falcone-696x464.jpg 696w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giovanni-falcone-1068x712.jpg 1068w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption>Il Giudice Giovanni Falcone</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Giovanni Falcone fu ucciso il 23 maggio del 1982</strong> <strong>ma iniziò a morire molto prima con la votazione del CSM</strong> che bocciò la sua nomina. <strong>Talvolta, disse Paolo Borsellino, “<em>le Istituzioni hanno il volto della mafia</em>&#8220;.</strong> Lo smacco dato a Falcone allora con la mancata nomina, portò al suo isolamento, che fu l’anticamera della morte. “Corsi e ricorsi storici”, scriveva Giovan Battista Vico. La Storia si ripete. Ma siamo noi a dover impedire che ciò accada. </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1600" height="704" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/scortacivicapernicolagratteri.jpeg" alt="Scorta Civica per Nicola Gratteri" class="wp-image-16299" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/scortacivicapernicolagratteri.jpeg 1600w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/scortacivicapernicolagratteri-300x132.jpeg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/scortacivicapernicolagratteri-480x211.jpeg 480w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/scortacivicapernicolagratteri-768x338.jpeg 768w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/scortacivicapernicolagratteri-1536x676.jpeg 1536w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/scortacivicapernicolagratteri-696x306.jpeg 696w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/scortacivicapernicolagratteri-1068x470.jpeg 1068w" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Nei giorni scorsi il Procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri è stato pesantemente minacciato ancora una volta</strong>. I servizi di sicurezza stranieri hanno intercettato una telefonata dove progettavano di farlo saltare in aria. Nelle stesse ore, Gratteri concorreva alla nomina di Procuratore nazionale antimafia ma non ce l&#8217;ha fatta. Gli è stato rafforzato il servizio di protezione ma riteniamo che la migliore scorta per lui sia la ribellione dei cittadini alla barbarie criminale. La Calabria prima regione in Europa per Corruzione, necessita dell’impegno civico di tutti i cittadini onesti e laboriosi. <strong>Ora più che mai non bisogna lasciare solo Nicola Gratteri</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>A tal fine venerdì 13 maggio alle ore 11 la “Scorta Civica” stazionerà sotto la Procura di Catanzaro per esprimere al Procuratore Gratteri, vicinanza ed impegno costante. </strong>L’appello della “Scorta Civica”, va alla coscienza civica di donne e uomini di buona volontà, associazioni, sindacati, mondo della scuola e dell’università che insieme hanno deciso di fare squadra. Hanno già confermato la loro adesione i Sindacati <strong>SIULP</strong> &#8211; Sindacato Italiano Unitario dei Lavoratori della Polizia di Catanzaro, <strong>FSP</strong> Polizia di Stato, <strong>C.I.S.L. Magna Grecia</strong>, <strong>CICAS</strong> Confederazione Imprenditori, Commercianti, Artigiani, Turismo e Servizi, <strong>Antonino De Masi</strong>, la <strong>Fondazione Antonino Caponnetto</strong>, il <strong>Movimento civico NOI</strong>, la <strong>Fondazione Culturale “Paolo di Tarso”</strong>, il <strong>Centro Polifunzionale Padre Pino Puglisi</strong>, il <strong>CELM</strong> Comitato Europeo per la Legalità e la Memoria, l’<strong>Associazione Giustizia e Pace</strong> dedicata ai Giudici Livatino e Costa. Una organizzazione che cresce di ora in ora. Cittadini e organi dell’informazione sono invitati a partecipare.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="900" height="1331" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sitin-nicola-gratteri.jpg" alt="" class="wp-image-16304" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sitin-nicola-gratteri.jpg 900w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sitin-nicola-gratteri-203x300.jpg 203w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sitin-nicola-gratteri-183x270.jpg 183w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sitin-nicola-gratteri-768x1136.jpg 768w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sitin-nicola-gratteri-696x1029.jpg 696w" sizes="auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px" /><figcaption>La locandina de ILPARLAMENTARE.IT</figcaption></figure></div>
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		<title>Giacomo Saccomanno: la Lega Calabria inaugura il dipartimento Antimafia. La politica deve cambiare.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Jun 2021 15:48:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antimafia&Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Dalle Regioni]]></category>
		<category><![CDATA[Antimafia]]></category>
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		<category><![CDATA[GIACOMO SACCOMANNO]]></category>
		<category><![CDATA[Legalità]]></category>
