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	<title>Internet &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Cellulari in classe? Valditara dice NO fino alle medie</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Feb 2024 16:28:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[Roma, 22 feb. (askanews) – “Nelle nuove ‘Linee guida sulla educazione alla cittadinanza’ di prossima pubblicazione, in coerenza con quanto sta emergendo da diversi studi anche internazionali, è sconsigliato l’utilizzo anche a fini didattici dello smartphone dalle scuole d’infanzia alle scuole secondarie di primo grado. Per le scuole primarie è raccomandato invece l’utilizzo del tablet [&#8230;]]]></description>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1067" height="720" src="https://www.ilparlamentare.it/wp-content/uploads/cellulari-a-scuola.jpg" alt="" class="wp-image-16808" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/cellulari-a-scuola.jpg 1067w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/cellulari-a-scuola-300x202.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/cellulari-a-scuola-400x270.jpg 400w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/cellulari-a-scuola-768x518.jpg 768w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/cellulari-a-scuola-696x470.jpg 696w" sizes="(max-width: 1067px) 100vw, 1067px" /><figcaption>Foto: rete</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Roma, 22 feb. (askanews) – “Nelle nuove ‘Linee guida sulla educazione alla cittadinanza’ di prossima pubblicazione, in coerenza con quanto sta emergendo da diversi studi anche internazionali, è sconsigliato l’utilizzo anche a fini didattici dello smartphone dalle scuole d’infanzia alle scuole secondarie di primo grado. Per le scuole primarie è raccomandato invece l’utilizzo del tablet esclusivamente per finalità didattiche, e inclusive”. Lo dichiara in una nota ufficiale il Ministro Giuseppe Valditara.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vedi https://askanews.it/2024/02/22/valditara-dice-no-ai-cellulari-in-classe-fino-alle-medie/ </p>
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		<title>WhatsApp, Facebook e Instagram ripartono dopo 7 ore. Ecco cosa è successo davvero</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Oct 2021 17:01:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Bloomberg News]]></category>
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					<description><![CDATA[Ci sono volute quasi sette ore per tornare, parzialmente e lentamente, online.&#160;Non proprio una giornata da incorniciare, lunedì 4 ottobre, per la galassia di&#160;Mark Zuckerberg.&#160;Prima&#160;le parole di Frances Haugen, la ex manager che ha consegnato una ricerca interna ai legislatori e al&#160;Wall Street Journal&#160;sul modo in cui il social network gestisce contenuti e rischi per [&#8230;]]]></description>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" width="1000" height="563" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/facebook-4.jpg" alt="down totale social" class="wp-image-15896" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/facebook-4.jpg 1000w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/facebook-4-300x169.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/facebook-4-480x270.jpg 480w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/facebook-4-768x432.jpg 768w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/facebook-4-696x392.jpg 696w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Ci sono volute quasi sette ore per tornare, parzialmente e lentamente, online.&nbsp;<a href="https://www.ilsole24ore.com/channel/soleonline5/type/articolo/uuid/AEBmPfn">Non proprio una giornata da incorniciare</a>, lunedì 4 ottobre, per la galassia di&nbsp;<strong>Mark Zuckerberg.</strong>&nbsp;Prima&nbsp;<a href="https://www.ilsole24ore.com/channel/soleonline5/type/articolo/uuid/AEky8Ln">le parole di Frances Haugen</a>, la ex manager che ha consegnato una ricerca interna ai legislatori e al&nbsp;<strong>Wall Street Journal&nbsp;</strong>sul modo in cui il social network gestisce contenuti e rischi per gli utenti.&nbsp;<a href="https://www.ilsole24ore.com/channel/soleonline5/type/articolo/uuid/AEXSAZn">Poi il down di tutti i siti e servizi</a>&nbsp;che ha coinvolto anche gli stessi dipendenti di Menlo Park con telefoni e badge fuori uso. Intorno a mezzanotte, un tweet del gruppo fondato da Zuck si scusava degli «inconvenienti».</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il tweet di scuse</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Un tweet rivolto «all’enorme comunità di persone e aziende in tutto il mondo che dipendono da noi: ci dispiace. Abbiamo lavorato duramente per ripristinare l’accesso alle nostre applicazioni e servizi e siamo felici di riferire che ora stanno tornando online. Grazie per averci sopportato».