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	<title>Alfredo Serafini &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Giorgio Napolitano: STOP alle condotte inopportune dei giudici. Fabio Gallo: Giustizia ringrazia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Feb 2012 11:31:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[Alfredo Serafini]]></category>
		<category><![CDATA[Caso Fabio Gallo]]></category>
		<category><![CDATA[caso gallo]]></category>
		<category><![CDATA[Condanna Italia corte Strasburgo]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Gallo]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Procura della Repubblica di Cosenza]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8216;A disorientare i cittadini contribuiscono alcune tipologie di condotta che innescano periodicamente spirali polemiche e acuiscono tensioni&#8221;. E&#8217; il monito lanciato da Giorgio Napolitano, intervenuto al plenum del Csm. &#8221;In particolare &#8211; ha spiegato &#8211; esternazioni esorbitanti, assunzioni inopportuna di incarichi politici&#8221;. IN PARLAMENTO I VESSILLI DEGLI INTOCCABILI &#8221;Mi auguro che ci sia la massima [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_3948" aria-describedby="caption-attachment-3948" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/2012/02/giorgio-napolitano-stop-alle-condotte-inopportune-dei-giudici-fabio-gallo-giustizia-ringrazia/giorgio-napolitano-7/" rel="attachment wp-att-3948"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-3948" title="Giorgio-Napolitano" alt="" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giorgio-Napolitano5.jpg" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giorgio-Napolitano5.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giorgio-Napolitano5-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giorgio-Napolitano5-160x90.jpg 160w" sizes="(max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-3948" class="wp-caption-text">Giorgio Napolitano e l&#8217;indispensabile riforma della Giustizia Italiana</figcaption></figure>
<p>&#8216;A disorientare i cittadini contribuiscono alcune tipologie di condotta che innescano periodicamente spirali polemiche e acuiscono tensioni&#8221;. E&#8217; il monito lanciato da <strong>Giorgio Napolitano</strong>, intervenuto al plenum del Csm. &#8221;In particolare &#8211; ha spiegato &#8211; esternazioni esorbitanti, assunzioni inopportuna di incarichi politici&#8221;.</p>
<p>IN PARLAMENTO I VESSILLI DEGLI INTOCCABILI</p>
<p>&#8221;Mi auguro che ci sia la massima fermezza nel reagire alle resistenze&#8221; alle riforme sulla giustizia. Lo afferma Giorgio Napolitano al Plenum del Csm. &#8221;Ci sono degli intraprendenti parlamentari che sventolano vessilli di santuari intoccabili. <strong>Mi auguro che possano arginarsi&#8221; in Parlamento &#8221;pressioni di questa natura&#8221;.</strong></p>
<p>COMPORTAMENTI MAGISTRATI SFUGGONO ALLA SANZIONABILITà</p>
<p>Alcuni comportamenti dei magistrati &#8221;sfuggono alla sanzionabilita&#8217; disciplinare per la rigida tipizzazione voluta dal legislatore nel 2006&#8221;. Lo afferma Giorgio Napolitano intervenendo al Csm. Napolitano invita le forze politiche a porre &#8221;meditato rimedio. Si e&#8217; in presenza di vuoti normativi non colmabili in via interpretativa&#8221;.</p>
<p>GLI ANALISTI: DA GIUSTIZIA GIUSTA DIPENDE FUTURO VALORE ITALIA</p>
<p>A parere degli esperti di analisi le parole del Presidente della Repubblica in merito ad una riforma della Giustizia italiana che ponga un limite reale a inopportuni comportamenti da parte dei Giudici porterà molti benefici nel mondo del lavoro, delle produttività e della finanza italiana. Un nuovo modello di economia, indubbiamente, <strong>si fonda su una &#8220;Giustizia Giusta&#8221;</strong> ove, come ha affermato Camilleri, il cittadino onesto, non deve temere che denunciare debba essere sinonimo di uscire da un Tribunale con le ossa rotte da denunciato.</p>
