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	<title>aldo moro &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Il Presidente Mattarella Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha deposto una corona di fiori in via Mario Fani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[eleonora]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Mar 2018 13:55:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Quirinale]]></category>
		<category><![CDATA[40° anniversario rapimento]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel 40° anniversario del rapimento di Aldo Moro, ha deposto una corona di fiori in via Mario Fani dove le Brigate Rosse sequestrarono il Presidente della Democrazia Cristiana uccidendo i cinque agenti della scorta. L&#8217;anniversario è stato celebrato con l&#8217;inaugurazione di un monumento commemorativo dedicato a Oreste Leonardi, Domenico [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_13184" aria-describedby="caption-attachment-13184" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sergiomattarella-viamariofani.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-13184" alt="presidente mattarella via mario fani aldo moro" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sergiomattarella-viamariofani.jpg" width="800" height="538" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sergiomattarella-viamariofani.jpg 800w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sergiomattarella-viamariofani-300x201.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sergiomattarella-viamariofani-401x270.jpg 401w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><figcaption id="caption-attachment-13184" class="wp-caption-text">ll Presidente Sergio Mattarella depone una corona di fiori dinanzi alla lapide che ricorda il tragico agguato all&#8217;On. Aldo Moro ed agli uomini della sua scorta</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Il Presidente della Repubblica, <strong>Sergio Mattarella</strong>, nel <strong>40° anniversario del rapimento di Aldo Moro</strong>, ha deposto una corona di fiori in <strong>via Mario Fani</strong> dove le <strong>Brigate Rosse</strong> sequestrarono il Presidente della Democrazia Cristiana uccidendo i cinque agenti della scorta.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;anniversario è stato celebrato con l&#8217;inaugurazione di un monumento commemorativo dedicato a Oreste Leonardi, Domenico Ricci, Raffaele Iozzino, Giulio Rivera e Francesco Zizzi.</p>
<p style="text-align: justify;">Erano presenti il Presidente del Senato della Repubblica, <strong>Pietro Grasso</strong>, la Presidente della Camera dei Deputati, <strong>Laura Boldrini</strong> e rappresentanti delle istituzioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte Quirinale &#8211; Roma, 16 marzo 2018</p>
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		<title>In scena &#8220;Verità Nascosta&#8221;: l&#8217;Opera da camera in due parti del compositore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 May 2017 15:42:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[agimus]]></category>
		<category><![CDATA[aldo moro]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
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					<description><![CDATA[Si è tenuta martedì 2 maggio 2017 h 11.00 presso Palazzo Adorno, sala conferenze stampa della Provincia di Lecce, alla presentazione de LA VERITÀ NASCOSTA, opera da camera in due parti e quattro episodi con musica del compositore Biagio Putignano, per baritono, coro cameristico, strumenti a percussione e pianoforte. L’opera, composta in occasione del centenario della [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_9101" aria-describedby="caption-attachment-9101" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.comunicareitalia.it/wp-content/uploads/aldo-moro.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-9101" alt="Aldo Moro" src="http://www.comunicareitalia.it/wp-content/uploads/aldo-moro.jpg" width="1000" height="567" /></a><figcaption id="caption-attachment-9101" class="wp-caption-text">Aldo Moro</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Si è tenuta martedì 2 maggio 2017 h 11.00 presso <strong>Palazzo Adorno</strong>, sala conferenze stampa della Provincia di Lecce, alla presentazione de LA VERITÀ NASCOSTA, opera da camera in due parti e quattro episodi con musica del compositore <strong>Biagio Putignano</strong>, per baritono, coro cameristico, strumenti a percussione e pianoforte. L’opera, composta in occasione del centenario della nascita dello <strong>statista Aldo Moro</strong>, barbaramente trucidato dal gruppo terroristico <strong>Brigate Rosse</strong>, è stata realizzata su testi