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<p class="wp-block-paragraph">La classe politica calabrese, per quanto ha seminato in passato, è sempre più sotto la lente d&#8217;ingrandimento della magistratura antimafia con <strong>gravi conseguenze per lo sviluppo della Calabria e dei vari comparti del settore produttivo</strong> che risentono della situazione di precarietà che, di volta in volta, si viene a creare. Il Commissario della Lega Calabria <strong>Giacomo Saccomanno conosce bene il territorio</strong> con le sue potenzialità e le sue fragilità. Motivo per il quale ha ottenuto un importante risultato che avvia la Lega Calabria e chi la compone nella direzione di una forte presa di coscienza, con l&#8217;istituzione di un comparto antimafia che avrà una serie di compiti informativi e formativi che richiamano chi desidera essere attivista della Lega ad un percorso di assoluta legalità e trasparenza. <strong>Nasce il &#8220;Dipartimento Nazionale Antimafia della Lega&#8221;.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">LEGA CALABRIA E DIPARTIMENTO LEGALITA&#8217;: LE DICHIARAZIONI DEL COMMISSARIO SACCOMANNO<br>&#8220;La Calabria, come l’Italia e il mondo, hanno necessità di essere rappresentati nelle istituzioni da persone oneste, competenti, trasparenti. Bisogna iniziare a valorizzare i valori morali, la meritocrazia, l’impegno costante&#8221;. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Lo ha dichiarato l&#8217;Avv. Giacomo Saccomanno Commissario della Lega Calabria</strong>, convinto che &#8220;per fare ciò, bisogna cambiare la mentalità e pensare solo al bene comune e agli interessi generali. Bisogna quindi allontanare le lobby di potere e la criminalità organizzata dalla gestione della cosa pubblica, dalla politica, dall’imprenditoria e lavorare perché l’attuale legislazione sia rivitalizzata e resa adeguata ed efficace. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel contempo &#8211; conclude il noto penalista che <strong>Matteo Salvini</strong> ha voluto Commissario in Calabria &#8211; il dipartimento antimafia creerà tutti gli strumenti possibili per evitare che le MAFIE possano condizionare o infiltrare la cosa pubblica. La Lega innalzerà muraglioni per tenere lontana la ‘ndrangheta dalle risorse pubbliche. Sarà una battaglia civile che dovrà essere condivisa da tutte le persone oneste. Una rivoluzione per far risorgere la nostra Calabria e l’Italia intera!&#8221;</p>



<p class="wp-block-paragraph">LA LOCANDINA<br></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="900" height="1219" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ilparlamentare.it_-1.jpg" alt="" class="wp-image-15725" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ilparlamentare.it_-1.jpg 900w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ilparlamentare.it_-1-221x300.jpg 221w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ilparlamentare.it_-1-199x270.jpg 199w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ilparlamentare.it_-1-768x1040.jpg 768w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ilparlamentare.it_-1-696x943.jpg 696w" sizes="auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px" /></figure></div>
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		<title>Salvatore Patamia e l&#8217;inchiesta dell&#8217;antimafia &#8220;Rinascita Scott&#8221; dall&#8217;indagine della DDA di Catanzaro</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2019/12/salvatore-patamia-e-linchiesta-dellantimafia-rinascita-scott-dallindagine-della-dda-di-catanzaro/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Dec 2019 08:00:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Dalle Regioni]]></category>
		<category><![CDATA[Antimafia]]></category>
		<category><![CDATA[beni culturali]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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		<category><![CDATA[salvatore patamia]]></category>
		<category><![CDATA[ugo bellantoni]]></category>
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					<description><![CDATA[La conferenza stampa di &#8220;Rinascita Scott&#8221; “&#160;I rapporti con la Soprintendenza Archeologica della Calabria e con il Comune di Vibo Valentia a partire dal 2009; I rapporti con il Comune e l’approvazione della variante 2244, progetto 4393/2 del 15/01/2015; Il ritardo nell’apposizione della firma al progetto di variante da parte della Soprintendenza Archeologica della Calabria; [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La conferenza stampa di &#8220;Rinascita Scott&#8221;</p>



<ul class="wp-block-list"><li>“&nbsp;<strong>I rapporti con la Soprintendenza Archeologica della Calabria e con il Comune di Vibo Valentia a partire dal 2009;</strong></li><li><strong>I rapporti con il Comune e l’approvazione della variante 2244, progetto 4393/2 del 15/01/2015;</strong></li><li><strong>Il ritardo nell’apposizione della firma al progetto di variante da parte della Soprintendenza Archeologica della Calabria;</strong></li><li><strong>L’incontro del 28/04/2016 con <a href="https://storico.beniculturali.it/mibac/multimedia/MiBAC/documents/1536052188611_Famiglietti_curriculum_28.08.2018.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Famiglietti Gino</a> – Soprintendente Archeologico della Calabria avocante – dal 21/10/2015 al 28/04/2016;</strong></li><li><strong>La sostituzione di Famiglietti Gino e la nomina, ad interim, alla Soprintendenza Archeologica della Calabria di <a href="http://www.beniculturalicalabria.it/echoweb/echofiles/allegati/25_CV_Patamia.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Patamia Salvatore</a>;</strong></li><li><strong>L’approvazione del progetto di variante in corso d’opera presso la Soprintendenza Archeologia della Calabria</strong>”.