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	<title>Europa &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Germania nel caos verso il voto anticipato, Scholz licenzia Lindner</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Nov 2024 11:06:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Germania]]></category>
		<category><![CDATA[Olaf scholz]]></category>
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					<description><![CDATA[Berlino, 7 nov. (askanews) – Germania a un passo da elezioni anticipate dopo che il Cancelliere Olaf Scholz ha destituito il ministro delle Finanze, il liberale Christian Lindner. La maggioranza di governo, che si regge su una coalizione “semaforo” composta da Socialdemocratici, Verdi e Liberali, sembra così arrivata al capolinea. Scholz ha respinto la richiesta [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Berlino, 7 nov. (askanews) – <strong>Germania a un passo da elezioni anticipate dopo che il Cancelliere Olaf Scholz ha destituito il ministro delle Finanze, il liberale Christian Lindner.</strong> La maggioranza di governo, che si regge su una coalizione “semaforo” composta da Socialdemocratici, Verdi e Liberali, sembra così arrivata al capolinea. Scholz ha respinto la richiesta di Lindner di andare a elezioni anticipate.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/man-2990405_1280-405x270.jpg" alt="Foto Pixabay" class="wp-image-16950" width="705" height="470" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/man-2990405_1280-405x270.jpg 405w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/man-2990405_1280-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/man-2990405_1280-768x512.jpg 768w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/man-2990405_1280-696x464.jpg 696w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/man-2990405_1280-1068x712.jpg 1068w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/man-2990405_1280.jpg 1280w" sizes="(max-width: 705px) 100vw, 705px" /><figcaption>Foto Pixabay</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">“Troppo spesso i compromessi necessari sono stati soffocati da dispute inscenate pubblicamente e da forti richieste ideologiche – ha detto il Cancelliere tedesco – troppo spesso il Ministro federale Lindner ha bloccato leggi in modo irrilevante. Troppo spesso si è impegnato in meschine tattiche di partito. Troppo spesso ha tradito la mia fiducia. Ha persino annullato unilateralmente l’accordo sul bilancio dopo che lo avevamo già concordato in lunghe trattative. Non c’è alcuna base di fiducia per un’ulteriore cooperazione, quindi non è possibile un serio lavoro di governo”.Lindner aveva proposto riforme radicali per rilanciare la travagliata economia tedesca, a cui gli altri due partiti si erano opposti; secca la sua reazione. <strong>“Olaf Scholz non è più interessato a raggiungere un accordo valido per tutti, ma a rompere in modo calcolato con questa coalizione. Così facendo, sta portando la Germania in una fase di incertezza”. </strong>La scossa politica colpisce la Germania, già alle prese con una prolungata recessione, preoccupata ora anche dell’impatto che il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca avrà sui legami commerciali e di sicurezza. Scholz ha dichiarato che chiederà un voto di fiducia entro il 15 gennaio, in modo che i parlamentari “possano decidere se aprire la strada a elezioni anticipate”, che potrebbero tenersi a fine marzo, sei mesi prima del previsto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Continua a leggere qui https://askanews.it/2024/11/07/germania-nel-caos-verso-il-voto-anticipato-scholz-licenzia-lindner/</p>
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		<title>Macron e Von der Leyen cercano la Cina per la pace, mentre la Finlandia entra nella Nato</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2023/04/macron-e-von-der-leyen-cercano-la-cina-per-la-pace-mentre-la-finlandia-entra-nella-nato/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Apr 2023 21:46:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
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		<category><![CDATA[ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[Redazione Si chiude una settimana particolarmente densa in Europa dal punto di vista diplomatico. Il presidente francese Emmanuel Macron e la presidente della Commissione di Bruxelles, Ursula von der Leyen, si sono recati in visita in Cina, con l&#8217;obiettivo di tentare di convincere Pechino ad intensificare gli sforzi per trovare una via d&#8217;uscita al conflitto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Redazione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si chiude una settimana particolarmente densa in Europa dal punto di vista diplomatico. Il presidente francese Emmanuel Macron e la presidente della Commissione di Bruxelles, Ursula von der Leyen, si sono recati in visita in Cina, con l&#8217;obiettivo di tentare di convincere Pechino ad intensificare gli sforzi per trovare una via d&#8217;uscita al conflitto tra Russia e Ucraina.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">La Finlandia nella Nato, la Svezia ancora attende</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel frattempo, la Finlandia è stata accolta ufficialmente nella Nato, mentre la Svezia deve ancora fronteggiare il &#8220;no&#8221; di Turchia e Ungheria. Ciò nonostante, il segretario generale dell&#8217;Alleanza atlantica, Jens Stoltenberg, ha assicurato che Stoccolma non è isolata e che anzi è già vicina alla Nato.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">E mentre si avvicina il weekend di Pasqua, Stati Uniti e Unione Europea hanno confermato la volontà di rafforzare la loro cooperazione in materia di energia. Con l&#8217;obiettivo di consentire ai Paesi membri dell&#8217;Ue di affrancarsi dalle importazioni di gas e petrolio russi.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">La cooperazione Ue-Usa in materia di energia</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso di un summit ad hoc, il segretario di Stato americano Antony Blinken ha ribadito che &#8220;le&nbsp;politiche adottate dalla Russia hanno evidenziato l&#8217;urgenza di operare in questo senso. Si tratta di un&#8217;opportunità per un&#8217;accelerazione da parte nostra. Per questo, nell&#8217;ultimo anno, gli Stati Uniti e l&#8217;Europa hanno intensificato ulteriormente la cooperazione in materia di sicurezza energetica&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Euronews ha ascoltato in merito l&#8217;opinione di Simone Tagliapietra, del think tank economico Bruegel.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fonte <strong>Euronews</strong>  </p>