dello stesso Moro tratti dalle LETTERE DALLA PRIGIONIA di Aldo Moro e selezionati da Enzo Quarto, e riorganizzati dallo stesso compositore Biagio Putignano. L’evento è organizzato dalla Sezione Salento dell’Ass.ne Nazionale A.Gi.Mus. in coproduzione col <strong>Conservatorio “N. Piccinni” di Bari,</strong> e col patrocinio delle <strong>Amministrazioni Comunali di Lecce, Maglie e Bisceglie,</strong> dell’<strong>Assessorato alla Cultura della Regione Puglia, della Provincia di Lecce, della Fondazione “Capece” di Maglie, della Società Italiana Musica Contemporanea (SIMC), l’Accademia ITALIA IN ARTE NEL MONDO,</strong> e la <strong>Postulazione del Processo di Canonizzazione del Servo di Dio Aldo Moro</strong> (Città del Varicano).</p>
<p style="text-align: justify;">Attraverso la stilizzazione<strong> in veste di tragedia antica,</strong> LA VERITÀ NASCOSTA ripropone una lettura del dramma dello Statista pugliese, avvalendosi di una ricomposizione dei testi autografi di Moro che evidenziano una dimensione spirituale e religiosa nuove, così come è emersa dal processo in corso per la canonizzazione dello stesso Moro. La rappresentazione dell’opera avverrà in prima assoluta alla presenza delle Autorità locali, e del Pubblico il prossimo 9 maggio 2017 con inizio alle ore 21.00 presso il Teatro “Paisiello” di Lecce, e in replica il 17 maggio 2017 sempre alle ore 21.00, presso il <strong>Teatro “Garibaldi” di Bisceglie.</strong> La rappresentazione sarà preceduta dalla cerimonia di assegnazione dei riconoscimenti alle Personalità convenute da parte del Presidente dell’Accademia ITALIA IN ARTE NEL MONDO. L’intera manifestazione sarà presentata dalla giornalista <strong>Francesca RODOLFO</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il personaggio principale che interpreta lo statista Aldo Moro è Stefano STELLA, accompagnato dall’ensemble strumentale, formato da Niccolò FINO (marimba) Edoardo PARENTE (vibrafono) e Lorenzo PUTIGNANO (pianoforte) e dal Coro da Camera diretto dal M° Emanuela Aymone (formato dai soprani Federica ALTOMARE, Erika MEZZINA, Lucrezia PORTA, dai contralti Anastasia ABRYUTINA, Rosa Angela ALGERGA, Anna CIMARUSTI, dai tenori Giovanni DE BARI, Li SIJIE, Xiang WENPENG e bassi Angelo CONGEDO, Cao PEIYUN, Geng ZIHAO), il tutto sotto la prestigiosa direzione del M° Filippo LATTANZI, mentre la regia è di Deborah DE BLASI, con la partecipazione degli attori Daniela GUERCIA e Gianluca CARRISI. Una breve introduzione illustrerà l’opera (che sarà possibile seguire attraverso il libretto di sala comprendente tutti i testi e le presentazioni) a cui farà immediatamente seguito la rappresentazione. Si allega alla presente una selezione del materiale che verrà distribuito in sala per l’avvenimento e che è in stampa: &#8211; libretto dell’opera; &#8211; inviti e locandina dell’evento; &#8211; estratto dalla presentazione del compositore Biagio Putignano Cordiali saluti.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Presidente Dott. Luigi Martano</p>
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		<title>Aldo Moro e la Politica Estera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Sep 2016 11:15:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[aldo moro]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia cristiana]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[pietro stilo]]></category>
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		<category><![CDATA[politica estera italiana]]></category>
		<category><![CDATA[università mediterranea reggio calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[a cura di Pietro Stilo Università Mediterranea di Reggio Calabria/ Il 23 settembre ricorreva l&#8217;anniversario dei 100 anni della nascita di Aldo Moro, uno dei più importanti protagonisti della storia repubblicana, la cui azione ed attività politica e di uomo di governo, spesso viene oscurata dai tragici eventi che vanno dal rapimento fino alla sua morte per [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_11213" aria-describedby="caption-attachment-11213" style="width: 900px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/aldo-moro.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-11213" alt="aldo-moro" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/aldo-moro.jpg" width="900" height="531" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/aldo-moro.jpg 900w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/aldo-moro-300x177.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/aldo-moro-457x270.jpg 457w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /></a><figcaption id="caption-attachment-11213" class="wp-caption-text">Aldo Moro</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">a cura di <strong>Pietro Stilo</strong> Università Mediterranea di Reggio Calabria/</p>
