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	<title>Volti della Politica &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Roberto Fico &#8211; Presidente della Camera dei Deputati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Aug 2018 10:34:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica Italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Volti della Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[Quella di presidente della Camera dei deputati è la terza più importante carica della Repubblica Italiana, dopo quella di Presidente della Repubblica e quella di Presidente del Senato. Dal 24 marzo 2018 il ruolo viene ricoperto da Roberto Fico. Roberto Fico (Napoli, 10 ottobre 1974) è un politico e attivista italiano, dal 24 marzo 2018 [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_13615" aria-describedby="caption-attachment-13615" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/robertofico-presidentecamera.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-13615" alt="robertofico-presidentecamera" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/robertofico-presidentecamera.jpg" width="800" height="485" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/robertofico-presidentecamera.jpg 800w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/robertofico-presidentecamera-300x181.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/robertofico-presidentecamera-445x270.jpg 445w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><figcaption id="caption-attachment-13615" class="wp-caption-text">Roberto Fico Presidente della Camera dei Deputati</figcaption></figure>
<p>Quella di presidente della Camera dei deputati è la terza più importante carica della Repubblica Italiana, dopo quella di Presidente della Repubblica e quella di Presidente del Senato. Dal 24 marzo 2018 il ruolo viene ricoperto da <strong>Roberto Fico</strong>.</p>
<p><strong>Roberto Fico</strong> (Napoli, 10 ottobre 1974) è un politico e attivista italiano, dal 24 marzo 2018 presidente della Camera dei deputati nella XVIII legislatura.</p>
<p><strong>Biografia<br />
</strong>Nasce nel 1974, si laurea in scienze della comunicazione all&#8217;Università degli Studi di Trieste con indirizzo alle comunicazioni di massa, discutendo la tesi Identità sociale e linguistica della musica neomelodica napoletana. Ha studiato per un anno presso l&#8217;Università di Helsinki, grazie ad una borsa di studio Erasmus. Prima della sua ascesa politica ha lavorato prevalentemente nel settore della comunicazione, uffici stampa compresi, ma anche come manager in un hotel, dirigente per un tour operator internazionale, importatore di tessuti (dal Marocco) e come impiegato (per circa un anno) in un call-center.</p>
<p><strong>Carriera politica</strong></p>
<p><strong>Primi passi<br />
</strong>Il 18 luglio 2005 fonda a Napoli uno dei 40 meetup &#8220;Amici di Beppe Grillo&#8221;, sulla scia dei quali nascerà il Movimento 5 Stelle. Nel 2010 si candida a Presidente della Regione Campania e alle elezioni ottiene l&#8217;1,35% dei voti. Nel 2011 si candida a sindaco di Napoli e ottiene l&#8217;1,38% non superando il primo turno.</p>
<p><strong>Elezione a deputato (2012-2017)<br />
</strong>Nel dicembre 2012 è primo alle Parlamentarie del <strong>M5S</strong> nella Circoscrizione Campania 1 e, grazie alle 228 preferenze ottenute sul web, viene candidato in prima posizione nella lista del M5S della circoscrizione, ed è eletto nella XVII legislatura della Repubblica Italiana alla Camera dei Deputati alle elezioni politiche del 2013.</p>
<p>Viene candidato dal suo gruppo parlamentare alla presidenza della Camera dei deputati senza però essere eletto. Il 6 giugno 2013 viene eletto presidente della Commissione di Vigilanza Rai e rinuncia all&#8217;indennità di funzione a cui avrebbe diritto come Presidente di tale commissione (26 712,00 euro l&#8217;anno) e all&#8217;auto blu. Come presidente della Commissione di Vigilanza Rai, durante la sua presidenza, introduce la trasmissione in diretta streaming sulla web tv della Camera dei Deputati di tutte le audizioni, la pubblicazione sul sito del Parlamento dei quesiti indirizzati dai commissari alla Rai e le relative risposte, la determinazione del termine massimo di 15 giorni per le risposte ai quesiti da parte dell’azienda radiotelevisiva pubblica. Tra gli atti approvati in Commissione, si annovera la risoluzione volta a risolvere ed evitare i possibili conflitti di interesse da parte degli agenti di spettacolo. Da deputato presenta come primo firmatario una proposta di legge sulla governance della Rai, di cui uno dei punti – il Piano per la trasparenza aziendale – confluisce nella riforma della Rai approvata nel 2015 dal Parlamento.</p>
<p>A seguito dell’attuazione di questo Piano, l’azienda ha reso pubbliche le retribuzioni degli alti dirigenti, delle direzioni editoriali e delle testate giornalistiche. Il sito Opentg.it è stato voluto da Fico, per rendere più facilmente accessibili i dati sul monitoraggio televisivo sul pluralismo politico raccolti mensilmente dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni.</p>
<p><strong>Elezioni politiche del 2018 e Presidenza della Camera</strong></p>
<p>Alle politiche del 2018 è il candidato M5S nel collegio uninominale di Napoli-Fuorigrotta: ottiene 61.819 voti (57,6%), venendo così eletto per la seconda volta alla Camera. Grazie ai voti del Movimento 5 Stelle, e della coalizione di centro-destra, il 24 marzo 2018 viene eletto alla quarta votazione presidente della Camera dei deputati nella XVIII legislatura.</p>
<p>Il 23 aprile 2018 riceve dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella un mandato esplorativo per verificare la possibilità di una maggioranza parlamentare tra il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle per costituire il governo. Il mandato esplorativo termina il 26 aprile con esito a suo giudizio positivo su un possibile accordo tra il Partito Democratico e il suo partito, possibilità che sarà bocciata pochi giorni dopo, in seguito alle dichiarazioni di Matteo Renzi.</p>
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		<title>Elisabetta Alberti Casellati &#8211; Presidente del Senato della Repubblica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[eleonora]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Aug 2018 10:22:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica Italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Volti della Politica]]></category>
		<category><![CDATA[elisabetta caselllati]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
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					<description><![CDATA[Quella di presidente del Senato della Repubblica è la seconda più importante carica della Repubblica Italiana, dopo quella di presidente della Repubblica. Dal 24 marzo 2018, per la XVIII legislatura, tale ruolo è ricoperto da Maria Elisabetta Alberti Casellati, la prima donna eletta a questa carica nella storia d&#8217;Italia. Rappresentante il Senato della Repubblica, il presidente [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_13612" aria-describedby="caption-attachment-13612" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Presidente_Alberti_Casellati_Quirinale_cropped.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-13612" alt="Presidente_Alberti_Casellati_Quirinale" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Presidente_Alberti_Casellati_Quirinale_cropped.jpg" width="800" height="514" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Presidente_Alberti_Casellati_Quirinale_cropped.jpg 800w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Presidente_Alberti_Casellati_Quirinale_cropped-300x192.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Presidente_Alberti_Casellati_Quirinale_cropped-420x270.jpg 420w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><figcaption id="caption-attachment-13612" class="wp-caption-text">Elisabetta Alberti Casellati Presidente del Senato della Repubblica Italiana</figcaption></figure>
<p>Quella di <strong>presidente del Senato della Repubblica</strong> è la seconda più importante carica della Repubblica Italiana, dopo quella di presidente della Repubblica. Dal 24 marzo 2018, per la XVIII legislatura, tale ruolo è ricoperto da <strong>Maria Elisabetta Alberti Casellati</strong>, la prima donna eletta a questa carica nella storia d&#8217;Italia. Rappresentante il Senato della Repubblica, il presidente adempie al compito di regolare il dibattito nell&#8217;aula senatoria attraverso l&#8217;applicazione del regolamento e delle norme costituzionali e a quello principale di assolvere al corretto funzionamento dell&#8217;aula regolandone l&#8217;attività di tutti i suoi organi.</p>
<p><strong>Maria Elisabetta Alberti,</strong> coniugata Casellati (Rovigo, 12 agosto 1946), è una politica e avvocata italiana, dal 24 marzo 2018 presidente del Senato della Repubblica nella XVIII legislatura. Da sempre molto vicina a Silvio Berlusconi, Niccolò Ghedini e Renato Schifani, ha aderito a Forza Italia sin dalla fondazione ed è stata eletta al Senato della Repubblica in tutte le legislature dalla XII alla XVIII, tranne la XIII. È stata sottosegretario di Stato, nonché membro del Consiglio superiore della magistratura.</p>
<p><strong>Biografia</strong></p>
<p><strong>Studi e professione</strong><br />
Nata a Rovigo da Vincenzo Alberti, funzionario originario della città calabra di Palizzi, e da Elvira Conforti (1919-2013), insegnante, Maria Elisabetta Alberti ha tre fratelli: Valerio, Massimo e Giuseppe. Si è laureata in Giurisprudenza all&#8217;Università di Ferrara e in Diritto Canonico nella Pontificia Università Lateranense. È stata successivamente ricercatrice universitaria per il settore scientifico-disciplinare IUS/11 &#8220;Diritto canonico ed ecclesiastico&#8221; presso l&#8217;Università di Padova. Ha inoltre esercitato la professione di avvocato matrimonialista a Padova insieme al marito Giambattista Casellati e si è affermata in ambito lavorativo. Entrambi sono soci di Esa srl, società attiva nel settore immobiliare fondata nel 1983.</p>