<p>FABIO GALLO: PERSEGUITATO DA MAGISTRATO CHE FU CAUSA DI CONDANNA ALL&#8217;ITALIA</p>
<p>La magistratura, inoltre, ci permettiamo di aggiungere allo <strong>stimatissimo Presidente Giorgio Napolitano</strong>, deve operare lontano dalla propria città di origine ove diventano più forti della Giustizia i personalismi, le amicizia di famiglia e i tessuti sentimentali e parentelari. Essi sono un limite invalicabile all&#8217;esercizio dei valori della Democrazia com&#8217;è stato dimostrato nel 2007 dalla Corde dei Diritti dell&#8217;Uomo che per la prima volta nella storia della Repubblica Italiana ha condannato la Repubblica italiana per la violazione dell&#8217;Art. 10. La Grande Camera di Strasburgo, il 17 Luglio 2007, infatti, condannò l&#8217;Italia (tutta) per colpa di una sola persona, un magistrato all&#8217;epoca capo della Procura della Repubblica di Cosenza (Alfredo Serafini) che letteralmente &#8220;perseguitò&#8221; il noto esponente della cultura Fabio Gallo che, difendendosi da vero italiano senza mai perdere fiducia nella &#8220;Giustizia&#8221;, quella vera, ottenne una vita rovinata dal magistrato ma la vittoria contro lo stesso in oltre otto processi. Il Magistrato Alfredo Serafini, in questo clamoroso caso costato la faccia alla Repubblica Italiana (mai indagato ispezionato, tra l&#8217;altro, dal Ministero di Giustizia competente che avrebbe potuto evitare un vero dramma) impunemente utilizzo il suo ruolo per colpire continuamente Fabio Gallo che, invece, Giudici e Magistrati di tutt&#8217;Italia ritennero innocente.</p>
<p>Una storia, quella di <strong>Fabio Gallo,</strong> per davvero incredibile che dimostra, però, come esista chi come lo stesso Gallo, non smette di credere che la <strong>Giustizia e lo Stato esistano per davvero</strong>, fino a vincere di questa fede.</p>
<p>FABIO GALLO, LA LOTTA, LE VITTORIE INSIEME ALLO STATO</p>
<p>Per conoscere i dettagli di questa vicenda clicca qui: <a href="https://ilparlamentare.it/2011/05/fabio-gallo-assolto-a-milano-messina-cosenza-emerge-la-persecuzione-del-procuratore-alfredo-serafini/">https://ilparlamentare.it/2011/05/fabio-gallo-assolto-a-milano-messina-cosenza-emerge-la-persecuzione-del-procuratore-alfredo-serafini/</a></p>
<p>In ricordo di questa tragica storia ha affermato Fabio Gallo <em>&#8221; prima o poi, appena pubblicherò il libro (già pronto ndr.) sull&#8217;intera vicenda, il Presidente della Repubblica Italiana troverà il modo per chiedere scusa a tutta la mia famiglia a partire da mia madre che a causa dei mille dispiaceri procurati dalle gravissime e impunite ingiustizie subite dal Procuratore Alfredo Serafini di Cosenza, è oggi affetta da Alzheimer e ridotta su una sedia a rotelle, documento e testimonianza delle peggiori violazioni dei Diritti umani. La stessa cosa farà il Consiglio Superiore della Magistratura perché un modello di Democrazia che funziona e ha valore nel mondo deve essere capace, quando necessario di dire &#8220;mea culpa&#8221;.</em></p>
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		<title>Enzo Tortora: esempio di imperfezione della Giustizia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Sep 2011 16:45:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Alfredo Serafini]]></category>
		<category><![CDATA[Enzo Tortora]]></category>
		<category><![CDATA[Errori di Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Gallo]]></category>
		<category><![CDATA[Indro Montanelli]]></category>
		<category><![CDATA[Procuratore Alfredo Serafini]]></category>
