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	<title>analisi &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Berlusconi era Spiato: il segreto di Pulcinella nell&#8217;Italia nemica di se stessa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Feb 2016 21:05:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[analisi]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[gestione della conoscenza]]></category>
		<category><![CDATA[nuove economie]]></category>
		<category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category>
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					<description><![CDATA[Introduzione a cura di Fabio Gallo/ Spiare l&#8217;alleato o il nemico è alla base di ogni forma di potere. Oggi si scopre, come immaginabile, che anche Silvio Berlusconi era spiato dal Paese amico. Ciò non deve scandalizzare, anche se fatto gravissimo, in virtù del fatto che l&#8217;Italia è un paese subalterno agli USA e alla [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_10329" aria-describedby="caption-attachment-10329" style="width: 900px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/fabio-gallo1.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-10329" alt="fabio-gallo" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/fabio-gallo1.jpg" width="900" height="592" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/fabio-gallo1.jpg 900w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/fabio-gallo1-300x197.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/fabio-gallo1-410x270.jpg 410w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /></a><figcaption id="caption-attachment-10329" class="wp-caption-text">Fabio Gallo &#8211; Esperto di Gestione della Conoscenza</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">Introduzione a cura di Fabio Gallo/</p>
<p style="text-align: justify;">Spiare l&#8217;alleato o il nemico è alla base di ogni forma di potere. Oggi si scopre, come immaginabile, che anche <strong>Silvio Berlusconi</strong> era spiato dal Paese amico. Ciò non deve scandalizzare, anche se fatto gravissimo, in virtù del fatto che l&#8217;Italia è un paese subalterno agli USA e alla sua Silincon Valley, in tutto e per tutto. Come si pretende di controllare il proprio telefono se non si controlla la società che lo produce? E come si pretende di controllare i propri dati se non si è proprietari di chi ne governa il flusso? E come si pretende di gestire le nuove e massive economie provenienti dalla gestione dello <strong>smisurato Patrimonio Culturale italiano</strong> che non si è proprietari dei sistemi che lo fanno? Ora l&#8217;Italia ha compreso che la sua sicurezza è totalmente in mano ad altri, così come la sua economia e lo sfruttamento del suo immenso Patrimonio Culturale. Se non fosse per il genio dei giovani, non sarebbe neanche in grado di proteggere il minimo indispensabile per potere immaginare di avere autonomia nel fare quattro conti. Ma anche e soprattutto l&#8217;innovazione che potrebbe salvarci, nel nostro Paese è mortificata da una classe politica ignorante e inadeguata a leggere l&#8217;attualità, figuriamoci il futuro. In Italia, siamo giunti alla conclusione, i danari pubblici si spendono per fare favori e non per amministrarli. Forse è giunta l&#8217;ora di pensare a noi?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>DAI FESTINI CON LE ORECCHIE LUNGHE ALLA FESTA AL PRESIDENTE BERLUSCONI</strong><br />
