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	<title>Life Style &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
	<lastBuildDate>Tue, 02 Aug 2022 21:14:44 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Marilyn Monroe moriva 60 anni fa. Era la diva delle dive</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Aug 2022 21:04:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Life Style]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[diva]]></category>
		<category><![CDATA[hollywood]]></category>
		<category><![CDATA[marilyn monroe]]></category>
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					<description><![CDATA[Evocata da Kim Kardashian, e&#8217; tornata a vivere in maggio al Gala del Met, mentre un ritratto firmato Andy Warhol veniva battuto all&#8217;asta per 195 milioni di dollari: un record. Intanto Venezia prepara il tappeto rosso per &#8220;Blonde&#8221;, la rivisitazione dei suoi drammi interiori in una Hollywood che divora spietata i suoi miti firmata da [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1786" height="1190" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/marilyn-monroe.jpg" alt="" class="wp-image-16323" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/marilyn-monroe.jpg 1786w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/marilyn-monroe-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/marilyn-monroe-405x270.jpg 405w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/marilyn-monroe-768x512.jpg 768w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/marilyn-monroe-1536x1023.jpg 1536w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/marilyn-monroe-696x464.jpg 696w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/marilyn-monroe-1068x712.jpg 1068w" sizes="(max-width: 1786px) 100vw, 1786px" /><figcaption>Marilyn Monroe</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Evocata da Kim Kardashian, e&#8217; tornata a vivere in maggio al Gala del Met, mentre un ritratto firmato Andy Warhol veniva battuto all&#8217;asta per 195 milioni di dollari: un record.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Intanto Venezia prepara il tappeto rosso per &#8220;Blonde&#8221;, la rivisitazione dei suoi drammi interiori in una Hollywood che divora spietata i suoi miti firmata da Andrew Dominik per Netflix con la cubana Ana de Armas protagonista.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>60 anni fa, nella notte tra 4 e 5 agosto, cessava di vivere Marilyn Monroe, la diva delle dive. </strong>Aveva solo 36 anni ed era nel pieno di una carriera inarrestabile, fermata da una overdose di barbiturici, per sempre giovane, per sempre nel pieno della sua bellezza. La versione ufficiale dichiarò il &#8220;probabile suicidio&#8221;, ma tante furono le tesi controverse, tra cui morte per omicidio commissionato da Robert Kennedy e commesso dal Dottor Ralph Greenson &#8211; psichiatra di Marilyn &#8211; con un&#8217;iniezione letale; oppure omicidio perpetrato dalla mafia di Chicago per vendicarsi dei Kennedy che gli avevano fatto la guerra. Quale che fosse stata la causa, Norma Jean Baker, questo era il suo vero nome, lasciò un vuoto incolmabile diventando istantaneamente una leggenda. Il mondo fu sconvolto al punto che una settimana dopo si registrò un&#8217;impennata di suicidi. Dieci anni dopo, Elton John dedicò alla sua scomparsa la famosa canzone &#8220;Candle in the Wind&#8221; per celebrare un&#8217;esistenza fragile come una fiammella sbattuta dal vento: un brano poi adattato per ricordare al suo funerale la principessa Diana. Faceva jogging, leggeva Dostoevskij.<br>    Per molti soltanto un simbolo, anzi &#8220;il&#8221; simbolo, del sesso in un&#8217;America ancora lontana dalla rivoluzione sessuale, Marilyn non era soltanto questo, come racconta il libro di Joyce Carol Oates (in Italia pubblicato da La Nave di Teseo) che ha ispirato il film di Dominik con Ana de Armas di cui Netflix ha appena diffuso il secondo trailer in vista del debutto globale in streaming il 28 settembre (la diva del cinema senza sala cinematografica, i tempi cambiano). &#8220;Ho interpretato Marilyn Monroe, Marilyn Monroe, Marilyn Monroe&#8221;, dice la ex Bond Girl: &#8220;Non ce la faccio a fare un&#8217;altra scena da Marilyn Monroe.<br>    Esiste solo sullo schermo, fuori sono Norma Jean&#8221;. A meta&#8217; tra realta&#8217; e fiction, il film esplora la vita della diva dall&#8217;infanzia &#8211; figlia traumatizzata di madre single &#8211; alla fama e agli amori spesso infelici: Bobby Cannavale e&#8217; &#8216;L&#8217;ex atleta&#8217; Joe di Maggio e Adrien Brody &#8216;Il commediografo&#8217; Arthur Miller da cui Marilyn divorzio&#8217; l&#8217;anno prima del suicidio. Intanto fanno furore i cimeli: <strong>&#8220;A 60 anni dalla morte e lei continua ad essere una celebrità di serie A per collezionisti, fan e musei di tutto il mondo&#8221;,</strong> ha detto Martin Nolan, il direttore della casa d&#8217;asta Julien&#8217;s di Los Angeles che la scorsa settimana ha venduto un abito di William Travilla, che aveva disegnato i costumi di scena per sei film della Monroe, per 218,750 oltre il doppio della stima di partenza: era stato indossato nel classico del 1954 &#8220;Follie dell&#8217;Anno&#8221;. L&#8217;abito piu&#8217; famoso, ovviamente, e&#8217; il &#8220;naked dress&#8221;, indossato per tre o quattro minuti &#8211; e forse danneggiato &#8211; sul red carpet del Met dalla Kardashian: cosi&#8217; attillato che fu cucito addosso a Marilyn in un camerino del Madison Square Garden per cantare &#8220;Happy Birthday Mr. President&#8221; a J.F. Kennedy con cui, si mormorava allora, aveva avuto una storia due mesi prima, a casa di Bing Crosby. (ANSA).</p>
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		<title>Steve Lazarides, il fotografo di Banksy, ha aperto un emporio a Londra</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Oct 2021 17:22:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Life Style]]></category>
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					<description><![CDATA[Steve Lazarides, la persona che ha fatto conoscere al mondo la street art, ex agente e fotografo di Banksy, ha appena aperto un «emporio» che è uno dei primi posti da vedere a Londra appena potremo tornarci. Lexington Street, cuore di Soho, il Laz Emporium è contemporaneamente un concept store, una galleria, uno spazio dove comprare o anche solo lasciarsi ispirare, immaginando fuori da [&#8230;]]]></description>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" width="1641" height="877" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Lampiao-Print-by-Jamie-Hewlett-available-from-Laz-Emporium.jpg" alt="" class="wp-image-15906" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Lampiao-Print-by-Jamie-Hewlett-available-from-Laz-Emporium.jpg 1641w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Lampiao-Print-by-Jamie-Hewlett-available-from-Laz-Emporium-300x160.