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					<description><![CDATA[Il caso di Enzo Tortora evoca sentimenti comuni forti che chiedono Giustizia attraverso una riorganizzazione del suo sistema. Sarà un cammino lungo, molto più di quello auspicato, ma alla fine, anche grazie all&#8217;Innovazione Tecnologica, sarà sempre più difficile credere ad un infame che accusa una persona onesta e per bene. Perché chi accusa ingiustamente non è [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_2660" aria-describedby="caption-attachment-2660" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/2011/09/enzo-tortora-esempio-di-imperfezione-della-giustizia/enzo-tortora-innocente/" rel="attachment wp-att-2660"><img decoding="async" class="size-full wp-image-2660" title="Enzo-Tortora-innocente" alt="" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Enzo-Tortora-innocente.jpg" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Enzo-Tortora-innocente.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Enzo-Tortora-innocente-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Enzo-Tortora-innocente-160x90.jpg 160w" sizes="(max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-2660" class="wp-caption-text">Enzo Tortora innocente &#8211; Il Parlamentare.it</figcaption></figure>
<p>Il caso di <strong>Enzo Tortora evoca sentimenti comuni forti che chiedono Giustizia</strong> attraverso una riorganizzazione del suo sistema. Sarà un cammino lungo, molto più di quello auspicato, ma alla fine, anche grazie all&#8217;Innovazione Tecnologica, sarà sempre più difficile credere ad un infame che accusa una persona onesta e per bene. Perché chi accusa ingiustamente non è solo un calunniatore ma antropologicamente parlando, un &#8220;infame&#8221;, un &#8220;indegno&#8221;. Su questa categoria di persone , gli infami, la Giustizia ha istituito troppo stesso il suo percorso erogando molto più di quanto ha ottenuto.</p>
<p>Proviamo ad immaginare un vero divo della televisione che non accetta di invitare il parente di un camorrista nel suo programma. E&#8217; fatta: tizio dal carcere ne parla male, la notizia cammina, arriva dove deve arrivare e il gioco è fatto. Nel processo, da sempre, chiunque può farsi gioco della Giustizia a partire da chi l&#8217;amministra. Falsi testimoni, minacce, cospirazioni e accordi finanziari, giochi di potere, scambio di favori, sono quella parte invisibile del Processo che pura gli danno forma. E l&#8217;Istituto della Difesa, quando è così, non ha strumenti per sovvertire le sorti del giudizio.</p>
<p><strong>Al caso di Enzo Tortora oggi se ne uniscono di ancora più clamorosi.<br />
</strong>Ad esempio il caso di <strong>Fabio Gallo perseguitato ingiustamente dal Procuratore della Repubblica di Cosenza Alfredo Serafini </strong>che, ritenendosi calunniato  e diffamato da un articolo nel quale il <strong>Giornalista del Mattino di Napoli Roberto Ormanni </strong>pubblicò il punto di vista di Fabio Gallo su una vicenda giudiziaria assai discussa e farcita di lobby e minacce di ogni tipo, tentò in tutti i modi di ottenere un giudizio negativo su Gallo in qualche Tribunale d&#8217;Italia (senza riuscirvi mai), <strong>usando il suo Ufficio di Capo della Procura della Repubblica</strong>, per porre in essere una vera e propria ritorsione senza precedenti nella vita giudiziaria di un Magistrato. <strong>Il Procuratore Alfredo Serafini tentò, infatti, di trascinare Fabio Gallo, senza mai riuscirvi, in una enorme quantità di processi. </strong></p>
<p><strong> </strong>Il Parlamenare.it</p>
<p>Milano &#8211; Ottocentocinquantasei ordini di cattura, un primato. Furono spiccati dalla procura di Napoli il 17 giugno 1983, un venerdì. Qualcuno parlò di &#8220;venerdì nero per la camorra&#8221;. In manette finì anche Enzo Tortora. Nel libro &#8220;Come volevano le stelle&#8221; (Seneca Edizioni) <strong>l&#8217;autrice Maria Rita Stiglich ripercorre le tappe</strong> di quella triste vicenda di ordinaria ingiustizia narrando l’amicizia tra una giovane donna, Giulia, e il giornalista incarcerato. Un’amicizia nata da un segnalibro, un piccolo pensiero che la donna spedì in carcere a Tortora nel giorno del suo compleanno. Li accomunava la passione per i libri e la conoscenza di Francesca, collega di Giulia. <strong>Tortora amava i libri, erano parte della sua vita. In &#8220;Cara Italia ti scrivo&#8221; scrisse: &#8220;Ecco la mia droga&#8221;. Parlava delle poesie di Rimbaud, delle commedie di Pirandello, i romanzi di Balzac, Zola e Laclos.</strong></p>