Senza dubbio i comportamenti allegri di <strong>Silvio Berlusconi</strong> hanno indotto gli alleati ad alzare le orecchie. A rovinare Berlusconi sono stati, innanzi tutto, i suoi festini ed il clima che essi generavano che hanno infettato lui e l&#8217;intero partito. A riprova di ciò anche il conflitto d&#8217;interessi per il Gruppo Finivest, una volta preso piede l&#8217;ambiente degli scandali, è diventato minore. L&#8217;istinto di spiarlo per poterlo ricattare è nato nei bagni di <strong>Palazzo Grazioli</strong> dove le gentili signore che venivano ospitate, come dimostrato abbondantemente, si selfavano nelle sue stanze. Argomenti succulenti non solo per gli alleati ma per i nemici interni. Conseguenza di un clima ricattatorio consegnato alle mani delle procure italiane e del <strong>Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano</strong> che ha attuato una politica di austerità che ci sta portando alla morte civile.  Per dare un freno allo Spread, intanto diventato una spada di Damocle è iniziata la litania davanti al feretro degli italiani celebrato dall&#8217;incenso del programma di Monti e dalle lacrime della Fornero. Poi, quando il ferro diventava rovente e si rischiava una guerra civile arriva l&#8217;opportuno cambiamento con <strong>Enrico Letta</strong> e poi, ciliegina sulla torta, arriva <strong>Matteo Renzi</strong> che farà tutto ciò che Letta, evidentemente, non avrebbe consentito. Ricorderete la simbologia di Letta che si reca a messa all&#8217;alba del tradimento che gli tocca subire in silenzio. Ma ricorderemo anche lo sguardo di Letta a Matteo Renzi nel momento del passaggio della Campanella. <strong>Matteo Renzi,</strong> dunque, è recepito dagli italiani come l<strong>&#8216;esecutore materiale della condanna a morte dell&#8217;economia italiana.</strong> E che Matteo Renzi sia stato immaginato come interprete di questo ruolo, lo dimostra il fatto che per porre rimedio (inutile) al debito pubblico, non riesce, ad esempio, a toccare  le pensioni d&#8217;oro (che sono moltissime), ma i risparmi delle classi medie ormai impoverite, anche con il prelievo dalle pensioni di reversibilità. E che Matteo Renzi non possa oramai sfuggire, suo malgrado, al <strong>ruolo di &#8220;carnefice&#8221;</strong> è provato dal fatto che tutti sanno che indebolendo finanziariamente le classi medie esse non saranno più in grado di mantenere i loro beni immobili e saranno costretti a venderli a prezzi bassissimi, <strong>favorendo i &#8220;becchini&#8221; della finanza</strong> (cinesi e non solo), pronti all&#8217;acquisto. Diventare proprietari dei beni immobili significa essere parte della proprietà dell&#8217;Italia. A questo punto il gioco è fatto. In tutto questo trascuriamo il ruolo della Germania alla quale dedicheremo uno spazio a parte. Una cosa è certa: il <strong>Papa tedesco aveva capito qualcosa, anzi, più di qualcosa.</strong> Alla domanda del giornalista che chiedeva il motivo delle sue dimissioni Sua Santità rispose secco <strong>&#8220;perchè me lo ha detto Dio&#8221;</strong>. Una risposta che deve far riflettere.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cosa potrebbe fare Berlusconi oggi?<br />
Semplice: finanziare il progetto olistico grazie al quale possiamo riprendere le redini dell&#8217;economia del Paese. Allora vincerebbe!</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>POLITICA ITALIANA INCAPACE DI SOSTENERE PRODUZIONE DI NUOVE ECONOMIE</strong><br />
Ma la colpa più grande della Politica italiana degli ultimi 15 anni è stata quella di non avere saputo creare progetti in grado di produrre nuove economie, sottovalutando completamente il &#8220;potere della rete&#8221; e quanto esso, in un Paese ricco come l&#8217;Italia, potesse fruttare in termini di benessere economico generale. Alcuni esempi: nonostante l&#8217;Italia abbia avuto nel 2003 un ministero dedicato alle Innovazioni con Lucio Stanca, va detto che la cartina al tornasole del totale fallimento del programma innovativo è stata la realizzazione dell&#8217;incresciosa Piattaforma del Turismo &#8220;Italia.it&#8221;, gestita in modo infantile e costata oltre 50 milioni di euro per realizzare, alla fine, un sito. Una gravissima incapacità che ha esposto al pubblico ludibrio sia il Ministro Rutelli (MiBAC), che la Brambilla alla quale Silvio Berlusconi dedicò il Ministero del Turismo appositamente istituito e traghettatore di ovvietà. Stiamo dicendo che l&#8217;Italia, la nazione che dispone del 60% del Patrimonio culturale d&#8217;interesse turistico mondiale, non è stata capace di dare vita a innovazione in grado di sfruttare i ricchissimi flussi turistici. Con ciò, e per colpa degli incapaci cui i governi hanno dato fiducia, rendendo irreversibile questo sfruttamento dei propri beni consegnati, ormai, alle multinazionali estere.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ENORME FALLA E PERDITA DI GRANDI ECONOMIE</strong><br />