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Lampiao-Print-by-Jamie-Hewlett-available-from-Laz-Emporium-480x257.jpg 480w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Lampiao-Print-by-Jamie-Hewlett-available-from-Laz-Emporium-768x410.jpg 768w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Lampiao-Print-by-Jamie-Hewlett-available-from-Laz-Emporium-1536x821.jpg 1536w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Lampiao-Print-by-Jamie-Hewlett-available-from-Laz-Emporium-696x372.jpg 696w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Lampiao-Print-by-Jamie-Hewlett-available-from-Laz-Emporium-1068x571.jpg 1068w" sizes="(max-width: 1641px) 100vw, 1641px" /><figcaption>Lampiao Print by Jamie Hewlett available from Laz Emporium</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Steve Lazarides</strong>, la persona che ha fatto conoscere al mondo la <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.gqitalia.it/lifestyle/article/street-artist-piu-instagrammati-mondo" target="_blank">street art,</a> ex agente e fotografo di <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.gqitalia.it/lifestyle/article/banksy-asta-opera-game-changer" target="_blank">Banksy,</a> ha appena aperto <strong>un «emporio»</strong> che è uno dei primi posti da vedere a Londra appena potremo tornarci. Lexington Street, cuore di Soho, il <em><strong>Laz Emporium</strong></em> è contemporaneamente un <strong>concept store, una galleria, uno spazio dove comprare o anche solo lasciarsi ispirare</strong>, immaginando fuori da ogni regola. Ci sarà di tutto: opere originali, libri, e poi oggetti da collezione, mobili, oggetti per la casa a prezzi, tutto sommato, popolari: <strong>dalle 25 alle 20 mila sterline.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Laz Emporium di Soho è l&#8217;estensione fisica dello shop on line che <strong>Steve Lazarides</strong> ha creato nel 2020 (<a rel="noreferrer noopener" href="https://lazemporium.com/" target="_blank">lazemporium.com</a>), in occasione del lancio di <em><strong>Banksy Captured</strong></em><strong>,</strong> i due volumi che raccolgono le uniche foto (a volto coperto) che ritraggono lo street artist più famoso del mondo, che Steve Lazarides ha realizzato seguendolo durante la realizzazione di alcune delle sue opere più iconiche. «Se c&#8217;è una persona responsabile di aver acceso la febbre intorno all&#8217;arte urbana, quello è Steve Lazarides», ha scritto di lui una volta il <em>Financial Times</em>. Perché lui, oltre che ex agente artistico e fotografo ufficiale di Banksy, è stato ed è un grande protagonista dell&#8217;arte urbana: tra i volti di <em><strong>Exit Through the Gift Shop</strong></em> (<em>storico</em> documentario sulla street art in cui compaiono giganti come Sheppard filmati da <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.gqitalia.it/lifestyle/article/mr-brainwash-street-artist-intervista" target="_blank">Mr Brainwash</a>), è stato tra i primi ad aprire gallerie dedicate, e a promuovere alcuni tra i più importanti eventi di arte di strada nel Regno Unito. Un esempio? <em>The Old Vic Tunnels:</em> spazio espositivo di tremila quadri sotto la stazione di London Waterloo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel suo Laz Emporium, Steve Lazarides porta tutto il suo percorso: pezzi di <strong>Jonathan Yeo e Jamie Hewlett</strong> (co-creatore dei Gorillaz) oggetti d&#8217;arte e design creati da molti degli artisti e creatori contemporanei più eclettici della Gran Bretagna, tra cui Jake Chapman, Charming Baker e War Boutique. Tra i graffitari, poi, in emporio ci saranno pezzi di <strong>Stash di New York, Mode 2 di Berlino e Teach di Londra</strong> (che ha anche contribuito al design dello spazio).</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Stiamo creando nuovi pezzi, realizzati da noi stessi nel nuovo <strong>Laz Studio</strong> nelle selvagge campagne dell&#8217;Ovest, che saranno in vendita accanto a Objects d&#8217;anarchy del mio archivio», ha detto Steve Lazarides durante l&#8217;inaugurazione. «<strong>Laz Emporium è la manifestazione fisica della mia aspirazione a essere come Lovejoy</strong>, il furbo commerciante di antiquariato televisivo degli anni ‘80 interpretato (in una serie della BBC, ndr) da Ian McShane. La mia collezione è il prodotto della mia mente bipolare, che salta sempre da un posto affascinante all’altro».</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;emporio sarà anche uno spazio espositivo che ospiterà una serie di mostre curate da Lazarides, e la prima è dello studio di design e arte scozzese <strong>War Boutique</strong>, nato nel 2003 come risposta alla guerra in Iraq. Ci saranno anche spettacoli. Per restare aggiornati sugli eventi seguite la pagina <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.facebook.com/lazemporium/about/?ref=page_internal" target="_blank">www.facebook.com/lazemporium</a></p>



<p class="wp-block-paragraph">Fonte gqitalia.it Di <a href="https://www.gqitalia.it/author/fabiana-salsi">Fabiana Salsi</a></p>
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		<title>Addio a Peter Lindbergh: il fotografo geniale delle Top Model Bianco e Nero</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Sep 2019 11:21:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Life Style]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
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		<category><![CDATA[cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[Il fotografo delle future top-model senza trucco, il re dei calendari Pirelli, una leggenda della fotografia, è morto. A 74 anni si è spento in Francia il tedesco Peter Lindbergh. Era celebre per aver immortalato, spesso in ritratti in bianco e nero, le più celebri top model per le cover di riviste patinate come Vogue, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_14368" aria-describedby="caption-attachment-14368" style="width: 1280px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/peter-lindbergh-1.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-14368" alt="Peter Lindbergh, fotografia top model" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/peter-lindbergh-1.jpg" width="1280" height="854" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/peter-lindbergh-1.jpg 1280w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/peter-lindbergh-1-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/peter-lindbergh-1-404x270.jpg 404w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/peter-lindbergh-1-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a><figcaption id="caption-attachment-14368" class="wp-caption-text">Peter Lindbergh</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Il fotografo delle future top-model senza trucco,<strong> il re dei calendari Pirelli</strong>, una leggenda della fotografia, è morto. A 74 anni si è spento in Francia il tedesco <strong>Peter Lindbergh</strong>. Era celebre per aver immortalato, spesso in ritratti in bianco e nero, le più celebri top model per le cover di riviste patinate come <strong>Vogue, Vanity Fair e Harper&#8217;s Bazaar</strong> e la sua caratteristica era quella di cogliere sempre le star in pose molto naturali e quasi senza maquillage. Lindbergh è stato l&#8217;unico fotografo a firmare tre edizioni del Calendario Pirelli (1996, 2002 e 2017 anche senza contare la co-firma di quello 2014, celebrativo del Cinquantenario, con Patrick Demarchelier).</p>
<p style="text-align: justify;">MARCO TRONCHETTI PROVERA: SE NE VA UN AMICO, UN GRANDE ARTISTA<br />
&#8220;Se ne va un amico e un grande artista. Un maestro protagonista della storia della fotografia&#8221;, lo ricorda <strong>Marco Tronchetti Provera</strong>, ceo di Pirelli. &#8220;Abbiamo perso una leggenda&#8221;, titola il sito del quotidiano tedesco Bild, mentre quello del settimanale Spiegel definisce Lindbergh <strong>&#8220;uno dei più influenti fotografi di moda degli ultimi 40 anni&#8221;</strong> e ricorda che ha lavorato per noti stilisti come <strong>Jean-Paul Gaultier e Giorgio Armani.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">FABIO GALLO: LA FOTOGRAFIA DI PETER LINDBERGH E&#8217; ARTE E DIDATTICA PER TUTTI<br />