</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Ci sono sei capitoli dell’inchiesta “<strong>Rinascita Scott</strong>”, eseguita dai carabinieri su direttive dalla&nbsp;<strong>DDA di Catanzaro</strong>&nbsp;guidata da&nbsp;<strong>Nicola Gratteri</strong>, dedicati ai rapporti di alcuni degli indagati con dirigenti e funzionari della Soprintendenza per i beni Archeologici della Calabria. Ciò che colpisce non poco, fermo restando che i processi si discutono in Tribunale e che per tutti esiste la presunzione d&#8217;innocenza, è la relazione dei Carabinieri che non da congetture ma da precise intercettazioni, tracciano un nebbioso atteggiamento del referente regionale della Calabria del <strong>Ministero dei Beni Culturali</strong> <strong>Salvatore Patamia</strong> con ambienti bene identificati dalla Magistratura antimafia, come vertice della &#8216;ndrangheta. La domanda sorge spontanea: ma il ministro ne è a conoscenza? E se quella che a detta degli inquirenti da parte di <strong>Salvatore Patamia </strong>nei confronti non solo di fratelli massoni&#8221; ma di famiglie di &#8216;ndrangheta, non sarebbe il caso di sospendere <strong>Salvatore Patamia</strong> fino a quando la magistratura farà chiarezza sull&#8217;accaduto? </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>IL POTERE DI INFILTRAZIONE DELLA &#8216;NDRANGHETA IN CALABRIA NON RISPARMIA I BENI CULTURALI</strong><br><strong>Sei capitoli che aiutano a descrivere il potere di infiltrazione della cosca di riferimento, quella dei Mancuso di Limbadi, </strong>nelle istituzioni soprattutto grazie all’aiuto di personaggi legati alla Massoneria. È il caso, secondo gli inquirenti, del gran maestro onorario della massoneria del Goi,&nbsp;<strong>Ugo Bellantoni,</strong>&nbsp;83 anni, per anni alla guida dell’Ufficio tecnico del Comune di Vibo Valentia, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa. Per i magistrati&nbsp;<strong>Bellantoni</strong>, tramite un’altra figura&nbsp;<strong>Filippo Bagnato&nbsp;</strong>(non indagato e definito da Giamborino ex presidente dell’<strong>Inps di Catanzaro</strong>), ha aiutato&nbsp;<strong>Giovanni Giamborino</strong>, arrestato per associazione mafiosa con l’accusa di curare le “<strong>questioni economico-commerciali</strong>” della cosca Mancuso, nell’ottenere la variante ad un progetto per la costruzione di un immobile in un’area sottoposta a vincolo archeologico.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/salvatore-patamia-carabinieri-rinascita-scott.jpg" alt="" class="wp-image-16052" width="216" height="215" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/salvatore-patamia-carabinieri-rinascita-scott.jpg 193w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/salvatore-patamia-carabinieri-rinascita-scott-150x150.jpg 150w" sizes="auto, (max-width: 216px) 100vw, 216px" /><figcaption>Salvatore Patamia</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>SALVATORE PATAMIA UOMO DEL MINISTERO DEI BENI CULTURALI ED I RAPPORTI CON GIOVANNI GIAMBORINO ARRESTATO PER ASSOCIAZIONE MAFIOSA</strong><br>Sono importanti anche le date in questa vicenda, oltre che naturalmente i rapporti tra le persone. L’11 maggio del 2016&nbsp;<strong>Salvatore Patamia</strong>&nbsp;(non indagato) viene nominato Soprintendente ad interim per la Calabria. I carabinieri, che stanno indagando su&nbsp;<strong>Giamborino</strong>, scrivono: “Dato che si evince dell’approvazione della variante di cui alla missiva del 27/05/2016, prot. 4337, della&nbsp;<strong>Soprintendenza Archeologica della Calabria</strong>, a firma del Soprintendente ad interim Dott.&nbsp;<strong>Patamia Salvatore</strong>”.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>SALVATORE PATAMIA E L&#8217;INDAGINE ANTIMAFIA CONDOTTA DAI CARABINIERI</strong><br>La ricostruzione che fanno nelle carte dell’indagine è questa: “Dalle parole del&nbsp;<strong>Giamborino</strong>, relative allo spostamento di un soggetto indicato in&nbsp;<strong>Patamia</strong>, cioè il dott.&nbsp;<strong>Patamia Salvatore</strong>, e al riferimento alla&nbsp;<strong>massoneria</strong>, si comprendeva con certezza il ruolo di collegamento operato da&nbsp;<strong>Bellantoni Ugo</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Bagnato Filippo</strong>&nbsp;tra&nbsp;<strong>Giamborino Giovanni</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Patamia Salvatore</strong>. Dal racconto del&nbsp;<strong>Giamborino</strong>&nbsp;si evinceva, infatti, che&nbsp;<strong>Bellantoni Ugo</strong>, non conoscendo direttamente il dott.&nbsp;<strong>Patamia Salvatore</strong>, si fosse avvalso dell’ausilio di&nbsp;<strong>Bagnato Filippo</strong>&nbsp;per organizzare l’incontro tra il&nbsp;<strong>Patamia</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Giamborino Giovanni</strong>. Il dato che tuttavia qui si intende sottolineare è come&nbsp;<strong>Bellantoni Ugo</strong>, sfruttando la sua rete di amicizie, in questo caso facenti capo alla&nbsp;<strong>massoneria</strong>, abbia in maniera concreta agevolato la cosca&nbsp;<strong>Mancuso</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Giamborino Giovanni</strong>, mettendo quest’ultimo in diretto contatto con il vertice della&nbsp;<strong>Soprintendenza Archeologia della Calabria</strong>, ossia&nbsp;<strong>Patamia Salvatore</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>SALATORE PATAMIA &#8220;MI HA SALUTATO COME UN MASSONE&#8230;&#8221;</strong><br>Ed infatti&nbsp;<strong>Bellantoni Ugo</strong>&nbsp;dopo avere messo a conoscenza&nbsp;<strong>Giamborino Giovanni</strong>&nbsp;che&nbsp;<strong>Patamia Salvatore</strong>&nbsp;fosse&nbsp;<em>“<strong>un fratellino</strong>”&nbsp;</em>(in data 19/05/2016), aveva organizzato (in data 23/05/2016), con la complicità di&nbsp;<strong>Bagnato Filippo</strong>, un incontro a&nbsp;<strong>Roccelletta di Borgia</strong>, presso il parco&nbsp;<strong>Archeologico Scolacium</strong>, tra&nbsp;<strong>Giamborino Giovanni</strong>&nbsp;e il dott.&nbsp;<strong>Patamia Salvatore</strong>; incontro che, come già narrato, a causa di un malinteso, era stato rinviato al giorno successivo, 24/05/2016, sempre presso il medesimo sito. Si richiama, inoltre, la conversazione del 26/05/2016, nel corso della quale&nbsp;<strong>Giamborino Giovanni</strong>, dialogando con&nbsp;<strong>Sudano Fabrizio&nbsp;</strong>(non indagato ndr), funzionario della soprintendenza&nbsp;<strong>A.B.A.P.