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche <strong>Zuckerberg </strong>in persona, attraverso il suo profilo Facebook, si è scusato: «Facebook, Instagram, WhatsApp e Messenger stanno tornando online ora. Mi dispiace per l’interruzione di oggi &#8211; so quanto vi affidate ai nostri servizi per rimanere in contatto con le persone a cui tenete», ha scritto il fondatore del social per eccellenza. Poco prima di mezzanotte i primi segnali di ripresa per Facebook e Instagram, mentre per Whatsapp solo per pochi secondi. Come ha riferito un portavoce di Facebook citato dal New York Times, i servizi stanno tornando online, ma ha avvertito che ci vorrà del tempo prima che si stabilizzino. Resta il fatto che, come segnala <a href="https://downdetector.it/">downdetector</a> che monitora i disservizi digitali, si tratta della più grande panne mai registrata dal sito.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da poco dopo le 17,30 <a href="https://www.ilsole24ore.com/channel/mediacenter/type/video/uuid/AEZlGin">WhatsApp, Facebook e Instagram non hanno funzionato</a>, o hanno funzionato a singhiozzo, in varie parti del mondo, compresa l&#8217;Italia. E gli hashtag <strong>#WhatsAppDown</strong>, <strong>#FacebookDown</strong> e <strong>#InstagramDown</strong> hanno iniziato a scalare le classifiche di <strong>twitter</strong>, raggiungendo in breve le vette. Nel giro di pochi minuti è scattata anche la gara di battute e ironia, dove è intervenuto anche <strong>Jack Dorsey</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="U40581032819eAD">Nyt: un errore interno la causa del down totale</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Sarebbe un’errata configurazione dei server di Facebook, quindi un errore interno, la causa del down totale del social e delle app WhatsApp e Instagram. Lo riporta il&nbsp;<strong>New York Times</strong>&nbsp;che ha raccolto la spiegazione di John Graham-Cumming, chief technology officer di Cloudflare, una società di infrastrutture web. La premessa è che i computer convertono siti web come Facebook.com in indirizzi numerici (IP), attraverso un sistema che l’esperto paragona alla rubrica di un telefono.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Il problema interno che si è verificato in Facebook &#8211; spiega Graham-Cumming, al Nyt &#8211; è stato l’equivalente del rimuovere i numeri di telefono degli utenti dai loro nomi in rubrica, rendendo impossibile chiamarsi». È come se improvvisamente fossero stati cancellati i percorsi che consentivano agli utenti di accedere ai server di Facebook. In pratica, milioni di smartphone e di altri dispositivi cercavano insistentemente di trovare le app di Facebook su Internet e questi tentativi inutili generano traffico che rallenta tutti gli altri accessi. Sempre il Nyt spiega che Facebook avrebbe inviato una squadra ad uno dei suoi data center a&nbsp;<strong>Santa Clara</strong>, in&nbsp;<strong>California</strong>, per resettare manualmente i server.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="U40581032819wqF">Facebook: il titolo cade</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’agenzia Bloomberg stima che la perdita economica a livello mondiale sia stata di 160 milioni di dollari per ogni ora di interruzione della connessione digitale. «Siamo consapevoli che alcune persone stanno avendo problemi ad accedere alla app di Facebook. Stiamo lavorando per far tornare le cose alla normalità al più presto e ci scusiamo per qualsiasi inconveniente». Ha scritto subito Facebook su Twitter. Un tweet simile è stato pubblicato per WhatsApp, bloccato a sua volta, come lo è stato anche Instagram.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fonte Il Sole24ORE di Biagio Simonetta</p>
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		<title>Gruppo FB &#8220;StopEuropa&#8221; (oltre 1Mln di like) torna ai proprietari. Era stata hackerata</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2020 12:44:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
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					<description><![CDATA[di Fabio Gallo/ E&#8217; una vera e propria guerra telematica quella che si sta manifestando in rete. Ad essere aggrediti da flotte di Hacker sono coloro i quali sono convinti che l&#8217;Italia, gli Italiani, le Imprese, le Famiglie, i Lavoratori, non debbano essere schiavi di politiche internazionali che inducono al controllo e alla fame. In [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://noimagazine.it/wp-content/uploads/2020/05/stopeuropa-1.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-4132" alt="STOP EUROPA" src="http://noimagazine.it/wp-content/uploads/2020/05/stopeuropa-1.png" width="927" height="533" /></a>di Fabio Gallo/</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; una vera e propria guerra telematica quella che si sta manifestando in rete. Ad essere aggrediti da flotte di Hacker sono coloro i quali sono convinti che l&#8217;Italia, gli Italiani, le Imprese, le Famiglie, i Lavoratori, non debbano essere schiavi di politiche internazionali che inducono al controllo e alla fame. In questo caso <strong>è stato hackerato il Gruppo Facebook di STOP EUROPA che in due settimane aveva raggiunto oltre 1 MILIONE di iscritti.