commentare la scompara del celebre Fotografo è il fondatore del DIGITAL CULTURAL HERITAGE MUSEUM Fabio Gallo, tra i più quotati fotografi italiani di Beni Culturali. &#8220;Ogni epoca è racchiusa in una testimonianza: dalle leggenda, al mito, e da quando l&#8217;uomo ha imparato a scrivere e disegnare, nelle grotte, dei papiri, nel manoscritti. Poi, nella pellicola della macchina fotografica, del Cinema e dell&#8217;etere e digitale della televisione. Un pezzo assai significativo della storia dell&#8217;Alta Moda che è il progresso dell&#8217;industria della bellezza, della moda e del costume, è racchiusa oggi in un pacchetto di fotografie che ritraggono la Donna che più si affaccia alla finestra dell&#8217;ottica fotografica per rappresentare la società a cavallo tra XX e XXI secolo. I suoi lavori sono didattica per tutti&#8221;.</p>
<p><figure id="attachment_14369" aria-describedby="caption-attachment-14369" style="width: 1600px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/peter-lindbergh-DESK.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-14369" alt="Le Top Model in Bianco e Nero di Peter Lindbergh" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/peter-lindbergh-DESK.jpg" width="1600" height="567" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/peter-lindbergh-DESK.jpg 1600w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/peter-lindbergh-DESK-300x106.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/peter-lindbergh-DESK-480x170.jpg 480w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/peter-lindbergh-DESK-1024x362.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></a><figcaption id="caption-attachment-14369" class="wp-caption-text">Le Top Model in Bianco e Nero di Peter Lindbergh</figcaption></figure></p>
<p>I suoi lavori sono stati esposti in numerose mostre, da ultimo nella sua città d&#8217;adozione Parigi ma anche a Monaco di Baviera e a Duesseldorf, nel bacino della Ruhr dove era cresciuto pur essendo nato in Polonia col nome di Peter Brodbeck sul finire (23 novembre 1944) della Guerra. Con la sua foto &#8220;White shirts&#8221; per Vogue del 1988, con sei future top-model tra cui Linda Evangelista vestite solo di bianche camice da uomo su una spiaggia di Malibu, Lindebergh ha scritto &#8220;la storia della fotografia&#8221;, ricorda il settimanale. &#8220;Mi interessano donne che hanno qualcosa da dire ed emanano autodeterminazione&#8221;, ebbe a a dichiarare il fotografo che ha contribuito al fenomeno delle &#8220;Supermodel&#8221; alla Claudia Schiffer degli anni Novanta ma anche immortalato star da forte personalità come Kate Moss e Milla Jovovich. <a href="http://www.ansa.it/canale_lifestyle/notizie/moda/2019/09/04/morto-peter-lindbergh-grande-della-moda_faf7c35d-3530-4950-abbe-6c0660d117c3.html" target="_blank">Approfondisci QUI</a></p>
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		<title>La nuova Felicità? Restare Offline. Cresce il popolo dei tecnofobici e il mercato lo accontenta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jul 2019 21:38:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
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		<category><![CDATA[benessere]]></category>
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					<description><![CDATA[La nuova felicità? Restare offline. Per il bene di tutti. Se non usi lo smartphone al ristorante, ad esempio, il dolce è gratis nelle catene Le Pain Quotidien degli Stati Uniti. In alcuni hotel di lusso, come il Mandarin Oriental di New York, si può richiedere il servizio ‘no wi-fi’ fra le amenities e la ‘digital [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nointernet.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-14255" alt="nointernet" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nointernet.jpeg" width="1100" height="600" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nointernet.jpeg 1100w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nointernet-300x163.jpeg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nointernet-480x261.jpeg 480w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nointernet-1024x558.jpeg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /></a>La nuova felicità? Restare offline. Per il bene di tutti.</strong> Se non usi lo smartphone al ristorante, ad esempio, il dolce è gratis nelle catene Le Pain Quotidien degli Stati Uniti. In alcuni hotel di lusso, come il Mandarin Oriental di New York, si può richiedere il servizio ‘no wi-fi’ fra le amenities e la ‘digital detox’ è nel menù della Spa, dove i telefonini vanno depositati all’ingresso (e all’uscita vengono riconsegnati puliti e lucidati). Chi ama il ‘fai da te’ può invece provare le nuove App per lo smartphone che frenano a monte il flusso di connessioni e il bombardamento social oppure passare al <a href="http://www.ansa.it/canale_lifestyle/notizie/societa_diritti/2019/01/09/dipendenza-da-smartphone-si-cura-con-un-secondo-cellulare.-e-mania-dump-phone_c66dd7da-36fb-497d-9c30-eb197dfcc406.html" target="_blank">dumb-phone</a> (cellulari vecchi stampo, senza connessione internet), come fanno sempre più manager e ricconi londinesi.<br />
Siamo troppo appiccicati al telefonino e dopo l’abbuffata digital seguirà la dieta. Il 2019 è infatti l’anno dell’astinenza digitale e delle vacanze dal telefonino? Niente internet, niente social, niente followers è il nuovo lusso per i sempre più numerosi ‘tecnofobici’ che non vogliono più essere sempre reperibili e vanno alla ricerca di nuovo relax, contemplazione, rapporti con gente in carne ed ossa e natura come fonte di felicità, pace e nuove forze.<br />
Il fenomeno è stato analizzato all’ultimo Global Wellness Summit (GWS) svolto a Cesena. Gli ‘scollegati’ nel 2018 sono scesi al 37%, erano il 50% nel 2017. Il lavoro richiede di essere sempre più reperibili e la fame da rapporti social fa il resto perciò non si riesce più a staccare gli occhi dallo schermo dello smartphone. Cresce così il popolo degli infelici digitali sempre sotto pressione. Ha dichiarato l’economista inglese Thierry Malleret al Summit di Cesena: “Non siamo tutti già tecnofobici ma il 2018 è stato l’anno del battesimo di chi, a forza di essere sempre reperibile o dipendente da internet, si sente male, più infelice e perfino meno produttivo. Il 2019 sarà quindi l’anno del recupero del proprio stato mentale restando ‘unplugged’.<br />
<a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/crop-1.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-14256" alt="crop (1)" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/crop-1.jpeg" width="1100" height="600" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/crop-1.jpeg 1100w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/crop-1-300x163.jpeg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/crop-1-480x261.jpeg 480w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/crop-1-1024x558.jpeg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /></a>Il 59% degli americani si sente troppo distratto a causa del lavoro che lo segue con lo smartphone anche durante le vacanze, attesta una vasta indagine sulle famiglie in viaggio negli States condotta da Alamo Rent a Car. La percentuale media dei ‘sempre connessi’ nel tempo libero è scesa dal 36% al 27% nel 2018. Anche ‘condividere’ le proprie vacanze con i colleghi tramite selfie e fotografie postate sui social è in declino. I millennials sono i più ‘tecnofobici’ e i nati fra il 1980 e il 2000 che non si staccano mai dai social anche durante le ferie sono scesi dal 68% al 38% in un anno.<br />