<p><strong>Carriera politica</strong><br />
Ha aderito a Forza Italia fin dalla sua fondazione nel 1994 ed è stata eletta per la prima volta senatrice nello stesso anno nel collegio uninominale di Cittadella, all&#8217;interno della lista del Popolo delle Libertà. Il motivo della sua ammirazione per Berlusconi viene rivelato in un&#8217;intervista a Il Giornale nel 2005: « Nel ’93 mi colpì un&#8217;intervista di Berlusconi in cui diceva che, se avesse dovuto votare per il sindaco di Roma, avrebbe scelto Fini anziché Rutelli. Mi piacque il coraggio. “Questo ha i connotati”, mi sono detta. Ora la politica mi piace e spero di continuare. » (Maria Elisabetta Alberti Casellati). Negli anni è stata componente del Collegio Nazionale dei Probiviri del partito, dirigente nazionale del Dipartimento sanità e vice dirigente nazionale dei dipartimenti di Forza Italia.</p>
<p>Durante la XII legislatura è stata segretaria del gruppo parlamentare di Forza Italia al Senato e presidente della Commissione Sanità a Palazzo Madama. Candidata al Senato nel 1996 nello stesso collegio con il Polo per le Libertà, manca l&#8217;elezione in Parlamento perché superata dal candidato della Lega Nord Luciano Gasperini. Dal 1999 al 2000 è stata commissario provinciale di Forza Italia a Rovigo.</p>
<p>Viene rieletta al Senato nel 2001 nel collegio di Padova per la Casa delle Libertà. Durante la XIV legislatura è stata vice-capogruppo di Forza Italia tra il 2001 ed il 2002 e dal 2002 al 2005 è vice capogruppo vicario. È stata sottosegretario alla salute del Governo Berlusconi II dal 30 dicembre 2004 al 25 aprile 2005 e del Governo Berlusconi III dal 26 aprile 2005 al 16 maggio 2006. Rieletta al Senato nel 2006 durante la XV legislatura, ha ricoperto l&#8217;incarico di vicepresidente del gruppo al Senato.</p>
<p>In occasione delle elezioni politiche del 2008 viene riconfermata come senatrice. Ha inoltre ricoperto l&#8217;incarico di sottosegretario alla giustizia nel governo Berlusconi IV. Durante il periodo di crisi tra Berlusconi e la magistratura si è trasferita al Ministero della Giustizia e ha difeso pubblicamente il leader dell&#8217;allora Popolo della Libertà. Il 27 novembre 2013, giorno in cui la maggioranza del Parlamento ha espresso la sua favorevolezza alla decadenza di Berlusconi, ha deciso insieme ad altre sue colleghe di vestirsi completamente di nero, considerando la suddetta decisione come un «lutto per la democrazia» ed i votanti a favore come un «plotone di esecuzione». Nel corso della successiva legislatura è eletta nel consiglio di presidenza del Senato come segretario d&#8217;aula il 21 marzo 2013. Il 16 novembre dello stesso anno, con la sospensione delle attività del Popolo della Libertà, ha aderito a Forza Italia. Dal 14 gennaio 2014 è stata capogruppo di Forza Italia nella Giunta delle Elezioni e del Regolamento e della I Commissione Affari Costituzionali del Senato.</p>
<p><strong>Membro del CSM</strong></p>
<p>Il 15 settembre 2014 è stata eletta dal Parlamento in seduta comune membro laico del Consiglio superiore della magistratura al settimo scrutinio con 489 voti, in quota Forza Italia. Al CSM è stata presidente della Terza Commissione per l&#8217;accesso in magistratura e per la mobilità dall&#8217;ottobre 2016.</p>
<p><strong>Presidente del Senato</strong></p>
<p>Alle elezioni politiche 2018 viene nuovamente eletta senatrice nel collegio uninominale di Venezia ed abbandona il seggio al CSM con un anticipo di quasi un anno sulla scadenza naturale. Il motivo dell&#8217;abbandono è stato dichiarato in un&#8217;intervista a Il Mattino di Padova: « Il nostro è diventato uno Stato oppressivo e soffocante che ha pensato più a difendere le banche che a tutelare le famiglie e il tessuto produttivo. Per questo ho deciso di rimettermi in gioco, al servizio del mio Paese, sospendendomi dal Csm». (Maria Elisabetta Alberti Casellati)</p>
<p>Dopo aver fatto parte della Giunta provvisoria per la verifica dei poteri, il 24 marzo 2018 viene eletta alla terza votazione presidente del Senato nella XVIII legislatura dopo un&#8217;intesa tra il centrodestra ed il Movimento 5 Stelle, divenendo la prima donna a ricoprire la seconda carica dello Stato. Il 18 aprile 2018 il presidente della Repubblica Sergio Mattarella le affida il suo primo incarico: un mandato esplorativo per verificare l&#8217;esistenza di una maggioranza parlamentare tra centrodestra e Movimento 5 Stelle per costituire un Governo; tuttavia il 20 aprile 2018, alla scadenza del mandato, la presidente del Senato comunica al capo dello Stato il mancato raggiungimento dell&#8217;obiettivo.</p>
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		<title>Luigi Di Maio &#8211; Vicepresidente del Consiglio dei Ministri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Aug 2018 10:10:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica Italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Volti della Politica]]></category>
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		<category><![CDATA[ministro sviluppo economico e lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[Luigi Di Maio (Avellino, 6 luglio 1986) è un politico italiano, dal 23 settembre 2017 capo politico del Movimento 5 Stelle e dal 1º giugno 2018 ministro dello sviluppo economico e ministro del lavoro e delle politiche sociali, nonché Vicepresidente del Consiglio dei ministri nel Governo Conte. Dal 21 marzo 2013 al 22 marzo 2018 [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_13608" aria-describedby="caption-attachment-13608" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/luigidimaiovice.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-13608" alt="luigi di maio vicepresidente consiglio ministri" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/luigidimaiovice.jpg" width="800" height="550" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/luigidimaiovice.jpg 800w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/luigidimaiovice-300x206.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/luigidimaiovice-392x270.jpg 392w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><figcaption id="caption-attachment-13608" class="wp-caption-text">Luigi Di Maio Vicepresidente del Consiglio dei Ministri e Ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro</figcaption></figure>
<p><strong>Luigi Di Maio</strong> (Avellino, 6 luglio 1986) è un politico italiano, dal 23 settembre 2017 capo politico del Movimento 5 Stelle e dal 1º giugno 2018 ministro dello sviluppo economico e ministro del lavoro e delle politiche sociali, nonché Vicepresidente del Consiglio dei ministri nel Governo Conte. Dal 21 marzo 2013 al 22 marzo 2018 è stato vicepresidente della Camera dei deputati.</p>
<p><strong>Biografia<br />
</strong>Cresciuto e formatosi a Pomigliano d&#8217;Arco (Napoli), è il maggiore di tre fratelli. La madre, Paola Esposito, è un&#8217;insegnante di italiano e latino, mentre il padre Antonio, imprenditore edile, è stato dirigente prima del Movimento Sociale Italiano e in seguito di Alleanza Nazionale. Dopo il diploma di liceo classico, si iscrive all&#8217;università. Sceglie dapprima la facoltà di ingegneria per poi trasferirsi a giurisprudenza dell&#8217;Università di Napoli Federico II, senza completare gli studi. Giornalista pubblicista dal 2007, ha lavorato per un breve periodo come webmaster e come steward allo stadio San Paolo per poi lanciarsi in politica candidandosi nel Movimento 5 Stelle.</p>
<p><strong>Carriera politica</strong></p>
<p>Nel 2007 Di Maio apre il Meetup di Pomigliano, aderendo così all&#8217;iniziativa di Beppe Grillo il quale proponeva la costituzione di gruppi di cittadini che si occupassero dei problemi del loro comune. Nel 2010 si candida come consigliere comunale del suo comune e ottiene 59 preferenze, senza risultare eletto. In seguito alle cosiddette &#8220;elezioni parlamentarie&#8221; del Movimento 5 Stelle, viene candidato online con 189 preferenze ed eletto alla Camera dei deputati per la circoscrizione Campania 1 al secondo posto nella lista del Movimento 5 Stelle per le elezioni politiche del 2013.</p>
<p>Il 21 marzo 2013, con 173 voti è eletto vicepresidente della Camera dei deputati,[18] il più giovane della storia della Repubblica a ricoprire tale carica. Dal 7 maggio fa parte anche della XIV Commissione, che si occupa delle politiche dell&#8217;Unione europea. In breve tempo diventa uno dei volti più noti del partito, tanto da essere nominato membro del cosiddetto &#8220;direttorio&#8221; del movimento, costituito nel novembre 2014 da cinque parlamentari scelti da Beppe Grillo, con l&#8217;obiettivo di costruire il principale organo direttivo del partito, con funzione di raccordo tra il leader e gli eletti in parlamento. Nel 2016 è nominato responsabile degli enti locali per il Movimento 5 Stelle.</p>
<p>Nel settembre 2017 si candida alle elezioni primarie per scegliere il candidato premier e capo politico del Movimento 5 Stelle: l&#8217;esito delle votazioni tra gli iscritti alla piattaforma online del partito lo vede vittorioso con 30.936 voti, pari a circa l&#8217;82% dei votanti. Alle elezioni politiche italiane del 2018 ottiene 95.219 voti (63,41%) al collegio uninominale di Acerra, venendo così eletto per la seconda volta alla Camera. È <strong>Vicepresidente del Consiglio dei ministri e ministro dello sviluppo economico e del lavoro</strong> nel Governo Conte.</p>
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		<title>Matteo Salvini &#8211; Vicepresidente del Cosniglio dei Ministri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Aug 2018 09:44:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica Italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Volti della Politica]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[matteo salvini]]></category>
		<category><![CDATA[ministro dell'interno]]></category>
