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	<title>adriana musella &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Guerra in Ucraina: Adriana Musella scrive al Cardinale Zuppi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Mar 2024 17:36:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antimafia&Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[di Adriana Musella, già Presidente Coordinamento Nazionale antimafia/Carissimo Cardinale Carlo Maria Zuppi e Vescovi tutti, credo sia arrivato il momento di prendere una posizione ferma sulla guerra in Ucraina. La situazione non é delle migliori. Gli Ucraini si dice, siano stati decimati, il conflitto si annuncia perdente e anche il nostro Paese sembra, si appresti [&#8230;]]]></description>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="800" height="556" src="https://www.ilparlamentare.it/wp-content/uploads/adriana-musella.jpg" alt="Adriana Musella" class="wp-image-11964" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/adriana-musella.jpg 800w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/adriana-musella-300x208.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/adriana-musella-388x270.jpg 388w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption>Adriana Musella, già Presidente del Coordinamento Nazionale Antimafia</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">di Adriana Musella, già Presidente Coordinamento Nazionale antimafia/<br>Carissimo <strong>Cardinale Carlo Maria Zuppi e Vescovi tutti</strong>, credo sia arrivato il momento di prendere una posizione ferma sulla guerra in Ucraina. <strong>La situazione non é delle migliori.</strong> Gli Ucraini si dice, siano stati decimati, il conflitto si annuncia perdente e anche il nostro Paese sembra, si appresti all&#8217;invio di militari, per combattere sul campo contro la Russia. E&#8217; di pochi giorni fa la dichiarazione della Nato pronta ad intervenire in caso di sconfitta ucraina. <strong>Sarebbe una sciagura per l&#8217; intera umanità che non può permettersi una terza guerra mondiale. </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Siamo dalla parte dell&#8217;Ucraina, non di Zelensky e non possiamo avallare uno scontro Nato-Russia sul suolo ucraino.</strong> Sarebbe la fine. <strong>Bisogna evitare un coinvolgimento diretto dell&#8217;Italia in questa assurda guerra </strong>che come tutte le guerre si rivela una sconfitta per il mondo intero. Ciascuno deve fare la propria parte e la Vostra é grande. Difendiamo la pace, difendiamo la vita. Tutti insieme possiamo farcela. <br></p>
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		<title>&#8220;Era Mio Padre&#8221; &#8230;di Adriana Musella</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Apr 2023 19:34:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[adriana musella]]></category>
		<category><![CDATA[Antimafia]]></category>
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		<category><![CDATA[vittime di mafia]]></category>
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					<description><![CDATA[a cura di Adriana Musella/ Il ricordo di un dolore sara&#8217; sempre dolore. Fa male! Parlando di mio papá ancora oggi non riesco a non essere emotivamente coinvolta. Ma la memoria e&#8217; un imperativo categorico. Sono trascorsi tanti anni da quel 3 maggio del 1982. Fino ad allora, di mafia avevo solo sentito parlare, una [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">a cura di Adriana Musella/</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il ricordo di un dolore sara&#8217; sempre dolore. Fa male! Parlando di mio papá  ancora oggi non riesco a non essere emotivamente coinvolta. Ma la memoria e&#8217; un imperativo categorico. <strong>Sono trascorsi tanti anni da quel 3 maggio del 1982</strong>. Fino ad allora, di mafia avevo solo sentito parlare, una storia come altre da leggere o un film da vedere. <strong>Quel giorno fummo chiamati alla realtà e il problema rivoluzionò le nostre esistenze</strong>, mandando in frantumi il corpo di un uomo, i suoi e i nostri sogni, per sempre. Era una  calda giornata di sole, <strong>Gennaro Musella</strong>, <strong>alle 8,20, scese come al solito di casa, pochi metri, l’apertura della portiera, la messa in moto, il boato assordante</strong>. </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Reggio Calabria, tremò come scossa da un terremoto: mio padre veniva disintegrato da una potentissima carica di tritolo posizionata sotto il sedile di guida.&nbsp;</p></blockquote>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" width="957" height="589" src="https://www.ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Immagine-uccisioneGennaroMusella2022-05-03-082239.jpeg" alt="" class="wp-image-16503" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Immagine-uccisioneGennaroMusella2022-05-03-082239.jpeg 957w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Immagine-uccisioneGennaroMusella2022-05-03-082239-300x185.jpeg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Immagine-uccisioneGennaroMusella2022-05-03-082239-439x270.jpeg 439w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Immagine-uccisioneGennaroMusella2022-05-03-082239-768x473.jpeg 768w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Immagine-uccisioneGennaroMusella2022-05-03-082239-696x428.jpeg 696w" sizes="(max-width: 957px) 100vw, 957px" /><figcaption>Il&nbsp;<strong>3 maggio 1982&nbsp;<a rel="noreferrer noopener" href="https://www.citynow.it/luoghi/reggio-calabria/" target="_blank">Reggio Calabria</a></strong>&nbsp;viveva una delle pagini più tristi e crudeli della propria storia.</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L’auto si accartocciò su se stessa</strong>, volando in aria per poi tornare al suolo, mentre l’urlo straziante della gente si alzava in cielo.&nbsp;<strong>Sull’asfalto si formò una voragine</strong> che ancora oggi, quando piove molto, riaffiora. Una colonna di fumo nero, fitto, circondò gli edifici, mentre <strong>il corpo dell&#8217;uomo giaceva dilaniato e sventrato. I suoi occhi spalancati sembravano essere quasi increduli</strong>. Di lui rimase solo un tronco monco; <strong>il cervello spappolato fu trovato appiccicato sul muro di un edificio della via antistante, una mano raccolta sull’asfalto</strong>. </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Moriva così mio padre, Gennaro Musella, moriva in una terra non sua ma&nbsp;di cui s’era innamorato, sognando di creare una seconda Positano in terra di Calabria. Ma il suo sogno fu disintegrato con lui e il suo sorriso spento. Dopo appena due giorni, avrebbe compiuto 57 anni. </p></blockquote>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" width="960" height="691" src="https://www.ilparlamentare.it/wp-content/uploads/IMG-20230501-WA0006.jpg" alt="Adriana Musella " class="wp-image-16511" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/IMG-20230501-WA0006.jpg 960w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/IMG-20230501-WA0006-300x216.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/IMG-20230501-WA0006-375x270.jpg 375w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/IMG-20230501-WA0006-768x553.jpg 768w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/IMG-20230501-WA0006-696x501.jpg 696w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /><figcaption>Adriana Musella</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">In un attimo di follia, la distruzione di un corpo, di una vita, di una famiglia che non è mai stata più la stessa e che da ieri ad oggi non ha smesso mai di pagare le conseguenze di quella tragedia che ci ha timbrato a fuoco la vita è che ci portiamo dentro. <strong>Mio padre non era un eroe ma una persona semplice e buona che ha pagato a caro prezzo la sua ribellione alla prepotenza e alla sopraffazione mafiosa, nel difendere dignità e libertà</strong>. Ho trascorso la mia vita nella testimonianza quotidiana al fine di trasmetterne memoria e ricordarlo alle coscienze della gente. Non so se ci sono riuscita ma certamente so di aver fatto tutto quello che potevo…bene o male, poco o molto, ma assolvendo al mio dovere di figlia e di cittadina. </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="820" height="546" src="https://www.ilparlamentare.it/wp-content/uploads/musella-gennaro-quotidianodelsud_net.jpeg" alt="" class="wp-image-16506" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/musella-gennaro-quotidianodelsud_net.jpeg 820w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/musella-gennaro-quotidianodelsud_net-300x200.jpeg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/musella-gennaro-quotidianodelsud_net-405x270.jpeg 405w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/musella-gennaro-quotidianodelsud_net-768x511.jpeg 768w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/musella-gennaro-quotidianodelsud_net-696x463.jpeg 696w" sizes="auto, (max-width: 820px) 100vw, 820px" /><figcaption>Gennaro Musella</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quando ad essere ucciso è un personaggio delle Istituzioni, le Istituzioni stesse lo ricordano ma, se a cadere sono cittadini comuni, i palazzi restano molto lontani e si rischia di ucciderli due volte</strong> <strong>nella dimenticanza e nella negazione di verità e giustizia</strong>. Ecco che allora nasce per i familiari l’esigenza di mettersi in gioco e il dolore si fa forza e strumento indispensabile di riscatto. </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Le vittime di mafia non gridano vendetta ma esigono e meritano giustizia, orfani di un futuro loro rubato con la sopraffazione.</p></blockquote>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="720" height="540" src="https://www.ilparlamentare.it/wp-content/uploads/adranamusella-gennaromusella.jpeg" alt="" class="wp-image-16508" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/adranamusella-gennaromusella.jpeg 720w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/adranamusella-gennaromusella-300x225.jpeg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/adranamusella-gennaromusella-360x270.jpeg 360w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/adranamusella-gennaromusella-696x522.jpeg 696w" sizes="auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px" /><figcaption>Adriana Musella con Piero Grasso già Presidente del Senato a Reggio Calabria in occasione del 35° anniversario della morte di Gennaro Musella</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">La lotta della memoria contro l’oblio rappresenta il riscatto dalla barbarie per non rendere vane tante morti ingiuste e dare un senso a ciò che senso non ha. Il ricordo di alcuni uomini e la loro orrenda fine va trasmesso perché possa trasformarsi in patrimonio comune.&nbsp;<strong>A loro è stata riservata la parte più difficile, quella di morire, a noi resta un compito molto più agevole, diffonderne e tutelarne la memoria per non renderne vano il sacrificio ma trasformarlo in opportunità nella costruzione di una coscienza civile</strong>.</p>