<p style="text-align: justify;">
Il 23 settembre ricorreva l&#8217;anniversario dei <strong>100 anni della nascita di Aldo Moro</strong>, uno dei più importanti protagonisti della storia repubblicana, la cui azione ed attività politica e di uomo di governo, spesso viene oscurata dai tragici eventi che vanno dal rapimento fino alla sua morte per mano delle Brigate Rosse. La sua opera passa dunque nell&#8217;immaginario collettivo in secondo piano rispetto a quei tragici eventi che hanno segnato la sua esistenza e la storia del nostro paese; eventi oscuri che hanno cristallizzato il nome di Aldo Moro con il rapimento ed il suo drammatico epilogo.<br />
<strong><br />
Aldo Moro</strong> persona di grandi qualità umane e politiche, al quale tutti sempre, hanno riconosciuto  senso dello Stato e delle istituzioni e grande equilibrio nel gestire le situazioni che gli si presentavano nei vari ruoli che ha ricoperto (membro della Costituente, Segretario e Presidente Democrazia Cristiana, Ministro della Pubblica Istruzione, di Grazia e Giustizia e degli Esteri, da Presidente del Consiglio dei Ministri per ben cinque volte. Fu anche professore di diritto all&#8217;università, ma la sua attività politica lo assorbì sin da giovane, dapprima nei movimenti giovanili cattolici poi nell&#8217;Assemblea Costituente. Nel 1948 venne eletto deputato assumendo proprio l&#8217;incarico di Sottosegretario agli Affari Esteri. Incarico che proseguì dal 1969 al 1974 come Ministro degli Affari Esteri. Durante tale periodo si occupò di Europa, relazioni atlantiche e soprattutto di Mediterraneo, a tal proposito, celebre è la sua frase: “<em>Nessuno è chiamato a scegliere tra l&#8217;essere in Europa ed essere nel Mediterraneo, poiché l&#8217;Europa intera è nel Mediterraneo</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Un ragionamento importante che sintetizza come Aldo Moro interpretava la dimensione europea e la politica estera italiana “immersa nel Mediterraneo”. Uno scenario quello mediterraneo che aveva conosciuto una evoluzione molto forte con il passaggio di numerosi paesi da coloniali a post-coloniali, attraverso il fenomeno della Decolonizzazione, durato circa un ventennio (dai primi anni &#8217;50 fino alla metà degli anni &#8217;70). Aldo Moro prese atto, dei cambiamenti di un mondo arabo intriso di nazionalismo panarabo e che cominciava ad essere consapevole del suo ruolo nel mondo, in particolare attraverso la vendita di idrocarburi, riconoscendo la necessità che l&#8217;Italia aveva ed ha necessità di approvvigionamenti dall&#8217;estero. Un periodo di grandi cambiamenti per le due sponde del Mediterraneo, quella nord si incamminava verso la pacificazione comunitaria (in quegli anni nascono i primi embrioni di quella che diventerà l&#8217;UE), dopo essere stata teatro di 2 Guerre Mondiali; quella sud invece cominciava un difficile cammino verso l&#8217;indipendenza coloniale, l&#8217;autoaffermazione e la pari dignità con le altre nazioni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Aldo Moro</strong> <strong>avviò un nuovo modo di fare politica estera</strong>, una politica che guardava oltre gli “steccati” e oltre l&#8217;interesse degli Stati sovrani; una politica ispirata forse dal suo essere cattolico e democratico, che guardava alla gente, alla volontà popolare, ai diritti umani ed alle libertà dell&#8217;individuo in quanto tale.</p>
<p style="text-align: justify;">Erano anni difficili quelli in cui Moro si occupava di politica estera, sul suo tavolo di Ministro c’erano numerosi dossier a partire da quello spinoso sulla Libia di Muammar Gheddafi, giovane colonnello dell&#8217;esercito libico, che ispirandosi alla rivoluzione di Nasser in Egitto aveva preso il potere nella Libia di Re Idris, un paese molto importante per gli interessi italiani non solo per i legami coloniali, ma anche per le sue risorse energetiche e per la presenza di circa 20 mila nostri connazionali. Erano anche gli anni delle proteste studentesche in tutta Europa, delle donne e degli operai che rivendicavano i loro diritti, gli anni della guerra in Vietnam, dell&#8217;occupazione della Cecoslovacchia da parte dei sovietici, della Guerra dello Yom Kippur, della crisi petrolifera, della fase più acuta della Guerra Fredda, della fine del Gold Standard (1973), nei quali la Cina viene ammessa all&#8217;ONU e tanto altro ancora. Erano gli anni del cosiddetto “<strong>Lodo Moro</strong>”, una forte distensione ed apertura verso i paesi arabi, pur continuando i rapporti di stretta collaborazione con gli Usa e Israele.</p>