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					<description><![CDATA[Matteo Salvini (Milano, 9 marzo 1973) è un politico italiano, dal 1º giugno 2018 vicepresidente del Consiglio e Ministro dell&#8217;interno del Governo Conte. Senatore, già deputato ed europarlamentare, dal dicembre 2013 è segretario federale della Lega Nord, partito al quale si è iscritto nel 1990. Nel 1993 viene eletto consigliere comunale nella sua città, Milano, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_13603" aria-describedby="caption-attachment-13603" style="width: 850px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteosalvini.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-13603" alt="matteosalvini" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteosalvini.jpg" width="850" height="575" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteosalvini.jpg 850w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteosalvini-300x202.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteosalvini-399x270.jpg 399w" sizes="auto, (max-width: 850px) 100vw, 850px" /></a><figcaption id="caption-attachment-13603" class="wp-caption-text">Matteo Salvini, Vicepresidente del Consiglio dei Ministri e Ministro dell&#8217;Interno</figcaption></figure>
<p><strong>Matteo Salvini</strong> (Milano, 9 marzo 1973) è un politico italiano, dal 1º giugno 2018 vicepresidente del Consiglio e Ministro dell&#8217;interno del Governo Conte. Senatore, già deputato ed europarlamentare, dal dicembre 2013 è segretario federale della Lega Nord, partito al quale si è iscritto nel 1990. Nel 1993 viene eletto consigliere comunale nella sua città, Milano, carica che ha mantenuto fino al 2012. Salvini ha ricoperto vari ruoli all&#8217;interno del partito, fino a essere eletto segretario federale nel dicembre 2013 in seguito alle primarie del partito. Nelle elezioni del 2018 il suo partito è il più votato all’interno della prima coalizione in Italia.</p>
<p><strong>Biografia</strong></p>
<p><strong>Matteo Salvini</strong> nasce a Milano da genitori milanesi, figlio di un dirigente d&#8217;azienda e di una casalinga. Nel 1985, a 12 anni, partecipa a Doppio slalom condotto da Corrado Tedeschi su Canale 5 e nel 1993, a 20 anni, a Il pranzo è servito condotto da Davide Mengacci, all&#8217;epoca in onda su Rete 4.</p>
<p>Salvini frequenta il liceo classico Alessandro Manzoni, dove si diploma nel 1992.[6] Si iscrive quindi al corso di laurea in Scienze Politiche presso l&#8217;Università degli Studi di Milano, per poi passare l&#8217;anno dopo al corso di laurea in Scienze Storiche e fermandosi infine a cinque esami dalla laurea.</p>
<p>In gioventù frequenta il centro sociale Leoncavallo ed è fondatore dei &#8220;Comunisti Padani&#8221;. A seguito di alcune critiche rivolte a Salvini per il suo cambio di orientamento politico, passato dalla sinistra all&#8217;alleanza con Marine Le Pen e Geert Wilders dell&#8217;estrema destra, Salvini risponde spiegando che: &#8220;Per assurdo vedo più valori di sinistra nella destra europea che in certa sinistra. Questi partiti e questi movimenti sono quelli che oggi difendono i lavoratori, quelli che conducono battaglie giuste come quella per il ritorno al locale. Allora non ci vedo nulla di strano a cercare un dialogo con chi oggi incarna la resistenza a questa Europa sbagliata&#8221; (Milano, 9 marzo 1973) è un politico italiano, dal 1º giugno 2018 vicepresidente del Consiglio e ministro dell&#8217;interno del Governo Conte. Senatore, già deputato ed europarlamentare, dal dicembre 2013 è segretario federale della Lega Nord, partito al quale si è iscritto nel 1990. Nel 1993 viene eletto consigliere comunale nella sua città, Milano, carica che ha mantenuto fino al 2012. Salvini ha ricoperto vari ruoli all&#8217;interno del partito, fino a essere eletto segretario federale nel dicembre 2013 in seguito alle primarie del partito. Nelle elezioni del 2018 il suo partito è il più votato all’interno della prima coalizione in Italia.</p>
<p><strong>Vita privata<br />
</strong>Si sposa nel 2003 con Fabrizia Ieluzzi, giornalista presso una radio privata, di origini pugliesi: da lei ha avuto un figlio, Federico, nel 2003. Dopo aver divorziato dalla moglie, Salvini ha convissuto con Giulia Martinelli, dalla quale ha avuto, nel dicembre 2012, una figlia: Mirta. All&#8217;inizio del 2015 la rivista Novella 2000 svela la storia tra Salvini e la conduttrice televisiva Elisa Isoardi, confermata in seguito da entrambi. Salvini inoltre è un tifoso del Milan.</p>
<p><strong>Attività politica (1990-2013)</strong></p>
<p>Nel 1990 si iscrive alla Lega Nord, divenendone militante dall&#8217;anno successivo.[6] Il 20 giugno 1993 venne eletto consigliere comunale di Milano a seguito della vittoria alle elezioni comunali del candidato sindaco Marco Formentini. Membro del Movimento Giovani Padani, è stato il coordinatore degli studenti leghisti milanesi nel 1992, il responsabile dei giovani di Milano dal 1994 al 1997, per poi divenire segretario cittadino e in seguito, dal 1998 fino al 2004, segretario provinciale.</p>
<p>Nel 1997 incomincia l&#8217;attività giornalistica: lavora come cronista per il quotidiano la Padania, di cui dichiara: «Un&#8217;esperienza affascinante»;[23] dal 1999 lavora inoltre sull&#8217;emittente radiofonica leghista Radio Padania Libera. Nel luglio 2003 ottiene l&#8217;iscrizione all&#8217;albo dei giornalisti nell&#8217;elenco dei giornalisti professionisti. Nelle elezioni del Parlamento della Padania del 1997 è candidato capolista della corrente dei Comunisti Padani, che ottiene 5 seggi su 210. L&#8217;anno successivo è eletto segretario provinciale di Milano della Lega Nord (1998-2004).</p>
<p>Nel luglio 1999, a seguito della decisione del prefetto di rimuovere il sindaco di Lazzate, Cesarino Monti, il gruppo leghista in consiglio comunale propose una mozione a sostegno del sindaco, la quale venne per due volte respinta, al che Salvini coordinò in fondo all&#8217;aula il coro «Prefetto italiano, via da Milano!»; l&#8217;idea anti-prefetto verrà poi ripresa dallo stesso Salvini in qualità di segretario federale nel 2013.[26] Pochi mesi dopo, durante una visita ufficiale a Palazzo Marino del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, si rifiutò di stringere la mano al capo dello Stato; in una nota egli affermò di avergli detto: «No grazie, dottore, lei non mi rappresenta».</p>
<p>Dal 2004 al 2006 è stato deputato del Parlamento europeo, eletto per la lista della Lega Nord nella circoscrizione nord-ovest (con circa 14 000 preferenze). Successivamente Salvini sceglie come proprio assistente parlamentare Franco Bossi, fratello di Umberto. Nel 2006 decade dalla carica di deputato al Parlamento europeo e gli subentra Gian Paolo Gobbo. Viene quindi rieletto consigliere comunale a Milano, alle elezioni amministrative di quell&#8217;anno, con oltre 3 000 preferenze. Dal 2006 è capogruppo della Lega Nord in consiglio comunale a Milano e vicesegretario nazionale della Lega Lombarda. Alle elezioni politiche del 2008 è stato eletto parlamentare alla Camera dei deputati nella circoscrizione Lombardia 1. Il 7 giugno 2009 viene eletto al Parlamento europeo, con 70 000 preferenze;[30] un mese dopo si dimette da parlamentare italiano, scegliendo l&#8217;incarico europeo.</p>
<p>Il 2 giugno 2012 è eletto nuovo segretario della Lega Lombarda con 403 voti contro i 129 dell&#8217;altro candidato, Cesarino Monti.[35] A seguito dell&#8217;elezione, il 12 ottobre ha deciso di lasciare l&#8217;incarico di capogruppo e consigliere comunale della Lega Nord a Milano dopo 19 anni. Il sindaco Giuliano Pisapia, dopo il suo discorso dimissionario, ha commentato: «Ci mancherai, Matteo».</p>
<p>Alle elezioni politiche del 2013 viene eletto deputato, ma cessa il mandato il primo giorno della legislatura, sostituito da Marco Rondini, per mantenere l&#8217;incarico di europarlamentare. Nel settembre 2013, a seguito del sequestro all&#8217;azienda metallurgica Ilva di Taranto che avrebbe causato l&#8217;esubero di 1.400 dipendenti di sette fabbriche nel nord Italia, Salvini, come altri deputati, senatori e consiglieri leghisti, appoggia e sostiene gli operai e con loro partecipa a un sit-in che blocca per quasi due ore la circolazione sulla strada statale 42 a Ceto in Valle Camonica. Il 23 novembre 2013, in occasione del No Euro Day, la giornata contro l&#8217;euro organizzata dalla Lega Nord, Salvini ha ospitato un convegno all&#8217;Hotel dei Cavalieri di Milano per discutere sull&#8217;uscita dell&#8217;Italia dall&#8217;euro con gli economisti Claudio Borghi Aquilini, Antonio Maria Rinaldi e Alberto Bagnai.</p>
<p>Nell&#8217;aprile 2014 è candidato alle elezioni europee del 2014 come capolista della Lega Nord in tutte le cinque circoscrizioni elettorali e ottiene un totale di 387 361 preferenze.</p>
<p>Il 18 ottobre 2014 a Milano viene organizzata dalla Lega Nord una manifestazione contro l&#8217;immigrazione clandestina. Secondo il partito, al corteo, partito dai Bastioni di Porta Venezia per poi arrivare in piazza Duomo dove si è tenuto il comizio degli esponenti, avrebbero partecipato 100 000 persone, tra cui anche un migliaio di militanti di CasaPound. Secondo fonti della Polizia, invece erano presenti alla manifestazione quarantamila persone. Il 19 dicembre 2014 Salvini fonda &#8220;Noi con Salvini&#8221; lista leghista nel Centro e Sud Italia. Il 28 febbraio 2015 Salvini organizza una manifestazione a Roma contro il premier Matteo Renzi cui oltre alla Lega prendono parte Fratelli d&#8217;Italia e CasaPound. Nel febbraio 2015 Flavio Tosi ha avanzato la possibilità di candidarsi alla presidenza della regione Veneto. Ciò ha portato a forti contrasti di Tosi con Salvini. Quest&#8217;ultimo ha ventilato la possibilità di espulsione di Tosi dalla Lega;[63] che è avvenuta il successivo 10 marzo.</p>
<p>Nelle elezioni regionali del 2015 il suo partito conferma, con Luca Zaia, la guida della Regione Veneto e conquista, in coalizione con Forza Italia e Fratelli d&#8217;Italia, la presidenza della Regione Liguria. In Toscana, Umbria e Marche, invece, la Lega è secondo e terzo partito, raddoppiando i consensi rispetto alle precedenti consultazioni.</p>
<p>Il 20 giugno 2016 viene confermato per il tredicesimo anno di fila consigliere comunale a Milano nell&#8217;opposizione guidata dall&#8217;ex candidato sindaco alle elezioni comunali Stefano Parisi.</p>