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		<item>
		<title>Maria Rosaria Russo: &#8220;nella guerra tra potenti e deboli, vince sempre la Verità&#8221;</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2019/07/maria-rosaria-russo-nella-guerra-tra-potenti-e-deboli-vince-sempre-la-verita/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jul 2019 16:48:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antimafia&Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Dalle Regioni]]></category>
		<category><![CDATA[adriana musella]]></category>
		<category><![CDATA[assoluzione]]></category>
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					<description><![CDATA[Riceviamo e volentieri pubblichiamo, con premessa/ ILPARLAMENTARE.IT ha seguito con molto interesse negli anni, il cammino istituzionale dell&#8217;Istituto Raffaele Piria di Rosarno, un&#8217;avanguardia concreta, non a parole, della Civiltà contro ogni potere mafioso. Ed era presente quando la Fondazione &#8220;Paolo di Tarso&#8221; conferì all&#8217;Istituto e alla sua Dirigente, la &#8220;Carta della Pace per la tutela [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_14214" aria-describedby="caption-attachment-14214" style="width: 782px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/IMG-20190621-WA0014-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-14214" alt="Maria Rosaria Russo con gli Avvocati Saccomanno e Talarico" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/IMG-20190621-WA0014-1.jpg" width="782" height="626" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/IMG-20190621-WA0014-1.jpg 782w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/IMG-20190621-WA0014-1-300x240.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/IMG-20190621-WA0014-1-337x270.jpg 337w" sizes="auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px" /></a><figcaption id="caption-attachment-14214" class="wp-caption-text">Maria Rosaria Russo con gli Avvocati Saccomanno e Talarico</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: center;">Riceviamo e volentieri pubblichiamo, con premessa/</p>
<p style="text-align: justify;">ILPARLAMENTARE.IT ha seguito con molto interesse negli anni, il cammino istituzionale dell&#8217;Istituto Raffaele Piria di Rosarno, un&#8217;avanguardia concreta, non a parole, della Civiltà contro ogni potere mafioso. Ed era presente quando la Fondazione &#8220;Paolo di Tarso&#8221; conferì all&#8217;Istituto e alla sua Dirigente, la &#8220;Carta della Pace per la tutela della Memoria, dei Diritti Umani e dell&#8217;Ambiente&#8221;. In questa sede, questa Testata, ebbe modo di percepire il senso del lavoro di trincea, &#8220;dentro&#8221; il territorio più difficile d&#8217;Italia e dove falliscono tutti i Governi, di quella Scuola senza la quale tutto sarebbe finito. Poi, IL PARLAMENTARE.IT ebbe l&#8217;onore di assistere all&#8217;inizio dei lavori dell&#8217;Università Antimafia di Limbadi, un progetto il cui valore si comprenderà tra 20, 30 anni ma che non è sfuggito anche al Ministro dell&#8217;Interno Matteo Salvini quando, proprio due giorni addietro in Calabria, in occasione della riassegnazione della villa del capo dei capi nella quale sorgeva questo ambiziosissimo progetto, per uno strano <em>lapsus</em>, citò ammirato proprio il termine &#8220;Università Antimafia&#8221; dichiarandosi sbalordito da un così importante progetto. Questa premessa, nulla centra con il comunicato che segue, ma è doverosa da parte di chi, certamente, appartenente alla categoria dei &#8220;deboli&#8221; che, però, si appellano a quella Verità che presto o tardi supera le pagine della cronaca, per scrivere direttamente in quelle della storia.</p>
<p style="text-align: justify;">IL COMUNICATO STAMPA<br />
&#8220;La <strong>Procura della Repubblica di Reggio Calabria</strong>, nelle persone dei PM <strong>Gerardo Dominijanni</strong> e <strong>Sara Amerio</strong>, istruiva un procedimento penale nei confronti della <strong>Preside Russo</strong> in seguito ad una manifestazione tenutasi presso   l’Auditorium del Piria , per un presunto illecito utilizzo per finalità private della struttura scolastica  in quanto,nell’ambito di una lezione-spettacolo,dove peraltro aveva elogiato il lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine con cui aveva condiviso circa un trentennio di attività formative,avrebbe esternato ai suoi studenti ,ai docenti,alle autorità presenti ,anche attraverso la pubblicizzazione di atti, la sua totale estraneità  alle vicende relative al caso Musella, sostenendo, altresì, che poiché aleggiava l’ombre del dubbio sulla correttezza del suo operato, non vi erano più le condizioni per continuare a gestire i terreni confiscati alla criminalità organizzata e affidati al Piria, raccogliendo l’approvazione degli organi collegiali e restituendo gli stessi allo Stato. Ciò aveva esagitato anche il <strong>Garante Antonio Marziale</strong> poi ricredutosi in seguito ad un cordiale incontro presso il Piria, scatenato un Killeraggio mediatico,anche sui media nazionali, con commenti inopportuni mezzo Facebook.</p>
<p style="text-align: justify;">La preside, pertanto, trasmetteva, per tramite dei suoi legali, avv. <strong>Giacomo Francesco Saccomanno</strong> e avv. <strong>Sergio Talarico</strong>, due esposti-denuncia al <strong>CSM, alla Procura  di Catanzaro</strong> e a tutte le Autorità competenti per una serie di <strong>“anomalie procedimentali”</strong> ed un’articolata richiesta alla <strong>Procura Generale</strong> per la determinazione della competenza territoriale,</p>
<p style="text-align: justify;">che evidenziando come “una simile contestazione si rilevasse solo nella prospettazione dei PM, <strong>disponeva l’immediata trasmissione</strong> degli atti alla <strong>Procura della Repubblica di Palmi,</strong> che nella persona del PM Dott. <strong>Daniele Scarpino</strong> e del Gip, dott.ssa <strong>Barbara Borelli</strong>, per <strong>infondatezza della notizia di reato</strong>, così archiviava: <em>“Non può essere sottaciuto che la Russo si è sempre distinta per l’impegno profuso per la diffusione della cultura della legalità tra gli studenti e, pertanto l’interesse a chiarire la propria posizione appariva funzionale non solo e non tanto alla tutela della propria immagine,quanto piuttosto alla esigenza di non vanificare i risultati di crescita culturale e di fiducia nelle istituzioni nelle giovani generazioni che l’intensa attività formativa e pedagogica aveva significativamente sviluppato. Appare chiaro, alla luce del ruolo istituzionale rivestito dalla Russo, la sussistenza certamente di un interesse pubblico a comprendere i reali termini della vicenda relativa al suo presunto coinvolgimento nel procedimento Musella&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: justify;">“A miei giovani,ha commentato la Russo,a volte scoraggiati continuo a dire di credere nella giustizia che è lenta ma inesorabile, stimolandoli a denunciare <span style="text-decoration: underline;">qualunque forma di discriminazione e marginalità sociale, di violenza,  sostenendo la costruzione del senso dello Stato e creando, altresì,anche attraverso l’esempio e il ricordo di coloro che hanno avuto il coraggio della scelta, le condizioni per un radicale cambiamento culturale</span> al fine di promuovere una reale percezione positiva delle istituzioni garanti dei diritti dei cittadini e della legalità,nella consapevolezza che c’è sempre un giudice a Berlino e che l’esistenza di ciascuno acquisterà un senso conforme alla scelta operata“.</p>
<p style="text-align: justify;"><b> </b></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Pietro Grasso a Vibo: con Musella amicizia di anni. Io qui sempre contro la &#8216;ndrangheta</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2017/10/pietro-grasso-a-vibo-con-musella-amicizia-di-anni-io-qui-sempre-contro-la-ndrangheta/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Oct 2017 15:26:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antimafia&Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[adriana musella]]></category>
		<category><![CDATA[Antimafia]]></category>
		<category><![CDATA[pietro grasso]]></category>
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					<description><![CDATA[Pietro Grasso ha inaugurato a Vibo Valentia il &#8220;Festival Leggere &#38; Scrivere&#8221;. &#8220;Il Lavoro &#8211; ha dichiarato il Presidente del Senato, è la vera priorità per dare risposte anche contro la mafia. Perché &#8211; ha fatto notare il Presidente &#8211; è ancora in voga in gran parte del Meridione riuscire a trovare lavoro o attraverso il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_12719" aria-describedby="caption-attachment-12719" style="width: 900px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/pietro-grasso.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-12719" alt="Il Presidente del Senato Pietro Grasso" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/pietro-grasso.jpg" width="900" height="600" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/pietro-grasso.jpg 900w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/pietro-grasso-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/pietro-grasso-405x270.jpg 405w" sizes="auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px" /></a><figcaption id="caption-attachment-12719" class="wp-caption-text">Il Presidente del Senato Pietro Grasso</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Pietro Grasso ha inaugurato a Vibo Valentia il &#8220;Festival Leggere &amp; Scrivere&#8221;. &#8220;Il Lavoro &#8211; ha dichiarato il Presidente del Senato, è la vera priorità per dare risposte anche contro la mafia. Perché &#8211; ha fatto notare il Presidente &#8211; è ancora in voga in gran parte del Meridione riuscire a trovare lavoro o attraverso il politico con <strong>le solite raccomandazioni</strong>, dette anche segnalazioni, oppure attraverso il mafioso con la sua opera di intermediazione&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>PIETRO GRASSO: SPALLATA ALLA POLITICA CALABRESE</strong><br />
Il popolo del Mezzogiorno, ha poi dichiarato il Presidente Grasso, è coraggioso ma deve avere a supporto <strong>una politica più attenta verso di esso</strong> e le sue esigenze in modo tale da sfruttare al meglio le risorse disponibili in modo tale da creare sviluppo e quindi occupazione. &#8220;Sappiamo &#8211; ha affermato Pietro Grasso facendo riferimento alla recente operazione condotta contro la cosca di &#8216;ndrangheta dei Piromalli di Gioia Tauro che ha confermato gli interessi della criminalità organizzata nel settore del riciclo dei rifiuti – che le varie mafie si occupano di settori che prima erano trascurati rispetto agli stupefacenti ad esempio, e la politica deve riconoscere questi fenomeni ed agire insieme a magistratura e forze dell&#8217;ordine per combatterli. È necessario, allo stesso tempo, non dare consenso al sistema mafioso&#8221;.</p>