</strong>&nbsp;di&nbsp;<strong>Reggio Calabria</strong>, lo informava che l’indomani l’avrebbe raggiunto a&nbsp;<strong>Reggio Calabria</strong>. Il&nbsp;<strong>Sudano</strong>, mostrandosi sorpreso, pur ammettendo che stava preparando la documentazione per portarla alla firma, non nascondeva che ancora doveva spiegare la pratica:&nbsp;<em>“io sto preparando la cosa … la sto portando alla firma … non so … glielo devo spiegare</em>&nbsp;<em>ancora … non se…”.&nbsp;</em>La circostanza che&nbsp;<strong>Sudano Fabrizio</strong>&nbsp;(Funzionario della Soprintendenza nonché, almeno fino a quel momento, responsabile della pratica) non fosse a conoscenza dell’appuntamento tra&nbsp;<strong>Giamborino Giovanni</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Patamia Salvatore</strong>&nbsp;era indicativo del carattere certamente preferenziale riservato al&nbsp;<strong>Giamborino</strong>&nbsp;da parte di quest’ultimo. A conferma di quella situazione si evidenzia, inoltre, la conversazione tra&nbsp;<strong>Mobilia Davide</strong>&nbsp;(non indagato ndr) e&nbsp;<strong>Giamborino Giovanni</strong>, nel corso della quale quest’ultimo, appena uscito dalla Soprintendenza regionale di Reggio Calabria con il progetto approvato, riferiva di aver appreso da Fabrizio, cioè&nbsp;<strong>Sudano Fabrizio</strong>, che il Patamia aveva convocato direttamente quest’ultimo dovendo firmare “<strong><em>il progetto di&nbsp;</em>Giamborino</strong><em>”.</em>&nbsp;La vicenda descritta confermava il rapporto che&nbsp;<strong>Bellantoni Ugo</strong>&nbsp;condivideva con la famiglia&nbsp;<strong>Giamborino</strong>&nbsp;ed in particolare con&nbsp;<strong>Giamborino Giovanni</strong>&nbsp;il quale aveva certamente goduto di&nbsp;<em>“<strong>occhio di riguardo</strong>”&nbsp;</em>dal&nbsp;<strong>dott. Patamia</strong>&nbsp;che, all’inizio dell’incontro del 27/05/2016, lo aveva accolto come un sodale: “<strong><em>mi ha salutato come un massone&nbsp;</em>Patamia<em>&nbsp;oggi …</em></strong>” e che, alla fine lo aveva congedato salutando gli amici, rimarcando la sua disponibilità: “<em>che è</em>&nbsp;<em>“fratellino” massone … il “fratellino” si intende massone …(incomprensibile)… avete capito?</em>&nbsp;<em>“Fratellino” si intende massone, non il fratellino (ndr: fratello e sorella) … e quello ve l’ho</em>&nbsp;<em>detto che è “fratellino” ee … e allora … mi ha salutato … gli ho portato una cravatta …”no, no,</em>&nbsp;<em>no …vi saluto …” mi ha detto “tanti saluti dagli amici… a disposizione”&nbsp;</em>…”.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Fonte: Crotonenews.com </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">leggi anche</p>



<figure class="wp-block-embed"><div class="wp-block-embed__wrapper">
https://www.lacnews24.it/cronaca/rinascita-scott-il-maresciallo-del-ros-parla-dei-rapporti-tra-il-faccendiere-del-superboss-e-il-potente-massone_147318/
</div></figure>
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			</item>
		<item>
		<title>Arresti a Cosenza, Gratteri: per anni la &#8216;ndrangheta comandava il carcere. Gravi omissioni</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2019/06/arresti-a-cosenza-gratteri-per-anni-la-ndrangheta-comandava-il-carcere-gravi-omissioni/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Jun 2019 15:41:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antimafia&Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Antimafia]]></category>
		<category><![CDATA[carcere di cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Mafia]]></category>
		<category><![CDATA[Magistratura]]></category>
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		<category><![CDATA[Nicola Gratteri]]></category>
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					<description><![CDATA[A cura di Dario Ranieri/ Calabria &#8211; I Carabinieri del Comando provinciale di Cosenza hanno arrestato due assistenti capo in servizio nel carcere di Cosenza Luigi Frassanito (56 anni) e Giovanni Porco (53) con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, per avere favorito i clan Lanzino-Rua’-Patitucci, Bruni-Zingari e Rango-Zingari. Le indagini sono state coordinate dalla DDA di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_12360" aria-describedby="caption-attachment-12360" style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nicola-gratteri5.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-12360" alt="Il Procuratore Nicola Gratteri" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nicola-gratteri5.jpg" width="790" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nicola-gratteri5.jpg 790w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nicola-gratteri5-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nicola-gratteri5-457x270.jpg 457w" sizes="auto, (max-width: 790px) 100vw, 790px" /></a><figcaption id="caption-attachment-12360" class="wp-caption-text">Il Procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: center;">A cura di Dario Ranieri/</p>
<p style="text-align: justify;">Calabria &#8211; I <strong>Carabinieri del Comando provinciale di Cosenza</strong> hanno arrestato due assistenti capo in servizio nel carcere di Cosenza<strong> <strong>Luigi Frassanito </strong></strong>(56 anni)<strong><strong> e Giovanni Porco </strong></strong>(53) con l’accusa di <strong>concorso esterno in associazione mafiosa</strong>, per avere favorito i clan Lanzino-Rua’-Patitucci, Bruni-Zingari e Rango-Zingari.</p>