<p style="text-align: justify;">Tale politica ebbe i suoi momenti più alti quando Moro contribuì al successo della <strong>Conferenza di Helsinki del 1975</strong>, durante la quale sia nella preparazione che durante i lavori e la fase finale, egli <strong>svolse un&#8217;opera importante per la pace e la cooperazione tra i popoli</strong> e nello stesso anno quando da Presidente del Consiglio dei Ministri firma il Trattato di Osimo con il quale si mette fine all&#8217;annosa questione dei rapporti con la Jugoslavia di Tito.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma Aldo Moro gestì la politica estera italiana in anni difficili, ma lo seppe fare con grande abilità nonostante le critiche subite da importanti analisti e suoi colleghi tra cui il più famoso sicuramente è <strong>Henry Kissinger</strong>, che criticò la sua apertura verso l&#8217;URSS, opera che gli venne riconosciuta molti anni dopo dal suo omologo russo di quegli anni <strong>Andrej Gromyco</strong> nelle sue memorie.</p>
<p style="text-align: justify;">Un Aldo Moro insomma, <strong>grande protagonista del novecento</strong>, da studiare e conoscere ben oltre la sua tragica vicenda umana e politica. Aspetti importanti a mio avviso, da ricordare soprattutto adesso, nell&#8217;anno del suo anniversario, in un epoca in cui oggi più che mai, avremmo bisogno di personaggi con la sua capacità di intellegere ed interpretare gli eventi.</p>
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		<title>Mario Baccini: la Democrazia sociale di Amintore Fanfani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Oct 2012 15:52:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[aldo moro]]></category>
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		<category><![CDATA[francesco verderami]]></category>
		<category><![CDATA[giuseppe marra]]></category>
		<category><![CDATA[Il Parlamentare]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Baccini]]></category>
		<category><![CDATA[Viviana Normando]]></category>
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					<description><![CDATA[Roma &#8211; a cura di Viviana Normando &#8211; Sano e costruttivo è rileggere in chiave moderna il principio dell’economia sociale di mercato alla base dell’analisi, dapprima prettamente economica, poi pubblica dell’opera di Amintore Fanfani, che ha caratterizzato la sua attività di uomo e statista fondata sulla democrazia sociale, con la persona al centro e a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_5142" aria-describedby="caption-attachment-5142" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="mario-baccini" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario-baccini1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-5142" title="mario-baccini" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario-baccini1.jpg" alt="Il Senatore Mario Baccini autore di &quot;La Democrazia Sociale di Amintore Fanfani&quot;" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario-baccini1.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario-baccini1-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario-baccini1-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-5142" class="wp-caption-text">Il Senatore Mario Baccini autore di &quot;La Democrazia Sociale di Amintore Fanfani&quot;</figcaption></figure>
<p>Roma &#8211; a cura di Viviana Normando &#8211; Sano e costruttivo è rileggere in chiave moderna il principio dell’economia sociale di mercato alla base dell’analisi, dapprima prettamente economica, poi pubblica dell’opera di <strong>Amintore Fanfani,</strong> che ha caratterizzato la sua <strong>attività di uomo e statista fondata sulla democrazia sociale,</strong> con la persona al centro e a vantaggio della collettività.<br />
“Una soluzione terzomondista”, nei primi 40 anni della Repubblica Italiana, tra “l’individualismo liberista o neo liberista” e la collettività socialista comunista o meglio “progressismo laburista socialdemocratico con radici nel collettivismo di vecchio stampo socialista o comunista”.<br />
Tesi utile, quella della “terza forza, per un dibattito da aprire in dimensioni continentali non solo nazionali” (Giuseppe Marra), da riscoprire tutta, più che mai attuale anche a tutt’oggi nei cambiamenti geo politici ed economici, per riflettere e ponderare sugli attuali scenari nazionali, europei ed internazionali. Principi che hanno ispirato la vita sociale politica della nostra storia contemporanea, non solo nei vari mandati fanfaniani di <strong>Ministro del lavoro</strong> (1948), <strong>Ministro dell’Agricoltura</strong> (1951), <strong>Ministro degli Interni</strong> (1953), <strong>segretario del Partito della Democrazia Cristiana</strong> (dal 1954), di <strong>Presidente del Consiglio dei Ministri</strong> (dal 1958), di <strong>Ministro degli Affari Esteri</strong> (dal 1958) o di <strong>senatore a vita</strong> (1968-94 Dc, 1994-99 Ppi), ma fin dal fondamento della Costituzione.</p>