</strong> Una vera forza largamente condivisa. Oggi, <strong>Facebook ha restituito la pagina ai legittimi proprietari che giorno 30 Maggio a Roma, terranno una manifestazione ove si annunciano migliaia di iscritti.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La crisi dell&#8217;Europa</strong> ha evidenziato anche i super poteri dei giganti dell&#8217;economia mondiale che necessitano di obbedienza ai loro mercati. La pandemia portata dal Covid19 ha evidenziato quanto sia grande il rischio di un default dell&#8217;economia di un Paese e non ha risparmiato all&#8217;Italia questo rischio già alle porte, il cui rischio è anche quello di una vera e propria guerra civile poiché per davvero, le Aziende stanno chiudendo e al loro uscio sono già pronti i becchini: le società internazionali che acquistano. Così, in poche settimane, il proprietario di un albergo, di un&#8217;azienda vitivinicola, di un grande podere che necessitano di capitali circolanti, per dare i frutti, si ritrova ad essere sottoposto al nuovo padrone.</p>
<p style="text-align: justify;">Siamo oggettivamente in tanti ad essere convinti di avere bisogno di una Moneta complementare, o integrativa che faccia risorgere il lavoro italiano in un contesto di sviluppo e legalità. E cresce la convinzione che si debba attivare prima possibile come il <strong><a href="https://www.wir.ch/it/">WIR</a></strong> (NOI), il sistema indipendente di valuta complementare in Svizzera, o il <strong><a href="https://www.sardex.net/">Sardex</a></strong>, che ha salvato l&#8217;economia in Sardegna nel momento di massima crisi (Governo Monti).</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Qui a seguire il comunicato stampa di &#8220;StopEuropa&#8221; che pubblichiamo volentieri forti dell&#8217;Art.21 della nostra Costituzione.</p>
</blockquote>
<p>Comunicato Stampa e Manifestazione 30 Maggio</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://noimagazine.it/wp-content/uploads/2020/05/stopeuropa.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-4131" alt="" src="http://noimagazine.it/wp-content/uploads/2020/05/stopeuropa-300x272.png" width="300" height="272" /></a>In data 18 Maggio, dalle ore 23:00 circa il sottoscritto Michele Farina, in qualità di Amministratore del gruppo FB <strong>StopEuropa</strong>, è stato estromesso dal ruolo insieme a tutti gli altri Amministratori e Moderatori. Inoltre, <strong>il mio profilo personale è stato cancellato.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il gruppo  StopEuropa, come sapete è nato 2 mesi fa e <strong>in soli 2 mesi ha superato il 1 Ml di iscritti</strong> e sarebbe andato ben oltre se non fosse stato bloccato nella crescita.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel gruppo, sin dalla nascita hanno iniziato tantissime persone a collaborare sia attivamente ogni giorno, come il team dei moderatori, che tanti personaggi ed esperti Costituzionalisti, Economisti, Monetaristi per il raggiungimento degli obbiettivi per cui il gruppo è nato: Uscire dall’UE, uscire dall’euro e riavere una Sovranità Monetaria (nuova lira).</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo invitato tantissimi esperti ai nostri appuntamenti settimanali nelle dirette FB: Prof.Paolo Maddalena, Prof. Massimo Viglione, Dott.ssa Ilaria Bifarini, Dott.ssa Tiziana Alterio,  Francesco Amodeo, Cosimo Massaro, Prof Antonino Galloni, Dott. Carlo Botta, Dott. Vittorio Sgarbi e tantissimi altri.</p>
<p style="text-align: justify;">Più volte siamo stati  oggetto di interviste ed articoli di giornali e il NOSTRO (di tutti noi) gruppo è diventato sempre più conosciuto anche all’esterno con citazioni dirette e indirette degli organi di informazione e di personaggi politici Nazionali</p>
<p style="text-align: justify;">Evidentemente, questo nostro Movimento ha iniziato a dare fastidio a tutto il Sistema, sia di chi ci governa che delle opposizioni che vedono in noi una minaccia istituzionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Siamo stati anche contattati a vario titolo da Partiti Politici che volevano conoscere la nostra “appartenenza politica” e se fossi di dx, di sx o altro ancora. La risposta è stata sempre la stessa. Né di dx, né di sx  ma un Movimento di Italiani che sono stanchi dell’UE, dell’euro e rivogliono una loro Sovranità Monetaria (lira), unico strumento necessario e sufficiente in  dosi massicce per superare questa grave crisi di liquidità per famiglie ed imprese sull’orlo della disperazione economica a seguito delle disposizioni governative ed i blocchi sociali ed economici imposti.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo pensato di radunare, a Roma, Cagliari e Catania, non solo il milione di iscritti al gruppo fb ma TUTTI gli italiani dal 30 Maggio in poi.</p>
<p style="text-align: justify;">Stranamente, come dicevo all’inizio, <strong>a 10 gg dalla manifestazione</strong> <strong>del 30 maggio </strong>si è verificato questo attacco haker che sta cercando di  creare disordine, confusione e disorientamento degli iscritti al gruppo che vedono pubblicati post violenti, degradanti che nulla hanno a che vedere con quella che è la finalità del gruppo da parte di profili Fake creati ad hoc.</p>