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		<title>PNRR, Cosenza e Rende temono di non riuscire a spendere. Basta lamenti. Al Nord vanno come treni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Mar 2022 16:21:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dalle Regioni]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[fondi europei]]></category>
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					<description><![CDATA[Apprendiamo dalla stampa del lamento del&#160;Sindaco di Rende Marcello Manna&#160;che ancora una volta si mostra&#160;preoccupato del serio rischio di non riuscire a spendere i fondi&#160;destinati al territorio dall’Europa. Ci chiediamo come sia possibile che non si riesca a passare dal lamento all’azione progettuale, avendo a disposizione sul territorio esperti di settore estremamente quotati che si [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Apprendiamo dalla stampa del lamento del&nbsp;<strong>Sindaco di Rende Marcello Manna</strong>&nbsp;che ancora una volta si mostra&nbsp;<strong>preoccupato del serio rischio di non riuscire a spendere i fondi</strong>&nbsp;destinati al territorio dall’Europa. Ci chiediamo come sia possibile che non si riesca a passare dal lamento all’azione progettuale, avendo a disposizione sul territorio <strong>esperti di settore estremamente quotati che si lasciano ai margini del perimetro decisionale</strong> di chi, inizia a svelarsi chiaro, non ha competenza in materia e se la prende con il mondo, con il poco personale, con il Governo centrale, quanto chi ha un minimo di lucidità progettuale e competenza sa bene che programmare e spendere i fondi dipende solo ed esclusivamente dalle competenze. Che non tutti posseggono. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="http://noimagazine.it/wp-content/uploads/2021/07/La-Bandiera-del-Movimento-NOI.jpg" alt="" class="wp-image-5627"/><figcaption>Movimento civico NOI di orientamento sturziano</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Nel corso dell’inaugurazione del</strong>&nbsp;<strong>Centro di Alta Competenza CONNESSIONI</strong> alla quale hanno partecipato i <strong>Sindaci Franz Caruso e Marcello Manna </strong>&#8211; per parlare di ciò che abbiamo toccato con mano &#8211; infatti,&nbsp;abbiamo assistito ascoltato un gruppo di professionisti di settore che si sono proposti per affiancare i Comuni di Cosenza e Rende nel settore della programmazione e progettazione di fondi europei. Proposta ribadita in tempi diversi e stranamente, nonostante il continuo lamento, <strong>caduta nel vuoto</strong>. Ciò evidenzia senza mezzi termini che le competenze non sono gradite perché, evidentemente, fermerebbero il pianto uggioso dei Sindaci. </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" src="http://noimagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/PNRR-Le-mission-1.png" alt="" class="wp-image-6266"/></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Si è assaliti da dubbi e perplessità</strong>  e ci si chiede se questi lamenti siano reali oppure strumentali a preparare il terreno del loro fallimento che, a nostro parere, deve essere assolutamente esorcizzato se non altro perché il mondo del lavoro ne subirebbe un trauma senza precedenti nel peggior momento dal dopo guerra ad oggi. Altro che ripresa e resilienza! Si parla di miliardi e miliardi che, se non spesi, procureranno un divario non più sanabile tra Nord e Sud e tra Calabria e resto dell&#8217;Europa.&nbsp;Ma il problema non è il divario e basta, bensì il livello di sacrifici che le amministrazioni imporranno ai cittadini, oltre quelli attuali giunti al massimo del sopportabile, per pagare ulteriori debiti e dissesti causati da cattiva gestione e incapacità politica. <strong>A ciò si aggiunga che anche a livello regionale in Calabria</strong>, nonostante mille proclami che hanno annunciato vere e proprie rivoluzioni, nulla di concreto è accaduto, Basta guardare al settore Sanità per non avere alcun dubbio.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" src="http://noimagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/article_00020.jpg" alt="" class="wp-image-6264"/></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ancora più grave</strong>&nbsp;<strong>è che&nbsp;non esiste un&#8217;idea reale di sviluppo sostenibile del territorio</strong> in quella realtà che dovrebbe diventare Città Metropolitana. A Cosenza emerge l&#8217;incapacità di programmare il futuro sostenibile della Città che sia in grado di andare oltre quanto già messo su carta dall&#8217;ex Sindaco <strong>Mario Occhiuto</strong>, tra l&#8217;altro in dicotomia con l&#8217;Agenza 2030 in tema di sostenibilità ambientale come il completamente di Viale Mancini e la probabile realizzazione di una metro di superficie vetusta e non sostenibile economicamente da piccole Città come Cosenza e Rende. La prima, tra l&#8217;altro in dissesto finanziario per centinaia di milioni di euro. In tal senso, l&#8217;Amministrazione dovrebbe programmare per alleggerire i cittadini dal gravame prodotto dal dissesto e non per aggravarlo. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Una cosa è certa: chi lascerà che si perdano fondi del PNRR ne risponderà alla società civile. <strong>Il Movimento NOI è chiamato dai cittadini a pronunciarsi su molti argomenti</strong> e si pone a sentinella critica con la sua azione civica quotidiana per vegliare sull&#8217;andamento di tutti i settori strategici che possono assicurare il benessere della cittadinanza ed il rispetto dei diritti dei deboli.</p>
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		<title>L’Euro compie 20 anni. Adottata in 19 paesi la moneta unica è la valuta più usata nel mondo.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Dec 2021 14:40:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[dollaro]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[Euro]]></category>