<p><figure id="attachment_11641" aria-describedby="caption-attachment-11641" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/universita-antimafia-limbadi-10.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-11641" alt="università antimafia - limbadi" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/universita-antimafia-limbadi-10.jpg" width="1000" height="668" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/universita-antimafia-limbadi-10.jpg 1000w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/universita-antimafia-limbadi-10-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/universita-antimafia-limbadi-10-404x270.jpg 404w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a><figcaption id="caption-attachment-11641" class="wp-caption-text">Limbadi (VV) &#8211; la sede dell&#8217;Università dell&#8217;Antimafia</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>PIETRO GRASSO SUL CASO ADRIANA MUSELLA</strong><br />
Il Presidente del Senato, storicamente sempre presente agli eventi culturali organizzati dall&#8217;Associazione Antimafia &#8220;Riferimenti&#8221; presieduta da Adriana Musella, a proposito dell&#8217;indagine che la vede indagata dalla Procura di Reggio Calabria e recentemente ridimensionata dal Gip dello stesso Tribunale, ha dichiarato &#8220;Penso che la magistratura potrà ben valutare tutto quello che viene contestato alla presidente di Riferimenti. <strong>Con Adriana Musella</strong> c&#8217;è un&#8217;amicizia che dura da anni e <strong>che mi ha visto sempre qui andare contro la &#8216;ndrangheta e la criminalità organizzata&#8221;.</strong></p>
<p><figure id="attachment_11642" aria-describedby="caption-attachment-11642" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/universita-antimafia-limbadi-5.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-11642" alt="università antimafia - limbadi" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/universita-antimafia-limbadi-5.jpg" width="1000" height="668" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/universita-antimafia-limbadi-5.jpg 1000w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/universita-antimafia-limbadi-5-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/universita-antimafia-limbadi-5-404x270.jpg 404w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a><figcaption id="caption-attachment-11642" class="wp-caption-text">Limbadi (VV) &#8211; la sede dell&#8217;Università dell&#8217;Antimafia</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Una dichiarazione &#8211; quella del Presidente Grasso &#8211; che non lascia dubbio in merito alla qualità culturale degli eventi presieduti da Adriana Musella e che hanno dato vita alla &#8220;Gerbera Gialla&#8221;, simbolo della lotta sociale antimafia, indipendentemente dalle questioni amministrative che saranno oggetto di chiarimento nell&#8217;appropriata sede giudiziaria.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ADRIANA MUSELLA E L&#8217;UNIVERSITA&#8217; ANTIMAFIA</strong><br />
La Musella, va detto, ha saputo centrare uno storico obiettivo che si erge su qualsivoglia pensiero, istituendo a Limbadi, all&#8217;interno dei beni sequestrati alla famiglia Mancuso, le basi dell&#8217;Università dell&#8217;Antimafia la cui direzione scientifica è affidata al Magistrato Marisa Manzini e che vede impegnati grandi Esperti di didattica e numerose Istituzioni nella sua programmazione. A chi non è nato a Bogotà, non sfuggirà quanti nemici, proprio per questo, la Musella abbia accumulato in Calabria. Non a caso è sotto scorta.</p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
					
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		<title>Antimafia: Gip riduce sequestro a Adriana Musella. Rigettata ipotesi di appropriazione indebita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Oct 2017 19:21:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antimafia&Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[adriana musella]]></category>
		<category><![CDATA[Antimafia]]></category>
		<category><![CDATA[limbadi]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[(AGI) &#8211; Reggio Calabria, 5 ott. &#8211; Si ridimensiona già in sede di udienza preliminare l&#8217;accusa mossa ad Adriana Musella dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria. Il Giudice delle indagini preliminari di Reggio Calabria, Domenico Santoro, ha diminuito a 20 mila euro la somma di denaro sottoposta a sequestro, inizialmente pari a 75 mila euro, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_11964" aria-describedby="caption-attachment-11964" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/adriana-musella.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-11964" alt="Adriana Musella" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/adriana-musella.jpg" width="800" height="556" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/adriana-musella.jpg 800w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/adriana-musella-300x208.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/adriana-musella-388x270.jpg 388w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><figcaption id="caption-attachment-11964" class="wp-caption-text">Adriana Musella</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">(AGI) &#8211; Reggio Calabria, 5 ott. &#8211; Si ridimensiona già in sede di udienza preliminare l&#8217;accusa mossa ad <strong>Adriana Musella </strong>dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria. Il <strong>Giudice delle indagini preliminari di Reggio Calabria, Domenico Santoro</strong>, ha diminuito a <strong>20 mila euro</strong> la somma di denaro sottoposta a sequestro, inizialmente pari a <strong>75 mila euro,</strong> nei confronti di <strong>Adriana Musella,</strong> Presidente dell&#8217;Associazione Coordinamento Nazionale Antimafia &#8220;Riferimenti&#8221; Gerbera Gialla.<br />
Il sequestro era stato disposto dalla Procura per le ipotesi di appropriazione indebita e malversazione nei confronti dello Stato. Il gip ha emesso ordinanza di convalida del sequestro solo per la somma di 20.131,75 euro per il capo c, ovvero la malversazione, <strong>in misura ridotta pero&#8217; rispetto a come era stata inizialmente configurata,</strong> pari a 50 mila euro.</p>
<p style="text-align: justify;">GIP RIGETTA IPOTESI DI APPROPRIAZIONE INDEBITA<br />
Il Gip ha rigettato invece l&#8217;ipotesi di appropriazione indebita nei confronti di <strong>Adriana Musella,</strong> difesa dagli avvocati <strong>Carlo Morace e Giovanna Fronte.</strong></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Beni Confiscati per i profughi. Adriana Musella: mia proposta già nel 2015</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Aug 2017 11:29:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antimafia&Legalità]]></category>
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		<category><![CDATA[beni confiscati]]></category>
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					<description><![CDATA[a cura di Adriana Musella/ Esprimo grande soddisfazione nell&#8217;apprendere che è al vaglio del Viminale l&#8217;ipotesi di destinare ai migranti, l&#8217;uso dei beni confiscati. Questa proposta, infatti, era stata avanzata dal Coordinamento Nazionale antimafia Riferimenti da me presieduto, circa un anno fa, ma mai presa in considerazione. Riteniamo sia questa, una soluzione valida sia per [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_11653" aria-describedby="caption-attachment-11653" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/adriana-musella-universita-antimafia1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-11653" alt="Adriana Musella" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/adriana-musella-universita-antimafia1.jpg" width="1000" height="668" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/adriana-musella-universita-antimafia1.jpg 1000w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/adriana-musella-universita-antimafia1-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/adriana-musella-universita-antimafia1-404x270.jpg 404w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a><figcaption id="caption-attachment-11653" class="wp-caption-text">Adriana Musella</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: center;">a cura di Adriana Musella/</p>
<p style="text-align: justify;">Esprimo grande soddisfazione nell&#8217;apprendere che è al vaglio del <strong>Viminale</strong> l&#8217;ipotesi di destinare ai <strong>migranti</strong>, l&#8217;uso dei <strong>beni confiscati</strong>. Questa proposta, infatti, era stata avanzata dal Coordinamento Nazionale antimafia <strong>Riferimenti</strong> da me presieduto, circa un anno fa, ma mai presa in considerazione. Riteniamo sia questa, una soluzione valida sia per l&#8217;utilizzo dei Beni, sia per risolvere la questione abitativa dei profughi, pur nella consapevolezza che, uguale trattamento dovrebbe essere riservato ai nostri indigenti. Condividiamo ed apprezziamo la linea <strong>Minniti</strong> che giudichiamo tra i migliori ministri che il dicastero dell&#8217;Interno abbia avuto.</p>
<p>Di seguito la nostra proposta del 2015 tratta dall&#8217;articolo pubblicato su da Strettoweb.com il 17 giugno 2015</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Adriana Musella</strong>: “<strong>il Coordinamento Nazionale antimafia “Riferimenti” propone che i beni sequestrati alla mafia, oggi migliaia di migliaia in tutto il Paese, siano utilizzati per ospitare i migranti</strong>”<br />
<em>“Il Coordinamento Nazionale antimafia “Riferimenti” propone che i beni sequestrati alla mafia, <a>oggi</a> migliaia di migliaia in tutto il Paese, siano utilizzati per ospitare i migranti. Il Coordinamento ritiene cosi’ di impedire la vergogna che gli stessi, una volta sequestrati, continuino ad essere occupati dai proprietari (ossia dagli stessi mafiosi oggetto del provvedimento giudiziario)”</em> afferma in una nota <strong>Adriana Musella.</strong> “<em>Dal sequestro alla confisca trascorrono dieci, a volte anche venti anni e gli immobili vanno in disuso. Occupandoli -prosegue- con i migranti, si potrebbe affidare a questi la loro manutenzione e si eviterebbero, oltretutto, gli affari del circuito che sempre piu’ spesso vedono gli immobili della mafia consegnati ad una rete di scatole cinesi ,facenti capo sempre e soltanto ad un’unica gestione e ad alcune organizzazioni, sempre le stesse, in possesso cosi’ di  un patrimonio immenso.  Le indagini di Mafia capitale -aggiunge- hanno scoperchiato un calderone enorme che ,a nostro avviso fa parte di un sistema consolidato ovunque. Il flusso migratorio ,epocale che sta interessando l’Italia ha bisogno di  essere gestito ,ormai,con progettualita’ e non piu’ come problema emergenziale con proposte spot. Le nostre citta’- convlude-  sono al collasso e qualche soluzione bisogna pur trovarla. Il Coordinamento ritiene che l’utilizzo dei beni sequestrati sia un’idea da prendere in considerazione seria”.</em></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Adriana Musella: solidarietà al Ministro Minniti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Aug 2017 13:52:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Top News]]></category>