<p>&#8220;Cinico mercante di morte&#8221; Dalle colonne del Giornale <strong>Montanelli parlò di &#8220;imputazione inverosimile&#8221;</strong>. Una vignetta di Repubblica, invece, ritrasse il presentatore di Portobello dietro le sbarre con le parole nella nuvoletta: &#8220;Eppure il pappagallo non ha parlato&#8221;. Qualcuno non perse occasione per affibbiare al noto giornalista l’infamante etichetta del camorrista spacciatore di droga senza neanche attendere il processo. La stampa, come tutto il Paese, si divise in due partiti: innocentisti e colpevolisti. A dare corpo e sostanza all’inchiesta c’erano solo le accuse di un gruppo di pentiti. Il 14 gennaio 1986 arrivò la sentenza di condanna: duecentosessantasette pagine nelle quali si leggevano le motivazioni in base alle quali Tortora veniva condannato per associazione a delinquere di stampo camorristico e spaccio di stupefacenti. Una delle frasi vergate dai giudici nella sentenza lascia sgomenti, nonostante siano trascorsi ormai quasi ventitre anni: &#8220;Cinico mercante di morte, tanto più pernicioso sotto una maschera tutta cortesia e savoir faire&#8221;.</p>
<p>L’impegno politico per la giustizia giusta Eletto al parlamento europeo nel 1984, nelle liste del Partito radicale, Tortora portò avanti la sua battaglia per l’affermazione del principio del giusto processo, la certezza del diritto e la responsabilità civile dei magistrati. Battaglie dal sapore garantista, battaglie di civiltà contro la barbarie il cui apice era rappresentato dalla vicenda giudiziaria che aveva coinvolto – stravolgendola – la vita del noto giornalista. Ma smentì chi faceva facili ironie accostando il suo nome a quello di un altro Vip che, una volte eletto si era dileguato (Toni Negri). Tortora, infatti, non esitò un istante a dimettersi da Strasburgo. Lo fece il 31 dicembre 1985, rinunciando così, caso più unico che raro, all’immunità parlamentare.</p>
<p>Il ritorno alla normalità Tortora fu assolto definitivamente dalla Corte di Cassazione il 17 giugno 1987, a quattro anni esatti dall’arresto. Dopo pochi mesi riprese in mano la sua vita. E lo fece con un memorabile discorso, subito dopo la sigla di Portobello. “Dunque, dove eravamo rimasti? Potrei dire moltissime cose e ne dirò poche. Una me la consentirete: molta gente ha vissuto con me, ha sofferto con me questi terribili anni. Molta gente mi ha offerto quello che poteva, per esempio ha pregato per me, e io questo non lo dimenticherò mai. E questo &#8220;grazie&#8221; a questa cara, buona gente, dovete consentirmi di dirlo. L&#8217;ho detto, e un&#8217;altra cosa aggiungo: io sono qui, e lo so anche, per parlare per conto di quelli che parlare non possono, e sono molti, e sono troppi; sarò qui, resterò qui, anche per loro. Ed ora cominciamo, come facevamo esattamente una volta”.</p>
<p>Il Giornale.it</p>
<p>Come volevano le stelle<br />
Enzo Tortora: giustizia dimenticata<br />
Maria Rita Stiglich</p>
<p>Seneca Edizioni</p>
<p><strong><br />
</strong></p>
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		<title>Isabella Sisca perde processo: Fabio Gallo Stella RAI assolto da Giudici Milano</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2011/01/isabella-sisca-perde-processo-fabio-gallo-assolto-da-giudici-milano/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Jan 2011 20:06:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Alfredo Serafini]]></category>
		<category><![CDATA[Centro internazionale di Danza di Isabella Sisca]]></category>
		<category><![CDATA[Ippolito Bonofiglio]]></category>
		<category><![CDATA[Isabella Sisca]]></category>