<p style="text-align: justify;">Non abbiamo ancora la prova della matrice politica e di chi sia alle spalle di questi haker ma sicuramente E’ DI NATURA Politica. Prova ne è che stamattina, a seguito di un mio commento alla diretta fb del Premier Conte con questo contenuto &#8220;<em>StopEuropa manifestazione il 30 Maggio ore 10:00 a Roma, Cagliari e Catania</em>&#8221; un mio altro profilo è stato cancellato da Fb e per questo credo sia importante che tutti noi, in questo momento, si sia concentrati all’obbiettivo di scendere a Roma, Catania e Cagliari NUMEROSISSIMI.</p>
<p style="text-align: justify;">Vogliono fermare, fermando noi, gli italiani ma noi TUTTI non ci fermeremo e lo dimostreremo il 30 maggio TUTTI INSIEME.</p>
<p style="text-align: justify;">SE SEI UN VERO ITALIANO e credi NELLA LIBERTA’, SCENDI IN PIAZZA CON NOI!!!!</p>
<p style="text-align: justify;">Michele Farina Amministratore gruppo FB StopEuropa</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>A Genova supercomputer tra più potenti al mondo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Dec 2019 20:23:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dalle Regioni]]></category>
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		<category><![CDATA[genova]]></category>
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					<description><![CDATA[In arrivo in Italia uno dei supercomputer più potenti del mondo. L&#8217;installazione è prevista a Genova, nel primo dei laboratori della rete dei Leonardo Labs, promossa dal colosso dell&#8217;industria tecnologica italiana e presentata oggi a Genova. Sarà situato nella torre ex Selex a Genova, in zona Fiumara. Completato in una decina di mesi, sarà operativo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_14480" aria-describedby="caption-attachment-14480" style="width: 1110px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/news-serverfarm-big.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-14480" alt="super computer, petabyte" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/news-serverfarm-big.png" width="1110" height="544" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/news-serverfarm-big.png 1110w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/news-serverfarm-big-300x147.png 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/news-serverfarm-big-480x235.png 480w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/news-serverfarm-big-1024x501.png 1024w" sizes="auto, (max-width: 1110px) 100vw, 1110px" /></a><figcaption id="caption-attachment-14480" class="wp-caption-text">A Genova il supercomputer</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">In arrivo in Italia uno dei supercomputer più potenti del mondo. L&#8217;installazione è prevista a Genova, nel primo dei laboratori della rete dei Leonardo Labs, promossa dal colosso dell&#8217;industria tecnologica italiana e presentata oggi a Genova. Sarà situato nella torre ex Selex a Genova, in zona Fiumara. Completato in una decina di mesi, sarà operativo entro fine 2020, ha spiegato Roberto Cingolani, chief technology and innovation officer del gruppo.</p>
<p style="text-align: justify;">D<strong>ovrà &#8220;avere 10-20 peta byte per iniziare&#8221;</strong>, nell&#8217;ordine di grandezza cioè dei miliardi di miliardi di byte. &#8220;Sono numeri per addetti ai lavori &#8211; ha chiarito -, il punto è che è una macchina molto molto &#8216;grossa&#8217;&#8221;. &#8220;Deve essere una macchina che fa tanti &#8216;peta flop&#8217;.</p>
<p style="text-align: justify;">Ormai il trend a livello mondiale è fare macchine exaflop&#8221;, con trilioni di operazioni al secondo. &#8220;Avrà una grandissima potenza di calcolo e un grandissimo storage&#8221;. L&#8217;Italia, ha aggiunto Cingolani, &#8220;deve entrare nel club del supercalcolo mondiale, avendo almeno l&#8217;1% della potenza di calcolo mondiale&#8221;.</p>
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		<title>La nuova Felicità? Restare Offline. Cresce il popolo dei tecnofobici e il mercato lo accontenta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jul 2019 21:38:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
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					<description><![CDATA[La nuova felicità? Restare offline. Per il bene di tutti. Se non usi lo smartphone al ristorante, ad esempio, il dolce è gratis nelle catene Le Pain Quotidien degli Stati Uniti. In alcuni hotel di lusso, come il Mandarin Oriental di New York, si può richiedere il servizio ‘no wi-fi’ fra le amenities e la ‘digital [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nointernet.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-14255" alt="nointernet" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nointernet.jpeg" width="1100" height="600" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nointernet.jpeg 1100w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nointernet-300x163.jpeg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nointernet-480x261.jpeg 480w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nointernet-1024x558.jpeg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /></a>La nuova felicità? Restare offline. Per il bene di tutti.