		<category><![CDATA[adriana musella]]></category>
		<category><![CDATA[giudice caponnetto]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[ministero interno]]></category>
		<category><![CDATA[ministro marco minniti]]></category>
		<category><![CDATA[riferimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Solidarietà]]></category>
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					<description><![CDATA[a cura della Redazione/ Adriana Musella, fondatrice col Giudice Caponnetto del Coordinamento Nazionale Antimafia e l&#8217;associazione Riferimenti, esprimono solidarietà e vicinanza al Ministro Marco Minniti, esortandolo ad andare avanti sulla strada intrapresa, esprimendo il proprio plauso per la grande valenza dei provvedimenti adottati sui migranti. La saturazione e la speculazione sul tema è ormai evidente a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_12529" aria-describedby="caption-attachment-12529" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/marco-minniti1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-12529" alt="ministro marco minniti" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/marco-minniti1.jpg" width="800" height="535" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/marco-minniti1.jpg 800w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/marco-minniti1-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/marco-minniti1-403x270.jpg 403w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><figcaption id="caption-attachment-12529" class="wp-caption-text">Marco Minniti Ministro dell&#8217;Interno</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: center;">a cura della Redazione/</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Adriana Musella</b>, fondatrice col <b>Giudice Caponnetto</b> del <strong>Coordinamento Nazionale Antimafia</strong> e l&#8217;associazione <b>Riferimenti</b>, esprimono solidarietà e vicinanza al <b>Ministro Marco Minniti</b>, esortandolo ad andare avanti sulla strada intrapresa, esprimendo il proprio plauso per la grande valenza dei provvedimenti adottati sui migranti. La saturazione e la speculazione sul tema è ormai evidente a tutti e si rendeva indispensabile un&#8217;azione di contrasto ferma ed incisiva. &#8220;<i>Riteniamo bravo e coraggioso Marco Minniti, che si è rivelato tra i migliori Ministri dell&#8217;Interno che questo Paese abbia mai avuto</i>&#8220;.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Morire di Maggio&#8230;.ci vuole tanto&#8230;troppo coraggio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 May 2017 21:56:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antimafia&Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[adriana musella]]></category>
		<category><![CDATA[Antimafia]]></category>
		<category><![CDATA[gennaro musella]]></category>
		<category><![CDATA[Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Mafia]]></category>
		<category><![CDATA[maggio]]></category>
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					<description><![CDATA[Di Fabio Gallo/ Se potessimo scegliere come morire, morire da leoni o da pecore, da infami o da eroi, da santi o da maledetti, cosa scegliremo? O decidere prima ancora di nascere come vivere: da leoni o da pecore, da infami o da eroi, da maledetti o da santi? Credo che sia desiderio di tutti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/gennaromusella-3maggio.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-12256" alt="3 Maggio in ricordo di Gennaro Musella" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/gennaromusella-3maggio.jpg" width="1000" height="750" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/gennaromusella-3maggio.jpg 1000w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/gennaromusella-3maggio-300x225.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/gennaromusella-3maggio-360x270.jpg 360w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a><br />
Di Fabio Gallo/</p>
<p style="text-align: justify;">Se potessimo scegliere come morire, morire da leoni o da pecore, da infami o da eroi, da santi o da maledetti, cosa scegliremo? O decidere prima ancora di nascere come vivere: da leoni o da pecore, da infami o da eroi, da maledetti o da santi? Credo che sia desiderio di tutti vivere da persone normali, in pace, portando sulla scena della vita &#8211; come la chiama San Paolo &#8211; se stessi con i propri sogni.</p>
<p style="text-align: justify;">Poi, capita che la normalità fatta di cose semplici che si intrecciano con l&#8217;amicizia, la speranza, l&#8217;amore &#8211; d&#8217;un tratto &#8211; non debba più essere tale perché qualcuno, un infame senza patria e senza onore, decide che devi morire, che tu non devi esistere più.</p>
<p style="text-align: justify;">Così è capitato a molti, troppi. E nulla è cambiato!</p>
<p style="text-align: justify;">E si muore due volte quando ti ammazzano nel mese in cui il profumo delle ginestre è così intenso da sfidare la morte e uscirne sconfitto anch&#8217;esso. E&#8217; così che il meraviglioso profumo di Ginestra può identificare una strage, tutte le stragi e gli omicidi di Maggio, ma anche tutti gli inganni, tradimenti e traditori, fino a non rendere più distinguibile il bene dal male, lo Stato dall&#8217;antistato. E&#8217; così che, ogni volta che un innocente viene perseguitato o ucciso, il persecutore o l&#8217;assassino, entrano nel quartiere dei senza Cristo.</p>
<p style="text-align: justify;">E già, così recita l&#8217;anatema, del <strong>Santo Padre, di Pietro Discepolo</strong>, che nella spianata si Sibari ha chiarito: <strong>scomunica per gli operatori del male.</strong> Non solo per chi è certificato dalla Giustizia, ma anche per chi eticamente, moralmente compie il male ad altro essere umano. <strong>Qui termina l&#8217;inganno della dialettica e anche quella dei Giudici iniqui</strong> e scopriamo che bisogna scegliere da quale parte stare per subirne in ogni caso le conseguenze. Sarebbe assai imprudente, dopo avere appreso di vite vittoriose come quella di <strong>Francesco e Chiara di Assisi, Caterina da Siena, Teresa D&#8217;Avila, Giovanni della Croce, Antonio da Padova, Padre Pio, Francesco di Paola</strong> e di centinaia di altri testimoni, che la vita termini senza applauso o condanna eterni.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi desidero ricordare la storia di <strong>Gennaro Musella</strong>, uno per tutti, perché tutti possano <strong>rispettare la morte e le sue conseguenze</strong> che sono sempre ingiuste come la morte stessa. Perché quando si muore ammazzati non si è mai soli a morire ma si muore in tanti, a partire dai propri cari. E desidero dare voce alla figlia di Gennaro Musella, ad Adriana Musella, &#8220;D&#8221;onna speciale, anche perché a decidere se popolare il quartiere senza Cristo è anche chi abbandona chi in un momento della vita può essere in difficoltà.</p>
<p style="text-align: justify;">ADRIANA MUSELLA CI RACCONTA QUEL GIORNO DI MAGGIO</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Maggio, mese della rinascita, per eccellenza, racchiude una contraddizione intrinseca, riportando alla mente quasi in ogni suo giorno un tragico eccidio. Tante le vittime ad opera di mafia e terrorismo: nomi comuni e altisonanti, cittadini comuni e uomini delle Istituzioni, dalla strage di <strong>Portella della Ginestra</strong> a quella di <strong>Brescia</strong>, da <strong>Capaci a via D&#8217;Amelio</strong>, <strong>Scaglione Calabresi, Musella, Basile, Impastato, Congiusta</strong> fino alle piccole <strong>Simonetta Lamberti e Mariangela Ansalone</strong> . Per loro e per tutte le vittime della violenza criminale il fiore della resistenza:<strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sono trascorsi 35 anni da quel mattino di Maggio&#8230;..; proprio quando pensi che la vita stia scorrendo senza dolori, ecco che la brezza diventa tempesta e, quella tempesta, d&#8217;improvviso, arriva come una furia maledetta, devastatrice, una furia che non conosce clemenza ma solo distruzione. Fino ad allora, di mafia avevo solo sentito parlare, una storia come altre da leggere o un film da vedere. Come spesso avviene, sentivo il problema non mio, ma lontano, estraneo alla mia vita. Quel giorno fummo chiamati alla realtà e il problema rivoluzionò le nostre esistenze, mandando in frantumi il corpo di un uomo, i suoi e i nostri sogni, per sempre&#8230;.. &#8230;..</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Era una splendida e calda giornata di sole quel 3 maggio del 1982.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Gennaro Musella, alle 8,20,scese come al solito di casa, solo per un fortuito caso, senza la compagnia del caro nipotino Saverio,mio figlio, che ogni mattina era solito accompagnare a scuola.</p>
<p style="text-align: justify;">Qualche giorno dopo, avremmo dovuto felicemente festeggiare il suo compleanno, ma non avevamo fatto i conti con il destino crudele.</p>
<p style="text-align: justify;">Pochi metri, l’apertura della portiera, la messa in moto, il boato assordante .</p>
<p style="text-align: justify;">La città tremò come scossa da un terremoto : mio padre veniva disintegrato da una potentissima carica di tritolo posizionata sotto il sedile di guida.</p>
<p style="text-align: justify;">Il buio pesto, livide fiamme di fuoco, l’auto si accartocciò su se stessa,volando in aria per poi tornare al suolo, mentre l’urlo straziante della gente in strada si alzava in cielo, come grido lacerante di dolore.</p>
<p style="text-align: justify;">Sull’asfalto si formò una voragine che ancora oggi, quando piove molto, riaffiora.</p>
<p style="text-align: justify;">Una colonna di fumo nero, fitto, saliva verso il cielo, circondando gli edifici, mentre del corpo dilaniato e sventrato dell’uomo, non esisteva più nulla.</p>
<p style="text-align: justify;">I suoi occhi spalancati sembravano essere quasi increduli.</p>