Spiegano gli analisti del report GWS: “La reazione contro Big-Tech è appena iniziata. Aumentano le ricerche che attestano i disastrosi effetti delle connessioni digital e social costanti sul nostro cervello e sulla felicità. Siamo al punto che la tech-addiction è pari alla dipendenza da fumo di una decina di anni fa’, in cui si assistiva ad una iniziale riluttanza dei cittadini a riconoscerne gli effetti negativi sulla salute ma anche ad una presa di coscienza che è aumentata di anno in anno. Il mondo del wellness di lusso quindi si focalizza sempre di più su questo aspetto e offre soprattutto tempo ‘off’ e cure per digital addicted”.<br />
<a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/crop.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-14257" alt="crop" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/crop.jpeg" width="1100" height="600" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/crop.jpeg 1100w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/crop-300x163.jpeg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/crop-480x261.jpeg 480w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/crop-1024x558.jpeg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /></a>Il business del benessere abbandona la tecnologia e prende una piega perfino monastica in nome del silenzio rigenerante e trattamenti rilassanti a zero innovazione hi-tech, niente wi-fi e niente social. Il report mondiale cita l’Italia come fonte per ritemprarsi dall’overdose di smarpthone: dall’ Eremito di Parrano, monastero ristrutturato vicino ad Orvieto che propone pacchetti silenzio, nessun wi-fi, sale illuminate da candele e ‘ritiri benessere’ di 50 ore, al faro di Capel Rosso, sull’Isola del Giglio, che offre corsi di digital detox immersi nella natura. Aumenta inoltre il numero dei club del fitness, dei centri yoga, tai-chi e di meditazione in cui è caldamente sconsigliato l’uso del cellulare.<br />
Per contenere il generale e crescente malcontento ‘digitale’ è possibile infine modificare le impostazioni del proprio smartphone con applicazioni anti-social.Di successo l’App ‘Off the Grip-digital detox’ che filtra l’uso del cellulare a cena, la notte e blocca il tempo in cui si è online se si supera il limite stabilito. Supera i 100.000 download l’App ‘Stay Focused – App Block’ che aiuta a concentrarsi sul lavoro o durante lo studio bloccano i social a tempo. Il business si fa interessante tanto che anche la rinomata giornalista fondatrice dell’Huffington Post, Arianna Huffington, ha fiutato le nuove dipendenze digitali fondando l’App ‘ThriveAway’ per settare limiti orari ad email, Apps, notifiche e tempo passato avanti allo schermo.</p>
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		<title>Loving Vincent, un film su tela raccontando Van Gogh</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Jul 2017 16:29:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#8217;arte appassiona, educa al bello, traina il turismo, arricchisce le persone, contamina le altre espressioni creative. L&#8217;arte al cinema è ormai un trend affermato, popolare, con ogni anno nuove proposte per un pubblico curioso e devoto. Per la stagione 2017-2018 ecco intanto un&#8217;anticipazione. Il 29 luglio è l’anniversario della morte di Vincent Van Gogh, che si [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_12473" aria-describedby="caption-attachment-12473" style="width: 633px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Loving-Vincent.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-12473" alt="Loving Vincent" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Loving-Vincent.jpg" width="633" height="350" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Loving-Vincent.jpg 633w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Loving-Vincent-300x165.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Loving-Vincent-480x265.jpg 480w" sizes="auto, (max-width: 633px) 100vw, 633px" /></a><figcaption id="caption-attachment-12473" class="wp-caption-text">“Loving Vincent”: lungometraggio interamente dipinto su tela.</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;arte appassiona, educa al bello, traina il turismo, arricchisce le persone, contamina le altre espressioni creative. L&#8217;arte al cinema è ormai un trend affermato, popolare, con ogni anno nuove proposte per un pubblico curioso e devoto. Per la stagione 2017-2018 ecco intanto un&#8217;anticipazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 29 luglio è l’anniversario della morte di <strong>Vincent Van Gogh</strong>, che si spense a Auvers-sur-Oise il 29 luglio 1890. Il mistero della sua fine, a soli 37 anni, così come la vita dell&#8217;artista olandese sono al centro di un film originale, il<strong> primo lungometraggio interamente dipinto su tela</strong>, che arriva nelle sale italiane, per il progetto La Grande Arte al Cinema, il 16, 17, 18 ottobre: “Loving Vincent”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Loving Vincent</strong><br />
Realizzato elaborando le tele dipinte da un team di 125 artisti, il film è composto da <strong>migliaia di immagini, create nello stile di Vincent van Gogh (1853-1890)</strong>, da pittori che hanno lavorato per mesi per arrivare a un risultato originale e di enorme impatto. Opera dello studio Breakthru productions -vincitore dell’Oscar per il cortometraggio animato Pierino e il lupo- il film racconta, attraverso <strong>120 quadri e 800 documenti epistolari,</strong> la vita dell’artista olandese fino alla morte misteriosa, avvenuta a soli 37 anni e archiviata come caso di suicidio. Ma le cose andarono davvero in questo modo? Un team d’eccezione ha dato vita a un lungometraggio<strong> poetico e seducente</strong> che mescola arte, tecnologia e pittura e che sta appassionando tanto da aggiudicarsi anche il <strong>Premio del Pubblico al Festival d’Annecy</strong>.<br />
Loving Vincent, scritto e diretto da Dorota Kobiela &amp; Hugh Welchman, prodotto dalla polacca BreakThru Films e dall’inglese Trademark Films, è distribuito in Italia da Nexo Digital e Adler.<br />
È stato in primo luogo un film recitato da attori, e in seguito <strong>dipinto a mano inquadratura per inquadratura con la pittura a olio</strong>. L’effetto finale è l<strong>’interazione tra la performance degli attori</strong>che assumono il ruolo dei ritratti di Vincent, e la performance degli animatori dei dipinti, che hanno trasformato questi personaggi in pittura. Loving Vincent ha come protagonisti volti famosi abbinati ai noti dipinti che rappresentano:</p>
<p>• Douglas Booth (Jupiter: il destino dell’universo, Noah) nel ruolo di Armand Roulin<br />
• Eleanor Tomlinson (Poldark, Il cacciatore di giganti) nel ruolo di Adeline Ravoux<br />
• Jerome Flynn (Game of Thrones) nel ruolo del Dottor Gachet (il dipinto che ha detenuto il record di quadro col prezzo più alto per quattordici anni, il periodo di tempo più lungo di sempre)<br />
• Saoirse Ronan (nomination Oscar per Brooklyn e Espiazione) nel ruolo di sua figlia Marguerite Gachet<br />
• Chris O&#8217;Dowd (Le amiche della sposa, IT Crowd) è Postman Joseph Roulin<br />
• John Sessions (Filth-Il lercio, Gangs of New York) nel ruolo del fornitore di pittura di Vincent, Pere Tanguy<br />
• Aidan Turner (Poldark, Lo Hobbit) è il Barcaiolo nel dipinto di Vincent, La riva dell’Oise ad Auvers<br />
• Helen McCrory (Harry Potter) nel ruolo di Louise Chevalier, la domestica del Dottor Gachet<br />
• e presenta l’attore di teatro Robert Gulaczyk nel ruolo protagonista del film, Vincent Van Gogh</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>il 29 luglio</strong> sarà l’anniversario della <strong>morte di Van Gogh</strong>, che si spense a Auvers-sur-Oise proprio il 29 luglio 1890.</p>