<p>Con le primarie degli iscritti del maggio 2017 si riconferma segretario del partito con 6.636 voti contro il suo unico avversario, Gianni Fava, che ne ottiene 1 388.</p>
<p><strong>Politiche 2018 ed elezione a senatore</strong></p>
<p>Il suo partito prende parte alle elezioni politiche del 2018, coalizzandosi con Forza Italia, Fratelli d&#8217;Italia e Noi con l&#8217;Italia &#8211; UDC, diventando il primo partito all’interno della coalizione di centro-destra. Eletto senatore con il proporzionale in Calabria, ha rassegnato contemporaneamente le dimissioni da europarlamentare.</p>
<p><strong>Ministro dell&#8217;Interno e Vicepresidente del Consiglio</strong></p>
<p>Il 1º giugno 2018 viene ufficialmente nominato Ministro dell&#8217;interno e Vicepresidente del Consiglio dei ministri del Governo Conte, un esecutivo nato con l&#8217;appoggio della Lega e del Movimento 5 Stelle. Il 7 giugno 2018, data l&#8217;assenza del premier Giuseppe Conte in partenza per il G7 del Canada, ha presieduto il primo consiglio dei ministri del Governo Conte in qualità di Vicepresidente del Consiglio più anziano.</p>
<p>Il 9 giugno 2018 rifiuta lo sbarco sulle coste italiane della nave da soccorso Aquarius, la quale trasportava 632 migranti salvati in mare, scatenando reazioni contrastanti provenienti da tutta Europa, in tal senso il presidente francese Emmanuel Macron definirà Salvini un &#8220;irresponsabile&#8221;. Il giorno seguente il premier spagnolo Pedro Sánchez si offre di accogliere in Spagna la nave, la quale sbarcherà nel porto di Valencia otto giorni più tardi. In seguito Salvini dichiarerà che dall&#8217;episodio dell&#8217;Aquarius in futuro lo sbarco nei porti italiani di imbarcazioni trasportanti migranti sarà permesso soltanto alle navi della Marina Militare italiana.</p>
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		<title>Giuseppe Conte &#8211; Presidente del Consiglio dei Ministri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Aug 2018 17:38:19 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Volti della Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[Giuseppe Conte (Volturara Appula, 8 agosto 1964) è un politico, giurista e accademico italiano, Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana dal 1º giugno 2018. Politicamente vicino al Movimento 5 Stelle, il 31 maggio 2018 è stato incaricato presidente del Consiglio, sostenuto da un accordo di governo tra M5S e Lega. Biografia Nasce a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_13592" aria-describedby="caption-attachment-13592" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giuseppeconte.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-13592" alt="Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giuseppeconte.jpg" width="800" height="499" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giuseppeconte.jpg 800w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giuseppeconte-300x187.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giuseppeconte-432x270.jpg 432w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><figcaption id="caption-attachment-13592" class="wp-caption-text">Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte</figcaption></figure>
<p><strong>Giuseppe Conte</strong> (Volturara Appula, 8 agosto 1964) è un politico, giurista e accademico italiano, Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana dal 1º giugno 2018.</p>
<p>Politicamente vicino al Movimento 5 Stelle, il 31 maggio 2018 è stato incaricato presidente del Consiglio, sostenuto da un accordo di governo tra M5S e Lega.</p>
<p><strong>Biografia</strong></p>
<p>Nasce a Volturara Appula nel 1964, figlio del segretario comunale Nicola Conte e di Lillina Roberti, maestra elementare. Ancora piccolo, si trasferisce con la famiglia a Candela e quindi a San Giovanni Rotondo a seguito dei cambi di sede lavorativa del padre. Si diploma al Liceo Classico &#8220;Pietro Giannone&#8221; di San Marco in Lamis.</p>
<p>Si laurea con lode nel 1988 in Giurisprudenza presso l&#8217;Università La Sapienza di Roma, per intraprendere quindi la carriera di avvocato civilista. Da studente universitario, Giuseppe Conte ha frequentato il collegio universitario di merito di Villa Nazareth. Nel 1992 è stato visiting scholar per 3 mesi presso l&#8217;Università Yale.[12] Dal 1992 al 1993 è borsista presso il CNR. Non risultano invece altre attività accademiche (tra cui Cambridge, Sorbona, Malta), vantate da Conte nel 2018 nel suo CV, secondo controlli effettuati da parte della stampa internazionale.</p>
<p><strong>Vita privata</strong></p>
<p>È cattolico e devoto a San Pio da Pietrelcina. Separato dalla moglie Valentina Fico, è padre di Niccolò, nato nel 2008. La sua compagna è Olivia Paladino.</p>
<p><strong>Attività professionale</strong></p>
<p>Conseguita nel 2000 l&#8217;idoneità a professore associato di diritto privato e nel 2002 a professore ordinario, ha insegnato presso la Libera Università Maria Santissima Assunta, l&#8217;Università Roma Tre e l&#8217;Università di Sassari. È professore ordinario di diritto privato presso l&#8217;Università di Firenze e presso l&#8217;Università Luiss.</p>
<p>Il 18 settembre 2013 viene eletto dalla Camera dei deputati componente laico del Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa, l&#8217;organo di autogoverno dei magistrati amministrativi e successivamente ne diventa vicepresidente.</p>
<p><strong>Carriera politica</strong></p>
<p>Il 27 febbraio 2018 è presentato da Luigi Di Maio come candidato alla posizione di ministro della pubblica amministrazione in caso di vittoria del Movimento 5 Stellealle elezioni politiche. Lo stesso giorno dà le dimissioni dal Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa.</p>
<p>Ha dichiarato di essere stato elettore della sinistra, prima di avvicinarsi al Movimento 5 Stelle. Ha anche affermato che «gli schemi ideologici del Novecento non sono più adeguati» mentre giudica «più importante valutare l&#8217;operato di una forza politica in base a come si posiziona sul rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali».</p>
<p><strong>Presidente del Consiglio dei ministri</strong></p>
<p>Il 21 maggio 2018 viene proposto come presidente del Consiglio dei ministri dai leader della coalizione M5S-Lega al presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella, il quale due giorni dopo gli conferisce l&#8217;incarico di formare il nuovo governo, che il giurista accetta con riserva. Il 27 maggio rimette l&#8217;incarico, rinunciando quindi alla formazione di un suo esecutivo, a causa di contrasti sulla nomina di Paolo Savona quale ministro dell&#8217;economia.</p>
<p>Il 31 maggio riceve una seconda volta da Mattarella l&#8217;incarico di presidente del Consiglio, in seguito alla decisione di Carlo Cottarelli (che era stato incaricato di formare un governo provvisorio dopo la rinuncia di Conte) di rinunciare &#8220;essendosi create nuove condizioni per la formazione di un governo politico&#8221;. Contestualmente, Conte presenta la lista dei ministri, accettando, questa volta, senza riserva (terzo a farlo nella storia della Repubblica, dopo Giuseppe Pella nel 1953 e Silvio Berlusconi nel 2008).[3] All&#8217;interno della squadra di governo nomina come vicepresidenti Luigi Di Maio e Matteo Salvini, il primo anche ministro del lavoro e ministro dello sviluppo economico e il secondo ministro dell&#8217;interno.</p>
<p>Dopo aver giurato al Quirinale, il 5 giugno tiene il suo discorso d&#8217;insediamento al Senato,[31] ottenendo la fiducia con 171 voti favorevoli, 117 contrari e 25 astenuti. Il giorno successivo ottiene la fiducia anche alla Camera dei deputati con 350 voti favorevoli, 236 contrari e 35 astenuti.</p>
<p>L&#8217;8 e il 9 giugno prende parte al G7 guidato dal primo ministro canadese Justin Trudeau. Il 28 e il 29 giugno partecipa al Consiglio europeo per discutere di politiche migratorie, sicurezza e finanza.</p>
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		<title>Sergio Mattarella &#8211; Presidente della Repubblica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Aug 2018 16:53:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sergio Mattarella (Palermo, 23 luglio 1941) è un politico, giurista e accademico italiano, 12º presidente della Repubblica Italiana dal 3 febbraio 2015. Dal 1983 al 2008 è stato deputato, prima per la Democrazia Cristiana (di cui fu vicesegretario) e poi per il Partito Popolare Italiano, La Margherita ed il Partito Democratico. Ha ricoperto la carica [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_13594" aria-describedby="caption-attachment-13594" style="width: 796px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Presidente_Sergio_Mattarella.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-13594" alt="Sergio Mattarella, Presidente della Repubblica Italiana" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Presidente_Sergio_Mattarella.jpg" width="796" height="595" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Presidente_Sergio_Mattarella.jpg 796w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Presidente_Sergio_Mattarella-300x224.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Presidente_Sergio_Mattarella-361x270.jpg 361w" sizes="auto, (max-width: 796px) 100vw, 796px" /></a><figcaption id="caption-attachment-13594" class="wp-caption-text">Sergio Mattarella, Presidente della Repubblica Italiana (Foto tratta da quirinale.it)</figcaption></figure>
<p><strong>Sergio Mattarella</strong> (Palermo, 23 luglio 1941) è un politico, giurista e accademico italiano, 12º presidente della Repubblica Italiana dal 3 febbraio 2015.</p>
<p>Dal 1983 al 2008 è stato deputato, prima per la Democrazia Cristiana (di cui fu vicesegretario) e poi per il Partito Popolare Italiano, La Margherita ed il Partito Democratico. Ha ricoperto la carica di ministro per i rapporti con il Parlamento (1987-1989), di ministro della pubblica istruzione (1989-1990), di vicepresidente del Consiglio (1998-1999), di ministro della difesa (1999-2001) e infine di giudice costituzionale (2011-2015).</p>