<figure id="attachment_5143" aria-describedby="caption-attachment-5143" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="amintore-fanfani" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/amintore-fanfani.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-5143" title="amintore-fanfani" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/amintore-fanfani.jpg" alt="Amintore Fanfani" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/amintore-fanfani.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/amintore-fanfani-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/amintore-fanfani-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-5143" class="wp-caption-text">Amintore Fanfani</figcaption></figure>
<p>L&#8217;ITALIA E&#8217; UNA REPUBBLICA DEMOCRATICA FONDATA SUL LAVORO<br />
A Fanfani infatti, facente parte della Commissione 75, nel 1946, insieme a Giorgio La Pira e a Giuseppe Lazzati, si deve il primo articolo della Costituzione: “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro” e la definizione ideale dei fini dello Stato sanciti dal successivo articolo 2, che tratta dell’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica, sociale, come pure del secondo comma dell’art. 41: “La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata a fini sociali.</p>
<p>ALDO MORO<br />
Una vera civiltà (cristiana) non può essere che una civiltà del lavoro (Aldo Moro).</p>
<p>FRANCESCO VERDERAMI<br />
L’ispirazione alla dottrina sociale della Chiesa non preclude a tutti i credo di rinvenire oggi per il tramite anche della metodologia fanfaniana, una soluzione comune, non nel tecnicismo che con evidenza non basta ma in un’inversione di rotta, nella centralità della persona, nella rinuncia al superfluo, che doveva costituire alle origini del capitalismo, il capitale comunitario, con una spinta che pure “in una umana parola si esprime in generosità” (Francesco Verderami).</p>
<p>Nelle sue opere storico-economiche, applicate con coerenza, nel suo agire civile e politico, che hanno fatto centro anche in campo internazionale, spingendo ad esempio John Kennedy a scendere in politica, Fanfani fin dal suo primo scritto “Le Origini dello Spirito Capitalistico in Italia”, espone tra i diversi pensieri, “la regola del giusto mezzo” poiché “in medio stat virtus”, in mezzo sta la virtù, con richiami alla “Summa Theologica” di Tommaso D’Aquino. Le smoderatezze guastano il giusto mezzo della virtù, in un inscindibile legame tra economia e moderatezza, ove Fanfani ha una propria definizione della ricchezza, un mezzo di cui si entra in possesso lodevolmente per il raggiungimento della gratificazione dei bisogni propri e altrui. Il male non consiste nel possesso delle ricchezze, come in molti sono concordi, ma nel farne il fine della vita. E la regola del giusto mezzo non va applicata solo al concetto di ricchezza in via di principio ma anche nelle modalità di acquisto della ricchezza stessa, che devono ispirarsi a criteri di legittimità e di effettivo bisogno.<br />
La ricchezza deve assolvere strumentalmente a due importanti funzioni: la prima, il necessario sostentamento a colui che si è procurato i beni di cui necessita e la seconda, l’elargizione ai poveri di quanto eventualmente disponibile in misura superflua. Nel libro di Fanfani “Cattolicesimo e protestantesimo nella formazione storica del capitalismo”, dopo la grande depressione del ’29 quando il sistema economico occidentale ha dato una pessima prova di sé, Fanfani sottolinea come il capitalismo è un sistema economico insostituibile per l’incremento della produzione ma non idoneo a determinare una distribuzione equa delle ricchezze. La crisi del capitalismo, passando per i suoi contrasti e debolezze, trova il suo culmine nell’età contemporanea ove i beni divengono strumenti destinati ad essere usati per il godimento esclusivo di chi li possiede, venendo meno un concetto di socialità del bene materiale e consolidandosi una prassi per la quale il proprietario può servirsene per ottenere un illimitato incremento o una riproduzione sempre meno costosa, in una pratica diffusa ad aumentare il proprio patrimonio di beni materiali.<br />