</strong> Se non usi lo smartphone al ristorante, ad esempio, il dolce è gratis nelle catene Le Pain Quotidien degli Stati Uniti. In alcuni hotel di lusso, come il Mandarin Oriental di New York, si può richiedere il servizio ‘no wi-fi’ fra le amenities e la ‘digital detox’ è nel menù della Spa, dove i telefonini vanno depositati all’ingresso (e all’uscita vengono riconsegnati puliti e lucidati). Chi ama il ‘fai da te’ può invece provare le nuove App per lo smartphone che frenano a monte il flusso di connessioni e il bombardamento social oppure passare al <a href="http://www.ansa.it/canale_lifestyle/notizie/societa_diritti/2019/01/09/dipendenza-da-smartphone-si-cura-con-un-secondo-cellulare.-e-mania-dump-phone_c66dd7da-36fb-497d-9c30-eb197dfcc406.html" target="_blank">dumb-phone</a> (cellulari vecchi stampo, senza connessione internet), come fanno sempre più manager e ricconi londinesi.<br />
Siamo troppo appiccicati al telefonino e dopo l’abbuffata digital seguirà la dieta. Il 2019 è infatti l’anno dell’astinenza digitale e delle vacanze dal telefonino? Niente internet, niente social, niente followers è il nuovo lusso per i sempre più numerosi ‘tecnofobici’ che non vogliono più essere sempre reperibili e vanno alla ricerca di nuovo relax, contemplazione, rapporti con gente in carne ed ossa e natura come fonte di felicità, pace e nuove forze.<br />
Il fenomeno è stato analizzato all’ultimo Global Wellness Summit (GWS) svolto a Cesena. Gli ‘scollegati’ nel 2018 sono scesi al 37%, erano il 50% nel 2017. Il lavoro richiede di essere sempre più reperibili e la fame da rapporti social fa il resto perciò non si riesce più a staccare gli occhi dallo schermo dello smartphone. Cresce così il popolo degli infelici digitali sempre sotto pressione. Ha dichiarato l’economista inglese Thierry Malleret al Summit di Cesena: “Non siamo tutti già tecnofobici ma il 2018 è stato l’anno del battesimo di chi, a forza di essere sempre reperibile o dipendente da internet, si sente male, più infelice e perfino meno produttivo. Il 2019 sarà quindi l’anno del recupero del proprio stato mentale restando ‘unplugged’.<br />
<a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/crop-1.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-14256" alt="crop (1)" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/crop-1.jpeg" width="1100" height="600" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/crop-1.jpeg 1100w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/crop-1-300x163.jpeg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/crop-1-480x261.jpeg 480w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/crop-1-1024x558.jpeg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /></a>Il 59% degli americani si sente troppo distratto a causa del lavoro che lo segue con lo smartphone anche durante le vacanze, attesta una vasta indagine sulle famiglie in viaggio negli States condotta da Alamo Rent a Car. La percentuale media dei ‘sempre connessi’ nel tempo libero è scesa dal 36% al 27% nel 2018. Anche ‘condividere’ le proprie vacanze con i colleghi tramite selfie e fotografie postate sui social è in declino. I millennials sono i più ‘tecnofobici’ e i nati fra il 1980 e il 2000 che non si staccano mai dai social anche durante le ferie sono scesi dal 68% al 38% in un anno.<br />
Spiegano gli analisti del report GWS: “La reazione contro Big-Tech è appena iniziata. Aumentano le ricerche che attestano i disastrosi effetti delle connessioni digital e social costanti sul nostro cervello e sulla felicità. Siamo al punto che la tech-addiction è pari alla dipendenza da fumo di una decina di anni fa’, in cui si assistiva ad una iniziale riluttanza dei cittadini a riconoscerne gli effetti negativi sulla salute ma anche ad una presa di coscienza che è aumentata di anno in anno. Il mondo del wellness di lusso quindi si focalizza sempre di più su questo aspetto e offre soprattutto tempo ‘off’ e cure per digital addicted”.<br />
<a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/crop.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-14257" alt="crop" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/crop.jpeg" width="1100" height="600" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/crop.jpeg 1100w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/crop-300x163.jpeg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/crop-480x261.jpeg 480w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/crop-1024x558.jpeg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /></a>Il business del benessere abbandona la tecnologia e prende una piega perfino monastica in nome del silenzio rigenerante e trattamenti rilassanti a zero innovazione hi-tech, niente wi-fi e niente social. Il report mondiale cita l’Italia come fonte per ritemprarsi dall’overdose di smarpthone: dall’ Eremito di Parrano, monastero ristrutturato vicino ad Orvieto che propone pacchetti silenzio, nessun wi-fi, sale illuminate da candele e ‘ritiri benessere’ di 50 ore, al faro di Capel Rosso, sull’Isola del Giglio, che offre corsi di digital detox immersi nella natura. Aumenta inoltre il numero dei club del fitness, dei centri yoga, tai-chi e di meditazione in cui è caldamente sconsigliato l’uso del cellulare.<br />