<p style="text-align: justify;">Le indagini sono state coordinate dalla <strong>DDA di Catanzaro</strong> e sono ritenute molto allarmanti per le gravissime omissioni che gli organi preposti al controllo, avrebbero posto in essere. Il <strong>Procuratore Nicola Gratteri  </strong>capo dell&#8217;indagine<strong> </strong>che ha esposto i dettagli alla stampa<strong>, ha lanciato un messaggio importante</strong>: <strong>non abbiamo paura e non guardiamo in faccia nessuno.</strong> Una dichiarazione che solleva l&#8217;animo dei<strong> calabresi onesti</strong> che da decenni nella Città di Cosenza e non solo, subiscono non solo soprusi da parte della &#8216;ndrangheta, ma anche da parte di chi la favorisce, piuttosto che combatterla per dovere d&#8217;ufficio.</p>
<p style="text-align: justify;">La cosa gravissima di questa indagine &#8211; <strong>ha affermato il Procuratore Nicola Gratteri</strong> &#8211; è che si sarebbe dovuta concludere già anni addietro, almeno 5 0 10, addirittura, perché i fatti erano noti da tempo ma nessuno ha mai provveduto lasciando, cosa gravissima, i detenuti condannati per &#8216;ndrangheta nel carcere della stessa Città dal quale dispensavano ordini di ogni tipo e nuovi battesimi di &#8216;nrdangheta, oltre che ricevere alcool e droga dall&#8217;esterno.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Procuratore Gratteri ha ringraziato il</strong> <strong>Magistrato Camillo Falvo</strong> per avere saputo ricostruire tutta la vicenda con l&#8217;ausilio del Carabinieri. Sarebbero decine i pentiti di mafia che avrebbero delineato questo andazzo illecito nel carcere di Cosenza. Il Procuratore Nicola Gratteri che oggi con la sua Procura è al centro di importanti indagini che coinvolgono parte del corpo politico regionale che hanno già prodotto numerosi avvisi di garanzia, ha dichiarato “mi auguro che questi arresti servano a costringere chi di dovere, dal direttore del carcere di Cosenza al direttore del Dap, a intervenire per fare un po’ di ordine, quantomeno nell’applicazione dell’ordinamento penitenziario, in modo che – ha concluso il procuratore della Dda di Catanzaro – detenuti di alta sicurezza della stessa area criminale stiano a mille chilometri di distanza gli uni dagli altri e da Cosenza”.</p>
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		<title>Luigi Incarnato indagato dalla Procura di Catanzaro insieme ad altre 19 persone</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 May 2019 11:49:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antimafia&Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Dalle Regioni]]></category>
		<category><![CDATA[Antimafia]]></category>
		<category><![CDATA[LUIGI INCARNATO]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Occhiuto]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Oliverio]]></category>
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					<description><![CDATA[La Redazione/Antimafia e Legalità/ Una nuova indagine della Procura della Repubblica di Catanzaro che vede a capo Nicola Gratteri, apre ad uno scenario davvero impressionante, qualora venissero accertate le responsabilità. Uno scenario della peggiore politica che sarebbe esercitata in contraddizione con la volontà elettorale dei Cittadini, che sono sempre coloro i quali pagano le subdole [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_14315" aria-describedby="caption-attachment-14315" style="width: 1280px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/luigi-incarnato.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-14315" alt="Luigi Incarnato - Foto LACNEWS.IT" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/luigi-incarnato.jpg" width="1280" height="720" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/luigi-incarnato.jpg 1280w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/luigi-incarnato-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/luigi-incarnato-480x270.jpg 480w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/luigi-incarnato-1024x576.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a><figcaption id="caption-attachment-14315" class="wp-caption-text">Luigi Incarnato &#8211; Foto LACNEWS.IT</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: center;">La Redazione/Antimafia e Legalità/</p>
<p style="text-align: justify;">Una nuova indagine della Procura della Repubblica di Catanzaro che vede a capo <strong>Nicola Gratteri</strong>, apre ad uno scenario davvero impressionante, qualora venissero accertate le responsabilità. Uno scenario della peggiore politica che sarebbe esercitata in contraddizione con la volontà elettorale dei Cittadini, che sono sempre coloro i quali pagano le subdole azioni della politica che, in Calabria, tra Comuni commissariati per mafia, scandalo Sanità e gestioni &#8220;allegre&#8221; dei beni comuni, si attesta essere tra le peggio in Italia. Qui, di seguito, la notizia riportata da Il Quotidiano del Sud sull&#8217;operazione &#8220;Passepartout&#8221;. IL PARLAMENTARE.IT ha deciso di seguire da vicino queste vicende e assicura ai cittadini calabresi massima attenzione ai casi segnalati.</p>
<p style="text-align: justify;">CATANZARO &#8211; Fonte: Il Quotidiano del Sud/ -Coinvolto nell&#8217;operazione Passepartout (<strong><a href="https://www.quotidianodelsud.it/tags/operazione-passepartout" target="_blank">SCOPRI TUTTI I CONTENUTI SULL&#8217;OPERAZIONE PASSEPARTOUT</a></strong>)<strong> </strong>assieme a <strong>Mario Oliverio e Mario Occhiuto, Luigi Incarnato</strong> ha voluto prendere posizione sostenendo: «Apprendo di essere indagato, insieme ad altre 19 persone, dalla Procura di Catanzaro con l&#8217;accusa di traffico di influenze illecite. Mi si contesta nello specifico che da consigliere della Regione Calabria, a febbraio 2016, avrei <strong>contattato 10 consiglieri comunali di Cosenza</strong> per convincerli a firmare la <strong>sfiducia del sindaco di Cosenza Mario Occhiuto</strong>. In cambio avrei avuto dal presidente della Regione Mario Oliverio, <strong>con l’influenza di Nicola Adamo</strong>, la nomina di <strong>commissario liquidatore della Sorical</strong>».</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.quotidianodelsud.it/calabria/cronache/inchieste/2019/05/07/oliverio-indagato-aspetti-tecnici-dellindagine-utilizzate" target="_blank"><strong>SCOPRI GLI ASPETTI TECNICI DELL&#8217;INCHIESTA</strong></a></p>