<p style="text-align: justify;">Parallelamente il <strong>16, 17, 18 ottobre</strong> arriverà al cinema distribuito da Nexo Digital e Adler nell’ambito del progetto de La Grande Arte al Cinema <strong>“Loving Vincent”,</strong> il primo lungometraggio interamente dipinto su</p>
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		<title>Steve Cohen riporta in asta “La Hara” di Basquiat per 28 milioni di dollari.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Apr 2017 17:24:08 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Il Parlamentare]]></category>
		<category><![CDATA[La Hara” di Basquiat]]></category>
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					<description><![CDATA[Associare il nome Steve Cohen a quello di Jean-Michel Basquiat è una operazione di co-branding formidabile. Il prossimo 17 maggio Christie&#8217;s www.christies.com offrirà un importante dipinto di Jean-Michel Basquiat (1960-1988) intitolato “La Hara” con una stima di 22 &#8211; 28 milioni di dollari, proveniente dalla raccolta dell&#8217;hedge fund manager americano, fondatore di Point72 Asset Managenagemet www.point72.com. Steve Cohen è tra i pochi top art [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_12172" aria-describedby="caption-attachment-12172" style="width: 835px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Jean-Michel-Basquiat.-La-Hara.-1981.-Acrylic-and-oil-stick-on-wood-panel._835jpg.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-12172" alt="“La Hara”  - Dipinto di Jean-Michel Basquiat " src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Jean-Michel-Basquiat.-La-Hara.-1981.-Acrylic-and-oil-stick-on-wood-panel._835jpg.jpg" width="835" height="437" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Jean-Michel-Basquiat.-La-Hara.-1981.-Acrylic-and-oil-stick-on-wood-panel._835jpg.jpg 835w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Jean-Michel-Basquiat.-La-Hara.-1981.-Acrylic-and-oil-stick-on-wood-panel._835jpg-300x157.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Jean-Michel-Basquiat.-La-Hara.-1981.-Acrylic-and-oil-stick-on-wood-panel._835jpg-480x251.jpg 480w" sizes="auto, (max-width: 835px) 100vw, 835px" /></a><figcaption id="caption-attachment-12172" class="wp-caption-text">“La Hara” &#8211; Dipinto di Jean-Michel Basquiat (1960-1988) stimato 28 milioni di dollari</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Associare il nome <strong>Steve Cohen</strong> a quello di<strong> Jean-Michel Basquiat</strong> è una operazione di co-branding formidabile. Il prossimo 17 maggio Christie&#8217;s <a href="http://24o.it/links/?uri=http://www.christies.com/&amp;from=Steve+Cohen+riporta+in+asta+%E2%80%9CLa+Hara%E2%80%9D+di+Basquiat+per+28+milioni+di+dollari" target="_blank">www.christies.com</a> offrirà un importante dipinto di Jean-Michel Basquiat (1960-1988) intitolato “<strong>La Hara</strong>” con una stima di 22 &#8211; 28 milioni di dollari, proveniente dalla raccolta dell&#8217;hedge fund manager americano, fondatore di Point72 Asset Managenagemet <a href="http://24o.it/links/?uri=https://www.point72.com/&amp;from=Steve+Cohen+riporta+in+asta+%E2%80%9CLa+Hara%E2%80%9D+di+Basquiat+per+28+milioni+di+dollari" target="_blank">www.point72.com</a>. Steve Cohen è tra i pochi top art collector al mondo capace di generare intorno a sé molti rumors appena viene ipotizzato che dietro una vendita o un acquisto di un&#8217;opera d&#8217;arte si cela il suo nome; nome legato indissolubilmente al mercato dell&#8217;arte a seguito dell&#8217;acquisto dello squalo tigre immerso nella formaldeide di Damien Hirst, (<a href="http://www.ilsole24ore.com/art/arteconomy/2017-04-07/venezia-hirst-mostra-post-verita-dell-arte-125819.shtml?uuid=AENmGP1">www.ilsole24ore.com</a>) “The Physical Impossibility of Death in the Mind of Someone Living”, commissionato all&#8217;artista inglese da Charles Saatchi nel 1991 e venduto nel 2004 all&#8217;art collector per 8 forse 12 milioni di dollari. Lo squalo venne concesso successivamente in prestito per tre anni dal 2007 al 2010 al Metropolitan Museum of Art in New York (<a href="http://24o.it/links/?uri=http://www.metmuseum.org/press/news/2007/damien-hirsts-shark-on-display-at-new-yorks-metropolitan-museum-for-three-years&amp;from=Steve+Cohen+riporta+in+asta+%E2%80%9CLa+Hara%E2%80%9D+di+Basquiat+per+28+milioni+di+dollari" target="_blank">www.metmuseum.org</a>) in modo da consolidarne il valore di acquisto che all&#8217;epoca risultava essere il più alto per un&#8217;opera di un artista vivente.<br />
La collezione personale di Steve Cohen è stata valutata nel 2015 oltre 1 miliardo di dollari ed è conservata nelle varie sedi della società Point72. Dal 2000 Cohen acquista e rivende regolarmente pezzi della sua raccolta, sia privatamente che attraverso le case d&#8217;asta. Nel 2015 ha comprato per 141,3 milioni di dollari una scultura in bronzo patinato in sei esemplari di Alberto Giacometti, Pointing Man(1947), la più costosa opera scultorea mai venduta in asta, dipinta a mano dall&#8217;artista. Sei mesi dopo si è liberato di un ritratto di Mao Zedong (1972) di Andy Warhol, appartenuto in precedenza a François Pinault, per 47,5 milioni da Sotheby&#8217;s <a href="http://24o.it/links/?uri=http://www.sothebys.com/en.html&amp;from=Steve+Cohen+riporta+in+asta+%E2%80%9CLa+Hara%E2%80%9D+di+Basquiat+per+28+milioni+di+dollari" target="_blank">www.sothebys.com</a> (40 volte il prezzo di aggiudicazione registrato 19 anni prima); sempre nello stesso anno ha ceduto in asta un eccezionale «Concetto Spaziale, La Fine di Dio» del 1964 di Lucio Fontana per 29.173.000 dollari, segnando, tra l&#8217;altro, un nuovo record per l&#8217;artista di origine argentina. Nel 2010 acquistò per 110 milioni di dollari da Jean-Christophe Castelli, figlio del leggendario gallerista Leo Castelli, una delle poche Flag (1958) (<a href="http://24o.it/links/?uri=https://www.moma.org/collection/works/78805&amp;from=Steve+Cohen+riporta+in+asta+%E2%80%9CLa+Hara%E2%80%9D+di+Basquiat+per+28+milioni+di+dollari" target="_blank">www.moma.org</a>) in mano privata, dipinte con la tecnica ad encausto da Jasper Johns, opera che per anni era in prestito al <a href="http://24o.it/links/?uri=https://www.sfmoma.org/&amp;from=Steve+Cohen+riporta+in+asta+%E2%80%9CLa+Hara%E2%80%9D+di+Basquiat+per+28+milioni+di+dollari" target="_blank">San Francisco Museum of Modern Art</a>. L&#8217;artista americano oggi ottantaseienne è attualmente celebrato alla Royal Academy di Londra con una retrospettiva dal titolo “Jasper Johns: ‘Something Resembling Truth”. (<a href="http://24o.it/links/?uri=https://www.royalacademy.org.uk/exhibition/jasper-johns&amp;from=Steve+Cohen+riporta+in+asta+%E2%80%9CLa+Hara%E2%80%9D+di+Basquiat+per+28+milioni+di+dollari" target="_blank">www.royalacademy.org.uk</a>).<br />