<p style="text-align: justify;">Di lui rimase solo un tronco monco; il cervello spappolato fu trovato appiccicato sul muro di un edificio della via antistante,una mano raccolta sull’asfalto. Per uno strano scherzo del destino, un&#8217;agenda, rimasta a terra macchiata di sangue, unica superstite nella totale devastazione, indicava la data dell&#8217;8 maggio 1982, per la nuova gara d&#8217; appalto del porto di Bagnara Calabra.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Moriva così mio padre, Gennaro Musella, moriva in una terra non sua ma che aveva imparato ad amare</strong> e di cui s&#8217;era innamorato,sognando di creare una seconda Positano in terra di Calabria. Ma il suo sogno fu disintegrato con lui e il suo sorriso spento .</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dopo appena due giorni, avrebbe compiuto 57 anni.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">In un attimo di follia, la distruzione di un corpo, di una vita, di una famiglia che non è mai stata più la stessa è che da ieri ad oggi non ha smesso mai di pagare le conseguenze di quella tragedia che ci ha timbrato a fuoco la vita è che ci portiamo dentro.</p>
<p style="text-align: justify;">Ancora oggi non riesco a spiegarmi il perché di tanta barbarie e ancora oggi non riesco a non essere emotivamente coinvolta nel ricordo.</p>
<p style="text-align: justify;">Mio padre non era un eroe ma una persona semplice e buona che ha pagato a caro prezzo la sua ribellione alla prepotenza e alla sopraffazione mafiosa, nel difendere dignità e libertà.</p>
<p style="text-align: justify;">Ho trascorso la mia vita nella testimonianza quotidiana al fine di trasmetterne memoria e ricordarlo alle coscienze della gente. Non so se ci sono riuscita ma certamente so di aver fatto tutto quello che potevo&#8230;&#8230;bene o male, poco o molto, ma assolvendo al mio dovere di figlia e di cittadina&#8230;Quando ad essere ucciso è un personaggio delle Istituzioni, le Istituzioni stesse lo ricordano ma, se a cadere sono cittadini comuni, i palazzi restano molto lontani e si rischia di ucciderli due volte nella dimenticanza e nella negazione di verità&#8217; e giustizia&#8230;..Ecco che allora nasce per i familiari l&#8217;esigenza di mettersi in gioco e il dolore si fa forza e strumento indispensabile di riscatto.</p>
<p style="text-align: justify;">Le vittime di mafia non gridano vendetta ma esigono e meritano giustizia, orfani di un futuro loro rubato con la sopraffazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell&#8217;antica Roma, per i condannati per fatti gravissimi, v&#8217;era la &#8221; damnatio memoriae &#8220;, l&#8217;oblio forzato, l&#8217;eliminazione d&#8217;ogni traccia che potesse mantenerne il ricordo.</p>
<p style="text-align: justify;">La lotta della memoria contro l&#8217;oblio rappresenta il riscatto dalla barbarie per non rendere vane tante morti ingiuste e dare un senso a ciò&#8217; che senso non ha. Il ricordo di alcuni uomini e la loro orrenda fine va trasmesso perché possa trasformarsi in patrimonio comune. A loro è&#8217; stata riservata la parte più difficile, quella di morire, a noi resta un compito molto più&#8217; agevole, diffonderne e tutelarne la memoria per non renderne vano il sacrificio ma trasformarlo in opportunità nella costruzione di una coscienza civile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Legali di Adriana Musella: grave e illegittimo attacco mediatico</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2017/04/legali-di-adriana-musella-grave-e-illegittimo-attacco-mediatico/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Apr 2017 19:26:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antimafia&Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[adriana musella]]></category>
		<category><![CDATA[Antimafia]]></category>
		<category><![CDATA[limbadi]]></category>
		<category><![CDATA[mancuso]]></category>
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					<description><![CDATA[A cura della redazione/ Adriana Musella è Presidente dell&#8217;Associazione &#8220;Riferimenti&#8221; che da oltre 25 anni promuove nel mondo della Scuola e non solo, la cultura dell&#8217;Antimafia Sociale. Nei mesi scorsi la Musella, promotrice di centinaia di eventi simboleggiati dalla &#8220;Gerbera Gialla&#8221;, il fiore divenuto simbolo dei giovani Antimafia, ha portato a termine una operazione unica [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div dir="auto" style="text-align: center;">
<p><figure id="attachment_11964" aria-describedby="caption-attachment-11964" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/adriana-musella.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-11964" alt="Adriana Musella" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/adriana-musella.jpg" width="800" height="556" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/adriana-musella.jpg 800w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/adriana-musella-300x208.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/adriana-musella-388x270.jpg 388w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><figcaption id="caption-attachment-11964" class="wp-caption-text">Adriana Musella</figcaption></figure></p>
<p>A cura della redazione/</p>
</div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><strong>Adriana Musella</strong> è Presidente dell&#8217;Associazione &#8220;Riferimenti&#8221; che da oltre 25 anni promuove nel mondo della Scuola e non solo, la cultura dell&#8217;Antimafia Sociale. Nei mesi scorsi la Musella, promotrice di centinaia di eventi simboleggiati dalla <strong>&#8220;Gerbera Gialla&#8221;</strong>, il fiore divenuto simbolo dei giovani Antimafia, ha portato a termine una operazione unica nella storia. All&#8217;interno del bene confiscato alla famiglia Mancuso di Limbadi che le cronache giudiziarie dicono essere tra le più note famiglie di &#8216;ndrangheta a livello internazionale, Adriana Musella che ne ha ricevuto l&#8217;affidamento da parte del Ministro dell&#8217;Interno, vi ha istituito le fondamenta di una <strong>&#8220;Università dell&#8217;Antimafia&#8221;</strong> già sta operando con successo attraverso una serie di seminari patrocinati anche dal mondo accademico.</div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;">
<p><figure id="attachment_11986" aria-describedby="caption-attachment-11986" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi14.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-11986" alt="limbadi, antimafia, adriana musella,fabio gallo, marisa manzini, francesco napoli, giorgio benvenuto" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi14.jpg" width="1000" height="667" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi14.jpg 1000w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi14-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi14-404x270.jpg 404w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a><figcaption id="caption-attachment-11986" class="wp-caption-text">Parte della Sede dell&#8217;Università dell&#8217;Antimafia di Limbadi (VV)</figcaption></figure></p>
<p>Contestualmente e per uno strano paradosso, con tempismo a dire poco svizzero, la Musella, come testimoniato dalle cronache, è stata fatta oggetto di attacco mediatico da parte di alcuni organi di stampa in Calabria. La virulenza degli stessi, in verità, ha destato molti sospetti in chi si occupa di comunicazione e di diritto. Oggi, dopo circa un anno, le Iene si occupano del caso ma qualcosa non va. Se ne accorge la rete dei social che incita alla prudenza. <strong>Prontamente intervengono gli Avvocati</strong> del Presidente di &#8220;Riferimenti&#8221; <strong>Giovanna Fronte e Carlo Morace </strong>che con una analisi<strong> </strong>dettagliata che fa immaginare un&#8217;acquisizione di prove in merito a tutto quanto dichiarato, indipendentemente dai fatti, annunciano querele.</p>
</div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><strong>LA NOTA DEI LEGALI GIOVANNA FRONTE E CARLO MORACE<br />
</strong>Quali legali della <strong>Sig.ra Adriana Musella</strong>, a seguito al servizio andato in onda ieri sera durante la <strong>trasmissione “Le Iene”</strong> e riguardante una <strong>intervista risalente a più di un anno fa</strong>, e alle correlative successive notizie giornalistiche, si ritiene di dovere fare alcune considerazioni. <strong>E’ in atto un illegittimo attacco mediatico</strong> nei confronti della nostra assistita finalizzato a farla apparire colpevole in assenza non si dica di una sentenza, ma finanche di una qualsivoglia accusa contestata alla stessa dalla<strong> Procura della Repubblica. </strong> E’ sintomatico di ciò <strong>l’abbinamento inquietante tra la diffusione</strong>, alcuni giorni orsono, di notizie giornalistiche <strong>in tempo reale su un interrogatorio reso presso la Procura della Repubblica, atto di indagine riservato, e la divulgazione solo oggi di un servizio realizzato dalle “Iene” datato di un anno</strong> e che <strong>va contestualizzato</strong> alle notizie allora apparse su un noto quotidiano “on line” calabrese a firma della giornalista Alessia Candito. E’ ovvio che il riferimento ai Calabresi effettuato dalla sig.ra Musella, nel mentre veniva incalzata e irrisa nel corso della intervista “sui generis”, non voleva essere generalizzante. Adriana Musella in quel momento ha voluto fare riferimento soltanto a chi ostinatamente e capziosamente  la aveva pubblicamente additata <strong>senza il rispetto della persona, di regole deontologiche,</strong> di un qualunque contraddittorio, che non può certamente svolgersi in modo regolare attraverso risposte a campagne stampa diffamatorie.  Peraltro, è emblematica di <strong>un certo modo di fare giornalismo</strong> la circostanza che solo alla fine della trasmissione “Le Iene”, in più parti tagliata proprio nelle risposte della  sig.ra Musella e che largo spazio ha dato alla giornalista Candito, <strong>si è dato atto che l’intervista era datata e ciò è avvenuto contestualmente alla enfatizzazione dell’esistenza oggi di indagini.</strong> Queste ultime, peraltro, generate dalla iniziativa di un anno fa della nostra assistita, proprio a dimostrazione della sua buona fede, iniziativa finalizzata a rispondere alla aggressione mediatica appena iniziata rivolgendosi all’unica Autorità riconosciuta da chi crede nella giustizia, ossia il <strong>Procuratore della Repubblica.</strong> Va da ultimo detto che il <strong>tentativo becero di fare apparire Adriana Musella colpevole</strong> prima ancora di qualunque accusa nei suoi confronti (nessun fatto specifico è stato contestato in sede di interrogatorio in Procura), di creare avversione da parte dei cittadini, di dipingerla quale persona riprovevole, ergendosi addirittura a censori e moralizzatori senza che tale compito sia stata da alcuno assegnato, è la manifestazione esteriore di una cultura dell’odio, alimentata attraverso il <strong>correlativo linguaggio dell’odio</strong> che viene diffuso in una società che alcuni hanno interesse a non rendere moderna ed inclusiva, ma al contrario piena di steccati e muri divisori. S<strong>ul rapporto e sul legame tra la Calabria e Adriana Musella si dimentica</strong> <strong>(ma è dimenticanza?)</strong> che la stessa <strong>ha sposato due reggini, ha due figli nati e residenti a Reggio Calabria</strong>, <strong>città che non ha abbandonato nonostante la barbara uccisione del padre ad opera della ‘ndrangheta.</strong> Si agirà a tutela della nostra assistita nelle sedi più opportune.<strong><br />