<p>Il 31 gennaio 2015 è stato eletto al quarto scrutinio presidente della Repubblica con 665 voti, poco meno dei due terzi dell&#8217;assemblea elettiva. Ha giurato il successivo 3 febbraio.</p>
<p>Come Capo dello Stato ha finora conferito l&#8217;incarico a due presidenti del Consiglio dei ministri: Paolo Gentiloni (2016-2018) e Giuseppe Conte (dal 2018).</p>
<p>Ha inoltre nominato una senatrice a vita, Liliana Segre, il 19 gennaio 2018, e un giudice della Corte costituzionale, Francesco Viganò, il 24 febbraio successivo.</p>
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		<title>Paolo Gentiloni &#8211; Presidente del Consiglio dei Ministri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Dec 2016 17:38:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Paolo Gentiloni Silveri (Roma, 22 novembre 1954) è un politico italiano, Presidente del Consiglio dei Ministri incaricato, già ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale nel Governo Renzi dal 31 ottobre 2014. Deputato dal 2001, dal 17 maggio 2006 all&#8217;8 maggio 2008 Gentiloni è stato anche ministro delle comunicazioni nel Governo Prodi II. Famiglia, studi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_11493" aria-describedby="caption-attachment-11493" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/paolo-gentiloni.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-11493" alt="Paolo Gentiloni - Presidente del Consiglio dei Ministri" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/paolo-gentiloni.jpg" width="800" height="513" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/paolo-gentiloni.jpg 800w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/paolo-gentiloni-300x192.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/paolo-gentiloni-421x270.jpg 421w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><figcaption id="caption-attachment-11493" class="wp-caption-text">Paolo Gentiloni &#8211; Presidente del Consiglio dei Ministri</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Paolo Gentiloni Silveri (Roma, 22 novembre 1954) è un politico italiano, Presidente del Consiglio dei Ministri incaricato, già ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale nel Governo Renzi dal 31 ottobre 2014. Deputato dal 2001, dal 17 maggio 2006 all&#8217;8 maggio 2008 Gentiloni è stato anche ministro delle comunicazioni nel Governo Prodi II.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Famiglia, studi e formazione politica nella sinistra extraparlamentare.</strong><br />
Paolo Gentiloni è discendente della famiglia dei conti Gentiloni Silveri, Nobili di Filottrano, di Cingoli e di Macerata[1], imparentati con Vincenzo Ottorino Gentiloni, noto per l&#8217;omonimo Patto che a inizio &#8216;900 segnò l&#8217;ingresso dei cattolici nella vita politica italiana. È sposato con l&#8217;architetto Emanuela Mauro e non ha figli.</p>
<p style="text-align: justify;">Gentiloni frequenta un istituto montessoriano e riceve un&#8217;educazione cattolica (fa anche da catechista assieme ad Agnese Moro, figlia di Aldo). Passato al liceo Tasso a Roma, partecipa ad una occupazione nel novembre 1970. A dicembre fugge di casa per partecipare ad una manifestazione a Milano. Gentiloni entra quindi in contatto con il Movimento Studentesco di Mario Capanna, e dopo la confluenza di questo in Democrazia Proletaria Gentiloni rimane nel Movimento Lavoratori per il Socialismo (MLS) sino alla sua unificazione con il Partito di Unità Proletaria per il Comunismo. Nella sinistra extraparlamentare incontra i suoi amici Ermete Realacci e Chicco Testa. Grazie a Chicco Testa, Gentiloni ottiene nel 1984 la direzione de La Nuova Ecologia, mensile di Legambiente , che mantiene fino al 1993. Dal 1990 è giornalista professionista.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Carriera politica<br />
</strong>Portavoce e membro della giunta Rutelli a Roma &#8211; Durante gli otto anni di direzione de La Nuova Ecologia Gentiloni si lega a Francesco Rutelli, di cui nel 1993, all&#8217;elezione a sindaco di Roma, diventa portavoce. In seguito ha ricoperto anche l&#8217;incarico di assessore al Giubileo e al Turismo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Deputato per La Margherita (2001-2006)<br />
</strong>Candidato alle elezioni politiche del 2001, Gentiloni è stato eletto deputato nelle liste di Democrazia è Libertà &#8211; La Margherita, di cui è stato uno dei fondatori.[10] Nella XIV legislatura è stato membro della IX commissione (trasporti, poste e telecomunicazioni) e della commissione sui servizi radiotelevisivi. Dal 2005 al 2006 ha inoltre presieduto la commissione di vigilanza Rai.[11] Responsabile della comunicazione de La Margherita, ha organizzato e curato campagne elettorali per lo stesso partito.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ministro delle comunicazioni (2006-2008)<br />
</strong>Governo Prodi II. Alle consultazioni politiche del 2006 Gentiloni è nuovamente eletto alla Camera dei deputati, dove ricopre, dal 2006 al 2008, l&#8217;incarico di Ministro delle comunicazioni all&#8217;interno del governo Prodi II. Tra i 45 membri del comitato promotore nazionale del Partito Democratico nel 2007, Gentiloni è stato poi nominato, nel 2009 presidente del forum Ict dello stesso partito dall&#8217;allora segretario Pier Luigi Bersani, in rappresentanza della mozione Franceschini.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tentativo di riforma del sistema televisivo<br />
</strong>In quanto ministro delle comunicazioni Gentiloni aveva fra le sue competenze la riforma del settore televisivo. Tale riforma aveva come scopo, secondo Gentiloni, l&#8217;adeguamento della legge Gasparri alla normativa UE (direttiva &#8220;Televisione senza frontiere&#8221;), soprattutto circa i tetti alla pubblicità.</p>
<p style="text-align: justify;">Il DDL &#8220;riforma Gentiloni&#8221; del 12 ottobre 2006, stabiliva l&#8217;esistenza di una posizione dominante laddove un soggetto superasse il 45% di raccolta pubblicitaria e aboliva il &#8220;sistema integrato di comunicazione&#8221; (SIC) introdotto dalla legge Gasparri. La legge abbassava inoltre la soglia pubblicitaria massima per le TV dal 18% al 16%, per favorire la redistribuzione, e prevedeva il trasferimento sul digitale di una rete ciascuna per RAI e Mediaset entro il 2009, liberando così frequenze e imponendone l&#8217;obbligo di vendita ( Il DDL non venne mai approvato. Il settore sarà poi di nuovo riformato nel successivo governo Berlusconi IV tramite il &#8220;decreto Romani&#8221; &#8211; D.Lgs. 44/2010)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tentativo di riforma della RAI<br />
</strong>A maggio 2007 è stato varato un secondo testo di riforma che riguarda soltanto la RAI (atto Senato 1588/2007).Tra gli aspetti principali, la proprietà dovrebbe passare dal Ministero dell&#8217;Economia a una Fondazione; si avrebbe inoltre una separazione tra tv finanziata dal canone e tv finanziata dalla pubblicità, inoltre sarebbero cambiate le regole di nomina del consiglio di amministrazione. La riforma non entra mai in vigore.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Proposta di registrazione dei siti internet<br />
</strong>Sempre nel 2007 Gentiloni è stato oggetto di critica per una proposta di regolamentazione della comunicazione su internet che nel primo testo avrebbe costretto gran parte dei siti internet a registrazioni e adempimenti amministrativi. Il testo è stato poi considerato un grave errore da parte dello stesso Gentiloni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Deputato PD (dal 2008)<br />
</strong>Ricandidato ed eletto deputato nella XVI legislatura, dal 2008 al 2013 Gentiloni è membro della IX commissione (trasporti, poste e telecomunicazioni) e della commissione sui servizi radiotelevisivi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Gentilone è tra i primi &#8220;big&#8221; del PD a sostenere Matteo Renzi, participando ai convegni della Leopolda.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il 5 dicembre 2012 Gentiloni annuncia via twitter la sua candidatura (sostenuto dai renziani) alle primarie del centrosinistra come sindaco di Roma. Alle votazioni per l&#8217;elezione del candidato sindaco si è poi classificato al terzo posto con una percentuale di consensi intorno al 15%, venendo preceduto da David Sassoli (27%) e da Ignazio Marino (55%). Alle elezioni politiche del 2013 è nuovamente eletto deputato per il PD. Nella XVII legislatura ricopre anche gli incarichi di membro della III commissione (Affari esteri e comunitari), del Comitato permanente Africa e questioni globali e di presidente della sezione Italia-Stati Uniti dell&#8217;unione interparlamentare.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale (2014-2016)<br />
</strong>Il 31 ottobre 2014 Gentiloni è designato come nuovo ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale del governo Renzi, in sostituzione di Federica Mogherini, chiamata ad assumere la carica di Alto rappresentante per la politica estera dell&#8217;Unione europea. Matteo Renzi lo preferisce al viceministro Lapo Pistelli, che di lì a poco lascia la Farnesina e la politica. Gentiloni ha poi giurato nelle mani del capo dello Stato Giorgio Napolitano il pomeriggio del giorno stesso della nomina ed effettuato il passaggio di consegne alla Farnesina il 1º novembre 2014. Da ministro degli esteri Gentiloni ha cercato di tracciare una via intermedia per l&#8217;Italia nello scenario di crisi multiple che la circonda, dalle guerra in Libia e Siria alle tensioni con la Russia. Gentiloni ha stretto una forte vicinanza all&#8217;omologo statunitense John Kerry e mantenuto aperto un canale di dialogo con il russo Sergej Lavrov. In sede europea, l&#8217;Italia di Gentiloni è stata tra gli stati membri più riluttanti alla stipula e ai periodici rinnovi delle sanzioni alla Russia di Putin per l&#8217;occupazione della Crimea e la guerra in Donbass, e ha spesso sottolineato la necessità di solidarietà degli altri stati membri con l&#8217;Italia per la gestione della crisi migratoria &#8211; arrivando a proporre nuovi patti politici come quello europeo con la Turchia di Erdogan con altri paesi della sponda sud mediterranea.</p>