Il 17 maggio a finire sotto il martello di Christie&#8217;s al Rockefeller Center di New York sarà il raro dipinto di Jean-Michel Basquiat, “La Hara” (1981), realizzato quando l&#8217;artista aveva 21 anni, apparso in asta una sola volta trent&#8217;anni fa, quando, nel 1989 da Sotheby&#8217;s a New York fu aggiudicato per 341mila dollari. Il dipinto ad acrilico su tavola ha cambiato più volte proprietario nel corso del tempo. Venne esposto nel 2013 alla Gagosian Gallery di New York (<a href="http://24o.it/links/?uri=http://www.gagosian.com/&amp;from=Steve+Cohen+riporta+in+asta+%E2%80%9CLa+Hara%E2%80%9D+di+Basquiat+per+28+milioni+di+dollari" target="_blank">www.gagosian.com</a>) in occasione di una importante retrospettiva dedicata all&#8217;artista. Cohen, da quanto è emerso, l&#8217;acquistò privatamente. Dal 20 al 28 aprile l&#8217;opera sarà presentata in anteprima nel nuovo headquarter di Christie&#8217;s (<a href="http://24o.it/links/?uri=http://www.christies.com/&amp;from=Steve+Cohen+riporta+in+asta+%E2%80%9CLa+Hara%E2%80%9D+di+Basquiat+per+28+milioni+di+dollari" target="_blank">www.christies.com</a>) a Beverly Hills (Los Angeles). “Si tratta di uno dei pochi lavori di Basquiat dove compare un uomo bianco” ha dichiarato Alex Rotter, chairman of postwar and contemporary art di Christie&#8217;s. Sulla superficie è riportata più volte la parola “LA HARA” che nello slang portoricano significa “poliziotto” (jara), e mostra una figura scheletrica di un uomo bianco con un berretto a visiera: un police officer poco rassicurante che si staglia da uno sfondo rosso acceso. Un&#8217;opera che ha chiaramente una forte connotazione politica e razziale, che rimanda al mai risolto problema americano delle uccisioni di neri disarmati da parte di poliziotti bianchi.<br />
La casa d&#8217;aste per assicurarsi la vendita di questo pregevole lavoro ha garantito a Cohen un prezzo minimo di riserva a prescindere dal risultato della vendita. Una garanzia concessa senza timori. Esattamente un anno fa, lo scorso maggio, è stato segnato il record di aggiudicazione per un lavoro di Basquiat, la tela «Untitled» del 1982 pagata 57,3 milioni di dollari dal collezionista giapponese Yusaku Maezawa (<a href="http://www.ilsole24ore.com/">www.ilsole24ore.com</a>). Un&#8217;opera che solo 12 anni prima era stata venduta per 4,5 milioni di dollari da Sotheby&#8217;s, registrando una plusvalenza di oltre 50 milioni.</p>
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<p style="text-align: justify;">Fonte Il Sole 24ORE a cura di Gabriele Biglia</p>
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		<title>Milano moda donna: da Armani l’imprevisto del colore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[eleonora]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Feb 2017 20:50:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Titanico nella scelta incrollabile di chiudere la kermesse milanese nonostante le probabili e inspiegabili defezioni della stampa straniera, Giorgio Armani si conferma acuto osservatore del presente, che reinterpreta a proprio modo. Il risultato, a volte, si pone esteticamente al di fuori e al di sopra dei tempi, ma questo è un segno di valore, e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_11918" aria-describedby="caption-attachment-11918" style="width: 834px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giorgio-Armani-Womenswear.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-11918" alt="Giorgio Armani - Foto IlSole24Ore-Web" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giorgio-Armani-Womenswear.jpg" width="834" height="437" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giorgio-Armani-Womenswear.jpg 834w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giorgio-Armani-Womenswear-300x157.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giorgio-Armani-Womenswear-480x251.jpg 480w" sizes="auto, (max-width: 834px) 100vw, 834px" /></a><figcaption id="caption-attachment-11918" class="wp-caption-text">Giorgio Armani &#8211; Foto IlSole24Ore-Web</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Titanico nella scelta incrollabile di chiudere la kermesse milanese nonostante le probabili e inspiegabili defezioni della stampa straniera, <strong>Giorgio Armani</strong> si conferma acuto osservatore del presente, che reinterpreta a proprio modo. Il risultato, a volte, si pone esteticamente al di fuori e al di sopra dei tempi, ma questo è un segno di valore, e di forte autorialità. Sono in ogni caso le intenzioni e le attenzioni che contano: la testardaggine di non chiudersi nella bolla a elucubrare sul nulla; la scelta di mantener vivo lo sguardo anche a ottant’anni suonati e con più di quarant’anni di successi alle spalle.</p>
<p style="text-align: justify;">Così, in una stagione di grande caos e di dilagante confusione &#8211; la compresenza assurda di segni e stili che l’icona dei social media <strong>Anna Dello Russo</strong> ha chiamato “tendenza Arca di Noè” in una delle sue esilaranti Instagram Stories &#8211; anche Armani abbraccia la varietà. Questa stagione non rilascia pubbliche dichiarazioni dopo lo show, ma affida il messaggio alle scarne righe del comunicato stampa. Ed è un messaggio inatteso, ma quanto mai presente: la molteplicità come coerenza contemporanea. Armani, il più convinto e duraturo paladino del rigore morbido, lo stilista delle linee liquide, dell’equilibrio di maschile e femminile, dell’esotismo impalpabile, accetta la moltiplicazione e l’imprevisto. Nessuna paura: non rinuncia alla coerenza. Peró la sfaccetta, la rifrange e la moltiplica &#8211; anche troppo. La collezione che manda in passerella, così, è un vorticare di frammenti, colori, materie e linee che si amalgamano in composizioni pittoriche mantenendo peró i propri caratteri distintivi.</p>
<p style="text-align: justify;">C’è tutto quel che di Armani fa Armani: i blazer, dalle spalle insellate e perfette, rivisto in preziosi jacquard; c’è il dialogo gentile tra maschile e femminile; c’è la sera scintillante e preziosa e il richiamo ad altre culture vestimentarie; c’è il gusto poetico del decoro e il gusto delle linee verticali. È nuovo e sorprendente, invece, il senso del colore. Si tende ad associare Armani, a questo punto erroneamente, ad una palette neutra di grigi, di beige e di greige. A questo giro, invece, è tutto un rifrangersi di nuance opulente da gemme preziose: viola, verde, rosso, arancio, tagliati dal nero che non smette di rassicurare. L’Armani colorista convince: gli accostamenti sono idiosincratici ma controllati, e l’effetto carnevale è prontamente schivato. Certo, tradurre il colore dalla passerella alla vita vera è impresa ardua, ma Armani lo rende facile con il suo gusto per la sottrazione. Un elemento spicca: la profusione di borse, una diversa per stile e misura abbinata a ciascun look. Gli accessori sono certamente una voce importante per il business Armani. Sono anche la testa d’ariete ideale per portare il colore nei sobri guardaroba delle sue clienti.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/moda/2017-02-27/milano-moda-donna-armani-l-imprevisto-colore-183347.shtml?uuid=AE7OMOe" target="_blank">Il Sole 24 ORE</a> &#8211; a cura di Angelo Flaccavento</p>
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		<title>A Cosenza, dal &#8220;Manuale del Leccaculo&#8221; la proposta per l&#8217;istituzione di un Premio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jun 2016 16:11:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dalle Regioni]]></category>
		<category><![CDATA[Life Style]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Gallo]]></category>
		<category><![CDATA[manuale del leccaculo]]></category>
		<category><![CDATA[richard stenger]]></category>