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					<description><![CDATA[Il cammino verso l&#8217;unione monetaria sono iniziati nel 1988, dal primo gennaio del 2002 la valuta comune è entrata concretamente nelle tasche dei cittadini degli stati membri. Agli 11 paesi iniziali se ne sono aggiunti altri 8 nel corso degli anni. Gentiloni: &#8220;Ora unione economica e fiscale&#8221;. L’euro compie 20 anni. E, tutto sommato, in [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph"><em>Il cammino verso l&#8217;unione monetaria sono iniziati nel 1988, dal primo gennaio del 2002 la valuta comune è entrata concretamente nelle tasche dei cittadini degli stati membri. Agli 11 paesi iniziali se ne sono aggiunti altri 8 nel corso degli anni. Gentiloni: &#8220;Ora unione economica e fiscale&#8221;</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’euro compie 20 anni. E, tutto sommato, in questi due decenni <strong>sembra aver acquistato vigore seppur con alti e bassi</strong>. Oggi la moneta unica europea è utilizzata in 19 paesi dove abitano<strong> 350 milioni di persone</strong>. Più in generale è la valuta più utilizzata al mondo dopo il dollaro. Significa che anche paesi che non la adottano la utilizzano per gestire scambi commerciali o emettere obbligazioni denominate in euro. Fuori dagli Stati Uniti circolano dollari per un ammontare pari a <strong>13mila miliardi</strong>, fuori dai paesi euro so trovano <strong>3,4 mila miliardi di euro. </strong>“L’euro è la seconda moneta di riserva a livello mondiale e il suo peso nei mercati finanziari sta aumentando anche grazie alle emissioni di debito comune nell’ambito di Next Generation Ue. Ma per quanto possiamo essere fieri di questi successi, <strong>la casa comune dell’euro rimane incompleta</strong>. L’unione monetaria c’è: dobbiamo ora finire di<strong> costruire quella economica e fiscale.</strong> Vincere questa sfida dovrà essere la priorità per il terzo decennio della nostra moneta europea.”, ha detto oggi il commissario Ue agli Affari Economici<strong> Paolo Gentiloni</strong> in occasione del ventennale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I primi passi verso l’euro furono compiuti <strong>nel 1988</strong> quando l’allora presidente della Commissione Ue, il francese<strong> Jacques Delors</strong>, europeista e uno dei padri dell’Unione, mise in piedi un comitato ad hoc i cui lavori gettarono le basi per il <strong>trattato di Maastricht</strong>, firmato nella cittadina olandese nel <strong>1992</strong> dopo duri negoziati e che costituì le fondamenta della moneta unica europea. In particolate il trattato fissava i <strong>parametri di finanza pubblica</strong> richiesti ai paesi che avessero voluto adottare la moneta unica. Sono le famose regole del <strong>3%</strong> del Pil come soglia massima di deficit e del<strong> 60%</strong> come limite per il debito. Già all’epoca l’Italia e il Belgio eccedevano quest’ultima cifra, tuttavia visto il peso geopolitico del paese, membro fondante della Comunità europea per Roma fu disposta una deroga con l’impegno a riportare gradualmente il debito al di sotto del 60%.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Francia di&nbsp;<strong>François Mitterand</strong>&nbsp;ottiene la promessa che la moneta unica diventi realtà<strong>&nbsp;non più tardi del 1999</strong>.&nbsp;<strong>La Germania,</strong>&nbsp;restia ad abbondonare il suo marco, ottiene in garanzia una&nbsp;<strong>banca centrale disegnata sul modello della Bundesbank</strong>&nbsp;tedesca con la lotta all’eccessiva&nbsp;<strong>inflazione</strong>&nbsp;come compito principale. Alla fine il passaggio all’euro, e quindi ad una moneta più debole rispetto al marco, ha avuto l’effetto di favorire la costante crescita delle esportazioni di Berlino. Vantaggio che sembra aver superato quello ottenuto dai paesi meno virtusoi in termini di minori interessi da pagare sul debito pubblico. Non mancano incidenti di percorso, come la bocciatura del Trattato e della moneta unica nel referendum indetto dalla<strong>&nbsp;Danimarca.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La Bce diventa operativa nel 1998&nbsp;<strong>e il primo gennaio 1999</strong>&nbsp;viene lanciato l’euro come moneta ufficiale di 11 Paesi (Germania, Francia, Belgio, Lussemburgo, Olanda, Italia, Spagna, Portogallo, Irlanda, Finlandia e Austria.&nbsp;<strong>Nel 2001 si aggancia la Grecia</strong>&nbsp;e da Atene partirà nel 2009 la crisi più grave che la moneta unica ha dovuto attraversare nei suoi primi 20 anni. Il primo gennaio 2002 vengono messe in circolazione&nbsp;<strong>le banconote e monete in euro, e ritirate le valute nazionali</strong>. Da allora si sono aggiunti alla moneta unica&nbsp;<strong>Slovenia</strong>&nbsp;(2007),<strong>&nbsp;Cipro e Malta</strong>&nbsp;(2008), Slovacchia (2009) e poi<strong>&nbsp;Estonia</strong>&nbsp;(2011), Lettonia (2014) e Lituania (2015). Alla guida della Banca centrale europea, con sede a Francoforte, e quindi dell’euro c’è oggi la francese&nbsp;<strong>Christine Lagarde</strong>. Prima di lei si sono avvicendati l’italiano&nbsp;<strong>Mario Draghi</strong>&nbsp;(2011- 2019), il francese&nbsp;<strong>Jean Claude Trichet</strong>&nbsp;(2003 – 2011) e l’olandese&nbsp;<strong>Wim Duisenberg.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Fonte Il Fatto Quotidiano</p>
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		<title>Sui prezzi dell&#8217;energia l&#8217;Europa si divide.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Oct 2021 20:11:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[caro bollette]]></category>