<p style="text-align: justify;">In Libia Gentiloni è stato tra i principali sponsor di Fayez al-Sarraj come premier di conciliazione nazionale, pur con periodiche aperture all&#8217;uomo forte di Bengasi, Khalifa Haftar, sostenuto dall&#8217;Egitto. Il sostegno alla lotta delle forze libiche contro l&#8217;ISIS lo ha fatto definire da questi ultimi come &#8220;ministro dell&#8217;Italia crociata&#8221;. La sua posizione sulla Siria è rimasta più sfumata e in linea con i partner europei.</p>
<p style="text-align: justify;">Gentiloni ha cercato, senza successo, di tenere una linea di fermezza con l&#8217;Egitto in seguito all&#8217;omicidio di Giulio Regeni, crisi diplomatica culminata con il richiamo dell&#8217;ambasciatore italiano a Il Cairo (poi trasferito a Bruxelles). Anche con l&#8217;India la Farnesina di Gentiloni ha cercato di mantenere una linea di fermezza riguardo la vicenda dei marò; il suo primo atto ufficiale è stato quello di contattare i due sottufficiali di marina coinvolti nella crisi diplomatica tra India e Italia, assicurando in seguito al Parlamento una &#8220;rapida soluzione&#8221; della questione. Gentiloni è stato inoltre il primo ministro europeo a recarsi a Cuba dopo l&#8217;accordo con gli Stati Uniti, ed ha visitato l&#8217;Iran poco prima e subito dopo lo storico accordo sul nucleare. Durante il suo mandato da ministro degli esteri sono più che triplicati i valori relativi alle licenze all&#8217;esportazione di armamenti, passando da meno di 2,9 miliardi di euro nel 2014 a oltre 8,2 miliardi di euro nel 2015, una cifra record dal dopoguerra. Tra questi primeggiano i programmi di cooperazione intergovernativa. Nel 2015 il MAECI non ha negato alcuna licenza di esportazione di armamenti. Dal 2014, inoltre, la relazione alle Camere sull&#8217;argomento non menziona i paesi destinatari finali di tali armamenti, rendendone difficile il controllo di legalità. Varie fonti hanno denunciato l&#8217;invio di oltre 5.000 bombe all&#8217;Arabia Saudita, parte belligerante della guerra in Yemen, così come di 3.600 fucili Benelli inviati alle forze militari dell&#8217;Egitto del dittatore al-Sisi. Fonte Rete &#8211; Wikipedia</p>
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		<title>Angelino Alfano. Nuovo Centro Destra</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Apr 2014 16:40:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Volti della Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Angelino Alfano]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[nuovo centro destra]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
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					<description><![CDATA[È nato nel novembre 2013 dagli esponenti del Popolo della Libertà contrari allo scioglimento del partito e alla fondazione della nuova Forza Italia, e favorevoli a mantenere invece il sostegno al Governo Letta. Il 15 novembre 2013 la componente de Il Popolo della Libertà vicina alle posizioni del segretario politico Angelino Alfano, gli altri ministri [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Angelino-Alfano.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" alt="angelino-alfano-nuovo-centro-destra" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Angelino-Alfano.jpg" width="790" height="466" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Angelino Alfano &#8211; Nuovo Centro Destra</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">È nato nel novembre 2013 dagli esponenti del Popolo della Libertà contrari allo scioglimento del partito e alla fondazione della nuova Forza Italia, e favorevoli a mantenere invece il sostegno al Governo Letta.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 15 novembre 2013 la componente de Il Popolo della Libertà vicina alle posizioni del segretario politico Angelino Alfano, gli altri ministri del governo Letta ed altri esponenti di matrice cristiano democratica annunciano la scelta di non partecipare al Consiglio nazionale del partito del giorno successivo, dove sarà sancito lo scioglimento del partito, e nascono di conseguenza gruppi parlamentari autonomi. Essi sono formati da quei 30 senatori e da quei 29 deputati che non hanno seguito Silvio Berlusconi nella rinata Forza Italia, decidendo di continuare a sostenere il governo Letta. Vi aderiscono inoltre sette europarlamentari sui ventiquattro del PdL, che formando un gruppo autonomo all&#8217;interno della delegazione italiana del Gruppo PPE, un presidente di Regione, il calabrese Giuseppe Scopelliti, sedici assessori regionali ed ottantotto consiglieri regionali.</p>
<p style="text-align: justify;">In seguito alla decadenza a Palazzo Madama di Silvio Berlusconi, il suo seggio è andato al primo dei non eletti Ulisse Di Giacomo, che ha aderito a questo gruppo, che si era candidato nel Molise. I primi incontri si sono tenuti il 22 novembre a Catania con il sottosegretario Giuseppe Castiglione e il 24 novembre a Palermo con Renato Schifani.</p>
<p style="text-align: justify;">La dicitura del partito è stata ceduta gratuitamente il 27 novembre 2013 da Italo Bocchino, ex vicepresidente di Futuro e Libertà per l&#8217;Italia che aveva depositato la medesima l&#8217;8 marzo 2011.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 5 dicembre Angelino Alfano ha presentato il simbolo del partito al Tempio di Adriano a Roma e Renato Schifani è stato proclamato presidente del comitato promotore. Il 7 dicembre Angelino Alfano ha presentato ufficialmente il nuovo partito negli ex studios De Paolis nel quartiere romano di Pietralata.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 15 febbraio 2014 si è svolta al Park Hotel Marriot presso la Fiera di Roma la prima riunione degli amministratori locali del Nuovo Centrodestra. Durante la riunione Angelino Alfano ha preso nettamente le distanze da Forza Italia di Silvio Berlusconi.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo il sostegno dato al governo di Enrico Letta, il movimento politico decide di sostenere e partecipare al governo di Matteo Renzi. Ed infatti i tre ministri di Ncd giurano il 22 febbraio 2014 assieme agli altri membri del nuovo esecutivo. Il 26 febbraio viene designato nuovo coordinatore del partito Gaetano Quagliariello.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 2 aprile 2014 il coordinatore pro tempo della Campania del Nuovo Centrodestra Gioacchino Alfano ha affermato che il partito ha superato i 120.000 iscritti; lo stesso giorno l&#8217;ex sindaco di Milano Gabriele Albertini (a suo tempo eletto con Scelta Civica) ufficializza la sua adesione a NCD; sale quindi a 32 il numero di senatori di NCD. Il 5 marzo il deputato Alberto Giorgetti, sottosegretario all&#8217;economia nel Governo Letta, lascia NCD per passare a Forza Italia. Il 13 aprile il senatore Paolo Bonaiuti,portavoce storico di Berlusconi già sottosegretario alla presidenza nei Governi Berlusconi, lascia la rinata Forza Italia per aderire a NCD[28]; il giorno dopo Enrico Letta smentisce la notizia secondo la quale lui starebbe per aderire a NCD lasciando il PD.</p>
<p style="text-align: justify;">Simbolo comune del Nuovo Centrodestra e dell&#8217;Unione di Centro per le Europee del maggio 2014.</p>
<p style="text-align: justify;">In vista delle elezioni europee del 25 maggio 2014, NCD si allea con l&#8217;UDC di Pierferdinando Casini[32] promuovendo una lista comune con un simbolo unico; questa alleanza, secondo i due partiti, fa riferimento al PPE, partito politico europeo di cui faceva parte anche il PDL di Berlusconi, Fini e Alfano alle europee del giugno 2009. Il partito Popolari per l&#8217;Italia guidato da Mario Mauro, inizialmente coinvolto nel progetto di Alfano (in qualità di leader di NCD) e di Lorenzo Cesa (segretario UDC) di &#8220;riunire i moderati&#8221;, il 10 aprile 2014 ha ufficialmente deciso di non prendere parte all&#8217;alleanza perché considerata come una &#8220;mossa da vecchia politica&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 13 aprile 2014 l&#8217;assemblea costituente del partito ha votato lo statuto del partito e ha eletto Angelino Alfano presidente di NCD al posto di Renato Schifani.</p>
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		<title>Magdi Cristiano Allam &#8211; Io Amo l&#8217;Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 May 2013 19:50:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Volti della Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Io Amo l'Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Magdi Cristiano Allam]]></category>
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					<description><![CDATA[Cari amici e care amiche, se guardiamo a ritroso nella nostra storia, scopriamo che è cadenzata da una serie di “casi” che, tuttavia, dal momento che sono proprio questi “casi” a determinare tutto il prosieguo della nostra vita non possiamo non cogliervi dei “segni” che configurano un “disegno”, al punto da assumere la consapevolezza che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;">
<figure id="attachment_5918" aria-describedby="caption-attachment-5918" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="magdi-cristiano-allam" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/magdi-cristiano-allam3.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-5918" title="magdi-cristiano-allam" alt="Magdi Cristiano Allam - Io Amo l'Italia" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/magdi-cristiano-allam3.jpg" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/magdi-cristiano-allam3.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/magdi-cristiano-allam3-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/magdi-cristiano-allam3-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-5918" class="wp-caption-text">Magdi Cristiano Allam &#8211; Io Amo l&#8217;Italia</figcaption></figure>
<p>Cari amici e care amiche,<br />