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					<description><![CDATA[A cura di Fabio Gallo/Direttore Editoriale/ Innanzi tutto chiariamo: il Manuale del Leccaculo esiste davvero. E&#8217; stato scritto da Richard Stenger e racconta teoria e storia di un&#8217;arte sottile, appunto, quella di leccare il culo. Ma leccare il culo non è un peccato e secondo l&#8217;autore del testo, addirittura, sarebbe un bene poiché stimola la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_11003" aria-describedby="caption-attachment-11003" style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/manuale-del-leccaculo.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-11003" alt="manuale del leccaculo" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/manuale-del-leccaculo.jpg" width="790" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/manuale-del-leccaculo.jpg 790w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/manuale-del-leccaculo-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/manuale-del-leccaculo-457x270.jpg 457w" sizes="auto, (max-width: 790px) 100vw, 790px" /></a><figcaption id="caption-attachment-11003" class="wp-caption-text">Manuale del Leccaculo di Richard Stengel</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: center;" align="justify">A cura di Fabio Gallo/Direttore Editoriale/</p>
<p align="justify">Innanzi tutto chiariamo: il <strong>Manuale del Leccaculo</strong> esiste davvero. E&#8217; stato scritto da <strong>Richard Stenger</strong> e racconta teoria e storia di un&#8217;arte sottile, appunto, quella di leccare il culo. Ma leccare il culo non è un peccato e secondo l&#8217;autore del testo, addirittura, sarebbe un bene poiché stimola la creatività. Qui il link per una piacevole lettura sotto l&#8217;ombrellone: <a href="http://www.ibs.it/code/9788881128617/stengel-richard/manuale-del-leccaculo.html" target="_blank">http://www.ibs.it/code/9788881128617/stengel-richard/manuale-del-leccaculo.html</a></p>
<p align="justify">Nella bella Cittadina di Cosenza, a parere della Testata Giornalistica &#8220;La Voce Cosentina&#8221; (<a href="http://www.lavocecosentina.it" target="_blank">www.lavocecosentina.it</a>), bisognerebbe istituire un premio da dedicare ai leccaculo. La testata è diretta da <strong>Gianfranco Bonofiglio</strong> da sempre impegnato in politica e ciò lascia intendere che la proposta dell&#8217;istituzione del <strong>&#8220;Premio al miglior leccaculo&#8221;</strong> ha valenza politica ben precisa, nonostante il redazionale della sua Testata non indichi (al momento), possibili candidati al premio dedicato a questa nobilissima Arte. Il redazionale sta suscitando interesse sui social network come Facebook nelle cui pagine si anima la fantasia dei cittadini.</p>
<p align="justify">A parere dello scrivente, oggettivamente divertito dalle considerazioni di Richard Stengel e anche dal fatto che il libro potrebbe addirittura ispirare un Premio, questa forma di Arte crea intorno a coloro i quali ne sono maestri (e ce ne sono..), come un sorta di grande campana di vetro all&#8217;interno del quale si ritorna bambini, si salta alla corda stando attenti che essa non vada sul collo, si consumano merende mattutine e pomeridiane e ci si lecca le dita, si pronunciano frasi spontanee cariche di gioia, speranze e positività e, non ultimo, si sogna di diventare qualcuno da grandi. Insomma, lo dice lo stesso Autore, si crea un ambiente che finisce per essere positivo proprio per la carica di ingegno e creatività che l&#8217;essere leccaculo comporta. E attenzione!!&#8230; <strong>tutti possiamo diventare leccaculo</strong>, e questo è l&#8217;aspetto positivo poiché, vedrete leggendo il libro e riflettendo bene, ciò comporta anche grandissimi vantaggi.</p>
<p align="justify">La tesi del libro &#8211; racconta <strong>Alessandro Bottero</strong> &#8211; è che c’è una differenza tra la manipolazione della verità allo scopo di ottenere vantaggi immeritati , cosa sbagliata e censurabile, e le piccole lodi, e adulazioni che usiamo nel privato per alleviare la “fatica del vivere” di chi ci è vicino. Per <strong>Stengel</strong> queste adulazioni o “lodi immeritate” non fanno male. Sono un’adulazione, ossia non sono sincere, ma fanno male? No. Qui a seguire, per chi non avesse il tempo di leggere il libro, ecco la summa del pensiero di <strong>Stengel</strong>, dopo 300 pagine di fitta analisi:</p>
<p align="justify"><em>“La società non è resa più decente e vivibile dalla trasparenza, né dall’adulazione sfrenata ed ipocrita, ma esiste certamente un giusto mezzo: le omissioni tattiche della vita quotidiana, quelle che rendono possibile la convivenza. In fondo, per compassione o convenienza, non mettiamo in discussione il modo in cui gli altri presentano se stessi. Si tratta di una forma di adulazione? Ritengo di sì. Fa male a qualcuno? Credo di no. Come disse <strong>Lord Chesterfield</strong>, se le donne o gli uomini vogliono credersi un po’ più intelligenti o affascinanti di quanto siano in realtà, cosa c’è di male? I vantaggi superano i costi. Se dire a una persona che è più bella o intelligente di quello che è la fa sentire tale, ciò la renderà probabilmente più bella e intelligente. E più gentile. E’ un miglioramento sociale; significa rendere la vita piacevole.”</em></p>
<p align="justify">Insomma, in una società matura per un reale cambiamento, un bel Premio Internazionale al Miglior Leccaculo&#8221;, alla fin fine, ci potrebbe anche stare, visti i risvolti positivi che Stenger ha abbondantemente dimostrato. Il problema? La Giuria!</p>
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		<title>Guida Blu 2016: il mare più bello e “vivibile”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Jun 2016 21:34:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Life Style]]></category>
		<category><![CDATA[guida blu 2016]]></category>
		<category><![CDATA[istituto di ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[legambiente]]></category>
		<category><![CDATA[life style]]></category>
		<category><![CDATA[mare]]></category>
		<category><![CDATA[sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[touring club italiano]]></category>
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					<description><![CDATA[“Il mare più bello, Guida Blu 2016”, guida edita dal Touring club Italiano, racconta oltre 300 centri costieri, ma non pretende di essere un censimento delle aree balneari italiane, piuttosto ne rappresenta una selezione, in base a criteri principalmente ispirati alla qualità dell’ambiente in generale e alla buona gestione del territorio. La selezione delle località, curata come [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sardegna-mare.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-10939" alt="sardegna-mare" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sardegna-mare.jpg" width="1000" height="664" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sardegna-mare.jpg 1000w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sardegna-mare-300x199.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sardegna-mare-406x270.jpg 406w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a>“Il mare più bello, <strong>Guida Blu 2016</strong>”, guida edita dal <strong>Touring club Italiano</strong>, racconta oltre 300 centri costieri, ma non pretende di essere un censimento delle aree balneari italiane, piuttosto ne rappresenta una selezione, in base a criteri principalmente ispirati alla qualità dell’ambiente in generale e alla buona gestione del territorio.</p>
<p style="text-align: justify;">La selezione delle località, curata come ogni anno dall’Istituto di ricerca Ambiente Italia, contempla le valutazioni espresse sulla base delle analisi delle acque effettuate da Goletta Verde, i dati raccolti dai circoli locali di <a href="http://www.legambiente.it/" target="_blank">Legambiente</a> e quelli elaborati da diverse banche dati sulla gestione dei servizi territoriali e turistici. La guida nel suo complesso punta a valorizzare al meglio zone meno sfruttate e perciò più incontaminate: con i suoi circa 8000 km di coste il nostro Paese riesce ancora a offrire spiagge deserte o poco affollate, paesi e borghi senza ingorghi ferragostani, luoghi e angoli incontaminati, feste e tradizioni ancora vive, cucina e ospitalità genuine e a prezzi accettabili.</p>