		<category><![CDATA[consiglio straordinario]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Consiglio straordinario dei ministri dell&#8217;Energia, riunito a Lussemburgo per portare sul concreto le azioni contro il caro bollette, si è chiuso con un nulla di fatto. Gli Stati si sono mostrati ancora una volta divisi: da una parte il fronte guidato dalla Spagna (e pochi altri) che chiede una riforma del mercato dell&#8217;energia, dall&#8217;altro undici Stati, guidati dalla Germania, che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>Consiglio straordinario </strong>dei<strong> ministri dell&#8217;Energia</strong>, riunito a Lussemburgo per portare sul concreto le azioni contro il caro bollette, si è chiuso con un nulla di fatto. Gli Stati si sono mostrati ancora una volta divisi: da una parte il <strong>fronte guidato dalla Spagna</strong> (e pochi altri) che chiede una <strong>riforma del mercato</strong> dell&#8217;energia, dall&#8217;altro undici Stati, guidati dalla <strong>Germania</strong>, che sostengono invece che il mercato non vada toccato.<br>Funziona così com&#8217;è e, soprattutto, gli aumenti vertiginosi dei prezzi non sono direttamente imputabili al meccanismo del calcolo del prezzo dell&#8217;elettricità, come invece sostengono <strong>Madrid e Parigi</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Maggiore apertura invece sulla proposta, sostenuta anche dall&#8217;<strong>Italia, di favorire un&#8217;alleanza tra volontari per l&#8217;acquisto congiunto e lo stoccaggio del gas</strong>.&nbsp;<br><br>Il Consiglio si è aperto con l&#8217;allarme dell&#8217;Ue sui prezzi.&nbsp;&#8220;Non c’è alcun segnale che i prezzi dell’energia scendano dai record attuali. Si tratta di un fenomeno globale e tutto il mondo ne è colpito&#8221;, ha dichiarato la&nbsp;<strong>commissaria europea all&#8217;Energia, Kadri Simson</strong>, nel suo intervento alla sessione pubblica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Questa non è una situazione specifica per l’Europa, ma siamo in una&nbsp;<strong>posizione più vulnerabile di altri</strong>. Ci sono delle misure che devono essere prese rapidamente e lezioni da apprendere e le conseguenze per evitare il ripetersi di queste situazioni&#8221;, ha aggiunto Simson.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le divisioni fra i 27</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il problema è riconosciuto da tutti. Le soluzioni su come affrontarlo no.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La&nbsp;<strong>Spagna</strong>&nbsp;insiste sulla necessità di&nbsp;<strong>cambiare il modo in cui viene calcolato il prezzo dell&#8217;elettricità all&#8217;ingrosso</strong>, anche al costo di slegarsi &#8220;in via straordinaria&#8221; dal sistema europeo e crearne uno proprio. In risposta agli undici Paesi, tra cui Germania, che ieri hanno bocciato la proposta di modificare il mercato Ue, Madrid si è presentata al tavolo del Consiglio straordinario con un non-paper in cui afferma che &#8220;in situazioni eccezionali, gli Stati membri devono essere autorizzati ad adattare la formazione del prezzo dell&#8217;elettricità alle loro situazioni specifiche&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non solo.&nbsp;<strong>Madrid vorrebbe</strong>&nbsp;poter anche fissare, sempre in situazioni eccezionali,&nbsp;<strong>&#8220;un prezzo limite per il gas naturale&#8221;</strong>.&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Ogni aumento di un euro/MWh del prezzo del gas naturale rappresenta 2,7 miliardi di euro all&#8217;anno di costi aggiuntivi dell&#8217;elettricità, distogliendo risorse dalla transizione energetica e dalla ripresa economica e ogni giorno peggiora&#8221;, si legge nel documento spagnolo.&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Riteniamo che il funzionamento del mercato elettrico, del mercato del gas e del mercato dei diritti di emissione debba essere rivisto&#8221;, ha affermato la sottosegretaria che ha insistito sulla necessità di &#8220;una risposta globale, una risposta europea, a un problema straordinario che sta interessando l&#8217;intera economia&#8221; e &#8220;particolarmente importante per l&#8217;Europa in piena ripresa economica&#8221;, che richiede una reazione &#8220;straordinaria&#8221; con misure &#8220;molto più ambiziose e adeguate al contesto attuale”.<br><br>&#8220;L’attuale definizione del mercato dà segnali di investimento importante per le rinnovabili e, allo stesso tempo, garantisce la sicurezza delle forniture e mantiene bassi i costi del sistema elettrico per i consumatori. Io ho visto naturalmente la dichiarazione pubblicata da nove di voi, giusto ieri, penso che non dobbiamo cercare delle soluzioni rapide, abbiamo bisogno di un dibattito basate sulle prove, basato sui fatti e su un’analisi attenta&#8221;, ha replicato in modo indiretto&nbsp;<strong>Simson</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le direttive all&#8217;Acer</h2>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;La Commissione ha dato mandato all’agenzia per la cooperazione tra i regolatori dell’energia (<strong>Acer</strong>) di valutare i vantaggi e gli svantaggi della definizione del mercato attuale per l’elettricità all’ingrosso e di valutare la capacità di rispondere alle situazioni di forte volalitiità dei prezzi dei mercati del gas. Ieri ho parlato con il direttore dell’Acer per avviare questo studio, l’Acer preparerà le raccomandazioni per la valutazione della Commissione per l’aprile 2022&#8243;, ha annunciato la commissaria. Anche da parte dell&#8217;<strong>Italia</strong>&nbsp;vi è apertura per l&#8217;analisi, sia sul prezzo del gas che su eventuali speculazioni nel mercato delle emissioni.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le prime bozze dei risultati delle analisi, su cui si potrà discutere, saranno pronte già a dicembre. Così come entro dicembre la Commissione avrà fatto chiarezza con il pacchetto per la decarbonizzazione del mercato del gas. Quindi, allo stato attuale, i Ventisette restano in attesa.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Abbiamo avuto una discussione e non è emersa una posizione consensuale circa gli interventi adottati a livello Ue, circa una loro applicazione in tutti gli Stati membri. Attendiamo con interesse le future analisi, i futuri studi, di cui si occuperà la Commissione. Sulla base di queste analisi particolareggiate potremo adottare decisioni future a livello dell’Ue&#8221;, ha sintetizzato al termine del Consiglio il ministro alle Infrastrutture sloveno (Paese presidente di turno dell&#8217;Ue),&nbsp;Jernej Vrtovec.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Nucleare</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Al tavolo dei ministri si è riprosto anche il tema del nucleare, in particolare in vista del nuovo regolamento della Commissione sulla tassonomia. Simson ha confermato l&#8217;apertura annunciata venerdì dalla presidente Ursula von der Leyen: &#8220;Il mix energetico ha bisogno di più rinnovabili ed energia pulita e parallamente avremo bisogno di una fonte stabile in questa fase transitoria, come il nucleare e il gas naturale&#8221;.