<p style="text-align: justify;">Incarnato precisa che «è noto a tutti che non sono consigliere regionale; che, invece, sono un esponente politico e segretario regionale del Psi e di aver sostenuto convintamente Mario Oliverio alla vittoria elettorale del 2015; che l’iter amministrativo relativo alla mia nomina in Sorical risale e molti mesi prima ai fatti delle dimissioni, quando a Cosenza non era in atto alcuna crisi politica; che ero già consulente per il settore idrico del presidente della giunta regionale e che la mia nomina attiene alle competenze acquisite nei 5 anni dal 2005 al 2010 in cui ho ricoperto l’incarico di assessore regionale ai Lavori Pubblici. Di fronte ad accuse risibili e infondate &#8211; conclude Incarnato &#8211; chiederò, attraverso il mio legale Franz Caruso, di essere sentito per chiarire la vicenda».</p>
<p style="text-align: justify;">Link diretto: <a href="https://www.quotidianodelsud.it/calabria/cronache/inchieste/2019/05/07/operazione-passepartout-luigi-incarnato-si-difende-accuse">https://www.quotidianodelsud.it/calabria/cronache/inchieste/2019/05/07/operazione-passepartout-luigi-incarnato-si-difende-accuse</a></p>
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		<title>Storia segreta della &#8216;ndrangheta, il libro di Nicola Gratteri e Antonio Nicaso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Nov 2018 16:04:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antimafia&Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro russo]]></category>
		<category><![CDATA[Antimafia]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Nicaso]]></category>
		<category><![CDATA[gianpiero cioffredi]]></category>
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		<category><![CDATA[magistrato]]></category>
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		<category><![CDATA[Nicola Gratteri]]></category>
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					<description><![CDATA[Un libro che è allo stesso tempo un grido d&#8217;allarme e una dichiarazione di guerra: è &#8220;Storia segreta della &#8216;ndrangheta&#8221; (Le Scie, Mondadori) che martedì 27 novembre, a partire dalle ore 10,30, verrà presentato a Roma, presenti il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri, lo storico delle organizzazioni criminali Antonio Nicaso e gli studenti di alcuni [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_13854" aria-describedby="caption-attachment-13854" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Nicaso-Gratteri-web.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-13854" alt="Nicaso-Gratteri" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Nicaso-Gratteri-web.jpg" width="800" height="572" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Nicaso-Gratteri-web.jpg 800w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Nicaso-Gratteri-web-300x214.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Nicaso-Gratteri-web-377x270.jpg 377w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><figcaption id="caption-attachment-13854" class="wp-caption-text">Nicola Gratteri e Antonio Nicaso</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Un libro che è allo stesso tempo un grido d&#8217;allarme e una dichiarazione di guerra: è &#8220;<strong>Storia segreta della &#8216;ndrangheta&#8221;</strong> (Le Scie, Mondadori) che martedì 27 novembre, a partire dalle ore 10,30, verrà presentato a Roma, presenti il <strong>procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri</strong>, lo storico delle organizzazioni criminali <strong>Antonio Nicaso</strong> e gli studenti di alcuni istituti superiori. Accanto agli autori, sul palco del <strong>Teatro Vittoria</strong>, il presidente della Regione Lazio<strong> Nicola Zingaretti</strong> e il presidente dell&#8217;Osservatorio per la Legalità e la Sicurezza <strong>Gianpiero Cioffredi</strong>. L&#8217;incontro, condotto dai <strong>giornalisti Paola Bottero e Alessandro Russo,</strong> darà spazio anche alle sollecitazioni e alle domande degli studenti. Il libro, scritto a due mani dal <strong>magistrato antimafia</strong> e da uno tra i massimi esperti di &#8216;ndrangheta, appena uscito è già stato ristampato ed è l&#8217;ultimo di una serie di fortunati volumi con cui i due autori hanno svelato al mondo i meccanismi della mafia calabrese, &#8220;una delle organizzazioni criminali più pericolose e potenti del pianeta, con un fatturato annuo di diverse decine di miliardi di euro, in gran parte provenienti dal traffico internazionale di cocaina&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/animafiagratteri-nicaso.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-13855" alt="'Storia segreta della 'ndrangheta&quot; a Roma: Gratteri incontra gli studenti al Teatro Vittoria con Zingaretti" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/animafiagratteri-nicaso.jpg" width="700" height="400" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/animafiagratteri-nicaso.jpg 700w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/animafiagratteri-nicaso-300x171.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/animafiagratteri-nicaso-472x270.jpg 472w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>&#8220;Grazie alla sua enorme capacità di stringere relazioni con il potere &#8211; spiegano gli autori &#8211; la &#8216;ndrangheta si è radicata in quasi tutti i continenti e ha assunto una dimensione &#8220;globale&#8221;, in un singolare connubio di tradizione e adattabilità, forza d&#8217;urto e mediazione, logiche tribali e cointeressenze politico-finanziarie. Ma<strong> la &#8216;ndrangheta è anche, incredibilmente, l&#8217;organizzazione mafiosa meno conosciuta,</strong> tanto che non molti anni fa, prima della strage di Duisburg in Germania, era ancora considerata una versione casereccia e &#8220;stracciona&#8221; di Cosa nostra&#8221;. &#8220;Storia segreta della &#8216;ndrangheta&#8221; intende far capire quanto necessario sia combattere con ogni mezzo questo &#8220;mostruoso animale giurassico che non si estingue, perché sono ancora in tanti a proteggerlo, a tutelarlo e a legittimarlo&#8221;, e spezzare quell&#8217;oscuro grumo di potere che continua ad alimentarlo.</p>