<p style="text-align: justify;">I criteri di scelta &#8211; Quello che rende una località meritevole di essere segnalata in questa guida, dicono al Touring club italiano è una somma di molteplici fattori: la pulizia del mare e delle aree balneabili ma anche la qualità ambientale e dei servizi ricettivi, l’adozione di politiche di sostenibilità, l’attenzione al consumo del suolo e l’utilizzo di fonti di energia rinnovabili.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco le località marine &#8211; La guida raccoglie insomma i luoghi che garantiscono una vacanza indimenticabile e che riescono a sopravvivere alla crisi, perché la qualità italiana è un prodotto che non conosce flessioni. Anche per il 2016 il Tirreno si conferma il mare più ricco di vele: nelle sue acque infatti si affaccia la maggior parte delle località marine premiate con le 5 vele. Eccole. Domus de Maria (CA) svetta in cima alla classifica delle località marine, grazie soprattutto all’impegno per la tutela e la valorizzazione del paesaggio naturale e alla cura dedicata all’educazione ambientale e ai beni archeologici; subito dopo troviamo Pollica (SA), la perla del Cilento e capitale mondiale della dieta mediterranea, e Castiglione della Pescaia (GR), che continua a perseguire coerentemente la strada del turismo ambientale e della mobilità sostenibile. La classifica prosegue poi con le località di Posada (NU), Santa Marina Salina (ME), San Vito Lo Capo (TP), Vernazza (SP), Maratea (PZ), Capalbio (GR), Otranto (LE), Polignano a Mare (BA), Bosa (OR), Melendugno (LE), Camerota (SA), Baunei (OG), le new entry della classifica del mare più bello 2016 Castro (LE), Santa Teresa di Gallura (OT) e poi Roccella Jonica (RC).</p>
<p style="text-align: justify;">Le isole e le regioni più virtuose &#8211; In cima alla classifica delle località delle isole minori troviamo invece Santa Marina Salina (ME), la più virtuosa amministrazione della meravigliosa isola delle Eolie, seguita dall’Isola del Giglio(GR) &#8211; tornata in classifica quest’anno dopo aver superato la vicenda del naufragio della Concordia, entrambe premiate con l’assegnazione delle 5 vele. LaSardegna, prima classificata tra le regioni, con ben 5 località, e la Puglia, con 4 località a 5 vele, si confermano quindi le regioni che realizzano le migliori performance in sostenibilità e tutela ambientale.</p>
<p style="text-align: justify;">I sette laghi da record &#8211; Per quanto riguarda i laghi, il Trentino Alto Adige è la regione al top per numero di località prime classificate, con ben tre su sette a 5 vele: Appiano  (BZ) sul lago di Monticolo, Fiè allo Sciliar (BZ) sul lago di Fiè in Alto Adige;  Molveno (TN) sull&#8217;omonimo lago che ha vinto nella classifica dei laghi; premiate con le 5 vele anche Bellagio (CO) sul lago di Como, Massa Marittima (GR) in Toscana sul lago dell&#8217;Accesa, Avigliana (TO) sul lago di Avigliana Grande in Piemonte;  Sospirolo sul lago del Mis in Veneto.</p>
<p style="text-align: justify;">Permaggiori informazioni: <a href="http://www.touringclub.it/" target="_blank">www.touringclub.it</a></p>
<p style="text-align: justify;">Fonte Tgcom</p>
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		<title>Tu Sposa: l&#8217;evento del Mezzogiorno che fa sognare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Jan 2016 00:18:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Life Style]]></category>
		<category><![CDATA[life style]]></category>
		<category><![CDATA[tu sposa]]></category>
		<category><![CDATA[wedding]]></category>
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					<description><![CDATA[E&#8217; prevista per giorno 14 gennaio l&#8217;inaugurazione della fiera del wedding. Centinaia gli espositori presenti, provenienti dalla Calabria, dalla Puglia, dalla Sicilia e dalla Campania, per una quattro giorni che si candida a essere attrazione centrale per tutta la provincia di Cosenza. Evento da non perdere! È tutto pronto per la terza edizione di &#8220;Tu sposa&#8221;, la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_8309" aria-describedby="caption-attachment-8309" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.comunicareitalia.it/wp-content/uploads/tusposa-rende.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-8309" alt="tu sposa, rende, antonella campanella" src="http://www.comunicareitalia.it/wp-content/uploads/tusposa-rende.jpg" width="1000" height="600" /></a><figcaption id="caption-attachment-8309" class="wp-caption-text">Tu Sposa, l&#8217;Evento Glamour dedicato ai futuri Sposi</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; prevista per giorno 14 gennaio l&#8217;inaugurazione della fiera del wedding. Centinaia gli espositori presenti, provenienti dalla Calabria, dalla Puglia, dalla Sicilia e dalla Campania, per una quattro giorni che si candida a essere attrazione centrale per tutta la provincia di Cosenza. Evento da non perdere!</p>
<p><figure id="attachment_8308" aria-describedby="caption-attachment-8308" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.comunicareitalia.it/wp-content/uploads/tu-sposa-2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-8308" alt="abiti da sposa,tu sposa" src="http://www.comunicareitalia.it/wp-content/uploads/tu-sposa-2.jpg" width="1000" height="600" /></a><figcaption id="caption-attachment-8308" class="wp-caption-text">Nella Foto da Sx: Abiti da Sposa Galvan e Demetrios</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">È tutto pronto per la terza edizione di &#8220;Tu sposa&#8221;, la grande fiera del wedding che aprirà giovedì 14 gennaio, alle ore 16:30, con l&#8217;inaugurazione a opera del sindaco Marcello Manna. Centinaia gli espositori presenti, provenienti dalla Calabria, dalla Puglia, dalla Sicilia e dalla Campania, per una quattro giorni che si candida a essere attrazione centrale per tutta la provincia di Cosenza. L&#8217;evento si terrà nei capannoni Lucmar, presso la zona industriale di Rende, e l&#8217;ingresso sarà gratuito ogni giorno. Ci saranno spazi dedicati ai bambini, attrazioni, l&#8217;isola del gusto con la possibilità di assaggiare piatti e prelibatezze offerte dagli espositori, e la crociera che Costa metterà in palio per la coppia che sarà estratta da quelle che si registreranno.</p>
<p><figure id="attachment_8310" aria-describedby="caption-attachment-8310" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.comunicareitalia.it/wp-content/uploads/tusposa-4.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-8310" alt="tu sposa, antonella campanella" src="http://www.comunicareitalia.it/wp-content/uploads/tusposa-4.jpg" width="1000" height="600" /></a><figcaption id="caption-attachment-8310" class="wp-caption-text">Nella Foto: Abito collezione Pronovias</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Venerdì Roberto Farnesi, attore protagoniste delle <em>Tre Rose di Eva</em>, incontrerà pubblico ed espositori. Sabato 16, alle 17, il grande ritorno di Marco Baldini, star della radio nazionale. Domenica 17 gennaio, infine, la grande sfilata con Elisabetta Gregoraci che farà da madrina.<br />
«Siamo lieti di avere impresso una svolta qualitativa a un settore che è in forte espansione – hanno dichiarato gli organizzatori – e che vede la Calabria tra le protagoniste nazionali. È una manifestazione che dimostra come si possano realizzare strumenti aggregativi senza spendere un euro pubblico, nella speranza che nasca proprio a Rende un quartiere fieristico che serva tutta l&#8217;area urbana».</p>
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