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il ministro alla Transizione ecologica,&nbsp;<strong>Roberto Cingolani</strong>, ha confermato il &#8220;ruolo significativo del gas naturale nella transizione ecologica&#8221;. E l&#8217;Italia, dal punto di vista delle riserve, è messa meglio degli altri. &#8220;Con il sistema nazionale di stoccaggio, che è regolato, abbiamo una capacità allocata mediante aste e in questo modo siamo riusciti a massimizzare il riempimento dei volumi disponibili. Oggi abbiamo l’85% delle riserve di gas, che è un po’ meno degli anni precedenti ma rimane un valore molto alto, superiore alle media europea&#8221;, ha spiegato Cingolani che, favorevole allo stoccaggio comune, ha invitato la Commissione a &#8220;investire di più sull&#8217;approvvigionamento&#8221;.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fonte Agi Agenzia Italia di di <a href="https://www.agi.it/authors/brahim-maarad/">Brahim Maraad</a></p>
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		<title>Prosecco: De Castro-Dorfmann, no a falso made in Croazia.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Oct 2021 20:05:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Top News]]></category>
		<category><![CDATA[bruxelles]]></category>
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		<category><![CDATA[De Castro]]></category>
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					<description><![CDATA[“Non possiamo tollerare che la denominazione protetta “Prosecco”, una delle più emblematiche a livello Ue, diventi oggetto di imitazioni e abusi, in particolare nell’Unione europea”. Così&#160;Paolo De Castro&#160;e&#160;Herbert Dorfmann, coordinatori dei&#160;Gruppi S&#38;D e PPE&#160;alla commissione Agricoltura del Parlamento europeo, durante lo scambio di vedute di oggi con l’esecutivo Ue, in merito alla procedura di riconoscimento [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">“Non possiamo tollerare che la denominazione protetta “Prosecco”, una delle più emblematiche a livello Ue, diventi oggetto di imitazioni e abusi, in particolare nell’Unione europea”. Così&nbsp;<strong>Paolo De Castro</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Herbert Dorfmann</strong>, coordinatori dei&nbsp;<strong>Gruppi S&amp;D e PPE</strong>&nbsp;alla commissione Agricoltura del Parlamento europeo, durante lo scambio di vedute di oggi con l’esecutivo Ue, in merito alla procedura di riconoscimento della menzione tradizionale croata “Prosěk”.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" width="669" height="376" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Paolo-De-Castro-Ufficio-Stampa-.jpg" alt="" class="wp-image-15961" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Paolo-De-Castro-Ufficio-Stampa-.jpg 669w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Paolo-De-Castro-Ufficio-Stampa--300x169.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Paolo-De-Castro-Ufficio-Stampa--480x270.jpg 480w" sizes="(max-width: 669px) 100vw, 669px" /><figcaption>Paolo De Castro coordinatore del Gruppo S&amp;D alla commissione Agricoltura del Parlamento europeo</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">“Di fronte alla richiesta di tutela di una menzione, Prosěk, che altro non è se non la traduzione in lingua slovena del nome ‘Prosecco’ – sottolineano De Castro e Dorfmann – ribadiamo ancora una volta che il regolamento Ue sull’Organizzazione comune dei mercati agricoli stabilisce che le Denominazioni di origine e Indicazioni geografiche protette devono essere tutelate da ogni abuso, imitazione o evocazione, anche quando il nome protetto viene tradotto in un’altra lingua. Senza contare che, al momento della sua adesione all’Ue, la Croazia non aveva chiesto la protezione della denominazione ‘Prosěk’, consapevole del fatto che fosse in conflitto con la tutela riservata al nostro Prosecco”.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" width="1400" height="930" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Europarlamentare-PPE-Herbert-Dorfmann.png" alt="L'europarlamentare del PPE Herbert Dorfmann" class="wp-image-15450" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Europarlamentare-PPE-Herbert-Dorfmann.png 1400w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Europarlamentare-PPE-Herbert-Dorfmann-300x199.png 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Europarlamentare-PPE-Herbert-Dorfmann-406x270.png 406w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Europarlamentare-PPE-Herbert-Dorfmann-768x510.png 768w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Europarlamentare-PPE-Herbert-Dorfmann-696x462.png 696w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Europarlamentare-PPE-Herbert-Dorfmann-1068x709.png 1068w" sizes="(max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /><figcaption>L&#8217;europarlamentare Herbert Dorfmann
coordinatore del Gruppo PPE alla commissione Agricoltura del Parlamento europeo</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">“A seguito dell’approvazione preliminare della richiesta croata da parte della Commissione – aggiungono gli europarlamentari PD e SVP – ci auguriamo che lo scrutinio degli Stati membri e di tutte le organizzazioni e associazioni impegnate nella tutela delle nostre eccellenze agroalimentari porti al più presto all’interruzione della procedura di registrazione. In caso contrario, si farebbe passare il messaggio pericoloso che la protezione di Dop e Igp nell’Unione possa essere facilmente aggirata tramite altri schemi, come le menzioni tradizionali, e indeboliremmo la posizione dell’Ue nel quadro di negoziati commerciali con Paesi terzi, tra cui quelli in corso con Australia, Nuova Zelanda e Cile, che già si oppongono alla protezione completa del ‘Prosecco’”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Per questi motivi – concludono De Castro e Dorfmann – chiediamo il supporto da parte di tutti gli Stati membri e attori coinvolti nella filiera vitivinicola e delle produzioni di qualità, perché manifestino la propria opposizione entro i 60 giorni a disposizione a partire dal 22 settembre scorso, e rinnoviamo la nostra richiesta al commissario Wojciechowski di intervenire per scongiurare la protezione della menzione tradizionale ‘Prosěk’, e mostrarsi al fianco dei nostri produttori nel rafforzamento delle Indicazioni geografiche, come richiesto peraltro dalla presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fonte:&nbsp;paolodecastro.it</p>