Avv. Giovanna Fronte<br />
Avv. Carlo Morace<br />
</strong></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><strong> </strong></div>
]]></content:encoded>
					
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		<title>L’albero dei limoni nel giardino della mafia e dell’antimafia. A Limbadi Giorgio Benvenuto parla di Lavoro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Mar 2017 14:46:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antimafia&Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[adriana musella]]></category>
		<category><![CDATA[annamaria russo]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[Eleonora Cafiero]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Gallo]]></category>
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		<category><![CDATA[universita antimafia]]></category>
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					<description><![CDATA[di Fabio Gallo/direttore editoriale/ La conferenza è finita. Intorno a noi campagna, tanti ulivi e accanto a noi un albero di limoni. La Polizia aspetta che tutti escano dalla sede dell’Università dell’Antimafia di Limbadi, ma io sono attratto dal profumo di limoni e fermo l’auto. Scendiamo. L’albero è pieno e il colore giallo dei limoni [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_11979" aria-describedby="caption-attachment-11979" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi15.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-11979" alt="limbadi, antimafia, adriana musella,fabio gallo, marisa manzini, francesco napoli, giorgio benvenuto" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi15.jpg" width="1000" height="667" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi15.jpg 1000w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi15-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi15-404x270.jpg 404w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a><figcaption id="caption-attachment-11979" class="wp-caption-text">Limbadi 10 Marzo 2017</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: center;">di Fabio Gallo/direttore editoriale/</p>
<p style="text-align: justify;">La conferenza è finita. Intorno a noi campagna, tanti ulivi e accanto a noi un albero di limoni. La Polizia aspetta che tutti escano dalla sede dell’Università dell’Antimafia di Limbadi, ma io sono attratto dal profumo di limoni e fermo l’auto. Scendiamo. L’albero è pieno e il colore giallo dei limoni si fonde alla nostra vista con il verde delle sue foglie, della campagna e l’azzurro del cielo. Il sole è alto e intorno a noi tutto dice che è primavera. Prendiamo tre limoni che sembravano invitarci. Ne addento uno. La buccia emana un profumo intenso. Mi sento felice perché la natura mi manca. Il mio morso affonda nella polpa e il succo che disseta all’istante mi ricorda che la bellezza, a volte, è acre.</p>
<p><figure id="attachment_11980" aria-describedby="caption-attachment-11980" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi16.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-11980" alt="limbadi, antimafia, adriana musella,fabio gallo, marisa manzini, francesco napoli, giorgio benvenuto" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi16.jpg" width="1000" height="667" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi16.jpg 1000w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi16-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi16-404x270.jpg 404w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a><figcaption id="caption-attachment-11980" class="wp-caption-text">Limbadi (VV) Sede dell&#8217;Università dell&#8217;Antimafia &#8211; Centro Studi sul fenomeno mafioso &#8220;Gerbera Gialla&#8221;</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">A LIMBADI IL LUOGO OVE LA GENTE SI INTERROGA SUL FUTURO DELLA CALABRIA<br />
L’appuntamento precedente mi ha visto tra i docenti. Ho cercato di spiegare ai tanti Giovani presenti cos’è il potere della rete. Come Internet può essere utilizzata per sostenere un processo di sviluppo culturale. Ma, in verità, preferisco essere sempre discepolo perché in questa sede c’è molto da imparare. Limbadi sorge in piena campagna e nel suo centro storico sono visibili i segni di quella emigrazione che ha letteralmente flagellato la Calabria. In quelle valigie assicurate con lo spago molta gente di Calabria ha portato via anche<strong> l’onore del sacrificio e del lavoro</strong>. Per questo, oggi abbonda il disonore della mafia e della cultura mafiosa, di chi ha tutto e vuole anche tutto ciò che spetta agli altri. Ma Limbadi per chi come lo scrivente ha studiato Antropologia e Storia delle Tradizioni Popolari è anche cultura: la nostra. Quella che ci ha resi riconoscibili nel mondo per la bontà della nostra Agricoltura e per i prodotti della nostra pastorizia in un microclima tra i migliori al mondo.</p>
<p><figure id="attachment_11981" aria-describedby="caption-attachment-11981" style="width: 1200px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi18.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-11981" alt="limbadi, antimafia, adriana musella,fabio gallo, marisa manzini, francesco napoli, giorgio benvenuto" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi18.jpg" width="1200" height="800" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi18.jpg 1200w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi18-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi18-405x270.jpg 405w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi18-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><figcaption id="caption-attachment-11981" class="wp-caption-text">Antico Frantoio a Limbadi (VV)</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Un <strong>antico frantoio</strong> abbandonato e ben <strong>conservato dai giovani</strong> del territorio così com’era quando chi vi lavorava partì, ci ricorda che siamo civiltà di quel Mediterraneo che ci insegna in mille modi come <strong>morire e rinascere ogni volta che abbiamo bisogno di cambiare.</strong> Così, in Calabria, il senso antropologico della morte per mano mafiosa trova la sua verità, quella imprevedibile, perché al cadere delle vittime corrisponde una società che si ribella e cresce più forte e responsabile. Qui, <strong>i ribelli,</strong> portano un fiore sul petto: una <strong>gerbera gialla</strong>, segno di rinascita e pace. E proprio qui, a Limbadi, terra dei controsensi ove vive una delle famiglie di ‘ndrangheta più potenti e rispettate, che la gente arriva per interrogarsi sul futuro della Calabria.</p>
<p><figure id="attachment_11982" aria-describedby="caption-attachment-11982" style="width: 1200px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi4-Adriana-Musella-giorgio-benvenuto.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-11982" alt="limbadi, antimafia, adriana musella,fabio gallo, marisa manzini, francesco napoli, giorgio benvenuto" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi4-Adriana-Musella-giorgio-benvenuto.jpg" width="1200" height="800" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi4-Adriana-Musella-giorgio-benvenuto.jpg 1200w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi4-Adriana-Musella-giorgio-benvenuto-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi4-Adriana-Musella-giorgio-benvenuto-405x270.jpg 405w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi4-Adriana-Musella-giorgio-benvenuto-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><figcaption id="caption-attachment-11982" class="wp-caption-text">Adriana Musella con Giorgio Benbenuto &#8211; Limbadi (VV)</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">ADRIANA MUSELLA<br />
E’ qui a Limbadi che la vita ha chiamato <strong>Adriana Musella</strong> a compiere il più importante passo lungo il percorso della sua esistenza di Donna, figlia di vittima di mafia, impegnata nella testimonianza perpetua di quell’attimo che cambiò la sua esistenza e quella dell’intera sua famiglia, quando qualcuno o qualcosa decise che <strong>suo padre Gennaro</strong>, dovesse saltare in aria. Ed è proprio qui, <strong>a Limbadi,</strong> che Adriana Musella ha dato senso al lavoro dello Stato istituendo nel bene sequestrato dalla magistratura antimafia e assegnato all’Associazione che presiede, il<strong> luogo della Cultura e del Sapere</strong>. Un luogo nel quale i Giovani potranno incontrare l&#8217;esperienza e comprendere la complessità della vita di chi sceglie di vivere in Calabria, un capolavoro della Natura piena di contraddizioni. E da questo luogo, nel dare il suo benvenuto agli ospiti, <strong>Adriana Musella</strong> ha preso energicamente le distanze dagli <strong>esiti non condivisi </strong>della recente sentenza emessa dal <strong>Tribunale di Vibo Valentia</strong> che ha disconosciuto nel processo <strong>Black Money</strong> l&#8217;accusa di associazione mafiosa per i vertici del clan quali Pantaleone Mancuso &#8220;Scarpuni&#8221;, Giovanni e Antonio Mancuso e Agostino Papaianni. In questa direzione la Musella ha espresso solidarietà al <strong>Magistrato Marisa Manzini</strong> che condusse le indagini sostenendo l&#8217;accusa.</p>
<p><figure id="attachment_11984" aria-describedby="caption-attachment-11984" style="width: 1200px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi19.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-11984" alt="limbadi, antimafia, adriana musella,fabio gallo, marisa manzini, francesco napoli, giorgio benvenuto" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi19.jpg" width="1200" height="800" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi19.jpg 1200w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi19-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi19-405x270.jpg 405w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi19-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><figcaption id="caption-attachment-11984" class="wp-caption-text">Da Sx: Mariarosaria Russo, Adriana Musella, Giorgio Benvenuto, Marisa Manzini, Francesco Napoli</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Ma il futuro in Calabria è soprattutto una questione di didattica e di formazione alla legalità. Non a caso <strong>Adriana Musella</strong> condivide questo cammino proprio con il Magistrato <strong>Marisa Manzini</strong> (direttore scientifico dell’Università dell’Antimafia) e <strong>Mariarosaria Russo</strong> (direttore organizzativo), Dirigente Scolastico dell’Istituto<strong> “R. Piria” di Rosarno.</strong> Quest&#8217;ultima, ha fatto della Scuola una fabbrica di bene comune e un contesto ove la cultura della mafia viene convertito alla vita molto più difficile dell’onestà.</p>