		<category><![CDATA[Pianeta danza]]></category>
		<category><![CDATA[Procuratore della Repubblica di Cosenza Alfredo Serafini]]></category>
		<category><![CDATA[Tribunale Milano]]></category>
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					<description><![CDATA[  ISABELLA SISCA perde il processo. Assolto a Milano Fabio Gallo stella della Danza e noto Coreografo di successo che ha scritto una delle più emozionanti pagine della storia della Danza italiana con la realizzazione di Opere Prime dedicate ai miti della Grecia classica ed ellenica. Isabella Sisca estetista che negli anni ottanta ha iniziato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<figure id="attachment_1944" aria-describedby="caption-attachment-1944" style="width: 250px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilparlamentare.it/2011/01/isabella-sisca-perde-processo-fabio-gallo-assolto-da-giudici-milano/isabella-sisca/" rel="attachment wp-att-1944"><img decoding="async" class="size-full wp-image-1944" title="Isabella-Sisca" alt="" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Isabella-Sisca.jpg" width="250" height="211" /></a><figcaption id="caption-attachment-1944" class="wp-caption-text">Isabella-Sisca</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;"><strong>ISABELLA SISCA perde il processo</strong>. <strong>Assolto a Milano Fabio Gallo </strong>stella della Danza e noto Coreografo di successo che ha scritto una delle più emozionanti pagine della storia della Danza italiana con la realizzazione di Opere Prime dedicate ai miti della Grecia classica ed ellenica.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Isabella Sisca </strong>estetista che negli anni ottanta ha iniziato la gestione di numerose scuole di danza in Calabria ha perso a Milano il Processo intentato contro <strong>Fabio Gallo, noto Coreografo di RAIUNO</strong>, per il reato di diffamazione a mezzo stampa.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Fabio Gallo è stato assolto dopo soli 30 minuti </strong>dall’inizio dell’udienza svoltasi innanzi al <strong>Giudice Maria Cristina Mannocci </strong>(Gip di Mani Pulite, ndr.)<strong> presso il Tribunale di Milano.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Isabella Sisca </strong>ha affidato le sue ragioni allo <strong>Studio legale D’Ippolito del Foro di Cosenza</strong> che ha dovuto prendere atto della sentenza assolutoria emessa dal <strong>Giudice Maria Cristina Mannocci</strong>, a fronte delle prove presentate al Giudice di Milano <strong>dall’Avv. Antonio Ciacco, difensore di Fabio Gallo, insieme all’Avv. Prof. Enrico Tuccillo del Foro di Napoli</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Isabella Sisca </strong>aveva denunciato Fabio Gallo poiché sul periodico a carattere settimanale “Oggi” era stata messa in relazione Isabella Sisca con una ragazza che aveva denunciato il noto Coreografo. Isabella Sisca una volta letto l’articolo dichiarò pubblicamente, sulle pagine dello stesso settimanale “Oggi”, di non conoscere affatto la ragazza e per questo, sentendosi diffamata, denunciò Fabio Gallo. In effetti, essendo la stessa Isabella Sisca concorrente delle fiorenti attività aperte nel mondo della Danza dal noto Coreografo di RAIUNO, si sarebbe potuto pensare che alle spalle della denuncia della ragazza minorenne al Coreografo vi potesse essere lo zampino di <strong>Isabella Sisca</strong>. Gli avvocati di <strong>Fabio Gallo</strong>, a sorpresa, hanno esibito documentazione del<strong> Municipio della Città di Cosenza </strong>comprovante, invece, <strong>la logica di un rapporto parentelare tra Isabella Sisca e la ragazza che aveva denunciato il noto Coreografo. </strong>I documenti hanno lasciato sbigottiti i presenti contribuendo alla sentenza di assoluzione per Fabio Gallo che, tra l’altro, <strong>non aveva rilasciato personalmente alcuna intervista al settimanale.