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		<title>Ue: vaccini e 30 miliardi di investimenti nei Balcani. Ma nessuna data sull&#8217;allargamento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Oct 2021 17:17:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[30miliardi]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
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					<description><![CDATA[Nessuna data sull&#8217;allargamento, i leader europei hanno concluso, oggi, la conferenza sui Balcani con promesse d&#8217;aiuto su vaccini e investimenti per 30 miliardi di euro nei prossimi sette anni. In Slovenia, dove si è svolto il summit, i politici hanno rinnovato molte promesse ma, come largamento atteso, non son riusciti a stabilire nessuna data per [&#8230;]]]></description>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1796" height="802" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ue-vaccini-30miliardi.jpg" alt="" class="wp-image-15903" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ue-vaccini-30miliardi.jpg 1796w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ue-vaccini-30miliardi-300x134.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ue-vaccini-30miliardi-480x214.jpg 480w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ue-vaccini-30miliardi-768x343.jpg 768w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ue-vaccini-30miliardi-1536x686.jpg 1536w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ue-vaccini-30miliardi-696x311.jpg 696w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ue-vaccini-30miliardi-1068x477.jpg 1068w" sizes="auto, (max-width: 1796px) 100vw, 1796px" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Nessuna data sull&#8217;allargamento, i leader europei hanno concluso, oggi, la conferenza sui Balcani con promesse d&#8217;aiuto su vaccini e investimenti per 30 miliardi di euro nei prossimi sette anni. In Slovenia, dove si è svolto il summit, i politici hanno rinnovato molte promesse ma, come largamento atteso, non son riusciti a stabilire nessuna data per portare avanti il processo di adesione all’Unione europea di sei stati: Serbia, Bosnia-Erzegovina, Albania, Kosovo, Montenegro, Macedonia del Nord.</p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://it.euronews.com/2020/01/10/allargamento-ue-continuare-il-processo-di-adesione-con-macedonia-del-nord-e-albania">Allargamento Ue: continuare il processo di adesione con Macedonia del Nord e Albania</a></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Non nascondo la mia delusione – ha detto Albin Kurti, primo Ministro del Kosovo &#8211; il vertice avrebbe potuto essere più proficuo, ma resto comunque fiducioso, credo che l&#8217;Unione europea manterrà le sue promesse sul processo di adesione. Il suo consolidamento interno e l&#8217;allargamento esterno &#8211; ha osservato &#8211; non sono due fenomeni che si escludono a vicenda, anzi&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le condizioni poste da Bruxelles per entrare nell’Unione europea riguardano molti aspetti socioeconomici, i diritti fondamentali, la tutela delle minoranze etniche, nonché la lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha elogiato gli sforzi dei paesi che hanno fatto domanda d’adesione e ha anche ammesso i ritardi comunitari. &#8220;L’Unione europea deve dare delle risposte – ha detto -. Il fatto che non si è ancora presa una decisione sull’apertura dei negoziati con la Macedonia del Nord e l&#8217;Albania sta mettendo a repentaglio la nostra posizione e la nostra influenza nella regione&#8221;. Ma ad ogni modo, ha promesso von der Leyen, &#8220;vogliamo i Balcani occidentali all’interno dei nostri confini. Il nostro obiettivo resta l&#8217;allargamento&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le divisioni tra gli Stati membri sono però ancora presenti. Alcuni paesi temono un massiccio afflusso di migranti economici, mentre altri ritengono che l&#8217;allargamento ai Balcani possa abbassare gli standard democratici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fonte Euronews.com Di <a rel="noreferrer noopener" target="_blank" href="https://twitter.com/Efkouts"><strong>Efi Koutsokosta</strong></a></p>
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		<title>#Recovery, Hahn: prima emissione oggi, per l’Ue momento storico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Jun 2021 08:22:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
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		<category><![CDATA[Johannes Hahn]]></category>
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					<description><![CDATA[Bruxelles, 15 giu. (askanews) – “Possiamo essere lieti e orgogliosi di questa prima emissione di bond per finanziare ‘Next generation EU’. Questo è davvero un momento storico per l’Europa: dimostra il potere innovativo e trasformativo dell’Unione Europea”. Lo ha detto il commissario Ue al Bilancio, Johannes Hahn, oggi a Bruxelles, durante la presentazione alla stampa [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Bruxelles, 15 giu. (askanews) – <strong>“Possiamo essere lieti e orgogliosi di questa prima emissione di bond per finanziare ‘Next generation EU’.</strong> Questo è davvero un momento storico per l’Europa: dimostra il potere innovativo e trasformativo dell’Unione Europea”. Lo ha detto il <strong>commissario Ue al Bilancio, Johannes Hahn,</strong> oggi a Bruxelles, durante la presentazione alla stampa dei risultati della prima emissione di eurobond sui mercati per l’ammontare record di <strong>20 miliardi di euro</strong>, con cui verrà finanziato il piano di <strong>Recovery “Next Generation EU”.</strong></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1020" height="533" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/01_Johannes-Hahn-reuters-khOG-1020x533@IlSole24Ore-Web.jpg" alt="" class="wp-image-15693" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/01_Johannes-Hahn-reuters-khOG-1020x533@IlSole24Ore-Web.jpg 1020w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/01_Johannes-Hahn-reuters-khOG-1020x533@IlSole24Ore-Web-300x157.