se guardiamo a ritroso nella nostra storia, scopriamo che è cadenzata da una serie di “casi” che, tuttavia, dal momento che sono proprio questi “casi” a determinare tutto il prosieguo della nostra vita non possiamo non cogliervi dei “segni” che configurano un “disegno”, al punto da assumere la consapevolezza che “il caso” non è affatto fortuito, bensì corrisponde laicamente al nostro “destino” mentre cristianamente cela la mano della Divina Provvidenza che ci illumina della nostra “missione”. Condivido al riguardo l’allegoria con cui il <strong>cardinale Giacomo Biffi</strong>, arcivescovo emerito di Bologna, <strong>nell’omelia pronunciata nel 2008 in occasione dei suoi 80 anni</strong> disse che <strong>“il caso è il travestimento scelto da Dio per passeggiare in mezzo a noi restando in incognito”</strong>.</p>
</div>
<p style="text-align: justify;">Come non cogliere un “segno” nella decisione di mia madre Safeya, lei che da giovane donna egiziana, musulmana praticante, orfana, sfortunata con il proprio matrimonio, povera ma dignitosa, grazie all’aiuto della facoltosa famiglia italiana Caccia, titolari di un’azienda tessile al Cairo, la mia città natale, presso cui lavorava come governante della loro figlioletta Cinzia, scelse nel 1956 quando avevo quattro anni di affidarmi all’educazione e alla cura delle suore comboniane, cattoliche e italiane, nella certezza che i valori che mi avrebbero trasmesso erano da lei condivisi? Fu proprio quella scelta ad avviare un percorso che per 14 anni mi ha portato a studiare e a vivere in collegio prima dalle suore comboniane e, a partire dalla quinta elementare fino alla maturità scientifica, dai sacerdoti salesiani, consentendomi sia di nutrire un sincero amore per l’Italia percepita come la patria della libertà e della civiltà, sia di coltivare un’autentica spiritualità cristiana che mi ha donato una concezione etica dell’esistenza che mette al centro la persona fatta a immagine e somiglianza di Dio da rispettare e valorizzare sempre e comunque in quanto incarna la verità del creato, l’amore che sostanzia la nostra stessa ragion d’essere, la sacralità della vita che è il fondamento della nostra umanità, la dignità della persona che è la base della costruzione sociale, la libertà di scelta che è il fulcro della civiltà umana.</p>
<div style="text-align: justify;">Ciò che ha ispirato il mio percorso spirituale e umano sin da piccolo è il fascino della verità e la passione per la libertà. Il fatto che sia nato musulmano, da genitori musulmani, in un Paese arabo a maggioranza islamica, ma che al tempo stesso ho studiato e vissuto in un microcosmo d’Italia italiano e cattolico, mi ha sollecitato sin da piccolo a ricercare la verità, a pormi la domanda quale delle due religioni, delle due culture e delle due civiltà corrispondesse alla verità. E’ fondamentale sottolineare che la domanda e la risposta sulla verità nascono e poggiano nell’incontro con delle persone speciali, degli autentici testimoni di fede che mi hanno affascinato. Nel caso dell’islam è stata mia madre, una donna straordinaria che scelse di donare tutta se stessa per consentirmi di avere una migliore qualità d’istruzione ed un più elevato tenore di vita, a coltivare in me il fascino dell’islam dal momento che lei s’ispirava a quella religione e in essa trovava il conforto per dare un senso a un’esistenza fatta di sacrifici e talvolta di umiliazioni. Così come furono degli autentici testimoni cristiani, suore comboniane e sacerdoti salesiani, a nutrire in me il fascino di Gesù Cristo nel loro tendere quotidiano a rivivificarlo attraverso la predicazione della sua verità, affermando con l’esempio dei valori non negoziabili, perseguendo tramite le opere buone il traguardo del bene comune.</div>
<p style="text-align: justify;">Ed è nella ricerca della verità che ho scoperto la passione per la libertà. Compresi che per pervenire alla verità dobbiamo essere degli spiriti liberi, capaci di guardare in faccia alla realtà oggettiva senza mistificarla con i filtri ideologici o i pregiudizi. Fino a maturare la consapevolezza che verità e libertà sono due facce della stessa medaglia, nel senso che così come non potremmo cogliere la verità in assenza della libertà, non vi può essere la libertà che non si fondi sulla verità. Un binomio indissolubile che, dopo il mio battesimo, ho ritrovato nel passo tratto dal Vangelo secondo San Giovanni che recita “Conoscerete la verità e la verità vi renderà liberi” (….)</p>
<div style="text-align: justify;">Il binomio indissolubile di verità e libertà ha ispirato il mio lungo percorso giornalistico, protrattosi per circa 35 anni, culminato nella vice-direzione del Corriere della Sera. Per me il giornalismo è stato essenzialmente una voglia immensa dell’incontro autentico e profondo con la persona quale incarnazione della vita e dell’amore, nella ricerca appassionata della verità salvaguardando sempre e comunque la libertà interiore. Ho misurato il mio successo giornalistico nel riuscire, giorno dopo giorno, ad aggiungere persone nuove realmente incontrate e che scelgono di aprirsi con me, finendo per entrare a far parte di una famiglia allargata fatta di fraternità e di solidarietà.</div>
<p style="text-align: justify;">E’ stato soprattutto l’incontro con il pensiero e la persona di Benedetto XVI a farmi scoprire il secondo binomio indissolubile di fede e ragione. Il Santo Padre dimostra la sua unicità quale autentico testimone di fede e ragione nella sua capacità a confermarci, partendo dalla ragione, che i valori non negoziabili sostanziano l’essenza della nostra comune umanità e che al tempo stesso sono parte integrante dell’autentica fede cristiana. La straordinarietà del cristianesimo risiede proprio nel fatto che fede e ragione convivono armoniosamente, riflettendo l’unitarietà e la simbiosi del Dio che sceglie di farsi uomo.</p>
<div style="text-align: justify;">Da quando nell’aprile del 2003 lo Stato italiano decise di affidarmi una scorta gestita dall’Arma dei Carabinieri, notificandomi una condanna a morte decisa dal movimento terrorista islamico Hamas per la mia denuncia pubblica del terrorismo suicida che massacra gli israeliani, sono stato costretto ad approfondire la conoscenza del Corano e di Maometto, dal momento che coloro che condannano a morte invocano i versetti del loro testo sacro ed evocano le gesta del loro profeta. Ho dovuto riconoscere che loro hanno assolutamente ragione perché effettivamente il Corano è pieno di incitamenti all’odio, alla violenza e alla morte nei confronti dei non musulmani, così come effettivamente Maometto si è reso responsabile di crimini contro l’umanità massacrando coloro che non si sottomettevano al suo arbitrio, come quando nel 628 partecipò personalmente allo sgozzamento e alla decapitazione di circa 800 ebrei della tribù dei Banu Quraiza nei pressi di Medina.</div>
<p style="text-align: justify;">Ho pertanto ripudiato pubblicamente l’islam  prendendo atto che è fisiologicamente violento, incompatibile con i diritti fondamentali della persona e i valori non negoziabili, così come è storicamente conflittuale per la determinazione a sottomettere il prossimo costi quel che costi. Tuttavia sono del tutto convinto che dobbiamo distinguere nettamente tra la dimensione della religione e la dimensione delle persone che non sono mai la trasposizione automatica e acritica dei dogmi della fede. Pur nella consapevolezza che non esiste un islam moderato, sono certo che ci sono dei musulmani moderati con cui si può e si deve dialogare e convivere, sulla base della condivisione dei valori non negoziabili, del rispetto di regole che sostanziano diritti e doveri che garantiscono e vincolano tutti indistintamente, del perseguimento del bene comune. Sono pertanto contrario sia al relativismo religioso che ci porta, partendo dall’imperativo dell’amore per il prossimo, a sposare legittimandola la religione del prossimo anche se i suoi contenuti sono incompatibili con i valori non negoziabili, sia alla deriva del razzismo che, partendo dalla condanna della religione del prossimo, sfocia nella condanna dell’universo delle persone che ad essa fanno riferimento come se fossero dei cloni e formassero un blocco monolitico.</p>
<div style="text-align: justify;">Il dono del battesimo e il regalo incommensurabile del riceverlo dalle mani del Papa nella notte della Veglia pasquale il 22 marzo 2009, ha rappresentato lo spartiacque nella mia vita. Da allora tutto è cambiato dentro e fuori di me. Nel mio tendere sempre più alla verità di Cristo, ho maturato il convincimento che fosse arrivato il momento di passare dalla testimonianza della verità nella libertà tramite la scrittura o la parola, alla testimonianza tramite le opere. Ancora una volta non considero un caso che subito dopo il mio battesimo Benedetto XVI per due volte lanciò un appello alla presenza di una nuova generazione di cattolici impegnati nella politica.</div>
<p style="text-align: justify;">Il 30 novembre 2008 all’Hotel Aldero di Fabrica di Roma, in provincia di Viterbo, annunciai la nascita insieme a cinquanta soci fondatori del movimento di testimonianza identitaria e di impegno culturale “Protagonisti Per l’Europa Cristiana”. Il  28 e il 29 novembre 2009 all’Hotel Le Robinie a Solbiate Olona, in provincia di Varese, è stato deciso all’unanimità da parte di circa 250 delegati la confluenza in un nuovo movimento politico, “Io amo l’Italia”, con l’obiettivo di tradurre in fatti la verità che si afferma e i valori in cui si crede. Questa scelta di impegno nella politica si traduce nel convincimento che ciascuno di noi per realizzarsi pienamente deve corrispondere ad una dimensione olistica che coniuga armoniosamente la conoscenza, i valori e le opere.</p>