Per contenere il generale e crescente malcontento ‘digitale’ è possibile infine modificare le impostazioni del proprio smartphone con applicazioni anti-social.Di successo l’App ‘Off the Grip-digital detox’ che filtra l’uso del cellulare a cena, la notte e blocca il tempo in cui si è online se si supera il limite stabilito. Supera i 100.000 download l’App ‘Stay Focused – App Block’ che aiuta a concentrarsi sul lavoro o durante lo studio bloccano i social a tempo. Il business si fa interessante tanto che anche la rinomata giornalista fondatrice dell’Huffington Post, Arianna Huffington, ha fiutato le nuove dipendenze digitali fondando l’App ‘ThriveAway’ per settare limiti orari ad email, Apps, notifiche e tempo passato avanti allo schermo.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Protesta dipendenti Google contro motore di ricerca per Cina</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Aug 2018 16:29:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[SAN FRANCISCO &#8211; Oltre mille dipendenti di Google hanno espresso in una lettera la loro contrarietà al piano segreto per mettere a punto un motore di ricerca volto a soddisfare la censura cinese. Lo ha rivelato uno dei promotori dell&#8217;iniziativa che ha chiesto di restare anonimo. Nella lettera si richiamano i dirigenti a rivedere i [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_13572" aria-describedby="caption-attachment-13572" style="width: 700px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/google4.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-13572" alt="EU Commission fines Google with 5bn USD over Android" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/google4.jpg" width="700" height="418" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/google4.jpg 700w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/google4-300x179.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/google4-452x270.jpg 452w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a><figcaption id="caption-attachment-13572" class="wp-caption-text">Foto © Copyright ANSA</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">SAN FRANCISCO &#8211; Oltre mille dipendenti di Google hanno espresso in una lettera la loro contrarietà al piano segreto per mettere a punto un motore di ricerca volto a soddisfare la censura cinese. Lo ha rivelato uno dei promotori dell&#8217;iniziativa che ha chiesto di restare anonimo.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella lettera si richiamano i dirigenti a rivedere i criteri etici e di trasparenza nelle politiche aziendali. I firmatari lamentano la mancanza di informazioni fornite agli impiegati affinchè questi possano &#8220;fare le loro scelte etiche nell&#8217;ambito del loro lavoro&#8221;, e che la notizia del progetto &#8216;Dragonfly&#8217; sia giunta loro attraverso i media. La lettera ricalca quella scritta contro il progetto Maven, un contratto militare con gli Stati Uniti che Google ha poi deciso, nel giugno scorso, di non rinnovare.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte ANSA</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Anche la TV ci riconoscerà, come lo smartphone</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Oct 2017 23:00:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[HD Forum Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[Come l&#8217;iPhone X che ci riconosce dal viso, o gli speaker Google Home e Amazon Echo che riconoscono la nostra voce, anche il televisore saprà chi sta entrando in salotto, e si adeguerà ai suoi gusti audiovisivi. E&#8217; una delle novità portate dall&#8217;HbbTv 2, un nuovo standard presente su decoder e smart Tv che arriveranno [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_12741" aria-describedby="caption-attachment-12741" style="width: 700px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/televisione-come-iphpne.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-12741" alt="televisione,riconoscimento" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/televisione-come-iphpne.jpg" width="700" height="467" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/televisione-come-iphpne.jpg 700w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/televisione-come-iphpne-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/televisione-come-iphpne-404x270.jpg 404w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a><figcaption id="caption-attachment-12741" class="wp-caption-text">Le Tv del futuro esposte al 6th HbbTV Symposium 2017 presso l&#8217;Auditorium Antonianum. Roma, 17 ottobre 2017. ansa/Claudio Peri</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Come l&#8217;iPhone X che ci riconosce dal viso, o gli speaker Google Home e Amazon Echo che riconoscono la nostra voce, anche il televisore saprà chi sta entrando in salotto, e si adeguerà ai suoi gusti audiovisivi. E&#8217; una delle novità portate dall&#8217;HbbTv 2, un nuovo standard presente su decoder e smart Tv che arriveranno nei negozi nei prossimi mesi.<br />