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La vicenda destò molti sospetti poiché dopo la sentenza emessa dall’autorevole Giudice del Tribunale di Milano, <strong>la Procura della Repubblica di Cosenza non dispose indagini per chiarire la vicenda </strong>molto controversa.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel Tribunale di Milano non fu la sola <strong>Isabella Sisca </strong>a perdere un processo intentato contro <strong>Fabio Gallo</strong>. Infatti, insieme all’estetista/gestore e direttrice delle scuole di danza la stessa sorte toccò al <strong>Procuratore della Repubblica di Cosenza Alfredo Serafini </strong>che insieme a suo cognato <strong>Ippolito Bonofiglio</strong>, gestore di corsi di <strong>Formazione Professionale su rimesse CEE e Regione Calabria</strong>, aveva denunciato <strong>Fabio Gallo</strong>, perdendo tutti i processi innanzi all’Alta Corte del Tribunale di Milano. Va evidenziato che le assoluzioni del noto <strong>Coreografo di RAIUNO </strong>sono state sempre precedute da conforme richiesta della Procura della repubblica di Milano. Ciò determina l’assoluto convincimento dell’intero Organo di Giustizia milanese in merito all’assoluta innocenza di Fabio Gallo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sembra dunque evidente che i lamenti di Fabio Gallo non venissero mai ascoltati,</strong> se pur numerose volte denunciati, visto che nemico in giudizio dello stesso noto Coreografo era, insieme a Isabella Sisca e Ippolito Bonofiglio (entrambi concorrenti di Fabio Gallo in merito alla gestione dei fondi regionali relativi alla Formazione Professionale), <strong>lo stesso Procuratore capo della Repubblica di Cosenza Alfredo Serafini</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Una storia vera, quella di Fabio Gallo, che se non fosse per tutte le sentenze a lui favorevoli che la rendono drammaticamente il vissuto di un uomo, assumerebbe i connotati di<strong> leggenda metropolitana</strong>, degna di essere rapportata al bel romanzo di Alexandre Dumans, il Conte di Montecristo per il fatto che ciò che avrebbe sbalordito gli stessi Organi di Giustizia che hanno assolto Fabio Gallo, fosse la sua capacità di fornire prove a sorpresa e inconfutabili a sostegno della Verità.</p>
<p style="text-align: justify;">Infatti, l’articolo edito dal settimanale “Oggi” e a firma del giornalista di cronaca giudiziaria <strong>Roberto Ormanni</strong>, sembra essere stato letto nel tempo come uno sgambetto geniale e autorevole sul quale, concretamente, sono inciampati tutti coloro i quali accusavano falsamente Fabio Gallo e che nella Procuratore della Repubblica di Cosenza trovavano alleato lo stesso Procuratore Alfredo Serafini.</p>
<p style="text-align: justify;">L’idea, forse, fu quella di scrivere tutte le verità su un articolo edito da Milano, proprio scatenare l&#8217;ira di chi aveva da nascondere e, ovviamente, scatenare anche le loro denunce che avrebbero spostato i processi in altre sede perché si avesse una Magistratura Inquirente e Giudicante terza a tutti.</p>
<p style="text-align: justify;">Fu proprio grazie alle querele scaturite dall’articolo di stampa (che sosteneva tesi e verità individuate da Fabio Gallo, ndr.) esposte da <strong>Isabella Sisca, Ippolito Bonofiglio </strong>(cognato del Procuratore, ndr) e dal <strong>Procuratore della Repubblica di Cosenza Alfredo Serafini,</strong> che i gravissimi fatti denunciati da Fabio Gallo, poterono entrare in un percorso di <strong>vera e autorevole Giustizia per congelarsi in essa, attraverso le sentenze</strong>, e non perdere la loro efficacia negli anni.</p>