Per comprendere il danno che queste incapacità di concepire il futuro hanno procurato all&#8217;economia italiana è sufficiente pensare che tutte le royalty relative alle prenotazioni turistiche degli alberghi italiani sono gestite da multinazionali estere. Parliamo di un fatturato di decine e decine di miliardi. Un valore in crescita esponenziale se pensiamo ai progressi che il &#8220;potere della rete&#8221; ha consentito al commercio elettronico negli ultimi anni. Amazon, E-Bay, Expedia, Booking, ad esempio, producono miliardi di dollari ma non vendono nulla di loro proprietà. Ciò lascia immaginare quanto sia importante investire nell&#8217;intelligenza connettiva e in piani di gestione della conoscenza finalizzati alla produzione di nuove economie.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>IL FALLIMENTO DELLE FINALITA&#8217; PRIMARIE DELLE SOCIETA&#8217; SGR</strong><br />
Ancor maggiore responsabilità il fallimento di tutte le &#8220;agende digitali&#8221; e della deviazione delle finalità delle Società SGR che avrebbero dovuto incentivare lo sviluppo di Startup innovative nel Mezzogiorno d&#8217;Italia con fondi della Presidenza del Consiglio dei Ministri; fondi che, puntualmente, finivano al Nord. Ma non si tratta di divario tra Nord e Sud, assolutamente e non è questo il tema della riflessione. Si tratta di comprendere quanto si sia stati incapaci di individuare programmi e progetti olistici, strategici per consentire ad una Nazione come l&#8217;Italia, di amministrare in autonomia il proprio Patrimonio Culturale per metterlo a frutto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ENTI SUBALTERNI E MIOPIA INNOVATIVA</strong><br />
Abbiamo visto Camere di Commercio, Ministeri, Enti di ogni ordine e grado sottomettersi a Google e affidare alla sua società la dematerializzazione del proprio patrimonio, solo per ignoranza. Un lavoro che avrebbero potuto realizzare esperti italiani producendo lavoro specializzato. In pratica, parliamo della più grande occasione della storia moderna mandata in fumo dall&#8217;ignoranza della politica italiana. Oggi un algoritmo, da solo, farebbe meglio che l&#8217;intera Camera dei Deputati. In ogni caso, questo è il futuro.</p>
<p style="text-align: justify;">Alcuni dati relativi alla Silicon Valley – Santa Clara Valley – California – USA, daranno meglio l&#8217;idea di cosa stiamo parlando:</p>
<p><strong>Google:</strong> 50,17 miliardi di Dollari di fatturato – 10, 73 miliardi di dollari utile netto – 53.546 dipendenti</p>
<p><strong>Apple:</strong> 156,508 miliardi di Dollari di fatturato – 41,733 miliardi di dollari di utile netto – 72.000 dipendenti</p>
<p><strong>Microsoft:</strong> 73,72 miliardi di fatturato – 16,97 miliardi di dollari utile netto 94.000 dipendenti</p>
<p><strong>Oracle:</strong> 37,1 miliardi di fatturato – 10 miliardi di dollari di utile netto – 105.000 dipendenti</p>
<p><strong>Intel:</strong> 53 miliardi di dollari di fatturato – 11.miliardi di utile netto – 104.77 dipendenti</p>
<p><strong>E-bay:</strong> si sa solo che opera sul mercato telematico di ben 38 Paesi</p>
<p><strong>Pay pal:</strong> circa 300 milioni di conti attivi in 192 paesi del mondo e rappresenta circa il 36% di fatturato della sua proprietaria e-bay. In ogni caso parliamo di cifre superiori a 100 miliardi di dollari anno</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>LA FARNESINA HA CONVOCATO L&#8217;AMBASCIATORE DEGLI STATI UNITI</strong><br />