<div style="text-align: justify;">“Io amo l’Italia” s’impegna ad affermare una concezione etica della cultura politica affinché sia effettivamente servizio alla collettività, a favorire un nuovo modello di sviluppo che si ispiri all’economia sociale di mercato coniugando la libertà d’impresa con il bene comune, a promuovere un nuovo modello sociale che metta al centro la cultura della vita. “Io amo l’Italia” ambisce ad essere il punto di riferimento e di certezza dei valori non negoziabili che sostanziano l’essenza della nostra umanità e delle regole che sono alla base della nostra civiltà. “Io amo l’Italia” è un movimento politico confederale, aperto al concorso di tutte le persone di buona volontà, di tutte le associazioni e dei movimenti che condividono i valori non negoziabili, credono nella certezza delle regole e perseguono il bene comune. “Io amo l’Italia” si presenta come soggetto politico rappresentativo del territorio in cui si radica assumendone la denominazione, ad esempio “Io amo Bologna” o “Io amo la Sicilia”, mantenendo sempre il legame indissolubile con il movimento nazionale il cui nome resta fisso nella parte sottostante il logo che ritrae la bandiera italiana con una grande croce stilizzata gialla, ideato e disegnato da Giorgio Forattini.</div>
<p style="text-align: justify;">Alle elezioni europee del 6 e 7 giugno 2009 sono stato eletto deputato al Parlamento Europeo, dopo essermi candidato da indipendente a capolista della lista dell’Udc nella circoscrizione del Nord-Ovest, aggiudicandomi circa 40 mila voti. Il 28 e il 29 marzo 2010 mi sono candidato alla presidenza della Regione Basilicata conquistando circa il 9 per cento dei consensi pari a circa 30 mila voti.</p>
<div style="text-align: justify;">Il mio impegno, alla guida di “Io amo l’Italia”, è di promuoverlo a soggetto politico nazionale quale punto di certezza sul piano dei valori non negoziabili e della certezza delle regole, capace di attrarre il consenso da parte di tutti coloro che sono nauseati o disillusi dalla politica o che vivono con sofferenza la loro presenza nelle formazioni di destra, di centro e di sinistra che si sono ridotte ad essere consorterie d’affari senza alcuna specificità valoriale e identitaria. Contemporaneamente mi impegnerò per dare un’anima all’Europa, affinché cessi di esistere un semplice colosso di materialità che si vergogna della verità storica delle proprie radici giudaico-cristiane, che svende i propri valori e tradisce la propria identità.</div>
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		<title>Silvio Berlusconi &#8211; Forza Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Feb 2013 15:16:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Forza Italia è un partito politico italiano fondato nel 2013 da Silvio Berlusconi; il partito riprende il nome e il simbolo della vecchia Forza Italia esistita tra il 1994 e il 2009. In Forza Italia è confluita la parte maggioritaria degli esponenti del Popolo della Libertà, esclusa l&#8217;area vicina ad Angelino Alfano, che ha costituito invece [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_5522" aria-describedby="caption-attachment-5522" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="silvio_berlusconi_ilparlamentare.it" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/silvio_berlusconi_ilparlamentare.it_3.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-5522" title="silvio_berlusconi_ilparlamentare.it" alt="Silvio Berlusconi - leader del &quot;Popolo della Libertà&quot;" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/silvio_berlusconi_ilparlamentare.it_3.jpg" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/silvio_berlusconi_ilparlamentare.it_3.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/silvio_berlusconi_ilparlamentare.it_3-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/silvio_berlusconi_ilparlamentare.it_3-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-5522" class="wp-caption-text">Silvio Berlusconi &#8211; leader del &#8220;Popolo della Libertà&#8221;</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Forza Italia è un partito politico italiano fondato nel 2013 da Silvio Berlusconi; il partito riprende il nome e il simbolo della vecchia Forza Italia esistita tra il 1994 e il 2009. In Forza Italia è confluita la parte maggioritaria degli esponenti del Popolo della Libertà, esclusa l&#8217;area vicina ad Angelino Alfano, che ha costituito invece il Nuovo Centrodestra.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal luglio 2012, nel PdL iniziò a essere ventilata l&#8217;ipotesi di un ritorno a Forza Italia. Il Popolo della Libertà nato nel 2008 era infatti una federazione di partiti dell&#8217;area di centrodestra, quali in particolare FI e Alleanza Nazionale, che si proponeva, a seguito del congresso 2009, di trasformare la lista elettorale che ebbe successo alle politiche dell&#8217;anno precedente in un partito dall&#8217;organizzazione capillare sul territorio, con l&#8217;allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e quello della Camera Gianfranco Fini leaders e fondatori. A seguito dello sfaldamento della maggioranza a sostegno del Governo Berlusconi IV, causata dalla scissione con Futuro e Libertà di Fini, Berlusconi decise in un primo momento di operare un restyling del Popolo della Libertà, ma lo congelò fino alla caduta del proprio governo. Dopo la sconfitta alle comunali del 2012 da più parti si richiedeva di rifondare totalmente il partito con voce sempre più grande, anche se Berlusconi smentiva ancora le voci di un possible ritorno a FI. Divenuto «Forza Italia!» solo uno slogan del PdL per le elezioni politiche del 2013, passi concreti verso un ritorno al partito sciolto nel 2009 vengono fatti solo dal giugno 2013 poche settimane dopo la sconfitta alle amministrative (che denunciarono un partito assai poco radicato sul territorio) che sfoceranno nel comunicato approvato il 25 ottobre successivo dall&#8217;Ufficio di Presidenza del PdL che «delibera la sospensione delle attività del Popolo della Libertà, per convergere verso il rilancio di “Forza Italia”» e confermato il 16 novembre dal Consiglio nazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Il passaggio dal PdL a FI, non condiviso da tutto il partito ma ampiamente sostenuto dalla cosiddetta ala &#8220;lealista&#8221; o &#8220;dei falchi&#8221; del PdL che si oppone al governo Letta, viene così messo ai voti al Consiglio Nazionale del PdL del 16 novembre che approva all&#8217;unanimità il ritorno a Forza Italia mentre la cosiddetta ala &#8220;governativa&#8221; o &#8220;delle colombe&#8221;, che contava di circa 130 membri del consiglio sugli 870 totali, non partecipa ai lavori dando così origine a una scissione. I cosiddetti governativi, infatti, non approvavano il punto del documento approvato dalla direzione nazionale che prevedeva un&#8217;uscita dalla maggioranza dell&#8217;esecutivo in caso di voto favorevole degli alleati di governo del Partito Democratico sulla decadenza da senatore di Silvio Berlusconi, anche se per evitare la scissione per settimane si tentò una vana mediazione tra le varie correnti.</p>
<p style="text-align: justify;">Nello stesso giorno Angelino Alfano, durante una conferenza stampa a cui partecipano tutti gli esponenti dell&#8217;ala governativa, annuncia la nascita di una seconda formazione politica dalle ceneri del partito comune, chiamata Nuovo Centrodestra, cui aderiscono un terzo dei parlamentari del PdL. Alfano annuncierà successivamente che non è esclusa, in vista delle sfide elettorali nazionali e locali di base maggioritaria, una possibile alleanza tra i due partiti all&#8217;interno della medesima coalizione.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 20 novembre i gruppi parlamentari del PdL assumono la denominazione Forza Italia &#8211; Il Popolo della Libertà &#8211; Berlusconi presidente alla Camera e Gruppo Forza Italia-Il Popolo della Libertà XVII Legislatura al Senato. Nel novembre aderiscono Clemente Mastella e sua moglie Sandra Lonardo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 26 novembre il Governo, in serata, pone la fiducia sulla legge di stabilità presentando un maxiemendamento che integra le modifiche della commissione bilancio del Senato. Forza Italia, nella conferenza dei capigruppo Paolo Romani e Renato Brunetta, annuncia il no alla finanziaria e l&#8217;uscita dalla maggioranza del Governo Letta.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 2 gennaio 2014 Berlusconi nomina i primi coordinatori regionali e annuncia per il 26 gennaio gli &#8220;stati generali&#8221; del partito.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 18 gennaio 2014, presso la sede del PD, avviene l&#8217;incontro tra Silvio Berlusconi e il neoeletto segretario del Partito Democratico, Matteo Renzi, sul tema della legge elettorale e delle riforme istituzionali.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 24 gennaio 2014 Giovanni Toti viene nominato consigliere politico del partito. Viene inoltre diramata la lista definitiva dell&#8217;organigramma nazionale, che comprenderà 15 persone con precise delegazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Terminate le nomine dei coordinatori regionali, arrivano le prime deleghe ai relativi comitati di presidenza, partendo da Lombardia e Liguria. Il 20 febbraio, intanto, vengono annunciati per luglio i congressi territoriali del partito volti a individuarne gli organi periferici, con il varo della campagna di tesseramento. Poco dopo una delegazione di 200 volontari partirà da Roma per raggiungere i territori poco coperti dalla rete internet e dare vita a una campagna porta a porta volta a far conoscere il nuovo movimento politico e incentivare l&#8217;apertura di nuovi club. Il nome dell&#8217;iniziativa è &#8220;Missione Azzurra&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla fine di febbraio, a seguito della caduta del Governo Letta e dell&#8217;entrata in carica del Governo Renzi, sostenuto dalla stessa maggioranza, Forza Italia decide di rimanere all&#8217;opposizione, salvo valutare di volta in volta i provvedimenti dell&#8217;esecutivo. Viene comunque annunciato che il gruppo voterà assieme al governo relativamente alla nuova legge elettorale e alle riforme istituzionali. Poche settimane dopo verrà diramato definitivamente l&#8217;ufficio di presidenza nazionale del partito.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte Wikipedia</p>
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