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/01_Johannes-Hahn-reuters-khOG-1020x533@IlSole24Ore-Web-480x251.jpg 480w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/01_Johannes-Hahn-reuters-khOG-1020x533@IlSole24Ore-Web-768x401.jpg 768w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/01_Johannes-Hahn-reuters-khOG-1020x533@IlSole24Ore-Web-696x364.jpg 696w" sizes="auto, (max-width: 1020px) 100vw, 1020px" /><figcaption><strong>Johannes Hahn</strong> &#8211; foto Rete</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">“Per capire che cosa significa questa prima emissione – ha detto Hahn -, ricordiamo che la proposta per ‘Next Generation EU’ era stata presentata dalla Commissione poco più di un anno fa, che era stata <strong>approvata dai Ventisette solo 11 mesi fa</strong>, nel secondo più lungo Consiglio europeo della storia, che l’approvazione del Parlamento europeo è arrivata a dicembre, e che gli Stati membri hanno completato le ratifiche” della decisione sul nuovo tetto delle risorse proprie <strong>“in un tempo record di cinque mesi, quando in passato per decisioni simili ci sono voluti 28 mesi”.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">“Ora – ha affermato il commissario – è il tempo di investire nei progetti futuri, nel <strong>Green Deal e nella digitalizzazione.</strong> <strong>Next Generation EU non servirà solo a riparare, ma a trasformare le nostre economie”.</strong><br>“L’emissione di oggi, pari a 20 miliardi di euro per bond con maturità a 10 anni e un tasso d’interesse inferiore allo 0,1%,, ha incontrato un’offerta degli investitori da 142 miliardi di euro”, oltre sette volte superiore, ha riferito Hahn, sottolineando che si tratta “del più alto ammontare mai emesso dal settore pubblico dell’Ue, sia a livello nazionale che europeo” in una singola “tranche”. Ciò “spiega quanto successo abbia avuto questa transazione”, ha osservato il commissario.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Questo – ha continuato – è solo l’inizio: <strong>dovremo raccogliere in tutto 800 miliardi in prezzi correnti</strong>, e avremo altre due emissioni prima della pausa estiva, probabilmente una ancora a giugno e una a luglio. Poi, a settembre, emetteremo anche <strong>‘EU bills’ </strong>(obbligazioni a breve termine, ndr) che daranno più flessibilità, e rivedremo i piani di finanziamento”, anche in base al panorama completo dei <strong>Piani nazionali di ripresa e resilienza (Pnrr)</strong> che saranno stati nel frattempo approvati.<br>In autunno la Commissione comincerà anche ad emettere per la prima volta i suoi <strong>“green bond”</strong>, che alla fine, ha rilevato Hahn, “costituiranno il 30% del totale delle emissioni, circa 270-280 miliardi di euro in prezzi correnti, ciò che<strong> raddoppierà il valore dei green bond in circolazione sui mercati globali”.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">“Ci attendiamo di raccogliere almeno 80 miliardi di euro entro la fine del 2021; le nostre emissioni rafforzeranno anche il ruolo internazionale dell’euro, con l’attenzione degli investitori per questi <strong>‘safe asset’ europei”,</strong> ha sottolineato ancora il commissario.<br>Hahn precisato che all’emissione hanno risposto sottoscrizioni provenienti per “oltre il 50% dell’Ue, e per il 13% da Asia e Americhe” (di cui, ha precisato più tardi circa <strong>il “10%” solo dall’Asia, inclusa la Cina),</strong> e che gli investitori sono “per circa 1/4 banche centrali, il 37% società di gestione di fondi, e l’11% fondi pensione e di assicurazione”.<br>Una serie di banche (fra cui l’italiana Unicredit) che sono state multate dall’Antitrust Ue il 20 maggio scorso per aver partecipato a un cartello sui titoli di Stato, pur essendo qualificate nella rete dei<strong> ‘primary dealer’ </strong>per le transazioni, non hanno potuto acquistare i bond di questa emissione. “Abbiamo deciso per ora di escluderle”, ha confermato Hahn.<br>“Queste banche – ha spiegato – devono dimostrare che hanno adottato tutti i necessari rimedi chiesti dalla Commissione: ci aspettiamo che ci sottopongano tutte le informazioni richieste e le analizzeremo. Non so quanto tempo ci vorrà: dipenderà dalla qualità delle informazioni che ci avranno inviato. Ma sarà il più presto possibile, perché abbiamo interesse a includere tutti gli attori chiave e tutte le banche che sono qualificate per la rete dei ‘primary dealer’; <strong>ma gli aspetti legali vanno rispettati”, ha concluso il commissario.</strong></p>
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		<title>Recovery fund, Herbert Dorfmann: &#8220;Spazio alle Regioni&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Feb 2021 09:58:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
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		<category><![CDATA[herbert dorfmann]]></category>
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		<category><![CDATA[recovery plan]]></category>
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		<category><![CDATA[sviluppo]]></category>
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					<description><![CDATA[a cura della Redazione/ Martedì 9 febbraio il Parlamento europeo ha approvato, dopo mesi di negoziati, il più grande piano di aiuti nella storia dell’Unione europea. «Le Regioni giocheranno un ruolo importante nell’attuazione del Recovery plan», afferma l’europarlamentare PPE Herbert Dorfmann che ha sostenuto una formulazione «che desse più peso alle Regioni» nella risoluzione del [&#8230;]]]></description>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Europarlamentare-PPE-Herbert-Dorfmann-406x270.png" alt="L'europarlamentare del PPE Herbert Dorfmann" class="wp-image-15450" width="674" height="448" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Europarlamentare-PPE-Herbert-Dorfmann-406x270.png 406w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Europarlamentare-PPE-Herbert-Dorfmann-300x199.png 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Europarlamentare-PPE-Herbert-Dorfmann-768x510.png 768w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Europarlamentare-PPE-Herbert-Dorfmann-696x462.png 696w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Europarlamentare-PPE-Herbert-Dorfmann-1068x709.png 1068w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Europarlamentare-PPE-Herbert-Dorfmann.png 1400w" sizes="auto, (max-width: 674px) 100vw, 674px" /><figcaption>L&#8217;europarlamentare del PPE Herbert Dorfmann</figcaption></figure></div>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">a cura della Redazione/</p>