Vi è stato un allontanamento deleterio dallo spirito economico “cristiano“ iniziale del Capitalismo, caratterizzato per qualità di forza sociale non di passione individuale, con il consolidarsi di equilibri distorti nell’assestamento post secondo conflitto mondiale, con il crollo del blocco sovietico e del relativo sistema di economia pianificata dallo Stato. Ciò fino al collasso di un certo tipo di capitalismo dapprima rapace poi in crisi profonda che nel tempo avrebbe prodotto una ricchezza virtuale pari a circa dieci volte la somma del prodotto interno lordo di tutti i paesi del mondo, una ricchezza fatta con operazioni di finanza allegra che non ha corrisposto nei fatti ad una produzione reale di merci e servizi in ragione del loro effettivo valore ma piuttosto in una previsione di guadagni costruita sul nulla e che, al pari di un grande inganno, si è dissolta al confronto con la realtà (A.F., “Capitalismo, socialità, partecipazione”).</p>
<p>Di questo periodo è l’introduzione della teoria partecipazionistica, il principio di partecipazione economica e politica dell’individuo, per cui ogni sistema economico debba essere funzionale allo sviluppo ed alla piena affermazione di ogni persona producendo beni da utilizzare per l’esistenza e la libertà, per il benessere e la crescita civile, per la pace ed è necessario che il medesimo sistema economico impieghi tutte le risorse naturali disponibili  e si garantisca la piena collaborazione di tutte le forze e capacità umane esistenti. Il verificarsi di ciò rappresenta per Fanfani, nella definizione del progetto di Stato-sociale, un importante elemento di prevenzione degli attriti tra pulsioni individualistiche e aspirazioni di socialità.</p>
<p>D’altronde una delle motivazioni per cui il primo principio della nostra Costituzione si basa sul lavoro e quindi sulla persona è che l’uomo è anteriore allo Stato, ove la personalità e dignità umana è un presupposto base dello Stato – ciò si esprimeva fin dalla Enciclica Rerum Novarum. La legge del primato della persona principio ispiratore anche della pace internazionale e del nuovo ordine della comunità internazionale, rimane pur sempre e sviluppa quello della solidarietà nella sussidiarietà.</p>
<p>“Fanfani – scrive Claudio Vasale &#8211; tiene a riconoscere e a salvaguardare lo specifico ruolo del lavoratore-collaboratore dell’impresa, micro o macro, che sia, nella più profonda consapevolezza che ‘non serve collettivizzare la proprietà ma occorre universalizzare la responsabilità’, dove tema fondamentale dell’economia sociale di mercato è la libertà intimamente legata al tema della giustizia sociale”.</p>
<p>LA DEMOCRAZIA SOCIALE DI AMINTORE FANFANI<br />
Il libro <strong>“La democrazia sociale di Amintore Fanfani”</strong>, edito<strong> Aracne</strong>, scritto da <strong>Mario Baccini</strong>,<strong> Presidente del Microcredito</strong>, con prefazione <strong>Claudio Vasale</strong>, postfazione di <strong>Giuseppe Marra Direttore Adnkronos</strong> Gruppo GMC e di <strong>Francesco Verderami</strong>, non è una sintesi storiografica, che si dà per scontata, pur ricordandone nella narrazione i passaggi caratteristici, ma è una rivisitazione del personaggio visto con una sensibilità odierna da parte di un uomo politico che non si rassegna a congedare istanze di giustizia sociale nel nuovo assetto geo politico e geo economico, compatibili con un nuovo Stato Sociale sostenibile.</p>
<p>POLITICA E DOTTRINA SOCIALE DELLA CHIESA<br />
“Politicamente rifacendoci al concetto politico impostato sulla Dottrina Sociale della Chiesa – scrive Mario Baccini nella introduzione del volume &#8211; noi agevoliamo il progresso tecnico. Esso moltiplicando i beni, riducendo la fatica umana, ridurrà le pene nel settore economico, ridurrà la gravità e il numero delle tentazioni nel campo della miseria. E’ necessario adeguarsi ai tempi e sfruttare il progresso tecnologico applicandolo alla politica sociale per ridistribuire le ricchezze e creare benessere diffuso. L’uso dei nuovi media e delle tecnologie che aggregano i cittadini sul territorio e permettono di recuperare anche quella dimensione umana che è alla base del pensiero economico cattolico, devono essere il volano di spinta per la ricomposizione del sistema”.</p>
<p>Il libro è il numero uno di una Collana di Studi della Fondazione Foedus che ospita e sollecita contributi che possano aiutare a ricostituire e a rinnovare la trama di presupposti etici per una coesistenza nazionale solidale diversa a livello nazionale, comunitario, internazionale.</p>
<p>Diverse sono le presentazioni in questi giorni del volume ad esempio con il Direttore Ambasciatore <strong>Bruno Bottai</strong> e <strong>Alessandro Masi</strong> il Segretario Generale della <strong>Società Dante Alighieri</strong>, con <strong>Mario Prignano</strong> Vice Direttore del TG1, poi, con il direttore del <a title="Gruppo Editoriale di Rete ComunicareITALIA" href="http://www.googleitaly.it" target="_blank">Gruppo ComunicareITALIA</a> <strong>Viviana Normando</strong> ed a seguire in altre sedi istituzionali ed altrettante autorità.</p>
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