<p style="text-align: justify;">Se così è stato è stata per davvero un’idea geniale, se pur costata si può immaginare, molti, molti sacrifici da parte di questi “eroi” che hanno subito una decina di querele e <strong>hanno trovato il coraggio di combattere la mala Giustizia con la Giustizia.</strong> Oggi, dunque, grazie a questa finissima operazione che ha avuto come alleato un senso più alto di Giustizia, quella vicina alla Verità, nelle sentenze assolutive sparse nei Tribunali di Milano, Messina, e della stessa Cosenza, <strong>sono conservate, pronte ad essere utilizzate </strong>da quel Magistrato che volesse restituire all&#8217;Italia una Verità che essa attende sul caso Gallo. A tal proposito vale la pena di ricordare la cupa gestione delle famose telefonate scomparse dal processo cosentino cui fu sottoposto Fabio Gallo (che hanno contribuito a vincere il processo di Milano, ndr) e con le quali avrebbe potuto dimostrare la sua innocenza. Prima o poi, siamo certi, la Magistratura oggi potrebbe anche chiarire, ad esempio, il perché i testimoni a discarico venissero pesantemente minacciati e cosa accadeva a quelle ragazze che si rifiutavano di accogliere l&#8217;estorsione di dichiarazioni (colpevoliste, ndr) contro Fabio Gallo. Quelle Donne, oggi quarantenni, potrebbero aiutare la Giustizia ad avere un quadro reale di un caso dove, insieme a Fabio Gallo, a pagarne pesantemente le conseguenze, è stato lo stesso Stato. Non ultima, l’origine delle responsabilità inerenti gli altissimi interessi finanziari dei suoi concorrenti che, evidentemente per la tutela di questi, furono uniti nel male.</p>
<p style="text-align: justify;">In ultimo si riporta una dichiarazione di Fabio Gallo all&#8217;alba della sentenza della Grande Corte di Strasburgo che il 17 Luglio 2007, accogliendo le ragioni esposte dal Giornalista Roberto Ormanni ha condannato, proprio sul caso Gallo, il Governo Italiano, per la prima volta nella storia della Repubblica , per la violazione dell&#8217;Art. 10 dei Diritti umani, affermando che il Giornalista Ormanni aveva ragione ad esporre la verità dal punto di vista del noto Coreografo Fabio Gallo: <em>&#8220;sono felice che anche insieme a tanti magistrati e Giudici italiani anche quelli dell&#8217;Alta Corte per i Diritti Umani abbiano tutelato la Verità. Mi spiace che la protervia del Procuratore della Repubblica di Cosenza Alfredo Serafini abbia procurato all&#8217;Italia il disonore della violazione dei Diritti dell&#8217;Uomo. La mia vicenda giudiziaria dimostra che le bugie hanno le gambe corte e che, prima o poi, esse vengono a galla. Oggi internet, la Rete, favorisce la riflessione sulla verità ponendo centrali alla conoscenza di tutti quelle questioni che ieri potevano essere nascoste manipolando con l&#8217;ombra di cattive conseguenze, qualche testata giornalistica. Anche di questo esiste prova. Si tratta di una importante garanzia per la società civile e per la Democrazia che contribuisce a tutelare il Diritto dell&#8217;Uomo. Se ho perso un processo e poi ne ho vinti una diecina, vorrei dire, è per davvero tutto merito della Giustizia che nelle varie sedi ha saputo leggere le carte e valutare attentamente le mille prove. Vorrei anche dire che il senso della Giustizia, per un Cittadino, è quello di poter vedere nello Stato il suo primo alleato. Purtroppo il danaro corrompe tutto ma non corrode l&#8217;aurea verità. Nella mia vicenda hanno responsabilità pochissime persone. Per davvero poche. Molti altri si sono aggregati per necessità pensando, forse, di acquisire qualche privilegio, altri sono stati costretti con la minaccia ed il ricatto come si è dimostrato in questi processi che mi hanno visto dichiarato innocente. Ora, per fortuna, è tutto finito. Nella vita ci sono anche le cose belle e nei Tribunali, quando si entra per sostenere una menzogna, non ci saranno mai ne vincitori ne vinti. Con la Giustizia è meglio non scherzare&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">Quanto sopra dalle sentenze emesse dai Giudici del Tribunale di Milano, nella Repubblica Italiana.</span><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Calibri;">  </span></span></p>
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