La Farnesina ha convocato l&#8217;Ambasciatore degli Stati Uniti d&#8217;America John Phillips per avere chiarimenti circa le indiscrezioni comparse su alcuni organi di stampa secondo le quali il Presidente del Consiglio Italiano Silvio Berlusconi e alcuni suoi stretti collaboratori sarebbero stati sottoposti a intercettazioni telefoniche nel 2011. Lo riferisce la Farnesina.</p>
<p style="text-align: justify;">Il quotidiano la Repubblica e il settimanale Espresso, in collaborazione con Wikileaks, hanno pubblicato le intercettazioni effettuate dalla Nsa Usa nell&#8217;ottobre 2011 sui telefoni di Palazzo Chigi e dell&#8217;allora premier Silvio Berlusconi. Secondo le due testate, la potente National Security Agency americana spiava Berlusconi, il consigliere personale Valentino Valentini, il consigliere per la sicurezza nazionale, Bruno Archi, il consigliere diplomatico di palazzo Chigi, Marco Carnelos, e il rappresentante permanente dell&#8217;Italia alla Nato, Stefano Stefanini. La rivelazione, scrive Repubblica, dimostra che &#8220;oltre a Germania e Giappone, anche il governo italiano era spiato e riapre il caso del complotto ai danni dell&#8217;allora presidente del consiglio che aveva spinto i fedelissimi di Berlusconi a chiedere una commissione d&#8217;inchiesta&#8221;.</p>
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		<title>Berlusconi e la politica della sua &#8220;estrapolazione&#8221; dalla Storia dell&#8217;Italia.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Nov 2013 23:43:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro corneli]]></category>
		<category><![CDATA[analisi]]></category>
		<category><![CDATA[Casini]]></category>
		<category><![CDATA[decadenza]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[marina berlusconi]]></category>
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		<category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category>
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					<description><![CDATA[di Alessandro Corneli /grrg.eu Come previsto, il Senato ha deciso la decadenza di Silvio Berlusconi da senatore. Già da tempo era in corso una operazione politico-culturale (meglio dire: politico-mediatica) di estrapolazione di Berlusconi dalla storia italiana, presentandolo come figura anomala, in perfetto parallelismo con la tesi politico-storiografica del ventennio fascista come “parentesi” nella storia d’Italia. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure style="width: 702px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/silvio-berlusconi8.jpg"><img decoding="async" alt="silvio berlusconi" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/silvio-berlusconi8.jpg" width="702" height="412" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Silvio Berlusconi</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">di Alessandro Corneli /grrg.eu</p>
<p style="text-align: justify;">Come previsto, il Senato ha deciso la decadenza di Silvio Berlusconi da senatore. Già da tempo era in corso una operazione politico-culturale (meglio dire: politico-mediatica) di estrapolazione di Berlusconi dalla storia italiana, presentandolo come figura anomala, in perfetto parallelismo con la tesi politico-storiografica del ventennio fascista come “parentesi” nella storia d’Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">La tesi della parentesi, benché sostenuta con argomenti “alti” da Benedetto Croce, è stata poi usata, con argomenti di ben più basso livello, da tutti coloro che volevano prendere le distanze dal fascismo, come (alcuni esuli a parte) fossero vissuti su un altro pianeta. I “normali” prendono le distante dagli “anomali”.</p>