<p class="wp-block-paragraph">Martedì 9 febbraio il <strong>Parlamento europeo</strong> <strong>ha approvato</strong>, dopo mesi di negoziati, <strong>il più grande piano di aiuti nella storia dell’Unione europea</strong>. «Le Regioni giocheranno un ruolo importante nell’attuazione del Recovery plan», afferma <strong>l’europarlamentare PPE Herbert Dorfmann</strong> che ha sostenuto una formulazione «che desse più peso alle Regioni» nella risoluzione del Parlamento. Entro aprile, i piani nazionali di ripresa dovranno arrivare a Bruxelles; l’obiettivo è rilanciare l’economia europea rendendola più verde e digitale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il risultato del voto è stato reso noto la mattina di mercoledì 11 febbraio. La larga <strong>maggioranza dei deputati ha votato a favore di questo piano miliardario</strong> <strong>per il sostegno dell’economia europea</strong>. Centrale sarà il dispositivo per la ripresa e la resilienza, che distribuirà 672,5 miliardi di euro. Di questi, 312,5 saranno concessi a fondo perduto e 360 come crediti, che dovranno finanziare riforme e investimenti negli stati membri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’Italia riceverà la maggior parte dei fondi. Si tratta di più di 200 miliardi di euro, di cui 65 a fondo perduto. Quattro quinti di queste risorse dovranno essere dedicati a piani legati alla transizione ecologica e digitale.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/europa-dei-pololi-e-delle-polis-tuccillo-421x270.jpg" alt="Bandiera dell'Europa" class="wp-image-12344" width="695" height="446" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/europa-dei-pololi-e-delle-polis-tuccillo-421x270.jpg 421w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/europa-dei-pololi-e-delle-polis-tuccillo-300x192.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/europa-dei-pololi-e-delle-polis-tuccillo.jpg 900w" sizes="auto, (max-width: 695px) 100vw, 695px" /><figcaption>Bandiera dell&#8217;Europa</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Entro fine aprile, i ventisette stati membri dovranno far pervenire a Bruxelles la lista dei progetti che desiderano finanziare </strong>al fine di uscire dalla più grave crisi economica dalla fondazione dell’Unione europea. Le risorse cominceranno a essere distribuite solo una volta che la Commissione avrà approvato questi piani. Il commissario europeo per l’economia, <strong>Paolo Gentiloni</strong>, ha affermato che il 70 per cento delle risorse sarà dispiegato tra quest’anno e il 2022; il restante nel 2023.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Per garantire l’efficacia del nuovo meccanismo è importante che le Regioni siano coinvolte adeguatamente nel processo di presentazione e selezione dei progetti. &#8211; sostiene Dorfmann &#8211; Le risorse vanno dispiegate rapidamente, al fine di cominciare a gestire il prima possibile le conseguenze della crisi».</p>
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		<title>Ue, Von der Leyen: mantenere le politiche di bilancio di sostegno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Jan 2021 11:49:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
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					<description><![CDATA[Per ritorno a Patto stabilità servono le condizioni, non scadenze. La clausola di sospensione delle regole del Patto di stabilità dell’Eurozona, attivata per far fronte alla crisi pandemica del Covid-19, resterà in vigore per tutto il 2021, e verrà disattivata non a una scadenza temporale prefissata, ma quando ci saranno le condizioni per farlo, con [&#8230;]]]></description>
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<div class="wp-block-image is-style-default"><figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1118" height="759" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ursula-von-der-leyen-1.jpg" alt="" class="wp-image-15338" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ursula-von-der-leyen-1.jpg 1118w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ursula-von-der-leyen-1-300x204.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ursula-von-der-leyen-1-398x270.jpg 398w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ursula-von-der-leyen-1-768x521.jpg 768w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ursula-von-der-leyen-1-696x473.jpg 696w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ursula-von-der-leyen-1-1068x725.jpg 1068w" sizes="auto, (max-width: 1118px) 100vw, 1118px" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Per ritorno a Patto stabilità servono le condizioni, non scadenze. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La clausola di sospensione delle regole del Patto di stabilità dell’Eurozona, attivata per far fronte alla crisi pandemica del Covid-19, resterà in vigore per tutto il 2021, e verrà disattivata non a una scadenza temporale prefissata, ma quando ci saranno le condizioni per farlo, con un miglioramento della situazione dopo la crisi sanitaria ed economica. Lo ha indicato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, durante una conferenza stampa oggi a Lisbona, insieme ad Antonio Costa, capo del governo portoghese che esercita dal primo gennaio la presidenza di turno semestrale del Consiglio Ue.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Le politiche di bilancio di sostegno (‘fiscal support’, ndr) devono continuare, e la clausola generale di sospensione resterà ovviamente in vigore nel 2021”, ha detto la presidente della Commissione. Per poterla disattivare, ha spiegato, “ho sempre sostenuto che dobbiamo fissare non scadenze temporali, ma condizioni: la situazione deve migliorare, e poi potremo lavorare a modificare il sistema. Ma per ora siamo in mezzo a una grave crisi mista, sanitaria ed economica; perciò, non ci sono cambiamenti al momento”, ha concluso von der Leyen.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Bruxelles, 15 gen. (<a href="http://www.askanews.it/economia/2021/01/15/ue-von-der-leyen-mantenere-le-politiche-di-bilancio-di-sostegno-pn_20210115_00292/">askanews</a>)</p>
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