<p>Fonte Ansa</p>
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		<title>Mario Occhiuto indagato con Clini ed Hauser dalla DDA di Roma</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2018/10/mario-occhiuto-indagato-con-clini-ed-hauser-dalla-dda-di-roma/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Oct 2018 07:07:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Top News]]></category>
		<category><![CDATA[Antimafia]]></category>
		<category><![CDATA[Corrado Clini]]></category>
		<category><![CDATA[margherita hauser]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Occhiuto]]></category>
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					<description><![CDATA[Fonte: Fabio Buonofiglio &#8211; 8 Ottobre 2018 &#8211; Altrepagine.it/ Il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto, 54 anni , tra i papabili del centrodestra per la prossima candidatura a governatore della Calabria, è indagato dalla Procura distrettuale antimafia di Roma insieme all’ex ministro dell’Ambiente Corrado Clini, 71 anni, alla compagna di quest’ultimo Martina Hauser, 50 anni, ex [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_13743" aria-describedby="caption-attachment-13743" style="width: 900px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario-occhiuto-corrado-clini-a-cosenza.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-13743" alt="mario occhiuto. corrado clini, margherita hauser, antimafia,corruzione" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario-occhiuto-corrado-clini-a-cosenza.jpg" width="900" height="599" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario-occhiuto-corrado-clini-a-cosenza.jpg 900w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario-occhiuto-corrado-clini-a-cosenza-300x199.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario-occhiuto-corrado-clini-a-cosenza-405x270.jpg 405w" sizes="auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px" /></a><figcaption id="caption-attachment-13743" class="wp-caption-text">Corrado Clini con Mario Occhiuto &#8211; Foto: Rete</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: center;">Fonte: Fabio Buonofiglio &#8211; 8 Ottobre 2018 &#8211; Altrepagine.it/</p>
<p style="text-align: justify;">Il sindaco di Cosenza <strong>Mario Occhiuto,</strong> 54 anni , tra i papabili del centrodestra per la prossima candidatura a governatore della Calabria, <strong>è indagato dalla Procura distrettuale antimafia di Roma</strong> insieme all’ex ministro dell’Ambiente <strong>Corrado Clini,</strong> 71 anni, alla compagna di quest’ultimo <strong>Martina Hauser</strong>, 50 anni, ex assessora all’Ambiente dello stesso Occhiuto, e ad una trentina d’altre persone tra professionisti ed imprenditori d’altissimo livello e di rango nazionale.</p>
<p>MARIO OCCHIUTO INDAGATO DALL&#8217;ANTIMAFIA DI ROMA CON CLINI E HAUSER<br />
Ecco cosa scrive il sostituto procuratore <strong>Alberto Galanti</strong> nelle 28 pagine dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari, vergato, pure, dal Procuratore aggiunto <strong>Paolo Ielo</strong> in una maxinchiesta coordinata dal capo della Procura capitolina <strong>Giuseppe Pignatone,</strong> proprio sul conto di Occhiuto il quale nel procedimento è difeso dagli avvocati <strong>Nicola e Benedetto Carratelli</strong> del foro di Cosenza:</p>
<p><em>«[…] indagati del delitto p. e p. dall’articolo 416 c.p. per essersi tra loro associati, il Clini in qualità di promotore ed organizzatore, gli altri in qualità di compartecipi, al fine di commettere una serie indeterminata di reati tra i quali numerosi fatti di corruzione, abuso d’ufficio, turbativa d’asta, peculato (meglio descritti ai Capi che seguono), con precisa suddivisione in ruoli. […] Mario Occhiuto, attuale Sindaco di Cosenza, architetto che, grazie a società a lui riconducibili, ha sviluppato numerosi progetti nella Repubblica Popolare Cinese finanziati e/o cofinanziati con fondi provenienti dal Ministero dell’Ambiente italiano e, nello specifico, dalla Direzione Generale già retta da Corrado Clini. Ha nominato Martina Hauser assessore all’ambiente del Comune di Cosenza, ed è strettamente legato, anche da rapporti di affari, con Massimo Martinelli; […] La corruzione si manifestava nei seguenti progetti: COMPARTO ITALIA […] h) Stipulazione per conto del Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare col Comune di Cosenza di alcuni accordi, tra i quali quello firmato il 18/04/2013 in qualità di Ministro dell’Ambiente (reato ministeriale per cui separatamente si procede, descritto solo in quanto attuativo del programma criminoso del reato associativo), e Mario Occhiuto, riguardante la “Promozione di progetti comuni finalizzati all’analisi, riduzione e neutralizzazione dell’impatto sul clima del Comune di Cosenza con l’obiettivo di realizzare un modello di Comune sostenibile”. COMPARTO ESTERO A) CINA […] il Clini, in cambio di sistematico asservimento della propria funzione pubblica agli interessi del sodalizio associativo, faceva dare a società riconducibili a membri del