<p><figure id="attachment_11985" aria-describedby="caption-attachment-11985" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi12.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-11985" alt="limbadi, antimafia, adriana musella,fabio gallo, marisa manzini, francesco napoli, giorgio benvenuto" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi12.jpg" width="1000" height="667" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi12.jpg 1000w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi12-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi12-404x270.jpg 404w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a><figcaption id="caption-attachment-11985" class="wp-caption-text">La Sala Conferenze dell&#8217;Università dell&#8217;Antimafia di Limbadi &#8211; Lectio Magistralis di Giorgio Benvenuto</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">LA LECTIO MAGISTRALIS DEL SENATORE GIORGIO BENVENUTO<br />
Così, all’interno di questo percorso, prende vita <strong>giorno 10 Marzo 2017</strong> <strong>un nuovo appuntamento dell’Università dell’Antimafia di Limbadi</strong> che sorge all’interno di un bene sequestrato dallo Stato proprio alla famiglia Mancuso. Questa volta è specialmente dedicato alla <strong>Lectio Magistralis del Senatore Giorgio Benvenuto</strong> che alla tutela del lavoro e dei lavoratori, ha dedicato tutta una vita. Una giornata importante per l’<strong>Università dell’Antimafia di Limbadi</strong> che ci ha consentito di ascoltare Donne e Uomini che rappresentano la storia e l’attualità del mondo sindacale, del lavoro, della scuola, dell’economia e della giustizia. La Sala delle Conferenze gremita non lascia spazio se non all’ascolto del Magistrato <strong>Marisa Manzini</strong>, del presidente di Confapi Calabria 2.0 <strong>Francesco Napoli</strong>, e del noto sindacalista sul tema “<em>Legalità Economica, Lavoro, Impresa</em>”.</p>
<p><figure id="attachment_11986" aria-describedby="caption-attachment-11986" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi14.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-11986" alt="limbadi, antimafia, adriana musella,fabio gallo, marisa manzini, francesco napoli, giorgio benvenuto" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi14.jpg" width="1000" height="667" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi14.jpg 1000w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi14-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi14-404x270.jpg 404w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a><figcaption id="caption-attachment-11986" class="wp-caption-text">Parte della Sede dell&#8217;Università dell&#8217;Antimafia di Limbadi (VV)</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">IL CONTESTO NEL QUALE PRENDE VITA L’INCONTRO<br />
A differenza della carta stampata in rete rimane tutto. Dunque è bene contestualizzare il senso di questi importanti contributi. Siamo nel mese di Marzo 2017, <strong>l’Italia è in ginocchio</strong>, l’accoglienza dei profughi si è trasformata in invasione e sfruttamento. L’Italia non ha un programma di accoglienza. Il partito di governo è crollato, i giovani hanno disertato il “Lingotto 2017”. La magistratura sta decimando politica e imprenditoria che si mostrano sempre più corrotte. I partiti non esistono più ma vagano come zombie in tutti i salotti televisivi convinti di essere ancora vivi. Alla ‘ndrangheta, un tempo dai lineamenti più determinati, si sostituisce la mafiosità sempre più potente e coinvolgente di cui si rende espressione – come ha dichiarato il <strong>Procuratore Nicola Gratteri</strong> &#8211; parte cospicua della dirigenza della Pubblica Amministrazione. La Calabria è prima per disoccupazione e ultima per prospettive. <strong>I Giovani partono</strong>. La situazione è esplosiva e la politica sempre più senza ritegno, al centro di indagini che mettono in crisi il più convinto dei garantisti. Come quella di Reggio Calabria ove, se confermate le tesi della competente Procura Antimafia, parte della politica locale sarebbe il cuore della cupola politico-affaristico-mafiosa che ha governato negli ultimi 25 anni.</p>
<p><figure id="attachment_11987" aria-describedby="caption-attachment-11987" style="width: 918px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/De-Raho-Gratteri-e-Spagnuolo.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-11987" alt="I Procuratori di Reggio Calabria, Catanzaro e Cosenza De Raho, Gratteri e Spagnuolo - Foto: Corriere della Calabria" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/De-Raho-Gratteri-e-Spagnuolo.jpg" width="918" height="352" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/De-Raho-Gratteri-e-Spagnuolo.jpg 918w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/De-Raho-Gratteri-e-Spagnuolo-300x115.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/De-Raho-Gratteri-e-Spagnuolo-480x184.jpg 480w" sizes="auto, (max-width: 918px) 100vw, 918px" /></a><figcaption id="caption-attachment-11987" class="wp-caption-text">I Procuratori di Reggio Calabria, Catanzaro e Cosenza De Raho, Gratteri e Spagnuolo &#8211; Foto: Corriere della Calabria</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Da oltre 20 anni il volto della politica mostrerebbe una facciata barocca che nasconde una verminosità tale da non fare intravedere alcun futuro. Lo descrive con estrema lucidità il redazionale a firma del Direttore del <strong>“Corriere della Calabria” Paolo Pollichieni</strong> che mette nero su bianco una delle pagine più drammatiche della vita politica e istituzionale della Calabria. Il redazionale dal titolo <strong><i>“I &#8220;barbari” nei salotti e la politica collusa”</i></strong> (<a title="Il Corriere della Calabria - Direttore Paolo Pollichieni" href="http://www.corrieredellacalabria.it/index.php/politics/item/55670-i-%E2%80%9Cbarbari%E2%80%9D-nei-salotti-e-la-politica-collusa">clicca qui per leggere</a>), condensa l’attualità della Giustizia calabrese con sguardo attento alle Procure di Reggio Calabria, Catanzaro e Cosenza. Del Procuratore della Repubblica di quest’ultima (Mario Spagnuolo, ndr.), cita una sua esclamazione che non necessita di commenti. Intervenendo al premio giornalistico &#8220;Alarico&#8221;, (il Procuratore, ndr.) gela i presenti con la sua analisi impietosa: <strong><i>«Questo premio è dedicato a un barbaro. E a Cosenza ci sono barbari che razzolano nei circoli e nei salotti indisturbati».</i> </strong>Nulla risparmia il Direttore Pollichieni alla politica della Regione Calabria ma anche alla Giustizia quando si deve prendere atto che sono settimane che la Calabria è in attesa di sapere se il Capogruppo della lista “Oliverio Presidente” dovrà o no essere arrestato per le indagini che lo vedono pesantemente accusato dall’Antimafia di Catanzaro. Sempre più insidiosa e preparata, <strong>la ‘ndrangheta vuole mostrarsi all’altezza della competizione con lo Stato</strong> quando, come accaduto a Cosenza, interviene una pesante indagine antimafia condotta in sinergia tra le Procure di Reggio Calabria e Catanzaro dai quali arresti emerge che il grande e innovativo parcheggio con sovrastante piazza, orgoglio della Giunta cittadina, sarebbe stata appaltata e dunque costruita da aziende che sarebbero pesantemente infiltrate dalla ‘ndrangheta. <strong>Ciò, nonostante tutti i controlli di rito</strong> attivati dalle preposte istituzioni. Indagini che annunciano colpi di scena a 360 gradi.  Un clima, per dirla come si deve, ove lo Stato lotta ma perde perché il problema è in esso.</p>
<p><figure id="attachment_11990" aria-describedby="caption-attachment-11990" style="width: 1200px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi8.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-11990" alt="limbadi, antimafia, adriana musella,fabio gallo, marisa manzini, francesco napoli, giorgio benvenuto" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi8.jpg" width="1200" height="800" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi8.jpg 1200w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi8-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi8-405x270.jpg 405w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi8-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><figcaption id="caption-attachment-11990" class="wp-caption-text">Da Sx: Giorgio Benvenuto, Marisa Manzini, Francesco Napoli</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">FRANCESCO NAPOLI: CONFAPI CALABRIA 2.0<br />
Ad aprire la Conferenza è stato <strong>Francesco Napoli</strong> Presidente di <strong>Confapi Calabria 2.0</strong> che ha offerto ai presenti un quadro chiaro delle problematiche nelle quali versano le PMI calabresi. La sua analisi ha toccato molti punti, dall&#8217;incertezza della politica praticamente ferma che nuoce allo sviluppo del Sud, alla necessità di investire in maniera credibile sui Fondi Europei determinanti per la crescita del territorio, alla corruttela sempre più diffusa che inibisce la crescita del Lavoro in un contesto di sviluppo e legalità. Il rappresentante del mondo del lavoro ha fissato con il suo intervento le premesse attraverso le quali sviluppare la conferenza stessa.</p>
<p><figure id="attachment_11988" aria-describedby="caption-attachment-11988" style="width: 1200px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi6.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-11988" alt="limbadi, antimafia, adriana musella,fabio gallo, marisa manzini, francesco napoli, giorgio benvenuto" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi6.jpg" width="1200" height="800" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi6.jpg 1200w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi6-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi6-405x270.jpg 405w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi6-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><figcaption id="caption-attachment-11988" class="wp-caption-text">Il Magistrato Marisa Manzini con il Senatore Giorgio Benvenuto</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">IL MAGISTRATO MARISA MANZINI FA SUBITO CENTRO<br />
Su queste premesse il Magistrato <strong>Marisa Manzini,</strong> Procuratore Aggiunto presso la Procura della Repubblica di Cosenza e Direttore Scientifico dell’Università dell’Antimafia, ha aperto il suo intervento affermando che <strong>la ‘ndrangheta si insedia dove lo Stato non è presente.</strong> Se dunque lo Stato manifestasse la sua presenza in modo coerente attuando i suoi principi costituzionali, non esisterebbe possibilità per le mafie di colmare i vuoti strategici che rendono la Calabria sede del primato della disoccupazione, dell’impossibilità per migliaia di imprese di generare nuove economie, di dover rinunciare a decine di migliaia di giovani onesti che con le loro intelligenze rendono fertile e ricco il resto del mondo. I temi affrontati dal Magistrato Marisa Manzini hanno mostrato il volto di una realtà non solo criminale ma culturalmente criminogena (di quella cultura mafiosa cui ha fatto riferimento il suo collega<strong> Gratteri</strong> in altra occasione,ndr.) &#8211; che affligge il <strong>mondo del Lavoro,</strong> con ciò rispondendo anche alle preoccupazioni del Presidente di Confapi Calabria 2.0 <strong>Francesco Napoli</strong>, portavoce del disagio di migliaia di Imprese che in Calabria necessiterebbero non solo della massiccia presenza dello Stato sul fronte sicurezza e lotta alla criminalità, ma di un vero progetto politico in grado di garantire alle tante Aziende coraggiose della Calabria, programmi di sostegno e valorizzazione capaci di stimolare la produzione di nuove economie in un contesto di sviluppo e legalità.</p>