La tecnologia è al centro dell&#8217;HbbTv Symposium 2017 in corso a Roma, organizzato dall&#8217;Associazione HbbTV con il supporto dell&#8217;associazione HD Forum Italia (Hdfi). I nuovi televisori sfrutteranno il riconoscimento vocale, ma anche facciale e gestuale, per individuare il membro della famiglia cui mostrare contenuti audiovisivi. Basterà dire &#8220;ciao&#8221;, o sedersi sul divano, per accedere a una selezione personalizzata di programmi. La novità, ha spiegato il presidente di Hdfi Benito Manlio Mari a margine del convegno, &#8220;va incontro anche alle esigenze di anziani e disabili, in un&#8217;ottica di semplificazione rispetto a telecomandi sempre più complessi&#8221;.</p>
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		<title>FB stretta su spam e fake news, via 30mila profili in Francia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Apr 2017 17:06:35 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[fake]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
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					<description><![CDATA[Facebook ha sospeso 30mila account falsi in Francia, in un giro di vite contro la disinformazione, lo spam e le fake news, cioè le notizie &#8216;bufala&#8217; che spesso sono diffuse attraverso profili e pagine non attribuibili a persone reali. La notizia, che arriva a dieci giorni dalle elezioni presidenziali francesi, è resa nota da Facebook all&#8217;interno [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/fonte-ansa.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-12161" alt="Foto Ansa - Facebook Internet" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/fonte-ansa.jpg" width="700" height="467" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/fonte-ansa.jpg 700w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/fonte-ansa-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/fonte-ansa-404x270.jpg 404w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Facebook</strong> ha<strong> sospeso 30mila account falsi in Francia</strong>, in un giro di vite contro la disinformazione, lo spam e le fake news, cioè le notizie &#8216;bufala&#8217; che spesso sono diffuse attraverso profili e pagine non attribuibili a persone reali. La notizia, che arriva a dieci giorni dalle elezioni presidenziali francesi, è resa nota da Facebook all&#8217;interno di un post in cui annuncia miglioramenti nei sistemi usati per individuare gli account non autentici.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Questi cambiamenti ci aspettiamo che riducano la diffusione di spam, disinformazione e altri contenuti ingannevoli che spesso sono condivisi dai creatori di account falsi&#8221;, si legge nel messaggio del social. &#8220;In Francia, ad esempio, tali miglioramenti ci hanno permesso di agire contro più di 30mila account falsi&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Sebbene sia impossibile rimuovere ciascun account non autentico presente sul social, Facebook punta a incrementare la propria efficacia dando priorità &#8211; evidenzia &#8211; &#8220;alla rimozione di account con l&#8217;impronta più grande, un&#8217;elevata attività e un&#8217;ampia portata&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Questo sforzo &#8211; conclude la società &#8211; è complementare ad altre iniziative annunciate in precedenza, volte a ridurre la diffusione di disinformazione e notizie false&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Fonte ANSA</p>
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		<title>Garante Privacy a Yahoo!, via link pagina con dati inesatti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Feb 2017 20:20:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Emea Limited]]></category>
		<category><![CDATA[Garante privacy]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[Microsoft e Aol]]></category>
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					<description><![CDATA[Yahoo! Emea Limited dovrà rimuovere il link alla pagina web di un sito Usa in cui sono pubblicate informazioni inesatte e non aggiornate relative ad un cittadino italiano coinvolto in una vicenda giudiziaria accaduta in territorio americano. Lo ha stabilito il Garante privacy accogliendo il ricorso di un uomo che si era visto pubblicare propri [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_11905" aria-describedby="caption-attachment-11905" style="width: 700px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/yahoo.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-11905" alt="Copyright ANSA" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/yahoo.jpg" width="700" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/yahoo.jpg 700w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/yahoo-300x199.