<p style="text-align: justify;">L’anomalia di Berlusconi è stata presentata come fondata sul fatto che possedesse tre televisioni, che non gli hanno impedito di perdere due elezioni e mezzo, che fosse pluri-inquisito (questo prima di una condanna definitiva). Si aggiunsero altri elementi: primo tra tutti, che a votarlo fossero in prevalenza le “casalinghe che guardano la tv (di Berlusconi)”, come se negli altri Paesi (avanzati e democratici) la massa fosse impegnata a seguire History Channel  e i documentari della BBC. Si è parlato delle origini “oscure” della ricchezza di Berlusconi, come se non fosse noto che molti, tra i grandi capitalisti degli ultimi cento o centocinquanta anni, fossero agli inizi dei tipi poco raccomandabili (vedi il celebre volume “I baroni ladri” di Matthew Josephson ) e non fossero collusi con i poteri politici, la polizia, la magistratura. Si pensi a come costruì la sua fortuna economica il padre di John Kennedy e al semplice fatto che la vittoria si questo alle elezioni presidenziali del 1960 fu decisa dai voti della mafia dell’Illinois. Anche in Italia molte grandi fortune economiche sono nate grazie agli appoggi politici, e molte fortune politiche sono state agevolate da potenti gruppi economici di cui hanno servito gli interessi.</p>
<p style="text-align: justify;">Dato e non concesso che la parabola politica di Berlusconi sia finita, il peggio che si possa sostenere – come di fatto si sostiene – è che egli sia stato un’anomalia nella storia della Repubblica italiana, o più in generale nella storia d’Italia. Dico “il peggio” perché si sostituisce una menzogna alla verità e sulla menzogna non si costruisce alcunché di duraturo.</p>
<p style="text-align: justify;">Se poi si ammette che la democrazia si fonda sul principio “una testa, un voto”, è innegabile che Berlusconi abbia attirato sempre milioni di voti. Distinguere tra voti intelligenti e voti stupidi non è ammesso in democrazia.</p>
<p style="text-align: justify;">Il problema-Berlusconi è un altro. È la mancata realizzazione (nemmeno tentata) di un programma politico organico per rimuovere gli handicap che avevano portato a fondo l’Italia già nel 1992. Che non avesse chiari i nodi che avrebbe dovuto sciogliere, è evidente. Ma che non avesse creato intorno a sé una squadra in grado di individuarli e di prospettare delle soluzioni, questo sì che è grave. Ma ciò che è decisivo è il fatto che siano emerse, comunque, forze sufficientemente potenti orientate alla conservazione di quei nodi, ben decise ad evitare che fossero denunziati e in qualche modo, anche grossolano, intaccati. Intorno a Berlusconi si è creata una forza politica (e un’alleanza) ben decisa a non cambiare nulla. E lui, il capo, non ha mai dato l’impressione di sapere/volere che cosa e dove incidere. Indipendentemente dal fatto che l’assalto giudiziario lo ha oggettivamente obbligato a concentrarsi sulla propria difesa.</p>
<p style="text-align: justify;">Egli è rimasto vittima di un sistema votato alla conservazione a tutti i costi, anche al costo di vedere impoverire e indebolirsi l’Italia. La controprova arriva dai governi Monti e Letta che, nati sulla grande promessa di fare le grandi riforme (non fatte da Berlusconi), si sono rapidamente adeguati alla gestione della quotidianità, nel frattempo diventata sempre più difficile. Le forze pre e post-berlusconiane hanno ripreso il potere e un Paese nelle stesse condizioni in cui l’avevano lasciato nel 1992, cioè sull’orlo di un baratro.</p>
<p style="text-align: justify;">Se, per ipotesi, volessimo attribuire a Berlusconi il possesso di una visione politica innovativa e funzionale agli interessi dell’Italia, dovremmo comunque ammettere che una tale visione avrebbe dovuto essere condivisa dalle persone che si era messo intorno. Sotto questo aspetto, si deve dire che non ha saputo scegliere. E poiché ogni grande condottiero fonda i suoi successi su un eccellente Stato maggiore, la mancanza di questo è stato il vero punto debole, e decisivo, di Berlusconi.</p>
<p style="text-align: justify;">Perciò Berlusconi non è un’anomalia nella storia d’Italia. E’ stato espressione del sistema-Italia che ha imposto la propria regola della difesa a ogni costo dei privilegi, contro qualsiasi tentativo di cambiamento anche se auspicato dagli elettori.</p>
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