<p style="text-align: justify;">Appare chiaro dai contenuti delle relazioni che l’ambiente sul quale si concentra l’attenzione di chi vuole investire e di chi deve sorvegliare perché il malaffare non abbia la sua parte, è la politica con la sua incapacità di liberarsi dai<strong> “legacci”,</strong> come ha affermato nel corso della sua <strong>Lectio Magistralis Giorgio Benvenuto.</strong></p>
<p><figure id="attachment_11989" aria-describedby="caption-attachment-11989" style="width: 1200px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi11.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-11989" alt="limbadi, antimafia, adriana musella,fabio gallo, marisa manzini, francesco napoli, giorgio benvenuto" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi11.jpg" width="1200" height="800" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi11.jpg 1200w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi11-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi11-405x270.jpg 405w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi11-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><figcaption id="caption-attachment-11989" class="wp-caption-text">Giorgio Benvenuto &#8211; Lectio Magistralis a Limbadi &#8211; Università dell&#8217;Antimafia (VV)</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">GIORGIO BENVENUTO: IL LAVORO, IL FUTURO, LA LEGALITA’<br />
Anche <strong>Giorgio Benvenuto</strong>, intervenuto nella qualità di <strong>Presidente della Fondazione “Pietro Nenni”</strong>, è andato subito a toccare il cuore del problema trattando una serie di argomenti dai quali dipende la ripresa immediata dell’Italia del lavoro. Qui a seguire vi proponiamo parte del suo intervento che desideriamo non mediare e proporre interamente. Anche per rispetto di quanto rappresenta nella storia della difesa dei diritti dei lavoratori in Italia e in Europa. Va detto che l’ascolto della Lectio Magistralis di Giorgio Benvenuto ci impone il parallelo tra la sua cultura e quella di gran parte della classe politica attuale basata su <i>spot</i>, <i>selfie</i> e teorie da 160 caratteri.</p>
<p><strong>GIORGIO BENVENUTO INTERVISTATOD A IL PARLAMENTARE.IT</strong><br />
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<p style="text-align: justify;">Dalla Lectio Magistralis, nonostante l’analisi profonda della questione non felice del lavoro, emerge ottimismo e passione per l’Italia e l’italianità in grado di contaminare chi è alla ricerca di idee e motivazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra i punti trattati la <strong>“fiscalità di svantaggio”</strong> che ha segnato il Sud, reputato da Giorgio Benvenuto un chiaro e grossolano errore della politica degli anni 70 che rendeva più vantaggioso lavorare al Nord. <strong>“Un errore, una ingiustizia”</strong>, che arrecò un grande svantaggio al lavoro del Mezzogiorno. Il futuro – ha affermato Giorgio Benvenuto – è legato alla competitività delle nostre imprese che non può sfidare il mercato internazionale attuando politiche basate su lavoro precario e sull’incertezza. Né l’Italia può credere di poter sostenere il lavoro con i <strong><i>voucher</i></strong> e investirli per qualsiasi cosa per arrivare, come già accade, a negare alle donne il diritto ad essere tali quando ad esse spetta il sostegno di una società civile nel tempo in cui esse desiderano essere madri. E come possiamo crescere come popolazione se alle famiglie non diamo la certezza attraverso il lavoro stabile? Eppure – ha commentato il Senatore &#8211; l’Italia, nonostante tutto, è il secondo paese dopo la Germania per esportazione. Ciò fa intendere che il prodotto Italia è ancora forte e siamo ancora in tempo. Giorgio Benvenuto non ha risparmiato <strong>serie bacchettate alla classe politica italiana</strong> in perpetua attesa che altri Paesi prendano iniziative che spettano, invece, all&#8217;Italia.</p>
<p><figure id="attachment_11994" aria-describedby="caption-attachment-11994" style="width: 1200px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgio-benvenuto.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-11994" alt="limbadi, antimafia, adriana musella,fabio gallo, marisa manzini, francesco napoli, giorgio benvenuto" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgio-benvenuto.jpg" width="1200" height="800" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgio-benvenuto.jpg 1200w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgio-benvenuto-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgio-benvenuto-405x270.jpg 405w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgio-benvenuto-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><figcaption id="caption-attachment-11994" class="wp-caption-text">Il Senatore Giorgio Benvenuto &#8211; Presidente della Fondazione &#8220;P. Nenni&#8221;</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">“Da sindacalista – ha affermato &#8211; devo tutelare il lavoro italiano”. Toccando il caso relativo alle migrazioni ha fatto osservare che ci preoccupiamo, se pur giustamente, delle migrazioni verso l’Italia, ma non vediamo i nostri 500mila Giovani che emigrano verso l’estero. Giovani colti, laureati, preparati, che vanno via non più con la valigia tenuta stretta con lo spago, ma con i propri PC e Tablet. Stiamo rinunciando all’Italia migliore, quella dei Giovani in grado di creare nuove economie solo perché abbiamo paura di investire sulla certezza costituita dal valore che l’Italia ha nel mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Sui temi della mancanza di coraggio da parte della classe politica ad investire sulle proprie risorse territoriali, il Presidente Benvenuto ha citato un noto esempio di sviluppo economico di successo: quello della Germania e in particolare della Baviera, all’epoca gemellabile alla parte più abbandonata del Mezzogiorno. E’ stato proprio investendo sulle campagne della povera Baviera – ha fatto notare il Senatore Benvenuto &#8211; che <strong>la Germania ha riacquistato centralità</strong> internazionale rendendo produttivo un suo vasto territorio, riscoprendone le sue qualità e ponendole sul mercato. Dunque – ha continuato &#8211; nel mondo di oggi che non è più quello di ieri, dobbiamo avere il coraggio di affermare (accennando simpaticamente alle politiche di Trump negli USA),<strong> “prima di tutto l’Italia”.</strong></p>
<p><figure id="attachment_11991" aria-describedby="caption-attachment-11991" style="width: 1200px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi-3.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-11991" alt="limbadi, antimafia, adriana musella,fabio gallo, marisa manzini, francesco napoli, giorgio benvenuto" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi-3.jpg" width="1200" height="800" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi-3.jpg 1200w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi-3-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi-3-405x270.jpg 405w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi-3-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><figcaption id="caption-attachment-11991" class="wp-caption-text">Da Sx: Mariarosaria Russo, Adriana Musella, Giorgio Benvenuto, Marisa Manzini, Francesco Napoli</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">La politica – ha commentato il Senatore Benvenuto &#8211; ha pagato l’ansia di legittimarsi e negli ultimi anni ha finito per giustificare le situazioni critiche che hanno diviso l’Italia e gli Italiani. Il Paese si è frammentato e oggi abbiamo bisogno – ha sostenuto il Presidente Giorgio Benvenuto – di <strong>ritrovare l’unità nei valori della Legalità, del Lavoro e dell’Uguaglianza</strong>. In modo particolare oggi l’Italia vive un momento molto fortunato che deve essere utilizzato al meglio: presiede le celebrazioni del sessantesimo anniversario dell’Unione Europea e può dettare l’agenda dei lavori. Abbiamo da realizzare il vertice a Taormina ove dobbiamo discutere i rapporti con la Russia e tenere conto di cosa vuole fare Trump. E poi bisogna tenere presente anche il fatto che l’Italia quest’anno è nel comitato di sicurezza dell’ONU. Una serie di opportunità vantaggiosissime che, a parere del Presidente della Fondazione “Pietro Nenni” – devono essere sfruttate per tempo e bene. Bisogna che noi poniamo all’Europa il vero problema che risiede nelle politiche di austerità. Esse hanno fallito, hanno fatto fallire gran parte delle Imprese e procurato tutto ciò che stiamo vivendo. Per uscirne – ha sostenuto il Presidente Benvenuto &#8211; la politica italiana deve abbassare drasticamente le tasse perché si torni a dare sicurezza al mondo produttivo e del lavoro, tornando ad essere fortemente competitivi sul mercato mondiale.</p>
<p><strong>GIORGIO BENVENUTO INTERVISTATO DA IL PARLAMENTARE.IT</strong><br />
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<p style="text-align: justify;">MARIAROSARIA RUSSO: ALLA SCUOLA I TERRENI CONFISCATI DALLO STATO<br />
A promuovere l’iniziativa che vede l’assegnazione di tutti i terreni confiscati alla ‘ndrangheta nella zona di Rosarno all’<strong>Istituto Scolastico “R. Piria”</strong> è stata <strong>Mariarosaria Russo</strong>, Dirigente dello stesso Istituto e curatrice degli aspetti legati alla didattica dell’Università dell’Antimafia di Limbadi. “E’ la prima volta – ha fatto notare la Russo – che lo Stato affida allo stesso Stato i beni confiscati”. L’affermazione per motivare che il successo di questa assegnazione sarà proprio questa svolta che consente alla Scuola di gestire i beni confiscati con progetti finalizzati in grado di offrire ai giovani rosarnesi diplomati presso l’Istituto “R. Piria” l’opportunità di non andare via come tanti hanno fatto e di non abbandonarsi alla criminalità.</p>
<p style="text-align: justify;">A trarre le conclusioni di questa giornata davvero speciale è stata Adriana Musella che ha ringraziato Istituzioni, Sindaci e Autorità presenti tra cui il Prefetto di Vibo Valentia S.E. Guido <strong>Nicolò Longo</strong>. Tra i presenti alla Conferenza il <strong>Sindaco della Città di Limbadi</strong> e i rappresentanti della <strong>Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">redazione@gruppocomunicareitalia.it</p>
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