sodalizio criminoso somme di denaro relative a progetti di efficientemento energetico in Cina, in assenza di qualsivoglia procedura ad evidenza pubblica […] e senza obbligo di rendiconto alcuno (e quindi in violazione dei doveri d’ufficio), ottenendo in cambio somme di denaro per sé e somme ed incarichi per la Hauser, sua compagna. Le aziende riconducibili a Mario Occhiuto (Mario Occhiuto Architetture, MOA Architetture Srl e MOA Srl, Oltrestudio Srl) […] selezionate dal Clini e dal Martinelli, grazie al ruolo preminente svolto dal primo in seno al Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare e dal secondo in Cina in seno al SICP (Sino-italian cooperation program), ottenevano, senza procedure di affidamento concorsuale, gli appalti per l’esecuzione delle seguenti opere e servizi, tutti a far carico sul bilancio del Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare: […]. Infine, l’Occhiuto nominava la Hauser Assessore alla Sostenibilità Ambientale del Comune di Cosenza (nomina avvenuta in data 30/05/2011), incarico per il quale la medesima ha ricevuto la somma di 88.289,00 euro. […] In Roma ed in altri luoghi sino al 26 maggio 2014, epoca dell’arresto del Clini, in seno ad altro procedimento (reato eventualmente permanente, v. Cass. Sez. VI, sentenza n. 40237 del 7 luglio 2016). Con l’aggravante di cui all’articolo 319 bis cp essendo i fatti contestati relativi alla stipulazione di contratti in cui è interessata l’amministrazione di appartenenza. […] Complessivamente, per effetto delle condotte descritte nei Capi che precedono, il sodalizio otteneva la disponibilità di 112.522.490,22 Euro, pari alla somma dei finanziamenti erogati dal Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, alle società ad esso riconducibile, su un complessivo stanziato di 230.196.586,03 Euro per i vari progetti in esame. Reati commessi con l’aggravante di cui agli artt. 3 e 4 della legge n. 146/2006, avendo gli imputati costituito un gruppo criminale organizzato impegnato in attività criminali in più di uno Stato al fine di commettere più reati transnazionali in cui sono persone offese: il Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, in persona del ministro pro tempore o funzionario delegato, rappresentato dall’Avvocatura Generale dello Stato in Roma, Via dei Portoghesi; […]»</em>.</p>
<p>I RAPPORTI TRA CLINI ED OCCHIUTO. Nella Cina “di” Clini, Occhiuto ha progettato, in particolare, la nuova sede di Pechino del Ministero dell’Ambiente e il padiglione espositivo italiano di Shanghai. Nominando a Cosenza la compagna dell’ex ministro Clini assessora all’Ambiente, fino alle frettolose dimissioni della stessa Hauser, nel maggio del 2014, quando ella finì in altri noti guai giudiziari che portarono all’arresto del suo uomo. Quel Corrado Clini che ha governato il Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare anche nella funzione di direttore generale per oltre 25 anni. Ci arrivò in quota del Partito socialista italiano <em>(lo volle Giorgio Ruffolo)</em> dopo una breve carriera alla corte di Gianni De Michelis. Un quarto di secolo in cui lo stesso è stato spesso il vero ministro, gestendo progetti di bonifica e cooperazione per miliardi di euro. <em>“… Il suo progettista preferito è l’architetto Mario Occhiuto, con studio a Roma, Pechino e Cosenza, città di cui è sindaco dal 2011 e che governava fino a ieri con l’assessore all’Ambiente Martina Hauser, compagna di Clini (che in città si vedeva spesso, da ministro persino a inaugurare il canile)…” </em>(da “I 25 anni del sistema Clini” di Valeria Pacelli e Marco Palombi). E la trasmissione di Raitre Report di Milena Gabanelli nella puntata messa in onda il 16 novembre del 2014 aveva scavato a fondo sui rapporti tra Clini ed Occhiuto. Luca Chianca, il giornalista che ha ricostruito il “Sistema Clini”, aveva sottolineato come il sindaco Occhiuto, appena eletto, avesse nominato assessore all’Ambiente Martina Hauser, moglie dell’ex ministro nonché socia in molti affari dello stesso Clini. <em>«Con Martina Hauser – evidenziava Chianca – a Cosenza arrivano anche 450mila euro dal Ministero e tra i diversi incarichi spuntano delle società riconducibili a Clini»</em>. LA MAXINCHIESTA ROMANA NEL SUO COMPLESSO. Un sistema di conti bancari cifrati per “schermare” il reale destinatario di parte dei 230 milioni di euro erogati dagli anni ’90 e fino al 2014 dal Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, per progetti internazionali. Un “sistema”che avrebbe consentito a Corrado Clini, ex ministro del Governo di Mario Monti, e alla compagna Martina Hauser, già assessore al Comune di Cosenza col sindaco Mario Occhiuto, d’intascare parte dei soldi pubblici. Questo c’è dentro l’esplosiva maxinchiesta della Procura distrettuale Antimafia di Roma. I reati, infatti, vanno dall’associazione per delinquere alla corruzione aggravata dalla transnazionalità. Già, perché sotto la lente degl’investigatori del Nucleo speciale spesa pubblica della Guardia di Finanza di Roma, al comando del generale Bruno Bartoloni, sono finiti finanziamenti per progetti internazionali tra Cina, Montenegro, Macedonia, Iraq, Brasile, Messico ed Egitto. Oltre 112 milioni di euro sarebbero stati dirottati verso imprenditori italiani compiacenti con sedi d’imprese in questi Stati, i quali avrebbero fatto circolare parte dei capitali attraverso un vorticoso giro di fatture false, per poi farli finire direttamente su conti correnti cifrati riconducibili, fra gli altri, a Clini e alla compagna. La data dell’udienza preliminare relativa al procedimento non è stata ancora fissata: Occhiuto – come Clini, Hauser e tutti gli altri indagati – è da considerarsi innocente fino all’ultimo grado dell’eventuale processo.</p>
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