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/yahoo-405x270.jpg 405w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a><figcaption id="caption-attachment-11905" class="wp-caption-text">Copyright ANSA</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Yahoo! <strong>Emea Limited</strong> dovrà rimuovere il link alla pagina web di un sito Usa in cui sono pubblicate informazioni inesatte e non aggiornate relative ad un cittadino italiano coinvolto in una vicenda giudiziaria accaduta in territorio americano. Lo ha stabilito il <strong>Garante privacy</strong> accogliendo il ricorso di un uomo che si era visto pubblicare propri dati personali (alcuni persino relativi alle caratteristiche fisiche) su un sito che riporta gli arresti compiuti ogni giorno negli Stati Uniti.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;uomo &#8211; che si era già rivolto, senza esito, oltre che al motore di ricerca anche a <strong>Microsoft e Aol</strong> &#8211; lamentava il danno legato alla pubblicazione di notizie inesatte e obsolete relative a un arresto subito nel 2015 per un reato poi derubricato in uno di minore gravità.</p>
<p style="text-align: justify;">Circostanza, quest&#8217;ultima, non riportata nel sito, in cui risultavano ancora le notizie relative alla prima ipotesi di reato e non venivano fornite informazioni sui successivi sviluppi della vicenda archiviata &#8220;con un non luogo a provvedere nell&#8217;immediato futuro&#8221;. Il Garante &#8211; spiega la Newsletter settimanale &#8211; anche alla luce della direttiva 95/46/CE e delle sentenze della Corte di Giustizia europea &#8220;Google Spain&#8221; del 13 maggio 2014 e &#8220;Weltimmo&#8221; del 1 ottobre 2015, ha affermato innanzi tutto la competenza dell&#8217;Autorità italiana sul caso in esame. Una decisione confermata anche da una recente sentenza del tribunale di Milano nell&#8217;ambito di un giudizio di opposizione attivato da Yahoo! contro un precedente provvedimento del Garante.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell&#8217;accogliere il ricorso, l&#8217;Autorità ha dunque ritenuto illecita la diffusione di informazioni non aggiornate e inesatte, perché in contrasto con la normativa europea e nazionale, e ha ordinato a Yahoo! di provvedere alla rapida rimozione, in associazione con il nome e cognome dell&#8217;uomo, dell&#8217;Url alla pagina web. L&#8217;Autorità, infine, ha dichiarato non luogo a provvedere sul ricorso nei confronti di Microsoft e di Aol che hanno rimosso il link nel corso del procedimento</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte <a href="http://www.ansa.it/sito/notizie/tecnologia/internet_social/2017/02/28/garante-privacy-a-yahoo-via-link-pagina-con-dati-inesatti_3a683941-6915-48b0-b26d-d53cb95582fb.html" target="_blank">ANSA</a></p>
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		<title>Google crea strumento anti odio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Feb 2017 20:39:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[guardian]]></category>
		<category><![CDATA[intelligence]]></category>
		<category><![CDATA[perpesctive]]></category>
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					<description><![CDATA[Google lancia &#8220;Perspective&#8221;, uno stumento informatico basato sull&#8217;intelligence artificiale che aiuterà i media a moderare automaticamente i commenti online bloccando i messaggi di odio. Lo ha annunciato il gruppo americano. Api (interfaccia informatica), proposta gratuitamente, permetterà agli editori di creare programmi che noteranno la &#8220;tossicità&#8221; dei messaggi inviati sui loro forum e di regolare a loro [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_11857" aria-describedby="caption-attachment-11857" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/google3.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-11857" alt="Google" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/google3.jpg" width="800" height="500" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/google3.jpg 800w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/google3-300x187.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/google3-432x270.jpg 432w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><figcaption id="caption-attachment-11857" class="wp-caption-text">Google</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Google lancia &#8220;Perspective&#8221;, uno stumento informatico basato sull&#8217;intelligence artificiale che aiuterà i media a moderare automaticamente i commenti online bloccando i messaggi di odio. Lo ha annunciato il gruppo americano. Api (interfaccia informatica), proposta gratuitamente, permetterà agli editori di creare programmi che noteranno la &#8220;tossicità&#8221; dei messaggi inviati sui loro forum e di regolare a loro piacimento quelli consentiti prima della pubblicazione. &#8220;Perspective&#8221; è stato testato con diversi media tra cui il New York Times, il Guardian e Wikipedia, con un apprendimento tramite macchina (machine learning) a partire da messaggi giudicati odiosi o fuori argomento da moderatori umani. L&#8217;obiettivo è semplificare il lavoro delle squadre di moderatori, spesso &#8220;travolte&#8221; dal flusso dei commenti odioso che caratterizzano le discussioni, che ha spinto molti giornali a chiudere le proprie pagine di commenti. (askanews)</p>
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